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Seguito della discussione delle mozioni Di Pietro ed altri n. 1-00109, Cicchitto, Cota, Milo e Conte n. 1-00143, Vietti ed altri n. 1-00144 e Fluvi ed altri Pag. 64n. 1-00145 concernenti iniziative relative al sistema creditizio italiano, con particolare riferimento alla riforma delle fondazioni bancarie e delle banche popolari quotate (ore 17,08).
(Dichiarazioni di voto)
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Borghesi. Ne ha facoltà.
ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, non ho praticamente compreso nulla dell'intervento del rappresentante del Governo, ma mi pare di aver capito che abbia espresso un parere contrario sulla nostra mozione. Il clima è sostanzialmente pasquale e per questo manifesterò una bontà per me inusuale, e mi limiterò a preannunciare la nostra dichiarazione di voto sulle mozioni. Ovviamente, esprimeremo un voto favorevole sulla nostra mozione Di Pietro ed altri n. 1-00109 (Nuova formulazione) che - vorrei ricordarlo - presenta una nuova formulazione (probabilmente molti sono rimasti fermi alla vecchia stesura, ma comunque non importa). Chiediamo inoltre che la mozione Cicchitto, Cota, Milo e Conte n. 1-00143 venga votata per parti separate, nel senso di votare separatamente la premessa, sulla quale esprimiamo un orientamento contrario perché eccessivamente elogiativa del Governo; invece, voteremo a favore del dispositivo, così come esprimeremo un voto favorevole sia sulla mozione Vietti ed altri n. 1-00144, sia sulla mozione Fluvi ed altri n. 1-00145 (Nuova formulazione) (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vietti. Ne ha facoltà.
MICHELE GIUSEPPE VIETTI. Signor Presidente, ringrazio il Governo per il parere favorevole espresso sulla nostra mozione. Francamente, la prima versione della mozione degli amici dell'Italia dei Valori non mi sembrava assolutamente condivisibile, ma debbo dare atto che nella versione successiva la mozione è stata profondamente emendata, e pertanto il nostro gruppo si asterrà. Pag. 67
Francamente non mi pare che si possa trarre spunto da alcune considerazioni, per la verità alquanto stravaganti, dell'Autorità garante della concorrenza per pretendere delle modifiche di carattere legislativo che riguardino il sistema delle fondazioni ma anche, per qualche verso, quello delle banche, e che vadano ad incidere su alcuni principi che ormai si debbono considerare consolidati nel nostro ordinamento.
Mi riferisco in particolare, per quanto riguarda il sistema delle fondazioni, al fatto che la modifica prevista con la cosiddetta riforma Ciampi ha riconosciuto a questi enti la natura di persone giuridiche private senza scopo di lucro dotate di piena autonomia statutaria e gestionale. Questa natura è stata confermata dalle sentenze della Corte costituzionale del 2001, e le fondazioni sono state definite soggetti dell'organizzazione delle libertà sociali. Zagrebelsky, giurista certamente non sospetto di appartenere alla nostra area, ha detto in modo molto efficace che le fondazioni bancarie sono un'infrastrutturazione sociale di un sistema economico pluralistico che non attribuisce esclusivamente all'amministrazione pubblica la responsabilità di perseguire il bene della comunità. Noi questa definizione, con un linguaggio che ci è maggiormente proprio, la traduciamo in un rispetto del principio di sussidiarietà, e proprio per questo riteniamo che non si possa rimettere in discussione la natura privatistica di questi enti.
Anche per quanto riguarda i controlli, mi permetto di ricordare che è il Ministero dell'economia delle finanze che deve controllare i profili di legittimità del funzionamento delle fondazioni e la loro sana e prudente gestione. Immaginare una duplicazione di competenze e di controllo finirebbe per creare un contrasto che non sarebbe, peraltro, neppure giustificato dalle specifiche competenze dell'Autorità garante della concorrenza.
Non credo che dobbiamo trovare alibi per riprendere una battaglia che a suo tempo fu fatta dall'attuale Ministro dell'economia e delle finanze, in straordinaria sintonia, allora, con la Lega, pensando di poter, in qualche modo, entrare nei patrimoni delle fondazioni sul territorio, approfittando di un momentaneo radicamento politico locale. Quella battaglia fu sconfitta; credo che ci dobbiamo mettere una pietra sopra e rifuggire da qualunque tentazione di tornarci sopra. Non è che la crisi delle banche, l'intervento dei Tremonti-bond, e una, forse, inevitabile entrata del capitale pubblico negli istituti di credito, può consentire, per approssimazioni successive, di immaginare nuovamente un'occupazione delle fondazioni bancarie.
Un secondo aspetto che è toccato dalla mozione dell'Italia dei Valori e anche dall'Autorità della concorrenza è relativo alle banche popolari. Le banche popolari hanno una natura particolare, che anche la riforma del diritto societario ha rispettato. Non vedo, dunque, alcuna ragione per smantellare l'assetto di questa peculiare forma organizzativa del credito in Italia, che continua a rappresentare un'importante e positiva specificità del nostro sistema creditizio.
Ovviamente siamo d'accordo con l'Autorità garante della concorrenza e del mercato quando auspica una migliore disciplina dei mutui e delle commissioni di scoperto, ma diciamo - e su questo non condividiamo la mozione dell'Italia dei Valori - che ci vogliono, se si deve intervenire, norme di carattere legislativo, e non si può immaginare di delegare a decreti attuativi, peraltro in presenza di deleghe in altra particolare materia, il compito di fronteggiare queste problematiche.
Concludo ricordando che è all'ordine del giorno della Camera da molti mesi una proposta avanzata dall' Unione di Centro per la riforma del libro primo del codice civile sulle associazioni e sulle fondazioni. Probabilmente, anziché fare interventi settoriali, che vengano qua e là ad introdurre modifiche posticce ad un sistema che ha bisogno di una sua coerenza, è opportuno che si discuta una riforma organica delle associazioni e delle fondazioni, nell'ambito della quale avremo modo di disciplinare Pag. 68anche le fondazioni di origine bancaria, oltre a quelle che si occupano di sanità, di cultura e di assistenza. In quel contesto, probabilmente potremo fare anche quegli interventi e quegli adeguamenti di carattere legislativo che questo dibattito, comunque ha il merito di aver sollecitato (Applausi dei deputati del gruppo Unione di Centro).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fluvi. Ne ha facoltà.
ALBERTO FLUVI. Signor Presidente, mi limiterò ad esprimere il voto del nostro gruppo sulle mozioni, che ovviamente è favorevole per quanto riguarda la mozione del Partito Democratico. Voteremo a favore anche a favore della mozione Vietti ed altri n. 1- 00144, mentre ci asterremo sulla mozione Di Pietro ed altri n. 1-00109, e voteremo contro la mozione della maggioranza. Signor Presidente, chiedo che la Presidenza autorizzi la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo integrale della mia dichiarazione di voto (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
PRESIDENTE. Onorevole Fluvi, la Presidenza lo consente, sulla base dei criteri costantemente seguiti.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bernardo. Ne ha facoltà.
MAURIZIO BERNARDO. Signor Presidente, mi limiterò ad una brevissima considerazione, perché credo che sia doveroso consentire ai colleghi di recarsi verso le proprie città. Qualche collega che ci ha preceduto non ha capito l'intervento del sottosegretario Cosentino, che ha voluto mettere in risalto (considerata l'importanza delle mozioni e il momento che stiamo vivendo) e ripercorrere quanto ha realizzato il Governo in azioni a sostegno delle famiglie e delle imprese italiane. Ecco perché noi diciamo che vi è un impegno che viene posto come invito al nostro Governo perché prosegua nelle diverse azioni compiute attraverso i provvedimenti che conosciamo, e così anche nel controllo e nella vigilanza necessari perché non vi siano comportamenti scorretti. Credo, infine, sia opportuno ricordare il ruolo che le fondazioni stanno giocando oggi nei confronti della Cassa depositi e prestiti, anche a sostegno degli interventi nelle opere pubbliche per il Paese, e ricordare quella riforma cui si sta apprestando il Governo sulle banche popolari. È per questo che noi esprimiamo voto favorevole.
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto.
Saluto il Forum dei giovani di Sorrento, oggi in visita alla Camera (Applausi).
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