Mercato del gas naturale

Il dibattito degli anni recenti sull’assetto dei mercati del gas si è concentrato, in ambito sia nazionale che europeo, sull'opportunità di prevedere un obbligo di separazione proprietaria tra il gestore della rete, i produttori e i distributori.

Se per quanto riguarda il mercato elettrico si è addivenuti a una effettiva forma di separazione proprietaria (con la creazione di Terna S.p.a., partecipata da ENEL Spa nella misura del 5%), la questione è rimasta invece aperta per il settore del gas naturale.

Può essere utile ricordare che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, intervenendo in merito al completamento del processo di liberalizzazione dei mercati energetici nel corso di una Audizione tenutasi presso la Commissione industria del Senato il 18 ottobre 2006, ha rimarcato, oltre alla necessità di recepire quanto prima le direttive del 2003 in materia energetica, l’esigenza di procedere con sollecitudine alla separazione proprietaria della rete di trasporto del gas naturale, con l’obiettivo primario di favorire il rilancio degli investimenti in tale settore. Nel tracciare un quadro dello stato delle liberalizzazioni nel settore energetico, l’Autorità ha evidenziato, infatti, la criticità del settore del gas, caratterizzato da un’offerta appena sufficiente a garantire la domanda e insufficiente a fronteggiare situazioni di emergenza, dalla persistente posizione dominante di ENI in tutte le attività della filiera, dalla mancanza di nuovi operatori di dimensioni e di capacità operative adeguate ad un vero contesto concorrenziale, nonché dalla mancanza di una rete di trasporto indipendente (ciò che non avrebbe favorito gli investimenti necessari, in particolare, ad incrementare le interconnessioni  internazionali).

Al riguardo occorre sottolineare che l'obbligo di cessione, entro il 1° luglio 2007, delle quote superiori al 20 per cento del capitale delle società che sono proprietarie e che gestiscono reti nazionali di trasporto del gas naturale, già sancito dall’art. 1-ter, comma 4, del decreto-legge 29 agosto 2003, n. 239[1], è stato oggetto di varie proroghe, fino a quando, da ultimo, la legge finanziaria per il 2007 (art. 1, comma 905, della legge n.296 del 2006) ha demandato ad un successivo DPCM (senza peraltro indicarne il termine di adozione) la definizione delle modalità di attuazione del suddetto obbligo di cessione, differendone ulteriormente il termine a due anni a decorrere dalla data di entrata in vigore del DPCM medesimo.

Si fa presente che il DPCM di attuazione dell’articolo 1, comma 905, della legge finanziaria per il 2007, non è stato fin qui adottato, con la conseguenza che il termine entro il quale Eni Spa è chiamata a dismettere (fino al limite del 20%) la propria partecipazione azionaria in Snam Rete Gas Spa (attualmente pari a circa il 50,03 del capitale della società[2]) non risulta determinabile in termini certi.

Disposizioni volte ad aumentare gli scambi sul mercato nazionale del gas fino al completo recepimento della direttiva 2003/55/CE sono state introdotte dal decreto-legge sulle liberalizzazioni (DL 7/07, art. 11), in base al quale le quote di gas naturale prodotto dai giacimenti italiani che oggi le imprese produttrici versano allo Stato in controvalore (royalties), dovranno essere cedute dai titolari delle concessioni ad altri operatori presso l’esistente mercato regolamentato delle capacità e del gas (c.d. borsa del gas, già funzionante sul sito web di Snam Rete Gas).

 

Significative innovazione in materia energetica sono contenute anche nel decreto-legge 159/2007[3].

In particolare, l’articolo 46 ha introdotto una norma di semplificazione delle procedure autorizzatorie per la costruzione e l’esercizio di terminali di rigassificazione di gas naturale liquefatto[4].

 

In particolare, la vigente disciplina autorizzatoria speciale applicabile all'installazione di rigassificatori all'interno dei siti industriali è stata estesa anche alle ipotesi di costruzione e esercizio di terminali di rigassificazione situati al di fuori di siti industriali.

Sono state poi introdotte disposizioni specifiche per i casi in cui gli impianti soggetti alla predetta procedura autorizzativa siano ubicati in area portuale o ad essa contigua. Si prevede infatti la possibilità di rilasciare il giudizio di compatibilità ambientale anche in assenza del parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici. L’autorizzazione costituisce variante anche del piano regolatore portuale. Si è infine prevista l'aggiunta del concerto col Ministero delle infrastrutture, oltre che del Ministero dell'ambiente, per il rilascio dell'autorizzazione del Ministro dello sviluppo economico.

 

L’articolo 46-bis (poi modificato dal comma 175 dell'articolo 2 della legge finanziaria 2008 (legge 244/2007), è invece intervenuto in materia di concorrenza nel settore della distribuzione del gas.

 

Il comma 1 ha previsto che i Ministri dello sviluppo economico e per gli affari regionali e le autonomie locali, sentita la Conferenza unificata e su parere dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, individuino i criteri di gara e di valutazione dell’offerta per l’affidamento del servizio di distribuzione di gas previsto dall’articolo 14, comma 1, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164 (Attuazione della direttiva 98/30/CE recante norme comuni per il mercato interno del gas naturale, a norma dell'articolo 41 della L. 17 maggio 1999, n. 144), tenendo conto in maniera adeguata, oltre che delle condizioni economiche offerte, e in particolare di quelle a vantaggio dei consumatori, degli standard qualitativi e di sicurezza del servizio, dei piani di investimento e di sviluppo delle reti e degli impianti. Con la medesima procedura devono essere determinati gli ambiti territoriali minimi per lo svolgimento delle gare per l'affidamento del servizio di distribuzione del gas, a partire da quelli tariffari, secondo l'identificazione di bacini ottimali di utenza, in base a criteri di efficienza e riduzione dei costi, e determinino misure per l'incentivazione delle relative operazioni di aggregazione.

Al fine di incentivare le operazioni di aggregazione, il comma 3 ha previsto che la gara per l’affidamento del servizio di distribuzione di gas sia bandita per ciascun bacino ottimale di utenza entro due anni dall’individuazione del relativo ambito territoriale, che deve avvenire entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto (1° dicembre 2008).

A decorrere dal 1° gennaio 2008, i comuni interessati dalle nuove gare possono incrementare il canone delle concessioni di distribuzione, solo ove minore e fino al nuovo affidamento, fino al 10 per cento del vincolo sui ricavi di distribuzione di cui alla delibera dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas n. 237 del 28 dicembre 2000[5], destinando prioritariamente le risorse aggiuntive all’attivazione di meccanismi di tutela relativi ai costi dei consumi di gas da parte delle fasce deboli di utenti.

 

Su tale normativa è intervenuta, con una segnalazione (AS 427 del 13 novembre 2007) al Parlamento e al Governo, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM).

Nel proprio parere l’AGCM ha rilevato che nella situazione attuale, caratterizzata da un’estrema frammentazione di ambiti serviti e operatori, le soglie dimensionali e quantitative (100.000 clienti o 100 mmc/anno), già individuate dal D.Lgs. n. 164/00 (articolo 15, comma 7) al fine di far scattare la durata maggiore del periodo transitorio, si riferiscono ai comuni più grandi e alle maggiori imprese del settore. Tuttavia, tali concessioni sono una minima parte, in quanto, come conferma l’analisi di alcune gare effettuate, i comuni medi in Italia hanno circa 5.000 utenti, per circa il 70% dei comuni censiti. Conseguentemente, la maggior parte delle concessioni per la distribuzione di gas naturale sarebbero state in scadenza al 31 dicembre 2007 e sono le prime a beneficiare della ulteriore proroga di due anni disposta dall’art. 46-bis, terzo comma, del DL n.159/2007.

Secondo l’Autorità, poiché il ricorso a procedure di gara per l’individuazione dei concessionari di servizi è strettamente collegato alla realizzazione dei principi a tutela della concorrenza, una fase transitoria che consenta di rinviare l’esperimento di procedure pubbliche per un periodo eccessivamente lungo concorre a determinare ritardi nell’avvio del processo di liberalizzazione del servizio. L’ulteriore slittamento della fine del periodo transitorio risulta dunque difficilmente compatibile con un quadro di liberalizzazione e, inoltre, non trova neppure giustificazione (come asserito dallo stesso comma 3) nell’esigenza di favorire fenomeni di aggregazione territoriale, rispetto ai quali risulterebbe propedeutica la definizione per via ministeriale dei nuovi ambiti territoriali da mettere a gara. Infatti, il processo di individuazione degli ambiti territoriali, per definizione, riguarderà l’intero territorio nazionale e dovrà concludersi necessariamente prima del 31 dicembre 2009, data alla quale terminerebbero, secondo il disposto dell’art. 46-bis, le concessioni in scadenza al 31 dicembre 2007 (in base alla normativa precedente alla proroga disposta dal decreto).

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha formulato vari rilievi sulla formulazione dell’articolo 46-bis del decreto-legge n.159/2007, ai quali il legislatore, tornando sulla materia, ha dato seguito, in misura alquanto limitata, con la novella recata dal comma 175 dell'articolo 2 della legge 244/2007 (legge finanziaria per il 2008).



[1]     Disposizioni urgenti per la sicurezza e lo sviluppo del sistema elettrico nazionale e per il recupero di potenza di energia elettrica.

[2]     Per ulteriori informazioni sull’azionariato Snam rete gas S.p.a. si rinvia al link

      http://www.snamretegas.it/it/investor_relations/ir_azionariato.shtml

[3]     Decreto-legge 1° ottobre 2007 n. 159, recante Interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l'equità sociale. Convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1 della legge 29 novembre 2007, n. 222.

[4]     In tema di infrastrutture di approvvigionamento del gas si rinvia al Dossier sullo stato dei progetti e degli accordi internazionali energetici aggiornato al 2008 presente nel sito del Ministero dello sviluppo economico al seguente indirizzo:

      http://www.sviluppoeconomico.gov.it/pdf_upload/documenti/phpIS4LcP.pdf

[5]     Definizione di criteri per la determinazione delle tariffe per le attività di distribuzione del gas e di fornitura ai clienti del mercato vincolato. pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 4 del 5 gennaio 2001.