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Temi dell'attività parlamentare

Difesa e Forze armate
Difesa e Forze armate
Il rilievo internazionale della difesa

Dal secondo dopoguerra l'Italia ha partecipato, in ottemperanza agli impegni internazionali assunti in sede internazionale e comunitaria o nell'ambito di iniziative bilaterali, a numerose missioni militari fuori dai confini nazionali. Il trattamento economico e normativo del personale impegnato in tali missioni ed i molteplici e peculiari profili amministrativi che ne caratterizzano lo svolgimento sono stati di volta in volta regolati nell'ambito dei provvedimenti legislativi che finanziano le missioni stesse. Da ultimo, con il decreto legge n.67 del 2016, convertito con modificazioni dalla legge n. 131 del 2016, che ha disposto la proroga delle missioni internazionali dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016.

 
La proroga e l'autorizzazione di missioni internazionali
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25/01/2017

Fino all'entrata in vigore della L. 145/2016 nel nostro ordinamento giuridico non esisteva una normativa di carattere generale riguardante le missioni internazionali con la conseguenza che tale disciplina, con particolare riferimento ai profili concernenti il trattamento economico e normativo del personale impegnato in tali missioni e i molteplici e peculiari profili amministrativi che caratterizzano le missioni stesse, venivano di volta in volta regolati nell'ambito dei provvedimenti legislativi che finanziavano le missioni stesse con un'efficacia limitata nel tempo e con l'esigenza di essere continuamente reiterate, con conseguenti rischi di difetti di coordinamento normativo e di incertezza circa le disposizioni applicabili nei diversi teatri operativi.

(Per l'analisi della legge 145/2016 si rinvia allo specifico tema)

 

Nella corrente legislatura, sono stati adottati:

  • il decreto-legge 10 ottobre 2013, n. 114, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 dicembre 2013, n. 135 che ha disposto la proroga delle missioni internazionali per il periodo relativo all'ultimo trimestre 2013 (1° ottobre – 31 dicembre);
  • il decreto legge 16 gennaio 2014, n. 2, convertito, con modificazioni dalla legge 14 marzo 2014, n. 28 che ha disposto la proroga delle missioni internazionali per il periodo relativo al primo semestre del 2014 (1° gennaio - 30 giugno 2014);
  • il decreto legge n. 1°; agosto 2014n n. 109, convertito con modificazioni dalla legge  1° ottobre 2014, n. 141 che ha disposto la proroga delle missioni internazionali dal 1° luglio 2014 e fino al 31 dicembre 2014;
  • il decreto legge n. 7 del 2015, convertito con modificazioni dalla legge n. 41 del 2015 che ha disposto la proroga delle missioni internazionali dal 1° gennaio al 30 settembre 2015;
  • il decreto legge n. 174 del 2015, convertito con modificazioni dalla legge n. 198 del 2015 che ha disposto la proroga delle missioni internazionali dal 1° ottobre al 31 dicembre 2015;
  • Il decreto legge n. 67 del 2016, convertito con modificazioni dalla legge n. 131 del 2016, che ha disposto la proroga delle missioni internazionali dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016.

Si segnala, da ultimo, che l'articolo 9 del decreto legge 193 del 2016 ha autorizzato fino al 31 dicembre 2016 la somma di euro 17.388.00 per la partecipazione di personale militare all'operazione di supporto sanitario in Libia – operazione "Ippocrate"-.La richiamata autorizzazione di spesa si applica, altresì, sempre fino al 31 dicembre 2016, al personale militare impegnato nell'operazione delle Nazioni Unite United Nations Support mission in Lybia (Unsmil).

(Per l'analisi dei richiamati provvedimenti si rinvia ai temi riferiti a ciascun decreto legge)

Ulteriore incertezza normativa riguardava, poi, le procedure interne in forza delle quali era possibile pervenire all'adozione della decisione riguardante il coinvolgimento delle truppe italiane nell'ambito delle missioni militari oltreconfine. nella prassi, la conclusione del dibattito parlamentare relativo ai vari interventi militari è avvenuta generalmente mediante l'approvazione di mozioni (partecipazione italiana alla missione internazionale nel 1987 per la protezione di navi mercantili nel Golfo persico, durante il conflitto Iran-Iraq), o risoluzioni in Assemblea (invio nel 1991 di una forza multinazionale per il ristabilimento dello status quo in Kuwait dopo l'invasione irachena), o risoluzioni in Commissione (partecipazione italiana alla missione navale nel Golfo persico del 1990-91 per il controllo dell'embargo ONU e per lo sminamento del Golfo).

In altri casi il Governo è ricorso allo strumento del decreto legge, soprattutto ai fini del finanziamento delle missioni militari, ma anche in modo da sollecitare la decisione parlamentare e, nello stesso tempo, la formulazione di un indirizzo politico sull'operazione.

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Vedi anche
 
Le operazioni per il mantenimento della pace
  • 2 risorse web
25/01/2017

Le operazioni per il mantenimento della pacesono state caratterizzate nel corso degli anni da una rilevante evoluzione qualitativa e quantitativa. Si possono individuare sinteticamente differenti tipologie di operazioni di pace, pur nella consapevolezza sia della relatività delle classificazioni, sia della compresenza di differenti tipologie all'interno delle operazioni realizzate:

a) operazioni di formazione della pace e prevenzione del conflitto (peace-making): sono utilizzate in presenza di una controversia che determina un conflitto. Si tratta, perciò, di attività volte prevalentemente alla soluzione pacifica delle controversie attraverso il ricorso ai mezzi diplomatici tipici del diritto internazionale per la soluzione dei conflitti;

b) operazioni di peace-keeping: si tratta di operazioni militari volte a prevenire, limitare od eliminare situazioni di conflitto tra Stati o all'interno di Stati, al fine di mantenere o ristabilire la pace. In particolare, le funzioni cui assolvono tali operazioni hanno un contenuto variabile che va dai compiti di osservazione e verifica (che comprendono il controllo del cessate il fuoco, della liberazione del territorio e del conseguente ritiro delle forze di occupazione) a quelli di interposizione (che comporta l'assunzione di un ruolo di mera presenza tra le due parti in conflitto, allo scopo di ridurre la tensione tra le stesse e di prevenire gli scontri) e a quelli di mantenimento dell'ordine e del rispetto del diritto;

c) operazioni di imposizione della pace (peace-enforcing): si tratta di operazioni militari volte ad imporre con la forza alle parti in conflitto o al soggetto individuato come aggressore, l'attuazione delle misure di controllo e riduzione della situazione di conflittualità decise dall'organizzazione internazionale che invia o autorizza l'operazione. Ciò implica la possibilità di vere e proprie azioni di combattimento;

d) operazioni di assistenza internazionale: si tratta di attività volte a realizzare le condizioni per una pace duratura poste in essere al termine di un conflitto o di una guerra civile, al fine di evitare che sorgano nuove controversie e si determinino altre situazioni di conflittualità. Rientrano in tale categoria tutte le attività che consentono la ripresa delle condizioni di vita ordinaria e comprendono programmi di aiuto e ricostruzione economica, sociale, sanitaria, soprattutto nella fase successiva alla cessazione delle operazioni militari.

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