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Difesa e Forze armate
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Partecipazione di personale militare all'operazione EUNAVFOR-MED: Il decreto legge n. 99 del 2015
informazioni aggiornate a lunedì, 18 gennaio 2016

Il  decreto legge n. 99 del 2015, convertito in legge dall'articolo 1, comma 1, della legge n. 117 del 2015 ha  autorizzato la partecipazione del personale militare italiano all'operazione militare dell'Unione europea nel Mediterraneo centromeridionale denominata EUNAVFOR MED, relativamente al periodo 27 giugno-30 settembre 2015.

La richiamata missione è stata successivamente prorogata  fino al 31 dicembre 2015 dal decerto legge n.174 del 2015.

La missione militare EUNAVFOR-MED

Il Consiglio affari esteri dell'UE, nella riunione del 22 giugno 2015, ha deciso l'avvio sdell'operazone navale militare denominata EUNAVFOR MED, volta a contribuire a smantellare le reti del traffico e della tratta di esseri umani nel Mediterraneo centromeridionale.

La missione - condotta nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) - è stata approvata dal Consiglio affari del 18 maggio 2015 con la decisione 2015/778, sulla base del mandato conferito dal Consiglio europeo straordinario del 23 aprile 2015.

La missione prevede l'adozione di misure sistematiche per individuare, fermare ed eliminare imbarcazioni e mezzi usati o sospettati di essere usati dai passatori o dai trafficanti, in conformità del diritto internazionale applicabile, incluse l'UNCLOS e le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

In particolare, la missione EUNAVFOR MED è stata articolata in tre diverse fasi:

La prima fase, conclusa, ha riguardato l'individuazione e il monitoraggio delle reti di migrazione attraverso la raccolta d'informazioni e il pattugliamento in alto mare conformemente al diritto internazionale;

  • in una seconda fase, la missione EUNAVFOR MED

a) procede a fermi, ispezioni, sequestri e dirottamenti in alto mare di imbarcazioni sospettate di essere usate per il traffico e la tratta di esseri umani, alle condizioni previste dal diritto internazionale applicabile, in particolare UNCLOS e protocollo per combattere il traffico di migranti;

b) conformemente alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite applicabili o al consenso dello Stato costiero interessato, procede a fermi, ispezioni, sequestri e dirottamenti, in alto mare o nelle acque territoriali e interne di tale Stato, di imbarcazioni sospettate di essere usate per il traffico e la tratta di esseri umani;

  • in una terza fase, conformemente alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite applicabili o al consenso dello Stato costiero interessato, adotta tutte le misure necessarie nei confronti di un'imbarcazione e relativi mezzi, anche eliminandoli o rendendoli inutilizzabili, che sono sospettati di essere usati per il traffico e la tratta di esseri umani, nel territorio di tale Stato, alle condizioni previste da detta risoluzione o detto consenso.

Per la piena operatività della missione nella seconda parte della seconda fase (v. sopra punto b) e nella terza fase sarà necessario un mandato internazionale attraverso una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU.

Il controllo politico e la direzione strategica della missione è esercitato dal Comitato politico di sicurezza, organo preparatorio del Consiglio per le materie relative alla della politica estera e di sicurezza comune e della politica sicurezza e di difesa comune.

Il Consiglio affari generali del 14 settembre 2015 ha adottato una valutazione positiva sulla sussistenza delle condizioni per passare alla prima parte della seconda fase in alto mare dell'EUNAVFOR MED, in quanto l'operazione navale ha raggiunto tutti gli obiettivi militari relativi alla prima fase, incentrati sulla raccolta e l'analisi di informazioni e intelligence.

Il 16 settembre 2015 si è svolta a Bruxelles la conferenza per la generazione delle forze volta a definire il contributo degli Stati partecipanti per la seconda fase della missione.

Il 28 settembre 2015 il Comitato politico e di sicurezza dell'UE ha di avviare la prima parte della seconda fase (v. sopra punto a) a partire dal 7 ottobre 2015 ed ha approvato delle regole di ingaggio.

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2015/09/28-eunavfor/

Il Comitato politico ha, inoltre, deciso, di ribattezzare l'operazione EUNAFOR Med "Sophia" dal nome di una bambina nata sulla nave militare tedesca Schleswig-Holstein, nel corso di una operazione di soccorso effettuata il 22 agosto scorso.

La transizione alle fasi successive sarà oggetto di una ulteriore valutazione da parte del Consiglio dell'UE e decisione del Comitato politico e di sicurezza.

Dal suo inizio ad oggi, la missione Eunavfor-Med ha sottratto ai trafficanti di uomini 43 barconi utilizzati per trasportare i migranti, mentre 42 sospetti scafisti sono stati arrestati. Sono state 5.400 le vite salvate in mare.

 

 Oltre all'Italia, partecipano alla missione i seguenti 21 Stati membri: Belgio, Bulgaria, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Repubblica ceca, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria.

Il comando operativo di EUNAVFOR MED ha sede a Roma e comandante dell'operazione è stato nominato l'ammiraglio di divisione Enrico Credendino. La missione ha una durata iniziale di 2 mesi per la fase preparatoria e 12 mesi per quella operativa.

In relazione alla missione in esame il  decreto legge n. 99 del 2015 ha inizialemnte autorizzato la spesa di 26 milioni di euro per la partecipazione di 1.020 unità di personale militare e per l'impiego di mezzi navali e mezzi aeromobili, relativamente al periodo 27 giugno-30 settembre 2015. Successivamente, con il decreto legge n. 174 del 2015, la missione è stata prorogata fino al 31 dicembre 2015.

L'Italia contribuisce, in particolare, mettendo a disposizione:

  1. il quartier generale operativo UE  in Roma;
  2. la portaerei Cavour  con alcuni aeromobili imbarcati;
  3. un dispositivo aeronavale composto da un sommergibile, due velivoli a pilotaggio (MQ-1 e MQ-9) remoto;
  4. supporti sanitari imbarcati e a terra;
  5. risorse logistiche nelle basi di Augusta, Sigonella e Pantelleria

 

In particolare, l'Italia mette disposizione il quartier generale operativo presso il Comando operativo interforze (COI) a Centocelle e la portaerei Cavour con alcuni aeromobili imbarcati, che verrà supportata da un dispositivo aeronavale composto da un sommergibile, due velivoli a pilotaggio remoto, supporti sanitari imbarcati e a terra e risorse logistiche nelle basi di Augusta, Sigonella e Pantelleria.

 

 

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