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Istituzioni e diritti fondamentali
Regioni, autonomie e servizi pubblici locali
Commissione di inchiesta sulla sicurezza e sul degrado delle città e delle periferie
informazioni aggiornate a mercoledì, 21 febbraio 2018

La Camera dei deputati ha istituito nella XVII legislatura una Commissione d'inchiesta per verificare le condizioni di sicurezza e di degrado delle città ed in particolare delle periferie urbane che ha concluso i suoi lavori con l'approvazione della relazione finale nel dicembre 2017.

La Commissione di inchiesta

La Commissione di inchiesta è stata istituita con delibera della Camera dei deputati del 27 luglio 2016, con il compito principale di verificare lo stato del degrado e il disagio delle città e delle loro periferie, con particolare riguardo alle implicazioni socio-economiche e di sicurezza, attraverso l'esame di una serie di fattori:

  • struttura urbanistica e composizione sociale dei quartieri periferici;
  • realtà produttive presenti nelle periferie urbane e fenomeni ad esse collegate, quali tassi di occupazione, disoccupazione (in particolare femminile e giovanile), lavoro sommerso, lavoro precario, situazione dei giovani che non studiano, non lavorano, non seguono corsi di formazione professionale (i cosiddetti NEET o né-né);
  • forme di povertà, marginalità e di esclusione sociale;
  • istruzione e offerta formativa;
  • distribuzione delle risorse infrastrutturali  e situazione della mobilità;
  • distribuzione dei servizi collettivi: scuole, strutture formative, sanitarie, religiose, culturali e sportive;
  • presenza di migranti, di loro associazioni e di organizzazioni finalizzate alla mediazione culturale e all'inclusione.

Tra gli altri compiti si ricordano:

  • accertare il ruolo delle istituzioni locali nelle gestione delle politiche rivolte alle periferie e le forme di partecipazione attive della cittadinanza;
  • acquisire le proposte di miglioramento sociale delle periferie da parte delle istituzioni territoriali e dalle associazioni locali (associazioni di cittadini, parrocchie, sindacati, organizzazioni di utenti e consumatori, organizzazioni delle diverse etnie presenti);
  • verificare lo stato di attuazione delle zone franche urbane;
  • valutare le esperienze positive realizzate nelle città italiane ed europee;
  • riferire alla Camera dei deputati proponendo interventi, anche di carattere normativo, al fine di contrastare le situazioni di degrado delle città.

La delibera prevede che la Commissione sia composta da 20 deputati, nominati dal Presidente della Camera in proporzione al numero dei componenti i gruppi parlamentari.

La Commissione ha proceduto nel primo anno di attività sulla base di un programma di lavoro strutturato su quattro aree prioritarie di indagine le quali hanno riguardato: la rigenerazione sociale; la rigenerazione urbana; la sicurezza; le modalità di erogazione e di utilizzo dei fondi destinati al recupero delle aree periferiche delle città dalle leggi di bilancio per gli anni 2016 e 2017.

Con delibera del 21 novembre 2017 il termine per la conclusione dei lavori, inizialmente stabilito in un anno, è stato prorogato fino alla fine della legislatura. 

Il 14 dicembre 2017 la Commissione ha approvato la relazione conclusiva che ha individuato quale strategia di fondo per risolvere il problema del degrado delle periferie, la rigenerazione urbana, ossia l'insieme dei "programmi complessi che privilegiano l'intervento in comprensori già costruiti al fine di rendere vivibile e sostenibile lo spazio urbano, di soddisfare la domanda abitativa e di servizi, di accrescere l'occupazione e migliorare la struttura produttiva metropolitana, di rassicurare la maggior parte della popolazione che risiede proprio nelle aree periferiche". Inoltre, ha indicato alcune iniziative per accrescere la vivibilità dei quartieri periferici e la sicurezza dei cittadini, quali l'utilizzo di tutte le forme di sicurezza passiva, attraverso le tecnologie appropriate; l'integrazione delle politiche per la sicurezza a piani di lotta al degrado; la promozione di politiche attive di assistenza sociale, anche attraverso il volontariato, e di lavoro. Il tutto nell'ottica di un integrale ripensamento delle politiche urbane che preveda il coordinamento delle diverse responsabilità istituzionali per ripensare i programmi di intervento.

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