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Documento

Doc. XVI-bis , n. 14

COMMISSIONE PARLAMENTARE DI CONTROLLO

SULLE ATTIVITÀ DEGLI ENTI GESTORI DI FORME OBBLIGATORIE DI PREVIDENZA E ASSISTENZA SOCIALE

RELAZIONE SUI BILANCI CONSUNTIVI 2011-2012-2013-2014-2015, BILANCI PREVENTIVI 2011-2012-2013-2014-2015 E BILANCIO TECNICO ATTUARIALE AL 31.12.2014 DELL'ENTE NAZIONALE DI PREVIDENZA E ASSISTENZA DEI FARMACISTI (ENPAF)

Approvata dalla Commissione nella seduta del 2 agosto 2017

(Relatore: on. Pino GALATI)

Comunicata alla Presidenza delle Camere il 2 agosto 2017
(ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento della Camera dei deputati)

RELAZIONE

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RELAZIONE SUI BILANCI CONSUNTIVI 2011-2012-2013-2014-2015, BILANCI PREVENTIVI 2011-2012-2013-2014-2015 E BILANCIO TECNICO ATTUARIALE AL 31.12.2014 DELL'ENTE NAZIONALE DI PREVIDENZA E ASSISTENZA DEI FARMACISTI (ENPAF)

I N D I C E

1. STRUTTURA ORGANIZZATIVA Pag. 5
 1.1. Funzioni e iscritti  » 5
 1.2. Gli organi  » 6
 1.3. Il personale  » 7
2. I DATI RELATIVI ALL'ANDAMENTO DELLA GESTIONE ECONOMICA E PATRIMONIALE  » 7
 2.1. I proventi delle gestioni mobiliare e immobiliare  » 10
3. L'ANDAMENTO DELLA GESTIONE PREVIDENZIALE  » 12
4. PROSPETTIVE NEL MEDIO-LUNGO PERIODO INDICATE NEL BILANCIO ATTUARIALE  » 12
5. Considerazioni conclusive  » 13
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RELAZIONE SUI BILANCI CONSUNTIVI 2011-2012-2013-2014-2015, BILANCI PREVENTIVI 2011-2012-2013-2014-2015 E BILANCIO TECNICO ATTUARIALE AL 31.12.2014 DELL'ENTE NAZIONALE DI PREVIDENZA E ASSISTENZA DEI FARMACISTI (ENPAF)
(Relatore: on. Pino Galati)

   La Commissione parlamentare di controllo sulle attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale ha esaminato i bilanci consuntivi 2011-2012-2013-2014-2015, i bilanci preventivi 2011-2012-2013-2014-2015 e il bilancio tecnico attuariale al 31 dicembre 2014 relativi all'Ente nazionale di previdenza e assistenza dei farmacisti (ENPAF). Ulteriori elementi conoscitivi sono stati acquisiti nel corso dell'audizione dei rappresentanti dell'Ente svoltasi in data 19 luglio 2017.

1. STRUTTURA ORGANIZZATIVA
  1.1 Funzioni e iscritti
   In attuazione del D.Lgs. 30 giugno 1994, n.509 l'Ente nazionale di previdenza e di assistenza farmacisti (ENPAF – di seguito Ente) si è trasformato, a decorrere dal 7 novembre 2000, in fondazione di diritto privato, rimanendo ferma l'obbligatorietà della contribuzione previdenziale e assistenziale dovuta dagli iscritti.
   Nella sua attuale veste l'ENPAF – nella sua attività istituzionale di erogazione di trattamenti pensionistici e assistenziali agli appartenenti alla categoria professionale – gode di autonomia gestionale, organizzativa e contabile, nell'ambito del quadro giuridico e del regime dei controlli previsti dal predetto decreto legislativo. I trattamenti sono costituiti da: pensioni di vecchiaia, anzianità, invalidità e ai superstiti (indirette e di reversibilità), indennità di maternità ex D.Lgs. n. 151/2001, prestazioni assistenziali a carattere continuativo (sussidio continuativo e assistenza speciale minorati) e straordinario (sussidio una tantum e borse di studio) in favore dei farmacisti e loro superstiti che si trovino in condizioni economiche disagiate.
   In relazione alle previsioni della legge n. 214/2011 l'ENPAF ha provveduto a modificare i requisiti per l'accesso alla pensione di vecchiaia (aumento dell'età pensionabile a 68 anni dal 1.1.2013 e successivo aggancio del requisito di età all'aumento della speranza di vita) e di anzianità (aumento dell'anzianità minima d'iscrizione effettiva a 42 anni e dall'1.1.2016 abolizione della pensione di anzianità).
   Soggetti all'iscrizione obbligatoria all'ENPAF e, come tali, tenuti al versamento dei contributi previdenziali, sono tutti i farmacisti in possesso dell'abilitazione professionale. Risultano, pertanto, iscritti all'Ente, oltre ai farmacisti titolari di farmacia, i farmacisti dipendenti di farmacie pubbliche e private e i laureati in farmacia abilitati, anche se svolgono attività non attinenti alla professione di farmacista.
   Una caratteristica peculiare dell'ENPAF concerne la misura della contribuzione previdenziale che l'iscritto deve versare all'Ente, il Pag. 6cui importo è forfettario e non correlato al reddito prodotto. Con riferimento al 2015, la misura intera del contributo previdenziale obbligatorio è pari a 4.398 euro, ed è stata mantenuta invariata rispetto al precedente esercizio «in considerazione dell'esiguità del tasso di inflazione previsto».
   Il Regolamento prevede che in luogo della contribuzione annuale intera, l'iscritto possa beneficiare di riduzioni del 33,33%, del 50% o dell'85%. Queste diverse e ridotte misure di contribuzione previdenziale sono riconosciute in relazione all'attività svolta in regime di lavoro dipendente e all'iscritto soggetto ad altra forma pensionistica obbligatoria. Le aliquote di riduzione sono altresì riconosciute all'iscritto che si trovi in uno stato di disoccupazione temporanea ed involontaria, il quale può accedere a misure di riduzione, per un periodo massimo di cinque anni, trascorso il quale – ove il soggetto permanga nello stato di disoccupazione – viene equiparato ad un non esercente l'attività professionale.
   È poi previsto un contributo di solidarietà, fissato nella misura del 3% del contributo previdenziale intero. Il versamento del contributo di solidarietà non è utile ai fini pensionistici ed è accessibile solo a coloro che si sono iscritti per la prima volta a partire dal 1o gennaio 2004, mentre per gli iscritti che optino per la contribuzione previdenziale ridotta nelle misure previste è prevista una riduzione proporzionale del trattamento pensionistico.
   Si evidenzia che con deliberazione del Consiglio nazionale n. 3 del 26 novembre 2013, per gli iscritti in stato di disoccupazione temporanea e involontaria il contributo di solidarietà è stato ridotto dal 3 all'1 per cento del contributo intero a decorrere dall'anno di contribuzione 2014, in virtù del fatto che – come dichiarato nel corso dell'audizione del 19 luglio 2017 – «la fondazione, a fronte della crisi occupazionale, ha inteso ridurre al massimo l'entità della contribuzione di solidarietà da versare, che si accompagna a quella per l'assistenza e per la maternità».
   Sempre nel corso della citata audizione è stato altresì indicato che nel bilancio 2015, sul totale di iscritti, pari a 89.960, i disoccupati con un contributo di solidarietà risultano pari a 3.973 (4,42 per cento del totale), e che le somme derivanti dal contributo di solidarietà, pari a 44 euro per iscritto, circa 175.000 euro in totale per l'anno 2015, non hanno destinazioni specifiche, ma entrano nella gestione ordinaria dell'Ente.
   Per quanto riguarda il rapporto tra iscritti e pensioni erogate, negli anni considerati dal 2011 al 2015 il relativo trend appare positivo e tendenzialmente crescente, col mantenimento di un valore superiore alle due unità (segnatamente 2,68 nel 2014 e 2,73 nel 2015).

  1.2 Gli organi
   Sono organi della fondazione, il presidente, il consiglio di amministrazione (11 componenti compreso il presidente), il comitato esecutivo (costituito da 5 componenti del consiglio di amministrazione), il consiglio nazionale (composto dai presidenti degli ordini provinciali dei farmacisti), e il collegio dei sindaci (5 componenti effettivi e 5 supplenti), tutti di durata quadriennale. Pag. 7
   Nel 2015 non è variata la misura delle indennità di carica mensili attribuite ai titolari degli organi dell'Ente, e ammontanti ad euro 3.656,25 per il presidente; 1.828,13 per il vice presidente; 82,63 per i consiglieri; 206,58 per il presidente del collegio dei sindaci; 154,94 per i sindaci effettivi e 41,32 per i supplenti. L'importo del gettone di presenza è rimasto immutato, anch'esso, nella misura determinata dal consiglio di amministrazione nel marzo 2006, che l'ha fissato in euro 250 (125 per il presidente).

  1.3 Il personale
   Al 31.12.2015 il numero dei dipendenti in servizio risulta essere di 83 unità, con un incremento rispetto all'esercizio precedente di 6 unità, come riportato nella articolazione della tabella che segue e relativa agli esercizi 2014 e 2015:

   Nel bilancio consuntivo 2015 il costo del lavoro è così raffigurato rispetto al dato del 2014:

2. I DATI RELATIVI ALL'ANDAMENTO DELLA GESTIONE ECONOMICA E PATRIMONIALE
   Con riferimento ai dati desumibili dai bilanci consuntivi, le risultanze del conto economico per il 2015 fanno registrare un avanzo d'esercizio pari a 139,3 milioni di euro, con una diminuzione rispetto all'avanzo dell'esercizio 2014 pari al 7,37 per cento e, in valori assoluti, a -10,27 milioni di euro, a causa fondamentalmente dell'incremento della voce di costo «Ammortamenti svalutazioni e altri accantonamenti», come risulta dalla tabella che segue – tratta dal documento di bilancio 2015 dell'Ente – e che riporta l'articolazione delle voci del Conto economico per gli esercizi 2015 e 2014 suddivise tra i Ricavi e i Costi della Produzione.

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   Si evidenzia che il valore complessivo della voce ”Contributi” in termini disaggregati risulta articolato nelle seguenti componenti di cui a seguire si danno gli importi relativi all'anno 2015:
    • il totale della contribuzione previdenziale soggettiva a carico degli iscritti pari a 170, 3 milioni di euro;
    • la quota di contributo – a carico dei titolari di farmacia – commisurato allo 0,90 % della spesa farmaceutica per i medicinali forniti in regime di assistenza diretta (come previsto dall'articolo 5 del decreto-legge n. 187 del 1977, conv. con mod. dalla legge n. 395 del 1977) e pari nel 2015 a circa 91,3 milioni di euro;
    • le quote di contributo per l'erogazione delle indennità di maternità, pari a circa 2,4 milioni di euro;Pag. 9
    • ulteriori voci relative a contributi per riscatti e ricongiunzioni da altri enti per un valore di circa 2,8 milioni di euro.

   Nel 2013 il risultato di esercizio era stato di 133,0 milioni di euro di avanzo, con un decremento dello 0,7% rispetto al risultato del 2012 (133,9 milioni di euro), che a sua volta era risultato in aumento del 7% rispetto al risultato del 2011 (124,9 milioni di euro). Il decremento del risultato d'esercizio nel 2013 era dovuto alla diminuzione dei proventi straordinari, mentre l'aumento nel 2012 è da imputare a rettifiche di valore negative.
   Con riferimento allo Stato patrimoniale, nel 2015 il patrimonio netto (costituito dalla riserva legale a garanzia delle pensioni future, alimentata dagli avanzi di gestione) si attesta su 2,086 miliardi di euro e risulta aumentato del 7,2 per cento rispetto all'esercizio precedente. Anche nell'esercizio in esame il valore del patrimonio netto è ampiamente superiore, con un indice di copertura pari a 13,3 annualità (12,2 nel 2014), al limite di cinque annualità delle pensioni correnti stabilito dal decreto interministeriale del 29 novembre 2007.
   Nell'ambito delle voci di Attivo Patrimoniale, le Immobilizzazioni finanziarie costituiscono la voce più rilevante, risultando pari a circa 1,06 miliardi di euro nel 2015 e circa 1,01 miliardi di euro nel 2014.
   Per ciò che concerne la composizione, 856,7 milioni sono costituite da titoli obbligazionari (titoli di Stato, di Autorità sovranazionali e di obbligazioni corporate) e 201,5 milioni da quote del fondo FIEPP «Fondo immobiliare enti di previdenza dei professionisti», gestito dalla SGR «Investire Immobiliare SpA» e di cui la fondazione risulta, allo stato, quotista unico. In particolare l'ENPAF detiene, a fine 2015, 403 quote (come nel 2014) del valore nominale di 500 mila euro ciascuna, mentre il valore di mercato delle stesse risulta, sempre a fine 2015, di 515,9 mila euro (512,1 mila euro a fine 2014). Secondo quanto riportato nel Bilancio consuntivo 2015, la SGR che provvede alla gestione del Fondo immobiliare, relativamente all'esercizio 2015, ha deliberato la distribuzione di un dividendo, con riferimento al risultato del 1o semestre 2015, pari a 4,091 milioni di euro; con riferimento al secondo semestre 2015, al fine di mantenere la liquidità necessaria per procedere nel futuro ad ulteriori investimenti e nell'ambito di una ottimizzazione fiscale dell'impiego dei proventi, la SGR, con il consenso dell'ENPAF, non ha effettuato la distribuzione del dividendo, pari a 3,67 milioni di euro. Il tasso interno di rendimento del Fondo FIEPP alla data del 31 dicembre 2015, è pari al 2,68%. Secondo quanto espresso nel corso dell'audizione del 17 luglio 2017, non vi è da parte dell'Ente la volontà di procedere a conferimenti di immobili detenuti direttamente nel fondo FIEPP per il triennio 2017-2019.
   Si evidenzia la consistenza delle disponibilità liquide dell'Ente, 493,9 milioni nel 2015, pur registrandosi una flessione rispetto al dato del 2014 che era pari a 535,4 milioni.
   I crediti sono nel complesso pari a circa 64,2 milioni (circa 70,3 milioni nel 2014; 63,5 milioni nel 2013), di cui la voce più consistente è costituita da «crediti verso iscritti e terzi contribuenti» (56,7 milioni del 2015 contro i 57,8 milioni del 2014). Occorre, inoltre, segnalare che con deliberazione n. 7 del 28 gennaio 2016, il Consiglio di Pag. 10Amministrazione ha stabilito la inesigibilità di crediti per contributi previdenziali soggettivi, assistenziali, di maternità e per somme aggiuntive, per un ammontare complessivo pari a 661.825,26 euro. Tale importo è stato portato a perdita con rilevazione del relativo costo. Si tratta di crediti contributivi e per somme aggiuntive accertati relativamente a posizioni di iscritti dichiarati falliti, per i quali si è ritenuto opportuno adottare la dichiarazione di inesigibilità, a prescindere dalla intervenuta prescrizione, «considerato la peculiarità della situazione che ha fatto ritenere fortemente compromessa la possibilità di incassare gli importi ancora spettanti».
   Complessivamente, nel 2015 il valore del portafoglio titoli mobiliari (comprensivo sia dei titoli immobilizzati che di quelli non immobilizzati) risulta pari a 1,403 miliardi di euro e si incrementa, rispetto al 2014, di circa 185,4 milioni per effetto di un combinato incremento sia di quelli immobilizzati che di quelli iscritti nell'attivo circolante.
   Tra le immobilizzazioni materiali la voce più consistente è quella dei «Terreni e Fabbricati», che presenta nel Bilancio 2015 un valore pari a circa 124,6 milioni di euro. In materia di patrimonio immobiliare si rileva – come evidenziato anche nel corso dell'audizione del 17 marzo 2015 – che l'Ente non effettua investimenti diretti tramite acquisizione dal 1986 e anche nell'ultimo piano triennale degli investimenti non è prevista alcuna procedura di acquisto diretto. Secondo gli elementi forniti nel corso dell'audizione del 19 luglio 2017, il patrimonio gestito in forma diretta si compone di 1.022 unità, suddivise in 805 unità con destinazione a uso abitativo, 106 a uso negozio, 75 uffici, 35 locali a uso magazzino e un ufficio a uso strumentale. Le unità immobiliari sfitte sono rappresentate da 24 appartamenti a uso abitativo. Il tasso di occupazione è pari al 97 per cento.

  2.1 I proventi delle gestioni mobiliare e immobiliare
   Si riportano di seguito i rendimenti – tratti dal Bilancio 2015 – derivanti dalla gestione della componente immobiliare sia in termini complessivi che percentuali. Si rileva in particolare che:
    • La gestione immobiliare ha determinato, con riferimento all'esercizio 2015, un totale proventi per canoni pari a euro 13.880.420, in leggera contrazione rispetto all'esercizio 2014, quando il totale era stato pari a euro 14.151.135;
    • Il rendimento contabile lordo è 8,92%, mentre il rendimento contabile netto, che tiene conto dei costi diretti comprensivi, tra l'altro, della tassazione sugli immobili (IRES, IMU e TASI), nonché dei costi di gestione e detratto il recupero degli oneri accessori, risulta pari al 3,27% e pertanto in leggera riduzione rispetto all'esercizio precedente in cui il rendimento netto era risultato pari a 3,65%.
   La tabella che segue, tratta dalla Relazione della Corte dei Conti sul Bilancio 2015 dell'Ente, riporta i proventi complessivi dei canoni di locazione e i dati relativi al rendimento medio, lordo e netto, della gestione immobiliare negli esercizi dal 2010 al 2015.

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   Con riferimento alla gestione della componente mobiliare, l’asset allocation del portafoglio mobiliare nel 2015, calcolato sui valori medi d'investimento, ha la seguente composizione: fondo immobiliare 11,06 per cento (12,04 nel 2014); azionario 3,68 per cento (2,96 nel 2014); fondi Oicr 3,83 per cento (2,03 nel 2014); pronti contro termine e time deposit 0,00 per cento (analogamente nel 2014); obbligazionario 53,37 per cento (49,72 nel 2014); liquidità 28,06 per cento (33,24 nel 2014).
   Con riferimento al comparto obbligazionario che, come è desumibile dai dati sopra riportati, costituisce il principale investimento finanziario dell'Ente, è da rilevarsi, rispetto al capitale impiegato, una redditività del 2,84 per cento netto, di poco inferiore a quella dell'esercizio precedente (3,02 per cento). In particolare in termini assoluti il reddito netto del comparto obbligazionario - su un investimento medio pari nel 2015 a circa 972,1 milioni - è stato di 27,6 milioni, rispetto ai 25,2 milioni del 2014 (avendo a base un investimento di 832,1 milioni).
   L'investimento azionario ammonta complessivamente, al termine dell'esercizio, a 76,24 milioni di euro, in aumento rispetto all'esercizio precedente di oltre 18 milioni di euro. Si evidenzia come l'Ente presenti – come già sopra evidenziato – una contenuta esposizione della componente azionaria. Il rendimento contabile netto del segmento azionario è stato pari al 4,41%.
   Il rendimento netto complessivo della gestione patrimoniale (comparto mobiliare e immobiliare) è stato, nel 2015, di 46,754 milioni, contro i 52,411 milioni del 2014, mentre nella tabella che segue, tratta dal Bilancio consuntivo 2015, si riepilogano i tassi di rendimento lordi e netti del patrimonio, distintamente per classe di investimento:

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3. L'ANDAMENTO DELLA GESTIONE PREVIDENZIALE
   Per quanto riguarda le entrate provenienti dalla contribuzione previdenziale soggettiva, pari nel 2015 a 170,3 milioni di euro, si registra un contenuto incremento di circa 1,8 milioni di euro rispetto al dato registrato nel 2014 (168,6 milioni di euro), mentre nel 2013 il dato era risultato pari a 166,4 milioni di euro.
   Quanto alla ripartizione delle diverse aliquote contributive, continua ad aumentare il numero degli iscritti che opta per il contributo di solidarietà, risultato complessivamente pari a 19.798 unità; l'incremento è stato di 2.101 unità rispetto al 2014. A decorrere dal 1o gennaio 2014, è entrata in vigore la modifica dell'articolo 21 del Regolamento che ha riconosciuto, agli iscritti che si trovino in disoccupazione temporanea e involontaria e che optino per il versamento del contributo di solidarietà, la riduzione dello stesso, dal 3% all'1% del contributo intero. Il contributo di solidarietà è stato invece mantenuto al 3% per gli iscritti che svolgano attività professionale in regime di lavoro dipendente.
   Per quanto riguarda le prestazioni previdenziali, principale voce di uscita del bilancio dell'ENPAF, ne prosegue la flessione; infatti, nel 2015 l'uscita per prestazioni previdenziali ha registrato una diminuzione di oltre 2,5 milioni di euro rispetto all'esercizio precedente, passando da 159,6 milioni del 2014 a 156,9 milioni del 2015. Le cause di tali risultanze vanno ascritte alle modifiche regolamentari entrate in vigore dal 1o gennaio 2013 in materia di pensioni di vecchiaia e di pensioni di anzianità, rispettivamente con l'elevazione dell'età pensionabile e con l'aumento dell'anzianità contributiva.
   In merito alla ripartizione degli oneri relativi alle prestazioni pensionistiche del 2015, il 58% si riferisce a pensioni di vecchiaia, il 22% a pensioni di anzianità, mentre le pensioni ai superstiti incidono percentualmente per il 19%, e quasi l'1% è il peso percentuale delle pensioni di invalidità.

4. PROSPETTIVE NEL MEDIO-LUNGO PERIODO INDICATE NEL BILANCIO ATTUARIALE
   L'ultimo bilancio tecnico-attuariale approvato è stato redatto al 31.12.2014, tale documento considera l'evoluzione della gestione previdenziale fino al 2064, valutando un arco temporale di 50 anni.
   Dall'esame del bilancio tecnico attuariale emergono costanti avanzi di esercizio dal 2015 al 2064, con un incremento del patrimonio che da 1,96 miliardi di euro raggiungerà i 10,29 miliardi di euro al termine del cinquantennio. Il rapporto tra il patrimonio a fine esercizio, rapportato alle prestazioni pensionistiche erogate nel corso dello stesso, è previsto in crescita costante da 12 volte nel 2015 fino a 23 volte al termine del cinquantennio.
   Correlativamente all'incremento del patrimonio complessivo della Cassa il rapporto tra la riserva legale minima, pari a cinque volte le pensioni in essere nell'anno di riferimento, e il patrimonio dell'Ente decresce nel tempo in modo costante e significativo, passando dal 40% del 2015, al 21% del 2064 evidenziando.

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  5. Considerazioni conclusive
   Sulla base delle evidenze contabili e gestionali sopra riportate, che qui si intendono integralmente richiamate e parte essenziale del parere in merito ai documenti di bilancio in oggetto analizzati, si formulano le seguenti osservazioni:
    a) Il 2015 chiude con un avanzo di esercizio pari a 139,340 milioni, in flessione sul precedente esercizio per 10,273 milioni;
    b) Il risultato della gestione caratteristica mostra un andamento favorevole con un lieve decremento dei ricavi (0,3 per cento) ed una più significativa diminuzione dei costi (-3,3 per cento). Subisce infatti una flessione la spesa per prestazioni previdenziali e assistenziali per 5,403 milioni – anche in virtù degli effetti prodotti dall'elevazione dell'età pensionabile attuata con la riforma entrata in vigore il 1o gennaio 2013 – mentre il gettito complessivo dei contributi diminuisce di 0,741 milioni;
    c) in conseguenza dei sopraesposti dati il saldo della gestione previdenziale e assistenziale fa registrare nel 2015 un risultato positivo pari a 107,133 milioni, con un aumento di 4,7 milioni sul 2014;
    d) il rapporto tra numero degli iscritti (al netto dei versanti solo il contributo di solidarietà) e quello dei trattamenti pensionistici erogati risulta tendenzialmente crescente e pari a 2,68 nel 2014 e 2,73 nel 2015;
    e) Il valore del patrimonio netto è pari, a fine 2015, a 2,086 miliardi di euro (1,947 miliardi nel 2014) e supera ampiamente, con un indice di copertura pari a 13,3 annualità, il limite delle cinque annualità delle pensioni correnti, stabilito con il decreto interministeriale del 29 novembre 2007;
    f) nel 2015 la consistenza del portafoglio titoli mobiliari si attesta sulla cifra di 1,403 miliardi (con un incremento rispetto al 2014 di 185,4 milioni), mentre il valore del patrimonio immobiliare risulta pari a 124,6 milioni e sostanzialmente in linea con i valori dell'esercizio precedente, non effettuando da tempo l'Ente acquisizioni immobiliari in forma diretta;
    g) il rendimento medio degli immobili si attesta, nel 2015, su valori del 3,27 netto (3,65 nel 2014), mentre il comparto obbligazionario, che costituisce il principale investimento finanziario dell'Ente, fa registrare una redditività netta del 2,84 nel 2015 e del 3,02 nel 2014;
    h) le disponibilità liquide dell'Ente registrano tra il 2014 e il 2015 una diminuzione passando da 535,424 milioni a 493,949 milioni di euro, pur dovendosi evidenziare il permanere di una cifra piuttosto alta rispetto al valore complessivo del patrimonio;
    i) circa la formazione di crediti rispetto ai contributi dovuti, si evidenzia la consistenza degli stessi, che risultano significativi, essendo pari a 57,8 milioni nel 2014 e a 56,7 milioni nel 2015. Si sottolinea quindi l'esigenza che l'Ente ponga particolare attenzione a ogni utile iniziativa sul fronte dell'accertamento e quantificazione dei crediti e della lotta all'evasione contributiva;Pag. 14
    j) con riferimento alla gestione di cassa, il Collegio Sindacale, nel bilancio 2015, «raccomanda nuovamente all'Ente di continuare le azioni volte alla riscossione immediata dei crediti, con particolare attenzione verso quelli provenienti da esercizi passati, ovvero a ridurne la formazione, e comunque a verificarne l'esigibilità, nonché procedere al pagamento di quei debiti che possano dar luogo ad interessi di mora o altre somme aggiuntive». Si sottolinea quindi l'esigenza di verificare nei prossimi esercizi che l'Ente abbia posto in essere attenzione alla gestione della cassa;
    k) per quanto riguarda le stime del bilancio tecnico attuariale riferito al 31 dicembre 2014 per il periodo 2014-2063, si rileva che esse confermano, nel medio e nel lungo periodo, una situazione di stabilità economica dell'ENPAF.