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Unione europea e governance economica
Commissione: XIV Unione Europea
Unione europea: questioni istituzionali
Legge di delegazione europea 2013 - secondo semestre e legge europea 2013 bis
informazioni aggiornate a martedì, 4 ottobre 2016

La legge  di delegazione europea 2013 - secondo semestre è stata approvata definitivamente dal Senato il 17 settembre 2014 (legge 7 ottobre 2014, n. 154). Il 21 ottobre 2014 la Camera ha approvato definitivamente la legge europea 2013 bis (legge 30 ottobre 2014, n. 161).

Le leggi europee del secondo semestre 2013

La legge n. 234 del 2012 prevede espressamente la possibilità per il Governo di presentare nel secondo semestre dell'anno un nuovo disegno di legge di delegazione europea qualora si rilevino ulteriori esigenze di adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea.

Nell'anno 2013 il Governo ha ritenuto opportuno presentare un ulteriore disegno di legge europea al fine di porre rimedio alla parte ancora residua di pre-contenzioso e contenzioso e presiedere il semestre europeo nel 2014 con il minor numero di infrazioni possibili a carico dell'Italia.

I due disegni di legge sono stati presentati dal Governo, rispettivamente, il 22 e il 28 novembre 2013. 

Si ricorda che nel 2013 sono state approvate definitivamente dalla Camera il 31 luglio la legge di delegazione europea 2013 (legge 6 agosto 2013, n. 96) e la legge europea 2013 (legge 6 agosto 2013, n. 97).

La legge di delegazione europea 2013 - secondo semestre

La legge di delegazione europea 2013 - secondo semestre (legge 7 ottobre 2014, n. 154) delega il Governo ad adottare decreti legislativi per l'attuazione di 19 direttive (di cui 2 inserite nell'allegato A e 17 nell'allegato B); per le direttive presenti nell'allegato B è prevista l'acquisizione del parere delle Commissioni parlamentari sullo schema di decreto legislativo di recepimento presentato dal Governo.

La legge contiene inoltre una delega al Governo per la disciplina sanzionatoria di violazioni di atti normativi dell'Unione europea per i quali non siano già previste sanzioni penali o amministrative.

Oltre ad una delega generale per l'attuazione delle direttive elencate negli allegati il provvedimento detta specifici princìpi e criteri direttivi per il recepimento di determinati atti:

• la direttiva 2013/36/UE sull'accesso all'attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento;

• la direttiva 2013/14/UE e il regolamento UE n. 462/2013 in materia di affidamento alle valutazioni delle agenzie di rating del credito;

• i regolamenti n. 345/2013 e n. 346/2013 relativi ai fondi europei, rispettivamente, per il venture capital (EuVECA) e per l'imprenditoria sociale (EuSEF);

• la decisione quadro 2006/960/GAI sullo scambio di informazioni e intelligence tra Stati membri dell'Unione europea;

• la direttiva 2013/11/UE sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori (ADR);

• la decisione quadro 2006/783/GAI sull'applicazione del principio del reciproco riconoscimento delle decisioni di confisca.

Sono inoltre previsti principi e criteri direttivi specifici per l'emanazione di un testo unico in materia di asilo, protezione sussidiaria e protezione temporanea, nonché disposizioni che posticipano i termini di delega recati dalla legge di contabilità e finanza pubblica n. 196 del 2009, per dare piena attuazione al Regolamento UE n. 473/2013.

Viene infine fissato al 20 luglio 2019 il termine per l'esercizio della delega alla adozione di un testo unico delle disposizioni di attuazione della normativa dell'Unione europea in materia di protezione internazionale e di protezione temporanea.

Le ulteriori direttive elencate negli allegati intervengono in numerose materie, fra cui: il riutilizzo dell'informazione del settore pubblico, l'attività di assicurazione e di riassicurazione, la fornitura di servizi di media audiovisivi, la formazione per la gente di mare, gli articoli pirotecnici, la sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi, gli scambi e le importazioni di cani, gatti e furetti, le procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale, l'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, i bilanci d'esercizio e consolidati e le relative relazioni delle imprese, il controllo da parte dello Stato di approdo, le sostanze prioritarie nel settore della politica delle acque, le frodi in materia di IVA, l'applicazione all'IVA del meccanismo di inversione contabile dalla cessione di beni a rischio frodi ed il congelamento e alla confisca dei beni strumentali e dei proventi da reato nell'Unione europea.

Alla data del 30 settembre 2016, sulla base delle deleghe contenute nella legge sono state finora recepite 16 direttive ed attuate 2 decisioni quadro.

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La legge europea 2013-bis

La legge europea 2013-bis (legge 30 ottobre 2014, n. 161) contiene disposizioni di natura eterogenea volte ad adeguare l'ordinamento giuridico italiano all'ordinamento europeo, con particolare riguardo ai casi di non corretto recepimento della normativa europea.

In particolare il disegno di legge è inteso a chiudere 8 procedure di infrazione, risolvere 12 casi di pre-contenzioso (EU Pilot), conformare l'ordinamento italiano a principi interpretativi stabiliti da una sentenza emessa dalla Corte di giustizia europea su rinvio pregiudiziale del giudice nazionale - prevenendo il possibile avvio di nuove procedure di infrazione.

Nella legge europea sono state inoltre inserite disposizioni di modificazione della disciplina nazionale vigente nonchè volte a dare tempestiva e diretta attuazione a 3 direttive europee.

Il provvedimento si compone di 34 articoli e un allegato, suddivisi in sette capi.

Il Capo I reca norme in materia di libera circolazione delle persone, dei beni e dei servizi. Tra le materie disciplinate: le borse di studio universitarie per il perfezionamento all'estero; le società tra avvocati; l'immigrazione e i rimpatri; la commercializzazione di camini o condotti in plastica; i servizi investigativi privati; la protezione della fauna selvatica omeoterma e il prelievo venatorio; i servizi nel mercato interno.

Il Capo II contiene disposizioni in materia tributaria. Le principali materie trattate riguardano: il regime applicabile ai contribuenti fiscalmente residenti in un altro Stato membro che producono e/o ricavano la maggior parte del loro reddito in Italia (c.d. "non residenti Schumacker"); le imposte sulle successioni e donazioni e l'esenzione di alcuni soggetti dalla sua applicazione; le imposte sul valore delle attività finanziarie all'estero (IVAFE); la riscossione coattiva dei dazi doganali e dell'IVA alle importazioni; gli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni.

Il Capo III interviene in materia di lavoro e politiche sociali. In particolare i temi disciplinati sono: salute e sicurezza dei lavoratori durante il lavoro; orario di lavoro del personale delle aree dirigenziali e del ruolo sanitario del Servizio sanitario nazionale; salute e sicurezza per il lavoro a bordo delle navi da pesca; licenziamenti collettivi.

Il Capo IV reca disposizioni in materia di ambiente. I contenuti riguardano: le bevande a base di succo di frutta; qualità e trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini; inquinamento acustico (con delega legislativa per l'armonizzazione della normativa nazionale).

Il Capo V interviene sui temi relativi alla tutela della concorrenza. Gli aspetti trattati sono: affidatari di incarichi di progettazione; contratti pubblici, con riferimento all'istituto dell'avvalimento; attribuzioni dell'Autorità per l'energia elettrica, il gas ed il sistema idrico nel settore del mercato dell'energia all'ingrosso; stazioni di distribuzione dei carburanti ubicate nelle aree urbane.

Il Capo VI contiene una serie di disposizioni varie. Specificamente esse fanno riferimento a:

  • lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali;
  • modifica al codice delle pari opportunità tra uomo e donna con riferimento alla parità di trattamento tra uomini e donne nei servizi assicurativi e altri servizi finanziari;
  • utilizzo dei termini «cuoio», «pelle» e «pelliccia» e di quelli da essi derivati o loro sinonimi;
  • obblighi in materia di relazioni e di documentazione in caso di fusioni e scissioni;
  • stabilimento e libera prestazione dei servizi a motivo dell'adesione della Repubblica di Croazia (per i quali viene fatto espresso rinvio anche all'allegato A);
  • potenziamento delle misure di contrasto delle frodi in danno dei bilanci dell'Unione europea, dello Stato e degli enti territoriali;
  • attuazione di disposizioni non direttamente applicabili della direttiva 2011/85/UE (requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri) e del regolamento (UE) n. 473/2013 (valutazione dei documenti programmatici di bilancio e per la correzione dei disavanzi eccessivi negli Stati membri della zona euro);
  • misure per lo sviluppo della ricerca applicata alla pesca;
  • certificato successorio europeo.

Le disposizioni finanziarie sono infine contenute nel Capo VII, che stabilisce la generale invarianza finanziaria degli interventi contenuti nella legge, salvo quanto specificato nell'articolo 34 che, con riferimento agli oneri derivanti da specifici interventi, indica la copertura finanziaria attraverso misure che riducono le talune agevolazioni relative ai consumi medi standardizzati di gasolio in agricoltura.

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