Il decreto-legge 78/2010 (art. 5, comma 1), in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, ha previsto, nell’ambito del contenimento della spesa pubblica, anche la riduzione delle spese degli organi costituzionali (Presidenza della Repubblica, Senato, Camera e Corte Costituzionale), rimettendone la concreta determinazione all’autonomia di ciascun organo. Gli importi corrispondenti alle riduzioni sono destinati al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato.
Tra le diverse misure adottate dalla Camera in attuazione del decreto-legge, si ricorda la riduzione di 1.000 euro dei rimborsi spesa forfetari dovuti mensilmente a ciascun deputato: 500 euro decurtati dalla diaria di soggiorno e 500 dal rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori (deliberazione dell’Ufficio di Presidenza del 27 luglio 2010).
Successivamente, in attuazione dell’art. 13 del decreto-legge 138/2011, che prevedeva riduzioni di spesa per gli anni 2011, 2012 e 2013, è stato operato un taglio alla indennità dei deputati in misura pari al 10% per la parte eccedente i 90 mila euro annui e fino a 150 mila e al 20% per la parte eccedente i 150 mila (deliberazione dell’Ufficio di Presidenza della Camera del 28 settembre 2011).
Tra le altre misure adottate dalla Camera si ricordano:
Per un esame dettagliato di tutti gli interventi si veda Camera dei deputati, Le misure per la riduzione della spesa, 20 dicembre 2012
Per le riduzioni di spesa adottate dal Senato si veda la pagina dedicata al Trattamento economico dei senatori sul sito del Senato.
Il decreto-legge 98/2011 ha stabilito un tetto al trattamento economico omnicomprensivo corrisposto ai titolari di cariche elettive ed incarichi di vertice di diversi organismi pari alla media, ponderata rispetto al PIL, degli analoghi trattamenti economici percepiti dai titolari di omologhe cariche negli altri sei principali Stati dell'area euro (art. 1).
Il 1° settembre 2011 si è insediata una Commissione, presieduta dal Presidente dell’ISTAT, che avrebbe dovuto provvedere, entro il 1° luglio di ogni anno, alla ricognizione e all’individuazione della media dei trattamenti economici riferiti all’anno precedente. Il 31 marzo 2012 la Commissione ha trasmesso al Governo il rapporto finale per l’anno 2011, rimettendo il mandato affidatole, in quanto le criticità riscontrate hanno impedito di portare a compimento la ricognizione.
Successivamente, presso la I Commissione della Camera è iniziato l’esame della proposta di legge di iniziativa popolare A.C. 5105 finalizzata all’adeguamento alla media europea degli stipendi, emolumenti, indennità degli eletti negli organi di rappresentanza nazionale e locale, alla quale sono state poi abbinate altre proposte di legge di iniziativa parlamentare (A.C. 324 ed altre). La Commissione ha adottato come testo base il testo unificato proposto dai relatori il 20 dicembre 2012, senza tuttavia proseguire oltre l’esame.
Il testo base prevede che l’indennità parlamentare sia determinata, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali in misura pari all'indennità spettante ai membri del Parlamento europeo, ai sensi dello Statuto dei deputati del Parlamento europeo adottato con la decisione 2005/684/CE, Euratom del Parlamento europeo, del 28 settembre 2005, e delle misure di attuazione del medesimo, adottate con la decisione 2009/C159/01 dell'Ufficio di presidenza del Parlamento europeo, del 19 maggio e 9 luglio 2008.
Con deliberazione del 25 settembre 2012, la Camera ha modificato il proprio regolamento introducendo una nuova disciplina dei gruppi parlamentari e del loro finanziamento.
Per la prima volta, è stata introdotta una definizione dei gruppi, indicati quali associazioni di deputati, ai quali, in quanto soggetti necessari al funzionamento della Camera, sono assicurate, a carico del bilancio della Camera, le risorse necessarie allo svolgimento della loro attività.
I gruppi devono dotarsi di uno statuto e i contributi loro spettanti devono essere destinati esclusivamente agli scopi istituzionali riferiti all'attività parlamentare.
Inoltre, viene introdotto l’obbligo per ciascun gruppo di presentare un rendiconto di esercizio annuale, pena la decadenza dai contributi. Allo scopo di garantire la trasparenza e la correttezza nella gestione contabile e finanziaria, si prevede il ricorso ad un’unica società esterna di revisione legale.
Il controllo sui rendiconti è effettuato a cura del Collegio dei Questori della Camera.
Analoghe misure sono state adottate dal Senato (deliberazione 21 novembre 2012).
La Camera ha approvato una proposta di legge concernente la regolamentazione del rapporto di lavoro dei collaboratori parlamentari (A.C. 2438 e A.C. 5382).
Di particolare rilievo la previsione che gli Uffici di presidenza definiscono l’ammontare del contributo spettante ai parlamentari per la retribuzione dei collaboratori e disciplinano il pagamento diretto da parte dell’amministrazione e l’assolvimento dei relativi oneri amministrativi, fiscali e previdenziali.
Il testo della proposta di legge è stata trasmessa il 4 ottobre 2012 al Senato (A.S. 3508) che però non ne ha iniziato l’esame.