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Temi dell'attività parlamentare

Diritto e giustizia
Commissione: II Giustizia
Diritto e giustizia
Il divorzio breve
La legge 6 maggio 2015, n. 55 modifica la legge sullo scioglimento del matrimonio (legge n. 898 del 1970), in modo da:
  • anticipare il momento della possibile proposizione della domanda di divorzio;
  • anticipare anche il momento dell'effettivo scioglimento della comunione dei beni tra i coniugi;
  • stabilire una disciplina transitoria.
Sull'accelerazione del procedimento di separazione e divorzio sono già state adottate nel 2014 altre misure: la negoziazione assistita e gli accordi di separazione e divorzio davanti al sindaco.
 
La legge sul divorzio breve
  • 1 Atto Camera
  • 5 dossier
29/07/2015

La legge n. 55 del 2015 riduce in primo luogo il periodo di tempo che deve necessariamente intercorrere tra separazione e divorzio.

Se la legge del 1970 prevedeva che ai fini della proposizione della domanda di divorzio, le separazioni dovessero essersi protratte ininterrottamente da almeno 3 anni, a decorrere dalla comparsa dei coniugi davanti al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale, la riforma,

- nelle separazioni giudiziali:

  • riduce da 3 anni a 12 mesi la durata minima del periodo di separazione ininterrotta dei coniugi che legittima la domanda di divorzio;
  • fa decorrere tale termine - come attualmente già previsto - dalla comparsa dei coniugi davanti al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale.

- nelle separazioni consensuali:

  • riduce a 6 mesi la durata del periodo di separazione ininterrotta dei coniugi che permette la proposizione della domanda di divorzio;
  • riferisce il termine più breve anche alle separazioni che, inizialmente contenziose, si trasformano in consensuali;
  • fa decorrere tale termine anche in tal caso dalla comparsa dei coniugi davanti al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale.

 

La legge anticipa poi il momento dello scioglimento della comunione dei beni tra i coniugi. In precedenza, lo scioglimento della comunione si realizzava solo con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione. La riforma:

  • nella separazione giudiziale, anticipa lo scioglimento della comunione legale al momento in cui il presidente del tribunale, in sede di udienza di comparizione, autorizza i coniugi a vivere separati;
  • nella separazione consensuale, anticipa lo scioglimento alla data di sottoscrizione del relativo verbale di separazione, purchè omologato.

 

E' poi previsto che - in caso di comunione dei beni - l'ordinanza che autorizza i coniugi a vivere separati debba essere comunicata all'ufficio di stato civile per l'annotazione dello scioglimento della comunione sull'atto di matrimonio.

 

La legge, infine, disciplina la fase transitoria: la nuova disciplina sulla riduzione dei tempi di proposizione della domanda di divorzio e quella che anticipa lo scioglimento della comunione legale si applicano anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della riforma legge; ciò anche quando sia pendente a tale data il procedimento di separazione personale che ne costituisce il presupposto.

Dossier
Atti di interesse
 
Le semplificazioni del procedimento di separazione e divorzio
  • 1 Atto Camera
  • 1 dossier
  • 1 rimando
29/07/2015

Sono state di recente adottate altre misure acceleratorie proprio con riguardo al procedimento in materia di divorzio e di separazione: la negoziazione assistita e gli accordi di separazione e divorzio davanti al sindaco.

In particolare, il decreto-legge n. 132 del 2014, prevede due modalità che semplificano i procedimenti di separazione e scioglimento degli effetti del matrimonio ovvero le condizioni di separazione o di divorzio, entrambi adottabili solo in presenza di accordo tra i coniugi.

Il primo (art. 6) prevede il ricorso ad una particolare forma di negoziazione assistita da avvocati, consentito anche in presenza di figli minori o di figli maggiorenni incapaci, portatori di handicap grave ovvero economicamente non autosufficienti. In tal caso il pubblico ministero presso il tribunale competente, cui l'accordo deve essere trasmesso entro 10 gg., autorizza l'accordo raggiunto solo in quanto rispondente all'interesse dei figli. Analogo passaggio giudiziale è innestato nel procedimento di negoziazione in assenza di figli minori. Anche qui si è prevista la necessità di trasmissione dell'accordo al PM presso il tribunale competente per un controllo di regolarità; spetta allo stesso PM il rilascio del nullaosta all'accordo. La convenzione, obbligatoriamente assistita da un avvocato per parte, produce gli effetti dei provvedimenti giudiziali che definiscono gli analoghi procedimenti.

Oltre che davanti ad avvocati, viene, inoltre, garantita la possibilità di concludere dinanzi al sindaco analogo accordo di separazione o di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili o, infine, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio (art. 12). La procedura non è possibile in presenza di figli minori, di figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave ovvero economicamente non autosufficienti. Con esclusione dell'accordo riguardante la modifica delle condizioni di separazione e divorzio, un ulteriore adempimento procedurale è disposto per la conferma dell'accordo: il sindaco, infatti, dovrà invitare in tali casi i coniugi a comparire davanti a sè non prima dei successivi 30 gg. per la conferma dell'accordo. La mancata comparizione è motivo di mancata conferma.

Dossier
Atti di interesse
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