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Agricoltura, caccia e pesca
Agricoltura, caccia e pesca
Collegato agricolo
informazioni aggiornate a mercoledì, 26 aprile 2017
L'Assemblea del Senato ha approvato definitivamente, il 6 luglio 2016, il disegno di legge recante "Deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo e agroalimentare, nonchè sanzioni in materia di pesca illegale". E' stata quindi pubblicata la legge 28 luglio 2016, n. 154 (GU n. 186 del 10 agosto 2016).
Semplificazione, razionalizzazione e competitività nel settore agricolo

L'art. 1 detta talune norme volte a semplificare i controlli in ambito agricolo.

A tal fine, si prevede:

  • al comma 1, che i produttori la cui produzione non supera 350 kg di olio non sono tenuti a costituire il fascicolo aziendale;
  • al comma 2, l'esenzione dalla normativa riguardante la prevenzione antincendio per i depositi di olio di oliva di capacità inferiore a 6 metri cubi;
  • al comma 3, l'attribuzione del diritto di esercizio della prelazione a favore dell'imprenditore agricolo professionale iscritto nella previdenza agricola e proprietario di terreni confinanti con i fondi offerti in vendita, purché sugli stessi non siano insediati mezzadri, coloni, affittuari, compartecipanti od enfiteuti coltivatori diretti;
  • al comma 4, l'individuazione da parte delle regioni e delle province autonome di percorsi per la pastorizia transumante nell'ambito dei ripari, degli argini e delle loro dipendenze, in deroga a quanto previsto dalla normativa nazionale;
  • al comma 5, la possibilità di costituire un Consorzio di tutela per ciascuna DOP e IGP relativamente alla produzione di vini liquorosi;
  • al comma 7, l'esenzione dall'obbligo di accompagnamento del passaporto per i bovini commercializzati all'interno del territorio nazionale;
  • al comma 10, l'inclusione dell'innovazione tecnologica ed informatica e dell'agricoltura di precisione, nonché il trasferimento di conoscenze dal campo della ricerca al settore primario (specifica aggiunta durante l'esame in Commissione) tra gli ambiti operativi del sistema di consulenza per i beneficiari dei contributi PAC;
  • al comma 11, l'esperimento della procedura di comunicazione alla Commissione europea prevista per l'introduzione di normative tecniche nell'ordinamento nazionale, relativamente all'articolo 25 della legge n. 221 del 2015, c.d. collegato ambientale, che ha ricompreso tra i prodotti ammendanti i prodotti sanitari assorbenti non provenienti da ospedali e assimilati, previo idoneo processo di sanificazione, qualora necessario
  • al comma 12, l'imputazione dei costi delle attività di controllo legate alla tracciabilità delle biomasse per la produzione di energia elettrica ai destinatari degli incentivi, con conseguente attribuzione delle entrate al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.

L'art. 2 prevede che lo statuto dei consorzi di tutela debba prevedere che il riparto degli amministratori da eleggere sia effettuato in base a un criterio che assicuri l'equilibrio tra i generi.

L'art. 3 introduce una nuova tipologia di servitù coattiva a carico dei proprietari di strade private, ai quali si richiede di consentire il passaggio di tubazioni:

• per l'allacciamento alla rete del gas di utenze domestiche o aziendali, compresa l'installazione di contatori;

• per la trasmissione di energia geotermica.

A tal fine, il sindaco del comune interessato autorizza, con ordinanza, tali allacciamenti su strade private. La disposizione in esame assimila la servitù di passaggio per le condutture di gas (definibile come servitù di gasdotto) ad altre servitù coattive già previste nell'ordinamento.

L'art. 4 ha l'obiettivo di velocizzare i procedimenti amministrativi relativi all'esercizio delle attività agricole:

il comma 1 riduce da centottanta a sessanta giorni il termine entro il quale la pubblica amministrazione deve adottare il provvedimento finale dal ricevimento dell'istanza già istruita dal Centro di assistenza agricola (CAA);

il comma 2 salvaguarda le eventuali forme di semplificazione più avanzate previste dalle normative regionali e delle province autonome nell'applicazione ai predetti procedimenti della disciplina sullo sportello unico per le attività produttive (SUAP).

L'art. 5 prevede una delega al Governo per il riordino e la semplificazione della normativa in materia di agricoltura. Il riferimento alla  pesca ed acquacoltura è stato soppresso mentre è stato inserito il riferimento alla selvicoltura e alla filiera foresta- legno. Il termine per l'adozione del codice agricolo è di 18 mesi dalla data di entrata in vigore della legge.

I principi e criteri direttivi enucleati fanno riferimento a:

  • la ricognizione ed abrogazione espressa delle disposizioni obsolete o non più in vigore per abrogazione implicita;
  • l'organizzazione delle disposizioni per settori omogenei;
  • il coordinamento delle disposizioni per garantire coerenza alla normativa agricola;
  • la risoluzione di incongruenze;
  • la revisione dei procedimenti amministrativi in modo da ampliare i casi di silenzio assenso;
  • l'introduzione di meccanismi di tipo pattizio con le amministrazioni territoriali in modo da prevedere tempi di risposta delle amministrazioni inferiori a quelli previsti;
  • l'armonizzazione normativa sui controlli in materia di prodotti di qualità;
  • la revisione ed armonizzazione della normativa in materia di foreste e filiere forestali.

L'art. 6 prevede che il Governo emani un decreto legislativo che disciplini le forme di affiancamento tra agricoltori ultra-sessantacinquenni o pensionati e giovani. Si deve trattare di giovani non proprietari di terreni agricoli, di età compresa tra i diciotto e i quaranta anni, anche organizzati in forma associata. La finalità dell'affiancamento è il graduale passaggio della gestione dell'attività d'impresa agricola ai giovani.

L'art. 7 istituisce il Sistema informativo per il biologico (SIB) che ha la possibilità di utilizzare l'infrastruttura del sistema informativo agricolo nazionale (SIAN).

L'art. 8 prevede che, in caso di controversie sui masi chiusi, sia obbligatorio esperire il tentativo di conciliazione.

L'art. 9 dispone che le articolazioni provinciali delle organizzazioni professionale agricole sono autorizzate a consultare l'elenco delle indennità e dei dati personali degli aventi diritto alle indennità espropriative dormienti (somme depositate da oltre dieci anni); tale presunzione vale qualora agli atti delle ragionerie dello Stato non risultino pendenti azioni giudiziarie.

In base all'art. 10 il contributo al Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti (CONOE)  viene rideterminato, a decorrere dal 1° luglio 2017, in base alle diverse tipologie di olio e alla loro suscettibilità a divenire esausti.

A norma dell'art. 11 le imprese agricole possono aderire ai Consorzi e ai sistemi di raccolta dei rifiuti previsti dal codice ambientale attraverso le articolazioni territoriali delle organizzazioni agricole maggiormente rappresentative a livello nazionale a cui aderiscono.

L'art. 12 prevede che l'attività di manutenzione del verde, pubblico o privato, affidata a terzi, possa essere svolta esclusivamente dagli iscritti al Registro ufficiale dei produttori (RUP), da imprese agricole, artigiane o industriali o in forma cooperativa iscritte al registro delle imprese e che abbiano conseguito un attestato di idoneità per il possesso di determinate competenze fitosanitarie.

Secondo l'art. 13 la costituzione di una cauzione a favore dello Stato o altro ente pubblico può essere fornita anche dai consorzi di garanzia collettiva dei fidi.

L'art. 14 dispone che le associazioni di categoria maggiormente rappresentative a livello nazionale nel settore lattiero caseario possono agire in giudizio per l'inserzione di diritto degli elementi obbligatori (forma scritta e durata non inferiore a dodici mesi) nei contratti di cessione di latte crudo.

L'art. 15 delega il Governo, entro il termine di diciotto mesi dall'entrata in vigore della legge, al riordino e alla riduzione degli enti, delle società  e delle agenzie vigilati dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, alla revisione della normativa del settore ippico nazionale (secondo un'aggiunta introdotta in Commissione) nonché alla revisione della legge n. 30 del 1991 in materia di riproduzione animale, secondo i seguenti principi e criteri direttivi:

in merito alle strutture vigilate:

  • definizione delle strutture, delle competenze e delle procedure di funzionamento  nonché di modalità di chiamata pubblica;
  • ottimizzazione nell'utilizzo delle risorse, riducendo il ricorso a contratti con soggetti esterni alla pubblica amministrazione;
  • utilizzo, per una quota non superiore al 50%, dei risparmi ottenuti per la realizzazione di politiche a favore dello sviluppo e dell'internazionalizzazione del Made in Italy;
  • riorganizzazione di AGEA, anche attraverso la revisione delle relative funzioni e del sistema informativo agricolo nazionale (SIAN),nonché del modello di coordinamento degli organismi pagatori a livello regionale, garantendo la realizzazione di una piattaforma informatica che permetta la comunicazione tra articolazioni regionali e strutture centrale;
  • riordino del sistema dei controlli con conseguente razionalizzazione o soppressione della società AGECONTROL S.p.A., anche mediante trasferimento delle quote societarie al Ministero delle politiche agricole o ad Agenzie da esso vigilate;
  • revisione della normativa istitutiva dell'Ente nazionale risi al fine di razionalizzarne l'organizzazione in funzione della competitività del settore (aggiunto nel corso dell'esame presso la Commissione);
  • previsione dell'obbligo di pubblicazione annuale dei dati economici, finanziari e patrimoniali delle attività svolte da ciascun ente, società ed agenzia;

in merito alla riforma del settore ippico nazionale:

  • riordino delle competenze ministeriali in materia di ippica, incluse quelle riguardanti i diritti televisivi relativi alle corse estere, la disciplina delle scommesse, la permanenza degli attuali livelli di gettito da destinare al finanziamento della filiera, attraverso la riduzione delle aliquote da destinare all'Erario ed un aumento della raccolta;
  • istituzione di un organismo cui demandare l funzioni di organizzazione degli eventi ippici e di rendicontazione e ripartizione delle risorse provenienti dalle scommesse e dai finanziamenti statali all'uopo previsti;

in merito al riordino dell'assistenza tecnica degli allevatori e della disciplina della riproduzione animale:

  • riorganizzazione del settore di consulenza del settore, con l'obiettivo di liberalizzare il settore e di salvaguardare la biodiversità, il benessere animale e la valorizzazione delle produzioni di qualità;
  • iscrizione ai libri genealogici e ai registri anagrafici come elemento fondamentale per l'individuazione della razza, per la conservazione della biodiversità animale e per la valorizzazione delle razze autoctone;
  • unicità e multifunzionalità del dato raccolto per la tenuta del libro o del registro;
  • soppressione dei riferimenti ad enti scientifici e strumentali soppressi;
  • possibilità di autofinanziamento delle associazioni degli allevatori attraverso l'espletamento di servizi ai soci e l'utilizzo di marchi collettivi.

L'art. 16 istituisce presso ISMEA la Banca delle terre agricole, con l'obiettivo di costituire un inventario dei terreni agricoli disponibili a causa dell'abbandono dell'attività agricola e di prepensionamenti; Ismea può presentare uno o più progetti di ricomposizione fondiaria degli stessi terreni, con l'obiettivo di individuare comprensori territoriali nei quali promuovere aziende dimostrative.

Secondo l'art. 17, per i contratti di rete nel settore agricolo, forestale ed agroalimentare, l'obbligo di redigere, entro due mesi dalla chiusura dell'esercizio annuale, una situazione patrimoniale interessa esclusivamente le reti di impresa che abbiano acquisito la soggettività giuridica.

L'art. 18 interviene in materia di assunzioni congiunte di lavoratori dipendenti nelle imprese agricole legate da un contratto di rete, riducendo la percentuale richiesta di presenza di imprese agricole all'interno della fattispecie contrattuale (che passa dal 50% al 40%) affinché sia possibile effettuare tali assunzioni.

L'art. 19 prevede che le pubbliche amministrazioni forniscano a titolo gratuito ai soggetti richiedenti i contributi europei l'assistenza e le informazioni necessarie ed elaborino specifiche procedure di gestione delle nuove istanze che agevolino la fruizione degli aiuti. A tal fine, la via telematica viene resa il mezzo esclusivo (e non solo prioritario) di acquisizione da parte delle pubbliche amministrazioni di dati relativi a soggetti che esercitano attività agricola, attraverso l'utilizzo dei servizi del sistema informativo agricolo nazionale. Viene anche disposto che le organizzazioni dei produttori di latte e dei prodotti lattiero-caseari accedano alle informazioni relative ai propri soci, contenute nel fascicolo aziendale e nella banca dati dell'anagrafe zootecnica, limitatamente alla visualizzazione delle informazioni utili allo svolgimento delle funzioni loro demandate.

L'art. 20 è intervenuto rivedendo le competenze dell'ISMEA (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), che è stato legittimato ad intervenire finanziariamente, a condizioni agevolate o a condizione di mercato, anche a favore di imprese che operano nel campo della logistica - anche su piattaforma informatica -, dei prodotti agricoli, della pesca e dell'acquacoltura. La disposizione in esame faceva inizialmente riferimento all'Istituto per lo sviluppo agroalimentare Spa (ISA), il quale, in base alla legge di stabilità per il 2016, è stato incorporato nell'ISMEA.

L'art. 21 delega il Governo ad adottare, entro il termine di 18 mesi dall'entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per il riordino degli strumenti di gestione del rischio in agricoltura e per la regolazione dei mercati, favorendo lo sviluppo di strumenti assicurativi a copertura dei danni alle produzioni e alle strutture agricole e disciplinando i Fondi di mutualità per la copertura dei danni da avversità atmosferiche, epizoozie e fitopatie, nonché per compensare gli agricoltori che subiscono danni causati da fauna protetta e per rivedere la normativa in materia di regolazione dei mercati.

L'art. 22, nel suo testo definitivo, prevede che i Comuni possano definire idonee modalità di presenza e di valorizzazione dei prodotti agricoli a chilometro zero, provenienti da filiera corta e di quelli derivanti dall'agricoltura biologica.

Gli artt. 23-30 prevedono disposizioni in materia di prodotti derivanti dalla trasformazione del pomodoro, in particolare, sulla loro definizione (art. 24), sui relativi requisiti (art. 25), sull'etichettatura e sul confezionamento (art. 26), nonché sulle sanzioni (art. 27). Le disposizioni introdotte sono volte a ridefinire le caratteristiche qualitative di tali prodotti in ragione del cambiamento avvenuto nel corso degli anni, che ha visto la cessazione del pagamento del premio europeo accoppiato a favore de gli stessi prodotti, la cui erogazione era condizionata al rispetto di determinati requisiti qualitativi indicati a livello europeo e oggi non più vigenti.

L'art. 31 delega il Governo ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per il sostegno del riso sulla base dei seguenti principi e criteri direttivi:

  • tutela delle varietà di riso tipiche italiane e sostegno al miglioramento genetico delle nuove varietà in costituzione;
  • valorizzazione della produzione del riso come espressione del valore culturale paessaggistico ed ambientale di un territorio;
  • tutela del consumatore, ponendo attenzione alla denominazione di vendita del riso;
  • istituzione di un registro per la classificazione delle nuove varietà;
  • disciplina dell'apparato sanzionatorio ed individuazione dell'Autorità competente all'irrogazione delle sanzioni.

Dopo l'articolo 31, sono stati introdotti numerosi articoli, legati a singole filiere produttive.

In particolare, sono state introdotte disposizioni per:

  • favorire la tracciabilità del riso e del relativo processo produttivo (art. 32);
  • esentare i piccoli produttori di burro dall'obbligo di tenuta dei registri di carico e scarico (art. 33);
  • introdurre sanzioni in caso di mancata iscrizione all'Anagrafe apistica, autorizzare la distribuzione di presidi sanitari agli apicoltori da parte delle organizzazioni di rappresentanza, permettere agli apicoltori colpiti dal parassita Aethina tumida di reintrodurre nella zona di protezione lo stesso numero di alveari perduti, purchè provenienti da allevamenti dichiarati indenni dalla presenza del parassita (art. 34);
  • definire cosa si intenda per birra artigianale (art. 35);
  • favorire la filiera del luppolo (art.36);
  • fornire una definizione del fungo cardoncello (art. 37);
  • escludere talune aziende agricole dal divieto di foraggiamento ed immissione di cinghiali stabilito nel collegato ambientale – legge n. 221 del 2015 - (art. 38).

L'art. 39 aggiorna il quadro sanzionatorio in materia di pesca illegale, in linea con le nuove disposizioni europee.

L'art. 40 detta disposizioni in materia di contrasto al bracconaggio ittico nelle acque interne.

L'art. 41 esclude dalla definizione di rifiuto contenuta nel codice ambientale le materie fecali, la paglia, gli sfalci e le potature, nonché ogni altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso destinati alle normali pratiche agricole e zootecniche utilizzati in agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di energia da biomassa, anche al di fuori del luogo di produzione o con cessione a terzi.

L'art. 42, infine prevede - come clausola di copertura finanziaria - la neutralità finanziaria dei decreti legislativi che saranno emanati a seguito delle deleghe ivi disposte o, in caso contrario, la necessaria previa entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie.