CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 22 giugno 2016
XVII LEGISLATURA
Fascicolo di seduta
Doc. XXII-bis, n. 5 Risoluzioni Risoluzioni in formato PDF (kb 148)
A.C. 3828-A
EMENDAMENTI
Modifiche alla legge 31 dicembre 2009, n. 196, concernenti il contenuto della legge di bilancio, in attuazione dell'articolo 15 della legge 24 dicembre 2012, n. 243.

Relatori: BOCCIA, per la maggioranza; CARIELLO, di minoranza.

N. 1.

Seduta del 22 giugno 2016

ART. 1.
(Controllo parlamentare della spesa, ciclo e strumenti della programmazione finanziaria e di bilancio).

  Al comma 1, sostituire le parole:, sulla base di apposite intese, alle informazioni risultanti da con le seguenti: diretto, sulla base di apposite intese, alle.
1. 50. Caso, Castelli, Sorial, Cariello, Brugnerotto, D'Incà.

  Al comma 1, dopo le parole: amministrazioni pubbliche e aggiungere le seguenti:, in particolare della Presidenza del Consiglio dei ministri, nonché.
1. 51. Marcon, Melilla, Scotto, Paglia, Fratoianni, Airaudo.

  Al comma 1, sostituire le parole: per il controllo della finanza pubblica, anche al fine di consentirne la con le seguenti: ai fini del controllo della finanza pubblica e al fine di consentirne la piena.
1. 3. Melilla, Marcon, Scotto, Paglia, Fratoianni, Airaudo.

  Al comma 1, dopo le parole: anche al fine di consentirne la aggiungere la seguente: piena.
1. 4. Marcon, Melilla, Scotto, Paglia, Fratoianni, Airaudo.

  Al comma 2, lettera b), capoverso 2-bis, aggiungere, in fine, le parole: e sono usabili nel rispetto dei principi e degli standard internazionali di usabilità.
1. 52. Caso, Castelli, Sorial, Cariello, Brugnerotto, D'Incà.

  Al comma 2, lettera b), capoverso 2-bis, aggiungere, in fine, le parole: e sono usabili nel rispetto dei principi e dello standard internazionale di usabilità ISO 9241.
1. 53. Caso, Castelli, Sorial, Cariello, Brugnerotto, D'Incà.

  Al comma 3, lettera c), sostituire le parole: 20 ottobre con le seguenti: 22 ottobre.
1. 54. Alberto Giorgetti.

  Al comma 3, lettera c), aggiungere, in fine, le parole:. In ogni caso, i contenuti del disegno di legge del bilancio dello Stato non possono essere diffusi da parte dei membri del Governo prima della avvenuta trasmissione alle Camere.
1. 9. Marcon, Melilla, Scotto, Paglia, Fratoianni, Airaudo.

  Al comma 4, sostituire la lettera a) con la seguente:
   a)
al comma 2:
    al primo periodo:
     le parole: «dell'articolo 11, comma 3, lettera m)» sono sostituite dalle seguenti: «dell'articolo 21, comma 1-ter, lettera g)»;
     le parole: «Patto di stabilità interno» sono sostituite dalle seguenti: «concorso agli obiettivi di finanza pubblica da parte degli enti territoriali»;
    al secondo periodo, le parole: «Il Patto di stabilità interno, in coerenza con gli obiettivi nazionali, articolati per sottosettori, stabiliti ai sensi dell'articolo 10, comma 2, lettera e), definisce» sono sostituite dalle seguenti: «Sulla base di quanto previsto dal periodo precedente, in coerenza con gli obiettivi nazionali, articolati per sottosettori, stabiliti ai sensi dell'articolo 10, comma 2, lettera e), sono definiti».
1. 70. Marchi.

  Al comma 5, capoverso 1-bis, sostituire le parole: di cui all'articolo 6 del regolamento (UE) n. 473/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, con le seguenti: previsto dall'ordinamento dell'Unione europea,
1. 11. Cariello, Caso, Castelli, Brugnerotto, D'Incà, Sorial.

  Al comma 6, alla lettera a), premettere la seguente:
   0a) al comma 2, la parola: «triennio», è sostituita, ovunque ricorra, dalla seguente: «quinquennio».

  Conseguentemente
   al medesimo comma:
    dopo la lettera b), aggiungere la seguente:

   b-bis) al comma 3, la parola: «triennio», è sostituita, ovunque ricorra, dalla seguente: «quinquennio».
    dopo la lettera d), aggiungere le seguenti:
   d-bis) al comma 5, lettera c), dopo le parole: «da attuare» sono aggiunte le seguenti: «almeno per il quinquennio successivo».
   d-ter) al comma 5, lettera d), dopo le parole: «riforme proposte» sono aggiunte le seguenti: «almeno per il quinquennio successivo».
   al comma 7, lettera b), capoverso c-bis), sostituire la parola: triennio con la seguente: quinquennio.
1. 12. Caso, Castelli, Sorial, Cariello, Brugnerotto, D'Incà.

  Al comma 6, sopprimere le lettere a) e b).
1. 13. Caso, Castelli, Sorial, D'Incà, Cariello, Brugnerotto.

  Al comma 6, sostituire la lettera a) con la seguente:
   a) al comma 2, lettera e), dopo le parole: «ordinamento europeo» sono aggiunte le seguenti: «e dalla strategia europea per la crescita dell'economia e dell'occupazione assunta dall'Unione europea».

  Conseguentemente, al medesimo comma 5, sopprimere la lettera b).
1. 14. Cariello, Caso, Castelli, Brugnerotto, D'Incà, Sorial.

  Al comma 6, sostituire la lettera a) con la seguente:
   a) al comma 2, lettera e), le parole: «definiti in coerenza con quanto previsto dall'ordinamento europeo» sono soppresse.
1. 17. Caso, Castelli, Sorial, D'Incà, Cariello, Brugnerotto.

  Al comma 6, lettera a), dopo le parole: lettera e) aggiungere le seguenti: dopo le parole «in rapporto al prodotto interno lordo» sono aggiunte le seguenti: « , agli indicatori di benessere equo e sostenibile di cui al comma 10-bis» e.

  Conseguentemente, al medesimo comma, dopo la lettera b), aggiungere la seguente:
   b-bis) al comma 2, lettera i), dopo le parole: «prodotto interno lordo» sono aggiunte le seguenti: «, degli indicatori di benessere equo e sostenibile di cui al comma 10-bis».
1. 60. Caso, Castelli, Sorial, Cariello, Brugnerotto, D'Incà.

  Al comma 6, lettera a), dopo le parole: lettera e) aggiungere le seguenti: le parole «del periodo di riferimento» sono sostituite dalle seguenti: «per un periodo non inferiore a 20 anni» e.
1. 27. Caso, Castelli, Sorial, D'Incà, Cariello, Brugnerotto.

  Al comma 6, lettera a), dopo le parole: lettera e) aggiungere le seguenti: dopo le parole «periodo di riferimento» sono aggiunte le seguenti: «e proiettati per non meno di 15 anni successivi al periodo di riferimento» e.
1. 26. Caso, Castelli, Sorial, D'Incà, Cariello, Brugnerotto.

  Al comma 6, sopprimere la lettera c).
1. 29. Caso, Castelli, Sorial, D'Incà, Cariello, Brugnerotto.

  Al comma 6, dopo la lettera d), aggiungere la seguente:
   d-bis) al comma 5, lettera d), dopo le parole: «sistema economico» sono aggiunte le seguenti: «, di impatto ambientale, di redistribuzione della ricchezza, di giustizia sociale, di qualità della vita dei cittadini, di diseguaglianze territoriali, di sostenibilità del debito pubblico».
1. 36. Caso, Castelli, Sorial, D'Incà, Cariello, Brugnerotto.

  Al comma 6, lettera e), capoverso 5-bis, aggiungere, in fine, il seguente periodo: In tal caso la deliberazione con la quale ciascuna Camera approva il DEF deve essere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti.
1. 32. Cariello, Caso, Castelli, Brugnerotto, D'Incà, Sorial.

(Votazione dell'articolo 1)

ART. 2.
(Bilancio di previsione).

  Al comma 3, lettera b), capoverso 1-quinquies, sopprimere le parole da: interventi di natura fino a: ovvero.

  Conseguentemente, alla medesima lettera, dopo il capoverso 1-quinquies aggiungere i seguenti:
  «1-quinquies.1. Il disegno di legge di bilancio non deve contenere interventi di natura localistica o microsettoriale, intesi come interventi volti a prevedere la realizzazione di specifiche misure in ambiti territoriali definiti, salvo il caso in cui le misure medesime risultino inserite nell'ambito di interventi generali rilevanti a livello nazionale, nonché volti alla realizzazione di interventi che interessino il territorio di più regioni e la cui realizzazione sia tesa a collegare il territorio nazionale a quello di Stati esteri. Gli interventi di natura localistica e settoriali non possono essere inseriti, altresì, nel corso dell'esame parlamentare. Entro 7 giorni dalla presentazione del disegno di legge di bilancio alle Camere, queste ultime procedono alla verifica dei requisiti di contenuto di cui al precedente periodo, in conformità alle procedure previste dai rispettivi regolamenti. Nel caso in cui le Camere ravvisino la presenza di interventi di natura localistica o microsettoriale, esprimono parere negativo vincolante al Governo il quale deve, entro 7 giorni dalla trasmissione del parere, presentare un nuovo disegno di legge di bilancio.
  1-quinquies.2. La legge di bilancio può contenere interventi di natura localistica e microsettoriale soltanto qualora questi riguardino zone determinate colpite da eventi eccezionali di natura calamitosa o sismica.»
2. 5. Guidesi, Giancarlo Giorgetti, Saltamartini.

  Al comma 3, lettera b), capoverso 1-quinquies, sopprimere le parole da: interventi di natura fino a: ovvero.

  Conseguentemente, alla medesima lettera:
   dopo il capoverso 1-quinquies, aggiungere il seguente:
  «1-quinquies.1. La prima sezione del disegno di legge di bilancio non deve contenere interventi di natura localistica o microsettoriale, ossia volti a prevedere la realizzazione di specifiche misure in ambiti territoriali definiti, salvo il caso in cui le misure medesime risultino inserite nell'ambito di interventi generali rilevanti a livello nazionale, nonché volti alla realizzazione di interventi che interessino il territorio di più regioni e la cui realizzazione sia tesa a collegare il territorio nazionale a quello di Stati esteri. In ogni caso, la legge di bilancio può contenere interventi di natura localistica e microsettoriale qualora questi riguardino zone determinate colpite da eventi eccezionali di natura calamitosa o sismica.»;
   dopo il capoverso 1-sexies, aggiungere il seguente:
  «1-septies. Entro 7 giorni dalla presentazione del disegno di legge di bilancio alle Camere, queste ultime procedono alla verifica dei requisiti di contenuto previsti dai precedenti commi del presente articolo, in conformità alle norme previste dai rispettivi regolamenti. Nel caso in cui le Camere ravvisino la presenza di disposizioni estranee al suo oggetto così come definito dal presente articolo, esprimono parere negativo vincolante al Governo il quale deve, entro 7 giorni dalla trasmissione del parere, presentare un nuovo disegno di legge di bilancio.».
2. 6. Guidesi, Giancarlo Giorgetti, Saltamartini.

  Al comma 3, lettera b), capoverso 1-quinquies, aggiungere, in fine, i seguenti periodi: «Entro 7 giorni dalla presentazione del disegno di legge di bilancio alle Camere, queste ultime procedono alla verifica dei requisiti di contenuto di cui al precedente periodo, in conformità alle procedure previste dai rispettivi regolamenti. Nel caso in cui le Camere ravvisino la presenza di interventi di natura localistica o microsettoriale, esprimono parere negativo vincolante al Governo il quale deve, entro 7 giorni dalla trasmissione del parere, presentare un nuovo disegno di legge di bilancio. Gli interventi di natura localistica e settoriali non possono essere inseriti, altresì, nel corso dell'esame parlamentare. In ogni caso, la legge di bilancio può contenere interventi di natura localistica e microsettoriale qualora questi riguardino zone determinate colpite da eventi eccezionali di natura calamitosa o sismica.».
2. 4. Guidesi, Giancarlo Giorgetti, Saltamartini.

  Al comma 3, lettera b), capoverso 1-sexies, aggiungere, in fine, le parole: ed evidenzia, per ciascuna unità di voto parlamentare di cui al comma 2, gli effetti finanziari derivanti dalle disposizioni contenute nella prima sezione.
2. 70. Marchi.

  Al comma 3, lettera b), dopo il capoverso 1-sexies aggiungere il seguente:
  «1-septies. Al fine di garantire una maggiore chiarezza ed intelligibilità delle misure introdotte con la prima sezione della legge di bilancio, in sede di approvazione e pubblicazione della medesima, alle norme di cui al comma 1-ter devono corrispondere distinti articoli, in appositi capi con riferimento alla materia e al settore economico, in corrispondenza della suddivisione di cui alle lettere a), b), c), d), e), f) e g).».
2. 9. Caso, Castelli, Sorial, D'Incà, Cariello, Brugnerotto.

  Al comma 3, lettera b), dopo il capoverso 1-sexies aggiungere il seguente:
  «1-septies. Entro 7 giorni dalla presentazione del disegno di legge di bilancio alle Camere, queste ultime procedono alla verifica dei requisiti di contenuto previsti dai precedenti commi del presente articolo, in conformità alle norme previste dai rispettivi regolamenti. Nel caso in cui le Camere ravvisino la presenza di disposizioni estranee al suo oggetto così come definito dal presente articolo, esprimono parere negativo vincolante al Governo il quale deve, entro 7 giorni dalla trasmissione del parere, presentare un nuovo disegno di legge di bilancio.».
2. 10. Guidesi, Giancarlo Giorgetti, Saltamartini.

  Al comma 3, dopo la lettera c), aggiungere la seguente:
   c-bis)
al comma 10, le parole da: «Il bilancio di previsione» fino a: «è costituito» sono sostituite dalla seguenti: «La seconda sezione è costituita».
2. 71. Marchi.

  Al comma 3, dopo la lettera d), aggiungere la seguente:
   d-bis)
al comma 11, lettera a):
   quarto periodo, la parola: «azioni» è sostituita dalle seguenti: «unità elementari di bilancio»;
   quinto periodo, la parola: «azione» è sostituita dalle seguenti: «unità elementare di bilancio»;
   sesto periodo, la parola: «azione» è sostituita dalle seguenti: «unità elementare di bilancio».
2. 72. Marchi.

  Al comma 3, lettera g), capoverso 12-bis, lettera b), dopo le parole: di spesa aggiungere le seguenti: per programma.
2. 11. Cariello, Caso, Castelli, Brugnerotto, D'Incà, Sorial.

  Dopo il comma 8, aggiungere il seguente:
  9. All'articolo 52 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il comma 3 è abrogato.
2. 73. Marchi.

(Votazione dell'articolo 2)

ART. 3.
(Copertura finanziaria delle leggi).

(Votazione dell'articolo 3)

ART. 4.
(Classificazione delle spese).

  Sostituire il comma 1 con il seguente:
  1. All'articolo 25 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, sono apportate le seguenti modificazioni:
   al comma 2, lettera a), la parola «terzo» è sostituita dalla seguente: «quarto»;
   al comma 2, lettera b), la parola «secondo» è sostituita dalle seguenti: «secondo e terzo»;
   dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:
  «3-bis. Ai fini della classificazione economica, le spese sono ripartite in titoli a seconda che siano di natura corrente, in conto capitale o necessarie per il rimborso di prestiti».
4. 70. Marchi.

  Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
  1-bis. All'articolo 25-bis, comma 1, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, la parola «secondo» è sostituita dalle seguenti: «secondo e terzo».
4. 71. Marchi.

(Votazione dell'articolo 4)

ART. 5.
(Assestamento e variazioni di bilancio).

(Votazione dell'articolo 5)

ART. 6.
(Impegni e pagamenti).

(Votazione dell'articolo 6)

  Dopo l'articolo 6, aggiungere il seguente:

Art. 6-bis.
(Modifica all'articolo 38-bis, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196).

  1. All'articolo 38-bis, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, le parole: «che costituisce parte integrante del presente decreto legislativo» sono sostituite dalle seguenti: «che costituisce parte integrante della presente legge».
6. 070. Marchi.

ART. 7.
(Definizione dei saldi di cassa).

(Votazione dell'articolo 7)

ART. 8.
(Conto riassuntivo del Tesoro).

(Votazione dell'articolo 8)

ART. 9.
(Gestioni delle amministrazioni statali presso il sistema bancario e postale).

  Al comma 2, sostituire le parole: dalla pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale con le seguenti: dalla data di entrata in vigore della presente legge.
9. 70. Marchi.

(Votazione dell'articolo 9)

ART. 10.
(Ricorso al mercato da parte delle pubbliche amministrazioni).

(Votazione dell'articolo 10)

ART. 11.
(Modifiche all'articolo 9 del decreto legislativo 12 maggio 2016, n. 93, in materia di entrata in vigore di norme).

(Votazione dell'articolo 11)

ART. 12.
(Semplificazione delle procedure di reiscrizione dei residui passivi perenti nel bilancio dello Stato).

(Votazione dell'articolo 12)

ART. 13.
(Comitato per gli indicatori di benessere equo e sostenibile).

  Al comma 1, aggiungere, in fine, le parole: e due rappresentanti delle organizzazioni della società civile già facenti parte del Comitato di indirizzo CNEL-ISTAT di cui all'articolo 2 dell'accordo interistituzionale siglato dai Presidenti del CNEL e dell'ISTAT in data 20 aprile 2011, ai sensi dell'articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
13. 50. Marcon, Melilla, Scotto, Paglia, Fratoianni, Airaudo.

(Votazione dell'articolo 13)

ART. 14.
(Proroga del termine per l'esercizio della delega al Governo per l'adozione di un testo unico delle disposizioni in materia di contabilità di Stato e di tesoreria).

(Votazione dell'articolo 14)

ART. 15.
(Copertura finanziaria).

(Votazione dell'articolo 15)

Doc. XXII-bis, n. 5
RISOLUZIONI
Relazione sulla contraffazione nel settore della mozzarella di bufala campana, approvata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo.

N. 1

Seduta del 24 maggio 2016

   La Camera,
   esaminata la Relazione sulla contraffazione nel settore della mozzarella di bufala campana (Doc. XXII-bis, n. 5), approvata all'unanimità dalla Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo nella seduta del 23 settembre 2015;
   premesso che:
    la Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo ha scelto di approfondire il tema della contraffazione nel settore della mozzarella di bufala campana in quanto nel comparto agroalimentare italiano tale produzione riveste una notevole rilevanza per le caratteristiche di eccellenza di tale produzione, che fenomeni di contraffazione e frode possono seriamente compromettere;
    la relazione ha messo in luce come le problematiche di tale settore produttivo non trovino oggi una risposta adeguata

nell'attuale assetto normativo di riferimento, mentre per preservare l'eccellenza della mozzarella campana è necessario definire un'adeguata architettura di base del sistema pubblico di supporto alle attività di allevamento, produzione e commercializzazione;
    la successione di normative, che hanno prima introdotto il principio della separazione degli stabilimenti per la lavorazione della mozzarella di bufala da quelli per la lavorazione di latte non bufalino, per poi abrogarlo, adottando la sola separazione dei locali e la tracciabilità delle lavorazioni, ha suscitato perplessità sulla reale efficacia dei controlli;
    elementi di perplessità riguardano l'efficacia dei sistemi di controllo, poiché in questa filiera, ove si applica il sistema dell'autocontrollo previsto dal 2006 per le aziende alimentari dal Reg. 852/04/CE, esteso anche alla produzione primaria (mungitura, coltivazione di vegetali, ecc.), si profila una situazione di conflitto di interesse, dato che gli enti preposti al controllo, soggetti privati o pubblici autorizzati dal MIPAAF ad espletare il controllo sulla STG «Mozzarella», sono individuati e pagati dall'azienda controllata;
    la mozzarella è un alimento richiesto tutto l'anno, ma con picchi costanti nei mesi estivi; poiché la produzione di latte si concentra nei mesi invernali e il disciplinare della mozzarella di bufala campana DOP esclude l'impiego di latte congelato, è evidente come il maggiore fabbisogno di latte nei mesi estivi, stante il vincolo imposto dalle norme, determina fenomeni di utilizzazione della materia prima anche attraverso forme illecite, importando latte o cagliate dall'estero, a prezzi irrisori, o utilizzando latte congelato durante l'inverno;
    deve pertanto essere affrontato, anche con misure agevolative, il tema di un'appropriata politica di destagionalizzazione della lattazione delle bufale, onde aumentare la produzione di latte di bufala nel periodo di maggiore domanda del mercato e non avere eccedenze invernali da congelare, per evitare che si superi nel disciplinare il vincolo delle 60 ore dalla mungitura per l'impiego del latte bufalino ai fini della preparazione della mozzarella;
    un altro fenomeno di particolare gravità, specie sui mercati esteri, è rappresentato dalla messa in circolazione di confezioni di mozzarella che recano indicazioni false o fallaci sull'origine, violando i marchi collettivi ovvero evocando una erronea origine italiana (cosiddetto Italian sounding), attraverso l'apposizione di simboli o confezionamenti che richiamano la qualità tradizionale della mozzarella italiana, venduta a prezzi ribassati, che causa danni economici rilevanti ai produttori che operano onestamente;
    occorre pertanto definire un modello di sviluppo per il settore, per orientare la «dimensione» produttiva e qualitativa delle aziende del settore, al fine sia di preservarne il carattere di artigianalità, sia di conciliare le esigenze di espansione della quantità prodotta, particolarmente verso i ricchi mercati internazionali, con quelle di agevolare un'attività orientata alla qualità, legata al territorio;

fa propria la Relazione sulla contraffazione nel settore della mozzarella di bufala campana (DOC. XXII-bis, N. 5), approvata il 23 settembre 2015 dalla Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo ed impegna il Governo, per quanto di competenza, a intraprendere ogni iniziativa utile, al fine di risolvere le questioni evidenziate nella relazione, con particolare riferimento alle seguenti azioni:

   a) migliorare, rendendo effettiva ed assoluta, la piena tracciabilità del latte bufalino, passando da forme volontarie a forme obbligatorie, accelerando l'attuazione di quanto previsto in merito dal decreto 9 settembre 2014 del MIPAAF; occorre infatti garantire agli operatori del settore e alle istituzioni di controllo l'immediata conoscenza del numero dei caseifici operanti in regime di DOP, del numero degli allevatori aderenti, di quanta produzione di latte bufalino sia stata già tracciata e quanta nell'area DOP, onde determinare con sicurezza, sulla scorta di dati inconfutabili, la reale capacità produttiva del settore, prevedendo altresì un adeguato apparato sanzionatorio;
   b) introdurre un sistema di controlli più efficaci, che preveda la redazione di un «Piano di Valutazione e Controllo», gestito dall'Autorità ad esso preposta, con dimensioni, indicatori e variabili e strumenti di rilevazione specificamente determinati e costruiti;
   c) potenziare la piattaforma informatizzata nel comparto, acquisendo tutti i dati in possesso degli operatori del sistema di produzione, diffusione e commercializzazione del prodotto e favorire gli incroci dei dati tra le forze di polizia per le attività di verifica e di controllo, valorizzando inoltre le migliori esperienze di verifica tecnica maturate in materia, quali quelle sviluppate dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno;
   d) garantire, attraverso specifiche campagne di comunicazione, una maggiore informazione sui rischi per la salute o per la perdita di valori nutrizionali conseguenti all'impiego di latte o cagliata non in possesso dei requisiti richiesti dalla legge per il confezionamento della mozzarella di bufala, derivante da fenomeni di contraffazione e di frode alimentare;
   e) promuovere nel mondo la qualità e le caratteristiche della mozzarella di bufala campana DOP, anche attraverso l'istituzione di un Osservatorio sulla mozzarella di bufala campana DOP, avente funzioni di promozione, controllo e monitoraggio di tale alimento;
   f) verificare l'opportunità, con il Consorzio per la tutela della mozzarella di bufala campana, di modifiche del disciplinare che, senza snaturare il carattere di artigianalità del prodotto, soddisfino le nuove esigenze del mercato, soprattutto in ambito HO.RE.CA.;
   g) introdurre un'etichetta trasparente per il consumatore, in luogo di quella generica che indica «latte, sale e caglio», indicando specificatamente tra gli ingredienti il tipo di cagliata utilizzata per la produzione di mozzarella, in modo da consentire al consumatore di orientare le proprie scelte disponendo di informazioni adeguate, atteso che il latte italiano si trova in competizione sul mercato con il latte fresco, congelato, in polvere, disidratato, già cagliato, semilavorato, ecc., proveniente da tutto il mondo, a prezzi irrisori;
   h) tutelare maggiormente le denominazioni di origine, operando in sede di tutela penale per una razionalizzazione dell'apparato sanzionatorio, prevedendo anche sanzioni interdittive delle autorizzazioni all'esercizio dell'attività di impresa per le aziende che operano illegalmente e ampliando la possibilità di applicare misure di carattere preventivo, secondo le linee indicate nella «Relazione su possibili proposte normative in materia penale in tema di contraffazione», approvata dalla Commissione il 4 agosto 2015, cui si rinvia;
   i) favorire un modello di sviluppo del settore in grado di preservarne il carattere di artigianalità, alla quale si deve il riconoscimento europeo di questo prodotto, proteggendo la tradizione e la riconoscibilità territoriale, la storia dei luoghi, la sapienza dei casari, come quella degli allevatori; a tal fine occorre garantire l'equilibrio tra produzione casearia e allevatori, onde evitare che la mancanza di una giusta remunerazione per gli allevatori determini la crisi irreversibile della produzione italiana di latte, favorendo l'ingresso massiccio di latte importato, comprato a basso costo, senza considerazione per la qualità del prodotto e l'impatto sull'economia agricola del nostro Paese;
   l) conciliare l'esigenza di garantire l'espansione della quantità prodotta, al fine di accedere ai ricchi mercati internazionali, con la necessità di mantenere ed agevolare una produzione orientata alla qualità, proponendo un modello che si caratterizzi sui mercati internazionali per l'autenticità di un'agricoltura basata sul rapporto con il territorio e sia frutto del lavoro di generazioni che coltivano una tradizione secolare.
(6-00246) «Paolo Russo, Catania».

   La Camera,
   premesso che:
    da un'analisi approfondita dalla Relazione XXII-bis n. 5 della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo, emerge una situazione preoccupante in materia di illeciti nella produzione e distribuzione di un prodotto eccellente quale la mozzarella di bufala campana, ad oggi strumento importante nel comparto produttivo dell'agroalimentare italiano;
    gli illeciti che si registrano attengono differenti fasi della produzione dall'impiego di cagliate congelate provenienti dall'estero e a basso costo, fino all'utilizzo di massicce dosi di vaccini per mascherare brucellosi, oltre a ripetute violazioni delle norme sulla corretta etichettatura e consumo informato;
    oltre alla grave situazione legata a frodi e contraffazioni, Coldiretti, nel settembre del 2015, denunciava che gli industriali «sottopagano il latte italiano e fanno chiudere le stalle, mentre il Made in Italy alimentare nel settore lattiero caseario è dominato da una multinazionale straniera che impone unilateralmente agli allevatori le proprie condizioni», verificandosi conseguentemente il paradosso che «gli italiani pagano un prezzo molto elevato per i formaggi e il latte fresco mentre agli allevatori si riduce la remunerazione senza tener conto della qualità del latte italiano. Lo dimostra il fatto che il prezzo del latte fresco moltiplica più di quattro volte dalla stalla allo scaffale con un ricarico del 329 per cento. (...) Il risultato è che oggi il latte agli allevatori italiani viene pagato meno di venti anni fa»;
    nonostante questo però dalla stessa Relazione emerge la constatazione che la «Bufala Campana Dop è anche un potente strumento che dà risalto ad un'agricoltura non aggressiva, capace di sostenersi nei territori, che consente in chiave non intensiva di allevare non più di quattro capi per ettaro, con un ridotto impatto ambientale ed un'evidente valenza sul piano etico. Si tratta di una modalità produttiva che costituisce un modello di sviluppo» e a bene vedere questo tipo di agricoltura è un esempio così virtuoso per il comparto agroalimentare italiano da auspicare che diventi volano di crescita per l'intero settore,

impegna il Governo:

   ad adottare ogni iniziativa formale capace di contrastare il fenomeno della contraffazione non solo in Italia, ma anche in sede europea per un corretto sviluppo del sistema,
    ad una revisione complessiva della normativa penale di riferimento in materia di frodi ed illeciti al fine di tutelare il Made in Italy.
(6-00247) «Ciracì, Palese».

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