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CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 3 luglio 2018
30.
XVIII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Ambiente, territorio e lavori pubblici (VIII)
COMUNICATO
Pag. 53

SEDE REFERENTE

      Martedì 3 luglio 2018. — Presidenza del presidente Alessandro Manuel BENVENUTO. Interviene il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare, on.  Salvatore Micillo.

      La seduta comincia alle 14.35.

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati.
C. 85 Vignaroli, C. 103 Braga e C. 414 Muroni.

(Esame e rinvio – adozione del testo base pdl C. 85 Vignaroli).

      La Commissione inizia l'esame dei provvedimenti in titolo.

      Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente, avverte che risulta presentata – ma non ancora assegnata alla Commissione – la proposta di legge C. 785 Cortelazzo ed altri, anch'essa vertente sulla medesima materia. Non appena assegnata alla Commissione si provvederà quindi al suo abbinamento alle proposte in esame.
      Ricorda che la riunione della Conferenza dei presidenti di Gruppo del 27 giugno 2018 ha previsto per lunedì 9 luglio l'inizio dell'esame in Assemblea di tale argomento. Pertanto, nella riunione dell'Ufficio di presidenza già convocata per oggi stesso si procederà a definirne i tempi complessivi di esame.

      Stefano VIGNAROLI (M5S), relatore, riferisce alla Commissione sulle abbinate proposte di legge C. 85 Vignaroli ed altri, C. 103 Braga e altri, nonché C. 414 Muroni recanti l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.
      Sottolinea che obiettivo delle citate iniziative legislative è dunque l'istituzione per la legislatura in corso di un organismo bicamerale di inchiesta di cui fin dalla XIII legislatura il Parlamento ha ritenuto di dotarsi. Ricorda altresì che nell'ultimo mandato parlamentare di essa ha fatto parte insieme alla collega Braga che ne ha anche assunto la presidenza. Rileva che i contenuti delle citate proposte sono molto simili tra loro, in quanto ricalcano quanto previsto dalla legge istitutiva approvata nel primo semestre della scorsa legislatura (legge n.  1 del 2014). Ritiene pertanto che Pag. 54si possa registrare fin d'ora un'ampia condivisione tra i gruppi sia degli obiettivi di indagine sia dei principali caratteri operativi della istituenda Commissione.
      Nel ricordare che, in massima parte le attribuzioni elencate nell'articolo 1 delle proposte sono coerenti con i compiti già assegnati agli analoghi organismi delle precedenti legislature, ritiene meritevole di segnalazione il fatto che le due proposte a prima firma Vignaroli e Braga rechino entrambe talune innovazioni e specificazioni dell'attività di inchiesta. A differenza della legge approvata nella scorsa legislatura si prevede, infatti, che la Commissione verifichi anche lo stato di attuazione delle operazioni di bonifica dei siti inquinati.
      Segnala inoltre che entrambe chiamano la Commissione ad esercitare i suoi poteri di inchiesta anche sull'attuazione della «normativa vigente in materia ambientale». Tuttavia, nella iniziativa legislativa a sua prima firma – a differenza di quella della collega Braga – il campo è circoscritto, in quanto si prevede che tale ambito di indagine avvenga «segnatamente per quanto riguarda la gestione dei rifiuti pericolosi». Su tale aspetto in particolare si dichiara disponibile ad individuare una soluzione intermedia tra le due proposte.
      Aggiunge che la sola proposta di legge a sua prima firma inserisce due nuovi compiti. Il primo compito si riferisce all'accertamento delle cause del fenomeno degli incendi negli impianti di deposito, trattamento e smaltimento dei rifiuti ovvero in siti abusivi di discarica. Il secondo concerne il compito di individuare tecnologie e procedimenti in campo ambientale consolidate e sperimentali, meritevoli di sviluppo e di diffusione su scala nazionale. Anche su quest'ultimo aspetto, così come sulle attività illecite relative alla gestione degli impianti di depurazione delle acque, si riserva di proporre una riformulazione che possa essere condivisa dagli altri colleghi.
      Nel rinviare alla documentazione predisposta dagli Uffici con riguardo agli ulteriori contenuti normativi ed alle eventuali differenze tra i testi in esame, conclude osservando che l'istituzione in tempi rapidi della Commissione inquirente rappresenterebbe un segnale importante dello Stato di attenzione e di contrasto di un fenomeno grave e che, purtroppo, appare molto diffuso.
      Le relazione approvate nella scorsa legislatura costituiscono, da un lato, una doverosa testimonianza e, dall'altro lato, un potente stimolo ad intervenire con ogni risorsa a disposizione degli apparati pubblici per prevenire e punire l'avvelenamento dei territori e i pervasivi connubi criminali che si arricchiscono con gli illeciti ambientali di ogni tipo.
      Ritiene grave disperdere quel patrimonio di conoscenza documentale e di rapporti che l'Istituzione parlamentare tramite questo organo ha intessuto con i soggetti (in primo luogo le procure della Repubblica) più esposti nella lotta alle «ecomafie», da cui è scaturito un efficace sistema di contrasto al fenomeno di cui si potrà avvalere il nuovo organismo, una volta costituito.
      Si riserva in conclusione di valutare le osservazioni e i rilievi che emergeranno nel corso del dibattito, ai fini di eventuali modifiche al testo che verrà adottato come testo base.

      Il sottosegretario Salvatore MICILLO si riserva di intervenire nel corso dell'esame del provvedimento.

      Chiara BRAGA (PD), nel concordare con il collega Vignaroli sull'importanza di istituire anche nella presente legislatura una Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, preannuncia la volontà di introdurre alcune puntuali e limitatissime modifiche al testo, che derivano dall'esperienza maturata nella scorsa legislatura. In particolare, con riguardo alla verifica dell'attuazione della normativa in campo ambientale, esprime la convinzione – supportata anche dalla sua esperienza personale – che la proposta del collega Vignaroli, che limita tale verifica alla gestione dei rifiuti pericolosi, sia troppo riduttiva, soprattutto in considerazione dell'ampiezza dei compiti attributi Pag. 55alla Commissione e dell'estensione dei fenomeni indagati. Sottolinea da ultimo la disponibilità ad individuare con il relatore soluzioni ampiamente condivise.

      Elena LUCCHINI (Lega), nel ricordare che un organismo bicamerale di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti viene istituito presso il Parlamento italiano a partire dalla XIII legislatura, esprime un orientamento favorevole sulla sua istituzione a nome del suo gruppo. Ribadisce che la sua parte politica è sempre disponibile a favorire l'attività di organi parlamentari a condizione che essi raggiungano i risultati attesi e che il loro impegno si dimostri ancora utile ai fini dei lavori parlamentari.

      Tommaso FOTI (FdI), nel ricordare di aver fatto parte della Commissione di inchiesta all'epoca della presidenza dell'onorevole Scalia e di averne costantemente seguito i lavori nel corso successive legislature, rileva come a fronte di un notevole impegno, testimoniato anche da una grande quantità di audizioni e di attività ispettive, a suo avviso i risultati non appaiono del tutto soddisfacenti. Esprime la convinzione che sarebbe opportuna un'attività di monitoraggio del contenuto delle relazioni conclusive predisposte nelle diverse legislature, al fine di individuare i necessari interventi legislativi e amministrativi e di evitare che l'istituzione di un simile organismo si risolva esclusivamente in un atto rituale.
      Ritiene infatti che l'attività di inchiesta dell'organismo bicamerale dovrebbe essere di supporto e di stimolo ai lavori delle Commissioni permanenti, e in particolare della Commissione Ambiente che ha la competenza prevalente in materia. Rivolgendosi in particolare alla collega Braga, con riferimento al tema dei siti inquinati, rileva che nel corso del tempo il numero di tali siti si è incrementato. Nel precisare di non essere certamente pregiudizialmente contrario all'istituzione della Commissione bicamerale di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, sollecita l'impegno del Parlamento a trasformarne le indicazioni in atti concreti.

      Piergiorgio CORTELAZZO (FI), anche a nome dei componenti del suo gruppo, si esprime in senso favorevole ad una rapida istituzione della Commissione di inchiesta, auspicando che i suoi lavori possano costituire un supporto significativo per l'attività parlamentare e legislativa.

      Chiara BRAGA (PD) puntualizza, con riferimento all'intervento del collega Foti, che la scorsa Commissione di inchiesta ha prodotto non una ma ventisei relazioni conclusive su diversi argomenti, spaziando dagli incendi degli impianti di smaltimento dei rifiuti fino all'attuazione dello stato delle bonifiche dei siti contaminati di interesse nazionale (SIN), molte delle quali discusse e approvate anche in Assemblea. Ritiene che il contenuto di tali relazioni, peraltro pubbliche e facilmente accessibili, dimostri l'approccio di grande concretezza adottato dalla Commissione d'inchiesta, che fornisce utili stimoli all'attività del Parlamento.

      Tommaso FOTI (FdI), lungi dal voler censurare l'attività svolta dalla precedente Commissione di inchiesta, a lui perfettamente nota, esprime la convinzione che la predisposizione di relazioni conclusive non sia sufficiente, rendendosi necessario un maggior utilizzo dei poteri di autorità giudiziaria che contraddistinguono tale organismo. Ribadisce pertanto l'opportunità di tradurre le sollecitazioni in atti concreti, per evitare di diventare, oltre che professionisti dell'antimafia, anche professionisti dei rifiuti illeciti.

      Stefano VIGNAROLI (M5S), relatore, richiamando la sua personale esperienza come membro della Commissione per cinque anni, peraltro presieduta da esponenti del Partito Democratico, segnala che in più occasioni si è fatto ricorso ai poteri dell'autorità giudiziaria, ottenendo importanti risultati. Ritiene inoltre opportuno sottolineare, sulla base della precedente esperienza, la proficuità della collaborazione instauratasi con la magistratura.
      Da ultimo, propone di adottare come testo base per il prosieguo dell'esame il testo della proposta di legge a sua prima Pag. 56firma C. 85, dichiarandosi disponibile a valutare formulazioni condivise delle eventuali modifiche.

      Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente, come richiesto dal relatore, pro- pone quindi di adottare come testo base per il prosieguo dell'esame la proposta di legge C. 85 Vignaroli.

      Nessuna altro chiedendo di intervenire, la Commissione delibera all'unanimità di adottare come testo base per il prosieguo dell'esame la proposta di legge C. 85 Vignaroli ed altri.

      Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta, riservandosi di fissare il termine per gli emendamenti nella riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, convocata al termine della seduta odierna.

      La seduta termina alle 15.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

      Martedì 3 Luglio 2018.

      L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15 alle 15.35.