Camera dei deputati

Vai al contenuto

Sezione di navigazione

Menu di ausilio alla navigazione

MENU DI NAVIGAZIONE PRINCIPALE

Vai al contenuto

INIZIO CONTENUTO

MENU DI NAVIGAZIONE DELLA SEZIONE

Salta il menu

Speciale Provvedimenti

Diritto e giustizia
Diritto e giustizia
Riforma delle crisi di impresa e dell'insolvenza
informazioni aggiornate a lunedì, 8 gennaio 2018

Il Parlamento ha definitivamente approvato un provvedimento (legge 19 ottobre 2017, n. 155), che delega il Governo a operare un'ampia riforma della disciplina delle crisi di impresa e dell'insolvenza.

Dal provvedimento, di iniziativa governativa - parzialmente ispirato alle conclusioni della Commissione ministeriale Rordorf (v. focus) - è stata stralciata dal Parlamento la disciplina dell'amministrazione straordinaria, oggetto di un'autonomo disegno di legge.

La necessità di un intervento del legislatore è derivato dal fatto che la normativa di base in materia è ancora costituita dal regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (cosiddetta legge fallimentare) che - pur ripetutamente modificata,anche profondamente, v. il decreto legislativo 9 gennaio 2006, n. 5 –  ha comunque generato rilevanti difficoltà in sede applicativa; ciò anche in relazione al continuo mutamento del dato normativo, che ha reso problematico il formarsi di indirizzi giurisprudenziali consolidati e stabili, accentuando l'incertezza del diritto, favorendo il moltiplicarsi delle controversie e, in definitiva, rallentando il corso delle procedure concorsuali.Da ciò l'esigenza, largamente avvertita da tutti gli studiosi e dagli operatori del settore, di un approccio di riforma sistematico e organico, in modo da ricondurre a linearità un sistema divenuto nel tempo troppo farraginoso. L'esigenza riformatrice deriva, inoltre, dalle sollecitazioni dell'Unione Europea, in particolare dalla raccomandazione n. 2014/135/UE della Commissione, del 12 marzo 2014, oltre che dalla recente rifusione delle pertinenti disposizioni nel regolamento (UE) 2015/848 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2015, relativo alle procedure di insolvenza. 

Il contenuto della riforma

I principali profili innovativi della legge n. 155/2017 che delega il Governo a riformare entro 12 mesi le procedure concorsuali, sono i seguenti:

  • nel generale quadro di favore e incentivazione degli strumenti di composizione stragiudiziale della crisi, viene introdotta una fase preventiva di "allerta", finalizzata all'emersione precoce della crisi d'impresa e a una sua risoluzione assistita; lo strumento potrà essere attivato volontariamente dal debitore, allertato da creditori pubblici, e porterà - in caso di mancata collaborazione del debitore - a una dichiarazione pubblica di crisi;
  • la facilitazione, nello stesso quadro, all'accesso ai piani attestati di risanamento e agli accordi di ristrutturazione dei debiti;
  • la semplificazione delle regole processuali con la riduzione delle incertezze interpretative, anche di natura giurisprudenziale, che nuocciono alla celerità delle procedure concorsuali; in caso di sbocco giudiziario della crisi è prevista, in particolare, l'unicità della procedura destinata all'esame di tutte le situazioni di crisi e di insolvenza; dopo una prima fase comune, la procedura potrà, seconda i diversi casi, evolvere nella procedura conservativa o in quella liquidatoria;
  • la revisione della disciplina dei privilegi – ritenuta ormai obsoleta – e la previsione di un sistema di garanzie mobiliari non possessorie (una forma di pegno, in cui il debitore non è spossessato del bene mobile che ne è oggetto);
  • l'individuazione del tribunale competente in relazione alle dimensioni e tipologia delle procedure concorsuali; in particolare, le procedure di maggiori dimensioni sono assegnate al tribunale delle imprese (a livello di distretto di corte d'appello);
  • l'eliminazione della procedura fallimentare e la sua sostituzione con quella di liquidazione giudiziale; tale strumento vede, in particolare, il curatore come dominus della procedura e, come possibile sbocco (in caso di afflusso di nuove risorse), anche un concordato di natura liquidatoria; dovrà essere data priorità alla trattazione delle proposte che assicurino la continuità aziendale, considerando la liquidazione giudiziale come extrema ratio;
  • una rivisitazione, sulla base delle prassi verificate e delle criticità emerse, della normativa sul concordato preventivo (concordato in continuità di impresa e concordato di natura liquidatoria), lo strumento ritenuto più funzionale tra quelli concorsuali attualmente vigenti;
  • la sostanziale eliminazione come procedura concorsuale della liquidazione coatta amministrativa, che residua unicamente come possibile sbocco dei procedimenti amministrativi volti all'accertamento e alla sanzione delle gravi irregolarità gestionali dell'impresa;
  • la previsione di una esdebitazione di diritto (non dichiarata, quindi, dal giudice) per le insolvenze di minori dimensioni;
  • le modifiche alla normativa sulle crisi da sovraindebitamento, sia per coordinarla con la riforma in essere che per tenere conto dell'esperienza successiva alla introduzione dell'istituto, previsto dalla legge n. 3 del 2012;
  • la disciplina dei rapporti tra la procedura di liquidazione giudiziale e i procedimenti di sequestro o confisca disposti dalla magistratura penale;
  • colmando una lacuna dell'attuale legge fallimentare, viene introdotta una specifica disciplina di crisi e insolvenza dei gruppi di imprese. Si intende in particolare consentire lo svolgimento di una procedura unitaria per la trattazione dell'insolvenza delle società del gruppo e, anche in caso di procedure distinte in diverse sedi giudiziarie, vi dovranno essere obblighi di reciproca informazione a carico degli organi procedenti;
  • sono introdotte alcune modifiche al codice civile, tra cui alcune disposizioni sulla responsabilità degli amministratori di società e criteri di quantificazione del danno risarcibile in alcuni casi di azione di responsabilità nei loro confronti.

La legge contiene, inoltre, una specifica delega annuale al Governo volta all'introduzione di una disciplina di maggior tutela degli acquirenti di immobili da costruire.

Dossier
Vedi anche