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Resoconti stenografici delle indagini conoscitive

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XVIII Legislatura

XIII Commissione

Resoconto stenografico



Seduta n. 10 di Mercoledì 19 dicembre 2018

INDICE

Sulla pubblicità dei lavori:
Gallinella Filippo , Presidente ... 2 

INDAGINE CONOSCITIVA SULL'EMERGENZA LEGATA ALLA DIFFUSIONE DELLA XYLELLA FASTIDIOSA NELLA REGIONE PUGLIA

Audizione del Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio.
Gallinella Filippo , Presidente ... 2 
Centinaio Gian Marco , Ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo ... 2 
Gallinella Filippo , Presidente ... 6 
L'Abbate Giuseppe (M5S)  ... 6 
Gadda Maria Chiara (PD)  ... 7 
Caretta Maria Cristina (FDI)  ... 8 
Viviani Lorenzo (LEGA)  ... 9 
Gallinella Filippo , Presidente ... 10 
Centinaio Gian Marco , Ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo ... 10 
Gadda Maria Chiara (PD)  ... 11 
Centinaio Gian Marco , Ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo ... 12 
Gallinella Filippo , Presidente ... 12

Sigle dei gruppi parlamentari:
MoVimento 5 Stelle: M5S;
Lega - Salvini Premier: Lega;
Partito Democratico: PD;
Forza Italia - Berlusconi Presidente: FI;
Fratelli d'Italia: FdI;
Liberi e Uguali: LeU;
Misto: Misto;
Misto-MAIE-Movimento Associativo Italiani all'Estero-Sogno Italia: Misto-MAIE-SI;
Misto-Civica Popolare-AP-PSI-Area Civica: Misto-CP-A-PS-A;
Misto-Minoranze Linguistiche: Misto-Min.Ling.;
Misto-Noi con l'Italia: Misto-NcI;
Misto-+Europa-Centro Democratico: Misto-+E-CD;
Misto-Noi con l'Italia-USEI: Misto-NcI-USEI.

Testo del resoconto stenografico
Pag. 2

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE
FILIPPO GALLINELLA

  La seduta comincia alle 8.30.

Sulla pubblicità dei lavori.

  PRESIDENTE. Avverto che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche attraverso la trasmissione diretta sulla web-tv della Camera dei deputati.

Audizione del Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio.

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del Ministro delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sull'emergenza legata alla diffusione della Xylella fastidiosa nella regione Puglia.
  Ringrazio il Ministro Centinaio per aver accolto l'invito della Commissione, ricordando che la sua audizione, da tutti noi molto attesa, conclude il lungo e approfondito lavoro della Commissione volto all'acquisizione di elementi conoscitivi in merito alla diffusione del fitopatogeno. In tale ambito, la Commissione ha infatti svolto un nutrito ciclo di audizioni, alle quali ha dedicato quasi 14 ore ascoltando 33 soggetti, oltre ad un sopralluogo nelle zone agricole maggiormente colpite dalla Xylella.
  Cedo quindi la parola al Ministro Centinaio, ricordando che al suo intervento faranno seguito eventuali domande dei deputati, alle quali il nostro ospite potrà replicare.

  GIAN MARCO CENTINAIO, Ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo. Grazie, presidente. Innanzitutto voglio ringraziarvi per il lavoro che avete fatto, perché non è usuale che la Commissione faccia un lavoro così importante, così approfondito su una questione che è vero che riguarda fondamentalmente in questo momento una regione, ma rischia di diventare un problema di carattere nazionale se non lo andiamo a curare il più velocemente possibile. Questa è stata una priorità che ho avuto sin dal primo momento in cui mi sono insediato e che avevamo anche condiviso durante la prima audizione di Commissione.
  Venendo ai contenuti della relazione che ho predisposto, evidenzio che l'audizione di oggi ha l'obiettivo di fare il punto sull'emergenza Xylella, al centro dell'attenzione politica ormai da diversi anni e sul quadro degli interventi da mettere in atto per farvi fronte anche in considerazione del fatto che ogni ulteriore ritardo è destinato a rendere irreparabile il danno al settore olivicolo italiano e al patrimonio paesaggistico di inestimabile valore delle province di Lecce, Brindisi e Taranto.
  Sin dai primissimi giorni successivi al mio insediamento come Ministro delle politiche agricole, mi sono infatti dovuto confrontare con un'emergenza fitosanitaria senza precedenti per il nostro Paese, anche perché la mancata attuazione delle prescrizioni emanate dalla Commissione europea, pone l'Italia a rischio di sanzioni, avendo la stessa Commissione avviato da tempo una procedura di infrazione.
  A fronte della mancata applicazione delle misure obbligatorie previste dalla Decisione di esecuzione (UE) 2015/789, più volte modificata e integrata, la Commissione europea ha infatti promosso una procedura Pag. 3di infrazione nei confronti del nostro Paese (la n. 2174 del 2015), che ha portato al deferimento dell'Italia alla Corte di Giustizia (decisione del 16 maggio 2018).
  Nello specifico, viene contestata all'Italia l'inosservanza dei seguenti obblighi: garantire nella zona di contenimento la rimozione immediata di almeno tutte le piante risultate infette da Xylella fastidiosa site nei primi 20 chilometri di zona infetta; garantire, sia nella zona di contenimento sia nella zona cuscinetto, il campionamento e l'analisi delle piante ospiti nel raggio di 100 metri intorno alle piante risultate infette, nel rispetto della norma internazionale per le misure fitosanitarie, nonché il monitoraggio mediante ispezioni annuali effettuate nel momento più opportuno dell'anno; intervenire immediatamente per impedire la diffusione di Xylella fastidiosa. Al nostro Paese viene, inoltre, contestato il mancato rispetto degli obblighi specifici di cui alla decisione (UE) 2015/789, relativi alle rispettive zone colpite, che hanno permesso l'ulteriore diffusione della malattia.
  Per queste ragioni, sull'emergenza Xylella ho più volte incontrato il Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis e mi sono recato personalmente nelle zone colpite, incontrando agricoltori, cittadini e rappresentanti della società civile, che chiedono di essere aiutati a gestire l'emergenza.
  In questo modo, mi sono immediatamente reso conto della necessità di un cambio di passo rispetto alle azioni messe in campo in passato, cambio di passo che si potrà realizzare solo condividendo con il territorio le iniziative da attuare.
  Ho quindi deciso la costituzione di un gruppo di lavoro in cui fossero rappresentati i maggiori esperti della materia, i rappresentanti del territorio e delle istituzioni coinvolte, e ne ho affidato la responsabilità al mio Capo di Gabinetto.
  Il Gruppo di lavoro, che ha organizzato anche numerose audizioni dei vari portatori di interesse, ha elaborato un nuovo programma di intervento, che intendo sottoporre all'attenzione della Commissione europea, del Parlamento e della Conferenza Stato-Regioni, anche perché le azioni da attuare riguardano l'intero territorio nazionale e il recente ritrovamento di Xylella sul Monte Argentario ne è purtroppo un'ulteriore testimonianza.
  Come sapete, il primo ritrovamento di Xylella in Puglia risale al maggio 2013, dopo che alcuni olivicoltori della zona di Gallipoli (nella provincia di Lecce) evidenziarono una strana sintomatologia nelle piante di olivo descrivibile come un disseccamento.
  Ad oggi, seguendo gli ultimi dati di monitoraggio disponibili, l'espansione dell'infezione è giunta fino ai comuni a sud di Bari, il che rende necessaria una più incisiva azione pubblica e coordinata tra le varie Istituzioni coinvolte.
  La Xylella ha modificato profondamente la filiera dell'olivicoltura pugliese in termini economici, spaziali e tecnico-agronomici. Un intervento organico deve quindi essere previsto al fine di assicurare la sopravvivenza al settore e lo sviluppo del territorio.
  Il nuovo Piano d'azione ha come obiettivo l'individuazione di una politica organica per contrastare l'espansione della Xylella, perseguendo tutte le azioni necessarie per il ripristino e il rilancio della coltura olivicola e dell'economia agricola del territorio interessato.
  In particolare, il piano persegue essenzialmente tre finalità. Innanzitutto, mira a contrastare la gravità dell'epidemia in atto, a limitare l'enorme rischio potenziale di espansione in altre regioni del Paese (e conseguentemente la responsabilità verso terzi), dei danni già prodotti o imminenti sul territorio, attuando l'inevitabile e necessaria applicazione delle misure di contenimento e intervenendo più tempestivamente ed in modo più efficace di quanto fatto sinora. Si tratta di un aspetto particolarmente rilevante, anche alla luce del recente ritrovamento in Toscana, anche se in quest'ultimo caso il ceppo è differente da quello pugliese.
  In secondo luogo, il Piano è finalizzato ad attuare uno stretto ed efficace coordinamento delle istituzioni, forze ed enti chiamati a gestire le azioni di contrasto sul territorio a tutti i livelli (nazionale, regionale, Pag. 4 provinciale, comunale) e con diverse funzioni: legislative, amministrative e gestionali, di prevenzione, controllo, di informazione e ricerca.
  In terzo luogo, il Piano ha l'obiettivo di incrementare le risorse finanziarie destinate a questi scopi, reperendo finanziamenti aggiuntivi attraverso il Fondo per lo sviluppo e la coesione e il bilancio dell'Unione europea, oltre a potenziare le sinergie con i fondi già impiegati dalla Regione Puglia.
  Come ho già detto, il Piano è il risultato di un processo che ha coinvolto tutti i più rilevanti stakeholders e si snoda attraverso gli interventi che ora descriverò.
  Il primo intervento è la lotta ai vettori, che assume un'importanza prioritaria e privilegia misure fitosanitarie di natura agronomica e fitoiatrica a basso impatto ambientale.
  Il secondo intervento riguarda il piano di monitoraggio che include un programma di ispezioni e campionamenti, sia in zone demarcate sia in zone indenni, facendo riferimento alle indicazioni comunitarie. Un monitoraggio capillare è previsto nelle aree demarcate della Regione Puglia, nella zona di contenimento e nella zona cuscinetto; ad ogni modo, il monitoraggio interessa l'intero territorio nazionale.
  L'attività di monitoraggio, diagnosi e prevenzione non può prescindere da un potenziamento della rete di laboratori di analisi certificati sul territorio nazionale.
  In particolare, il piano di monitoraggio include un programma di ispezioni e campionamenti, sia in zone demarcate che in zone indenni, facendo riferimento alle indicazioni contenute nelle diverse Decisioni comunitarie di esecuzione (n. 2015/789, modificata dalla Decisione UE 2017/2352). L'ispezione e il campionamento sui territori regionali devono essere effettuati dagli ispettori fitosanitari e dagli agenti fitosanitari o da personale tecnico adeguatamente formato e specificamente incaricato dal Servizio Fitosanitario Regionale. Le ispezioni dovranno includere anche le strutture vivaistiche.
  Il terzo intervento concerne la ricerca, che ha svolto e continua a svolgere un ruolo fondamentale nello studio di tutti i fattori dell'epidemia. I gravissimi danni economici potenziali o già subiti dal comparto olivicolo e vivaistico, nonché le necessità del rilancio di nuove attività agricole, così come la necessità impellente di ricostituire il paesaggio nelle aree infette, impongono di ridefinire le priorità e di avviare nuovi programmi di ricerca per trovare soluzioni utili al vivaismo e all'individuazione di colture alternative con funzione al contempo produttiva e di presidio paesaggistico.
  Il quarto intervento consiste nel ripristino del potenziale produttivo nelle aree colpite, che rappresenta una delle priorità del Piano e deve essere perseguita con molteplici forme di sostegno e di adeguamento normativo per rispondere in modo più mirato ai bisogni degli operatori.
  Rientra in questa categoria di intervento lo snellimento delle procedure di eradicazione delle piante infette, anche al fine di assicurare il rispetto dei tempi imposti dalle pertinenti disposizioni comunitarie. A questo proposito, comunico che è in fase di definizione una proposta normativa da sottoporre all'esame parlamentare.
  Misure funzionali a realizzare il quarto intervento sono anche: la rimozione delle piante danneggiate dalla Xylella fastidiosa nella zona infetta, in quanto condizione essenziale per procedere ad una ricostituzione o ad una reingegnerizzazione del patrimonio produttivo locale; la classificazione delle aree interessate per vocazione e potenzialità produttive, azione che potrà rappresentare un supporto decisionale decisivo per le imprese e la pubblica amministrazione; il sostegno delle riconversioni verso cultivar resistenti di olivo e il finanziamento dell'espianto e del reimpianto per investimenti produttivi in azienda, favorendo soprattutto i territori che da più tempo sono stati colpiti e privilegiando le aziende più piccole e quelle il cui reddito dipende in misura maggiore dall'olivicoltura.
  Ulteriori azioni riconducibili all'intervento di ripristino del potenziale produttivo nelle aree colpite sono: la riconversione verso altre colture, presenti in passato e sostituite nel tempo, anche al fine di Pag. 5diversificare il paesaggio agrario e aumentare la biodiversità nel territorio (ad esempio, viticoltura, forestazione), aspetto sul quale potremmo incidere con una specifica finalizzazione del così detto Piano Invasi; la salvaguardia degli olivi monumentali, per i quali si rendono necessari interventi che promuovano la pratica dell'innesto con varietà resistenti. Gli ulivi secolari e quelli monumentali sono, infatti, elementi di assoluto valore paesaggistico che definiscono e caratterizzano senza dubbio l'identità del territorio pugliese. Ad essi va riconosciuta, oltre alla innegabile funzione produttiva e paesaggistica, anche quella di difesa ecologica e idrogeologica dei suoli.
  Vi è poi il sostegno del reddito delle aziende agricole nella fase di transizioni ai nuovi impianti per un anno successivo all'impianto, attraverso la decontribuzione dei costi previdenziali, la sospensione per uno o più anni delle scadenze dei mutui e l'attivazione del Fondo garanzie ISMEA per favorire l'accesso al credito; un sostegno specifico per le aziende vivaistiche ricadenti in area delimitata con due finalità: realizzare l'adeguamento strutturale per i controlli sanitari richiesti ai vivai, che hanno causato un aumento dei costi di produzione e agevolare il loro trasferimento in aree indenni. Si prevede inoltre la ricomposizione fondiaria attraverso la creazione di forme meno gravose (in termini di oneri finanziari e procedurali), favorendo in particolare le Associazioni Fondiarie, la cui esperienza ha prodotto risultati incoraggianti in altre Regioni italiane (Piemonte, Liguria, Friuli Venezia-Giulia).
  Il quinto intervento attiene al rilancio dell'economia rurale nelle aree danneggiate, con un'ottica che guardi ai legami tra agricoltura e resto del territorio e le forti connessioni intersettoriali della filiera olivicola con il territorio e il paesaggio. Con questo obiettivo, il piano prevede: una serie di iniziative che valorizzino le produzioni locali, il potenziamento delle Organizzazioni di Produttori e forme più avanzate di cooperazione orizzontale e verticale lungo la filiera, in modo particolare attraverso il sostegno all'ammodernamento degli impianti di molitura; una maggiore diffusione di attività integrative, tramite misure di sostegno agli investimenti per la diversificazione; interventi di recupero del paesaggio (in particolare nella Piana degli ulivi monumentali), privilegiando in assoluto la salvaguardia degli olivi monumentali, ma anche attraverso iniziative associate di piccoli proprietari, forme di recupero di terreni da parte di giovani per attività culturali e ricreative, iniziative di forestazione su terreni marginali, uso collettivo di terreni comunali.
  Inoltre, proprio a testimonianza della fortissima vocazione agricola dell'area colpita dal batterio, che vogliamo supportare e rilanciare, proprio pochi giorni fa il Distretto agroalimentare di qualità Jonico Salentino ha concluso la raccolta di manifestazioni di interesse per un Contratto di distretto con numeri che parlano da soli: 608 imprese che vogliono investire oltre 360 milioni di euro su 13.750 ettari di superficie. A questa voglia di ripartire vogliamo dare risposte concrete anche attraverso le nuove risorse garantite dal Fondo per lo sviluppo e la coesione, perché la Xylella si combatte anche e soprattutto sostenendo il territorio interessato.
  La sesta linea di intervento concerne il Piano di comunicazione, la cui attuazione dovrà essere preceduta e accompagnata da una serie di azioni comunicative preventivamente condivise a tutti i livelli, dirette a Istituzioni, cittadini, imprese pubbliche e private, agricoltori, rappresentanti del mondo ambientale e della società civile, con l'obiettivo di portare a conoscenza di tutti l'effettiva gravità della Xylella, del rischio della sua diffusione, degli aspetti tecnici dell'epidemia, degli obblighi e delle prescrizioni di legge, non solo per operatori del comparto olivicolo.
  Infine, la settima linea di intervento riguarda le risorse finanziarie. Per la realizzazione delle attività sinteticamente descritte, come già detto, è stato necessario reperire ulteriori risorse, attivate attraverso il Fondo per lo sviluppo e la coesione, che si aggiungono e integrano le risorse già previste dalla Regione Puglia.
  Inoltre, nell'ambito del nuovo quadro normativo di riordino del Servizio fitosanitario Pag. 6 nazionale, dovrà essere prevista la costituzione di una dotazione finanziaria permanente per le azioni di immediata urgenza in relazione agli organismi nocivi e alla gestione delle emergenze fitosanitarie, così come un apposito stanziamento del Fondo di solidarietà nazionale di cui al decreto legislativo n. 102 del 2004.
  Le risorse aggiuntive attivate attraverso il Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC), in accordo con la Regione Puglia (la quale interviene soprattutto attraverso il proprio Programma di sviluppo rurale), saranno destinate prioritariamente ad interventi volti al rilancio dell'economia agricola e rurale della zona maggiormente colpita.
  Ho anche il quadro finanziario complessivo delle risorse attivate che mi piacerebbe condividere con voi: bilancio regionale 4.300.000, PSR Puglia 48.3000.000, FSC 30.000.000, ISMEA 5.000.000, legge di bilancio 13.050.000 euro.
  Vi ringrazio.

  PRESIDENTE. Do la parola ai colleghi che intendono intervenire per porre quesiti o formulare osservazioni.

  GIUSEPPE L'ABBATE. Ringrazio il Ministro per questa audizione e per l'impegno che sta mettendo in campo sin da quando si è insediato. La vicinanza del Governo ai territori pugliesi colpiti si è sentita sin da subito da quando il Ministro ha effettuato un sopralluogo proprio in quella zona. Chi non si reca direttamente nelle zone colpite non può capire realmente il problema che stiamo vivendo in Puglia da cinque anni. Ringrazio il Ministro perché nella sua relazione ho ascoltato l'annuncio di quelle misure che bisognava mettere in campo sin dal primo giorno.
  Serve una collaborazione da parte di tutto il territorio colpito. Se non c'è collaborazione tra gli agricoltori, le Istituzioni e tutti gli enti (comuni, provincia e regione) che devono intervenire con le misure di controllo del vettore per fermare l'espansione del batterio e non ci si siede intorno ad un tavolo per capire come far ripartire un intero settore economico in tutta la zona infetta, non si uscirà mai da questa tragedia.
  La comunicazione è importantissima. Io sono pugliese e quindi stando sul territorio constato che vi è carenza di informazione di tutti i piccoli proprietari che adesso ricadono nella fascia cuscinetto. Invece, è necessario avere un'informazione chiara e istituzionale che faccia comprendere effettivamente i grandi rischi che si corrono se si viene colpiti da Xylella fastidiosa.
  La Puglia produce oltre il 35 per cento di olio. Quasi un terzo del nostro territorio è andato in fumo oramai per colpa della Xylella. Stiamo subendo dei danni enormi, e mi riferisco soprattutto alla popolazione che vive quasi esclusivamente di olivicoltura.
  Adesso anche i vivaisti stanno inevitabilmente chiudendo non potendo più movimentare anche altri tipi di piante, perché purtroppo la Xylella fastidiosa è un batterio presente anche su altre specie. Oggi, per effetto dei regolamenti europei, i vivaisti non possono movimentare la loro produzione al di fuori dell'area infetta se i vivai ricadono nell'area infetta o nella zona cuscinetto di contenimento. I danni economici sono veramente enormi.
  Oggi siamo ad un punto in cui possiamo ancora fermare l'avanzata del batterio tenendola ancora in Puglia. Se dovessimo fallire, inevitabilmente ci sarà uno sconfinamento e la demarcazione delle nuove fasce arriverà anche in Basilicata. A quel punto il danno sarà a livello nazionale.
  Ringrazio lei, Ministro Centinaio, per lo sforzo fatto, e anche il Ministro Lezzi, per il cospicuo numero di fondi trovati perché il tema delle risorse è importante. Fino ad oggi abbiamo combattuto quasi senza fondi. Invece, se non si finanzia la ricerca, se non si danno i giusti indennizzi agli agricoltori, non si può combattere la più grande fitopatia che ha colpito il nostro Paese, che ha colpito il sud d'Italia.
  La ringrazio ancora, Ministro, per questo grande sforzo e anche per il rispetto dimostrato nei confronti del Parlamento. La Commissione Agricoltura ha portato avanti questa indagine conoscitiva proprio per cercare di fare il punto della situazione. Pag. 7 Nessuno qui vuole attribuire delle colpe; come sappiamo, ci sono state diverse responsabilità in passato, ma non ci interessa trovare il colpevole, ci interessa trovare le soluzioni. Questo è ciò che il piano vuole fare. Siamo ben contenti di tutte queste misure che saranno messe in atto.
  Attendiamo il decreto per poterne discutere all'interno della Commissione. Andiamo avanti perché il sud d'Italia, e in particolare la mia Puglia, ha bisogno di speranza per tornare a crescere, ma ha bisogno soprattutto di fatti concreti, e qui ne vedo molti.
  Grazie, Ministro.

  MARIA CHIARA GADDA. Ministro, la ringrazio anch'io per la sua presenza, che conclude quest'indagine conoscitiva molto importante.
  Concordo con il collega L'Abbate: è nell'interesse di tutti, di questa Commissione, ma credo di tutto il Paese, arrestare la diffusione della Xylella.
  Le rivolgo subito alcune domande. Lei ha citato questo nuovo piano. Sono molto soddisfatta che questo nuovo piano sia in continuità con il lavoro che è stato fatto nella scorsa legislatura, ma credo che ciascuno di noi, soprattutto in questa audizione, non si debba nascondere dietro un dito. Conosciamo bene le ragioni per le quali il Piano Silletti non ha potuto produrre gli effetti desiderati, assieme alle numerose risorse che sono state messe a disposizione anche nella precedente legislatura, e sono soddisfatta che tali risorse siano state confermate in questa legislatura, anche con numeri più alti.
  Da questo punto di vista posso esprimere soddisfazione, ma non ci dobbiamo nascondere dietro a un dito perché il Piano Silletti ha avuto una battuta di arresto anche in seguito alle indagini della magistratura che sono intervenute e che, peraltro, sono ancora in corso.
  In questa Commissione abbiamo audito il procuratore della Repubblica di Lecce circa due mesi fa, il quale ci aveva annunciato la chiusura delle indagini entro la fine dell'anno. Ad oggi, non risulta che questo sia ancora avvenuto, ma – ribadisco – quell'indagine, di fatto, ha arrestato il piano di abbattimenti e tutte le misure contenute nel Piano Silletti. La mia prima domanda riguarda proprio questo aspetto: come si integra il nuovo piano che lei ci ha illustrato, signor Ministro, anche con questi passaggi, che non sono per nulla irrilevanti? I piani possono essere scritti nella maniera migliore possibile, ma poi devono essere attuati.
  Esprimo inoltre soddisfazione per la sua grande attenzione – che condivido – verso un piano di comunicazione strutturale, che possa raggiungere il più piccolo agricoltore. Ben sappiamo quanto negli anni, senza voler cercare colpe nel passato, la cattiva informazione abbia influito anche nell'attribuire a procedure antiscientifiche un ruolo che, invece, non devono avere. Ciò, purtroppo, è avvenuto anche in questa Commissione.
  Chiedo – lo faccio con una battuta, che però non è tale – di far arrivare questo piano di informazione e di educazione anche nelle Aule parlamentari. A me risulta – farà sorridere alcuni – che ci sia un senatore della Repubblica, il senatore del Movimento 5 Stelle Ciampolillo, che ha messo a sua dimora – qualcuno mi correggerà – un campo dove è presente una pianta infetta impedendone l'eradicazione. Quindi, se noi abbiamo un piano che prevede, giustamente – lo sottolineo – le eradicazioni e abbiamo anche senatori della Repubblica che mettono a loro dimora un terreno con piante infette, credo che poi sia molto difficile procedere con le eradicazioni e, soprattutto, limitare la diffusione del batterio. Se non eradichiamo le piante, questo può risultare un problema. Quindi, invito a fare un grande piano di informazione, di educazione, ma anche, eventualmente, di risolvere questo problema all'interno della maggioranza, perché il problema esiste.
  Aggiungo un altro elemento. Lei ha citato, giustamente perché è stato richiesto anche dalle associazioni di categoria, lo snellimento delle procedure di eradicazione delle piante infette. Volevo avere, da questo punto di vista, maggiori dettagli, anche in relazione agli ulivi storici e agli ulivi monumentali poiché, purtroppo, il batterio della Xylella si diffonde non soltanto Pag. 8negli ulivi da produzione, ma anche negli ulivi monumentali. Da questo punto di vista, ben sappiamo quali siano gli ostacoli, anche burocratici e amministrativi, che nel corso del tempo hanno limitato le eradicazioni.
  Lei, Ministro, ha anche ricordato il sostegno economico-finanziario, anche sul piano della ricerca, che ha ad oggetto le piante cultivar resistenti. Sappiamo, però, che ad oggi cultivar resistenti non ce ne sono; possiamo parlare di cultivar tolleranti, al più, perché la resistenza ancora non è stata dimostrata. Da questo punto di vista – sull'argomento vi è un dibattito anche tra noi – è importante capire quanto e fino a che punto sia opportuno finanziare cultivar che, ad oggi, non hanno ancora dimostrato totalmente e pienamente la loro resistenza, pur condividendo la necessità di preservare e tutelare anche il paesaggio di quella regione.
  Colgo con favore anche l'attenzione da lei posta sul Piano invasi e della riconversione verso altre colture, che deve essere considerata da tutti noi assieme agli operatori dell'intera filiera agroalimentare del territorio, perché non conoscendo ancora quale sarà l'impatto delle ricerche che attualmente si stanno conducendo, dobbiamo lavorare step by step, come si suol dire.
  Sono stati identificati dei ceppi di Xylella in Toscana e lei, Ministro, ha citato il Monte Argentario. L'argomento non è oggetto dell'indagine di questa Commissione, ma approfitterei della presenza del Ministro anche per capire se si tratta degli stessi ceppi che si sono diffusi in Puglia o se siamo di fronte a un'altra fattispecie.
  Ho ancora due domande molto brevi. Una riguarda il rapporto con la scienza. Ben sappiamo quanto sia aperto il dibattito. Le procedure previste dall'Unione europea seguono un iter e sono abbastanza definite, ma anche in questa Commissione è stato dimostrato quanto alcune ricerche non abbiano alcun fondamento scientifico. Vorrei capire qual è l'approccio del Ministro nei confronti di alcuni metodi di cui abbiamo visto gli effetti disastrosi anche sul territorio, che non arrestano la diffusione del batterio, ma alimentano la cattiva informazione, cui ha fatto riferimento anche lo stesso Ministro.
  Vengo all'ultima domanda. Lei ha citato la dotazione finanziaria permanente per le emergenze fitosanitarie. Al momento, nel corso dell'esame alla Camera del disegno di legge di bilancio questo aspetto non è stato trattato. Le chiedo, quindi, se può darci qualche aggiornamento sugli sviluppi della legge di bilancio al Senato, visto che le misure di carattere strutturale da lei illustrate non le abbiamo viste nel disegno di legge di bilancio esaminato dalla Camera, così come non abbiamo visto misure strutturali per la Puglia. Il Governo ha espresso un parere favorevole su un nostro emendamento, nel quale però si parlava di 1 milione di euro e credo che tale ammontare di risorse non sia corrispondente alle esigenze del settore e, soprattutto, della Puglia.
  Vorrei sapere come mai è stata fatta quella scelta. Lei ha citato i 30 milioni di euro dal Fondo per lo sviluppo e la coesione – che ovviamente erano stati già stanziati – più ulteriori 70 milioni di euro. Come mai, essendo in discussione in Parlamento un disegno di legge di bilancio, non si è deciso di destinare gli ulteriori 70 milioni di euro direttamente in tale provvedimento, senza dover fare ricorso ai Fondi per lo sviluppo e la coesione? Ritengo, infatti, che la legge di bilancio è un'occasione ottima per stanziare direttamente quelle risorse su quel capitolo.

  MARIA CRISTINA CARETTA. Ringrazio anch'io il Ministro per la relazione puntuale che ha fatto questa mattina, che presenta una serie di azioni per arrestare la diffusione della Xylella fastidiosa.
  Credo che siamo arrivati in questa situazione proprio perché siamo stati ostaggio di tutti quei comitati che hanno detto «no» all'espianto degli olivi all'inizio. Probabilmente, se non fossero stati ascoltati quei comitati e avessimo ascoltato l'Unione europea oggi, forse, non saremmo qui a discutere di Xylella fastidiosa. Non sono state accolte le indicazioni dell'Unione europea e oggi abbiamo questa emergenza che possiamo definire «nazionale». Pag. 9
  Lei, signor Ministro, ci ha presentato una serie di puntuali azioni mirate ad arrestare la Xylella fastidiosa. Le chiedo se per l'Unione europea queste azioni sono sufficienti per non portare avanti nei confronti del nostro Paese una procedura di infrazione.
  Inoltre, mi interessava capire se il Governo ha già stabilito in quanto tempo si riuscirà a intervenire.
  Riguardo ai finanziamenti, condivido ciò che ha detto la collega Gadda, in quanto non abbiamo visto stanziamenti nel disegno di legge di bilancio. Vorrei capire se i finanziamenti destinati saranno sufficienti a coprire tutte le spese che avranno le aziende e se saranno stabiliti anche fondi per l'accompagnamento nella riconversione delle aziende. Vorrei capire se le aziende dovranno anche intervenire in proprio oppure se saranno finanziamenti che andranno a coprire tutti i costi delle azioni che dovranno realizzare.

  LORENZO VIVIANI. Ringrazio per la sua presenza il Ministro, che, come hanno detto i miei colleghi, arriva alla fine di un ciclo di audizioni puntuale e dettagliato, nel corso del quale abbiamo sentito di sovente l'urlo di dolore di questa regione. Ci è stato detto in tutte le maniere dagli auditi cosa dovevamo attuare e come dovevamo comportarci. Questo ciclo di audizioni è stato coronato dalla missione che abbiamo svolto in Puglia, dove abbiamo visto – come diceva il collega L'Abbate – la tragicità del fenomeno e il modo con cui il territorio è stato colpito e ferito.
  Nella relazione del Ministro, che ringrazio per essere venuto qui a illustrarla, non c'è solo il discorso di agire sull'eradicazione, quindi di essere decisi nel fermare la Xylella, tenuto conto che questo è un problema che riguarda tutta l'Italia e che può degenerare come – diciamolo in questa sede – è degenerato, purtroppo, in Puglia, perché si poteva sicuramente fermare prima.
  Dalla relazione emerge proprio quello che dovrebbe fare un Governo, soprattutto un Ministro della Repubblica italiana, cioè dare una prospettiva agli agricoltori della zona, dare una prospettiva a chi vuole produrre e vuole vivere in quelle zone.
  Quello che mancava nel ciclo di audizioni e quello che ci siamo sempre chiesti – nel nostro gruppo si è acceso anche un dibattito su questo aspetto – era capire realmente, soprattutto con riferimento alle zone infette, alle zone che sono già rimaste dietro la zona cuscinetto, nelle quali ormai gli agricoltori non hanno più niente e si sono rassegnati, cosa si possa fare, dove si possa intervenire per reinventarsi un mestiere. Quando siamo stati in missione in Puglia abbiamo trovato un popolo fiero, attaccato alla propria terra, alle proprie tradizioni e, soprattutto, che vuole fare impresa.
  Nella relazione del Ministro ho notato il tentativo di dare una prospettiva a questo territorio che è stato ferito e che si avvia veramente alla caduta della produzione agricola. Mancava proprio questo aspetto, secondo me, ed è stato il finale del nostro ciclo di audizioni, cioè capire come questo territorio possa ritornare a vivere, negli anni naturalmente. Non è una cosa che si può realizzare dal giorno dopo con la bacchetta magica, però già si dà un percorso da seguire a queste persone.
  Mi ha fatto molto piacere il discorso dello studio delle cultivar. Finanziare la ricerca è fondamentale. Mi riferisco a quello che sottolineava – e mi trova in completa sintonia – la collega Gadda sui fondi per la ricerca. Noi quando siamo stati in Puglia abbiamo visto delle ricerche finanziate dalla regione Puglia che sinceramente ci hanno lasciato molto perplessi. Siamo andati a vedere delle piante e quando abbiamo chiesto delle fotografie della pianta prima dell'avvio della ricerca ci è stato risposto che ci avrebbero dato una fotografia satellitare. Non c'era neanche la fotografia della pianta!
  Sicuramente, se dei fondi vanno indirizzati, vanno indirizzati verso una ricerca seria, che produca dei dati e che ci porti, da una parte, a cercare prima o poi di trovare una cura per questa fitopatia devastante per la nostra economia agricola; dall'altra parte, dobbiamo reinventarci dei sistemi. Mi riferisco al discorso delle colture diverse, di dare spazi diversi anche alla biodiversità. Sono fattori che possono garantire all'agricoltore redditi diversificati, soprattutto Pag. 10 in un momento di crisi come quando ci sono fitopatie. La diversificazione, secondo me, è la strada da perseguire anche per la Puglia.
  Ringrazio di nuovo il Ministro per averci fornito una prospettiva nuova e, soprattutto, per aver dato una prospettiva nuova all'agricoltura pugliese.

  PRESIDENTE. Do la parola al Ministro per rispondere alle domande rivolte dai vari gruppi.

  GIAN MARCO CENTINAIO, Ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo. Vi ringrazio ancora anche per la puntualità delle domande, che è prova del fatto che la Xylella è un argomento che riveste carattere nazionale, ormai. Non è più un argomento che – come si diceva in passato – riguarda solamente i colleghi parlamentari pugliesi o quelli della provincia di Lecce. Grazie all'analisi puntuale che avete fatto come Commissione, insieme, secondo me, riusciremo a dare quella risposta che il mondo dell'agricoltura, in particolar modo pugliese, ma in generale italiana, e soprattutto il settore dei vivaisti ci sta chiedendo in questo momento. Non vi nego che anche ieri sera ero al telefono con alcuni vivaisti liguri e toscani. Anche loro mi chiedevano di accelerare e mi hanno detto: «Va bene tutto quello che è stato fatto fino adesso, ma abbiamo bisogno di un'accelerazione ulteriore».
  Cerco di rispondere a tutte le domande. Se mi dovessi dimenticare qualche risposta sollecitatemela pure. Non è cattiva volontà.
  Con riferimento alle modalità con cui attivare il piano ed evitare un'ulteriore battuta d'arresto, osservo che l'obiettivo che abbiamo – come ho detto – è quello di emanare un decreto che sia il più efficiente possibile. È ovvio che qualsiasi provvedimento facciamo, qualsiasi magistrato lo può bloccare domani. Questo, purtroppo, avviene. Sappiamo benissimo come funziona il nostro Paese. L'obiettivo che abbiamo, e che ho personalmente, è quello di condividere i contenuti del decreto con l'organo giudiziario dello Stato per cercare di non andare incontro a sorprese o a situazioni che potrebbero bloccare il nostro piano. Mi recherò personalmente a parlare con chi di dovere per poter condividere il più possibile le misure che proponiamo e far capire anche la bontà dei provvedimenti che stiamo portando avanti.
  Il decreto che vogliamo portare avanti è un decreto di stato d'emergenza, poiché questa è emergenza pura nel nostro Paese. Quindi, attraverso il decreto e attraverso lo stato d'emergenza l'obiettivo è quello di bypassare, in particolar modo per quanto riguarda gli olivi secolari, tutti gli step burocratici che potrebbero rallentare le decisioni che verranno prese. Oggi come oggi, dunque, solo un decreto e solamente lo stato di emergenza possono permetterci di lavorare più velocemente possibile.
  Per quanto riguarda i ceppi della Toscana, il ceppo di Xylella rinvenuto in quella regione è totalmente diverso rispetto a quello della Puglia, quindi stiamo parlando di una situazione totalmente diversa, come ho detto prima, peraltro in un'area ben definita, già identificata, e quindi è già tutto sotto controllo. Da questo punto di vista, siamo abbastanza tranquilli, stiamo monitorando la situazione. Il ceppo rinvenuto in quella regione non ha colpito l'olivo; è una cosa totalmente diversa da quello della Puglia. Tutte le mattine chiedo se ci sono novità. È uno degli argomenti prioritari delle mie mattinate. Quindi stiamo tenendo sotto controllo anche la situazione in Toscana.
  Per quanto riguarda il discorso del rapporto con la scienza, sono d'accordissimo con quello che avete detto, nel senso che oggi più che mai, proprio per evitare le comunicazioni errate che sono state fatte e magari anche i tentativi velleitari di contrasto alla Xylella, sono fra coloro che ritengono che la scienza debba essere tenuta in considerazione. Un conto è la scienza, un conto sono gli scienziati improvvisati.
  L'obiettivo che abbiamo – ne abbiamo parlato in più di un'occasione informalmente anche con molti di voi, ne abbiamo parlato con il presidente della regione e con l'assessore all'agricoltura della regione Puglia, ne ho parlato anche con i miei Pag. 11collaboratori – è quello di incentivare la scienza e tutte quelle che possono essere delle ricerche sul campo, purché siano coordinate soprattutto dagli enti di ricerca certificati dallo Stato. Di conseguenza, niente di improvvisato e niente di organizzato secondo idee strane. C'è chi va a benedire gli ulivi e cose del genere, ma un conto sono i santoni, un altro conto è la scienza.
  Venendo alla domanda sulle misure strutturali, in questo momento stiamo cercando di trovare ulteriori fondi da mettere a disposizione anche nel disegno di legge di bilancio – spero che sia una questione di ore – a questo punto, anche a medio e lungo termine. Mi rendo conto che non è facile. Sto aspettando delle risposte ed è questa l'unica risposta che posso dare.
  Mi è stato chiesto perché si è deciso di utilizzare il Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) anziché stanziare risorse con la legge di bilancio: semplicemente perché quando ne abbiamo parlato con il Ministro Lezzi abbiamo messo a disposizione 30 milioni più 70 milioni di euro e abbiamo ritenuto che utilizzare questo strumento sarebbe stato più veloce e avremmo ottenuto più risultati. Questa è la nostra opinione. Magari tra qualche anno la collega Gadda diventerà Ministro dell'agricoltura e riterrà che sia più veloce stanziare risorse nella legge di bilancio e ci sarà magari l'onorevole Centinaio a chiedere perché sia stato fatto con la legge di bilancio anziché con l'FSC. Penso che sia solamente una questione di scelte. Non è una questione di maggiori o minori risorse.
  Mi è stato domandato, inoltre, se l'Unione europea si accontenterà delle misure che vi ho descritto. Abbiamo fatto in più di un'occasione incontri con i tecnici dell'Unione europea, con i tecnici del Commissario, ho fatto incontri con il Commissario, abbiamo esposto il percorso prima informalmente, chiedendo se fosse condiviso, e poi formalmente in un bilaterale svolto a Torino qualche mese fa. Il Commissario europeo ha condiviso il percorso che stavamo facendo e ci ha anche confermato che nel momento in cui verrà approvato tutto il piano, che è condiviso, verrà in Puglia direttamente lui a condividere con le realtà locali e con la politica, con le associazioni di categoria, il piano.
  Per quanto riguarda il discorso dei fondi, la domanda era se siano sufficienti o meno. C'è anche la disponibilità sia del Commissario dell'agricoltura sia del Commissario che ha in carico la problematica della Xylella a mettere a disposizione dei fondi nel momento in cui quelli a disposizione nel nostro Paese non bastassero. Quindi, c'è la disponibilità anche da parte dell'Europa ad aiutarci, come hanno aiutato anche altri Stati europei. Del resto, nel momento in cui la Francia e la Spagna hanno fatto partire i loro piani di contenimento della Xylella e di studio, da parte dell'Europa c'è stato un intervento economico non indifferente. Di conseguenza, la nostra diplomazia e quella della Commissione stanno già lavorando per cercare di trovare anche i capitoli di bilancio, i fondi da mettere a disposizione.
  Quanto ai tempi, appena approviamo il decreto per me si può partire. Devo rivolgere delle scuse agli amici pugliesi e a voi perché quando ero stato in Puglia avevo detto che entro settembre ci sarebbero stati il decreto e il piano, invece ci troviamo a dicembre e non abbiamo ancora fatto partire il piano. Peraltro, alcuni mi dicono che è meglio aspettare qualche mese e portare dei provvedimenti che non siano impugnabili piuttosto che fare qualcosa in fretta e furia. Il mio obiettivo era quello di dare una speranza appena dopo l'estate. La diamo per Natale, la diamo per l'inizio dell'anno. Mi scuso del ritardo, però fondamentalmente sono stati tempi tecnici; abbiamo preferito aspettare qualche mese per portare un provvedimento che fosse il migliore possibile.
  Spero di aver risposto a tutto.

  MARIA CHIARA GADDA. Manca la risposta ad una delle mie domande. Lei, Ministro, ha parlato di procedure più snelle per le eradicazioni, ma ha valutato procedure nuove nei confronti di chi ostacola l'applicazione delle procedure?

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  GIAN MARCO CENTINAIO, Ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo. Questo aspetto lo valuteremo. Lei ha fatto una battuta, faccio anch'io una battuta, quindi spero che i diretti interessati non si offendano: il senatore ha preso la pianta, manderemo dei senatori a eradicarla, eventualmente. È una battuta.

  PRESIDENTE. Ringrazio il Ministro Centinaio e dichiaro conclusa l'audizione.

  La seduta termina alle 9.25.