Mercato dell’energia elettrica

Tariffe elettriche agevolate

Tutela dei clienti domestici in condizioni di disagio

La tutela dei clienti domestici in particolari condizioni di disagio costituisce uno dei cardini della riforma del sistema tariffario dell’elettricità conseguente alla completa liberalizzazione del settore elettrico (dal lato della domanda) avviata a partire dal 1° luglio 2007.

La riforma tariffaria a tutela dei clienti domestici in particolari condizioni di disagio ha richiesto l’intervento congiunto e coordinato del Governo (che ha provveduto, con il DM 28 dicembre 2007, all’individuazione dei criteri di individuazione dei soggetti aventi diritto) e dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (per quanto riguarda la definizione delle tariffe).

Il decreto del 28 dicembre 2007[1] del Ministro dello sviluppo economico ha provveduto alla definizione dei criteri e modalità per l’applicazione di tariffe elettriche agevolate per soggetti economicamente svantaggiati e in particolari condizioni di salute, in attuazione di quanto disposto dalla legge finanziaria 2006 (L. n. 266/05, art.1, comma 375), nonché dal decreto-legge 18 giugno del 2007, n. 73[2].

Al fine di completare il processo di revisione delle tariffe elettriche il comma 375 della finanziaria 2006 ha previsto l’adozione di un decreto del Ministro delle attività produttive (ora dello sviluppo economico), d’intesa con i Ministri dell’economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali, per definire i criteri per l’applicazione di tariffe elettriche agevolate ai soli clienti economicamente svantaggiati, prevedendo a tal fine una revisione della fascia di protezione sociale tale da ricomprendere (solo) le famiglie effettivamente bisognose[3].

La disposizione era volta al superamento del sistema agevolativo in vigore nel quale l'agevolazione del prezzo dell'energia (detta "fascia sociale"), non veniva riservata a chi si trovava in reali condizioni di disagio economico, ma era riconosciuta a tutti i clienti con bassi consumi. Si trattava, quindi, di un sussidio non legato ad alcun criterio di necessità o di condizione sociale, bensì ai soli consumi. Pertanto le famiglie numerose, e con redditi bassi, superando la soglia di consumo determinata per lo sconto, perdevano il diritto all'agevolazione, mentre famiglie composte da una o due persone, con bassi consumi, ne godevano appieno.

Il sistema tariffario prevedeva l’applicazione di due tariffe:

§         Una tariffa cosiddetta “agevolata” (tariffa D2) applicabile ai clienti domestici residenti con potenza impegnata fino a 3 kW che garantiva una categoria di utenti con consumi medio-bassi indipendentemente dall’effettivo stato di bisogno, dipendente, quindi dai soli consumi. In pratica, il costo di produzione e vendita dell’energia elettrica di clienti D2 con consumi inferiori a 3.000 kWh/anno era in parte sostenuto dai clienti D2 che consumano più di 3.000 kWh e dai clienti D3;

§         la tariffa D3 si applica per gli altri clienti domestici (cioè non residenti o con potenza impegnata superiore a 3 kW).

 

L’adozione di misure volte a favorire utenti economicamente svantaggiati è stata successivamente fatta salva dal decreto-legge 18 giugno del 2007, n. 73, che ne ha esteso l’applicazione anche agli utenti in particolari condizioni di salute (vedi scheda Decreto-legge n. 73/2007).

 

In attuazione di quanto disposto dalla legge finanziaria 2006 e dal decreto-legge n.73/07 è stato emanato il DM 28 dicembre 2007.

Nello stesso periodo in cui il Governo provvedeva alla definizione del suddetto decreto, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG) ha predisposto un documento di consultazione (atto 56/07) in materia di revisione del sistema tariffario per le utenze domestiche in bassa tensione, che ha fatto seguito a due precedenti documenti di consultazione sul medesimo tema pubblicati, rispettivamente, il 18 gennaio 2007 e il 21 maggio 2007[4].

Il documento delinea:

-          la proposta finale per la revisione - in vista della completa apertura del mercato alla concorrenza avvenuta lo scorso 1 luglio 2007 - del vigente sistema tariffario domestico, introdotta mediante la deliberazione 13 giugno 2007, n. 135/07 (tariffa di transizione)[5];

-          la descrizione delle possibili modalità applicative delle misure di tutela destinate alla clientela domestica in stato di disagio economico e in gravi condizioni di salute, a partire dal 1° gennaio 2008;;

-          l’introduzione di un meccanismo transitorio che consentirebbe, in caso di adozione, di riconoscere le rinnovate misure di tutela a decorrere dal 1° gennaio 2008.

Decreto ministeriale 28 dicembre 2007

Il decreto ministeriale 28 dicembre 2007, emanato nel quadro di un più ampio riassetto del sistema tariffario dell’energia elettrica, ha introdotto nuovi criteri e modalità per l’applicazione di tariffe elettriche agevolate a favore di soggetti economicamente svantaggiati e in particolari condizioni di salute.

Nello specifico il decreto ha provveduto a:

§           fissare i criteri generali per la definizione delle compensazioni della spesa sostenuta per la fornitura di energia elettrica per i clienti domestici economicamente disagiati e i clienti domestici in grave condizione di salute. La definizione spetta all'Autorità per l'energia elettrica ed il gas;

§           prevedere l’inserimento degli oneri derivanti dall’applicazione delle disposizioni del decreto tra gli oneri generali afferenti al sistema elettrico e la loro copertura mediante apposita componente tariffaria applicabile agli utenti in generale, istituita dall’AEEG;

§           definire i criteri di compensazione per i clienti domestici in condizioni di disagio economico, prevedendo il riconoscimento della compensazione – cui si accede sulla base della soglia dell’Indicatore di situazione economica equivalente (ISEE) pari a 7.500 euro - in forma parametrata al numero di componenti la famiglia anagrafica, e un risparmio indicativamente pari al 20% della spesa complessiva per la fornitura di elettricità sostenuta dall’utente medio. All'AEEG è demandato il compito di definire le modalità applicative della compensazione;

§           individuare i criteri di compensazione per i clienti domestici utilizzatori di apparecchiature medico terapeutiche necessarie al loro mantenimento in vita, stabilendo che venga riconosciuta in ragione sia della maggiore onerosità, sia con riferimento al maggior impegno di potenza e al maggior consumo di energia elettrica connessi all'utilizzo delle suddette apparecchiature;

§           disciplinare le procedure di ammissione alla compensazione e i meccanismi operativi per il suo funzionamento, prevedendo per l'accesso l’inoltro di apposita richiesta al comune di residenza (riferita alle forniture di energia per una sola abitazione di residenza dei componenti il nucleo familiare in possesso dei requisiti ISEE) che a sua volta, in caso di esito positivo della procedura, rilascia al cliente un  certificato attestante la titolarità a godere della compensazione;

§           prevedere l’introduzione, da parte dell’AEEG, di meccanismi di gradualità nell’applicazione delle “tariffe sociali”. All’Autorità sono stati, altresì, assegnati compiti di monitoraggio relativi agli esiti e all’efficacia delle disposizioni in esame, che saranno comunicati, con cadenza annuale, ai ministeri competenti.

Ambito di applicazione del decreto

Il decreto identifica i criteri per la definizione delle compensazioni della spesa sostenuta per la fornitura di energia elettrica per:

§         i clienti domestici economicamente disagiati;

§         i clienti domestici in grave condizione di salute, tale da richiedere l'utilizzo di apparecchiature medico-terapeutiche necessarie per l'esistenza in vita e alimentate ad energia elettrica.

Per quanto riguarda i clienti economicamente disagiati si fa riferimento al solo comma 375 dell'articolo 1 della legge finanziaria 2006 (legge 23 dicembre 2005, n. 266) nel quale non era contenuta  la previsione di tariffe agevolate per i clienti in gravi condizioni di salute, diversamente da quanto contemplato dal comma 3 dell'articolo 1 del decreto-legge 18 giugno 2007, n. 73.

 

La definizione della suddetta compensazione spetta all’Autorità per l'energia elettrica ed il gas, che vi provvede nell'ambito della revisione dell'ordinamento tariffario per i clienti domestici del settore elettrico, in modo che tale compensazione:

-          trovi uniforme applicazione sul territorio nazionale;

-          preveda meccanismi di aggiornamento certi e trasparenti;

-          promuova un uso efficiente delle risorse.

 

La compensazione viene applicata alla spesa complessiva sostenuta, comprensiva della quota fissa e delle quote variabili relative ai consumi di energia elettrica, incluse le componenti A e UC applicate alla clientela domestica agevolata.

Le componenti tariffarie A coprono gli oneri sostenuti nell'interesse generale del sistema elettrico (quali ad esempio i costi di ricerca, i costi per l'incentivazione dell'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili ecc.) e individuati dal Governo con decreto o dal Parlamento tramite legge; le componenti UC coprono ulteriori elementi di costo del servizio elettrico (quali, ad esempio, la perequazione) individuate dall'Autorità. Le aliquote relative alle componenti tariffarie A e UC sono fissate dall'Autorità ed aggiornate periodicamente sulla base delle esigenze di gettito. Le componenti tariffarie prevedono, in generale, corrispettivi espressi in centesimi di euro per punto di prelievo e in centesimi di euro per kWh. Le componenti tariffarie A, MCT[6], UC3, UC4 e UC6 sono pagate da tutti i clienti finali. La componente tariffaria UC1  è pagata dai soli clienti in regime di maggior tutela.

In particolare, le componenti tariffarie A sono destinate:

-        alla copertura dei costi sostenuti per lo smantellamento delle centrali nucleari e la chiusura del ciclo del combustibile (A2);

-        alla promozione di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (A3);

-        al finanziamento di regimi tariffari speciali previsti dalla normativa a favore di specifici utenti o categorie d’utenza (A4);

-        al finanziamento delle attività di ricerca e sviluppo di interesse generale per il sistema elettrico (A5);

-        alla copertura dei cosiddetti "stranded costs" (A6), ossia i costi sopportati dalle imprese elettriche per la generazione di energia elettrica non recuperabili nell’ambito del mercato liberalizzato e che verranno rimborsati alle imprese per un periodo transitorio.

Le componenti UC costituiscono gli oneri necessari per garantire il funzionamento di un sistema tariffario basato sul principio di corrispondenza dei prezzi ai costi medi del servizio.

 

Gli oneri derivanti dalla compensazione[7] sono inclusi tra gli oneri generali afferenti al sistema elettrico.

Per la copertura dei suddetti oneri, l'AEEG istituisce un’apposita componente tariffaria applicata alla generalità dell'utenza, che alimenterà un conto gestito dalla Cassa conguaglio per il settore elettrico[8], secondo gli indirizzi della medesima Autorità, ai fini del conguaglio nei confronti dei soggetti che erogano le compensazioni.

Gli oneri generali di sistema, ovvero i costi sostenuti per gli interventi effettuati sul sistema elettrico nel suo complesso per realizzare finalità di interesse dell’intera collettività individuate dal Governo, vengono pagati da ogni cliente in funzione dei consumi effettivi di energia elettrica (ad eccezione della componente A6 che viene pagata in base alla potenza impegnata). Nella tariffa elettrica per i clienti finali tali oneri sono definiti componenti tariffarie A, testé illustrate.

I suddetti oneri generali sono stati individuati dall’'articolo 1 del decreto-legge 18 febbraio 2003, n. 25[9]. Ai sensi dell'articolo 2, comma 5, di tale DL, con decreto del Ministro delle attività produttive, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari e sentita l'Autorità per l'energia elettrica e il gas che si esprime entro il termine di trenta giorni, possono essere individuati ulteriori oneri generali afferenti al sistema energetico.

Criteri di compensazione per i clienti domestici in condizioni di disagio economico

La compensazione riconosciuta per i clienti domestici in condizioni di disagio economico è parametrata al numero di componenti la famiglia anagrafica [10], con riferimento ad un livello di consumo di energia elettrica e di potenza impegnata compatibile con l'alimentazione delle ordinarie apparecchiature elettriche di uso domestico, in modo tale da produrre una riduzione della spesa dell'utente medio indicativamente del 20%.

 

All'AEEG è affidato il compito di definire le modalità applicative, secondo criteri di equità e di graduale superamento degli effetti dei meccanismi redistributivi attualmente esistenti, mitigando le conseguenze economiche sulle categorie di clienti domestici negativamente interessate dalla manovra.

Con la disposizione si intende pertanto prevedere un'applicazione graduale della riforma che comporterà aumenti delle tariffe per i clienti domestici con bassi consumi che finora beneficiavano dell'agevolazione.

Per l'individuazione dei clienti in condizioni di effettivo disagio economico il decreto prevede che si faccia ricorso all’Indicatore di Situazione Economica Equivalente (ISEE), strumento che consente di misurare la condizione economica delle famiglie tenendo conto di reddito, patrimonio (mobiliare e immobiliare), nonché delle caratteristiche del nucleo familiare.

I clienti domestici con ISEE fino a 7500 euro hanno diritto alla compensazione della spesa sostenuta per la fornitura di energia elettrica a decorrere dal 1° gennaio 2008 e in ogni caso contestualmente alla revisione del sistema tariffario applicato alla generalità dell'utenza.

Dovrebbero rientrare nella soglia suddetta dell'ISEE 5 milioni di nuclei familiari.

 

L’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) è lo strumento di calcolo atto a definire la situazione economica di coloro che chiedono di accedere ad agevolazioni, prestazioni, benefici o servizi a tariffa agevolata e che viene calcolato sulla base della composizione del nucleo famigliare, dei redditi percepiti e dal patrimonio immobiliare e mobiliare posseduto da ciascun componente.

Si ricorda che il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109[11], recentemente modificato dall’art. 1, comma 344, della legge finanziaria 2008 (L. 244/07) individua criteri unificati di valutazione della situazione economica di coloro che richiedono prestazioni o servizi sociali o assistenziali non destinati alla generalità dei soggetti o comunque collegati nella misura o nel costo a determinate situazioni economiche (articolo 1). In particolare, il comma 3-bis, attribuisce alle autorità competenti in materia di regolazione dei servizi di pubblica utilità, la facoltà di utilizzare l'indicatore della situazione economica equivalente calcolato dall'I.N.P.S. per la eventuale definizione di condizioni agevolate di accesso ai servizi di rispettiva competenza.

Ai fini della determinazione dell’ISEE rilevano, ai sensi dell’articolo 2, la composizione del nucleo familiare, la somma dei redditi percepiti dal nucleo familiare e la situazione economica e patrimoniale del nucleo familiare. Con riferimento a ciascuna prestazione sociale, l’ente erogatore può prevedere ulteriori requisiti necessari che comunque si aggiungono a quelli previsti per il rilascio dell’attestazione ISEE (articolo 3).

Criteri di compensazione per i clienti domestici utilizzatori di apparecchiature medico terapeutiche

La compensazione viene riconosciuta ai clienti domestici nel cui nucleo familiare sono presenti persone che versano in gravi condizioni di salute, tali da richiedere l'utilizzo di apparecchiature medico-terapeutiche necessarie per la loro esistenza in vita e alimentate ad energia elettrica, al fine di compensare la maggiore onerosità connessa all'utilizzo di dette apparecchiature.

L'AEEG è tenuta entro il 1° gennaio 2008 a sottoporre all'approvazione del Ministero dello sviluppo economico possibili modalità compensative riferite sia al maggior impegno di potenza, sia al maggior consumo di energia elettrica connessi all'utilizzo delle suddette apparecchiature.

La compensazione della spesa è cumulabile con la compensazione per i clienti in condizioni di disagio economico.

Procedure di ammissione alla compensazione

Per l'accesso alle compensazioni il decreto prevede la presentazione di un'apposita richiesta al Comune di residenza. La richiesta, per i soli clienti in condizioni di disagio economico, è riferita alle forniture di energia per una sola abitazione di residenza dei componenti il nucleo familiare in possesso dei requisiti ISEE.

Secondo la relazione tecnico-finanziaria che accompagnava lo schema di decreto sottoposto al parere parlamentare, la scelta di affidare ai comuni l'attività di verifica e raccolta delle domande dei clienti in possesso dei requisiti è stata effettuata in considerazione delle funzioni da essi già svolte per l'accesso e l'attivazione di altre prestazioni sociali e assistenziali che utilizzano l'indicatore ISEE.

I costi sostenuti dai comuni per l'implementazione dell'ulteriore attività amministrativa eventualmente derivante dalle disposizioni del decreto trovano copertura nella legge finanziaria 2007 (legge 296/2006), commi da 362 a 365 recanti disposizioni in materia di fiscalità energetica per finalità sociali e per l’efficienza energetica[12].

L’attività del Comune per la valutazione e l’ammissione delle domande si può svolgere anche attraverso supporto informatico. L'ammissione è subordinata, alternativamente, alla previa:

§         verifica del rispetto del limite massimo del livello ISEE relativo al nucleo familiare cui si riferisce la domanda indicato dal decreto all'articolo 2 (7500 euro);

§         presentazione del certificato rilasciato dalla Azienda sanitaria locale di appartenenza attestante le gravi condizioni di salute di uno dei componenti il nucleo familiare tali da richiedere l'utilizzo delle apparecchiature medico-terapeutiche necessarie per la loro esistenza in vita e alimentate ad energia elettrica di cui all'articolo 3.

In caso di esito positivo della procedura di ammissione, il comune rilascia al cliente un certificato che riconosce la titolarità a godere della compensazione e comunica al soggetto competente a riceverlo – individuato dall’AEEG - gli elementi informativi necessari alla gestione dei clienti tutelati.

I comuni provvedono ordinariamente in via diretta alla valutazione e all'ammissione delle richieste formulate ai sensi del comma 1. Sono tuttavia fatte salve le facoltà previste dalle disposizioni di cui al titolo II, capo V, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL)[13], il quale disciplina le forme associative a cui possono fare ricorso gli enti locali.

All'AEEG è demandato il compito di individuare con proprio provvedimento:

-          il soggetto della filiera elettrica competente a ricevere il certificato nonché gli elementi informativi richiesti e a gestire ed erogare la compensazione;

-          le modalità con cui la medesima compensazione è trasferita ai clienti finali.

Il termine ultimo per l’adozione del provvedimento è stato fissato in trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto. Ad oggi il provvedimento non risulta adottato.

 

L'impresa di distribuzione di energia elettrica è tenuta a verificare che il cliente agevolato connesso alla propria rete risulti effettivamente titolare della potenza elettrica impegnata oggetto di compensazione e che le utenze cui si riferiscono le apparecchiature medico-terapeutiche di cui al decreto-legge siano escluse dalle procedure di distacco programmato, fatta salva l'adozione di apposite misure del Ministero della salute, ai fini della individuazione delle apparecchiature suddette.

I clienti agevolati sono tenuti a comunicare tempestivamente all'impresa di distribuzione di energia elettrica il venir meno delle condizioni di accesso alla compensazione.

 



[1]     Determinazione dei criteri per la definizione delle compensazioni della spesa sostenuta per la fornitura di energia elettrica per i clienti economicamente svantaggiati e per i clienti in gravi condizione di salute (GU 18 febbraio 2008, n. 41).

[2]     Il DL 73 del 18 giugno 2007, recante Misure urgenti per l'attuazione di disposizioni comunitarie in materia di liberalizzazione dei mercati dell'energia, è stato convertito, con modificazioni, dall’art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 125.

[3]     Si ricorda che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas in data 20 febbraio 2003 ha diffuso un documento per la consultazione, relativo alle “Tariffe di fornitura dell’energia elettrica ai clienti domestici in bassa tensione economicamente disagiati”, recante le proprie proposte di riforma della c.d. “tariffa sociale”, ossia della tariffa agevolata riservata ai clienti economicamente disagiati.

[4]     Nei documenti è stato illustrato il metodo suggerito dall'Autorità per superare il vigente sistema di agevolazioni basato sui consumi e indipendente dal reddito e dal numero dei componenti del nucleo familiare. L'Autorità ha proposto di circoscrivere l'agevolazione alle famiglie in reali condizioni di disagio economico, da individuarsi attraverso l'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE o c.d. "redditometro") già in uso per la fornitura agevolata di servizi essenziali. Poiché il regime delle tariffe agevolate si inquadra nel più ampio contesto della politica sociale, l'Autorità ha peraltro ritenuto necessario che fosse il Governo a indicare l'estensione e l'intensità dell'agevolazione da rimodulare.

[5]   Con la delibera 135/07, del 13 giugno l’Autorità ha definito le tariffe per i servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica destinata ai clienti finali domestici connessi in bassa tensione in vigore dal 1° luglio 2007, in modo da rendere l’ordinamento tariffario compatibile con un assetto di mercato concorrenziale Con la delibera è stata introdotta una ‘tariffa di transizione” da applicare ai clienti domestici, in attesa della definizione del futuro assetto tariffario comprensivo della tariffa sociale.  

[6]     La componente MCT è la componente tariffaria, espressa in centesimi di euro/kWh, per il finanziamento delle misure di compensazione territoriale a favore dei siti che ospitano centrali nucleari e impianti del ciclo del combustibile nucleare, fino al definitivo smantellamento degli impianti.

[7]     Secondo la relazione tecnico-finanziaria che accompagnava lo schema del decreto sottoposto al parere parlamentare, gli oneri che si determinano per effetto dell'applicazione delle compensazioni della spesa previste dal decreto ammontano, in base a stime dell'Autorità, a circa 350 milioni di euro.

[8]     La Cassa conguaglio per il settore elettrico è stata istituita dal provvedimento CIP n. 34 del 1974 (Modifiche al provvedimento CIP n. 941 del 29 agosto 1961 e successivi, riguardanti la disciplina dei prezzi dell'energia elettrica) e svolge la sua attività in materia di riscossione, di gestione e di erogazione di prestazioni patrimoniali imposte dall'Autorità per l’energia elettrica ed il gas (AEEG) e dalle altre amministrazioni competenti, al fine di garantire il funzionamento del sistema in condizioni di concorrenza, di sussidiare le imprese sfavorite nel periodo d'avvio della liberalizzazione e di coprire gli oneri generali di sistema. Il Presidente e i componenti degli organi collegiali della Cassa conguaglio sono nominati dall’AEEG d’intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze e sono scelti fra persone dotate di alta e riconosciuta professionalità e competenza in materia economica, giuridica, contabile o finanziaria, energetica. 

[9]     Disposizioni urgenti in materia di oneri generali del sistema elettrico e di realizzazione, potenziamento, utilizzazione e ambientalizzazione di impianti termoelettrici. Convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 17 aprile 2003, n. 83.

[10]    Ai sensi dell'articolo 4 del DPR 30 maggio 1989 n. 223, recante Approvazione del nuovo regolamento anagrafico della popolazione residente. per famiglia - agli effetti anagrafici - si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune. Una famiglia anagrafica può essere costituita da una sola persona.

[11]    Il D.Lgs 109/98, recante Definizioni di criteri unificati di valutazione della situazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate, a norma dell'articolo 59, comma 51, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, è stato emanato in attuazione della norma di delega contenuta nellla legge 449/97 che prevedeva l’emanazione di uno o più decreti legislativi contenenti, con effetto dal 1° luglio 1998, la definizione della situazione economica dei soggetti richiedenti prestazioni sociali agevolate nei confronti di pubbliche amministrazioni. I citati decreti legislativi dovevano contenere anche le modalità per l’acquisizione delle informazioni e l’effettuazione dei controlli, tenendo conto dei criteri direttivi. Con il DPCM n. 221 del 1999, e con i DPCM n. 305 del 21 luglio 1999 e 29 luglio 1999, riguardanti il modello unificato per autocertificare i dati relativi alla consistenza della famiglia, è stata completata anche la parte applicativa del cosiddetto “riccometro”. Tuttavia, con il D.Lgs. n. 130 del 2000 si è provveduto ad un intervento correttivo, con la modifica di taluni rilevanti aspetti quali: la dichiarazione sostitutiva unica, l’individuazione di un nucleo familiare standard, l’istituzione di un sistema informativo dell’indicatore reggentesi su una banca dati nazionale gestita dall’INPS, il sistema di calcolo.

[12]    Il comma 362 destina ad un apposito Fondo, nel limite massimo di 100 milioni di euro annui, il maggior gettito fiscale derivante dall'incidenza dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) sui prezzi dei carburanti e combustibili di origine petrolifera, dovuto ad aumenti dei prezzi del petrolio greggio, rispetto al valore di riferimento previsto dal documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2007-2011. Il Fondo è destinato alla copertura di interventi di efficienza energetica e di riduzione dei costi della fornitura energetica per fini sociali. Il comma 363 precisa che il Fondo viene istituito nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, con una dotazione iniziale di 50 milioni di euro annui riferita al triennio 2007-2009 (capitolo 7655 dell'UPB 1.1.6 Investimenti, rientrante nel ProgrammaGestione risorse energetiche, regolamentazione generale ed autorizzazioni nel settore energetico” della Missione “Energia e diversificazione delle fonti energetiche”). Ai sensi del comma 364 la definizione di condizioni, modalità e termini di utilizzo del suddetto fondo è demandata ad un decreto del Ministro dell’economia, per la cui adozione, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, era fissato il termine ultimo di tre mesi dall’entrata in vigore della legge finanziaria. Il fondo deve essere destinato:

§          per una quota pari a 11 milioni di euro annui per il biennio 2008-2009 agli interventi di efficienza energetica previsti dai commi 353-361. Si tratta dei contributi per gli interventi di efficienza energetica per apparecchi domestici (co. 353), per l'illuminazione (co. 354-356), per l'acquisto di apparecchi televisivi dotati di sintonizzatori digitali integrati (co. 357 e 361) e motori industriali ad alta efficienza di potenza elettrica (co. 358-360).

§          per la quota restante:

-        a finanziare interventi di carattere sociale, da parte dei comuni, per la riduzione dei costi delle forniture di energia per usi civili a favore di clienti economicamente disagiati, anziani e disabili;

-        per coprire i costi delle strutture amministrative da creare almeno presso ciascun comune capoluogo di provincia (cfr. comma successivo).

Il comma 365 prevede la stipula di accordi tra il Governo, le regioni e gli enti locali che garantiscano l’individuazione o la creazione, almeno in ciascun capoluogo di provincia – ove non si sia già provveduto – di strutture amministrative destinate alla gestione degli interventi previsti dal precedente comma 364. A parziale copertura dei costi di tali strutture si potrà ricorrere alle risorse del Fondo istituito dal comma 362.

[13]    Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali. Nel dettaglio il titolo II, capo V del TUEL prevede una pluralità di forme associative. I comuni (e gli enti locali in genere) possono:

-          stipulare tra loro convenzioni al fine di svolgere in modo coordinato funzioni e servizi determinati;

-          costituire un consorzio per la gestione associata di uno o più servizi e l'esercizio associato di funzioni;

-          costituire unioni di comuni allo scopo di esercitare congiuntamente una pluralità di funzioni di loro competenza;

-          esercitare in forma associata determinate funzioni, individuando autonomamente i soggetti, le forme e le metodologie;

-          promuovere la conclusione di accordi di programma per la definizione e l'attuazione di opere, interventi o programmi di intervento.