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Temi dell'attività parlamentare

Sanità e affari sociali
Commissione: XII Affari sociali
Famiglia, infanzia e politiche sociali

In tema di famiglia e infanzia nel corso della XVII legislatura vanno ricordate le disposizioni dirette a finanziare e ad estendere lo strumento della Carta acquisti e quelle dirette a concedere il bonus bebé per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2015 fino al 31 dicembre 2017 a decorrere dal mese di nascita o adozione e fino al compimento del terzo anno d'età.

 

L'attenzione del legislatore ai temi della famiglia e dell'infanzia, valori riconosciuti anche dalla nostra Carta Costituzionale, ha trovato espressione, in primo luogo, nel riconoscimento di specifiche competenze istituzionali dedicate a tale settore. La famiglia infatti, oltre ad essere un attore sociale, può essere considerata una cellula economica fondamentale, nucleo primario di qualunque Welfare.

Sulle politiche per la famiglia, il decreto-legge n. 85/2008, ha mantenuto al Presidente del Consiglio dei ministri le funzioni di indirizzo e coordinamento, mentre ha attribuito alla Presidenza del Consiglio dei ministri le funzioni di competenza del Governo per l'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza nonché la gestione delle risorse finanziarie dedicate alle politiche della famiglia e le funzioni concernenti il Centro nazionale di documentazione e di analisi per l'infanzia e l'adolescenza. Nel 2009 è stato istituito Il Dipartimento per le politiche della famiglia (D.P.C.M. 29 ottobre 2009), i cui compiti sono stati ulteriormente definiti nel 2011.

Sono state inoltre  conferite, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 maggio 2008, al Ministro delle politiche per i giovani, funzioni e compiti, ivi compresi quelli di indirizzo e di coordinamento di tutte le iniziative, anche normative, nelle materie concernenti le politiche giovanili.

Nel giugno 2012 è stato approvato dal Consiglio dei ministri il Piano nazionale per la famiglia, elaborato dal comitato tecnico-scientifico dell'Osservatorio nazionale per la famiglia che, come previsto dall'articolo 1, comma 1251 della legge finanziaria per il 2007 (L. 296/2006), costituisce il quadro conoscitivo, promozionale ed orientativo degli interventi relativi all'attuazione dei diritti della famiglia. Si tratta di uno strumento di indirizzo per le politiche familiari che delinea un quadro organico di interventi da attuare a livello centrale e locale.

Sul piano delle risorse va ricordato che il Fondo per le politiche della famiglia, istituito ai sensi dell'art. 19, comma 1, del decreto legge 223/2006, è stato ridisciplinato dalla legge 296/2006. Nel 2010, le risorse del Fondo erano pari a circa 185 milioni di euro. Dal 2011 il Fondo ha subito un forte ridimensionamento, con conseguente azzeramento dei trasferimenti di risorse al sistema delle autonomie. La legge di stabilità 2015 (legge 190/2014) ha disposto, uno stanziamento a regime,  a partire dal 2015, pari a 5 milioni di euro. L'incremento è finalizzato al sostegno delle adozioni internazionali e intende garantire il pieno funzionamento della Commissione per le adozioni internazionali.

Alcune misure adottate negli anni più recenti sono state indirizzate a fronteggiare le difficoltà in cui sono venuti a trovarsi nuclei familiari e particolari categorie di soggetti, specie a seguito della crisi economica che ha investito in misura rilevante molti paesi europei.

In tal senso ha operato l'istituzione - da parte del decreto-legge n. 112/2008 - di un Fondo di solidarietà, per il soddisfacimento delle esigenze di natura alimentare, energetiche e sanitarie dei cittadini meno abbienti, per la concessione della Carta acquisti: una sperimentazione della Carta di durata non superiore a dodici mesi e nei comuni con più di 250.000 abitanti, per favorirne la diffusione tra le fasce della popolazione in condizione di maggiore bisogno, è stata disposta dal decreto legge n. 5/2012 (art. 60), anche allo scopo di valutarne l'efficacia come strumento di contrasto alla povertà assoluta. 

Le modalità di fruizione della Carta acquisti sperimentale sono state definite dal decreto 10 gennaio 2013.

Il decreto legge 76/2013 (art. 3) ha esteso la sperimentazione della Carta per l'inclusione, già prevista per le città di Napoli, Bari, Palermo e Catania dal decreto legge 5/2012, ai restanti territori delle regioni del Mezzogiorno, nel limite di 140 milioni per il 2014 e di 27 milioni per il 2015. L'estensione della sperimentazione della Nuova social card sarà realizzata nelle forme e secondo le modalità stabilite dal decreto interministeriale 10 gennaio 2013.

Successivamente, l'articolo 9 del decreto legge 150/2013  ha disposto un finanziamento di 35 milioni per il proseguimento, nell'ultimo bimestre del 2013, del Programma Carta acquisti e l'avvio della fase sperimentale della Carta.

L'articolo 1, comma 216, della legge di stabilità 2014 (legge 147/2013) ha previsto uno stanziamento per il 2014 pari a 250 milioni di euro, parte dei quali, unitamente ai 40 milioni all'anno stanziati per ciascuno degli anni del triennio 2014-2016, da utilizzare per raggiungere un ammontare di risorse sufficiente per estendere la Sperimentazione della Carta per l'inclusione a tutto il territorio nazionale.

Infine, la legge di stabilità 2015 (legge 190/2014)  ha stabilito un finanziamento a regime di 250 milioni di euro annui, a decorrere dal 2015, sul Fondo Carta acquisti.

Alcune misure specificamente indirizzate ai nuclei familiari sono contenute nella legge di stabilità 2015 (legge 190/2014).

In primo luogo viene previsto, per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2015 fino al 31 dicembre 2017, un assegno di importo annuo di 960 euro erogato mensilmente a decorrere dal mese di nascita o adozione. L'assegno – che non concorre alla formazione del reddito complessivo  - è corrisposto fino al compimento del terzo anno d'età ovvero del terzo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell'adozione. Per poter ottenere il beneficio economico si richiede tuttavia la condizione che il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente sia in condizione economica corrispondente a un valore dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a 25.000 euro annui.  L'importo dell'assegno di 960 euro annui è raddoppiato quando il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente è in una condizione economica corrispondente a un valore dell'indicatore ISEE non superiore ai 7.000 euro annui. L'assegno è corrisposto, a domanda, dall'INPS ed è corrisposto ai cittadini italiani, UE, e stranieri in possesso di permesso di soggiorno. Inoltre con l'intento di contribuire alle spese per il mantenimento dei figli, viene  stanziato per il 2015 un importo, nel limite massimo di 45 milioni di euro, da utilizzare per la concessione di buoni per l'acquisto di beni e servizi a favore dei nuclei familiari in una condizione economica corrispondente a un valore dell'indicatore ISEE non superiore a 8.500 euro annui e con un numero di figli minori pari o superiore a quattro. E' stato inoltre istituito un Fondo presso il Ministero dell'economia e delle finanze, con una dotazione di 112 milioni per l'anno 2015, da destinare ad interventi a favore della famiglia. In particolare:

100 milioni di euro dedicati al rilancio del piano per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio-educativi per la prima infanzia (asili nido e servizi integrativi per la prima infanzia );

12 milioni dedicati ai programmi nazionali di distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti.

Va inoltre ricordato che al fine di contribuire alle spese per il sostegno di bambini nuovi nati o adottati appartenenti a famiglie residenti a basso reddito, la legge di stabilità per il 2014, al comma 201, ha istituito per l'anno 2014, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri un Fondo per i nuovi nati. Nel Fondo confluiscono i circa 22 milioni di euro residui del precedente «Fondo di credito per i nuovi nati», che è contestualmente soppresso. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sono stabiliti i criteri per l'erogazione dei contributi nei limiti delle disponibilità del Fondo, l'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) di riferimento e le modalità di organizzazione e di funzionamento del Fondo.

Temi
Speciale provvedimenti
Sanità

Nel settore della sanità, i principali provvedimenti adottati nel corso della XVII legislatura hanno riguardato il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, le disposizioni in tema di trattamenti con medicinali per terapie avanzate a base di cellule staminali, nonché in tema di impiego si sostanze stupefacenti e psicotrope e di farmaci meno onerosi per il Servizio Sanitario Nazionale. E' stata poi conclusa l'indagine conoscitiva sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.

Sono attualmente all'esame del Senato  il testo unificato di alcune proposte di legge per estendere le categorie di soggetti beneficiari di indennizzo per i danni da sindrome da talidomide e la proposta di legge A.C. 3504 , approvata dall'Assemblea della Camera il 15 giugno scorso, diretta a rendere obbligatoria, con l'inserimento nei livelli essenziali di assistenza, l'effettuazione dello screening neonatale per la diagnosi precoce di patologie ereditarie,

 

 

 

In linea generale, le politiche in materia sanitaria sono finalizzate all'obbiettivo di garantire e promuovere efficacemente la tutela della salute delle popolazioni, assicurando, al contempo, il governo della spesa in tale ambito. Nel disegno costituzionale gli attori di queste politiche sono lo Stato e le regioni, che agiscono nel quadro di competenze delineato dal nuovo articolo 117 della Costituzione. Da un lato, infatti, l'articolo 117 della Costituzione contempla tra le materie attribuite alla competenza legislativa concorrente delle regioni la "tutela della salute", dall'altro, ai sensi dell'articolo 117, comma 2, lettera m) della Costituzione è materia di competenza esclusiva dello Stato "la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale".

L'attività parlamentare nella XVII legislatura ha preso avvio con l'audizione del Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, davanti alla Commissione affari sociali sulle linee programmatiche del suo dicastero.

In quella sede il Ministro ha evidenziato come il Servizio Sanitario Nazionale del nostro Paese, tuttora considerato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità come uno dei primi in Europa, si confronti attualmente con grandi sfide assistenziali, quali i problemi di assistenza sociosanitaria connessi alla non autosufficienza, l'elevata presenza di anziani e grandi anziani, le disponibilità di terapie e diagnosi ad alto costo. Si è quindi passati da un concetto di "universalità forte", rispondente al modello di "tutto a tutti", a un concetto di "universalità mitigata", finalizzata a garantire prestazioni necessarie ed appropriate a chi ne abbia effettivamente bisogno. 

Il Ministro ha quindi individuato, quali priorità che il dicastero intende sviluppare:

  • una valorizzazione delle politiche relative alla prevenzione in tutte le forme e gli ambiti in cui può essere attuata.  Nel novembre dello scorso anno la Conferenza Stato-Regioni ha approvato l'Intesa sul  Piano nazionale della prevenzione 2014-2018. , diretto a fissare le relative strategie per il quinquiennio 2014-2018. Si tratta di un documento che a livello nazionale stabilisce gli obiettivi e gli strumenti per la prevenzione che sono poi adottati a livello regionale con i Piani regionali. Il nuovo Piano nazionale di prevenzione di portata quinquennale, intende delineare un sistema di azioni di promozione della salute e di prevenzione, che accompagni il cittadino in tutte le fasi della vita, nei luoghi di vita e di lavoro. Tra gli obbiettivi principali  da perseguire vanno segnalate le azioni di contrasto al fumo e alla dipendenza da gioco d'azzardo patologico, alla tossicodipendenza, all'uso delle droghe leggere da parte dei giovani, ai disturbi del comportamento alimentare. Di particolare rilievo per l'azione governativa appaiono anche gli interventi dedicati alla salute della donna e del bambino, alla valorizzazione della salute mentale e del benessere psicologico e psicofisico, nonché le misure dirette a fronteggiare le patologie croniche non trasmissibili, gli incidenti domestici e stradali, le malattie infettive, con speciale attenzione a quelle più gravi, a quelle riemergenti e alle forme ad alta resistenza. 
  • in tema di programmazione sanitaria è stato posto l'accento sulla necessità di riorganizzare l'assistenza territoriale per rafforzare il legame tra ospedale e terrirorio, collaborando con le regioni per accelerare il percorso di attivazione delle aggregazioni funzionali territoriali e delle unità complesse di cure primarie previste dal D.L. 158/2012, provvedendo nel complesso a completare il potenziamento del ruolo delle farmacie convenzionate nell'erogazione dei servizi sanitari sul territorio. Si è inoltre fatto riferimento al nuovo Patto per la salute, adottato nel luglio dello scorso anno, che si presente come un accordo finanziario e programmatico tra il Governo e le Regioni in merito alla spesa e alla programmazione del Servizio Sanitario Nazionale, nonché alla necessità di ripensare le modalità della spending review in sanità, data la straordinaria riduzione del livello di finanziamento del Servizio Sanitario nazionale operata negli ultimi anni.
  • un rilievo particolare è stato attribuito al tema della responsabilità professionale, in parte affrontato dal già citato D.L. 158/2012, nonché alle questioni del precariato - fenomeno che già di per sé negativo in tutti i settori, per il SSN assume ulteriori connotazioni negative -, al blocco del turn-over nelle regioni in piano di rientro, nonché alla necessità di ripensare la formazione specialistica e in medicina generale.

 

I temi in cui si articola l'area della sanità evidenziano le questioni e gli aspetti principali ai quali possono ricondursi le diverse normative adottate in quest'ambito.

Quanto al controllo della spesa sanitaria, il concorso dei diversi livelli di competenza si articola riservando al legislatore statale la determinazione del quadro complessivo delle risorse da destinare al comparto sanitario al fine di salvaguardare l'attuazione dei livelli essenziali di assistenza, rinviando a successive Intese in sede di Conferenza Stato Regioni la puntuale individuazione delle misure da adottare nei diversi settori.

La legge 147/2013 (Legge di stabilità per il 2014) ha disposto una riduzione del livello statale di finanziamento del Servizio sanitario nazionale nella misura di 540 milioni di euro per il 2015 e di 610 milioni annui a decorrere dal 2016. Sono state introdotte anche specifiche disposizioni in tema di razionalizzazione e contenimento della spesa farmaceutica. La legge di stabilità per il 2015 (legge 190/2014) ha fissato il  livello di finanziamento statale per il biennio 2015-2016 in 112.062.000.000 euro per il 2015 e 115.444.000.000 euro per il 2016. Essa  ha inoltre recepito alcune delle misure contenute nell'Intesa sul nuovo Patto per la salute per gli anni 2014-2016, sancita il 10 luglio 2014 tra Governo, Regioni e Province autonome. Di particolare rilievo, gli stanziamenti previsti per il Fondo farmaci innovativi e per il contrasto alla ludopatia, gran parte dei quali disposti però nell'ambito delle risorse già stanziate per il finanziamento del SSN. Per il 2016, la legge di stabilità (art. 1, co. 568, L. n. 208/2015) ha ridefinito il livello del fabbisogno sanitario a 111.000 milioni di euro.

Al tema della tutela della salute possono essere ricondotte le disposizioni contenute nel decreto legge n. 24/2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 57/2013, recante disposizioni urgenti in materia sanitaria, approvate dal Parlamento all'avvio della XVII legislatura. Il provvedimento contiene misure volte al definitivo superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari nonché disposizioni in tema di trattamenti con medicinali per terapie avanzate a base di cellule staminali, prevedendo e disciplinando una sperimentazione in tale ambito. Il termine per la chiusura degli OPG è stato ulteriormente prorogato, fino al 31 marzo 2015, dal D.L. 52/2014 , convertito, con modificazioni, dalla legge n. 81/2014.

Il Parlamento ha poi approvato il decreto-legge n. 36/2014 (A.C. 2215), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 79/2014, diretto a fronteggiare situazioni di necessità ed urgenza negli ambiti delle sostanze stupefacenti e psicotrope e dei farmaci offlabel. 

E' inoltre all'esame del Senato (A.S. 2016 ed abb.) il testo unificato di alcune proposte di legge, approvate in sede legislativa dalla XII Commissione affari sociali della Camera (A.C. 263 ed abb.), finalizzato ad estendere le categorie di soggetti beneficiari, per effetto di recenti disposizioni legislative, di indennizzo per i danni da sindrome da talidomide, nonché, presso il medesimo ramo del Parlamento, in seconda lettura, la proposta di legge A.C. 3504 , approvata dall'Assemblea della Camera il 15 giugno scorso, diretta a rendere obbligatoria, con l'inserimento nei livelli essenziali di assistenza, l'effettuazione dello screening neonatale per la diagnosi precoce di patologie ereditarie.

Le commissioni riunite V e XII hanno  concluso un'indagine conoscitiva sulla sfida della tutela della salute tra nuove esigenze del sistema sanitario e obiettivi di finanza pubblica. L'indagine è stata diretta ad accertare il grado di appropriatezza delle prestazioni rese, nonché il livello di omogeneità su tutto il territorio nazionale dell'accesso alle cure e del livello qualitativo dei servizi sanitari e socio-sanitari erogati, nonché la sostenibilità del Servizio Sanitario nazionale alla luce dei forti cambiamenti demografici intervenuti, degli stringenti vincoli di finanza pubblica e delle modifiche introdotte al titolo V della Costituzione. La XII Commissione ha inoltre concluso un'indagine conoscitiva sule malattie rare (MR) che sono un ampio gruppo di affezioni (5-6 mila), definite dalla bassa prevalenza nella popolazione. L'indagine si è conclusa il 28 luglio 2015 con l'approvazione del documento conclusivo. Sul presupposto del documento conclusivo approvato a luglio, nella seduta di martedì 29 settembre 2015 la XII Commissione ha approvato una risoluzione (Risoluzione in commissione 7-00779 presentata dall'On.le Paola Binetti) con la quale si impegna il Governo ad una serie di azioni ed adempimenti riguardanti le malattie rare.

Al tema dell'organizzazione del servizio sanitario nazionale possono invece ricondursi alcune proposte di legge (A.C. 259 ed abb.) in tema di responsabilità professionale del personale sanitario, approvate in prima lettura dalla Camera in un testo unificato e attualmente all'esame del Senato (A.S. 2224 ). Il provvedimento affronta e disciplina i temi della sicurezza delle cure e del rischio sanitario, della responsabilità dell'esercente della professione sanitaria e della struttura sanitaria pubblica o privata, le modalità e caratteristiche dei procedimenti giudiziari aventi ad oggetto la responsabilità sanitaria, l'obbligo di assicurazione e l'istituzione del Fondo di garanzia per i soggetti danneggiati da responsabilità sanitaria.

Infine, al tema delle questioni di bioetica possono essere ricondotte le proposte di legge contenenti norme in tema di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio e di ricerca scientifica, approvate dalla commissione affari sociali, in sede legislativa (A.C. 100 ed abb.) e attualmente all'esame del Senato (A.S. 1534 ). Inoltre presso la XII commissione affari sociali sono all'esame diverse proposte di legge in tema di consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento (A.C. 1432 ed abb.), mentre presso le commissioni riunite II e XII sono in corso d'esame alcune proposte di legge in tema di eutanasia e rifiuto dei trattamenti sanitari (A.C. 1582 ed abb .) .

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