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Resoconti stenografici delle indagini conoscitive

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XVIII Legislatura

Giunta delle elezioni

Resoconto stenografico



Seduta n. 12 di Martedì 10 maggio 2022

INDICE

INDAGINE CONOSCITIVA SULLE MODALITÀ APPLICATIVE, AI FINI DELLA VERIFICA ELETTORALE, DELLA LEGGE 27 DICEMBRE 2001, N. 459

Audizione dell'on. Francesco Paolo Sisto, Sottosegretario di Stato alla Giustizia.
Giachetti Roberto , Presidente ... 3 
Sisto Francesco Paolo (FI) , Sottosegretario di Stato alla Giustizia ... 3 
Giachetti Roberto , Presidente ... 6 
Fontana Gregorio (FI)  ... 6 
Giachetti Roberto , Presidente ... 6 
Sisto Francesco Paolo (FI) , Sottosegretario di Stato alla Giustizia ... 7 
Giachetti Roberto , Presidente ... 8 

Audizione, in videoconferenza, di rappresentanti del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero:
Giachetti Roberto , Presidente ... 8 
Schiavone Michele , Segretario generale del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero ... 8 
Giachetti Roberto , Presidente ... 10 
Schiavone Michele , Segretario generale del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero ... 10 
Giachetti Roberto , Presidente ... 10 
Mangione Silvana , Vicesegretario generale del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero ... 10 
Giachetti Roberto , Presidente ... 11 
Gazzola Mariano , Vicesegretario generale del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero ... 11 
Giachetti Roberto , Presidente ... 11

Sigle dei gruppi parlamentari:
MoVimento 5 Stelle: M5S;
Lega - Salvini Premier: Lega;
Partito Democratico: PD;
Forza Italia - Berlusconi Presidente: FI;
Fratelli d'Italia: FdI;
Italia Viva: IV;
Coraggio Italia: CI;
Liberi e Uguali: LeU;
Misto: Misto;
Misto-Alternativa: Misto-A;
Misto-Azione-+Europa-Radicali Italiani: Misto-A-+E-RI;
Misto-MAIE-PSI-Facciamoeco: Misto-MAIE-PSI-FE;
Misto-Centro Democratico: Misto-CD;
Misto-Europa Verde-Verdi Europei: Misto-EV-VE;
Misto-Noi con l'Italia-USEI-Rinascimento ADC: Misto-NcI-USEI-R-AC;
Misto-Manifesta, Potere al Popolo, Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea: Misto-M-PP-RCSE;
Misto-Minoranze Linguistiche: Misto-Min.Ling.

Testo del resoconto stenografico

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE
ROBERTO GIACHETTI

  La seduta comincia alle 14.10.

Audizione dell'on. Francesco Paolo Sisto, Sottosegretario di Stato alla Giustizia.

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione dell'onorevole Francesco Paolo Sisto, sottosegretario di Stato alla giustizia, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle modalità applicative, ai fini della verifica elettorale della legge 27 dicembre 2001, n. 459, sul voto dei cittadini italiani residenti all'estero. Ringrazio il sottosegretario Sisto e, per il suo tramite, la Ministra Cartabia per avere assicurato la partecipazione del Ministero della giustizia agli approfondimenti in corso nell'ambito dell'indagine parlamentare, considerato il ruolo svolto dalle corti di appello nell'attività degli uffici elettorali e l'apporto organizzativo del Ministero stesso. Ricordo che la pubblicità dei lavori sarà assicurata anche dalla trasmissione sulla web TV della Camera.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Sottosegretario di Stato alla Giustizia. Grazie, Presidente. Porto i saluti della Ministra Cartabia e desidero offrire qualche chiarimento, in particolare, sull'articolo 7 del decreto-legge 4 maggio 2022, n. 41. È un decreto che detta norme di urgenza volte ad assicurare il regolare svolgimento delle operazioni di votazione dei referendum previsti dall'articolo 75 della Costituzione, che si svolgeranno il 12 giugno 2022 in abbinamento con il primo turno delle elezioni amministrative. Il provvedimento reca le disposizioni finalizzate a consentire, limitatamente alle consultazioni elettorali e referendarie, il pieno esercizio del diritto di voto da parte di tutti i cittadini attraverso modalità operative che assicurino – mediante apposite misure precauzionali di ulteriore prevenzione di rischio di contagio – la piena garanzia dello svolgimento del procedimento elettorale e della raccolta del voto. In particolare, per gli elettori positivi al Covid-19 sottoposti a trattamento ospedaliero domiciliare, e per tutti coloro che si trovano in condizioni di isolamento, si prevedono esplicite modalità operative di sicurezza che consentano anche a tali soggetti di poter prendere parte attiva alle consultazioni. Sotto tale profilo, le norme ora adottate riprendono quanto già previsto per le elezioni svoltesi nel 2021 con il decreto-legge 17 agosto 2021, n. 117, convertito dalla legge 14 ottobre 2021, n. 144. Il 12 giugno 2022 si svolgeranno cinque referendum, per i quali le richieste sono state, prima, ritenute legittime con distinte ordinanze dell'ufficio centrale per il referendum della Corte di cassazione e, poi, ammesse dalla Corte costituzionale con sentenze del 16 febbraio – 8 marzo 2022. Mentre lo svolgimento dei referendum abrogativi interessa l'intero corpo elettorale, 51.500.000 elettori distribuiti in 61.545 sezioni elettorali, i comuni interessanti al voto amministrativo nella primavera 2022 sono 980. I comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti sono 143, compresi i 26 capoluoghi di provincia, di cui 4 capoluoghi di regione: Genova, L'Aquila, Catanzaro e Palermo. Nelle regioni a Statuto speciale andranno al voto: 33 comuni nel Friuli; 120 comuni in Sicilia; uno in Trentino Alto Adige; 4 comuni in Valle d'Aosta, 65 comuni in Sardegna. In autunno avremo le regionali in Sicilia, andrà al voto un comune in Trentino Alto Adige e, sempre in autunno, avremo le elezioni amministrative Pag. 4di 10 comuni sciolti per infiltrazioni di stampo mafioso, di cui 3 con popolazione superiore a 15.000 abitanti. Veniamo al sopra citato articolo 7, di diretta competenza del Ministero della giustizia. La vigente normativa disciplina l'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero e prevede che tutti gli adempimenti, inerenti alle operazioni elettorali, siano svolti a cura della Corte di appello di Roma, presso la quale è costituito l'Ufficio elettorale centrale per la circoscrizione estero. Questo, si è rilevato, comporta oneri non più sostenibili, e non soltanto per l'impegno richiesto ai magistrati e al personale amministrativo della Corte, ma anche per le difficoltà di ordine logistico legate all'individuazione di spazi idonei a consentire la costituzione di un rilevante numero di seggi e lo svolgimento in sicurezza delle operazioni. La struttura finora individuata è il Centro polifunzionale di Castelnuovo di Porto (Roma), rispetto al quale già da tempo sono state rilevate problematiche di sicurezza e di agibilità, in quanto sostanzialmente dismesso. In passato, l'enorme carico di lavoro connesso con lo scrutinio in una sola giornata di tutte e quattro le ripartizioni ha comportato gravi problemi logistici e di sicurezza, anche per la difficoltà di individuare il personale, dovuti anche alla difficoltà di raggiungere il centro per le congestioni stradali che si sono verificate. Secondo quanto rilevato nella stessa relazione illustrativa al decreto-legge, nel corso degli anni il numero degli elettori è costantemente aumentato: dai 2.359.807 nel 2003 agli attuali 4.846.009, risultanti dai dati aggiornati al 20 aprile 2022. Tanto la Corte di appello di Roma, quanto la stessa Giunta delle elezioni della Camera dei deputati, hanno rappresentato le gravi disfunzioni generate dal sistema attualmente vigente. La Giunta delle elezioni, in particolare, ha rappresentato l'opportunità di anticipare al mercoledì precedente la data delle elezioni, in luogo del giovedì, il termine entro cui le buste contenenti i voti devono giungere presso i consolati, nonché quella di attribuire a quattro diverse Corti di appello le quattro ripartizioni in cui è suddivisa la Circoscrizione estero, in modo da ripartire il carico di lavoro tra più uffici giudiziari che potrebbero adottare misure organizzative più efficaci. Questa mi sembra una valutazione di assoluto buon senso. Quindi si è reso indispensabile intervenire con urgenza al fine di ovviare alla situazione descritta, che si è rivelata tale da mettere a rischio il regolare svolgimento delle operazioni elettorali. Quindi si sono distribuite le operazioni di spoglio tra più Corti di appello mantenendo, tuttavia, ferme le previsioni secondo cui i plichi contenenti le schede elettorali devono giungere a Roma. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale non dispone di strutture periferiche nel territorio italiano e i suoi funzionari sono gli unici abilitati a rimuovere il sigillo diplomatico con cui viaggiano i plichi. La capitale, con i suoi aeroporti, dispone di numerosi collegamenti aerei; sarà dunque cura dei funzionari dell'Ufficio elettorale centrale prendere in carico i plichi e quindi smistarli tra le varie Corti di appello che dovranno procedere allo svolgimento delle operazioni elettorali vere e proprie. Quanto a queste ultime, si sono individuate le sedi di Napoli, Firenze, Bologna e Milano in quanto città sedi di Corti di appello di adeguate dimensioni, munite di aeroporto e ben collegate con Roma tramite autostrade e reti ferroviarie ad alta velocità, in cui risultano essere disponibili adeguate strutture logistiche destinate a ospitare lo svolgimento delle operazioni tanto che, alcune di esse, sono state individuate quali sede di esame in occasione del concorso a 310 posti di magistrato ordinario indetto con DM del 29 ottobre 2019, le cui prove scritte si sono svolte nel luglio 2021. Il decreto-legge n. 41 del 2022, al citato articolo 7, comma 1, prevede di intervenire sull'articolo 7 della legge n. 459 del 2001 per costituire quattro uffici decentrati per la Circoscrizione estero e ha suddiviso tra questi le ripartizioni della Circoscrizione estero. Vado rapidamente a esaminare l'articolo 7. Il comma 1-bis stabilisce che gli uffici siano composti da tre magistrati anziché sei, come l'ufficio centrale di Roma, in considerazione dei minori compiti assegnati agli uffici decentrati,Pag. 5 limitati alle operazioni di spoglio. È possibile avvalersi anche di personale di servizio presso tutti gli uffici giudiziari del distretto. Le schede rimarranno concentrate, vado per sintesi, presso l'ufficio centrale di Roma. Si è ritenuto necessario suddividere la ripartizione Europa, ben più numerosa delle altre, tra le sedi di Milano, Bologna e Firenze, ciò in quanto si tratta di sedi molto vicine tra loro, in modo da potere ovviare con relativa facilità a eventuali errori di smistamento dei plichi. A questo scopo si è previsto, al comma 1-quinquies, che con il decreto ministeriale attualmente previsto dall'articolo 7 del Regolamento di attuazione – con il quale entro il 31 di gennaio ogni anno viene pubblicato il numero di cittadini italiani residenti nelle singole ripartizioni – i singoli Stati afferenti alla ripartizione Europa vengano assegnati all'uno o all'altro ufficio, suddividendo il numero dei cittadini, e quindi dei seggi, in maniera omogenea tra le sedi. In tal modo sarà possibile tenere conto di mutamenti demografici che nel corso degli anni possono alterare i rapporti tra gli Stati stessi, senza dover necessariamente intervenire con ulteriori modifiche normative. In considerazione del numero dei seggi da istituire, si è previsto di mantenere ferma l'assegnazione all'Ufficio centrale di Roma della ripartizione America meridionale, quella più dimensionata, e di assegnare alla sede di Napoli la ripartizione America settentrionale e centrale e quella Africa, Asia, Oceania e Antartide. Il comma 2 detta delle modalità operative per le quali l'Ufficio centrale deve inviare agli uffici decentrati i plichi giunti dalle ripartizioni, avvalendosi della collaborazione del Dipartimento della pubblica sicurezza. I commi 3 e 4 apportano modifiche lessicali agli articoli 13 e 14 della legge n. 459 del 2001. Il comma 5 tratta delle modalità con le quali devono essere inviati i verbali. Il comma 6 reca modifiche conseguenti al regolamento di attuazione di cui al DPR n. 104 del 2003, prevedendo che all'individuazione delle soluzioni logistiche e alla nomina dei componenti dei seggi partecipi anche il Comune di Milano, Bologna, Firenze e Napoli. Il comma 7, che interviene sull'articolo 55 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, dispone che le amministrazioni preposte all'organizzazione dello svolgimento delle consultazioni dovranno razionalizzare i servizi ai fini di realizzare un contenimento delle spese. Il comma 8 prevede che le disposizioni di cui ai commi da 1 a 6, questo è il punto cruciale del nostro dire, si applicano alle consultazioni elettorali e referendarie indette successivamente all'entrata in vigore del decreto-legge, essendo indispensabile garantire agli uffici e alle amministrazioni coinvolte il tempo necessario per adottare gli opportuni accorgimenti organizzativi e logistici. In effetti, il Ministero della giustizia con nota, in particolare, dell'articolazione competente, vale a dire il Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi (DOG), aveva rilevato – anche all'esito delle interlocuzioni tempestivamente avviate con enti fieristici e strutture simili – l'impossibilità di reperire in tempi brevi aree idonee allo spoglio delle schede in sede decentrata. In ragione di ciò, si è reso necessario adottare una norma transitoria, volta a rendere applicabili le disposizioni sugli uffici e lo spoglio decentrati soltanto per le operazioni successive a quelle relative al referendum del prossimo giugno. Conseguentemente si prevede che, entro 45 giorni dall'entrata in vigore del decreto-legge, venga effettuata la suddivisione tra le sedi di Milano, Bologna e Firenze dei territori afferenti alla ripartizione Europa. Al fine, poi, di consentire l'ordinato svolgimento delle operazioni di spoglio relative ai referendum indetti con decreti del Presidente della Repubblica del 6 aprile 2022, al comma 9, riprendendo analoghe disposizioni dettate in occasione del referendum costituzionale del 2020, si è previsto che il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale possa disporre che la spedizione dei plichi avvenga con valigia diplomatica non accompagnata e che il numero minimo e massimo di elettori per ciascun seggio sia stabilito, rispettivamente, in 4.000 e 5.000 elettori, in modo da ridurre il numero dei seggi da costituire. Devo, Presidente, al di là dell'esposizione delle ragioni sistematiche e dettagliate delle Pag. 6scelte sulla norma transitoria, segnalare che l'attività del Ministero è stata puntuale, dal punto di vista delle indagini, e che nella nota del DOG, quella a cui facevo riferimento prima, si può verificare che il direttore generale effettivamente così scrive: «In merito alla necessità di reperire idonei spazi ove allestire i seggi destinati allo spoglio delle schede elettorali della Circoscrizione estero per il referendum del 12 giugno, rappresento che questa Direzione si è attivata, subito dopo avere appreso, nel corso della riunione del 30 marzo, della possibilità di una modifica normativa che preveda il decentramento delle operazioni su quattro sedi: non più solo Roma, ma anche Milano, Bologna e Firenze. Disposte le ricerche, avviate il 7 aprile 2022 [quindi tempestivamente], atte a individuare la disponibilità dei locali delle predette quattro sedi ipotizzate, faccio presente che ad oggi è stata riscontrata, seppure in via interlocutoria, la disponibilità di locali solo nella sede di Roma. In particolare, la fiera di Roma ha anticipato la disponibilità alla concessione in locazione di un padiglione di 20.000 – 25.000 metri quadri, cui potrebbe aggiungere ulteriori spazi in tensostrutture attrezzate. Le fiere e gli enti interpellati nelle altre località – prosegue il dott. Orlando – hanno riferito di non disporre di spazi della grandezza richiesta o di averli già impegnati per eventi in programma da diverso tempo. Alla luce di quanto sopra, auspico una disposizione – prosegue sempre l'autore della missiva – transitoria che, per la consultazione referendaria del 12 giugno, mantenga le operazioni di spoglio presso la sola sede di Roma. È infatti del tutto evidente che le vaste superfici necessarie per accogliere l'ingente numero di seggi non possano essere reperite con così ristretto preavviso perché notoriamente gli eventi che richiedono simili metrature sono preparati con molti mesi di anticipo». A questo aggiungo, Presidente, la missiva del Presidente della Corte di appello di Milano, praticamente coeva, giunta il 26 di aprile, in cui si dice, queste sono le espressioni del presidente Ondei: «Non sarà assolutamente possibile garantire il regolare e ordinato svolgimento delle attività propedeutiche e successive, tenuto conto delle difficoltà logistico organizzative sopra rappresentate, anche in ragione del brevissimo lasso di tempo, oggettivamente insufficiente a disposizione per l'organizzazione». Credo di avere esaurito il mio compito. Resto ovviamente a disposizione per tutti gli approfondimenti che possono essere opportuni.

  PRESIDENTE. Ringrazio molto il sottosegretario Sisto. Ha chiesto di parlare l'onorevole Fontana.

  GREGORIO FONTANA. Solo per ringraziare il sottosegretario Sisto e, con l'occasione, anche tutta l'Amministrazione giudiziaria che è coinvolta nel procedimento elettorale non solo per l'estero. Non posso che prendere atto con soddisfazione del decreto-legge che è stato già emanato dal Governo e delle giuste perplessità dal punto di vista operativo nell'immediatezza, perché è logico che i locali nelle varie sedi devono essere reperiti per tempo. Sono certo che, dal momento che adesso il tempo c'è ed è congruo, da qui alle prossime elezioni politiche si possa dare avvio, come ha già confermato il sottosegretario, a tutta l'organizzazione che consentirà di distribuire in varie Corti d'appello l'onere che fino a oggi è gravato sulla sola Corte di appello di Roma. Si tratta di una responsabilità organizzativa importante ma, con queste nuove modalità, io penso che molti problemi che abbiamo riscontrato, che erano problemi organizzativi nella fase di scrutinio e spoglio, possano essere superati.

  PRESIDENTE. Onorevole Sisto, è del tutto evidente che questo tema, che noi come Giunta avevamo sollevato nella fase iniziale del nostro lavoro, era figlio dell'audizione svolta all'inizio della legislatura, in cui la Corte di appello di Roma aveva segnalato che la mole di lavoro che si concentrava soltanto sugli uffici della Capitale creava un problema. È chiaro che per i referendum del prossimo giugno c'è un problema di organizzazione, ma non vorremmo che avere cercato una strada per risolvere quel tipo di problema ne apra degli altri, sotto un certo punto di vista. L'auspicio è che, con il tempo che abbiamo Pag. 7di fronte a noi rispetto alle prossime elezioni politiche, dove obiettivamente il voto all'estero, per tutte le sue dinamiche, è particolarmente rilevante, ci sia la garanzia che questi spazi vengano trovati perché sennò abbiamo fatto una operazione per cercare di rendere più semplice il lavoro, e anche il lavoro di scrutinio che non è certamente una cosa da poco, e rischiamo poi invece di averlo aggravato. Mi consenta di dirle, sottosegretario, che tutti i componenti della Giunta hanno evidenziato, nel corso dei lavori, quanto sia fondamentale, dal punto di vista organizzativo, il lavoro del Ministero della giustizia. Sappiamo perfettamente, avendolo riscontrato nel corso della verifica dei poteri – e mi riferisco non soltanto alla Circoscrizione estero oggetto dell'indagine conoscitiva ma anche alle circoscrizioni nazionali – quanto la rapidità con la quale i dati elettorali arrivano alla Giunta sia essenziale dal punto di vista della proclamazione degli eletti e poi dello svolgimento di tutte le verifiche finalizzate alla loro convalida. Mi permetto di lasciare alla sua sensibilità e a quella del Ministero, cosa che faremo anche nei confronti dei ministeri degli esteri e dell'interno, quanto nella prossima legislatura sarà fondamentale avere dei dati che consentano alla Giunta, che dovrà fare le verifiche opportune, di dare delle risposte di certezza, vorrei dire, immediate, in ordine alle convalide. Perché, con la riforma costituzionale che ha previsto la riduzione dei parlamentari, è del tutto evidente l'importanza di scongiurare il verificarsi di casi, già accaduti in questa legislatura, nei quali dei parlamentari che sono stati proclamati in una lista, magari di maggioranza, possano perdere il loro status in base alle risultanze della verifica dei poteri, con l'assegnazione dei seggi, in ipotesi, a liste di opposizione. In un Parlamento dove si sono ridotti così i numeri, pochi casi di annullamento dell'elezione di deputati, con conseguenti proclamazioni e convalide di candidati di altre liste, o anche un solo caso, potrebbero essere decisivi e ci rendiamo conto che questo non può essere appurato a sette mesi, otto mesi di distanza dalle elezioni. Quindi mi permetto, ovviamente la Giunta non può che fare questo, di sensibilizzare tutti quanti su tutto quel che è possibile fare per fare in modo che la Giunta delle elezioni, nella prossima legislatura, abbia disponibilità dei dati in tempi molto più rapidi. Per esempio, non so se è pensabile, e possibile, ragionare sulla digitalizzazione dei dati stessi degli scrutini, questo non sta a me indicarlo, però non c'è dubbio sull'esigenza, nella prossima legislatura, di avere dei dati tempestivamente, cosa che è fondamentale non soltanto per i lavori della Giunta, ma anche per la tenuta del rapporto tra Parlamento e Governo. Quindi ci sarà un problema di organizzare bene gli Uffici centrali circoscrizionali, ma non soltanto. Auspichiamo pertanto che qualche passo in avanti venga davvero fatto nella digitalizzazione dello scrutinio; non parlo del voto elettronico, che è un altro e diverso tema.

  FRANCESCO PAOLO SISTO, Sottosegretario di Stato alla Giustizia. Ovviamente, cuique suum, ogni Ministero ha le sue responsabilità e i suoi compiti. Non ci sono ministeri che devono fare tutto. Segnalo, veramente con rispetto della norma, che il comma 8 dell'articolo 7 del decreto-legge n. 41 del 2022 impone delle condotte; qui siamo di fronte a un comando normativo: le disposizioni dei commi da 1 a 6 del medesimo articolo 7 si applicano alle consultazioni elettorali e referendarie indette successivamente alla loro entrata in vigore. Quindi «si applicano», vi è un obbligo normativo di dare attuazione, non pratica ma legislativa, a quello che è il comando del comma 8. Aggiungerò, per quanto riguarda i dati che, probabilmente, la Giunta delle elezioni può essere un giusto luogo di concerto per sollecitare una sorta di moral suasion in ordine alla disponibilità dei dati. Come spesso accade quando le responsabilità sono complesse, cioè derivano dall'intervento di più ministeri, ognuno per un suo pezzettino, magari qualcuno conta uno, qualche altro conta quattro, qualche altro conta dieci, la possibilità di mettere un link può derivare da un impulso, come quello dato dalla Giunta delle elezioni, che – mi permetto di suggerire – potrebbe addirittura notificare, in qualche modo fare conoscerePag. 8 ai ministeri la necessità di una preventiva sinergia, perché i dati possano essere immediatamente disponibili. Ha ragione il Presidente Giachetti, il dato vuol dire tempo e Dio sa quanto è importante il fattore tempo in assoluto, sia in politica sia per quanto riguarda il nostro mondo, che è il mondo della giustizia. Perché è intollerabile, qui lo dico da parlamentare affezionato alle istituzioni, che per risolvere situazioni che vedano parlamentari in bilico, delle volte, si debbano attendere anni. Questo io lo trovo davvero intollerabile perché, prescindendo anche dal dato del numero ridotto dei parlamentari, che chiaramente rende ancora più rilevante la decisione su uno o due parlamentari, la composizione del Parlamento ha un valore assoluto. Quindi trovo che questo richiamo ai dati, sul ripristino della legalità, fatemi passare questo termine, all'interno del Parlamento sotto il profilo della legittimazione a essere parlamentari, sia un problema che va affrontato seriamente, puntualmente e rapidamente in un termine che non so se è possibile definire super perentorio. Io sarei proprio tentato di dare a questa giusta richiesta del Presidente Giachetti una rilevanza addirittura di tenuta democratica del Parlamento. Mi sembra che questo sia un elemento di tenuta, quindi vi è un'assoluta priorità su questo ragionamento. Il Ministero, ovviamente, rispetterà quello che è il disposto normativo che prevede, tra l'altro, che entro 45 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento, con decreto del Ministero dell'interno – ecco la necessità della sinergia – di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e con il Ministro della giustizia – non voglio dire che siamo l'ultima ruota del carro, ma siamo gli ultimi citati in questo provvedimento – è disposta la suddivisione della competenza tra le Corti di appello a cui sono attribuite le operazioni di scrutinio della ripartizione Europa. Probabilmente, mettere insieme tutti questi Ministeri – interno, esteri e cooperazione internazionale e giustizia – potrebbe essere un compito che l'autorevole moral suasion della Giunte potrebbe svolgere con sicura efficacia.

  PRESIDENTE. Ringrazio il sottosegretario Sisto e dichiaro conclusa l'audizione.

Audizione, in videoconferenza, di rappresentanti del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero.

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione in videoconferenza del dottor Michele Schiavone, segretario generale del Consiglio generale degli italiani all'estero, accompagnato dalla dottoressa Silvana Mangione e dal dottor Mariano Gazzola, vicesegretari generali del medesimo Consiglio, a seguito di una richiesta, accolta volentieri dalla Giunta. Ricordo che l'oggetto dell'indagine conoscitiva è il voto degli italiani all'estero ai fini della verifica elettorale. Invito il dottor Schiavone a svolgere il suo intervento, avvertendo sin d'ora che è prossima la ripresa dei lavori dell'Aula, quindi abbiamo, come purtroppo ci accade spesso, un tempo molto limitato.

  MICHELE SCHIAVONE, Segretario generale del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero. Ringrazio lei, Presidente, insieme a tutti i componenti della Giunta delle elezioni per il gradito invito a partecipare all'odierna audizione, nell'ambito dell'indagine conoscitiva per acquisire il nostro parere sulle modalità applicative della legge 27 dicembre 2001, n. 459, recante «Norme per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero» e del relativo regolamento di attuazione emanato con il decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile del 2003, n. 104. Con me, come diceva, sono collegati da remoto i vicesegretari del CGIE, in rappresentanza dell'America Latina Mariano Gazzola e la dottoressa Silvana Mangione per l'America settentrionale e i Paesi anglofoni extra europei. In questa sede desidero ricordare che il CGIE è un organismo che è la rappresentanza delle comunità italiane residenti all'estero, presieduto dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Luigi Di Maio. Gli italiani all'estero hanno gradualmente definito la loro rappresentanza dal lontano 1985 con l'istituzione dei Comitati dell'Emigrazione Italiana,Pag. 9 poi Com.It.Es., completandola con la modifica degli articoli 48, 56 e 57 della Costituzione, che hanno riconosciuto la nostra rappresentanza parlamentare, ovvero di 18 parlamentari. Attualmente, il CGIE svolge attività in regime di ordinaria amministrazione in seguito alle elezioni che si sono svolte lo scorso mese di aprile, quindi il nostro coinvolgimento in questa indagine è lineare di fronte ai dettami della legge 6 novembre 1989, n. 368. L'occasione ci permette di ricordare a questo consesso l'urgenza e l'attesa dei provvedimenti migliorativi alla legge n. 459 del 2001, per garantire la rappresentanza istituzionale e la partecipazione elettorale delle nostre comunità all'estero, ma soprattutto per rendere sicuro il voto nella Circoscrizione estero. Il voto all'estero ha rappresentato un'importantissima conquista per i nostri connazionali che vivono fuori dal nostro Paese e come tale va tutelato, messo in sicurezza e adattato in base alle situazioni che si sono sedimentate nel tempo. Al fine di preservare il diritto di voto dei nostri connazionali, considerata l'importanza della loro partecipazione democratica, si rende necessario renderlo fruibile ovunque, garantirlo e proteggerlo da interferenze esterne. Sono trascorsi oltre 20 anni dall'entrata in vigore della legge n. 459 del 2001, nel corso dei quali sono state organizzate quattro elezioni politiche e otto consultazioni referendarie. In questi venti anni la demografia dei cittadini italiani all'estero è quasi raddoppiata, passando da 3,4 a 6,6 milioni. Di conseguenza, oggi si vota in 196 Paesi e il corpo elettorale all'estero è passato da 2,3 milioni iniziali a 5 milioni previsti per il referendum del mese prossimo. In questo periodo, nelle comunità all'estero, è andata crescendo la domanda di partecipazione alla vita politica, economica sociale e culturale dell'Italia, come forma concreta di appartenenza e dimostrazione di effettiva volontà di contribuire a pieno alla vita del Paese d'origine, ovvero l'Italia. Anche perché nello stesso periodo il flusso degli italiani verso l'estero ha assunto la nuova forma della mobilità di professionisti, ricercatori, manager e personale qualificato, perfettamente al corrente della vita politica e desiderosi di contribuire alla sua evoluzione, alla proiezione internazionale del sistema Italia. Dunque, l'esercizio del diritto di voto e la rappresentanza diretta costituiscono gli elementi fondamentali per la costruzione di relazioni solide e durative con le nuove migrazioni e le nuove generazioni. È pertanto nell'interesse generale, prima di tutto delle comunità italiane all'estero, che lo svolgimento delle consultazioni elettorali e referendarie sia perfettamente trasparente e soddisfi i requisiti costituzionali del voto. Considerati i pochi mesi che ci separano dall'indizione delle prossime elezioni legislative e le difficoltà organizzative presenti nella circoscrizione estero, chiediamo di apportare con urgenza correttivi e semplificazioni alle procedure del voto per corrispondenza, facendo leva anche sull'uso di strumenti tecnologici. I ritardi organizzativi accumulati sono difficilmente risolvibili in poco tempo, ma siamo convinti che dei miglioramenti alle procedure elettorali per mettere in sicurezza e garantire il voto si possano ancora fare. La nostra Costituzione riconosce, del resto, il diritto di voto universale ai propri cittadini, il suo esercizio si è ormai affermato nella Circoscrizione estero, mediante la modalità di voto per corrispondenza, e costituisce lo strumento per garantire i principi costituzionali sanciti nell'articolo 48, al secondo comma, che vuole il voto personale quale libero e segreto. Visto che la nostra democrazia non ha prezzo, come ha dichiarato nell'audizione la settimana scorsa il Ministro degli affari esteri, on. Luigi Di Maio, di fronte a scorciatoie tendenti al restringimento dei diritti degli elettori prodotto dall'opzione inversa, si richiama l'attenzione per mantenere e garantire l'universalità del voto col sistema attuale di voto per corrispondenza, per favorire la massima partecipazione. I costi per l'organizzazione delle elezioni nella Circoscrizione elettorale estero, che sotto l'aspetto demografico corrisponde al 10 per cento della popolazione italiana, sono in percentuale molto inferiori a quelli spesi per lo svolgimento dell'esercizio del diritto di voto sul territorio nazionale. L'abbattimento dei costiPag. 10 può certamente avvenire con la digitalizzazione e la semplificazione delle procedure elettorali e l'acquisto di strumenti tecnologici. Nelle precedenti tornate elettorali e referendarie sono emerse carenze normative nell'assicurazione dei quattro requisiti costituzionali del voto che ho citato poc'anzi. Posto che l'uguaglianza del voto è sancita dalla Costituzione, cerchiamo di affrontare i problemi relativi agli altri requisiti e suggerire possibili soluzioni. Per quanto riguarda la personalità del voto, per garantire che il voto sia personale, si possano apportare ulteriori accorgimenti tesi ad assicurare che il singolo elettore riceva e voti personalmente la scheda elettorale. Ad esempio, l'invio di posta assicurata, registrata o con ricevuta di ritorno, la stampa della scheda in Italia a cura del Poligrafico dello Stato, l'invio documentato e controllato delle schede alle sedi diplomatiche e consolari di riferimento, la preparazione delle condizioni legislative per introdurre in futuro l'opzione effettuata dai singoli cittadini che dichiarano la propria volontà di esercitare il loro diritto di voto all'estero. In prospettiva e nel rispetto delle condizioni sancite dall'articolo 48 della Costituzione, servirà adeguare l'esercizio di voto alla risoluzione dell'Unione Europea che prevede l'utilizzo del voto elettronico digitale entro il 2030. Per quanto riguarda la libertà di voto, parte fondamentale della libertà è la conoscenza dei programmi presentati dalle diverse formazioni politiche. Pertanto deve essere garantita, ad esempio, l'informazione capillare degli elettori in applicazione dell'articolo 17, comma 3, della legge 27 dicembre 2001, n. 459, e dell'articolo 8, comma 8, del regolamento di attuazione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2003, n. 104, attraverso tutti gli strumenti di informazione nazionali e degli italiani all'estero, nonché quelli esistenti all'estero, ovvero quelli cartacei, audiovisivi ed elettronici, con adeguato sostegno, anche economico, da parte delle autorità competenti. Oltre a ciò, bisogna garantire una reale campagna elettorale e un numero di dibattiti elettorali sufficienti a far conoscere tutti i candidati nelle diverse ripartizioni, l'effettiva imposizione di pene a carico di chi sottopone a coazioni o pressioni l'elettore. Per quanto attiene alla segretezza del voto, e del voto per corrispondenza in particolare, si deve tenere conto del fatto che il legislatore ha adottato il voto per corrispondenza in base a precise considerazioni.

  PRESIDENTE. Dottor Schiavone, non la voglio interrompere, ma abbiamo ancora solo pochi minuti a disposizione. Mi dica lei, siccome ci sono altri due rappresentanti del CGIE, se vogliono rapidamente intervenire perché purtroppo i nostri tempi sono questi.

  MICHELE SCHIAVONE, Segretario generale del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero. Abbiamo preparato un documento che consegneremo alla segreteria della Giunta. Per correttezza, ma per rispetto anche dei vicesegretari generali Mariano Gazzola e Silvana Mangione, cederei a loro la parola per completare l'intervento, sul cui testo abbiamo ragionato insieme.

  PRESIDENTE. Cedo dunque la parola alla dottoressa Silvana Mangione.

  SILVANA MANGIONE, Vicesegretario generale del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero. Sono Silvana Mangione, Vicesegretario generale per Stati Uniti, Australia, Canada e sud Africa; quattro Paesi enormi nei quali si presentano, quindi, delle criticità di tipo diverso, che assomigliano maggiormente a quelle dell'America Latina che non a quelle dell'Europa. Due cose rapidissime. La prima cosa: l'opzione inversa, e cioè la richiesta al singolo cittadino di iscriversi per poter votare, secondo noi contrasta con i principi dell'articolo 3 e dell'articolo 48 della Costituzione, il quale dice che sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età e al quinto comma stabilisce esattamente quali sono le limitazioni tassative previste dalla legge alla partecipazione al voto. Il problema dell'opzione inversa è stato dimostrato dalla doppia sperimentazione delle elezioni del Comites, quelle nel Pag. 112015 e quelle recentissime dell'anno scorso. L'informazione non è sufficiente nei nostri Paesi, i collegamenti di tipo elettronico che permetterebbero alle persone di registrarsi al voto non sono a disposizione di tutti quanti. Siamo passati, nel 2015, da una partecipazione massiccia alle elezioni del Comites a una partecipazione di circa il 5 per cento; a queste ultime elezioni ci sono state addirittura delle punte dell'1,1 per cento. Se aggiungiamo a questo il taglio dei parlamentari che rappresentano questo mondo degli italiani all'estero, che è la ventunesima regione italiana, seconda soltanto alla Lombardia, in realtà stiamo togliendo qualunque voce e qualunque tipo di rappresentanza a questo mondo che è fondamentale per l'Italia. Non aggiungo altre cose, i suggerimenti tecnici li troverete all'interno del nostro documento, che arricchiremo per presentarvi tutte le sfaccettature delle nostre proposte e anche dei nostri caveat.

  PRESIDENTE. Do la parola al dottor Mariano Gazzola.

  MARIANO GAZZOLA, Vicesegretario generale del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero. Grazie Presidente. Due battute: la prima è ricordare che noi italiani all'estero non siamo un numero, siamo persone, siamo cittadini; non siamo un numero e nemmeno siamo una variabile economica da aggiustare quando i conti non tornano, non è possibile fare un discorso su una legge elettorale alla luce di un'ipotetica mancanza delle risorse economiche. Secondo, io non sono della stessa idea di Silvana sull'opzione inversa, questo è chiaro. Però, guardate, io penso che l'elettore diventa tale, il cittadino diventa elettore, dopo una reale e concreta manifestazione della volontà, ma anche in questo caso la richiesta è comune con Silvana. Se il Parlamento intende percorrere la strada della cosiddetta opzione inversa e della registrazione degli elettori, la richiesta è di audirci di nuovo, perché noi, alla luce dell'esperienza che abbiamo fatto, qualcosa avremmo da dire su questo tema. Grazie.

  PRESIDENTE. Attendiamo il vostro documento; intanto vi ringraziamo molto. La seduta è tolta.

  La seduta termina alle 14.50.