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Speciale Provvedimenti

Istruzione, cultura e informazione
Commissione: VII Cultura
Cultura, spettacolo, sport
Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia
informazioni aggiornate a mercoledì, 8 novembre 2017

L'8 novembre 2017 l'Assemblea della Camera ha approvato definitivamente l'A.C. 4652, già approvato dal Senato.

Il testo, in particolare, reca una delega al Governo per la riforma del settore, istituisce il Consiglio superiore dello spettacolo, incrementa la dotazione del Fondo unico per lo spettacolo dal 2018, autorizza una spesa per il 2018 in favore delle attività culturali nelle regioni interessate dagli eventi sismici verificatisi dal 24 agosto 2016, estende l'Art-bonus a tutti i settori dello spettacolo.

Premessa

L'8 novembre 2017 l'Assemblea della Camera ha approvato definitivamente l'A.C. 4652, già approvato dal Senato.

Tra le principali novità del testo, le seguenti:

-       si incrementa, a decorrere dal 2018, la dotazione del Fondo unico per lo spettacolo (FUS), al contempo disponendo lo scorporo dallo stesso delle risorse destinate alle fondazioni lirico-sinfoniche e introducendo, invece, tra i destinatari il settore dei carnevali storici e delle rievocazioni storiche, nonché quello delle attività musicali popolari contemporanee;

-       si prevede che annualmente almeno il 3% del FUS è destinato alla promozione di programmi di educazione nei settori dello spettacolo nelle scuole di ogni ordine e grado (si tratta di una misura parallela a quella recata dalla L. 220/2016, a valere sul Fondo per il cinema e l'audiovisivo);

-       si sposta (dal 31 dicembre 2018) al 31 dicembre 2019 il termine entro il quale le fondazioni lirico-sinfoniche devono rispettare i nuovi parametri organizzativi e gestionali, al fine dell'inquadramento come "fondazione lirico-sinfonica", ovvero come "teatro lirico-sinfonico", e si delega il Governo a rivedere i criteri di ripartizione del contributo statale a favore delle stesse;

-       come per il settore del cinema, si prevede l'istituzione del Consiglio superiore dello spettacolo presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, in sostituzione della Consulta dello spettacolo;

-       si estende l'Art-Bonus, ossia il credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a favore della cultura, a tutti i settori dello spettacolo;

-       si reintroduce, a regime, il credito di imposta a favore delle imprese produttrici di fonogrammi e di videogrammi musicali, nonché delle imprese organizzatrici e produttrici di spettacoli di musica dal vivo, previsto per il triennio 2014-2016, con riferimento alle opere prime e seconde, dall'art. 7, co. 1-6, del D.L. 91/2013 (L. 112/2013) , estendendolo anche alle opere terze.

 

I principi generali e gli obiettivi dell’intervento pubblico

L'art. 1 prevede che la Repubblica promuove e sostiene lo spettacolo quale fattore indispensabile per lo sviluppo della cultura ed elemento di coesione e di identità nazionale.

In particolare, promuove e sostiene le attività di spettacolo svolte in maniera professionale, ossia quelle caratterizzate della compresenza di professionalità artistiche e tecniche e di un pubblico in un contesto unico non riproducibile. Si tratta, in particolare, di attività teatrali, liriche, concertistiche, corali, musicali popolari contemporanee, di danza classica e contemporanea, circensi tradizionali e nelle forme contemporanee del circo di creazione, di spettacolo viaggiante, nonché di attività a carattere interdisciplinare e multidisciplinare, carnevali storici e rievocazioni storiche.

Inoltre, la Repubblica riconosce il valore delle pratiche artistiche a carattere amatoriale, inclusi i complessi bandistici e le formazioni teatrali e di danza, nonché il valore delle espressioni artistiche della canzone popolare d'autore, la peculiarità del linguaggio espressivo del teatro di figura, la tradizione dei corpi di ballo italiani, l'apporto degli artisti di strada alla valorizzazione dei contesti urbani ed extra-urbani, l'attività dei centri di sperimentazione e di ricerca, di documentazione e di formazione nelle arti dello spettacolo.

L'intervento pubblico a sostegno delle attività di spettacolo deve favorire e promuovere, tra l'altro: la qualità dell'offerta; la pluralità delle espressioni artistiche; i progetti e i processi di lavoro a carattere innovativo; la qualificazione delle competenze artistiche e tecniche, nonché l'interazione tra lo spettacolo e l'intera filiera culturale, educativa e del turismo; le attività di spettacolo realizzate con il diretto coinvolgimento dei giovani, fin dall'infanzia; il teatro e altre forme di spettacolo per ragazzi; l'accesso alla fruizione delle arti della scena, fin dall'infanzia; il riequilibrio territoriale e la diffusione nel Paese dell'offerta e della domanda delle attività di spettacolo, anche con riferimento alle aree geograficamente disagiate; la diffusione dello spettacolo italiano all'estero e i processi di internazionalizzazione, la trasmissione dei saperi, la formazione professionale e il ricambio generazionale; la conservazione del patrimonio musicale, teatrale, coreutico, nonché della tradizione della scena e dei suoi mestieri; l'iniziativa dei singoli soggetti, volta a reperire risorse ulteriori rispetto al contributo pubblico; le attività di spettacolo realizzate in luoghi di particolare interesse culturale.

La delega al Governo

L'art. 2 attribuisce la delega al Governo ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per il coordinamento e il riordino delle disposizioni legislative e di quelle regolamentari che disciplinano l'attività, l'organizzazione e la gestione delle fondazioni lirico-sinfoniche, nonché per la riforma della disciplina dei settori relativi a teatro, musica, danza, spettacoli viaggianti, attività circensi, carnevali storici e rievocazioni storiche, mediante la redazione di un testo unico normativo denominato "codice dello spettacolo".

Fra i principi e criteri direttivi, vi sono i seguenti:

  • razionalizzazione degli interventi di sostegno dello Stato, al quale rimane attribuita, fra l'altro, la gestione del FUS e la determinazione, previa intesa con la Conferenza unificata, dei criteri per l'erogazione e delle modalità per la liquidazione e l'anticipazione dei contributi a valere sul medesimo;
  • revisione dei criteri di ripartizione del contributo statale destinato alle fondazioni lirico-sinfoniche, anche tramite scorporo delle risorse ad esse destinate dal FUS, e inserimento fra i parametri da considerare ai fini della stessa ripartizione anche del rafforzamento della responsabilità del sovrintendente sulla gestione economico-finanziaria. Per le stesse fondazioni, inoltre, l'art. 7 proroga (dal 31 dicembre 2018) al 31 dicembre 2019 il termine per consentire loro di adeguarsi ai nuovi parametri organizzativi e gestionali. Dopo quella data, le fondazioni che non si adegueranno saranno inquadrate come teatro lirico-sinfonico;
  • per i settori del teatro, della musica, della danza, degli spettacoli viaggianti e delle attività circensi, nonché dei carnevali storici e delle rievocazioni storiche: ottimizzazione dell'organizzazione e del funzionamento di ciascuno di essi, anche favorendo l'intervento congiunto di soggetti pubblici e privati e sostenendo la capacità di operare in rete tra diversi soggetti; ai fini del riparto del FUS, definizione delle categorie dei soggetti ammessi a presentare domanda e adozione di regole di riparto sulla base dell'esame comparativo di programmi di attività pluriennale presentati dagli enti, che devono essere anche corredati di programmi per ciascuna annualità; valorizzazione della qualità delle produzioni; finanziamento di progetti di giovani di età inferiore a 35 anni; attivazione di piani straordinari, di durata pluriennale, per la ristrutturazione e l'aggiornamento tecnologico di teatri, strutture e spazi stabilmente destinati allo spettacolo, con particolare riferimento a quelli ubicati nei comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti;
  • estensione delle misure di sostegno alle attività musicali popolari contemporanee, definendo i criteri e requisiti per l'esercizio di tali attività, e superamento progressivo del contrassegno SIAE per la registrazione delle opere musicali;
  • con riferimento specifico al settore della danza, introduzione di una normativa relativa all'istituzione delle scuole di danza, nonché al controllo e alla vigilanza sulle medesime, e individuazione dei requisiti per il conseguimento di una abilitazione per l'insegnamento della danza;
  • graduale superamento dell'utilizzo degli animali nello svolgimento delle stesse attività circensi e dello spettacolo viaggiante;
  • promozione di programmi di educazione nei settori dello spettacolo nelle scuole di ogni ordine e grado, a ciò destinando, annualmente, almeno il 3% della dotazione del FUS;
  • disciplina sistematica e unitaria del rapporto di lavoro nel settore dello spettacolo, tenendo conto anche del carattere intermittente delle prestazioni lavorative;
  • semplificazione degli iter autorizzativi e degli adempimenti relativi allo svolgimento di attività di pubblico spettacolo, inclusa l'autorizzazione di pubblica sicurezza;
  • diffusione dello spettacolo italiano all'estero e sostegno all'internazionalizzazione delle produzioni di giovani artisti italiani, nonché degli spettacoli di musica popolare contemporanea, anche attraverso iniziative di coproduzione artistica.
Il Consiglio superiore dello spettacolo

L'art. 3 prevede l'istituzione del Consiglio superiore dello spettacolo. In particolare, a tale organo – che sostituisce la Consulta per lo spettacolo - sono attribuiti compiti di consulenza e di supporto nella elaborazione ed attuazione delle politiche di settore e nella predisposizione di indirizzi e criteri generali relativi alla destinazione delle risorse pubbliche per il sostegno alle attività di spettacolo. Esso – che dura in carica 3 anni – è composto da 15 componenti, di cui 4 scelti dal Ministro nell'ambito di una rosa di nomi proposta dalle associazioni di categoria e dagli enti del Terzo settore maggiormente rappresentativi del settore dello spettacolo e 11 – di cui 3 designati dalla Conferenza unificata - quali personalità del settore, caratterizzate da particolare e comprovata qualificazione professionale e capacità anche in ambito giuridico, economico, amministrativo e gestionale, nominate dal Ministro nel rispetto del principio di equilibrio di genere. Fra queste, lo stesso Ministro nomina il Presidente.

L’incremento del FUS e le risorse per le attività culturali nei territori colpiti dal sima

L'art. 4 dispone un incremento delle risorse del FUS di € 9,5 mln per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e di € 22,5 mln a decorrere dal 2020.

Inoltre, autorizza per il 2018 la spesa di € 4 mln in favore di attività culturali nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di € 4 mln prevista per il 2018 a favore del Teatro Eliseo dall'art. 22, co. 8, del D.L. 50/2017 (L. 96/2017).

Benefici e incentivi fiscali

L'art. 5 dispone che l'Art-bonus spetta anche per le erogazioni liberali in denaro effettuate per il sostegno delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione (e non più, solo, dunque, delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione).

Inoltre, dispone che il credito d'imposta a favore delle imprese produttrici di fonogrammi e di videogrammi musicali, nonché delle imprese organizzatrici e produttrici di spettacoli di musica dal vivo, riconosciuto per il triennio 2014-2016, in base all'art. 7, co. 1-6, del D.L. 91/2013 (L. 112/2013), per le opere prime e seconde, si applica (nuovamente) a decorrere dal 1° gennaio 2018 e riguarda anche le opere terze.

Regioni a statuto speciale e province autonome

L'art. 6 prevede che nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano la legge si applicherà compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti e delle relative disposizioni attuative.

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