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Finanza, fisco e patrimonio pubblico
Banche e credito
La riforma delle BCC e altri interventi nel settore bancario
informazioni aggiornate a mercoledì, 6 settembre 2017

La legge n. 49 del 2016 converte in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 febbraio 2016, n. 18, recante misure urgenti concernenti la riforma delle banche di credito cooperativo, la garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze, il regime fiscale relativo alle procedure di crisi e la gestione collettiva del risparmio (vedi qui il dossier).

Il decreto-legge riforma il sistema delle banche di credito cooperativo; dispone la concessione della garanzia statale sulle cartolarizzazioni delle sofferenze delle banche e degli intermediari finanziari; modifica il regime fiscale applicabile durante le procedure di crisi d'impresa; introduce misure per la concessione di crediti alle imprese da parte dei fondi di investimento alternativi.

Si segnala in particolare che con le modifiche apportate in sede parlamentare sono state riscritte le disposizioni relative alla cosiddetta way out delle banche di credito cooperativo. In deroga alla disciplina sulla devoluzione del patrimonio della cooperativa, le BCC coinvolte in un'operazione di fusione e trasformazione possono conferire l'azienda bancaria a una S.p.A. autorizzata all'esercizio dell'attività bancaria, purché al 31 dicembre 2015 il patrimonio netto sia superiore a 200 milioni di euro. All'atto del conferimento, la BCC conferente deve versare allo Stato il 20 per cento del proprio patrimonio netto. Per effetto delle modifiche, le riserve indivisibili riconducibili alla BCC, al netto di quanto versato allo Stato, restano nella società cooperativa conferente, che acquisisce la partecipazione nella società bancaria conferitaria. 

La riforma delle BCC

Il decreto-legge n. 18 del 2016 reca la riforma delle banche di credito cooperativo (articoli 1 e 2).

In sintesi, si prevede che l'esercizio dell'attività bancaria in forma di banca di credito cooperativo (BCC) è consentito solo agli istituti appartenenti ad un gruppo bancario cooperativo; parallelamente vengono innalzati i limiti al numero minimo di soci (500) e al valore nominale della partecipazione detenibile da ciascun socio (100 mila euro) in una BCC. Si stabilisce, inoltre, che la BCC esclusa da un gruppo bancario cooperativo può continuare l'attività bancaria solo a seguito di un'autorizzazione della Banca d'Italia e trasformazione in S.p.A..

Le principali modifiche apportate durante l'esame parlamentare riguardano:

  • la facoltà della BCC di recedere dal contratto di coesione che la lega al gruppo bancario. In tale ipotesi, così come nel caso in cui sia esclusa dal gruppo, la BCC può deliberare la propria trasformazione in società per azioni. In assenza di tali condizioni,  delibera la propria liquidazione;
  • la possibilità, per le banche di credito cooperativo presenti nelle province autonome di Trento e Bolzano, di costituire autonomi gruppi bancari cooperativi composti solo da banche aventi sede e operanti esclusivamente nella medesima provincia autonoma;
  • con riferimento ai poteri della capogruppo nei confronti degli organi di amministrazione e controllo delle società aderenti (potere di nominare, opporsi alla nomina o revocare uno o più componenti degli organi di amministrazione e controllo), tali facoltà non sono più previste in casi eccezionali, ma diventano ordinarie facoltà della capogruppo, fermo restando l'obbligo di motivazione;
  • sono definite con maggiore precisione le competenze riservate al Ministro dell'economia e delle finanze e alla Banca d'Italia nell'ambito dell'attuazione della riforma delle BCC, attribuendo in via esclusiva alla Banca d'Italia le funzioni di vigilanza alle quali risulta preposta dall'ordinamento e, dall'altro lato, affidando al Ministro dell'economia e finanze la definizione degli aspetti relativi all'adeguatezza dimensionale e organizzativa del gruppo bancario operativo;
  • come già anticipato all'inizio, la riscrittura delle disposizioni contenute nel decreto-legge relative alla cosiddetta way out: in deroga alla disciplina sulla devoluzione del patrimonio della cooperativa, che si applica nei casi di fusione e trasformazione di BCC, le banche di credito cooperativo coinvolte in dette operazioni straordinarie possono conferire l'azienda bancaria a una SpA autorizzata all'esercizio dell'attività bancaria, purché al 31 dicembre 2015 il patrimonio netto sia superiore a 200 milioni di euro. All'atto del conferimento, la BCC conferente deve versare allo Stato il 20 per cento del proprio patrimonio netto. Le riserve indivisibili riconducibili alla BCC,  al netto di quanto versato allo Stato, restano nella società cooperativa conferente, che acquisisce la partecipazione nella società bancaria conferitaria;
  • l'introduzione di un Fondo temporaneo delle banche di credito cooperativo, di natura transitoria, per supportare la finalità della BBC nel periodo di transizione, destinato a terminare con la formazione del gruppo bancario cooperativo.

La Banca d'Italia nel novembre 2016 ha pubblicato la normativa secondaria di attuazione della riforma delle banche di credito cooperativo approvata dal Parlamento. Con tali norme la Banca d'Italia intende consentire la creazione di gruppi bancari caratterizzati da unità di direzione strategica e operativa, integrazione della governance e coesione patrimoniale, e perciò capaci di rispettare le regole prudenziali europee, di soddisfare gli standard di supervisione del Meccanismo di Vigilanza Unico e di risolvere autonomamente eventuali difficoltà di singole banche del gruppo. 

Dossier
Documenti e risorse WEB
La garanzia sui crediti in sofferenza (GACS)

Il Capo II (articoli  da 3 a 13 del provvedimento) reca misure volte a definire un meccanismo per smaltire i crediti in sofferenza presenti nei bilanci di banche e intermediari, da attuare mediante la concessione di garanzie dello Stato nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione che abbiano come sottostante crediti in sofferenza (Garanzia cartolarizzazione crediti in sofferenza – GACS).

In estrema sintesi, oggetto della garanzia dello Stato sono solo le cartolarizzazioni cd. senior, ossia quelle considerate più sicure in quanto sopportano per ultime le perdite derivanti da recuperi sui crediti inferiori alle attese. Non si procede al rimborso dei titoli più rischiosi se prima non sono integralmente rimborsate le tranches di titoli coperte dalla garanzie di Stato.

Le garanzie possono essere chieste dalle società che cartolarizzano e cedono i crediti in sofferenza, a fronte del pagamento di una commissione periodica al Tesoro, calcolata come percentuale annua sull'ammontare garantito. Il prezzo della garanzia è di mercato, come anche ribadito dalla Commissione europea al fine di non dar vita ad aiuti di Stato.

Si prevede che il prezzo della garanzia sia crescente nel tempo, allo scopo di tener conto dei maggiori rischi connessi a una maggiore durata dei titoli e di introdurre nel meccanismo un incentivo a recuperare velocemente i crediti. Al fine del rilascio della garanzia, i titoli devono avere preventivamente ottenuto un rating uguale o superiore all'investment grade da un'agenzia di rating indipendente e inclusa nella lista delle agenzie accettate dalla BCE secondo i criteri che le agenzie stesse sono tenute ad osservare.  

 

Per effetto delle principali modifiche apportate durante l'esame parlamentare:

  • le operazioni di cartolarizzazione possono avere come sottostante anche i crediti in sofferenza degli intermediari finanziari (iscritti all'albo di cui all'articolo 106 del Testo Unico Bancario) con sede in Italia, oltre che delle banche;
  • i crediti da cedere sono trasferiti alla società cessionaria per un importo non superiore al valore contabile netto alla data della cessione, in luogo del valore netto di bilancio;
  • sono meglio chiarite le parti e la struttura dell'operazione di cartolarizzazione.  In particolare, il soggetto incaricato della riscossione dei crediti ceduti deve essere diverso dalla società cedente e non appartenere allo stesso gruppo;
  • pagamenti delle somme dovute ai prestatori di servizi, tra l'altro, possono essere condizionati a obiettivi di performance nella riscossione o nel recupero, in relazione ai portafogli di credi ceduti, ovvero possono essere postergati al completo rimborso del capitale dei titoli senior.

Il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 3 agosto 2016 contiene la disciplina di dettaglio relativa alla concessione della summenzionata garanzia.

La gestione dell'intervento viene affidata a CONSAP, soggetto in house (avente forma giuridica di società a capitale interamente pubblico) considerato il più idoneo alla gestione dell'intervento, stante la struttura organizzativa, le competenze professionali e le specifiche esperienze acquisite nella gestione di attività analoghe, nonché i risultati conseguiti in termini di efficienza, economicità e qualità dei servizi resi.

Il 6 settembre 2017 la Commissione UE ha concesso, ai sensi della disciplina degli aiuti di Stato, la proroga per 12 mesi del predetto schema di garanzie per facilitare la cartolarizzazione delle sofferenze bancarie, inizialmente autorizzato per 18 mesi.

Misure fiscali

Il Capo III contiene disposizioni fiscaliIn particolare, l'articolo 14 esclude da tassazione i contributi ricevuti a titolo di liberalità dalle imprese soggette a procedure concorsuali e a procedure di amministrazione straordinaria, ovvero di gestione di crisi per gli enti creditizi, fino ai 24 mesi successivi alla chiusura della procedura. L'articolo 15 disciplina il trattamento, ai fini delle imposte dirette, da applicare alle operazioni di cessione di diritti, attività e passività di un ente sottoposto a risoluzione a un ente ponte: il trattamento fiscale di tali cessioni è equiparato a quello attualmente previsto in caso di fusioni o di scissioni.

L'articolo 16 prevede l'applicazione dell'imposta di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa sui trasferimenti di immobili nell'ambito di vendite giudiziarie effettuati dalla data di entrata in vigore del provvedimento fino al 31 dicembre 2016. Nel corso dell'esame parlamentare è stato previsto che anche i trasferimenti immobiliari effettuati nell'ambito di vendite giudiziarie in favore di soggetti che non svolgono attività d'impresa siano assoggettati alle imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro, in caso di acquisto della prima casa.

Credito alle imprese e tutela del risparmio

L'articolo 17 disciplina la procedura e le condizioni per la concessione diretta di crediti, a soggetti diversi da consumatori, da parte di fondi di investimento alternativi istituiti in Italia o in un altro Stato membro UE. Sostanzialmente si tratta dei fondi speculativi (hedge funds), dei fondi di private equity, di venture capital, immobiliari, di materie prime, infrastrutturali e altri tipi di fondi istituzionali.

Durante l'esame parlamentare sono state inserite norme (articolo 17-bis) che modificano le vigenti disposizioni in tema di interessi prodotti nelle operazioni relative all'attività bancaria, al fine di vietare il meccanismo di capitalizzazione degli interessi (anatocismo). Si chiarisce che la periodicità nel conteggio degli interessi non può essere inferiore ad un anno (divieto di capitalizzazione infrannuale degli interessi); gli interessi debitori maturati, compresi quelli relativi a finanziamenti a valere su carte di credito, non possono produrre ulteriori interessi, salvo quelli di mora, e sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale;

Ulteriori disposizioni introdotte dal Parlamento riguardano (articolo 17-ter) le modalità di protesto degli assegni bancari; la remunerazione (articolo 17-quater) del conto corrente di Tesoreria relativo alla Cassa Depositi e Prestiti; i pagamenti, effettuati con mezzi diversi dal contante o dal conto corrente postale (articolo 17-quinquies), di sanzioni ridotte per violazioni del Codice della Strada.

 

Dossier
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