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Svolgimento di interpellanze urgenti (ore 9,38).
(Iniziative di prevenzione e contrasto al fenomeno della violenza contro le donne, anche in considerazione dell'azzeramento del fondo destinato ad un Piano contro la violenza alle donne a seguito del recente decreto-legge in materia fiscale - n. 2-00033)
PRESIDENTE. L'onorevole Lenzi ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00033, concernente iniziative di prevenzione e contrasto al fenomeno della violenza contro le donne, anche in considerazione dell'azzeramento del fondo destinato ad un Piano contro la violenza alle donne a seguito del recente decreto-legge in materia fiscale (Vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti).
DONATA LENZI. Signor Presidente, l'interpellanza nasce dalla preoccupazione che si è creata intorno all'azzeramento del fondo che era stato destinato alla lotta contro il fenomeno, in continuo aumento, della violenza contro le donne. Ho avuto occasione di leggere la risposta che la Ministra ha dato al Senato nell'occasione in cui è stato trattato analogo argomento, la settimana scorsa, e quindi mi permetto di ricollegarmi a tale risposta, ritenendo che la questione vada affrontata tenendo presente anche quello che nella realtà è già successo.Pag. 2
Il taglio ad un fondo destinato, fin dal titolo, a quello scopo, toglie (pur essendoci la disponibilità di altri finanziamenti) trasparenza all'obiettivo che si voleva tutelare e chiarezza nell'utilizzo dei finanziamenti, e rende meno evidente l'impegno politico in una battaglia che ritengo tutte le donne che sono presenti in questa Aula e nel Parlamento (ciò vale anche per i colleghi) dovrebbero condividere. Si tratta di un fenomeno che sappiamo essere in aumento, che si verifica sia nei luoghi pubblici, sia soprattutto nei contesti familiari, e che presenta diversi aspetti.
Vedo che da parte del Ministro Carfagna vi è un impegno importante sulla questione dello stalking, che rientra comunque all'interno della generale categoria della violenza e della violenza sessuale contro le donne.
Quindi, pur sussistendo la disponibilità di altri finanziamenti, l'impegno che veniva affermato con la costituzione di un fondo ad hoc mi sembra fosse più rilevante e tale da segnare una maggiore assunzione di responsabilità. Una politica che si impegna contro la violenza sessuale nei confronti delle donne non può fermarsi alla pur importante fase della repressione del reato. È importante e necessario che tale fase ci sia, ma questa politica richiede sia interventi di prevenzione, che partono dall'ambito culturale, sia interventi successivi di sostegno nei confronti delle vittime della violenza. A tale riguardo vi è il ruolo dei centri anti-violenza, ai quali - per fortuna dico io - non si rivolge la totalità delle donne, perché nel momento in cui ci si rivolge a tali centri la situazione è particolarmente drammatica e vi è la necessità di tagliare i ponti con la propria vita, che non è più possibile condurre in condizioni di sicurezza. Vi è anche la necessità di garantire una serie di interventi sul piano sanitario, sul piano sociale e sul piano del sostegno giuridico, interventi che richiedono rilevanti investimenti. Anche su questo chiediamo la garanzia che l'impegno si traduca in atti concreti e in politiche concrete.
Sul piano poi della repressione di questi reati - oltre alle nuove proposte di legge - la cronaca degli ultimi giorni mi costringe ad un'ulteriore richiesta. Nell'ambito della prefigurazione di reati di categoria «A», quelli per i quali è possibile ricorrere a tutti gli strumenti di indagine, comprese le intercettazioni, e di reati di categoria «B», nei confronti dei quali il ricorso allo strumento delle intercettazioni è invece proibito, mi permetta di dire che, pur non condividendo questa divisione in generale, almeno si garantisca che nei confronti di stupri, molestie e stalking sia possibile usufruire - su questo chiedo un suo impegno diretto - di tutti gli strumenti di indagine oggi consentiti dalle tecnologie.
Su questo e sul complesso degli impegni che la Ministra vorrà assumere circa l'importante tema che oggi è posto alla sua attenzione, chiedo una risposta.
PRESIDENTE. Il Ministro per le pari opportunità, onorevole Maria Rosaria Carfagna, ha facoltà di rispondere.
MARIA ROSARIA CARFAGNA, Ministro per le pari opportunità. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pur confermando che il decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, ha azzerato il Fondo specifico, pari a 20 milioni di euro, destinato al piano contro la violenza alle donne, va chiarito in premessa che tale dotazione finanziaria era aggiuntiva a quella del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità. Quest'ultimo Fondo - ribadisco - non è stato ridotto e ribadisco ancora che con esso è possibile realizzare un ampio spettro di politiche per i diritti e le pari opportunità tra cui, naturalmente, in primis, anche azioni di contrasto alla violenza sulle donne.
Al Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, la legge finanziaria per il 2007 ha assegnato, per gli anni 2007- 2008- 2009, 40 milioni di euro e ha espressamente previsto che una quota, per ciascuno degli anni, sia destinata dal Ministro per le pari opportunità ad un Fondo nazionale contro la violenza sessuale e di genere.
Le risorse del fondo sono pari, per il 2008, a 96,8 milioni di euro complessiviPag. 3(50 milioni di euro del 2008 più l'importo non speso nel 2007, pari a 46,8 milioni di euro, che è stato riassegnato al dipartimento per le pari opportunità). È importante avere i fondi, ma è ancora più importante spenderli in azioni di contrasto alla violenza sulle donne: cosa che, evidentemente, chi mi ha preceduto non ha fatto.
Le risorse nella piena disponibilità del Ministero, ad oggi, sono pari a ben 72 milioni di euro.
Rispetto ai 3 milioni di euro previsti dal decreto del Ministro Pollastrini, a fronte della complessiva disponibilità di 72 milioni di euro, lo stanziamento in favore delle azioni di contrasto alla violenza sessuale e di genere, potrà, e a mio avviso dovrà, essere notevolmente incrementato. Ciò dimostra che non esiste alcuna sottovalutazione dell'importanza della lotta alla violenza sulle donne, lotta alla quale contribuiscono attivamente e con un prezioso aiuto agli organi di giustizia i centri antiviolenza, che saranno oggetto di una seria riflessione, ovviamente con gli operatori del settore, al fine di migliorarne e potenziarne il funzionamento.
Prima di protestare per il taglio del Fondo aggiuntivo sarebbe opportuno preoccuparsi del fatto che chi mi ha preceduto non ha speso oltre 46 milioni di euro relativi allo scorso anno e che ha stanziato soltanto 3 milioni di euro per combattere la violenza sulle donne. Posso assicurarvi che i fondi non mancano e che su questo fronte investirò molto di più di quanto è stato investito negli ultimi due anni.
L'impegno del Ministero in azioni a favore delle donne è sempre più forte. Esso si manifesta attraverso l'operato dell'osservatorio pubblico nazionale contro le molestie gravi e la violenza alle donne, contro la violenza per orientamento sessuale e identità di genere; con il confronto costante tra istituzioni e società svolto presso il forum permanente contro le molestie gravi e la violenza alle donne; si manifesta, ancora, con il sostegno psicologico e giuridico alle donne vittime di violenza fornito dal servizio telefonico di pubblica utilità - introdotto dalla collega Prestigiacomo - con il numero 1522, multilingue e funzionante 24 ore su 24 per tutti i giorni dell'anno.
È mio intendimento proseguire l'azione già intrapresa per avviare campagne informative a tutela del diritto alla salute della donna, i programmi di assistenza a favore delle vittime della tratta di esseri umani, le azioni per la prevenzione delle mutilazioni genitali femminili.
Verrà proseguita, poi, la procedura già avviata mediante la pubblicazione di due bandi pubblici riguardanti il contrasto alla violenza di genere per il finanziamento della progettazione e il maggiore coinvolgimento a livello territoriale degli attori istituzionali coinvolti.
Sono, inoltre, di prossima presentazione in Consiglio dei Ministri, su mia proposta, due disegni di legge contenenti, rispettivamente, misure contro gli atti persecutori o molestie insistenti - il cosiddetto stalking - e misure contro la violenza sessuale.
Tale intervento legislativo, che segue e prende spunto dall'ampio dibattito già avviatosi nel corso della scorsa legislatura, risponde alla necessità di introdurre anche nel nostro ordinamento, così com'è avvenuto in molti altri Paesi europei ed extraeuropei, un'apposita ed autonoma previsione di reato per i casi di gravi molestie ed atti persecutori, per lo più nei confronti di donne, che provocano gravi sofferenze psicologiche e fisiche, annientando spesso le abitudini di vita della vittima e colpendola negli affetti più vicini.
Punire lo stalking equivale, molte volte, a prevenire delitti più gravi spesso conseguenza di ripetute molestie sottovalutate dalle istituzioni. Non vi è dubbio che la prevenzione, specie per questi casi di violenza, sia il mezzo di contrasto e di tutela delle donne più efficace. Ma, oltre che attraverso azioni di prevenzione, occorre intervenire anche attraverso misure di repressione di questo genere di reati.
Allo stesso modo, la violenza sessuale, individuale e di gruppo, pone grandi problemi non solo in ordine all'applicazionePag. 4di pene adeguate, ma anche in ordine all'accelerazione dei processi ed alla certezza della pena.
A queste istanze si propongono di rispondere le mie proposte legislative, con in primis le azioni di prevenzione del fenomeno della violenza sulle donne, sostenendo economicamente i centri di accoglienza per madri e bambini vittime della violenza familiare, con particolare riguardo a quei centri che aiutano le donne al recupero della loro dignità anche attraverso percorsi guidati di inserimento lavorativo; un sostegno anche ai centri che si occupano di aiuto ai bambini maltrattati ed alle loro famiglie. È di tutta evidenza che il Ministero per le pari opportunità è istituzionalmente preposto a rimuovere tutti quegli ostacoli che si frappongono per una piena realizzazione di una parità tra soggetti deboli.
Saranno finanziate, inoltre, campagne pubblicitarie rivolte alle donne vittime della violenza (sessuale o familiare) per renderle consapevoli dell'entità dei loro diritti violati e della possibilità, nonché della necessità, del loro ripristino. Si tratta di campagne rivolte naturalmente anche agli uomini al fine di sensibilizzare, anche e soprattutto, chi si rende responsabile di atti violenti, aggressivi e intimidatori. Dato il radicale mutamento del mondo della comunicazione, le campagne dovranno naturalmente utilizzare tutti i mezzi a disposizione, nessuno escluso: televisione, radio, Internet, sale cinematografiche, cartellonistica pubblicitaria.
Particolare attenzione verrà prestata al drammatico problema della prostituzione, con riguardo soprattutto a quella minorile. Tale emergenza non è stata mai affrontata in termini operativi, forse perché condizionati da una lettura della piaga della prostituzione fatta secondo vecchi schemi.
Per quanto riguarda il fenomeno delle baby prostitute, verranno sollecitati accordi bilaterali con i Paesi di provenienza per far sì che, una volta prelevate dalle forze dell'ordine, le prostitute che risulteranno minorenni (e che purtroppo sono la stragrande maggioranza), vengano riaffidate alle autorità consolari per la procedura del cosiddetto «rimpatrio assistito», figura studiata per i minori stranieri, privi di esercenti la potestà, in collaborazione con i servizi sociali del servizio sociale internazionale.
Verranno, poi, sostenute le iniziative in favore degli anziani, spesso dimenticati da una società che si rivolge quasi sempre ai giovani.
In conclusione, ritengo che tutte le misure e tutte le iniziative per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne - al vaglio del Governo e del Ministero per le pari opportunità - non verranno pregiudicate dal recente decreto-legge del Governo.
PRESIDENTE. L'onorevole De Biasi, cofirmataria dell'interpellanza, ha facoltà di replicare.
EMILIA GRAZIA DE BIASI. Signor Presidente, signora Ministro intanto colgo l'occasione per augurarle buon lavoro.
Le premesse non sono soddisfacenti - mi duole doverlo dire - perché ritengo che la sua risposta non tocchi il problema principale. La nostra domanda concerne il motivo per cui vi è stato questo taglio, di 20 milioni di euro, alla prevenzione, agli osservatori, a tutte quelle strutture territoriali che suppliscono ad una carenza enorme, naturalmente non recente, ma storica, nel nostro Paese, sulla violenza alle donne. Perché questo taglio di 20 milioni? Lei non risponde, ci ha detto molte cose interessanti - avremo modo di verificare, poi, nel lavoro - e tuttavia mi corre l'obbligo di segnalarle alcuni problemi.
Innanzitutto sono lieta che lei abbia cambiato opinione sui centri antiviolenza rispetto alla risposta che ha dato al Senato dove ha dichiarato che si sarebbe aperta un'indagine poiché soltanto il 2,8 per cento delle donne italiane fa ricorso a questi centri. Sono lieta che lei abbia cambiato opinione perché, se non ci fossero i centri antiviolenza - la casa delle donne maltrattate, i centri di soccorso presso gli ospedali, penso al Mangiagalli di Milano - non ci sarebbe assolutamentePag. 5niente e queste donne si troverebbero nella solitudine più totale.
In secondo luogo, signora Ministro, voglio ricordare che amministrazioni di parte diversa dalla mia - penso a quella della mia città, Milano - hanno comunque finanziato e continuano a finanziare questi centri proprio per segnalare l'importanza dell'intervento comune, e non di parte, sui temi della violenza alle donne. Noi siamo naturalmente disponibili a fare un bilancio del lavoro di questi centri - tutto si può pensare -, ma mi pare che sia importante valorizzarli, non soltanto dal punto di vista finanziario, ma anche per ciò che sono, cioè l'unico presidio territoriale e l'unica alternativa all'ospedale o, peggio ancora, alla solitudine.
Questo taglio di 20 milioni di euro appare fra l'altro ancora più strano se si considera l'enfasi che il Governo ha posto sui temi della sicurezza. In proposito, anzi, mi permetta di dire che è singolare che un Ministro dichiari che i finanziamenti che ha sono sufficienti. L'universo delle pari opportunità richiede interventi sul lavoro, sulla famiglia, sulla comunicazione, sulla scuola, sulla violenza e sui diritti umani: sono contenta del fatto che lei riuscirà ad accontentarsi dei soldi che ha, ma mi sembra assai singolare, poiché penso che il Paese e le donne di questo Paese abbiano davvero bisogno di investimenti più cospicui.
Vedo, peraltro, che, in modo non molto corretto, lei enfatizza soltanto le scelte fatte dalla sua collega Prestigiacomo. Questo è un problema suo - ognuno ha il suo stile di Governo! -, mi permetta, però, di non essere soddisfatta.
A questo proposito, poiché non vi è stata una risposta, vorrei anche replicarle su un'affermazione che lei ha fatto non in quest'Aula, ma al Senato, circa lo sperpero di finanziamenti da parte del Ministero per la festa del cinema di Roma. Mi corre l'obbligo di segnalare che quei finanziamenti andavano ad una rassegna specifica e concordata con il Ministero delle pari opportunità in tema di diritti umani. Le ricordo anche che la Convenzione di Pechino, che è stata promossa dall'ONU, mette in evidenza esattamente questo aspetto: i diritti delle donne sono diritti umani e universali. Io non le ho sentito pronunciare sufficientemente queste parole e ciò mi preoccupa proprio nell'ottica della lotta alla violenza.
Mi chiedo inoltre - poiché lei non ha fatto menzione - che cosa sarà del lavoro iniziato con la polizia e le forze dell'ordine per la loro formazione per il primo intervento; così come mi chiedo cosa sarà della quotidianità pesante degli operatori e dei finanziamenti, che non verranno dati agli enti locali, proprio perché il vostro decreto penalizza ulteriormente la finanza locale, con rischi che mi pare saranno davvero molto consistenti.
Vorrei infine segnalarle che noi siamo naturalmente disponibilissime a svolgere un lavoro comune, anzi, ritengo che il Parlamento debba darsi uno strumento comune di lavoro poiché solo l'unità delle donne potrà consentire dei passi in avanti, in particolare sotto il profilo della legislazione (nella scorsa legislatura, abbiamo presentato diverse proposte di legge: innanzitutto sullo stalking e una più complessiva sulla violenza contro le donne e contro i minori). Partiamo dunque da una base molto ampia, poiché in Commissione si è svolto un dibattito molto importante e che ha visto una convergenza davvero straordinaria: penso che sarebbe il caso di proseguire su questa strada e non su quella della contrapposizione.
Infine, ognuno naturalmente farà le sue valutazioni, mi permetto però di chiederle, signora Ministro, di ripensare questo taglio di 20 milioni euro e di non accontentarsi di ciò che c'è, poiché la storia delle donne è fatta di grandi conquiste, ma anche di grandi miserie, e penso che tutti noi dobbiamo avere l'obiettivo di aumentare non soltanto il livello economico, ma anche e soprattutto la dignità umana del corpo e della psiche delle donne, che è stata così tanto provata.
Da questo punto di vista, signora Ministro, di questo taglio lei risponderà sicuramente al Parlamento con le sue proposte e, soprattutto, credo che dovrà risponderne alle donne di questo Paese, chePag. 6lottano quotidianamente per la loro libertà, per la loro responsabilità e per la loro dignità e per quella dei loro figli (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
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