Camera dei deputati

Vai al contenuto

Sezione di navigazione

Menu di ausilio alla navigazione

MENU DI NAVIGAZIONE PRINCIPALE

Vai al contenuto

Per visualizzare il contenuto multimediale è necessario installare il Flash Player Adobe

Resoconti stenografici delle indagini conoscitive

Vai all'elenco delle sedute >>

XVII Legislatura

Commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale

Resoconto stenografico



Seduta antimeridiana n. 54 di Giovedì 3 novembre 2016

INDICE

Sulla pubblicità dei lavori:
Di Gioia Lello , Presidente ... 2 

INDAGINE CONOSCITIVA SULLA GESTIONE DEL RISPARMIO PREVIDENZIALE DA PARTE DEI FONDI PENSIONE E CASSE PROFESSIONALI, CON RIFERIMENTO AGLI INVESTIMENTI MOBILIARI E IMMOBILIARI, E TIPOLOGIA DELLE PRESTAZIONI FORNITE, ANCHE NEL SETTORE ASSISTENZIALE

Audizione del ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti.
Di Gioia Lello , Presidente ... 2 ,
Poletti Giuliano , ministro del lavoro e delle politiche sociali ... 2 ,
Di Gioia Lello , Presidente ... 4 ,
Di Salvo Titti (PD)  ... 4 ,
Puglia Sergio  ... 5 ,
Galati Giuseppe (SCCI-MAIE)  ... 6 ,
Santini Giorgio  ... 6 ,
Di Gioia Lello , Presidente ... 6 ,
Poletti Giuliano , ministro del lavoro e delle politiche sociali ... 6 ,
Di Gioia Lello , Presidente ... 8

Testo del resoconto stenografico
Pag. 2

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE
LELLO DI GIOIA

  La seduta comincia alle 14.15.

  (La Commissione approva il processo verbale della seduta precedente).

Sulla pubblicità dei lavori.

  PRESIDENTE. Avverto che, se non vi sono obiezioni, la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche attraverso l'attivazione di impianti audiovisivi a circuito chiuso.

  (Così rimane stabilito).

Audizione del ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti.

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla gestione del risparmio previdenziale da parte dei fondi pensione e casse professionali, con riferimento agli investimenti mobiliari e immobiliari, e tipologia delle prestazioni fornite, anche nel settore assistenziale, l'audizione del ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, la cui illustrazione riguardante soprattutto le questioni della governance dell'INPS sarà abbastanza veloce per i tempi molto ristretti, poiché il ministro deve anche presenziare al question time di quest'oggi.
  Ministro, le cedo subito la parola, in modo che lei possa rapidamente offrirci un quadro illustrativo, dopodiché i colleghi le faranno alcune domande.

  GIULIANO POLETTI, ministro del lavoro e delle politiche sociali. Credo che si possa partire da alcune considerazioni che sono un po’ la storia recente delle vicende dell'Istituto, che sono in primo luogo la risultante dell'incorporazione di INPDAP ed ENPALS, disposte con decreto-legge n. 201 del 2011.
  A questo proposito, va detto che le aggregazioni disposte per finalità di maggiore efficienza e di economicità gestionale nel sistema previdenziale pubblico non hanno ancora pienamente raggiunto i loro obiettivi, nel senso che si sono fatte queste scelte, ma da quella decisione alla concreta attuazione ed effettiva realizzazione di quei processi ci sono ancora dei percorsi in atto, che in qualche modo motivano anche le ipotesi di riordino organizzativo e funzionale proprio figlie di quelle decisioni.
  A questo proposto, possiamo ricordare che l'attuale modello di governance dell'Istituto nasce dallo stesso decreto-legge n. 78 del 2010, che ha soppresso il consiglio di amministrazione, concentrandone le funzioni e le competenze in capo al presidente, che è diventato organo monocratico.
  Da questo punto di vista, e quindi sul tema della governance, è intenzione del Governo, peraltro in linea con quanto previsto e proposto da diversi disegni di legge oggi già depositati in Parlamento, riconsiderare questo modello di governance con la volontà di reintrodurre il consiglio di amministrazione come organo collegiale, la rideterminazione della composizione del consiglio di vigilanza e del collegio sindacale, l'esigenza di riformulare in questo nuovo contesto i compiti del direttore in coerenza con il diverso assetto che deriva dalla presenza del consiglio di amministrazione.
  Naturalmente, questo tipo di volontà deve fare i conti con l'individuazione di un adeguato strumento normativo, che ci consenta di arrivare alla concreta realizzazione Pag. 3 di questa volontà. I testi sono già stati discussi, gli orientamenti sono stati già discussi: il tema vero è trovare una modalità che ci consenta di dare avvio a quest'ipotesi di intervento sull'assetto della governance dell'Istituto.
  Insieme a questo, e in qualche misura in conseguenza, anche con il fine di dare risposta alle criticità esistenti, figlie di questa non completata e non completa realizzazione delle operazioni di incorporazione e di riorganizzazione dell'Istituto, il presidente dell'INPS ha approvato il nuovo regolamento di organizzazione dell'Istituto e lo ha trasmesso ai ministeri vigilanti insieme a un gruppo di altre determine collegate alla determina riferita alla rideterminazione della dotazione organica, l'ordinamento delle funzioni centrali e territoriali, i criteri e le modalità per il conferimento degli incarichi dirigenziali.
  Queste determine, come peraltro ha riportato lo stesso presidente Boeri in questa stessa sede, si pongono alcuni obiettivi principali. Il primo è rappresentato dalla piena ed effettiva unificazione della struttura organizzativa dell'INPS e dei processi di erogazione dei servizi a seguito dell'incorporazione di INPDAP ed ENPALS, al fine di rendere l'Istituto più efficiente e più vicino ai cittadini.
  Il secondo è costituito dal miglioramento dei metodi di selezione del management dell'INPS al fine di valorizzare le professionalità già presenti nell'Istituto e di facilitare l'inserimento di giovani laureati.
  Al proposito, ricordo che il presidente Boeri ha precisato che la riforma è stata ispirata dall'esigenza di introdurre un modello di erogazione dei servizi che prevede la presenza potenziata dell'INPS su tutto il territorio nazionale, ciò in quanto è di primaria importanza migliorare la qualità dei servizi ai cittadini anche mediante una riduzione dei tempi di pagamento delle pensioni e un'uniformità di trattamento nell'ambito delle diverse gestioni INPS, ex INPDAP ed ENPALS, che hanno ancora una diversità di condizione da questo punto di vista. Vanno fortemente ridotte, quindi, le direzioni centrali, mentre aumenteranno, specularmente, quelle territoriali, con il conseguente riallineamento delle posizioni dirigenziali.
  Come noto, il nuovo regolamento di organizzazione, e con esso le delibere collegate, è stato oggetto di rilievi critici da parte del collegio dei sindaci dell'Istituto, del consiglio di indirizzo e vigilanza. A seguito dei rilievi formulati del CIV, il presidente Boeri, con la determinazione n. 100 del 27 luglio 2016, ha proceduto alla correzione di quello che è stato definito un errore materiale presente nel regolamento, consistente nel mancato richiamo all'osservanza da parte del presidente delle linee di indirizzo generale del CIV.
  Tuttavia il CIV, ritenendo che questa correzione non fosse sufficiente, ha deciso di ricorrere al TAR, assumendo che il regolamento di riorganizzazione interviene direttamente sulle prerogative degli organi dell'INPS, modificando l'attuale sistema duale di governance dell'Istituto, basato sulla netta separazione tra le funzioni di indirizzo e controllo, da una parte, e le attività di attuazione e gestione, dall'altra.
  Rispetto a questo tema, la determinazione presidenziale n. 89 e quelle adottate successivamente sono state esaminate, come di competenza, dal Ministero del lavoro, che in qualità di organo vigilante ha formulato le proprie osservazioni e i propri rilievi.
  Le osservazioni tengono conto delle posizioni espresse dal collegio sindacale, dal CIV e sono state condivise con il Ministero dell'economia e delle finanze e il Ministero per la semplificazione e la funzione pubblica.
  In sintesi, le osservazioni che il ministero ha indirizzato all'INPS riguardano l'equilibrio dei rapporti tra presidente e direttore generale, in particolare il potere di proposta di quest'ultimo; le funzioni della commissione prevista nell'ambito delle procedure di nomina dei dirigenti dell'Istituto; alcuni aspetti dalla rideterminazione della dotazione organica delle posizioni dirigenziali.
  In conseguenza, dal ricevimento delle osservazioni pochi giorni fa il presidente dell'INPS ha trasmesso ai ministeri vigilanti tre nuove determine, che presentano Pag. 4modifiche alle determine precedentemente inviate e che tengono conto delle osservazioni e delle valutazioni che il ministero ha inviato.
  A seguito di questo invio, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha attivato un'azione di relazione con Ministero dell'economia e Ministero per la semplificazione e la funzione pubblica, perché la prassi ci chiede di avere una valutazione congiunta di questi elementi. In questi giorni, abbiamo ricevuto le risposte dai ministeri a cui abbiamo chiesto queste valutazioni. Ci apprestiamo, quindi, a consegnare all'INPS le nostre osservazioni conclusive a seguito della modifica delle determine così come l'INPS le ha predisposte dopo l'intervento da parte del ministero.
  Questo è per illustrare sinteticamente lo stato della situazione e l'iter che abbiamo adottato.
  Vorrei solo concludere con un'osservazione di metodo e di modo.
  Il Ministero del lavoro, che è ministero vigilante, ha cercato in tutto questo periodo di sviluppare un confronto con la presidenza dell'Istituto, con il CIV, con gli organi dell'Istituto, nello spirito della leale collaborazione, quindi dello sforzo, per fare in modo che quelle azioni che sono necessarie per rendere più efficace ed efficiente il lavoro dell'Istituto si potessero realizzare.
  Peraltro, rispetto al merito del progetto di riforma, non abbiamo osservazioni significative sui princìpi fondamentali. Cito per tutte la relazione col territorio e l'esigenza di essere più vicini agli utenti. Non abbiamo osservazioni, tanto che quelle del ministero sono più rispetto alle modalità adottate e alla gestione nei sistemi di governance che non riferiti alla sostanza di merito del progetto di riorganizzazione.
  Abbiamo lavorato, quindi, in questo spirito sapendo che abbiamo un compito, che è quello del ministero vigilante, ma pensiamo che il lavoro che svolge un ministero vigilante non sia solo quello di adottare formalmente delle posizioni di merito rispetto a degli atti, ma anche quello di un dialogo, di un confronto che consenta di comprendere le reciproche posizioni e far maturare le condizioni perché l'Istituto lavori al meglio.
  Questo è il quadro della situazione. Noi ci auguriamo, naturalmente, che il lavoro che abbiamo svolto in questa fase di analisi degli elementi, di problematicità presenti nelle determine, e le decisioni di INPS di procedere a modificare in alcune parti queste determine, ci possa consentire di avere alla fine un assetto corrispondente pienamente ai dettati normativi e consenta la possibilità di svolgere appieno all'Istituto la propria funzione.
  Naturalmente, sono a disposizione per le vostre domande e osservazioni.

  PRESIDENTE. Ringrazio il signor ministro.
  Do ora la parola agli onorevoli colleghi che intendano intervenire per porre quesiti o formulare osservazioni.

  TITTI DI SALVO. Ringrazio il ministro per la sua relazione. Si dice sempre puntuale, ma a me sembrata anche molto franca, non paludata, rispetto a un problema, la situazione di conflitto dentro l'INPS, che non nego diventare anche per noi, che siamo Commissione di vigilanza degli enti gestori, complicato ormai da affrontare. Naturalmente, la nostra Commissione non ha il compito istituzionale di dirimere i conflitti all'interno di quell'ente, ma ha la preoccupazione di chi vigila, nel senso di essere tra coloro che garantiscono che l'INPS funzioni bene a tutela della sua missione, quindi il pagamento delle pensioni, oltre al fatto che ormai l'INPS eroga praticamente tutto il welfare che esiste nel Paese. Questo è sicuramente un elemento in più nell'attenzione, nello scrupolo che mette ciascuno nel fare la propria parte.
  Dicevo che la nostra funzione non è quella di dirimere il conflitto. Da questo punto di vista, faccio soltanto due osservazioni.
  Anzitutto – lo diceva, lei, signor ministro – quello che ci troviamo ad affrontare, al di là del sovrappiù che ci si trova in situazioni di conflitto, è un tema oggettivo, ed è quello della governance dell'Istituto. Lei ci ha detto come siamo già a un punto Pag. 5di fattibilità possibile, perché le cose sono chiare, è chiaro l'indirizzo. Peraltro, esiste anche un ormai non più recentissimo, ma importante contributo alla discussione di un accordo tra le parti, in prima fase siglato tra Confindustria, CGIL, CISL e UIL, ma poi successivamente sottoscritto anche da altre rappresentanze datoriali.
  Io penso che insieme i contributi, tutti, possano aiutare a andare rapidamente nella direzione giusta. Dico rapidamente, perché naturalmente anche le cose di cui discutiamo oggi danno il senso della necessità. Quello che aggiungevo prima, e cioè che l'INPS ormai eroga tutto il welfare del Paese, rende molto evidente la necessità – questo io penso – di un consiglio di amministrazione che aiuti a prendere le decisioni giuste e, soprattutto, di una definizione del perimetro e di chi fa che cosa.
  Aggiungo una nota che spesso faccio, ma mi sembra utile a capire. Ho vissuto da presidente del CIV dell'ENPALS una situazione oggettiva di conflitto tra i poteri. È evidente che in assenza di regole certe è veramente necessario un buonsenso che aiuti a dirimere situazioni oggettive di sovrapposizione tra direttore generale, presidente, presidente del CIV.
  Anche in virtù di quest'esperienza, non soltanto in termini teorici generali, l'auspicio che faccio è che si vada rapidamente ad una soluzione. La seconda e ultima osservazione, giacché il tempo è poco, è questa. Per le cose che abbiamo audito e sentito, le osservazioni critiche fatte dal CIV, su cui poi il presidente dell'INPS ha avuto modo di rispondere, ma sentiremo tra poco anche il direttore, non sono legate al merito della riforma organizzativa proposta, ma a una lesione di prerogative.
  Questa cosa, che sottolineo per avvalorare il punto uno, cioè la governance, dà anche però un'idea su come si può risolvere. Se il punto non è il merito, ma una questione di prerogative, forse un approccio differente può aiutare a risolvere il tema.
  Vorrei essere più chiara se non lo sono stata. Altro è se il problema è il merito delle scelte contenute nella riforma organizzativa; altro è se si tratta della lesione delle prerogative e di ristabilirle e sulla base di questo ragionare di merito.

  SERGIO PUGLIA. Sarò breve. Relativamente alla governance, ministro, credo che sia stato fatto nella scorsa legislatura un buon lavoro. Una commissione ha studiato proprio un modello di governance. L'ho letto personalmente e ritengo che sia un buon modello. È un modello partecipato, con una suddivisione dei poteri, e quindi credo che possa essere preso come base di riferimento, una base su cui lavorare.
  Noi siamo molto contenti che l'INPS abbia accolto un invito che ormai da tempo facevamo, ossia quello di essere più prossimi al territorio. Dove ci sono enti locali che offrono, anche gratuitamente, i locali, bisogna assolutamente accettare, stare in prossimità.
  Fondamentalmente, queste sono le due osservazioni circa la governance INPS, ma non posso non ricordare, cogliendo l'occasione della sua presenza, che essendo io membro appunto di questa Commissione di vigilanza e controllo degli enti previdenziali, quindi anche quelli privati, sarebbe opportuno nella prossima finanziaria non dico sostenere un emendamento, che già la scorsa finanziaria abbiamo portato e certamente riproporremo, ma fatelo voi e risolviamo il problema delle ricongiunzioni onerose, per quanto riguarda sia i professionisti sia i lavoratori dipendenti. Non è possibile, soprattutto adesso che è cambiato il lavoro, e ciascuno fa mille lavori, oggi stare con un ente previdenziale, domani con un altro. Non è possibile che poi a fine carriera si debbano anche pagare soldi per vedersi ricongiunti i contributi.
  Un'altra problematica sono i contributi silenti, una problematica seria. Se è vero che gli enti previdenziali privati hanno regole per cui senza cinque anni di anzianità si perde tutto – magari anche l'INPS ha qualcosa del genere – dimentichiamo però che l'INPS eroga le pensioni sociali. Questi enti non erogano le pensioni sociali, per cui i contributi silenti devono essere restituiti ai professionisti, altrimenti devono erogare loro stessi un'indennità simile alla pensione sociale, all'assegno sociale. Diversamente, non c'è parità di trattamento.

Pag. 6

  GIUSEPPE GALATI. Ministro, è evidente che questa discussione, questa vicenda relativa sostanzialmente a uno scontro con i vertici INPS, ci preoccupa soprattutto in un momento cruciale per il riassetto della previdenza, soprattutto perché il Governo è chiamato a varare misure significative. In tal senso, la questione che pongo è questa.
  Nella bozza di legge di bilancio diffusa nelle scorse settimane, con riferimento alle modalità di attuazione della misura cosiddetta Ape sociale, figurava a seguito dell'articolo 34 una norma poi depennata relativa all'opportunità di assunzione straordinaria di unità di personale per attività di informazione proprio sull'uscita anticipata. Nella versione definitiva, quella giunta al Parlamento, questa misura non è confermata.
  In quale misura questo processo di riforma interno ha voluto incidere su questa determinazione? Come ora intende il Governo supportare queste campagne informative necessarie per informare adeguatamente i contribuenti di questa modalità di uscita anticipata?
  Inoltre, ministro, anche se non riguarda la vicenda dell'INPS, avendo avuto questa Commissione l'incarico di esaminare i vari bilanci delle casse previdenziali private, l'occasione è ghiotta per chiedere se c'è da parte vostra – la Commissione si è data un metodo di lavoro – l'esigenza di riordino delle casse previdenziali. Se c'è quest'esigenza, avete immaginato o studiato un eventuale piano organico di riordino di questi enti?

  GIORGIO SANTINI. Chiedo scusa per il ritardo. Forse non ho sentito tutte le cose dette dal ministro sul tema della governance che riprendeva adesso l'onorevole Di Salvo. Mi pare che sia un tema maturo, che va realizzato. Mi pare di aver colto che questo è lo stesso ragionamento che fa anche il ministro. Restano da capire i tempi e gli strumenti. Ho fatto in tempo a sottoscrivere anch'io l'accordo sindacale di cui parlava l'onorevole Di Salvo. Sono tre anni e mezzo che sono in Parlamento.
  I tempi sono importanti. L'Istituto sta vivendo tutte le problematiche che venivano ricordate anche di accorpamenti e nuove problematiche di gestione. Sul tema previdenziale, sulla previdenza, sulla previdenza complementare, le casse private e così via, è fondamentale a mio avviso risolvere il nodo. Se mi sono perso qualcosa della sua illustrazione, me ne scuso. Ci mettiamo a disposizione come Parlamento, in particolare nelle Commissioni che hanno questo compito, per favorire tutto quello che può essere utile per arrivare rapidamente a una soluzione.
  Questo, credo, risolve anche in gran parte la seconda questione che si è posta. Io plaudo a questa metodologia soft di un lavoro di sorveglianza, di ente di controllo in maniera rispettosa, ma anche rigorosa rispetto alle modalità di gestione dell'Istituto, e quindi che la vostra azione porti anche a precisazioni correttive, chiarimenti di fraintendimenti e simili. Dicevamo, quando abbiamo avuto l'audizione con il presidente dell'INPS e con il CIV, che più tardi si arriva alle carte bollate e meglio è. Siccome siamo già arrivati alle carte bollate, vediamo se riusciamo a evitare le conseguenze, perché le carte bollate ne portano altre, ne portano altre in Italia e non finisce più.
  La domanda si incentra attorno a questo tema della governance. Naturalmente, sulla parte che anche i colleghi hanno affrontato, ma non so se sia oggi l'occasione, delle politiche previdenziali, c'è molta attenzione. Effettivamente, già la scorsa legge di stabilità aveva aperto finalmente un capitolo sulla previdenza. Questa legge di bilancio, come si dice adesso, mi pare abbia una corposa serie di provvedimenti, in grandissima parte molto importanti. Faremo di tutto perché questo percorso anche parlamentare aiuti a dare a questi provvedimenti un esito positivo, com'è nelle aspettative di tutti, penso prima di tutto del Ministero del lavoro.

  PRESIDENTE. Do la parola al ministro per la replica.

  GIULIANO POLETTI, ministro del lavoro e delle politiche sociali. Vi ringrazio per le osservazioni e le valutazioni. Pag. 7
  Io credo che possiamo affrontare la situazione a partire da un primo tema, che credo trovi una larga condivisione: questa vicenda dell'esigenza di revisionare, rivedere, riconsiderare la governance dell'Istituto. Ci sono materiali. Dall'accordo tra le parti al lavoro svolto nella precedente legislatura, sappiamo che ci sono materiali parlamentari su questo versante, che peraltro sono stati alla base del lavoro che anche il nostro ministero ha fatto. Credo che i nodi siano quelli noti.
  Fondamentalmente, oggi l'orientamento è essenzialmente quello di procedere alla ricostituzione o alla costruzione di un consiglio di amministrazione come organo collegiale, con le conseguenti risistemazioni delle altre parti, che sono a quel punto in qualche misura collegate e connesse al fatto che si reintroduca una forma collegiale a livello di consiglio di amministrazione.
  Effettivamente, qui il tema che abbiamo di fronte e che vedremo come affrontare è la strumentazione attraverso la quale arrivare il più velocemente possibile a una buona definizione appunto di questo tema. I materiali ci sono. Credo che ci sia una sostanziale larga condivisione sugli orientamenti e gli obiettivi, poi naturalmente le parti più puntuali possono essere sempre discusse. Credo, però, che l'idea di fondo sia condivisa.
  Naturalmente, abbiamo anche in passato cercato di capire quale potesse essere il veicolo normativo attraverso il quale arrivare a quest'esito e debbo dire che il tema legge di stabilità / legge di bilancio sia stato un tentativo fatto – lo dico in questo modo – cioè abbiamo provato a capire se ci fossero le condizioni, ma come sapete, quando si arriva a discipline un po’ corpose e fondamentalmente riferite a dispositivi e disposizioni, comprensibilmente il Parlamento ci richiama ad assegnare a ogni tipologia di norma la sua natura. Questo è stato un elemento che ci ha impedito in questo momento di affrontare questo tema, ma l'impegno è in questa direzione, procedere rapidamente a trovare una modalità per affrontare questo tema.
  Sì, nessun soggetto ha sollevato significative questioni di merito rispetto al programma di riorganizzazione dell'Istituto. La discussione è stata fondamentalmente sulle prerogative di governance e i modelli di funzionamento. È intorno a questo tema che poi bisogna trovare la risposta, se questi sono gli elementi di problematicità. Bisognerà lavorare su questo versante.
  Per quel che riguarda alcune ulteriori domande, oggi le tematiche previdenziali sono molto presenti all'interno di questa legge di bilancio, io credo in maniera importante, non solo per l'entità delle risorse impegnate in quest'intervento, ma anche per i princìpi al fondo di quest'azione. Da una parte, è certamente importante il tema della possibilità di realizzare il cumulo gratuito.
  Io so che abbiamo un problema che rimane aperto rispetto alle casse, perché la previdenza in quel caso ha delle problematiche un po’ specifiche di regolazione, quindi dovremo valutare come questo tema possa essere affrontato in un contesto. Mentre sul pubblico abbiamo, sostanzialmente, una regolazione unica, qui abbiamo regolazioni un po’ diverse, quindi la materia si presta a qualche elemento di problematicità in più.
  Poi, come è comprensibile, nel momento in cui abbiamo messo mano a tutta questa materia, abbiamo dovuto scegliere dei limiti quantitativi alle diverse tipologie di intervento, perché dato lo stock delle risorse dovevamo anche decidere su quale tipo d'intervento concentrarci. Comunque, il tema è posto. Sappiamo che il problema si è posto per il cumulo gratuito. Dobbiamo vedere che cosa fare anche rispetto alle casse, in buona sostanza.
  Quello dei contributi silenti è un tema che viene sistematicamente riconsiderato e riprodotto. Io credo che, effettivamente, valga la pena provare a riflettere insieme su una ragionevole, razionale e trasparente gestione di queste situazioni. Sono risorse previdenziali che hanno da avere un loro destino in questo senso.
  Quanto ai temi Ape sociale e richiesta di potenziamento della struttura dell'INPS, credo che le due cose vadano tenuto un Pag. 8attimo separate. Da un lato, penso che l'INPS, come ha fatto fino ad ora, tutte le volte che è stata fatta una normativa, è stata approvata una legge, si è chiesto all'Istituto di svolgere la propria funzione, l'Istituto lo ha fatto in maniera puntuale. Credo che questo sia ciò che possiamo prevedere anche in questa situazione.
  Che questa situazione possa sollecitare la possibilità di avere una dotazione ulteriore di personale per far fronte a questi e ad altri processi è nell'ordine delle cose, ma questo è un tema più generale che abbiamo rispetto, mi verrebbe da dire, alla pubblica amministrazione. Abbiamo situazioni diverse, per le quali abbiamo bisogno di valutare come oggi siamo in grado di far fronte alla domanda di servizi, attraverso quali strumenti.
  Penso che INPS sia in condizione di fare bene comunque il suo lavoro. Comprendo la richiesta e la sollecitazione che è stata fatta, perché appunto questo è un tema messo all'ordine del giorno.
  Sul tema delle casse oggi non abbiamo predisposto un piano organico di revisione di quella situazione. Abbiamo sviluppato l'attività di fare bene il lavoro che ci compete in termini di controlli, verifiche e buona gestione. Come in tutte le materie, considero ragionevole che si rifletta sulla possibilità di avere nella dinamica dei tempi e nella novità delle situazioni che si producono una «maggiore efficacia ed efficienza» e, nella pluralità degli strumenti, uno strumento che produca al meglio il risultato atteso dagli associati.
  Credo che questo sia un bene che accade. Un dialogo, un confronto su questo versante, è sicuramente cosa utile e interessante. Questo tema viene sollecitato per vie varie, dal tema del come vengono investite le risorse, da quali sono i livelli di garanzia che debbono essere assegnati ai contributori. Sappiamo che questo è un tema che ha delle sue complessità, ma che è in evoluzione, quindi da questo punto di vista il ministero è assolutamente interessato e disponibile a confrontarsi intorno a un'idea di riflessione, intorno al tema delle casse. È una parte importante e noi continuiamo a pensare che valga la pena investire su questo versante.
  Credo che queste siano più o meno le osservazioni che mi sentivo di fare. Vi ringrazio molto.

  PRESIDENTE. Signor ministro, voglio anticiparle che questa Commissione sta lavorando sul riordino delle casse. Presenteremo a breve, tramite la collega Titti Di Salvo, un progetto di legge, perché riteniamo che dopo vent'anni ci debba essere comunque un momento di riorganizzazione delle stesse casse. La terremo informata, e le invieremo anche una bozza della proposta che presenteremo.
  La ringraziamo per la sua disponibilità. Sicuramente la disturberemo in futuro per discutere di altri problemi.
  Dichiaro conclusa l'audizione.

  La seduta termina alle 14.55.