ALLEGATO
Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri concernente la ripartizione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017). Atto n. 421.
RILIEVI DELIBERATI DALLA COMMISSIONE
La VIII Commissione,
esaminato lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri concernente la ripartizione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017) (atto n. 421);
premesso che:
la crisi economico-finanziaria si è prolungata negli anni ed ha inciso significativamente sulla spesa pubblica in conto capitale, in particolare sugli investimenti, e oggi le politiche per la crescita sono indispensabili per il sostegno alla ripresa economica e per il rilancio dell'occupazione;
già nell'anno in corso il Governo ha invertito l'andamento di riduzione della spesa e la variazione positiva si rafforza nel biennio 2018-2019, considerato che la spesa per investimenti aumenta di quasi 4 miliardi tra il 2016 e il 2019 e l'auspicio è che si possa ancora far crescere questa tendenza;
l'articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio per il 2017-2019) ha previsto l'istituzione di un Fondo, nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, con una dotazione di 1.900 milioni di euro per l'anno 2017, 3.150 milioni per l'anno 2018, 3.500 milioni per l'anno 2019 e 3.000 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2032, per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese in una serie di settori di spesa elencati nella norma, che incidono su ambiti di intervento rientranti nelle materie di competenza della VIII Commissione;
il Fondo è infatti volto a finanziare interventi nei settori di spesa relativi, tra l'altro a: trasporti, viabilità, mobilità sostenibile; infrastrutture, anche relative alla rete idrica e alle opere di collettamento, fognatura e depurazione; difesa del suolo, dissesto idrogeologico, risanamento ambientale e bonifiche; edilizia pubblica, compresa quella scolastica; prevenzione del rischio sismico; investimenti per la riqualificazione urbana e per la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia; eliminazione delle barriere architettoniche;
apprezzato che:
gli ambiti di intervento a cui sono destinate le risorse del Fondo sono stati oggetto negli anni di sollecitazioni nei confronti del Governo, contenute anche in atti di indirizzo approvati dall'VIII Commissione, in cui si rilevava, tra l'altro, la necessità di una diffusa pianificazione nell'ambito della difesa del suolo, della prevenzione del rischio idrogeologico e sismico, delle bonifiche, della riqualificazione e della messa in sicurezza del patrimonio pubblico esistente, nonché dell'efficientamento delle infrastrutture viarie, ferroviarie e idriche;
il superamento della finanziabilità e della definizione dei fondi, sulla base di programmi di spesa annuali nell'ambito delle leggi di stabilità, consente di eliminare l'incertezza nella programmazione degli interventi Pag. 187da realizzare e permette una maggiore capacità pianificatoria, corredata da un quadro di risorse su cui poter contare nelle fasi di realizzazione dei programmi di investimento;
il Fondo reca infatti una consistente dotazione, ripartita su un orizzonte pluriennale (2017-2032) e dispone di uno stanziamento complessivo di 47,5 miliardi in termini di stanziamento di bilancio, che dovrà essere accompagnata da una opportuna programmazione scandita negli anni e le cui modalità di utilizzo potranno favorire la compartecipazione di organismi bancari nazionali ed internazionali, che potrà favorire un effetto leva sugli investimenti a cui saranno destinate le risorse;
considerato che:
il citato comma 140 prevede l'adozione di uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con i Ministri interessati, in relazione ai programmi presentati dalle amministrazioni centrali dello Stato, con i quali sono individuati gli interventi da finanziare e i relativi importi, indicando, ove necessario, le modalità di utilizzo dei contributi, sulla base di criteri di economicità e di contenimento della spesa, anche attraverso operazioni finanziarie con oneri di ammortamento a carico del bilancio dello Stato, con la Banca europea per gli investimenti, con la Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa, con la Cassa depositi e prestiti Spa e con i soggetti autorizzati all'esercizio dell'attività bancaria e creditizia, compatibilmente con gli obiettivi programmati di finanza pubblica;
lo schema di decreto provvede a ripartire la rimanente quota del Fondo, ossia della quota al netto delle assegnazioni effettuate con il decreto-legge n. 50 del 2017 e con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri relativo al finanziamento di interventi per il recupero delle periferie, sul quale si sono già espresse le competenti Commissioni parlamentari (atto del Governo n. 409), che ammonta a 46.043,9 milioni di euro, suddivisi tra quote imputate alle annualità 2017-2032;
le indicazioni in merito agli interventi che ciascun Ministero intende perseguire con le risorse assegnate sono contenute nella relazione illustrativa e che la definizione delle proposte è stata fatta anche in base all'effettiva spendibilità degli interventi oltre che nel rispetto delle prescrizioni normative;
preso atto degli elementi di informazione forniti nel corso dell'audizione del Ministro dell'economia e delle finanze presso la V Commissione, in base ai quali:
le proposte presentate dai Ministeri sono state ulteriormente valutate sulla base di criteri quali: l'immediato avvio degli interventi, le ricadute sul mercato interno, la pluriennalità dell'intervento e la capacità di programmazione degli interventi su un orizzonte di più lungo periodo;
il primo settore di spesa riguarda gli interventi per trasporti, viabilità, mobilità sostenibile, sicurezza stradale, riqualificazione e accessibilità delle stazioni ferroviarie a cui sono destinate risorse per un totale di circa 19 miliardi di euro: in tale ambito, rientrano gli interventi relativi alla rete ferroviaria per oltre 10 miliardi di euro (attraverso il finanziamento del contratto di programma RFI), all'ammodernamento della rete viaria nazionale per circa 7 miliardi di euro (di cui 5,5 miliardi per il contratto di programma ANAS e 875 milioni per il piano di manutenzione straordinaria della rete di interesse nazionale), al ripristino delle strade danneggiate dai recenti eventi sismici per 574 milioni, nonché al sostegno al trasporto pubblico locale per 1,6 miliardi di euro (di cui 900 milioni per il trasporto rapido di massa nelle città, 300 milioni per il parco automezzi e 400 milioni per il Piano nazionale delle ferrovie non interconnesse);
al settore di spesa riguardante le infrastrutture, anche relative alla rete idrica e alle opere di collettamento fognatura e depurazione, è assegnato un importo totale di 3 miliardi di euro, nel cui ambito rileva, oltre al finanziamento di interventi nei sistemi portuali per 541 Pag. 188milioni (dei quali 221 milioni interessano il completamento del sistema MOSE), il finanziamento – per un importo di 860 milioni – del Fondo per la progettazione di fattibilità delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese previsto dall'articolo 202 del nuovo codice dei contratti pubblici e di cui al decreto legislativo 50 del 2016, che consentirà di agevolare la programmazione degli interventi e di valutarne più correttamente la fattibilità;
la destinazione delle predette risorse al Fondo per la progettazione contribuirà alla ridefinizione della programmazione infrastrutturale nell'ambito della project review, basata su una nuova logica di pianificazione e sui nuovi criteri per la valutazione degli investimenti;
al settore riguardante la difesa del suolo, il dissesto idrogeologico, il risanamento ambientale e le bonifiche sono destinati 857 milioni di euro, di cui 240 milioni per il dissesto idrogeologico e 600 per il risanamento ambientale (da amianto e sostanze inquinanti);
al settore dell'edilizia pubblica, compresa quella scolastica, il decreto assegna 5,6 miliardi di euro, relativi a interventi nell'ambito dell'edilizia scolastica;
il decreto attribuisce una specifica rilevanza alla prevenzione del rischio sismico per la quale sono stanziati complessivamente 5,2 miliardi, di cui 2 miliardi per il progetto cosiddetto «Casa Italia» e 3,2 per interventi antisismici;
gli investimenti per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie e delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia integrano quelle già disposte con il primo decreto di riparto;
con riguardo all'eliminazione delle barriere architettoniche, è previsto un finanziamento di 150 milioni di euro destinato alla promozione di interventi di adeguamento di immobili privati ove risiedono soggetti con limitata capacità di movimento;
rilevato che:
gli interventi finanziati saranno monitorati nell'ambito della Banca dati delle amministrazioni pubbliche (BDAP);
appare comunque opportuno che sia fornita distinta evidenza del quadro degli interventi finanziati e delle relative risorse assegnate su base pluriennale, nonché degli esiti del monitoraggio sull'avanzamento delle procedure tecniche e finanziarie, sia nell'ambito dei documenti di economia e finanza, sia nei documenti di bilancio, al fine di consentire una verifica puntuale dell'utilizzo delle risorse e dell'efficienza della realizzazione degli interventi medesimi,
DELIBERA
di esprimere i seguenti rilievi:
valuti la Commissione di merito l'opportunità di esplicitare in alcuni settori di spesa, in particolare in quelli in cui rientrano gli investimenti di competenza del Ministero dell'ambiente, i criteri e gli interventi da finanziare, anche con riferimento al coordinamento con la programmazione regionale;
valuti la Commissione di merito l'opportunità di prevedere che, nell'ambito dei documenti di finanza pubblica concernenti la programmazione e il bilancio dei vari Ministeri, si forniscano elementi di informazione circa i programmi finanziati, la capacità di spesa annuale e pluriennale, nonché la definizione degli interventi, ai fini della verifica dell'effettivo utilizzo delle risorse e dello stato di avanzamento degli interventi stessi;
valuti la Commissione di merito l'opportunità che il finanziamento delle indagini sulla vulnerabilità sismica degli immobili riguardi non solo quelli dello Stato, ma tutti gli immobili pubblici, considerato che ad oggi tali spese non rientrano nella classificazione delle spese per investimenti.