MENU DI NAVIGAZIONE DELLA SEZIONE

Salta il menu

MENU DI NAVIGAZIONE PRINCIPALE

Vai al contenuto

Fine contenuto

MENU DI NAVIGAZIONE DEL DOMINIO PARLAMENTO

INIZIO CONTENUTO

MENU DI NAVIGAZIONE DELLA SEZIONE

Salta il menu

Temi dell'attività parlamentare

Regione Valle d'Aosta
informazioni aggiornate a mercoledì, 18 marzo 2020

Con la legge di bilancio 2019 (legge n. 145 del 2018) ai commi 876-879, è stato recepito l'accordo tra il Governo e la Regione Valle d'Aosta in materia di finanza pubblica sottoscritto il 16 novembre 2018. L'accordo stabilisce il contributo della regione alla finanza pubblica a partire dall'anno 2018; disciplina nel dettaglio le possibilità e le modalità per lo Stato di modificare unilateralmente il contributo richiesto alla Regione ed attribuisce alla regione un contributo di 120 milioni di euro da destinare a spese di investimento in opere pubbliche.

Con l'accordo si intendono risolti i contenziosi ancora pendenti e la Regione si impegna a ritirare i ricorsi contro lo Stato pendenti dinnanzi alle diverse giurisdizioni relativi alle impugnative di leggi in materia di finanza pubblica e a rinunciare agli effetti finanziari positivi derivanti da pronunce di accoglimento di ricorsi pendenti.

 

In dettaglio il comma 877 quantifica l'ammontare del contributo alla finanza pubblica della Regione che è pari a 194,726 milioni di euro per il 2018, a 112,807 milioni per il 2019 e a 102,807 milioni annui a decorrere dal 2020.

La norma specifica che con il contributo così quantificato si intendono attuate le sentenze della Corte costituzionale n. 77 del 2015, n. 154 del 2017 e n. 103 del 2018, in cui, tra l'altro, viene esplicitato il principio di leale collaborazione che regola i rapporti tra lo Stato e le autonomie speciali.

 

Le sentenze citate riassumono in qualche modo l'ampia e ormai consolidata giurisprudenza costituzionale sul concorso delle regioni a statuto speciale alla finanza pubblica. Le regioni a statuto speciale sono tenute come tutti gli altri enti a contribuire alla riduzione del debito; esse non possono per la loro specialità sottrarsi ai doveri costituzionali di solidarietà politica, economica e sociale di cui il coordinamento della finanza pubblica è espressione. Il loro ordinamento costituzionale fa sì che i rapporti finanziari tra Stato e singola regione debbano essere regolati dal principio dell'accordo inteso come «vincolo di metodo (e non già di risultato) e declinato nella forma della leale collaborazione». Anche se tale principio, in casi particolari, può anche essere derogato (nella forma consentita dagli statuti); permangono comunque dei limiti all'azione unilaterale dello Stato come la transitorietà delle misure e la possibilità per la regione di continuare a svolgere le funzioni ad essa attribuite.
La Corte esorta da una parte il Governo ad evitare iniziative che si limitino ad estendere di volta in volta il limite temporale del concorso alla finanza pubblica, anziché ridefinire il quadro delle relazioni economiche e, dall'altra parte, esorta le autonomie speciali a non sottrarsi agli accordi bilaterali con lo Stato finalizzati a stabilire la quota della loro contribuzione al risanamento dei conti pubblici, anche in settori specifici (nel caso trattato dalla sentenza n. 103 del 2018, la riduzione del fabbisogno del Servizio sanitario nazionale).

 

La legge (comma 878) stabilisce, inoltre, che l'ammontare del contributo alla finanza pubblica dovuto dalla Regione, può essere modificato dallo Stato unilateralmente, vale a dire senza accordo con la Regione, solo se la variazione è limitata nel tempo, è adottata in presenza di "eccezionali esigenze di finanza pubblica" e l'ammontare dell'aumento non supera del 10 per cento l'importo del contributo. Qualora, per assicurare il rispetto delle norme europee in materia di riequilibrio del bilancio pubblico, sia necessario un ulteriore aumento, senza l'accordo con la Regione, l'aumento complessivo non può comunque superare il 20 per cento del contributo.

Il comma 879, infine, riconosce alla Regione un trasferimento complessivo di 120 milioni di euro da destinare a spese di investimento in opere pubbliche. L'importo è erogato negli anni 2019-2025 in ragione di 10 milioni annui nel primo biennio e 20 milioni annui nel restante quinquennio. Tale finanziamento è erogato esplicitamente "a titolo transattivo e a saldo e stralcio di ogni reciproca pretesa" fra le parti.

Con il suddetto accordo del 16 novembre 2018, si ritengono superate le norme adottate con la legge di bilancio 2018 (comma 841) proprio nelle more della definizione dei rapporti tra lo Stato e la regione e che hanno ridotto gli accantonamenti a carico della Valle d'Aosta a titolo di concorso alla finanza pubblica di 45 milioni per il 2018, di 100 milioni per il 2019 e di 120 milioni annui a decorrere dal 2020.

Successivamente il decreto legge n. 34 del 2019 (art. 33-ter, comma 6) introduce un comma aggiuntivo dopo l'art.1, comma 886, della legge di bilancio per il 2019, che dispone in ordine alle modalità con cui lo Stato acquisisce il contributo alla finanza pubblica della regione autonoma Valle d'Aosta stabilito dal citato comma 877. La norma stabilisce che le somme di pertinenza della regione sono versate all'erario (con imputazione sul capitolo 3465, articolo 1, capo X, dell'entrata del bilancio dello Stato) entro il 10 agosto 2019 per il corrente anno ed entro il 30 aprile di ciascun anno per gli anni successivi. In mancanza di tali versamenti all'entrata del bilancio dello Stato entro i termini suddetti, il Ministero dell'economia e delle finanze è autorizzato a trattenere gli importi corrispondenti, a valere sulle somme a qualsiasi titolo spettanti alla regione, anche avvalendosi dell'Agenzia delle entrate per le somme introitate per il tramite dell'Ufficio Struttura di gestione della stessa Agenzia.

 

Quanto alle precedenti modifiche all'ordinamento finanziario della regione, conseguenti la procedura pattizia, si segnala:

  • l'accordo del 21 luglio 2015, concernente il patto di stabilità per il 2014 e il 2015, l'assunzione da parte della regione degli oneri del trasporto ferroviario regionale e la compensazione della perdita di gettito subita dalla regione negli anni 2011-2014 causata dalla diversa determinazione dell'accisa sull'energia elettrica e sugli alcolici;
  • l'adozione delle norme di attuazione dello statuto in materia di coordinamento e di raccordo tra la finanza statale e regionale (D.Lgs. 20 novembre 2017, n. 184) che disciplinano la capacità impositiva della regione in relazione all'istituzione di tributi propri e nuovi tributi locali e la capacità di manovra sui tributi locali istituiti con legge statale e sui tributi erariali devoluti, in special modo su quei tributi afferenti alle attività più strettamente connesse con l'agricoltura montana.

 

L'accordo sottoscritto con la regione Valle d'Aosta il 21 luglio 2015, oltre a disciplinare il patto di stabilità interno per il 2014 e 2015 per la regione e gli enti locali del suo territorio, contiene la definizione dei rapporti finanziari concernenti il subentro della regione allo Stato nei rapporti attivi e passivi con Trenitalia S.p.A. per i servizi di trasporto ferroviari locali in ambito regionale, nonché la definizione dei contenziosi pendenti tra Stato e regione. Con l'accordo le parti si sono inoltre impegnate ad assicurare l'applicazione delle norme in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio di cui decreto legislativo n. 118 del 2011, nei confronti della Regione e degli enti locali, con o senza norma di attuazione, a decorrere dall'esercizio 2016. I contenuti principali dell'accordo sono stati recepiti dall'art. 8-bis del D.L. 78/2015. In particolare la norma stabilisce il subentro della regione Valle d'Aosta allo Stato nei rapporti con il gestore dei servizi di trasporto ferroviario regionale, di cui la regione medesima assume in via definitiva gli oneri a far data dal 1° gennaio 2011; a tal fine viene corrisposto alla regione un contributo aggiuntivo per il 2015 di circa 120 milioni.

La legge di bilancio 2017 (L. 232/2016, art. 1, comma 518) ha poi provveduto (ancora in attuazione dell'accordo del luglio 2015) a compensare definitivamente la regione Valle d'Aosta della perdita di gettito subita dalla regione negli anni 2011-2014 causata dalla diversa determinazione dell'accisa sull'energia elettrica e sugli alcolici (imposte che spettano alla regione rispettivamente per l'intero gettito e per i 9 decimi) e, in relazione al concorso agli obiettivi di finanza pubblica, stabilisce l'applicazione, anche alla regione Valle d'Aosta delle norme sul pareggio di bilancio a decorrere dal 2017 (comma 484).
La legge di bilancio 2017 ha altresì stabilito (comma 517) la restituzione alla regione Valle d'Aosta delle somme che lo Stato aveva trattenuto a titolo di concorso della regione stessa alla riduzione del fabbisogno sanitario per gli anni dal 2012 al 2015, sulla base di norme censurate dalla Corte costituzionale.

 

Le norme di attuazione dello statuto in materia di coordinamento e di raccordo tra la finanza statale e regionale sono contenute nel decreto legislativo 184 del 2017, esplicitamente adottato «tenendo presenti gli svantaggi strutturali permanenti del territorio montano». La norma disciplina la capacità impositiva della regione in relazione all'istituzione di tributi propri e nuovi tributi locali e la capacità di manovra sui tributi locali istituiti con legge statale e sui tributi erariali devoluti, in special modo su quei tributi afferenti alle attività più strettamente connesse con l'agricoltura montana.

In particolare la regione può istituire tributi propri con riguardo ai presupposti non altrimenti assoggettati ad imposizione e nuovi tributi locali; può modificare aliquote e prevedere esenzioni e detrazioni per i tributi interamente devoluti alla regione e disciplinare criteri, modalità e limiti di applicazione nel proprio territorio di tutti i tributi locali istituiti con legge statale, anche in deroga alla medesima legge. Con riferimento ai tributi erariali devoluti, inoltre, la norma stabilisce la possibilità per la regione di prevedere esenzioni, detrazioni e deduzioni anche totali in materia di tasse e tributi relativi all'agricoltura, alle attività di trasformazione dei prodotti della stessa e al settore agro silvo pastorale. Vengono inoltre trasformati in tributi regionali propri, ferma restando la possibilità per la regione di non istituirli, una serie di tributi ‘minori' (abilitazione professionale, occupazione spazi e aree pubbliche, concessioni regionali, emissioni sonore aeromobili) ed è attribuita alla regione la competenza di disciplinare la tassa automobilistica (fermo restando i limiti previsti dalla legislazione statale) come già avvenuto per le regioni a statuto ordinario con il D.Lgs. 68/2011 (articolo 8).

In relazione all'ordinamento finanziario della regione, l'articolo 6 della norma di attuazione stabilisce che gli effetti finanziari della norma contenuta nella legge di stabilità 2015 - che attribuisce alla regione un trasferimento di 70 milioni di euro annui a decorrere dal 2015, a compensazione della perdita di gettito subita nella determinazione della accisa sull'energia elettrica (L. 190/2014, comma 525) - sono modificabili esclusivamente con la procedura per la formazione delle norme di attuazione (art. 48-bis statuto) e non invece con la procedura ‘semplificata' prevista dallo statuto (art. 50, comma 5) per l'emanazione e la modifica dell'ordinamento finanziario della regione (legge dello Stato, in accordo con la Giunta regionale).

Si ricorda che l'articolo 48-bis dello statuto (L.cost. 4/1948) stabilisce che le norme di attuazione dello statuto sono emanate con decreti legislativi sulla base del testo elaborato nell'ambito della sede concertativa della Commissione paritetica (costituita in modo paritario da rappresentanti del Governo e della regione) e sottoposto al parere del Consiglio regionale. L'art. 50 dello statuto disciplina invece la revisione dello statuto stesso; il comma 5, in riferimento all'ordinamento finanziario, stabilisce che l'ordinamento finanziario della regione è disciplinato e modificato - «con legge dello Stato, in accordo con la Giunta regionale».
Si segnala infine che con decreto legislativo 20 dicembre 2019, n. 174 sono state adottate norme di attuazione dello statuto speciale concernenti il Collegio dei revisori dei conti; organo di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica dell'ente, che la Regione dovrà istituire con proprio atto e che opera in posizione di indipendenza e che agisce in raccordo con la sezione di controllo della Corte dei conti per la Regione Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste.

Con la legge di bilancio 2019 (legge n. 145 del 2018) ai commi 876-879, è stato recepito l'accordo tra il Governo e la Regione Valle d'Aosta in materia di finanza pubblica sottoscritto il 16 novembre 2018. L'accordo stabilisce il contributo della regione alla finanza pubblica a partire dall'anno 2018; disciplina nel dettaglio le possibilità e le modalità per lo Stato di modificare unilateralmente il contributo richiesto alla Regione ed attribuisce alla regione un contributo di 120 milioni di euro da destinare a spese di investimento in opere pubbliche.

Con l'accordo si intendono risolti i contenziosi ancora pendenti e la Regione si impegna a ritirare i ricorsi contro lo Stato pendenti dinnanzi alle diverse giurisdizioni relativi alle impugnative di leggi in materia di finanza pubblica e a rinunciare agli effetti finanziari positivi derivanti da pronunce di accoglimento di ricorsi pendenti.

 

In dettaglio il comma 877 quantifica l'ammontare del contributo alla finanza pubblica della Regione che è pari a 194,726 milioni di euro per il 2018, a 112,807 milioni per il 2019 e a 102,807 milioni annui a decorrere dal 2020.

La norma specifica che con il contributo così quantificato si intendono attuate le sentenze della Corte costituzionale n. 77 del 2015, n. 154 del 2017 e n. 103 del 2018, in cui, tra l'altro, viene esplicitato il principio di leale collaborazione che regola i rapporti tra lo Stato e le autonomie speciali.

 

Le sentenze citate riassumono in qualche modo l'ampia e ormai consolidata giurisprudenza costituzionale sul concorso delle regioni a statuto speciale alla finanza pubblica. Le regioni a statuto speciale sono tenute come tutti gli altri enti a contribuire alla riduzione del debito; esse non possono per la loro specialità sottrarsi ai doveri costituzionali di solidarietà politica, economica e sociale di cui il coordinamento della finanza pubblica è espressione. Il loro ordinamento costituzionale fa sì che i rapporti finanziari tra Stato e singola regione debbano essere regolati dal principio dell'accordo inteso come «vincolo di metodo (e non già di risultato) e declinato nella forma della leale collaborazione». Anche se tale principio, in casi particolari, può anche essere derogato (nella forma consentita dagli statuti); permangono comunque dei limiti all'azione unilaterale dello Stato come la transitorietà delle misure e la possibilità per la regione di continuare a svolgere le funzioni ad essa attribuite.
La Corte esorta da una parte il Governo ad evitare iniziative che si limitino ad estendere di volta in volta il limite temporale del concorso alla finanza pubblica, anziché ridefinire il quadro delle relazioni economiche e, dall'altra parte, esorta le autonomie speciali a non sottrarsi agli accordi bilaterali con lo Stato finalizzati a stabilire la quota della loro contribuzione al risanamento dei conti pubblici, anche in settori specifici (nel caso trattato dalla sentenza n. 103 del 2018, la riduzione del fabbisogno del Servizio sanitario nazionale).

 

La legge (comma 878) stabilisce, inoltre, che l'ammontare del contributo alla finanza pubblica dovuto dalla Regione, può essere modificato dallo Stato unilateralmente, vale a dire senza accordo con la Regione, solo se la variazione è limitata nel tempo, è adottata in presenza di "eccezionali esigenze di finanza pubblica" e l'ammontare dell'aumento non supera del 10 per cento l'importo del contributo. Qualora, per assicurare il rispetto delle norme europee in materia di riequilibrio del bilancio pubblico, sia necessario un ulteriore aumento, senza l'accordo con la Regione, l'aumento complessivo non può comunque superare il 20 per cento del contributo.

Il comma 879, infine, riconosce alla Regione un trasferimento complessivo di 120 milioni di euro da destinare a spese di investimento in opere pubbliche. L'importo è erogato negli anni 2019-2025 in ragione di 10 milioni annui nel primo biennio e 20 milioni annui nel restante quinquennio. Tale finanziamento è erogato esplicitamente "a titolo transattivo e a saldo e stralcio di ogni reciproca pretesa" fra le parti.

Con il suddetto accordo del 16 novembre 2018, si ritengono superate le norme adottate con la legge di bilancio 2018 (comma 841) proprio nelle more della definizione dei rapporti tra lo Stato e la regione e che hanno ridotto gli accantonamenti a carico della Valle d'Aosta a titolo di concorso alla finanza pubblica di 45 milioni per il 2018, di 100 milioni per il 2019 e di 120 milioni annui a decorrere dal 2020.

Successivamente il decreto legge n. 34 del 2019 (art. 33-ter, comma 6) introduce un comma aggiuntivo dopo l'art.1, comma 886, della legge di bilancio per il 2019, che dispone in ordine alle modalità con cui lo Stato acquisisce il contributo alla finanza pubblica della regione autonoma Valle d'Aosta stabilito dal citato comma 877. La norma stabilisce che le somme di pertinenza della regione sono versate all'erario (con imputazione sul capitolo 3465, articolo 1, capo X, dell'entrata del bilancio dello Stato) entro il 10 agosto 2019 per il corrente anno ed entro il 30 aprile di ciascun anno per gli anni successivi. In mancanza di tali versamenti all'entrata del bilancio dello Stato entro i termini suddetti, il Ministero dell'economia e delle finanze è autorizzato a trattenere gli importi corrispondenti, a valere sulle somme a qualsiasi titolo spettanti alla regione, anche avvalendosi dell'Agenzia delle entrate per le somme introitate per il tramite dell'Ufficio Struttura di gestione della stessa Agenzia.

 

Quanto alle precedenti modifiche all'ordinamento finanziario della regione, conseguenti la procedura pattizia, si segnala:

  • l'accordo del 21 luglio 2015, concernente il patto di stabilità per il 2014 e il 2015, l'assunzione da parte della regione degli oneri del trasporto ferroviario regionale e la compensazione della perdita di gettito subita dalla regione negli anni 2011-2014 causata dalla diversa determinazione dell'accisa sull'energia elettrica e sugli alcolici;
  • l'adozione delle norme di attuazione dello statuto in materia di coordinamento e di raccordo tra la finanza statale e regionale (D.Lgs. 20 novembre 2017, n. 184) che disciplinano la capacità impositiva della regione in relazione all'istituzione di tributi propri e nuovi tributi locali e la capacità di manovra sui tributi locali istituiti con legge statale e sui tributi erariali devoluti, in special modo su quei tributi afferenti alle attività più strettamente connesse con l'agricoltura montana.

 

L'accordo sottoscritto con la regione Valle d'Aosta il 21 luglio 2015, oltre a disciplinare il patto di stabilità interno per il 2014 e 2015 per la regione e gli enti locali del suo territorio, contiene la definizione dei rapporti finanziari concernenti il subentro della regione allo Stato nei rapporti attivi e passivi con Trenitalia S.p.A. per i servizi di trasporto ferroviari locali in ambito regionale, nonché la definizione dei contenziosi pendenti tra Stato e regione. Con l'accordo le parti si sono inoltre impegnate ad assicurare l'applicazione delle norme in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio di cui decreto legislativo n. 118 del 2011, nei confronti della Regione e degli enti locali, con o senza norma di attuazione, a decorrere dall'esercizio 2016. I contenuti principali dell'accordo sono stati recepiti dall'art. 8-bis del D.L. 78/2015. In particolare la norma stabilisce il subentro della regione Valle d'Aosta allo Stato nei rapporti con il gestore dei servizi di trasporto ferroviario regionale, di cui la regione medesima assume in via definitiva gli oneri a far data dal 1° gennaio 2011; a tal fine viene corrisposto alla regione un contributo aggiuntivo per il 2015 di circa 120 milioni.

La legge di bilancio 2017 (L. 232/2016, art. 1, comma 518) ha poi provveduto (ancora in attuazione dell'accordo del luglio 2015) a compensare definitivamente la regione Valle d'Aosta della perdita di gettito subita dalla regione negli anni 2011-2014 causata dalla diversa determinazione dell'accisa sull'energia elettrica e sugli alcolici (imposte che spettano alla regione rispettivamente per l'intero gettito e per i 9 decimi) e, in relazione al concorso agli obiettivi di finanza pubblica, stabilisce l'applicazione, anche alla regione Valle d'Aosta delle norme sul pareggio di bilancio a decorrere dal 2017 (comma 484).
La legge di bilancio 2017 ha altresì stabilito (comma 517) la restituzione alla regione Valle d'Aosta delle somme che lo Stato aveva trattenuto a titolo di concorso della regione stessa alla riduzione del fabbisogno sanitario per gli anni dal 2012 al 2015, sulla base di norme censurate dalla Corte costituzionale.

 

Le norme di attuazione dello statuto in materia di coordinamento e di raccordo tra la finanza statale e regionale sono contenute nel decreto legislativo 184 del 2017, esplicitamente adottato «tenendo presenti gli svantaggi strutturali permanenti del territorio montano». La norma disciplina la capacità impositiva della regione in relazione all'istituzione di tributi propri e nuovi tributi locali e la capacità di manovra sui tributi locali istituiti con legge statale e sui tributi erariali devoluti, in special modo su quei tributi afferenti alle attività più strettamente connesse con l'agricoltura montana.

In particolare la regione può istituire tributi propri con riguardo ai presupposti non altrimenti assoggettati ad imposizione e nuovi tributi locali; può modificare aliquote e prevedere esenzioni e detrazioni per i tributi interamente devoluti alla regione e disciplinare criteri, modalità e limiti di applicazione nel proprio territorio di tutti i tributi locali istituiti con legge statale, anche in deroga alla medesima legge. Con riferimento ai tributi erariali devoluti, inoltre, la norma stabilisce la possibilità per la regione di prevedere esenzioni, detrazioni e deduzioni anche totali in materia di tasse e tributi relativi all'agricoltura, alle attività di trasformazione dei prodotti della stessa e al settore agro silvo pastorale. Vengono inoltre trasformati in tributi regionali propri, ferma restando la possibilità per la regione di non istituirli, una serie di tributi ‘minori' (abilitazione professionale, occupazione spazi e aree pubbliche, concessioni regionali, emissioni sonore aeromobili) ed è attribuita alla regione la competenza di disciplinare la tassa automobilistica (fermo restando i limiti previsti dalla legislazione statale) come già avvenuto per le regioni a statuto ordinario con il D.Lgs. 68/2011 (articolo 8).

In relazione all'ordinamento finanziario della regione, l'articolo 6 della norma di attuazione stabilisce che gli effetti finanziari della norma contenuta nella legge di stabilità 2015 - che attribuisce alla regione un trasferimento di 70 milioni di euro annui a decorrere dal 2015, a compensazione della perdita di gettito subita nella determinazione della accisa sull'energia elettrica (L. 190/2014, comma 525) - sono modificabili esclusivamente con la procedura per la formazione delle norme di attuazione (art. 48-bis statuto) e non invece con la procedura ‘semplificata' prevista dallo statuto (art. 50, comma 5) per l'emanazione e la modifica dell'ordinamento finanziario della regione (legge dello Stato, in accordo con la Giunta regionale).

Si ricorda che l'articolo 48-bis dello statuto (L.cost. 4/1948) stabilisce che le norme di attuazione dello statuto sono emanate con decreti legislativi sulla base del testo elaborato nell'ambito della sede concertativa della Commissione paritetica (costituita in modo paritario da rappresentanti del Governo e della regione) e sottoposto al parere del Consiglio regionale. L'art. 50 dello statuto disciplina invece la revisione dello statuto stesso; il comma 5, in riferimento all'ordinamento finanziario, stabilisce che l'ordinamento finanziario della regione è disciplinato e modificato - «con legge dello Stato, in accordo con la Giunta regionale».
Si segnala infine che con decreto legislativo 20 dicembre 2019, n. 174 sono state adottate norme di attuazione dello statuto speciale concernenti il Collegio dei revisori dei conti; organo di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica dell'ente, che la Regione dovrà istituire con proprio atto e che opera in posizione di indipendenza e che agisce in raccordo con la sezione di controllo della Corte dei conti per la Regione Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste.