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Documento

Doc. LXXXVII-bis, n. 3-A

RELAZIONE DELLA XIV COMMISSIONE PERMANENTE

(POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA)

(Relatore: BERLINGHIERI)

sulla

RELAZIONE PROGRAMMATICA SULLA PARTECIPAZIONE DELL'ITALIA ALL'UNIONE EUROPEA
(Anno 2015)

e sul
Programma di lavoro della Commissione per il 2015 – Un nuovo inizio (COM(2014)910 final)

e sul
Programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea (1o luglio 2014 – 31 dicembre 2015) (10948/1/14)

Approvata dalla Commissione il 29 luglio 2015

Presentata alla Presidenza il 29 luglio 2015

Pag. 3

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE

  La XIV Commissione Politiche dell'Unione europea ha svolto l'esame congiunto del Programma di lavoro della Commissione per il 2015 – Un nuovo inizio (COM(2014)910 final), della Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea riferita all'anno 2015 (Doc. LXXXVII-bis, n. 3) e del Programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea (1o luglio 2014 – 31 dicembre 2015) (10948/1/14), approfondendo diverse questioni.
  Si sono svolte audizioni di soggetti qualificati (Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega agli affari europei, Sandro Gozi; rappresentanti della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome; professor Enrico Giovannini, Vice Presidente del Gruppo permanente di alto livello sulla competitività e la crescita; rappresentanti di Confindustria) che hanno fornito utili elementi di informazione e valutazione.
  Le Commissioni permanenti I, II, III, IV, VII, VIII, X, XI, XII e XIII, nonché il Comitato per la legislazione, per i profili ricadenti nell'ambito delle rispettive competenze, hanno espresso i pareri di loro competenza.
  L'esame congiunto dei documenti, che alla Camera si colloca nell'ambito di una vera e propria “sessione europea di fase ascendente”, dedicata alla valutazione e al confronto tra le priorità delle Istituzioni europee e quelle del Governo per l'anno in corso, costituisce potenzialmente un passaggio cruciale per l'intervento del Parlamento nella definizione della politica europea del nostro Paese.
  I documenti programmatici presentano quest'anno un rilievo politico e strategico significativo in considerazione di due elementi: si tratta dell'esame del primo Programma di lavoro della nuova Commissione Juncker, con rilevanti novità sul piano del metodo e dei contenuti; contemporaneamente, vi è la possibilità di dare seguito, attraverso la Relazione programmatica, all'azione svolta dal nostro Paese nel corso del semestre di Presidenza, che ha già prodotto importanti innovazioni nell'approccio dell'Unione europea all'economia e ad altre questioni cruciali.

  L'obiettivo finale dell'esame è concorrere a definire una cornice strategica coerente per la politica europea del nostro Paese, articolata intorno a grandi obiettivi e linee d'intervento prioritarie, la cui realizzazione può andare anche oltre l'anno di riferimento dei documenti.
  È appena il caso di sottolineare che l'utilità di una sessione di questo tipo è direttamente proporzionale alla sua tempestività. È quindi importante che la Relazione programmatica sia trasmessa dal Governo entro la fine di ciascun anno, in modo da porre il Parlamento in condizioni di fornire un contributo utile entro il primo semestre dell'anno di riferimento.Pag. 4
  Non va infatti trascurato il valore aggiunto costituito dalla possibilità di svolgere nei tempi più congrui una discussione sui documenti programmatici, stante il fatto che i processi decisionali europei sono organizzati in maniera ordinata e rispondono ad una sequenza per cui i singoli provvedimenti sono preceduti da documenti preparatori che individuano la questione che si intende affrontare definendone caratteristiche, aspetti problematici e prospettando eventuali soluzioni.
  È questo, insieme alla previsione di una motivazione nel corpo degli atti legislativi, un elemento assai qualificante del processo decisionale europeo che potrebbe essere opportuno incorporare anche nella nostra esperienza, posto che tuttora l'attività normativa in Italia è contrassegnata da una forte imprevedibilità e da un'eccessiva produzione di atti, che determina il fenomeno più volte denunciato dell'inflazione legislativa, generando confusione e incertezza nei destinatari delle norme.

  Ciò potrebbe risultare tanto più necessario in considerazione del fatto che l'Europa è investita da una serie di problemi che mettono a dura prova la sua capacità di fornire risposte adeguate e condivise sia tra i diversi partner che all'interno di ciascun paese membro.
  Negli ultimi mesi si sono presentati in rapida successione problemi che hanno inevitabilmente assunto le caratteristiche di vere e proprie emergenze per la difficoltà dell'UE di farvi fronte con le necessarie fermezza e tempestività: dalla gestione dei flussi migratori, alla recrudescenza delle situazioni di crisi e dei conflitti in molti paesi ai confini dell'Europa; dalla diffusione del terrorismo e della criminalità transfrontaliera alla difficoltà di superare la lunga crisi economico-finanziaria, all'accentuazione della concorrenza delle economie più aggressive e dinamiche, fino alla recente vicenda greca.
  L'Europa è ormai stabilmente al centro del dibattito pubblico e del confronto politico. Ciò pone con urgenza la necessità di riavviare la discussione sulle prospettive del processo di integrazione e sulle iniziative da assumere per consentire all'UE di attrezzarsi in maniera più efficace di fronte alle questioni che di volta in volta si pongono.

  La Commissione Juncker ha dimostrato dall'inizio del suo mandato un'apprezzabile capacità di segnare una discontinuità individuando alcune priorità definite nel Programma di lavoro della Commissione per il 2015 – Un nuovo inizio (COM(2014)910 final).
  Appare condivisibile l'obiettivo dichiarato dalla Commissione di dare risposta concreta alle aspettative dei cittadini europei che chiedono all'Unione una soluzione ai grandi problemi legati all'attuale congiuntura socioeconomica, quali la forte disoccupazione, l'elevato debito pubblico, la scarsa crescita e la carenza di investimenti e di competitività a livello mondiale, auspicando al tempo stesso una minore ingerenza dell'Unione nelle questioni quotidiane, nelle quali gli Stati membri possono intervenire più efficacemente.
  Merita segnalare che, per la prima volta, la Commissione ha accettato di discutere con il Consiglio il proprio programma prima Pag. 5della sua formale presentazione al Parlamento europeo, dando seguito alle indicazioni emerse dalla riflessione sul funzionamento delle Istituzioni dell'UE promossa dalla Presidenza italiana.
  Il Programma è basato su quattro importanti e condivisibili principi: 1) conformità ai dieci orientamenti politici annunciati da Juncker in qualità di candidato presidente della Commissione; 2) applicazione della discontinuità legislativa: la Commissione ha deciso il ritiro delle proposte che non sono conformi agli orientamenti politici o che hanno subito così tante modifiche nel corso dei negoziati da risultare non più aderenti agli obiettivi iniziali, nonché delle proposte sulle quali in sede negoziale non vi è stato alcun accordo; 3) alleggerimento del carico normativo: le nuove norme proposte non dovranno imporre eccessivi oneri e formalità burocratiche, mentre quelle esistenti saranno oggetto di revisione sulla base del Programma REFIT (adeguatezza della regolamentazione); 4) modifica dei metodi di lavoro: il Programma auspica una maggiore collaborazione con il Parlamento europeo e il Consiglio per definire le principali priorità politiche e legislative delle tre Istituzioni e accelerare così il processo decisionale.
  Tale ultimo aspetto, in maniera molto più esaustiva e sistematica, è affrontato nel pacchetto da ultimo presentato dalla Commissione europea sulla migliore regolamentazione, cosiddetta better regulation, sul quale ci si soffermerà in seguito.
  Questi principi si traducono nei 4 allegati che accompagnano il Programma, tra i quali il più rilevante (Allegato 1) è quello che reca essenzialmente le iniziative che saranno presentate nel 2015, alcune delle quali sono state già presentate nei primi tre mesi dell'anno.

  Nell'ambito della priorità n. 1 (un nuovo impulso all'occupazione, alla crescita e agli investimenti) la Commissione rileva che la sua nuova strategia economica agisce fondamentalmente su tre fronti: promozione degli investimenti, proseguimento delle riforme strutturali e responsabilità di bilancio. In tale ambito si collocano anzitutto le proposte, già presentate ed esaminate ovvero in corso di esame da parte della Camera, per attuare il Piano di investimenti per l'Europa, nonché un pacchetto di misure rivolto ai giovani e a disoccupati di lunga durata mirante, tra l'altro, a promuovere lo sviluppo delle competenze.
  Di particolare rilevanza la Comunicazione relativa alla revisione intermedia della Strategia Europa 2020, preannunziata dalla Commissione.
  Gli obiettivi generali della nuova strategia economica della Commissione appaiono condivisibili, ma potranno trovare ulteriore concreta traduzione nell'ambito della discussione avviata dalla Relazione «Completare l'Unione economica e monetaria dell'Europa», elaborata dal Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, in stretta collaborazione con il Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, il Presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, il Presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, e il Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, che delinea le prospettive di sviluppo dell'UEM su quattro fronti: in primo luogo, un'Unione Pag. 6economica autentica, che assicuri che ciascuna economia abbia le caratteristiche strutturali per prosperare nell'Unione monetaria. In secondo luogo, verso un'Unione finanziaria che garantisca l'integrità della moneta unica e accresca la condivisione dei rischi con il settore privato, completando l'Unione bancaria e accelerando l'Unione dei mercati dei capitali. In terzo luogo, verso un'Unione di bilancio che garantisca sia la sostenibilità sia la stabilizzazione dei bilanci. In quarto luogo, verso una effettiva Unione politica – che sola può porre le basi per l'attuazione dei tre obiettivi precedenti – da realizzare attraverso una accresciuta legittimazione democratica e un rafforzamento delle Istituzioni europee.
  È in ogni caso indispensabile porre al centro della discussione l'esigenza di costruire politiche in grado di porre l'UE nel suo complesso in condizioni di conseguire tassi di crescita più consistenti, in modo da assorbire la disoccupazione che, negli ultimi anni, è aumentata e di sostenere la domanda complessiva. La ripresa degli investimenti, sostanzialmente crollati negli ultimi anni in molti paesi europei, compresa l'Italia, è un presupposto imprescindibile a questo scopo così come per favorire le capacità competitive dell'Europa.
  Nella Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, il Governo fa riferimento alle suddette iniziative inquadrandole in due delle sei grandi aree individuate dal documento: l'area delle politiche macroeconomiche, della riforma del quadro di governance dell'Unione economica e monetaria, della Strategia 2020, del bilancio UE, della fiscalità; l'area delle politiche sociali, rispetto alle quali ribadisce essenzialmente gli obiettivi perseguiti nel semestre di Presidenza italiana.
  Con riguardo al primo ambito, le priorità indicate dal Governo sono anzitutto il rafforzamento del coordinamento delle politiche economiche, la promozione degli investimenti, le riforme strutturali, la legittimità democratica della governance dell'euro all'interno dell'Unione economica e politica.
  Nel secondo ambito, il Governo considera prioritari il completamento del percorso verso una vera e propria Unione del mercato dei capitali, peraltro già previsto dal Piano Juncker.
  Rispetto alla revisione della strategia Europa 2020, in particolare, ci si dovrà porre l'obiettivo di assumere sistematicamente tra i parametri rilevanti, accanto ai dati macroeconomici e di finanza pubblica, la dimensione sociale e l'impatto che le singole misure poste in essere determinano sul piano sociale.
  Con riferimento al bilancio dell'UE l'Italia intende garantire l'equilibrio tra la disciplina di bilancio e le esigenze in materia di spesa, con specifico riguardo alle priorità in materia di crescita e occupazione. Merita segnalare che da tempo si è avviato in Europa un approfondito confronto sull'esigenza di conciliare gli obiettivi del risanamento finanziario, cui è strettamente connesso il tema della qualificazione della spesa pubblica, con l'individuazione di spazi adeguati per politiche orientate alla crescita, oltre che per interventi anticiclici, che consentano di invertire le tendenze recessive ancora molto forti all'interno dell'Unione monetaria.Pag. 7
  La Commissione europea ha compiuto un importante passo avanti con gli orientamenti recentemente adottati per quanto concerne i margini di flessibilità delle regole del patto di stabilità, anche sulla base di un positivo lavoro svolto dal Governo italiano.
  In merito alla fiscalità, il Governo intende proseguire i lavori avviati nel corso del semestre di Presidenza italiana, in particolare in materia di lotta alla frode e all'evasione fiscale.
  Più in prospettiva occorre riprendere la discussione sulle risorse proprie, superando un'attuale situazione per cui il bilancio dell'Unione europea è alimentato essenzialmente da entrate derivanti da trasferimenti degli Stati membri: l'obiettivo deve essere quello di individuare tributi propri dell'Unione europea che siano strettamente correlati con le politiche europee. Al riguardo merita segnalare la proposta caldeggiata anche dalle principali imprese petrolifere europee per introdurre una carbon tax che risulterebbe coerente con le politiche per la lotta ai cambiamenti climatici condotta dall'Unione europea e individuare misure adeguate a superare la concorrenza fiscale dannosa, fenomeno gravissimo che produce sperequazioni ed aumenta il divario all'interno dell'Unione. La concorrenza fiscale penalizza in particolare i redditi da lavoro e da impresa, stante la volatilità dei mercati finanziari e la libertà di movimento di capitali.
  Con riguardo, infine, alle politiche di natura sociale, che hanno come obiettivo primario l'impulso all'occupazione, soprattutto per i giovani, e la lotta alla povertà e all'esclusione sociale, il Governo ribadisce anzitutto l'impegno ad attuare efficacemente la programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali e di investimento nei settori sopra indicati e richiama le iniziative poste in essere a livello nazionale per promuovere l'occupazione.
  Occorre acquisire dal Governo, già in occasione di questo dibattito, lo stato di impiego delle risorse del precedente periodo di programmazione: nel 2015 si concluderà infatti il ciclo n 2 entro cui devono essere spese le risorse assegnate e va concretamente avviata l'attuazione del nuovo ciclo di programmazione.
  Le condizioni economiche, specie nelle aree del Mezzogiorno, non consentono dilazioni o sprechi: le risorse dei fondi strutturali sono davvero decisive per consentire tale recupero.
  Particolare attenzione viene riservata, in linea di continuità con il semestre di Presidenza e a differenza del Programma della Commissione, all'integrazione della dimensione culturale nelle politiche dell'Unione, anche nell'ambito del processo di revisione della Strategia Europa 2020. Ciò con particolare riferimento agli ambiti dell'istruzione e della ricerca, delle tecnologie dell'informazione e comunicazione, dell'occupazione e coesione sociale, dello sviluppo territoriale e urbano, della cooperazione internazionale.

  Nell'ambito della priorità n. 2 (un mercato unico digitale connesso), come preannunciato, la Commissione ha presentato un pacchetto di iniziative legislative e non legislative volte a garantire ai consumatori l'accesso transfrontaliero ai servizi digitali e a porre le basi di un'economia digitale quale nuova fonte di occupazione, crescita e innovazione. Le misure mirano, tra l'altro, a migliorare la Pag. 8normativa sui diritti d'autore, a semplificare le norme in materia di acquisti online e digitali e a rafforzare la cibersicurezza.
  Tale priorità nella Relazione programmatica del Governo è inserita nell'area delle politiche per il mercato e la competitività, che fa particolare riferimento al miglioramento e alla semplificazione del quadro normativo per gli investimenti, alla rimozione delle residue barriere che limitano il funzionamento del mercato dei prodotti e dei servizi, al potenziamento del pacchetto Clima-Energia 2030, alla ricerca, alla realizzazione dell'Agenda digitale europea, all'agricoltura e alla pesca, al rafforzamento del sistema commerciale multilaterale. Di grande rilevanza è anzitutto l'impegno dell'Italia per l'integrazione della politica industriale con le altre politiche europee relative a competitività, crescita e occupazione e l'introduzione dell'obbligo di indicazione di origine sui prodotti (c.d. made in).
  In merito all'Agenda digitale, il Governo ha sostenuto l'impegno della Presidenza lettone ai fini dell'adozione del pacchetto sul mercato unico digitale considerando necessario, per la sua attuazione, e in particolare per l'innovazione digitale e la copertura della banda larga, mettere a disposizione nuove risorse avvalendosi del Piano europeo per gli investimenti.
  Resta ancora molto da fare per la realizzazione di una efficiente rete di banda ultra larga nel nostro Paese.

  Relativamente alla priorità n. 3 (un'Unione dell'energia resiliente con politiche lungimiranti in materia di cambiamenti climatici) la Commissione ha presentato, come preannunciato, il pacchetto relativo alla creazione dell'Unione per l'energia, esaminato dalle Commissioni riunite VIII e X della Camera, che hanno approvato un documento finale all'inizio del mese di luglio 2015, trasmesso alle Istituzioni europee nell'ambito del cosiddetto dialogo politico. Si tratta di un progetto di estrema importanza di carattere strategico volto a ridurre la dipendenza dell'Unione europea da fornitori esterni, spesso non sufficientemente affidabili, attraverso il risparmio e l'efficienza energetica, lo sfruttamento delle risorse proprie e il potenziamento delle reti infrastrutturali per garantire le necessarie interconnessioni. Viene inoltre prospettato un riordino degli incentivi per le fonti rinnovabili che razionalizzi i sistemi attualmente vigenti in diversi paesi europei e la revisione della disciplina relativa al sistema ETS per lo scambio di quote di emissioni che non si è rilevato adeguato agli obiettivi che gli erano stati assegnati. I progressi che l'Europa potrà realizzare su questa materia risulteranno decisivi per rafforzarne il ruolo e le prospettive di crescita su scala internazionale. In questa prospettiva occorre pure che l'Europa riesca ad esprimere pienamente le potenzialità di leadership nella lotta ai cambiamenti climatici al fine di definire obiettivi condivisi e vincolanti nell'ambito del prossimo importante appuntamento costituito dalla Conferenza COP21 che si terrà a Parigi.

  Per l'attuazione della priorità n. 4 (un mercato interno più profondo e più equo con una base industriale più solida), sarà presentata una strategia sul mercato interno per i beni e i servizi, che Pag. 9dedicherà particolare attenzione alle PMI e una proposta riguardante la risoluzione delle crisi degli enti non bancari di rilevanza sistemica.
  Infine la Commissione europea elaborerà un piano d'azione per un'Unione dei mercati dei capitali, tenendo conto degli esiti di una consultazione avviata con il Libro verde presentato nel mese di febbraio 2015.
  Il Governo sottolinea che l'Italia promuove il completamento del percorso di integrazione verso una vera e propria unione del mercato dei capitali e contribuisce alla semplificazione normativa, allo sviluppo di interconnessioni europee e al superamento dei residui ostacoli alla mobilità nel mercato unico attraverso la rimozione di barriere ingiustificate.
  In merito alla riforma dei servizi negli Stati membri, il Governo rileva che, in considerazione dell'impatto che essa avrà sul settore, in fase di attuazione, sarà necessario coinvolgere le diverse amministrazioni dello Stato ed avviare un raccordo tra i diversi livelli territoriali.
  A tale proposito, sarebbe auspicabile dare piena attuazione alle disposizioni recate dalla legge n. 234 del 2012 riguardanti il coordinamento tra regioni, Parlamento e Governo nella valutazione delle proposte della Commissione già dalle prime fasi della «fase ascendente».

  Nell'ambito della priorità n. 5 (Un'unione economica e monetaria più profonda e più equa) saranno presentate iniziative volte al riesame del quadro normativo in materia di governance economica, nonché un piano d'azione volto a combattere la frode e l'evasione fiscale, richiamato anche dalla relazione del Governo. Su questo terreno le recenti vicende che hanno accompagnato i faticosi negoziati per una soluzione alla crisi greca dimostrano che occorre lavorare per rimediare agli evidenti limiti che l'attuale assetto della governance economica e finanziaria ha dimostrato. Sono state avanzate diverse proposte; il punto di partenza non può essere costituito dalla impossibilità di arretrare ma piuttosto dalla necessità di far avanzare il processo di integrazione attraverso un rafforzamento degli strumenti di coordinamento negli indirizzi di politica economica e finanziaria e l'attivazione di strumenti e risorse adeguate per fronteggiare efficacemente eventuali nuove crisi che dovessero presentarsi, con particolare riguardo al loro impatto sotto il profilo sociale e delle prospettive di crescita dell'economica.
  La crisi esplosa nel 2008 ha infatti accentuato i divari di crescita all'interno dell'Unione europea, aumentando le sperequazioni, e provocato un aumento del tasso di disoccupazione in molti paesi europei, oltre che una caduta della domanda interna, con particolare riguardo alle spese per investimenti. Le Istituzioni europee hanno cercato di fronteggiare gli effetti più gravi della crisi avviando una serie di programmi: dalla Youth Guarantee per favorire l'occupazione giovanile, al Piano Juncker per promuovere una ripresa degli investimenti, al completamento dell'Unione bancaria per salvaguardare la sostenibilità del sistema finanziario europeo.
  Occorre tuttavia consolidare e rafforzare ulteriormente le strategie messe in campo, in particolare sostenendo le politiche per la Pag. 10ricerca e l'innovazione e la crescita oltre che per la formazione e la qualificazione del capitale umano. La percentuale della spesa in ricerca e innovazione nei paesi europei, pur registrando situazioni assai differenziate, resta comunque più bassa di quella delle aree economiche più dinamiche: è evidente che la competitività dei sistemi produttivi europei non potrà essere preservata e migliorata senza un intervento più coraggioso in questo campo.

  In attuazione della priorità n. 6 (Un accordo realistico ed equilibrato di libero scambio con gli Stati Uniti), la Commissione, come preannunciato, sta procedendo al riesame globale della strategia commerciale dell'UE e del suo contributo all'occupazione, alla crescita e agli investimenti. Il riesame riguarderà i negoziati multilaterali, bilaterali e le misure autonome.
  Nella Relazione programmatica del Governo si afferma che l'Italia sosterrà una rapida conclusione dei negoziati per il TTIP attraverso un'intesa bilanciata e onnicomprensiva, coerente con il mandato negoziale, che sia suscettibile di produrre ricadute positive sulle due sponde dell'Atlantico in termini di crescita economica, occupazione e mobilità. Appare opportuno che il Governo tenga costantemente aggiornato il Parlamento sull'andamento dei negoziati e che fornisca rassicurazioni sugli aspetti di maggiore criticità: trasparenza dei negoziati, accesso agli atti, tutela delle produzioni di qualità legate alla specificità dei territori e servizi essenziali, tutela delle PMI.

  Con riguardo alla priorità n. 7 del Programma di lavoro (Uno spazio di giustizia e di diritti fondamentali basato sulla reciproca fiducia), la Commissione, come preannunciato, ha presentato un'Agenda europea in materia di sicurezza per il periodo 2015-2020 (COM(2015)185), volta a contrastare la criminalità transfrontaliera, il terrorismo, il fenomeno dei combattenti stranieri e la cibercriminalità, e porterà avanti il processo di adesione dell'Unione alla Convenzione europea per i diritti dell'uomo, su cui peraltro, dopo la presentazione del Programma, la Corte di giustizia ha espresso un parere che sancisce la non compatibilità del progetto di accordo con le disposizioni del diritto dell'Unione. Sarà pertanto necessario riavviare i negoziati con il Consiglio d'Europa.
  Il Governo declina in modo differente gli ambiti prioritari rispetto alle indicazioni della Commissione per quanto concerne l'area dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia.
  Il primo consiste nel monitoraggio sulla salvaguardia dello Stato di diritto nell'UE, attuando il meccanismo introdotto durante la Presidenza italiana, che prevede un dibattito annuale in sede di Consiglio Affari Generali.
  Il secondo attiene alla gestione dei flussi migratori, nel cui ambito è considerata anzitutto prioritaria – con maggiore coraggio rispetto al più generico programma della Commissione – la condivisione degli oneri connessi al controllo delle frontiere esterne dell'Unione europea, alla gestione dei flussi migratori e al traffico di esseri umani anche con riferimento all'operazione TRITON. Contemporaneamente verrà perseguito l'obiettivo di favorire la migrazione legale, con particolare riguardo Pag. 11alla definizione della proposta di direttiva relativa alle condizioni di ingresso e soggiorno dei cittadini di Paesi terzi per motivi di ricerca, studio, scambio di alunni, tirocinio, volontariato e collocamento alla pari.
  Nella prospettiva di favorire la migrazione legale e contrastare l'immigrazione illegale, l'Italia sosterrà inoltre lo sviluppo dei partenariati di mobilità con i Paesi terzi.
  Il Governo ribadisce infine l'impegno per l'adozione di un meccanismo di riconoscimento reciproco delle decisioni in materia di asilo, pur nella consapevolezza che tale obiettivo risulta difficilmente raggiungibile nel breve periodo.
  Il terzo ambito consiste nel contrasto del radicalismo, del terrorismo e della criminalità organizzata, anche nell'ottica dell'adozione della Strategia europea di sicurezza interna, presentata dalla Commissione nel mese di aprile 2015 e sulla quale il Parlamento europeo si è espresso con una risoluzione dell'8 luglio 2015; particolare rilevanza in questo ambito viene attribuita alla prevenzione e al contrasto del fenomeno dei foreign fighters, anche mediante la costituzione di squadre multinazionali ad hoc al fine di promuovere lo scambio d'informazioni su fatti e condotte che rappresentano una potenziale minaccia e di una rete di punti di contatto nazionali specializzati in questo fenomeno.
  Il quarto ambito attiene al settore della giustizia, in cui il Governo intende, in particolare, evidenziare il contributo che le politiche in materia possono offrire a crescita e stabilità e adoperarsi per la rapida approvazione del pacchetto relativo alla protezione dei dati, che mira ad adeguare la vigilanza degli Stati membri sull'uso, la registrazione e l'elaborazione dei dati personali, al mondo dell'economia digitale e ai nuovi diritti legati all'utilizzo di piattaforme e servizi on-line che sono in costante evoluzione.

  Per l'attuazione della priorità n. 8 (verso una nuova politica della migrazione), come preannunciato, la Commissione ha presentato l'Agenda europea della migrazione (COM(2015)240) definendo, in particolare, un approccio alla questione dei flussi migratori basato sui principi di responsabilità e solidarietà. In particolare la Commissione ha dato seguito all'Agenda, tra l'altro, con le proposte di ricollocazione e reinsediamento di richiedenti asilo in evidente bisogno di protezione internazionale, con la presentazione di un piano di azione contro il traffico dei migranti, e con il potenziamento delle operazioni coordinate da Frontex al fine di una capacità maggiore di salvare le vite umane dei migranti lungo la rotta del Mediterraneo.
  Anche la Relazione del Governo attribuisce forte rilievo alle politiche in materia di flussi migratori, con particolare riguardo all'intensificazione della lotta all'immigrazione clandestina e al traffico degli esseri umani. Il Governo ha in particolare accolto favorevolmente le proposte dell'UE volte a potenziare le missioni Frontex nel Mediterraneo e a redistribuire il carico delle domande di asilo in modo più equo tra tutti gli Stati membri.

  Relativamente alla priorità n. 9 (un ruolo più incisivo a livello mondiale), è senza dubbio condivisibile l'obiettivo della Commissione Pag. 12di dotarsi di una vera politica estera comune per promuovere la stabilità lungo i confini dell'Unione. Centrale resta la volontà di aiutare i paesi vicini ad attuare le riforme democratiche ed economiche, a rispettare lo Stato di diritto, a rafforzare la governance economica e a dotarsi di una pubblica amministrazione efficiente. In tal senso la Comunicazione sul riesame della Politica europea di vicinato, presentata congiuntamente all'Alto rappresentante, all'esame delle Commissioni III e XIV, rappresenta uno strumento utile consentendo anche ai Parlamenti nazionali di esprimersi nella fase della consultazione, al fine di definire nuovi orientamenti strategici e di acquisire in tempo utile la posizione del Governo.
  Il Governo dedica ampio spazio a tale ambito considerando quale «priorità assoluta» l'azione dell'UE a favore di una stabilizzazione sostenibile nel vicinato, anzitutto con riferimento alla crisi libica, per la quale si ribadisce la posizione sinora tenuta dall'Italia, e alla necessità di una progressiva democratizzazione dei Paesi della sponda sud del Mediterraneo. Il Governo intende inoltre incoraggiare l'azione dell'Alto rappresentante per propiziare un cessate il fuoco duraturo a Gaza e favorire la ripresa del processo di pace in Medio oriente basato sul principio dei due Stati nonché sostenere gli sforzi della UE per porre fine alle violenze in Siria, facilitando una transizione politica conforme alle aspirazioni democratiche del popolo siriano. Particolare attenzione sarà dedicata al contributo che l'Unione potrà dare al contrasto delle minacce legate al terrorismo e all'estremismo violento. Per quanto riguarda la crisi ucraina, il Governo si impegnerà a mantenere una linea politica unitaria in ambito UE basata sui seguenti principi: sostegno ai principi fondamentali del diritto internazionale in relazione all'integrità territoriale del Paese, non riconoscimento delle autorità de facto emerse nelle regioni orientali, invito alle parti a rispettare pienamente il cessate il fuoco e gli accordi di Minsk, promozione di ogni utile occasione di dialogo diretto fra Ucraina e Russia, anche al più alto livello politico. In questo contesto, il Governo incoraggerà la UE a tenere aperti i canali di dialogo con la Russia, pur riconoscendo la necessità di ripensare strategicamente i rapporti reciproci. La seconda grande priorità attiene all'approfondimento della dimensione europea della sicurezza e della difesa, considerata dal Governo completamento necessario e imprescindibile del processo di integrazione continentale nel medio-lungo periodo. La terza priorità consiste nel sostegno alla strategia di allargamento dell'UE verso i Balcani Occidentali e la Turchia, in quanto strumento politico essenziale per garantire il consolidamento della democrazia, della sicurezza e della stabilità politico-economica ai nostri confini e per rafforzare l'UE sia sul piano interno che su quello internazionale.
  In generale, è auspicabile che il Governo italiano si muova per correggere la tendenza che ha prevalso negli ultimi anni in Europa di guardare più al nord che al sud. Occorre riorientare l'asse delle priorità tenendo conto che dalle sponde meridionali del Mediterraneo e dall'Africa arrivano le più grandi minacce ma anche notevoli opportunità che richiedono di adottare un nuovo approccio anche per Pag. 13la politica di cooperazione al fine di fronteggiare l'aggressiva intraprendenza della Cina che sta intervenendo pesantemente per assicurarsi la disponibilità di preziose materie prime.
  La Relazione si sofferma sulle strategie macroregionali, sottolineando che la Strategia adriatico-ionica ha un forte significato politico per i Paesi coinvolti e per la stessa UE, dando impulso sia al percorso europeo dei Balcani, favorendo la collaborazione su politiche convergenti e basate su standard comunitari, sia ad un migliore utilizzo dei fondi comunitari e nazionali. La Relazione ricorda quindi che nel 2015 entrerà nella sua fase finale, in vista dell'approvazione da parte del Consiglio europeo di dicembre, l’iter della Strategia UE per la regione alpina, la cui caratteristica innovativa risiede nella stretta collaborazione tra i livelli statuale, regionale e transfrontaliero. Il Governo sottolinea che la Strategia potrà tradursi in un effettivo valore aggiunto solo se saprà affrontare gli squilibri territoriali e socio-economici tra le zone montuose dell'arco alpino e i più vasti territori circostanti, sulla base di un approccio di «mutua solidarietà».

  Infine, nel rispetto della priorità n. 10 (un'unione di cambiamento democratico), la Commissione, come preannunciato, ha presentato un pacchetto sulla better regulation, del quale fanno parte due iniziative non legislative attualmente all'esame della XIV Commissione: la prima è la comunicazione «Migliorare la regolamentazione per risultati migliori – Un'agenda dell'Unione europea (COM(2015)215), che delinea le direttrici generali del pacchetto; la seconda è la proposta di un accordo interistituzionale, «Legiferare meglio» (COM(2015)216 final) accompagnata da due allegati sugli atti delegati.
  La XIV Commissione sta svolgendo un ciclo di audizioni ritenendo che l'esame delle due Comunicazioni rappresenti un'occasione importante per riflettere su come l'introduzione delle misure prospettate potranno incidere sugli ordinamenti nazionali e, in particolare, su quello italiano, nonché sul ruolo delle Camere in vista della riforma costituzionale.
  Tenendo conto del parere del Comitato per la legislazione e di quanto emerso nell'ambito delle audizioni, è opportuno sottolineare alcuni aspetti fondamentali.
  In primo luogo, l'obiettivo di disciplinare in chiave politica e programmatica tutti i profili che possono concorrere al miglioramento della legislazione è sicuramente condivisibile ancorché molto ambizioso data la complessità della procedura legislativa.
  In linea generale, è condivisibile anche la previsione di rafforzare il processo di programmazione annuale e pluriennale dell'Unione sia attraverso lo scambio di opinioni con il Parlamento europeo e il Consiglio, sulla base di un contributo scritto del suo Presidente, sia attraverso lo scambio di opinioni tra le tre istituzioni sulle priorità pluriennali, nonché attraverso l'aggiornamento periodico sulla pianificazione del programma di lavoro nel corso dell'anno. Tuttavia si rileva un vulnus rispetto al ruolo dei Parlamenti nazionali, citati una sola volta nella proposta che si limita a ribadire il loro ruolo e la Pag. 14responsabilità previsti nei Trattati e nei protocolli 1 e 2 allegati al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
  Molto opportunamente si affronta il tema delle valutazioni d'impatto delle norme UE per l'analisi dei costi imposti alle imprese, dei costi sociali e ambientali, i cui risultati dovranno essere resi pubblici entro un termine ragionevole e disponibili nel corso del processo decisionale. Tuttavia, sarebbe opportuno che, seppure fatte autonomamente, le valutazioni d'impatto facessero riferimento a criteri omogenei così come avviene per le valutazioni ex post.
  Nel nostro Paese il Governo è tenuto a operare una valutazione d'impatto ex ante sui progetti legislativi e gli schemi di atti normativi del Governo, in particolare attraverso l'analisi tecnico-normativa (ATN) e l'analisi della regolamentazione (AIR) (disciplinate dalla direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 10 settembre 2008 e dal decreto del Consiglio dei ministri dell'11 settembre 2008, n. 170); tuttavia, come evidenziato dal Comitato per la legislazione della Camera e come constatato presso la XIV Commissione, tali strumenti non di rado presentano lacune e criticità anche metodologiche. Peraltro la loro efficacia è poi ridotta o resa nulla dalla presentazione di emendamenti governativi e parlamentari, sprovvisti di analisi di impatto, che stravolgono il testo originario del provvedimento. Sono del tutto assenti, poi, strumenti per operare una sistematica valutazione ex post delle politiche pubbliche, soprattutto da parte del Parlamento.
  Il tema della better regulation induce ciascuna assemblea a riflettere non tanto sulla possibilità di intervento diretto a livello europeo – esistendo già per i Parlamenti nazionali il dialogo politico – quanto sul rapporto con il proprio Esecutivo, nonché con i livelli di governo territoriali.
  La Commissione, nelle considerazioni sul Programma di lavoro per il 2015, dichiara di volere intensificare la collaborazione con gli Stati membri, i parlamenti nazionali, le regioni e le città per definire le priorità da considerare alla base delle future proposte. Ciò presuppone un migliore coordinamento della “fase ascendente” anche a livello nazionale al duplice scopo di: intervenire ancor prima della presentazione delle proposte nella fase preparatoria dopo avere individuato tutti gli strumenti utili per una migliore cooperazione tra sistema regionale e Parlamento; evitare difficoltà nella fase dell'interpretazione e della trasposizione delle norme una volta approvate e conseguentemente ridurre il numero delle infrazioni.
  La capacità di anticipare la riflessione e le valutazioni dell'impatto delle misure che si intendono varare attraverso lo studio delle roadmap definite dalla Commissione e la partecipazione alle consultazioni online lanciate dalla Commissione diventa caratteristica fondamentale per perseguire i suddetti obiettivi, nonché per collaborare attivamente ad una migliore regolamentazione.

  Relativamente alla Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, il documento appare, nel suo complesso, conforme alle previsioni della legge n. 234 del 2012.Pag. 15
  Per le politiche sono infatti indicati, sia pure in termini a volte generici, gli orientamenti del Governo e le azioni dell'UE che esso considera prioritarie.
  Apprezzabile è, in particolare, l'incrocio operato a questo scopo con le priorità indicate nel Programma di lavoro della Commissione e con quelle della Presidenza lettone del Consiglio, preceduta dalla Presidenza dell'Italia che quindi – va ricordato – ha contribuito alla definizione delle stesse, nonché la forte attenzione alle iniziative che il Governo intende assumere per dare continuità agli obiettivi perseguiti nel corso del semestre italiano di Presidenza.
  Una analisi più dettagliata si auspica, per il futuro, possa essere dedicata all'attività delle Camere nella fase di formazione delle politiche e della normativa europee, come previsto dall'articolo 13 della legge n. 234 del 2012, richiamando gli atti di indirizzo approvati dalle Camere in relazione a specifici progetti legislativi o ad altri documenti dell'Unione europea, pur menzionati nella Relazione.

  In conclusione, si segnala la necessità di cogliere l'occasione che ci viene offerta dai documenti programmatici per svolgere un'approfondita discussione che eviti posizioni propagandistiche e inutilmente ostili, in termini pregiudiziali, all'Europa.
  È bene chiarire che l'integrazione europea e il suo rafforzamento rappresenta l'unica prospettiva per ciascuno dei nostri Paesi, ivi compresi quelli economicamente più solidi, in considerazione della dimensione globale dei fenomeni che l'Europa è chiamata a fronteggiare. Ciò vale, in particolare per l'Italia, che ha sempre trovato nell'aggancio all'Unione europea un elemento di crescita e di progresso.
  Il nostro paese deve interpretare con intelligenza e spirito di iniziativa il ruolo fondamentale che, in quanto paese fondatore, è chiamato a svolgere per il rilancio del processo di integrazione, che non deve inseguire velleitari obiettivi astratti, ma fondarsi su questioni concrete che possano essere apprezzate dai cittadini europei. L'unico modo per fronteggiare e invertire la tendenza al crescente euroscetticismo consiste nel recuperare pienamente la capacità dell'Unione europea di proporsi come leader a livello internazionale affermando i valori fondanti che consentano legittimamente di assumere il modello europeo a riferimento: la salvaguardia dei diritti fondamentali e dello Stato di diritto, il superamento dei divari economici, la coesione e la solidarietà tra gli Stati membri, la promozione di uno sviluppo economico sostenibile rispettoso dell'ambiente e della dignità umana.
  In questo quadro l'Italia può far valere gli sforzi compiuti negli ultimi anni per mantenere gli impegni assunti sul terreno della finanza pubblica, per realizzare le riforme strutturali per modernizzare il paese e, più in generale, per adempiere più tempestivamente agli obblighi derivanti dall'appartenenza all'Unione europea, come dimostra anche il positivo lavoro svolto per il recepimento della normativa europea e la riduzione delle procedure di infrazione.Pag. 17

PARERI DELLE COMMISSIONI PERMANENTI

Pag. 19

PARERE DEL COMITATO PER LA LEGISLAZIONE

  Il Comitato per la legislazione,
   esaminati i documenti in titolo, con riguardo ai profili di competenza del Comitato;
   preso atto con favore che i tre documenti programmatici dedicano attenzione ai temi della buona legislazione, sia rilevando gli oneri gravanti su cittadini e imprese, sia prospettando la prosecuzione, il rafforzamento e l'applicazione di misure progettuali finalizzate ad affrontare questi temi;
   ricordato che – in ambito nazionale – le Assemblee legislative statali e regionali stanno svolgendo da tempo una riflessione sull'opportunità di una programmazione legislativa che coinvolga in maniera continuativa tutti i livelli territoriali (si veda, in particolare, il documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sulla semplificazione legislativa e amministrativa, approvato all'unanimità dalla Commissione parlamentare per la semplificazione il 31 marzo 2014), riflessione della quale il Comitato auspica il buon esito;
   rilevati, specificamente, i seguenti elementi:

  relativamente alla Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea:
   la Relazione richiama in più punti la qualità della legislazione. In particolare, al capitolo 2, riguardante le politiche per il mercato e la competitività:
    a) il paragrafo 1.1, sull'erogazione di servizi, sottolinea la necessità di «verificare il rispetto del principio di proporzionalità nelle misure di carattere normativo o amministrativo adottate (o che si intende adottare) in materia di autorizzazioni e di requisiti per l'accesso e l'esercizio delle attività di servizi. In questo stesso contesto, occorrerà altresì avviare un confronto approfondito tra tutti gli attori nazionali, sull'attuazione in Italia dell'articolo 16 (libera prestazione dei servizi) della direttiva 2006/123/CE. Il quadro attuale, infatti, non fornisce certezza giuridica circa i requisiti previsti dalla normativa nazionale (statale e regionale) applicabili anche al prestatore europeo che esercita in maniera temporanea e occasionale in Italia»;
    b) il paragrafo 9.3, specificamente dedicato alle attività nel campo della semplificazione, si sofferma sul programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT), adottato nell'ambito della strategia europea «Legiferare con intelligenza nell'Unione europea», che ha l'obiettivo di «creare un ambiente regolatorio trasparente, semplice, privo di inutili oneri burocratici e che produce il massimo dei benefici ad un costo contenuto». La Relazione segnala che «Nel corso del Semestre di Presidenza italiana, Pag. 20il Governo ha lavorato per assicurare un nuovo slancio all'agenda europea sulla smart regulation, ottenendo l'approvazione al Consiglio Competitività del dicembre 2014 sui seguenti temi: l'accelerazione del programma REFIT, con una valutazione degli effetti da esso prodotti; il principio per cui gli adempimenti per le imprese siano proporzionali alle dimensioni ed al rischio dell'attività svolta; la riduzione degli oneri regolatori che dovrebbero supportare lo sviluppo del programma REFIT, al fine di garantire che il corpus legislativo europeo sia più efficace ed efficiente nella realizzazione dei suoi obiettivi; il rafforzamento del processo di analisi di impatto ex ante»;

  relativamente al Programma di lavoro della Commissione:
   secondo il Programma «... la Commissione considera una priorità politica alleggerire il carico normativo pur mantenendo un'elevata protezione sociale, sanitaria e ambientale e garantendo un'ampia scelta ai consumatori». La Commissione dichiara quindi l'obiettivo di «una revisione delle norme onde garantire che contribuiscano all'Agenda per l'occupazione e la crescita e che non impongano formalità burocratiche o oneri amministrativi eccessivi, procurando al tempo stesso i vantaggi che i cittadini si aspettano. Le norme superate o non conformi alle nostre priorità saranno riviste e migliorate. Le formalità burocratiche superflue saranno eliminate»;
   la Commissione richiama altresì il programma REFIT, sopra menzionato, «che mira a ridurre la burocrazia e a eliminare gli oneri normativi e le cui azioni (modifiche legislative, controlli di idoneità e valutazioni) sono una componente fondamentale dell'attività della Commissione»: in particolare, dunque, l'allegato 3 elenca tutte le misure che la Commissione prevede di adottare nel corso del 2015 in attuazione del programma REFIT, dando altresì conto – per ciascuna di esse – dei presupposti e degli obiettivi; le azioni programmate comprendono: abrogazione, valutazione di atti legislativi vigenti, aggiornamento e riesame, studio inteso a valutare gli effetti di determinate normative, consolidamento, semplificazione e rifusione di discipline vigenti, controllo di idoneità di taluni atti legislativi rispetto agli obiettivi prefissati, valutazione dei costi normativi cumulativi (cioè di quanto incide su determinati settori la legislazione che impatta su di essi), codificazione; si ritiene che ciò possa costituire un modello di programmazione legislativa;
   coerentemente – nel paragrafo 10 che è specificamente dedicato ai temi della legislazione europea – la Commissione ribadisce l'importanza della programmazione legislativa e annuncia: «La Commissione potenzierà gli strumenti di cui dispone per legiferare meglio, in particolare le valutazioni, le valutazioni d'impatto e le consultazioni pubbliche, e individuerà un'ulteriore serie di nuove azioni nell'ambito del suo programma sull'adeguatezza della regolamentazione. Tutte le istituzioni devono legiferare meglio per rendere più efficiente il processo legislativo a livello di UE. La Commissione presenterà pertanto una proposta relativa a un nuovo accordo interistituzionale “Legiferare meglio” ...»; l'accordo interistituzionale in esame è infatti annoverato – nell'allegato 1 – fra le nuove iniziative che la Commissione intraprenderà: al riguardo è significativo che il Programma Pag. 21sia parte delle iniziative intese a promuovere un'Unione europea di cambiamento democratico;
   in più punti del Programma si prospettano iniziative settoriali, individuando casi concreti nei quali una migliore legislazione appare auspicabile o necessaria e, onde favorire la conoscibilità, l'allegato 4 indica la legislazione che diventerà applicabile nel 2015;

  relativamente al Programma di diciotto mesi del Consiglio:
   questo Programma – predisposto dalle presidenze italiana, lettone e lussemburghese – ribadisce l'importanza strategica della collaborazione tra le Istituzioni europee per assicurare «un efficace processo decisionale», sottolineando che «La riduzione degli oneri superflui per le imprese è un aspetto importante in termini di potenziamento della competitività. Verranno pertanto profusi sforzi per garantire che la legislazione dell'UE sia idonea e mirata utilizzando efficacemente strumenti di regolamentazione intelligente quali valutazioni d'impatto, valutazione e consultazione delle parti interessate, in particolare per le PMI e le microimprese»;
   dopo questa premessa di carattere trasversale, il Programma elenca poi – su base settoriale – diverse iniziative di riordino e di semplificazione legislativa;
   per quanto concerne la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2015:

  sotto il profilo della riduzione degli oneri regolatori e della valutazione di impatto della regolamentazione:
   nel prendere favorevolmente atto dell'impegno profuso in sede europea per la riduzione degli oneri regolatori gravanti su cittadini, imprese e pubblica amministrazione, auspica che il Governo dia sistematica applicazione al combinato disposto dell'articolo 14, commi da 1 a 10 della legge n. 246 del 2005 (legge di semplificazione 2005) e degli articoli 6, 7 ed 8 della legge n. 180 del 2011 (statuto delle imprese), anche corrispondendo all'obbligo di verificare l'impatto delle proprie iniziative legislative e regolamentari (VIR) e di integrare la formulazione delle proposte di atti normativi con l'analisi dell'impatto della regolamentazione (AIR);
   per quanto concerne il Programma di lavoro della Commissione europea per il 2015:

  sotto il profilo della programmazione legislativa:
   prende atto con favore dell'importanza attribuita alle iniziative per legiferare meglio e auspica la prosecuzione e l'attuazione del Programma REFIT, il quale potrebbe utilmente essere trasposto, con gli opportuni adattamenti, sul piano della legislazione nazionale;
   per quanto concerne il Programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea, non ritiene di formulare specifiche considerazioni in relazione ai profili di competenza del Comitato.

Pag. 22

PARERE DELLA I COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni)

  La I Commissione,
   esaminati, per gli aspetti di propria competenza, il Programma di lavoro della Commissione europea per il 2015 e relativi allegati (COM(2014)910 final – Annex 1, 2, 3 e 4), il Programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea per il periodo 1o luglio 2014 – 31 dicembre 2015 (10948/1/14) e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2015 (Doc. LXXXVII-bis, n. 3);
   rilevato che l'esame congiunto di tali atti si colloca nell'ambito di una vera e propria «sessione europea di fase ascendente», attraverso la quale il Parlamento ha la concreta possibilità di partecipare attivamente alla definizione della politica europea dell'Italia;
   tenuto conto, in particolare, che il Programma di lavoro della Commissione per il 2015 pone l'accento sui temi dell'occupazione e della crescita, in linea con le dieci priorità degli orientamenti politici del Presidente Juncker, indicando, inoltre, tra le finalità da perseguire l'alleggerimento del carico normativo e la modifica dei metodi di lavoro del Parlamento europeo e del Consiglio, nell'ottica di accelerare il processo decisionale;
   preso atto che, per quanto concerne i profili di competenza della Commissione, tra gli obiettivi, il suddetto Programma di lavoro indica l'esigenza di realizzare uno spazio di giustizia e di diritti fondamentali basato sulla reciproca fiducia, individuando tra le priorità l'elaborazione di un'agenda europea sulla migrazione che concili la necessità di seguire un approccio più equo e responsabile alla migrazione legale con quella di adottare misure energiche contro l'immigrazione irregolare e la tratta e il traffico di esseri umani;
   rilevato, inoltre, che nel Programma di lavoro viene valutata prioritaria la promozione della stabilità lungo i confini dell'Europa, giudicandosi essenziale aiutare i paesi vicini ad attuare riforme democratiche ed economiche, far rispettare lo Stato di diritto, rafforzare la governance economica e la competitività, sviluppare le capacità istituzionali, dotarsi di una pubblica amministrazione efficiente e diventare più prosperi;
   preso atto poi che la Relazione programmatica per il 2015 sottolinea come l'azione del Governo italiano nel corso del Semestre di Presidenza abbia permesso l'avvio di un «nuovo inizio» condiviso dalla nuova Commissione, confermato dall'avvio di un nuovo corso rappresentato dal Piano europeo per gli investimenti – presentato dal Presidente Juncker – che prevede il finanziamento di progetti di investimento fino ad un ammontare di 315 miliardi di euro nel periodo 2015-2017;Pag. 23
   rilevato che la Relazione programmatica fa notare come l'Italia abbia fatto da apripista anche in campo istituzionale, avviando in Consiglio Affari Generali una riflessione di ampio respiro sul funzionamento dell'Europa, al fine di introdurre le modifiche necessarie a migliorare il funzionamento delle Istituzioni dell'Unione;
   considerato che, per quanto concerne i profili di competenza della Commissione, tale Relazione programmatica, nell'ambito del secondo capitolo, ritiene la modernizzazione della pubblica amministrazione come fondamentale, sottolineando che il Governo italiano proseguirà l'azione, avviata con il Semestre di Presidenza italiana, di sostegno alle iniziative volte a ampliare l'efficienza delle pubbliche amministrazioni, ridurre gli oneri amministrativi e semplificare la regolamentazione in tutte le politiche di settore per promuovere un ambiente più favorevole alle imprese e alla competitività;
   ricordato che, proprio in tema di modernizzazione della pubblica amministrazione, la Camera dei deputati ha di recente approvato il disegno di legge recante deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (C. 3098), attualmente all'esame del Senato in seconda lettura;
   preso atto che tale Relazione programmatica, nel quarto capitolo, guarda alla creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia in Europa ed oltre i suoi confini, soffermandosi sulle iniziative per lo sviluppo di una politica comune europea in materia di immigrazione, che contribuisca all'agenda dell'UE per la crescita e sia capace allo stesso tempo di promuovere lo sviluppo dei paesi di origine dei flussi migratori;
   rilevato che, in tale ambito, la Relazione, in tema di asilo, afferma che il Governo intende favorire l'attuazione del Sistema comune europeo d'asilo in linea con gli obiettivi indicati dalle nuove Linee guida strategiche per il settore Affari Interni, adottate dal Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014;
   atteso che, in tale Relazione programmatica, si fa notare che il Governo, in linea con il consolidato impegno dell'Italia per la tutela dei minori non accompagnati, sosterrà la definizione del negoziato sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 604/2013 per quanto riguarda la determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata da un minore non accompagnato che non ha familiari, fratelli o parenti presenti legalmente in uno Stato membro;
   ricordato che sulla materia della protezione internazionale è stato approvato dalla I Commissione, in data 29 luglio 2015, il parere sullo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2013/33/UE recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale nonché della direttiva 2013/32/UE recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale (Atto n. 170), a testimonianza del forte interesse riservato a tale argomento in ambito nazionale ed europeo;Pag. 24
   rilevato poi che, in tema di sicurezza, la Relazione dà conto che l'impegno del Governo proseguirà nel solco tracciato durante il Semestre di Presidenza nel corso del quale è stata riservata particolare attenzione al contrasto del radicalismo, del terrorismo, della criminalità organizzata, nonché di tutti quei fenomeni criminali che ruotano attorno all'immigrazione illegale, come il traffico e la tratta di esseri umani;
   preso atto del contenuto del Programma dei 18 mesi delle Presidenze del Consiglio europeo, elaborato dalle presidenze italiana, lettone e lussemburghese, soprattutto laddove, affrontando il tema dello sviluppo dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, si sofferma sul miglioramento e sul rafforzamento della gestione integrata delle frontiere esterne nel pieno rispetto dei diritti fondamentali, sottolineando come il Consiglio proseguirà gli sforzi tesi a promuovere una reale solidarietà a livello europeo in materia di asilo;
   rilevato che il Consiglio giudica prioritario lo sviluppo di una politica comune europea in materia di immigrazione capace di contribuire all'agenda dell'UE per la crescita e abbinata ad una strategia tesa a promuovere la crescita economica nei paesi di origine;
   preso atto, infine, che, per quanto concerne la sicurezza interna, il Consiglio ritiene centrale l'attuazione della strategia di sicurezza interna e il suo eventuale follow-up,
   esprime

PARERE FAVOREVOLE

PARERE DELLA II COMMISSIONE PERMANENTE
(Giustizia)

  La II Commissione,
   esaminati, per le parti di competenza, il Programma di lavoro della Commissione per il 2015 – Un nuovo inizio (COM(2014)910 final), la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea riferita all'anno 2015 (Doc. LXXXVII-bis, n. 3) ed il Programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea (1o luglio 2014 – 31 dicembre 2015) (10948/1/14),
   esprime

PARERE FAVOREVOLE

Pag. 25

PARERE DELLA III COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari esteri e comunitari)

  La III Commissione,
   concluso l'esame congiunto del Programma di lavoro della Commissione per il 2015 – Un nuovo inizio (COM(2014)910 final), della Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea riferita all'anno 2015 (Doc. LXXXVII-bis, n. 3) e del Programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea (1o luglio 2014-31 dicembre 2015) (10948/1/14), assegnati alla Commissione Politiche dell'Unione europea per l'esame ai sensi dell'articolo 126-ter del Regolamento;
   preso atto che, in particolare, il Programma di lavoro per il 2015 intende dare risposta concreta alle aspettative dei cittadini europei che chiedono all'Unione una soluzione ai grandi problemi legati all'attuale congiuntura socio-economica, quali la forte disoccupazione, l'elevato debito pubblico, la scarsa crescita e la carenza di investimenti e di competitività a livello mondiale, auspicando al tempo stesso una minore ingerenza dell'Unione nelle questioni quotidiane, nelle quali gli Stati membri possono intervenire più efficacemente;
   rilevato con soddisfazione che per la prima volta la Commissione ha accettato di discutere con il Consiglio il proprio programma prima della sua formale presentazione al Parlamento europeo, dando seguito alle indicazioni emerse dalla riflessione sul funzionamento delle Istituzioni UE promossa dalla Presidenza italiana;
   osservato che il Programma è basato su quattro importanti principi: conformità ai dieci orientamenti politici annunciati da Juncker in qualità di candidato Presidente della Commissione europea il 15 luglio 2014; applicazione della discontinuità legislativa; alleggerimento del carico normativo; modifica dei metodi di lavoro del Parlamento europeo e del Consiglio;
   sottolineato che, per quanto riguarda le azioni rispondenti ai dieci orientamenti della Commissione, rientrano specificatamente nelle competenze della nostra Commissione: la priorità n. 6 (un accordo realistico e equilibrato di libero scambio con gli Stati Uniti); la priorità n. 7 (uno spazio di giustizia e di diritti fondamentali basato sulla reciproca fiducia); la priorità n. 8 (verso una nuova politica della migrazione); e la priorità n. 9 (un ruolo più incisivo a livello mondiale);
   evidenziato che la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea riferita all'anno 2015 appare, nel suo complesso, conforme alle previsioni della legge n. 234 del 2012 pur presentando alcune significative lacune;
   osservato che, per quasi tutte le politiche sono indicati, sia pure in termini a volte generici, gli orientamenti generali del Governo e le azioni dell'UE che esso considera prioritarie e viene apprezzabilmente operato un raffronto con le priorità indicate nel Programma di lavoro Pag. 26della Commissione e con quelle della Presidenza lettone del Consiglio, in un quadro di forte attenzione alle iniziative che il Governo intende assumere per dare continuità agli obiettivi perseguiti nel corso del semestre italiano di Presidenza;
   rilevato, al contempo, come in alcuni capitoli siano riportate informazioni dettagliate sulle attività svolte o in corso di svolgimento a livello UE piuttosto che sulla posizione che l'Esecutivo ha seguito o intende seguire al riguardo, rendendo alcune parti del documento di non agevole lettura;
   esprime apprezzamento per le priorità espresse dal Governo in materia di politica estera, di sicurezza e di difesa comune e segnatamente per l'impegno a sostenere un'azione della Unione Europea per la stabilizzazione sostenibile nel vicinato, anzitutto con riferimento alla crisi libica e per una progressiva democratizzazione dei Paesi della sponda sud del Mediterraneo;
   si condivide l'indirizzo espresso nella Relazione in merito ad un incoraggiamento dell'azione dell'Alta rappresentante per propiziare un cessate il fuoco duraturo a Gaza e a favorire la ripresa del processo di pace in Medio Oriente basato sul principio dei due Stati nonché per sostenere gli sforzi della UE per porre fine alle violenze in Siria, facilitando una transizione politica conforme alle aspirazioni democratiche del popolo siriano;
   preso positivamente atto della particolare attenzione che il Governo intende dedicare in sede europea per un efficace contrasto alle minacce legate al terrorismo ed all'estremismo violento (incluso il fenomeno del «reducismo»);
   condiviso l'impegno del Governo affinché l'Unione europea continui a mantenere un'attitudine politica unitaria di fronte alla crisi ucraina basata sui seguenti principi: sostegno ai principi fondamentali del diritto internazionale in relazione all'integrità territoriale del Paese, non riconoscimento delle autorità de facto emerse nelle regioni orientali, invito alle parti a rispettare pienamente il cessate il fuoco e gli accordi di Minsk, promozione di ogni utile occasione di dialogo diretto fra Ucraina e Russia, anche al più alto livello politico ed esigenza di tenere aperti i canali di dialogo con la Russia, pur riconoscendo la necessità di ripensare strategicamente i rapporti reciproci;
   valutata parimenti in termini positivi l'azione a sostegno della strategia di allargamento dell'Ue verso i Balcani occidentali e la Turchia, in quanto strumento politico essenziale per garantire il consolidamento della democrazia, della sicurezza e della stabilità politico-economica ai nostri confini e per rafforzare l'UE sia sul piano interno che su quello internazionale;
   espressa adesione alla posizione espressa nella Relazione circa l'impegno del Governo a sostenere una particolare, una rapida conclusione dei negoziati per il TTIP attraverso un'intesa bilanciata ed onnicomprensiva, coerente con il mandato negoziale, che sia suscettibile Pag. 27di produrre ricadute positive sulle due sponde dell'Atlantico in termini di crescita economica, occupazione e mobilità,
   esprime

PARERE FAVOREVOLE

PARERE DELLA IV COMMISSIONE PERMANENTE
(Difesa)

  La IV Commissione,
   esaminati, per le parti di competenza, il Programma di lavoro della Commissione europea per l'anno 2015 e relativi allegati, la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa all'anno 2015 e il Programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea per il periodo 1o luglio 2014 – 31 dicembre 2015;
   nella consapevolezza che occorre proseguire lo sforzo, avviato durante il semestre di presidenza italiano, per promuovere un graduale mutamento dell'indirizzo politico dell'Unione europea, affiancando gli obiettivi della crescita e dell'occupazione alle esigenze di consolidamento fiscale;
   preso atto che la neoeletta Commissione è fermamente decisa a guidare questo cambiamento e a collaborare con il Parlamento europeo e il Consiglio alla sua realizzazione;
   rilevato che il Programma di lavoro della Commissione europea per l'anno 2015 prevede, per far fronte all'accentuarsi delle pressioni alle nostre frontiere esterne, l'elaborazione di un'agenda europea sulla migrazione che concilierà la necessità di seguire un approccio più equo e responsabile alla migrazione legale e quella di adottare misure energiche contro l'immigrazione irregolare e la tratta e il traffico di esseri umani;
   rilevato, altresì, che le nuove sfide geopolitiche richiedono un ruolo più incisivo della Commissione a livello mondiale per dotarsi di una vera politica estera comune e per promuovere la stabilità lungo i confini dell'Unione;
   considerato che la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2015 evidenzia che il Governo, in vista del Consiglio europeo sui temi della difesa del giugno 2015, continuerà a sostenere l'azione sistemica volta ad approfondire la dimensione europea della sicurezza e della difesa, nella convinzione che questa dimensione costituisca un completamento necessario e imprescindibile del processo di ulteriore integrazione continentale;Pag. 28
   evidenziata, a tal fine, sia la necessità di rafforzare il partenariato strategico NATO-UE e di potenziare le capacità di pianificazione e condotta delle operazioni e missioni nel contesto della PSDC, sia di promuovere l'iniziativa nazionale volta al rafforzamento delle capacità di intervento rapido e di risposta alle crisi dell'UE, nonché il pieno sostegno alle politiche europee di difesa cibernetica;
   sottolineato che il filo conduttore che dovrà guidare l'azione del Governo in vista del Consiglio europeo 2015 si incentrerà sul perseguimento degli obiettivi già identificati per la Presidenza del Consiglio dell'UE nel 2014;
   sottolineata, altresì, la necessità di sviluppare un approccio che consideri il Mediterraneo non più come una frontiera, bensì come un'opportunità di sviluppo culturale e socio-economico dell'intera Europa;
   preso atto, infine, che con riguardo alle missioni PSDC il Governo si propone per il 2015 di sostenere gli sforzi per aumentarne l'efficacia, la flessibilità e la rapidità d'impiego, valorizzando un approccio maggiormente bilanciato nelle risposte PSDC alle crisi nei Paesi del primo vicinato dell'Unione europea, rispetto a quelle esistenti in Paesi appartenenti a una fascia di vicinato più lontana,
   esprime

PARERE FAVOREVOLE

  con le seguenti condizioni:
   1) il Governo italiano continui ad adottare ogni possibile iniziativa affinché l'Europa, attraverso il coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali dell'Unione, assuma tempestivamente adeguate determinazioni finalizzate a garantire, a quanti cercano disperatamente, anche a rischio della vita, di affermare il loro diritto all'esistenza, le giuste e necessarie condizioni di accoglienza e tutela di ogni prerogativa assicurata dai trattati internazionali ed esplicitamente indicata fra i valori fondanti della nostra Carta Costituzionale;
   2) il Governo valuti la possibilità di adottare le necessarie iniziative per garantire la presenza, nelle strutture di accoglienza e nelle carceri, di appositi nuclei di deradicalizzazione, vale a dire di personale qualificato (psicologi, assistenti sociali, e così via) in grado di accogliere e di assistere gli stranieri e di contrastare l'insorgenza, in tali luoghi, di aggregazioni a carattere radicale;
   3) con riferimento all'azione comune tesa allo sviluppo di nuove tecnologie di integrazione spazio-aeronautiche relative alla sviluppo dei velivoli a pilotaggio remoto UAV, siano valutate le potenzialità disponibili presso i poligoni militari esistenti sul territorio nazionale anche al fine di assicurare le attività di sperimentazione e sviluppo degli UAV in un'ottica di applicazioni duale;
   4) si continui a valorizzare l'impegno specifico dell'Italia, finalizzato al rilancio della PSDC, continuando nell'azione di rafforzamento Pag. 29del partenariato strategico NATO-UE e di potenziamento delle capacità di pianificazione e condotta delle operazioni e missioni nel contesto della PSDC, nonché la promozione dell'iniziativa nazionale volta al rafforzamento delle capacità di intervento rapido e di risposta alle crisi dell'UE, con particolare riferimento all'impiegabilità e all'efficacia dei gruppi di reazione rapida – Battlegroup.

PARERE DELLA VII COMMISSIONE PERMANENTE
(Cultura, scienza e istruzione)

  La VII Commissione,
   visto il Programma di lavoro della Commissione per il 2015 – Un nuovo inizio (COM(2014)910 final);
   esaminato inoltre il Programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea comunicato alla Presidenza della Camera il 24 giugno 2014 e deferito, per la parte di competenza, alla VII Commissione il 18 dicembre 2014;
   esaminata altresì la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2015, comunicato alla Presidenza della Camera l'11 marzo 2015;
   considerati i capitoli 2, punti 1.3, 4.1 e 9.4, e 3, punti 5, 6.1 e 7.1 della Relazione programmatica citata;
   osservato, tra l'altro, che:
    la tutela del diritto d'autore all'interno del mercato unico digitale è collegata anche a un approccio alle politiche fiscali che riconosca la specificità dell'opera. Sotto questo aspetto, sarebbe utile che l'Italia continuasse a sostenere l'equiparazione dell'aliquota IVA tra testi cartacei e testi in formato elettronico. Da un lato, dunque, la normativa europea è chiamata a sostenere la creatività e l'innovazione e promuovere un giusto riconoscimento ai creatori di opere e, dall'altra, a incoraggiare il più ampio accesso legale possibile, da parte dei cittadini, a beni e servizi, tutelati dai diritti d'autore;
    in continuità con gli obiettivi tematici perseguiti nel Semestre europeo di Presidenza, tra i settori al centro di interesse per il 2015 figura l'audiovisivo, con riferimento all'aggiornamento del quadro normativo regolamentare europeo applicato al nuovo scenario dei media e con riferimento al mantenimento dell'esclusione del settore audiovisivo dai negoziati del partenariato trans-atlantico per il commercio e gli investimenti (Transatlantic Trade and Investment Partnership – TTIP) in omaggio al principio dell'eccezione culturale;Pag. 30
    occorre che il Governo persegua anche, nelle debite sedi internazionali, la costituzione dei Caschi Blu per la protezione dei beni storici e archeologici, che corrono il rischio della distruzione da parte dell'ISIS, così come previsto in un ordine del giorno approvato dalla Camera (il n. 9/2893/2) e in una risoluzione approvata dalla Commissione istruzione del Senato in data 19 maggio 2015,
   esprime

PARERE FAVOREVOLE

PARERE DELLA VIII COMMISSIONE PERMANENTE
(Ambiente, territorio e lavori pubblici)

  La VIII Commissione,
   esaminati congiuntamente, per le parti di competenza, il Programma di lavoro della Commissione per il 2015 – Un nuovo inizio (COM(2014)910 final), il Programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea (1o luglio 2014 – 31 dicembre 2015) (10948/1/14) e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea riferita all'anno 2015. (Doc. LXXXVII-bis n. 3);
   considerato favorevolmente quanto affermato nel Programma di lavoro della Commissione per il 2015 circa la necessità di far ripartire la crescita dell'Unione europea per mantenere il modello sociale europeo e un ambiente sano, accelerando il processo decisionale per garantire una migliore attuazione delle politiche esistenti e l'efficacia dell'azione sul campo;
   preso atto che, nell'Allegato 1 del Programma di lavoro della Commissione, nell'ambito della priorità n. 3, relativa a un'Unione dell'energia resiliente con politiche lungimiranti in materia di cambiamenti climatici, si precisa la priorità dell'affidabilità e dell'accessibilità dell'approvvigionamento energetico;
   rilevato che la Commissione adotterà un quadro strategico per l'Unione dell'energia che definirà i principali interventi necessari per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, ridurre la dipendenza dalle importazioni provenienti dai Paesi terzi, integrare maggiormente i mercati nazionali dell'energia e incentivare la partecipazione dei consumatori, migliorare l'efficienza energetica, decarbonizzare il mix energetico e promuovere la ricerca e l'innovazione nel settore dell'energia, anche al fine di contrastare il riscaldamento globale;
   considerato che nella Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2015, nel secondo capitolo, Pag. 31relativo alle politiche per il mercato dell'Unione, si evidenzia che nel 2015 proseguiranno i lavori volti al recepimento delle direttive appalti pubblici e concessioni, entrate in vigore nell'aprile 2014 (direttive n. 2014/23/UE, n. 2014/24/UE, n. 2014/25/UE), il cui termine per il recepimento è il 17 aprile 2016;
   ricordato che è all'esame della Commissione il disegno di legge delega per l'attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture (A.C. 3194);
   considerato favorevolmente quanto previsto dalla Relazione programmatica circa l'avvio dei lavori preliminari al recepimento della direttiva in materia di fatturazione elettronica negli appalti pubblici (direttiva n. 2014/55/UE), finalizzata a migliorare il funzionamento del mercato interno mediante l'introduzione di uno standard comune per la fatturazione elettronica e la prosecuzione dei lavori dell'organismo europeo di standardizzazione che dovrà elaborare, dietro mandato della Commissione europea, la norma europea o standard che dovrà essere utilizzato per la fatturazione elettronica per gli appalti transfrontalieri;
   evidenziato quanto espresso nel paragrafo 5 del secondo capitolo della Relazione, relativo all'ambiente, circa l'impegno dell'Italia nella transizione verso una economia più sostenibile ed inclusiva attraverso iniziative con un elevato potenziale per la crescita e l'occupazione verde, nonché l'impegno nell'avvio dei passi necessari per la definizione della «componente clima» del Quadro di riferimento al 2030 per il clima e l'energia e nel rafforzamento del ruolo dell'Unione europea nei negoziati internazionali in materia ambientale;
   preso atto altresì degli obiettivi indicati nella Relazione programmatica circa la tematica dei rifiuti, l'inquinamento dell'aria, le politiche sul clima e sullo sviluppo sostenibile;
   considerato favorevolmente che il Programma di 18 mesi del Consiglio dell'Unione europea evidenzia che, nel settore della criminalità, il ciclo programmatico dell'Unione europea continuerà a dedicare particolare attenzione alla lotta contro le infiltrazioni criminali nell'economia legale, compresi gli appalti pubblici, e definisce, inoltre, tra le priorità, il completamento del mercato interno dell'energia, la sicurezza energetica e l'impegno per un accordo politico tra gli Stati sul quadro per le politiche in materia di clima ed energia per il periodo dal 2020 al 2030, e, infine, nell'ambito delle azioni per la protezione dell'ambiente e la gestione sostenibile delle risorse naturali, include settori quali la crescita verde e l'ecoinnovazione;Pag. 32
   rilevato che, in data 3 giugno 2015, la Commissione ha approvato la risoluzione n. 8-00113, concernente le iniziative del Governo per promuovere la cooperazione rafforzata in ambito europeo in tema di protezione ed uso sostenibile del suolo;
   esprime

PARERE FAVOREVOLE

  con le seguenti osservazioni:
   a) si valuti l'opportunità di mantenere un'attenzione costante sulla posizione e sulle aspettative dell'Unione europea in previsione della Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si terrà a Parigi alla fine del 2015, nel corso della quale verranno presentate le proposte legislative per l'attuazione del pacchetto 2030 su clima e energia;
   b) si valuti l'opportunità di migliorare il quadro normativo per garantire servizi di trasporto interconnessi e sicuri con meno emissioni di gas a effetto serra;
   c) si valuti l'opportunità di giungere in tempi brevi all'approvazione del disegno di legge delega C. 3194 in modo da garantire rapidamente l'attuazione della normativa volta al recepimento delle direttive europee 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture;
   d) si valuti l'opportunità che il Governo si adoperi affinché le indicazioni politiche, adottate dal Consiglio Ambiente del 28 ottobre 2014, attraverso le proprie conclusioni «Inverdimento del Semestre europeo e della Strategia 2020», siano riprese tra gli obiettivi, strumenti e misure della Strategia, nonché affinché la Commissione dia seguito nel proprio programma di lavoro all'approfondimento richiesto sugli indicatori per misurare l'uso efficiente delle risorse su scala nazionale, allo sviluppo di un sistema di valutazione delle risorse naturali, della biodiversità e degli ecosistemi, ad inserire il tema dei lavori verdi all'interno dell'Analisi Annuale sulla Crescita (Annual Growth Survey – AGS), e, più in particolare, nel Joint Employment Report («Relazione comune sull'occupazione»);
   e) si valuti l'opportunità di impegni del Governo volti a consolidare il lavoro svolto durante il semestre di Presidenza in relazione sul cosiddetto «pacchetto rifiuti», che comprende la revisione di sei direttive concernenti la gestione dei rifiuti, delle discariche e di alcune tipologie specifiche di rifiuti, continuando a sostenere l'introduzione di una metodologia armonizzata di calcolo delle quantità di rifiuti riciclate, a rafforzare le politiche di prevenzione, con particolare riguardo alla diminuzione dei rifiuti alimentari e a Pag. 33incrementare il riciclo dei rifiuti rispetto ad altre forme di recupero e smaltimento nell'ottica di sostenere l'economia circolare e l'efficienza delle risorse;
   f) si valuti l'opportunità di impegni del Governo volti a contribuire attivamente al negoziato tra Consiglio e Parlamento europeo per chiudere un accordo circa l'inquinamento dell'aria, sulla base dell'accordo raggiunto sotto la Presidenza italiana sulla proposta di direttiva sui medi impianti di combustione, nonché ad assicurare il proprio sostegno tecnico per giungere ad una revisione dei tetti alle emissioni nazionali al 2030, e, in particolare, nell'ambito della modifica del sistema di scambio delle quote di emissione di CO2 (EU Emissions Trading System – ETS), a rafforzare il sistema anche attraverso l'istituzione di un meccanismo automatico stabilizzatore del prezzo delle quote di CO2;
   g) si valuti l'opportunità di valorizzare l'impegno specifico dell'Italia nella partecipazione al processo negoziale per la definizione della nuova Agenda Sviluppo delle Nazioni Unite, che sarà approvata a settembre 2015, sviluppando un'Agenda ambiziosa ed improntata alla sostenibilità in tutte le sue dimensioni, ambientale, economica e sociale e nell'ottica di valorizzare il nesso imprescindibile tra sviluppo sostenibile e lotta alla povertà;
   h) si valuti l'opportunità di impegnare il Governo, come indicato nella risoluzione n. 8-00113 già approvata dalla Commissione, ad adottare ogni utile iniziativa al fine di promuovere una cooperazione rafforzata in tema di protezione ed uso sostenibile del suolo;
   i) si valuti l'opportunità che il Governo si attivi per rafforzare l'impegno dell'Unione europea sul dossier relativo all'economia circolare.

PARERE DELLA X COMMISSIONE PERMANENTE
(Attività produttive, commercio e turismo)

  La X Commissione,
   esaminati congiuntamente, per le parti di competenza, il Programma di lavoro della Commissione per il 2015 (COM(2014)910 final), la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2015 (Doc. LXXXVII-bis, n. 3) e il Programma dei diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea (1o luglio 2014 – 31 dicembre 2015) elaborato dalle future presidenze italiana, lettone e lussemburghese (10948/1/14);Pag. 34
   sottolineata l'opportunità di sostenere l'attività del Gruppo permanente di alto livello sulla competitività e la crescita istituito nel corso del semestre di presidenza italiana dell'Unione europea;
   rilevata la necessità che in futuro si proceda con maggiore tempestività all'esame dei documenti all'ordine del giorno in considerazione della loro natura programmatica e non quando l'anno di riferimento è già ampiamente avviato,
   delibera di esprimere

PARERE FAVOREVOLE

  con le seguenti osservazioni:
   a) valuti la Commissione di merito l'opportunità di sollecitare il Governo a seguire con la necessaria attenzione l'attuazione dell'Unione per l'energia, facendo valere nelle sedi negoziali le priorità del Paese, con particolare riguardo alle misure volte a promuovere l'efficienza e il risparmio energetici; alla riforma degli incentivi per le fonti rinnovabili; alla revisione del sistema ETS; alla promozione delle interconnessioni e agli interventi per il potenziamento delle reti infrastrutturali, prevedendo anche interventi nei confronti degli Stati membri meno avanzati dal punto di vista dell'apertura del mercato interno;

   b) valuti la Commissione di merito l'opportunità di sollecitare il Governo a contribuire affinché sia garantita la massima trasparenza sui contenuti negoziali in corso tra UE e USA con riferimento al TTIP, in modo da consentire la verifica della necessaria salvaguardia delle peculiarità delle produzioni nazionali di qualità protette e dell'esclusione dall'ambito di applicazione del TTIP dei servizi essenziali;

   c) valuti la Commissione di merito l'opportunità di sollecitare il Governo a seguire con attenzione l'attuazione della Strategia europea per il turismo costiero, sollecitando la sua traduzione in azioni concrete ed efficaci per consentire lo sviluppo di un settore cruciale per l'economia europea e nazionale;

   d) valuti la Commissione di merito l'opportunità di sollecitare il Governo a mantenere un'attenzione costante sulla politica industriale dell'UE e sull'attuazione delle proposte contenute nella comunicazione «Per una rinascita industriale», con particolare riguardo al raggiungimento dell'obiettivo di invertire il declino del ruolo dell'industria in Europa, passando al 20 per cento del PIL entro il 2020. In questo ambito, occorre riprendere a livello europeo il lavoro già svolto con lo Small Business Act, rafforzando l'efficacia delle misure a favore delle piccole e medie imprese.

Pag. 35

PARERE DELLA XI COMMISSIONE PERMANENTE
(Lavoro pubblico e privato)

  La XI Commissione,
   esaminati, per quanto di competenza, la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2015 (Doc. LXXXVII-bis, n. 3), il Programma di lavoro della Commissione europea per il 2015 – Un nuovo inizio (COM(2014)910 final) e il Programma dei diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea per il periodo 1o luglio 2014 – 31 dicembre 2015 (10948/1/14);
   considerato che, anche alla luce delle novità introdotte dalla legge n. 234 del 2012, che ha rafforzato il raccordo tra il Parlamento e il Governo nell'ambito dell'attività dell'Unione europea, l'esame degli strumenti programmatici da essa previsti assume particolare valore, ai fini della definizione degli indirizzi da sostenere in sede europea sulle materie di competenza della Commissione;
   rilevato come l'esame degli strumenti programmatici relativi all'attività dell'Unione europea e alla partecipazione del nostro Paese all'Unione stessa, ancorché abbia luogo in una fase avanzata del periodo cui essi si riferiscono, rappresenti in ogni caso un'utile occasione di riflessione sugli orientamenti delle Istituzioni europee in materia di politiche per l'occupazione, nonché sulle priorità che il Governo intende perseguire, in linea con le indicazioni contenute nella relazione programmatica per l'anno in corso;
   considerato che, specialmente a seguito dell'introduzione delle procedure del Semestre europeo, le politiche nazionali in materia di occupazione devono sempre più essere valutate nel quadro degli orientamenti dell'Unione europea in materia di politica economica, anche alla luce delle raccomandazioni annualmente formulate a ciascuno Stato membro dalle Istituzioni dell'Unione con riferimento al programma nazionale di riforma e al programma di stabilità;
   considerato che il programma di lavoro della Commissione per il 2015 si muove nella direzione, fortemente sostenuta dal nostro Paese, di individuare strumenti tesi a perseguire la progressiva uscita dalla crisi economica e finanziaria, la promozione della crescita e l'occupazione di qualità;
   apprezzata, in questa ottica, la scelta compiuta con l'adozione del Piano di investimenti per l'Europa di promuovere, attraverso la costituzione del Fondo europeo per gli investimenti strategici, un intervento organico volto a stimolare la crescita della domanda aggregata, al fine di favorire una più rapida uscita dalla crisi economica che si protrae dal 2008;
   considerate la proposta di decisione del Consiglio sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione Pag. 36(COM(2015)98 final) e la risoluzione legislativa approvata dal Parlamento europeo, con riferimento a tale proposta, l'8 luglio 2015;
   osservato che le riforme messe in campo nel nostro Paese nel corso della presente legislatura, a partire dalla legge n. 183 del 2014 e dai relativi decreti attuativi, si muovono nella direzione, più volte indicata dalle Istituzioni europee, della costruzione di un mercato del lavoro più efficiente, anche attraverso un rafforzamento delle politiche attive del lavoro e delle tutele in caso di disoccupazione involontaria;
   rilevato che il preannunciato impegno del Governo nei negoziati su importanti dossier in materia di lavoro si è tradotto in un effettivo avanzamento degli stessi, soprattutto per quanto riguarda le misure in materia di mobilità dei lavoratori, di sicurezza sul lavoro, nonché di formazione e competenze di studenti e lavoratori;
   ritenuto che il conseguimento dei principali obiettivi in materia di occupazione individuati a livello europeo, a partire da quelli stabiliti nell'ambito della Strategia Europa 2020, che richiede il raggiungimento al termine del periodo di riferimento di un tasso di occupazione, per la fascia di età compresa tra i 20 e i 64 anni, pari al 75 per cento, sia strettamente connesso alla definizione di un quadro di politica economica a livello continentale effettivamente capace di promuovere una crescita duratura e sostenibile;
   rilevato che, in assenza di ulteriori incisivi interventi, nell'attuale congiuntura economica, nella quale pure si colgono apprezzabili segnali di un'inversione di tendenza e di un progressivo ritorno su un sentiero di crescita, si determinerebbe un ritorno alla situazione occupazionale antecedente alla crisi solo in un arco di tempo medio-lungo;
   vista la relazione elaborata dal presidente della Commissione europea, in stretta collaborazione con il presidente del Vertice euro, il presidente dell'Eurogruppo, il presidente della Banca centrale europea e il presidente del Parlamento europeo, «Completare L'Unione economica e monetaria dell'Europa», che attribuisce carattere prioritario alla promozione dell'occupazione e alla performance sociale dell'Unione europea,
   esprime

PARERE FAVOREVOLE

  con le seguenti osservazioni:
   a) si segnala l'opportunità che, nell'ambito della revisione intermedia della Strategia Europa 2020 e delle ulteriori iniziative volte a riconsiderare il sistema di governo della politica economica dell'Unione europea, si rivedano gli obiettivi in materia di occupazione a suo tempo individuati, tenendo in considerazione le conseguenze della profonda crisi economica affrontata a partire dall'anno 2008, e si promuova, a livello dell'Unione europea, la definizione di politiche e strumenti più efficaci ai fini del loro conseguimento;Pag. 37
   b) in linea con le proposte di riforma della rete europea dei servizi per l'impiego EURES, in via di approvazione definitiva, si sostenga ogni iniziativa utile a promuovere una più profonda integrazione dei mercati del lavoro degli Stati membri dell'Unione europea, facilitando la mobilità dei lavoratori, in particolare attraverso la messa a disposizione di informazioni sulle possibilità di lavoro nei diversi Paesi dell'Unione e un migliore riconoscimento delle qualifiche;
   c) si verifichi che, in sede di attuazione del piano di investimenti promosso dalla Commissione Juncker, nella selezione dei progetti da realizzare nel territorio nazionale si concentrino le risorse attivabili su progetti che assicurino un apprezzabile impatto in termini di incremento dell'occupazione e promuovano un rafforzamento, anche nel lungo periodo, della concorrenzialità del nostro sistema economico;
   d) si proseguano, sul piano, interno, le riforme strutturali avviate in questi anni, in linea con le raccomandazioni formulate dalle Istituzioni dell'Unione europea, al fine di promuovere condizioni favorevoli alla creazione di nuova occupazione, anche attraverso la riduzione degli oneri fiscali e contributivi gravanti sul lavoro; in questo quadro, si valuti, in particolare, l'esigenza di rendere strutturali gli sgravi contributivi attualmente previsti, con riferimento ai soli nuovi contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato stipulati nell'anno 2015, dall'articolo 1, comma 118, della legge di stabilità 2015, eventualmente verificando la possibilità di una loro revisione che ne assicuri la massima efficacia sotto il profilo della creazione di posti di lavoro stabili e di qualità.

PARERE DELLA XII COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari sociali)

  La XII Commissione,
   esaminati, per le parti competenza, il Programma di lavoro della Commissione per il 2015, il Programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea per il periodo 1o luglio 2014 – 31 dicembre 2015 (10948/1/14) e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea riferita all'anno 2015 (Doc. LXXXVII-bis, n. 3);
   premesso che l'efficacia dei suddetti documenti, di carattere programmatico, è direttamente commisurata al fatto che gli stessi siano effettivamente esaminati dalle Commissioni e dall'Assemblea con tempestività e, comunque, nei primi mesi dell'anno;Pag. 38
   rilevato l'impegno, nell'ambito del programma di lavoro del Consiglio dell'Unione europea per il periodo 1o luglio 2014 – 31 dicembre 2015, a garantire, in materia di protezione e di inclusione sociale, l'adeguato follow-up delle iniziative presentate dalla Commissione europea nel febbraio 2013, in particolare del «pacchetto sugli investimenti sociali»;
   osservato, sotto questo profilo, che nel contesto della revisione intermedia della strategia Europa 2020 le tre presidenze si sono impegnate a prestare la massima attenzione alla serie di indicatori per la povertà e l'esclusione sociale, al fine di quantificare i progressi compiuti dagli Stati membri e a sostenere le iniziative della Commissione volte a prevenire e combattere il problema della mancanza di una fissa dimora;
   evidenziata la necessità, al fine di proseguire nella lotta alla povertà e all'esclusione sociale, di individuare misure sempre più efficaci e adeguate, considerato l'impatto della crisi economica, che espone alla povertà un numero sempre crescente di persone;
   segnalata l'assenza di specifiche azioni di intervento sul tema della disabilità, che nel programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea, come nella Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, è richiamato in maniera generica, nell'ambito della lotta contro la discriminazione, che si estrinseca nella prosecuzione dei lavori sulla proposta di direttiva del Consiglio recante applicazione del principio di parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale, nonché nella promozione dell'inclusione sociale ed economica delle persone con disabilità,
   esprime:

PARERE FAVOREVOLE

  con la seguente osservazione:
   si segnala l'assenza, nei suddetti atti, di specifici piani di intervento sul tema della disabilità.

PARERE DELLA XIII COMMISSIONE PERMANENTE
(Agricoltura)

  La XIII Commissione,
   esaminati congiuntamente per le parti di competenza il Programma di lavoro della Commissione per il 2015 (COM(2014)910 final), Pag. 39la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2015 (Doc. LXXXVII-bis, n. 3) e il Programma dei diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea (1o luglio 2014 – 31 dicembre 2015) elaborato dalle future presidenze italiana, lettone e lussemburghese (10948/1/14);
   considerato favorevolmente quanto affermato nel programma di lavoro della Commissione per il 2015 circa la necessità di conseguire nei negoziati tra l'UE ed i Paesi terzi l'assunzione di impegni vincolanti in merito al rispetto delle norme sanitarie internazionali previste dall'Accordo sull'applicazione delle misure sanitarie e fitosanitarie (SPS);
   ritenuto opportuno, altresì, prestare particolare attenzione, sempre in ambito di negoziati tra l'Unione europea ed i Paesi terzi, al riconoscimento delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche di provenienza delle produzioni nonché all'introduzione della certificazione di origine delle materie prime alla base delle produzioni;
   apprezzati gli impegni già assunti e richiamati nella Relazione programmatica che dà conto dell'attività svolta dalle istituzioni dell'Unione europea e delle corrispondenti iniziative assunte dal Governo italiano sia in relazione alla partecipazione ai negoziati a livello europeo sia ai fini dell'attuazione della normativa dell'Unione nell'ordinamento italiano;
   considerato importante che nella nuova OCM approvata (reg. 1308/2013) sulle modalità di gestione dei diritti di reimpianto del comparto viticolo, il Governo abbia concordato opportune misure per contenere possibili rischi di eccesso di produzione, per ridurre i vincoli, per semplificare gli adempimenti e nel contempo evitare il rischio della perdita di potenziale viticolo nazionale;
   ritenuto, altresì, importante che il Governo si impegni per una revisione della nuova OCM (reg. 1308/2013) relativamente alla modalità di gestione delle autorizzazioni all'impianto, della conversione dei diritti di impianto e di autorizzazioni al reimpianto del comparto viticolo per ridurre i vincoli e per evitare il rischio della perdita di potenziale viticolo nazionale;
   rilevato che la Relazione è stata trasmessa alle Camere il 27 marzo 2015 mentre, ai sensi dall'articolo 13, comma 2, della legge n. 234 del 2012, avrebbe dovuto essere trasmessa entro il 28 febbraio 2014;
   considerato che tale ritardo nella trasmissione richiede un'attenta valutazione delle questioni di rilievo per la partecipazione dell'Italia all'Unione Europea emerse in corso d'anno e, in particolare, durante il semestre italiano di Presidenza dell'Unione, dell'attività legislativa, di indirizzo e di controllo e dei relativi lavori in Parlamento;
   considerato, inoltre, che il Programma di lavoro della Commissione europea è stato elaborato nei primi mesi del 2014 ed è già in Pag. 40fase di attuazione, essendo riferito al periodo 1o luglio 2014 – 31 dicembre 2015, nel quale la Presidenza italiana si è alternata con la Presidenza lettone cui seguirà quella lussemburghese,
   esprime

PARERE FAVOREVOLE

  con le seguenti osservazioni:
   valuti la Commissione di merito l'opportunità di richiedere al Governo:
    a) di sollecitare l'Unione europea ad intervenire finanziariamente per sostenere le azioni poste in essere a livello nazionale per fronteggiare le situazioni di emergenza che caratterizzano talune produzioni agroalimentari a causa di particolari crisi di mercato o di specifici problemi fitosanitari;
    b) di mantenere un'attenzione costante alle iniziative legislative europee volte a tutelare le produzioni di qualità, a riconoscerne il valore, in particolare attraverso un sistema trasparente di etichettatura e di informazione ai consumatori;
    c) di sollecitare l'adozione di semplificazioni dei meccanismi che consentano di adeguare il nuovo sistema di autorizzazioni all'impianto e al reimpianto dei vigneti allo sviluppo del mercato;
    d) di tenere conto, in vista dell'approvazione della proposta di regolamento sul finanziamento del regime di aiuti per la distribuzione di ortofrutticoli, banane e latte nelle scuole (COM(2014)32), della decisione adottata dal Parlamento europeo nella seduta plenaria del 27 maggio 2015 concernente il mandato negoziale (2015/2659-RSP), nella quale si sottolinea l'importanza di incrementare tali iniziative sia con un maggiore sostegno finanziario sia con l'aggiunta di prodotti con provati benefici per la salute dei bambini dando priorità ai prodotti locali e regionali;
    e) di intervenire in ambito europeo nelle sedi opportune affinché, soprattutto in considerazione del passaggio da un sistema di produzione lattiera-casearia contingentato ad uno completamente liberalizzato, sia assicurato un monitoraggio continuo a livello europeo del mercato nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari;
    f) di sollecitare l'Unione europea nonché il Consiglio agricoltura e pesca affinché sia assicurato un coordinamento efficace nell'ambito dei negoziati degli accordi di partenariato con i paesi terzi nonché nelle riunioni con le organizzazioni multilaterali e con i paesi costieri nel settore della pesca, affinché i Paesi di nuova adesione, che si affacciano sui bacini marittimi comuni, quali il mare Adriatico, adottino senza deroghe la normativa europea sulla pesca;
    g) di garantire la vincolatività del principio di precauzione e la massima trasparenza nell'informazione ai consumatori (etichettatura, confezioni e qualunque materiale o strumento informativo sugli stessi) Pag. 41nell'ambito delle proposte in materia attualmente all'esame delle istituzioni europee, nonché del riesame del processo decisionale per l'autorizzazione di nuovi alimenti e mangimi geneticamente modificati – oggetto della recente proposta di regolamento COM(2015)177;
   h) di sottolineare la necessità della massima trasparenza sulle materie prime utilizzate e sulla loro provenienza, con particolare riferimento all'origine;
   i) di prorogare il divieto transitorio sulla clonazione di animali delle specie bovina, suina, ovina, caprina ed equina allevati e fatti riprodurre a fini agricoli, ai fini dell'immissione sul mercato di prodotti alimentari ottenuti da cloni animali (COM(2013)892) e (COM(2013)893), in modo da permettere una reale verifica sulla percorribilità della scelta, garantendo una rigorosa applicazione del principio di precauzione ed una distinzione sul piano terminologico dei prodotti ottenuti, diversificandoli e distinguendoli rispetto alle produzioni ordinarie, e prevedendo, infine, una chiara indicazione al riguardo in etichetta;
   j) di sostenere la necessità di addivenire ad un accordo definitivo sulla proposta di regolamento relativa alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici (COM(2014)180), all'esame del Consiglio Agricoltura del prossimo 16 giugno, che consenta di valorizzare, attraverso una disciplina uniforme, la tipicità, il potenziale del settore, assicurando nel contempo maggiore tutela nei confronti dei consumatori;
   k) di trasmettere quanto prima alle Camere la relazione consuntiva relativa al 2014, in modo da consentire in termini utili e tempestivi l'esame delle attività svolte dal Governo a livello europeo e, in particolare, del seguito dato agli atti di indirizzo approvati dalle Camere.