Scarica il PDF
CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 21 aprile 2021
571.
XVIII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Giunta per le autorizzazioni
COMUNICATO
Pag. 4

DELIBERAZIONI IN MATERIA D'INSINDACABILITÀ

      Mercoledì 21 aprile 2021. — Presidenza del presidente Andrea DELMASTRO DELLE VEDOVE.

      La seduta comincia alle 9.

Richiesta di deliberazione pervenuta dal tribunale di Cosenza nell'ambito di un procedimento penale nei confronti della deputata Vincenza Bruno Bossio (procedimento n. 1156/2017 RGNR – n. 2326/17 RG GIP) (doc. IV-ter, n. 18).
(Seguito dell'esame e rinvio).

      La Giunta riprende l'esame della richiesta in titolo, rinviato da ultimo il 14 aprile 2021.

      Andrea DELMASTRO DELLE VEDOVE, presidente, ricorda che l'ordine del giorno reca l'esame di una richiesta di deliberazione in materia d'insindacabilità che scaturisce da un procedimento penale nei confronti della deputata Vincenza Bruno Bossio, pendente presso il tribunale di Cosenza (procedimento n. 1156/2017 RGNR – n. 2326/17 RG GIP) (Doc. IV-ter, n. 18). Ricorda che nella seduta del 14 aprile 2021 il relatore, deputato Eugenio Saitta, ha illustrato la vicenda alla Giunta. Ricorda, inoltre, che – come annunciato nella medesima seduta – oggi si procederà ad ascoltare la deputata Vincenza Bruno Bossio ai sensi dell'articolo 18, primo comma, del Regolamento della Camera.
      Invita la deputata Vincenza Bruno Bossio a entrare in aula.

      (Viene introdotta la deputata Vincenza Bruno Bossio).

      Andrea DELMASTRO DELLE VEDOVE, presidente, con riferimento al Doc. IV-ter, n. 18, la deputata Vincenza Bruno Bossio è invitata ai sensi dell'articolo 18 del Regolamento della Camera a fornire i chiarimenti che ritenga opportuni.
      Ricorda che al termine dell'intervento dell'audita, i colleghi potranno intervenire per formulare quesiti e osservazioni.

      Vincenza BRUNO BOSSIO (PD) riferisce preliminarmente di aver letto il resoconto della seduta del 14 aprile scorso e di Pag. 5riconoscersi nelle cose che sono state dette, in particolare dal relatore e dal presidente. Riferisce che il sig. Sacco risulta condannato per mafia in primo grado, con rito abbreviato, a diciassette anni di reclusione e che, nel processo di secondo grado, è stata formulata una richiesta di condanna a venti anni. Sottolinea che quanto da lei pubblicato sui social network è una proiezione delle sue iniziative ispettive condotte a partire dal 2015 sul Centro di accoglienza per richiedenti asilo (CARA) di Crotone. Tale attività ispettiva ebbe inizio a seguito della pubblicazione di inchieste giornalistiche che evidenziavano pesanti irregolarità nella gestione del cosiddetto pocket money, che non veniva erogato ai migranti. Ricorda di essersi recata per un'ispezione presso il CARA e di avere presentato due interrogazioni, la prima insieme ad altri deputati calabresi, la seconda con il deputato Chaouki, e che, dopo la presentazione di tali interrogazioni, è iniziata una campagna denigratoria sui social network, nei confronti suoi e dell'ex deputato Chaouki, condotta dal sig. Sacco, al punto che vi sarebbero stati i presupposti affinché ella sporgesse querela nei suoi confronti. Tale campagna, dai toni intimidatori, può essere considerata una conseguenza delle sue attività ispettive, che riferisce di avere comunque proseguito, anche prima della conclusione delle indagini della magistratura sulle attività del sig. Sacco, iniziate già dal 2007. Ricorda infine che, come evidenziato dal relatore, ci sono state da parte dei pubblici ministeri più richieste di archiviazione della querela sporta nei suoi confronti.

      Andrea DELMASTRO DELLE VEDOVE, presidente, chiede conferma che le attività ispettive, sia con riferimento alla visita presso il CARA sia alla presentazione di atti di sindacato ispettivo, siano antecedenti alla pubblicazione del post ritenuto diffamatorio dal querelante e che l'oggetto dell'attività ispettiva fosse la supposta opacità nella gestione del centro.

      Vincenza BRUNO BOSSIO (PD) conferma che gli atti ispettivi sono antecedenti alla pubblicazione del post. Riferisce che l'oggetto della sua attività ispettiva può riassumersi in due questioni fondamentali: la prima riguarda la gestione del pocket money e la seconda, che è stata il vero oggetto dell'attività investigativa dell'autorità giudiziaria, riguarda l'affidamento del catering a una società riconducibile ai medesimi soggetti titolari di un'altra società che era stata oggetto di una misura interdittiva antimafia.

      Eugenio SAITTA (M5S), relatore, rileva che, come si evince dalla documentazione a disposizione della Giunta, il post della deputata Bruno Bossio rispondeva a un attacco personale del sig. Sacco, per mezzo di un post a sua volta pubblicato su Facebook; rileva altresì che la deputata ha fatto riferimento a una serie di attacchi portati dal sig. Sacco dopo l'avvio dell'attività ispettiva della parlamentare relativa alla gestione del CARA. Chiede quindi se successivamente alla pubblicazione della dichiarazione contestata la deputata Bruno Bossio abbia seguito l'evolversi della questione.

      Vincenza BRUNO BOSSIO (PD) riferisce di avere effettuato, nel corso della XVII legislatura, molte visite nelle carceri, anche senza preavviso, e di essersi occupata dei centri di accoglienza per i migranti, tra cui il CARA di Crotone, nell'ambito di una più complessiva attività di verifica del rispetto dei diritti costituzionalmente garantiti, oltre che dei diritti umani, in tali strutture. Precisa che, prima di interessarsi alla materia, non sapeva che il sig. Sacco, che non conosceva, fosse il gestore del CARA di Crotone. Precisa inoltre di avere approfondito alcune questioni, dopo la presentazione della prima interrogazione, anche perché era componente della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia. Ribadisce che dopo le sue due prime interrogazioni è iniziata una campagna denigratoria nei suoi confronti condotta dal sig. Sacco su Facebook; ciò nonostante lei ha proseguito nella propria attività ispettiva, anche attraverso visite senza preavviso che le hanno dato modo di verificare situazioni drammatiche, che sono Pag. 6state oggetto di un'ulteriore interrogazione parlamentare presentata successivamente al post contestato. Riferisce infine di una audizione del procuratore Gratteri presso la Commissione antimafia della scorsa legislatura, successiva al rinvio a giudizio del Sacco, nella quale lei ha ricostruito, con un intervento in parte segretato, la propria attività ispettiva concernente il CARA di Crotone; tale attività si è svolta anche prima della conclusione delle indagini da parte della magistratura. In conclusione ritiene che il sig. Sacco abbia visto nell'attività parlamentare da lei svolta un pericolo rispetto al modo in cui egli conduceva le proprie attività, giudicate poi fraudolente nel processo di primo grado.

      Alfredo BAZOLI (PD) chiede se il sig. Sacco sia stato condannato in primo grado proprio per fatti legati alla gestione del CARA e oggetto degli atti di sindacato ispettivo della deputata Bruno Bossio.

      Vincenza BRUNO BOSSIO (PD) conferma che la condanna è relativa ai fatti da lei evidenziati nella sua attività parlamentare. Fa presente inoltre che il sig. Sacco era rappresentante della Misericordia di Isola Capo Rizzuto, ente gestore del CARA, e che i rappresentanti nazionali delle Misericordie si sono dissociati dalle attività del Sacco.

      (La deputata Vincenza Bruno Bossio si allontana dall'aula).

      Andrea DELMASTRO DELLE VEDOVE, presidente, non essendovi altri interventi, rinvia il seguito dell'esame della domanda in titolo ad altra seduta.

Richiesta di deliberazione pervenuta dal tribunale di Milano nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del deputato Emanuele Fiano (procedimento n. 6849/2018 RG Trib. – n. 32400/2016 RGNR) (doc. IV-ter, n. 14).
(Seguito dell'esame e conclusione).

      La Giunta riprende l'esame della richiesta in titolo, rinviato da ultimo il 10 dicembre 2020.

      Andrea DELMASTRO DELLE VEDOVE, presidente, ricorda che l'ordine del giorno reca il seguito dell'esame di una richiesta di deliberazione in materia d'insindacabilità che scaturisce da un procedimento penale nei confronti dell'onorevole Emanuele Fiano, pendente presso il tribunale di Milano (proc. n. 6849/2018 RG Trib. – n. 32400/2016 RGNR) (Doc. IV-ter, n. 14). Ricorda che nella seduta del 10 dicembre 2020 il relatore, deputato Gianluca Vinci, ha illustrato la vicenda alla Giunta formulando la sua proposta nel senso dell'insindacabilità. Chiede pertanto al relatore se desideri intervenire.

      Gianluca VINCI (FDI), relatore, riepiloga brevemente gli aspetti salienti della vicenda, già illustrati nella seduta del 15 gennaio 2020 e ulteriormente approfonditi nel corso delle sedute successive. Ricorda che, dopo l'audizione dell'on. Fiano, nella seduta del 28 ottobre 2020, ha formulato la sua proposta nel senso della insindacabilità. Ricorda inoltre che, nella seduta del 10 dicembre 2020, ha dato notizia che erano pervenute alla Presidenza della Giunta le comunicazioni relative all'avvenuta archiviazione dei procedimenti nei confronti dei deputati Andrea Romano, Ettore Rosato ed Ernesto Carbone, da parte degli uffici giudiziari, rispettivamente, di Roma, Trieste e Bologna. Anche in considerazione delle predette archiviazioni, ha quindi rinnovato alla Giunta la proposta, già formulata in precedenza, di deliberare nel senso della insindacabilità. Nella stessa seduta è stata data comunicazione di una lettera del querelante, Davide Casaleggio, nella quale questi informava la Giunta di star valutando con gli avvocati «se rimettere o meno la querela contro Emanuele Fiano»; alla luce di questa comunicazione, la Giunta, pur disponendo degli elementi necessari per la deliberazione, ha concordato sull'opportunità di rinviare l'esame del documento ad altra seduta, in vista della possibile conclusione del procedimento giudiziario mediante Pag. 7 remissione della querela. Ritiene tuttavia che si debba purtroppo prendere atto che, a distanza di oltre quattro mesi, l'adombrata intenzione di pervenire a un componimento della vicenda giudiziaria non si è concretizzata. Ritiene pertanto che non vi sia più alcuna ragione per differire ulteriormente una decisione che la Giunta avrebbe potuto assumere già da tempo e rinnova la proposta di deliberare nel senso della insindacabilità.

      Alfredo BAZOLI (PD) preannuncia il voto favorevole del gruppo di appartenenza alla proposta del relatore. Ricorda che, dei quattro deputati querelati, tre hanno già ottenuto l'archiviazione della querela su richiesta dei pubblici ministeri, i quali hanno ritenuto applicabile l'articolo 68, comma primo, della Costituzione; sottolinea, in particolare, che il pubblico ministero presso la procura della Repubblica di Trieste ha ritenuto l'applicazione dell'articolo 68 addirittura lapalissiana.

      Eugenio SAITTA (M5S) annuncia il voto contrario del gruppo di appartenenza sulla relazione del deputato Vinci, che pure ringrazia per la puntuale ricostruzione della vicenda, la quale ha visto anche un tentativo di composizione bonaria e che si riferisce a un periodo in cui i rapporti fra tutte le forze politiche erano segnati da una forte contrapposizione. Pur non entrando nel merito della vicenda, ribadisce che il gruppo M5S ha sempre preso atto, nei casi di richiesta di insindacabilità, del nesso – quando ravvisabile – tra le dichiarazioni e l'attività parlamentare; ritiene che in questo caso esso non sussista e, per questa ragione, preannuncia a nome del gruppo il voto contrario alla proposta del relatore.

      Federico CONTE (LEU) dichiara il proprio voto favorevole alla proposta del relatore. Ritiene che l'esigenza di individuazione di un nesso con l'attività parlamentare non deve essere intesa in senso eccessivamente formalistico, perché si correrebbe il rischio di vanificare una guarentigia parlamentare. Nel caso in esame viene appunto in evidenza tale rischio, perché si chiede di processare l'on. Fiano per una attività politica e parlamentare svolta insieme ai componenti del gruppo parlamentare del quale egli faceva e fa parte, come testimoniato dalla lettera scritta dal presidente del gruppo PD pro tempore al Presidente della Camera, che è un atto politico chiaro, relativo all'attività di tutti i deputati membri del gruppo. Il criterio del collegamento con l'attività parlamentare non può essere inteso in senso, per così dire, burocratico; il collegamento va ricercato invece con l'attività politica intesa in senso ampio, che i parlamentari svolgono anche in termini di critica e polemica politica. Il caso in esame si carica pertanto di un significato ulteriore rispetto a quello specifico, e cioè la ricerca di un nuovo, necessario equilibrio sulla materia dell'insindacabilità delle opinioni espresse dai parlamentari.

      Pietro PITTALIS (FI) condivide le argomentazioni del collega Conte, che si augura rappresentino un orientamento valido non solo per il caso oggi in esame ma anche per eventuali situazioni analoghe. Ritiene controproducente la valutazione dell'insindacabilità basata su di un rigido formalismo. Dichiara il voto favorevole del gruppo di Forza Italia sulla proposta del relatore.

      Catello VITIELLO (IV) sottolinea che la relazione del deputato Vinci, e l'adesione ad essa della maggioranza dei gruppi parlamentari, ben rispondono alla questione relativa all'applicazione dell'articolo 68 della Costituzione rispetto all'attività parlamentare. A suo avviso la vicenda in esame, che si slega dal canovaccio formalistico del nesso funzionale con l'attività parlamentare preventiva, consente di ribadire che l'articolo 68 della Costituzione copre l'attività politica in modo assolutamente pieno.

      Ingrid BISA (LEGA) preannuncia, a nome del gruppo di appartenenza, il voto favorevole alla relazione. Condividendo le dichiarazioni dei deputati che l'hanno preceduta, sottolinea che l'attività parlamentare in riferimento all'articolo 68 della Costituzione deve essere guardata a trecentosessanta gradi, mentre non è corretta Pag. 8 l'interpretazione formalistica della ricerca di un atto specifico.

      Manuela GAGLIARDI (MISTO-C!-PP) preannuncia voto favorevole alla proposta, ribadendo l'importanza di canoni ermeneutici adeguati, non eccessivamente restrittivi, in tema di insindacabilità.

      Andrea DELMASTRO DELLE VEDOVE, presidente, non essendovi altri interventi, pone in votazione la proposta del relatore nel senso che ai fatti oggetto della richiesta sia applicabile la prerogativa di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione.

      La Giunta approva, a maggioranza, la proposta del relatore, deliberando, pertanto, nel senso che ai fatti oggetto del procedimento si applichi il primo comma dell'articolo 68 della Costituzione e dando mandato al relatore di predisporre il documento per l'Assemblea.

Sull'ordine dei lavori.

      Giuditta PINI (PD) segnala, relativamente a un'inchiesta condotta dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Trapani, che sono state pubblicate intercettazioni riguardanti giornalisti e altre persone non indagate. Segnala, in particolare, che una delle intercettazioni pubblicate riguarda una conversazione dell'ex senatore Manconi, in carica all'epoca dei fatti, senza che sia stata inviata alcuna richiesta di autorizzazione alla competente Giunta del Senato. Ritiene che si tratti di un precedente grave, che non può passare sotto silenzio.

      Andrea DELMASTRO DELLE VEDOVE, presidente, fa presente che la Giunta non è competente sul caso in questione, potendo essere chiamata a deliberare, al pari della omologa Giunta del Senato, soltanto sulle richieste di autorizzazione all'utilizzo delle intercettazioni di comunicazioni dei parlamentari avanzate dall'autorità giudiziaria in sede processuale. Sottolinea comunque la rilevanza politica della tematica segnalata dall'on. Pini, ricordando, in proposito, proprie iniziative parlamentari basate sul presupposto, previsto anche da direttive europee, che la presunzione di innocenza debba innervare non solo il processo penale ma l'intera società, ivi compresi i mezzi di comunicazione di massa, con una maggiore estensione della tutela della riservatezza. Si riserva quindi di trasmettere alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato, per quanto di eventuale interesse, il resoconto della seduta odierna, contenente la segnalazione della deputata Pini.

Comunicazioni del Presidente.

      Andrea DELMASTRO DELLE VEDOVE, presidente, comunica che, in relazione alla questione posta dall'onorevole Sgarbi ed oggetto delle comunicazioni rese nella seduta del 14 aprile 2021, l'avvocato Giampaolo Cicconi in data 15 aprile 2021 ha comunicato, per conto del medesimo onorevole Sgarbi, di aver presentato appello contro la contestata sentenza e che la Corte di appello di Ancona ha fissato per il 9 giugno 2021 l'udienza in camera di consiglio per deliberare sulla richiesta di sospensiva dell'efficacia esecutiva della sentenza impugnata.

      La seduta termina alle 9.45.