Camera dei deputati

Vai al contenuto

Sezione di navigazione

Menu di ausilio alla navigazione

MENU DI NAVIGAZIONE PRINCIPALE

Vai al contenuto

Resoconti delle Giunte e Commissioni

Vai all'elenco delle sedute >>

CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 5 novembre 2013
116.
XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni (I)
ALLEGATO

ALLEGATO 1

5-01323 Pilozzi: Gestione delle pratiche di cittadinanza presso la prefettura di Roma.

TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA

  Signor Presidente, onorevoli deputati,
  con l'interrogazione all'ordine del giorno l'onorevole Pilozzi riporta all'attenzione del Governo la delicata questione dei tempi di definizione delle pratiche di concessione della cittadinanza da parte della prefettura di Roma.
  Nel rispondere alla precedente richiesta – sempre in questa Commissione lo scorso 27 giugno – sono state indicate alcune iniziative in corso o che sarebbero state avviate, ed è stato ricordato che negli ultimi anni si è registrato un consistente aumento delle richieste di cittadinanza che, anche per la complessità dell'istruttoria, ha determinato alcune difficoltà nel concludere i procedimenti entro i termini prescritti.
  Voglio comunque evidenziare che l'adozione di alcune misure di razionalizzazione e semplificazione delle procedure – come il decentramento della competenza per l'adozione dei provvedimenti in materia di acquisto della cittadinanza iure matrimonii – ha consentito alla prefettura di Roma di definire circa il 95 per cento delle pratiche presentate, con un trend che continua ad essere positivo. Rimangono invece le criticità legate ai procedimenti di acquisto della cittadinanza per residenza. In questo caso, si attendono risultati positivi, in termini di contenimento dei tempi di definizione delle istanze, dall'avvio della procedura di acquisizione on line della documentazione presentata dal richiedente, attualmente in via di sperimentazione in alcune prefetture pilota.
  Non si può negare che un ulteriore fattore di criticità è rappresentato dalla carenza di organico degli uffici e dalla difficoltà a provvedere all'integrazione di personale per le note esigenze di contenimento della spesa pubblica.
  Del resto le ridotte capacità assunzionali previste dalla normativa vigente che, già a partire dal 2010, ha, come noto, limitato il reintegro del personale annualmente cessato dal servizio al solo 20 per cento, non consentono il ripianamento annuale delle consistenti carenze di personale.
  Tale situazione, che già crea notevoli disagi sia in sede centrale che periferica, è destinata ad aggravarsi in vista dei prossimi interventi di riduzione delle dotazioni organiche che dovranno essere disposti entro il mese di giugno 2014, come previsto dal decreto-legge n. 93 del 2013.
  Anche per questi motivi il piano di assegnazione relativo alle assunzioni autorizzate di personale contrattualizzato – che appare comunque limitato rispetto alle esigenze – ha dovuto necessariamente tenere conto delle sedi, ormai numerose su tutto il territorio nazionale, che presentano gravissime criticità nella copertura dei relativi organici, con particolare riferimento a quelle con carenze pari o superiori al 50 per cento.
  Per quanto concerne, in particolare, le peculiari esigenze della prefettura di Pag. 18Roma, il Ministero dell'interno è costantemente impegnato ad attivare, ogni utile strumento atto a garantire le dotazioni di personale necessarie per sopperire anche alle criticità rappresentate dall'onorevole Pilozzi.
  Ricordo in proposito che presso la prefettura sono state nel tempo, e anche di recente, disposte o rinnovate 30 assegnazioni temporanee di personale contrattualizzato, molte delle quali senza termine di scadenza.

Pag. 19

ALLEGATO 2

5-01324 Fiano: Emergenza legata all'afflusso di profughi siriani a Milano.

TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA

  Signor Presidente, onorevoli deputati,
  Come ricordato nell'atto di sindacato ispettivo, tra il 16 ed il 18 ottobre scorso, circa 200 cittadini siriani si sono riversati presso la stazione centrale di Milano, dove hanno sostato, talora in condizione critiche sotto l'aspetto igienico-sanitario, manifestando l'intenzione di dirigersi nel nord Europa.
  Nella circostanza la polizia ferroviaria si è adoperata, d'intesa con la società di gestione dello scalo ferroviario, al fine di consentire alle associazioni di volontariato di accedere presso l'impianto, anche nelle ore notturne, per fornire assistenza ai profughi, mediante la distribuzione di pasti caldi e coperte.
  Il successivo 19 ottobre, l'amministrazione comunale, in accordo con la prefettura, ha predisposto un piano per l'accoglienza degli stranieri in due diverse strutture site in via Novara ed in via Aldini, dove sono ospitati tali cittadini stranieri, che peraltro rifiutano l'identificazione per non precludersi la possibilità di accedere alla protezione internazionale nei Paesi del nord Europa.
  Non è stata più rilevata la presenza di altri gruppi di cittadini siriani, né presso le stazione Centrale di Milano, né presso altri scali ferroviari del capoluogo.
  Bisogna riconoscere che i dati relativi alla grave situazione di crisi in Siria rivelano un trend molto preoccupante sulla presenza di rifugiati.
  L'intensificazione degli sbarchi degli ultimi mesi ha fatto dell'Italia uno dei Paesi con il maggior numero di migranti siriani.
  Tuttavia – come gli ultimi fatti hanno tragicamente dimostrato – lo scenario italiano presenta caratteristiche del tutto peculiari rispetto agli altri Stati, dovute alla necessità di fronteggiare quotidianamente flussi via mare e di intervenire spesso in acque non territoriali per soccorrere i migranti in difficoltà.
  È sempre più evidente che per chi arriva sulle nostre coste l'Italia rappresenti, in moltissimi casi, solo la prima tappa di un viaggio verso l'Europa.
  Di fronte a questa realtà, il regolamento di Dublino, ancorato al principale criterio della competenza dello Stato di primo ingresso, rappresenta una risposta inadeguata e insufficiente.
  L'Europa non può più eludere questo tema.
  Gli sforzi di adeguamento e di miglioramento del quadro normativo comunitario, che hanno richiesto l'adozione di disposizioni per la gestione integrata delle frontiere esterne (EUROSUR), non possono da soli bastare.
  Occorre produrre un eccezionale impegno anche sul piano operativo, basato sul rafforzamento dei controlli delle frontiere esterne, con il massimo coinvolgimento di FRONTEX. La questione è stata posta con determinazione all'ultimo Consiglio GAI dell'8 ottobre scorso dove è stato previsto il rafforzamento dell'Agenzia, ma anche la costituzione di una task force sotto la guida della Commissione Europea per una gestione comune del fenomeno migratorio. A tal fine è stato previsto lo stanziamento di 30 milioni di euro per l'Italia. La task force si è già riunita lo scorso 24 ottobre ed ha esaminato Pag. 20le proposte presentate dal nostro Paese per la realizzazione di progetti per prevenire eventi tragici come quelli accaduti recentemente a Lampedusa.
  Occorre, inoltre, proseguire nell'azione di coinvolgimento dei Paesi terzi, in special modo di quelli di origine e transito dei flussi, incoraggiandone e premiandone la collaborazione attraverso una lungimirante politica di rapporti bilaterali.
  Ed, infine, occorre contrastare con energia le filiere del traffico internazionale dei migranti, migliorando l'efficacia delle reti di cooperazione giudiziaria e di polizia, nonché i livelli di intelligence investigativa.
  In questa direzione è stata avviata l'operazione «Mare nostrum» che avrà un effetto deterrente per chi pensa di fare impunemente traffico di essere umani.
  L'Italia, per contro, ha fatto molto per potenziare la capacità ricettiva delle sue strutture, programmando il significativo ampliamento del suo sistema di accoglienza e portandolo nel giro di due anni fino a 16 mila unità.
  Le iniziative assunte dal Governo italiano, immediatamente dopo l'immane tragedia di Lampedusa dei primi giorni di ottobre, sono tutte volte a sollecitare e coinvolgere le Istituzioni europee al massimo livello.
  In questa direzione, nei recenti vertici del Consiglio GAI e del Consiglio europeo, il nostro Paese ha chiesto con fermezza che l'intera Unione senta come sua la questione migratoria, ormai non più determinata dalla sola spinta economica.
  L'Unione europea sembra, ora, finalmente disposta ad affrontare il dramma del mediterraneo secondo principi di solidarietà.
  La Commissione europea, in particolare, sta sviluppando un Programma di protezione regionale volto al rafforzamento della capacità a lungo termine dei Paesi confinanti con la Siria per aiutarli a sostenere il flusso di rifugiati in linea con gli standard internazionali.
  Il coordinamento delle attività di assistenza e di accoglienza è affidato al Tavolo di coordinamento nazionale, riunitosi lo scorso 23 ottobre per esaminare proposte operative per fronteggiare gli arrivi degli stranieri, in raccordo con le regioni, province e comuni.
  La questione dell'accoglienza di rifugiati siriani verrà, inoltre, a breve, anche approfondita nel corso della prossima riunione dal Tavolo composto dal Ministero degli affari esteri e dell'interno, dove sarà valutata l'istituzione di un piano nazionale di solidarietà con particolare riguardo ai casi di maggior vulnerabilità.
  Infine ricordo che recentemente, per fronteggiare le esigenze straordinarie connesse all'eccezionale flusso di stranieri sul territorio nazionale, è stato istituito presso il Ministero dell'interno un fondo con una dotazione complessiva di 190 milioni di euro, per l'anno 2013, di cui 30 milioni verranno destinati all'accoglienza, ed i rimanenti alle altre esigenze connesse alla gestione del fenomeno. È stato inoltre incrementato di 20 milioni di euro, sempre per il corrente anno, il fondo nazionale per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, istituito presso il ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Pag. 21

ALLEGATO 3

5-01325 Nuti: Utilizzo dei fondi europei per l'immigrazione.

TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA

  Signor Presidente, onorevoli deputati,
  con l'interrogazione all'ordine del giorno l'onorevole Nuti chiede notizie in merito all'impiego, dal 2007 ad oggi, dei fondi europei dedicati all'immigrazione.
  Al riguardo, voglio premettere che l'utilizzo dei fondi può essere consentito solo per il conseguimento delle finalità per le quali sono stati costituiti.
  Tale previsione, pertanto, esclude la possibilità di finanziare, ad esempio, interventi emergenziali o situazioni straordinarie estranee agli scopi della programmazione.
  Le attività finanziate dai Fondi Europei, inoltre, non si esauriscono in una sola annualità, potendo concludersi in anni successivi a quello di riferimento, con la conseguenza che possono essere ancora in corso i controlli per determinare l'importo effettivamente speso. Con riguardo all'annualità 2012, pertanto, i progetti finanziati possono essere in fase di avvio o attuazione mentre per il 2013 sono ancora in fase di selezione o di approvazione.
  Alla gestione dei finanziamenti per l'immigrazione, l'asilo e le frontiere, di competenza del Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell'interno, è dedicato il «Fondo Europeo per le Frontiere Esterne 2007-2013», istituito per il co-finanziamento dell'Unione Europea (al 50 per cento) di iniziative dirette a rafforzare l'attività di controllo e sorveglianza delle frontiere esterne dell'Unione, secondo i principi dell'Accordo di Schengen.
  Oltre la polizia di Stato, beneficiano di tale Fondo la guardia di Finanza, la marina militare, il Corpo delle capitanerie di porto ed, infine, il Ministero degli affari esteri.
  Il budget complessivo del Fondo nel periodo considerato nel periodo 2007-2010 è stato di oltre 157 milioni di euro, con una percentuale media di utilizzo delle risorse assegnate, relativamente ai programmi riferibili al medesimo periodo, di oltre il 92 per cento. Per gli anni 2011-2013 sono stati stanziati circa 338 milioni per progetti ancora in corso di attuazione o approvazione da parte della Commissione europea.
  Ricordo, inoltre, che il Fondo di 190 milioni di euro, menzionato nell'atto di sindacato ispettivo, è attualmente in corso di istituzione per fronteggiare le esigenze straordinarie connesse all'eccezionale flusso di stranieri sul territorio nazionale. Per il dipartimento della pubblica sicurezza è prevista l'attribuzione di circa 160 milioni di euro da destinare alla copertura di esigenze correnti di funzionamento, che non possono essere finanziate con risorse economiche di provenienza comunitaria. I rimanenti 30 milioni verranno destinati all'accoglienza degli stranieri.
  Ai fini dell'attuazione delle politiche di integrazione dei cittadini stranieri, lo Stato italiano si avvale, quale strumento finanziario, del Fondo Europeo per l'Integrazione di cittadini di Paesi terzi. I destinatari del Fondo sono cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti in Italia, nonché i cittadini che si trovano all'estero e possono entrare legalmente in Italia. Da tale target è esclusa la categoria dei rifugiati e richiedenti asilo.
  I principali beneficiari dei finanziamenti erogati sono le amministrazioni centrali e le loro articolazioni territoriali e le amministrazioni locali, unitamente ad associazioni, Pag. 22ONLUS, università, istituti scolastici e di ricerca, organismi governativi o intergovernativi, organismi ed organizzazioni internazionali.
  Nel corso del periodo di programmazione 2007-2010, a fronte di una dotazione comunitaria di oltre 50 milioni di euro, ne sono stati impegnati e spesi circa il 90 per cento del totale. Per gli anni 2011-2013 sono stati stanziati oltre 98 milioni di euro per progetti sottoposti ancora a controllo delle autorità competenti ovvero in corso di attuazione.
  Il Fondo Europeo per i Rifugiati (FER), invece, è stato istituito per il periodo 2008-2013 per sostenere e promuovere gli sforzi compiuti dagli Stati membri in vista dell'accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo e finanzia progetti di «capacity building» per creare soluzioni di accoglienza durature nel tempo.
  Destinatari di tale Fondo sono gli enti locali e le associazioni che si occupano di rifugiati e di richiedenti protezione internazionale.
  Nel corso del periodo di programmazione 2008-2010, rispetto alle risorse stanziate di oltre 21 milioni di euro, ne sono state utilizzate circa l'87 per cento. Per il periodo 2011-2013 sono stati assegnati più di 40 milioni di euro per progetti sottoposti ancora a controllo da parte delle autorità competenti ovvero ancora in fase di attuazione.
  Il Fondo Europeo per i Rimpatri (FR), infine, istituito per il periodo 2008-2013, è finalizzato a sostenere gli sforzi compiuti dagli Stati membri per migliorare la gestione del rimpatrio in tutte le sue dimensioni.
  In particolare, è stata finanziata l'attuazione di programmi di Rimpatrio Volontario Assistito e di Reintegrazione, nonché le azioni volte a supportare e potenziare il rimpatrio forzato.
  Il Fondo ha finanziato, inoltre, mediante specifici corsi di formazione, gli operatori del settore, nonché la creazione e l'aggiornamento di una struttura informatica per l'informazione dei potenziali beneficiari.
  Nel periodo di programmazione 2008-2010, rispetto alle risorse assegnate per oltre 18 milioni di euro, ne sono state utilizzate circa il 91 per cento.
  Per gli anni 2011-2013 sono stati stanziati complessivamente più di 25 milioni di euro; anche in tal caso i progetti sono in fase di attuazione ovvero sottoposti a controllo da parte delle autorità competenti.
  Va ricordato, in conclusione, che la differenza tra le risorse stanziate dalla Commissione Europea e quanto effettivamente richiesto a rimborso dall'Italia è in larga parte dovuto all'esito dei controlli effettuati dalle competenti Autorità dei Fondi. Grazie a tali verifiche è stato possibile riscontrare la mancata rendicontazione ovvero l'inammissibilità di talune spese sostenute dai responsabili dei progetti.