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Temi dell'attività parlamentare

Istituzioni e diritti fondamentali
Diritti e libertà fondamentali
Prevenzione dell'estremismo jihadista

E' all'ordine del giorno dell'Aula una proposta di legge che introduce una serie di misure per la prevenzione della radicalizzazione e dell'estremismo jihadista.

 
Il contenuto della proposta C. 3558-A
  • 1 Atto Camera
  • 2 dossier
31/03/2017

La proposta di legge C. 3558-A , all'esame dell'Assemblea, è finalizzata a disciplinare l'adozione di misure, interventi e programmi per prevenire fenomeni di radicalizzazione e di diffusione dell'estremismo violento di matrice jihadista nonché a favorire la deradicalizzazione e il recupero in termini di integrazione sociale, culturale e lavorativa dei soggetti coinvolti. Ai fini della legge, la "radicalizzazione" è individuata nei fenomeni che vedono persone simpatizzare o aderire manifestamente ad ideologie di matrice jihadista, ispirate all'uso della violenza e del terrorismo, politicamente o religiosamente motivati.

La proposta di legge prevede l'istituzione del Centro nazionale sulla radicalizzazione (CRAD) presso il Dipartimento delle libertà civili e dell'immigrazione del Ministero dell'interno, che elabora annualmente il piano strategico nazionale di prevenzione dei processi di radicalizzazione e di adesione all'estremismo violento di matrice jihadista e di recupero dei soggetti coinvolti nei fenomeni di radicalizzazione. Il piano è approvato dal Consiglio dei Ministri, acquisiti i pareri delle Commissioni parlamentari competenti e del Comitato parlamentare istituito dalla proposta di legge.

Il piano definisce i progetti, le azioni e le iniziative da realizzare, anche prevedendo l'adozione di strumenti legati all'evoluzione tecnologica, tra cui la possibile istituzione di un numero verde, la promozione di progetti pilota o di poli di sperimentazione per l'individuazione delle migliori pratiche di prevenzione, nonché il possibile utilizzo dei fondi europei RAN.
Con la finalità di favorire l'integrazione e il dialogo interculturale e interreligioso, nonché di contrastare la radicalizzazione e la diffusione dell'estremismo violento di matrice jihadista, si demanda al piano strategico nazionale la previsione di progetti per lo sviluppo di campagne informative, attraverso piattaforme multimediali che utilizzino anche lingue straniere. Per le stesse finalità è previsto che la RAI, in qualità di concessionaria del servizio pubblico, realizzi una specifica piattaforma multimediale per la messa in onda di prodotti informativi e formativi in lingua italiana e araba. Al contempo, il piano strategico nazionale promuove attività di comunicazione in partnership con altri soggetti, pubblici o privati, nonché sinergie tra i media nazionali volte, in particolare, a veicolare la cultura dell'integrazione, del dialogo e il principio dell'eguaglianza di genere.

Con il compito di dare attuazione al piano strategico nazionale, sono al contempo istituiti i Centri di coordinamento regionali sulla radicalizzazione (CCR), presso le Prefetture – UTG dei capoluoghi di regione.

Inoltre, la proposta di legge prevede l'istituzione del Comitato parlamentare per il monitoraggio dei fenomeni di radicalizzazione e dell'estremismo violento di matrice jihadista con la finalità di monitorare i fenomeni inerenti alla radicalizzazione e all'estremismo violento di matrice jihadista. Il Comitato parlamentare è composto da cinque deputati e cinque senatori, nominati entro venti giorni dall'inizio di ogni legislatura dai Presidenti dei due rami del Parlamento, in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari, garantendo comunque la rappresentanza paritaria della maggioranza e delle opposizioni e tenendo conto della specificità dei compiti del Comitato.

Al Parlamento è presentata, con cadenza annuale, una relazione, da parte dell'istituendo Comitato parlamentare, per riferire sull'attività svolta e per formulare proposte o segnalazioni su questioni di propria competenza; il Comitato ha altresì facoltà di trasmettere al Parlamento, nel corso dell'anno, informative o relazioni urgenti.

Al Parlamento è altresì presentata una relazione del Governo, entro il mese di febbraio e riferita all'anno precedente, sulle politiche attuate e sui risultati ottenuti.

Un'ulteriore novità è la previsione di attività di formazione specialistica, anche per la conoscenza delle lingue straniere, consistenti in particolare in programmi e corsi volti a fornire elementi di conoscenza anche in materia di dialogo interculturale e interreligioso al fine di prevenire fenomeni di radicalizzazione ed estremismo violento di matrice jihadista. La formazione è rivolta al personale delle forze di polizia, delle forze armate e dell'amministrazione penitenziaria, ai docenti e ai dirigenti di scuole e università, agli operatori dei servizi sociali e socio-sanitari.

Sono altresì stabiliti interventi finalizzati a prevenire episodi di radicalizzazione nell'ambito scolastico. In particolare, la proposta dispone che l'Osservatorio nazionale per l'integrazione degli alunni stranieri e per l'intercultura elabora, conformandosi al Piano strategico nazionale elaborato dal CRAD, linee guida sul dialogo interculturale e interreligioso, finalizzate a diffondere una cultura del pluralismo e a prevenire episodi di radicalizzazione in ambito scolastico. Si prevede altresì la possibilità per le reti di scuole di stipulare convenzioni con università, istituzioni, enti, associazioni o agenzie presenti sul territorio, per lo sviluppo di iniziative che prevedano la presenza di esperti, secondo linee guida che devono essere definite con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Infine, è stabilito che, con accordo tra lo Stato e le regioni, sono individuate le modalità per l'attuazione di misure per la prevenzione della radicalizzazione e dell'estremismo violento di matrice jihadista nel sistema dell'istruzione e della formazione professionale.

Specifiche risorse sono destinate a finanziare progetti per la formazione universitaria e post-universitaria di figure professionali specializzate nella prevenzione e nel contrasto al radicalismo e all'estremismo violento di matrice jihadista, nel dialogo interreligioso, nelle relazione interculturali ed economiche e nello sviluppo dei paesi di emigrazione, previsti ed organizzati da accordi di cooperazione fra università italiane e università dei paesi aderenti all'Organizzazione della cooperazione islamica, con i quali l'Italia ha stipulato accordi di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica.

E' infine rimessa ad un regolamento ministeriale l'adozione di un Piano nazionale per garantire ai soggetti detenuti o internati un trattamento penitenziario che tenda, oltre che alla loro rieducazione, anche alla loro deradicalizzazione. Il Piano dovrà essere adottato sentito il Garante dei detenuti e d'intesa con il CRAD. Con il medesimo regolamento sono individuati i criteri per consentire l'accesso e la frequenza degli istituti penitenziari a quanti, in possesso di adeguate conoscenze e competenze sui fenomeni di radicalizzazione, dimostrino di potere utilmente promuovere lo sviluppo dei contatti tra la comunità carceraria e la società libera.

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