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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 9 ottobre 2019
251.
XVIII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Attività produttive, commercio e turismo (X)
COMUNICATO
Pag. 141

SEDE CONSULTIVA

      Mercoledì 9 ottobre 2019. — Presidenza del vicepresidente Gianluca BENAMATI. – Interviene il sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico, Gian Paolo Manzella.

      La seduta comincia alle 14.

Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019.
Doc. LVII, n.  2-bis, Annesso e Allegati.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito esame e conclusione – Parere favorevole con osservazione).

      La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta dell'8 ottobre 2019.

      Sara MORETTO (IV), relatrice, formula una proposta di parere favorevole con un'osservazione (vedi allegato). Fa presente che nelle premesse sono riportate le considerazioni da lei svolte nella sua relazione, mentre l'osservazione è volta a sottolineare l'opportunità di definire una tempistica per la legge sulla concorrenza.

      Giorgia ANDREUZZA (LEGA) osserva, a nome del gruppo della lega, che in base alla Nota si annuncia una legge di bilancio vuota, debole, che non convince per la mancanza di idee e progettualità. Si tratta, ad avviso della Lega, di un semplice tirare campare, talmente debole che porterà il Paese a regredire. La Nota di aggiornamento è concepita al solo scopo di superare Pag. 142questa fase senza litigi nella maggioranza. È una manovra contabile da ragionieri, senza visione né coraggio. Ciò che è grave è che, pur non avendo grandi margini il Governo abbia in sostanza rinunciato a fare una qualsiasi manovra. L'analisi macroeconomica evidenzia uno stato di recessione europea e internazionale, pesante per il nostro Paese per i rapporti economici che la nostra economia ha con altri Paesi, ad esempio la Germania o gli Stati Uniti d'America riguardo al tema dell'imposizione di alcuni prodotti. Osserva che la Lega avrebbe scelto di agire con il coraggio richiesto dal mondo produttivo. Cita alcuni dati della CGIA di Mestre secondo i quali, nel primo semestre di quest'anno, 6500 aziende non sono riuscite a resistere ed hanno chiuso, fatto che questo deve mettere la politica di fronte alla sua responsabilità e ad agire. Ad avviso della Lega la soluzione deve andare verso un'estensione maggiore del percorso che già intrapreso dal precedente Governo mentre la manovra delineata dalla Nota dimostra un arresto di comodo, segnato dalla paura. La proposta della Lega andava invece verso uno shock fiscale, perché una vera riforma fiscale non può essere all'acqua di rose, deve tagliare tasse e burocrazia, ’unico modo per aiutare le imprese. Evidenzia inoltre che la Nota in esame prevede lo stesso deficit del precedente Governo, ma senza fare in sostanza nulla, mentre il precedente Governo ha sterilizzato l'Iva ma in più ha realizzato misure come quota 100, flat tax autonomi, meno tasse sui capannoni, riduzione dell'IRES. Nella Nota non c’è nulla, anzi l'estensione della flat tax fino a 100.000 euro per gli autonomi già messa in legge e finanziata scompare e, anzi, si penalizzano coloro che avevano scelto il forfettario al 15 per cento facendogli pagare l'IVA. Preoccupano poi i 5 miliardi di rimodulazione IVA che in sostanza sono 5 miliardi di aumento. Anche i due miliardi di green tax sono in realtà tasse pagate da chi non può permettersi un'auto nuova elettrica. Non si comprende poi e preoccupa come saranno recuperati i 7 miliardi di gettito in più dalla lotta all'evasione. Rileva come in corso dell'audizione della Banca d'Italia sia stata fatta una puntuale osservazione su quanto siano lunghi i tempi per recuperare eventualmente tale somma. La medesima Banca d'Italia prende poi in esame le coperture alla manovra, raccomandando un attento monitoraggio delle coperture anche in corso d'anno e osserva che per gli interventi riguardanti il recupero dell'evasione, una quantificazione precisa è ardua. Il Governo precedente aveva ottenuto ottimi risultati combattendo l'elusione di grandi contribuenti e multinazionali ma pensare di ottenere risultati limitando il contante è già stato fatto e non funziona. Una importante quantità di recupero di risorse è stata data dal precedente Governo con la pace fiscale, dando ossigeno a chi voleva ripartire, dopo essere stato soffocato da un sistema pesante e vessatorio anche per chi non ha colpe.
      Alla luce delle considerazioni svolte, preannuncia il voto contrario del gruppo della Lega sulla proposta di parere della relatrice.

      Francesco ACQUAROLI (FDI) condivide le perplessità espresse dalla deputata Andreuzza. Non si comprende, infatti, come saranno recuperati i 7 miliardi dalla lotta all'evasione con misure che colpiranno le persone strutturalmente più deboli, mentre andrebbe condotta un'opera di semplificazione e di limitazione della burocrazia e di riduzione delle tasse. Suscita perplessità poi la rimodulazione dell'IVA. Si tratta in sostanza di misure che preoccupano gli italiani, ma che dovrebbero preoccupare anche la stessa maggioranza.

      Riccardo ZUCCONI (FDI) associandosi a quanto affermato dal deputato Acquaroli, desidera sottolineare un aspetto della ventilata rimodulazione dell'IVA, legata ai cosiddetti alberghi di lusso, per i quali l'IVA passerebbe al 22 per cento. Con il Pag. 143risultato che queste strutture, per evitare tale aumento, riabbasseranno il loro livello rinunciando alle cinque stelle.

      Tullio PATASSINI (LEGA) si sofferma sulle questioni lessicali poste dalla Nota. Si parla infatti di rimodulazione, quando questa parola non significa altro che aumento. Si parla di green economy, quando in realtà si tratta solo di tasse che colpiscono agricoltori e autotrasportatori. Riguardo all'abbattimento del cuneo fiscale che dovrebbe portare 40 euro a ciascun lavoratore, osserva che si tratta di una misura che dovrebbe prima di tutto essere finalizzata ad agevolare le imprese e a produrre, si conseguenza, lavoro. In sostanza nella Nota in esame si prevede un aumento delle tasse per artigiani, commercianti e piccoli imprenditori. Si usano, quindi, parole nuove per fare una politica vecchia.

      Luca CARABETTA (M5S) fa osservare ai deputati della Lega che nella Nota si dà seguito a orientamenti e misure già previste nella precedente manovra e, quindi, non semplicemente per evitare litigi nella maggioranza. Dichiara la disponibilità al confronto della sua forza politica.

      Dario GALLI (LEGA) sottolinea come la Nota, che precede di poco la predisposizione della manovra di bilancio, prevede in sostanza solo interventi per sterilizzare l'aumento dell'IVA e poco altro. Osserva come chi in Europa ha gridato allo scandalo l'anno scorso per la previsione del deficit al 2,4, adesso non fa lo stesso di fronte a una previsione del 2,2 per cento. Avanza il sospetto, visto i cambiamenti di posizione sugli Accordi di Malta, che si tratti di uno scambio teso ad indirizzare nuovamente l'immigrazione clandestina verso l'Italia. Sulle coperture previste, ribadisce l'evanescenza dei 7 miliardi derivanti dalla lotta all'evasione, senza precisare gli strumenti messi in atto. La rimodulazione dell'IVA si tradurrà inoltre in un saldo negativo per i cittadini. Quanto al cuneo fiscale, si delinea una realizzazione tramite la riduzione di metà della platea degli aventi diritto agli 80 euro. La manovra anticipata dalla Nota non sposta gli equilibri, non rilancia l'economia, non apporta modifiche rilevanti mentre andava fatta una congrua riduzione delle tasse. Sulla tassa ecologica, sottolinea come i problemi dell'ambiente non si risolvono tassando i cittadini. Inoltre, fa presente come i diesel euro 6 siano meno inquinanti rispetto alle vetture alimentate a benzina. Rileva, infine, come in questo modo si penalizzano gli autotrasportatori, vista la mancanza di camion elettrici, come alternativi a quelli alimentati a benzina.

      Claudia PORCHIETTO (FI) desidera soffermarsi su alcuni passaggi che ritiene significativi. Si riferisce in particolare alle privatizzazioni che, a suo avviso, non trovano nel documento in esame adeguata copertura. Stigmatizza, inoltre, le affermazioni estemporanee di alcuni rappresentanti del Governo, quali ad esempio quelle relative all'IVA, che creano evidenti problemi.
      Si dichiara perplessa su alcune iniziative spot annunciate nella Nota, quali ad esempio quelle relative alla rimodulazione dell'IVA o al recupero di sette miliardi di euro attraverso la lotta all'evasione. Suggerisce infine al Governo di impegnarsi al massimo per garantire alle imprese di evitare di subire un ulteriore aumento della pressione fiscale.

      Jari COLLA (LEGA) giudica il documento in esame poco coraggioso ed evidenzia che con il ritorno del Partito democratico e del senatore Renzi in maggioranza già si prefigura un aumento delle tasse a carico dei cittadini. Si riferisce alla rimodulazione dell'IVA, alla green tax, tasse queste che gravano sulla povera gente. Giudica irrealizzabile il recupero di sette miliardi di euro attraverso la lotta all'evasione fiscale. Ritiene che la limitazione dell'uso del contante non avrà gli effetti sperati ed è preoccupato per la mancata estensione della flat tax a centomila euro per le partite iva e i lavoratori autonomi.

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      Martina NARDI (PD) parte dalla considerazione che la Nota dà prima di tutto una fotografia della situazione del Paese non positiva. Il Governo si è quindi dovuto fare carico di questa situazione di difficoltà economica, ereditata dal precedente Esecutivo. In questa situazione di criticità, sottolinea però i segnali di fiducia verso l'Italia che vengono dalla riduzione dello spread e dal ritrovato ruolo europeo del nostro Paese come interlocutore credibile. C’è quindi la possibilità di riprendere in mano la situazione. Osserva poi che rimodulazione significa semplicemente rimodulazione. Trova strane, infine, le preoccupazioni degli esponenti di una forza politica che, nel mese di agosto, stava lasciando il Paese alla mercè dell'aumento indiscriminato dell'IVA.

      Andrea DARA (LEGA) ricorda che il tema dell'aumento dell'IVA risale alle politiche poste in essere da governi precedenti a guida del Partito democratico. Evidenzia, a tal riguardo, che negli anni dal 2012 al 2018 la disoccupazione è aumentata al pari del debito pubblico con inoltre un saldo negativo a carico delle aziende. Invita il gruppo del MoVimento 5 Stelle, che ben ha operato insieme alla Lega nei mesi precedenti, a ripensare al contenuto della futura manovra.

      Maria Teresa BALDINI (FDI) fa presente che la fotografia del Paese è quella di un ceto medio in gravissima difficoltà e non certo aiutato dalla ventilata modifica del pagamento del ticket sanitario, che colpirà solamente chi già lo paga. Si vogliono rimodulare gli strumenti fiscali, mentre la necessità è quella di far ripartire il paese.

      Diego BINELLI (LEGA) fa presente, replicando alla collega Nardi, che rimodulazione dell'IVA significa senza dubbio aumento della stessa. Ritiene inoltre che lo spread si è dimostrato uno strumento politico in mano a chi, in Europa, persegue appunto fini politici consentendo a una nuova coalizione di governo di portare il rapporto deficit-PIL al 2,2 per cento, percentuale negata strenuamente alla Lega quando era al Governo con il Movimento 5 Stelle.

      Davide CRIPPA (M5S) desidera fare alcune considerazioni. Osserva prima di tutto che l'obiettivo principale è la completa sterilizzazione dell'IVA. Sul lavoro e la politica industriale, la Nota persegue gli obiettivi del precedente Governo, cioè di favorire la produzione e la diffusione, con misure incentivanti, delle auto elettriche a emissioni zero, nella chiave di un'economia di sostenibilità ambientale. Fa presente, inoltre, che in molte città si stanno mettendo in atto restrizioni alla circolazione delle vetture diesel Euro 6. Ritiene che non si può considerare sbagliato prevedere delle tassazioni, come il bonus/malus dell'ultima manovra di bilancio, per chi acquista auto nuove inquinanti. La linea del Governo è quella quindi di continuare a perseguire un'economia circolare reale, su cui sono stati fatti passi molto importanti. Rileva che per quanto riguarda gli autotrasportatori, esiste un'alternativa all'alimentazione a benzina, che è quella a GNL.

      Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere della relatrice.

      La seduta termina alle 14.45.

INDAGINE CONOSCITIVA

      Mercoledì 9 ottobre 2019. — Presidenza del vicepresidente Gianluca BENAMATI, indi del vicepresidente Luca CARABETTA.

      La seduta comincia alle 14.45.

Indagine conoscitiva sulle prospettive di attuazione e di adeguamento della Strategia energetica nazionale al piano nazionale energia e clima per il 2030.

      Gianluca BENAMATI, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche attraverso Pag. 145la trasmissione televisiva sul canale satellitare della Camera dei deputati e la trasmissione diretta sulla web-tv della Camera dei deputati.
      Introduce, quindi, l'audizione.

Audizione di rappresentanti del Centro elettrotecnico sperimentale italiano – CESI SpA.
(Svolgimento e conclusione).

      Gianluca MARINI, direttore divisione consulting ed ingegneria e ambiente, svolge una relazione sui temi oggetto dell'audizione.

      Intervengono, per porre quesiti e formulare osservazioni, i deputati Dario GALLI (LEGA), Luca SUT (M5S) e Tullio PATASSINI (LEGA).

      Luca CARABETTA, presidente, ringrazia Gianluca Marini per il suo intervento e avverte che, considerata la ristrettezza dei tempi della seduta, lo stesso trasmetterà alla Commissione un documento recante le risposte ai quesiti posti.
      Dichiara quindi conclusa l'audizione.

Audizione di rappresentanti della Federazione industrie prodotti impianti servizi ed opere specialistiche per le costruzioni – FINCO.
(Svolgimento e conclusione).

      Angelo ARTALE, direttore generale, Francesco MANGIONE, consiglio direttivo Anfit, Gabriele CESARI, presidente Anighp, e Paolo TAGLIOLI, direttore generale Assoidroelettrica, svolgono una relazione sui temi oggetto dell'audizione.

      Intervengono, per porre quesiti e formulare osservazioni, i deputati Luca SUT (M5S), Sara MORETTO (IV) e Tullio PATASSINI (LEGA).

      Luca CARABETTA, presidente, ringrazia gli auditi per il loro intervento e avverte che, considerata la ristrettezza dei tempi della seduta, gli stessi trasmetteranno alla Commissione un documento recante le risposte ai quesiti posti.
      Dichiara quindi conclusa l'audizione.

Audizione di rappresentanti dell'Associazione nazionale industrie metalli non ferrosi – ASSOMET.
(Svolgimento e conclusione).

      Giuseppe TOIA, vicepresidente con delega all'energia, svolge una relazione sui temi oggetto dell'audizione.

      Interviene, per porre quesiti e formulare osservazioni, il deputato Tullio PATASSINI (LEGA).

      Giuseppe TOIA, vicepresidente con delega all'energia, e Orazio ZOCCOLAN rispondono ai quesiti posti dal deputato Patassini.

      Luca CARABETTA, presidente, ringrazia gli auditi per il loro intervento.
      Dichiara quindi conclusa l'audizione.

      La seduta termina alle 16.05.

      N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.

SEDE REFERENTE

      Mercoledì 9 ottobre 2019. — Presidenza del vicepresidente Luca CARABETTA.

      La seduta comincia alle 16.05.

Istituzione del Ministero del turismo e altre disposizioni per la promozione del turismo e il sostegno del lavoro e delle imprese operanti nel settore turistico, nonché deleghe al Governo per l'istituzione della Scuola nazionale di alta formazione turistica e la disciplina dell'attività delle piattaforme tecnologiche di intermediazione di servizi turistici.
C.  1743 Zucconi.
(Seguito esame e rinvio).

      La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 2 ottobre 2019.

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      Riccardo ZUCCONI (FDI), relatore, chiede alla Presidenza come si intende procedere per il seguito dell’iter della proposta di legge.
      Riguardo alle obiezioni di una collisione della sua proposta con il disegno di legge delega sul turismo, approvato dalla Camera, e con il decreto-legge di riordino dei ministeri entrambi all'esame del Senato, desidera fare due brevi considerazioni.
      Riguardo al disegno di legge delega, la sua proposta non si pone in contrasto, in quanto si muove all'interno della competenza esclusiva delle Regioni.
      Si impegna, poi, quando sarà completato l'iter di conversione del decreto-legge, con la riattribuzione delle competenze in materia di turismo al Ministero per i beni e le attività culturali, a predisporre un emendamento per sostituire, ovunque ricorra, il riferimento al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

      Luca CARABETTA, presidente, fa presente che si è in fase di esame preliminare e la seduta odierna è stata convocata per permettere eventuali interventi sulla proposta di legge. Osserva che la questione dell'organizzazione del seguito dell’iter dell'esame della proposta medesima sarà più opportunamente affrontato in sede di ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi della Commissione.

      Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

      La seduta termina alle 16.10.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

      Mercoledì 9 ottobre 2019.

      L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 16.10 alle 16.25.

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