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Politica economica e finanza pubblica
Politica economica e manovre finanziarie
D.L. 154/2015: Disposizioni urgenti in materia economico-sociale
informazioni aggiornate a martedì, 3 novembre 2015

Nella giornata di mercoledì 4 novembre la Camera ha approvato il decreto-legge 1° ottobre 2015, n.154, che contiene disposizioni urgenti in materia economico-sociale, nonché misure finanziarie per interventi in alcuni territori delle colpiti da eccezionali eventi meteorologici (A.C. 3340) . Il provvedimento è stato quindi trasmesso al Senato, che lo ha apProvato senza ulteriori modificazioni, ed è stato convertito in legge dalla legge 29 novembre 2015 n.189.

Dossier
Il contenuto del decreto-legge

Il provvedimento, il cui contenuto è stato modificato in alcune parti durante l'esame presso la Commissione bilancio, reca quattro distinti interventi, relativi rispettivamente all' edilizia scolastica, all'utilizzo di lavoratori in attività socialmente utili, all'amministrazione straordinaria delle imprese e, infine, ad alcuni territori colpiti da eccezionali eventi meteorologici .

In particolare, per quanto concerne il settore dell'edilizia scolastica, esso reca uno stanziamento di 110 milioni di euro volto alla prosecuzione del piano straordinario per il ripristino del decoro e della funzionalità degli edifici scolastici (c.d. programma scuole belle). Tali risorse vengono reperite in parte (60 milioni) a carico del Fondo per lo sviluppo e la coesione e per la parte restante (50 milioni) a valere sul Fondo sociale per l'occupazione (articolo 1).

Va rammentato che tale programma prevede un finanziamento complessivo di 450 milioni di euro (di cui 280 milioni di euro già stanziati) per il periodo 1° luglio 2014 - 1° aprile 2016. Il suddetto piano è stato elaborato a seguito dell'accordo, siglato il 28 marzo 2014, con il quale si è trovata soluzione alla problematica occupazionale dei lavoratori ex LSU, impegnati fino all'anno precedente nelle attività di pulizie delle scuole e formati, per l'occasione, a prestare servizio come manutentori.

In materia di attività socialmente utili, l'articolo 1-bis (introdotto durante l'esame in Commissione) dispone che la possibilità, per le pubbliche amministrazioni, di utilizzare per lo svolgimento di tali attività lavoratori titolari di ammortizzatori sociali in costanza di lavoro, continui a valere non più soltanto per i progetti (inerenti le attività dei LSU) in corso al 24 settembre 2015, bensì anche per quelli iniziati fino alla data di adozione della convenzione-quadro con cui dovranno essere definiti i nuovi principi in materia (ai sensi dell'articolo 26 del decreto legislativo n. 150 del 2015 - cd. jobs act). Poiché tale convenzione non risulta ancora intervenuta, la disposizione in esame sembra comportare la estensione della possibilità di utilizzo dei lavoratori in questione fino alla sua adozione.

Un ulteriore intervento viene operato dall'articolo 2 sulla disciplina dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza; per le quali si dispone la proroga del programma di cessione dei complessi aziendali, contenuta nel D.Lgs. n. 270/1999 (c.d. Prodi-bis), consentendo una proroga del termine di esecuzione del programma di cessione dei complessi aziendali. La proroga – che può cumularsi alla proroga trimestrale eventualmente accordata dall'autorità giudiziaria ai sensi della disciplina già vigente (articolo 66 del medesimo D.Lgs.) – opera per un periodo non superiore a dodici mesi e per una sola volta, qualora venga accertato, sulla base di una specifica relazione predisposta dal commissario straordinario, sentito il comitato di sorveglianza, che l'attuazione del programma richiede la prosecuzione dell'esercizio dell'impresa e che ciò non reca pregiudizio ai creditori

L'obiettivo perseguito con tale proroga è quello di evitare alle grandi imprese commerciali che versano in stato di insolvenza e che non hanno concluso l'attuazione dei programmi previsti per l'amministrazione straordinaria nei termini vigenti (dodici mesi, che possono risultare insufficienti in presenza di realtà produttive complesse e di particolari contingenze di mercato), l'automatica conversione della procedura conservativa in fallimento. Inoltre, con una disposizione introdotta durante l'esame in commissione (comma 1-bis dell'articolo 2) si agevola per talune tipologie delle imprese medesime il possesso dei requisiti giuridici per il riconoscimento di condizioni tariffarie agevolate sull'energia elettrica

Quanto, infine, alle misure in tema di calamità naturali, l'articolo 3 è volto a stabilire una riduzione degli obiettivi finanziari del patto di stabilità interno per l'anno 2015 in favore degli enti locali interessati dagli eccezionali eventi meteorologici del 13 e 14 settembre 2015, che ha colpito i territori delle province di Piacenza e Parma. Ciò al fine di consentire agli enti locali interessati dalle alluvioni del settembre 2015 nelle province suddette di utilizzare le risorse necessarie agli interventi da effettuare. La riduzione dell'obiettivo del patto viene stabilita per un importo complessivo di 14,179 milioni di euro, di cui 4 milioni per la provincia di Parma, 6,5 milioni per la provincia di Piacenza e 3,679 milioni da ripartirsi tra i comuni interessati dall'evento.

Nel corso dell'esame in Commissione è stata introdotta una ulteriore disposizione (comma 1-bis dell'articolo 3), che riveste un contenuto più estensivo rispetto a quella disposta dal comma precedente, in quanto suscettibile di applicazione a situazioni calamitose tra loro differenti. Con il nuovo comma, in particolare, si escludono dai vincoli del patto di stabilità le spese effettuate dagli enti locali a seguito di eventi calamitosi verificatosi nel 2015 per i quali sia stato deliberato dal Consiglio dei ministri lo stato di emergenza prima della data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge in esame (quindi entro, al massimo, la data del 30 novembre).

A tal fine gli enti interessati comunicano al Dipartimento della protezione civile, entro il 10 dicembre 2015, gli spazi finanziari di cui necessitano per sostenere le spese in questione. Con apposito D.P.C.M. da emanare entro il 16 dicembre 2015 sono individuati gli enti locali beneficiari dell'esclusione e l'importo della stessa, disponendosi altresì che, qualora la richiesta complessiva risulti superiore agli spazi finanziari disponibili, gli stessi sono attribuiti agli enti richiedenti in misura proporzionale alle rispettive richieste.