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CAMERA DEI DEPUTATI
Giovedì 26 novembre 2020
481.
XVIII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Giustizia (II)
COMUNICATO
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SEDE CONSULTIVA

      Giovedì 26 novembre 2020. — Presidenza del presidente Mario PERANTONI. – Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia, Andrea Giorgis.

      La seduta comincia alle 14.05.

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Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023.
C. 2790-bis Governo.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione – Relazione favorevole).

      La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, per le parti di competenza, rinviato nella seduta di ieri.

      Mario PERANTONI, presidente, avverte che sono state presentate 18 proposte emendative (vedi allegato 1). Comunica che, ai sensi dell'articolo 121, comma 5, del Regolamento, la Presidenza ritiene inammissibili, in quanto concernono materie estranee all'oggetto proprio della legge di bilancio, le seguenti proposte emendative: Siracusano 20.01, in quanto recante disposizioni in materia di responsabilità civile per il danno ingiusto cagionato nell'attività di gestione compiuta nel periodo di efficacia del provvedimento di sequestro o di confisca, da parte degli amministratori e coadiutori dei beni confiscati o sequestrati; Bartolozzi 26.03, in quanto prevede la soppressione dei Consigli di aiuto sociale e dei Comitati per l'occupazione degli assistiti dagli stessi Consigli di aiuto sociale, e la conseguente riassegnazione dei compiti ad essi attribuiti al Centro di servizio sociale per gli adulti; Varchi 48.01, in quanto recante, per il 2021, la sospensione delle disposizioni di cui all'articolo 29, comma 6, della legge n. 247 del 2012, in materia di sospensione dal Consiglio dell'ordine degli avvocati; gli analoghi Varchi 48.02 e 48.03, in materia di liquidazione di compensi spettanti ai difensori ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002; nonché l'articolo aggiuntivo Sisto 161.01, recante disposizioni in materia di esame all'abilitazione della professione forense per l'anno 2020/2021.

      Ciro MASCHIO (FDI) chiede che siano meglio chiarite le ragioni per le quali le proposte emendative Varchi 48.01. 48.02 e 48.03 sono state dichiarate inammissibili.

      Mario PERANTONI, presidente, per quanto attiene l'articolo aggiuntivo Varchi 48.01, con il quale si prevede la sospensione delle disposizioni di cui all'articolo 29, comma 6, della legge n. 247 del 2012, ne ribadisce la inammissibilità non essendo lo stesso volto ad introdurre disposizioni di natura finanziaria ma ordinamentale. Parimenti, osserva che gli articoli aggiuntivi Varchi 48.02 e 48.03, stabiliscono dei termini di pagamento e pertanto introducono disposizioni di natura ordinamentale. Rileva inoltre come il fatto che entrambi gli articoli aggiuntivi dispongano che agli oneri derivanti dall'attuazione degli stessi si provveda a valere sulle risorse stanziate nel capitolo 1360 «spese di giustizia» del ministero della giustizia, non sia sufficiente a rendere ammissibili tali proposte emendative.

      Giusi BARTOLOZZI (FI) con riferimento all'articolo aggiuntivo a sua firma 26.03, del quale la presidenza ha testé dichiarato la inammissibilità, evidenzia che lo stesso è volto a sopprimere i Consigli di aiuto sociale che sono presenti in ogni circondario pur essendo quasi tutti inoperativi, ad eccezione di quello di Termini Imerese. Sottolinea come la soppressione di tali Consigli comporterebbe l'acquisizione da parte dello Stato dei relativi immobili e dei conti correnti ad essi collegati ed evidenzia, pertanto, l'incidenza finanziaria che tale disposizione comporterebbe. Riferisce, inoltre, di un carteggio con il Governo in merito proprio alla soppressione di tali Consigli e chiede che sia fissato un breve termine per la presentazione del ricorso avverso la declaratoria di inammissibilità formulata.

      Mario PERANTONI, presidente, precisando di non voler limitare in alcun modo le prerogative dei parlamentari, suggerisce tuttavia, vista la ristrettezza dei tempi nei quali la Commissione è chiamata ad esprimersi sul provvedimento in discussione, di valutare la possibilità di ripresentare la proposta emendativa ai fini dell'esame in Commissione Bilancio sottolineando che, qualora in tale sede la proposta dovesse essere ritenuta ammissibile, si sanerebbe Pag. 27un'eventuale valutazione errata da parte della presidenza della Commissione Giustizia.

      Giusi BARTOLOZZI (FI), rilevando verosimilmente che in Commissione Bilancio i gruppi parlamentari saranno invitati a segnalare gli emendamenti da esaminare in ragione del ponderoso numero di proposte emendative che verranno presentate, insiste affinché la proposta emendativa a suo firma 26.03 sia esaminata in Commissione Giustizia, ritenendo che altrimenti, considerata l'attenzione che il suo gruppo pone a tutti i problemi economici, la proposta emendativa potrebbe non essere ritenuta essenziale ai fini della segnalazione. Per tale ragione ribadisce la sua richiesta di un termine per la presentazione dei ricorsi avverso la declaratoria di inammissibilità.

      Mario PERANTONI, presidente, accogliendo la richiesta della collega Bartolozzi, fissa il termine per la presentazione dei ricorsi avverso la declaratoria di inammissibilità alle ore 14.30 della giornata odierna e sospende brevemente la seduta.

      La seduta, sospesa alle 14.15, è ripresa alle 14.40.

      Mario PERANTONI, presidente, avverte che sono pervenuti i ricorsi avverso la declaratoria di inammissibilità delle proposte emendative Bartolozzi 26.03, Varchi 48.01, 48.02 e 48.03, con riferimento ai quali la Presidenza conferma il giudizio di inammissibilità precedentemente pronunciato, trattandosi di emendamenti che recano disposizioni di carattere ordinamentale. Come precisato dal Presidente della Commissione bilancio, nella seduta del 20 novembre scorso, in sede di esame per la verifica del contenuto proprio del disegno di legge di bilancio, le disposizioni di carattere «ordinamentale o organizzatorio» non costituiscono contenuto proprio di tale legge.

      Valentina D'ORSO (M5S), relatrice, pronunciandosi sulle proposte emendative presentate, esprime parere favorevole sull'emendamento Siracusano 20.1, mentre esprime parere contrario sugli emendamenti Bartolozzi 20.2, 20.3, 20.4 e 26.1. Esprime quindi parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Bartolozzi 26.01, purché riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2), nonché sull'articolo aggiuntivo Bartolozzi 26.02 e sugli emendamenti Zanettin 159.1 e Bartolozzi 159.2. Invita al ritiro dell'emendamento Zanettin 161.1, sottolineando come sebbene la proposta emendativa sottoponga all'attenzione della Commissione una questione rilevante anche per le forze di maggioranza – come è stato tra l'altro dichiarato anche dall'onorevole Ferri nel suo intervento nel corso della scorsa seduta – ritiene tuttavia che la sede opportuna per affrontare la questione sia la Commissione Bilancio. Esprime infine parere favorevole sull'emendamento Bartolozzi 163.1 e parere contrario sull'emendamento Bartolozzi 174.1.

      Il sottosegretario Andrea GIORGIS esprime parere conforme a quello della relatrice, precisando che tuttavia le proposte emendative dovranno essere valutate dal Ministero dell'economia e delle finanze, nonché, in alcuni casi, anche dal Ministero dell'interno.

      La Commissione approva l'emendamento Siracusano 20.1 (vedi allegato 2).

      Giusi BARTOLOZZI (FI), nell'illustrare l'emendamento a sua firma 20.2, precisa che tale proposta emendativa, così come le successive, è volta ad evitare che alcune zone, quali ad esempio la Sicilia, particolarmente afflitte dalla criminalità organizzata, subiscano una doppia penalizzazione a seguito della confisca delle aziende gestite dalle organizzazioni criminali. Evidenzia, infatti, che lo Stato non destina i proventi della vendita delle ricchezze confiscate ai territori da cui queste ricchezze provengono, considerato che tali risorse confluiscono nel Fondo unico giustizia. Con gli emendamenti proposti, invece, parte dei proventi di tali vendite tornerebbero nei territori già martoriati dalla criminalità organizzata. Nel dichiararsi colpita dal parere Pag. 28 contrario espresso dalla relatrice, che ricorda provenire come lei da quei territori, auspica, pertanto, che la proposta emendativa 20.2 possa trovare accoglimento, magari anche a seguito di una riformulazione.

      La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Bartolozzi 20.2 e 20.3.

      Giusi BARTOLOZZI (FI), nell'illustrare l'emendamento 20.4, sottolinea che lo stesso prevede in particolare che il 30 per cento delle somme ricavate dalle vendite delle aziende confiscate, affluite nel Fondo unico giustizia, vengano riassegnate in coerenza con gli obiettivi di stabilità della finanza pubblica alla regione ove ha sede la persona fisica o giuridica che subisce la confisca con vincolo di destinazione a sostegno di iniziative di contrasto alla criminalità organizzata.

      La Commissione respinge l'emendamento Bartolozzi 20.4.

      Giusi BARTOLOZZI (FI), nell'illustrare l'emendamento a sua firma 26.1, fa presente che con lo stesso si intende prevedere che l'autorizzazione di spesa relativa alla realizzazione di interventi straordinari per l'ampliamento e l'ammodernamento degli spazi e delle attrezzature destinati al lavoro dei detenuti nonché per il cablaggio e la digitalizzazione degli istituti penitenziari, deve essere proporzionale alla distribuzione territoriale della popolazione carceraria.

      Valentina D'ORSO (M5S), relatrice, fa presente che la proposta emendativa Bartolozzi 26.1 irrigidisce troppo i criteri di distribuzione delle risorse. Osserva, infatti, che numerosi laboratori o opifici già avviati all'interno di carceri con una ridotta presenza di detenuti, a seguito dell'approvazione dell'emendamento in discussione, subirebbero un pregiudizio.

      Giusi BARTOLOZZI (FI) invita la relatrice a valutare l'opportunità di riformulare la proposta emendativa in discussione prevedendo che tali risorse debbano essere autorizzate anche proporzionalmente alla distribuzione territoriale della popolazione carceraria, sottolineando come comunque la popolazione carceraria debba essere certamente uno degli elementi da valutare al fine di distribuire i finanziamenti di cui all'articolo 26 del provvedimento.

      Valentina D'ORSO (M5S), relatrice, invita la collega Bartolozzi a ripresentare la proposta emendativa sotto forma di ordine del giorno.

      Giusi BARTOLOZZI (FI) insiste perché la proposta emendativa a sua firma 26.1 venga posta in votazione.

      La Commissione respinge l'emendamento Bartolozzi 26.1.

      Giusi BARTOLOZZI (FI) accoglie la riformulazione proposta dalla relatrice dell'articolo aggiuntivo a sua firma 26.01.

      Laura BOLDRINI (PD), nell'apprezzare la nuova formulazione dell'articolo aggiuntivo Bartolozzi 26.01, ritiene che la formazione sia importante anche nei confronti del personale che opera nell'ambito carcerario. Per tale ragione, ritiene che la ratio della proposta emendativa in discussione sia da sostenere.

      La Commissione, con distinte votazioni, approva l'articolo aggiuntivo Bartolozzi 26.01 (nuova formulazione) e l'articolo aggiuntivo Bartolozzi 26.02 (vedi allegato 2).

      Pierantonio ZANETTIN (FI), nel ringraziare la relatrice per la sensibilità dimostrata nel valutare favorevolmente il suo emendamento 159.1, auspica che tutte le forze politiche possano lavorare insieme al fine di risolvere il problema assunzionale relativo al comparto giustizia.

      La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti Zanettin 159.1 e Bartolozzi 159.2 (vedi allegato 2).

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      Pierantonio ZANETTIN (FI) ritira l'emendamento a sua firma 161.1.

      La Commissione approva l'emendamento Bartolozzi 163.1 (vedi allegato 2).

      Giusi BARTOLOZZI (FI) illustra l'emendamento a sua firma 174.1 volto a prevedere il parere delle competenti Commissioni parlamentari sul decreto ministeriale al quale è demandata la determinazione dei criteri per l'acquisizione dei dati e delle informazioni rilevanti ai fini dell'individuazione dei beni ereditari vacanti nel territorio dello Stato. Sottolinea come a suo avviso ogni volta che si demandi al Governo l'emanazione di un decreto delegato, sia necessario prevederne un suo esame presso le Commissioni parlamentari competenti.

      Valentina D'ORSO (M5S), relatrice, in considerazione della natura amministrativo regolamentare degli atti in questione, ritiene non coerente la previsione di un loro preventivo esame da parte delle Commissioni parlamentari. Nel rilevare che in caso di maggiore tempo a disposizione sarebbe stato possibile effettuare un ulteriore approfondimento, conferma la posizione testé espressa.

      Giusi BARTOLOZZI (FI), nell'ammettere la natura para amministrativa del procedimento a monte, essendo comunque prevista l'adozione di un decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero della Giustizia, ribadisce l'opportunità del richiesto esame parlamentare.

      La Commissione respinge l'emendamento Bartolozzi 174.1.

      Valentina D'ORSO (M5S), relatrice, presenta e illustra una proposta di relazione favorevole sul provvedimento in esame (vedi allegato 3).

      Manfredi POTENTI (LEGA) esprime la delusione del gruppo della Lega, rilevando che nonostante le aspettative, il disegno di legge di bilancio risponde con misure molto limitate alle esigenze del comparto giustizia. Considera lodevoli le iniziative dei colleghi di Forza Italia che, anche grazie al recente atteggiamento collaborativo nei confronti della maggioranza, sono riusciti ad ottenere qualche risultato positivo che tuttavia rimane irrilevante rispetto alle reali necessità del settore. Precisa che la delusione della Lega si concentra in particolare su alcuni specifici articoli, tra i quali l'articolo 26 che contiene una specifica autorizzazione di spesa, oltre che per il cablaggio e la digitalizzazione degli istituti penitenziari, anche per l'ampliamento e l'ammodernamento degli spazi e delle attrezzature destinati al lavoro dei detenuti. Nel sottolineare la presenza in diversi istituti penitenziari di esperienze lavorative molto positive, meritevoli di attenzione, si stupisce tuttavia che non sia stato previsto alcun finanziamento a beneficio del personale della Polizia penitenziaria che alloggia molto spesso presso gli stessi edifici carcerari, in locali di servizio scadenti, provvedendo in parte anche al pagamento delle relative spese. Nell'evidenziare a tale proposito che si sarebbero potute destinare risorse per dotare tali locali di tecnologie wireless in modo da favorire la comunicazione con le famiglie all'esterno del carcere, preannuncia il voto contrario della Lega, che è la conseguenza di considerazioni svolte in tutte le Commissioni sul complesso delle misure contenute nel disegno di legge di bilancio. Ribadisce da ultimo il proprio dispiacere per il fatto che si sia persa un'occasione importante per intervenire sul settore della giustizia, anche con riguardo alle ulteriori difficoltà determinate dall'attuale fase emergenziale.

      Pierantonio ZANETTIN (FI) esprime preliminarmente l'apprezzamento per lo sforzo compiuto dalla relatrice e dal Governo, che hanno riconosciuto, in un clima di leale collaborazione, gli aspetti positivi sottesi alle proposte emendative presentate dal gruppo di Forza Italia. Nel sottolineare tuttavia che il giudizio sull'operato del Ministro Bonafede rimane negativo e non può essere cancellato dall'odierno atteggiamento costruttivo della collega D'Orso e del sottosegretario Giorgis, preannuncia che il Pag. 30gruppo di Forza Italia, differenziandosi rispetto alle altre forze del centro destra, si asterrà dalla votazione sulla proposta di relazione.

      Ciro MASCHIO (FDI), nel rammentare che le forze di opposizione hanno dimostrato un atteggiamento costruttivo, dichiarandosi disponibili ad un impegno comune volto ad affrontare la fase emergenziale in corso attraverso la condivisione delle scelte sulla destinazione delle risorse, dichiara che si sarebbe aspettato un'analoga volontà di collaborazione della maggioranza in sede di esame del disegno di bilancio. Nell'evidenziare che gli emendamenti presentati dal gruppo di Fratelli d'Italia sono stati dichiarati inammissibili, sottolinea come alcune delle proposte emendative accolte, prima tra tutte l'articolo aggiuntivo 26.01 della collega Bartolozzi recante un intervento del tutto in linea con la proposta di legge in materia di omofobia, costituiscano in realtà un'apertura della minoranza verso le istanze della maggioranza e non il contrario. Pertanto, nel preannunciare anche sotto questo profilo il voto contrario del suo gruppo su un disegno di legge di bilancio che difetta di indicazioni precise in materia di giustizia, auspica per il futuro un atteggiamento più costruttivo e una maggiore attenzione alle esigenze del settore, che dovrebbero essere prese in considerazione al di là delle rispettive ideologie.

      Cosimo Maria FERRI (IV) preannuncia che voterà con convinzione in senso favorevole sulla proposta di relazione, cogliendo un clima nuovo nell'equilibrio dimostrato dalla relatrice nel dare conto di tutte le disposizioni in materia di giustizia contenute nel disegno di legge di bilancio. Esterna pertanto la propria soddisfazione, in qualità di esponente di una forza politica che, facendo parte della maggioranza, si è sempre spesa in favore del dialogo con le opposizioni, ritenendo che, come dimostrato dall'andamento della seduta odierna, tale atteggiamento porti risultati. Nell'ambito dei diversi spunti forniti dal provvedimento in esame, tiene in particolare ad evidenziare le iniziative in favore del personale del settore della giustizia, sottolineando soprattutto l'incremento delle unità di Polizia penitenziaria e l'assunzione di personale amministrativo. In conclusione, nel ringraziare la relatrice, sollecita tutti i colleghi a collaborare in favore del settore della giustizia, puntando in particolare sugli investimenti e sul miglioramento dell'efficienza.

      Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di relazione favorevole formulata dalla relatrice, deliberando altresì di nominare la deputata Valentina D'Orso quale relatrice presso la Commissione Bilancio.

      La seduta termina alle 15.20.

SEDE REFERENTE

      Giovedì 26 novembre 2020. — Presidenza del presidente Mario PERANTONI. – Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia, Andrea Giorgis.

      La seduta comincia alle 15.30.

Sui lavori della Commissione.

      Mario PERANTONI, presidente, avverte che, poiché nelle sedute in sede referente, in sede consultiva e in sede di atti del Governo, non sono previste votazioni, ai deputati è consentita la partecipazione da remoto, in videoconferenza, secondo le modalità stabilite dalla Giunta per il Regolamento nella riunione del 4 novembre scorso.

Deleghe al Governo per la riforma dell'ordinamento giudiziario e per l'adeguamento dell'ordinamento giudiziario militare, nonché disposizioni in materia ordinamentale, organizzativa e disciplinare, di eleggibilità e ricollocamento in ruolo dei magistrati e di costituzione e funzionamento del Consiglio superiore della magistratura.
C. 2681 Governo, C. 226 Ceccanti, C. 227 Ceccanti, C. 976 Rossello, C. 989 Bartolozzi, C. 1156 Dadone, Pag. 31C. 1919 Colletti, C. 1977 Dadone, C. 2233 Pollastrini, C. 2536 Zanettin, C. 2691 Costa.
(Seguito dell'esame e rinvio – Abbinamento delle proposte di legge C. 489 Zanettin e C. 2517 Sisto).

      La Commissione prosegue l'esame delle proposte di legge in oggetto, rinviato nella seduta del 28 ottobre 2020.

      Mario PERANTONI, presidente, comunica che le proposte di legge Zanettin C. 489, recante «Disposizioni in materia di candidabilità, eleggibilità e ricollocamento dei magistrati in occasione di elezioni politiche e amministrative nonché di assunzione di incarichi di governo nazionale e negli enti territoriali. Modifiche alla disciplina in materia di astensione e ricusazione dei giudici», e Sisto C. 2517, recante «Disposizioni in materia di ricollocamento dei magistrati candidati a cariche pubbliche elettive e divieto di collocamento fuori ruolo dei magistrati ordinari, amministrativi, contabili, militari e tributari» – già assegnate alle Commissioni riunite I (Affari costituzionali) e II (Giustizia) – sono state riassegnate alla sola II Commissione ai fini dell'abbinamento alle proposte di legge in titolo, come richiesto dalla stessa Commissione Giustizia. Pertanto ne dispone l'abbinamento d'ufficio, ai sensi dell'articolo 77, comma 1, del Regolamento, con le proposte di legge già avviate. Ricorda che la prossima settimana sarà avviato il ciclo di audizioni informali già deciso dall'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi.

      Pierantonio ZANETTIN (FI), chiede preliminarmente che venga fissata una seduta per consentire ai relatori la doverosa integrazione della relazione già svolta con gli specifici contenuti delle due proposte di legge testè abbinate. Nel rammentare di essere firmatario di due distinte proposte di legge, che intervengono rispettivamente sulle modalità di elezione dei membri del Consiglio superiore della magistratura e sulla cosiddetta questione delle «porte girevoli» tra politica e magistratura, anche alla luce dell'esperienza acquisita nelle scorse legislature, tiene a sottoporre all'attenzione dei colleghi della Commissione Giustizia e dei due relatori alcuni aspetti essenziali del delicato tema in esame. In primo luogo rivolge alla maggioranza un'osservazione critica, sottolineando che il disegno di legge è intervenuto con grave ritardo rispetto alle note vicende dell'affair Palamara, grazie alle quali sarebbe venuto alla luce il fenomeno della commistione impropria tra magistratura e politica, che Forza Italia denuncia da tempo. Nell'evidenziare l'ipocrisia e il fariseismo che ha caratterizzato in questi mesi le veementi reazioni del mondo politico e mediatico rispetto ad un malcostume da tempo noto e rispetto al quale nessuno ha ritenuto di intervenire, fa presente che il citato ritardo verrà ancor più aggravato dai tempi necessariamente lunghi per l'applicazione delle disposizioni contenute nel disegno di legge di delega. A tale proposito, nel sollecitare modalità di lavoro efficaci, evidenzia il rischio che altrimenti non si riesca a produrre un risultato utile in tempo per il prossimo rinnovo del Consiglio superiore della magistratura, fissato tra un anno e mezzo, che quindi potrebbe avvenire facendo ricorso all'attuale sistema elettorale. Ritiene inoltre, rivolgendosi in particolare ai relatori, che due siano i temi rilevanti su cui focalizzare le audizioni previste. Con riferimento al primo, esprime la convinzione che l'aspetto più importante della riforma del Consiglio superiore della magistratura riguardi il sistema elettorale, stante che, come dimostrato tanto dall'affair Palamara quanto dalle denunce di Forza Italia, le correnti in magistratura, pur nate con fini nobili per consentire l'espressione di posizioni ideali diverse, si sono trasformate in gruppi di potere, che attraverso cordate, attività di dossieraggio, azioni di discredito, percorsi precostituiti di carriera, hanno finito per condizionare l'attività dell'organo. Nel sottolineare come all'epoca da tutte le forze politiche nonché dal mondo giornalistico fossero venute dichiarazioni in favore della riduzione del potere delle correnti, ricorda che lo stesso Ministro Bonafede si era espresso all'inizio in favore del sorteggio per la scelta dei Pag. 32membri del Consiglio superiore della magistratura. Considerato che la previsione costituzionale impone l'elezione dei membri togati del CSM, fa presente di aver ipotizzato nella sua proposta di legge il ricorso ad un sorteggio temperato, basato su un meccanismo elettivo all'interno di una platea di candidati sorteggiati, forniti di specifici requisiti, sulla cui praticabilità si prefigge di richiedere l'opinione di insigni costituzionalisti. Ciò premesso, manifesta il proprio stupore per il fatto che il Ministro Bonafede sia passato, evidentemente condizionato dall'Associazione nazionale magistrati, dalla soluzione del sorteggio ad un sistema elettorale, come quello contenuto nel disegno di legge in esame, che di fatto sancisce le correnti, prevedendo in caso di mancato raggiungimento del 65 per cento dei voti nel collegio uninominale, il ballottaggio tra i quattro soggetti risultati più votati. Rilevando come l'ipotesi di vittoria al primo turno appaia scolastica e concretamente non plausibile, considerata l'elevata percentuale di voti richiesta, fa presente che esattamente quattro sono le correnti all'interno della magistratura che dunque potranno mettere in atto, con riguardo ai diversi collegi uninominali, azioni di desistenza al fine di raggiungere accordi di reciproca soddisfazione. Nel ribadire che tale sistema enfatizza il potere delle correnti, invece di ridurlo, ipotizza per quanto in modo inelegante che il Ministro abbia barattato il «via libera» della magistratura su riforme come quella della prescrizione in cambio di un sistema elettorale che mantenga lo status quo. Sollecita pertanto i colleghi a svolgere una riflessione seria sull'ipotesi di un sorteggio temperato come quello da lui proposto, che a suo parere riscuoterebbe l'adesione della gran parte dei magistrati che svolgono quotidianamente il loro lavoro negli uffici giudiziari e che si sentirebbero maggiormente garantiti da membri del CSM selezionati sulla base di un meccanismo meno legato al potere delle correnti. Quanto alla questione delle cosiddette «porte girevoli» ritiene che l'aspetto più rilevante sul quale concentrare l'attenzione sia costituito dal futuro collocamento dei magistrati eletti, una volta conclusa la loro esperienza politica. Nel rammentare l'esperienza maturata nel corso delle precedenti legislature, fa presente che si tratta di decidere se si voglia consentire o meno al magistrato, a determinate condizioni, di tornare a svolgere l'attività giurisdizionale, prevedendo in ogni caso l'applicazione della nuova disposizione a partire dalla prossima legislatura.

      Alfredo BAZOLI (PD), relatore, a seguito della richiesta del collega Zanettin, si riserva, anche a nome del collega Saitta, relatore insieme a lui sul provvedimento, di integrare la relazione con la illustrazione delle proposte di legge abbinate nella seduta odierna. Condivide l'auspicio dell'onorevole Zanettin di concludere l'esame del provvedimento prima del prossimo ciclo elettorale del Consiglio superiore della magistratura, anche se ritiene che ciò potrebbe essere complicato. Ribadisce l'ampia volontà dei relatori di collaborare con le opposizioni al fine di addivenire ad un testo condiviso, in quanto sul tema oggetto del provvedimento è necessaria una ampia condivisione essendo il Consiglio superiore della magistratura un organo costituzionale che pertanto merita un consenso ampio. Ritiene che ci sarà il tempo di valutare attentamente le questioni sulle quali il collega Zanettin si è soffermato. In particolare, ritiene che sarà necessario individuare una modalità che consenta alle correnti di esistere senza tuttavia che queste diventino soverchianti. Nel ritenere necessario combattere il carrierismo all'interno della magistratura, precisa che in merito al meccanismo delle «porte girevoli» la proposta contenuta nel provvedimento è particolarmente rilevante, tuttavia ribadisce la disponibilità dei relatori ad una discussione aperta e finalizzata all'approvazione di una riforma condivisa.

      Cristina ROSSELLO (FI) sottolinea come la riforma in discussione sia un meccanismo impellente che viene richiesto anche da organismi sovranazionali e rammenta che in proposito l'Italia è già stata messa in mora da parte dell'Unione europea.

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      Mario PERANTONI, presidente, assicura che la presidenza non ritarderà l'esame del provvedimento. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Modifiche alla legge 31 dicembre 2012, n. 247, in materia di accesso alla professione forense.
C. 2334 Di Sarno.
(Seguito dell'esame e rinvio – Abbinamento della proposta di legge C. 2687 Miceli).

      La Commissione prosegue l'esame delle proposte di legge in oggetto, rinviato nella seduta del 7 ottobre 2020.

      Mario PERANTONI, presidente, ricorda che nella scorsa seduta la relatrice, onorevole D'Orso, ha proceduto ad illustrare il provvedimento. Avverte che è stata assegnata alla Commissione Giustizia la proposta di legge C. 2687 Miceli, recante modifiche alla legge 31 dicembre 2012, n. 247, e al regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 1934, n. 36, concernenti l'esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato, della quale è stato chiesto l'abbinamento. In quanto vertente su identica materia della proposta di legge C. 2334 Di Sarno ne dispone l'abbinamento d'ufficio, ai sensi dell'articolo 77, comma 1, del Regolamento. Rammenta, inoltre, che entro la giornata odierna i rappresentanti dei gruppi dovranno far pervenire far pervenire i nominativi dei soggetti che si intenda audire nell'ambito del ciclo di audizioni informali programmato dall'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi.
      Nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

      La seduta termina alle 16.

SEDE CONSULTIVA

      Giovedì 26 novembre 2020. — Presidenza del presidente Mario PERANTONI. – Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia, Andrea Giorgis.

      La seduta comincia alle 16.

Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea – Legge di delegazione europea 2019-2020.
Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, riferita all'anno 2019 (Doc. LXXXVII, n. 3).
C. 2757 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla XIV Commissione).
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio).

      La Commissione prosegue l'esame congiunto del provvedimento e della relazione in oggetto, rinviato nella seduta del 18 novembre 2020.

      Mario PERANTONI, presidente, ricorda che nella precedente seduta il relatore, onorevole Conte, aveva illustrato le parti di competenza dei provvedimenti in esame e che nella seduta odierna è stato convenuto di procedere alla discussione generale.
      Nessuno chiedendo di intervenire, avverte che – come convenuto nella riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi – il termine per la presentazione di proposte emendative alle parti di competenza del disegno di legge C. 2757 Governo, è fissato a lunedì 30 novembre, alle ore 14. Rinvia, quindi, il seguito dell'esame ad altra seduta.

      La seduta termina alle 16.05.

ATTI DEL GOVERNO

      Giovedì 26 novembre 2020. — Presidenza del presidente Mario PERANTONI. – Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia, Andrea Giorgis.

      La seduta comincia alle 16.05.

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Schema di decreto legislativo recante disposizioni per il compiuto adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni della decisione quadro 2020/584/ GAI, relativa al mandato d'arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri.
Atto n. 201.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento e rinvio).

      La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto legislativo in oggetto, rinviato nella seduta del 18 novembre.

      Mario PERANTONI, presidente, comunica che è pervenuto il parere della Commissione Bilancio che valuta favorevolmente lo schema di decreto.
      Nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Schema di decreto legislativo recante disposizioni per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/1939, relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata sull'istituzione della Procura europea – «EPPO».
Atto n. 204.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento e rinvio).

      La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto legislativo in oggetto, rinviato nella seduta del 18 novembre.

      Mario PERANTONI, presidente, rammenta che la Commissione è in attesa dei contributi scritti richiesti agli esperti, due dei quali sono arrivati e inviati ai Commissari per mail.

      Giusi BARTOLOZZI (FI), intervenendo sui lavori della Commissione e sottolineando come a suo avviso oggi forse si sia inaugurata una nuova fase in Commissione, invita il presidente a prestare particolare attenzione all'assegnazione dei provvedimenti. Chiede, in proposito, che, quando questi provvedimenti, seppur di competenza di un'altra Commissione, investano rilievi di particolare interesse della Commissione Giustizia, la presidenza ne pretenda l'assegnazione in congiunta. Ricorda, in proposito, che la scorsa notte in Commissione Affari costituzionali ha terminato l'esame del decreto-legge in materia di immigrazione e sicurezza, al cui interno erano contenuti numerosi profili di competenza della Commissione giustizia. Sottolinea come tali profili non siano stati trattati con la dovuta attenzione, avendone la I Commissione procrastinato l'esame fino al momento in cui, dovendo trasmettere il provvedimento all'Assemblea, la discussione è stata compressa.

      Mario PERANTONI, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

      La seduta termina alle 16.10.