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Documento

Doc. XVI-bis , n. 10

COMMISSIONE PARLAMENTARE DI CONTROLLO SULLE ATTIVITÀ DEGLI ENTI GESTORI DI FORME OBBLIGATORIE DI PREVIDENZA E ASSISTENZA SOCIALE

RELAZIONE SUI BILANCI CONSUNTIVI 2011-2012-2013-2014-2015, DEI BILANCI PREVENTIVI 2012-2013-2014-2015 E DEL BILANCIO TECNICO ATTUARIALE AL 31 DICEMBRE 2014 DELLA CASSA NAZIONALE DI PREVIDENZA E ASSISTENZA FORENSE

Approvata dalla Commissione nella seduta del 10 maggio 2017

(Relatore: On. Giuseppe GALATI)

Comunicata alla Presidenza delle Camere il 10 maggio 2017

(Ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento della Camera dei deputati)

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RELAZIONE SUI BILANCI CONSUNTIVI 2011-2012-2013-2014-2015, DEI BILANCI PREVENTIVI 2012-2013-2014-2015 E DEL BILANCIO TECNICO ATTUARIALE AL 31 DICEMBRE 2014 DELLA CASSA NAZIONALE DI PREVIDENZA E ASSISTENZA FORENSE

I N D I C E

1. STRUTTURA ORGANIZZATIVA Pag. 5
 1.1. Funzioni ed iscritti » 5
 1.2. Gli organi » 7
 1.3. Il personale »  8
2. IL CONTO ECONOMICO »  9
 2.1. Valore della produzione »  9
   2.1.1. I contributi versati dagli iscritti »  9
   2.1.1.bis L'entità dei crediti contributivi »  10
   2.1.2. I proventi delle gestioni mobiliare e immobiliare »  12
 2.2. Costi di produzione »  13
   2.2.1. Prestazioni previdenziali »  14
   2.2.2. Prestazioni assistenziali »  14
   2.2.3. Costi di gestione per il funzionamento della Cassa »  15
   2.2.4. Oneri tributari »  16
   2.2.5. Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti »  16
   2.2.6. Sintesi del conto economico »  17
3. IL PATRIMONIO »  17
4. Prospettive nel medio-lungo periodo indicate nel bilancio attuariale »  19
5. Considerazioni conclusive »  19
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RELAZIONE CON FORMULAZIONE DI CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
(Relatore on. Giuseppe Galati)

  La Commissione parlamentare di controllo sulle attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale ha esaminato i bilanci consuntivi 2011-2015, i bilanci preventivi 2012-2015 e il bilancio tecnico attuariale al 31 dicembre 2014 relativi alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense. Elementi conoscitivi in merito sono stati acquisiti dalla Commissione nel corso delle audizioni dei rappresentanti dell'ente svoltesi in data 21 aprile 2016 e 5 aprile 2017.

1. STRUTTURA ORGANIZZATIVA

1.1. Funzioni ed iscritti.

  La Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense, istituita con la legge 8 gennaio 1952 n. 6, è stata trasformata, a decorrere dall'1.1.1995, in ente con personalità giuridica di diritto privato, ai sensi della legge 24 dicembre 1993 n. 537 e del d.lgs. 30 giugno 1994 n. 509.
  La Cassa gestisce la previdenza e l'assistenza a favore degli avvocati iscritti agli albi e dei loro familiari e superstiti, secondo le forme e le modalità indicate dallo Statuto e dal Regolamento, approvati dal decreto interministeriale 28 settembre 1995 e successive modifiche e integrazioni.
  Nel 2009 Cassa Forense ha attuato una profonda riforma del sistema previdenziale, i cui punti fondamentali sono stati:
   il progressivo aumento dei requisiti minimi di pensionamento di vecchiaia (da 65 a 70 anni di età e da 30 a 35 anni di contribuzione) con un regime transitorio dal 2011 al 2021;
   la riduzione e una maggiore omogeneizzazione dei coefficienti di rendimento per il calcolo della pensione «retributiva»;
   l'aumento dei requisiti per la maturazione del diritto alla pensione di anzianità portando l'età da 58 a 62 anni e da 35 a 40 gli anni di contribuzione, con un regime transitorio dal 2012 al 2020;
   l'accesso anticipato alla pensione di vecchiaia, ma riducendone l'ammontare dello 0,41 per cento per ciascun mese di anticipo;
   l'introduzione di una quota di pensione c.d. «modulare» determinata su base contributiva e finanziata da specifici contributi facoltativi che si aggiungono a quelli obbligatori;
   l'eliminazione graduale dei supplementi di pensione;
   la riduzione del requisito di accesso alle pensioni di inabilità e invalidità da 10 a 5 anni di anzianità contributiva;Pag. 6
   l'aumento temporaneo sperimentale dal 2 per cento al 4 per cento del contributo integrativo sul volume d'affari;
   l'aumento dal 12 per cento al 13 per cento dell'aliquota del contributo soggettivo dovuto sul reddito professionale e dal 4 al 5 per cento su quello dovuto dai pensionati che hanno già maturato i supplementi;
   il progressivo aumento dell'entità dei contributi minimi soggettivo e integrativo;
   l'introduzione di una ulteriore quota di contributo soggettivo, in parte obbligatoria (1 per cento) e in parte facoltativa (dall'1 per cento al 9 per cento) per finanziare la pensione «modulare»;
   l'estensione del periodo di dimezzamento del contributo minimo soggettivo per chi inizia la professione (5 anni);
   l'abolizione del contributo minimo integrativo per i primi 5 anni di iscrizione all'Albo professionale.

  Successivamente, ai fini di garantire la stabilità di lungo periodo nei termini richiesti dall'articolo 24 comma 24 del D.l. 201/2011 convertito in l. 214/2011, la Cassa Forense ha intrapreso l'approvazione di una nuova riforma, nel settembre del 2012, i cui principali interventi sono stati i seguenti:
   estensione della base reddituale di riferimento per il calcolo della pensione a tutta la vita lavorativa, senza alcuna esclusione;
   individuazione di un coefficiente di rendimento unico per ogni anno di anzianità contributiva, fissato nella misura dell'1,40 per cento;
   previsione di un meccanismo di adeguamento automatico triennale, di tale coefficiente, alle variazioni intervenute nella speranza di vita della categoria degli iscritti;
   progressivo aumento del contributo soggettivo, dal 13 per cento al 14 per cento (dal 2013), al 14,5 per cento (dal 2017) e al 15 per cento dal 2021, anno di entrata a regime della riforma;
   progressivo aumento dell'aliquota contributiva di solidarietà per i pensionati ultrasettantenni che proseguano nell'esercizio professionale, dal 5 per cento al 7 per cento (dal 2013), al 7,25 per cento (dal 2017) e al 7,50 per cento dal 2021;
   assorbimento della contribuzione modulare obbligatoria (1 per cento) in quella volontaria, che passa ad una aliquota massima del 10 per cento del reddito professionale IRPEF e finanzia una quota integrativa di pensione, calcolata con il sistema contributivo.

  Infine, il Regolamento di attuazione dell'articolo 21, commi 8 e 9 della legge n. 247/2012, ha previsto che, a partire dal 2014, l'iscrizione agli Albi comporti la contestuale iscrizione alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense, modificando al contempo il Regolamento sui contributi. In virtù di tali disposizioni viene quindi modificato il regime delle iscrizioni alla Cassa Forense, che non è più Pag. 7sottoposto all'accertamento di condizioni reddituali o di effettività dell'esercizio della professione ma, a partire dal 2014, discende automaticamente dalla semplice iscrizione in un Albo Forense.
  Si evidenzia inoltre che il 2015 è stato l'anno della riforma del Regolamento per l'erogazione dell'assistenza – definitivamente approvato dai Ministeri Vigilanti in data 25 settembre 2015 – attraverso il quale si intende conseguire l'obiettivo di «attuare forme di assistenza nuove ed efficaci che possano rispondere adeguatamente ai mutati bisogni della categoria». Il Regolamento approvato opera, rispetto al passato, una distinzione tra le diverse tipologie delle prestazioni assistenziali ivi contenute, prevedendo erogazioni «in caso di bisogno individuale» e prestazioni a sostegno «della famiglia, della salute e della professione».

  Il numero degli iscritti alla Cassa, al 31 dicembre 2015 risulta pari a 235.055 unità, di cui 12.935 sono pensionati attivi. Come riportato nella Relazione di gestione al Bilancio consuntivo 2015 tale numero è da considerarsi stabilizzato. in quanto si sono esauriti gli effetti indotti dall'obbligatorietà di iscrizione alla Cassa per tutti gli iscritti all'Albo (precedentemente, i produttori di redditi inferiori rispetto a quelli previsti per l'iscrizione obbligatoria alla Cassa erano tenuti a versamenti contributivi presso la gestione speciale INPS).
  Il numero degli iscritti all'Ente, al 31 dicembre 2014, risultava pari a 223.842 (di cui 12.483 pensionati attivi), contro i 177.088 al 31.12.2013, i 170.107 al 31.12.2012 e i 162.820 al 31.12.2011.

1.2. Gli organi.

  Secondo l'articolo 7 dello Statuto, sono organi della Cassa: il Presidente, il Comitato dei delegati, il Consiglio di amministrazione, la Giunta esecutiva, il Collegio dei sindaci.
  Nelle tabelle che seguono vengono riportate, nella prima, le singole indennità relative a ciascuna carica, e, nella seconda, il costo complessivo degli organi riferito agli esercizi 2015 e 2014:

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1.3. Il personale.

  Al 31.12.2015 il numero dei dipendenti in servizio risulta essere di 286 unità, così suddivisi: 8 dirigenti, compreso il Direttore generale, 274 dipendenti con contratto a tempo indeterminato (di cui 21 in part-time), e 3 dipendenti con contratto a tempo determinato e un dipendente in distacco sindacale.
  La disarticolazione per aree di competenze e qualifiche professionali viene fornita dalla tabella che segue:

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  Nel bilancio consuntivo 2015 il costo del lavoro è così raffigurato rispetto al dato del 2014:

  Nell'esercizio 2015 la voce evidenzia quindi un incremento complessivo pari al 6,2 per cento circa. Viene evidenziato nella relazione al Bilancio 2015 che, in virtù di quanto previsto nella legge di stabilità 2015, che ha sancito il venir meno del blocco degli stipendi, l'istituto ha proceduto «all'allineamento delle posizioni che lo richiedevano con i conseguenti impatti su tutte le voci collegate».

2. IL CONTO ECONOMICO

  L'analisi del conto economico del bilancio consente di porre a raffronto il valore della produzione con i costi di produzione riferiti all'esercizio 2015.
  Rientrano nella prima voce di entrata, essenzialmente, i contributi versati dagli iscritti e i proventi delle gestioni mobiliare e immobiliare del patrimonio ed altri proventi finanziari.
  Tra i costi di produzione vi sono le prestazioni pensionistiche ed assistenziali erogate e i costi di gestione per il funzionamento della Cassa.
  A queste voci bisogna aggiungere le spese per ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti.

2.1. Valore della produzione.

2.1.1. I contributi versati dagli iscritti.

  L'importo totale delle entrate contributive nel 2015 è pari a 1.580.331.790 euro, e in complesso si attesta su valori assoluti leggermente superiori ( 1,8) a quelli del 2014, pari a 1.552.727.015.

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  La tabella che segue, tratta dal bilancio consuntivo 2015 (dati in euro), ne descrive l'articolazione nel 2014 e nel 2015:

  Per ciò che concerne il raffronto con gli esercizi contabili precedenti, si evidenzia che il dato 2014 sopra riportato presenta un incremento del 3 per cento rispetto ai 1.507.911.796 euro del 2013; nel 2012 i contributi incassati ammontavano invece a 1.471.123.820 euro, quindi superiori del 2,5 per cento rispetto ai 1.435.163.998 del 2011.

2.1.1. bis L'entità dei crediti contributivi.

  Un dato rilevante per valutare l'efficienza impositiva e l'equilibrio patrimoniale delle casse è dato dall'ammontare, all'interno dello stato patrimoniale, della voce dei crediti, che costituisce una voce dell'analisi di gestione del rischio.
  In particolare, l'ammontare della voce relativa ai crediti verso iscritti e Concessionari risulta pari a 886,45 milioni di euro nel 2015 e a 815,72 milioni di euro nel 2014.
  Quanto iscritto in bilancio per «crediti verso iscritti» risponde alla necessità di esporre il dovuto dagli iscritti agli albi professionali ed alla Cassa per contribuzione minima ed eccedente, nel rispetto dell'applicazione dei principi civilistici di competenza economica per ogni esercizio contabile e in conformità con quanto previsto dalla normativa attualmente in vigore.Pag. 11
  Per ogni esercizio in chiusura, si è quindi proceduto:
   alla determinazione dei contributi eccedenti dovuti dagli iscritti agli albi sulla base dei dati reddituali inoltrati alla Cassa;
   alla determinazione dell'ammontare dei contributi minimi dovuti dai professionisti iscritti alla Cassa; l'accertamento eseguito tiene conto, sia della non frazionabilità dei contributi minimi, che della misura dovuta per contributi sulla base della tipologia del contribuente (iscritto Cassa prima dei 35 anni, pensionato attivo).

  I crediti verso Concessionari si riferiscono ai residui, ancora in essere, dei vari ruoli posti in riscossione ed antecedenti l'ultimo biennio. Al riguardo si ricorda che:
   per i ruoli emessi fino al 1999 la legislazione prevedeva l'obbligo per il Concessionario di anticipazione delle somme con la formula del «non riscosso come riscosso»;
   per i ruoli emessi successivamente, la Riforma della riscossione ha eliminato tale obbligo prevedendo per i Concessionari il versamento delle sole somme effettivamente incassate.

  La tabella che segue, tratta dal bilancio consuntivo 2015, mostra l'ammontare totale dei crediti al 2014 e al 2015, tenendo altresì conto della consistenza del Fondo svalutazione crediti:

  Da un punto di vista di redazione contabile si evidenzia che nel bilancio della Cassa forense, in deroga al dettato del codice civile, il quale prevede che i crediti vengano iscritti al netto del relativo fondo svalutazione, il fondo svalutazione crediti figura tra le passività dello Stato Patrimoniale, e che nel 2015 si è proceduto all'adeguamento del fondo svalutazione crediti per un importo di circa 6,5 milioni di euro portando l'accantonamento totale a circa 135,7 milioni di euro corrispondente all'11 per cento circa del totale dei crediti complessivi presenti nell'Attivo di bilancio e «assunti a base per la quantificazione del fondo stesso».
  Si rileva positivamente come sul fronte dell'accertamento dei crediti dell'Ente verso gli iscritti e della lotta all'evasione contributiva la Cassa forense – come ricordato nel corso dell'audizione del 5 aprile Pag. 122017 – abbia predisposto una convenzione con l'Agenzia delle Entrate finalizzata ai controlli incrociati dei redditi dichiarati dagli iscritti, sia con riferimento ad eventuali difformità sia, soprattutto, per l'accertamento del reddito di coloro che non assolvono l'obbligo di comunicazione alla Cassa, mediante il Mod.5 annuale. In riferimento a ciò viene in particolare precisato nell'ambito del Bilancio consuntivo 2015 che «una volta perfezionati alcuni profili tecnici e sottoscritta la bozza di convenzione, già approvata dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 10 dicembre 2015, sarà possibile ottenere i dati reddituali degli iscritti sia in forma massiva (per annualità d'imposta) sia con modalità on line (per singolo iscritto su base pluriennale). Si conta che ciò sia possibile nel corso del 2016 e possa portare a stanare possibili evasori totali, avviando nei loro confronti le prime procedure di recupero di una attività che sarà portata a regime nell'ambito di un progetto pluriennale». Sempre sul fronte di una più efficace attività di recupero dei crediti si evidenzia altresì che, nel corso della audizione del 5 aprile 2017, è stato precisato che sono stati attivati da parte della Cassa meccanismi amministrativi di interruzione dei termini prescrizionali anche delle somme già iscritte a ruolo.

2.1.2. I proventi delle gestioni mobiliare e immobiliare.

  Il patrimonio mobiliare al 31.12.2015 ammonta a 7.637.176.976,12 euro, con un rendimento lordo del 3,65 per cento.
  Secondo quanto riportato nella sezione «Commento allo Stato patrimoniale» del Bilancio 2015, nel corso dell'anno in oggetto si è assistito ad un riposizionamento delle attività all'interno del patrimonio della Cassa; in particolare, il peso della componente obbligazionaria è diminuito di circa sei punti percentuali, mentre quello della componente azionaria è aumentato di circa quattro punti percentuali («In un contesto di mercato caratterizzato da bassi tassi di interesse, l'aumento del peso della componente azionaria, ai danni di quella obbligazionaria, può configurarsi come strategia di ricerca di rendimento»), pur uniformandosi a principi prudenziali che non prevedono nella composizione del patrimonio la detenzione di titoli strutturati.
  Tra le operazioni che hanno interessato il comparto azionario italiano, si rileva l'acquisto di 9.000 quote azionarie di Banca D'Italia, per un controvalore di circa 225 milioni di euro, l'acquisto di partecipazioni ENI per un controvalore di 85 milioni di euro, l'acquisto di partecipazioni ENEL per un controvalore di 35 milioni di euro.
  Il valore del patrimonio mobiliare al 31.12.2014 risultava pari a 6.714.565.064 euro, con una netta prevalenza a gestione diretta (6.612.190.987 euro, pari al 98,5 per cento); negli esercizi precedenti le consistenze del patrimonio mobiliare sono le seguenti: 5.752.255.445 euro al 31.12.2013 (98,6 per cento a gestione diretta), 4.974.882.737 euro al 31.12.2012 (98,2 per cento a gestione diretta) e 4.325.182.353 euro al 31.12.2011 (90,7 per cento a gestione diretta).
  La performance finanziaria del portafoglio mobiliare nell'anno 2014 è stata pari a 10,04 per cento, 7,48 per cento nel 2013, 18,9 per cento nel 2012 e 3,2 per cento nel 2011.

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  Relativamente al comparto immobiliare, l'operatività posta in essere nel 2015 si caratterizza per le operazioni «straordinarie» di apporto del II e III cluster di immobili (complessivamente 15 stabili) al Fondo Cicerone, gestito da Fabrica Immobiliare SGR. In particolare, nel corso del 2015 sono stati effettuati due apporti che hanno prodotto una plusvalenza complessiva di circa 184 milioni di euro; il 1o ottobre 2015 sono stati conferiti undici immobili per un controvalore di 200,54 milioni di euro, realizzando una plusvalenza pari a 179,47 milioni di euro e il 1o dicembre 2015 quattro immobili per un controvalore pari a 20,410 milioni, realizzando una plusvalenza di 4,55 milioni di euro (1).
  Sulla base di quanto illustrato nel corso dell'audizione del 21 aprile 2016, si evidenzia che i 184 milioni di plusvalenza generati nell'esercizio 2015 dall'apporto degli immobili nel fondo Cicerone non trovano – per volontà dell'ente – evidenza contabile nell'avanzo di esercizio, ma il medesimo importo è stato imputato direttamente a Patrimonio netto in una apposita voce di «riserva ad hoc» (che presenta un valore di 404 milioni di euro circa, avendo già accolto le plusvalenze da conferimento effettuate nel 2014 e pari a 219 milioni di euro).
  Come riportato nel testo del Bilancio 2015: «il Consiglio di Amministrazione, anche per il 2015, ha così confermato la posizione assunta in occasione della stesura del bilancio 2014 con delibera del 29.04.2015, consapevole che la scelta non produce effetti di alterazione del patrimonio netto dove comunque confluirebbe l'avanzo di esercizio eventualmente gonfiato per effetto della registrazione delle plusvalenze a conto economico; l'impostazione seguita fa si che il risultato di esercizio non venga influenzato dai risultati di un evento straordinario».
  Sul fronte del rendimento gestionale del fondo, nel corso della audizione del 5 aprile 2017, è stato evidenziato che «il 2017 quindi dovrebbe essere l'anno nel quale il business plan dovrebbe cominciare a prevedere anche la distribuzione di proventi, che attualmente ancora non è avvenuta, anche perché tutta la configurazione del fondo è fatta in maniera tale che vi sia una giusta gradazione tra rischio e rendimento, per poter assicurare la costanza della distribuzione dei dividendi nel prossimo futuro, durante la durata dei vent'anni».

2.2. Costi di produzione.

  I costi di produzione si distinguono in spese istituzionali, legate alle prestazioni essenziali che l'ente deve corrispondere ai propri iscritti, e costi di gestione dell'ente stesso.
  (1) I dati di dettaglio con i valori con i valori di bilancio e di perizia dei singoli immobili conferiti sono riportati alla pag. 283 del documento «Bilancio di esercizio 2015».

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2.2.1. Prestazioni previdenziali.

  Il numero dei trattamenti previdenziali è passato dai 26.963 del 31.12.2014 ai 27.162 del 31.12.2015, con un incremento pari a circa il 0,7 per cento. L'articolazione delle stesse nel 2015 viene fornita dalla tabella che segue:

  Con riferimento agli esercizi precedenti, il numero dei trattamenti previdenziali complessivamente erogati dalla Cassa era 26.632 nel 2013, 26.058 nel 2012, 25.397 nel 2011.
  Il numero dei pagamenti effettivi – per effetto delle pensioni a superstiti divise in quote per singolo beneficiario – è sempre superiore; infatti, al 31.12.2015 il numero dei pagamenti risulta essere pari a 27.866.

  Nell'anno 2015 la spesa per pensioni (composta dalle voci «pensioni agli iscritti», «pensioni contributive, »totalizzazioni« e dall'utilizzo del fondo supplementi) è stata di 767.882.327 euro, con un incremento rispetto allo scorso esercizio di circa il 2,38 per cento. In particolare nell'anno 2014 la spesa per pensioni è stata di 751.779.784 euro, contro i 712.019.856 euro del 2013, i 676.131.778 euro del 2012 e i 644.730.673 euro del 2011.

2.2.2. Prestazioni assistenziali.

  Per quanto riguarda l'assistenza, articolata nelle varie prestazioni previste dal vigente regolamento (indennità di maternità, assistenza tramite gli Ordini, assistenza per calamità naturali o per inabilità temporanee, contributi per ultraottantenni, contributi funerari e polizza sanitaria), la spesa complessiva – e comprensiva della indennità di maternità – sostenuta dalla Cassa nel 2015 ammonta a 63.252.133 euro, 52.717.235 euro nel 2014, 54.102.385 euro nel 2013, 50.629.602 euro nel 2012 e 52.647.960 euro nel 2011.Pag. 15
  Con riferimento alle singole voci che compongono la componente assistenziale, si evidenzia che la spesa per maternità, autonomamente finanziata mediante l'apposito contributo, ammonta, per il 2015, a 34,9 milioni di euro con un incremento di circa il 21 per cento rispetto al valore del 2014 che risultava pari a 28,7 milioni. Tale incremento della voce di spesa – come riportato nel documento di Bilancio 2015 – è legato essenzialmente all'aumento del numero di iscritti di sesso femminile.

2.2.3. Costi di gestione per il funzionamento della Cassa.

  Tali costi – comprensivi dei già esaminati costi per il personale – ammontano nel 2015 a 27.514.430,53 e nel 2014 a 27.178.475,05, secondo l'articolazione fornita dalla tabella di seguito riportata:

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2.2.4. Oneri tributari.

  L'importo complessivo degli oneri tributari nel 2015 risulta pari a 48,4 milioni di euro e a 42,2 milioni di euro nel 2014, secondo l'articolazione riportata nella tabella che segue:

  Si evidenzia che la quota IRES rimane sostanzialmente invariata. Per la voce Ritenute erariali e imposte varie nella sezione »Commento al conto economico« del Bilancio 2015 si rileva che rispetto al 2014 si registra un incremento dovuto principalmente a imposte su plusvalenze da cessione di quote di fondi immobiliari e mobiliari.
  Per quanto riguarda, infine, la tassazione degli immobili (IMU) il totale delle imposte pagate è di 1.682.430,42 euro nel 2015 e di 4.429.678,96 euro nel 2014: il decremento di circa il 62 per cento rispetto all'anno 2014 è connesso agli oneri non più dovuti sugli immobili conferiti al Fondo Cicerone, e quindi non più di competenza di Cassa Forense.

2.2.5. Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti.

  Nella tabella che segue viene riportata la composizione delle voci in questione:

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  Come riportato nella relazione del Collegio sindacale, l'entità degli accantonamenti ai diversi fondi è ritenuta congrua.

2.2.6. Sintesi del conto economico.

  Il risultato positivo d'esercizio al 31.12.2015 ammonta ad euro 930.184.344,88 ed è determinato dalla differenza tra i ricavi pari a euro 1.956.371.927,67 ed i costi pari a euro 1.026.187.582,79.

  Viene riportato di seguito l'andamento dell'avanzo di esercizio degli ultimi cinque anni:
   Avanzo economico 2011 euro 548.753.606,93;
   Avanzo economico 2012 euro 931.722.414,51;
   Avanzo economico 2013 euro 830.947.003,86;
   Avanzo economico 2014 euro 840.955.676,72;
   Avanzo economico 2015 euro 930.184.344,88.

  Si riporta la tabella che espone in sintesi i valori del conto economico per gli anni 2015 e 2014:

3. IL PATRIMONIO

  Il patrimonio netto è pari a 9.233.083.632 nel 2015 con un incremento del 14 per cento circa rispetto al 2014 e rappresenta 12,07 volte l'importo delle pensioni in essere nel 2015 (rispetto a 10,87 volte nel 2014 ed a 9,98 volte nel 2013).

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  Il patrimonio netto è pari a 8.118.870.992 euro nel 2014 con un incremento rispetto al 2013 pari al 15 per cento (7.058.149.689 euro); tale patrimonio netto risulta maggiore del 16 per cento rispetto al 2012 (6.086.291.366 euro), che a sua volta è incrementato del 18,1 per cento rispetto al 2011 (5.154.568.959 euro).

  La tabella che segue riporta i principali dati dell'attivo:

  La tabella che segue riporta i principali dati del passivo:

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4. Prospettive nel medio-lungo periodo indicate nel bilancio attuariale.

  Con riferimento al bilancio tecnico di Cassa Forense al 31.12.2013, detto bilancio tiene conto del nuovo Regolamento ex articolo 21 della L. n. 247/2012 ed è stato redatto in due diversi scenari circa le frequenze di coloro che opteranno per la riduzione ad un quarto del contributo soggettivo minimo nei primi 8 anni di iscrizione (articolo 9 del Regolamento dei contributi); il primo scenario prevede l'opzione da parte di tutti gli aventi diritto, mentre nel secondo nessuno esercita tale opzione.
  Nel primo scenario si ha un saldo previdenziale (totale entrate per contributi – uscite per prestazioni) sempre positivo nei cinquanta anni di previsione (2014-2063), il saldo gestionale (totale entrate meno totale uscite) è sempre positivo e crescente fino al 2038, poi decresce fino al 2045 e ricomincia ad aumentare dal 2046. Conseguentemente, il patrimonio è sempre crescente nel periodo considerato.
  Analoghi andamenti si riscontrano nel secondo scenario, con un saldo previdenziale sempre positivo, un saldo gestionale positivo e crescente fino al 2039, decrescente fino al 2045 e poi di nuovo crescente, e un patrimonio sempre crescente nei cinquanta anni di valutazione che passa dai 7.058 milioni di euro del 2013 ai 175.361 milioni di euro del 2063.
  In entrambi i casi, il rapporto tra il patrimonio accumulato e cinque annualità di pensione in essere è sempre superiore all'unità; in particolare, esso assume valori che oscillano dal 2,1 nell'anno 2014 ad un massimo pari a 7,1 nell'anno 2063.

5. Considerazioni conclusive.

  Sulla base delle evidenze contabili e gestionali sopra riportate, che qui si intendono integralmente richiamate e parte essenziale del parere in merito ai documenti di bilancio in oggetto analizzati, si formulano le seguenti osservazioni:
   a) dal punto di vista organizzativo, si rileva il decremento della spesa relativa agli organi della Cassa, la cui relativa voce è passata dai 3.101.951 euro del 2014 ai 2.749.392 del 2015;
   b) a seguito della verifica di carattere straordinario degli equilibri finanziari di lungo periodo di cui al decreto-legge n. 201/2011, articolo 24, c. 24, l'Ente ha approvato nel 2012 la riforma strutturale del proprio sistema previdenziale, in vigore a partire dal 1o gennaio 2013;
   c) si evidenzia che il 2015 è stato l'anno della riforma del Regolamento per l'erogazione dell'assistenza – definitivamente approvato dai Ministeri Vigilanti in data 25 settembre 2015 – attraverso il quale si intende conseguire l'obiettivo di «attuare forme di assistenza nuove ed efficaci che possano rispondere adeguatamente ai mutati bisogni della categoria». Il Regolamento approvato opera, rispetto al passato, una distinzione tra le diverse tipologie delle prestazioni assistenziali ivi contenute prevedendo erogazioni «in caso Pag. 20di bisogno individuale» e prestazioni a sostegno «della famiglia, della salute e della professione»;
   d) con riferimento al sopra citato Regolamento, si renderà quindi necessario verificare, nel corso dell'esame dei futuri esercizi contabili, quale sia la concreta risposta in termini di efficacia ed efficienza ai bisogni di welfare della categoria, anche per ciò che concerne i tempi di erogazione delle prestazioni;
   e) l'analisi del conto economico negli ultimi anni mostra la sussistenza di un avanzo che nel 2015 è risultato pari a 930,2 milioni di euro; l'avanzo è superiore a quello del 2014, che ammontava a 840,9 milioni di euro, ed anche a quello del 2013, pari a 830,9 milioni di euro;
   f) il patrimonio netto si attesta nel 2015 a 9,2 miliardi di euro, con un incremento del 14 per cento circa rispetto al 2014. Il rapporto tra patrimonio netto ed onere per pensioni in essere al 31.12.2015, raggiunge quindi il valore di 12,07 contro il 10,87 dell'esercizio 2014, mentre nel 2013 risultava pari a 9,98;
   g) le entrate contributive sono nel 2015 pari a 1.580,3 milioni di euro con un incremento del 1,8 per cento rispetto al valore registratosi nel 2104 di 1.552,7 milioni di euro, mentre tra il 2014 e il 2013 l'incremento delle entrate contributive è del 3 per cento circa;
   h) il numero degli iscritti alla Cassa risulta pari a 223.842 unità nel 2014 e 235.055 nel 2015, mentre per i medesimi anni il numero dei trattamenti previdenziali passa da 26.963 a 27.162;
   i) nel corso dell'anno 2015 è stato perfezionato il secondo e terzo apporto di immobili della Cassa al Fondo, denominato «Cicerone», per un valore di bilancio di 37 milioni di euro, al netto del fondo di ammortamento. Poiché il valore degli immobili apportati, secondo la perizia redatta da un esperto indipendente, è risultato pari a circa 221 milioni di euro, il Consiglio di amministrazione dell'ente ha deciso di destinare la differenza (pari a 184 milioni di euro) a riserva specifica di Patrimonio netto, anziché contabilizzarla quale plusvalenza; tale scelta è stata motivata dalla circostanza di dare una rappresentazione più corretta del bilancio che sarebbe stato altrimenti influenzato da una partita contabile solo nominale;
   j) Sul fronte del rendimento gestionale del fondo, nel corso della audizione del 5 aprile 2017 è stato evidenziato che «il 2017 dovrebbe essere l'anno nel quale il business plan dovrebbe cominciare a prevedere anche la distribuzione di proventi, che attualmente ancora non è avvenuta, anche perché tutta la configurazione del fondo è fatta in maniera tale che vi sia una giusta gradazione tra rischio e rendimento, per poter assicurare la costanza della distribuzione dei dividendi nel prossimo futuro, durante la durata dei vent'anni».
   k) circa la formazione di crediti rispetto ai contributi previdenziali dovuti, si evidenzia la consistenza degli stessi, che passano da 815 milioni di euro nel 2014 a 886 nel 2015: si evidenzia in ogni caso come, sul fronte dell'accertamento e quantificazione dei crediti e della lotta all'evasione contributiva, la Cassa forense abbia predisposto alla Pag. 21fine del 2015 una convenzione con l'Agenzia delle Entrate, finalizzata ai controlli incrociati dei redditi dichiarati dagli iscritti, la cui efficacia operativa sarà oggetto di verifica da parte della Commissione;
   l) il patrimonio mobiliare al 31.12.2015 ammonta a 7.637.176.976,12 euro, con un rendimento lordo del 3,65 per cento;
   m) tra le operazioni che hanno interessato il comparto azionario italiano, si evidenzia l'acquisto di 9.000 quote azionarie di Banca D'Italia, per un controvalore di circa 225 milioni di euro, l'acquisto di partecipazioni ENI per un controvalore di 85 milioni di euro, l'acquisto di partecipazioni ENEL per un controvalore di 35 milioni di euro;
   n) per quanto riguarda le stime del bilancio tecnico attuariale riferito al 31 dicembre 2014 per il periodo 2014-2063, si rileva che esse confermano una situazione di equilibrio strutturale dei conti finanziari di lungo periodo, evidenziando un costante incremento del patrimonio nei cinquanta anni di osservazione che passa da un valore di 7.058 milioni di euro del 2013 ai 175.361 milioni di euro del 2063, mentre il rapporto tra il patrimonio accumulato e cinque annualità di pensione in essere è sempre superiore all'unità, assumendo valori che oscillano dal 2,1 nell'anno 2014 ad un massimo, pari a 7,1, nell'anno 2063.