Commissione parlamentare per le questioni regionali - Resoconto di marted́ 19 aprile 2011


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SEDE CONSULTIVA

Martedì 19 aprile 2011. - Presidenza del presidente Davide CAPARINI.

La seduta comincia alle 14.

Norme in materia di previdenza e di tutela della maternità per gli atleti non professionisti.
Nuovo testo C. 4019 e abb.
(Parere alle Commissioni riunite VII e XI della Camera).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione avvia l'esame del provvedimento in oggetto.

Il senatore Francesco BEVILACQUA (PdL), relatore, illustra il provvedimento in esame, recante norme in materia previdenziale e di tutela della maternità per gli atleti non professionisti. Rileva che l'articolo 1 dispone che gli atleti e le atlete non professionisti, non iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza, che abbiano praticato per almeno un anno discipline di interesse nazionale, possono riscattare a fini previdenziali i periodi di svolgimento dell'attività sportiva; la misura del trattamento pensionistico complessivo a carico degli enti previdenziali pubblici è determinata esclusivamente secondo le regole di calcolo del sistema contributivo. Riferisce che l'articolo 2 prevede che gli atleti e le atlete che praticano da almeno un anno discipline di interesse nazionale hanno diritto ad una indennità di maternità per


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i periodi di congedo di maternità previsti dal testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151. Osserva che l'articolo 3 dispone che con regolamento adottato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentiti l'INPS e il Comitato olimpico nazionale italiano, sono individuate le discipline sportive di interesse nazionale di cui agli articoli 1 e 2 e definite le modalità di attuazione della legge. Formula, quindi, una proposta di parere favorevole (vedi allegato 1).

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Documento di economia e finanza 2011.
Doc. LVII, n. 4.
(Parere alla V Commissione della Camera).
(Esame e conclusione - Parere favorevole con condizioni).

La Commissione avvia l'esame del provvedimento in oggetto.

Il senatore Gianvittore VACCARI (LNP), relatore, illustrando il provvedimento in esame, segnala che a seguito delle modifiche introdotte alla disciplina di bilancio, il Documento di economia e finanza diviene il principale strumento della programmazione economico finanziaria, che ricomprende lo schema del Programma di stabilità e lo schema del Programma nazionale di riforma. Sottolinea che la stabilità e solidità della finanza pubblica devono rappresentare l'obiettivo principale delle politiche economiche nazionali, in quanto una crescita duratura ed equa non è raggiungibile se non sul presupposto della stabilità e della solidità finanziaria. Segnala che il «Patto europeo» vincola a rafforzare le regole e le azioni nazionali necessarie per la disciplina di bilancio, in particolare per garantire il rispetto dei vincoli sull'indebitamento netto e sul rapporto debito/PIL. Rileva che il Programma di stabilità impegna il Governo ad introdurre nella Costituzione il vincolo della disciplina di bilancio; si ritiene fondamentale che il vincolo della disciplina di bilancio sia direttamente costituzionalizzato in conformità con le nuove regole di bilancio europee. A tal fine, riferisce, si prospetta la presentazione di un testo di riforma costituzionale e si pone l'impegno a raggiungere entro il 2014 un livello prossimo al pareggio di bilancio, per uniformare la dinamica del bilancio pubblico agli obiettivi europei di medio termine e poi proseguire nella direzione della riduzione del debito pubblico. Si sofferma quindi sul Programma nazionale di riforma, in cui il Governo si impegna in relazione a specifiche priorità, quali la riforma del sistema fiscale ed assistenziale sulla base dei principi di progressività, neutralità, solidarietà e semplicità. Con particolare riferimento alle politiche per il Meridione, osserva, si delinea l'esigenza di prestare una specifica attenzione alla «evoluzione a livello regionale»; si prospetta altresì di superare il crescente differenziale economico tra nord-centro e sud concentrando ed utilizzando pienamente i fondi europei, destinandoli a favore delle regioni meridionali in base ad una regia nazionale; occorre altresì definire la priorità delle infrastrutture di collegamento nazionale e della fiscalità di vantaggio, nonché prevedere per ciascuna regione meridionale almeno dieci zone a «burocrazia zero». Rileva che il programma nazionale di riforma prevede quindi, per l'edilizia privata, di introdurre una disciplina statale di principio, cui dovrà seguire la disciplina regionale; in materia di ricerca e sviluppo si prospetta l'introduzione di un finanziamento pubblico, operato via credito d'imposta, a sostegno delle ricerche che le imprese commissionano alle Università ed agli Istituti di ricerca. Sul piano dell'edilizia scolastica, sottolinea, si propone un sistema di incentivi che sostenga l'eccellenza tra i professori; un programma strutturale che dia applicazione al «Fondo per il merito» previsto nella recente riforma dell'università. Aggiunge che in ordine


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al comparto del turismo, si prospetta l'istituzione lungo le coste dei «Distretti turistico-balneari» attraverso la ridefinizione del demanio marittimo. Segnala che sono poi previste iniziative anche a favore del comparto agricoltura e relativamente alla riforma della pubblica amministrazione. Riferisce che rispetto alle previsioni 2010, si registra un maggior gettito realizzato per il bilancio statale; per il comparto locale si riscontrano minori entrate, imputabili essenzialmente all'ICI e all'imposta provinciale di trascrizione. Osserva che le regioni hanno avuto una riduzione degli incassi totali rispetto alle corrispondenti stime per le seguenti ragioni: minori trasferimenti dal settore statale registrati in considerazione della minore necessità di finanziamento della spesa; riclassificazione della spesa concernente i trasferimenti in conto capitale da settore pubblico verificatasi a seguito dell'utilizzo dei dati SIOPE per l'elaborazione dei conti di cassa nel corso del 2010. Considera opportuno che siano attivate iniziative a favore delle piccole e medie imprese, anche al fine di consentire forme di aggregazione d'impresa per potenziarne la competitività nei mercati internazionali.

Il deputato Mario PEPE (PD),pur ritenendo condivisibili gli obiettivi di rigore e risanamento dei conti pubblici tracciati nel Documento in esame, avanza riserve in ordine a specifiche previsioni del Programma nazionale di riforma. Fa notare che appaiono solo accennati e non sviluppati i riferimenti all'attuazione delle politiche nei comparti dell'agricoltura e della fiscalità di vantaggio. Evidenzia inoltre le carenze del Documento in relazione ai profili afferenti al complessivo sistema delle autonomie, che viene considerato solo in chiave di attuazione degli indirizzi prospettati. Ritiene che le regioni e gli enti locali debbano assumere invece un ruolo centrale nella definizione delle politiche economiche, anche accrescendo le relative responsabilità nella programmazione e gestione delle politiche di sostegno al territorio.

Il deputato Luciano PIZZETTI (PD) osserva che il Documento in esame incide su talune rilevanti competenze regionali quali l'edilizia, l'agricoltura, il turismo; in tali comparti occorre riconoscere un più adeguato ruolo alle regioni. Valuta negativamente la mancata previsione nel Documento di specifici riferimenti al nucleare e di puntuali indirizzi in tema di politica energetica. Per tali motivi e per le considerazioni espresse dal deputato Pepe, preannuncia il voto contrario del suo gruppo.

Il senatore Gianvittore VACCARI (LNP), relatore, nel rilevare che il federalismo sicuramente accentuerà la responsabilità politica ed amministrativa delle autonomie territoriali, dichiara di condividere le considerazioni svolte nel corso del dibattito; formula, quindi, una proposta di parere favorevole con condizioni (vedi allegato 2).

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Disposizione per la conservazione, il restauro, il recupero e la valorizzazione di monumenti e per la celebrazione di eventi storici di rilevanza nazionale.
Nuovo testo C. 4071.
(Parere alla VII Commissione della Camera).
(Esame e conclusione - Parere favorevole con condizione).

La Commissione avvia l'esame del provvedimento in oggetto.

Il senatore Francesco BEVILACQUA (PdL), relatore, illustra il provvedimento in esame, recante una serie di interventi volti alla conservazione, al restauro, al recupero e alla valorizzazione di monumenti e luoghi significativi per la memoria civile e storica dell'Italia, nonché iniziative per la celebrazione di ricorrenze ad alcuni di essi riconducibili. Evidenzia che l'articolo 1 destina risorse per interventi di manutenzione e conservazione del Duomo di Milano;


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gli interventi sono attuati dalla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, la quale, per il tramite della competente soprintendenza, è tenuta a trasmettere al Ministero per i beni e le attività culturali il programma degli interventi ed una relazione sui lavori effettuati e sull'impiego del relativo finanziamento. Segnala che l'articolo 2 propone la realizzazione di interventi di recupero, restauro e valorizzazione, anche mediante lo sviluppo di attività agricole e artigianali, del patrimonio storico, architettonico, artistico, culturale e religioso del complesso monastico di San Giovanni Battista del Monte Venda; il programma degli interventi è predisposto dalla Fondazione Monte Venda ONLUS e approvato dal Ministero per i beni e le attività culturali, sentito il parere della competente soprintendenza. Sottolinea che l'articolo 3 concerne l'istituzione della Fondazione del Museo nazionale di psichiatria del San Lazzaro di Reggio Emilia, cui viene concesso un contributo per ciascuno degli anni 2012 e 2013; l'istituzione della Fondazione è promossa dal Ministero per i beni e le attività culturali, d'intesa con la regione Emilia-Romagna, con le province e i comuni di Modena e di Reggio Emilia, con altri comuni interessati. Riferisce che l'articolo 4 è volto al riconoscimento quale monumento nazionale del Campo di concentramento di Fossoli; alla Fondazione ex campo di Fossoli è assegnato un contributo annuo per ciascuno degli anni 2012 e 2013, per interventi di recupero e conservazione del Campo di concentramento di Fossoli nonché per la promozione di attività di ricerca storica sulle fasi di utilizzazione del Campo. Rileva che l'articolo 5 stanzia risorse per il 2012 e il 2013 per la realizzazione di interventi di conservazione, restauro e valorizzazione culturale, ambientale e turistica del Sacro Eremo e del Cenobio di Camaldoli; è istituito presso il Ministero per i beni e le attività culturali il comitato per gli interventi relativi all'Eremo, composto da rappresentanti della regione e degli enti locali interessati. Si sofferma quindi sull'articolo 6, che autorizza risorse per il 2012 e il 2013 per la realizzazione di interventi di restauro e valorizzazione architettonica, culturale, paesaggistica e turistica della Rocca di Canossa e dei territori matildici, nonché per la celebrazione, nel 2015, del IX centenario della morte della contessa Matilde di Toscana; per le finalità indicate è istituito presso il Ministero per i beni e le attività culturali un apposito comitato composto da rappresentanti delle regioni e degli enti locali interessati, cui compete adottare il programma degli interventi e curarne l'esecuzione. Precisa che il Ministero definisce con le regioni interessate, attraverso specifici accordi di programma quadro, il piano esecutivo degli interventi. Osserva che l'articolo 7 stanzia risorse per la realizzazione di interventi di conservazione, restauro e valorizzazione dell'area archeologica di Paestum; la programmazione e l'attuazione degli interventi sono demandate alla Soprintendenza per i beni archeologici delle province di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta. Sottolinea quindi gli articoli 8, 9 e 10, che destinano risorse per la realizzazione di interventi, rispettivamente, per la conservazione e il restauro della Chiesa di San Salvatore, in Monopoli; a sostegno del Complesso Monastico della Raccomandata, in Modica; per il restauro dell'»Area Cocco» nella necropoli di Tuvixeddu. Formula, quindi, una proposta di parere favorevole con condizione (vedi allegato 3).

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Riqualificazione e recupero dei centri storici.
Testo unificato C. 169 e abb.
(Parere alla VIII Commissione della Camera).
(Esame e conclusione - Parere favorevole con osservazioni).

La Commissione avvia l'esame del provvedimento in oggetto.

Davide CAPARINI, presidente, in sostituzione del relatore senatore Salvatore


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Piscitelli, illustra il provvedimento in esame. Riferisce che l'articolo 1 prevede che, al fine di promuovere lo sviluppo e di rimuovere gli squilibri economici e sociali di determinati territori, ai sensi dell'articolo 119, quinto comma, della Costituzione, lo Stato favorisce interventi finalizzati al recupero, alla tutela e alla riqualificazione dei centri storici, dei comuni con popolazione pari o inferiore a 5.000 abitanti e delle unioni di comuni di analoga dimensione, anche per attivare i finanziamenti per gli interventi nelle aree urbane eventualmente previsti nei Programmi operativi nazionali (PON) e nei Programmi operativi regionali (POR) adottati nell'ambito dei fondi strutturali per il periodo 2007-2013. Precisa che i comuni e le unioni di comuni possono individuare zone di particolare pregio, dal punto di vista della tutela dei beni architettonici e culturali, in cui realizzare interventi integrati pubblici e privati finalizzati alla riqualificazione urbana; le regioni possono prevedere forme di indirizzo e di coordinamento finalizzate al recupero e alla rivitalizzazione dei centri storici. Segnala che la valorizzazione dei «centri commerciali naturali» consiste nel favorire la costituzione di uno o più insiemi organizzati, anche in forme societarie, di esercizi commerciali, di strutture ricettive, di attività artigianali e di servizio, che insistono all'interno dei centri storici, in cui si concentra un'offerta di prodotti, di servizi e di attività da parte di una pluralità di soggetti, con particolare riferimento o collegamento alla valorizzazione, alla distribuzione e alla commercializzazione delle produzioni tipiche locali, nonché allo svolgimento di funzioni informative per la promozione turistica e culturale del territorio. Sottolinea che con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definiti i parametri qualitativi di natura storica, architettonica e urbanistica, sulla base dei quali individuare centri storici e insediamenti urbanistici in comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti, ai quali assegnare il marchio di «borghi antichi d'Italia». Rileva che l'articolo 2 dispone che al fine di contribuire all'attuazione degli interventi nei comuni, è istituito presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti il Fondo nazionale per il recupero, la tutela e la valorizzazione dei centri storici e dei borghi antichi d'Italia; il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con proprio decreto, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali, previa intesa in sede di Conferenza unificata, emana ogni anno un bando di gara destinato ai comuni e alle unioni di comuni che intendono promuovere gli interventi ai fini della ripartizione del Fondo. Fa notare che il decreto stabilisce altresì adeguate procedure per il controllo dei progetti degli interventi di riqualificazione e di recupero delle zone di particolare pregio e per le eventuali revoche dei contributi previsti, nonché le modalità di riparto più idonee ad assicurare priorità agli interventi per i quali gli enti locali abbiano messo a disposizione una percentuale di risorse. Osserva che l'articolo 3 prevede che sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano.

Il deputato Mario PEPE (PD)ritiene utile che il testo in esame sia coordinato con il disegno di legge sui piccoli comuni in corso di esame al Senato.

Davide CAPARINI, presidente e relatore, dichiara di concordare con la considerazione svolta dal deputato Pepe; formula una proposta di parere favorevole con osservazioni (vedi allegato 4).

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

La seduta termina alle 14.40.