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Speciale Provvedimenti

Politica economica e finanza pubblica
Finanza regionale e locale
D.L. 151/2013: Enti locali
informazioni aggiornate a lunedì, 3 marzo 2014

Il Governo, nella Conferenza dei presidenti di gruppo del 26 febbraio 2014, ha dichiarato di non insistere per la conversione del decreto-legge n. 151 del 2013 in materia di enti locali, già approvato dal Senato.Il provvedimento riproponeva alcune disposizioni già contenute nel decreto-legge n. 126 del 2013, anche esso decaduto per decorrenza dei termini di conversione. La mancata conversione in legge è stata dichiarata con comunicato del Ministero della giustizia del 1°marzo 2014.

Modifiche alla legge di stabilità 2014

Il provvedimento, che ripropone anche alcune disposizioni di un precedente decreto-legge (n.126 del 2013) la cui procedura di conversione in legge non si era conclusa per il ritiro dello stesso da parte del Governo, interviene in primo luogo, all'articolo 1, sulla legge di stabilità 2014, al cui riguardo, tra l'altro: rinvia dal 1° gennaio al 1°luglio 2014 le disposizioni sull'acquisto di pubblicità on line (c.d. web tax)e quelle sulla stabilizzazione dei lavoratori con contratto a tempo determinato presso alcune regioni; elimina, per la detraibilità delle spese per acquisto di mobili, il limite che dette spese non possano superare quelle per i lavori di ristrutturazione (in connessione ai quali è operato l'acquisto dei mobili); consente ai comuni il cui piano di riequilibrio finanziario non sia stato approvato nel termine di 30 giorni, un nuovo termine di 90 giorni per rinnovare la procedura di approvazione al fine di prevenire il dissesto; differisce dal 28 febbraio 2014 al 31 marzo 2014 alcuni termini relativi alla definizione agevolata delle somme iscritte a ruolo, nonché estendendo tali procedure anche in caso di debito tributario derivante da ingiunzione fiscale.

Immobili pubblici

Il provvedimento reca poi, all'articolo 2, disposizioni in materia di immobili pubblici, prevedendo che le amministrazioni dello Stato, delle regioni ed enti locali e degli organi costituzionali possono recedere dai contratti di locazione in corso al 15 dicembre 2013 comunicando entro il 30 giugno 2014 il relativo preavviso, con il perfezionarsi del recesso decorsi 180 giorni dallo stesso; viene inoltre prevista la possibilità di esercitare la facoltà di recesso anche per gli immobili dei fondi immobiliari. Con finalità di semplificazione della gestione degli immobili medesimi viene inoltre disposto l'esonero delle amministrazioni pubbliche dall'obbligo di consegnare al momento della cessione di immobili le dichiarazioni di conformità catastale; inoltre, nelle operazioni di dismissione di immobili appartenenti al patrimonio pubblico, l'attestato di prestazione energetica non dovrà essere necessariamente allegato al contratto di vendita, potendo invece acquisirsi successivamente agli atti di trasferimento. Si autorizza poi una spesa di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016 al fine di mettere a disposizione dell'Agenzia del demanio le somme per il pagamento degli oneri di urbanizzazione connessi alle operazioni di valorizzazione degli immobili dello Stato.

All'articolo 3 si interviene poi, tra l'altro, in materia di qualificazione delle imprese che hanno affidato lavorazioni in subappalto, al fine di colmare il vuoto normativo conseguente all'annullamento di alcune norme del D.P.R. n. 207/2010 (regolamento di attuazione del Codice dei contratti pubblici), nonché in materia di gare per l'affidamento della gestione dei servizi di trasporto regionale e locale: per queste, si escludono dalla possibilità di partecipazione alle gare le società destinatarie di affidamenti non conformi alla normativa comunitaria la cui durata ecceda il limite del 3 dicembre 2019.

Trasporti

In materia di trasporti l'articolo 3 reca diverse norme che riguardano: a) il trasporto regionale ferroviario della Regione Campania, per garantire gli obiettivi del piano di rientro, in corso di approvazione, dal disavanzo accertato delle società esercenti il trasporto regionale ferroviario nella Regione: vengono a tal fine attribuiti al Commissario specifici compiti in tema di tariffe e dotazione di personale e viene prorogato al 31 dicembre 2014 il divieto di azioni esecutive nei confronti delle società a partecipazione regionale esercenti il trasporto ferroviario regionale; b) la Regione Sicilia, autorizzando il Ministero dell'economia a corrispondere a Trenitalia S.p.A. le somme previste dal bilancio 2013 dello Stato, in relazione agli obblighi di servizio pubblico di trasporto ferroviario eserciti nella regione medesima, nelle more della stipula del nuovo contratto di servizio pubblico per i servizi di trasporto ferroviario per le regioni a statuto speciale; c) la Valle d'Aosta, per la quale si dispone il pagamento diretto per l'anno 2013, da parte dello Stato a Trenitalia S.p.A., della quota di 23 milioni di euro quale corrispettivo dovuto per i servizi ferroviari di interesse locale resi nel triennio 2011-2013 svolti nella Regione. Sempre in tema di trasporto ferroviario, viene infine autorizzato il proseguimento della regolazione dei rapporti tra lo Stato e il Gestore dell'infrastruttura ferroviaria sulla base del Contratto di programma 2007-2011, fino alla conclusione della procedura di approvazione del Contratto di programma - parte investimenti 2012-2016, al fine di consentire la prosecuzione degli interventi sulla rete ferroviaria nazionale e l'attuazione dei relativi programmi.

Roma capitale ed enti locali

Per quanto concerne Roma capitale, l'articolo 4 interviene in ordine alla Gestione commissariale della stessa, autorizzando il Commissario straordinario del Governo del comune di Roma ad inserire un importo di 115 milioni di euro, rinvenienti dalle ulteriori partite debitorie del comune anteriori all'avvio della Gestione commissariale (28 aprile 2008), nella massa passiva del piano di rientro in corso di esercizio da parte del Commissario medesimo; si interviene inoltre sulla gestione dei crediti di Roma Capitale verso le società partecipate, consentendo all'ente di riacquisire la titolarità di crediti (inseriti nella massa attiva di cui piano di rientro) verso le società partecipate, anche mediante compensazione con partite a debito inserite nella massa passiva. Di conseguenza, si autorizza Roma Capitale ad avvalersi di appositi piani pluriennali per il rientro dai crediti verso le proprie partecipate così riacquisiti, prevedendosi inoltre che le rate previste nei suddetti piani pluriennali possano essere estinte anche mediante compensazione con i corrispettivi dovuti dall'ente in base ai contratti di servizio con le società interessate. Il Comune dovrà predisporre entro due mesi un rapporto in ordine al disavanzo finora prodottosi e redigere di un piano triennale per il riequilibrio strutturale del bilancio. A Roma Capitale vengono altresì finalizzati 20 milioni nel triennio 2013-2015 per contribuire al superamento della crisi in atto nel ciclo di gestione integrata dei rifiuti nel territorio dell'ente.

Altre disposizioni che concernono gli enti locali sono contenute nell'articolo 5, che attribuisce per il 2013 al comune di Milano un contributo di 25 milioni di euro a titolo di concorso al finanziamento delle spese per l'Expo 2015, nonché all'articolo 6 per quanto alle province: per queste le norme intervengono relativamente alle modalità di riparto del fondo sperimentale di riequilibrio delle stesse per l'anno 2013, alle riduzioni da apportate al fondo medesimo per l'anno 2013 per effetto delle disposizioni di spending review, ed alla determinazione dei trasferimenti erariali non fiscalizzati da corrispondere delle province appartenenti alla Sicilia ed alla Sardegna per l'anno 2013.

Regione Sardegna

Sempre in tema di enti territoriali, l'articolo 7 reca diverse misure in favore della regione Sardegna, in connessione agli eventi meteorologici che hanno colpito la regione nel novembre 2013. Nello specifico, si prevede che i pagamenti dei tributi non versati a causa dei suddetti eventi siano effettuati tra il 24 gennaio 2014 ed il 17 febbraio 2014 senza applicazione di sanzioni ed interessi, e che i soggetti che hanno subito danni possono chiedere un finanziamento assistito dalla garanzia dello Stato della durata massima di 2 anni; a tal fine si autorizzano i soggetti finanziatori a contrarre finanziamenti, secondo contratti tipo definiti con apposita convenzione tra Cassa depositi e prestiti S.p.A. e l'Associazione bancaria italiana (ABI), fino ad un massimo di 90 milioni di euro. Viene in proposito previsto che i finanziamenti siano concessi nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato, individuandosi a tal fine la relativa procedura di verifica.

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