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Temi dell'attività parlamentare

Trasporti e comunicazioni
Commissione: IX Trasporti
Informazione e Comunicazioni

L'attività parlamentare della XVII Legislatura in materia di informazione e comunicazioni è caratterizzata dall'impegno in materia di attuazione dell'agenda digitale e promozione delle reti di nuova generazione. Specifiche riflessioni sono state inoltre avviate sull'adeguatezza della normativa in materia di media audiovisivi nel nuovo contesto di "convergenza tecnologica", sulla ridefinizione delle forme di sostegno all'editoria e sulle condizioni di esercizio del servizio universale postale.

 

Agenda digitale e comunicazioni elettroniche

Nel campo delle comunicazioni elettroniche, l'avvio della XVII Legislatura coincide con la fase di attuazione delle disposizioni in materia di agenda digitale nazionale, nel quadro dell'agenda digitale europea, con una specifica attenzione per la promozione delle reti di nuova generazione, a banda larga ed ultralarga.

In questo quadro:

  1. l'art. 14 del decreto-legge n. 179/2012 ha stanziato 150 milioni di euro per il 2013 per il completamento del piano nazionale banda larga (l'autorizzazione è stata poi definanziata per 20,75 milioni di euro dall'art. 61 del decreto-legge n. 69/2013);
  2. l'art. 10 del decreto-legge n. 69/2013 ha precisato che l'offerta di accesso alla rete Internet al pubblico tramite tecnologia wifi non richiede l'identificazione personale degli utilizzatori
  3. l'art. 6 del decreto-legge n. 145/2013 ha previsto contributi e un credito d'imposta per la digitalizzazione e la connettività delle piccole e medie imprese;
  4. l'art. 1, comma 97, della legge n. 147/2013 (legge di stabilità 2014) ha previsto un nuovo finanziamento di 20,75 milioni di euro per il 2014 per l'attuazione del piano nazionale banda larga;
  5. l'art. 6 del decreto-legge n. 133/2014 ha previsto un credito di imposta sulle imposte dirette e sull'IRAP fino al 50 per cento per interventi infrastrutturali di realizzazione della banda ultralarga.

Si segnala che a marzo 2015 il Governo ha presentato due documenti strategici (Piano per la banda ultralarga e Piano per la crescita digitale) che rappresentano la cornice dei successivi interventi normativi nel settore dell'innovazione tecnologica anche con riferimento alla pubblica amministrazione.

Servizi di media audiovisivi

Nella seduta di mercoledì 30 aprile 2014 la IX Commissione Trasporti ha deliberato l'avvio di un'indagine conoscitiva sul sistema dei servizi di media audiovisivi e radiofonici.

Con riferimento ai servizi di media audiovisivi il più recente intervento è stato rappresentato dal recepimento, con il decreto-legislativo n. 44/2010, della direttiva 2007/65/CE.

Il decreto legislativo n. 44/2010, nel recepire la direttiva ha, tra le altre cose:

  1. sostituito nel testo unico di cui al decreto legislativo n. 177/2005 il concetto di "servizi di media audiovisivi e radiofonici", in luogo della formulazione di "radiotelevisione";
  2. precisato l'ambito di applicazione della definizione di servizio di media audiovisivo, nella quale non rientrano i servizi prestati nell'esercizio di attività non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, quali i siti internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da utenti privati a fini di condivisione o di scambio, né i servizi nei quali il contenuto audiovisivo è meramente incidentale e non ne costituisce la finalità principale;
  3. previsto quote di riserva a favore della diffusione di opere europee degli ultimi cinque anni (10% per le emittenti televisive private, compresa la pay per view, e 20% per la RAI).

La proposta di legge 3317-3345 B in materia di editoria contiene diverse disposizioni concernenti il sostegno alla radiodiffusione e alle televisioni locali, tra le quali il conferimento di una delega organica al Governo volta a ridefinire il della disciplina relativa alle misure  a sostegno degli investimenti dell'emittenza televisiva locale e dell'emittenza radiofonica.

Internet

La IX Commissione ha avviato, nella seduta del 6 maggio 2015, l'esame della proposta di legge C. 2520 in materia di fornitura dei servizi della rete Internet per la tutela della concorrenza e della libertà di accesso degli utenti. La proposta di legge è stata approvata in prima lettura, in sede legislativa, nella seduta della Commissione del 7 luglio 2016 ed è attualmente all'esame del Senato.

Editoria

L'attività parlamentare della VII Commissione nella XVII legislatura si è avviata con l'audizione, il 12 giugno 2013, del sottosegretario con delega per il settore.
Il sottosegretario, evidenziato che l'informazione costituisce un "bene pubblico", ha sottolineato che si impone la necessità di un intervento che garantisca al sistema dell'editoria - oggetto di vari interventi normativi nella XVI legislatura - una quota di risorse pubbliche stabile e certa, anche se ridimensionata rispetto al passato. Al contempo, occorre un progetto di rilancio dell'intero sistema, orientato all'innovazione: in particolare, ha evidenziato che occorre riqualificare il sistema della contribuzione diretta (di cui si ricorda che l'art. 29, co. 3, del D.L. 201/2011 ha previsto l'abolizione dal 31 dicembre 2014, con riferimento alla gestione 2013: a seguire, il D.L. 63/2012 (L. 103/2012) ha definito la disciplina transitoria. Il ragionamento sulla ridefinizione delle forme di sostegno all'editoria, avviato con l'esame del disegno di legge A.C. 5270, non è, però, giunto a compimento durante la XVI legislatura), attivare interventi a sostegno del turnover, interventi per la promozione dell'innovazione tecnologica e della transizione verso l'editoria digitale, nonchè interventi per la modernizzazione della rete di distribuzione e vendita.

Con riferimento al diritto d'autore, il sottosegretario ha evidenziato la necessità di avviare una riflessione volta a favorire un'intesa fra editori e motori di ricerca. Per quanto concerne i diritti connessi, ha dato conto delle problematiche applicative derivate dalla liberalizzazione prevista dall'art. 39, co. 2 e 3, del D.L. 1/2012 (L. 27/2012).

Ha dato, altresì, conto dello stato di attuazione della L. 223/2012, in materia di equo compenso per i c.d. free lance.

In tale ambito si ricorda, con riferimento alla nuova disciplina concernente il prezzo dei libri, che alle Camere dovrebbe pervenire la relazione governativa sugli effetti della L. 128/2011, di cui la medesima legge prevedeva la trasmissione decorsi 12 mesi dal 1° settembre 2011.

Con riferimento alle novità normative, l'art. 1, co. 261, della L. 147/2013 ha istituito  presso la Presidenza del Consiglio dei ministri il "Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all'editoria". Il 17 luglio 2014, la VII Commissione ha, poi, avviato l'esame dell' A.C. 1990, volto ad abrogare numerose disposizioni concernenti il finanziamento pubblico all'editoria, tra cui, in particolare, il DPR 223/2010 e gran parte delle disposizioni del D.L. 63/2012 (L. 103/2012).

Il settore postale

I commi da 274 a 276 dell'articolo unico della legge di stabilità 2015 (L. n. 190/2014) hanno disciplinato la procedura per l'approvazione del nuovo contratto di programma 2015-2019 tra Ministero dello sviluppo economico e Poste italiane Spa per la disciplina del servizio postale universale. I successivi commi da 277 a 280 modificano la disciplina del servizio universale, consentendo tra le altre cose, una rimodulazione della frequenza settimanale di raccolta e recapito sul territorio nazionale.

In materia si ricorda che il più recente intervento normativo di carattere generale è stato rappresentato dal recepimento, con il decreto legislativo n. 58/2011, della direttiva 2008/6/CE con la quale è stato ulteriormente sviluppato il processo di liberalizzazione del mercato dei servizi postali nei paesi della UE.

Tra le misure più significative del provvedimento merita ricordare:

  1. l'individuazione di un'autorità indipendente di regolazione del settore, inizialmente stabilita (decreto legislativo n. 58/2011) in un'Agenzia nazionale sul modello delle agenzie fiscali e poi individuata (decreto-legge n. 201/2011) nell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni;
  2. la ridefinizione del perimetro del servizio universale, escludendone la pubblicità diretta per corrispondenza e consentendo, in presenza di particolari condizioni da comunicare alla Commissione europea, la fornitura del servizio a giorni alterni. Alla luce delle modifiche introdotte, il servizio universale viene a comprendere:
  • la raccolta, il trasporto, lo smistamento e la distribuzione degli invii postali fino a 2 kg e dei pacchi postali fino a 20 kg;
  • i servizi relativi agli invii raccomandati ed agli invii assicurati.

Il provvedimento ha inoltre significativamente ridotto la parte del servizio universale riservata in via esclusiva al fornitore del servizio stesso (e cioè Poste italiane Spa; il decreto legislativo n. 261/1999 prevede infatti che singole parti, diverse da quelle riservate in esclusiva, del servizio universale possano essere fornite anche da altri prestatori e non dal solo fornitore): la parte riservata in esclusiva è ora limitata alle notificazioni e comunicazioni a mezzo posta degli atti giudiziari e alle notificazioni dei verbali delle violazioni del codice della strada (in precedenza la parte riservata comprendeva tutta la corrispondenza relativa a procedure amministrative e giudiziarie e tutta la corrispondenza interna e trasnfrontaliera superiore a 50 grammi). Peraltro con riferimento a tale ulteriore riserva, il disegno di legge annuale sulla concorrenza, attualmente all'esame del Senato, ne prevede la soppressione a partire dal 10 giugno 2017 (art. 25, comma 1, lett. a).

In coerenza con quanto stabilito dalle citate disposizioni è stato pubblicato il testo definitivo del nuovo Contratto di programma 2015-2019 tra il Ministero dello Sviluppo Economico  e la società Poste italiane S.p.a. per la fornitura del servizio postale universale, firmato il 15 dicembre 2015, come previsto dalla legge di stabilità 2015 e dopo il parere parlamentare espresso dalla Commissione Trasporti nella seduta del 5 agosto 2015. Il contratto è stato anche approvato della Commissione europea sotto il profilo delle regole degli aiuti di Stato. 

Sempre nel settore postale, ad ottobre 2015, è stata realizzata la quotazione della Società Poste italiane S.p.a sul Mercato Telematico Azionario (MTA) della Borsa Italiana S.p.A , tramite un'offerta pubblica di vendita (OPV) del 34,7% del capitale da parte dell'azionista,  Ministero dell'Economia e Finanze, dopo che il 16 maggio 2014 il Consiglio dei ministri aveva approvato il DPCM. per  i criteri di cessione di una quota fino al 40 per cento del capitale di Poste Italiane Spa.

Con il decreto del MEF 25 maggio 2016 è stato poi disposto il conferimento a Cassa depositi e prestiti S.p.A. di una quota della partecipazione detenuta dal Ministero in Poste Italiane S.p.A. pari al 35% del capitale sociale.

Con lo schema di DPCM, A.G. n. 312  si prevede infine la dismissione di una ulteriore quota,del capitale sociale di Poste Italiane S.p.A. mediante un'offerta di largo mercato rivolta al pubblico che dovrà consentire il mantenimento di una partecipazione dello Stato al capitale di Poste Italiane, anche per il tramite di società direttamente o indirettamente controllate dal Ministero dell'economia e delle finanze, non inferiore al 35%

Temi
Speciale provvedimenti
Trasporti

Le politiche in materia di trasporti della XVII Legislatura sono caratterizzate dall'attenzione per il tema della sicurezza stradale, cui si accompagna quella per la regolazione e la promozione degli investimenti nel trasporto pubblico locale, nel sistema ferroviario, in quello portuale e in quello aeroportuale.

 

L'autorità dei trasporti

Nel settore dei trasporti, l'avvio della XVII Legislatura coincide con la fase di istituzione di un'Autorità indipendente di regolazione. L'istituzione di tale organismo è stata decisa nella XVI Legislatura con l'articolo 37 del decreto-legge n. 201/2011. Il presidente e i due componenti l'Autorità sono stati nominati con Decreto del Presidente della Repubblica 9 agosto 2013. L'Autorità è divenuta operativa nel gennaio 2014. Lo schema di decreto legislativo recante il Testo unico sui servizi pubblici locali di interesse economico generale (A.G. 308) attribuisce ulteriori competenze all'Autorità.

Il trasporto stradale

Con riferimento al trasporto stradale, la XVII Legislatura si caratterizza per un significativo impegno in materia di sicurezza stradale.

Il Parlamento ha approvato definitivamente la legge 23 marzo 2016, n. 41 che introduce nel codice penale i delitti di omicidio stradale e di lesioni personali stradali, puniti entrambi a titolo di colpa.

La Camera ha poi approvato in prima lettura, il 9 ottobre 2014, il progetto di legge delega C. 731-1588-A per la riforma del codice della strada, ora all'esame del Senato (S. 1638). E' inoltre in corso di esame il testo unificato di una serie di proposte dei legge (C. 423 e abbinate) di riforma puntuale di varie disposizioni del codice della strada. 

Il 26 luglio 2016 è iniziato inoltre l'esame dell'A.C. 3837 concernente l'Istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime della strada.

Il trasporto pubblico locale

La IX Commissione Trasporti ha svolto un'indagine conoscitiva sul trasporto pubblico locale, approvando nella seduta dell'8 aprile 2014 un documento conclusivo ed avviando, nella seduta del 14 maggio 2014, l'esame di una proposta di legge in materia (C. 2313).

    In materia, nel corso della XVI Legislatura, sono intervenute disposizioni sia con riferimento alle modalità di assegnazione dei servizi di trasporto pubblico locale sia con riferimento al finanziamento di tali attività. Per quanto riguarda il primo aspetto, l'articolo 61 della legge n. 99/2009 ha attenuato il principio dell'obbligo di affidamento dei servizi con procedure concorsuali, stabilito originariamente dall'articolo 18 del decreto legislativo n. 422/1997, con la previsione della facoltà, concessa alle autorità competenti, di aggiudicare direttamente i contratti di servizio, anche in deroga alla disciplina di settore, attraverso un richiamo a specifiche disposizioni del regolamento (CE) n. 1370/2007. In materia di finanziamento del servizio di trasporto pubblico locale. Successivamente il comma 301 dell'articolo 1 della legge di stabilità 2013 (legge n. 228/2012) ha istituito il Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, nelle regioni a statuto ordinario, alimentato da una quota di compartecipazione al gettito derivante dalle accise sul gasolio per autotrazione e sulla benzina.

    In materia di trasporto pubblico locale è in corso di esame in Commissione I lo schema di decreto legislativo A.G. 308 concernente il Testo unico sui servizi pubblici locali di interesse economico generale che contiene molteplici disposizioni concernenti il trasporto pubblico locale. Tale schema di decreto legislativo attua la delega conferita agli articoli 16 e 19 della legge n. 124/2015 (c.d. legge Madia).

    Il trasporto ferroviario

    Il settore del trasporto ferroviario è caratterizzato, anche nell'avvio della XVII Legislatura, dal processo di adattamento della legislazione italiana alle politiche dell'Unione europea in materia di costituzione di uno spazio ferroviario unico. Si è trattato di politiche che, come dimostra anche il dibattito in corso sul c.d. "quarto pacchetto" ferroviario, ancora sembrano oscillare tra la richiesta di una completa attuazione dei principi di separazione tra gestione dell'infrastruttura ferroviaria e gestione del servizio e di interoperabilità, da un lato, e la riflessione sulla sostenibilità ed efficienza di una simile soluzione, dall'altro lato.

    In questo quadro un particolare rilievo è assunto dall'articolo 59 della legge n. 99/2009, come modificato da ultimo dal decreto-legge n. 69/2013. La disposizione prevede che il diritto, pure riconosciuto, delle imprese ferroviarie concorrenti dell'impresa titolare del contratto di pubblico servizio, a far salire e scendere passeggeri lungo le stazioni nazionali di una tratta internazionale possa essere sottoposto a limitazioni, ovvero al pagamento di diritti di compensazione nei casi in cui il suo esercizio possa compromettere l'equilibrio economico di un contratto di servizio pubblico (non si dà luogo a limitazioni o al pagamento di diritti di compensazione nel caso in cui le imprese concorrenti pratichino fermate intermedie poste a distanza maggiore di 100 km e con tariffe di almeno il 20 per cento superiori di quelle praticate dall'impresa titolare del contratto di pubblico servizio).

    Con il decreto legislativo n. 112 del 2015 è stata data attuazione allea direttiva 2012/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 novembre 2012, che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico ed è stato contestualmente abrogato il decreto legislativo n. 188 del 2003 che disciplinava la materia.

    Sulla disciplina del settore è poi intervenuto il comma 294 dell'articolo unico della legge di stabilità 2015 (L. n. 190/2014) che ha previsto la soppressione del contratto di servizio nazionale per il trasporto ferroviario merci, sostituendolo con un sistema di compensazioni di alcuni costi per le imprese ferroviarie che operino nel settore merci in alcune regioni italiane.

    L'8 agosto 2014 è stato siglato tra il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e Rete Ferroviaria Italiana il  Contratto di programma 2012-2016 - parte Investimenti, poi trasmesso al Parlamento il 13 gennaio 2015 e su cui la IX Commissione della Camera ha espresso il parere di competenza nella seduta del 18 marzo 2015. 

    Con lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri A.G. 251 , presentato alla Camera dei deputati il 2 dicembre 2015, è stato avviato l'iter di privatizzazione di una quota minoritaria del Gruppo Ferrovie dello Stato (fino al 40 per cento). Sullo schema di decreto la Commissione Trasporti della Camera dei deputati ha espresso parere favorevole, con alcune osservazioni, nella seduta del 19 gennaio 2015.

    Il 10 maggio 2016 è stato trasmesso alla Camera dei deputati lo schema di aggiornamento per l'anno 2015 del contratto di programma 2012-2016 - parte investimenti tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la società Rete ferroviaria italiana Spa, attualmente all'esame della Commissione Trasporti. Il 21 giugno 2016 è stato espresso il parere.

    Sempre in materia ferroviaria è iniziato il 18 giugno 2014 l'esame della proposta di legge A.C. 1178, concernente Disposizioni per l'istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico.

    Il sistema portuale ed il trasporto marittimo

    In materia portuale nella XVI Legislatura si era provveduto a potenziare l'autonomia finanziaria delle autorità portuali. In particolare, l'articolo 14 del decreto-legge n. 83/2012 ha previsto l'assegnazione su base annua, nel limite di 70 milioni di euro annui, dell'uno per cento del gettito dell'IVA relativa all'importazione di merci introdotte nel territorio nazionale per il tramite di ciascun porto rientrante nelle circoscrizioni delle autorità portuali.

    Nella XVII Legislatura il limite è stato elevato, con il decreto-legge n. 69/2013 a 90 milioni di euro annui.

    Il decreto-legge n. 133/2014 (cd. "Sblocca Italia"), all'articolo 29, ha previsto l'adozione di un piano strategico nazionale della portualità e della logistica. Il Piano è stato trasmesso alla Camera dei deputati il 6 luglio 2015. Nella seduta del 5 agosto 2015, la Commissione Trasporti ha espresso il proprio parere sul documento. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 agosto 2015, come risulta dal comunicato pubblicato nella gazzetta ufficiale del 27 ottobre 2015 e' stato approvato il «Piano strategico nazionale della portualità e della logistica», disponibile sul sito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

    In attuazione della legge delega c.d. Madia (legge n. 124 del 2015),e in linea con quanto indicato nel citato Piano, è stato presentato alle Camere lo schema di decreto legislativo di A.G. 303  recante riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le autorità portuali che attua normativamente quanto delineato nel Piano strategico nazionale della portualità e della logistica con riferimento alla riduzione del numero e alla riforma della governance delle autorità portuali, che vengono soppresse e sostituite dalle nuove Autorità di Sistema Portuale. Nella seduta del 7 luglio 2016 la Commissione ha votato il proprio parere sul testo. Il decreto legislativo è stato pubblicato il 31 agosto 2016 (D. Lgs. 169/2016).

    Il 23 settembre 2015 l'Assemblea della Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge delega per la riforma della nautica da diporto (A.C. 2722), già approvato dal Senato. Il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (legge 7 ottobre 2015, n. 167). Con il decreto legislativo n. 5 del 2016 è stata inoltre recepita la direttiva 2013/53/UE relativa alle unità da diporto e alle moto d'acqua.

    Sempre in materia portuale la Commissione Trasporti ha approvato in prima lettura, in sede legislativa, il 29 giugno 2016, la proposta di legge A.C. 2721 contenente modifiche al codice della navigazione in materia di responsabilità dei piloti dei porti.

    In precedenza, la Camera aveva concluso l'esame in prima lettura della proposta di legge A.C. 730 in materia di interporti e piattaforme logistiche (seduta del 26 novembre 2013). Misure contenute nei decreti-legge n. 69 e 145 del 2013 hanno inteso potenziare l'autonomia finanziaria dei porti. Altri interventi legislativi hanno riguardato la disciplina delle concessioni demaniali marittime.

    Nella seduta del 2 agosto 2016 è stato iniziato l'esame in Commissione della proposta di legge C. 3503 concernente Modifiche al codice della navigazione e altre disposizioni per lo sviluppo del trasporto nella rete delle vie navigabili interne e del sistema dei servizi di informazione fluviale.

    E' altresì iniziato l'esame dell'A.G. 321 concernente lo schema di decreto legislativo recante il riordino delle disposizioni legislative vigenti in materia di incentivi fiscali, previdenziali e contributivi in favore delle imprese marittime. La delega era stata conferita al Governo dall'articolo 24, commi 11 e 12 della legge europea (legge 122/2016).

    Nella seduta del 15 settembre 2016 è infine iniziato l'esame della proposta di legge concernente l'Istituzione del Comitato nazionale per la navigazione interna (esame C. 3245).

    Il sistema aeroportuale e il trasporto aereo

    Il sistema aeroportuale italiano appare caratterizzato, da un lato, dall'esigenza di un adeguamento alle politiche dell'Unione europea volte alla creazione di uno spazio aereo comune e, dall'altro lato, dal dibattito sull'esigenza di una razionalizzazione delle strutture esistenti.

    Nel settore aeroportuale l'avvio della XVII Legislatura è stato caratterizzato dal dibattito sull'adozione del piano nazionale degli aeroporti. Nella seduta del 15 luglio 2015 la IX Commissione della Camera ha reso il parere sullo schema di DPR recante l'individuazione degli aeroporti di interesse nazionale, approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri del 27 agosto 2015 e che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 settembre 2015.

    Inoltre, con disposizioni inserite nel decreto-legge n. 133/2014 (cd. "DL Sblocca Italia") e nella Legge di stabilità 2015 (L. n. 190/2014) si è intervenuti sulle modalità di determinazione dei diritti aeroportuali, attribuendo la scelta dei livelli tariffari dei diritti alle società di gestione aeroportuale, previa consultazione degli utenti aeroportuali, sulla base dei modelli tariffari elaborati dall'Autorità dei trasporti, mentre ai contratti di programma stipulati tra ENAC e società di gestione aeroportuali e approvati con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti spetta la determinazione del livello degli investimenti da effettuare nello scalo.

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