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Temi dell'attività parlamentare

Finanza, fisco e patrimonio pubblico
Commissione: VI Finanze
Banche e credito

Nel corso della XVII legislatura è iniziata la fase attuativa del sistema di vigilanza bancaria unificata con l'assunzione, da parte della BCE, di poteri di vigilanza diretta sulle maggiori banche dell'area euro. E' stato completato il quadro dell'Unione Bancaria con il regolamento sul meccanismo unico di risoluzione e sul Fondo unico di risoluzione bancaria, la direttiva sul quadro di risanamento e risoluzione delle crisi e la direttiva relativa ai sistemi di garanzia dei depositi; è in corso di recepimento e di attuazione, a livello nazionale, l'insieme di atti normativi europei che stabiliscono tale nuovo assetto.

A livello nazionale sono stati riformati l'assetto patrimoniale e la governance della Banca d'Italia, è stato avviato un processo di riforma complessiva del sistema bancario nazionale, dapprima con il decreto-legge n. 3 del 2015 con riferimento alle banche popolari, poi con le fondazioni bancarie e con l'autoriforma delle banche di credito cooperativo, confluita nel decreto-legge n. 18 del 2016.

Il legislatore è inoltre intervenuto allo scopo di garantire una maggiore trasparenza nei rapporti tra banche e clienti e, complessivamente, per potenziare gli strumenti di tutela dei consumatori. Numerose misure sono state rivolte ad alimentare i canali di finanziamento delle piccole e medie imprese.

Il decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59 ha introdotto misure di sostegno alle imprese e di accelerazione del recupero crediti (anche mediante modifiche alle procedure civilistiche di esecuzione forzata e alle norme fallimentari); disciplina gli interventi in favore degli investitori in banche in liquidazione; reca disposizioni finanziarie relative, tra l'altro, alle imposte differite attive ed al personale del comparto del credito.

Il decreto-legge n. 237 del 2016 reca alcune misure a tutela del settore creditizio. Il provvedimento tra l'altro disciplina la concessione della garanzia dello Stato sulle passività delle banche aventi sede legale in Italia e sui finanziamenti erogati discrezionalmente dalla Banca d'Italia alle banche italiane per fronteggiare gravi crisi di liquidità. Reca inoltre interventi di rafforzamento patrimoniale degli istituti creditizi e disposizioni sull'educazione finanziaria.

Il Governo, allo scopo di fronteggiare l'acuirsi della crisi bancaria, ha approvato nel mese di giugno due decreti-legge di intervento nel settore creditizio. Con il decreto-legge n. 89 del 2017 si modifica la disciplina dell'intervento statale nelle procedure di risanamento e ricapitalizzazione degli istituti bancari. Il decreto-legge n. 99 del 2017 introduce disposizioni urgenti per facilitare la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A. e per garantire la continuità del sostegno del credito alle famiglie e alle imprese del territorio.

La Camera il 21 giugno 2017 ha approvato in via definitiva la proposta di legge che istituisce una Commissione bicamerale di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, avendo particolare riguardo alla tutela dei risparmiatori (A.C. 4410 , ora legge 12 luglio 2017, n. 107).

 

Il rafforzamento delle banche

Il Governo, allo scopo di fronteggiare l'acuirsi della crisi bancaria, ha approvato nel mese di giugno 2017 due decreti-legge di intervento nel settore creditizio.

Con il decreto-legge n. 89 del 2017 si modifica la disciplina dell'intervento statale nelle procedure di risanamento e ricapitalizzazione degli istituti bancari, contenuta nel decreto-legge n. 237 del 2016Si interviene in particolare sulla normativa riguardante il riparto degli oneri di risanamento delle banche tra azionisti e creditori subordinati (cd. burden sharing), che consiste nella riduzione forzosa del capitale o del debito subordinato e/o nella conversione di quest'ultimo in azioni. Si prevede dunque che, ove la banca abbia presentato o formalmente comunicato l'intenzione di presentare richiesta di intervento dello Stato, sia prorogato di sei mesi il termine di scadenza delle passività oggetto delle predette misure di burden sharing, se tale termine di scadenza ricade nei sei mesi successivi alla presentazione dell'istanza o della formale comunicazione dell'intenzione di presentarla. Le norme intervengono inoltre sulle misure di ricapitalizzazione degli istituti bancari da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, effettuata mediante l'acquisto di azioni o altri strumenti rappresentativi del capitale: in particolare, si allunga (di 60 giorni, da 60 a 120) il periodo concesso per il completamento, da parte del MEF, delle operazioni di acquisto delle azioni delle banche interessate al risanamento, ove tali azioni derivino dalle predette misure di burden sharing.

Con il decreto-legge n. 99 del 2017 sono introdotte introduce disposizioni urgenti per facilitare la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.a. e di Veneto Banca S.p.a. e per garantire la continuità del sostegno del credito alle famiglie e alle imprese del territorio.

Tali misure consistono anzitutto nella vendita di parte delle attività delle due banche a un acquirente - di fatto individuato in Intesa Sanpaolo -  ed il trasferimento del relativo personale.

Per garantire la continuità dell'accesso al credito da parte delle famiglie e delle imprese, nonché per la gestione dei processi di ristrutturazione delle banche in liquidazione, si dispone:

  •   una iniezione di liquidità pari a circa 4,8 miliardi di euro;
  •   la concessione di garanzie statali, per un ammontare massimo di circa 12 miliardi di euro, sul finanziamento della massa liquidatoria dei due istituti da parte di Intesa Sanpaolo.

Per i creditori subordinati delle banche che siano investitori al dettaglio è previsto un meccanismo di ristoro analogo a quello stabilito dal decreto legge n. 59 del 2016per gli istituti posti in risoluzione nel novembre 2015; le prestazioni sono a carico del Fondo interbancario di tutela dei depositanti.

Sono introdotte misure per rendere fiscalmente neutre le operazioni di cessione e gli interventi pubblici che le possono accompagnare. Si intende inoltre consentire il trasferimento dei crediti per le imposte differite delle banche in liquidazione al cessionario dell'azienda bancaria.

Si segnala che il decreto-legge n. 89 del 2017 è confluito nel disegno di legge di conversione del successivo decreto-legge n. 99 , per effetto delle modifiche intervenute durante l'esame parlamentare. 

Si ricorda che il menzionato decreto-legge n. 237 del 2016 ha disciplinato la concessione della garanzia dello Stato sulle passività delle banche aventi sede legale in Italia (articoli 1-9) e sui finanziamenti erogati discrezionalmente dalla Banca d'Italia alle banche italiane per fronteggiare gravi crisi di liquidità (emergency liquidity assistance – ELA, articoli 10-11). inoltre, agli articoli 13-23, il provvedimento autorizza il Ministero dell'economia e delle finanze a sottoscrivere o acquistare azioni di banche italiane, appartenenti o meno a un gruppo bancario, o di società italiane capogruppo di gruppi bancari che presentano esigenze di rafforzamento del proprio patrimonio, in relazione a una prova di stress basata su uno scenario avverso e condotta a livello nazionale, dell'Unione europea o del Meccanismo Unico di Risoluzione.

Già il decreto-legge n. 18 del 2016 aveva introdotto misure volte a definire un meccanismo per smaltire i crediti in sofferenza presenti nei bilanci bancari da attuare mediante la concessione di garanzie dello Stato nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione che abbiano come sottostante crediti in sofferenza (Garanzia cartolarizzazione crediti in sofferenza – GACS). L'articolo 60-sexies del decreto-legge n. 50 del 2017 ha introdotto norme volte alla velocizzazione del mercato dei crediti deteriorati di banche e intermediari finanziari, permettendo in particolare alle società cessionarie di tali asset di concedere finanziamenti volti a migliorare le prospettive di recupero dei crediti deteriorati medesimi e a favorire il ritorno in bonis del debitore ceduto. In tale caso, la gestione dei crediti ceduti e dei finanziamenti concessi è affidata a una banca o un intermediario finanziario autorizzato.

 

La risoluzione degli istituti bancari

La disciplina di recepimento delle norme europee sulla risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento, contenuta nella direttiva 2014/59/UE, è stata affidata ai decreti legislativi n. 180 e n. 181 del 2015: essi hanno recepito la direttiva 2014/59/UE, che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento.

La legge di stabilità 2016 (articolo 1, commi 842-854 della legge n. 208 del 2015), nel quadro delle procedure di risoluzione delle crisi bancarie, ha introdotto norme volte a consentire la tempestiva ed efficace attuazione dei programmi di risoluzione della Cassa di risparmio di Ferrara Spa, della Banca delle Marche Spa, della Banca popolare dell'Etruria e del Lazio - Società cooperativa e della Cassa di risparmio della Provincia di Chieti Spa, tutte in amministrazione straordinaria. In particolare sono dettate misure e procedure specifiche ed eccezionali per la costituzione di quattro enti ponte, in corrispondenza delle summenzionate banche. I commi da 855 a 861 istituiscono un Fondo di solidarietà in favore degli investitori persone fisiche, imprenditori individuali, coltivatori diretti o imprenditori agricoli che, alla data del 23 novembre 2015, detenevano strumenti finanziari subordinati emessi dalle citate banche poste in risoluzione. L'accesso alle prestazioni è riservato agli investitori che siano persone fisiche, imprenditori individuali, nonché imprenditori agricoli o coltivatori diretti.

Gli articoli da 8 a 10 del decreto-legge n. 59 del 2016  contengono disposizioni in favore dei soggetti che hanno investito in banche sottoposte a procedure di risoluzione, consentendo l'accesso diretto al citato Fondo di solidarietà in presenza di specifiche condizioni reddituali e patrimoniali. Gli investitori possono chiedere al Fondo l'erogazione di un indennizzo forfetario pari all'80 per cento del corrispettivo pagato per l'acquisto degli strumenti finanziari. La presentazione dell'istanza di indennizzo forfettario preclude la possibilità di esperire la procedura arbitrale prevista dalla citata legge di stabilità 2016. L'articolo 26-bis, commi 1-3, del decreto-legge n. 237 del 2016 amplia la nozione di "investitore" che può accedere alle tutele del Fondo; proroga al 31 maggio 2017 il termine temporale per la presentazione dell'istanza di erogazione dell'indennizzo forfetario; stabilisce la gratuità del servizio di assistenza agli investitori per la compilazione e la presentazione delle istanze.

Si segnala che l'intervento del Fondo di solidarietà è stato esteso agli investitori delle banche venete oggetto della liquidazione disposta col decreto-legge n. 99 del 2017. 

Con la legge 12 luglio 2017, n. 107 è stata prevista l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario (A.C. 4410).

La riforma delle banche di credito cooperativo

 

Il decreto-legge 14 febbraio 2016, n. 18 contiene la riforma delle banche di credito cooperativo, la disciplina della garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze, il regime fiscale relativo alle procedure di crisi e misure per la concessione di crediti alle imprese da parte dei fondi di investimento alternativi, nonché - tra l'altro - norme in tema di anatocismo, assegni bancari e mezzi di pagamento delle sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada.

In primo luogo, l'esercizio dell'attività bancaria in forma di banca di credito cooperativo è consentito solo alle BCC appartenenti un gruppo bancario cooperativo; parallelamente vengono innalzati i limiti al numero minimo di soci (500) e al valore nominale della partecipazione detenibile da ciascun socio (100 mila euro) in una BCC. Si stabilisce, inoltre, che la BCC esclusa da un gruppo bancario cooperativo possa continuare l'attività bancaria solo a seguito di un'autorizzazione della Banca d'Italia e trasformazione in S.p.A. Più in dettaglio, ai sensi dell'articolo 1:

- l'adesione a un gruppo bancario cooperativo è condizione per il rilascio dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività bancaria in forma di banca di credito cooperativo; viene consentito alla BCC di recedere dal contratto di coesione che la lega al gruppo bancario;

- il potere di nomina dei membri degli organi di amministrazione e controllo rimane in capo all'assemblea dei soci di ciascuna BCC, ma sono introdotte specifiche eccezioni disciplinate con riferimento ai casi di sottoscrizione di azioni di finanziamento o di esercizio; tuttavia la capogruppo può nominare, opporsi alla nomina o revocare uno o più componenti, motivando tali decisioni;

- si prevede la facoltà, per le banche di credito cooperativo presenti nelle province autonome di Trento e Bolzano, di costituire autonomi gruppi bancari cooperativi composti solo da banche aventi sede e operanti esclusivamente nella medesima provincia autonoma;

-- la BCC, in seguito a recesso o esclusione da un gruppo bancario cooperativo, può continuare l'attività bancaria previa autorizzazione della Banca d'Italia e trasformazione in S.p.A.: in assenza di tali condizioni la BCC delibera la propria liquidazione;

- il gruppo bancario cooperativo è composto dalla società per azioni capogruppo autorizzata all'esercizio dell'attività bancaria, alla quale sono attribuiti contrattualmente poteri di direzione e coordinamento del gruppo sulla base del contratto di coesione, il cui capitale sociale è detenuto in misura maggioritaria dalle BCC appartenenti al gruppo e il cui patrimonio netto è di almeno 1 miliardo di euro, nonché dalle BCC che aderiscono al contratto di coesione e hanno adottato le connesse clausole statutarie; dalle società bancarie, finanziarie e strumentali controllate dalla capogruppo;

- lo statuto della capogruppo deve stabilire un limite al numero massimo di azioni con diritto di voto detenibile direttamente o indirettamente da ciascun socio;

- il contratto di coesione disciplina la direzione e il coordinamento della capogruppo sul gruppo, indicando la banca capogruppo e i poteri ad essa attribuiti, i quali, nel rispetto delle finalità mutualistiche, devono contemplare l'individuazione e l'attuazione degli indirizzi strategici ed obiettivi operativi del gruppo nonché gli altri poteri necessari per l'attività di direzione e coordinamento;

- si prevede l'obbligo di stabilire contrattualmente la garanzia in solido delle obbligazioni assunte dalla capogruppo e dalle altre banche aderenti;

- si consente alle BCC di emettere strumenti finanziari partecipativi e alle assemblee di nominare gli amministratori;

- in deroga alla disciplina sulla devoluzione del patrimonio della cooperativa, che si applica nei casi di fusione e trasformazione di BCC, le banche di credito cooperativo coinvolte in dette operazioni straordinarie possono conferire l'azienda bancaria a una SpA autorizzata all'esercizio dell'attività bancaria, purché al 31 dicembre 2015 il patrimonio netto sia superiore a 200 milioni di euro. All'atto del conferimento, la BCC conferente deve versare allo Stato il 20 per cento del proprio patrimonio netto. Le riserve indivisibili riconducibili alla BCC,  al netto di quanto versato allo Stato, restano nella società cooperativa conferente, che acquisisce la partecipazione nella società bancaria conferitaria;

- le BCC possono emettere azioni di finanziamento anche al di fuori di casi di inadeguatezza patrimoniale o amministrazione straordinaria, ove siano sottoscritte dalla capogruppo;

- lo statuto può modulare i diritti di voto anche in deroga al principio del voto capitario.

 

Si prevede un termine di 18 mesi dall'entrata in vigore della disciplina attuativa per l'invio, da parte della potenziale banca capogruppo, alla Banca d'Italia della documentazione prevista e un termine per la stipula del contratto di coesione di 90 giorni dall'accertamento preventivo della Banca d'Italia dei requisiti previsti. Si prevede inoltre una clausola di opting-in, in virtù della quale, entro 90 giorni dall'iscrizione nel registro delle imprese di un nuovo Gruppo bancario cooperativo, una BCC può chiedere di aderire al gruppo costituito.

La riforma delle banche popolari

Il decreto-legge n. 3 del 2015 reca un intervento di riforma delle banche popolari, prevedendo, tra l'altro:

  • l'introduzione di limiti dimensionali per l'adozione della forma di banca popolare, con l'obbligo di trasformazione in società per azioni delle banche popolari con attivo superiore a 8 miliardi di euro;
  • la disciplina delle vicende straordinarie societarie (trasformazioni e fusioni) che si applica alle banche popolari, con lo scopo di introdurre una disciplina uniforme per tutte le banche popolari, sottraendo agli statuti la determinazione delle maggioranze previste per tali vicende societarie;
  • l'introduzione della possibilità, per tali istituti, di emettere strumenti finanziari con specifici diritti patrimoniali e di voto;
  • l'allentamento dei vincoli sulla nomina degli organi di governo societario, con l'attribuzione di maggiori poteri agli organi assembleari;
  • l'introduzione di limiti al voto capitario, consentendo agli atti costitutivi di attribuire ai soci persone giuridiche più di un voto.

Il processo di autoriforma delle fondazioni

Il Ministero dell'economia e delle finanze (autorità di vigilanza sulle fondazioni di origine bancaria) e l'ACRI, l'associazione rappresentativa delle stesse, hanno firmato il 23 aprile 2015 un Protocollo d'intesa che definisce in modo più analitico della legge i parametri di riferimento cui le fondazioni conformeranno i comportamenti, con l'obiettivo di migliorare le pratiche operative e rendere più solida la governance.

Tra i principi cardine contenuti nel protocollo vi è la diversificazione degli investimentiuna fondazione non può concentrare più del 33% dell'attivo patrimoniale in un singolo soggetto. Inoltre, è prevsito un divieto generale di indebitamento, salvo in caso di temporanee e limitate esigenze di liquidità, e non è permesso l'uso di derivati se non per finalità di copertura o in operazioni in cui non siano presenti rischi di perdite patrimoniali. In ogni caso, l'esposizione debitoria complessiva non può superare il dieci per cento della consistenza patrimoniale (secondo i dati relativi al 2013 sono 27 le fondazioni indebitate, di cui 5 sopra il tetto del 10%). In relazione alla governance, l'organo di amministrazione, il presidente e l'organo di controllo durano in carica per un periodo massimo di quattro anni, rinnovabile una sola volta.

Con il protocollo le fondazioni si impegnano a garantire trasparenza nelle loro attività pubblicando sui rispettivi siti web i bilanci, le informazioni sugli appalti, i bandi per le erogazioni, le procedure attraverso le quali si possono avanzare richieste di sostegno finanziario e i criteri di selezione delle iniziative.

UE: politica monetaria BCE

 Nella riunione dell'8 giugno 2017, il Consiglio direttivo della BCE ha confermato l'invarianza dei tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale (rispettivamente fissati allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%). 

Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria, il Consiglio direttivo ha confermato l'intenzione di proseguire gli acquisti netti di attività a un ritmo mensile di 60 miliardi di euro sino alla fine di dicembre 2017 o anche oltre se necessario, e in ogni caso finché non riscontrerà un aggiustamento durevole dell'evoluzione dei prezzi, coerente con gli obliettivi di inflazione. Contestualmente agli acquisti netti sarà reinvestito il capitale rimborsato sui titoli giunti a scadenza acquistati nel quadro del programma di acquisto di attività - PAA.

Nel gennaio 2015 la Banca Centrale Europea aveva annunciato un ampliamento del programma di acquisto di attività finanziarie. Finalizzato all'adempimento del mandato per la stabilità dei prezzi, tale programma ha aggiunto le obbligazioni sovrane ai titoli acquistati dal settore privato, allo scopo di far fronte ai rischi derivanti da un periodo troppo prolungato di bassa inflazione; detti acquisti hanno inteso allentare ulteriormente le condizioni monetarie e finanziarie, rendendo meno costoso l'accesso al finanziamento da parte di imprese e famiglie. 

Il programma comprende il Programma di acquisto di titoli emessi a fronte di operazioni di cartolarizzazione (asset-backed securities purchase programme,ABSPP) e il terzo Programma per l'acquisto di obbligazioni garantite (covered bond purchase programme 3, CBPP3), entrambi introdotti sul finire del 2014.


Sotto un diverso fronte, il 5 giugno 2014 il Consiglio Direttivo della BCE ha annunciato misure volte a migliorare il funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria sostenendo il processo di erogazione del credito bancario all'economia reale. In particolare, il Consiglio Direttivo ha deciso di condurre per un periodo di due anni, con cadenza trimestrale, una serie di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (TLTRO), con tasso di interesse fisso per tutta la durata delle operazioni e pari al tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali dell'Eurosistema presente alla data dell'operazione, più uno spread fisso. Dopo 24 mesi da ciascuna operazione, e con frequenza semestrale, le controparti hanno l'opzione di rimborsare in tutto o in parte gli ammontari aggiudicati.

Tutte le operazioni scadranno il 26 settembre 2018.

Per ulteriori informazioni si veda la sezione dedicata del sito della Banca d'Italia.

La vigilanza bancaria unificata

 Nell'ambito del processo di rafforzamento dell'integrazione economica e fiscale dell'eurozona, dopo la creazione, nel corso del 2010, del sistema europeo delle autorità di vigilanza finanziarie (SEVIF), nel settembre 2012 è stato avviato il processo per la costituzione di un sistema di vigilanza bancaria unificata. Dopo un complesso negoziato è stato approvato il regolamento n. 1024/2013, in base al quale, a partire da novembre 2014, la BCE ha assunto i poteri di vigilanza diretta sulle banche che hanno attivi per almeno 30 miliardi di euro o un patrimonio almeno pari al 20% del Pil del Paese (circa 200 su oltre 6.000 banche presenti nell'eurozona). Le banche sotto quella soglia restano sotto la vigilanza delle autorità nazionali, ferma restando la responsabilità ultima (e relativo il potere di avocazione) della BCE. La creazione del sistema di vigilanza unificato costituisce, tra l'altro, la precondizione affinché il Meccanismo europeo di stabilità (ESM) possa ricapitalizzare direttamente gli istituti di credito in difficoltà, evitando in tal modo che il supporto finanziario al sistema bancario vada a gravare sui bilanci pubblici dei Paesi membri. Contestualmente, è stato approvato il regolamento n. 1022/2013, che allinea al nuovo assetto della vigilanza bancaria al regolamento istitutivo dell'Autorità bancaria europea - EBA. La nuova normativa prevede, tra le altre cose, il rafforzamento del ruolo dei Parlamenti nazionali: da un lato, è stato introdotto l'obbligo per la BCE di inviare le relazioni che indirizza al Parlamento europeo e al Consiglio dell'UE; dall'altro, i Parlamenti nazionali possono indirizzare osservazioni o quesiti alla BCE in merito all'assolvimento dei compiti di vigilanza, nonché invitare il presidente o un membro del consiglio di vigilanza a partecipare a uno scambio di opinioni, insieme con un rappresentante dell'autorità nazionale competente.

Il d.lgs. n. 72 del 2015 - in attuazione dell'articolo 4 della Legge di delegazione europea 2014 (legge n. 114 del 2015) - reca le modifiche al Testo Unico Bancario e al Testo Unico della Finanza volte a recepire, a livello legislativo, la direttiva 2013/36/UE sull'accesso all'attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento (c.d. CRD IV) nonché le norme occorrenti all'adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) n. 1024/2013 del 15 ottobre 2013, che attribuisce alla Banca centrale europea compiti specifici in merito alle politiche di vigilanza prudenziale degli enti creditizi.

L'unione bancaria

La vigilanza centralizzata costituisce il primo pilastro della unione bancaria, unitamente ad altri tre interventi legislativi:

  • il quadro comune sugli strumenti nazionali di risanamento e di risoluzione delle crisi degli enti creditizi (direttiva 2014/59/UE);
  • il sistema unico di garanzia dei depositi, che assicura, in caso di liquidazione di una banca, la copertura dei conti correnti bancari fino a 100mila euro (direttiva 2014/49/UE);
  • l'istituzione di un meccanismo unico europeo per la risoluzione (Single Resolution Mechanism, SRM) delle crisi bancarie nell'area euro (e per gli altri Paesi aderenti al sistema di vigilanza unico) e per il coordinamento dell'applicazione degli strumenti di risoluzione alle banche (regolamento n. 806/2014) .

Con la legge di delegazione europea 2014 (legge n. 114 del 2015) si opera nell'ordinamento interno l'opportuno adeguamento alla disciplina UE. In particolare è stata conferita la delega al Governo per:

  • l'adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) n. 1024/2013 che attribuisce alla Banca centrale europea compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi (articolo 4); il decreto legislativo n. 223 del 14 novembre 2016 reca tale adeguamento;
  • il recepimento della direttiva 2014/49/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014 relativa ai sistemi di garanzia dei depositi (articolo 7); il decreto legislativo n. 30 del 2015 (Atto del Governo n. 241) ha recepito le nuove norme europee sui Sistemi di Garanzia dei Depositi - SGD, in attuazione della direttiva 2014/49/UE. Le norme UE abbreviano a 7 giorni il termine per i rimborsi entro il 2024, aumentano le informazioni fornite ai depositanti e introducono meccanismi di finanziamento dei SGD ex ante, fissati in linea di massima allo 0,8% dei depositi coperti. Si prevede che il finanziamento dei fondi dei sistemi di garanzia venga assicurato dal settore bancario;
  • il recepimento della direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014 che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento (articolo 8).Il recepimento della direttiva BRRD è affidato a due distinti provvedimenti:

    a)  il decreto legislativo n. 181 del 2015 (atto del Governo n. 208), che introduce nel Testo unico bancario le disposizioni relative ai piani di risanamento, alle forme di sostegno all'interno dei gruppi bancari, alle misure di intervento precoce; sono inoltre modificate le norme sull'amministrazione straordinaria delle banche e la disciplina della liquidazione coatta amministrativa. Le stesse materie sono inserite nel Testo unico in materia di intermediazione finanziaria con riferimento alle società di intermediazione mobiliare (SIM); sono inoltre dettate le disposizioni sulle procedure di risoluzione delle SIM non incluse in un gruppo bancario o che non rientrino nell'ambito della vigilanza consolidata (SIM stand alone);

    b) il decreto legislativo n. 180 del 2015 (atto del Governo n. 209), che reca ladisciplina in materia di predisposizione di piani di risoluzione, avvio e chiusura delle procedure di risoluzione, adozione delle misure di risoluzione, gestione della crisi di gruppi cross-border, poteri e funzioni dell'autorità di risoluzione nazionale e disciplina del fondo di risoluzione nazionale. Le Autorità preposte all'adozione delle misure di risoluzione delle banche potranno attivare una serie di misure, tra cui il temporaneo trasferimento delle attività e delle passività a un'entità (bridge bank) costituita e gestita dalle autorità per proseguire le funzioni più importanti, in vista di una successiva vendita sul mercato, il trasferimento delle attività deteriorate a un veicolo (bad bank) che ne gestisca la liquidazione in tempi ragionevoli ed il cd. bail-in, ossia la procedura che consente di svalutare azioni e crediti e convertirli in azioni, per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca in difficoltà o una nuova entità che ne continui le funzioni essenziali.

Il processo di adeguamento a Basilea 3

Il regolamento n. 575/2013 relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento, e la direttiva 2013/36/UE (CRD IV) sull'accesso all'attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento hanno recepito l'accordo di Basilea 3, che fissa livelli più elevati per i coefficienti patrimoniali delle banche. In particolare, l'accordo impone alle banche di detenere un livello di capitale quantitativamente e qualitativamente più elevato che consenta di assorbire autonomamente eventuali perdite, senza ricorrere a ricapitalizzazioni a carico di fondi pubblici, e di assicurare la continuità nell'operatività. L'accordo è stato recepito a livello UE con.

 Si segnala, in particolare, l'introduzione di un moltiplicatore pari a 0,7619 (cd. "PMI supporting factor") da applicare all'ammontare destinato a riserva, che recepisce una richiesta formulata dal Parlamento italiano nonché da numerose associazioni di categoria (Confindustria, Rete Imprese Italia, Alleanza delle Cooperative Italiane e ABI) intesa a neutralizzare i possibili effetti restrittivi delle nuove regole sull'erogazione del credito alle PMI.

In attuazione della direttiva CRD IV, nel maggio 2014 la Banca d'Italia ha aggiornato le Disposizioni di vigilanza per le banche in materia di governo societario, controlli interni e gestione dei rischi. Il nuovo quadro regolamentare, composto da principi generali e disposizioni di contenuto specifico, è finalizzato a rafforzare gli assetti di governance delle banche italiane. Le norme confermano principi già presenti nelle recedenti disposizioni, tra cui: la chiara distinzione di compiti e poteri tra gli organi societari; l'adeguata dialettica interna; l'efficacia dei controlli e una composizione degli organi societari coerente con le dimensioni e la complessità delle aziende bancarie.

Il decreto legislativo 12 maggio 2015, n. 72 recepisce la direttiva 2013/36/UE sull'accesso all'attività degli enti creditizi e la vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento (Atto del Governo n. 147).

Altri interventi sul sistema bancario

Il decreto-legge n. 133 del 2013 ha innovato profondamente sia l'assetto patrimoniale, sia la governance della Banca d'Italia; è stata ribadita la natura giuridica dell'Istituto, è stata aggiornata la misura del capitale sociale e sono state dettate norme puntuali sul possesso e sulla vendita delle quote. Con il decreto-legge n. 25 del 14 marzo 2014 viene consentito alla Banca d'Italia di avvalersi di soggetti terzi per l'esercizio delle attività di vigilanza informativa e ispettiva sulle banche e sui gruppi bancari, secondo quanto stabilito dal regolamento (UE) n. 1024/2013.

Il 18 novembre 2014 la Commissione Finanze del Senato ha avviato una indagine conoscitiva sul sistema bancario italiano nella prospettiva della vigilanza europea, originata dalla volontà di effettuare una istruttoria approfondita delle questioni generali di riforma strutturale del sistema bancario in connessione con le proposte di regolamento COM(2014)43 e COM(2014)40 dell'Unione europea, il cui iter è già stato avviato: in particolare, la prima (COM(2014)43) delinea una riforma strutturale del sistema bancario europeo e si rivolge alle banche di grandi dimensioni che, svolgendo attività molto rischiose alla ricerca del profitto, possono determinare un rischio sistemico e la conseguente necessità di un salvataggio pubblico. Come è noto, il progetto comunitario origina dal rapporto Liikanen nel quale era prefigurata la proposta di introdurre per le banche più grandi l'obbligo di separare le attività di negoziazione per conto proprio e le altre attività di negoziazione di rischio trasferendole a un soggetto giuridico distinto all'interno del gruppo bancario. La seconda proposta (COM(2014)40), da considerare strettamente connessa alla precedente, prevede la segnalazione e la trasparenza nelle operazione di finanziamento delle banche tramite titoli.

Il decreto legge n. 83 del 2015 ha rivisto la disciplina fiscale per la deducibilità ai fini IRES e IRAP delle svalutazioni crediti e delle perdite su crediti degli enti creditizi e finanziari e delle imprese di assicurazione. La revisione della normativa prevede la deducibilità integrale di tali componenti negative di reddito nell'esercizio in cui sono rilevati, determinando un ridimensionamento dei crediti fiscali (Deferred Tax Asset o DTA) maturati dagli enti creditizi e finanziari contabilizzati tra le spese per trasferimenti in conto capitale.

decreti legislativi nn. 136 e 139 del 2015 hanno recepito nell'ordinamento italiano la direttiva 2013/34/UE relativa ai bilanci d'esercizio, ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di imprese. In particolare, con il D.Lgs. n. 139 del 2015  (A.G. n. 171, qui il parere reso dalla Commissione VI Finanze della Camera) è stata recepita la disciplina del bilancio di esercizio e di quello consolidato per le società di capitali e per gli altri soggetti individuati dalla legge, mentre il D.Lgs. n. 136 del 2015 (A.G. n. 172; qui il pareredella Commissione VI Finanze della Camera) dà attuazione alla direttiva per la parte relativa ai conti annuali ed ai conti consolidati delle banche e degli altri istituti finanziari, nonché in materia di pubblicità dei documenti contabili delle succursali, stabilite in uno Stato membro, di enti creditizi ed istituti finanziari con sede sociale fuori di tale Stato membro.

Il decreto-legge n. 18 del 2016 - oltre alle citate misure per smaltire i crediti in sofferenza presenti nei bilanci bancari mediante la concessione di garanzie dello Stato nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione che abbiano come sottostante crediti in sofferenza (Garanzia cartolarizzazione crediti in sofferenza – GACS), - consente, all'articolo 14, di escludere da tassazione, in quanto non costituiscono sopravvenienze attive, i contributi ricevuti a titolo di liberalità dalle imprese soggette a procedure concorsuali – fallimento, concordato preventivo, accordi di ristrutturazione del debito, liquidazione coatta amministrativa – e a procedure di amministrazione straordinaria ovvero di gestione di crisi per gli enti creditizi fino ai 24 mesi successivi alla chiusura della procedura.  L'articolo 15 disciplina il trattamento ai fini Ires e Irap da applicare alle operazioni di cessione di diritti, attività e passività di un ente sottoposto a risoluzione a un ente ponte. In sostanza, il trattamento fiscale della cessione di attività e passività da un soggetto sottoposto a risoluzione ad un ente ponete viene equiparato a quello attualmente previsto in caso di fusioni o di scissioni. L'articolo 16 prevede l'applicazione dell'imposta di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa sui trasferimenti di immobili nell'ambito di vendite giudiziarie effettuati dalla data di entrata in vigore del provvedimento fino al 31 dicembre 2016.

Il decreto-legge n. 237 del 2016 contiene misure a tutela del settore creditizio: tra l'altro, disciplina la concessione della garanzia dello Stato sulle passività delle banche aventi sede legale in Italia e sui finanziamenti erogati discrezionalmente dalla Banca d'Italia alle banche italiane per fronteggiare gravi crisi di liquidità. Reca inoltre interventi di rafforzamento patrimoniale degli istituti creditizi, norme sull'educazione finanziaria, nonché norme sulla attività per imposte anticipate (DTA – Deferred Tax Assets).

 

Mutui immobiliari e accesso al credito

 Sono state introdotte (decreto-legge n. 102 del 2013) misure di sostegno all'accesso all'abitazione e al settore immobiliare, attraverso l'intervento della Cassa depositi e prestiti, nonché attraverso il rifinanziamento del Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa e del Fondo per l'accesso al credito per l'acquisto della prima casa.

 Nell'ambito del decreto-legge n. 63 del 2013, che ha prorogato le agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica e la ristrutturazione degli edifici, l'articolo 16-bis affida al Ministero dell'economia e delle finanze il compito di promuovere con l'Associazione bancaria italiana (ABI) una verifica sulle condizioni per offrire credito agevolato ai soggetti che intendono avvalersi delle detrazioni.

Con la legge n. 44 del 2015 sono state modificate le norme sul prestito vitalizio ipotecario, al fine di semplificare le modalità di accesso al prestito, per renderlo una forma alternativa e praticabile di finanziamento garantito da una proprietà immobiliare residenziale. L'istituto del prestito, attualmente disciplinato dall'articolo 11-quaterdecies, comma 12 del decreto-legge n. 203 del 2005, consente al proprietario di un immobile – di età superiore a 65 anni – di convertirne parte del valore in contanti, per soddisfare esigenze di liquidità, senza dover lasciare l'abitazione posta in garanzia, ovvero di ripagare il capitale e gli interessi sul prestito fino alla scadenza del contratto.

La legge di stabilità 2015 (articolo 1, comma 246 della legge n. 190 del 2014) prevede che, al fine di consentire l'allungamento del piano di ammortamento dei mutui e dei finanziamenti per le famiglie e le micro, piccole e medie imprese, il Ministero dell'economia e delle finanze e il Ministero dello sviluppo economico, previo accordo con l'Associazione bancaria italiana e con le associazioni dei rappresentanti delle imprese e dei consumatori, concordano le misure necessarie per sospendere il pagamento della quota capitale delle rate per gli anni dal 2015 al 2017. Il 31 marzo 2015, ABI e 10 associazioni dei consumatori hanno siglato un accordo per la sospensione della quota di capitale del credito alle famiglie. In particolare, entro il 31 dicembre 2017 possono richiedere la sospensione temporanea del pagamento della quota capitale dei finanziamenti al consumo di durata superiore a 24 mesi, i consumatori che si trovino in difficoltà al verificarsi di alcuni specifici event. 

La legge di stabilità 2016 (articolo 1, commi da 76 a 84, della legge n. 208 del 2015) ha disciplinato gli aspetti civilistici e fiscali della locazione finanziaria di immobili da adibire ad uso abitativo (c.d. leasing immobiliare). Tale contratto costituisce una forma di finanziamento alternativo al contratto di mutuo a favore delle persone fisiche finalizzato all'acquisto o alla costruzione di un immobile da adibire ad abitazione principale. In connessione a tale contratto sono previste le seguenti agevolazioni fiscali: deducibilità ai fini Irpef e riduzione dell'imposta di registro. Con il contratto di locazione finanziaria di immobili da adibire ad uso abitativo, la banca o l'intermediario si obbligano ad acquistare o far costruire l'immobile, su scelta e indicazione del soggetto utilizzatore, a disposizione del quale l'immobile è posto per un dato tempo a fronte di un corrispettivo che deve tener conto del prezzo di acquisto o di costruzione e della durata del contratto. Alla scadenza del contratto l'utilizzatore ha la facoltà di acquistare la proprietà del bene ad un prezzo prestabilito.

Con riferimento ai contratti di credito garantiti da beni immobili, il decreto legislativo n. 72 del 2016 (A.G.256) ha dato attuazione alla direttiva 2014/17/UE (cd. Mortgage Credit Directive), in tema di contratti di credito ai consumatori relativi a beni immobili residenziali. Ai sensi dell'articolo 120-quinquiesdecies del TUB, introdotto dal decreto, le parti del contratto di credito possono convenire espressamente, al momento della conclusione del contratto, che in caso di inadempimento del consumatore, la restituzione o il trasferimento del bene immobile oggetto di garanzia reale o dei proventi della vendita del medesimo bene comportano l'estinzione del debito, fermo restando il diritto del consumatore all'eccedenza. Il valore della garanzia è stimato con una perizia successivamente all'inadempimento, da parte di un perito scelto dalle parti di comune accordo. 

Il contenimento dei costi dei conti correnti

Il legislatore è quindi intervenuto allo scopo di garantire una maggiore trasparenza nei rapporti tra banche e clienti e, complessivamente, per potenziare gli strumenti di tutela dei consumatori.

In tal senso, la legge di delegazione europea 2015 (articolo 14 della legge n. 170 del 2016) reca i principi e criteri direttivi specifici per l'attuazione  della direttiva 2014/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, sulla comparabilità delle spese relative al conto di pagamento, sul trasferimento del conto di pagamento e sull'accesso al conto di pagamento con caratteristiche di base.

Già il decreto-legge n. 3 del 2015 aveva dato una prima attuazione della direttiva 2014/92/UE, ponendo specifici adempimenti a carico di istituti bancari e prestatori di servizi di pagamento per il caso di trasferimento di un conto di pagamento, tra cui: dare corso al trasferimento del conto senza oneri o spese di portabilità a carico del cliente, entro i termini definiti dalla Direttiva n. 2014/92/UE; nell'ipotesi di mancato rispetto dei termini, indennizzare il cliente in misura proporzionale al ritardo stesso e alla disponibilità esistente sul conto di pagamento al momento della richiesta di trasferimento.La legge di delegazione europea, tra i principi e i criteri direttivi, pone anche la revisione della disciplina del decreto-legge n. 3 del 2015, disponendone la confluenza nel Testo Unico Bancario. 

Con il decreto legislativo 15 marzo 2017, n. 37  (A.G. n. 367) è stata recepita nell'ordinamento la direttiva n. 2014/92/UE.

Agevolazioni alle imprese

 

Nel corso del 2013 la Commissione Finanze della Camera ha svolto una indagine conoscitiva sugli strumenti fiscali e finanziari a sostegno della crescita al fine di approfondire i meccanismi che hanno portato all'attuale condizione di restrizione del credito e valutare alcune proposte per il potenziamento dell'erogazione del credito alle imprese e rafforzamento del capitale di rischio. I risultati di tale indagine sono stati in parte trasfusi nelle norme del decreto-legge n. 145 del 2013 (in particolare all'articolo 12), che ha introdotto un insieme di misure volte, nel loro complesso, a immettere liquidità nel sistema imprenditoriale e, in particolare, ad alimentare i canali di finanziamento delle piccole e medie imprese. Tale finalità è perseguita in primo luogo mediante una complessiva riforma della disciplina delle cartolarizzazioni. Si modifica inoltre la disciplina degli strumenti finanziari (cd. mini-bond e obbligazioni), incentivando l'investimento da parte delle imprese assicurative e dei fondi pensione. Sono semplificate le procedure in caso di cessioni di crediti effettuate ai sensi della legge sul factoring. Il provvedimento riforma anche il regime fiscale applicabile ai finanziamenti a medio e a lungo termine, attualmente sottoposti a imposta sostitutiva delle imposte indirette. In particolare, tra le innovazioni principali si segnala l'estensione dell'imposta sostitutiva anche alle operazioni di finanziamento strutturate.

Sotto un diverso versante, per consentire l'integrale pagamento dei debiti della pubblica amministrazione maturati alla data del 31 dicembre 2012, l'articolo 5-bis del decreto-legge n. 35 del 2013 (pagamenti PA) consente al Ministero dell'economia di autorizzare la cessione di garanzia dello Stato a favore di istituzioni finanziarie nazionali, comunitarie e internazionali. Si prevede inoltre (articolo 8) che la cessione dei crediti maturati fino al 31 dicembre 2012 nei confronti delle pubbliche amministrazioni per somministrazioni, forniture ed appalti sia esente, in particolare, dall'imposta di registro e da quella di bollo.

 La legge di stabilità 2014 ha istituito un Sistema nazionale di garanzia per facilitare l'accesso al credito delle famiglie e delle imprese, che comprende il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, una sezione Progetti di ricerca e innovazione e il Fondo di garanzia per la prima casa, per la concessione di garanzie su mutui ipotecari o su portafogli di mutui ipotecari. Una quota di risorse prelevate dal Fondo di garanzia per le PMI viene destinata al rafforzamento dei confidi.

Sulla G.U. del 5 agosto 2016 è stata pubblicata la legge n. 150 del 2015, contenente la delega al Governo per la riforma del sistema dei confidi (C. 3209). La delega si propone di favorire l'accesso al credito per le piccole e medie imprese (PMI) e per i liberi professionisti tramite la valorizzazione del ruolo dei confidi, la semplificazione degli adempimenti e il contenimento dei costi a loro carico. 

 Al fine di migliorare l'efficacia degli interventi del Fondo di garanzia per le PMI e assicurare un più ampio accesso al credito, il decreto-legge n. 69 del 2013 ha disposto l'aggiornamento dei criteri di valutazione delle imprese ai fini dell'accesso alla garanzia; l'incremento della misura massima della garanzia diretta concessa dal Fondo fino all'80 per cento dell'operazione finanziaria; la semplificazione delle procedure attraverso un maggior ricorso a modalità telematiche; misure volte a garantire l'effettivo trasferimento dei vantaggi della garanzia pubblica alle PMI beneficiarie dell'intervento; specifici criteri di valutazione ai fini dell'ammissione alla garanzia da parte delle imprese sociali e delle cooperative sociali. Il medesimo decreto-legge ha previsto finanziamenti per l'acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature (ivi inclusi hardware, in software e in tecnologie digitali) da parte delle PMI, attraverso l'istituzione presso Cassa depositi e prestiti di un plafond da utilizzare per fornire provvista alle banche per la concessione dei finanziamenti.

La legge di stabilità 2015 (commi 7 e 8) ha  modificato la disciplina del Fondo di garanzia estendendo la platea dei destinatari alle imprese con un numero di dipendenti non superiore a 499.

Uno degli obiettivi principali che si è posto il legislatore, con un processo partito nella XVI legislatura e proseguito nella legislatura in corso, è quello di costruire per le imprese un quadro normativo di semplificazione e di snellimento burocratico, di favorirne l'accesso al credito, di sostenerne i processi di internazionalizzazione, di valorizzare l'innovazione e ricerca tramite il sostegno alle startup innovative e agli incubatori di impresaIn tale direzione va anche il decreto-legge 3/2015, convertito dalla L. 33/2015, che ha istituito la categoria delle Pmi innovative, che potranno accedere a buona parte delle semplificazioni e agevolazioni riservate alle startup innovative. Tra le agevolazioni di legge vi è la possibilità per le suddette categorie di imprese di raccogliere capitale di rischio con modalità innovative, segnatamente attraverso portali online (crowdfunding); tale modalità di raccolta di capitale è stata di recente estesa (articolo 1, comma 70 della legge n. 232 del 2016, legge di bilancio 2017) a tutte le PMI.

Si rammenta infine che il Piano d'azione per un'Unione dei mercati dei capitali, varato dall'UE, individua da un lato strumenti e misure per assicurare la ripartenza del credito bancario, mentre dall'altro lato individua alcuni strumenti di finanza innovativa come veicolo per il rafforzamento dei mercati dei capitali in UE, al fine di garantire nuove fonti di finanziamento alle imprese, contribuire ad ampliare le possibilità di scelta dei risparmiatori e rendere più resiliente l'economia dell'Unione. La Commissione ha evidenziato in particolare un dato che accomuna l'Italia agli altri Paesi dell'Unione: più del 75% dei finanziamenti esterni delle PMI europee è costituito da prestiti bancari; in un'unione dei mercati dei capitali ben funzionante appare necessario ampliare il ventaglio di opzioni di finanziamento a disposizione delle imprese in crescita.

L'articolo 1, commi commi 199-202 della legge di stabilità 2016 (legge n. 208 del 2015) prevede l'istituzione di un Fondo per il credito alle aziende vittime di mancati pagamenti, avente come finalità il sostegno alle piccole e medie imprese che entrano in crisi a causa della mancata corresponsione di denaro da parte di altre aziende debitrici, imputate di taluni delitti.

Rapporti con la clientela ed educazione finanziaria

La VI Commissione finanze della Camera ha avviato una indagine conoscitiva sulle tematiche relative ai rapporti tra operatori finanziari e creditizi e clientela. In tal modo si intende tra l'altro valutare, sotto i profili della correttezza, trasparenza e adeguatezza, l'operatività degli intermediari finanziari e creditizi, l'attività di vigilanza svolta in questo campo, nonché il quadro normativo e regolamentare in materia, sia a livello europeo, sia a livello nazionale. Si intende altresì analizzare l'impatto sui risparmiatori del nuovo meccanismo di risoluzione delle crisi bancarie introdotto dalla disciplina europea ed approfondire le questioni afferenti alla tutela della privacy in tale ambito, nonché le tematiche concernenti l'educazione finanziaria del pubblico. 

In materia di educazione finanziaria, si ricorda l'esame - presso la VI Commissione finanze della Camera - delle proposte di legge C. 3666 e delle abbinate C. 3662 e C. 3913,  concernenti la comunicazione e la diffusione delle competenze di base necessarie per la gestione del risparmio privato. Il 27 luglio 2016 la VI Commissione finanze della Camera ha concluso l'esame, in sede referente, di alcune proposte di legge abbinate in tema di educazione finanziaria. Il testo del provvedimento è confluito nell'articolo 24-bis del decreto-legge n. 237 del 2016.

Temi
Speciale provvedimenti
Borsa, attività finanziarie e assicurazioni

Nel corso della XVII legislatura l'attenzione del legislatore si è concentrata sugli strumenti fiscali e finanziari a sostegno della crescita in relazione alla necessità di potenziare gli strumenti di erogazione del credito alle imprese e rafforzamento del capitale di rischio. Sono state quindi approvate numerose disposizioni volte ad incentivare la quotazione delle imprese italiane, a salvaguardarne gli assetti e a semplificare, più in generale, l'accesso al mercato dei capitali. Con riguardo alla tutela degli investitori, la legislatura è stata caratterizzata dal recepimento di alcune direttive europee volte a migliorare la trasparenza e il livello di informazione degli investitori.

 

Mercati degli strumenti finanziari

La Direttiva 2004/39/CE, in materia di mercati degli strumenti finanziari, alla quale ci si riferisce comunemente con l'acronimo MiFID (Market in Financial Instruments Directive), è stata in parte rifusa nella Direttiva 2014/65/UE e in parte sostituita dal Regolamento (UE) n. 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio.

La Direttiva 2014/65/UE, denominata MiFID II, ed il Regolamento n. 600/2014, noto come MiFIR, sono stati redatti con lo scopo di normare un mercato sempre più complesso, caratterizzato da un notevole incremento degli strumenti finanziari e dei sistemi di trading ad alta frequenza, attraverso i quali ha luogo una quota rilevante delle transazioni sui mercati telematici più evoluti. Le norme intendono aumentare la trasparenza delle negoziazioni e la tutela degli investitori, attraverso una maggiore responsabilizzazione degli intermediari, una più approfondita consapevolezza degli investitori (grazie alla disponibilità di informazioni più dettagliate e più frequenti) ed un rafforzamento dei poteri - sia ex-ante che ex post - delle Autorità di vigilanza.

Si segnala che con il decreto legislativo 3 agosto 2017, n. 129 è stata attuata nell'ordinamento interno la direttiva 2014/65/UE relativa ai mercati degli strumenti finanziari (cosiddetta MiFID II), contestualmente adeguando la normativa nazionale alle disposizioni del regolamento  600/2014 sulla stessa materia (cosiddetto MiFIR) (Atto del Governo n. 413), in ottemperanza alla delega contenuta nell'articolo 9 della legge di delegazione europea 2014 (legge n. 114 del 2015).  

 A seguito dell'indagine conoscitiva sugli strumenti fiscali e finanziari a sostegno della crescita, che ha sottolineato l'importanza del rafforzamento del capitale di rischio, il D.L. 145/2013, c.d. Destinazione Italia, ha introdotto alcune misure a favore delle imprese, tra le quali la riforma della disciplina degli incentivi all'autoimprenditorialità, crediti di imposta a favore delle imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo, norme in materia di internazionalizzazione delle imprese, incentivi per la digitalizzazione e la connettività delle PMI, nonché misure per favorire il  credito alla piccola e media impresa.

 Il decreto-legge n. 76 del 2013 ha modificato i requisiti della start-up innovativa, in primo luogo eliminando il vincolo che i soci fossero persone fisiche e che detenessero per ventiquattro mesi la maggioranza del capitale sociale. Diminuisce dal 20 al 15 per cento la percentuale della spesa che deve essere destinata all'attività di ricerca e sviluppo. Viene estesa la qualifica di start-up alle imprese con almeno 2/3 della forza lavoro costituita da dipendenti e collaboratori in possesso di una laurea magistrale. Viene esteso, infine, il requisito relativo al possesso di brevetti, marchi, modelli anche a programmi per elaboratore (software). Il decreto-legge n. 3 del 2015 ha quindi esteso alcune agevolazioni alle PMI innovative.

In attuazione delle norme del D.L. n. 179 del 2012 la Consob, con la delibera 26 giugno 2013, pubblicata nella G.U. n. 162 del 12 luglio, ha adottato il Regolamento sulla raccolta di capitali di rischio da parte di start-up innovative tramite portali online (c.d. crowdfunding). Tale regolamento è stato successivamente modificato a seguito dell'estensione di tale istituto alle PMI innovative.

 Con il decreto-legge n. 91 del 2014 è stato adottato un complesso di interventi finalizzati ad incentivare la quotazione delle imprese italiane, a salvaguardarne gli assetti e a semplificare, più in generale, l'accesso al mercato dei capitali.

 A livello europeo, si segnala che il 7 novembre 2012 la Commissione europea e la Banca europea per gli investimenti hanno sottoscritto un accordo di cooperazione che, attraverso una base finanziaria di 230 milioni di euro, consente di avviare la fase pilota dell'iniziativa Prestiti obbligazionari Europa 2020, intesa a finanziare progetti infrastrutturali nel settore delle reti transeuropee dei trasporti e dell'energia nel biennio 2012-2013 attraverso l'impiego di prestiti obbligazionari europei (project bond), secondo quanto previsto dal regolamento n. 670/2012.

Il Piano d'azione per un'Unione dei mercati dei capitali varato dall'UE il 30 settembre 2015 individua da un lato strumenti e misure per assicurare la ripartenza del credito bancario, mentre dall'altro lato individua alcuni strumenti di finanza innovativa come veicolo per il rafforzamento dei mercati dei capitali in UE, al fine di garantire nuove fonti di finanziamento alle imprese, contribuire ad ampliare le possibilità di scelta dei risparmiatori e rendere più resiliente l'economia dell'Unione. La Commissione ha evidenziato in particolare un dato che accomuna l'Italia agli altri Paesi dell'Unione: più del 75% dei finanziamenti esterni delle PMI europee è costituito da prestiti bancari; in un'unione dei mercati dei capitali ben funzionante appare necessario ampliare il ventaglio di opzioni di finanziamento a disposizione delle imprese in crescita.

 La Commissione Finanze ha svolto una indagine conoscitiva sugli strumenti finanziari derivati, sia con riferimento al comparto pubblico, sia con riferimento al comparto privato, al fine di approfondire tutte le questioni sottese a tale settore, evidenziandone le evoluzioni recenti e le prospettive future, nonché i nodi problematici esistenti, così da delineare eventuali ipotesi migliorative e correttive. Tale esigenza di approfondimento è motivata, oltre che dalle note considerazioni circa l'insoddisfacente sviluppo dei mercati dei capitali in Italia, e circa i rischi che un utilizzo non corretto di tali strumenti può determinare rispetto agli equilibri finanziari ed economici del Paese, anche dalla volontà di valutare le dinamiche registratesi in quest'ambito nel corso degli ultimi dieci anni, alla luce della grave crisi economica e finanziaria in atto.

 Vigilanza

 A livello europeo, si segnala - nel 2010 - la nascita di un sistema europeo delle autorità di vigilanza finanziarie (SEVIF) mediante l'istituzione, con appositi regolamenti, di tre nuove autorità di vigilanza europee competenti, rispettivamente per le banche, i mercati finanziari e le assicurazioni, e di un Comitato europeo per il rischio sistemico incaricato della vigilanza macroprudenziale.

 Il 18 gennaio 2016 la Consob ha presentato il Rapporto sulla Corporate Governance delle società quotate italiane, un documento a cadenza annuale, basato su segnalazioni statistiche di vigilanza e informazioni pubbliche, che contiene dati su assetti proprietari, organi sociali, assemblee e operazioni con parti correlate degli emittenti quotati italiani.

 
Il Decreto legislativo n. 72 del 2015 ha recepito la direttiva 2013/36/UE sull'accesso all'attività degli enti creditizi e la vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento (Atto n. 147), che tra l'altro modifica la disciplina sanzionatoria per gli intermediari finanziari, differenziando il trattamento di persone fisiche e giuridiche  e rivedendo i limiti edittali alle sanzioni. Si introduce l'obbligo di astensione di soci e amminsitratori in caso di conflitto di interessi.Il Decreto legislativo n. 66 del 2015 (Atto n. 149) ha recepito la direttiva 2013/14/UE in tema di agenzie di rating. L'intervento è volto a ridurre l'eccessivo affidamento ai rating del credito ed eliminare gradualmente ogni effetto automatico derivante dai rating del credito, a vantaggio della stabilità e della trasparenza dei mercati finanziari. I destinatari dell'intervento sono soggetti vigilati che operano in maniera professionale nei settore dei fondi pensione e del risparmio gestito e sono già dotati di sistemi di gestione dei rischi. Si intende quindi incentivare il ricorso, da parte di tali soggetti, a procedure interne di valutazione del rischio di credito alternative o complementari ai giudizi espressi dalle agenzie di rating del credito.

 Tutela degli investitori

 Con riguardo alla tutela degli investitori, la legislatura è stata caratterizzata dal recepimento di alcune direttive europee volte a migliorare la trasparenza e il livello di informazione degli investitori.

In primo luogo, la legge europea 2013-bis (L. n. 161 del 2014, articolo 27) ha recepito la direttiva 2009/109/UE in materia di relazioni e di documentazione in caso di fusioni e scissioni, al fine di chiudere la procedura EU Pilot 5062/13/MARK, con particolare riguardo alla relazione sulla verifica dei conferimenti di beni non in contanti per le società beneficiarie e alla fusione transfrontaliera mediante incorporazione.

Il Decreto legislativo n. 25 del 15 febbraio 2016 (Atto n. 235) dà attuazione alla direttiva 2013/50/UE in materia di obblighi di trasparenza riguardanti le informazioni sugli emittenti i cui valori mobiliari sono ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato e prospetto da pubblicare per l'offerta pubblica o l'ammissione alla negoziazione di strumenti finanziari.

La legge di delegazione europea 2014 (legge n. 114 del 2015) prevede l'adeguamento del quadro normativo vigente al regolamento (UE) n. 1286/2014 , relativo ai documenti informativi di accompagnamento dei prodotti d'investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati (Packaged Retail and Insurance-based Investment Products - PRIIPs); il regolamento rende obbligatorio fornire ai consumatori un documento denominato "Informazioni chiave per gli investitori" (Key Information Document – KID), contenente tutte le informazioni sulle caratteristiche principali del prodotto, compresi i rischi e i costi connessi all'investimento (Atto n. 326).

Il D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 71 (Atto n. 255) ha recepito la direttiva 2014/91/UE (UCITS V), in materia di organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) per quanto riguarda le funzioni di depositario, le politiche retributive e le sanzioni; in particolare, le norme europee definiscono compiti e responsabilità dei depositari che agiscono per conto di un fondo OICVM, stabilisce nuove norme sulle retribuzioni dei gestori degli OICVM e introduce un quadro comune relativo alle sanzioni. Il medesimo D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 71 ha inoltre recepito, limitatamente ad alcune disposizioni sanzionatorie, la direttiva 2014/65/UE(MiFID II) e il regolamento (UE) n. 600/2014 (MiFIR); tale disciplina europea intende aumentare la trasparenza delle negoziazioni e la tutela degli investitori, attraverso una maggiore responsabilizzazione degli intermediari, una più approfondita consapevolezza degli investitori (grazie alla disponibilità di informazioni più dettagliate e più frequenti) ed un rafforzamento dei poteri - sia ex-ante che ex post - delle Autorità di vigilanza.

Consulenti finanziari

 

 La legge di stabilità 2016 riforma il sistema di vigilanza sui promotori finanziari e consulenti finanziari (commi 36-48) mediante modifiche al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF), con l'istituzione di un Albo unico gestito da un Organismo con personalità giuridica di diritto privato, ordinato in forma di associazione: l'attuale Organismo per la tenuta dell'Albo dei promotori finanziari (APF) viene trasformato nel nuovo Organismo per la tenuta dell'Albo unico dei consulenti finanziari. Si provvede inoltre alla revisione del sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie con la clientela. Viene rimessa alla Consob la disciplina delle modalità per assicurare l'introduzione di meccanismi di risoluzione stragiudiziale attraverso l'istituzione di un apposito organo i cui componenti sono da essa nominati, a partecipazione obbligatoria, in grado di assicurare la rapida, economica soluzione delle controversie, il contraddittorio tra le parti e l'effettività della tutela in assenza di maggiori oneri per la finanza pubblica. Si prevede che l'iscrizione all'Albo unico dei consulenti finanziari sia subordinata al versamento di una tassa sulle concessioni governative. Tale tassa è dovuta per le iscrizioni successive alla data di entrata in vigore della norma.

Diritto delle società

Il decreto-legge n. 91 del 2014 (all'articolo 20) ha introdotto misure volte, nel complesso, a semplificare e incentivare la quotazione delle imprese sui mercati finanziari, accanto a interventi di tipo civilistico. In particolare, è stato modificato in più punti il Testo Unifo Finanziario (Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58) per favorire e semplificare l'accesso al mercato dei capitali di rischio delle imprese, in particolare di quelle piccole e medie.Tali modifiche sono dirette, tra l'altro, a modificare la regola di neutralizzazione nell'offerta pubblica di acquisto, ai sensi della quale non possono essere computate (oltre alle maggiorazioni di voto) le azioni a voto plurimo (che conferiscono quindi un solo voto); ad introdurre per le società diverse dalle PMI – e senza rinvio allo statuto societario – l'obbligo dell'offerta pubblica di acquisto totalitaria per chiunque abbia la maggior partecipazione e questa sia superiore al venticinque per cento; ad incentivare la quotazione delle piccole e medie imprese, prevedendo per le PMI la possibilità di modificare in via statutaria, entro un intervallo prestabilito, la soglia rilevante per le offerte pubbliche di acquisto (OPA) obbligatorie e consentire alle PMI di prevedere nei propri statuti che nei primi cinque anni dall'inizio della quotazione non sia applicabile la disciplina dell'OPA da consolidamento; a modificare la soglia delle partecipazioni rilevanti da comunicare alla Consob e alla società partecipata, che viene elevata dal 2 per cento al 5 per cento qualora l'emittente sia una PMI; a novellare la disciplina dei limiti alle partecipazioni reciproche prevista per le società con azioni quotate; ad introdurre nel TUF la disciplina della maggiorazione del voto, con la quale si rimette all'autonomia statutaria delle società la possibilità di prevedere azioni a voto maggiorato a beneficio degli azionisti di lungo periodo.

Le modifiche alle disposizioni del codice civile in materia di società (articolo 20, commi 3 e seguenti del richiamato D.L. n. 91 del 2014) concernono diversi aspetti. Sono modificati i criteri di determinazione del valore delle azioni delle società quotate nel caso di recesso; viene eliminato, tra l'altro, il riferimento all'utilizzo esclusivo del criterio della media aritmetica dei prezzi di chiusura di mercato nei sei mesi precedenti la pubblicazione dell'avviso di convocazione dell'assemblea. E' innovata la disciplina dell'acquisto della società da promotori, fondatori, soci e amministratori e della trasformazione di società di persone del codice civile: si prevede che in tali fattispecie possa applicarsi una procedura di valutazione semplificata dei beni societari (prevista dall'articolo 2343-ter del codice civile nell'ipotesi del conferimento di beni in natura o crediti senza relazione di stima) ove ne sussistano i presupposti di legge. In materia di diritto di opzione, si introduce la pubblicazione nel sito internet della società (con modalità tali da garantire sicurezza, autenticità e certezza di dati e documenti) di un avviso sull'offerta in opzione ovvero, in alternativa, il deposito dell'avviso presso la sede sociale;si riduce la durata minima del termine previsto per l'esercizio del diritto di opzione da trenta a quindici giorni.

Viene poi ridotto il capitale minimo richiesto per la costituzione di una società per azioni, che così passa da da 120.000 euro a 50.000 euro. E' modificata la disciplina delle azioni con diritto di voto limitato, consentendo a tutte le società per azioni (anche a quelle "aperte", che fanno ricorso al mercato di capitale di rischio) di prevedere che, in relazione alla quantità di azioni possedute da uno stesso soggetto, il diritto di voto sia limitato ad una misura massima o siano disposti scaglionamenti. Viene introdotta la possibilità per gli statuti di consentire l'emissione di azioni con diritto di voto plurimo per particolari argomenti, ovvero subordinato al verificarsi di determinate condizioni non meramente potestative. Sono conseguentemente modificate le disposizioni di attuazione del codice civile, fissando in due terzi del capitale rappresentato in assemblea, anche in prima convocazione, la maggioranza valida per le modifiche statutarie volte a consentire la creazione di azioni a voto plurimo, per le società iscritte nel registro delle imprese alla data del 31 agosto 2014. Infine, per le società che intendono quotarsi su mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione è prevista una maggiorazione del 40% dell'incentivo alla capitalizzazione - ACE per i primi 3 esercizi dalla data di ammissione ai listini (articolo 19 del richiamato decreto-legge n. 91 del 2014).

In materia di interventi connessi alla attivita' di impresa, il decreto-legge n. 76 del 2013 ha modificato la disciplina della società a responsabilità limitata semplificata,eliminando per i soci il limite dei trentacinque anni di età e prevedendo che gli amministratori della società non debbano necessariamente essere soci; contestualmente è soppressa la figura della società a responsabilità limitata a capitale ridotto. E' inoltre modificata la disciplina della società a responsabilità limitata, prevedendo in particolare che il capitale sociale possa essere determinato in misura inferiore a diecimila euro e pari almeno ad un euro.

  Il leasing immobiliare abitativo

La legge di stabilità 2016 (articolo 1, commi da 76 a 84, della legge n. 208 del 2015) ha disciplinato gli aspetti civilistici e fiscali della locazione finanziaria di immobili da adibire ad uso abitativo (c.d. leasing immobiliare). Tale contratto costituisce una forma di finanziamento alternativo al contratto di mutuo a favore delle persone fisiche finalizzato all'acquisto o alla costruzione di un immobile da adibire ad abitazione principale. In connessione a tale contratto sono previste le seguenti agevolazioni fiscali: deducibilità ai fini Irpef e riduzione dell'imposta di registro. 

Con il contratto di locazione finanziaria di immobili da adibire ad uso abitativo, la banca o l'intermediario si obbligano ad acquistare o far costruire l'immobile, su scelta e indicazione del soggetto utilizzatore, a disposizione del quale l'immobile è posto per un dato tempo a fronte di un corrispettivo che deve tener conto del prezzo di acquisto o di costruzione e della durata del contratto. Alla scadenza del contratto l'utilizzatore ha la facoltà di acquistare la proprietà del bene ad un prezzo prestabilito.

 

  Tassazione dei redditi di natura finanziaria, degli strumenti e delle transazioni finanziarie (Tobin tax)

A decorrere dal 1° luglio 2014 l'aliquota della tassazione dei redditi di natura finanziaria passa dal 20 al 26 per cento (articolo 3 del decreto-legge n. 66 del 2014); contestualmente si introduce, in via compensativa, un credito di imposta in favore delle Casse di previdenza private e un elevamento all'11,5 per cento, per l'anno 2014, dell'aliquota sui fondi pensione.

 Successivamente, i commi da 621 a 625 della legge di stabilità 2015 hanno previsto l'innalzamento dell'aliquota di tassazione dall'11 al 20 per cento per i fondi pensione e dall'11 al 17 per cento per la rivalutazione del TFR (trattamento di fine rapporto). Di conseguenza, la medesima legge di stabilità 2015 (articolo 1, commi da 91 a 95 della legge n. 190 del 2014) ha introdotto, a decorrere dal 2015, due crediti d'imposta a favore degli enti di previdenza obbligatoria (Casse di previdenza private) e dei fondi pensione, riconosciuti nella misura del 9 per cento per i fondi pensione e del 6 per cento alle casse di previdenza. Dette agevolazioni intendono compensare i predetti incrementi dell'aliquota impositiva sui redditi di natura finanziaria. In attuazione della predetta normativa è stato emanato il D.M. 19 giugno 2015.

Relativamente alla tassazione degli strumenti finanziari, la legge di stabilità 2014 ha incrementato al 2 per mille  l'imposta di bollo sulle comunicazioni relative a prodotti finanziari, abolendo dal 2014 la soglia minima di imposta e aumentando, contestualmente, la misura massima da 4.500 a 14.000 euro; è ugualmente incrementata al 2 per mille l'imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato (IVAFE).

 A livello europeo si segnala che il 14 febbraio 2013 la Commissione europea ha presentato una proposta di direttiva (COM(2013)71) relativa all'introduzione di un'imposta sulle transazioni finanziarie negli 11 Paesi (Belgio, Germania, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Austria, Portogallo, Slovenia e Slovacchia) che hanno ottenuto, a seguito dell'approvazione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio dell'UE, di procedere ad una cooperazione rafforzata in questo ambito. La proposta dovrà essere approvata all'unanimità dagli 11 Paesi, previo parere del Parlamento europeo. Nelle more, l'Italia ha introdotto una imposta sulle transazioni finanziarie e sui derivati.

 Assicurazioni

Il Decreto Legislativo 12 maggio 2015, n. 74, in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e riassicurazione, dà attuazione della direttiva 2009/138/CE (solvibilità II). Il decreto contiene numerose modifiche al Codice delle Assicurazioni private (D.Lgs. n. 209 del 2005) al fine di mantenere una disciplina unitaria della materia assicurativa salvaguardando, il più possibile, l'impostazione del codice medesimo.

 Già il 25 giugno 2013 la Camera aveva approvato le mozioni Boccuzzi n. 1-00099, Gigli n. 1-00102 e Costa n. 1-00103 con le quali si impegnava il Governo a sospendere l'iter di approvazione del decreto del Presidente della Repubblica avente ad oggetto il regolamento recante le tabelle per il risarcimento del danno biologico (ai sensi degli articoli 138 e 139 del decreto legislativo n. 209 del 2005) fino all'espletamento di un approfondito ma rapido confronto nelle Commissioni parlamentari competenti. In proposito il 12 settembre 2013 la Commissione Finanze ha avviato la discussione della risoluzione 7-00060 Gutgeld e altri: meccanismo per il risarcimento dei danni biologici derivanti da sinistri nell'ambito dell'assicurazione RC auto, nonché misure in materia di prezzi delle polizze. La sentenza 235 del 2014 della Corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale sull'articolo 139 del Codice delle assicurazioni private (D.lgs. 209/2005), considerando quindi legittime le soglie ridotte per i risarcimenti a chi subisce lesioni lievi in un incidente stradale. È infatti legittimo calcolare gli indennizzi in base ai valori indicati dall'articolo 139 del Codice delle assicurazioni, anziché applicando quelli - più generosi - elaborati dalla giurisprudenza.

In seguito al ricorso effettuato dalla Regione Sicilia, la Corte Costituzionale con la sentenza n. 97 del 2013 del 20 maggio 2013, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'estensione (prevista dall'articolo 4, comma 2, del D.L. n. 16 del 2012) ai territori con autonomie speciali dei rincari Rc auto stabiliti dal decreto legislativo sul federalismo fiscale (D.Lgs n. 68 del 2011, articolo 17).

Alla materia delle assicurazioni è dedicato l'intero Capo II del disegno di legge annuale sulla concorrenza (A.C. 3012), ora all'esame del Senato, il quale, in sintesi, recepisce le proposte contenute dalla segnalazione annuale formulata dall'AGCM, in alcuni casi introducendo norme di portata anche più ampia rispetto agli obiettivi della segnalazione. Tra le materie che si intende disciplinare vi è anzitutto l'obbligo a contrarre in materia di RC Auto e gli specifici obblighi informativi in capo alle compagnie assicurative.  Viene precisata la scontistica in favore del consumatore che accetti condizioni determinate dalla legge che riguardano: l'ispezione del veicolo, l'installazione della scatola nera e dei meccanismi che impediscono l'avvio del motore per elevato tasso alcolemico del conducente. Sono state soppresse le condizioni relative alla rinuncia alla cessione del credito, al risarcimento in forma specifica presso carrozzerie convenzionate e al risarcimento per equivalente nei limiti di quanto previsto per le carrozzerie convenzionate. Lo sconto del prezzo della polizza non può essere inferiore a una percentuale determinata dall'IVASS entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge in esame. La percentuale di sconto è maggiorata per le regioni a maggiore tasso di sinistrositàSi affida all'IVASS il compito di definire una percentuale di sconto minima in favore di contraenti che risiedono nelle regioni con costo medio del premio superiore alla media nazionale e che non abbiano effettuato sinistri con responsabilità esclusiva o concorrente per almeno cinque anni, a condizione che abbiano installato meccanismi elettronici che registrano l'attività del veicolo.  I costi di installazione delle scatole nere sono stati posti a carico dell'impresa di assicurazione.

Nel caso di incidente stradale, se uno dei veicoli coinvolti è dotato di uno dei meccanismi citati, le risultanze del dispositivo formano piena prova nei procedimenti civili, salvo che si dimostri il mancato funzionamento o la manomissione del dispositivo. Deve inoltre essere garantita l'interoperabilità e la portabilità delle scatole nere nel caso di passaggio ad una diversa compagnia assicurativa.

Sono introdotte norme volte a contrastare la prassi dei cd. testimoni di comodo ed è ribadita la necessità che il Governo emani tabelle nazionali che fungano da parametro per il risarcimento del danno biologico, per le macrolesioni e le microlesioni; si prevede l'unificazione nel danno non patrimoniale delle varie voci di danno (biologico, morale ed esistenziale). La tabella unica nazionale è redatta tenendo conto dei criteri valutativi del danno non patrimoniale ritenuti congrui dalla consolidata giurisprudenza di legittimità.

Le polizze per assicurazione professionale, fatta salva la libertà contrattuale delle parti, devono contemplare l'assenza delle clausole che limitano la prestazione assicurativa ai sinistri denunciati nel periodo di validità del contratto. Sono elevati i massimali minimi di garanzia per i veicoli a motore adibiti al trasporto di persone aventi più di otto posti a sedere, oltre il conducente (tra cui autobus e filoveicoli), che non devono essere inferiori a 15 milioni di euro per sinistro. Con riferimento al sistema del risarcimento diretto, si prevede che l'IVASS proceda alla revisione del criterio in base al quale sono calcolati i valori dei costi e delle eventuali franchigie per la compensazione tra le compagnie, qualora tale criterio non abbia garantito un effettivo recupero di efficienza produttiva delle compagnie, attraverso la progressiva riduzione dei costi dei rimborsi e l'individuazione delle frodi. È chiarito che il danno alla persona per lesioni di lieve entità può essere risarcito solo a seguito di accertamento clinico strumentale obiettivo, rimanendo escluse le diagnosi di tipo visivo, ad eccezione che per le cicatrici, oggettivamente riscontrabili senza strumentazione.

L'archivio informatico integrato dell'IVASS sarà connesso anche con il casellario giudiziale istituito presso il Ministero della giustizia e con ulteriori archivi: carichi pendenti, anagrafe tributaria, anagrafe nazionale, casellario infortuni Inail. L'archivio potrà essere consultato anche dalle imprese di assicurazione nella fase di assunzione del rischio, al fine di accertare la veridicità delle informazioni fornite dal contraente.

L'IVASS ha pubblicato il provvedimento n. 7 del 16 luglio 2013 in materia di home insurance dando attuazione all'articolo 22, comma 8, del D.L. n. 179 del 2012. A partire dal 1 settembre 2013, i consumatori che stipulano una polizza di assicurazione potranno chiedere l'attivazione nel sito internet dell'assicurazione di un'area riservata a cui accedere con modalità protetta per consultare in tempo reale la propria posizione assicurativa, verificare le coperture in corso e le relative scadenze dei premi, conoscere il valore di riscatto della propria polizza vita o il valore delle prestazioni nel caso di prodotti assicurativi a contenuto finanziario, consultare e scaricare l'attestazione sullo stato del rischio per la polizza r.c.auto e ricevere comunicazioni periodiche da parte dell'assicuratore. 

Sotto altro profilo, si ricorda che l'articolo 22 del decreto-legge n. 91 del 2014, con lo scopo di estendere le fonti di finanziamento al sistema imprenditoriale, autorizza allo svolgimento dell'attività di concessione di finanziamento sia le imprese di assicurazione che le società di cartolarizzazione a specifiche condizioni di legge.

Temi
Speciale provvedimenti
Fisco, patrimonio e altre entrate

La XVII legislatura è caratterizzata da misure a favore dei contribuenti, tra le quali si segnalano le norme in materia di compensazione tra debiti e crediti con le PA e in materia di riscossione, il bonus 80 euro, le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica e ristrutturazione degli edifici, il regime forfetario agevolato per i cd. minimi nonché il regime di tassazione agevolata per marchi e brevetti (patent box), la riduzione dell'aliquota Ires e l'introduzione dell'imposta sul reddito d'impresa - IRI; vengono posti in essere interventi volti al contrasto dell'evasione fiscale quali voluntary disclosure, ravvedimento operoso, reverse charge e split payment; sono introdotte alcune clausole di salvaguardia (riduzione agevolazioni fiscali e aumenti IVA e accise) a tutela dei saldi di finanza pubblica, che il governo sta progressivamente rimuovendo in occasione delle leggi di bilancio. Tra le misure fiscali di copertura si ricordano gli aumenti di IVA e accise, in parte rimodulati, nonché degli acconti Irpef, Ires e Irap e la modifica delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, relativamente ai trasferimenti immobiliari. Per quanto riguarda la riforma dell'imposizione fiscale sugli immobili, è stata eliminata l'imposta sulla prima casa, sia Imu che Tasi. Si segnalano il Rapporto della Commissione europea sulle riforme fiscale dei Paesi membri (2015) e il Rapporto 2017 sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei Conti.

 

 

 

Il ddl di bilancio 2018

Sotto il profilo degli interventi fiscali, il ddl di bilancio 2018 prevedein primo luogo la sterilizzazione degli aumenti delle aliquote IVA per l'anno 2018 e delle accise per l'anno 2019, già parzialmente introdotti con il decreto-legge n. 148 del 2017 (articolo 2). Sono prorogate le detrazioni per interventi di riqualificazione energetica degli edifici (ecobonus), ristrutturazione edilizia e l'acquisto di mobili ed elettrodomestici, fruibili, incluso il sisma bonus, anche dagli IACP. Si introduce una detrazione del 36 per cento per interventi di sistemazione a verde (articolo 3, commi 1-5). E' prorogata la cedolare secca al 10% per i per i contratti a canone concordato (articolo 3, comma 6). Si reintroduce la detraibilità al 19 per cento per abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale e si dispone la deducibilità dei buoni TPL acquistati per il trasporto del dipendente e dei familiari (articolo 4). Sono poi prorogate per l'anno 2018 le misure di superammortamento e di iperammortamento, che consentono alle imprese ed ai professionisti di maggiorare le quote di ammortamento dei beni strumentali, a fronte di nuovi investimenti effettuati (articolo 5) e si introduce, per il 2018, un credito d'imposta del 40 per cento fino a un massimo di 300.000 euro per le spese di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0 (articolo 8).

Le imprese che svolgono attività immobiliare vengono incluse tra quelle in cui deve essere investito almeno il 70 per cento dei PIR, i piani individuali di risparmio (articolo 11). Quanto alle  SIM, società di intermediazione mobiliare, le stesse sono escluse dall'addizionale IRES del 3,5 per cento. Per gli stessi soggetti è ripristinata la deducibilità degli interessi passivi, ai fini IRES e IRAP, nel misura del 96 per cento (articolo 12). Si istituisce un credito d'imposta per le PMI del 50 per cento in relazione ai costi di consulenza per l'ammissione alla quotazione su mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione europei (articolo 14). Si inserisce una nuova categoria di strumenti di debito chirografario di secondo livello, fra gli strumenti di capitale e le obbligazioni senior, assicurando a queste ultime una ulteriore protezione in caso di crisi (articolo 100). Si attribuisce, per tre anni, un credito di imposta pari al 65 per cento alle fondazioni bancarie per le erogazioni in specifici àmbiti sociali e sanitari (articolo 26).

Per promuovere lo sviluppo dell'internazionalizzazione dell'economia italiana in Paesi qualificati ad alto rischio, si consente a Invitalia di operare quale istituzione finanziaria, anche con la costituzione di una società autorizzata a effettuare finanziamenti, al rilascio di garanzie e all'assunzione in assicurazione di rischi non di mercato (articolo 32).

 In materia di cultura, spettacolo e sport, si conferma l'esenzione fiscale per le attività istituzionali dell'Accademia dei Lincei (articolo 39, comma 12); si estende l'aliquota IVA al 10 per cento ai contratti di scrittura conclusi mediante intermediari per spettacoli teatrali, concerti, attività circensi e spettacolo viaggiante (articolo 39, comma 13); si riconosce un credito d'imposta del 12 per cento per gli interventi di ristrutturazione degli impianti sportivi delle società di calcio (articolo 40, comma 1, lett. a), nonché un credito d'imposta (sport bonus) per interventi di restauro o ristrutturazione di impianti sportivi pubblici (articolo 40, commi da 7 a 10); si eleva a 10.000 euro l'esenzione fiscale per indennità, rimborsi, premi e compensi erogati a direttori artistici e collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale, nonché di quelli erogati nell'esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche (articolo 40, comma 11).  Si innalzano le percentuali di compensazione IVA applicabili agli animali vivi della specie bovina e suina, rispettivamente, in misura non superiore al 7,7% e all'8% per ciascuna delle annualità 2018, 2019 e 2020 (articolo 48).

 In materia ambientale, si introducono agevolazioni fiscali e finanziarie per le regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto colpite dal sisma del 20 e 29 maggio 2012 (articoli 61-64) e per quelle colpite dal sisma del 2016 in Centro Italia (articolo 65); si rendono detraibili al 19 per cento i premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi sulle abitazioni, esentando le polizze dalla imposta sulle assicurazioni (articolo 67).  Per il Mezzogiorno, è incrementato di 200 milioni per il 2018 e di 100 milioni per il 2019 il credito di imposta alle imprese per l'acquisto di nuovi beni strumentali (articolo 73) ed è istituito il Fondo imprese Sud a sostegno della crescita dimensionale delle piccole e medie imprese, con una dotazione di 150 milioni di euro, le cui quote possano essere sottoscritte anche da investitori istituzionali pubblici e privati (articolo 76).

 Tra le misure di contrasto all'evasione fiscale e in materia di entrata si segnalano:

  • la sospensione degli aumenti di tributi regionali e comunali, ad eccezione della maggiorazione TASI già disposta per il 2017 (articolo 6).
  • l'introduzione, dal 2019, della fatturazione elettronica obbligatoria tra privati e l'eliminazione dello spesometro (articolo 77);
  • le disposizioni di contrasto alle frodi nel settore degli olii minerali stoccati presso depositi fiscalmente riconosciuti (articolo 78) e la disciplina per il rilascio dell'autorizzazione allo stoccaggio di prodotti energetici (articolo 79);
  • l'autorizzazione per l'Agenzia dell'entrate a espletare procedure concorsuali per l'assunzione di nuovi funzionari (articolo 81);
  • la riduzione a cinquemila euro della soglia oltre la quale le amministrazioni pubbliche e le società partecipate, prima di effettuare i pagamenti, devono verificare che il beneficiario del pagamento non abbia debiti con l'agente della riscossione (articolo 82);
  • la sospensione da parte dell'Agenzia delle entrate delle deleghe di pagamento (F24) delle imposte effettuate mediante compensazioni che presentano profili di rischio (articolo 83);
  • l'incremento dal 40 al 52,5 per cento per gli anni 2018 e 2019 e al 65 per cento per gli anni successivi della misura degli acconti dell'imposta sulle assicurazioni (articolo 84);
  • l'esclusione dei dividendi provenienti da società controllate estere dal risultato operativo lordo (ROL), al fine di ridurre la deduzione degli interessi passivi dall'IRES (articolo 85);
  • l'esenzione dall'imposta di bollo per le copie degli assegni in forma elettronica e della relativa documentazione (articolo 86);
  • la proroga dei termini per la rivalutazione di quote e terreni (articolo 87);
  • l'introduzione di una ritenuta del 26 per cento per i redditi di capitale e i redditi diversi al di fuori dell'esercizio dell'attività d'impresa, per le partecipazioni societarie qualificate, come già previsto per le partecipazioni non qualificate;
  • la modifica dei requisiti per assegnare le maggiori entrate da contrasto all'evasione al Fondo per la riduzione della pressione fiscale, volta a renderne più flessibile l'utilizzo (articolo 93);
  • il rinvio al 1° gennaio 2018, dell'introduzione dell'imposta sul reddito d'impresa (IRI) per gli imprenditori individuali prevista dalla legge di bilancio 2017 (articolo 91);
  • in materia di giochi, la modifica dei criteri per le concessioni, contemperando i principi concorrenziali nella loro attribuzione con l'esigenza di perseguire un corretto assetto distributivo (articolo 90).

Il decreto-legge n. 148 del 2018

Il decreto-legge n. 148 del 2018 reca alcuni interventi in materia fiscale, tra i quali si segnala in primo luogo parziale sterilizzazione degli aumenti delle aliquote IVA per il 2018 e accise per il 2019, che viene completata nel ddl di bilancio 2018 (articolo 5).

 Altri interventi riguardano:

  • la riammissione alla definizione agevolata (cd. rottamazione delle cartelle), la proroga delle rate scadute nel 2017 e l'estensione del beneficio ai carichi affidati fino al 30 settembre 2017 (articolo 1);
  • la facoltà dei contribuenti di effettuare le comunicazioni IVA con cadenza semestrale e la disapplicazione delle sanzioni per il primo semestre 2017 (articolo 1-quater);
  • agevolazioni in favore delle popolazioni coltie da calamità naturali (articoli 2 e 2-bis));
  • l'estensione dellosplit payment a enti pubblici economici, fondazioni partecipate, nonché società controllate e partecipate da amministrazioni pubbliche (articolo 3);
  • l'anticipo del credito di imposta per gli investimenti pubblicitari sulla stampa, anche online, e sulle emittenti locali, esteso anche agli enti non commerciali (articolo 4);
  • la vendita di tabacchi lavorati e assimilati, estendendo tra l'altro - a fini antielusivi - il divieto di vendita a distanza di sigarette elettroniche e di contenitori di liquido di ricarica (articoli 5-bis e 19-quinquies);
  • agevolazioni fiscali in materia di Onlus, società di mutuo soccorso, alimenti a fini medici speciali e lavoratori rientrati in Italia (articoli da 5-ter a 5-quinquies, 8-bis);
  • la regolarizzazione di somme detenute all'estero o derivanti da vendita di immobili detenuti all'estero (articolo 5-septies);
  • la prosecuzione della concessione delle lotterie nazionali ad estrazione istantanea (Gratta e Vinci) (articolo 20, comma 1);
  • l'incremento di 130 milioni di euro per l'anno 2020 del Fondo per la riduzione della pressione fiscale (articolo 20, comma 2).

Le entrate tributarie nell'anno 2016

Sul sito del Dipartimento delle Finanze è disponibile il Rapporto sulle entrate tributarie e contributive nell'anno 2016.

Le entrate tributarie e contributive dell'anno 2016 mostrano nel complesso una sostanziale stabilità rispetto all'anno precedente (-455 milioni di euro, -0,1 per cento). In particolare si registra una variazione positiva con riferimento al gettito delle imposte contabilizzate al bilancio dello Stato (+14.244 milioni di euro, +3,3 per cento), mentre risulta in flessione il gettito dei ruoli incassati (-157 milioni di euro, -1,7 per cento) e quello delle entrate degli enti territoriali (-10.031 milioni di euro, -15,1 per cento).

Gli interventi fiscali della legge di bilancio 2017 

Oltre agli interventi in materia di riscossione, recupero dell'evasione, razionalizzazione degli obblighi di comunicazione (spesometro), definizione agevolata e voluntary disclosure, già contenuti nel decreto-legge n. 193 del 2016, collegato alla manovra, si segnalano alcune misure volte a rafforzare il contrasto all'evasione fiscale ovvero a generare maggiori entrate:

- tracciabilità dei prodotti sottoposti ad accisa e requisiti più stringenti per la gestione dei depositi fiscali (commi 536-537);

- obbligo di pagamento tracciabile per i corrispettivi dovuti per prestazioni relative ad appalti di opere o servizi resi ai condomini. Sono altresì fissate le sanzioni per la contravvenzione a tali obblighi (comma 36);

- quantificazione in 1.600 milioni di euro per il 2017 delle maggiori entrate derivanti dalla voluntary disclosure (comma 633).

 Le risorse complessivamente reperite sono destinate, secondo quanto chiarito dal Governo, al finanziamento dei provvedimenti a sostegno della competitività delle imprese e della crescita economica.

 In tale contesto assume specifica rilevanza l'introduzione dell'imposta sul reddito d'impresa - IRI, già prevista dalla legge di delega fiscale (articolo 11 della legge n. 23 del 2014), rivolta agli imprenditori individuali ed alle società in nome collettivo ed in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria, previa opzione in tal senso. Essa si calcola sugli utili trattenuti presso l'impresa mediante applicazione dell'aliquota unica IRES al 24 per cento.

Contestualmente è modificata anche la disciplina in materia di aiuto alla crescita economica (ACE): da un lato è diminuita l'aliquota percentuale utilizzata per il calcolo del rendimento nozionale del nuovo capitale proprio, in considerazione dell'andamento dei tassi di interesse; dall'altro lato, la misura è estesa alle persone fisiche, alle società in nome collettivo ed a quelle in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria (commi 547-553).

Tra i numerosi interventi fiscali agevolativi o, comunque, destinati a promuovere il rafforzamento della crescita economica, si segnalano in particolare le seguenti misure:

- proroga al 31 dicembre 2017 dell'ecobonus, valevole sino al 2021 per le parti comuni degli edifici condominiali, nonché della detrazione (50 per cento) per gli interventi di ristrutturazione edilizia. Con riferimento alle spese per interventi antisismici dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 viene prevista una detrazione del 50 per cento, applicabile sia nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), che nella zona sismica 3 (in cui possono verificarsi forti terremoti ma rari). La misura viene elevata se dalla realizzazione di tali interventi deriva una riduzione del rischio sismico. E' infine prorogata al 31 dicembre 2017 la detrazione al 50 per cento per le spese relative all'acquisto di mobili (commi 2-3);

- riconoscimento anche per il 2017 e il 2018, e nella misura del 65%, del credito di imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive turistico alberghiere, incluse le attività agrituristiche (commi 4-7);

- conferma della maggiorazione del 40% degli ammortamenti e istituzione di una nuova maggiorazione, pari al 150%, per gli ammortamenti su beni alto contenuto tecnologico; l'agevolazione è stata estesa ad ulteriori investimenti in beni strumentali (commi 8-14);

- estensione di un anno, fino al 31 dicembre 2020, del periodo in cui possono essere effettuati gli investimenti ammessi al credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo, con elevazione al 50 per cento della misura dell'agevolazione ed innalzamento da 5 a 20 milioni di euro dell'importo massimo annuale riconosciuto a ciascun beneficiario (commi 15-16);

- introduzione del principio di cassa ai fini della tassazione dei redditi delle cd. imprese minori assoggettate a contabilità semplificata; nei confronti di detti contribuenti continuano ad applicarsi le ordinarie regole, valevoli per la determinazione del costo e del valore normale dei beni (commi 17-23);

- disciplina del gruppo IVA, che consente di considerare come unico soggetto passivo IVA l'insieme di persone stabilite nel territorio dello Stato, purché vincolate fra loro da rapporti finanziari, economici ed organizzativi (commi 24-31);

- proroga al 30 giugno 2017 dell'operatività delle agevolazioni sulle imposte indirette per i trasferimenti immobiliari in seno a procedure giudiziarie; allungamento a cinque anni del termine per il ritrasferimento degli immobili ceduti alle imprese con imposizione agevolata (comma 32);

- assoggettamento all'aliquota IVA del 5% dei servizi di trasporto urbano di persone effettuati per via marittima, lacuale, fluviale e lagunare precedentemente esenti dall'imposta (commi 33-35);

- limitazione dei versamenti dovuti dal condominio a titolo di sostituto di imposta all'ipotesi di raggiungimento una soglia minima della ritenuta stessa pari a 500 euro (comma 36);

- innalzamento del limite annuo alla deducibilità fiscale dei canoni per noleggio a lungo termine degli autoveicoli utilizzati da agenti o rappresentanti di commercio (comma 37);

- esclusione dal pagamento del canone per la concessione relativa all'estrazione del sale dai giacimenti (comma 41);

- esenzione da Irpef, per il triennio 2017-2019, dei redditi dominicali e agrari relativi ai terreni dichiarati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola (comma 44);

- riduzione dell'accisa sulla birra, rideterminata da 3,04 euro a 3,02 euro per ettolitro e grado-plato a decorrere dal 1° gennaio 2017 (comma 48);

- esclusione delle società di gestione dei fondi comuni di investimento (SGR) dall'applicazione dell'addizionale IRES del 3,5 per cento, (comma 49);

- agevolazioni fiscali per gli operatori di finanza etica e sostenibile. Per detti soggetti è esente dalle imposte sui redditi il 75 per cento delle somme destinate a incremento del capitale proprio (comma 51);

- estensione degli incentivi fiscali per le start-up innovative e per le PMI innovative (commi 66-68) e introduzione di una disciplina fiscale per la cessione delle perdite prodotte nei primi tre esercizi di attività di nuove aziende a favore di società quotate che detengano una partecipazione nell'impresa cessionaria pari almeno al 20 per cento (commi 76-80);

- possibilità di proporre, in sede di concordato preventivo o di accordo di ristrutturazione dei debiti, il pagamento parziale o rateale dei crediti tributari e contributivi, anche per l'IVA (comma 81);

- introduzione di forme di investimento da parte dell'INAIL in favore delle start-up innovative (commi 82-83); possibilità di rimodulare, fermo restando il limite complessivo del quaranta per cento, la percentuale delle risorse degli enti di previdenza che possono essere destinate a sottoscrivere quote di fondi immobiliari relativi a immobili pubblici da valorizzare (comma 84);

- detassazione per i redditi derivanti dagli investimenti a lungo termine (almeno 5 anni) nel capitale delle imprese, effettuati dalle casse previdenziali o da fondi pensione, con specifici limiti; soppressione per gli stessi soggetti del credito d'imposta per gli investimenti infrastrutturali e introduzione dell'imposta in misura fissa per le operazioni straordinarie (commi 88-96);

- esenzione fiscale per i redditi di capitale e i redditi diversi percepiti da persone fisiche derivanti dagli investimenti effettuati in piani di risparmio a lungo termine (c.d. PIR), a specifiche condizioni, tra cui l'obbligo di investire nel capitale di imprese italiane e europee, con una riserva per le PMI (commi 100-114);

- istituzione di un Fondo per il finanziamento di investimenti in materia di infrastrutture e trasporti, difesa del suolo e dissesto idrogeologico, ricerca, prevenzione del rischio sismico, attività industriali ad alta tecnologia e sostegno alle esportazioni, nonché edilizia pubblica (comma 140);

- al fine di attrarre investimenti esteri, introduzione di una imposta sostitutiva forfettaria sui redditi prodotti all'estero in favore delle persone fisiche che trasferiscono la residenza fiscale in Italia nonché di un "visto investitori" per chi intende effettuare significativi investimenti in Italia, anche preordinati ad accrescere i livelli occupazionali (commi 148-159); le agevolazioni sono state estese agli stranieri che intendono effettuare un investimento di almeno 500.000 euro in start-up innovative e sono stati inseriti specifici controlli sui richiedenti e sulla provenienza dei fondi da investire (comma 148);

- proroga dei termini per la rivalutazione di quote e terreni e per la rivalutazione dei beni d'impresa e delle partecipazioni (commi 554- 564);

- riapertura (al 30 settembre 2017) dei termini in tema di assegnazione o cessione di taluni beni ai soci e di estromissione dei beni immobili dal patrimonio dell'impresa da parte dell'imprenditore individuale (commi 565-566);

- incremento, per il 2019, del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, nella misura di 3 milioni di euro, e del Fondo per la crescita sostenibile, nella misura di 7 milioni di euro, per le politiche dell'Agenzia nazionale per i beni sequestrati alla criminalità organizzata (commi 611-612).

In materia di giochi pubblici, si segnalano le disposizioni per l'avvio della procedura a evidenza pubblica volta a concedere la gestione dei giochi numerici a totalizzatore – c.d. "Gara Superenalotto" (commi 576-577).

Si prevede poi l'inserimento nello scontrino fiscale e nella ricevuta del codice fiscale del cliente, previa richiesta, in considerazione dell'istituzione di una lotteria nazionale collegata agli scontrini o alle ricevute fiscali a partire dal 2018 (commi 537-541). Al fine di incentivare l'utilizzo di strumenti di pagamento elettronici, la probabilità di vincita dei premi di tale lotteria è stata aumentata del venti per cento, rispetto alle transazioni effettuate in contante, per le transazioni con carta di debito e di credito; l'attuazione della lotteria è stata anticipata al 1° marzo 2017 in via sperimentale limitatamente agli acquisti di beni o servizi effettuati da persone fisiche residenti in Italia mediante strumenti che consentano il pagamento con carta di debito e di credito (commi 542-544).

Infine, in ordine alle entrate degli enti territoriali, al cui capitolo si rinvia, si segnala in questa sede la conferma per l'anno 2017 del blocco degli aumenti dei tributi e delle addizionali regionali e comunali; è inoltre confermata, sempre per il medesimo anno 2017, la maggiorazione della TASI già disposta per il 2016, con delibera del consiglio comunale (comma 42).

DEF 2017 e Nota di aggiornamento 2017

Nella seduta del 26 aprile 2017, la Camera ha approvato la risoluzione sul DEF 2017. Tale risoluzione,nel confermare la necessità del conseguimento dei saldi programmatici di bilancio esposti nel DEF, reca una serie di impegni per il Governo sul piano della finanza pubblica e delle politiche economiche, tra i quali in particolare, in materia fiscale, a proseguire nell'azione di semplificazione del sistema tributario, di efficientamento del rapporto tra l'amministrazione finanziaria e i contribuenti (assicurando, in tale contesto, il rispetto dei tempi previsti dalla legislazione vigente per le procedure di rimborso dei crediti Iva derivanti dall'applicazione dello split payment) e di ulteriore riduzione della pressione fiscale, da perseguire prioritariamente attraverso il rafforzamento dell'attività di contrasto all'evasione e all'elusione fiscale, anche al fine di ridefinire il sistema di tassazione personale (IRPEF).

Secondo i dati del DEF 2017, la pressione fiscale si è ridotta dal 43,3% del 2015 al 42,9% del 2016 (42,7% secondo la Nota di aggiornamento). Il Documento evidenzia che l'incremento di gettito prodotto dal contrasto all'evasione fiscale è stato impiegato per la riduzione di imposte, determinando un rafforzamento della crescita e, conseguentemente, una riduzione della pressione fiscale. Il DEF ricorda, tra gli altri, il c.d. bonus 80 euro per i lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi, e gli interventi che hanno riguardato l'IRAP (dal 2015), l'IMU (dal 2016) e l'IRES (dal 2017).

Dati relativi alle dichiarazioni IRPEF 2016 

Il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'Economia e delle Finanze ha pubblicato le statistiche sulle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche (IRPEF) relative all'anno d'imposta 2016, i cui dati sono disponibili anche in formato aperto. Vedi qui il comunicato stampa.

La delega fiscale

La legge 11 marzo 2014, n. 23 (cd. delega fiscale) conferisce una delega al Governo per la realizzazione di un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita. La legge, che persegue l'obiettivo della riduzione della pressione tributaria sui contribuenti, si compone di 16 articoli concernenti i principi generali e le procedure di delega; la revisione del catasto dei fabbricati; le norme per la stima e il monitoraggio dell'evasione e il riordino dell'erosione fiscale; la disciplina dell'abuso del diritto e dell'elusione fiscale; la cooperazione rafforzata tra l'amministrazione finanziaria e le imprese, con particolare riguardo al tutoraggio, alla semplificazione fiscale e alla revisione del sistema sanzionatorio; il rafforzamento dell'attività conoscitiva e di controllo; la revisione del contenzioso tributario e della riscossione degli enti locali; la revisione dell'imposizione sui redditi di impresa e la previsione di regimi forfetari per i contribuenti di minori dimensioni, nonché la razionalizzazione della determinazione del reddito d'impresa e delle imposte indirette; la disciplina dei giochi pubblici; le nuove forme di fiscalità ambientale. In attuazione della delega sono stati emanati i seguenti provvedimenti:

  • Il D.Lgs. n. 175 del 2014, relativo alle semplificazioni fiscali e alla dichiarazione dei redditi precompilata;
  • il D.Lgs. n. 188 del 2014, in materia di tassazione dei tabacchi lavorati, dei loro succedanei, nonché di fiammiferi;
  • il D.Lgs. n. 198 del 2014riguardante le Commissioni censuarie;
  • il D.Lgs. n. 127 del 2015in materia di fatturazione elettronica;
  • il D.Lgs. n. 128 del 2015, sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente;
  • il D.Lgs. n. 147 del 2015, per la crescita e l'internazionalizzazione delle imprese;
  • il D.Lgs. n. 156 del 2015, di revisione della disciplina degli interpelli e del contenzioso tributario
  • il D.Lgs. n. 157 del 2015, sull'organizzazione delle agenzie fiscali
  • il D.Lgs. n. 158 del 2015, riguardante la revisione del sistema sanzionatorio
  • il D.Lgs. n. 159 del 2015, di semplificazione e razionalizzazione della riscossione
  • il D.Lgs. n. 160 del 2015, in materia di evasione e erosione fiscale.

Il 27 giugno 2015 è scaduto il termine per l'attuazione della delega. Restano quindi inattuate o parzialmente attuate le seguenti norme: revisione del catasto dei fabbricati, fatta salva la riforma delle Commissioni censuarie (articolo 2); revisione della riscossione degli enti locali (articolo 10, comma 1, lettera c));revisione dell'imposizione sui redditi di impresa (articolo 11, comma 1, lettera a));razionalizzazione dell'imposta sul valore aggiunto e di altre imposte indirette, fatta salva la revisione delle accise sui tabacchi lavorati (articolo 13);revisione della disciplina dei giochi pubblici e rilancio del settore ippico (articolo 14); revisione della fiscalità energetica e ambientale (articolo 15).

La tassazione immobiliare

La nuova Imposta Unica Comunale, introdotta dalla legge di stabilità 2014, (IUC) si basa su due componenti, legate ad un diverso presupposto impositivo: da un lato l'imposta municipale propria IMU, di natura patrimoniale dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali; dall'altro i tributi collegati ai servizi comunali, vale a dire la TASI, a carico sia del possessore che dell'utilizzatore dell'immobile - anch'essa con esclusione delle abitazioni principali - e la TARI, destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell'utilizzatore.

La disciplina delle locazioni è stata modificata al fine di prevedere l'obbligo, a carico del locatore, di registrazione del contratto entro un termine perentorio di 30 giorni, consentire l'azione dinanzi all'autorità giudiziaria nei casi di mancata registrazione del contratto nel predetto termine, nonché ancorare la determinazione da parte del giudice del canone dovuto a un valore minimo definito ai sensi della normativa vigente; si chiarisce che la misura del canone di locazione dovuto daiconduttori che avevano beneficiato della rideterminazione ex lege, per mancata o parziale registrazione del contratto è pari al triplo della rendita catastaledell'immobile (legge di stabilità 2016, comma 59).

Sono state introdotte poi norme per favorire la locazione finanziaria di immobili adibiti ad uso abitativo, rendendo - tra l'altro - deducibili a fini IRPEF nella misura del 19 per cento i canoni e gli oneri accessori, per un importo non superiore a 8.000 euro, nonché il costo di acquisto dell'immobile all'esercizio dell'opzione finale, per un importo non superiore a 20.000 euro (commi 76-84). Tali importi sono dimezzati per i soggetti di età pari o superiore a 35 anni. Si estende alle associazioni sportive dilettantistiche la possibilità di avere in concessione, ovvero in locazione a canone agevolato, beni immobili dello Stato (legge di stabilità 2016, comma 60).

 La lotta all'evasione fiscale

Quanto alla lotta all'evasione fiscale, si ricorda in questa sede che Ministro dell'Economia e delle Finanze ogni anno presenta, in allegato alla Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza, un "Rapporto sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto dell'evasione fiscale", dove sono indicate le strategie per il contrasto dell'evasione fiscale, i risultati raggiunti rispetto agli obiettivi attesi, evidenziando ove possibile, il recupero di gettito fiscale attribuibile alla maggiore propensione all'adempimento da parte dei contribuenti.

Alla Nota di aggiornamento al DEF 2017 è allegato il Rapporto sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto all'evasione fiscale e contributivaI dati si basano sulla Relazione sull'economia non osservata e sull'evasione contributiva allegata alla Nota, predisposta dalla Commissione di esperti istituita con D.M. 28 aprile 2016. Dalla Relazione emerge che, in media, nel triennio 2012 - 2014, il gap complessivo è pari a circa 107,7 miliardi di euro annui, di cui 97 miliardi di mancate entrate tributarie e 10,7 miliardi di mancate entrate contributive (nella Relazione 2016 si calcolava che nel biennio 2012-2013 sarebbero stati evasi 217 miliardi euro, per un valore medio annuo di 108,7 miliardi). Per quanto riguarda i risultati dell'attività di prevenzione e contrasto dell'evasione fiscale e contributiva, il Rapporto segnala che l'attività dell'Agenzia delle entrate ha reso possibile nel corso del 2016 il recupero di somme evase pari a 19 miliardi di euro (4,8 miliardi dalla riscossione coattiva, 13,7 dai versamenti diretti e 461 milioni dalle iniziative relative all'attività di promozione alla compliance), con un incremento del 28 per cento rispetto al 2015.

La voluntary disclosure

La legge 15 dicembre 2014, n. 186, recante disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all'estero nonché per il potenziamento della lotta all'evasione fiscale e disposizioni in materia di autoriciclaggio reca norme in materia di voluntary disclosure, vale a dire una procedura di collaborazione volontaria del contribuente con l'Amministrazione fiscale per l'emersione e il rientro in Italia di capitali detenuti all'estero. Tra le novità più significative introdotte durante l'esame parlamentare si segnala l'estensione della procedura ai soggetti Ires e alle attività detenute in Italia, nonchè l'introduzione del predetto reato di autoriciclaggio. Il decreto-legge n.153 del 2015 ha prorogato dal 30 settembre al 30 novembre 2015 il termine per aderire alla procedura di collaborazione volontaria. La relativa disciplina è stata successivamente modificata e precisata, tra l'altro, dalla legge di bilancio 2017 e dal decreto-legge n. 50 del 2017.

Altre misure fiscali a sostegno dell'economia

Fermi restando gli interventi di sostegno al tessuto produttivo effettuati con la legge di bilancio 2017 e con il decreto-legge n. 50 del 2017, si segnala che sin dall'inizio della legislatura alcune misure fiscali sono state rivolte a sostenere l'economia, a partire dal decreto-legge n. 63 del 2013, che ha prorogato  le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica (innalzandole al 65 per cento ed estendendole agli interventi di prevenzione sismica nelle aree a più alto rischio) e di ristrutturazione degli edifici (pari al 50 per cento), ulteriormente prorogate dalle leggi di stabilità 2014, 2015 e 2016 e dalla legge di bilancio 2017. In tale ambito è introdotta una detrazione del 50 per cento per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici ad alte prestazioni energetiche, nonché una detrazione del 65% per interventi di efficienza energetica per l'acquisto, l'installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e/o produzione di acqua calda e/o climatizzazione delle unità abitative (legge di stabilità 2016, comma 88). 

Numerosi interventi si sono succeduti nel tempo con riferimento alla tassazione del settore produttivo, anche ampliando o prorogando misure preesistenti. La legge di stabilità 2014 ha modificato la misura delle detrazioni IRPEF spettanti per i redditi derivanti da lavoro dipendente ed altre categorie assimilate, innalzando l'importo della detrazione spettante anche per i redditi non superiori a 8.000 euro e rimodulando sia gli importi delle detrazioni, sia le fasce di reddito per cui esse spettano.

Per quanto riguarda la tassazione delle persone fisiche, il D.L. 66 del 2014, con l'obiettivo di ridurre la pressione fiscale e contributiva sul lavoro (cd. cuneo fiscale), da un lato ha riconosciuto al lavoratore dipendente un credito d'imposta fino ad un massimo di 640 euro all'anno per il 2014 (cd. bonus 80 euro), dall'altro ha disposto la riduzione del 10% delle aliquote ordinarie IRAP per tutti i settori di attività economica a decorrere dal periodo d'imposta 2014. La legge di stabilità 2015 ha reso strutturale tale bonus; sul versante IRAP sono state ripristinate le originarie aliquote, introducendo però agevolazioni per il costo del lavoro, in particolare rendendo integralmente deducibile dall'IRAP il costo per lavoro dipendente a tempo indeterminato

 Nel settore della cultura e dello spettacolo, il decreto-legge n. 91 del 2013 concede alle imprese di produzioni musicali di beneficiare di un credito d'imposta per le spese di produzione, di sviluppo, digitalizzazione e promozione di registrazioni fonografiche o videografiche musicali per opere prime o seconde di nuovi talenti; rende permanente il tax credit per il cinema (già esteso al 2014 dal decreto-legge n. 69 del 2013); esenta dall'imposta di bollo le istanze connesse alle attività cinematografiche e dello spettacolo. La legge di stabilità 2016 introduce ulteriori agevolazioni fiscali riguardanti il settore della cultura (art-bonus) e dello spettacolo (tax credit cinema) (commi 331-334 e 336). 

 Il D.L. 145/2013 (Destinazione Italia) contiene la riforma degli incentivi all'autoimprenditorialità, crediti di imposta a favore delle imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo, norme in materia di internazionalizzazione delle imprese, incentivi per la digitalizzazione e la connettività delle PMI, nonché misure per favorire il credito alla piccola e media impresa.

Tra le misure a sostegno dell'imprenditorialità, è opportuno ricordare che il decreto-legge n. 91 del 2014 ha introdotto agevolazioni fiscali volte al rafforzamento di numerosi settori produttivi, a partire dall'agroalimentare (sotto forma di crediti di imposta per sostenere l'innovazione nel settore e la qualità del made in Italy) e, più in generale, sostenendo le piccole e medie imprese ampliando le agevolazioni fiscali per obbligazioni, titoli similari e cambiali finanziarie. Il medesimo provvedimento ha razionalizzato anche il trattamento dei proventi sui buoni fruttiferi postali e sugli altri titoli emessi da Cassa depositi e prestiti per finanziare le amministrazioni pubbliche, parificato a quello dei titoli di Stato, mentre il regime fiscale, diretto e indiretto, di Cassa depositi e prestiti è stato equiparato a quello delle banche. Inoltre, le imprese che effettuano investimenti in beni strumentali possono usufruire di un credito d'imposta del 15 per cento delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei cinque anni precedenti.

In materia edilizia, il decreto-legge n. 69 del 2013 ha ampliato gli incentivi fiscali per la realizzazione di nuove infrastrutture, poi estesi dal citato decreto sblocca Italia (decreto-legge n. 133 del 2014), che agevola, tra l'altro, il ricorso a contratti di partenariato pubblico-privato e modifica la disciplina in materia di responsabilità solidale dell'appaltatore, ulterioremente semplificata dal decreto legislativo sulle semplificazioni fiscali (D.Lgs. n. 175 del 2014). Si prevede un credito d'imposta IRES e IRAP del 50 per cento per la realizzazione di interventi infrastrutturali in favore della banda ultralarga. Tra le misure in favore del settore edilizio si ricordano le modifiche alla disciplina delle Siiq (Società di investimento immobiliare quotate), per facilitare l'accesso al regime di favore già previsto con la legge finanziaria 2007, introducendo un regime agevolato di esenzione e distribuzione delle plusvalenze realizzate sugli immobili oggetto di locazione. Per sostenere il mercato delle locazioni immobiliari, è stata introdotta una deduzione dal reddito del 20 per cento a favore di chi, al di fuori di un'attività commerciale, acquista dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017 un alloggio da un'impresa di costruzione o di ristrutturazione per destinarlo alla locazione a canone concordato per una durata minima di otto anni.

Il decreto-legge n. 3 del 2015 (in materia di banche e investimenti) ha rafforzato le agevolazioni per le startup innovative, introducendo la categoria delle PMI innovative, destinatarie anch'esse di misure fiscali e finanziarie di favore.

Il decreto legge n. 83 del 2015 ha rivisto la disciplina fiscale per la deducibilità ai fini IRES e IRAP delle svalutazioni crediti e delle perdite su crediti degli enti creditizi e finanziari e delle imprese di assicurazione. La revisione della normativa prevede la deducibilità integrale di tali componenti negative di reddito nell'esercizio in cui sono rilevati, determinando un ridimensionamento dei crediti fiscali (Deferred Tax Asset o DTA) maturati dagli enti creditizi e finanziari contabilizzati tra le spese per trasferimenti in conto capitale.

La legge di stabilità 2015 (L. 190/2014) interviene in materia fiscale da un lato, alleggerendo l'imposizione sul lavoro e sui fattori produttivi, con la finalità di sostenere la crescita economica, dall'altro, incrementando il carico fiscale in altri settori. Tra gli interventi di alleggerimento del carico fiscale, viene reso strutturale il bonus 80 euro, si rende integralmente deducibile dall'IRAP il costo per lavoro dipendente a tempo indeterminato, viene introdotta una nuova disciplina del credito d'imposta per ricerca e sviluppo e si prorogano le detrazioni per gli interventi di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica. Sono inserite misure in materia di compensazione delle cartelle esattoriali per le imprese titolari di crediti nei confronti della PA, mentre i libri in formato elettronico sono sottoposti ad aliquota IVA del 4 per cento.

 Si disciplina un nuovo regime forfetario agevolato per i cd. minimi con l'aliquota del 15 per cento (migliorato dalla legge di stabilità 2016, commi 111-113), nonché un regime opzionale di tassazione agevolata per i redditi derivanti dall'utilizzo e/o dalla cessione di opere dell'ingegno, da brevetti industriali e da marchi d'impresa (c.d. patent box); vengono posti in essere interventi volti al contrasto dell'evasione fiscale quali l'incremento delle ipotesi di inversione contabile ai fini IVA (reverse charge) e si impone alle PA di versare l'IVA sulle cessioni di beni e le prestazioni di servizi ricevute (split payment).

Nella legge di stabilità 2016, l'intervento più significativo sul piano fiscale è costituito dall'eliminazione degli aumenti di imposta e riduzione delle agevolazioni fiscali, vale a dire le c.d. clausole di salvaguardia, che dovevano scattare dal 2016 (con un impatto di circa 16,8 miliardi per tale anno) (commi 5-7).

Di rilievo, quanto alla riduzione del carico fiscale che ne consegue (circa 4,5 miliardi annui), è poi l'intervento sulla fiscalità immobiliare, con l'esenzione IMU sui terreni agricoli e sui c.d. macchinari imbullonati, l'esenzione TASI per la prima casa (commi 10-28) e l'introduzione di norme per favorire la locazione finanziaria di immobili adibiti ad uso abitativo (commi 76-84).

Tra le altre norme rilevanti si ricordano la riduzione dell'aliquota Ires dal 27,5 al 24 per cento dal 2017, il bonus del 140% sugli ammortamenti fiscali connessi agli investimenti in macchinari ed attrezzature (commi 91-97); alcune agevolazioni fiscali per le imprese, l'abolizione della tassa sulle unità da diporto, nonché la possibilità, nei porti sede di autorità portuale con volume di traffico transhipment superiore all'80% del proprio traffico globale, di riduzione o esenzione dalla tassa di ancoraggio in via sperimentale per gli anni dal 2016 al 2018, per le navi porta container in servizio regolare di linea internazionale (commi 366 e 367).

Le misure fiscali di copertura

 L'articolo 5 del decreto-legge n. 69 del 2013 (cd. del fare) ha esteso l'applicazione della c.d. Robin Hood Tax (maggiorazione IRES) alle aziende con volume di ricavi superiori a 3 milioni di euro (nella normativa previgente era prevista per volumi superiori a 10 milioni) e un reddito imponibile superiore a 300 mila euro (nella normativa previgente era 1 milione di euro). Peraltro, con la sentenza n. 10 del 2015 la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di tale norme, senza effetti retroattivi.

L'articolo 11 del decreto-legge n. 76 del 2013 ha incrementato la misura dell'acconto IRPEF e, per il solo periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2013, la misura dell'acconto IRES. E' stato inoltre fissata al 110 per cento, per gli anni 2013 e 2014, la misura dell' acconto delle ritenute sugli interessi maturati su conti correnti e depositi al cui versamento sono tenuti gli istituti di credito. Per effetto della clausola di salvaguardia contenuta nell'articolo 15, comma 4 del decreto-legge n. 102 del 2013 il decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 30 novembre 2013 ha aumentato la misura dell'acconto Ires di 1,5 punti percentuali per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2013 e per il successivo.

L'articolo 2 del decreto-legge n. 133 del 2013, per compensare il mancato pagamento della seconda rata IMU, aumenta al 128,5 per cento la misura dell'acconto IRES ed IRAP 2013 per gli enti creditizi,finanziari e assicurativi e per la Banca d'Italia. Nei confronti degli stessi soggetti si prevede - per il 2013 - una addizionale alla aliquota IRES di 8,5 punti percentuali. E' inoltre stabilito, a decorrere dall'anno 2013, a carico dei soggetti che applicano l'imposta sostitutiva sul cd. risparmio amministrato, il versamento di un acconto del 100 per cento entro il 16 dicembre di ciascun anno.

 In materia di imposte sui consumi, il decreto-legge n. 76 del 2013 (articolo 11) assoggetta le c.d. sigarette elettroniche ad un'imposta di consumo del 58,5 per cento. Il decreto-legge n. 69 del 2013 dispone per l'anno 2014 l'aumento dell'aliquota dell'accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo, nonché dell'aliquota dell'accisa sul gasolio usato come carburante. L'articolo 25 del decreto-legge n. 104 del 2013 dispone aumenti scadenzati (dal 10 ottobre 2013, dal 1° gennaio 2014 e dal 1° gennaio 2015) delle aliquote di accisa relativi alla birra, ai prodotti alcolici intermedi e all'alcole etilico.

  E' ridotto il limite massimo di fruizione per la detraibilità dei premi di assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni (articolo 12 del decreto-legge n. 102 del 2013) a 630 euro per l'anno 2013 ed a 230 euro a decorrere dal 2014 (la legislazione vigente prevede un limite pari a 1.291,14 euro).

 Sono modificate le imposte di registro, ipotecaria e catastale, relativamente ai trasferimenti immobiliari  (articolo 26 del decreto-legge n. 104 del 2013), da un lato confermando l'esenzione dall'imposta di bollo, dai tributi speciali catastali e dalle tasse ipotecarie per gli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà, dall'altro assoggettando i predetti atti a ciascuna delle imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 50 euro (in luogo dell'esenzione totale). E' inoltre elevato da 168 a 200 euro l'importo di ciascuna delle imposte di registro, ipotecaria e catastale nei casi in cui esso sia stabilito in misura fissa.

In materia di razionalizzazione degli spazi in uso alle amministrazioni pubbliche, il D.L. 66 del 2014 ha introdotto norme volte al contenimento della spesa per locazioni passive e per manutenzione degli immobili (articolo 24).

 Relativamente alla tassazione degli strumenti finanziari, la legge di stabilità 2014 ha incrementato al 2 per mille l'imposta di bollo sulle comunicazioni relative a prodotti finanziari, abolendo la soglia minima di imposta e aumentando, contestualmente, la misura massima da 4.500 a 14.000 euro; è ugualmente incrementata al 2 per mille l'imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero (IVAFE). Il decreto-legge n. 66 del 2014 ha aumentato le ritenute e le imposte sostitutive sui redditi di natura finanziaria dal 20 al 26 per cento.

Nell'ambito degli interventi di incremento del carico fiscale la legge di stabilità 2015 ripristina le originarie misure delle aliquote IRAP ridotte dal decreto-legge n. 66, rende imponibili i proventi dell'assicurazione sulla vita a copertura del cd. rischio demografico, innalza dal 5 al 77,74 per cento la quota imponibile degli utili percepiti dagli enti non commerciali e dal 4 all'8 per cento la ritenuta sui bonifici per le detrazioni fiscali connesse agli interventi di ristrutturazione e di risparmio energetico degli edifici.

E' istituita una nuova aliquota ridotta dell'IVA, al 5 per cento, cui sono assoggettate le prestazioni socio-sanitarie ed educative rese da cooperative sociali e loro consorzi (legge di stabilità 2016, commi 960, 962-963).

Da ultimo il decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 reca misure volte al miglioramento dei conti pubblici, operando una correzione del disavanzo di bilancio per il 2017 cui sono affiancate disposizioni finalizzate a favorire gli investimenti.

Tra le principali misure in tema di entrate  si segnalano:

- l'estensione dell'ambito applicativo dello split payment a tutte le operazioni (prestazioni di servizi e cessioni di beni) effettuate nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni inserite nel conto consolidato pubblicato dall'ISTAT, nonché alle società controllate dalle pubbliche amministrazioni;

- le disposizioni che consentono alle società non residenti che appartengono a gruppi multinazionali con ricavi superiori a 1 miliardo di euro e che effettuano cessione di beni e prestazioni di servizio in Italia per un ammontare superiore a 50 milioni avvalendosi di società residenti o di stabili organizzazioni, di avvalersi di una procedura di cooperazione e collaborazione rafforzata per la definizione dei debiti tributari;

- le modifiche alla disciplina della riapertura dei termini per la collaborazione volontaria in materia fiscale (cd. voluntary disclosure); 

- le misure di contrasto alle compensazioni fiscali indebite, riducendo a 5.000 euro il limite oltre il quale è necessario il visto di conformità per le compensazioni, stabilendo inoltre l'obbligatorietà del l'uso dei servizi telematici in tutti i casi di compensazione;

- l'estensione della cedolare secca (con aliquota al 21 %) sui redditi derivanti dalle locazioni brevi di immobili ad uso abitativo;

- gli incrementi della tassazione sui tabacchi e sui giochi;

- la riduzione delle aliquote ACE - aiuto alla crescita economica;

- la previsione di modalità agevolate per la definizione delle controversie tributarie pendenti;

- l'introduzione di indici sintetici di affidabilità fiscale dei contribuenti, cui sono correlati specifici benefìci, in relazione ai diversi livelli di affidabilità, con la progressiva e contemporanea eliminazione degli effetti derivanti dall'applicazione dei parametri e degli studi di settore.

Le clausole di salvaguardia

Le leggi di stabilità 2014 e 2015 hanno previsto alcune clausole di salvaguardia, da non attuare (o solo in parte) ove intervengano risparmi di spesa equivalenti agli obiettivi di gettito affidati alle clausole stesse. Si tratta anzitutto della clausola prevista dall'articolo 1, comma 430 della L.147/2013 i cui effetti sono stati sterilizzati, limitatamente al 2015, dalla legge di Stabilità 2015; restano invece fermi gli eventuali aumenti di imposte previsti per gli anni successivi, pari a 3,3 miliardi nel 2016 e 6,3 miliardi dal 2017.

In seguito, la legge di stabilità 2015 (articolo 1, comma 632 della legge n. 190 del 2015) aveva previsto, in caso di mancato rilascio delle apposite misure di deroga alla disciplina comunitaria dell'IVA in materia di reverse charge per la distribuzione alimentare e di split payment, un aumento dell'aliquota dell'accisa sui carburanti tale da determinare maggiori entrate nette non inferiori a 1.716 milioni di euro, a decorrere dal 2015. Anche tale clausola di salvaguardia è stata sterilizzata per effetto dell'articolo 1 del decreto-legge n. 153 del 2015, che sostituisce i previsti aumenti di accisa con la destinazione a copertura delle minori entrate di quota parte delle risorse reperite mediante la procedura di collaborazione volontaria fiscale.

Una ulteriore clausola di salvaguardia introdotta dalla legge di stabilità 2015 (L. 190/2014) prevede aumenti delle aliquote IVA e delle accise sugli oli minerali per 0,8 punti percentuali di PIL, con aumento del gettito atteso pari a 12,8 miliardi nel 2016, 19,2 nel 2017 e circa 22,0 miliardi nel 2018.

Si ricorda che i commi da 5 a 7 della legge di stabilità 2016 hanno disattivato la clausola di salvaguardia introdotta dalla legge di stabilità 2014 (comma 430 della legge n. 147 del 2013) - che agiva sulle cd. tax expenditures - eliminando i prospettati aumenti di 3,272 e 6,272 miliardi di euro. I medesimi commi hanno poi rinviato al 2017 gli aumenti predisposti dall'ulteriore clausola introdotta dalla legge di stabilità 2015 (commi 718 e 719 della legge n. 190 del 2014) - volta ad incrementare le aliquote IVA ordinaria e ridotta rispettivamente di 2,5 e 2 punti percentuali (con effetti stimati in circa 12,8 miliardi nel 2016 e 19,2 miliardi nel 2017) e le accise su benzina e gasolio in misura tale da determinare maggiori entrate non inferiori a 700 milioni di euro a decorrere dal 2018. In sintesi:

-    l'aumento dell'aliquota IVA del 10 per cento di due punti percentuali è posticipato al 1 gennaio 2017; conseguentemente, a tale data l'aliquota sarà incrementata di tre punti percentuali, vale a dire dal 10 al 13 per cento;

-    l'aumento dell'aliquota IVA del 22 per cento di due punti percentuali è posticipato al 1° gennaio 2017 (cioè dal 22 al 24 per cento), mentre l'aumento di un ulteriore punto percentuale dal 1° gennaio 2017 slitta al 1° gennaio 2018 (cioè dal 24 al 25 per cento); è poi soppresso l'ulteriore aumento di 0,5 punti percentuali dal 1° gennaio 2018;

-    sono quindi ridotte della metà - da 700 a 350 milioni di euro - le maggiori entrate previste a decorrere dal 2018 mediante aumento dell'aliquota dell'accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo, nonché dell'aliquota dell'accisa sul gasolio usato come carburante.

Il comma 7 disattiva l'ulteriore aumento di accisa previsto dal comma 632 della medesima legge di stabilità 2015, già posticipato al 2016 dal decreto-legge n. 153 del 2015 (pari a 728 mln di euro).

La legge di bilancio 2017, commi 631 e 632, ha rinviato al 2018 gli aumenti IVA introdotti dalla legge di stabilità 2015 e ha soppresso gli aumenti di accise introdotti dalla legge di stabilità 2014 (clausole di salvaguardia).

Successivamente il decreto-legge n. 50 del 2017 ha complessivamente rimodulato l'attivazione della predetta clausola di salvaguardia introdotta dalla legge di stabilità 2015. 

In particolare il provvedimento ha diluito in tre anni l'aumento di 3 punti percentuali dell'aliquota agevolata Iva del 10 per cento: pertanto, l'aliquota viene incrementata di 1,5 punti  percentuali dal 1° gennaio 2018 (fino all'11,5 per cento), di ulteriori 0,5 punti percentuali a decorrere dal 1° gennaio 2019 (fino al 12 per cento), e di un altro punto percentuale a decorrere dal 1° gennaio 2020 (fino al 13 per cento).  Resta invariato l'aumento dell'aliquota ordinaria dal 22 al 25% nel 2018 e si riduce da 0,9 punti percentuali a 0,4 punti percentuali l'aumento previsto dal 1° gennaio 2019 (fino al 25,4 per cento). L'aliquota viene quindi ridotta di 0,5 punti percentuali a  decorrere  dal 1° gennaio 2020 (fino al 24,9 per cento) per risalire al 25 per cento a decorrere dal 1° gennaio 2021.

 Sono rinviati al 2019 l'aumento dell'aliquota dell'accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo, nonché dell'aliquota dell'accisa sul gasolio usato come carburante per maggiori entrate pari a 350 milioni di euro.

Indagine conoscitiva sugli organismi della fiscalità e sul rapporto tra contribuenti e fisco

La Commissione Finanze e Tesoro del Senato ha avviato, nel febbraio 2014, una indagine conoscitiva sugli organismi della fiscalità e sul rapporto tra contribuenti e fisco. Sul sito del Senato sono disponibili i testi delle numerose audizioni sul tema. Guarda l'allegato statistico depositato dall'Istat.

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