Commissione parlamentare per le questioni regionali - Resoconto di mercoledý 4 aprile 2012


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SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 4 aprile 2012. - Presidenza del presidente Davide CAPARINI.

La seduta comincia alle 8.30.

Modifica all'articolo 15 della legge 23 marzo 2001, n. 93, concernente il Parco museo delle miniere di zolfo delle Marche e dell'Emilia-Romagna.
Testo unificato C. 4258 e C. 4467.
(Parere alla VIII Commissione della Camera).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione avvia l'esame del provvedimento.

La senatrice Maria Teresa BERTUZZI (PD), relatore, riferisce sul provvedimento in esame, che modifica all'articolo 15 della legge 23 marzo 2001, n. 93, concernente il Parco museo delle miniere di zolfo delle Marche e dell'Emilia-Romagna. Osserva che la predetta legge, recante norme in materia di attività mineraria, ha disposto, all'articolo 15, comma 2, al fine di conservare e valorizzare i siti e i beni dell'attività mineraria con rilevante valore storico, culturale


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e ambientale, l'assegnazione di finanziamenti al Parco museo minerario delle miniere di zolfo delle Marche, prevedendone l'istituzione con decreto del Ministro dell'ambiente d'intesa con il Ministro per i beni e le attività culturali, con la regione Marche e con gli enti locali interessati. Rileva che la norma ha altresì disposto l'affidamento della gestione ad un consorzio costituito dal Ministero dell'ambiente, dalla regione Marche e dagli enti locali interessati. Segnala che la relazione illustrativa della proposta in esame sottolinea che il passaggio dalla regione Marche alla regione Emilia-Romagna dei comuni di Novafeltria e Sant'Agata Feltria, ai sensi della legge 3 agosto 2009, n. 117, rende necessaria la modifica della denominazione in quanto il Parco museo è ubicato nel territorio delle regioni Marche ed Emilia-Romagna. Sottolinea che l'articolo 1, comma 1, prevede l'aggiunta di un comma 2-bis all'articolo 15 della legge n. 93 del 2001, volto a modificare la denominazione del Parco in «Parco museo delle miniere di zolfo delle Marche e dell'Emilia-Romagna» e a far rientrare nel Parco anche le miniere di zolfo dei comuni di Cesena e di Urbino. Il comma 2, rileva, prevede, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della legge, l'emanazione di un apposito decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare adottato di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali e di intesa con le regioni Marche e Emilia-Romagna e con gli enti interessati, volto ad apportare le necessarie modifiche al decreto istitutivo del Parco finalizzate, in particolare: alla modifica della denominazione del Parco; alla modifica della composizione del consorzio; all'adeguamento dell'elenco dei siti, includendo la rappresentanza dei nuovi enti e territori; all'aggiornamento degli strumenti di gestione.
Formula quindi una proposta di parere favorevole (vedi allegato 1).

Il deputato Mario PEPE (PD) avanza rilievi critici sui contenuti del provvedimento che regola una materia di competenza regionale. Fa notare che esistono numerose miniere di zolfo nel territorio nazionale e non per tutte è stata proposta l'istituzione di un parco tematico, la cui competenza, ribadisce, dovrebbe peraltro essere attribuita alle autonomie territoriali interessate.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2012.
C. 4925 Governo.
(Relazione alla XIV Commissione della Camera).

Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa all'anno 2011.
Doc. LXXXVII, n. 5.
(Parere alla XIV Commissione della Camera).
(Esame congiunto e conclusione - Parere favorevole con condizione sul disegno di legge comunitaria 2012 e parere favorevole sulla Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa all'anno 2011).

La Commissione avvia l'esame del provvedimento.

La senatrice Mariangela BASTICO (PD), relatore, riferisce sul disegno di legge comunitaria 2012, che consta di sette articoli e dei due allegati A e B, che elencano le direttive da recepire mediante decreti legislativi. Rileva che la relazione illustrativa al disegno di legge comunitaria reca l'elenco degli atti normativi e regolamentari assunti a livello regionale per il recepimento e l'attuazione, nel 2011, degli atti comunitari nelle materie di competenza delle regioni e delle province autonome. Osserva che il Capo I reca le disposizioni che conferiscono al Governo delega legislativa per l'attuazione delle direttive, riportate negli allegati A e B, che richiedono l'introduzione di normative


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organiche e complesse. Riferisce che viene conferita delega al Governo per l'adozione di decreti legislativi recanti sanzioni penali e amministrative di competenza statale per l'adempimento di obblighi derivanti dall'ordinamento comunitario. In particolare, sottolinea, l'articolo 5 reca la delega al Governo per il riordino normativo nelle materie interessate dalle direttive europee. Precisa che qualora i testi unici o i codici di settore riguardino i princìpi fondamentali delle materie di cui all'articolo 117, terzo comma, della Costituzione o di altre materie di interesse delle regioni, i relativi schemi di decreto legislativo sono sottoposti al parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nonché al parere della Commissione parlamentare per le questioni regionali. Fa notare che il Capo II reca un criterio direttivo di delega per il recepimento della direttiva 2011/51/UE per estenderne l'ambito di applicazione ai beneficiari di protezione internazionale e la modifica all'articolo 7 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, recante attuazione della direttiva 89/395/CEE e della direttiva 89/396/CEE concernenti l'etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari. Segnala che la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome ha espresso un parere favorevole sul disegno di legge comunitaria del 2012, con la richiesta che sia convocata un'apposita seduta della Conferenza Stato-Regioni riservata al tema della revisione del bilancio dell'Unione europea e sulle prospettive finanziarie 2014/2020 con particolare riferimento alla riforma dei Fondi strutturali. Ravvisa l'opportunità che siano adottate misure tese a consentire una più estesa ed incisiva partecipazione delle regioni e delle province autonome alla formazione degli atti dell'Unione europea.
Riferisce quindi che la Relazione sulla Partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2011 registra le azioni programmatiche del Governo sui temi europei ed i risultati conseguiti nel corso dell'anno 2011 e rappresenta un'occasione di analisi sull'attuazione della politica europea nel Paese. Osserva che la Relazione è strutturata in quattro parti. La prima parte, precisa, attiene al processo di integrazione europea e delinea gli orientamenti generali delle politiche dell'Unione europea, anche in riferimento alla attuazione del Trattato di Lisbona ed alle questioni economiche e finanziarie. La seconda parte, fa notare, delinea la partecipazione dell'Italia al processo normativo dell'Unione nel 2011 ed enuncia le linee principali della politica italiana nelle fasi preparatorie e negoziali degli atti legislativi dell'Unione. Chiarisce che la terza parte della Relazione illustra la partecipazione dell'Italia alle attività dell'Unione europea per la realizzazione delle principali politiche del 2011, in materie quali la concorrenza, la politica agricola e la pesca, la politica per l'energia, per l'ambiente. La quarta parte, sottolinea, riguarda le politiche di coesione economica e sociale e l'andamento dei flussi finanziari verso l'Italia nel 2011. Aggiunge che la Relazione presenta inoltre dodici Allegati, tra cui l'elenco di pareri, atti di indirizzo o osservazioni formulati dalle regioni e province autonome su atti dell'Unione europea nel 2011.

Il deputato Mario PEPE (PD), pur apprezzando taluni contenuti del disegno di legge comunitaria 2012, ravvisa l'esigenza che si proceda ad una più profonda e sistematica riflessione sulla qualità della partecipazione delle autonomie territoriali alle politiche comunitarie, soprattutto nell'attuale fase di grave crisi economica. Ritiene opportuno che siano verificate le specifiche modalità di utilizzazione dei Fondi strutturali, con particolare riferimento alle regioni più disagiate del Paese. Segnala la necessità di un articolato confronto tra il Governo e le regioni in sede di esercizio della delega, con particolare riferimento ai settori delle politiche agricole, della pesca, dell'ambiente e dell'energia.


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Il senatore Gianvittore VACCARI (LNP) ravvisa l'opportunità di procedere ad una valutazione approfondita dei contenuti dei testi in esame. In particolare, richiama l'attenzione dei colleghi sul parere reso in data 19 gennaio 2012 dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome sul disegno di legge comunitaria 2012, con cui viene sollecitato il Governo a dar seguito al confronto sulla modifica dell'esercizio del diritto di rivalsa di cui all'articolo 16-bis della legge n. 11 del 2005. Segnala l'esigenza che siano potenziate e rese più incisive le politiche di attuazione della normativa sui Fondi strutturali, anche prevedendosi specifici termini temporali per la relativa operatività ed utilizzazione.

Il deputato Isidoro GOTTARDO (PdL) deplora la circostanza che il disegno di legge comunitaria 2012 venga esaminato con procedure e strumenti di fatto superati e non conformi alle nuove previsioni dettate in materia dal Trattato di Lisbona e ciò a causa della mancata approvazione del disegno di legge di riforma della legge n. 11 del 2005 che disciplina il processo di partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa europea, approvato dalla Camera dei deputati e in corso di esame al Senato. Stigmatizza le responsabilità dell'Italia, che tarda ad adeguarsi alle nuove procedure di attuazione delle politiche comunitarie previste dal Trattato di Lisbona che fornirebbero strumenti e sedi più idonei a coinvolgere in tale ambito le autonomie territoriali.

Il deputato Luciano PIZZETTI (PD), nel condividere le considerazioni svolte dal deputato Gottardo, ritiene utile prospettare un'audizione dei rappresentanti delle autonomie locali e valuta favorevolmente l'osservazione del relatore volta a richiedere la previsione di misure finalizzate a consentire una più incisiva partecipazione delle regioni al processo di attuazione e formazione del diritto comunitario.

La senatrice Mariangela BASTICO (PD), relatore, condivide l'osservazione del deputato Gottardo sulla necessità di una tempestiva approvazione della riforma della legge n. 11 del 2005 affinché le procedure di attuazione del diritto comunitario possano essere prontamente adeguate alle prescrizioni del Trattato di Lisbona. Valuta quindi favorevolmente le considerazioni svolte dal senatore Vaccari in ordine alla necessità di un maggiore approfondimento delle tematiche afferenti alle politiche agricole, dell'energia, dell'ambiente e soprattutto di quelle a tutela del lavoro e della salute.

Il deputato Isidoro GOTTARDO (PdL), nel ribadire l'esigenza che sia espresso dalla Commissione un rilievo critico in ordine alla non ancora avvenuta approvazione del disegno di legge di riforma della legge n. 11 del 2005, approvato alla Camera e in corso di esame al Senato, evidenzia che la mancata approvazione del predetto provvedimento determina un inevitabile pregiudizio in relazione ai contenuti della legge comunitaria in quanto non consente una organica partecipazione delle regioni nelle fasi di attuazione e formazione degli atti comunitari.

Il senatore Claudio MOLINARI (PD), nel condividere le considerazioni svolte dal deputato Gottardo, fa notare che, pur rispettando i profili di competenza della Commissione, si rende opportuno prospettare l'esigenza di una tempestiva approvazione della riforma della legge n. 11 del 2005.

Il deputato Luciano PIZZETTI (PD) si associa all'osservazione del sentore Molinari ritenendo opportuno sollecitare le commissioni competenti ad una rapida definizione dell'iter di approvazione della menzionata riforma della legge n. 11 del 2005.

La senatrice Mariangela BASTICO (PD), relatore, sulla base delle considerazione emerse nel corso del dibattito, formula una proposta di parere favorevole con condizione sul disegno di legge comunitaria 2012 e parere favorevole sulla Relazione


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consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa all'anno 2011 (vedi allegati 2 e 3).

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

La seduta termina alle 9.05.

ATTI DEL GOVERNO

Mercoledì 4 aprile 2012. - Presidenza del presidente Davide CAPARINI.

La seduta comincia alle 9.05.

Schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente la realizzazione del progetto denominato «Autostrada A27 Mestre-Belluno. Nuovo svincolo autostradale e stazione di Santa Lucia di Piave (Treviso)».
Atto n. 451.
(Esame ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento, e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

Il senatore Gianvittore VACCARI (LNP), relatore, riferendo sul provvedimento in esame, osserva che l'articolo 3, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica n. 383 del 1994 prevede, con riferimento alla localizzazione di opere di interesse statale, che se una o più amministrazioni hanno espresso il proprio dissenso nell'ambito della conferenza di servizi, l'amministrazione statale procedente, d'intesa con la regione interessata, valutate le specifiche risultanze della conferenza di servizi, assume comunque la determinazione di conclusione del procedimento di localizzazione dell'opera; nel caso in cui la determinazione di conclusione del procedimento non si realizzi a causa del dissenso espresso da un'amministrazione dello Stato preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità ovvero dalla regione interessata, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 81, quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, che consente al Consiglio dei Ministri, qualora ritenga che si debba procedere, di provvedere ad assumere la decisione definitiva sentita la Commissione per le questioni regionali con decreto del Presidente della Repubblica previa deliberazione del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro o dei Ministri competenti per materia. Fa notare che i predetti presupposti si sono verificati nell'ambito della procedura di approvazione del nuovo svincolo autostradale di Santa Lucia di Piave (Treviso) dell'autostrada A27 Mestre-Belluno. Precisa che nel corso della Conferenza di servizi del 10 marzo 2011, infatti, è stato espresso parere negativo dal Ministero per i beni e le attività culturali; nel corso di una successiva riunione il rappresentante del Ministero ha depositato un documento in cui vengono avanzate alcune richieste volte a limitare l'impatto paesaggistico dell'opera. Chiarisce che il Consiglio dei Ministri ha ritenuto che nella valutazione degli interessi pubblici presenti la realizzazione dell'opera, da attuarsi conformemente alle prescrizioni e richieste formulate dalle Amministrazioni interessate, assume rilevanza primaria e strategica per i vantaggi della viabilità e per la riqualificazione dell'intera maglia infrastrutturale connessa e, quindi, ha deliberato la favorevole definizione del progetto a norma dell'articolo. 81, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica n. 616 del 1977. Rileva che l'opera in oggetto consiste nella realizzazione di un nuovo svincolo autostradale, in località Santa Maria del Piave, Comune Santa Lucia di Piave (Treviso) al Km 31+880 dell'autostrada A27 Mestre-Belluno, tra gli svincoli esistenti di Treviso Nord e Conegliano. La funzione dello svincolo, precisa, è quella di rendere più permeabile l'autostrada al traffico locale e la sua funzionalità è strettamente correlata alla viabilità di collegamento da parte


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della Provincia di Treviso. Evidenzia che lo schema in esame dispone il perfezionamento, con conclusione favorevole, del procedimento d'intesa tra Stato e Regione Veneto concernente il progetto definitivo del nuovo svincolo autostradale e stazione di Santa Lucia di Piave (Treviso) dell'autostrada A27 Mestre-Belluno.
Formula quindi una proposta di parere favorevole (vedi allegato 4).

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

La seduta termina alle 9.10.