PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE - C3724



Onorevoli Colleghi! - Nella scorsa legislatura fu presentata da esponenti del centrosinistra (Bassanini, Elia, Ayala, Berlinguer, Napolitano, Mattarella, Mussi, Veltroni, Bindi, Jervolino Russo, Masi ed altri) la proposta di legge costituzionale n. 2115, «Modifica agli articoli 64, 83, 135, 138 della Costituzione», con la quale si proponeva di elevare a due terzi la maggioranza prevista per riformare i regolamenti parlamentari, le modalità d'elezione del Presidente della Repubblica, dei giudici della Corte costituzionale, e le procedure di revisione della Costituzione. L'obiettivo dichiarato, nell'ambito del nuovo sistema elettorale maggioritario, era di riconsiderare la struttura delle garanzie costituzionali che trovano in questi articoli una loro definizione.
In questa legislatura, come è noto, per quanto riguarda le norme di revisione costituzionale, è stata istituita la Commissione bicamerale per le riforme costituzionali, con la legge costituzionale 24 gennaio 1997, n. 1, che ha derogato alla procedura prevista ex articolo 138 della Costituzione. La Commissione sta operando sulla seconda parte della Costituzione, affrontando direttamente anche le questioni connesse agli articoli 83 e 135.
La discussione in atto nella Commissione bicamerale sembra rispettare quanto affermato nella relazione introduttiva dell'atto Camera n. 2115 dove, tra l'altro, si legge: «Una democrazia maggioritaria matura si fonda sulla comune e diffusa convinzione che il principio maggioritario debba dispiegarsi appieno per quanto riguarda le scelte di governo, ma trovi un limite invalicabile nel rispetto dei princìpi costituzionali, delle regole democratiche, dei diritti e delle libertà dei cittadini: princìpi, regole, diritti, libertà che non sono e non possono essere rimessi alle discrezionali decisioni delle maggioranze pro tempore».
Fra gli stessi colleghi firmatari dell'atto Camera n. 2115, oggi facenti parte della maggioranza, questi sacrosanti princìpi sembrano non essere più validi per ciò che attiene invece la riforma dei regolamenti parlamentari. Si susseguono, infatti, dichiarazioni ed interventi di esponenti di vertice del Governo e della maggioranza, sulla necessità di effettuare tale riforma anche, eventualmente, senza il consenso dell'opposizione. La stessa Giunta per il regolamento è impegnata in un'intensa attività istruttoria.
Al contrario, è tuttora presente, in particolare per la questione regolamentare, l'esigenza prospettata dai colleghi Bassanini, Elia, Berlinguer, Napolitano, Mattarella, Mussi, Veltroni, Bindi, presentatori nella scorsa legislatura della proposta di modifica dell'articolo 64 della Costituzione, di garantire «la certezza che le regole non saranno riscritte a suo piacimento dalla maggioranza che uscirà dalle urne», e, ancora, proporre «come necessaria premessa e condizione per perfezionare la transizione alla democrazia maggioritaria e per avviare in condizioni di serenità e certezza democratica una grande stagione di riforme istituzionali, di elevare a due terzi la maggioranza costituzionalmente prescritta per approvare leggi costituzionali o di revisione della Costituzione».
A nostro avviso, inoltre, la condivisa esigenza di cambiare i regolamenti parlamentari dovrebbe essere subordinata e conseguente alle modifiche d'ordine costituzionale che la Commissione bicamerale apporterà in tema di forma di Stato, di forma di Governo, di bicameralismo e di garanzie.
Pertanto, si ritiene opportuno ripresentare in questa legislatura la proposta Bassanini, limitatamente alla parte concernente i regolamenti parlamentari, nella convinzione che quanto allora sostenuto, dopo le elezioni del 1994 vinte dal Polo per le libertà, sia ancora valido adesso, dopo la vittoria dell'Ulivo insieme a Rifondazione comunista nelle elezioni del 1996. Nella convinzione ulteriore che gli onorevoli presentatori, anche oggi che ricoprono importanti cariche di Governo e di maggioranza, la pensino ancora nello stesso modo: che i regolamenti parlamentari non possono essere riformati a «colpi di maggioranza».


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