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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 23 settembre 2015
509.
XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Politiche dell'Unione europea (XIV)
ALLEGATO

ALLEGATO

Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di cittadinanza
(C. 9 d'iniziativa popolare e abb.)

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

  La XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea),
   esaminata la proposta di legge di iniziativa popolare C. 9 e abb., recante modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di cittadinanza;
   richiamate le disposizioni del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE) in tema di non discriminazione e cittadinanza dell'Unione, e in particolare le norme contenute agli articoli 18 e 20 che prevedono, rispettivamente, il divieto di discriminazione effettuata in base alla nazionalità e l'istituzione di una cittadinanza dell'Unione per chiunque abbia la cittadinanza di uno Stato membro, che si aggiunge alla cittadinanza nazionale e non la sostituisce;
   ferma restando la competenza dei singoli Stati membri nel determinare i modi di acquisto e perdita della cittadinanza, e ribadito che la concessione della cittadinanza nazionale è disciplinata da ciascuno Stato membro sulla base delle proprie leggi, che differiscono da uno Stato membro all'altro;
   preso atto che l'allargamento dell'Unione europea ha determinato un notevole incremento nel numero di cittadini dell'Unione che risiedono al di fuori del proprio Stato membro di origine;
   richiamato il primo programma in materia di libertà, sicurezza e giustizia adottato dal Consiglio europeo di Tampere del 1999, che include tra i propri obiettivi quello di offrire ai cittadini dei paesi terzi che soggiornano legalmente in maniera prolungata l'opportunità di ottenere la cittadinanza dello Stato membro in cui risiedono;
   ricordato altresì il Programma dell'Aja per il rafforzamento dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia nell'Unione europea, in cui si evidenzia la necessità di massimizzare le ricadute positive dell'immigrazione, sottolineando la centralità dell'integrazione per prevenire l'isolamento e l'esclusione sociale delle comunità immigrate e si incoraggiano gli Stati membri a portare avanti politiche d'integrazione per contribuire alla comprensione e al dialogo fra le religioni e le culture;
   ritenuto che l'integrazione degli immigrati rappresenta un prerequisito fondamentale per l'esercizio dei loro diritti nel loro Stato membro di residenza come evidenziato dalla Commissione europea nella Comunicazione del 10 settembre 2005 «Un'agenda comune per l'integrazione – Quadro per l'integrazione dei cittadini di paesi terzi nell'Unione europea» (COM(2005)0389);
   richiamata altresì la risoluzione del Parlamento europeo del 2 aprile 2009 sui problemi e le prospettive concernenti la cittadinanza europea, nella quale si invitano gli Stati membri a riesaminare le leggi sulla cittadinanza e ad esplorare le possibilità di rendere più agevole per i cittadini non nazionali l'acquisizione della cittadinanza e il godimento dei pieni diritti, nonché ad adottare una politica più energica in materia di integrazione finalizzata ad attribuire loro diritti ed obblighi Pag. 174paragonabili a quelli dei cittadini dell'Unione europea;
   richiamato, da ultimo, il Programma di Stoccolma del 2010 che stabilisce una nuova agenda per l'Unione europea in materia di giustizia, libertà e sicurezza per il periodo 2010-2014, in cui – preso atto che la diversità arricchisce l'Unione europea – si sollecita l'adozione di misure per garantire un'Europa aperta e sicura al servizio e a tutela dei cittadini, proponendo di riservare una particolare attenzione ai diritti dei minori; più in generale, il Consiglio europeo auspica un rafforzamento della politica di integrazione che – trattandosi di uno degli obiettivi della politica comune in materia di immigrazione – dovrebbe essere proattiva e più incisiva, ponendo al centro l'integrazione e i diritti dei migranti, al fine di realizzare un'Europa della solidarietà,
   esprime

PARERE FAVOREVOLE.