TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 199 di Mercoledì 8 luglio 2009

PROPOSTA DI LEGGE DI CUI SI PROPONE L'ASSEGNAZIONE A COMMISSIONE IN SEDE LEGISLATIVA

alla I Commissione (Affari costituzionali):
BONIVER ed altri: «Modifica della denominazione e delle competenze del Comitato parlamentare di cui all'articolo 18 della legge 30 settembre 1993, n. 388». (1446)



INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

COMMERCIO, LO MONTE, BELCASTRO, IANNACCONE, LATTERI, LOMBARDO, MILO e SARDELLI. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:
è indubbio che la Fiat rappresenta un segmento fondamentale del nostro sistema produttivo. Ciò è particolarmente vero nel Sud d'Italia, dove, ad esempio, lo stabilimento di Termini Imerese e il suo indotto rappresentano una forte realtà economica ed occupazionale, che dovrebbe essere valorizzata e ulteriormente sviluppata;
in tal senso appare non condivisibile la dichiarazione dell'amministratore delegato della Fiat, dottor Marchionne, quando afferma che lo stabilimento di Termini Imerese sarà oggetto di riconversione, escludendo la possibilità che si possa continuare a produrre auto, gettando una luce oscura sull'effettivo futuro dello stabilimento;
l'accordo del 9 aprile 2008 affidava allo stabilimento di Termini Imerese la prosecuzione della missione produttiva di auto;
in alternativa alla riconversione dello stabilimento si dovrebbero creare le condizioni affinché lo stabilimento continui nella produzione di auto, tenuto conto che è stato finanziato il porto, fondamentale per l'utilizzo della via del mare, il raddoppio della linea ferroviaria e l'autostrada, tutti presupposti fondamentali per far diventare Termini Imerese una grande area industriale strategica;
in particolare, la presenza del porto commerciale, in grande sviluppo, può rappresentare attraverso «le autostrade del mare» la base necessaria per rafforzare la presenza, abbattendo i costi di trasporto, del prodotto italiano nei mercati europei e più complessivamente nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo;
il Governo, stante questa situazione, ha il dovere di tutelare gli stabilimenti Fiat e, in particolare, quelli ubicati nel Sud, chiedendo ai vertici della Fiat la garanzia che a Termini Imerese si continui la produzione di auto oltre il termine del 2011, fissato come termine per la produzione del modello Ipsilon;
i lavoratori della Fiat di Termini Imerese e dell'indotto hanno manifestato con assemblee e scioperi tutta la loro preoccupazione per i livelli occupazionali a rischio, se si dovesse procedere ad una riconversione che potrebbe assumere caratteristiche traumatiche per lo stabilimento, ma anche per l'intero territorio termitano e madonita;
il Presidente della Regione siciliana, al fine della prosecuzione della produzione auto nello stabilimento di Termini Imerese, ha confermato la disponibilità della regione ad intervenire con un importante sostegno economico per le infrastrutture e le innovazioni, così come definito dall'accordo del 9 aprile 2008;
a ciò si aggiunge il via libera, da parte del Cipe, allo stanziamento di 300 milioni per le «aree crisi» della Fiat, in particolare per Pomigliano e Termini Imerese;
in tal senso risulta positivo la convocazione, che, secondo notizie di agenzie, si svolgerebbe, in concomitanza con la seduta di interrogazioni a risposta immediata di mercoledì 8 luglio 2009, da parte del Governo dei vertici della Fiat, della regione Sicilia e delle organizzazioni sindacali sul futuro dello stabilimento di Termini Imerese;
in tale sede, si augurano gli interroganti, andrà chiarito ai vertici della Fiat che eventuali interventi di sostegno economico nel settore auto saranno decisi solo ed esclusivamente sulla base del mantenimento delle produzioni e dei livelli occupazionali in Italia, in particolare per produzioni ubicate nel Mezzogiorno -:
come si intenda, tenuto conto oltretutto del gravoso impegno economico sostenuto sia dalla Regione siciliana che dal Governo centrale, intervenire al fine di salvaguardare e incrementare le attuali produzioni e i livelli occupazionali negli stabilimenti Fiat di Termini Imerese, evitando così una grave crisi economica per migliaia di famiglie siciliane e per l'intero territorio circostante.(3-00588)
(7 luglio 2009)

DI PIETRO, DONADI, EVANGELISTI e BORGHESI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
il Ministro interrogato ha rilasciato dichiarazioni sul disegno di legge recante norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali, affermando che il testo in questione esige un approfondimento per apportare quelle modifiche che «la Commissione giustizia e l'Aula del Senato riterranno opportune»;
tali dichiarazioni del Ministro interrogato mandano chiari segnali «distensivi», ma cozzano con quelle che erano le indicazioni del Ministro interrogato fino a giovedì 2 luglio 2009, quando l'intento sembrava essere quello di approvare il testo già deliberato dalla Camera dei deputati senza dover ricorrere ad un ulteriore passaggio parlamentare, intenzione, peraltro, coerente con la decisione presa dal Governo il 9 giugno 2009 di porre la questione di fiducia in prima lettura alla Camera dei deputati;
con quella decisione, l'Aula di Montecitorio fu privata della possibilità di svolgere quegli approfondimenti che ora il Ministro interrogato ritiene necessari al Senato della Repubblica, nonostante il testo sul quale il Governo aveva posto la fiducia fosse diverso rispetto a quello originariamente assegnato alla Commissione giustizia;
la pratica dell'Esecutivo continua ad essere, ad avviso degli interroganti, quella di negare il dibattito parlamentare anche in merito a riforme che incidono sulla libertà e sulla sicurezza dei cittadini, imponendo testi elaborati al di fuori delle aule parlamentari, con ciò creando un sistema che non rispetta il ruolo che la Carta costituzionale assegna all'istituto parlamentare;
il dibattito parlamentare avrebbe reso evidente al Ministro interrogato, in modo più consono e tempestivo, come il testo attualmente all'esame del Senato della Repubblica avesse bisogno di ampie correzioni, contenendo, ad avviso degli interroganti, norme incongrue rispetto alle finalità della giustizia e di dubbia costituzionalità, in quanto lesive del diritto di informazione -:
quale sia la reale posizione del Governo in materia di intercettazioni e quali siano gli approfondimenti che il Ministro interrogato ravvisa necessari, in particolare riguardo alle limitazioni circa la pubblicabilità delle intercettazioni.(3-00589)
(7 luglio 2009)

BRESSA, SERENI, QUARTIANI, GIACHETTI, LIVIA TURCO, AMICI, ARGENTIN, BINETTI, BORDO, BOSSA, BUCCHINO, BURTONE, CALGARO, D'ANTONA, D'INCECCO, FERRARI, FONTANELLI, GIOVANELLI, GRASSI, LANZILLOTTA, LENZI, LO MORO, MINNITI, MIOTTO, MOSELLA, MURER, NACCARATO, PEDOTO, PICCOLO, POLLASTRINI, SBROLLINI, VASSALLO e ZACCARIA. - Al Ministro per i rapporti con il Parlamento. - Per sapere - premesso che:
il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alla famiglia Carlo Giovanardi, in una dichiarazione all'Ansa di domenica 4 luglio 2009, poi ripresa da diversi organi di informazione, ha dichiarato: «Le nuove norme sulla sicurezza saranno efficaci soltanto se accompagnate da un provvedimento indirizzato agli extracomunitari già in Italia con un rapporto di lavoro in essere che non possono trasformare in contratto di lavoro in quanto irregolari. Come responsabile delle politiche familiari di questo Governo, chiedo al Presidente del Consiglio dei ministri di mettere all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri un provvedimento d'urgenza (...) soprattutto per quanto riguarda l'emergenza colf e badanti (...) Ora si può e si deve risolvere questo problema che riguarda centinaia di migliaia di famiglie italiane e centinaia di migliaia di lavoratori extracomunitari»;
il Ministro Calderoli, che non ha una delega specifica sul tema, ha dichiarato che il Governo è contrario a questo tipo di provvedimento -:
quale sia la linea che il Governo intende adottare, se quella del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alla famiglia Giovanardi o quella del Ministro per la semplificazione normativa Calderoli, in merito ai drammatici problemi che centinaia di migliaia di famiglie italiane stanno per affrontare con l'entrata in vigore del cosiddetto «disegno di legge sicurezza», visto l'insostituibile ruolo che le badanti e le colf svolgono a favore dei bambini e degli anziani, e per quali motivi il Governo, in Parlamento, così come proposto dal gruppo del Partito democratico, in sede di approvazione del disegno di legge sulla sicurezza, non abbia neanche provato ad affrontare questo aspetto del provvedimento, che, invece di colpire i criminali, colpisce le famiglie e le persone che quotidianamente per queste lavorano.
(3-00590)
(7 luglio 2009)

VIETTI, BUTTIGLIONE, VOLONTÈ, COMPAGNON, CICCANTI, PEZZOTTA, NARO, GALLETTI, LIBÈ e OCCHIUTO. - Al Ministro per i rapporti con il Parlamento. - Per sapere - premesso che:
in una dichiarazione rilasciata alle agenzie di stampa alcuni giorni fa, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alla famiglia, ha affermato che «le nuove norme sulla sicurezza saranno efficaci soltanto se accompagnate da un provvedimento indirizzato agli extracomunitari già in Italia con un rapporto di lavoro in essere che non possono trasformare in contratto di lavoro in quanto irregolari», chiedendo al Presidente del Consiglio dei ministri di mettere all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri un provvedimento d'urgenza, come quello del 2002, soprattutto per quanto riguarda l'emergenza colf e badanti, «un problema che riguarda centinaia di migliaia di famiglie italiane e centinaia di migliaia di lavoratori extracomunitari»;
il provvedimento del 2002 permise la regolarizzazione di oltre 700 mila immigrati, evitando gravi danni alle famiglie italiane, ma oggi la situazione rischia di essere ancora più grave;
secondo le stime di alcune delle organizzazioni impegnate per i diritti degli immigrati, come la Caritas italiana e le Acli-colf, sarebbero non meno di 500 mila le colf e badanti irregolari in Italia;
la presenza delle badanti costituisce una risorsa importante non solo per l'assistenza che danno a malati, anziani e bambini, ma anche per lo Stato, che, grazie al loro impegno, riesce a risparmiare annualmente decine di miliardi di euro, che graverebbero sul bilancio del servizio sanitario qualora tutte le persone assistite dovessero ricorrere esclusivamente alle strutture pubbliche;
la regolarizzazione della posizione delle badanti irregolari, attualmente impiegate, inoltre, produrrebbe un'entrata per lo Stato di circa 800 milioni di euro derivante dal pagamento di tasse e contributi;
oltre mezzo milione di colf e badanti, che aiutano le nostre famiglie ad andare avanti in attesa che il Governo si ricordi del quoziente familiare, sono numeri straordinari che travolgeranno il reato di clandestinità imposto dalla maggioranza;
grazie al pacchetto sulla sicurezza, mezzo milione di badanti e colf e i rispettivi datori di lavoro sono passibili di una condanna penale, rischiando di ingolfare definitivamente il nostro sistema giudiziario e di far «collassare» gli uffici dei giudici di pace e dei tribunali italiani -:
se il Governo non ritenga, alla luce delle pesanti ricadute sui versanti previdenziale, sanitario, occupazionale e giudiziario, di adottare provvedimenti urgenti volti a regolarizzare la posizione di badanti e colf, anche per dare un aiuto concreto alle famiglie, atteso che nel cosiddetto «provvedimento anti-crisi» non vi è traccia né di disposizioni in loro favore, né tanto meno del quoziente familiare.
(3-00591)
(7 luglio 2009)

COTA, LUCIANO DUSSIN, DAL LAGO, REGUZZONI, ALESSANDRI, ALLASIA, BITONCI, BONINO, BRAGANTINI, BRIGANDÌ, BUONANNO, CALLEGARI, CAPARINI, CHIAPPORI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, D'AMICO, DOZZO, GUIDO DUSSIN, FAVA, FEDRIGA, FOGLIATO, FOLLEGOT, FORCOLIN, FUGATTI, GIBELLI, GIDONI, GIANCARLO GIORGETTI, GOISIS, GRIMOLDI, LANZARIN, LUSSANA, MACCANTI, LAURA MOLTENI, NICOLA MOLTENI, MONTAGNOLI, MUNERATO, NEGRO, PAOLINI, PASTORE, PINI, PIROVANO, POLLEDRI, RAINIERI, RIVOLTA, RONDINI, SALVINI, SIMONETTI, STEFANI, STUCCHI, TOGNI, TORAZZI, VANALLI e VOLPI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
la recente riforma del processo civile approvata dal Parlamento contiene rilevanti novità in tema di competenza della magistratura onoraria;
in base alle nuove disposizioni, viene sensibilmente elevata la competenza per valore del giudice di pace, dato che nelle cause relative a beni mobili il limite ratione valoris sostanzialmente raddoppia, passando dagli attuali 2.582 euro a 5.000 euro;
viene, altresì, attribuita al giudice di pace la competenza per materia degli accessori ed interessi su ritardata erogazione di prestazioni previdenziali e assistenziali;
quanto alle cause di risarcimento del danno da incidenti stradali, il nuovo tetto di competenza per il giudice di pace viene elevato dagli attuali 15.493 euro ai 20.000 euro, con applicazione del rito ordinario;
risulta lodevole lo scopo delle innovazioni in oggetto, finalizzate a ridurre il carico di lavoro gravante sui tribunali civili e a valorizzare il ruolo dei giudici non togati, più vicini al cittadino;
l'aumento delle competenze dei giudici di pace - secondo le prime stime - dovrebbe condurre ad un «esodo» di almeno 400.000 procedimenti civili (suddiviso tra cause ordinarie e decreti ingiuntivi), che dai tribunali affluiranno alle cancellerie dei giudici di pace;
la recente legge sulla sicurezza introduce nell'ordinamento il reato di immigrazione clandestina e permanenza illegale, punendo, a titolo di reato contravvenzionale, non solo l'ingresso, ma anche il soggiorno illegale nel territorio dello Stato, con la previsione di un procedimento imperniato sulla competenza del giudice di pace e finalizzato alla rapida espulsione del clandestino;
per effetto delle descritte innovazioni legislative si realizzerà una significativa valorizzazione del ruolo dei giudici di pace, che già corrispondono con il loro lavoro alla domanda di giustizia proveniente dai cittadini, realizzando, altresì, un'importante deflazione del carico giudiziario gravante sulla magistratura ordinaria -:
quali iniziative il Ministro interrogato intenda adottare, in conseguenza delle nuove competenze attribuite al giudice di pace, al fine di assicurare l'adeguata copertura di magistrati onorari in tutte le sedi giudiziarie, la dotazione di adeguate risorse, l'efficienza e la speditezza dei procedimenti attribuiti alla sua giurisdizione.(3-00592)
(7 luglio 2009)

VINCENZO ANTONIO FONTANA. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
la realizzazione dell'aeroporto della provincia di Agrigento è assolutamente indispensabile per colmare l'isolamento di tutta l'area centro-meridionale della Sicilia;
a tal fine è stato già disposto dalla Regione siciliana un finanziamento di 35 milioni di euro, mentre la provincia regionale di Agrigento è stata indicata come soggetto attuatore dell'opera;
le valutazioni finora espresse dall'Enac sul progetto dell'aeroporto non hanno finora evidenziato motivazioni tali da pregiudicare la validità di una progettazione, preceduta da un attento studio, che ha vagliato le diverse ipotesi di allocazione dell'opera -:
quali siano i motivi che hanno finora impedito il pronunciamento definitivo sul progetto dell'aeroporto di Agrigento e quali eventuali modifiche possano consentire di non vanificare il lungo lavoro fin qui svolto e di avviare, in tempi brevi, la realizzazione di questa importante infrastruttura.(3-00593)
(7 luglio 2009)