XVII LEGISLATURA


Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 764 di mercoledì 22 marzo 2017

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ROBERTO GIACHETTI

La seduta comincia alle 15.

PRESIDENTE. La seduta è aperta.

Invito il deputato segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.

GIOVANNI SANGA, Segretario, legge il processo verbale della seduta del 6 marzo 2017.

PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.

      (È approvato).

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno la Ministra dell'Istruzione dell'università e della ricerca, il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dell'Economia e delle finanze, il Ministro dello Sviluppo economico, il Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministro dell'Interno.

Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi.

(Iniziative di competenza per prevenire e contrastare lo spaccio e l'uso di droghe tra i giovani, all'interno delle scuole - n. 3-02885)

PRESIDENTE. Passiamo alla prima interrogazione all'ordine del giorno Lupi ed altri n. 3-02885 (Vedi l'allegato A).

L'onorevole Lupi ha facoltà d'illustrare la sua interrogazione, per un minuto.

MAURIZIO LUPI. Grazie, signor Presidente. Saremo rigorosi, ma spero molto chiari. Insieme ai colleghi Scopelliti e Calabrò abbiamo presentato questa interrogazione, partendo dai recenti fatti di cronaca che hanno visto, riportati sui giornali nazionali, i dati che preoccupano, almeno credo, le persone di buonsenso e di responsabilità: l'abuso della droga tra i giovani era noto, ma diventa un'emergenza continua e addirittura questa emergenza coglie il primo luogo dove la formazione, l'educazione e l'incontro tra i giovani avviene, che è la scuola. Per questo noi riportiamo delle statistiche che, per questioni di tempo, non ridico.

Abbiamo interrogato il Ministro dell'istruzione proprio su questo tema. Da una parte noi riteniamo che si debba assolutamente lavorare per la prevenzione anche oggettiva dello spaccio e dell'uso della droga nella scuola, ma dall'altra, crediamo che bisogna lavorare sulla prevenzione educativa. Da questo punto di vista, signor Presidente, chiediamo al Ministro dell'istruzione quali azioni intende fare ovviamente il Ministero per rispondere a questo che è un vero dramma sociale.

PRESIDENTE. La Ministra dell'Istruzione dell'università e della ricerca, Valeria Fedeli, ha facoltà di rispondere, per tre minuti.

VALERIA FEDELI, Ministra dell'Istruzione dell'università e della ricerca. Grazie Presidente. Onorevole Lupi, il problema dell'uso e dell'abuso di droghe e sostanze stupefacenti investe sicuramente anche il mondo della scuola, ed è infatti pienamente condivisibile il quadro da lei riferito riguardo al ruolo che le scuole devono svolgere verso un'efficace opera di prevenzione. Proprio sulla prevenzione si incentra l'azione di contrasto che il sistema formativo può mettere in atto. Occorre che la scuola interagisca con le famiglie, con le altre istituzioni e amministrazioni a ciò deputate, per fornire modelli educativi e stili di vita, e soprattutto per fare acquisire ai nostri ragazzi conoscenza e consapevolezza dei danni che derivano da queste sostanze e dalla dipendenza da esse. Quanto più l'attività messa in campo dalla scuola riesce a coordinarsi con quella delle famiglie e di tutta la società, tanto più il processo educativo contribuirà ad arginare questo fenomeno.

Detto questo, cito alcune delle azioni strutturali che il MIUR sta realizzando per contrastare l'uso delle sostanze stupefacenti da parte dei giovani anche all'interno delle scuole. Ricordo prima di tutto la collaborazione interistituzionale in essere con il Ministero della salute, in forza di un protocollo di intesa siglato il 2 aprile del 2015, e un altro con la Presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento delle politiche antidroga con il quale è stato sottoscritto, anche lì, un memorandum nel dicembre del 2012, un protocollo che è in fase attuale di rinnovo.

Per quanto riguarda, in particolare, la collaborazione con il Ministero della salute, il 16 settembre scorso è stata diramata agli uffici scolastici regionali una nota congiunta in materia di promozione della salute nelle giovani generazioni, sostegno al Piano nazionale della prevenzione 2014-2018, con la quale si sottolinea l'importanza del coordinamento territoriale tra sistema scolastico e operatori del sistema sanitario e si individua, tra le aree prioritarie di intervento, la promozione di corretti stili di vita e la prevenzione dalle dipendenze. In attuazione del protocollo d'intesa con il Ministro della salute è stato istituito un comitato paritetico composto da rappresentanti designati da ambedue i Ministeri e su questo siamo, anche a breve, in grado di fornire, diciamo così, l'analisi di questa attuazione. Credo, tra l'altro, che tale Piano si ponga davvero gli obiettivi, in particolare, dentro le scuole, ma anche nel rapporto con le famiglie e la società, per adottare tutte le misure utili anche al rafforzamento delle competenze e conoscenze dei ragazzi, perché il coinvolgimento dell'uso degli stupefacenti non sia anche una delle modalità imitative nei comportamenti collettivi nelle scuole.

PRESIDENTE. L'onorevole Lupi ha facoltà di replicare, per due minuti.

MAURIZIO LUPI. Ringrazio il Ministro perché, anche se nel breve tempo dato per la risposta, ha sottolineato come il Ministero su questo aspetto, proprio anche per le sue competenze, abbia non solo acceso un faro, ma stia intervenendo.

Mi preme sottolineare due cose, tra l'altro dette anche dal Ministro. La prima, e la dico con molta chiarezza anche ai soloni che si occupano di altre cose, ma che evidentemente forse, su questo tema, non hanno mai incontrato un figlio, o non sono mai andati in una comunità terapeutica, o non hanno mai letto i giornali, o non hanno assistito al dramma della libertà ovviamente tra genitore e figlio, il dramma della libertà e della responsabilità che questo comporta (penso all'ultimo caso della ragazza che aveva appena fumato uno spinello e si è buttata a Milano dalla Bicocca perché diceva di non essere più cosciente di tutto): le droghe fanno male! Fanno male le droghe leggere e fanno male le droghe pesanti. Fa male qualunque droga un ragazzo, una persona possa assumere, tanto più fanno male per una giovane età, lo dimostrano dati scientifici ineluttabili.

Secondo, se fanno male, occorre ovviamente non scegliere la strada più breve (siccome fanno male le legalizziamo e le rendiamo trasparenti), ma la strada più seria, che è quella di una collaborazione, di una prevenzione, di un'educazione, collaborazione scuola-famiglia, di una società che si carica del problema e non scarica il problema. Scaricare il problema è la cosa più semplice, legalizzare le droghe è come lavarsi la coscienza, pulirsi la coscienza e non affrontare invece il dramma e la realtà che esistono e di cui una comunità si deve far carico, rispettando ovviamente le storie, i drammi e le responsabilità. Con coraggio le istituzioni e il Parlamento - perché le leggi servono a questo, signor Presidente servono assolutamente a questo - indichino con legge una strada per tutta la comunità. Le droghe fanno male sia che siano leggere o pesanti, e quindi non si possono liberalizzare.

(Iniziative per la definizione di una disciplina transitoria dei voucher acquistati antecedentemente all'abrogazione della normativa di riferimento, nonché per garantire la regolamentazione del lavoro flessibile e saltuario per settori come il commercio, il comparto turistico e l'agricoltura – n. 3-02886)

PRESIDENTE. L'onorevole Simonetti ha facoltà di illustrare l'interrogazione Fedriga ed altri n. 3-02886 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmatario, per un minuto.

ROBERTO SIMONETTI. Grazie Presidente. Governo: ultimamente avete molta paura di affrontare il giudizio del popolo dopo la batosta del referendum costituzionale e ciò vi ha portati a essere un Governo, di fatto, tappezzeria della CGIL quando avete varato il decreto che abrogava i voucher, proprio per non effettuare questo nuovo referendum. I voucher erano uno strumento contrattuale indispensabile per il settore turistico, alberghiero, per quello ricettivo, per l'agricoltura, per le famiglie, per tutte quelle famiglie che devono accudire i propri anziani, i propri bimbi, i propri malati. C'è stato un abuso dei voucher derivante dalle vostre leggi che ne hanno ampliato le fattispecie, però non erano da cancellare, erano da modificare.

Poi li avete cancellati con un metodo abominevole: di fatto non c'è più una regola, non si sa più come attivarli, non si sa più se ci sono le sanzioni, non si sanno più le tempistiche di utilizzo. E non mi venga a dire che è sufficiente il comunicato stampa che il suo Ministero ha fatto, quello non è una legge. Quindi, c'è una deregulation che porterà al sommerso. Quindi, vogliamo capire come eliminerà il sommerso e come le famiglie e le imprese potranno utilizzare dei contratti normali per il lavoro occasionale.

PRESIDENTE. Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, ha facoltà di rispondere, per tre minuti.

GIULIANO POLETTI, Ministro del Lavoro e delle politiche sociali. Grazie Presidente. Grazie onorevole, il decreto-legge n. 25 del 2017, adottato dal Consiglio dei ministri lo scorso 17 marzo, dispone l'abrogazione degli articoli 48, 49 e 51 del decreto legislativo n. 81 del 2015 relativi alla disciplina del lavoro accessorio. Il decreto prevede inoltre che i buoni richiesti per prestazioni di lavoro accessorio, richiesti prima del 17 marzo, data di entrata in vigore del decreto, possano essere utilizzati fino al 31 dicembre 2017.

Desidero rassicurare gli onorevoli interroganti circa il fatto che non si è determinata, a seguito del decreto-legge, una situazione che possa portare l'attivazione di tickets incontrollati e alla legalizzazione del sommerso. A questo proposito, infatti, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha già precisato, lunedì scorso, che l'utilizzo dei buoni per prestazioni di lavoro accessorio in tale periodo transitorio dovrà essere effettuato nel rispetto delle norme previgenti.

Per quanto concerne il problema del portale dell'INPS, segnalato dagli onorevoli interroganti, l'INPS ha fatto sapere che la procedura informatica di gestione dei voucher è stata bloccata per alcune ore per consentire l'aggiornamento tecnico alle nuove disposizioni normative. L'INPS ha inoltre reso noto che già nella serata dello scorso lunedì sono state riattivate le funzioni procedurali per l'attivazione e la riscossione dei voucher emessi prima del 17 marzo e che risultano attualmente funzionanti.

In risposta, infine, all'ultimo quesito contenuto nell'interrogazione, colgo l'occasione per confermare l'intenzione del Governo di attivare un confronto con le parti sociali, al fine di individuare, tempestivamente, nuove forme di regolamentazione delle prestazioni di lavoro accessorio e occasionale che potranno portare a soluzioni diversificate per famiglie e imprese in ragione della loro evidente diversa natura.

PRESIDENTE. L'onorevole Simonetti ha facoltà di replicare, per due minuti.

ROBERTO SIMONETTI. Il Ministro ha risposto come avevo chiesto di non rispondere, cioè leggendoci la favola di Hansel e Gretel. Sostanzialmente, lei ci dice che una nota del Ministero può sostituire una legge, cioè, con un decreto-legge, che ha valore gerarchico di secondo grado, perché vorrei spiegare al Governo che ci sono le leggi costituzionali, le leggi, i decreti-legge, i decreti legislativi, poi le leggi regionali, poi ci sono i regolamenti governativi e infine le circolari, ma lei non ha neanche fatto una circolare, non ha neanche fatto un'interpretazione, non ha fatto un'ordinanza, ha fatto un comunicato stampa. Quindi, di fatto, i consulenti del lavoro hanno evidenziato questa problematica, tutti l'hanno vista, e ciò porterà alla legalizzazione del lavoro nero, perché, di fatto, quando ci sarà l'ispettore del lavoro che andrà a sanzionare - non essendoci più la norma che dà la possibilità di emettere la sanzione da 400 a 2.400 euro come era prima - si vedrà, di fatto, impotente di fronte al lavoro nero.

Poi, rispetto alle vostre promesse su come utilizzare nuove forme contrattuali, noi siamo veramente allibiti, perché, di fronte all'incapacità del Governo di realizzare, per esempio, l'Ape social, siamo tutti in attesa dei decreti ministeriali attuativi e questi non arrivano; di fronte al bonus bebè bebè, che non arriva, di fronte a tutte le norme sul contrasto della povertà che non arrivano, abbiamo la grande preoccupazione che voi utilizzerete tutte le risorse di queste forme di cui vi ho detto, e non andrete a normare questa forma contrattuale, perché dovete essere succubi dell'Europa che vi chiede 3,4 miliardi e voi utilizzerete i soldi dell'Ape social, del bonus bebè bebè, del contrasto alla povertà per andare a coprire quella manovra che vi chiede l'Europa per le vostre finanziarie elettorali che però vi hanno portato al tracollo elettorale (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini).

(Chiarimenti e tempi di presentazione degli schemi di decreto relativi all'operatività del fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese – n. 3-02887)

PRESIDENTE. L'onorevole Laforgia ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02887 (Vedi l'allegato A), per un minuto.

FRANCESCO LAFORGIA. Grazie, Presidente. La nostra interrogazione è molto semplice e riguarda il fatto che la legge di bilancio 2017 ha stanziato un fondo che giornalisticamente prende il nome di Fondo Renzi che ha una dotazione di 44 miliardi di euro e che serve per infrastrutturare il Paese in diversi aspetti, dalla ricerca al dissesto idro-geologico, alla mobilità e ai trasporti. Il punto è che, per rendere attuativo e implementare questo fondo, occorre emanare uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su indicazione del Ministro interrogato e di concerto con i Ministri interessati, ma, ad oggi, non c'è ancora la trasmissione di alcuno di questi schemi e noi vorremmo capirne le ragioni.

PRESIDENTE. Il Ministro dell'economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, ha facoltà di rispondere, per tre minuti.

PIETRO CARLO PADOAN, Ministro dell'Economia e delle finanze. Grazie, Presidente. La disposizione normativa istitutiva del Fondo prevede che per il finanziamento dei programmi di investimento e lo sviluppo delle infrastrutture le risorse finanziarie iscritte sullo stesso siano ripartite con uno più DPCM su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con i Ministri interessati. Gli schermi dei decreti sono trasmessi alle Commissioni parlamentari competenti, le quali esprimono il parere entro 30 giorni dalla data dell'assegnazione; decorso tale termine, i decreti possono essere adottati anche in mancanza del predetto parere. Con i medesimi decreti sono individuati gli interventi da finanziare e i relativi importi, indicando, ove necessario, le modalità di utilizzo dei contributi, anche attraverso operazioni con oneri di ammortamento a carico del bilancio dello Stato, con la Banca Europea degli Investimenti, Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa, con la Cassa depositi e prestiti e con i soggetti autorizzati all'esercizio dell'attività bancaria, compatibilmente con gli obiettivi di finanza pubblica. Per definire la proposta di riparto del Fondo, il MEF ha avviato una serie di interlocuzioni con le singole amministrazioni, a seguito delle quali i Ministeri hanno formulato le proprie richieste in relazione a specifici interventi da finanziare nell'ambito delle rispettive competenze. Tali richieste, che in molti casi sono pervenute solo molto di recente e per un importo complessivo largamente superiore alla disponibilità del Fondo, hanno necessitato di una puntuale fase istruttoria, al fine di pervenire, in tempi brevi, alla formulazione di una proposta di riparto compatibile con le risorse disponibili e che tenga conto delle priorità negli interventi.

Ricordo che si tratta di pianificare spese per investimenti che si estendono fino al 2032. Si fa presente, inoltre, che una quota delle risorse del Fondo investimenti, in base all'intesa in Conferenza Stato-regioni del 9 febbraio scorso, per un importo pari a 400 milioni di euro, sarà utilizzata quale quota parte del concorso delle regioni e delle province autonome al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica per il 2017. Inoltre, ulteriori 270 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2017 e 2018, e 260 milioni per il 2019 saranno assegnati al finanziamento di interventi per il recupero delle periferie, in base alla richiesta formulata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri

PRESIDENTE. L'onorevole Laforgia ha facoltà di replicare, per due minuti.

FRANCESCO LAFORGIA. Grazie, Presidente. Io ringrazio il signor Ministro ma noi abbiamo un'urgenza davanti a noi, appunto, e cioè quella di infrastrutturare il Paese sul piano materiale e immateriale. Lo dico perché, alle nostre spalle, anche nella cronaca più recente, ci sono vicende tragiche ed è lontana da me l'idea di volerle strumentalizzare, ma dobbiamo misurarci con quei passaggi drammatici; penso al crollo di quel cavalcavia sull'autostrada A14 tra Loreto e Ancona, che ha provocato la morte di due persone, due feriti gravi, che fa il paio con un'altra vicenda che si è verificata soltanto quattro mesi fa in Brianza, con un morto e sei feriti. Noi abbiamo la necessità di rammendare radicalmente questo Paese sul piano della infrastrutturazione pubblica che, peraltro, è l'unica chiave che conosciamo per far ripartire il Paese sul piano occupazionale e dello sviluppo economico. Per cui noi pensiamo che quella debba essere l'ossessione positiva del Governo: mettere in campo, finalmente, investimenti di questo genere; dobbiamo sottrarci, lo dico non per polemica, dalla sindrome del bonus mamma, cioè di essere molto preoccupati della implementazione, anzi, dello stanziamento di un fondo e dell'annuncio di quello stanziamento e di essere, invece, un po' meno preoccupati dell'implementazione. Noi, invece, faremo la nostra parte, su questo, e vigileremo, anche per sottrarci all'idea che fondi di questo genere siano utilizzati per materie oggetto di procedure di infrazione, che devono essere un'altra partita. Per cui acceleriamo su questo, noi faremo la nostra parte e vigileremo (Applausi dei deputati del gruppo Articolo 1-Movimento Democratico e Progressista).

(Chiarimenti in merito ai criteri utilizzati per la designazione dei candidati destinati al rinnovo degli organi di vertice di rilevanti società a partecipazione pubblica – n. 3-02888)

PRESIDENTE. L'onorevole Laffranco ha facoltà di illustrare l'interrogazione Brunetta e Laffranco n. 3-02888 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmatario, per un minuto.

PIETRO LAFFRANCO. Grazie, Presidente. Signor Ministro, quando un Governo procede al rinnovo dei consigli di amministrazione delle principali società a partecipazione pubblica, l'Eni, l'Enel, Finmeccanica Leonardo, le Poste, l'Enav, dovrebbe usare criteri di massima trasparenza. Ora, io sono molto curioso di conoscere la sua risposta in merito alla nostra domanda, perché la nostra sensazione è che il suo Governo, lei e il Presidente Gentiloni vi siate semplicemente piegati ai diktat provenienti dall'ex segretario del PD, Matteo Renzi, senza tenere in alcuna considerazione la cosa più importante, cioè le strategie di politica industriale di questi stessi gruppi, gettando preoccupazione tra gli azionisti e anche tra i mercati, come le borse hanno dimostrato nelle ore scorse.

PRESIDENTE. Il Ministro dell'economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, ha facoltà di rispondere, per tre minuti.

PIETRO CARLO PADOAN, Ministro dell'Economia e delle finanze. Grazie, Presidente. I nominativi che compongono le liste di rinnovo degli organi sociali di Enav, Enel, Eni, Leonardo e Poste Italiane sono stati individuati secondo una procedura di selezione svolta con il supporto di primarie società di consulenza per la selezione e il reclutamento manageriale, sulla base di criteri di professionalità e secondo prassi di uso comune di mercato, in linea con quanto disposto da una specifica direttiva. Le linee guida per la selezione dei candidati riguardano gli elementi caratterizzanti i consigli d'amministrazione in scadenza, la numerosità dei componenti il consiglio, il mix di requisiti e competenze professionali richiesti ai consiglieri, le caratteristiche professionali ideali per i presidenti e gli amministratori delegati.

L'individuazione dei nominativi che compongono le liste in argomento, tenuto conto del lavoro svolto dagli head hunter, è stata effettuata sulla base delle seguenti considerazioni: per Eni ed Enel, i consiglieri e il management hanno dimostrato adeguata complementarietà di competenze e si è ritenuto importante valorizzare la continuità dei lavori del consiglio di amministrazione attraverso la conferma delle figure presenti; per Leonardo, in considerazione della peculiarità del settore e della mancanza di aziende simili in Italia, nonché della natura internazionale dell'attività, si è ritenuto opportuno privilegiare l'esperienza nello sviluppo internazionale e la capacità di gestire situazioni di forte complessità aziendale.

Per Poste Italiane, l'orientamento dell'attività della società verso ambiti operativi di tipo bancario-assicurativo hanno suggerito di valorizzare la struttura del CdA con figure con esperienze specifiche in tali settori, oltre che di situazioni complesse in relazione alla gestione e all'organizzazione delle aziende.

Per quanto riguarda ENAV, a seguito del processo di privatizzazione si è reso necessario ridefinire in parte la composizione del CdA: si è ritenuto opportuno, anche al fine di rispettare gli impegni assunti con il mercato in sede di PO, garantire continuità nel management arricchendo comunque il consiglio con professionisti di comprovata esperienza di settore.

Infine, in merito al regime di trasparenza, si precisa che, contestualmente alla presentazione delle liste presso le sedi delle società, il Ministero dell'economia e delle finanze deposita anche i curricula dei nominativi che compongono tali liste, e gli stessi sono resi pubblici sui siti Internet delle società.

PRESIDENTE. L'onorevole Laffranco ha facoltà di replicare, per due minuti.

PIETRO LAFFRANCO. Presidente, signor Ministro, la sua risposta burocratica e formale non solo non ci convince, ma ci lascia fermi nei nostri convincimenti: avete proceduto ad una spartizione partitocratica, anzi anche correntizia all'interno del principale partito di maggioranza; avete lottizzato tutto, compresi i collegi dei revisori contabili, quelli che in qualche modo dovrebbero garantire i mercati; e oggi mettete in grandi ambasce il futuro della politica industriale italiana. Soprattutto siamo preoccupati per il futuro economico e finanziario di queste aziende, alle cui porte ci sono banche d'affari interessate all'acquisto dei principali gioielli della nostra industria pubblica. Allora, signor Ministro, noi non faremo sconti su questo tema: vigileremo, vigileremo che nuove nomine non servano ad avere dei fedeli servitori di input del Governo, perché forse qualcuno è stato cacciato perché magari non ha partecipato al salvataggio di MPS o alla vicenda Pioneer. Ma noi vigileremo perché non vi consentiremo di utilizzare queste nomine per regolare questioni interne al vostro Governo e alla vostra maggioranza.

(Intendimenti del Governo in ordine all'ipotesi di nazionalizzazione di CAI-Alitalia o di acquisizione di una quota significativa del capitale, al fine di assicurare gli investimenti necessari al rilancio dell'azienda - n. 3-02889)

PRESIDENTE. L'onorevole Fassina ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02889 (Vedi l'allegato A), per un minuto.

STEFANO FASSINA. Presidente, siamo al terzo giro di ristrutturazione di Alitalia nell'arco di meno di dieci anni. Un decennio che ha prodotto risultati industriali, sociali, finanziari agghiaccianti: 12 mila licenziamenti e interventi regressivi sulle condizioni del lavoro, enorme impatto sulla spesa pubblica, un management mediamente inadeguato e ben ricompensato alla fine del mandato, assenza cronica di investimenti e di credibili piani industriali; e ora, da ultimo, nel terzo giro, altri 2.500 licenziamenti, tagli sugli stipendi di importo insostenibile, oltre il 30 per cento in alcuni casi, ed una continua opacità, nebulosità in termini di piani industriali. Allora il quesito è molto chiaro al Governo: è disponibile alla nazionalizzazione di Alitalia, o a rilevare una quota significativa di capitale affinché vi possa essere un credibile piano di sviluppo?

PRESIDENTE. Il Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha facoltà di rispondere, per tre minuti.

CARLO CALENDA, Ministro dello Sviluppo economico. Il quesito è chiaro, la risposta dev'essere altrettanto chiara. No, le linee guida che il Governo ha seguito sin dall'inizio sono state le seguenti: Alitalia è e deve rimanere una compagnia privata, e l'impatto per il bilancio dello Stato deve essere ridotto al minimo indispensabile. Ciò non solo per rispettare le regole europee, ma soprattutto perché abbiamo numerose evidenze di quali siano stati in passato i risultati anche della gestione pubblica dell'azienda, e i costi conseguenti sostenuti dai contribuenti italiani. Secondo: Alitalia è un'azienda importante per un Paese che vive di export e di turismo, e il Governo intende conseguentemente supportare, nei limiti di quanto sopra detto, il processo di ristrutturazione e di rilancio, e vigilare sull'attuazione del piano industriale.

Terzo: il taglio dei costi necessario per avere i conti in equilibrio non può scaricarsi solo sul personale, ma deve riguardare l'intero perimetro della gestione. Quarto: la gestione degli esuberi ed eventuali modifiche al contratto devono passare attraverso un confronto con i sindacati, che si deve svolgere in una sede governativa. Conseguentemente e coerentemente con questi principi, il 9 gennaio abbiamo chiesto al management della compagnia di predisporre e portare a conoscenza del Governo un piano industriale validato dagli azionisti, che fosse in discontinuità con la gestione precedente, e soprattutto fosse in grado di soddisfare i fabbisogni finanziari, conseguire il risanamento ed arrivare al rilancio dell'azienda. Il Governo ha anche immediatamente chiesto la cessazione di ogni iniziativa unilaterale della compagnia sul contratto di lavoro, e riportato l'azienda e il sindacato al tavolo di confronto nel perimetro del contratto nazionale.

Il piano presentato da Alitalia il 16 marzo prevede equity e linee di credito pari a complessivi 2 miliardi di euro, di cui circa 900 milioni a carico di Etihad e 1.100 milioni a carico degli azionisti e creditori finanziari italiani, in aggiunta a quanto sostenuto nel 2014, quando fu speso 1 miliardo e mezzo; aumento dei ricavi del 30 per cento e un EBIT positivo nel 2019; taglio dei costi complessivi pari a 1 miliardo di euro, concentrati per i due terzi sui costi diversi dal personale. Per quanto riguarda l'organizzazione il piano prevede circa 2 mila esuberi concentrati sul personale di terra, e la sottoscrizione di un nuovo contratto di lavoro per il personale con un taglio significativo delle retribuzioni. Gli azionisti e i creditori di Alitalia considerano un accordo con i sindacati su quest'ultimo punto come condizione necessaria per varare la manovra finanziaria: i tempi del negoziato sono pertanto molto compressi. Abbiamo immediatamente avviato i tavoli tecnici con un calendario serrato di incontri, che coinvolgono tre Ministeri, i sindacati e il management. Da qui alla fine del mese ci saranno sei riunioni, iniziate oggi, che analizzeranno in dettaglio misure, ipotesi e numeri presentati nel piano, e il risultato degli incontri sarà esaminato alla fine della prossima settimana dai tre Ministri responsabili.

PRESIDENTE. L'onorevole Fassina ha facoltà di replicare, per due minuti.

STEFANO FASSINA. Ministro, apprezzo la franchezza; ovviamente non siamo soddisfatti delle sue risposte. I contribuenti in Alitalia hanno versato una valanga di miliardi in questi anni, col risultato che la situazione è sempre peggiorata, e quei contribuenti hanno dovuto continuare a versare risorse: come credo sarà inevitabile, se va avanti la sciagurata iniziativa che è oggi in corso, con 2.500 licenziamenti. Vede, Ministro, sarebbe utile che prima o poi si facesse anche un bilancio delle responsabilità: non siamo arrivati per un accidente della storia a questa situazione. Dove si è sbagliato? Etihad è arrivata nel 2014: quale piano industriale aveva allora? Perché quel piano industriale, che aveva allora, non ha funzionato? Perché si è svenduta un'attività importante come quella della manutenzione, un gioiello, AMS, che è stato dilapidato? Vede, se noi non affrontiamo questi nodi, non usciamo da questa situazione! Quindi credo che il Governo dovrebbe rivedere la sua posizione, perché i danni al Paese possono essere molto superiori in un quadro di inazione e di deresponsabilizzazione come quello che abbiamo davanti.

(Iniziative, anche normative, a tutela dei lavoratori, disincentivando le delocalizzazioni in Paesi esteri, in particolar modo nel caso di imprese beneficiarie di finanziamenti pubblici, anche alla luce della vicenda dell'azienda K-Flex di Roncello (Monza e Brianza) - n. 3-02890)

PRESIDENTE. L'onorevole Tripiedi ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02890 (Vedi l'allegato A).

DAVIDE TRIPIEDI. Presidente, Ministro, qui è il caso di una follia tutta italiana: un'azienda che riceve 12 milioni di euro di finanziamento pubblico, e decide di utilizzarli per andare in Polonia. Questa è una follia: delocalizzare le produzioni, nonostante l'azienda abbia degli utili magnifici! Quindi cerchiamo di capire il Ministro cosa intenda fare innanzi a questo sciacallaggio - perché io lo chiamo sciacallaggio - di aziende che hanno degli utili, ricevono finanziamenti pubblici, e decidono di delocalizzare.

PRESIDENTE. Il Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha facoltà di rispondere, per tre minuti.

CARLO CALENDA, Ministro dello Sviluppo economico. Come ho avuto modo di ricordare l'8 marzo, in occasione del mio intervento qui presso la Camera, il Ministero dello sviluppo economico ha in corso un tavolo di confronto con la partecipazione dell'azienda, per trovare una soluzione per la situazione creata dall'annuncio di voler licenziare 180 addetti mantenendo in Italia le sole attività commerciali e di ricerca, nelle quali operano poco più di 50 persone. Come è noto, K-Flex è una multinazionale che opera in dieci Paesi, con oltre 1.500 addetti, e pertanto non è un'azienda in crisi.

Il processo di crescita internazionale è stato supportato da SIMEST attraverso la partecipazione a cinque operazioni di aumento di capitale e un fondo di venture capital. Non si tratta, però, di delocalizzazioni, ma di produzioni a basso valore unitario che vanno necessariamente realizzate nei Paesi - in particolare l'Asia - di destinazione, per poter intercettare la specificità della domanda locale.

È opportuno sottolineare che tali partecipazioni sono in parte già rientrate a giugno 2015 per 5 milioni di euro, 9,2 milioni rientreranno entro giugno di quest'anno e, infine, per 8 milioni di euro è previsto il rientro entro giugno 2021, ma stiamo operando per attivare i diritti di uscita anticipata. Anche grazie a questi investimenti, l'azienda ha conquistato una leadership sui mercati mondiali, favorendo il potenziamento di investimenti nel campo della ricerca e sviluppo

presso la sede di Roncello, per i quali la società ha beneficiato di 7,7 milioni di agevolazioni; in dettaglio: 5,1 milioni di euro su un progetto concluso in data 30 settembre; 1,35 milioni di euro sul bando Reach, la cui erogazione è avvenuta in due tranche; 1,2 milioni di euro sul bando Horizon 2020; per quest'ultimo progetto, è stata già avviata la procedura di verifica per il recupero delle agevolazioni in mancanza della realizzazione del programma conseguente alla chiusura dello stabilimento.

In conclusione, posso dire che, per quanto riguarda gli aiuti agli investimenti, già sussiste un vincolo, previsto da Regolamento UE 651 del 2014, al mantenimento dei beni e delle attività per un periodo di tre o cinque anni in relazione alla dimensione di impresa. Mentre, per quanto riguarda le agevolazioni alla ricerca e sviluppo, allo stato attuale, la disciplina comunitaria non prevede un obbligo di mantenimento dell'attività di impresa una volta che sia stato ultimato il programma. Su questo fronte il Governo sta lavorando per allineare gli strumenti. Operativamente, nei prossimi interventi che riguarderanno la ricerca e sviluppo verrà introdotto un vincolo di mantenimento dell'attività in Italia per un congruo periodo successivo alla conclusione dei programmi.

PRESIDENTE. L'onorevole Tripiedi ha facoltà di replicare.

DAVIDE TRIPIEDI. Grazie Presidente, grazie Ministro, siamo parzialmente soddisfatti, perché qui siamo innanzi a un problema politico reale. Questa azienda sta rispettando la norma e dobbiamo far sì che queste aziende diventino illegali perché non è accettabile che, con i soldi degli italiani, questi vadano a fare soldi all'estero per far lavorare i lavoratori in Polonia. È una follia tutta all'italiana, Ministro! Ma non siamo qui per dividere, siamo qui per cercare di creare un'unione, per fermare questa azienda che decide di delocalizzare e, soprattutto, per sollecitare il Ministro a fare una norma che vieti a un'azienda, che riceva un finanziamento pubblico, di delocalizzare. Non è accettabile! Dobbiamo sensibilizzare questa Europa che non esiste più e dobbiamo cercare di fare delle norme. Tra l'altro, voi del Partito Democratico avete la maggioranza in Europa e, quindi, dovete voi cercare di trovare la soluzione politica per porre fine a questo dramma. Quindi, noi, Ministro, saremmo lieti di darvi una mano per far sì che queste aziende che delocalizzano vengano fermate immediatamente, perché qui c'è la vita di 187 persone licenziate senza alcun motivo, innanzi a un'azienda che ha dei bilanci da favola e innanzi a una vergogna, perché questo non è un imprenditore, questi qui sono dei prenditori tutti all'italiana e noi dobbiamo fare di tutto per fermarli (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Ministro, non voglio veramente creare divisione, ma dobbiamo far sì che la politica ponga un freno a questo sciacallaggio (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

(Elementi ed iniziative in merito allo stato qualitativo dell'acqua dell'invaso del Pertusillo e alla prevenzione del danno ambientale, in particolare in relazione ad un incidente dovuto allo sversamento di idrocarburi verificatosi nel febbraio 2017 – n. 3-02891)

PRESIDENTE. L'onorevole Latronico ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02891 (Vedi l'allegato A) per un minuto.

COSIMO LATRONICO. Grazie, signor Presidente. Per chiedere al Governo e al Ministro se il Governo è a conoscenza del grave allarme che si vive in Puglia, in Basilicata, nel Mezzogiorno, per le condizioni del lago del Pertusillo. Siamo intervenuti più volte per denunciare la grave situazione di questo ecosistema, che coincide col Parco nazionale della Val d'Agri, che è a ridosso di 27 pozzi di petrolio ed è a pochi chilometri dal più grande centro di estrazione petrolifera in terraferma d'Europa. E' stata registrata una serie di anomalie che hanno determinato nel lago 150 milioni di metri cubi d'acqua che alimentano il circuito idrico potabile della Puglia e della Basilicata e irrigano più di 30 mila ettari di terreno in questi territori.

La domanda rivolta al Governo è se sia a conoscenza di questi elementi, quali iniziative si intendano adottare per accertare le cause di questo degrado e prevenire fenomeni di inquinamento, e quali azioni concrete sono state messe in campo per garantire un effettivo monitoraggio delle matrici a partire dall'acqua.

PRESIDENTE. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gianluca Galletti, ha facoltà di rispondere per tre minuti.

GIAN LUCA GALLETTI, Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare. Grazie, Presidente. Ringrazio l'onorevole Latronico, così come l'onorevole Matarrese e l'onorevole Vico, che dopo mi interrogheranno sullo stesso argomento.

La questione degli impatti ambientali delle attività di estrazione di petrolio nella zona dell'alta Val d'Agri è da tempo oggetto di attenzione del mio Ministero e, come è noto, sulla questione sono anche in corso indagini su impulso della procura di Potenza.

Preciso innanzitutto che l'attività di controllo, prevenzione e contrasto agli illeciti ambientali, compresa l'irrogazione delle relative sanzioni, sono poste in capo agli enti territoriali.

Con particolare riguardo allo stato qualitativo delle acque dell'invaso del Pertusillo, l'ARPAB ha eseguito, nel mese di febbraio 2017, per conto dell'autorità giudiziaria e del nucleo ecoambientale dei Carabinieri e anche degli enti territoriali competenti, una serie di attività. In particolare, fra il 5 e il 20 febbraio, sono stati effettuati campionamenti su acque superficiali all'interno dei territori comunali dell'area limitrofa al Cova. In particolare, sono stati prelevati campioni d'acqua in vari punti dell'invaso Pertusillo, del laghetto di Cembrina, in alcuni fossi della zona, nonché della sorgente Casurieddo.

Sugli esiti di questi monitoraggi, la stessa ARPAB afferma che - cito testualmente – “dall'analisi dei parametri determinati non sono emerse situazioni di contaminazione, sia da un punto di vista chimico, che microbiologico, in tutti i campionamenti effettuati.” Inoltre, il 24 e il 27 febbraio l'Agenzia ha eseguito un complesso e articolato piano di indagini microbiotiche, biologiche e chimiche lungo la colonna d'acqua sull'invaso del Pertusillo, sia sulla matrice acqua che sui sedimenti. I risultati delle indagini hanno dimostrato la presenza di fioritura algale invernale che ha interessato l'intero invaso. Peraltro, i test ecotossicologici condotti sul campioni di acqua, tal quale e sui sedimenti non hanno evidenziato presenza di tossicità.

Secondo quanto riferito dall'ARPAB, le analisi sinora condotte sulle acque campionate evidenziano il rispetto degli standard di qualità per le sostanze dell'elenco e delle priorità previste dalla vigente normativa in materia. È emerso, inoltre, che in tutti i campioni analizzati la concentrazione di idrocarburi è risultata sempre essere inferiore ai limiti previsti.

Si segnala poi che il mio Ministero ha chiesto ad ISPRA di avviare attività di analisi e verifica dello stato delle acque, nonché delle altre matrici ambientali nell'area interessata, con particolare riguardo all'invaso del Pertusillo. Allo stato, comunque, non si ravvisano gli estremi per esercitare i poteri sostitutivi secondo l'articolata procedura delineata dal codice ambientale.

PRESIDENTE. L'onorevole Latronico ha facoltà di replicare per due minuti.

COSIMO LATRONICO. Grazie, signor Ministro, per questa risposta. Ovviamente io non sono soddisfatto, signor Ministro, perché io le pongo un tema - e poi i colleghi faranno ugualmente - che è di portata grandiosa. È un tema di portata grandiosa che emerge dagli atti parlamentari. La Commissione speciale sui rifiuti, la Commissione di indagine, è stata in Basilicata negli ultimi mesi e le ha lasciato un rapporto che è allarmante. Da questo rapporto, per dirla in breve, emerge che, in concomitanza con il più grande centro petrolifero d'Europa, abbiamo l'assenza di un sistema di monitoraggio - sono le parole consegnate dalla Commissione parlamentare - sistematico. Nonostante gli accordi di programma stipulati venti anni fa dal Governo e dalla regione, noi non siamo in presenza, signor Ministro, di un sistema di monitoraggio a ridosso delle matrici: acqua, aria e terra! E noi rincorriamo gli episodi facendo degli spot di campioni e non sappiamo in che direzione e a che titolo.

Ma c'è una situazione ancora più grande, signor Ministro, e io spero che lei se ne faccia carico e che, per ammissione della Commissione parlamentare, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale non ce la fa per uomini, mezzi e strutture a fronteggiare le incombenze del più grande centro petrolifero d'Europa. Le lascio le dichiarazioni dell'onorevole Bratti, che dice: c'è una simmetria tra l'impatto delle attività industriali e la percepita inadeguatezza del sistema di controllo. Questo è il tema.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

COSIMO LATRONICO. Concludo, Presidente. Il tema dell'acqua è quello più esclusivo: si possono fare anche dei controlli per tranquillizzare l'opinione pubblica. Noi non siamo soddisfatti.

(Elementi ed iniziative in merito ai rischi di inquinamento dell'acqua dell'invaso del Pertusillo – n. 3-02892)

PRESIDENTE. L'onorevole Matarrese ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02892 (Vedi l'allegato A), per un minuto.

SALVATORE MATARRESE. Grazie, signor Presidente. Signor Ministro, l'invaso del Pertusillo è un invaso di grande rilevanza, perché ha un uso plurimo: interessa sia la rete irrigua della Puglia e della Basilicata sia l'irrigazione sia l'utilizzo a fini energetici. Sono apparse delle evidenti tracce di inquinamento dovute a macchie scure di larga estensione nel bacino, sono state fatte analisi da laboratori privati che hanno evidenziato un consistente inquinamento; sono state fatte altre analisi da laboratori dell'ARPA, che evidenziano la non presenza di inquinamento, anzi, queste macchie vengono attribuite alla presenza di alghe e microrganismi. Io credo che per i cittadini sia fondamentale comprendere ed avere chiarezza, soprattutto dallo Stato, se questo è un bacino che debba ritenersi inquinato o meno, anche perché in una precedente interrogazione in Commissione ambiente è stata riportata una dichiarazione della prefettura che evidenziava uno stato di attenzione su un pozzetto dell'ENI. Quindi, questo evidenzia, appunto, l'interazione tra le attività estrattive e il bacino in questione. Quindi, credo che la chiarezza sia fondamentale per i cittadini.

PRESIDENTE. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gian Luca Galletti, ha facoltà di rispondere, per tre minuti.

GIAN LUCA GALLETTI, Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare. Fermo restando quanto ci ha riferito in merito all'attività di verifica e controllo svolta dall'ARPAB sullo stato qualitativo delle acque dell'invaso del Pertusillo, si fa presente che, a seguito dei sondaggi effettuati, la contaminazione da idrocarburi dovuta alla fuoriuscita accidentale da uno dei propri serbatoi di stoccaggio del greggio non è stata riscontrata al di fuori del perimetro del Cova e che è stata avviata anche (Deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle espongono cartelli recanti la scritta: #Sitengonoilprivilegio)

PRESIDENTE. Mi scusi, Ministro. Per favore, togliete quei cartelli! Colleghi, vi prego, non mi costringete a richiamarvi all'ordine (Deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle si recano sotto il banco della Presidenza e tra i banchi del Governo ed espongono cartelli recanti la scritta: #Sitengonoilprivilegio)!

I commessi per favore… Invito i commessi a rimuovere i cartelli (Gli assistenti parlamentari ottemperano all'invito del Presidente).

Sospendo la seduta.

La seduta, sospesa alle 15,45, è ripresa alle 15,50.

PRESIDENTE. Colleghi, sono obbligato ad interrompere lo svolgimento del question time e rimetterò la questione all'Ufficio di Presidenza. Mi scuso con tutti i colleghi: la scorrettezza che è stata fatta dal MoVimento 5 Stelle nei confronti di tutti gli altri colleghi che sarebbero dovuti intervenire in diretta televisiva è un fatto unico, del quale, ovviamente, si occuperà l'Ufficio di Presidenza, ma non ci sono le condizioni.

Quindi, sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 16,30.

La seduta, sospesa alle 15,53, è ripresa alle 17,15.

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE MARINA SERENI

PRESIDENTE. Colleghi, con riferimento a quanto accaduto durante lo svolgimento del question time, l'episodio sarà sottoposto all'attenzione dell'Ufficio di Presidenza, perché adotti i provvedimenti di sua competenza (Applausi ironici dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Missioni.

PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Amici, Amoddio, Boccia, Michele Bordo, Bueno, Capelli, Cimbro, Dambruoso, De Micheli, Dellai, Fico, Fontanelli, Garofani, Giancarlo Giorgetti, Locatelli, Losacco, Manciulli, Marcon, Antonio Martino, Merlo, Palladino, Pes, Pisicchio, Ravetto, Realacci, Rigoni, Rosato, Schullian, Sottanelli, Tabacci, Valeria Valente e Vignali sono in missione a decorrere dalla seduta odierna.

I deputati in missione sono complessivamente centoventi, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto della seduta odierna (Ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato A al resoconto della seduta odierna).

Preavviso di votazioni elettroniche (ore 17,17).

PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di cinque e venti minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.

Seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, recante nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017 (A.C. 4286-A) (ore 17,18).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 4286-A: Conversione in legge del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, recante nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017.

(Ripresa esame dell'articolo unico - A.C. 4286-A)

PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo unico del disegno di legge di conversione, nel testo recante le modificazioni apportate dalla Commissione (Vedi l'allegato A della seduta del 21 marzo 2017) e delle proposte emendative riferite agli articoli del decreto-legge (Vedi l'allegato A).

Ricordo che nella seduta di ieri è stato da ultimo respinto l'emendamento Castiello 6.1 e sono state accantonate le seguenti proposte emendative: Carrescia 1.160; gli identici Polidori 1.57 e Pellegrino 1.103; Laffranco 1.51; gli identici Squeri 1.50 e Pellegrino 1.105; Colletti 1.152, 1.163 e 1.113; Castiello 1.115; Massimiliano Bernini 5.12; Fabrizio Di Stefano 5.47 e Ginoble 5.301.

Avverto che è in distribuzione la versione corretta dell'articolo aggiuntivo Dallai 20.0100.

Avverto, inoltre, che fuori della seduta sono state ritirate le seguenti proposte emendative: Silvia Giordano 10.14; Nesci 10.107; Di Vita 10.108, 10.104 e 10.11; Grillo 10.7; Colonnese 10.9; Lorefice 10.10; Zaratti 11.29, 11.37, 11.38, 11.020, 11.060, 12.9, 12.18, 13.4, 18.35, 18.41, 18.42 e 18.041; Squeri 11.56, 11.0 53 e 12.19; Colletti 11.104 e 18-ter.100; Ricciatti 11.50, 11.49, 12.10, 14.12, 15.10, 15.022, 15.01, 15.02, 18.37 e 18.43; Sibilia 11.115; Fabrizio Di Stefano 11.043 e 18-octies.1; Tancredi 11.031, 18-bis.103, 18-bis.102 e 18-decies.103; Polidori 11.046; Galgano 11-ter.100; Carrescia 11-ter.101, 12.2, 12.106, 15.042 e 18.101; Melilla 12.16, 18.103, 18.039 e 18.040; Melilli 15-bis.100, 15-bis.0100 e 18.68; Matarrese 8.1 e 18-ter.101; Sottanelli 18-decies.5.

Avverto che la Commissione ha presentato gli emendamenti 11.700 e 15.700, che sono in distribuzione e in relazione ai quali risulta alla Presidenza che tutti i gruppi abbiano rinunciato alla fissazione del termine per la presentazione di subemendamenti. Chiedo alla relatrice come intenda procedere in ordine all'esame del provvedimento.

FABIO RAMPELLI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Rampelli, su cosa, scusi?

FABIO RAMPELLI. Per un richiamo al Regolamento.

PRESIDENTE. Mi dica.

FABIO RAMPELLI. La comunicazione che lei ha fatto poco fa in ordine a quanto accaduto nel corso dello svolgimento del question time vorrei che si arricchisse di un elemento che riguarda in particolare coloro i quali, tra cui chi parla, è stato costretto da un comportamento deprecabile a rinunciare al proprio diritto di parola. Ora, a me non interessa quale sanzione eventualmente sarà comminata a coloro i quali del MoVimento 5 Stelle per l'ennesima volta ci hanno propinato l'unica cosa che sanno fare, cioè raccontare falsità per prendere qualche voto in più, perché, se dovessero stare al tema, non sarebbero capaci. Intendo che venga rispettato il mio diritto di parola, che non voglio venga utilizzato da altri e men che meno possa essere conculcato da altri (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale). Gente della mia generazione ha fatto gli anni Settanta e questo diritto lo ha difeso con le unghie e con i denti, anche di fronte alla violenza. Io non accetto che quattro straccioni mettano (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)

PRESIDENTE. No, onorevole Rampelli. Onorevole Rampelli!

FABIO RAMPELLI. Io non accetto che quattro straccioni mettano in discussione il mio diritto di parola. Quindi, chiedo alla Presidenza di fare in modo che il mio question time, quello di Fratelli d'Italia, venga ripristinato in aggiunta nella seduta del prossimo mercoledì. Anche questo vorrei che rientrasse nella discussione dell'Ufficio di Presidenza.

PRESIDENTE. Va bene, grazie, onorevole Rampelli, riferirò. È chiaro che impedire lo svolgimento di un'attività istituzionale in Aula, ledendo un diritto dei gruppi, per di più di opposizione, non è una cosa ordinaria; quindi, l'Ufficio di Presidenza la prenderà in esame nella sua serietà e gravità, e prendo anche nota della sua richiesta di recuperare il question time che non ha potuto svolgere.

RICCARDO FRACCARO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Su cosa?

RICCARDO FRACCARO. Articoli 8 e seguenti.

PRESIDENTE. Quindi, sul Regolamento, va bene.

RICCARDO FRACCARO. Presidente, ovviamente, come ha sentito, siamo stati criticati fortemente. Prendo atto del fatto che lei con solerzia abbia deciso di portare i fatti avvenuti durante il question time in Ufficio di Presidenza; volevo semplicemente mettere agli atti che noi, con altrettanta solerzia, ci preoccuperemo di raccontare agli italiani che oggi vi siete tenuti l'ennesimo schifoso privilegio (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle - Commenti)

PRESIDENTE. Stava sul Regolamento, onorevole.

RICCARDO FRACCARO. …mentre fuori ci sono le persone…

PRESIDENTE. Onorevole Fraccaro, va bene, grazie. Ovviamente, ci sono anche altri gruppi, che non hanno potuto svolgere il question time, che si sono rivolti alla Presidenza perché questa situazione venga esaminata. Ora darei la parola alla relatrice per chiedere i pareri.

MARIANO RABINO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Su cosa?

MARIANO RABINO. Sull'ordine dei lavori, Presidente. Al pari del collega Rampelli e al pari - non ho chiesto loro l'autorizzazione - dei colleghi Catania e Matarrese, che sono stati fraudolentemente e vergognosamente mortificati nelle loro prerogative, io dico, Presidente, che lei non ha fatto solo bene a sollecitare con solerzia che l'Ufficio di Presidenza esamini questa situazione. Io denuncio lo squadrismo fascista a cui ho assistito durante il question time(Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), perché, Presidente, in quest'Aula non sono ammessi gli spettacoli circensi. C'è il Circo Massimo e ci sono i teatri di Roma per gli spettacoli di cabaret. È inaccettabile…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Allora, onorevoli colleghi, è chiarissimo. No, non sono stata io a togliere la parola.

MARIANO RABINO. Volevo concludere, Presidente.

PRESIDENTE. Concluda, però, rapidamente, onorevole Rabino.

MARIANO RABINO. Oggi, Presidente, moltissimi sindaci, amministratori, cittadini d'Italia non hanno potuto assistere, su temi di rilevante gravità, alle risposte dell'Esecutivo per lo squadrismo fascista (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) di questa indegna gazzarra cinquestellina, grillina o pentastellata che sia. È una vergogna Presidente!

ANDREA CECCONI. Presidente, lo deve riprendere!

ETTORE ROSATO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Presidente, credo (Commenti del deputato Cecconi)

PRESIDENTE. Onorevole Cecconi, la prego! Onorevoli colleghi, ho dato la parola a tutti e la darò a tutti quelli che l'hanno chiesta sul Regolamento. L'ha chiesta l'onorevole Rosato e poi la darò a lei, onorevole D'Uva (Commenti del deputato Cecconi). Onorevole Cecconi, la richiamo all'ordine! Onorevole Rosato, prego.

ETTORE ROSATO. Presidente, avrei voglia anch'io - molta voglia anch'io - di fare un intervento appassionato e urlato dicendo quello che penso rispetto a quello che è accaduto oggi in Aula e a quello che è accaduto davanti e dentro l'Ufficio di Presidenza. Considero quanto abbiamo visto gravissimo, sotto il profilo politico, sotto il profilo istituzionale e anche sotto il profilo dei rapporti tra persone civili che in quest'Aula devono rappresentare il popolo italiano e gli interessi del popolo italiano, e penso che l'atteggiamento del gruppo del MoVimento 5 Stelle faccia tutto tranne questo. Ma non faccio questo tipo di intervento, Presidente, io svolgo un richiamo al Regolamento perché noi abbiamo di fronte (Commenti dei deputati del MoVimento 5 Stelle)…

PRESIDENTE. Colleghi, lasciate fare gli interventi, perché poi tocca anche a voi. Poi devo dare la parola a uno di voi. Prego, onorevole Rosato.

ETTORE ROSATO. Noi abbiamo di fronte la conversione di un decreto, il decreto-legge sul terremoto, che dovrebbe richiamare tutti noi ad avere un atteggiamento di merito sulla questione che è qui (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). E io dico che noi siamo più interessati degli altri ad aprire un dibattito su come questi signori si sono comportati in Aula e fuori dall'Aula, ma non lo facciamo adesso, perché oggi noi abbiamo il dovere, oltre che il diritto, di occuparci del decreto sul terremoto (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Quando avremo finito il decreto sul terremoto, Presidente, gradirei che ci sia il modo di confrontarsi sulle regole civili di come si sta insieme in politica e nella società. Mi auguro che le decisioni che l'Ufficio di Presidenza deve assumere in merito ai comportamenti che sono verificati siano decisioni serie, molto precise, puntuali e rapide, perché quello che è accaduto è una cosa di una gravità immensa, che noi non risolviamo con un intervento qui in Aula…

PRESIDENTE. Grazie…

ETTORE ROSATO. Presidente, voglio utilizzare i miei cinque minuti, anche perché ho capito che lei vuole dare un altro intervento sul Regolamento a un gruppo che ha già parlato sul Regolamento.

PRESIDENTE. Prima c'è Melilla.

ETTORE ROSATO. Quindi la pregherei, Presidente, di consentire, nel merito delle decisioni che lei sempre in maniera saggia fa - e mi consenta di ringraziare anche il presidente Giachetti per come ha gestito la fase difficile di prima - che quest'Aula riprenda ad occuparsi del decreto sul terremoto (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

GIANNI MELILLA. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANNI MELILLA. Signora Presidente, in modo anch'io molto pacato, il collega Rosato…

FRANCESCO D'UVA. Qual è l'articolo del Regolamento?

PRESIDENTE. Onorevole D'Uva, la prego!

GIANNI MELILLA. Articolo 8 del Regolamento.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Melilla.

GIANNI MELILLA. Il collega Rosato, ha anticipato una questione che avrei voluto anch'io dire: alle quattro e mezzo dovevamo iniziare la discussione per la conversione in legge di un decreto-legge che le popolazioni interessate stanno aspettando, ed è grave che al Parlamento sia stato impedito di farlo; mi auguro che subito dopo andremo in questo senso.

Vorrei dire ai colleghi del MoVimento 5 Stelle che ognuno ha le sue priorità: per me, per esempio, in questo momento la priorità assoluta è il lavoro; magari per voi la priorità assoluta è un altro argomento, però se io non posso impedire a voi di fare la vostra attività politica, di portare avanti la vostra priorità, voi dovete fare altrettanto.

In quest'Aula, che un tempo fu definita un'Aula sorda e grigia, sono stati compiuti fatti gravissimi, quali quelli di impedire a parlamentari, che non la pensavano come il partito di quella persona, di poter portare avanti la loro attività. Da questi banchi, per la verità lì, c'era Giacomo Matteotti (Applausi dei deputati dei gruppi Articolo 1-Movimento Democratico e Progressista,Partito Democraticoe Forza Italia-Il Popolo della Libertà-Berlusconi Presidente), che difendeva il Parlamento, a cui fu impedito di continuare la sua attività. È bene chiarire che io non sto parlando adesso a voi, io sto parlando ai cittadini italiani: noi abbiamo la schiena dritta, difenderemo la democrazia rappresentativa e la Costituzione dinanzi a untorelli che non hanno nessun rispetto per la libertà delle altre forze politiche (Applausi dei deputati dei gruppi Articolo 1-Movimento Democratico e Progressista, Partito Democratico e Forza Italia-Il Popolo della Libertà-Berlusconi Presidente). Dovete capirlo questo, perché la legge e la Costituzione non possono essere violate da nessuno! E noi la difenderemo (Applausi dei deputati dei gruppi Articolo 1-Movimento Democratico e Progressista, Partito Democratico e Forza Italia-Il Popolo della Libertà-Berlusconi Presidente)!

PRESIDENTE. Allora, ancora sul Regolamento, eccezionalmente, il secondo intervento del MoVimento 5 Stelle, però vi pregherei di stare sul Regolamento. Prego, onorevole D'Uva.

FRANCESCO D'UVA. Presidente, non è eccezionalmente, per il semplice fatto che l'intervento è stato chiamato mentre qualcuno, facendo un richiamo al Regolamento ha detto in quest'Aula delle parole abbastanza gravi e la Presidenza non l'ha richiamato. Sto parlando di “squadristi e fascisti”, Presidente (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico - Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Se abbiamo sdoganato questo, se un deputato può dire “squadristi e fascisti” a dei colleghi e la Presidenza non lo richiama, qualcosa non va, Presidente (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico - Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), perché in quell'Ufficio di Presidenza hanno salvato i vitalizi, le pensioni ai deputati, e noi abbiamo fatto quello che volevamo fare, perché se voi fate e disfate le regole a vostro piacimento, noi siamo costretti a fare certe cose (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico)!

PRESIDENTE. Colleghi!

FRANCESCO D'UVA. Quindi, Presidente, la prego cortesemente - e chiudo perché c'è il decreto “terremoto” da votare - di richiamare tutti i deputati, non soltanto quelli del MoVimento 5 Stelle (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)!

ROCCO PALESE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROCCO PALESE. Signora Presidente, l'invito a tutti i colleghi è di porre fine a questa discussione in via immediata, per poi riprenderla; diamo precedenza al decreto-legge. Con l'autorità della Presidenza, Presidente, ci conceda di proseguire con l'esame del decreto-legge.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Palese, questo mi consente di dare subito la parola alla relatrice, Chiara Braga. Prego, onorevole. Mi dica lei come procedere, perché avevamo degli emendamenti accantonati.

CHIARA BRAGA, Relatrice. Presidente, io proseguirei a dare i pareri sugli articoli, dal 7 in poi. Se lei è d'accordo, potrei dare un'indicazione sintetica con un parere di invito al ritiro, altrimenti contrario, per tutte le proposte emendative riferite agli articoli che richiamo, tranne quelle che richiamerò, su cui c'è un parere diverso.

PRESIDENTE. Va bene, però dica i numeri di pagina delle proposte emendative su cui esprime un parere non sintetico, perché altrimenti non le ritroviamo.

CHIARA BRAGA, Relatrice. Sì. Allora, articolo 7: su tutti gli emendamenti, invito al ritiro o parere contrario, tranne sull'emendamento 7-bis.100 Oliverio, a pagina 8, su cui vi è parere favorevole, e accantonando gli emendamenti 7.17 Castiello e l'identico 7.102 Pellegrino, a pagina 7 e 8. Poi, chiedo che siano accantonate anche le proposte emendative 7.0101 Luigi Di Maio, a pagina 8, e 7-bis.101 Baldelli a pagina 9.

PRESIDENTE. Va bene. Tutti gli altri?

CHIARA BRAGA, Relatrice. Invito al ritiro o parere contrario.

PRESIDENTE. Sta bene. Che succede? Ha finito? È rimasto ancora qualcosa? Prego.

CHIARA BRAGA, Relatrice. Presidente, diciamo che, con grave errore, ho dimenticato di dare un parere favorevole su un emendamento a prima firma Sereni, a pagina nove. Aspetti, un attimo…

PRESIDENTE. Mi ero distratta.

CHIARA BRAGA, Relatrice. A pagina 9 del fascicolo, parere favorevole sugli identici emendamenti 7-bis.104 Colletti e 7-bis.106 Sereni.

PRESIDENTE. Vogliamo andare anche sugli articoli, onorevole? Se lei è pronta lo possiamo fare.

CHIARA BRAGA, Relatrice. Sì, Presidente. All'articolo 8, su tutte le proposte emendative invito al ritiro o parere contrario.

Sull'articolo 9, gli emendamenti accantonati sono: 9.103 Colletti, a pagina 13, e 9.102 Mariani, a pagina 14. Su tutti gli altri riferiti all'articolo 9, invito al ritiro o parere contrario.

Sull'articolo 10, è accantonato l'articolo aggiuntivo 10.01 Tancredi, a pagina 24, e su tutti gli altri invito al ritiro o parere contrario.

Sull'articolo 11, parere favorevole sugli emendamenti 11.100 Carrescia, a pagina 25, e 11.700 della Commissione, a pagina 38.

PRESIDENTE. Io avrei, come una presegnalazione, l'emendamento 11.102 Pastorelli, a pagina 29; è accantonato?

CHIARA BRAGA, Relatrice. Sì, Presidente, è accantonato; è esatto.

PRESIDENTE. E, invece, l'emendamento della Commissione, su cui c'è parere favorevole?

CHIARA BRAGA, Relatrice. È a pagina 38: emendamento 11.700 della Commissione. Poi, sempre a pagina 38, parere favorevole sull'emendamento 11.111 Borghi, mentre sono accantonati, oltre all'emendamento 11.102 Pastorelli di cui abbiamo già detto, anche gli emendamenti 11.47 Ricciatti, a pagina 37, e 11-ter.103 Vacca, a pagina 51.

PRESIDENTE. Sta bene. Per tutti gli altri invito al ritiro o parere contrario, come sta dicendo. Passiamo all'articolo 12.

CHIARA BRAGA, Relatrice. Sull'articolo 12, l'emendamento 12.36 Oliverio, a pagina 57, è accantonato; questo emendamento è uguale all'emendamento…

PRESIDENTE. Aspetti un attimo, mi scusi. Scusi, l'emendamento 12.36 Oliverio è a pagina?

CHIARA BRAGA, Relatrice. Emendamento 12.36 Oliverio, a pagina 57, identico all'emendamento 12.103 Massimiliano Bernini: accantonati.

All'articolo 13, su tutti invito al ritiro o parere contrario.

All'articolo 14, su tutti invito al ritiro o parere contrario.

PRESIDENTE. Scusi. A me risulta un emendamento 14.100…

CHIARA BRAGA, Relatrice. Sì, mi scusi. Emendamento 14.100 Mariani, parere favorevole. Invece, su tutti gli altri invito al ritiro o parere contrario.

Sull'articolo 15, il parere è favorevole sull'emendamento 15.700 della Commissione; su tutti gli altri invito al ritiro o parere contrario. Segnalo, in particolare, ai colleghi che sugli identici emendamenti 15.3 Zaccagnini e 15.6 Massimiliano Bernini, sempre a pagina 66, e sull'emendamento 15.101 Antezza c'è un invito al ritiro, perché sono ricompresi nella formulazione dell'emendamento della Commissione 15.700.

PRESIDENTE. Andiamo avanti.

CHIARA BRAGA, Relatrice. All'articolo 17, intanto sto controllando che sull'articolo 16 non vi siano altri emendamenti…

PRESIDENTE. Sull'articolo 16 non ci sono emendamenti. Quindi, passiamo all'articolo 17.

CHIARA BRAGA, Relatrice. All'articolo 17, parere favorevole sull'emendamento 17-bis.102 Mariani, a pagina 97.

PRESIDENTE. A pagina 97, versione corretta. Noi avevamo una segnalazione di accantonamento.

CHIARA BRAGA, Relatrice. Sì, del precedente: 17-bis.100 Colletti. C'è un invito al ritiro perché la formulazione su cui ho dato parere favorevole è quella corretta.

Poi all'articolo 18, a pagina 98, parere favorevole sull'emendamento 18.600, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento. A pagina 104, emendamento 18.58 Tancredi, parere favorevole con riformulazione; la leggo, Presidente?

PRESIDENTE. È l'emendamento che per me era accantonato. È l'emendamento 18.58 Tancredi? Allora, legge la riformulazione.

CHIARA BRAGA, Relatrice. Sì, Presidente. “Dopo il comma 5, aggiungere il seguente: 5-bis. Al comma 2 dell'articolo 3 del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, sono apportate le seguenti modificazioni: dopo le parole: “pari a 2,0 milioni di euro”, aggiungere le seguenti: “nonché un contributo di 500.000 euro finalizzato alle spese per il personale impiegato presso gli uffici territoriali per la ricostruzione”; 5-ter. Ai maggiori oneri derivanti dall'applicazione del precedente comma 5-bis si provvede a valere sulle risorse di cui all'articolo 7-bis, comma 1, del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2013, n. 71, e successivi rifinanziamenti”.

Poi, sul subemendamento 0.18.0500.1 Mariani, parere favorevole con riformulazione: “all'articolo aggiuntivo 18.0500, comma 1, dopo le parole: “degli edifici” aggiungere le seguenti: “ferme restando le attribuzioni disciplinate dalla legge 24 febbraio 1992, n. 225 e successive modificazioni, in capo al Dipartimento della Protezione civile e delle altre amministrazioni competenti in materia”.

A pagina 106, parere favorevole sull'articolo aggiuntivo 18.0500 del Governo e poi basta.

PRESIDENTE. Tutti gli altri?

CHIARA BRAGA, Relatrice. Su tutti gli altri invito al ritiro o parere contrario.

Dall'articolo 19 sono accantonati tutti gli altri emendamenti.

PRESIDENTE. L'articolo 19 è tutto accantonato?

CHIARA BRAGA, Relatrice. Sì, tutti gli altri articoli sono accantonati.

PRESIDENTE. Va bene.

Avverto che la Presidenza ha rivalutato l'ammissibilità dell'articolo aggiuntivo 18-decies.0100 Baldelli e lo ha considerato ammissibile in considerazione del fatto che, rispetto alla formulazione presentata in Commissione, il relativo ambito di applicazione è stato limitato ai comuni interessati dagli eventi sismici del 2016-2017. Chiedo pertanto alla relatrice… scusate: lasciate lavorare la relatrice. Dunque, avendo la Presidenza riammesso l'articolo aggiuntivo 18-decies.0100 Baldelli, chiedo alla relatrice se sia d'accordo sull'accantonamento, in modo che possa essere esaminato nella prossima riunione del Comitato dei nove.

CHIARA BRAGA, Relatrice. Sì, Presidente, sono d'accordo. Inoltre, credo di avere erroneamente dimenticato di accantonare un emendamento all'articolo 18.

Però, mi deve dare un secondo per poterlo individuare.

PRESIDENTE. Va bene, aspettiamo un secondo. Intanto, il Governo può esprimersi sui pareri già dati dalla relatrice.

PAOLA DE MICHELI, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Il Governo esprime parere conforme a quello espresso dalla relatrice.

PRESIDENTE. Vediamo se ritroviamo la proposta emendativa all'articolo 18 che è stata accantonata. Dobbiamo finire di esprimere pareri… Un attimo. Onorevole Braga, poiché non è immediato… Se l'ha ritrovata, me lo dica.

CHIARA BRAGA, Relatrice. Articolo aggiuntivo 18.028 Fabrizio Di Stefano.

PRESIDENTE. A quale pagina?

CHIARA BRAGA, Relatrice. A pagina 110 e chiedo di accantonare anche l'emendamento 18.68 Melilli.

PRESIDENTE. Dunque, accantoniamo l'articolo aggiuntivo 18.028 Fabrizio Di Stefano a pagina 110 e l'emendamento 18.68 Melilli a pagina 101. Quest'ultimo però a me risultava ritirato prima dell'apertura della seduta.

FABIO MELILLI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FABIO MELILLI. Mi scusi, Presidente, comprendendo naturalmente la difficoltà del lavoro della Commissione e dei gruppi, ho ritirato tutti gli emendamenti da me presentati. Sull'emendamento 18.68, però, mi perdoni ma, poiché ci sono comuni che non riescono ad assumere nemmeno un dipendente a sei mesi dal sisma, vorrei ascoltare prima le motivazioni del Governo, dopodiché assumerò la decisione se ritirarlo oppure no.

PRESIDENTE. Sta bene. Diciamo che c'è stato un errore materiale e quindi consideriamo l'emendamento 18.68 Melilli accantonato. A questo punto passiamo all'esame degli emendamenti. Onorevole Braga, quindi ora ricominciamo dall'emendamento 7.15 Pastorelli perché quelli precedenti, che erano accantonati, rimangono accantonati. Dunque, siamo a pagina 6 del fascicolo.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7.15 Pastorelli, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 1).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti 7.13 Castiello e 7.22 Fabrizio Di Stefano, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fabrizio Di Stefano. Ne ha facoltà.

FABRIZIO DI STEFANO. Grazie, Presidente. Questo emendamento va di fatto a recuperare quanto lo stesso Governo aveva già deciso all'inizio del provvedimento, cioè consentire una gestione unitaria da parte del commissario straordinario dell'intero ciclo dei rifiuti, perché lo sgombero delle macerie nei paesi terremotati è un problema che va affrontato in maniera unitaria.

Abbiamo già visto nell'esperienza tanto aquilana quanto in quella dell'Emilia Romagna che la differenziazione di gestione da parte di ogni singolo comune porta a problematicità di difficile soluzione. Invece, una gestione unitaria e univoca da parte del commissario, che, in quanto dotato di poteri straordinari, proprio in virtù di tutto ciò, può avere anche un quadro più ampio della problematica e quindi intervenire in maniera omogenea su tutta l'area del cratere, riteniamo favorisca e agevoli lo smaltimento di tutte le macerie che, purtroppo, ci sono e che vanno a definire tutto il quadro dei rifiuti.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 7.13 Castiello e 7.22 Fabrizio Di Stefano, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 2).

Passiamo agli identici emendamenti 7.18 Pellegrino e 7.20 Zaratti.

SERENA PELLEGRINO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SERENA PELLEGRINO. Grazie, Presidente. Questo è un emendamento di buonsenso a costo praticamente zero e questa vicenda del terremoto potrebbe manifestarsi anche come un ciclo virtuoso e dare in questo modo l'avvio alla vera economia circolare di cui sempre parliamo e ci riempiamo la bocca in tutte le trasmissioni televisive e poi, nel momento in cui c'è da prendere atto e poterla per davvero realizzare, si esprime parere contrario.

Leggo poche parole dell'emendamento: “(…) in tema di riciclo dei materiali, devono prevedere l'introduzione di tecniche innovative concernenti prodotti e processi utili a recare vantaggi in termini di riutilizzo delle macerie, tempi di realizzazione, economicità ed ecosostenibilità complessiva degli interventi”. Questo è il nodo dell'emendamento e mi sembra veramente incredibile come non si esprima parere favorevole a tale percorso virtuoso. Sinceramente mi sembra folle dire di no a tale emendamento. Pertanto, ho deciso di ritirarlo e di trasfonderlo in un ordine del giorno, augurandomi che il Governo esprima poi parere favorevole.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti, a meno che non sia ritirato anche l'identico emendamento 7.20 Zaratti. Prima di porlo in votazione, devo farle presente che la sua collega ha detto che presenterà un ordine del giorno e, se l'emendamento poi dovesse essere respinto… Sta bene. Prendo atto che i presentatori ritirano l'emendamento Zaratti 7.20.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.100 Castiello.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Castiello. Ne ha facoltà.

GIUSEPPINA CASTIELLO. Grazie, Presidente. Brevemente intervengo su questo emendamento, il cui oggetto viene ripreso anche nei successivi emendamenti che abbiamo presentato all'articolo 7.

Tratta un tema che, purtroppo, non abbiamo avuto modo di sviscerare molto in Commissione, ma che c'è stato rappresentato non solo dai cittadini, ma dai comitati territoriali, che non hanno potuto avere la possibilità, alcuni di questi, di venire in Commissione e quindi di essere ascoltati e che riguarda tutto quello che è il processo di smaltimento dei rifiuti, vale a dire la rimozione soprattutto delle macerie.

Che cosa chiedono i cittadini e qual è la preoccupazione forte delle popolazioni della zona? È che, nell'ambito di quella che è la semplificazione, che si può determinare nel mandare le macerie ai centri di recupero, non si rispetta quella che è la normativa vigente, vale a dire di non triturare e quindi non mandare al macero, appunto, tutte le macerie, che possono essere anche di interesse architettonico, artistico, storico e che riguardano anche la cultura locale.

Quindi si chiede, nell'ambito questo processo, che noi ci rendiamo conto è difficile e lento, proprio per le necessità di ricostruzione che ha il territorio, che si rispetti qualche normativa, per cui si possano in qualche modo recuperare quelli che sono i materiali esistenti e che hanno un valore, un pregio storico, culturale, architettonico - quali possono essere ad esempio cornicioni, portali e così via - recuperarli sia per quanto riguarda quelli che si trovano sul suolo pubblico, determinati appunto dalla caduta dei resti delle case su strada, ma anche quelli ricadenti sul suolo privato e nelle aree urbane. Per farlo basta semplicemente applicare la normativa.

In alcuni casi è stato fatto, in alcuni comuni, in altri un po' meno, per cui noi chiediamo al Governo se non su questo, ma sul successivo emendamento nostro, che tratta la stessa materia e che mi sembra che il Governo abbia accantonato, di ripensarci, perché si limita semplicemente ad un ragionamento di buonsenso, quindi far rispettare una normativa vigente, che appunto c'è e che dovrebbe essere attivata ad ogni costo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Stefano. Ne ha facoltà.

FABRIZIO DI STEFANO. Grazie, intervengo per dichiarare il voto favorevole su questo emendamento, perché è un emendamento di buonsenso.

Qualche giorno fa, proprio in una trasmissione scientifica della RAI, si mostrava come, per la vicenda sismica de L'Aquila, sia stata creata una megadiscarica a Paganica, dove si è appunto utilizzato un sistema di selezione del materiale purtroppo di risulta.

Beh, è evidente che un'Italia ricca di secoli di storia, di secoli di cultura e quindi anche di secoli di prodotti architettonici, soprattutto in quella parte che, purtroppo, è stata colpita e che ha una lunga storia di cultura e una lunga storia di ricchezze architettoniche presenti, ci possono essere e ci sono, purtroppo, tanti materiali di risulta derivanti da crolli o da lesioni a palazzi di un certo valore architettonico e storico. Quindi, cercare di recuperarli e cercare di favorire il recupero per il riutilizzo e per il ripristino credo sia un atto di buonsenso e pertanto dichiariamo il nostro voto favorevole all'emendamento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento, 7.100 Castiello, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 3).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7.14 Castiello, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 4).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7.16 Castiello, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 5).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7-bis.100 Oliverio, con il parere favorevole di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera approva (Vedi votazione n. 6).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 7-bis.102 Colletti, su cui vi è parere contrario di Commissione e Governo.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

ANDREA COLLETTI. Grazie, Presidente, intervengo sia per questo che per il successivo 7-bis.104, che vede invece il parere favorevole.

Vede, Presidente, volevo spiegare che meritoriamente in questo decreto è stata inserita la questione dei danni indiretti, dei danni indiretti al tessuto economico delle zone che hanno subito gli eventi sismici da agosto in poi. Il vero problema, Presidente, si pone in relazione ai fondi che vengono concessi per quanto riguarda i danni indiretti.

Prevedere dei fondi per soli 23 milioni di euro per danni indiretti riguardanti le regioni Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche e, quindi, centinaia di migliaia di imprese e microimprese, vuol dire in realtà che non si riuscirà minimamente a rifondere perlomeno coloro che davvero hanno subito danni, perché noi, con l'emendamento successivo, inseriamo che la diminuzione di fatturato deve essere superiore al 30 per cento rispetto al 40 per cento inserito in Commissione.

Già noi diciamo che bisogna avere un fatturato inferiore di più del 30 per cento, ma comprenderete bene che, con tutte le imprese che rischiano e che semmai sono state addirittura chiuse a seguito dei sismi, in realtà queste imprese riceveranno poco e niente da questo fondo e questo è un invito al Governo: il Governo deve essere pronto a inserire più soldi in questo decreto per tutte le aree terremotate, per tutte le imprese che hanno subito danni diretti o indiretti; 23 milioni di euro nella complesso di danni che ha ricevuto l'intero sistema imprenditoriale abruzzese, marchigiano, umbro e laziale è quasi nulla.

Il Governo se ne dovrebbe rendere conto e basterebbe poco: noi non chiediamo la luna, chiediamo di aumentare di 23 milioni di euro la dotazione annuale.

Faccio presente altresì, con l'emendamento fuorisacco presentato dalla Commissione, anzi dal Governo, scusate, in cui si inserisce un nuovo Dipartimento Casa Italia, senza nemmeno averlo fatto verificare all'interno dei lavori della Commissione, che noi andiamo a dare un milione e mezzo di euro per il solo 2017 a questo Dipartimento.

Ora, questi fondi sarebbero meglio allocati nei confronti delle imprese che hanno subito danni o nei confronti di un dipartimento, uscito forse per dare qualche ruolo a qualche persona all'interno del Governo, dei dirigenti governativi, per questa famigerata Casa Italia? Allora, il mio invito è che il Governo si metta una mano sulla coscienza e dia parere favorevole a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fabrizio Di Stefano. Ne ha facoltà.

FABRIZIO DI STEFANO. Grazie, Presidente. Questo emendamento, che noi voteremo favorevolmente, ripercorre un po' altri analoghi, che abbiamo presentato, che troveremo più avanti e su cui magari eviteremo di intervenire, visto che lo facciamo già in questo momento.

Però è chiaro che il vulnus dell'intero provvedimento, almeno per quanto riguarda i danni diretti e indiretti, è nell'esiguità delle risorse. Infatti, 22 milioni di euro rappresentano un pannicello caldo, in un'area così vasta e così complessa, come quella che ha visto coinvolte ben quattro regioni, a seguito dei tre eventi sismici.

È evidente che la citazione fatta dal collega Colletti poc'anzi, circa il provvedimento di Casa Italia, stride fortemente, ma su questo ci torneremo nel momento in cui dovremo votare e chiaramente non voteremo questo emendamento. Però, è altrettanto importante far notare che non si può pensare di chiudere tutto il provvedimento, tutta l'emergenza terremoto, soltanto con questo decreto, se questo decreto risulta, alla fine, essere davvero scarno nella parte che riguarda le risorse, specie in alcuni settori in particolare, come appunto quello che questo emendamento sottolinea.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zaratti. Ne ha facoltà.

FILIBERTO ZARATTI. Grazie, signora Presidente. Anche noi vogliamo annunciare il nostro voto favorevole a questo emendamento e anche noi approfittiamo di questo emendamento, firmato dal collega Colletti - perché ce ne sono stati altri che affrontano questo tema -, per fare un ragionamento, che è quello legato alle risorse.

Anche in questo caso, cioè nella questione dei danni indiretti, è evidente che il fatto che sia passato e che passi il principio che ci sia una copertura finanziaria è un elemento molto importante e significativo. Ma è del tutto evidente che non si possono fare le nozze coi fichi secchi. Noi non possiamo pensare che, di fronte a quella catastrofe ambientale, umanitaria ed economica, che è stato il fenomeno del terremoto, in questi lunghissimi mesi del nostro centro Italia, si possa affrontare il problema dei danni indiretti con la cifra di 23 milioni annui. Penso che da questo punto di vista il Governo dovrebbe fare un'ulteriore riflessione e vedere di trovare le risorse per poter sostenere questa voce. Penso che sia una parte importante della possibilità della ripresa economica e della convivenza sociale in queste zone.

Per questo, vorrei chiedere al Governo, alla sottosegretaria De Micheli, che lo rappresenta in quest'Aula, di fare un'ulteriore riflessione, per cercare di trovare quelle risorse che per altre iniziative - è stato citato l'emendamento del Governo in relazione alla vicenda di Casa Italia - sono state trovate, per scelte che forse sono meno utili, se non addirittura dannose. Ma ne parleremo quando arriverà il momento.

Quindi, io spero che ci possa essere un ripensamento da parte del Governo e che su questo punto ci possa essere uno sforzo economico ulteriore.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Tancredi. Ne ha facoltà.

PAOLO TANCREDI. Grazie, Presidente. Al di là del fatto che c'è il parere contrario della Commissione bilancio su questo emendamento, è chiaro che le considerazioni dei colleghi sarebbero condivisibili in teoria. Però, dobbiamo dire intanto, Presidente, che qui ci troviamo a pochi mesi e di fronte a un'emergenza enorme, che riguarda un'area vastissima e su cui abbiamo dato prime misure di diritti, che sono senza precedenti: il risarcimento del 100 per cento della prima casa e della seconda casa, dentro e fuori dal cratere. E anche per le aziende si è fatto molto.

La norma sul danno indiretto è una norma di assoluta novità. È innovativa rispetto anche a tante altre calamità che abbiamo trattato in precedenza. È un'apertura formidabile e genera un diritto. È chiaro che quella copertura, quel tetto, è troppo esiguo. È chiaro.

Tra l'altro le dico, Presidente, che, subito dopo, gli emendamenti 7-bis.104 Colletti e 7-bis.106, a sua prima firma, che vorrei sottoscrivere, abbassano la percentuale di fatturato che si deve aver perso per avere accesso a questa misura. Questa misura non avrà attuazione prima di 7-8 mesi, perché noi abbiamo dato alle aziende un semestre di fatturato, da raffrontare con i tre anni precedenti. Quindi, abbiamo il tempo per aumentare quella copertura finanziaria. Abbiamo introdotto, intanto, un principio assolutamente innovativo e assolutamente positivo per l'economia delle zone del cratere.

Io mi auguro che i colleghi, che oggi sostengono questo aumento della dotazione finanziaria, lo sosterranno anche quando, nei prossimi mesi, la maggioranza e il Governo apporteranno modifiche a quella dotazione finanziaria in aumento, in modo da coprire le esigenze giustissime di tante aziende, che hanno avuto grosse perdite di fatturato a causa del sisma.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7-bis.102 Colletti, con il parere contrario di Commissione, Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 7).

L'emendamento 7-bis.103 Melilli è ritirato.

Passiamo all'emendamento 7-bis.105 Galgano.

ADRIANA GALGANO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ADRIANA GALGANO. Grazie, Presidente. Il nostro emendamento mirava a ridurre la soglia di ammissibilità per il contributo per il danno indiretto, perché la soglia prevista dal Governo, del 40 per cento, era decisamente troppo alta. Infatti, per un'azienda turistica perdere il 40 per cento del fatturato in sei mesi equivale a voler dire che è sulla soglia della chiusura. Il nostro emendamento mirava a portare questa soglia al 20 per cento. Non abbiamo ottenuto questo risultato, il Governo ha deciso comunque di ascoltare anche la nostra richiesta, accogliendo gli emendamenti successivi 7-bis.104 e 7-bis.106, perciò li sottoscrivo e ritiro il mio emendamento.

PRESIDENTE. Passiamo allora agli emendamenti identici 7-bis.104 Colletti e 7-bis.106 Sereni. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Carrescia. Ne ha facoltà.

PIERGIORGIO CARRESCIA. Grazie, Presidente. Vorrei rimarcare l'importanza di questi emendamenti, perché l'introduzione del risarcimento del danno indiretto è importante per l'economia di quei territori, perché riguarda un territorio che è fortemente caratterizzato dalla presenza di tantissime piccole e medie imprese, soprattutto nel settore del commercio, del turismo e dell'artigianato.

Quindi l'attenzione che è stata posta in Commissione, introducendo quest'emendamento, questa norma che consente di risarcire, non soltanto le imprese del cratere, ma quelle che sono localizzate nelle province interessate dagli eventi sismici, è un grande segnale, così come l'approvazione di quest'emendamento, a sua prima firma del quale sono cofirmatario insieme ad altri colleghi, denota un'attenzione particolare, importante, del Governo e anche del Parlamento, perché si riduce la percentuale dal 40 al 30 per cento, e quindi si amplia la platea dei soggetti beneficiari. Quindi, è un intervento che può costituire un volano importante per far ripartire l'economia di quei territori, soprattutto nel settore del turismo, e dare concretezza anche a quell'invito che venne fatto dal Presidente Mattarella, e più di recente anche dal Presidente del Consiglio Gentiloni, di venire in quelle zone dove le strutture turistiche possono ripartire. Questo beneficio che il danno indiretto può dare al territorio e nelle province può costituire, costituisce, un importante elemento di novità che caratterizza e qualifica questo provvedimento.

SIMONE BALDELLI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SIMONE BALDELLI. Presidente, per sottoscrivere questo emendamento e per sottolineare che esso va incontro ad una volontà convergente di diversi gruppi parlamentari di ampliare la platea dei beneficiari, anche perché la questione del danno indiretto anche in Commissione era stata sollevata da diversi emendamenti di diversi colleghi, e quindi credo che meriti la sottoscrizione, nel caso specifico mia, ma io lo faccio a nome politicamente dell'intero gruppo, ma credo che si aggiungeranno anche le firme di diversi colleghi dei territori interessati.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 7-bis.104 Colletti e 7-bis.106 Sereni, con il parere favorevole di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera approva (Vedi votazione n. 8).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7-bis.107 Pastorelli, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 9).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti 8.1 Matarrese e 8.5 Fabrizio Di Stefano.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fabrizio Di Stefano. Ne ha facoltà.

FABRIZIO DI STEFANO. Grazie, Presidente. Semplicemente per dire che con il presente emendamento vorremmo estendere alla ricostruzione privata quanto già previsto anche per la ricostruzione pubblica attraverso l'articolo 8, e cioè quella possibilità di partecipare agli affidamenti per la ricostruzione pubblica per gli operatori economici che hanno presentato domanda di iscrizione all'anagrafe.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 8.1 Matarrese e 8.5 Fabrizio Di Stefano, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 10).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 8.2 Cristian Iannuzzi.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cristian Iannuzzi. Ne ha facoltà.

CRISTIAN IANNUZZI. Grazie, Presidente. Se ho capito bene, c'è il parere negativo della relatrice, giusto?

PRESIDENTE. Sì.

CRISTIAN IANNUZZI. Semplicemente, con questo emendamento chiedo di aggiungere una postilla per subordinare l'inizio dei lavori all'effettivo rilascio del certificato antimafia; quindi, mi sorprende che la relatrice, la maggioranza e il Governo siano contrari e chiederei un ripensamento. Comunque lo metto al voto e chiedo che l'Aula lo voti positivamente.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 8.2 Cristian Iannuzzi, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 11).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 8.4 Zaratti e 8.100 Pellegrino, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 12).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 9.9 Zaratti e 9.100 Pellegrino, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 13).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.101 Castiello, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 14).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.10 Pellegrino, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 15).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.11 Pellegrino, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 16).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.12 Pellegrino, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 17).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 9.13 Pellegrino.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pellegrino. Ne ha facoltà.

SERENA PELLEGRINO. Presidente, questo è un emendamento per il quale mi è sembrato veramente grave il fatto di non essere stato accolto, perché raccoglieva un'istanza presentata dal commissario Errani, che più volte ha detto che non è possibile immaginare che ci sia l'accaparramento degli incarichi progettuali. Ebbene, quando ho presentato questo emendamento, ho fatto una proposta che mi sembrava quasi paradossale, ovvero che non vi fossero 25 milioni di euro in due uniche mani. Venticinque milioni di euro sono tantissimi, per un professionista, ma evidentemente qui non si tratta solo di un professionista, qui si tratta, come al solito, degli incarichi che vengono dati alle società di progettazione e le società di capitale, perché è impossibile che un solo progettista abbia un incarico di questo tipo. Errani diceva che non è possibile fare l'accaparramento delle progettazioni, esattamente come non si devono fare gli accaparramenti per quello che riguarda le imprese e le commesse delle imprese: giusto, giustissimo, perché bisogna distribuire il lavoro. Questo emendamento non è stato accolto, nonostante un tetto così alto di importo, che, lo ripeto, è pari a 25 milioni di euro; neanche è stata proposta una riformulazione, niente, c'è stato assolutamente lo sbarramento. A questo punto direi che forse tutti i professionisti possono restituire il loro timbro al Ministro della giustizia e diamo lavoro solo ed esclusivamente alle società di capitale, le quali in questa circostanza, per l'occasione, hanno avuto la deroga di poter partecipare anche agli appalti privati e non solo agli appalti pubblici. Complimenti!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

ANDREA COLLETTI. Presidente, vorrei sottoscrivere questo emendamento, data l'importanza. È fondamentale votare favorevolmente, perché si eviterebbe quello che è successo, ad esempio, per gli incarichi di progettazione dopo il terremoto de L'Aquila (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà), laddove vi sono state plurime inchieste della magistratura successive a quegli incarichi di progettazione dati a pochissimi professionisti o pochissime imprese. Concentrare la progettazione in realtà significa fare un favore a quelle imprese che hanno connessioni o connivenze con, ad esempio, le pubbliche amministrazioni o, in caso, anche gli uffici di ricostruzione, con il potere politico all'interno delle pubbliche amministrazioni; vuol dire far guadagnare una marea di soldi a pochi e far fallire quei piccoli, liberi professionisti che non hanno dei santi in paradiso.

Vorrei capire dal sottosegretario le motivazioni che portano a non approvare questo emendamento. Questo emendamento dovrebbe essere sottoscritto da ogni singolo professionista italiano iscritto a qualsiasi ordine professionale. Perché grandi società si devono accaparrare i soldi e poi magari svendere sotto banco i medesimi incarichi di progettazione a due lire ai liberi professionisti? Capite che così non funziona, perché così non andiamo più avanti, come società e come territorio. Questo vuol dire affamare i piccoli professionisti a favore delle grandi società.

Visto che il sottosegretario forse sta parlando di questo emendamento con il capogruppo del Partito Democratico, onorevole Rosato…

PRESIDENTE. Onorevole Rosato, mi scusi…

ANDREA COLLETTI. Almeno vorrei capire dal capogruppo Rosato e dal sottosegretario la possibilità di accantonarlo per farlo verificare meglio. Qual è il problema? Il problema sono queste lobby che tengono ad accentrare questi incarichi o semplicemente che non si è visto bene questo emendamento? Il problema è che il Governo si è impuntato nel voler dare gli incarichi sempre ai soliti noti? Presidente, credo che quest'Aula meriti una risposta (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Crippa. Ne ha facoltà.

DAVIDE CRIPPA. Presidente, un analogo emendamento era stato presentato dal MoVimento 5 Stelle in Commissione, e l'atteggiamento del Governo è sempre lo stesso. Non riusciamo a capire se i problemi non li vedete oppure - forse abbiamo già compreso fin troppo bene - non li volete vedere. È evidente che nemmeno dagli errori imparate, perché la faccenda de L'Aquila è ormai nota a tutti: lì c'è stato un accaparrarsi di incarichi e poi i pochi noti che si son presi gli incarichi li hanno fatti fare ad altri, sottopagandoli e facendoli in maniera oscena, anche con sentenze anche dei casi e indagini della magistratura. Oggi vi stiamo chiedendo semplicemente di porre almeno un limite ai tetti di incarichi che il singolo professionista o la società possono percepire. Perché non riusciamo a vedere che è un tentativo di evitare l'accentramento di poteri nelle mani di pochi? Perché non riuscite a dare parere favorevole a questo emendamento? È un emendamento di buonsenso, ma forse mancate proprio di quello (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Castiello. Ne ha facoltà.

GIUSEPPINA CASTIELLO. Presidente, anche noi, a nome del gruppo della Lega, vogliamo sottoscrivere l'emendamento presentato dalla collega Pellegrino. Realmente siamo basiti, perplessi, non riusciamo a capire l'atteggiamento del Governo rispetto ad un emendamento di buonsenso; effettivamente il commissario Errani ha più volte ribadito questo punto fondamentale. Non riusciamo a comprendere, visto che per un decreto del genere, ma in generale su tutti i punti in cui si discute di incarichi, appalti e quant'altro, il criterio della trasparenza e della legalità dovrebbe essere fondamentale, il pilastro portante di un provvedimento legislativo o comunque di un'azione di Governo. Per cui, veramente ci fa specie che il Governo, rispetto ad un emendamento del genere, che concentra, è vero, l'attività in mano ad un gruppo omogeneo, un gruppo di persone che è chiaramente lobby, non dia la possibilità invece di aprire e creare una concertazione più allargata. Quindi chiediamo anche noi con forza che questo emendamento venga accantonato, che si possa ridiscutere nel merito e che possa poi il Governo esprimere un parere favorevole (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fabrizio Di Stefano. Ne ha facoltà.

FABRIZIO DI STEFANO. Presidente, intervengo per dichiarare il voto favorevole a questo emendamento, così come al successivo - su cui non interverrò -, che porta anche la nostra firma e che è dello stesso tenore. Quello successivo riguarda soltanto la ricostruzione privata, questo riguarda sia quella pubblica che quella privata. È un emendamento di buonsenso, una logica di buonsenso, quella di cercare di evitare una concentrazione eccessiva, laddove poi inevitabilmente questa concentrazione porta a una redistribuzione successiva a cascata degli incarichi, che poi evidentemente non verranno eseguiti con la stessa attenzione così come dovrebbero essere fatti. Allora, è un emendamento di buonsenso, così come - ripeto - quello successivo, per entrambi i quali annuncio il voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Tancredi. Ne ha facoltà.

PAOLO TANCREDI. Presidente, l'emendamento della collega Pellegrino risponde a un'esigenza - con un metodo rispettabile - a cui però è stata già data risposta da un'ordinanza del commissario Errani, che limita a 30 la possibilità degli incarichi per i professionisti e a più 30 per le professioni specialistiche.

Noi abbiamo ricevuto anche in audizione, da Rete professioni, dai rappresentanti delle professioni, una critica a questa previsione, perché è chiaro che andiamo a mettere un limite e ad irrigidire, però questo limite c'è già, ed è assolutamente indispensabile - e qui do ragione ai colleghi che mi hanno preceduto - perché a L'Aquila appunto si è avuto questo fenomeno di concentrazione di incarichi e poi subappalti sottovalutati. Però, questa cosa con un metodo diverso, che poi si può condividere o no, è già in un'ordinanza vigente della Protezione civile e, in particolare, del Commissario per la ricostruzione, Errani, e quindi questo emendamento è ultroneo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, deputato De Lorenzis. Ne ha facoltà.

DIEGO DE LORENZIS. Grazie, Presidente. Io voglio intervenire perché, durante l'intervento del collega Colletti, ho visto il membro del Governo parlare ma ovviamente non c'era nessuno, nessun altro deputato di fronte a lei. Quindi, probabilmente era al telefono con l'auricolare e non vorrei che al membro del Governo fosse sfuggita la richiesta del collega di accantonare questo emendamento.

Visti anche gli interventi dei colleghi di altri gruppi, penso sia di buonsenso valutare anche la possibilità di un approfondimento ulteriore e, quindi, rimandare la votazione a un momento successivo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cristian Iannuzzi. Ne ha facoltà.

CRISTIAN IANNUZZI. Grazie, Presidente. Intervengo solo per sottoscrivere l'emendamento.

PAOLA DE MICHELI, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAOLA DE MICHELI, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Presidente, ho capito perfettamente la richiesta ma, per le ragioni che ha esposto il collega Tancredi, ritengo che non sia necessario accantonare perché questi limiti sono già previsti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gregori. Ne ha facoltà.

MONICA GREGORI. Grazie, Presidente. Io voglio rispondere a quanto detto poc'anzi dal collega. Noi ribadiamo l'importanza dell'emendamento, perché questo emendamento è stato chiesto proprio dalla rete dei professionisti. Inoltre, è vero che c'è un'ordinanza, ma noi non vediamo, a questo punto, quale sia il problema di scendere da 30 a 25 e, anzi, noi avremmo un ulteriore risparmio che potrebbe essere investito, comunque, sempre all'interno di questo decreto per altre questioni come, ad esempio, sulla sicurezza delle scuole, dove in realtà non è stato fatto poi così tanto.

Inoltre, voglio rispondere veramente ad una cosa: noi non vediamo una rigidità in questo emendamento; noi vediamo una questione di legalità e di trasparenza.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Crippa. Ne ha facoltà.

DAVIDE CRIPPA. Presidente, il fatto che il Governo rimandi al collega Tancredi… per carità: la fonte è autorevole, però quello che noi oggi abbiamo qui posto, all'interno di quest'Aula, è una problematica che è sotto gli occhi di tutti e quindi, sottosegretario De Micheli, vuole spiegare perché a tutti i professionisti d'Italia voi andrete a vietare, di fatto, di partecipare a queste gare e darete in mano ai soliti pochi noti gli appalti in questione? Quindi, si va a riaccentrare in mano a pochi che poi subappalteranno, magari tramite qualche procedura anche tipo in stile Groupon, visto che ormai ci abituate anche un po' a tutto. Potete provare a pensare che c'è un meccanismo diverso che valorizza quello che un professionista fa, visto che tra l'altro ci stiamo occupando di problematiche abbastanza evidenti di tutela dell'interesse collettivo e dell'incolumità pubblica e non stiamo parlando di vendita di noccioline.

Per cui, quello che noi vi chiediamo è almeno di limitare l'accentramento degli appalti legati a questo tipo di progettazione nelle mani di pochi . Qui fate ancora volta finta di non vedere il problema. Potete pensare di mettere un tetto? Forse evidentemente le esperienze pregresse dell'Aquila ve lo devono imporre, ma non ci siete arrivati nel decreto. Noi lo abbiamo indicato prima in un emendamento in Commissione, ma ci ritroviamo in Aula e siamo paritariamente uguali a prima. Potremmo provare ad accantonare il tema, perché evidentemente credo che una riflessione debba essere fatta. Non è un problema di coperture, ma è un problema di buonsenso nell'affidamento dei lavori (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Carrescia. Ne ha facoltà.

PIERGIORGIO CARRESCIA. Presidente, semplicemente per significare all'Assemblea quello che è emerso nel corso dell'audizione con la rete delle professioni, cioè che questa ordinanza del commissario, che è la n. 12 del 17 gennaio di quest'anno, è nata sulla base di un accordo tra il commissario e la rete delle professioni. Poi, che possa essere migliorata non lo escludo, perché tutto è possibile.

È migliorabile in tanti modi e personalmente penso che possa essere migliorata specificando e ampliando anche la possibilità di concedere tale previsione alle prestazioni specialistiche, come ad alcune che sono escluse (tra cui quella dei collaudi). Ma l'impianto, per essere chiari, è nato sulla base di un accordo tra la rete delle professioni e il commissario.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.13 Pellegrino, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Mentre i colleghi votano, avverto che le seguenti proposte emendative sono state ritirate dai presentatori: 9.14 Gelmini; 9.15, 11.050, 11.051 e 18-decies.106 Fabrizio Di Stefano; 11.040 Polidori; 11.047 Laffranco; 12.4, 12.20 e 12.07 Squeri.

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 18).

I due successivi emendamenti sono stati ritirati; gli emendamenti 9.103 Colletti e 9.102 Mariani sono accantonati.

Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo 9.02 Pesco, a pagina 16.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pesco. Ne ha facoltà.

DANIELE PESCO. Grazie, Presidente. Questo decreto dovrebbe contenere misure utili per dare sollievo e una risposta concreta alle esigenze di chi ha subito dei danni per il terremoto. Purtroppo, sappiamo benissimo che questo decreto non contiene misure di questo genere; contiene misure parziali e, secondo noi, infinitesimali rispetto alle reali esigenze di chi ha subito dei danni. Ebbene, quello che abbiamo fatto con questa proposta è una cosa innovativa che unisce tre strumenti fondamentali e utili per dare veramente delle risposte concrete. Gli strumenti sono: i finanziamenti a fondo perduto, il social lending e il terzo strumento praticamente è riferito alla possibilità di avere una detrazione fiscale. Ebbene, unendo questi tre strumenti riusciamo veramente a dare un aiuto concreto alle persone che hanno subito un danno dal terremoto.

Ebbene, Presidente, in questo momento, in cui gli investimenti non danno una remunerazione, diciamo così, abbastanza corretta e giusta per chi fa un investimento, potremmo permettere di ottenere un utile per una finalità sociale. I cittadini italiani potrebbero, attraverso questa soluzione, versare ciò che vogliono in un Fondo chiamato “Fondo per il social lending garantito”. Questo Fondo potrebbe tranquillamente finanziare gli interventi di ricostruzione edile delle aree terremotate. Presidente, è un'idea veramente innovativa e permetterebbe allo Stato di diluire l'investimento pubblico necessario per la ricostruzione in cinque anni. Ma questa proposta non vuole essere una proposta del tutto corretta; può essere tranquillamente modificata e resa magari più adatta anche alle esigenze del nostro bilancio pubblico. Quindi, quello che chiedo è di accantonare questa proposta, perché secondo noi è veramente una proposta che potrebbe dare soluzioni concrete.

Aggiungo solo una cosa, Presidente. Attualmente le detrazioni fiscali sono utilizzate per finalità nobili come, ad esempio, il sostegno alla famiglia e come, ad esempio, il sostegno all'edilizia. Sappiamo benissimo che dall'edilizia potrebbe ripartire uno sviluppo economico. Ebbene, Presidente, il terremoto non ci dà l'opportunità ma, secondo noi, ci dà la possibilità di testare una misura di questo genere, perché attraverso - e ripeto - il perseguimento di una funzione con una finalità nobile, come quella di finanziare la ricostruzione dopo il terremoto, si dà la possibilità alle persone e ai cittadini, che intendono investire per questo motivo e per questa opportunità, di investire e ottenere la restituzione di questo investimento attraverso una detrazione fiscale in cinque anni o, magari, anche in dieci anni - questo lo si può modificare - senza avere un aggravio troppo pesante per i conti pubblici dello Stato.

È una misura semplice che unisce il social lending che sta andando molto di moda in questo periodo. Il social lending non è altro che la condivisione delle risorse tra persone che hanno a disposizione delle risorse con persone che ne hanno bisogno.

Ebbene, queste persone potrebbero anticipare i soldi allo Stato, farli utilizzare da queste altre persone a fondo perduto e lo Stato potrebbe tranquillamente restituire i soldi attraverso la detrazione fiscale.

Per l'edilizia sappiamo che esistono detrazioni fiscali pari al 50 o al 65 per cento; per il finanziamento ai partiti ci sono detrazioni fiscali pari al 26 per cento. Per una funzione, secondo noi, più nobile ci potrebbe essere una detrazione fiscale pari al 105 per cento in cinque anni. A nostro avviso, sono molti i cittadini e anche le imprese e gli investitori istituzionali che, per una detrazione pari al 105 per cento in cinque anni, verserebbero moltissime risorse che potrebbero essere tranquillamente spendibili immediatamente ora, senza un aggravio diretto dei conti dello Stato.

Ora con quei soldi si potrebbe tranquillamente iniziare la ricostruzione delle zone terremotate. Presidente, sottosegretaria, e vi chiedo veramente di accantonare la proposta e di vedere se è possibile modificare il provvedimento, per andare incontro alle esigenze del bilancio del nostro Stato. A mio avviso, la misura non crea nuovo debito, perché è coperta, non crea debito, perché non c'è alcun titolo trasferibile e si tratta solo di diritto alla remunerazione attraverso detrazioni fiscali. Ripeto che non crea nuovo debito. Quindi, a nostro avviso, questa proposta è da accantonare, modificare e fare qualcosa di concreto, di giusto e di leale nei confronti di chi ha subito un danno dal terremoto (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PAOLA DE MICHELI, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAOLA DE MICHELI, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Solo per chiarire che la proposta, così com'è stata presentata, in seguito ad un lavoro di istruttoria che abbiamo svolto, non è assentibile perché, in realtà, in termini di costi complessivi per la finanza pubblica, avrebbe costi importanti. Tuttavia, il Governo sta ragionando su un modello che è simile a quello descritto dall'onorevole Pesco rispetto alle eventuali possibilità di cessione del credito da parte degli incapienti e di particolari categorie sulla parte relativa agli altri incentivi fiscali, non quelli ovviamente del terremoto, perché in quel caso, come già ci siamo detti sia in quest'Aula che nell'Aula del Senato, non c'è bisogno di alcuna cessione, ma quelli relativi all'eco-bonus e alle misure antisismiche che sono quelli che valgono per tutto il resto del Paese e non per le aree da ricostruire.

Per quel che riguarda invece direttamente la ricostruzione, le risorse oggi sono sufficienti per garantire tutto quanto in termini di ricostruzione privata con un credito di imposta che, tuttavia, è un diritto soggettivo, quindi non prevede alcuna necessità di cessione.

Sull'altra idea, invece, dell'onorevole Pesco stiamo facendo delle verifiche, perché c'è un tema di costo per la finanza pubblica e comunque di ricompresione nel perimetro del bilancio pubblico, che corre il rischio di renderla impraticabile, ma da qualche settimana stiamo lavorando su un'idea di quel tipo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Pesco 9.02, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 19).

Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo 9.03 Crippa.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Crippa. Ne ha facoltà.

DAVIDE CRIPPA. Presidente, grazie. Vorrei spiegare un attimo l'articolo aggiuntivo, perché nel parere della X Commissione (Attività produttive) ci sono tre punti che riguardano il turismo e, quindi, una parte che concerne gli strumenti di incentivazione dei committenti di iniziative di turismo congressuale, strumenti che, tuttavia, a mio avviso non garantiscono un rilancio di quelle attività. Un altro aspetto chiede di valutare e inserire disposizioni con misure di indennizzo per valutare i danni indiretti dalla perdita di reddito dovuta alla sospensione totale o parziale dell'attività e un ultimo punto che valutava l'inserimento di promozione turistica all'interno dei canali televisivi.

Presidente e sottosegretario, noi abbiamo cercato di presentare una proposta emendativa che preveda un marchio di valorizzazione, che preveda una pubblicità delle strutture che hanno adeguato sismicamente i propri edifici, in maniera tale da trasmettere alla clientela la sensazione di poter andare in una struttura che comunque rimarrebbe in piedi nonostante un evento magari anche legato al sisma. Vorremmo trasferire questa necessità di informare la clientela e quindi di adeguare le strutture e la comunicazione degli adeguamenti sismici con un marchio o un veicolo in mano al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, perché ormai emerge da più parti che le persone iniziano ad essere spaventate dall'andare in determinate zone e soggiornarvi e quindi, se riuscissimo, quanto meno, a garantire una ricostruzione con standard qualitativi elevati e soggetta ad un marchio di sicurezza sismica, credo che riusciremmo a mettere in moto un meccanismo per cui le persone di nuovo si avvicinerebbero a quelle zone senza timore di dover soggiornare in strutture non sicure.

È un marchio che non prevede alcun tipo di costo per lo Stato e l'amministrazione centrale, ma sarebbe un tentativo di far partecipare anche gli albergatori in maniera attiva alla possibilità di riavvicinare le clientela. Non comprendiamo minimamente il parere negativo, perché non c'è mai nemmeno stato lontanamente motivato se ci fossero delle problemi nel mettere in piedi uno strumento di questo tipo e pertanto vi chiediamo di rivedere il parere sull'articolo aggiuntivo perché altrimenti tutte le condizioni inserite nei vari pareri come quello della Commissione attività produttive si rivelerebbero ovviamente prive di fondamento perché, nel momento in cui riuscissi a mettere un marchio che veicoli la sicurezza delle strutture, probabilmente riuscirei ad avvicinare i turisti a quelle zone (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 9.03 Crippa, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

Intanto che i colleghi votano, avverto che le proposte emendative 12.22 Baldelli 12.23 Baldelli 12.05 Baldelli e 15.0250 Baldelli e 15.016 Squeri sono state ritirate dai presentatori.

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 20).

Ricordo che l'articolo aggiuntivo 9-bis.05 Melilli è stato ritirato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 10.21 Fabrizio Di Stefano.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fabrizio Di Stefano. Ne ha facoltà.

FABRIZIO DI STEFANO. Grazie, Presidente. Credo che questa sia una norma di buonsenso con pochi costi aggiuntivi e su cui invito ad una riflessione, da parte del Governo e della relatrice, perché ci sono alcune decine, forse non si arriva a cento persone, che, pur avendo dovuto rinunciare alla propria abitazione, perché la stessa si trova in condizioni oggettivamente non abitabili, tant'è che sono stati raggiunti da decreto sindacale di sgombero, non trovandosi nel cratere e quindi nelle stesse condizioni di chi invece è dentro il cratere, non gode dei benefici che, invece, giustamente, vengono riservati a quelli che hanno analoga situazione all'interno del cratere.

Ma è oggettivo però il problema di costoro, che comunque sono fuori casa non per loro volontà, ma per ordinanza sindacale, perché la loro casa comunque presenta delle situazioni di non abitabilità dovute o all'evento sismico ugualmente o a sistemi franosi che si sono verificati con il maltempo e, siccome questo decreto porta come titolo “eventi sismici e eventi meteorologici del 2017” è evidente che, se qualche cittadino - e ripeto: sono poche decine - si trova fuori casa, non potendo più abitare per il momento le stesse abitazioni che aveva, perché in quei giorni c'è stata una concomitanza di evento sismico e di evento calamitoso, ma risiedono al di fuori del cratere, non vedo per quale motivo deve essere penalizzato.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 10.21 Fabrizio Di Stefano, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 21).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 10.109 Rondini, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 22).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 10.106 Rondini, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 23).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 10.12 Lorefice, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 24).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti identici 10.19 Gelmini e 10.100 Brignone, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 25).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti identici 10.15 Melilla e 10.101 Pellegrino, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 26).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 10.23 Fabrizio Di Stefano, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 27).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 10.102 Castiello, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 28).

Intanto che i colleghi votano, ci sono alcune proposte emendative a prima firma Castiello che sono state ritirate: 11.68, 11.33, 11.110, 11.0102, 15.0210, 17-bis.101, 18.25, 18.105 e 18.26.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 10.110 Mantero, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 29).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 10.22 Fabrizio Di Stefano, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 30).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti identici 10.16 Melilla e 10.103 Pellegrino, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 31).

Gli identici emendamenti 10.17 Zaratti e 10.105 Pellegrino sono ritirati.

Allora passiamo, a pagina 24, all'articolo aggiuntivo 10.0100 Rondini.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 10.0100 Rondini, parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 32).

CHIARA BRAGA, Relatrice. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. È in grado di darci il parere sul 10.01, forse?

CHIARA BRAGA, Relatrice. No, rimane accantonato. Vorrei chiederle se possiamo accantonare anche tutti gli emendamenti all'articolo 11, perché su alcuni emendamenti abbiamo una riflessione e la votazione di alcuni potrebbe pregiudicare l'approvazione di altri.

PRESIDENTE. Va bene. Li accantoniamo tutti, compreso quello su cui aveva dato parere favorevole, l'emendamento 11.100.

CHIARA BRAGA, Relatrice. Sì, tutti all'articolo 11.

PRESIDENTE. Va bene. Quindi andiamo alle proposte emendative presentate all'articolo 12, a pagina 51.

No, è compreso l'11-ter, quindi partiamo dal 12.22 Baldelli? Onorevole Braga, mi scusi, intende anche gli emendamenti all'articolo 11-ter? Perché qui noi abbiamo anche alcuni emendamenti, da pagina 50, all'articolo 11-ter.

CHIARA BRAGA, Relatrice. Siccome l'articolo 11-ter è un articolo aggiuntivo, quegli emendamenti li possiamo votare.

PRESIDENTE. Va bene. Allora partiamo da pagina 50, 11-ter.52 Laffranco.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 11-ter.52 Laffranco, parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 33).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 11-ter.102 Castiello, parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 34).

CHIARA BRAGA, Relatrice. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CHIARA BRAGA, Relatrice. Grazie Presidente. Sull'emendamento 11-ter.103 Vacca, che era accantonato, devo esprimere un invito al ritiro o parere contrario.

PRESIDENTE. Va bene. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 11-ter.103 Vacca , invito al ritiro o parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

Ah, onorevole Vacca, chiedeva di parlare? Sì, ne ha facoltà, va bene, scusate, revoco la votazione.

GIANLUCA VACCA. Grazie Presidente. Quest'emendamento era semplicemente per chiedere che, nella sospensione dei mutui - prevista e introdotta con emendamento in Commissione ambiente -, che attualmente prevede soltanto la sospensione della quota capitale, si aggiungesse anche la quota degli interessi.

Infatti, sappiamo che spesso, ovviamente, la quota capitale può essere anche minoritaria, rispetto alla quota di interessi, che probabilmente in alcuni casi può essere anche la parte più importante. Quindi, non avrebbe senso sospendere soltanto una parte del mutuo, mentre lasciare in essere l'altra. Quindi, mi dispiace di questo cambio di parere da parte della relatrice. Mi auguravo invece che, essendo un emendamento di buonsenso, venisse accolto dal Governo e dalla maggioranza.

PAOLA DE MICHELI, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAOLA DE MICHELI, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Onorevole Vacca, come sa, abbiamo istruito tutti, uno per uno, gli emendamenti. La moratoria che è introdotta dall'11-ter allarga i soggetti che possono avere diritto alla sospensione del mutuo, anche a coloro che non hanno avuto danni.

Nel decreto che stiamo votando, nel testo originario, c'è già la proroga della quota capitale, senza interessi, perché gli interessi sono a carico dello Stato, per tutti coloro che nel cratere hanno avuto dei danni. Con la moratoria noi diciamo: possono avere un allungamento del piano di ammortamento anche quelli che non hanno avuto danni e che stanno nel cratere. Però, evidentemente, la parte relativa all'interesse diventa negoziale, perché sono soggetti che non hanno subito danni all'attività d'impresa o, diciamo, soggetti privati che hanno una casa che però è agibile. Questa è la ragione del parere contrario. Quindi noi, comunque, coloro che hanno avuto danni, li abbiamo coperti con il testo del decreto. Allarghiamo un po' il beneficio, ma lasciamo in termini negoziali la gestione degli interessi.

PRESIDENTE. Va bene. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 11-ter.103 Vacca , parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 35).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 11-ter.0100 Vacca.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vacca. Ne ha facoltà.

GIANLUCA VACCA. Grazie Presidente. Con questo emendamento chiediamo un'altra cosa semplice, ovvero l'esonero dal pagamento delle tasse universitarie e della tassa di iscrizione che si paga per gli ultimi due anni della scuola superiore. Per chi? Ovviamente per gli studenti che risiedono nei comuni del cratere. Quindi è un provvedimento che riguarda direttamente i comuni ricompresi nel cratere.

Noi abbiamo anche qui un problema di una popolazione giovanile che sta andando via da questi comuni, quindi sembrava anche questa una norma che potesse aiutare e bloccare questo spopolamento, che è in atto, appunto, da parte delle zone colpite dal terremoto verso le zone della costa, e dare una mano e andare incontro alle esigenze che stanno vivendo in questi giorni, in queste settimane, e che vivranno il prossimo anno le famiglie che vivono all'interno dei comuni del cratere.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 11-ter.0100 Vacca , parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 36).

Gli emendamenti 12.22 e 12.23 Baldelli sono stati ritirati. Chiederei agli uffici e al collega Vazio se possono abbassare la voce. L'emendamento 12.4 Squeri è ritirato. Vengono ritirati anche gli identici emendamenti 12.8 Ricciatti e 12.100 Pellegrino, nonché gli identici emendamenti 12.20 Squeri e 12.101 Pellegrino sono ritirati. Gli identici emendamenti 12.10 Ricciatti, 12.19 Squeri e 12.2 Carrescia sono altresì ritirati.

Passiamo all'emendamento 12.105 Pellegrino.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 12.105 Pellegrino, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 37).

Gli identici emendamenti 12.36 Oliverio e 12.103 Massimiliano Bernini sono ancora accantonati, onorevole Braga? Va bene.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 12.104 Vacca, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 38).

Gli articoli aggiuntivi 12.03 Melilla e 12.06 Laffranco vengono ritirati.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 12.0100 Rampelli, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 39).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 13.12 Fabrizio Di Stefano, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 40).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 13.10 Pellegrino, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 41).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 13.11 Pellegrino, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 42).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 13.101 Pellegrino, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 43).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 13.102 Pellegrino, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 44).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 13.9 Crippa.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Crippa. Ne ha facoltà.

DAVIDE CRIPPA. Grazie, Presidente. Solo brevemente, perché vorrei motivare questo emendamento e anche quelli precedenti della collega Pellegrino, solo per ricordare un po' all'Aula che l'incapacità di questo Governo è stata quella di non rendersi conto nemmeno lontanamente che, dopo il disastro del terremoto, i tecnici abilitati nelle schede AeDES non bastavano per andare a fare quel tipo di verifiche che erano necessarie per poter intervenire in maniera tempestiva e rapida.

Fino a dicembre i tecnici non erano in grado nemmeno lontanamente di prevedere, visto l'esiguo numero degli abilitati e la difficoltà di accesso ai turni, di poter intervenire su tutti gli immobili danneggiati, visto l'elevatissimo numero degli immobili.

Allora, noi oggi vi stiamo chiedendo, visto che da dicembre avete aperto alla gestione dei tecnici Aedes anche a coloro i quali non avevano fatto la formazione specifica, noi oggi vi poniamo un problema: da un lato, chi ha svolto in maniera gratuita e volontaria l'attività di tecnico per andare a supervisionare quegli immobili, si ritrova con una stretta di mano e una pacca sulle spalle; dall'altro, chi invece magari è stato a casa senza avere quello spirito di volontarietà, da gennaio diventa magicamente abilitato per poter fare le schede Aedes e, in più, lo fattura direttamente la signora Maria, quindi dando la prestazione professionale e ricevendo in cambio del denaro. Oggi vi stiamo dicendo: cerchiamo almeno di riconoscere il mancato guadagno dell'attività professionale, perché stiamo parlando di tempi che vanno dai sette ai dieci giorni di attività prestata in un mese, per attività di tipo volontario per la supervisione degli immobili. Quanto meno, vogliamo riconoscere un indennizzo per il mancato guadagno? Perché altrimenti solo i grossi studi abilitati, se manca il titolare, comunque vanno avanti con i dipendenti. Vi stiamo ponendo un problema reale, legato alle schede Aedes e ai tecnici abilitati e ancora una volta fate finta di non volerlo vedere, però rimane. Ci sarà gente di serie A e gente di serie B: quelli abilitati che hanno prestato volontariamente rimangono gente di serie B, per la vostra mancanza di visione e oltretutto incapacità di mettervi comunque mano da adesso in avanti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pellegrino. Ne ha facoltà.

SERENA PELLEGRINO. Presidente, è così come descritto dal collega Crippa, che evidenzia la questione in maniera molto chiara.

Io credo che l'errore sia all'inizio, cioè pensare che i professionisti debbano fare i volontari. Mi spiego meglio. Nel momento in cui accade la tragedia del terremoto, c'è la necessità di ingaggiare un certo numero di professionisti. Questo problema l'ho sottoposto il 1° settembre, quando il capo del Dipartimento è venuto in audizione da noi, e ho detto: è molto complesso pensare di far fare del volontariato a dei professionisti, che poi devono apporre il loro timbro per dichiarare l'agibilità o l'inagibilità di un patrimonio immobiliare. Mi è stato detto: come possiamo negare a dei professionisti di fare i volontari? Certo, vero, ma in quel momento è l'uomo volontario o il professionista che sta facendo la sua dichiarazione?

Poi che cosa è accaduto? Il terremoto ha ingrandito il suo carattere, quindi c'è stata necessità di ulteriore manodopera e di professionalità, e allora hanno allargato anche ai professionisti che non avevano fatto le 40 ore di specializzazione della Protezione civile. Peraltro, qualsiasi professionista è abilitato dallo Stato a dare le agibilità ai fabbricati, non solo quelli che hanno fatto 40 ore con la Protezione civile.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SIMONE BALDELLI (ore 19,30)

SERENA PELLEGRINO. Noi oggi ci ritroviamo in una situazione di questo tipo, appunto esattamente come descritto dal collega: una parte di professionisti che hanno dato il loro contributo in modo volontario, altri, invece, che sono stati chiamati successivamente perché era necessaria la loro prestazione professionale.

Ebbene, queste persone sono state giustamente pagate rispetto alle prime. Noi abbiamo presentato due proposte emendative, una con l'indennizzo, perché di fatto un professionista sta dando la sua professione a servizio dello Stato e che peraltro farebbe una fattura, paga i contributi e non ha soltanto un rimborso spese. Il problema di fondo qual è? Non si può pensare che i professionisti agiscano in modo gratuito e, invece, per esempio, le imprese di costruzione no. Quale impresa di costruzione farà il suo intervento nel terremoto facendosi rimborsare solo i mattoni, la calce e il corrugato? Credo nessuna. Nella stessa misura, anche i professionisti devono avere la stessa parità di grado.

Quindi, faccio appello alla Protezione civile, che in questa circostanza ha generato questa confusione, affinché questo non possa mai più accadere. Con questo emendamento mettiamo pace ad una situazione che ha generato molti, molti, molti contrasti.

CHIARA BRAGA, Relatrice. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CHIARA BRAGA, Relatrice. Signor Presidente, io credo che la questione, per la sua rilevanza, meriti qualche attimo di attenzione da parte dell'Aula. Noi abbiamo discusso di questo tema sia durante l'esame in Commissione sia rivalutando con la massima attenzione gli emendamenti presentati dai colleghi. Voglio precisare che l'apporto fondamentale dei tecnici che hanno concorso anche nella gestione di questa emergenza, nello svolgere la propria azione di tecnici agibilitatori, avviene all'interno di un quadro di regole che è già ben definito e consolidato.

La partecipazione al nucleo tecnico nazionale per i rilievi di agibilità nasce come un'azione che è totalmente volontaria e che vale per i liberi professionisti, così come è stato stabilito nel DPCM istitutivo e come è stato concordato con le rappresentanze degli ordini professionali. Le ordinanze di Protezione civile hanno sempre riconosciuto ai liberi professionisti un rimborso delle spese di vitto e alloggio per il trasferimento.

Per questo terremoto, che, per la sua entità e rilevanza, sappiamo ha richiesto anche uno sforzo straordinario da parte dei tecnici, che concordano con gli ordini di appartenenza la loro partecipazione a questo servizio in qualche modo dato alle comunità colpite, è stato fatto un passo in più, cioè si è riconosciuto, per l'impegno profuso, a scapito anche della loro attività professionale, con un'apposita ordinanza del Dipartimento di protezione civile, il riconoscimento di un rimborso del mancato guadagno, così come avviene per tutti gli altri volontari di Protezione civile.

Questa è una norma e una misura aggiuntiva, che riconosce appunto lo sforzo in più e che, come richiedono invece sia la collega Pellegrino sia il collega Crippa, che sono intervenuti, nel momento in cui diventasse non un rimborso, ma un compenso, aprirebbe una questione di difficile risoluzione, anche dal punto di vista giuridico. Fissare un compenso forfettario costituirebbe a tutti gli affetti l'erogazione di un compenso, quindi il pagamento di una prestazione di servizi, e ci sposteremmo nell'ambito di quello che diventa un vero e proprio rapporto lavorativo, ricorso alle procedure del codice degli appalti - alle quali sono certa che nessuno dei due intende proporre una deroga indiscriminata -, e istituzione di un rapporto di lavoro, con tutto quello che ne consegue tra le parti (Servizio nazionale di Protezione civile e tecnici professionisti).

Quindi, questo elemento, difficile sia da un punto di vista sostanziale, perché aprirebbe una disparità con gli altri volontari, sia dal punto di vista giuridico, per i rapporti tra le parti, rende irricevibile questa proposta, che, peraltro, voglio ricordare, è stata lungamente discussa e concordata anche con le rappresentanze dei tecnici, ai quali va la riconoscenza anche nostra per il servizio prestato, ma ritengo di dovere confermare l'invito al ritiro a questi emendamenti.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 13.9 Crippa, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE MARINA SERENI (ore 19,35)

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 45).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 14.5 Pellegrino, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 46).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 14.100 Mariani, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera approva (Vedi votazione n. 47).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 14.101 Ricciatti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 48).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 14.0100 Ricciatti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 49).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 15.11 Castiello.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Castiello. Ne ha facoltà.

GIUSEPPINA CASTIELLO. Questo emendamento, Presidente, e i successivi che verranno, appunto, e che purtroppo non hanno trovato un parere favorevole da parte del Governo, intendono sottoporre all'attenzione di quest'Aula quello che è un problema serio che vivono tutte le aziende zootecniche e agricole, che, purtroppo, sono state colpite dal sisma, sia da quello dell'agosto scorso sia da quello di gennaio e - non solo - anche dai fenomeni meteorologici, quali quelli della neve, che si sono appunto verificati in queste regioni.

In queste regioni - quindi, in quelle colpite da queste calamità e dove risiedono i 131 comuni delle regioni - ci sono una serie di aziende, che sono di numero anche abbastanza cospicuo perché parliamo di circa 8.500 aziende che hanno, più o meno, circa 250.000 capi tra bovini, ovini e quant'altro, che necessitano di un aiuto immediato, perché chiaramente sono aziende che sono al collasso, che sono in ginocchio, che hanno subito perdite veramente molto, molto gravi. Dunque, se noi riconosciamo, come difatti è avvenuto con il terremoto del 18 gennaio, che è una calamità associata a quello dell'agosto scorso, allora non si può non riconoscere anche lo stato di emergenza che si è determinato a carico e a danno di queste aziende dovuto a questa calamità e, quindi, purtroppo anche l'emergenza ambientale che ha fatto danni veramente cospicui.

Con questo emendamento, con quello appunto che abbiamo presentato e con quelli successivi, chiediamo di includere provvidenze anche per il settore agricolo. Infatti, noi crediamo che il Governo possa fare uno sforzo nel reperire risorse economiche, che non sono poi così tante, e quindi di includere le provvidenze anche per il settore agricolo in quei territori - ripeto - interessati dal terremoto del 18 gennaio e dall'emergenza neve.

Sarebbe una risposta forte alle tante aziende agricole che sono in ginocchio - lo ripeto - e che stanno vivendo un dramma continuo, quotidiano e costante, perché hanno perso quella che poi era la loro attività principale di reddito che veniva, appunto, da un settore talmente importante ma purtroppo in ginocchio.

Quindi, io chiedo al Governo di verificare se c'è la possibilità di rivedere il parere su questi emendamenti o, comunque, di trovare una soluzione al riguardo, perché credo che anche per la maggioranza stessa il settore agricolo e il settore zootecnico, che sono di primaria importanza per queste popolazioni che vivono in questi comuni e che, quindi, sono una fonte di reddito principale, devono essere garantiti e salvaguardati, ma, soprattutto, devono essere difesi e, quindi, devono essere anche aiutati.

PAOLA DE MICHELI, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAOLA DE MICHELI, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Grazie, Presidente. Onorevole Castiello, solo per dirle che il parere contrario su questo emendamento è dovuto al fatto che l'emendamento approvato in Commissione e presentato dalla relatrice estende la riforma votata nella legge di stabilità per il 2016 - all'epoca si chiamava così -, in particolare quella che va dai commi 422 e seguenti, facendola valere anche per l'agricoltura.

Quindi, l'applicazione di quelle norme consentirà agli agricoltori che hanno subito danni legati agli eventi meteorologici o ai loro immobili - case, quindi abitazioni, immobili adibiti ad attività zootecnica o a ricovero attrezzi - o ad eventuali attrezzature nonché la perdita di eventuali scorte di compilare il modulo “C”, che verrà loro sottoposto dai comuni su indicazione della Protezione Civile. Ebbene, compilando quel modulo avranno diritto ai rimborsi, che vanno dal 50 per cento all'80 per cento del danno che verrà certificato.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 15.11 Castiello, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 50).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 15.12 Castiello, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 51).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 15.13 Castiello, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 52).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 15.4 Zaccagnini, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 53).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 15.2 Zaccagnini, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 54).

Passiamo agli identici emendamenti 15.3 Zaccagnini e 15.6 Massimiliano Bernini.

FILIBERTO ZARATTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FILIBERTO ZARATTI. Sottoscrivo l'emendamento 15.3 Zaccagnini e lo ritiro perché fa parte della questione che diceva la relatrice cioè che gli argomenti sono state ricompresi nell'emendamento 15.700 della Commissione.

MASSIMILIANO BERNINI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MASSIMILIANO BERNINI. Grazie, Presidente. Ritiriamo anche noi l'emendamento 15.6 a mia prima firma e quindi votiamo quello della Commissione.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 15.101 Antezza per il quale vale la medesima considerazione.

MARIA ANTEZZA. Presidente, ritiro anch'io l'emendamento 15.101 a mia prima firma in quanto assorbito dal 15.700 della Commissione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 15.700 della Commissione, con il parere favorevole del Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera approva (Vedi votazione n. 55).

Passiamo all'emendamento 15.9 Melilla.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Melilla. Ne ha facoltà.

GIANNI MELILLA. Grazie, signora Presidente. Brevemente, come è noto nell'Italia centrale vi sono due parchi nazionali tra i più grandi d'Italia perché si tratta di una delle zone più ricche dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. Naturalmente il sisma e l'eccezionale nevicata della seconda decade di gennaio hanno provocato seri problemi a tutte le attività, comprese quelle legate al turismo ambientale, al turismo naturalistico ed anche alle strutture ricettive che sono presenti in questi due parchi nazionali. Basti pensare ai tanti rifugi montani e alla sentieristica. È necessario dare un aiuto a questi parchi nazionali: questo è l'intento di questo emendamento. Teniamo conto che, quando noi istituiamo delle aree protette, non vogliamo assolutamente imbalsamare il territorio: noi vogliamo stare dalla parte delle popolazioni, tutelando un bene importante come appunto quello dei parchi nazionali. C'è il presidente della Commissione ambiente che conosce questa materia molto meglio di me.

Tra l'altro, in parallelo, abbiamo un provvedimento in esame sulle aree protette, una riforma della legge n. 394 del 1991, allora dico al Governo di valutare questo emendamento anche in relazione a quel provvedimento. Quindi, mi aspetto, da parte del Governo, un'attenzione o in questa sede o in quell'altra sede perché sto parlando di un problema molto serio.

ERMETE REALACCI, Presidente della VIII Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ERMETE REALACCI, Presidente della VIII Commissione. Come il collega Melilla sa, condivido questo punto di vista e peraltro questo è un terremoto in cui l'area del cratere coincide largamente con i due Parchi nazionali dei Monti Sibillini e del Gran Sasso e Monti della Laga. Tutti i comuni dei Sibillini e buona parte dei comuni del Gran Sasso e Monti della Laga, che sono quasi tutti piccoli comuni - lo dico al collega Borghi - sono compresi nel cratere. Detto questo non vorrei - vale anche per altri interventi - che l'inseguire singoli punti faccia perdere di vista la filosofia che si è seguita nel provvedimento in esame. Infatti in esso già, al di là del rimando al testo che discuteremo e che è corretto, si sono introdotte novità importantissime rispetto al testo che veniva dal Governo cioè ci sono risorse aggiuntive per i parchi e soprattutto ci sono 15 unità previste per i due parchi per permettere di rafforzare questa attività che non è solo legata alla protezione della natura ma è un'idea di sviluppo. Per questo chiedo al collega Melilla e alla collega Pellegrino, proprio per valorizzare le novità che sono state introdotte nel decreto-legge peraltro con un voto unanime della Commissione, di ritirare l'emendamento.

PRESIDENTE. Prendo atto che l'onorevole Melilla ritira l'emendamento 15.9.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 15.102 Pellegrino, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 56).

Prendo atto che gli identici emendamenti 15.8 Zaratti e 15.103 Pellegrino, a pagina 68, sono ritirati. Prendo atto che gli articoli aggiuntivi 15.020 Ricciatti e 15.025 Pellegrino sono altresì ritirati.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 15.027 Polidori, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 57).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 15.012 Laffranco e 15.015 Ciprini, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 58).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 15.0200 Castiello.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Saltamartini. Ne ha facoltà.

BARBARA SALTAMARTINI. Grazie, Presidente, velocissima: questo è un emendamento che riguarda l'istituzione delle zone franche, che è simile agli emendamenti che sono stati ritirati o votati poco fa.

Noi siamo a conoscenza che il Governo, così come ha detto in Commissione, vuole presentare un prossimo quarto decreto sul terremoto, che ha come oggetto l'istituzione delle zone franche, però vede, sottosegretario e ovviamente mi riferisco anche alla relatrice, questo annuncio di voler inserire nel decreto l'istituzione delle zone franche era già stato fatto dal Governo quando è stato annunciato il terzo decreto terremoto, ossia quello che stiamo discutendo adesso.

Quindi permetterà, sottosegretario, di non poter credere totalmente alla bontà dell'annuncio fatto, perché di politiche degli annunci fatti sulla questione terremoto da parte di questo Governo ce ne sono state fin troppe e, siccome l'impegno sull'istituzione di zona franca era un impegno preso in maniera quasi formale dal Governo in quest'Aula, quando si è ritrattato di questo tema e quando si è annunciato il terzo decreto, credo che siate venuti meno a un impegno preso e l'annuncio sul prossimo diciamo che lascia il tempo che trova.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Fabrizio Di Stefano. Ne ha facoltà.

FABRIZIO DI STEFANO. Grazie, Presidente, prima la collega Saltamartini parlava di alcuni emendamenti bocciati e i nostri sono stati bocciati.

Non li abbiamo voluti discutere e difendere perché vogliamo dare credito al Governo, che ha promesso un provvedimento ad hoc di qui a qualche settimana e quindi anche per i successivi, che pure riguardano il nostro gruppo e che sono inseriti, noi, in virtù di questo impegno che il Governo ha preso in Commissione e confidando nella buona fede - sicuramente del sottosegretario, di cui non abbiamo dubbi, ma non dipende non solo da lei - ritiriamo quegli altri emendamenti sulla zona franca, fermo restando quanto detto dalla collega Saltamartini e arriverà poi il momento in cui andremo a verifica e la verifica l'avremo di qui a qualche settimana e ci auguriamo e auspichiamo di non doverci pentire del fatto che appunto, su questo tema, non abbiamo voluto incidere e insistere ancor di più.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Castelli. Ne ha facoltà.

LAURA CASTELLI. Sì Presidente, perché forse è il caso di prenderci qualche minuto e riflettere su che cosa è successo: nella prima giornata di seduta della Commissione ambiente, arriva la notizia che i saldi di finanza pubblica non bastano per mettere due soldi su quello che è stato chiamato “zone franche”.

Ecco, questo ci ha sconfortato, perché se da una parte insieme è arrivata la notizia di un prossimo decreto, quindi arriviamo a 4, dall'altra ci chiediamo, ci facciamo una serie di domande rispetto al fatto che questo Governo è andato in Europa a battere i pugni con forza chiedendo flessibilità e ha chiesto una flessibilità di 3 miliardi e 4 per il terremoto, poi, a un certo punto, quando in Europa hanno fatto i conti, hanno trovato che l'Italia ne ha spesi 600 di milioni.

Ora, i nostri saldi di finanza pubblica senza dubbio hanno avuto dei grandi problemi - e ce lo dice anche l'Europa - però aspettare il prossimo Documento di economia e finanze per dare una risposta a chi da sette mesi sta in queste condizioni - e tutti quanti qua dentro lo sappiamo, perché tutti quanti siamo andati sui luoghi del terremoto - io credo che sia il fallimento, il fallimento di questo Governo e di uno Stato che, di fatto, non riesce a fare il suo mestiere, ossia applicare quel principio di solidarietà e di sussidiarietà che è previsto dalla nostra Costituzione.

Visto che oggi si parlava di Costituzione a proposito dei vitalizi, ora pensiamo al principio costituzionale della sussidiarietà, quando magari c'è qualcuno che non riesce a vivere in una condizione dignitosa, come oggi le persone che hanno subito questi terremoti.

Quindi, aspettiamo pure questo quarto decreto, che metterà forse dei soldi sulle zone franche, però rendiamoci conto che non è accettabile sentirsi dire che bisogna aspettare un nuovo Documento di economia e finanza, una nuova programmazione per altri tre anni, perché i saldi di finanza pubblica non ci permettono di fare l'unica cosa che questo Parlamento dovrebbe davvero fare, insieme al Governo, ossia finanziare i luoghi del terremoto, i cittadini, le imprese e i lavoratori che sono rimasti in mutande, sono rimasti senza le casette, sono rimasti soli, senza un Paese che li sostenga, senza un uno Stato che li sostenga.

Purtroppo, non ci si può sempre fermare alla questione economica, perché io non credo proprio che all'interno del Documento di economia e finanze troveremo chissà quanti soldi, visti i grandi problemi che questo Paese ha dal punto di vista finanziario, per cui io vorrei che questo Parlamento capisse e si fermasse un attimo a riflettere su questo grande fallimento che ancora una volta questo decreto dimostra (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ricciatti. Ne ha facoltà.

LARA RICCIATTI. Grazie, signora Presidente, il mio gruppo parlamentare aveva presentato svariate proposte di istituzione di zone franche e noi abbiamo scelto di ritirare gli emendamenti che abbiamo presentato.

Però, per una questione di onestà, non possiamo non riconoscere, ad esempio, alla collega Saltamartini la sua buona dose di ragione e di aver detto la verità, nel senso che capiamo che il Governo voglia approfondire nel dettaglio il tema di come, entro quali parametri, entro quali confini andare ad istituire e come immaginare questa zona franca, però, vede, i sindaci, in tutto ciò, in quei territori continuano ad aspettare e iniziano a immaginare la politica dell'annuncite quasi come una sorta di presa in giro.

Lo stesso sindaco di Amatrice, che peraltro lontano anche dalla mia regione, sceglie di istituirla in maniera autonoma ed esordisce dicendo: “Guardi, non è una provocazione: semplicemente ho la necessità, per non spopolare i miei borghi, di istituire una no tax area”.

E allora se, come mi è capitato di dire anche negli interventi che ho fatto ieri, all'interno di quest'Aula, il tema vero è quello di evitare in tutti i modi lo spopolamento delle zone montane e delle zone interne, io penso ad un segnale, che però deve essere immediato, perché guardi, sono passati sette mesi dalla prima scossa e oggi diciamo che le istituzioni tutte, al netto della maggioranza e dell'opposizione, ma le istituzioni tutte non possono permettersi il lusso di andare in quelle realtà, in quei territori e dire: “Stiamo lavorando e faremo”.

Oggi quelle persone che vivono lì, piuttosto che quelle che sono state spostate sulla costa, vogliono vedere delle istituzioni che si presentano in quei luoghi e dicono: “Ecco il lavoro, giusto o sbagliato, che ti piaccia o no, che io ho elaborato per provare a risolvere i problemi di queste persone”.

Io penso che, dopo sette mesi, queste persone potrebbero benissimo evitarsi un po' di politica degli annunci e magari noi potremmo iniziare ad avanzare anche un po' di fatti.

Gli strumenti non ci mancavano, questa poteva essere l'occasione giusta per iniziare a confrontarsi e a legiferare anche sul tema della zona franca, perché diciamo che questa non è una richiesta che viene avanzata diciamo di qui a qualche settimana o è stata avanzata un mese fa: subito, il giorno dopo il sisma, i sindaci sono venuti anche all'interno di quest'Aula - peccato forse che c'erano pochi parlamentari ad ascoltare - dicendo: “O ci si riconosce da un punto di vista fiscale una no tax area oppure i nostri territori sono destinati a morire sotto le macerie del terremoto”.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Palese. Ne ha facoltà.

ROCCO PALESE. Signora Presidente, intervengo su questo argomento e su questi emendamenti concernente l'istituzione delle zone franche, perché, già nella discussione sulle linee generali, ho evidenziato - e lo ribadisco - che è uno dei punti cruciali per la ripresa delle zone distrutte.

È uno dei punti cruciali e non è importante con l'Europa farsi concedere la flessibilità, che era un atto dovuto, oppure un altro tipo di interventi quantizzati in pochi miliardi di euro, che poi non sappiamo ancora se e quando ci arriveranno, per eventi eccezionali.

La decisione che sicuramente sarà necessaria, perché si possa riprendere il tessuto produttivo delle zone distrutte, è quella delle zone franche, per un periodo di cinque anni. Io capisco che va contrattata con l'Europa, ma va contrattata subito, va contrattata insieme agli altri interventi. Infatti, è importante ricostruire, ricostruire bene, in maniera trasparente, nella legalità, ricostruire quanto è più possibile in fretta, cosa che, ad onor del vero, non sta neanche accadendo, per le situazioni di pastoie burocratiche, per il nuovo codice degli appalti e per tutte le cose che sappiamo. Però, decisiva sarà la partita con l'Europa per l'istituzione di zone franche, per un periodo almeno decennale. Solo in questo modo si potrà dare la possibilità di una ricostruzione socio-economica all'interno di quelle aree.

Noi, il Parlamento tutto, penso che sposerà quest'idea. Sta al Governo, ma sta anche all'Europa. Il 25 è a giorni, sabato saranno tutti qui. Io penso che, al di là dei trattati europei, ricordare questa ricorrenza, che è importantissima, sarebbe veramente molto importante se vi fosse l'annuncio, da parte dei vertici dell'Europa, della possibilità concreta di dare immediata attuazione. Solo così, con i fatti, noi possiamo cercare di rendere plausibile che veramente si sta celebrando una ricorrenza e che ha ancora senso credere nell'Europa. Questo io penso e auspico, ovvero che la rappresentante del Governo si faccia portavoce nei confronti del Presidente del Consiglio, in riferimento alla cerimonia che vi sarà il 25.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 15.0200 Castiello, parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 59).

Essendo in mezzo alcuni emendamenti ritirati, passiamo ora a pagina 87, all'articolo aggiuntivo 15.028 Tagliatela.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 15.028 Tagliatela, parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 60)

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi 15.0401 Fabrizio Di Stefano e 15.0402 Colletti, parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 61)

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 15.029 Taglialatela, parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 62).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 15.030 Taglialatela, parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 63).

Passiamo agli identici 15.014 Laffranco, 15.021 Zaratti e 15.0100 Pellegrino.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Laffranco. Ne ha facoltà.

PIETRO LAFFRANCO. Presidente, in maniera telegrafica. Quest'emendamento, che purtroppo non viene accolto, ha un'analogia con quanto già fatto per il terremoto - che lei purtroppo ben conosce - del 1997. Avrebbe previsto, per le imprese del turismo, un contributo in conto capitale per le micro, piccole e medie imprese del turismo, artigianato, commercio e servizi che fossero in grado di dimostrare una perdita di fatturato rispetto alla media abituale.

Ecco, noi avevamo anche previsto di rinviare ad un decreto del MEF e del Mise l'individuazione dei criteri e anche la ripartizione e le modalità per la concessione dei contributi. Prendiamo atto che il Governo e la maggioranza non condividono questa nostra proposta, che, al contrario, era di pieno buonsenso e avrebbe dato un grande aiuto alle nostre aziende. È davvero un peccato.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ROBERTO GIACHETTI (ore 20,15)

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi 15.014 Laffranco, 15.021 Zaratti e 15.0100 Pellegrino, parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 64).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 15.017 Squeri, parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 65).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 15.013 Fabrizio Di Stefano, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 66).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 15.031 Taglialatela, con il parere contrario di Commissione, Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 67).

Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo 15.018 Laffranco.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fabrizio Di Stefano. Ne ha facoltà.

FABRIZIO DI STEFANO. Grazie, Presidente, rapidamente, vista l'ora, ma per sottolineare un punto essenziale di differenziazione tra come il Governo Berlusconi intervenne nel 2009 sul sisma de L'Aquila e come si interviene adesso. Chi ha avuto la casa lesionata, danneggiata, ma può essere comunque ancora abitata, deve comunque essere messo nelle condizioni, specie se ha un reddito basso, di potersela aggiustare, perché una spesa di 5-10 mila euro per molte persone non rappresenta un impegno, ma per tantissime rappresenta un vero e proprio scoglio. E, allora, non trascurare queste categorie di persone per questa categoria di intervento credo sia determinante per capire la diversa sensibilità di approccio alla tematica della ricostruzione. Mi fermo qui, ma credo che tutti abbiano capito il senso del mio intervento e, soprattutto, quello di questo emendamento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 15.018 Laffranco, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 68).

Ora abbiamo tre emendamenti accantonati; in realtà sono due, perché l'emendamento 17-bis.101 Castiello è stato ritirato. Chiedo alla relatrice qual è il parere sul 17-bis.100 Colletti e sul 17-bis.102 (versione corretta) Mariani, se li manteniamo accantonati o no.

CHIARA BRAGA, Relatrice. Li accantoniamo entrambi.

PRESIDENTE. Li teniamo accantonati, benissimo, andiamo oltre. È ritirato l'emendamento 18.25 Castiello.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18.100 Massimiliano Bernini, con il parere contrario di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 69).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 18.33 Pellegrino e 18.34 Zaratti, con il parere contrario di Commissione, Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 70).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18.600, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento, con il parere favorevole di Commissione e Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera approva (Vedi votazione n. 71).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18.102 Pellegrino, con il parere contrario di Commissione, Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 72).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18.38 Ricciatti, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 73).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18.36 Pellegrino, con il parere contrario di Commissione, Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 74).

L'emendamento 18.105 Castiello è ritirato. Siamo all'accantonato 18.68 Melilli: che facciamo, relatrice?

CHIARA BRAGA, Relatrice. Invito al ritiro o parere contrario.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Melilli.

FABIO MELILLI. Sì, Presidente, mi scusi, ho ritirato numerosissimi emendamenti, ma ho la necessità di precisare il senso di questa proposta, perché credo che noi abbiamo anche un po' il dovere di dimostrare che non siamo molto lontani da quello che succede nella vita reale. La proposta riguarda la possibilità dei comuni di assumere personale, cosa che è stata decisa nel decreto n. 189, non era stata decisa nel primo provvedimento. Quella proposta è stata fatta - io non so chi ne sia l'autore materiale - creando una serie di difficoltà che di fatto impediscono ai comuni, e parlo naturalmente per la mia provincia, Amatrice ed Accumoli, di assumere chicchessia. L'articolo 50 del decreto n. 189 dà facoltà a quei comuni di assumere, attingendo a graduatorie vigenti.

L'articolo 3 dà la stessa facoltà al commissario straordinario, ma l'articolo 3 dice: il commissario deve rispettare l'ordine delle graduatorie. Non c'è segretario comunale in Italia che non applichi, per analogia, anche all'articolo 50 quello che è il vincolo che ha il commissario, cioè i comuni debbono rispettare le graduatorie vigenti. Ora, se uno attinge, Presidente, a una graduatoria vigente di un qualsiasi concorso italiano, dovrà, immagino, decidere qual è la graduatoria alla quale attingere; e, nello sceglierla, dovrà fare almeno una norma regolamentare, perché, altrimenti, avrebbe obiezioni da parte della Corte dei conti, forse anche della procura, se dovesse scegliere senza nessun criterio la graduatoria alla quale attingere. Ora, abbiamo fatto un leggero esperimento, perché la norma dice che le graduatorie devono essere pubblicate sul sito della Funzione pubblica.

Ora, come succede in questo Paese, quando facciamo norme senza sanzione, non tutti hanno pubblicato le graduatorie sul sito della funzione pubblica, quindi, se il comune di Amatrice, ad esempio, dovesse scegliere la graduatoria degli enti locali del comune di Napoli, e quella graduatoria ha 600 idonei, il comune dovrebbe chiamare uno per volta gli idonei, dal primo fino al seicentesimo, e ad ogni rinuncia dovrebbe passare successivamente e chiamare il prossimo. Io sono anche in imbarazzo, perché il lavoro della Commissione è stato pregevole, faticoso, e ringrazio naturalmente la relatrice, ma non riesco a comprendere la ragione per cui noi dobbiamo mantenere una norma che non so per quale motivo è stata creata con un sistema così farraginoso che ad oggi nessun dipendente è stato assunto. Mi rimetto alla buona volontà della relatrice e della Commissione e chiedo ancora un accantonamento, perché si possa fare una riflessione su questo. Oggi in Commissione bilancio la sottosegretaria ha mostrato perplessità, anche legittime, dicendo che forse l'emendamento non era stato costruito bene e sembrava che io avessi scritto un emendamento per raddoppiare le assunzioni: no, io vorrei che le assunzioni fossero possibili, ma ho la leggera impressione che le assunzioni in questo modo non siano possibili. Quindi, chiedo per l'ultima volta l'accantonamento, altrimenti ritiro l'emendamento, ma vorrei che almeno rimanesse agli atti che io ho ancora qualche aderenza con la realtà.

PRESIDENTE. Relatrice, ritiene di confermare l'accantonamento oppure permane il parere?

CHIARA BRAGA, Relatrice. Presidente, su questo argomento abbiamo discusso molto - il collega Melilli lo sa, perché l'abbiamo fatto anche in Commissione - ed è stato fatto anche un supplemento di istruttoria. Se il Governo non ha altri elementi da indicare per un ulteriore approfondimento, che ovviamente, a questo punto, io non credo di poter più esperire, non ho motivi per cambiare il parere.

PRESIDENTE. Bene, mi pare che anche il Governo non muti il parere. Onorevole Melilli, ritira l'emendamento?

FABIO MELILLI. Sì, ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Bene. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18.39 Pellegrino, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 75).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 18.40 Pellegrino.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Palese. Ne ha facoltà.

ROCCO PALESE. Presidente, penso che l'Aula abbia adesso assistito ad un gravissimo errore fatto dal Governo. Cioè, noi abbiamo avuto una denuncia formale - ed è così - che i ritardi nella ricostruzione del terremoto e nella situazione degli atti è per una carenza di personale, che è cosa vera, reale, l'ha detto anche il commissario Errani più volte. Ci troviamo davanti ad una situazione, di interpretazione o meno, che purtroppo blocca tutto. Penso che, siccome questo è un problema ineludibile, perché se non andiamo avanti il decreto non cammina, cioè non viene attuato, il Governo si faccia carico di tirar fuori una nuova formulazione come Comitato dei nove, stasera o domani, perché il problema è reale.

PRESIDENTE. Onorevole Palese, le chiedo scusa: lei sta riferendosi all'emendamento…

ROCCO PALESE. Presidente, ha ragione…

PRESIDENTE. Mi pare di aver capito. Io l'ho fatta parlare lo stesso, ha espresso il concetto…

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18.40 Pellegrino, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 76).

Passiamo all'emendamento 18.106 Pellegrino: prendo atto che l'onorevole Pellegrino lo ritira. Molto bene. Passiamo all'emendamento 18.66 Melilli, che però è anch'esso ritirato.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18.27 Castiello, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 77).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 18.44 Fabrizio Di Stefano e 18.107 Pellegrino, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 78).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18.47 Fabrizio Di Stefano, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 79).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18.49 Fabrizio Di Stefano, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 80).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18.48 Fabrizio Di Stefano, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 81).

Ora do la parola alla relatrice, che ci deve dire come procedere con l'emendamento accantonato 18.58 Tancredi.

CHIARA BRAGA, Relatrice. Rimane accantonato.

PRESIDENTE. Sta bene, quindi passiamo a pagina 105 del fascicolo, al subemendamento 0.18.0500.2 De Rosa.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole De Rosa. Ne ha facoltà.

MASSIMO FELICE DE ROSA. Presidente, noi ci chiediamo cosa c'entri la realizzazione del progetto Casa Italia all'interno del decreto “terremoto”, visto che è qualcosa che dobbiamo discutere più approfonditamente e capire anche dove piazzare quest'unità, perché, all'interno della Presidenza del Consiglio, ci sembra il posto sbagliato. A un certo punto, ci chiediamo a cosa servano i Ministeri, se diamo certe funzioni a questa famosa, fantomatica Casa Italia, di cui non sappiamo bene quali siano i compiti, perché sono talmente generici che andiamo dalla riqualificazione energetica alla valorizzazione e tutela del territorio.

Io credo che ci siano già Ministeri per svolgere questo ruolo e il Ministero dell'ambiente dovrebbe essere uno di questi, come ci sono già enti pubblici che fanno ricerca, hanno dati, informazioni e mappature per fare questi lavori. Allora, creare l'ennesima struttura inutile, che ci costerà e che permette di posizionare qualche altra carica dirigenziale all'interno della Presidenza del Consiglio, ci sembra veramente assurdo, soprattutto in un momento come quello di oggi in cui ci siamo ancora regalati le pensioni parlamentari. Allora, chiediamo che questi soldi, che dovrebbero servire per finanziare Casa Italia, si utilizzano per il Fondo per i terremotati. Sono 3 milioni e 800 mila euro che crediamo siano più utili sul territorio piuttosto che per l'ennesima struttura inutile.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Palese. Ne ha facoltà.

ROCCO PALESE. Grazie, signor Presidente. Non c'è dubbio che questa norma e quello che propone questa norma sono stati già ampiamente contestati anche in Commissione, con invito al Governo di riflettere e di ritirarla, perché questa norma è un pugno negli occhi - e non solo negli occhi - di tutte le persone terremotate. Non c'è dubbio! Cioè, un conto è …

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Palese. Onorevole Centemero, onorevole Centemero, sta parlando un collega davanti a lei. Prego.

ROCCO PALESE. Non c'è dubbio che, per così come è formulata, è anche una cosa completamente diversa da quella che l'ex Presidente del Consiglio aveva annunciato, con Renzo Piano e quant'altro. Qui si istituisce - e mi piacerebbe riuscire a capire e a sapere se effettivamente ve ne sia il bisogno - un nuovo Dipartimento all'interno della Presidenza del Consiglio, come se ce ne fossero pochi. Sono più di 4 mila le persone che lavorano lì dentro, al di là di tutti i Ministeri. Tutto questo è compatibile con il decreto-legge n. 95 del 2012 del Governo Monti, con cui 7.500 dirigenti e funzionari dovevano essere collocati in disponibilità e trasferiti altrove perché era una delle condizioni nella trattativa per uscire dalla procedura di deficit eccessivo? È evidente che questa norma contrasta, al di là del costo, proprio col buonsenso, contrasta con il resto del decreto e con i contenuti del decreto. Non c'entra niente!

Io penso che il Governo farebbe bene a ritirare e a formulare in maniera diversa una situazione del genere. Che cosa c'entra questo Dipartimento con quattro o cinque dirigenti di prima fascia che possono essere presi dall'interno - possono essere presi! - ma anche da fuori? E poi ci sono anche altri 20 altri amministrativi. Ma io capisco che ci potesse essere la necessità di professionalità qualificate, ma non venti altri amministrativi. Ma ce ne sono tanti di dipendenti pubblici; si rivolgessero alla funzione pubblica, perché ce ne sono veramente tanti.

Io spero, mi auguro e invito, ancora una volta, per una situazione di buonsenso, il Governo a riflettere e a ritirare questo emendamento e magari, questo sì, affrontare la situazione in maniera più pertinente, in un contesto di un progetto serio all'interno di questo già più volte annunciato decreto sugli enti locali e quant'altro, perché ve ne è il bisogno non solo nelle zone terremotate ma anche in altre. Ma metterlo qui è veramente un delitto che non ci consente neanche …

PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole Palese.

ROCCO PALESE. …di valutare in maniera positiva un decreto che pure serve alle zone terremotate.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Castiello. Ne ha facoltà.

GIUSEPPINA CASTIELLO. Grazie, Presidente. Anche noi interveniamo per ribadire l'offesa che questo Governo sta facendo al lavoro duro e faticoso che è stato fatto su questo decreto in Commissione e in quest'Aula e mi meraviglia come anche la Commissione stessa, i membri di maggioranza, non si siano ribellati rispetto alla presentazione di un emendamento del genere che dice “Casa Italia”; voi volete fare il “casino Italia”, perché, nel momento in cui fate un carrozzone del genere, è sempre, come dire, un déjà-vu: i carrozzoni, le assunzioni, si bandiscono concorsi, si appostano delle risorse economiche e finanziarie.

Siamo arrivati a quest'ora perché tutti gli emendamenti che sono stati presentati, non solo dal gruppo della Lega Nord ma dai gruppi dell'opposizione, erano e sono emendamenti ragionevoli, razionali, che cercano di rispondere alle esigenze di quelle popolazioni che oggi stanno vivendo una difficoltà grave, che sono in ginocchio. Ci sono emendamenti di carattere generale con cui in alcuni casi - è vero - si chiedevano risorse economiche, ma ci è stato risposto picche: tutti bocciati.

Noi responsabilmente abbiamo votato…

PRESIDENTE. Colleghi, per favore, abbassiamo un po' il tono della voce?

GIUSEPPINA CASTIELLO. … responsabilmente abbiamo votato tutti gli emendamenti della maggioranza perché il merito era importante. Nel momento in cui si parlava di provviste, di dare una mano, nel momento in cui si parla di sgravi fiscali, noi siamo qui a combattere per poter dare risposte concrete e serie a quelle popolazioni. Che cosa fa il Governo? Arriva con un emendamento che non c'entra nulla con questo decreto e, anzi, che offende non solo chi ha provato in qualche modo a migliorarlo, ma offende i tanti uomini della Protezione civile, delle forze dell'ordine che sono stati lì, in quei territori e che ancora ci sono, a lavorare in condizioni negative, senza attrezzature, senza strutture.

Ebbene, noi che cosa facciamo o, meglio, il Governo che cosa fa? Crea questo organismo a parte (mi è stato detto con i fondi della Presidenza del Consiglio). Ebbene, potrebbe essere un po' più ragionevole e magnanime eventualmente la Presidenza del Consiglio ed elargire questi fondi per dare una mano alle popolazioni, per dare una mano a settori dell'agricoltura che sono in ginocchio, per fare in modo che realmente si risponda alle esigenze reali di queste popolazioni? Invece, si crea un altro carrozzone, si crea una piccola lobby che rimane là, che determina una spesa finanziaria elevatissima ed erano risorse - lo ripeto - che potevano servire per fare altro. L'emendamento ci è stato presentato ieri mattina, nel momento in cui stavamo nel Comitato dei nove a ragionare e a collaborare, perché noi siamo responsabili e sappiamo che questo decreto serve a quelle popolazioni, nonostante il pasticcio che avete fatto, ma, alla fine, c'è un emendamento del genere che offende tutti quanti noi e offende - lo ripeto - quelle popolazione.

Noi chiediamo quindi con forza, in maniera ancora più ragionevole se possibile, al Governo che quella manina di turno, quella manina renziana che ha permesso una schifezza del genere possa essere bocciata e, quindi, il Governo possa ritirare questo schifo, perché offende la dignità anche di chi ha lavorato in quest'Aula (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini).

PRESIDENTE. Colleghi, siccome ho tutta una serie di colleghi che hanno chiesto di parlare - e ovviamente lo faccio solo in termini di collaborazione - voglio ricordare a tutti che stiamo in questo momento sul subemendamento 0.18.0500.2 De Rosa.

Se si intendeva parlare sull'emendamento del Governo, è quello che viene subito dopo. Lo dico semplicemente perché stiamo intervenendo su un'altra cosa.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Massimiliano Bernini. Ne ha facoltà.

MASSIMILIANO BERNINI. Presidente, anch'io intervengo per dichiarare di ritenermi assolutamente contrariato nel metodo e nel merito di questo emendamento che il Governo un po' sottobanco, diciamocelo colleghi, ha depositato ieri in Commissione ambiente, quindi fuori dallo spirito di collaborazione che tutti i gruppi hanno dimostrato e hanno profuso in questo provvedimento. Quindi, ieri sera è arrivato, un po' di soppiatto, questo emendamento che istituisce questo Dipartimento.

Siamo contrari anche nel merito, perché non c'entra nulla con la questione del terremoto. Il Dipartimento servirà a coordinare degli aspetti, anche interessanti, che possono essere condivisibili come la valorizzazione del territorio delle aree urbane e via discorrendo.

PRESIDENTE. Concluda.

MASSIMILIANO BERNINI. Però, il problema è questo: perché creare un'altra struttura, perché creare un appesantimento ulteriore in seno al Consiglio dei Ministri? Perché per esempio non fare una…

PRESIDENTE. Onorevole Bernini, deve concludere.

MASSIMILIANO BERNINI. …meno onerosa cabina di regia? Veramente ritarate questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cera. Ne ha facoltà.

ANGELO CERA. Grazie, Presidente. Io stavo riflettendo qualche attimo fa. Con l'emendamento precedente, che il collega del PD ha dovuto ritirare, c'era l'accorato appello di un uomo del territorio che diceva: “C'è bisogno di nuova linfa nella pubblica amministrazione maciullata dal terremoto” e il Governo, non me ne voglia - tra l'altro è anche giustificato; io ho fatto l'amministratore e so le difficoltà che si trovano per reperire un impiegato, un qualsiasi impiegato -, risponde, costringendo il collega a ritirare l'emendamento.

Un uomo del territorio che dovrà ritornare nel proprio territorio e contestualmente dover giustificare quello che sta accadendo: la nascita di un nuovo carrozzone perché realmente questo è un carrozzone che non serve…

PRESIDENTE. Onorevole Cera, siamo in un'altra fase del dibattito la pregherei di concludere.

ANGELO CERA. Io sto parlando - mi perdoni, Presidente - del subemendamento 0.18.0500.2 De Rosa.

PRESIDENTE. Lei stava facendo riferimento ad emendamenti che sono stati esaminati prima.

ANGELO CERA. No, non mi sto riferendo: sto collegando le due cose. Presidente, mi faccia parlare perché lei è sempre puntuale e bisogna che qualcuno puntualizzi il suo comportamento.

PRESIDENTE. Le è rimasto un minuto e venti secondi.

ANGELO CERA. Non si preoccupi. Sottolineo proprio l'illogicità di quello che accade: da un lato, si forma un nuovo carrozzone, dall'altro lato, si pongono le amministrazioni comunali del territorio e del cratere nel “fai da te” cioè a continuare a fare nulla.

PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Paglia, lei interviene a titolo personale?

GIOVANNI PAGLIA. Perché a titolo personale, Presidente?

PRESIDENTE. Scusi, avevamo calcolato l'intervento dell'onorevole Pellegrino. Lei interviene sul subemendamento 0.18.0500.2 De Rosa? Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Paglia. Ne ha facoltà.

GIOVANNI PAGLIA. Intervengo sul subemendamento 0.18.0500.2 De Rosa per esprimere la nostra posizione di voto a favore. È evidente che, votando a favore di questo subemendamento, si cerca di impedire un atto profondamente sbagliato da parte della maggioranza. Cosa sia il Progetto Casa Italia in Italia nessuno lo sa. Rimane uno slogan più o meno fortunato lanciato dal Presidente del Consiglio che poi, come molte delle azioni del precedente Presidente del Consiglio, si è perso nella nebbia del non fatto ed è rimasto sospeso per aria e ogni tanto torna fuori. In questo caso, però devo dire torna fuori nel modo peggiore, nel modo di cui la politica credo dovrebbe un po' vergognarsi perché, se noi proviamo a raccontare ad un qualsiasi italiano che noi stiamo andando ad istituire un dipartimento “Per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e coordinamento dell'azione strategica del Governo connesse al (…)”, qualunque italiano in età adulta, forse anche prossimo all'età adulta, capisce una cosa molto semplice, cioè che lo si sta prendendo in giro. Qui si fa una cosa molto semplice: con la scusa del terremoto, con la scusa di un progetto di cui nulla si sa e di cui inviterei la maggioranza ad argomentare se è in grado di dire qualcosa a proposito ma non lo è, intanto si assumono una ventina di persone a chiamata diretta da parte del Governo di cui alcuni con ruolo dirigenziale, con 1.300.000 euro di costi. È utile? È utile che, per l'ennesima volta, il Governo voglia fare un'infornata di fedelissimi stipendiati dallo Stato in assenza di qualsiasi funzione che non sia il vuoto del coordinamento strategico?

PRESIDENTE. Per favore, lasciamo il Governo nelle condizioni di seguire. Non sostare davanti al banco del Governo.

GIOVANNI PAGLIA. Se avesse, io credo, un sussulto di dignità lo capirebbe anche quest'Aula. Ne avete già fatte tante negli ultimi giorni, ne avete fatte tante. Avete già fatto arrabbiare molte persone - penso al Senato, penso a Minzolini - con votazioni che nessuno ha capito. Volete andare avanti così? Volete andare avanti a votare, a costo della pubblica amministrazione e quindi a costo dei contribuenti emendamenti, provvedimenti che servono esclusivamente alle vostre clientele? Fatelo. Però non chiamatela buona politica: questa è la politica peggiore, è la politica che genera l'antipolitica ed è quella contro cui francamente noi ci battiamo qui dentro, continueremo a batterci fuori e di questo vi accusiamo esplicitamente. Non ce n'era bisogno e io credo che ciò offenda anche profondamente chi ha subito un dramma come il terremoto e che si vede oggi mettere all'interno di un provvedimento già insufficiente di suo anche l'ennesimo sfregio di cui si poteva francamente fare a meno (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Crippa. Ne ha facoltà.

DAVIDE CRIPPA. Mi scusi, Presidente, colgo l'occasione sulla votazione di questo subemendamento per chiederle quale fu l'istruttoria legata all'ammissibilità dell'articolo aggiuntivo presentato dal Governo perché se basta inserire le parole “anche a seguito degli eventi sismici” possiamo normare “la qualunque”. Basta saperlo e ai prossimi decreti noi mettiamo “anche per” e cerchiamo di capire se effettivamente con quell'“anche per” la Presidenza e quindi adesso Presidente Giachetti mi rivolgo a lei ma…

PRESIDENTE. Ed io la sto ascoltando per darle una risposta.

DAVIDE CRIPPA. …ed è evidente che è una richiesta che deve essere estesa ad una valutazione che hanno fatto gli uffici perché non vorremmo che l'“anche per” sia una condizione per cui da domani posso andare ad emendare “la qualunque” inserendo “anche per” cioè evidentemente quello che si va a fare articolando dopo… Presidente, le chiedo in questo caso di parlare per un richiamo al Regolamento e quindi non un minuto come intervento a titolo personale perché le sto chiedendo una valutazione regolamentare…

PRESIDENTE. Io modifico volentieri il titolo del suo intervento: lei ha esordito, dicendo che approfittava della dichiarazione di voto sul subemendamento per pormi un altro problema. Comunque vada avanti, onorevole Crippa.

DAVIDE CRIPPA. La ringrazio per la concessione. A questo punto chiederei la valutazione di ammissibilità dell'articolo aggiuntivo originario del Governo perché fondamentalmente non riesco a comprendere se davvero basti mettere le parole “anche per” al fine di andare sostanzialmente a sostituire quelli che dovrebbero essere i compiti, come già detto in precedenza anche dai colleghi De Rosa e Bernini, già attribuiti ai Ministeri e ad altre funzioni istituzionali. Quindi vi pregherei di rivederlo perché mi sembra un tentativo del Governo di far passare un concetto per andare ad istituire un organo che ovviamente c'entra marginalmente se non nulla con quello che è l'argomento oggi oggetto di discussione inserendo un “anche per”. Magari una risposta convincente lei me la dà e io mi rassereno. Qualche sospetto però ce l'ho.

PRESIDENTE. Onorevole Crippa, io mi posso impegnare a darle una risposta: il fatto che sia convincente, come può immaginare, dobbiamo essere almeno in due a ritenerlo. Peraltro onorevole Crippa, come lei sa, se in Aula vi sono emendamenti che vengono posti in votazione è perché vi è stato un vaglio di ammissibilità da parte della Presidenza che li ha ritenuti ammissibili. Tuttavia, venendo incontro alle sue esigenze, sono pronto a illustrare le mie considerazioni che ovviamente lei potrà ritenere e valutare come crede.

Sono state sollevate dall'onorevole Crippa obiezioni circa l'ammissibilità dell'articolo aggiuntivo 18.0500 del Governo. Al riguardo desidero ribadire quanto la Presidenza ha già fatto presente, rispondendo con lettera ai rilievi del presidente del gruppo Lega Nord. Tale proposta emendativa è volta ad istituire presso la Presidenza del Consiglio un dipartimento cui attribuire le funzioni di indirizzo e coordinamento connesse al Progetto Casa Italia “anche a seguito degli eventi sismici che hanno interessato le aree del Centro Italia nel 2016 e nel 2017”, disponendo conseguentemente circa la relativa dotazione organica anche attraverso l'assunzione di personale dirigenziale e non dirigenziale. Al riguardo, faccio presente, da un lato, che già in sede referente, ai fini della valutazione di ammissibilità degli emendamenti presentati, la materia del provvedimento è stata individuata, anche avendo riguardo sia ad ulteriori eventi sismici, antecedenti a quelli del 2016 e 2017, sia agli eventi atmosferici del gennaio 2017 verificatasi in coincidenza di quei terremoti e, dall'altro, che l'articolo 19 del provvedimento, già contenuto nel testo originario del Governo, prevede l'assunzione di 13 dirigenti di seconda fascia presso il dipartimento della Protezione civile, i cui interventi non riguardano solo le zone colpite da eventi sismici. Ne consegue che la materia oggetto del provvedimento non si può considerare come limitata esclusivamente agli interventi riferiti ai territori colpiti dai terremoti del 2016 e del 2017. Con riferimento al contenuto dell'articolo aggiuntivo in questione, faccio presente che lo stesso è volto ad istituire una specifica struttura amministrativa con funzioni di indirizzo e coordinamento dell'azione del Governo, al fine di sviluppare, ottimizzare e integrare strumenti finalizzati alla cura e alla valorizzazione del territorio e delle aree urbane nonché del patrimonio abitativo, anche in riferimento alla sicurezza degli edifici e che il provvedimento all'articolo 20-bis, introdotto in sede referente, prevede verifiche di vulnerabilità sismica degli edifici scolastici e ne sono state considerate ammissibili in Commissione numerose proposte emendative aventi ad oggetto la messa in sicurezza degli immobili pubblici adibiti ad uso scolastico. L'articolo aggiuntivo del Governo non può quindi che considerarsi come attinente alla materia oggetto del provvedimento.

Ricordo infine che il decreto del Presidente del Consiglio del 23 settembre 2016, che istituisce presso la medesima Presidenza del Consiglio la struttura di missione Casa Italia, è stato adottato, come si legge nelle premesse, tenuto conto degli eccezionali eventi sismici che il 24 agosto hanno colpito il territorio della regione Abruzzo Lazio, Marche e Umbria, nonché, a seguito dei terremoti del 2009 e del 2012, all'articolo 1 prevede che a tale struttura sia affidato, tra l'altro, il compito di definire una policy generale di messa in sicurezza del Paese, lettera a), di assicurare il costante monitoraggio e l'analisi delle informazioni riguardanti la sicurezza e la qualità dell'abitare, lettera b), di indicare le linee guida degli interventi preventivi da realizzare per la riduzione del rischio potenziale, lettera c).

Alla luce di tali elementi, la Presidenza non può che confermare la valutazione di ammissibilità dell'articolo aggiuntivo 18.0500 del Governo.

Detto questo, pongo ai voti… No, onorevole Colletti, su questo argomento è stata posta una questione, il Presidente ha risposto, non era neanche necessario perché l'ammissibilità…

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

ANDREA COLLETTI. Grazie, Presidente, a parte che non mi sembra che sia stato molto convincente, perché fra poco ci diranno che anche il salvataggio di Minzolini al Senato è stato causato o sarà causato dagli eventi sismici; quello che mi preme dire, Presidente, è che in Commissione ci hanno detto che il Governo non aveva soldi per inserire nel cratere sismico dei paesi abruzzesi che hanno subìto ingentissimi danni a causa del terremoto, paesi oltretutto che portano una popolazione di 4.000 abitanti, come ad esempio Basciano e Penna Sant'Andrea o paesi più grandi come Penne, però il Governo, in quei pochi giorni, ha trovato un milione e mezzo di euro per dare lavoro magari a qualche amichetto di Renzi all'interno di questo Dipartimento.

PRESIDENTE. Concluda.

ANDREA COLLETTI. Ora mi sembra una cosa davvero poco seria e davvero banchettare sulle spoglie dei cittadini quello di dare soldi a dirigenti chiamati…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Colletti.

ANDREA COLLETTI. …direttamente dal Governo piuttosto che ai cittadini terremotati, io proverei un po' di vergogna sinceramente (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Indìco…       Colleghi, però vi pregherei di prenotarvi per tempo, perché è la terza volta che pongo in votazione.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Della Valle. Ne ha facoltà.

IVAN DELLA VALLE. Io mi chiedo veramente se nessuno si vergogna a utilizzare una disgrazia come quella del terremoto (Commenti)

PRESIDENTE. Colleghi, per favore! Per favore! Grazie.

IVAN DELLA VALLE. …per inserire una marchetta del genere, per creare l'ennesimo carrozzone, per fare l'ennesimo marchettificio, l'ennesima assunzione di gente: non vi vergognate a utilizzare la scusa del terremoto…

PRESIDENTE. Si rivolga al Presidente, onorevole Della Valle.

IVAN DELLA VALLE. …per fare una marchetta del genere? Io, fossi in voi, mi vergognerei, perché…

PRESIDENTE. Si deve rivolgere al Presidente, si rivolga a me.

IVAN DELLA VALLE. …queste persone hanno sofferto, hanno dei problemi e voi utilizzate milioni per fare un carrozzone inutile: vergognatevi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle - Commenti)!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento 0.18.0500.2 De Rosa, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 82).

Passiamo alla votazione del subemendamento 0.18.0500.1 Mariani.

Ora ho bisogno di sapere dall'onorevole Mariani se accetta la riformulazione? Va bene.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Saltamartini. Ne ha facoltà.

BARBARA SALTAMARTINI. Grazie, Presidente, sì, per dichiarare il voto contrario del nostro gruppo su questo emendamento così come riformulato.

Questo è un emendamento bandiera, cioè l'emendamento che è stato messo apposta perché l'emendamento del Governo…

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Saltamartini: colleghi, dobbiamo abbassare la voce però!

BARBARA SALTAMARTINI. … perché l'emendamento del Governo, nel non esplicitare, cioè nel dire e non dire, nell'usare virgole qua e là, di fatto crea un Dipartimento - bisogna dirlo una volta per tutte e avere l'onestà intellettuale, da parte del Governo, di affermarlo - crea di fatto una sostituzione della Protezione civile.

Questa è la verità, cioè con questo emendamento che il Governo ha rappresentato e con questo subemendamento, anche per come riformulato, è chiaro ed inequivocabile che quel Dipartimento che si va a realizzare per le funzioni di indirizzo e di controllo va a sostituire la Protezione civile

Allora ecco, da qui, l'esigenza di dover dire: “No, nei limiti, mi raccomando, stiamo attenti a non urtare la sensibilità di Curcio e della sua squadra”, ossia di quegli uomini, al di là del vertice, ma di quegli uomini e di quei volontari grazie a cui molte vite sono state salvate nei vari terremoti che ci sono stati in Italia da anni ad oggi.

Allora, Presidente, quando si vuole far entrare dalla finestra qualcosa che non si ha il coraggio di far entrare dalla porta, bisogna dire, e lo dico ai colleghi, per il suo tramite, del Partito Democratico (che prima si sono scandalizzati, perché qualcuno gli ha detto che si dovrebbero vergognare, non so se si possono scandalizzare anche adesso, ma glielo voglio ripetere, Presidente), che si dovrebbero vergognare; vengono trovati dei soldi - e tanti: un milione e trecento adesso, per l'anno 2017, e 2 milioni e 500 per l'anno 2018 - e si dice “no” a tanti altri emendamenti di buonsenso, tra cui per esempio quello dell'istituzione della zona franca, tra cui quello dell'allargamento del cratere e dell'inserimento di alcuni comuni molto piccoli o anche abbastanza grandi che sono rimasti fuori, così come aiuti e incentivi magari agli agricoltori, a cui è stato detto di “no”; ed è stato detto di no, Presidente, non perché non ritenuti validi, ma perché c'era carenza economica, ossia non c'erano disponibilità finanziarie per poter dire “sì” a quegli emendamenti, perché questa è stata la motivazione per cui alcuni emendamenti, anche del nostro gruppo, sono stati bocciati; beh, qualcuno mi deve dire se è più importante assumere 20 persone per non si sa far bene cosa, perché io non sono preoccupata se queste persone si occupano di sisma, io sono preoccupata per cosa fanno, ma anche oltre il sisma, in questo Dipartimento che viene creato, prima ancora di essere preoccupata da chi sono e da chi verranno selezionate queste persone, perché la linea politica e la strategia politica del raggio di azione in cui si selezionano i nomi per fare arrivare ai vertici delle aziende o magari per assumere in molti Ministeri o in questo settore, di solito sono sempre ad un raggio di 20 chilometri; ecco, non so se anche in questo caso avremo queste nomine, no nomine, mi scusi, queste assunzione nel raggio di venti chilometri da una nota città fiorentina e Toscana.

Allora detto questo, Presidente, è assurdo che il Governo si sia prestato ad un'operazione di così basso profilo morale, mentre si sta discutendo di una serie di emendamenti che vanno nella direzione di aiutare le popolazioni colpite dai terremoti e invece questo Governo, ancora una volta, è capace solo di fare politiche di annunci e di andare sui territori, come ha fatto Matteo Renzi, di dare le pacche sulle spalle ai sindaci e dirgli: “Io vi aiuterò, non vi lasceremo soli, staremo al vostro fianco”.

Ecco come il Governo sta al fianco dei terremotati: con 20 assunzioni e creando un Dipartimento, utilizzando soldi che non serviranno a niente, se non a qualche marchetta (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pellegrino. Ne ha facoltà.

SERENA PELLEGRINO. Giusto, Presidente, per fare un rettifica al nostro voto, del gruppo di Sinistra italiana, dell'emendamento precedente: purtroppo per errore abbiamo votato contro, in realtà invece noi volevamo votare a favore del subemendamento De Rosa e quindi chiedo che venga messo agli atti.

PRESIDENTE. Rimane agli atti onorevole Pellegrino.

SERENA PELLEGRINO. Per quello che riguarda invece questo subemendamento, è stato un subemendamento che si è infilato in Commissione subito dopo essere arrivato l'emendamento da parte del relatore e del Governo. E perché? Perché la Protezione civile è insorta, perché ha creduto che le venisse portata via una porzione, diciamo, delle loro competenze e quindi è stata messa una sorta di pezza.

Noi voteremo a favore di questo emendamento, non perché sia una pezza o per fare un favore alla Protezione civile, ma per dire che effettivamente questo carrozzone, come tanti l'hanno chiamato, purtroppo si aggiungerà a tante altre operazioni così assolutamente discutibili fatte in questi otto mesi da parte del Governo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Castelli. Ne ha facoltà.

LAURA CASTELLI. Scusi, Presidente, perché a pensar male però delle volte… Quindi uno, rileggendo meglio e in maniera più approfondita questo emendamento, si chiede se per caso questo è un tentativo di cercare di salvare le liti che il Partito Democratico o quello che ne resta o quello che ne hanno fatto insomma, quello spezzatino che non è più comprensibile, cerca di mettere a posto. Perché Presidente? Perché forse certe dichiarazioni, certi fuori onda, certe telefonate che sono uscite sui giornali per esempio di Errani hanno fatto sobbalzare qualcuno e quindi c'è forse qualche sinergia impazzita e forse è il caso di rimettere tutto sotto la Presidenza del Consiglio.

Guardi Presidente, ci sono Paesi - e lo dirò anche domani - dove i Governi cadono quando non riescono ad affrontare situazioni come queste.

Questo è il classico caso in cui i commissari, e quello che è la Protezione civile, sono lontani, molto lontani dal Presidente del Consiglio. E questo l'abbiamo visto tutti: c'è una scontentezza a tutti i livelli. Allora forse questo emendamento l'hanno fatto per mettere qualche toppa ai problemi politici di un partito che non sa come affrontare le emergenze di un Paese, ed è questa la cosa veramente grave che viene fuori in questi mesi; e che dobbiamo guardare in faccia, dobbiamo raccontarla ai cittadini, perché io mi auguro che alle prossime elezioni i cittadini italiani scelgano qualcuno che saprà affrontare le emergenze. Perché se lei guarda un po' la storia, davvero scoprirà che in tutti i Paesi del mondo i Governi cadono, cadono davvero quando non riescono ad affrontare tematiche come queste. Ora questa è una “marchetta”, è un tentativo di “abbozzare” problemi interni, a cui noi ovviamente non vogliamo stare, perché appartiene alle solite logiche di partito, a cui noi siamo assolutamente estranei (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Mariani 0.18.0500.1, nel testo riformulato, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera approva (Vedi votazione n. 83).

Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo 18.0500 del Governo.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pellegrino. Ne ha facoltà.

SERENA PELLEGRINO. Presidente, questo articolo aggiuntivo è stato discusso abbondantemente prima, e molti colleghi mi sono passati vicino e mi hanno detto: “Ma di che cosa si tratta? Perché io non ho proprio capito ancora”. Ho detto: guarda che se lo leggi attentamente, capisci perfettamente di cosa si tratta. Ebbene, nell'illustrazione che è stata svolta per giudicare l'ammissibilità di questo emendamento, è stato molto chiaro. È evidente di che cosa si tratta: che questa Casa Italia dovrebbe fare praticamente Mago Merlino, diceva il nostro Presidente del Consiglio; ma probabilmente è impossibile fare Mago Merlino, neanche per 24 Superman come vengono assunti all'interno di questo dipartimento (perché di fatto si tratterà di un dipartimento), quattro dirigenti e venti invece non dirigenti.

Ma leggiamo attentamente. Quindi: venti unità di personale non dirigenziale, quattro unità di personale dirigenziale di livello non generale, per l'attuazione del progetto di riqualificazione delle amministrazioni pubbliche. Ebbene, per questo nel 2017 viene stanziato 1.300.000 euro, diciamo mediamente 54.000 euro per ogni persona assunta; per gli anni successivi, fino al 2019, 2.500.000 e rotti, quindi 100.000 e qualcosa all'anno mediamente per ognuno di loro. Tutto questo per fare che cosa? Per rimettere a posto tutte le case dell'Italia? Quali sono le finalità indicate in questo provvedimento? A me sinceramente ricorda un po' quello di Italia sicura, ve lo ricordate? Ecco, è stato fatto in maniera omologa. In questi quattro anni è caduto di tutto, è successo il delirio dal punto di vista idro-geologico, e chi era in Italia sicura non ha provveduto a che questo accadesse. Bene, noi non vorremmo che anche questo fosse l'ennesimo dipartimento che non andrà a confliggere con quello della Protezione civile, ma che darà dei lauti stipendi a 24 persone.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zaratti. Ne ha facoltà.

FILIBERTO ZARATTI. Signor Presidente, signora rappresentante del Governo, devo dire che visto l'andamento della discussione in Commissione del decreto-legge cosiddetto terremoto, sono rimasto stupito - mi permetta di definirla così - della forzatura del Governo nel depositare all'ultimo momento questo articolo aggiuntivo. Davvero, signora sottosegretaria, non ce n'era bisogno!

Io capisco i problemi del Governo, capisco che ha un'impostazione che noi non condividiamo su questo punto; ma mettere in discussione il buon lavoro che è stato fatto in Commissione per migliorare un decreto-legge e per fare in modo che le popolazioni colpite da questo terribile sisma potessero avere gli aiuti di tutta la nostra comunità, di tutto il nostro Paese, ecco, mettere in discussione quel buon lavoro, è stato veramente un errore molto, molto grave.

Io penso che ci siano problemi di merito, anche, rispetto alla scelta che voi state facendo, che contrasta quanto di buono la Protezione civile in questi anni è riuscita a costruire nel Paese. Io voglio ricordare che la nostra Protezione Civile nasce con Zamberletti, dopo il grande sisma dell'Irpinia; e in quell'occasione la grande innovazione fu quella di centralizzare le decisioni della Protezione civile, perché fino a quel tempo la parcellizzazione delle competenze aveva comportato una inefficienza drammatica di fronte alle grandi catastrofi naturali che colpivano il nostro Paese. Voi state facendo una marcia indietro preoccupante, una marcia indietro evidente rispetto ai passi in avanti che abbiamo fatto in questi trent'anni. State creando una struttura parallela alla Protezione civile, che determinerà una maggiore inefficienza di fronte ai prossimi eventi catastrofici, che purtroppo saranno inevitabili nel nostro Paese: ci auguriamo di no, ma certamente ci saranno. Questa è la grande tragedia che c'è dietro questa proposta, questo articolo aggiuntivo, questa idea di costruire un dipartimento parallelo.

È evidente, signora sottosegretaria, cari colleghi della maggioranza, che le competenze che sono state disegnate per questo nuovo dipartimento creano soltanto confusione, creano soltanto inefficienza. E guardate che creare inefficienza e confusione è sempre sbagliato, ma in materia di Protezione civile è criminale, è davvero criminale. Basta leggere le poche note che avete scritto su questo articolo aggiuntivo, per capire quanto poco convincenti siano le vostre argomentazioni.

Poi non posso non dare ragione alle molte voci dei colleghi, che dicono che, in un momento così difficile e drammatico ove reperire risorse sufficienti ad affrontare le molte emergenze di quelle zone, destinare una significativa parte dei soldi a creare un nuovo dipartimento, con nuovi dirigenti, con nuove assunzioni, francamente non ne avevamo bisogno. Non riesco a capire, cara sottosegretaria, cari amici della maggioranza, perché voi di fronte a un evento che deve unire il Paese, un evento così importante (noi voteremo a favore di questo decreto-legge, nonostante anche questo errore così grave), di fronte ad un evento che deve unire il Paese, pensate di mettere dentro un emendamentino all'ultimo secondo, nel buio dei lavori notturni della Commissione. Questo veramente è un errore molto grave: ne siamo convinti e siamo dispiaciuti che questo sia avvenuto, ma credo che sia ancora possibile riparare. Vi chiediamo di ritirare questo articolo aggiuntivo (Applausi dei deputati del gruppo Articolo 1-Movimento Democratico e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fabrizio Di Stefano. Ne ha facoltà.

FABRIZIO DI STEFANO. Presidente, se nel metodo lei ha chiarito, anche se non mi ha convinto, le motivazioni per cui anche questo articolo aggiuntivo è tecnicamente ammissibile, ma poi ci si deve spiegare perché tanti altri ammissibili non sono, quando abbiamo…

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Di Stefano: colleghi, così non va. Gentilmente dovreste abbassare il tono dalla voce. Prego, onorevole Di Stefano.

FABRIZIO DI STEFANO. Dicevo, anche se poi tecnicamente tanti altri che, a mio avviso, sono molto più ammissibili sono stati esclusi, ma è nel merito che non ci convince.

Quando è arrivato questo articolo aggiuntivo, ho digitato sul mio tablet Casa Italia. Il primo lancio che ho trovato risale al 6 settembre dello scorso anno: Renzi lancia Casa Italia. Dal 6 settembre, con questo emendamento, dimostrate che ad oggi non si è fatto nulla; doveva essere un ammodernamento edilizio che si basava su quattro pilastri - non lo dico io, ma lo diceva l'allora Presidente del Consiglio, che oggi, forse, è troppo impegnato per la sua campagna per le primarie del suo partito, e quindi è un po' distratto da questo - dissesto idrogeologico, edilizia scolastica, beni culturali e periferie. Questi erano i quattro pilastri fondanti per cui il progetto Casa Italia nasceva.

Voi lo riducete ad un semplice emendamento in cui si viene a creare un ennesimo dipartimento dove dovrebbero trovare posizioni un certo numero di dirigenti, un certo numero di tecnici, magari ci mancava poco che ci fossero anche nomi e cognomi, ma tutta la portata di questa rivoluzione culturale dell'approccio al tema, che fu annunciato il 6 settembre 2016, oggi si risolve e si estrinseca tutto in questa, che qualcuno qui dentro, non io, qualcuno qui dentro ha definito una semplice marchetta, ma io credo che sia una diminutio anche per quello che doveva essere il megaprogetto dell'allora Presidente del Consiglio Renzi.

Allora, delle due l'una: o quella era un'altra delle tante bufale che l'allora Presidente del Consiglio Renzi aveva lanciato per infinocchiare gli italiani, e, dobbiamo dirla tutta, purtroppo, per un certo numero di mesi, ci è riuscito perfettamente, oppure voi state, di fatto, dicendo che quel Presidente del Consiglio e quel Governo, di cui questo è la continuazione naturale, ha detto tante cose e non ha fatto nulla in tema di emergenza sismica e di Casa Italia, tant'è che voi dovete intervenire all'ultimo momento con un emendamento infilato ad hoc dal Governo che riduce e restringe soltanto in un semplice emendamento la definizione di quelli che dovevano essere i quattro pilastri della riforma del progetto Casa in un dipartimento con quattro dirigenti e otto tecnici, da assumere nei prossimi anni chissà come, chissà in che forma e senza nessuna finalizzazione, se non nella misura in cui si crea questo nuovo dipartimento.

Allora, diciamola tutta: evidentemente, quella del settembre del 2016 era l'ennesima boutade che l'allora Presidente Renzi aveva lanciato agli italiani, ma poco dopo, e chiudo, gli italiani lo avevano capito e a dicembre lo bocciarono sonoramente in quello che doveva essere per lui e tanti altri di questo Governo l'ultimo atto della propria vita politica. Non lo fu per lui, non lo fu per il sottosegretario Boschi, che pure aveva detto che si sarebbe ritirato; lo è stato, però, per il progetto Casa, che oggi voi rimettete in vita in maniera arronzata e soltanto populisticamente, se non, come ha detto qualcuno, non io, clientelarmente, con questo emendamento. Ed è per questo che non possiamo che essere fortemente contrari a questo emendamento (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Il Popolo della Libertà-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Guidesi. Ne ha facoltà.

GUIDO GUIDESI. Grazie, Presidente. Direi che l'orario del dibattito su questo emendamento del Governo consente a chi voleva nascondere un pochettino i contenuti dell'emendamento di continuare a farlo, e questa è già la prima valutazione che dobbiamo fare. La seconda è una valutazione dal punto di vista politico: se il progetto, come si diceva prima, presentato in pompa magna da Matteo Renzi, di Casa Italia è tutto qua, risolto in un emendamento presentato all'ultimo in Aula dal Governo, allora prendiamo atto che quella era l'ennesima frottola raccontata al Paese.

L'altro problema politico è una situazione di una richiesta di chiarezza da parte del Governo.

Il Governo fa questa cosa perché ha un problema operativo e di rapporti con la Protezione civile? Il Governo lo deve dire; ci deve spiegare a cosa serve questo dipartimento e in quali funzioni non coccia o compete con la Protezione civile. Poi c'è un aspetto di metodo, che, ancora una volta, svilisce il lavoro del Parlamento. Un Parlamento che ha lavorato, da ambo le parti, in maniera forte e impegnata in Commissione ambiente, che ha tentato di migliorare il provvedimento su vedute logicamente diverse, ma il tentativo era quello di migliorarlo, vista anche la sensibilità dei commissari delle forze politiche rispetto alla tematica; poi c'è stato un lavoro all'interno della Commissione bilancio su un'ipotesi, poi passata, di blocco dell'utilizzo di una parte dei fondi dell'8 per mille, per dieci anni, solo ed esclusivamente per queste aree terremotate.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Guidesi. Colleghi, o abbassiamo la voce o io sospendo la seduta, decidiamo. Sospendo la seduta e poi si va avanti; quindi, per favore, per rispetto di tutti, e lo dico a tutti quelli che fanno capannello. Hanno tutti diritto di parlare in quest'Aula e in modo decente: questo non è un modo decente. Prego, onorevole Guidesi.

GUIDO GUIDESI. Discussione, dicevo, sia in Commissione ambiente che in Commissione bilancio, con l'obiettivo di migliorare il provvedimento, ed è stata una discussione anche lunga e anche con dei contenuti alti; e, poi, tutto questo lavoro viene sostanzialmente macellato dal Governo, che porta qua un emendamento con un evidente marchettificio, perché, oltre all'assunzione di personale in più rispetto alla Presidenza del Consiglio, qua ci ballano 3 milioni di euro, che in Commissione bilancio, per esempio, non sapevamo dove andare a prendere per dare qualcosa in più al provvedimento e agli obiettivi del provvedimento.

E, invece, è chiarissima la scelta. Cioè, la scelta è quella di dire: c'erano 3 milioni di euro, ma noi decidiamo di spenderli per assumere qualcuno di nostra fiducia. E così non si fa, non si fa dal punto di vista politico, non si fa dal punto di vista del metodo, ma non si fa nemmeno in una discussione, e invito anche i parlamentari di maggioranza a leggersi l'emendamento del Governo, perché è inaccettabile ed è invotabile un emendamento di questo tipo; in qualsivoglia altro provvedimento, ancor di più in questo provvedimento, che ha visto tutte le forze di questo Parlamento impegnarsi per migliorarlo…

PRESIDENTE. Onorevole sottosegretario, so che la stanno disturbando. Grazie.

GUIDO GUIDESI. …impegnarsi per migliorarlo e con un obiettivo comune. Questa cosa cancella tutto il lavoro fatto, perché viene fuori una roba che nasconde il vero obiettivo del Governo, che sta in questo emendamento. Capisco la stanchezza, capisco la confusione, capisco tutto, capisco anche l'orario; quello che non capisco è un atteggiamento di questo tipo, che è un atteggiamento un po', tra virgolette, da chi non vuol far sapere qualcosa che viene discusso alle nove e mezza di sera, e, per lo meno nel rispetto di quelle persone, forse questa cosa ve la potevate proprio risparmiare (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole De Rosa. Ne ha facoltà.

MASSIMO FELICE DE ROSA. Grazie, Presidente. Noi siamo entrati in queste Aule con il motto “nessuno deve rimanere indietro”, e questo vale ancora di più per le popolazioni terremotate. Ci viene il dubbio che altri siano entrati con il motto “cerca di piazzare l'amico e scappa”, perché qui noi abbiamo mostrato serietà e impegno in questo lavoro, abbiamo trovato anche un rapporto di dialogo, in certi momenti, con il sottosegretario, però poi ci troviamo all'ultimo minuto piazzato questo emendamento del Governo, con una spesa di 4 milioni di euro, che mi crea quattro posizioni, e forse più, nuove all'interno di Palazzo Chigi. Sapete benissimo che il personale che piazziamo all'interno di questo palazzo, un palazzo dove le spese in questi anni sono solamente aumentate, è personale che poi ci portiamo avanti a vita, perché non riusciamo più a eliminare posizioni dirigenziali, soprattutto per i tipi di contratti che ci sono a Palazzo Chigi.

Ma, soprattutto, dobbiamo dire e ricordare che uno dei problemi grossi è che Palazzo Chigi ha aumentato i suoi costi in questi anni, mentre tagliavamo i trasferimenti agli enti locali, anche a quei comuni che si sono trovati i terremotati e che, magari, hanno avuto meno servizi a disposizione al momento del disastro.

E non ci ricordiamo neanche che continuiamo a creare - non è il primo caso - strutture duplicate, come questa di Casa Italia: creiamo una struttura che si va a sovrapporre alla Protezione civile ma anche a funzioni - come ho già detto - del Ministero e di altri enti di ricerca che abbiamo in Italia. È il solito metodo per dire poi che se le cose non funzionano non c'è un responsabile, perché ognuno scarica il barile sull'altro. Credo che non sia segno di responsabilità. Noi ci siamo mostrati dialoganti, perché riteniamo che sia importante portare a casa dei risultati per la popolazione; siamo qui per i cittadini italiani, soprattutto per quelli in difficoltà, però non ci si può presentare, dopo un atteggiamento dialogante, all'ultimo minuto, con un emendamento che introduce una spesa di 4 milioni, una zavorra che ci porteremo avanti in termini di personale su Palazzo Chigi, che, tra l'altro - non so se a casa lo sanno, ma i colleghi sicuramente lo sanno -, è pieno di personale dirigenziale che non viene utilizzato e che viene magari messo in stanzette perché non è più della stessa fazione politica che l'aveva inserito al momento dell'ingresso a Palazzo Chigi.

Noi riteniamo che questa sia una spesa vergognosa, di fronte alle mancanze che ci sono state verso i terremotati. Dimostriamo ancora oggi il nostro impegno e la nostra serietà continuando a discutere gli emendamenti, non rallentando questo processo, facendo proposte concrete, e abbiamo trovato anche delle soluzioni concrete, però chiediamo di ritirare questo emendamento, perché questo emendamento va discusso, la proposta di Casa Italia va discussa nelle aule parlamentari. Va discusso quali siano i suoi compiti, se deve stare sotto Palazzo Chigi, chi si deve occupare di queste cose e che spese ci sono a disposizione per gestirla. Non possiamo continuare ad agire d'imperio, all'interno di decreti, dove si inseriscono cose che non c'entrano nulla facendole passare la sera nottetempo come se fossero qualcosa di normale. Allora, tre, quattro milioni diamoli ai cittadini, e ritroviamoci a parlare di Casa Italia serenamente, decidendo cosa farne, come gestirla e dove piazzarla (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Realacci. Ne ha facoltà.

ERMETE REALACCI. Presidente, colleghi, il dibattito sul terremoto è un dibattito serio, peraltro è un dibattito che ci porteremo avanti per anni. A volte si dice questo è il terzo decreto: penso che avremo molti provvedimenti, non solo quelli finanziari, che il Governo dovrà ulteriormente rafforzare; credo che se ne occuperà anche la prossima legislatura, perché siamo di fronte a una sfida che non ha pari negli ultimi decenni dell'Italia, quanto a effetto sulle popolazioni, sui territori, sul nostro patrimonio. Io condivido una cosa, tanto per franchezza, di quelle dette dai colleghi - molti colleghi hanno detto cose ragionevoli, altre sono propaganda che ci abbassano come livello di discussione -, mi pare che lo dicessero il collega Guidesi, il collega Zaratti ed anche altri: è stato un errore presentare in questa maniera questo tipo di proposta.

A mio avviso, questa è una proposta importante che doveva essere inserita nel decreto, perché è un pezzo del ragionamento che non ha nulla a che vedere con la partita della Protezione civile. Ricordo peraltro ai colleghi che noi abbiamo approvato da poco una legge sulla riforma della Protezione civile - di cui peraltro la prima firmataria era la collega Braga - che serve a rafforzare quel sistema, ma noi abbiamo un problema, che quando c'è un'emergenza è condiviso da tutti e poi è dimenticato, cioè che siamo molto forti nella protezione civile - possiamo renderla più forte, ma siamo uno dei Paesi più avanzati del mondo nel rapporto costruito fra apparati dello Stato, Vigili del fuoco e volontariato organizzato; nessun Paese al mondo è come noi - ma siamo molto deboli nella prevenzione, molto deboli. La gente, in Italia, muore nei terremoti perché non abbiamo fatto prevenzione; una parte della gente muore nelle alluvioni perché non abbiamo fatto prevenzione; le nostre case sono vecchie e consumano tanta energia perché erano costruite male.

I colleghi che seguono queste partite sanno che noi - penso alla Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici, ma anche a molti in quest'Aula - ce ne occupiamo da tempo. Il primo provvedimento sulla prevenzione antisismica fu l'estensione dell'ecobonus: io ero il primo firmatario e fu votato all'unanimità in Commissione; anche la prevenzione antisismica, e quest'anno è stato introdotto il sisma bonus, che è una misura molto potente, se siamo in grado di usarla, perché prevede fino all'85 per cento, anche per gli incapienti, per mettere in ordine le proprie case.

Però c'è un problema: le competenze su queste materie sono estremamente frammentate, e riguardano - mi fermo soltanto ai Ministeri principali - il Ministero delle infrastrutture e trasporti, il Ministero dell'ambiente, il MIUR, per quanto riguarda le scuole, il MISE, per quanto riguarda il risparmio energetico, il Ministero delle finanze, il Ministero del Tesoro, e potremmo continuare. Il senso di questo progetto, che poi sono le cose che ha detto Renzo Piano all'indomani del terremoto - perché questo è il senso -, è trovare un punto di coordinamento collocato più in alto, presso la Presidenza del Consiglio. Poteva non essere un Dipartimento? Non lo so, non metto la mano sul fuoco che questo fosse lo strumento di per sé più giusto, ma che ci fosse l'esigenza di uno strumento che viene incontro al fatto di non piangere i morti, non sprecare energie, non avere città di bassa qualità, ma coordinare gli sforzi di tutti, secondo me è un fatto indubbio. Il Governo, a mio avviso, ha sbagliato a non porre fin dall'inizio questo dentro il decreto, e a porlo soltanto con un emendamento, che è arrivato non ieri notte ma ieri mattina, comunque sempre tardi rispetto a un dibattito serio che si poteva fare in Commissione, ma sminuire questa esigenza come se fosse una cosa per fare un favore a qualche amico, credo che sia un errore per il nostro lavoro e per il futuro dell'Italia (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Zolezzi. Ne ha facoltà.

ALBERTO ZOLEZZI. Presidente, 1,1 miliardi è la cifra che sarebbero costate le casette di legno: tanti soldi; 220 potrebbero arrivare dai vitalizi, che oggi non avete voluto cancellare. La maggioranza non li ha cancellati, ricordiamocelo quello che oggi avete fatto (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle - Commenti). E oggi, con questo emendamento volete spendere 4 milioni per creare una struttura fuori dal controllo parlamentare e dal controllo dei cittadini! Fare politica vuol dire stare vicino ai cittadini! Le casette di legno sono state bandite da un appalto Consip, quella Consip per cui è indagato un Ministro di questo Governo, e non si ritira! Voi dovete avvicinavi ai cittadini, se volete fare politica. Ritirate questo emendamento vergognoso (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cera. Ne ha facoltà.

ANGELO CERA. Presidente, credo che un provvedimento di questo tipo nasca o dovrebbe nascere dal presupposto che la nostra Protezione civile, tanto osannata fino ad oggi - perché è l'unica cosa seria che abbiamo messo in campo fino ad oggi -, in qualche maniera è contestata. Oggi stiamo creando un carrozzone che si andrà esattamente a sovrapporre a quelli che sono i compiti della Protezione civile. Noi avremo uno scaricabarile di responsabilità che non sarà prevenzione, ma irresponsabilità per i danni che avremo da questo provvedimento. Per cui credo - non me ne abbia il presidente Realacci - che potevamo fare tranquillamente a meno di questo provvedimento, irrobustendo ancora di più la nostra Protezione civile - irrobustirla! -, magari mettendo all'interno di quella struttura delle persone esperte, non creando una sovrapposizione di compiti, perché questo stiamo facendo questa sera, né più né meno!

Allora mi chiedo - e concludo - se realmente è stato pensato, altrimenti per gli interventi dovete avere il coraggio di mettere sotto accusa la Protezione civile per quello che è successo durante il terremoto, e la Protezione civile è l'unica cosa seria che abbiamo dimostrato di avere in Italia! La Protezione civile è servita? Sì. Se è servita, irrobustiamola, ma continuiamo ad andare su questo solco, non creando una sovrapposizione che non ha nulla a che vedere con le cose serie.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Latronico. Ne ha facoltà.

COSIMO LATRONICO. Presidente, condivido molto di quanto ha sostenuto poco fa il collega presidente Realacci, e per questa ragione pregherei la maggioranza, il relatore e il Governo di riflettere perché questo provvedimento ha trovato una coesione forte all'interno del Parlamento, prima nelle Commissioni di merito e poi nell'Aula parlamentare. Credo che abbiamo superato ogni difficoltà anche di posizione, perché c'è un tema grandissimo che riguarda la ricostruzione nelle realtà terremotate e questo clima di coesione io credo che meriti rispetto da parte di tutti e, quindi, che il Governo abbia voluto introdurre una forzatura, perché è un emendamento del Governo in un dibattito parlamentare che ha visto tutte le parti assumersi una quota di responsabilità, veramente è inspiegabile e dà adito anche a retropensieri - che so - e se il Governo non ha scelto una via masochistica dovrebbe poterci ripensare.

L'altro ragionamento è che il progetto Casa Italia, come dice il presidente Realacci, merita altro rispetto e trattamento, perché io credo che in quest'Aula tutti siano d'accordo sull'idea che in questo Paese più che rincorrere le emergenze dovremmo provare a mettere in campo provvedimenti per prevenire e questo argomento serio merita di essere trattato in maniera seria e non in maniera furtiva, quasi occasionale. Allora, io non capisco perché non si debba poter ragionare seriamente del contesto di sistema che abbiamo portato avanti con il provvedimento di legge nella prospettiva del recupero delle aree colpite dal sisma e tenere a parte questo discorso, perché non appaia, invece, una superfetazione dovuta ad obiettivi di basso momento, legati a politiche assunzionali in un momento in cui abbiamo chiesto al Paese di fare sacrifici che hanno a che fare con il ridimensionamento di tutti gli organici.

Io non so se nelle strutture ministeriali al Ministero dei trasporti e delle infrastrutture, al Ministero dell'ambiente, alla Protezione Civile, alla Presidenza del Consiglio non ci siano già competenze che possano assolvere a questi ruoli di coordinamento. Questa forzatura depone male e credo che deponga male anche per questo Parlamento, che deve avere la forza e l'autonomia, di fronte a sacre ragioni, di dire al Governo che si fa un passo indietro, se questo Parlamento ha la sua sovranità. Quindi, io spero che il Governo ci ripensi oppure che il Parlamento bocci questo provvedimento, perché non accadrebbe nulla (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Conservatori e Riformisti).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sannicandro. Ne ha facoltà.

ARCANGELO SANNICANDRO. Presidente, io esamino la questione da un altro punto di vista. Questo emendamento sostanzialmente che dice? Il Governo dice: “Fatemi assumere un certo numero di persone e ho anche le risorse”, ma per fare che cosa? Né in questo testo di legge né in altri trovo che cosa bisogna fare, perché questa Casa Italia è un'entità non definita legislativamente. Il manuale per la redazione degli atti normativi che noi utilizziamo nel Comitato per la legislazione, per esempio, vieta di fare in una legge riferimenti a qualche cosa che nella legge non c'è. Cosa è Casa Italia? Dobbiamo ricorrere domani a quello che ci ha così sapientemente detto l'onorevole Realacci? Ecco, lui sta dando un contenuto laddove un contenuto non c'è. Questa non è una legge: è una truffa legislativa, tanto per capirci bene tecnicamente parlando.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Marcon. Ne ha facoltà.

GIULIO MARCON. Grazie, Presidente. In effetti un riferimento c'è e sta nella scheda della struttura di missione contenuta nel sito dalla Presidenza del Consiglio, dove si dice che Casa Italia ha per compito particolare quello di rafforzare il sistema di prevenzione del Paese. Però, vorrei ricordare al presidente Realacci, che lo sa meglio di me, che alcuni giorni fa, quando abbiamo approvato la legge delega sulla Protezione civile, in ben tre punti, la lettera a), la lettera m) e la lettera o) del comma 1 dell'articolo 1 della legge delega, si dice che il compito strategico della Protezione civile è fare la prevenzione. Qui non si capisce, c'è una schizofrenia: a distanza di pochi giorni facciamo una legge delega in cui si dà alla Protezione civile il compito di fare la prevenzione e poi si mette un emendamento, in un decreto sul terremoto, in cui si dà ad un'altra struttura il compito di fare la prevenzione.

Siccome io penso che tutto questo non risponda a un'esigenza operativa, penso che sia semplicemente una forzatura e un'operazione di marketing (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Monchiero. Ne ha facoltà.

GIOVANNI MONCHIERO. Grazie, Presidente. Io vorrei intervenire sgomberando il campo da tutta una serie di attributi che non mi sembra aiutino a comprendere quello di cui si discute. Non accetto nessun invito ad esercitare la vergogna da parte di chi oggi ha inscenato in quest'Aula un episodio veramente sconcertante, di pura propaganda e che è giunto al di là del limite di qualsiasi tolleranza (Applausi dei deputati del gruppo Civici e Innovatori). E vorrei anche sgomberare il campo, per un attimo, dalla preoccupazione sulle 40 assunzioni definendole “marchette”, oppure sollevando il dubbio che questi assunti, anziché essere dei tecnici di comprovato valore, saranno gli amici degli amici, come purtroppo anche questo è stato detto in quest'Aula. Se ad ogni provvedimento le minoranze accusano la maggioranza di esercitare il favoritismo è difficile mantenere in quest'Aula chiarezza di vedute per poter legiferare bene.

Io mi rifaccio, invece, molto semplicemente alle parole del presidente Realacci che, con l'onestà intellettuale che lo contraddistingue e che tutti noi gli riconosciamo, ci ha spiegato le ragioni per cui questo emendamento non doveva essere presentato. Il problema è che il progetto Casa Italia è un disegno di dimensioni enormi. Le località interessate dal rischio sismico nel nostro Paese sono la maggioranza: credo che tolta la Sardegna e una parte della Pianura Padana, tutto il resto è zona sismica, con tassi di rischio più o meno elevati. Gran parte delle costruzioni antiche, che esistono su questi territori, sono costruzioni realizzate con delle tecniche costruttive che non sono facilmente recuperabili al concetto di sicurezza antisismica. Un progetto di queste dimensioni che vuole rimettere in piedi letteralmente gli edifici - parliamo della dorsale appenninica, la zona più a rischio - della lunghissima dorsale appenninica è un progetto che merita di essere sostenuto con delle risorse enormi, non con un emendamento con cui si assumono 40 persone.

Pertanto, per queste ragioni e per quello che diceva ultimamente anche il collega Sannicandro, io ritengo che il progetto Casa Italia debba essere oggetto di una legge specifica e non possa essere surrogato da un emendamento frettoloso che, in tutta onestà intellettuale, invito cortesemente il Governo a ritirare (Applausi dei deputati del gruppo Civici e Innovatori).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 18.0500 del Governo, nel testo subemendato, con il parere favorevole della Commissione.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera approva (Vedi votazione n. 84).

Colleghi, vorrei soprattutto riferirmi ai delegati d'Aula semplicemente perché in corso d'opera tutti mi chiedono come andiamo avanti e via dicendo. Abbiamo due strade davanti a noi. L'obiettivo è di votare gli emendamenti all'articolo 18. Possiamo farlo… chiedo scusa, onorevole Palese, finisco. Possiamo farlo attraverso due strade: sono una trentina di voti e io sto facendo questo ragionamento ovviamente dopo che abbiamo superato la parte più spinosa. Dunque, abbiamo una trentina di voti: possiamo andare diritti per un'oretta, se riusciamo a stare in un'oretta per completare questi trenta emendamenti; oppure io posso sospendere e riprendere la seduta per completare in seduta notturna.

Quindi, sto semplicemente… onorevole Palese, io sono contento che lei pensi che la soluzione sia di andare avanti un'ora però devo sentire anche gli altri delegati d'Aula ovviamente.

Quindi volevo sapere da D'Uva: per lei può andare bene? Benissimo, allora andiamo avanti e concludiamo gli emendamenti all'articolo 18.

Passiamo alla votazione degli identici articoli aggiuntivi 18.037 Fabrizio Di Stefano e 18.0101 Pellegrino.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi 18.037 Fabrizio Di Stefano e 18.0101 Pellegrino, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 85).

Passiamo agli identici articoli aggiuntivi 18.035 Fabrizio Di Stefano e 18.0102 Pellegrino.

LARA RICCIATTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LARA RICCIATTI. Ritiro tutte le proposte emendative riferite all'articolo 18 presentate dal mio gruppo parlamentare.

PRESIDENTE. Sta bene.

Adesso mano a mano gli uffici mi aiuteranno perché li devo rintracciare.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli articoli aggiuntivi 18.035 Fabrizio Di Stefano e 18.0102 Pellegrino, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 86).

Prendo atto che l'articolo aggiuntivo 18.028 Fabrizio Di Stefano, a pagina 110 del fascicolo, è accantonato.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18.029 Fabrizio Di Stefano, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 87).

Prendo atto che i presentatori ritirano gli articoli aggiuntivi 18.027 Fabrizio Di Stefano e 18.038 Melilla.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 18.0110 Taglialatela, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 88).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 18.090 Castiello, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 89).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 18.091 Castiello, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 90).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull' articolo aggiuntivo 18.031 Polidori, con il parere contrario della Commissione e del Governo e della V Commissione.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 91).

Il 18.036 Fabrizio Di Stefano è ritirato.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18-bis.1 Castiello, con il parere contrario della Commissione e del Governo e della V Commissione.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

Revoco la votazione.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Pellegrino. Ne ha facoltà.

SERENA PELLEGRINO. Chiedo venia. Al 18.031 il nostro gruppo parlamentare vota favorevolmente.

PRESIDENTE. Però non mi faccia interrompere una votazione, me lo può dire anche dopo, onorevole Pellegrino. Va bene, prendiamo atto.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18-bis.1 Castiello, con il parere contrario della Commissione e del Governo e della V Commissione.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 92).

Dovremmo ora passare all'emendamento Mariani 18-bis.100 (versione corretta) del quale la Presidenza si era riservata di valutare l'ammissibilità. La Presidenza non ritiene di ammetterlo all'esame e al voto dell'Assemblea, ai sensi degli articoli 86, comma 1, e 96-bis, comma 7, del Regolamento, essendo tale emendamento volto ad estendere gli interventi urgenti che l'articolo 18-bis prevede per gli eventi atmosferici del mese di gennaio 2017 limitatamente alle regioni già colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017 alle altre situazioni di emergenza conseguenze degli eventi atmosferici verificatisi su tutto il territorio nazionale.

Passiamo dunque alla votazione dell'emendamento 18-bis.2 Castiello.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mariani. Ne ha facoltà.

RAFFAELLA MARIANI. Grazie, Presidente, solo se per sottolineare e far presente al Governo che questo emendamento riguardava altri territori del nostro Paese colpiti dagli eventi meteorologici per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza fino al 31 gennaio 2017. In questo senso chiederemmo al Governo di esprimere un intendimento di poter venire incontro anche ai territori che hanno avuto questi casi di emergenza.

PRESIDENTE. Il Governo?

PAOLA DE MICHELI, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Io confermo che l'applicazione delle norme della legge di stabilità per il 2016 dal comma 422 e seguenti, che abbiamo utilizzato in questo decreto per il maltempo che ha colpito l'Abruzzo nel mese di gennaio, sono assolutamente vigenti anche per tutti gli altri stati d'emergenza nazionali dichiarati dal Consiglio dei ministri. Pertanto attraverso il meccanismo…

PRESIDENTE. Onorevole sottosegretario, la ringrazio per la precisazione. Immagino che lei accolga la richiesta dell'onorevole di occuparsene eventualmente con un altro atto che vedremo dopo.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18-bis.2 Castiello, con parere contrario della relatrice, del Governo e della V Commissione.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 93).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 18-quater.0100 Rampelli, con parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 94).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18-octies.100 Rampelli, con parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 95).

L'emendamento 18-novies.1 Fabrizio Di Stefano è ritirato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 18-decies.106 Fabrizio Di Stefano. È ritirato? A noi risulta ritirato. Questo è ritirato? Sì.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18-decies.100 Castiello, con parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 96).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 18-decies.101 Colletti.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

ANDREA COLLETTI. Grazie, Presidente, siamo arrivati agli emendamenti che intendono inserire alcuni comuni che hanno subito notevoli danni a seguito dei terremoti non solo di gennaio, ma anche di ottobre e di agosto e che non vennero inserite, all'epoca, negli allegati 1 e 2 del decreto-legge n. 189 del 2016.

Ora io vorrei far presente sia al Governo che alla relatrice che alcuni di questi comuni erano stati inseriti anche in una decisione presa dal consiglio regionale abruzzese già da dicembre, quindi già a seguito della pubblicazione del decreto-legge n. 189 e che gli stessi comuni sono stati oltretutto danneggiati anche dal successivo sisma il 18 gennaio 2017.

In particolare e stranamente nel nuovo diciamo cratere allargato dagli emendamenti in Commissione, sono stati saltati a piè pari due comuni della provincia di Teramo, Basciano e Penna Sant'Andrea, ed è stato inserito in realtà un comune facente parte del cratere che si trova successivamente agli stessi comuni, come se il terremoto avesse deciso all'epoca di saltare proprio la popolazione di due comuni e concentrarsi solo sul comune precedente e sul comune successivo a questi due comuni.

Capisce bene, sottosegretario, la follia di questo intendimento.

Io già in Commissione avevo chiesto a lei la possibilità di avere la lettera presentata dal subcommissario, nonché presidente della giunta regionale abruzzese, in cui chiedeva l'inclusione di alcuni comuni, per verificare se lo stesso presidente D'Alfonso avesse voluto includere questi comuni nella sua segnalazione al Presidente Gentiloni.

A tutt'oggi ancora noi deputati, noi Camera dei deputati non abbiamo avuto accesso a questa documentazione e mi chiedo in questo caso perché il Governo non la vuole far vedere.

Ma soprattutto vorrei capire, almeno dal sottosegretario, considerato che avete trovato 4 milioni di euro per Casa Italia, come non riuscite a trovare dei fondi per inserire non dico tutti, ma almeno 2 comuni, ovvero 4.000 abitanti - di cui il 9 per cento sono sfollati, sono considerati sfollati, non si trovano più lì, ma sono sulla costa ospitati a spese anche del comune - come riuscite a non trovare i soldi per 4000 persone?

Ora, se il Governo non riesce a trovare fondi per 4.000 persone, io ritengo che questo Governo magari se ne dovrebbe anche andare a casa, perché vuol dire che l'Italia è fallita a non trovare soldi per 4.000 persone.

Io spero, sottosegretario, che se ne renda conto e io vorrei capire i motivi politici per non inserire questi due comuni.

Non vorrei che il motivo fosse quello che questi due comuni non fanno parte della maggioranza attualmente al Governo della regione Abruzzo e della medesima maggioranza attualmente al Governo dell'Italia, perché questo sarebbe ancora gravissimo; sarebbe certificare con una legge la protervia del potere politico nei confronti delle piccole amministrazioni, magari di liste civiche che cercano di lavorare a beneficio dei loro cittadini.

Io credo, sottosegretario, che almeno questi due comuni, queste 4.000 persone, queste due comunità si meritano una risposta da parte sia del Governo o anche della relatrice.

Sono persone che sono sfollate, sono persone che chiedono un aiuto alle istituzioni governative.

Io, come tutti i cittadini, ci aspettiamo una risposta (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Stefano. Ne ha facoltà.

FABRIZIO DI STEFANO. Grazie Presidente, anche per aver indovinato questa volta finalmente il mio nome.

Approfitto di questo emendamento per parlare sull'allargamento del cratere e quindi non interverrò su tutti i successivi che portano la mia firma, perché è questo il nodo o uno dei nodi di questo provvedimento e di questo articolo in particolare.

Vede, quando in Commissione, su precisa sollecitazione delle opposizioni, ci viene detto che il criterio dell'allargamento è stato dettato dai rispettivi presidenti di regione e dalle loro richieste, in particolar modo quello dell'Abruzzo, che evidentemente, contravvenendo a quello che aveva…

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Di Stefano, scusi: no colleghi, proprio non è possibile! Prego.

FABRIZIO DI STEFANO. …evidentemente, anche andando contro quello che aveva annunciato pubblicamente, anzi votato in consiglio regionale - un consiglio straordinario ad hoc - e che invece, rimodulato in questa formula, ci preoccupa. Ci preoccupa perché il presidente della regione Abruzzo dovrebbe dire con quali criteri di valutazione popolazioni con realtà - parliamo di comuni certo di poche centinaia di abitanti – con financo il 10 per cento della popolazione che è sfollata per le calamità, non rientrano e, anche a guardarla orograficamente e geograficamente, la cartina di quella parte d'Abruzzo non si capisce come al centro di questo cratere alcuni comuni non trovino posto.

Così come ce lo dovrebbe spiegare chi, facente parte di questo Governo, è venuto nei giorni scorsi, in alcuni di questi comuni, a sbandierare il proprio impegno e la propria responsabilità e i futuri meriti che poi diventano oggi, con questo atto, demeriti, perché avrebbe certamente garantito l'allargamento del cratere anche a queste altre realtà e ad una in particolare.

Ebbene, io credo che poi quella sottosegretaria che è venuta a fare queste promesse dovrebbe venire anche qui, a tenere fede al suo impegno e a dare manforte a chi oggi rappresenta il Governo e deve sentirsi giustamente criticata dalle opposizioni che vedono questo mancato impegno.

E allora su questo noi chiediamo il voto, perché è chiaro che bisogna assumersi tutte le responsabilità. È stato detto che la nuova delimitazione è stata fatta recependo le indicazioni del presidente della regione: bene, ne prendiamo atto, non abbiamo documentazione che ci conferma tecnicamente i metodi da lui usati, ma ne prendiamo atto lo stesso; ma si prenda anche atto che c'è una ben precisa assunzione di responsabilità da parte di coloro che in Abruzzo avevano detto una cosa, e qui stanno facendo l'esatto opposto (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Il Popolo della Libertà-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Castiello. Ne ha facoltà.

GIUSEPPINA CASTIELLO. Presidente, anch'io intervengo su questo emendamento, e non lo faccio sui successivi, che portano la mia firma e che in pratica elencano i comuni che non sono rientrati nel cratere. Restiamo fortemente perplessi rispetto a questo dato, perché come dicevano i colleghi che mi hanno preceduta poc'anzi, si tratta di comuni piccoli, si tratta di pochi abitanti: non stiamo parlando di milioni di abitanti! E allora è vero, si trovano risorse economiche per finanziare Casa Italia, per creare un carrozzone, e poi non si dà risposta alle esigenze di questi comuni, di questi cittadini, che fino ad oggi, fino a stamane hanno cercato, hanno sollecitato, hanno chiamato i gruppi parlamentari e hanno cercato un contatto con il Governo per dire: non ci abbandonate, non siamo cittadini di serie B. Invece è quello che ha fatto il Governo.

Non ci è nota, o meglio ci è stata nascosta, la lettera inviata da parte del presidente della regione Abruzzo. Noi vogliamo capire, e andremo fino in fondo su questa vicenda, con quale criterio, con quale principio sono stati inseriti i comuni precedenti: che hanno legittimità, per carità, però non è possibile che poi ne restino al di fuori altri, che in questo momento vivono le stesse condizioni di disagio, di sofferenza, di crisi finanziaria ed economica. Gente che non ha una casa, non ha un lavoro, che vive nella crisi più totale rispetto anche alle attività che portavano avanti prima, ed oggi vengono trattati come cittadini di serie B, estrapolati da questo cratere, dall'allagamento del cratere, attraverso l'azione del Governo, che probabilmente è stata orientata da un punto di vista semplicemente politico, senza tenere conto invece delle esigenze dei cittadini e senza voler dare una risposta; perché prima di arrivare all'approvazione oggi di questo decreto-legge (e lo ripeto), sono stati in tanti coloro i quali hanno inviato e-mail, hanno cercato un dialogo, un confronto con il Governo, ma il Governo è stato sordo, ha preferito a questo punto non dare una risposta alle legittime esigenze e problematiche di questi cittadini, ma ha preferito con un colpo basso, un colpo di mano presentare l'emendamento in cui si vanno a sperperare risorse economiche e finanziarie che potevano invece servire per questi territori.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 18-decies.101, con il parere contrario della Commissione e del Governo e su cui la V Commissione ha espresso parere contrario.

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 97).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Melilla 18-decies.102.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Melilla. Ne ha facoltà.

GIANNI MELILLA. Presidente, brevemente, su questo emendamento abbiamo già discusso ieri…

PRESIDENTE. Scusi un attimo, onorevole Melilla. Chiedo scusa, accanto all'onorevole che sta proprio lì, si potessimo abbassare un po'… Prego.

GIANNI MELILLA. Su questi emendamenti abbiamo discusso anche ieri, e abbiamo registrato una volontà negativa da parte del Governo. Io mi limito soltanto a dire che questi paesi hanno avuto gli stessi danni di paesi che sono stati inseriti nel cratere sismico, e a loro non appare razionale e giusta la scelta che il Parlamento in questo momento sta facendo. Spero in un ravvedimento operoso, perché ci sono le possibilità per aiutare, magari con altri strumenti legislativi, questi paesi. Ritengo comunque un'ingiustizia il fatto che non siano stati inseriti nel cratere sismico.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18-decies.102 Melilla, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 98).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18-decies.1 Fabrizio Di Stefano, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 99).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18-decies.15 Castiello, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 100).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18-decies.19 Fabrizio Di Stefano, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 101).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 18-decies.20 Fabrizio Di Stefano, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 102).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti 18-decies.10 Colletti, 18-decies.11 Fabrizio Di Stefano, 18-decies.13 Castricone e 18-decies.104 Castiello.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

ANDREA COLLETTI. Presidente, mi dispiace dover parlare di questo emendamento qui a quest'ora, e magari anche disturbare l'Aula e il Governo. Con questo emendamento chiediamo l'inserimento all'interno degli allegati - quindi, in realtà, all'interno di quello che è un cratere sismico - del comune di Penne, un comune di 12.000 abitanti.

Vorrei far comprendere al sottosegretario e alla relatrice che parliamo di un comune nel quale, ad esempio, un istituto superiore, il “G. Marconi” è inagibile, dove gli studenti non possono andare a lezione, anzi sono costretti ad andare a lezione in locali diversi, divisi in mattina e pomeriggio, come se fossero davvero - come sono - un'area terremotata. Ora, non far rientrare un comune nel quale una scuola è del tutto inagibile a causa del terremoto, dove gli studenti sono costretti a non poter fare lezioni nella loro scuola e dover differenziare addirittura gli orari fa comprendere come né il Governo né la maggioranza abbiano compreso l'entità del terremoto nella vita quotidiana di quelle comunità, e questa è un'assunzione di responsabilità, anzi, di irresponsabilità di questa maggioranza e del Governo. Ed esigenze di bilancio non possono essere prese come una scusa, quando, in realtà, si mettono soldi su altri capitoli non necessari. Ritengo che una scuola e il futuro di questi ragazzi siano molto più necessari che dare un lavoro, magari, a dirigenti chiamati direttamente dallo stesso Governo per piazzare delle persone che, magari, non hanno potuto avere altri incarichi politici a seguito del referendum del 4 dicembre (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 18-decies.10 Colletti, 18-decies.11 Fabrizio Di Stefano, 18-decies.13 Castricone e 18-decies.104 Castiello, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 103).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 18-decies.16 Fabrizio Di Stefano e 18-decies.105 Castiello, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 104).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 18-decies.8 Castiello e 18-decies.9 Fabrizio Di Stefano, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

      Dichiaro aperta la votazione.

      (Segue la votazione).

      Dichiaro chiusa la votazione.

      La Camera respinge (Vedi votazione n. 105).

Rimane, infine, accantonato l'articolo aggiuntivo Baldelli 18-decies.0100, che, come la Presidenza ha già ricordato, è stato riammesso al voto in questa seduta.

Interrompiamo, a questo punto, l'esame del provvedimento, che riprenderà nelle seduta di domani a partire dalle 9,30.

Modifica nella denominazione e nella composizione di un gruppo parlamentare.

PRESIDENTE. Comunico che il presidente del gruppo parlamentare Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà, con lettera pervenuta in data odierna, ha reso noto che l'assemblea del gruppo, in data 21 marzo 2017, ha deliberato di modificare la denominazione dello stesso gruppo in “Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà-Possibile”.

Comunico, altresì, che, con lettere pervenute in data odierna, i deputati Beatrice Brignone, Luca Pastorino, Andrea Maestri e Giuseppe Civati, già iscritti al gruppo parlamentare Misto, hanno chiesto di aderire al gruppo parlamentare Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà-Possibile. La presidenza di tale gruppo, con lettere pervenute in pari data, ha comunicato di aver accolto le richieste.

Ordine del giorno della seduta di domani.

PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della seduta di domani.

      Giovedì 23 marzo 2017, alle 9,30:

1.      Seguito della discussione del disegno di legge:

Conversione in legge del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8, recante nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017        (C. 4286-A)

Relatrice: BRAGA.

2.      Seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge:

MANTERO ed altri; LOCATELLI ed altri; MURER ed altri; ROCCELLA ed altri; NICCHI ed altri; BINETTI ed altri; CARLONI ed altri; MIOTTO ed altri; NIZZI ed altri; FUCCI ed altri; CALABRO' e BINETTI; BRIGNONE ed altri; IORI ed altri; MARZANO; MARAZZITI ed altri; SILVIA GIORDANO ed altri: Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento. (C. 1142-1298-1432-2229-2264-2996-3391-3561-3584-3586-3596-3599-3630-3723-3730-3970-A)

Relatori: LENZI, per la maggioranza; CALABRÒ, di minoranza.

3.      Seguito della discussione del disegno di legge:

S. 2036 - Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Slovenia sulla linea del confine di Stato nel tratto regimentato del torrente Barbucina/Čubnica nel settore V del confine, fatto a Trieste il 4 dicembre 2014 (Approvato dal Senato) (C. 4109)

Relatore: GIANNI FARINA.

4.      Seguito della discussione della proposta di legge:

S. 116-273-296-394-546 – D'INIZIATIVA DEI SENATORI: PALMA; ZANETTIN ed altri; BARANI; CASSON ed altri; CALIENDO ed altri: Disposizioni in materia di candidabilità, eleggibilità e ricollocamento dei magistrati in occasione di elezioni politiche e amministrative nonché di assunzione di incarichi di governo nazionale e negli enti territoriali (Approvata, in un testo unificato, dal Senato) (C. 2188-A)

e delle abbinate proposte di legge: DAMBRUOSO ed altri; COLLETTI ed altri (C. 1442-2770)

Relatori: MARCO DI MAIO (per la I Commissione) e VERINI (per la II Commissione), per la maggioranza; SISTO, di minoranza.

5.      Seguito della discussione delle mozioni Lupi ed altri n. 1-01525, Palese ed altri n. 1-01545, Sorial ed altri n. 1-01546, Franco Bordo ed altri n. 1-01548, Allasia ed altri n. 1-01550 e Marcon ed altri n. 1-01555 concernenti iniziative volte all'estensione dei cosiddetti poteri speciali del Governo al fine di salvaguardare gli assetti proprietari delle aziende italiane di rilevanza strategica.

6.      Seguito della discussione della proposta di legge:

ZAMPA ed altri: Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati (Approvata dalla Camera e modificata dal Senato) (C. 1658-B)

Relatrice: POLLASTRINI.

7.      Seguito della discussione delle mozioni Dell'Aringa, Palladino ed altri n. 1-01319, Cominardi ed altri n. 1-01533, Palese ed altri n. 1-01534, Sberna ed altri n. 1-01535, Placido ed altri n. 1-01538, Simonetti ed altri n. 1-01539, Rizzetto ed altri n. 1-01541 e Francesco Saverio Romano ed altri n. 1-01543 concernenti iniziative in materia di politiche attive del lavoro, con particolare riferimento al potenziamento dei centri per l'impiego.

8.      Seguito della discussione delle mozioni Santerini, Cimbro, Scopelliti ed altri n. 1-01435, Altieri ed altri n. 1-01536, Molteni ed altri n. 1-01537, Quartapelle Procopio, Monchiero, Locatelli ed altri n. 1-01547 e Rampelli ed altri n. 1-01554 concernenti iniziative volte all'identificazione dei migranti deceduti nella traversata del Mediterraneo.

La seduta termina alle 22,20.

SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Nel corso della seduta sono pervenute le seguenti segnalazioni in ordine a votazioni qualificate effettuate mediante procedimento elettronico (vedi Elenchi seguenti):

      nelle votazioni nn. 1 e 2 il deputato De Rosa ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole;

      nelle votazioni n. 2 e 76 il deputato Cassano ha segnalato che è riuscito ad esprimere voto contrario;

      nelle votazioni nn. 2, 18 ,19 e dalla n. 78 alla n. 81, il deputato Falcone ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;

      nelle votazioni nn. 7, 39 e 79 la deputata Antezza ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario;

      nella votazione n. 8 la deputata Sgambato ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto favorevole;

      nelle votazioni nn. 11 e 12 il deputato Piepoli ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;

      nella votazione n. 15 il deputato Sani ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;

      nelle votazioni nn. 17 e 31 il deputato Pesco ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole;

      nella votazione n. 28 la deputata Morani ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario;

      nelle votazioni nn. 28, 33 e 34 il deputato Busto ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole;

      nella votazione n. 31 il deputato De Mita ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;

      nelle votazioni n. 33, 81, 89 e 105 il deputato Rampi ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;

      nelle votazioni dalla n. 33 e alla n. 74 e nn. 82 e 83 il deputato Gutgeld ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;

      nella votazione n. 34 il deputato Aiello ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;

      nella votazione n. 40 il deputato Corsaro ha segnalato che non è riuscito ad astenersi dal voto;

      nelle votazioni nn. 42 e 105 la deputata Tartaglione ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario;

      nella votazione n. 47 il deputato Cassano ha segnalato che ha votato erroneamente contrario;

      nella votazione n. 47 le deputate Tartaglione e Covello hanno segnalato che non sono riuscite ad esprimere voto favorevole;

      nella votazione n. 48 il deputato Bianconi ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole;

      nelle votazioni nn. 48 e 49 la deputata Covello ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto favorevole;

      nelle votazioni nn. 48, 57 e 58 il deputato Matarrese ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;

      nelle votazioni nn. 56, 57, 89, 96 e 97 il deputato Manfredi ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;

      nelle votazioni nn. 56, 75 e 98 la deputata Bonomo ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario;

      nella votazione n. 84 il deputato Sibilia ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;

      nella votazione n. 86 il deputato Vargiu ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;

      nella votazione n. 95 il deputato Molea ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;

      nella votazione n. 103 la deputata Gribaudo ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario;

      nella votazione n. 105 la deputata Malisani ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario.

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE MEDIANTE PROCEDIMENTO ELETTRONICO

INDICE ELENCO N. 1 DI 9 (VOTAZIONI DAL N. 1 AL N. 13)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
1 Nominale Ddl 4286-A - em. 7.15 414 414 0 208 165 249 99 Resp.
2 Nominale em. 7.13, 7.22 424 404 20 203 139 265 96 Resp.
3 Nominale em. 7.100 421 421 0 211 156 265 96 Resp.
4 Nominale em. 7.14 426 426 0 214 169 257 96 Resp.
5 Nominale em. 7.16 425 425 0 213 79 346 96 Resp.
6 Nominale em. 7-bis.100 433 433 0 217 432 1 96 Appr.
7 Nominale em. 7-bis.102 423 423 0 212 171 252 96 Resp.
8 Nominale em. 7-bis.104, 7-bis.106 426 426 0 214 423 3 94 Appr.
9 Nominale em. 7-bis.107 427 427 0 214 178 249 94 Resp.
10 Nominale em. 8.1, 8.5 431 431 0 216 67 364 94 Resp.
11 Nominale em. 8.2 437 436 1 219 172 264 94 Resp.
12 Nominale em. 8.4, 8.100 440 440 0 221 172 268 94 Resp.
13 Nominale em. 9.9, 9.100 431 356 75 179 94 262 94 Resp.

F = Voto favorevole (in votazione palese). - C = Voto contrario (in votazione palese). - V = Partecipazione al voto (in votazione segreta). - A = Astensione. - M = Deputato in missione. - T = Presidente di turno. - P = Partecipazione a votazione in cui é mancato il numero legale. - X = Non in carica.
Le votazioni annullate sono riportate senza alcun simbolo. Ogni singolo elenco contiene fino a 13 votazioni. Agli elenchi é premesso un indice che riporta il numero, il tipo, l'oggetto, il risultato e l'esito di ogni singola votazione.

INDICE ELENCO N. 2 DI 9 (VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 26)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
14 Nominale em. 9.101 424 328 96 165 68 260 94 Resp.
15 Nominale em. 9.10 430 427 3 214 165 262 94 Resp.
16 Nominale em. 9.11 431 431 0 216 169 262 94 Resp.
17 Nominale em. 9.12 434 434 0 218 171 263 94 Resp.
18 Nominale em. 9.13 433 430 3 216 178 252 91 Resp.
19 Nominale art. agg. 9.02 430 429 1 215 179 250 91 Resp.
20 Nominale art. agg. 9.03 440 438 2 220 178 260 92 Resp.
21 Nominale em. 10.21 445 443 2 222 182 261 91 Resp.
22 Nominale em. 10.109 439 437 2 219 160 277 91 Resp.
23 Nominale em. 10.106 436 425 11 213 147 278 91 Resp.
24 Nominale em. 10.12 435 414 21 208 155 259 91 Resp.
25 Nominale em. 10.19, 10.100 441 440 1 221 186 254 91 Resp.
26 Nominale em. 10.15, 10.101 445 444 1 223 184 260 91 Resp.


INDICE ELENCO N. 3 DI 9 (VOTAZIONI DAL N. 27 AL N. 39)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
27 Nominale em. 10.23 442 441 1 221 180 261 91 Resp.
28 Nominale em. 10.102 418 417 1 209 171 246 92 Resp.
29 Nominale em. 10.110 444 443 1 222 180 263 91 Resp.
30 Nominale em. 10.22 440 439 1 220 181 258 91 Resp.
31 Nominale em. 10.16, 10.103 441 440 1 221 177 263 91 Resp.
32 Nominale art. agg. 10.0100 451 414 37 208 146 268 91 Resp.
33 Nominale em. 11-ter.52 449 423 26 212 78 345 90 Resp.
34 Nominale em. 11-ter.102 451 349 102 175 83 266 90 Resp.
35 Nominale em. 11-ter.103 444 443 1 222 154 289 90 Resp.
36 Nominale art. agg. 11-ter.0100 443 443 0 222 185 258 90 Resp.
37 Nominale em. 12.105 445 371 74 186 110 261 90 Resp.
38 Nominale em. 12.104 444 443 1 222 185 258 90 Resp.
39 Nominale art. agg. 12.0100 438 438 0 220 185 253 90 Resp.


INDICE ELENCO N. 4 DI 9 (VOTAZIONI DAL N. 40 AL N. 52)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
40 Nominale em. 13.12 437 436 1 219 184 252 90 Resp.
41 Nominale em. 13.10 444 341 103 171 83 258 90 Resp.
42 Nominale em. 13.11 438 412 26 207 158 254 90 Resp.
43 Nominale em. 13.101 439 438 1 220 157 281 90 Resp.
44 Nominale em. 13.102 442 441 1 221 159 282 90 Resp.
45 Nominale em. 13.9 414 412 2 207 150 262 89 Resp.
46 Nominale em. 14.5 421 420 1 211 179 241 89 Resp.
47 Nominale em. 14.100 427 426 1 214 423 3 89 Appr.
48 Nominale em. 14.101 428 427 1 214 181 246 89 Resp.
49 Nominale art. agg. 14.0100 428 340 88 171 94 246 89 Resp.
50 Nominale em. 15.11 432 429 3 215 171 258 90 Resp.
51 Nominale em. 15.12 429 427 2 214 168 259 90 Resp.
52 Nominale em. 15.13 430 428 2 215 173 255 90 Resp.


INDICE ELENCO N. 5 DI 9 (VOTAZIONI DAL N. 53 AL N. 65)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
53 Nominale em. 15.4 434 431 3 216 175 256 90 Resp.
54 Nominale em. 15.2 442 441 1 221 181 260 90 Resp.
55 Nominale em. 15.700 439 438 1 220 433 5 90 Appr.
56 Nominale em. 15.102 424 424 0 213 175 249 90 Resp.
57 Nominale art. agg. 15.027 433 361 72 181 108 253 90 Resp.
58 Nominale art. agg. 15.012, 15.015 428 428 0 215 179 249 90 Resp.
59 Nominale art. agg. 15.0200 416 416 0 209 175 241 90 Resp.
60 Nominale art. agg. 15.028 412 406 6 204 163 243 90 Resp.
61 Nominale art. agg. 15.0401, 15.0402 419 419 0 210 173 246 90 Resp.
62 Nominale art. agg. 15.029 423 308 115 155 60 248 90 Resp.
63 Nominale art. agg. 15.030 424 336 88 169 86 250 90 Resp.
64 Nominale art. agg. 15.014, 15.021, 15.0100 423 423 0 212 172 251 91 Resp.
65 Nominale art. agg. 15.017 420 389 31 195 135 254 91 Resp.


INDICE ELENCO N. 6 DI 9 (VOTAZIONI DAL N. 66 AL N. 78)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
66 Nominale art. agg. 15.013 419 389 30 195 133 256 91 Resp.
67 Nominale art. agg. 15.031 411 296 115 149 56 240 91 Resp.
68 Nominale art. agg. 15.018 410 399 11 200 130 269 91 Resp.
69 Nominale em. 18.100 407 407 0 204 173 234 91 Resp.
70 Nominale em. 18.33, 18.34 407 406 1 204 164 242 91 Resp.
71 Nominale em. 18.600 410 410 0 206 382 28 91 Appr.
72 Nominale em. 18.102 415 342 73 172 97 245 91 Resp.
73 Nominale em. 18.38 408 408 0 205 91 317 91 Resp.
74 Nominale em. 18.36 405 405 0 203 163 242 91 Resp.
75 Nominale em. 18.39 396 396 0 199 162 234 91 Resp.
76 Nominale em. 18.40 389 292 97 147 62 230 91 Resp.
77 Nominale em. 18.27 394 293 101 147 58 235 91 Resp.
78 Nominale em. 18.44, 18.107 398 322 76 162 87 235 91 Resp.


INDICE ELENCO N. 7 DI 9 (VOTAZIONI DAL N. 79 AL N. 91)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
79 Nominale em. 18.47 396 312 84 157 48 264 91 Resp.
80 Nominale em. 18.49 392 321 71 161 57 264 91 Resp.
81 Nominale em. 18.48 389 316 73 159 55 261 91 Resp.
82 Nominale subem. art. agg. 0.18.0500.2 342 335 7 168 131 204 90 Resp.
83 Nominale subem. art. agg. 0.18.0500.1 rif. 367 293 74 147 254 39 90 Appr.
84 Nominale art. agg. 18.0500 339 329 10 165 196 133 90 Appr.
85 Nominale art. agg. 18.037, 18.0101 340 340 0 171 64 276 90 Resp.
86 Nominale art. agg. 18.035, 18.0102 338 338 0 170 120 218 90 Resp.
87 Nominale art. agg. 18.029 343 263 80 132 44 219 90 Resp.
88 Nominale art. agg. 18.0110 352 282 70 142 38 244 90 Resp.
89 Nominale art. agg. 18.090 342 252 90 127 36 216 90 Resp.
90 Nominale art. agg. 18.091 354 321 33 161 32 289 90 Resp.
91 Nominale art. agg. 18.031 351 281 70 141 58 223 90 Resp.


INDICE ELENCO N. 8 DI 9 (VOTAZIONI DAL N. 92 AL N. 104)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
92 Nominale em. 18-bis.1 356 356 0 179 132 224 90 Resp.
93 Nominale em. 18-bis.2 354 263 91 132 42 221 90 Resp.
94 Nominale art. agg. 18-quater.0100 352 267 85 134 24 243 90 Resp.
95 Nominale em. 18-octies.100 346 264 82 133 24 240 90 Resp.
96 Nominale em. 18-decies.100 353 353 0 177 131 222 90 Resp.
97 Nominale em. 18-decies.101 341 340 1 171 127 213 90 Resp.
98 Nominale em. 18-decies.102 340 340 0 171 133 207 90 Resp.
99 Nominale em. 18-decies.1 338 338 0 170 131 207 90 Resp.
100 Nominale em. 18-decies.15 344 344 0 173 131 213 90 Resp.
101 Nominale em. 18-decies.19 338 337 1 169 130 207 90 Resp.
102 Nominale em. 18-decies.20 345 344 1 173 130 214 90 Resp.
103 Nominale em. 18-decies.10, 11, 13, 104 345 343 2 172 131 212 90 Resp.
104 Nominale em. 18-decies.16, 105 342 341 1 171 129 212 90 Resp.


INDICE ELENCO N. 9 DI 9 (VOTAZIONI DAL N. 105 AL N. 105)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
105 Nominale em. 18-decies.8, 9 326 326 0 164 122 204 90 Resp.