Frontespizio Relazione Progetto di Legge
XVII LEGISLATURA
 

CAMERA DEI DEPUTATI


   N. 4673


PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa del deputato MARROCU
Introduzione della pratica musicale e canora nelle scuole primarie
Presentata il 3 ottobre 2017


      

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Onorevoli Colleghi! – La presente proposta di legge nasce dall'esigenza di promuovere l'insegnamento della pratica musicale in modo progressivo coniugando la formazione di ordine intellettuale-disciplinare con quella artistica e musicale, a partire dalla scuola primaria, con il supporto di docenti adeguatamente formati e in possesso di titoli specifici nonché di giovani musicisti provenienti dalla carriera accademica abilitati alla professione didattica.
      La proposta di legge intende:

          a) favorire la diffusione della pratica musicale e canora nelle scuole primarie a partire dalla prima classe della scuola primaria con l'inserimento dello studio di uno strumento musicale o del canto individuale quale materia curricolare;

          b) valorizzare e far conoscere attività ed esperienze metodologiche già praticate in altre nazioni europee ed extraeuropee;

          c) sperimentare una metodologia didattica, come quella dell'insegnamento pratico della musica, quale valido strumento per contrastare il disagio giovanile, l'abbandono degli studi e la dispersione scolastica, nonché favorire l'inclusione e l'integrazione;

          d) valorizzare lo studio pratico della musica.

      La riforma dell'istruzione musicale in Italia è stata varata nel 1999 e oggi i conservatori di musica sono considerati, al pari delle università, istituzioni abilitate a rilasciare un titolo di studio del medesimo valore della laurea magistrale.
      Sono stati istituiti i licei musicali mentre le scuole secondarie di primo grado a indirizzo musicale sono operative fin dagli anni ’70 (allora denominate scuole medie inferiori).
      Ciò che manca è la possibilità di studiare uno strumento musicale nella scuola primaria.
      Molto è stato fatto dal Comitato nazionale per l'apprendimento pratico della musica

presieduto dall'ex Ministro Luigi Berlinguer.
      Grazie all'impegno di tale organismo sono stati attivati in alcune scuole primarie i laboratori di strumento a partire dalle classi terze attraverso il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca n. 8 del 31 gennaio 2011, che ha introdotto la possibilità per le autonomie scolastiche di istituire lo studio pratico della musica nell'ultimo triennio della scuola primaria.
      Quello che si vuole introdurre con la presente proposta di legge è il riconoscimento del valore sociale e formativo dello studio pratico della musica per i bambini di età inferiore a otto anni, come dimostrato da numerosi studi scientifici di valore internazionale.
      Con l'insegnamento pratico della musica, come già rilevato, si può intervenire per prevenire il disagio giovanile, il bullismo e la dispersione scolastica; inoltre, lo studio di uno strumento musicale aiuta i bambini a migliorarsi e a esprimere la loro sensibilità. È quindi un investimento sul futuro, nonché sul principio educativo alla bellezza e alla consapevolezza del valore delle arti. Uno dei tanti esempi nel mondo è l'asilo Pestaolizzi-Froebel a Schoeneberg, una struttura che sorge nel vecchio cuore multiculturale di Berlino ovest. Qui, tra palazzi jugendstil, ristoranti etnici, bistrò e moschee, Daniel Barenboim, uno dei più grandi musicisti al mondo, ha presentato più di dieci anni fa un suo straordinario esperimento: il primo asilo musicale d'Europa e probabilmente del mondo.
      L'esperimento di Barenboim coinvolgeva un kindergarten di Schoeneberg, un quartiere di Berlino ovest dove il ceto medio tedesco conviveva con il fenomeno migratorio proveniente dalla Turchia e dall'est Europa.
      «Saranno i bambini a fare una rivoluzione nella nostra società, grazie all'apprendimento della musica», spiegava, ai cronisti giunti dal tutto il mondo, il celebre maestro. «Insegnare la musica fin dal kindergarten può portare a mutamenti radicali e profondi nella società. Mutamenti in meglio, senza violenza».
      Non si tratta di utopia, ma di un ragionamento da approfondire e sviluppare.
      Gli esperti del Max-Planck-institut, il tempio della scienza moderna e della ricerca in Germania, appoggiarono Barenboim con forza e senza riserve. «Il bambino», afferma Wolf Singer, direttore del reparto di ricerca cerebrale del Planck, «deve essere condotto dai primi anni nel mondo della musica, senza la quale cresce come un adulto emotivamente azzoppato».
      Un'altra indagine scientifica importante è quella del dipartimento di psicologia dell'università di Milano-Bicocca condotta su quindici musicisti (pianoforte, violino, violoncello, tromba, clarinetto, flauto, organo, composizione, direzione d'orchestra) del conservatorio Verdi di Milano e su altrettante persone con nessuna competenza musicale.
      La ricerca dimostra che chi è in grado di leggere il pentagramma ha una «marcia in più»: nel cervello dei musicisti, infatti, si attiva un'area del linguaggio solitamente «spenta» nelle altre persone.
      La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica «Neuropsychologia» e condotta in collaborazione con il Consiglio nazionale delle ricerche presso il laboratorio di elettrofisiologia cognitiva della Bicocca, può avere applicazioni positive anche nella cura della dislessia.
      «È noto che imparare a suonare bene uno strumento musicale – spiega Alice Mado Proverbio, docente di psicobiologia e psicologia fisiologica e coordinatrice dello studio – modifica la connettività cerebrale e la struttura funzionale del cervello, sia a livello di materia grigia che di materia bianca, velocizzando il transfer inter-emisferico, migliorando il controllo e la coordinazione motoria e l'elaborazione uditiva dei suoni». «Noi abbiamo dimostrato che il cervello dei musicisti che hanno iniziato a studiare musica da piccoli, entro gli 8 anni, è anche più veloce nel riconoscere le parole. Per farlo, abbiamo confrontato l'elaborazione visiva delle note e delle parole in 30 persone destrimani, registrando la loro attività bioelettrica sincronizzata (Erp) in risposta a parole e note in un pentagramma».
      I ricercatori hanno scoperto che studiare musica da piccoli modifica i meccanismi neurali di lettura delle parole, qualunque sia la predisposizione genetica delle persone.
      Mediante l'applicazione di una tecnica di neuroimmagine elettromagnetica è stato osservato, infatti, che durante l'analisi di simboli alfabetici le persone prive di conoscenze musicali attivavano solo la regione per le parole (detta anche visual word form area, situata nel giro fusiforme della corteccia occipito/temporale, BA37) e il giro occipitale inferiore di sinistra (BA18), mentre nei musicisti queste regioni si attivavano su entrambi gli emisferi, raddoppiando il volume corticale impegnato.
      Per la comprensione simbolica delle note è infatti necessaria una raffinata analisi spaziale di tipo globale in cui eccelle l'emisfero destro. I musicisti, a differenza delle altre persone sottoposte all'esperimento, utilizzavano dunque le cortecce visive di entrambi gli emisferi cerebrali, dando vita a un meccanismo neurale in parte comune per l'analisi delle parole e delle note nel pentagramma. Lo studio della musica all'inizio dell'alfabetizzazione svilupperebbe, dunque, un centro di analisi visiva simbolica anche a destra, che verrebbe poi utilizzato sia per le parole che per le note.
      Un'ulteriore conferma degli straordinari benefìci, oltre che sociali, culturali e comportamentali, anche di natura cognitiva.
      Secondo i ricercatori fra i sei e gli otto anni di età ci sarebbe infatti una vera e propria «finestra sensibile», durante la quale un «allenamento musicale» riesce a interagire con il normale sviluppo cerebrale modificandolo in positivo, producendo cambiamenti a lungo termine con effetti vantaggiosi sulle abilità motorie, psicologiche e psicofisiche.
      Anche la studiosa Virginia Penhune, psicologa della Concordia university di Montréal e coordinatrice di un analogo studio, ha raggiunto le stesse conclusioni.
      Tutta la comunità scientifica quindi è concorde sugli straordinari benefìci dello studio pratico della musica a partire dai sei anni di età.
      Diventa pertanto prioritario investire in tale senso e prevedere un anno zero, l'anno scolastico 2018/2019, a partire dal quale rendere curricolare lo studio pratico di uno strumento musicale a scelta dell'alunno, quale punto di partenza per avere una società migliore.
      La copertura finanziaria, di modesta entità rispetto agli straordinari benefìci che la società ne trarrà per il suo futuro, si può desumere dai dati dell'Istituto nazionale di statistica sulla popolazione scolastica potenziale.
      Lo studio pratico della musica sarà quindi introdotto a partire dall'anno scolastico 2018/2019 per tutti i bambini iscritti alla prima classe della scuola primaria con lezioni individuali di 30 minuti effettuate in un arco didattico di 25 settimane per un totale di 12,5 ore per ciascun bambino iscritto. Il percorso poi proseguirà fino alla quinta classe.
      Per il primo anno di entrata in vigore della legge la popolazione scolastica potenziale iscritta alla prima classe della scuola primaria sarà pari a 534.890, per un totale di 6.686.125 ore di lezioni individuali.
      Considerando un costo orario pari a euro 20 lordi a ora a carico del bilancio dello Stato, la copertura finanziaria della legge sarà garantita per il primo anno con un fondo di euro 133.722.500, che dovrà aumentare proporzionalmente su base annua secondo la popolazione scolastica potenziale per le nuove iscrizioni fino a completare le cinque annualità della scuola primaria.
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PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.
(Oggetto).

      1. A partire dall'anno scolastico 2018/2019 è istituito, quale materia curricolare, l'insegnamento della pratica musicale e canora nella prima classe della scuola primaria.
      2. L'insegnamento di cui al comma 1 del presente articolo è gestito dai comuni in conformità a quanto disposto dall'articolo 2, nel rispetto, comunque, dell'autonomia delle istituzioni scolastiche.
      3. Per ciascun alunno sono previste 12,5 ore di lezione individuale di strumento musicale o di canto che si sommano al normale orario curricolare programmato alla data di entrata in vigore della presente legge.
      4. Di norma il monte ore di cui al comma 3 è suddiviso in venticinque lezioni di 30 minuti ciascuna.
      5. I docenti di musica individuati dai vigenti programmi di studio delle scuole primarie garantiscono il loro supporto per l'insegnamento della pratica musicale e canora al fine di facilitare l'alfabetizzazione degli alunni in forma propedeutica e di consentire loro di affrontare tale pratica con maggiori cognizione e consapevolezza.
      6. L'insegnamento della pratica musicale e canora inizia il 5 novembre 2018 e si conclude al termine dell'anno scolastico.
      7. Ai fini dell'insegnamento della pratica musicale e canora, la scelta dello strumento deve essere effettuata dagli alunni entro il 6 ottobre 2018 attraverso un apposito modulo che è distribuito il primo giorno di scuola e, comunque, entro il 29 settembre 2018.

Art. 2.
(Gestione dell'insegnamento della pratica musicale e canora da parte dei comuni).

      1. I comuni sede di una scuola civica di musica o che hanno in corso le procedure

per l'istituzione di una scuola civica di musica possono candidarsi per la gestione dell'insegnamento della pratica musicale e canora presentando un'apposita richiesta ai competenti uffici scolastici provinciali entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
      2. I comuni che non presentano la richiesta di cui al comma 1 sono sostituiti dai comuni, anche non competenti territorialmente, che hanno dichiarato la loro disponibilità per la gestione dell'insegnamento della pratica musicale e canora.
      3. Di norma il compenso orario che il comune può erogare al docente dell'insegnamento della pratica musicale e canora, individuato mediante procedure ad evidenza pubblica o tramite manifestazione d'interesse, non può eccedere l'importo di euro 20 lordi.
Art. 3.
(Copertura finanziaria).

      1. Presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca è istituito un apposito fondo per l'insegnamento della pratica musicale e canora nelle scuole primarie con una dotazione pari a euro 133.722.500 per la copertura degli interventi relativi all'anno scolastico 2018/2019.
      2. Per gli anni scolastici successivi al 2018/2019, la dotazione del fondo di cui al comma 1 è aumentata in modo proporzionale alla popolazione scolastica che fruisce dell'insegnamento di cui al medesimo comma 1 e deve garantire che, entro l'anno scolastico 2022/2023, tale insegnamento copra l'intero ciclo della scuola primaria, con un onere complessivo che non può comunque superare la la cifra di euro 668.612.500.
      3. Il fondo di cui al comma 1 può essere finanziato anche mediante contributi degli enti locali, di sponsor, di organismi pubblici e privati e dell'utenza interessata, secondo modalità definite da un apposito regolamento adottato con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, d'intesa con i

rappresentanti dei comuni, delle autonomie scolastiche e delle scuole civiche di musica di ciascuna regione, individuati previa candidatura da trasmettere al citato Ministro entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
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