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Istruzione, cultura e informazione
Cultura, spettacolo, sport
La nuova disciplina del cinema e dell'audiovisivo
informazioni aggiornate a martedì, 18 luglio 2017

Nella Gazzetta ufficiale del 26 novembre 2016 è stata pubblicata la L. 220/2016, che definisce i principi fondamentali dell'intervento pubblico a sostegno del cinema e dell'audiovisivo, in quanto attività di rilevante interesse generale, e ne disciplina le modalità. In particolare, istituisce il Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo, introduce un sistema di contributi automatici e di contributi selettivi, rafforza la disciplina del tax credit, prevede due piani straordinari per il potenziamento del circuito delle sale cinematografiche e per la digitalizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo. Per ulteriori aspetti, prevede deleghe al Governo.

La ricognizione dello stato dell'arte relativo ai provvedimenti attuativi è stata resa dal Governo in Commissione il 14 luglio 2017.

Il contenuto della L. 220/2016

 

 

La L. 220/2016 ha inteso ridefinire la disciplina relativa al cinema e all'audiovisivo, a fini di rilancio e di sviluppo di un settore strategico dal punto di vista culturale e sociale, ma anche economico.

In particolare, l'art. 1 affida alla Repubblica la promozione e il sostegno del cinema e dell'audiovisivo, quali fondamentali mezzi di espressione artistica, di formazione culturale e di comunicazione sociale, che contribuiscono alla definizione dell'identità nazionale e alla crescita civile, culturale ed economica del paese, promuovono il turismo e creano occupazione.

 

Gli obiettivi dell'intervento pubblico

 

Gli obiettivi dell'intervento pubblico, indicati nell'art. 3, comprendono, fra gli altri, la garanzia del pluralismo dell'offerta cinematografica e audiovisiva, il consolidamento dell'industria cinematografica nazionale, la promozione delle coproduzioni internazionali e della circolazione e distribuzione, in Italia e all'estero, della produzione cinematografica e audiovisiva, la conservazione e il restauro del patrimonio filmico e audiovisivo nazionale, la cura della formazione professionale, il sostegno dell'educazione all'immagine nelle scuole, la valorizzazione del ruolo delle sale cinematografiche e dei festival cinematografici.

 

I compiti dello Stato e delle regioni

 

I compiti dello Stato e delle regioni sono indicati principalmente negli artt. 4 e 10.

Allo Stato e, in particolare, al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact), l'art. 10 attribuisce, fra le altre, funzioni relative alla promozione dell'immagine del Paese, all'attrazione di investimenti esteri, alla promozione della formazione. Inoltre, l'art. 31 affida allo Stato il pieno ed equilibrato sviluppo del mercato cinematografico, impedendo il formarsi di fenomeni distorsivi della concorrenza, mentre l'art. 37 affida al Mibact la vigilanza e l'applicazione delle eventuali sanzioni.

L'art. 4 prevede che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano concorrono alla promozione e alla valorizzazione delle attività cinematografiche e audiovisive, secondo i rispettivi statuti e sulla base della propria legislazione e sostengono l'imprenditoria cinematografica e audiovisiva anche attraverso convenzioni con le banche, per favorire l'accesso al credito a tasso agevolato. Inoltre, dispone il riconoscimento, da parte dello Stato, del ruolo e dell'attività delle Film Commission.

Nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano la legge si applicherà compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti e delle relative disposizioni attuative.

Inoltre, l'art. 9 dispone, fra l'altro, che, nell'attuazione della legge, la Repubblica assicura la tutela e la valorizzazione delle minoranze linguistiche riconosciute.

 

Ammissione ai benefici

 

In base all'art. 14, per l'ammissione ai benefici delle opere cinematografiche e audiovisive resta ferma la necessità - fatta eccezione per gli incentivi fiscali di cui all'art. 19, finalizzati ad attrarre in Italia investimenti nel settore - del riconoscimento della nazionalità italiana, che non può essere accordato, fra le altre, a opere audiovisive a carattere pornografico o che incitano alla violenza o all'odio razziale, pubblicità televisive, spot pubblicitari, televendite e telepromozioni, opere audiovisive prodotte esclusivamente a fini commerciali o promozionali, giochi, spettacoli di varietà, quiz e talk show, programmi televisivi.

I parametri da considerare per l'attribuzione della nazionalità italiana sono individuati nell'art. 5, nonché, con riferimento alle opere cinematografiche e audiovisive realizzate in coproduzione internazionale, nell'art. 6.

Inoltre, sempre per l'ammissione ai benefici, è necessario, in base all'art. 7, che l'impresa di produzione, ultimata l'opera, ne depositi una copia, anche digitale, presso la Cineteca nazionale.

 

Finanziamento degli interventi

 

Per il finanziamento degli interventi, l'art. 13 prevede l'istituzione dal 2017 del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo alimentato, a regime, con gli introiti erariali derivanti dalle attività del settore. Il finanziamento non può essere inferiore a € 400 mln annui. Una quota tra il 15% e il 18% del Fondo deve essere destinata ai contributi selettivi e a quelli per la promozione.

 

Tipologie di interventi

 

La prima tipologia di intervento è costituita dagli incentivi fiscali. In particolare, gli artt. da 13 a 19 ridisegnano la disciplina del cd. tax credit, di cui possono beneficiare le imprese di produzione, distribuzione, post-produzione, esercizio cinematografico, le industrie tecniche, le imprese italiane che lavorano per produzioni straniere, le imprese esterne al settore che investono nel cinema italiano. In linea generale, le aliquote sono rese modulabili e, in alcuni casi, ne viene elevato l'ammontare. In particolare, il tax credit aumenta fino al 40% per i produttori indipendenti che distribuiscono il film in proprio e per le imprese esterne che investono in film che accedono ai contributi selettivi.

Ulteriori agevolazioni fiscali e finanziarie sono previste dall'art. 20.

 

Una seconda tipologia di intervento è costituita dagli incentivi automatici – disciplinati dagli artt. da 23 a 25 - che sostituiscono la precedente attribuzione dei finanziamenti previa verifica della Commissione per la cinematografia. In particolare, l'importo complessivo dei contributi automatici spettante a ogni impresa è determinato sulla base di parametri oggettivi, relativi alle opere cinematografiche o audiovisive precedentemente prodotte o distribuite dalla stessa impresa. Possono essere introdotti meccanismi premianti rispetto ai risultati ottenuti da particolari tipologie di opere – fra le quali opere prime e seconde, documentari, opere di animazione – ovvero in determinati canali distributivi e in determinati periodi dell'anno, con particolare riferimento ai mesi estivi, ovvero su mercati particolari.

 

La terza tipologia di intervento è costituita dai contributi selettivi, disciplinati dall'art. 26, e attribuiti sulla base della valutazione di 5 esperti, destinati prioritariamente alle opere cinematografiche e, in particolare, a opere prime e seconde, opere realizzate da giovani autori, film difficili realizzati con modeste risorse finanziarie, opere di particolare qualità artistica, nonché opere sostenute da contributi provenienti da più aziende. Ulteriori contributi selettivi sono attribuiti alle imprese operanti nel settore dell'esercizio cinematografico, a quelle di nuova costituzione, alle start-up, e a quelle che abbiano i requisiti delle microimprese, con particolare riferimento alle piccole sale cinematografiche ubicate nei comuni aventi meno di 15.000 abitanti.

 

La quarta tipologia di intervento è costituita dai contributi per attività e iniziative di promozione cinematografica e audiovisiva, disciplinati dall'art. 27. In questo ambito, un importo pari ad almeno il 3% del Fondo, deve essere destinato al potenziamento nelle scuole dell'offerta formativa relativa a cinema, tecniche e media di produzione, diffusione delle immagini e dei suoni, alfabetizzazione all'arte.

Sempre nell'ambito della promozione, il Mibact eroga anche risorse a Istituto Luce-Cinecittà, anche per il funzionamento del Museo italiano dell'audiovisivo e del cinema, Biennale di Venezia, Centro sperimentale di cinematografia, Museo nazionale del cinema di Torino, Cineteca di Bologna.

 

Piani straordinari

 

Nell'ambito del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo sono previste due sezioni destinate a finanziare due Piani straordinari.

Il primo, disciplinato dall'art. 28, riguarda il potenziamento del circuito delle sale cinematografiche. La dotazione annua è di € 30 mln per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019, € 20 mln per il 2020 ed € 10 mln per il 2021, destinati alla concessione di contributi a fondo perduto, o di contributi in conto interessi sui mutui o sulle locazioni finanziarie, finalizzati a riattivazione di sale chiuse o dismesse, realizzazione di nuove sale, trasformazione di sale o multisale esistenti, rinnovo di impianti, apparecchiature, arredi e servizi complementari alle sale. Particolari agevolazioni sono previste per le sale dei comuni con meno di 15.000 abitanti. Si prevede, inoltre, l'introduzione, da parte delle regioni e delle province autonome, di previsioni di carattere urbanistico ed edilizio volte ad incentivare il potenziamento e la ristrutturazione delle sale cinematografiche, anche in deroga agli strumenti urbanistici.

 

Un'altra sezione del Fondo, disciplinata dall'art. 29, è destinata a finanziare il Piano straordinario per la digitalizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo. La sezione ha una dotazione annua pari a € 10 mln per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019, destinati alla concessione di contributi a fondo perduto o di finanziamenti agevolati alle imprese di post-produzione italiane, comprese le cineteche, in proporzione al volume dei materiali digitalizzati e tenendo conto della rilevanza culturale del materiale cinematografico e audiovisivo da digitalizzare, nonché della qualità tecnica e della professionalità complessiva del progetto di digitalizzazione.

 

Sezione speciale per il cinema e l'audiovisivo nel Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese

 

Ulteriori € 5 mln provenienti dal Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo sono destinati, per il 2017, alla costituzione, prevista dall'art. 30, di una sezione speciale del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, destinata a garantire operazioni di finanziamento alle imprese per la realizzazione di prodotti audiovisivi e cinematografici. Eventuali, ulteriori, versamenti sono determinati annualmente con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. Si prevede, inoltre, che le risorse della sezione possono essere incrementate anche tramite convenzioni stipulate con investitori pubblici e privati.

 

Relazione annuale alle Camere

 

L'art. 12 prevede che ogni anno il Mibact deve presentare una relazione annuale alle Camere sullo stato di attuazione degli interventi, con particolare riferimento all'impatto economico, industriale e occupazionale e all'efficacia delle agevolazioni tributarie previste.

 

Il Consiglio superiore per il cinema e l'audiovisivo

 

L'art. 11 prevede l'istituzione del Consiglio superiore del cinema e dell'audiovisivo, in sostituzione della sezione cinema della Consulta per lo spettacolo. Al Consiglio, che dura in carica 3 anni ed è composto da 11 membri, sono attribuiti compiti di consulenza e di supporto nella elaborazione ed attuazione delle politiche di settore e nella predisposizione di indirizzi e criteri generali relativi alla destinazione delle risorse pubbliche nello stesso ambito.

 

Il Registro pubblico delle opere cinematografiche e audiovisive

 

L'art. 32 prevede l'istituzione presso il Mibact del Registro pubblico delle opere cinematografiche e audiovisive, nel quale devono essere iscritte le opere cinematografiche e audiovisive di nazionalità italiana che hanno ricevuto contributi pubblici statali, regionali e degli enti locali o finanziamenti UE. L'iscrizione deve essere chiesta dal produttore o dagli autori o dai titolari dei diritti. In ogni caso, i beneficiari dei contributi devono fornire le comunicazioni richieste, pena la revoca dei benefici sopra indicati.

 

Deleghe al Governo

 

Per alcuni argomenti, il testo conferisce deleghe al Governo. La prima, prevista dall'art. 33, riguarda la tutela dei minori nella visione di opere cinematografiche e audiovisive. In particolare, si intende superare il sistema attuale, che prevede un controllo preventivo di tutti i film destinati alla proiezione in pubblico e all'esportazione, introducendo un meccanismo basato sulla responsabilità degli operatori del settore cinematografico e audiovisivo in ordine alla classificazione dei film prodotti e sulla vigilanza successiva da parte delle istituzioni.

L'art. 34 prevede, invece, una delega al Governo in materia di promozione delle opere italiane ed europee, in particolare introducendo procedure più trasparenti ed efficaci in materia di obblighi di investimento e di programmazione di opere italiane ed europee da parte dei fornitori, rafforzando un sistema di mercato più funzionale a una maggiore concorrenza, prevedendo un adeguato sistema di verifica, controllo, valutazione dell'efficacia e un appropriato sistema sanzionatorio.

L'ultimo ambito di delega, previsto dall'art. 35, riguarda i rapporti di lavoro nel settore cinematografico e audiovisivo. Gli obiettivi sono costituiti, fra l'altro, dalla semplificazione e razionalizzazione delle procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro, dal rafforzamento delle opportunità d'ingresso nel mondo del lavoro e dal riordino dei contratti di lavoro vigenti.

Tutte le deleghe devono essere esercitate entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge.

Dossier
I provvedimenti attuativi

I provvedimenti attuativi

Con DM n. 109 del 6 marzo 2017 è stato nominato il  Consiglio superiore del cinema e dell'audiovisivo. Già prima, con  DM n. 2 del 2 gennaio 2017 erano stati disciplinati il unzionamento del Consiglio superiore e il regime di incompatibilità dei componenti. 

Il 4 maggio 2017, rispondendo nella VII Commissione della Camera alle interrogazioni a risposta immediata 5-11269 e 5-11268  il rappresentante del Governo ha fatto presente che, alla data indicata, acquisito il parere favorevole del Consiglio superiore del cinema e dell'audiovisivo, erano in corso di sottoposizione alla firma del Ministro:
   - il decreto di riparto del Fondo per il cinema e l'audiovisivo fra le tipologie di contributi (art. 13, co. 5);
    - il decreto recante i parametri e requisiti per la destinazione di un'opera audiovisiva prioritariamente al pubblico per la visione nelle sale cinematografiche (art. 2, co.1, lett. b);
   - il decreto di individuazione dei casi di esclusione delle opere cinematografiche e audiovisive dai benefici previsti dalla legge (art. 14, co. 4).

 Erano pronti per essere sottoposti al previsto parere del Consiglio superiore del cinema e dell'audiovisivo e, successivamente, alla Conferenza Stato-Regioni:
   - il decreto di disciplina dei contributi automatici (art. 25, co. 1);
   - il decreto di disciplina dei contributi selettivi (art. 26, co. 4);
   - il decreto di disciplina dei contributi per l'attività di promozione cinematografica e audiovisiva (art. 27, co. 4).

   In data 28 aprile 2017 erano stati trasmessi a MEF e MISE gli schemi di decreto di disciplina dei crediti di imposta, recanti requisiti, condizioni e procedura, controlli, casi di revoca e decadenza, limiti di importo (art. 21, co. 5).
  Era altresì definito il testo del decreto recante i criteri per la programmazione qualificata delle sale d'essai (art. 2, co. 1, lett. m) e poteva a breve essere sottoposto alla firma del Ministro.

Il DPCM recante le modalità di gestione del Fondo per il cinema e l'audiovisivo (art. 13, co. 4) e il DPCM recante i criteri per il riconoscimento della nazionalità italiana (art. 5, co. 2 e 3, e art. 6, co. 4) erano stati  condivisi con il Dipartimento per il Coordinamento Amministrativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri e stavano ultimando il loro iter, potendo dunque essere adottati entro il mese di maggio.
  Erano, infine, in fase di elaborazione:
  - il decreto sugli indirizzi e sui parametri generali per la gestione fondi da parte delle Film commission (art. 4, co. 5);
   - il decreto sulle regole del deposito delle opere presso la Cineteca nazionale e costituzione rete delle cineteche (art. 7, co. 5 e 6);
   -  i DPCM di disciplina del Piano straordinario circuito sale (previsto dall'art. 28, co. 2) e del Piano straordinario digitalizzazione patrimonio cinematografico e audiovisivo (art. 29, co. 4);
   - il DPCM sul funzionamento del Registro pubblico delle opere cinematografiche e audiovisive (art. 32, co. 7).

Infine, ha assicurato che i decreti legislativi saranno adottati entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, dunque entro l'11 dicembre 2017.

Ulteriori elementi sono stati forniti dal Governo il 14 luglio 2017, rispondendo nella VII Commissione della Camera alla interrogazione a risposta immediata 5-11822. In particolare, il rappresentante del Governo ha fatto presente che:

"I testi sulla tutela dei minori e sulla promozione di opere europee e italiane da parte dei fornitori di servizi di media audiovisivi saranno portati, in versione preliminare, al Consiglio dei ministri di inizio agosto.
  Sul testo sui rapporti di lavoro è in corso l'istruttoria congiunta con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e lo schema di decreto sarà in Consiglio dei ministri nel mese di settembre.
  Con riferimento alla complessiva attuazione della legge n. 220 del 2016, si rappresenta che nei primi mesi del 2017, sono stati adottati quattro decreti:
   il decreto ministeriale di disciplina dell'incompatibilità dei componenti del Consiglio Superiore del cinema e dell'audiovisivo e di funzionamento dell'organo;
   il decreto ministeriale di nomina del Consiglio Superiore;
   il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sulle modalità del funzionamento del Fondo;
   il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sui criteri per il riconoscimento della nazionalità delle opere.

  Tra oggi e domani, saranno firmati dal Ministro altri quattro decreti:
   il decreto di riparto del Fondo per il cinema e l'audiovisivo fra le tipologie di contributi per l'anno 2017;
   il decreto recante i parametri e requisiti per la destinazione di un'opera audiovisiva prioritariamente al pubblico per la visione nelle sale cinematografiche;
   il decreto di individuazione dei casi di esclusione delle opere cinematografiche e audiovisive dai benefici previsti dalla legge;
   il decreto sulle sale d'essai e sui film d'essai. 

  Su tutti questi testi è stato sentito il Consiglio superiore.
  È stato, inoltre, già acquisito il parere del Consiglio superiore sul decreto di disciplina dei contributi automatici, sul decreto di disciplina dei contributi selettivi e sul decreto di disciplina dei contributi per l'attività di promozione cinematografica e audiovisiva. Questi tre decreti, unitamente con il decreto sugli indirizzi e sui parametri generali per la gestione fondi da parte delle Film commission, sono stati trasmessi questa settimana alla Conferenza Stato Regioni, che li esaminerà nella seduta di fine mese.
  In data 28 aprile 2017 sono stati trasmessi a MEF e MISE gli schemi di decreto di disciplina dei crediti di imposta. In data 11 luglio 2017, il MEF ha inviato al MiBACT le proprie osservazioni, recepite le quali, i testi saranno posti, entro la fine del mese, alla firma dei due Ministri (MiBACT E MEF).
  Il decreto sulle regole del deposito delle opere presso la Cineteca nazionale e costituzione rete delle cineteche e i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di disciplina del Piano straordinario circuito sale e del Piano straordinario digitalizzazione patrimonio cinematografico e audiovisivo e il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sul funzionamento del Registro pubblico delle opere cinematografiche e audiovisive sono in via di definizione e saranno anch'essi finalizzati entro la fine del mese.
  In conclusione, entro il mese di luglio, tutti i decreti attuativi della legge n. 220 del 2016 saranno emanati. I tre decreti legislativi, in via di definizione, saranno emanati nei tempi previsti dalla legge delega.