CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 11 dicembre 2018
XVIII LEGISLATURA
Fascicolo di seduta
A.C. 523-784-914-1221-1222-A Emendamenti Emendamenti in formato PDF (kb 40)
A.C. 290-410-1314-1386-A Emendamenti Emendamenti in formato PDF (kb 175)
A.C. 1408
QUESTIONI PREGIUDIZIALI
S. 886 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria (Approvato dal Senato).

N. 1.

Seduta dell'11 dicembre 2018

  La Camera,
   premesso che:
    ai sensi dell'articolo 77, comma 2 delle Costituzione, quando, in casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni;
    nella fattispecie il decreto-legge n. 119 è stato approvato lunedì 15 ottobre 2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e presentato al Senato il 23 ottobre, cioè dopo ben 8 giorni;
    a tal proposito il Comitato per la legislazione, con riferimento a precedenti decreti-legge presentati dal Governo Conte in Parlamento aveva rilevato che: 1) il decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, approvato dal Consiglio dei ministri nella riunione del 13 settembre 2018, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e contestualmente presentato alla Camera il 28 settembre successivo (addirittura a distanza di ben quindici giorni dal suo varo); 2) analogo intervallo di tempo tra emanazione e pubblicazione

sulla Gazzetta Ufficiale, pari o superiore a 10 giorni, si è già verificato con riferimento al decreto-legge n. 86 del 2018 (cd. «DL ministeri», 10 giorni) al decreto-legge n. 87 del 2018 (cd. «DL dignità», 11 giorni) e con il decreto-legge n. 113 del 2018, (cd. «DL sicurezza, 10 giorni);
    al riguardo, appare opportuno un approfondimento sulle conseguenze del consolidarsi di questa prassi in termini di certezza del diritto e di rispetto del principio dell'immediata applicazione dei decreti-legge di cui all'articolo 15 della legge n. 400 del 1988;
    anche l'attuale Governo, in perfetta continuità con i precedenti, manifesta la volontà sistematica di voler alterare, a suo vantaggio, quel delicato equilibrio tra potere esecutivo e potere legislativo che dovrebbe stare alla base di una corretta dialettica istituzionale anch'essa evocata, in parte, dal richiamato articolo 77 della Costituzione, laddove configura, nelle sue scarne enunciazioni, una precisa concezione della forma di governo parlamentare, dei rapporti tra il parlamento e l'esecutivo, nonché del procedimento legislativo;
    in vero, il continuo ricorso alla decretazione di urgenza mina il mantenimento di un corretto equilibrio fra gli organi costituzionali, nonché per la forma di Stato, così come disegnati dalla Costituzione, non soltanto perché produce uno squilibrio istituzionale tra Parlamento e Governo, attraverso il vulnus all'articolo 70 della Costituzione che affida la funzione legislativa collettivamente alle due Camere, ma anche perché priva l'opposizione della facoltà di esercitare la sua funzione di indirizzo e di controllo politico. Inoltre la continua interferenza del Governo sulla regolare produzione normativa di fonte parlamentare, sia sorretta o meno da urgenze reali o dichiarate, ha prodotto fino ad oggi, secondo alcuni giuristi, una grave lesione della certezza del diritto nonché un elevato livello di entropia normativa a cui si accompagna l'alterazione della gerarchia delle fonti e la difficoltà di dare attuazione a una legislazione divenuta oramai «alluvionale», instabile e disordinata;
    oltre al ripetuto e costante ricorso ai decreti-leggi in questi ultimi anni si è andato gradualmente imponendo un nuovo abuso: quello dei c.d. decreti-leggi «omnibus», categoria nella quale sembra rientrare il provvedimento in questione. Infatti, sul versante formale il provvedimento si compone di 27 articoli che disciplinano settori tematici tra loro eterogenei che spaziano da varie forme di definizione agevolata di carichi fiscali al rifinanziamento del contratto di programma tra Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la società Rete ferroviaria italiana (RFI) Spa; del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese; di interventi per la ristrutturazione dell'autotrasporto; di missioni internazionali di pace; alla proroga, nei casi di riorganizzazione o crisi aziendale, della cassa integrazione salariale in deroga, al rinvio della lotteria dei corrispettivi e a disposizioni in materia di accise ed Iva di Gruppo, costituendo, in tal guisa, un impianto che disattende quel monito del Capo dello Stato, più volte indirizzato a Governo e Parlamento, ad una maggiore attenzione al profilo della omogeneità di contenuto dei decreti-legge;
    tale impianto disomogeneo è stato ulteriormente aggravato dall'approvazione in sede referente al Senato di un emendamento presentato dal Governo all'originario articolo 9 (che riguardando la «Dichiarazione integrativa speciale» rappresentava il più insidioso dei condoni), contenente ulteriori misure, a volte neanche di natura fiscale, in materia di: commissariamento delle Regioni in piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario; servizi accessori alla digitalizzazione ed alla gestione dei sistemi informativi della giustizia; bonus bebè; fondo per le calamità naturali; rilancio del comune di Campione d'Italia e di commissariamento della relativa casa da gioco; detassazione per le sigarette elettroniche; ritenuta sulle rimesse degli immigrati extra UE; sospensione temporanea delle minusvalenze nei titoli non durevoli; proroga di adempimenti in materia di opere pubbliche;
    giova ricordare che la verifica del criterio di omogeneità costituisce uno dei perni fondamentali sui quali la Corte costituzionale ha da sempre fondato i percorsi argomentativi legati alla presenza, o assenza, del rispetto degli indispensabili requisiti di straordinaria necessità e urgenza richiesti dal medesimo articolo 77 della Costituzione per la legittima adozione dei decreti-legge;
    il decreto-legge in esame, nei suoi contenuti, assieme al prossimo disegno di legge di bilancio, cui è necessariamente collegato, concorre alla manovra di bilancio per il 2019, sia per il prossimo anno, che per gli anni successivi, sia con riguardo al finanziamento di alcune esigenze indifferibili relative all'anno 2018, per cui l'inserimento di alcune disposizioni nell'ambito del decreto-legge in questione appare pretestuoso, posto che avrebbero potuto essere inserite, in itinere, nella prossima legge di bilancio senza per questo limitarne od inficiarne gli obiettivi che si prefiggono;
    le suddette storture, che sono da considerarsi effetti del palese abuso di uno strumento legislativo particolare quale è il decreto-legge, che si evincono, come detto, sin dal titolo del provvedimento emergenziale, che è vago, generico e non permette di comprendere il suo specifico ambito di intervento;
    le norme contenute nel Capo I del Titolo I (Disposizioni in materia di pacificazione fiscale) si articolano lungo due direttrici: da un lato esse prendono in considerazione le situazioni nelle quali esiste già una pretesa avanzata dall'Amministrazione fiscale, prevedendo, per chi presenterà domanda di adesione di poter scegliere di pagare in un'unica soluzione ovvero in diciotto rate spalmate su cinque anni ed ottenere la cancellazione dell'obbligo di corrispondere sanzioni ed interessi; dall'altro, consentono a chi non ha alcuna pendenza in essere di regolarizzare, entro limiti predeterminati, le irregolarità, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o adempimenti, di natura formale, che non rilevano sulla determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, dell'IVA e dell'IRAP e sul pagamento dei tributi, commesse fino al 24 ottobre 2018, mediante il versamento di una somma pari ad euro 200 per ciascun periodo d'imposta cui si riferiscono le stesse;
    nello specifico l'intero Capo I del provvedimento (articoli da 1 a 9) attua una «pacificazione fiscale» (anzi più che una pace si dovrebbe parlare di una vera e propria – resa fiscale») facendo affidamento almeno a quattro diverse procedure di chiusura delle cartelle: la c.d. rottamazione-ter, la definizione delle liti pendenti, la sanatoria delle irregolarità formali e lo stralcio totale dei debiti fino a 1.000. Dunque una «resa» contro cui pure buona parte dell'attuale compagine di governo si era a ben ragione e duramente schierato durante la passata legislatura, e dalla quale deriverà per l'erario un magro gettito a fronte del sacrificio del principio di cui all'articolo 53 della Costituzione per il quale: «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.», principio che rappresenta non solo un criterio di commisurazione del prelievo tributario rispetto al reddito personale, ma anche il presupposto di legittimità dell'imposizione tributaria;
    entrando più nello specifico con la previsione di cui all'articolo 3, si consente a chi aveva già beneficiato della c.d. rottamazione-bis e versato almeno una rata, di ridefinire il proprio debito con il fisco (relativo al periodo tra il 2000 e il 2017) a condizioni agevolate, tra cui l'esclusione dal pagamento delle sanzioni e degli interessi di mora, la possibilità di rateizzare il pagamento (18 rate) in un arco temporale più lungo (5 anni) pagando un interesse ridotto del 2 per cento l'anno (rispetto al 4,5 per cento che veniva applicato nelle precedenti rottamazioni) e quella di compensare i debiti con il fisco con i crediti nei confronti della pubblica amministrazione. Da tale previsione discende un'odiosa forma di disparità di trattamento tra contribuenti, e cioè tra chi avendo già aderito alla precedente rottamazione-bis (ex decreto-legge n. 148 del 2017) ha già versato tutto il dovuto in un'unica soluzione si trova discriminato rispetto a chi invece non avendo aderito a tale precedente e più penalizzante rottamazione potrà adesso beneficiare della più conveniente rottamazione-ter, insomma una manifesta violazione dell'articolo 3 della Costituzione che, a sua volta, bandisce qualsivoglia trattamento fiscale differenziato;
    quanto all'articolo 4 lo stesso prevede la completa caducazione dei «singoli carichi» di importo fino a 1.000 euro affidati agli agenti della riscossione negli anni dal 2000 al 2010, norma che trova un antecedente storico nell'articolo 1, comma 527, della legge n. 228 del 2012, allorquando furono automaticamente annullati i crediti fino a 2.000 euro iscritti nei ruoli resi esecutivi fino al 31 dicembre 1999;
    il suddetto limite di 1.000 euro, facendo riferimento al singolo carico, potrebbe applicarsi anche alle fattispecie di debitori gravati da una molteplicità di carichi di importo unitario inferiore a tale soglia o sui quali gravano carichi unitari di importo superiore ai quali si associano carichi di importo inferiore ai 1.000 euro, andando così ad amplificare, per questi contribuenti, l'effetto condonistico del provvedimento;
    qualsiasi atto di clemenza generalizzata oltre ad offendere i contribuenti onesti, costituisce una esecrabile manifestazione di impotenza dello Stato, soprattutto se finalizzato a reperire risorse finanziarie, a ridurre il contenzioso con i contribuenti ed a contrastare efficacemente la dilagante piaga dell'evasione fiscale, pur se essenzialmente diretto a soddisfare l'interesse costituzionale all'acquisizione delle disponibilità finanziarie necessarie (ma in questa fattispecie neanche sufficienti) a sostenere le pubbliche spese, incentivando la definizione semplificata e spedita delle pendenze fiscali mediante il parziale pagamento del debito tributario;
    con riferimento poi a quanto appena premesso rivela anche la manifesta violazione del provvedimento all'articolo 2 della Costituzione, che richiede a tutti i cittadini l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà economica e sociale, da attuarsi anche attraverso il pagamento dei tributi. Infatti qualsiasi legge istitutiva di un'imposta, che altro non è che una legge di riparto del carico tributario, diventa intangibile per tutto il tempo della sua cogenza nei confronti di tutti i membri della platea contributiva, ponendo in essere in capo a ciascun contribuente un diritto soggettivo individuale ed inviolabile, nei confronti di ciascun altro condebitore, alla stabilità ed invarianza dei criteri con i quali si è distribuita l'obbligazione tributaria. Nessuna legge successiva può intaccare il principio della assoluta intangibilità ed inalterabilità dei criteri di riparto accordando, medio tempore e sia pure per un tempo limitato ad una platea ristretta di contribuenti, riduzioni o dilazioni tramite trattamenti agevolati in senso lato, giustificati da interessi reciproci tra il fisco ed il contribuente, e che stanno alla base di tutti i provvedimenti condonistici;
    l'immagine che se ne ricava è quella di un disordinato accavallarsi di termini, impegni e opzioni che potranno anche giovare ai conti pubblici e disinnescare le clausole di salvaguardia, ma di certo non aiutano la credibilità né l'intelligibilità del sistema. Spuntano, infatti, ovunque i tratti maligni comuni a tutte le sanatorie e più che mai evidenti in questo alternarsi di opzioni e termini: raramente conviene accettare la prima offerta, perché spesso ne arriva una seconda e magari una terza; la stratificazione delle normative genera facilmente nuovi intoppi e quindi ulteriori necessità di intervento; le indicazioni dettate all'origine si trovano agevolmente scavalcate da quelle necessarie nelle fasi successive;
    d'altra parte il carattere «premiale» di una legislazione condonistica, finalizzata dall'intento di offrire al soggetto obbligato la scelta tra il mantenersi nella posizione di inadempienza, comunque determinata o motivata, ovvero di avvalersi della facoltà di estinguere la propria posizione debitoria mediante un pagamento agevolato ed in tempi definiti, crea un effetto sistemico idoneo ad aumentare il fenomeno dell'evasione poiché genera nel tempo negli evasori la non infondata convinzione di una possibile futura impunità fiscale, con le disastrose conseguenze sul fronte del gettito erariale che tutti conosciamo e come dimostrano anche gli effetti fallimentari dei passati condoni;
    il carattere di urgenza del provvedimento è, inoltre, palesemente smentito dalla previsione di date per l'entrata in vigore di alcune disposizioni riferite all'anno 2019:
     all'articolo 10, si semplifica una norma per l'avvio della fatturazione elettronica che entra in vigore dal 1o gennaio 2019;
     all'articolo 1, si consente l'emissione di fatture entro 10 giorni dall'effettuazione delle operazioni che le stesse documentano, ma solo a partire dal 1o luglio 2019;
    nonché da altre disposizioni di carattere generale e non urgente come, in particolare, all'articolo 16, la disciplina del processo tributario digitale, ed all'articolo 17, l'obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi, disposizione da giudicarsi positiva ai fini del contrasto all'evasione, ma che entra in vigore dal 1o luglio 2019 e prevede per la sua attuazione l'emanazione di ben due decreti del Ministro dell'economia e delle finanze;
    lo stralcio di tutti i carichi a ruolo fino a mille euro relativi agli anni dal 2000 al 2010 andrà ad impattare sui carichi comunali secondo le stime dell'ANCI per quasi 4 miliardi, con «effetti dirompenti sugli equilibri di bilancio che andranno valutati con precisione e di conseguenza, compensati». Tra l'altro il limite di mille euro non si riferisce all'importo complessivo della cartella, ma ai singoli crediti iscritti a ruolo. La parte prevalente di questi ruoli riguarda proprio i Comuni, per Tarsu, Ici, contravvenzioni stradali, rette scolastiche, oltre che le Regioni per il bollo auto;
    con tale disposizione, di cui all'articolo 4 del provvedimento al nostro esame, si ledono i principi e le norme di cui a Titolo V della Costituzione, ed in particolare l'articolo 119: «I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa, nel rispetto dell'equilibrio dei relativi bilanci, e concorrono ad assicurare l'osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i princìpi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario.»;
    per quanto concerne la parte sanzionatoria delle disposizioni di cui al Capo I del provvedimento, si deve rilevare come l'attestazione fraudolenta finalizzata a trarre in inganno l'Amministrazione finanziaria di fatto è sanzionata in modo meno severo rispetto all'omessa e all'infedele dichiarazione. Un reato peraltro molto grave perché si froda lo Stato appropriandosi indebitamente dell'Iva dovuta, e con l'eventualità che già con le fatture false siano stati ripuliti proventi da attività illegali. Non si può escludere, cioè, che con le frodi fiscali si condonino proventi da riciclaggio;
    va inoltre tenuto presente che il provvedimento pone a carico degli enti impositori le spese inerenti alle procedure di riscossione oggetto di caducazione, con riflessi negativi in gran parte riferibili ai Comuni e alle Regioni, specialmente nei casi in cui gli stessi non abbiano precedentemente allocato in apposito fondo le somme relative a tali oneri,

delibera

di non procedere all'esame del disegno di legge n. 1408.
N. 1. Pastorino, Fornaro.

   La Camera,
   premesso che,
    vi sono rilevanti perplessità sotto il profilo della legittimità costituzionale del provvedimento in esame per l'assenza dei requisiti essenziali per l'uso del decreto-legge;
    le misure tra loro estremamente eterogenee previste nel decreto costituiscono, infatti, di per sé l'evidente dimostrazione della carenza del requisito della straordinarietà del caso e della necessità e urgenza di provvedere;
    ai sensi del secondo comma dell'articolo 77 della Costituzione, i presupposti per l'esercizio senza delega della potestà legislativa da parte del Governo riguardano il decreto-legge nella sua interezza, inteso come insieme di disposizioni omogenee per la materia o per lo scopo;
    la scomposizione atomistica della condizione di validità prescritta dalla Costituzione, che è operata inserendo nel decreto una molteplicità di misure, si pone in contrasto con il necessario legame tra il provvedimento legislativo urgente e il «caso» che lo ha reso necessario, trasformando il decreto-legge in un ammasso di norme assemblate soltanto da mera casualità temporale;
    come ha affermato la Corte costituzionale nella sentenza n. 22 del 2012 mentre «i cosiddetti decreti “milleproroghe” [...], sebbene attengano ad ambiti materiali diversi ed eterogenei, devono obbedire alla ratio unitaria di intervenire con urgenza sulla scadenza di termini il cui decorso sarebbe dannoso per interessi ritenuti rilevanti dal Governo e dal Parlamento, o di incidere su situazioni esistenti – pur attinenti ad oggetti e materie diversi – che richiedono interventi regolatori di natura temporale. [...].Risulta invece in contrasto con l'articolo 77 della Costituzione la commistione e la sovrapposizione, nello stesso atto normativo, di oggetti e finalità eterogenei, in ragione di presupposti, a loro volta, eterogenei»;
    e proprio tale ultimo caso riguarda, con tutta evidenza, il presente decreto-legge, che nella stessa relazione palesa l'eterogeneità delle sue finalità enumerando quali scopi del decreto: da un lato la garanzia della continuità, l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa e l'operatività di fondi a fini di sostegno agli investimenti; dall'altro la necessità di assicurare il completamento delle operazioni di trasformazioni societarie e di conclusione degli accordi di gruppo previste dalla normativa in materia di banche popolari e di banche di credito cooperativo;
    la puntuale giurisprudenza costituzionale in materia, con le sentenze della Corte n. 171 del 2007 e 128 del 2008, ha stabilito che l'esistenza dei presupposti di costituzionalità di cui all'articolo 77 della Carta fondamentale non possa evincersi «dall'apodittica enunciazione dell'esistenza delle ragioni di necessità e urgenza, né può esaurirsi nella constatazione della ragionevolezza della disciplina introdotta»: nelle pronunce citate la Consulta ha, peraltro, sottolineato che la valutazione della sussistenza dei presupposti di costituzionalità non può essere meramente soggettiva (riferita cioè all'urgenza delle norme ai fini dell'attuazione del programma di Governo o alla loro mera necessità), ma deve invece fondarsi anche su riscontri oggettivi, secondo un giudizio che non può ridursi alla valutazione in ordine alla mera ragionevolezza od opportunità delle norme introdotte;
    contrariamente a tale impostazione, nel decreto in esame, i requisiti di necessità ed urgenza delle disposizioni dell'articolato vengono solo apoditticamente enunciati, diventando quasi una clausola di stile: l'opinione del Governo sulla necessità di adottare il decreto-legge si identifica con la necessità e l'urgenza del decreto-legge medesimo;
    esso inoltre si è «arricchito» nel corso dell'esame in Senato di ulteriori, nuovi ed assolutamente eterogenei argomenti, che dimostrano la carenza del requisito della straordinarietà del caso e della necessità e dell'urgenza di provvedere: da un lato vi sono le numerose misure di condono e sanatoria che presentano tra l'altro specifici profili di incostituzionalità; dall'altro vi sono tutta una serie di altre misure quali quelle riguardanti le Ferrovie dello Stato, la proroga del bonus bebè, le misure per potenziare gli investimenti in reti a banda ultralarga, la creazione di un fondo per il maltempo le norme in materia di cassa integrazione per riorganizzazione o crisi aziendale e l'incremento del fondo per la partecipazione italiana alle missioni internazionali previsto nella legge quadro n. 145 del 2016, il cui finanziamento ordinario certo non può essere considerato un caso straordinario di impellente necessità e urgenza;
    le recenti polemiche sorte in seno all'esecutivo sull'inserimento di norme di condono fiscale nel decreto legge, che non sarebbero state esaminate e approvate dal Consiglio dei ministri, è una diretta conseguenza di una modalità di legiferare basato sull'abuso dei decreti-legge. Sarebbe, quindi, quanto mai opportuno affrontare tali delicate tematiche attraverso lo strumento dei disegni di legge ordinari come prescrive la Costituzione assumendosene la piena responsabilità politica. Le Camere le discuteranno e l'approveranno con la pubblicità che caratterizza i lavori parlamentari a garanzia della trasparenza, della collegialità e della democraticità dell’iter legislativo ordinario che la Costituzione assegna al Parlamento quale organo rappresentativo di tutti i cittadini;
    anche sul merito stesso del provvedimento emergono forti perplessità;
    la prima riguarda la più complessiva tenuta del sistema tributario che il decreto in esame mette di fatto in discussione, minando il principio stabilito dall'articolo 53 della Costituzione in base al quale «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva». Principio, quest'ultimo, che rappresenta non solo un criterio di commisurazione del prelievo tributario rispetto al reddito personale, ma anche il presupposto di legittimità dell'imposizione tributaria e che, a sua volta, non può prescindere dal principio di uguaglianza sancito nell'articolo 3 della Costituzione che bandisce qualsivoglia trattamento fiscale differenziato;
    si tratta, infatti, di un articolato che continua a prevedere sanatorie e condoni, nonostante le modifiche introdotte nel corso dell'esame al Senato, che minano la credibilità dell'intero sistema tributario di fronte ai cittadini, rischiando di compromettere gravemente le future entrate fiscali. Le misure di sanatoria vengono disposte al fine di favorire chi non ha adempiuto correttamente alle proprie obbligazioni tributarie e di fare cassa nell'immediato, a discapito delle future entrate, senza che vi sia anche solo la parvenza di un riordino del sistema fiscale. In questo contesto, sarebbe utile chiedersi se ha senso mantenere a regime una pletora di istituti di definizione e dialogo con i contribuenti, introdotti nel corso degli ultimi anni, se poi questi vengono depotenziati da un provvedimento definitorio «una tantum», come fanno le numerose norme fiscali previste in questo decreto;
    la seconda grave ferita al nostro sistema fiscale è costituita dalla caratteristica di queste misure definitorie, come ad esempio l'intervento previsto all'articolo 3, che reca la disciplina della definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione;
    tale intervento si configura in un palese danno a carico del bilancio pubblico: in sostanza le nuove norme sulla definizione agevolata dei carichi affidati all'agente di riscossione, ripropongono norme già vigenti che, in ragione delle varianti di maggior favore in termini di rateizzazione e di riduzione degli interessi e delle sanzioni precedentemente previste, hanno l'effetto di produrre minori entrate all'erario sulla riscossione ordinaria e sulla definizione agevolata dei carichi affidati all'agente di riscossione attualmente in corso;
    anche l'intervento previsto all'articolo 4, relativo allo stralcio dei debiti fino a mille euro affidati agli agenti della riscossione, che in gran parte riguarda i crediti dei Comuni per Tarsu, Ici, contravvenzioni stradali, rette scolastiche, oltre che le Regioni per il bollo auto, lede il principio di autonomia degli enti locali, provocando tra l'altro un inatteso deficit di bilancio per gli enti territoriali coinvolti che, secondo le stime dell'ANCI, andrà a gravare sui carichi comunali per quasi 4 miliardi. Al riguardo sarebbe stato più rispettoso dell'autonomia locale, concedere, in luogo dello stralcio, un termine all'ente creditore per la riattivazione del credito non prescritto mediante la notifica di un'ingiunzione di pagamento entro una data prestabilita, salvaguardando per tale via il bilancio degli enti locali coinvolti;
    le disposizioni in materia di fatturazione elettronica, ampliando il novero delle esclusioni dall'obbligo (ad es: ai soggetti tenuti all'invio dei dati al Sistema tessera sanitaria e alle associazioni sportive dilettantistiche) di fatto allentano la disciplina con il rischio di compromettere il contrasto dell'evasione fiscale perseguito costantemente e con successo negli ultimi anni;
    si evidenzia inoltre come l'articolo 25-novies, introdotto al Senato, che istituisce dal 1o gennaio 2019 un'imposta sui trasferimenti di denaro effettuati verso Paesi non appartenenti all'Unione Europea, dai cd. money transfer, colpisce in maniera discriminatoria le rimesse dei migranti regolari, persone che da anni lavorano, vivono e pagano le tasse in Italia, per non parlare del rischio che, aggiungendo una tassa a un contesto già caratterizzato da alte commissioni, si favorisce il ricorso a canali di trasferimento illegali. La misura contrasta, inoltre, con la tendenza, a livello internazionale, ad agire per abbattere il costo di tali commissioni: durante il G8 del 2009 a L'Aquila fu stabilito l'obiettivo di portarle al 5 per cento. Lo stesso obiettivo fu ribadito ai G20 di Cannes (2011) e Brisbane (2014). Inoltre, all'interno degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite è fissato l'impegno di ridurre i costi al 3 per cento entro il 2030,

delibera

di non procedere all'esame del disegno di legge n. 1408.
N. 2. Fregolent, Colaninno, Del Barba, Fragomeli, Librandi, Mancini, Topo, Ungaro, Fiano, Enrico Borghi.

   La Camera,
   premesso che:
    il provvedimento in esame interviene in una pluralità di ambiti diversi, contenendo disposizioni in materia fiscale, in materia sanitaria, in materia di trasporto pubblico locale, relative a Ferrovie dello Stato e Autorità di sistema portuale, in materia di politiche per la famiglia, per il rifinanziamento delle missioni di pace, di trattamenti di cassa integrazione in deroga, e la disciplina del terzo settore, di fatto assumendo le caratteristiche di un decreto omnibus;
    il provvedimento, quindi, disciplina una pluralità di ambiti materiali, i quali difficilmente possono considerarsi avvinti da quel nesso oggettivo o funzionale richiesto dalla Corte Costituzionale affinché il contenuto di un provvedimento d'urgenza possa ragionevolmente considerarsi unitario, e che costituisce uno dei principi fondamentali sui quali la medesima Corte ha da sempre fondato i percorsi argomentativi legati alla presenza, o assenza, del rispetto dei requisiti per la legittimità della decretazione d'urgenza;
    sul punto, anche la legge 23 agosto 1988, n. 400, «Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri», con riferimento alla potestà normativa del Governo e, in particolare, ai decreti legge, stabilisce che essi debbano «contenere misure di immediata applicazione e il loro contenuto deve essere specifico, omogeneo e corrispondente al titolo»;
    in aggiunta all'eterogeneità delle disposizioni in esso contenute, il decreto, in molte sue parti, si caratterizza per l'assenza dei presupposti di necessità ed urgenza, tanto che la Commissione affari costituzionali ha espresso un parere negativo rispetto alla sussistenza di tali presupposti;
    l'adozione del decreto-legge in esame, infatti, essenzialmente finalizzato ad introdurre norme per «fare cassa» e coprire le spese recate dalla legge di bilancio, si sovrappone a quest'ultima e genera una confusione che impedisce una organica e ben strutturata trattazione delle materie, determinando, in ultima analisi, disagi per cittadini e operatori;
    l'inserimento di alcune disposizioni nell'ambito del decreto-legge in questione sono, pertanto, pretestuose, posto che avrebbero potuto essere inserite nella legge di bilancio senza per questo limitare od inficiare gli obiettivi che si prefiggono;
    la confusione creata dal contemporaneo esame parlamentare di due provvedimenti che recano entrambi importanti norme di carattere finanziario in una molteplicità di ambiti è ben esemplificata dalla duplicazione delle disposizioni volte a ridurre i tempi d'attesa per le prestazioni sanitarie, contenute in entrambi i provvedimenti;
    inoltre, l'apertura della sessione di bilancio parlamentare avrebbe dato modo al Governo di sostenere compiutamente le proprie politiche economiche e fiscali all'interno della legge di bilancio, rendendo del tutto superflua l'adozione di un secondo provvedimento;
    quanto esposto dimostra chiaramente l'insussistenza – nel provvedimento in esame – del requisito di «straordinaria necessità e urgenza» sancito dall'articolo 77 della Costituzione, e la Consulta si è da sempre pronunciata nel senso di una limitazione dell'arbitrarietà politica del Governo nell'individuare tali requisiti;
    il carattere di urgenza del decreto è palesemente smentito, infine, anche dalla previsione circa l'entrata in vigore differita nel tempo di talune norme, oltre che da disposizioni di carattere ordinamentale, quali, ad esempio, la disciplina del processo tributario digitale;
    la molteplicità e la complessità delle singole materie trattate non ha trovato alcuno spazio di dibattito durante l'esame presso questo ramo del Parlamento a causa della ristrettezza dei tempi imposta dal Governo, e ciò contribuirà, purtroppo, ad aumentare la confusione normativa e l'eccesso di burocratizzazione del sistema fiscale;
    l'attuale Governo sta manifestando la volontà di alterare a proprio vantaggio il delicato equilibrio tra potere esecutivo e potere legislativo minando il corretto equilibrio fra gli organi costituzionali, non soltanto perché produce uno squilibrio tra potere legislativo e potere esecutivo, ma anche perché priva l'opposizione della facoltà di esercitare la sua funzione di indirizzo e di controllo politico;
    in conclusione, i contenuti normativi del disegno di legge in esame confliggono con le regole giuridiche, anche di rango costituzionale, che presiedono alla redazione dei provvedimenti d'urgenza;
    è giurisprudenza costante della Corte inoltre ritenere che il difetto dei predetti requisiti, una volta intervenuta la conversione, si traduca in un vizio in procedendo della relativa legge,

delibera

di non procedere all'esame del disegno di legge n. 1408.
N. 3. Lollobrigida, Meloni, Osnato, Acquaroli, Lucaselli, Rampelli, Rizzetto, Zucconi.

A.C. 523-784-914-1221-1222-A
EMENDAMENTI
Disposizioni per la promozione dell'attività fisica e dell'educazione motoria nella scuola primaria

Relatore: MARIANI.

N. 1.

Seduta dell'11 dicembre 2018

ART. 1.
(Delega al Governo in materia di insegnamento curricolare dell'educazione motoria nella scuola primaria)

  Al comma 1, dopo la lettera c) aggiungere la seguente:
   c-bis) consolidare come parte integrante dei programmi di insegnamento di educazione motoria l'insegnamento di princìpi di corretta alimentazione, intesi come elemento coadiuvante dell'attività sportiva per uno stile di vita sano.
1. 1. Lattanzio.

  Al comma 1, dopo la lettera f) aggiungere la seguente:
   f-bis) istituzione presso gli istituti di un laboratorio di educazione motoria sviluppato anche in rete con altre istituzioni scolastiche e in sinergia con federazioni sportive, enti di promozione sportiva e società o associazioni loro affiliate, amministrazioni locali e altri enti interessati all'educazione dei giovani e alla prevenzione della dispersione scolastica al fine di promuovere la collaborazione con il territorio e l'attività sportiva anche al di fuori dell'orario scolastico.
1. 2. Mollicone, Frassinetti, Rampelli.

(Votazione dell'articolo 1)

ART. 2.
(Copertura finanziaria)

(Votazione dell'articolo 2)

A.C. 290-410-1314-1386-A
EMENDAMENTI
Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare e dell'acquacoltura ottenuta con metodo biologico.

Relatore: MAGLIONE.

N. 1.

Seduta dell'11 dicembre 2018

ART. 1.
(Oggetto e finalità).

  Al comma 1, alinea, sostituire le parole: della produzione agricola, con le seguenti: dell'agroecologia con particolare riferimento alle produzioni agricole,.

  Conseguentemente, al medesimo comma, lettera c), sostituire le parole: della produzione agricola, con le seguenti: dell'agroecologia con particolare riferimento alle produzioni agricole.
1. 14. Benedetti.

  Al comma 1, alinea, sopprimere le parole:, con l'esclusione del sistema dei controlli,

  Conseguentemente:
    all'articolo 3, dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

  1-bis. Il Ministero è l'autorità di indirizzo, di controllo e di coordinamento a livello nazionale in materia di importazione di prodotti agricoli biologici da Paesi terzi, ai sensi del Regolamento (CE) n. 834/07 del Consiglio, del 28 giugno 2007, dal Regolamento (CE) n. 889/08 della Commissione del 5 settembre 2008 e dal Regolamento (CE) n. 1235/08 della Commissione dell'8 dicembre 2008 e successive modificazioni;
    all'articolo 5, comma 4, aggiungere, in fine, la seguente lettera:
   e) individuare le metodologie idonee a migliorare i controlli sul territorio nazionale, ivi compresi quelli da eseguire direttamente sui terreni agricoli coltivati a biologico e in materia di importazione da Paesi terzi di prodotti agricoli biologici, nonché di prodotti fitosanitari e di concimi utilizzati in agricoltura biologica.
1. 102. Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino, Spena.

  Al comma 1, alinea, sopprimere le parole:, con l'esclusione del sistema dei controlli,

  Conseguentemente, all'articolo 5, comma 4, aggiungere, in fine, la seguente lettera:
   e) individuare le metodologie idonee a migliorare i controlli sul territorio nazionale, ivi compresi quelli da eseguire direttamente sui terreni agricoli coltivati a biologico e in materia di importazione da Paesi terzi di prodotti agricoli biologici, nonché di prodotti fitosanitari e di concimi utilizzati in agricoltura biologica.
1. 103. Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino, Spena.

  Al comma 2, sostituire il secondo periodo con il seguente:
  2. Lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano favoriscono e promuovono ogni iniziativa volta all'incremento, nell'ambito delle superfici agricole e dell'allevamento animale, di quelle condotte con il metodo biologico, con priorità nelle aree protette nazionali e regionali di cui alla legge 6 dicembre 1991, n. 394, e nelle aree comprese nella rete «Natura 2000» prevista dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, attribuendo per questo priorità nella concessione di finanziamenti dell'Unione europea, statali e regionali alle aziende certificate per le produzioni biologiche, anche attraverso interventi volti a incentivare la costituzione di organismi e piattaforme di aggregazione del prodotto e delle filiere biologiche.
1. 101. Cenni, Gadda, Cardinale, Critelli, D'Alessandro, Dal Moro, Incerti, Portas.

  Sopprimere il comma 3.
1. 12. Caretta, Ciaburro.

  Al comma 3 sopprimere le parole:, che prevede l'uso di preparati biodinamici e specifici disciplinari,

  Conseguentemente, all'articolo 2, aggiungere, in fine, la seguente lettera:
   e) agricoltura biodinamica: metodo di coltivazione basato sul compostaggio, che esclude la movimentazione dei suoli, prevede l'uso di preparati biodinamici, tiene conto dei cicli lunari e cura sinergia tra le diverse specie vegetali, regolato da specifici disciplinari, derivanti dalle migliori tecniche disponibili (BAT – Best available techniques) a livello internazionale.
1. 105. Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino, Spena.

  Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:
  3-bis. Ai fini della presente legge, i prodotti vegetali ottenuti dalla raccolta spontanea, se applicati nel rispetto delle disposizioni dei regolamenti UE in materia di agricoltura biologica, sono considerati prodotti biologici.
1. 100. Luca De Carlo, Caretta, Ciaburro.

(Votazione dell'articolo 1)

  Dopo l'articolo 1, aggiungere il seguente:

ART. 1-bis.

  1. È istituito, attraverso il finanziamento di una banca dati pubblica, ai sensi dell'articolo 5, comma 12, del decreto legislativo 23 febbraio 2018, n. 20, un sistema volto a garantire la tracciabilità delle transazioni dei prodotti biologici.
1. 07. Gadda, Cardinale, Cenni, Critelli, D'Alessandro, Dal Moro, Incerti, Portas.

ART. 2.
(Definizioni).

  Al comma 1, dopo la lettera d), aggiungere le seguenti:
   d-bis) «conversione» la transazione dall'agricoltura non biologica a quella biologica entro un determinato periodo di tempo, durante il quale sono state applicate le disposizioni relative alla produzione biologica;
   d-ter) «operatore» la persona fisica o giuridica responsabile del rispetto delle disposizioni del regolamento (CE) n. 834/2007 nell'ambito dell'impresa biologica sotto il suo controllo.
2. 100. Luca De Carlo, Caretta, Ciaburro.

(Votazione dell'articolo 2)

ART. 3.
(Autorità nazionale).

(Votazione dell'articolo 3)

ART. 4.
(Autorità locali).

(Votazione dell'articolo 4)

ART. 5.
(Tavolo tecnico per la produzione biologica).

  Al comma 3, primo periodo, sostituire le parole: da tre rappresentanti delle regioni con le seguenti: da sei rappresentanti delle regioni.
5. 101. Emanuela Rossini, Schullian, Plangger, Gebhard.

  Al comma 3, primo periodo, sostituire le parole: da tre rappresentanti delle regioni con le seguenti: da un rappresentante delle regioni.

  Conseguentemente, al medesimo periodo, sopprimere le parole: e da un rappresentante delle associazioni maggiormente rappresentative nell'ambito della produzione agricola, agroalimentare e dell'acquacoltura effettuate con metodo biodinamico.
5. 10. Lucaselli.

  Al comma 3, primo periodo, sostituire le parole: da quattro rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole, con le seguenti: da due rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole;

  Conseguentemente, al medesimo comma:
    primo periodo, sostituire le parole: da tre rappresentanti delle associazioni dei consumatori, da tre rappresentanti della ricerca scientifica applicata nel settore della produzione biologica con le seguenti: da due rappresentanti delle associazioni dei consumatori e da due rappresentanti delle associazioni di protezione ambientale individuate ai sensi dell'articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349, scelti tra esperti in materia di agroecologia e acquacoltura; da tre rappresentanti della ricerca scientifica applicata nel settore della produzione biologica e biodinamica;
    secondo periodo, aggiungere, in fine, le parole: una sola volta.
5. 100. Benedetti.

  Al comma 3, primo periodo, dopo le parole: delle associazioni dei consumatori, aggiungere le seguenti: da due rappresentanti delle associazioni di protezione ambientale individuate ai sensi dell'articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n.  349, scelti tra esperti in materia.
5. 103. Gadda, Cenni, Cardinale, Critelli, D'Alessandro, Dal Moro, Incerti, Portas.

  Al comma 3, primo periodo, sostituire le parole: da due rappresentanti dei distretti biologici con le seguenti da tre rappresentanti dei distretti biologici.
5. 104. Parentela, Gagnarli, Cillis, Cadeddu.

(Votazione dell'articolo 5)

  Dopo l'articolo 5, aggiungere il seguente:

  ART. 5-bis. (Semplificazioni in materia di controlli). 1. Gli organismi di controllo di cui al decreto legislativo 23 febbraio 2018, n. 20, ai fini del rilascio del documento giustificativo di cui all'articolo 5, comma 2, del medesimo decreto, non procedono alla verifica dei fatti o delle circostanze attestate ed accertate ai sensi dell'articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 21 maggio 2018, n. 74, dai Centri autorizzati di assistenza agricola al tal fine incaricati dall'operatore interessato.
  2. La notifica dell'attività di produzione con metodo biologico non è soggetta al pagamento dell'imposta di bollo di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642. All'onere di spesa si fa fronte con i proventi del Fondo previsto al successivo articolo 7.
5. 0100. Nevi, Spena, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino.

ART. 6.
(Istituzione di un marchio biologico italiano).

  Al comma 1, dopo le parole: per caratterizzare aggiungere le seguenti: , anche a livello regionale,
6. 100. Emanuela Rossini, Schullian, Plangger, Gebhard.

  Al comma 2, primo periodo, sostituire le parole: di proprietà esclusiva del Ministero con le seguenti: gestito dal Ministero in concorso con le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano.
6. 101. Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino, Spena.

(Votazione dell'articolo 6)

ART. 7.
(Piano d'azione nazionale per la produzione biologica e i prodotti biologici).

  Al comma 1, primo periodo, sostituire le parole da: adotta il Piano d'azione fino alla fine del comma, con le seguenti: previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, anche al fine di assicurare un impiego mirato e coordinato degli strumenti finanziari previsti dai Piani di Sviluppo Rurale (PSR) a sostegno del settore, adotta il Piano d'azione nazionale per l'agricoltura biologica e i prodotti biologici, di seguito denominato «Piano», che è aggiornato annualmente. Gli interventi contenuti nel Piano sono finanziati con le risorse di cui all'articolo 9, nonché con gli strumenti finanziari europei e le risorse regionali rese disponibili.
7. 101. Sandra Savino, Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Spena.

  Al comma 1, primo periodo, sostituire le parole: che è aggiornato annualmente con le seguenti: del quale si deve tenere conto nella redazione ed applicazione del Piano d'azione nazionale per l'uso sostenibile dei fitofarmaci di cui al decreto legislativo del 14 agosto 2012, n. 150, e nella redazione ed applicazione del Piano strategico nazionale per l'utilizzo delle risorse della Politica Agricola Comune dell'Unione Europea. Il Piano è aggiornato annualmente.
*7. 1. Muroni, Fornaro.

  Al comma 1, primo periodo, sostituire le parole: che è aggiornato annualmente con le seguenti: del quale si deve tenere conto nella redazione ed applicazione del Piano d'azione nazionale per l'uso sostenibile dei fitofarmaci di cui al decreto legislativo del 14 agosto 2012, n. 150, e nella redazione ed applicazione del Piano strategico nazionale per l'utilizzo delle risorse della Politica Agricola Comune dell'Unione Europea. Il Piano è aggiornato annualmente.
*7. 102. Cenni.

  Al comma 2, lettera a) sostituire le parole: alle piccole aziende agricole con le seguenti: ai piccoli produttori agricoli di cui all'articolo 34, comma 6 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.  633.

  Conseguentemente, al medesimo comma, lettera b), sostituire le parole: delle piccole aziende agricole con le seguenti: dei piccoli produttori agricoli di cui all'articolo 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
7. 13. Spena, Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino.

  Al comma 2, lettera c), aggiungere, in fine, le seguenti parole: con particolare riferimento alla ristorazione collettiva;.
7. 90. Incerti, Gadda, Cenni, Cardinale, Critelli, D'Alessandro, Dal Moro, Portas.

  Al comma 2, dopo la lettera i) aggiungere le seguenti:
   i-bis) valorizzare le produzioni tipiche italiane;
   i-ter) promuovere la sostenibilità ambientale con la definizione di azioni per l'incremento e il mantenimento della fertilità naturale del terreno (tecniche di lavorazione, rotazioni colturali, sovesci), l'esclusione di prodotti chimici di sintesi, l'utilizzo di piante resistenti, l'uso di fertilizzanti naturali, le scelte di idonee colture a seconda del contesto ambientale specifico della zona di azione, l'uso di metodi di conservazione, packaging e distribuzione rispettosi dell'ambiente.
7. 100. Luca De Carlo, Caretta, Ciaburro.

  Al comma 3, sostituire le parole da: alle Camere fino alla fine del comma, con le seguenti: alle competenti Commissioni parlamentari una relazione sullo stato di attuazione del Piano e sulle modalità di ripartizione e utilizzo del Fondo per lo sviluppo della produzione biologica di cui all'articolo 9, nonché in merito alle iniziative finanziate dallo stesso.
7. 105. Golinelli, Lolini, Bubisutti, Coin, Gastaldi, Liuni, Lo Monte, Viviani.

  Al comma 3, aggiungere, in fine, il seguente periodo: Al Fondo è destinato annualmente il 50 per cento delle risorse derivanti dalle sanzioni previste dal decreto legislativo 23 febbraio 2018, n. 20.
7. 10. Luca De Carlo, Caretta, Ciaburro.

(Votazione dell'articolo 7)

ART. 8.
(Piano nazionale delle sementi biologiche)

(Votazione dell'articolo 8)

ART. 9.
(Fondo per lo sviluppo della produzione biologica)

  Al comma 4, sopprimere le parole: come sostituito dal comma 5 del presente articolo.

  Conseguentemente, sopprimere i commi 5 e 6.
9. 21. Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino, Spena.

  Al comma 4, sopprimere le parole: come sostituito dal comma 5 del presente articolo.

  Conseguentemente:
   sopprimere il comma 5;
   al comma 6, primo periodo, sopprimere le parole:
come sostituito dal comma 5 del presente articolo.
9. 22. Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino, Spena.

  Al comma 4, aggiungere, in fine, il seguente periodo: Il Fondo è inoltre incrementato con le risorse previste nei piani di settore di competenza del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e dalle risorse previste dalla programmazione nazionale per l'utilizzo dei fondi della Politica Agricola Comune dell'Unione europea almeno in proporzione all'incidenza del settore biologico sui mercati di riferimento o sulla superficie agricola utilizzata nazionale di competenza.
9. 25. Cenni, Gadda, Cardinale, Critelli, D'Alessandro, Dal Moro, Incerti, Portas.

  Al comma 5, capoverso comma 1, primo periodo, sostituire le parole: di una produzione biologica fino a: vendita di prodotti fitosanitari con le seguenti: dell'agroecologia, con una produzione agricola e dell'acquacoltura ecocompatibile, e di perseguire l'obiettivo prioritario di riduzione dei rischi per la salute degli uomini e per la conservazione degli ecosistemi, delle specie animali e vegetali e per il mantenimento dei cicli bio-geo-chimici dell'ambiente, è previsto un contributo annuale nella misura del 3 per cento del fatturato dell'anno precedente relativo alla vendita di prodotti chimici di sintesi utilizzati in agricoltura e acquacoltura.
9. 27. Benedetti.

  Al comma 5, capoverso comma 1, primo periodo, dopo le parole: è previsto aggiungere le seguenti: a carico dei soggetti titolari delle autorizzazioni all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari e dei fertilizzanti di sintesi, con esclusione dei distributori dei prodotti medesimi.

  Conseguentemente, dopo il comma 5, aggiungere il seguente:
  5-bis. Ogni anno entro il 31 dicembre, il Ministero delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo presenta ai componenti del Tavolo tecnico di cui all'articolo 5 una relazione relativa all'impiego delle risorse del Fondo previsto dal presente articolo.
9. 26. Nevi, Spena, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino.

  Al comma 5, capoverso comma 1, primo periodo, sostituire le parole: 2 per cento con le seguenti: 3 per cento.
9. 101. Benedetti.

  Al comma 5, capoverso comma 1, primo periodo, sopprimere le parole: e H400, H410, H411, H412 e H413.
9. 100. Spena, Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino.

  Dopo il comma 6, aggiungere il seguente:
  6-bis. Il Ministro delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo riferisce annualmente alle competenti Commissioni parlamentari in merito alle modalità di utilizzo del Fondo, alle risorse impiegate e alle iniziative e soggetti finanziati dal Fondo stesso.
9. 102. Caretta, Luca De Carlo, Ciaburro.

(Votazione dell'articolo 9)

ART. 10.
(Strumenti di integrazione degli operatori della filiera biologica).

(Votazione dell'articolo 10)

ART. 11.
(Sostegno alla ricerca nel settore della produzione biologica).

  Al comma 2, lettera a), sostituire le parole da: corsi di laurea fino a: produzione biologica con le seguenti: dottorati di ricerca e master nonché corsi di alta formazione e corsi di formazione permanente, in tema di produzione agricola e agroalimentare e di acquacoltura effettuate con metodo biologico nei dipartimenti di agronomia, produzioni vegetali e zootecnia nonché in quelli di economia e di giurisprudenza delle università italiane.
11. 27. Gadda, Cenni, Cardinale, Critelli, D'Alessandro, Dal Moro, Incerti, Portas.

(Votazione dell'articolo 11)

ART. 12.
(Formazione professionale).

  Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: operatori in materia di produzione biologica aggiungere le seguenti:, di produttori e operatori di settore che decidono di convertirsi dalla produzione convenzionale a quella biologica.
12. 100. Parentela, Gagnarli, Cillis, Cadeddu.

  Al comma 1, primo periodo, aggiungere, in fine, le parole:, anche avvalendosi di Enti di formazione riconosciuti a livello nazionale che possono operare per il tramite delle proprie articolazioni territoriali.
12. 22. Nevi, Spena, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino.

(Votazione dell'articolo 12)

ART. 13.
(Distretti biologici).

  Al comma 1, premettere il seguente:
  01. Al fine di favorire la conversione al biologico della superficie agricola utilizzata nei territori interessati da un distretto biologico e nelle aree protette nazionali e regionali di cui alla legge 6 dicembre 1991, n. 394, e nelle aree comprese nella rete «Natura 2000» prevista dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, è vietato in queste aree l'utilizzo in agricoltura dei fanghi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99, e relative modifiche contenute nel decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130.
*13. 23. Luca De Carlo, Caretta, Ciaburro.

  Al comma 1, premettere il seguente:
  01. Al fine di favorire la conversione al biologico della superficie agricola utilizzata nei territori interessati da un distretto biologico e nelle aree protette nazionali e regionali di cui alla legge 6 dicembre 1991, n. 94, e nelle aree comprese nella rete «Natura 2000» prevista dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, è vietato in queste aree l'utilizzo in agricoltura dei fanghi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99, e relative modifiche contenute nel decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130.
*13. 27. Benedetti.

  Al comma 1, alinea, aggiungere, in fine, le parole: allo stato attuale o come obiettivo di programmazione.

  Conseguentemente, al medesimo comma:
   lettera
a), sopprimere le parole: la trasformazione;
   lettera b), sostituire le parole: la produzione con le seguenti: la necessità di tutela della produzione
13. 1. Muroni, Fornaro.

  Al comma 1, lettera a), dopo le parole: la preparazione alimentare aggiungere le seguenti:, entro il territorio individuato dal biodistretto.
13. 100. Emanuela Rossini, Schullian, Plangger, Gebhard.

  Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
  1-bis. Nel caso di costituzione di contratti di rete di cui all'articolo 1-bis, comma 3, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, alle imprese agricole, singole e associate, viene riconosciuta la possibilità di mettere in comune le unità fondiarie in cui viene esercitata l'attività agricola biologica con le unità fondiarie in cui viene esercitata l'attività agricola non biologica, garantendo la piena tracciabilità delle produzioni e la distinzione tra la produzione ottenuta.
13. 26. Spena, Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino.

  Al comma 3, sostituire le parole: gli enti locali con le seguenti: gli enti pubblici locali o regionali.
13. 101. Emanuela Rossini, Schullian, Plangger, Gebhard.

  Al comma 5, lettera a), aggiungere, in fine, le parole:, ivi compresa la cura del sistema-bosco quale spazio non coltivato dal quale ricavare prodotti e servizi attraverso la sua gestione sostenibile.
13. 25. Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino, Spena.

  Al comma 5, dopo la lettera e), aggiungere la seguente:
   e-bis) favorire il recupero, la conservazione e la valorizzazione delle biodiversità agricole locali costituite dalle varietà di sementi e delle razze animali tipiche, nonché dalle specifiche pratiche colturali locali.
13. 6. Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino, Spena.

(Votazione dell'articolo 13)

ART. 14.
(Organizzazioni interprofessionali nella filiera biologica).

  Al comma 1, lettera a), aggiungere, in fine, le parole: nonché da rappresentanti dei distretti biologici di cui all'articolo 13.
14.100. Parentela, Gagnarli, Cillis, Cadeddu.

(Votazione dell'articolo 14)

ART. 15.
(Accordi quadro).

(Votazione dell'articolo 15)

ART. 16.
(Intese di filiera per i prodotti biologici).

(Votazione dell'articolo 16)

ART. 17.
(Organizzazioni dei produttori biologici).

(Votazione dell'articolo 17)

ART. 18.
(Divieto di uso di organismi geneticamente modificati).

  Sopprimerlo.
18. 100. Golinelli, Lolini, Bubisutti, Coin, Gastaldi, Liuni, Lo Monte, Viviani.

(Si vota il mantenimento dell'articolo 18)

  Dopo l'articolo 18, aggiungere il seguente:

  ART. 18-bis (Testo unico in materia di agricoltura biologica). 1. Il Governo, tenuto conto di quanto disposto dall'articolo 117 della Costituzione, è delegato ad adottare, entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi di riordino delle disposizioni vigenti in materia di agricoltura biologica, di importazione di prodotti di agricoltura biologica e di agricoltura biodinamica, in ottemperanza a e nel rispetto, dei seguenti princìpi e criteri direttivi:
   a) coordinamento con le normative dell'Unione europea e delle convenzioni internazionali in materia, nonché adeguamento agli standard internazionali di settore e alle migliori tecniche disponibili (BAT – Best available techniques) a livello internazionale;
   b) piena informatizzazione delle procedure amministrative relative all'agricoltura biologica, rafforzando l'operatività del Sistema informativo per il Biologico (SIB), del fascicolo aziendale delle aziende biologiche, nonché della banca dati transazioni prevista dall'articolo 5, comma 12, del decreto legislativo 23 febbraio 2018, n. 20, anche ai fini della trasparenza del settore;
   c) semplificazione e snellimento burocratico in un'ottica di sussidiarietà, anche mediante un maggior coinvolgimento dei Centri di assistenza agricola (CAA), in qualità di soggetti incaricati di funzioni amministrative e certificatorie concernenti l'attività di impresa, ai sensi dell'articolo 6 del decreto legislativo 21 maggio 2018, n. 74;
   d) riforma e rafforzamento del sistema dei controlli, ivi compresi gli organismi di controllo di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 23 febbraio 2018, n. 20; previsione di un adeguato numero di controlli annuali, anche non preannunciati, e di un numero maggiore di controlli diretti sui terreni agricoli coltivati a biologico, al fine di garantire una protezione più ampia del consumatore; adozione di misure volte ad assicurare una maggiore tutela della concorrenza attraverso la previsione di strumenti di contrasto e di soluzione dei casi di conflitto di interessi tra controllori e controllati; semplificazione e armonizzare della materia dei controlli anche sul piano della disciplina sanzionatoria, anche al fine di verificare la congruità dei dati dichiarati dagli operatori biologici in merito ai volumi di prodotto e ai flussi commerciali, partendo dalle superfici agricole certificate in Italia e nei Paesi da cui si acquistano materie prime, secondo un percorso di tracciabilità lungo tutta la filiera; revisione di controlli a campione attivati dalle amministrazioni pubbliche competenti sugli organismi certificatori e nelle aziende di agricoltura biologica;
   e) revisione dei prodotti fitosanitari e dei concimi utilizzati, ivi compresa la certificazione della provenienza degli stessi, al fine di adeguarli alle più recenti scoperte scientifiche, agli standard internazionali di settore e alle migliori tecniche disponibili (BAT – Best available techniques) a livello internazionale;

  2. I decreti legislativi sono adottati su proposta del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, di concerto con il Ministro della salute, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano. Gli schemi dei decreti legislativi, a seguito di deliberazione preliminare del Consiglio dei ministri, sono trasmessi alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica perché su di essi siano espressi, entro trenta giorni dalla data di trasmissione, i pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia. Decorso tale termine i decreti legislativi sono emanati anche in mancanza dei pareri. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi, con le procedure di cui al presente comma, il Governo può adottare disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi medesimi.
18. 0104. Nevi, Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino, Spena.

ART. 19.
(Sementi biologiche).

  Al comma 1, capoverso 6-bis, primo periodo, premettere le parole: Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 13 del regolamento (UE) n. 2018/848 del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018, relativo alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici,.

  Conseguentemente, sopprimere il comma 2.
19. 100. Parentela, Gagnarli, Cillis, Cadeddu.

  Al comma 1, capoverso 6-bis, sopprimere il secondo periodo.
19. 1. Sandra Savino, Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Spena.

(Votazione dell'articolo 19)

  Dopo l'articolo 19, aggiungere il seguente:

Art. 19-bis.
(Prevenzione e riduzione del rischio di contaminazione accidentale da sostanze chimiche di sintesi non ammesse nel biologico).

  1. Al fine di prevenire e contenere una possibile contaminazione accidentale da sostanze chimiche di sintesi non ammesse nel biologico i conduttori dei terreni dove si pratica agricoltura convenzionale o l'integrato volontario, confinanti con terreni coltivati con metodo biologico, hanno l'obbligo di adottare specifiche misure di difesa e prevenzione.
  2. Il Piano di Azione Nazionale (PAN) per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150 indica gli interventi obbligatori per la prevenzione e riduzione del rischio di contaminazione accidentale delle produzioni biologiche e disciplina le modalità per la loro attuazione. Entro sei mesi dall'approvazione della presente legge il Piano di Azione Nazionale (PAN) per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari viene aggiornato al fine di garantire l'attuazione degli interventi medesimi di prevenzione e riduzione del rischio.
  3. La mancata realizzazione degli interventi di prevenzione e riduzione del rischio di contaminazione accidentale delle produzioni biologiche comporta una sanzione amministrativa equivalente almeno al valore commerciale dell'intero raccolto della coltura biologica danneggiata. L'agricoltore danneggiato può presentare alla regione o provincia autonoma di Trento e Bolzano domanda di risarcimento del danno a valere sulla sanzione amministrativa applicata.
*19. 02. Muroni, Fornaro.

  Dopo l'articolo 19, aggiungere il seguente:

Art. 19-bis.

(Prevenzione e riduzione del rischio di contaminazione accidentale da sostanze chimiche di sintesi non ammesse nel biologico).

  1. Al fine di prevenire e contenere una possibile contaminazione accidentale da sostanze chimiche di sintesi non ammesse nel biologico i conduttori dei terreni dove si pratica agricoltura convenzionale o l'integrato volontario, confinanti con terreni coltivati con metodo biologico, hanno l'obbligo di adottare specifiche misure di difesa e prevenzione.
  2. Il Piano di Azione Nazionale (PAN) per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 14 agosto 2012, n.  150 indica gli interventi obbligatori per la prevenzione e riduzione del rischio di contaminazione accidentale delle produzioni biologiche e disciplina le modalità per la loro attuazione. Entro sei mesi dall'approvazione della presente legge il Piano di Azione Nazionale (PAN) per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari viene aggiornato al fine di garantire l'attuazione degli interventi medesimi di prevenzione e riduzione del rischio.
  3. La mancata realizzazione degli interventi di prevenzione e riduzione del rischio di contaminazione accidentale delle produzioni biologiche comporta una sanzione amministrativa equivalente almeno al valore commerciale dell'intero raccolto della coltura biologica danneggiata. L'agricoltore danneggiato può presentare alla regione o provincia autonoma di Trento e Bolzano domanda di risarcimento del danno a valere sulla sanzione amministrativa applicata.
*19. 08. Benedetti.

  Dopo l'articolo 19, aggiungere il seguente:

Art. 19-bis.

(Prevenzione e riduzione del rischio di contaminazione accidentale da sostanze chimiche di sintesi non ammesse nel biologico).

  1. Al fine di prevenire e contenere una possibile contaminazione accidentale da sostanze chimiche di sintesi non ammesse nel biologico i conduttori dei terreni dove si pratica agricoltura convenzionale o l'integrato volontario, confinanti con terreni coltivati con metodo biologico, hanno l'obbligo di adottare specifiche misure di difesa e prevenzione.
  2. Il Piano di Azione Nazionale (PAN) per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150 indica gli interventi obbligatori per la prevenzione e riduzione del rischio di contaminazione accidentale delle produzioni biologiche e disciplina le modalità per la loro attuazione. Entro sei mesi dall'approvazione della presente legge il Piano di Azione Nazionale (PAN) per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari viene aggiornato al fine di garantire l'attuazione degli interventi medesimi di prevenzione e riduzione del rischio.
  3. La mancata realizzazione degli interventi di prevenzione e riduzione del rischio di contaminazione accidentale delle produzioni biologiche comporta una sanzione amministrativa equivalente almeno al valore commerciale dell'intero raccolto della coltura biologica danneggiata. L'agricoltore danneggiato può presentare alla regione o provincia autonoma di Trento e Bolzano domanda di risarcimento del danno a valere sulla sanzione amministrativa applicata.
*19. 0100. Cenni.

  Dopo l'articolo 19, aggiungere il seguente:

Art. 19-bis.
(Apicoltura biologica)

  L'attività di apicoltura biologica è riservata all'esclusivo impiego della razza di ape italiana (Apis mellifera ligustica Spinola, 1806) e delle popolazioni di api autoctone tipiche o delle zone di confine, di cui all'articolo 1 della legge 24 dicembre 2004, n. 313.
**19. 03. Spena, Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino.

  Dopo l'articolo 19, aggiungere il seguente:

Art. 19-bis.
(Apicoltura biologica).

  L'attività di apicoltura biologica è riservata all'esclusivo impiego della razza di ape italiana (Apis mellifera ligustica Spinola, 1806) e delle popolazioni di api autoctone tipiche o delle zone di confine, di cui all'articolo 1 della legge 24 dicembre 2004, n. 313.
**19. 022. Caretta, Luca De Carlo, Ciaburro.

  Dopo l'articolo 19, aggiungere il seguente:

Art. 19-bis.
(Disposizioni ulteriori).

  1. Nel caso di costituzione di contratti di rete di cui all'articolo 7, di distretti biologici di cui all'articolo 10 o di organizzazioni di produttori riconosciute per la produzione biologica di cui all'articolo 13, ferme restando le disposizioni derivanti dalla regolamentazione comunitaria, alle aziende composte da più unità fondiarie separate e distanti tra loro, partecipanti al contratto di rete, al distretto biologico o socie di OP riconosciute per la produzione biologica, viene riconosciuta la possibilità di suddividere le unità fondiarie in «biologiche» e «non biologiche». Dovranno in ogni caso essere garantita la piena tracciabilità delle produzioni e la distinzione tra produzione ottenuta da unità fondiarie condotte con metodo biologico e non biologico.
19. 04. Critelli, Gadda, Cenni, Cardinale, D'Alessandro, Dal Moro, Incerti, Portas.

ART. 20.
(Abrogazioni).

(Votazione dell'articolo 20)

ART. 21.
(Norma di salvaguardia).

(Votazione dell'articolo 21)

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