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Resoconto dell'Assemblea

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XVIII LEGISLATURA


Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 461 di martedì 23 febbraio 2021

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FABIO RAMPELLI

La seduta comincia alle 9,35.

PRESIDENTE. La seduta è aperta.

Invito la deputata segretaria a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.

SILVANA ANDREINA COMAROLI, Segretaria, legge il processo verbale della seduta di ieri.

PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.

(È approvato).

Missioni.

PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Casa, Cirielli, Colletti, D'Incà, Daga, De Maria, Delmastro Delle Vedove, Delrio, Gebhard, Giachetti, Lollobrigida, Lorefice, Losacco, Maggioni, Magi, Molinari, Nardi, Perantoni, Rizzo, Silli, Sisto, Stumpo e Tasso sono in missione a decorrere dalla seduta odierna.

I deputati in missione sono complessivamente 67, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto della seduta odierna (Ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato A al resoconto della seduta odierna).

Preavviso di votazioni elettroniche (ore 9,40).

PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di cinque e venti minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.

Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori il deputato Delmastro Delle Vedove, che è presente in Aula. Gli diamo la parola. Prego.

ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). Grazie, Presidente. Per ricordare - scusate - quanto è accaduto ieri a due nobili servitori dello Stato, l'ambasciatore Attanasio e il milite Iacovacci. Ieri, per qualche secondo, l'Italia si è fermata (Applausi). Ieri per qualche secondo - dicevo - l'Italia si è fermata. Tutti ci siamo inginocchiati di fronte a quanto accaduto a due nobili servitori dello Stato. Ci hanno colpiti distanti migliaia di chilometri ma ci hanno colpiti al…

PRESIDENTE. Chiedo scusa per l'interruzione, ho fatto apposta cenno affinché lei mi potesse guardare. Le ricordo che sta, come del resto da lei richiesto, svolgendo il suo intervento - perché ho omesso di farlo - per richiamo all'ordine dei lavori, giusto?

ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). Volevo motivare, però…

PRESIDENTE. Prego prosegua e chiedo scusa per l'interruzione.

ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). Ci hanno colpiti, dicevo, a migliaia di chilometri di distanza, ma in verità ci hanno colpiti al cuore. E quindi ecco il senso del richiamo all'ordine dei lavori. Fratelli d'Italia chiede che il Ministro Di Maio voglia immediatamente venire a riferire in Aula sull'accaduto. Glielo dobbiamo a questi due nobili servitori, glielo dobbiamo a Luca Attanasio, un uomo il cui profilo era tutto volto agli studi, al merito, alla capacità di portare l'Italia nel mondo, alla sua famiglia; lo dobbiamo a Vittorio Iacovacci, caduto in piedi, come ogni milite dei carabinieri, innamorato dell'Italia e della sua divisa sino all'estremo sacrificio di sé. Abbiamo sentito la condanna ferma del Presidente della Repubblica, alla quale ci associamo; abbiamo sentito il Presidente della Repubblica stringersi al cordoglio della famiglia, e ci associamo; abbiamo sentito il Ministro degli esteri Di Maio chiedere e pretendere verità dalle autorità congolesi, e ci associamo. Però, oltre alla verità con le autorità congolesi, rimangono inevase delle domande ed è questo il motivo per cui chiediamo che il Ministro venga immediatamente a riferire. Il viaggio era autorizzato? E se sì, da chi era autorizzato quel viaggio? Sul sito della Farnesina, ricordo a tutti noi, che viene indicato come sconsigliato fortemente viaggiare in quelle aree del Paese. Era indispensabile andare in quelle aree del Paese per visitare il Programma alimentare mondiale? Perché l'auto non era blindata? Il Comando dei carabinieri del MAECI era informato di questa missione? Perché non è stata richiesta alla missione MONUSCO dell'ONU, oppure alle Forze armate congolesi una scorta? Perché c'era un solo carabiniere mentre generalmente la scorta del nostro ambasciatore Luca Attanasio era composta di due carabinieri? Se mai sia stata effettuata con l'Agenzia della sicurezza esterna italiana una verifica sull'adeguatezza del servizio di sicurezza in quell'area, in quella Nazione e in quell'area del Paese fortemente flagellata da conflitti sanguinari armati. Quali provvedimenti intenda prendere oggi, non domani, il Ministro degli esteri per verificare ovunque la sicurezza della nostra rete consolare e delle ambasciate e se il Ministro voglia promuovere immediatamente un'inchiesta interna per verificare eventuali responsabilità.

Così noi vogliamo inginocchiarci di fronte a Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci, così noi vogliamo onorare la memoria di due persone, innamorate dell'Italia, della loro missione, nel cui cuore batteva il tricolore, che sono cadute in piedi per onorare questa Nazione. Non possiamo non fare luce su queste verità ed è questo il motivo per cui chiediamo, con compostezza ma con fermezza, che il Ministro degli esteri venga immediatamente a riferire e non lasci inevase queste terrificanti domande, prima ancora di accertare altre responsabilità sul profilo internazionale per capire cosa sia successo nella nostra catena del comando e della sicurezza, se sia evidentemente una cosa imprevista e imprevedibile o se si possa e si debba rafforzare la sicurezza di chi, vestendo una divisa o comunque rappresentando l'Italia, porta l'Italia nel mondo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il Ministro D'Incà. Ne ha facoltà.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Presidente, nell'esprimere ancora una volta a nome del Governo le condoglianze e la massima vicinanza alle famiglie dell'ambasciatore Attanasio e del milite Iacovacci, voglio rispondere al collega Delmastro Delle Vedove, indicando che il Ministro Di Maio ha dato la massima disponibilità fin da subito a rispondere all'informativa in Aula, che sarà organizzata, attraverso la programmazione della Camera e del Senato, credo nelle prossime ore o nella giornata di domani.

Quindi, daremo chiarezza alle domande che lei ha indicato, ma tengo ancora una volta ad esprimere tutta la massima vicinanza alle famiglie delle vittime (Applausi).

PRESIDENTE. Ringrazio il Ministro D'Incà.

Sospendo, pertanto, la seduta che riprenderà alle ore 10. La seduta è sospesa.

La seduta, sospesa alle 9,45, è ripresa alle 10,05.

PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

Ha chiesto di parlare il deputato Enrico Borghi sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

ENRICO BORGHI (PD). La ringrazio, signor Presidente. Chiedo di intervenire sull'ordine dei lavori, tenuto conto del fatto che, nell'ambito della comunicazione resa dal collega precedentemente in ordine alla richiesta di informativa che il Governo dovrà rendere sulle tragiche vicende e sulle notizie che ci arrivano dal Congo, è stata anche richiesta un'informativa riguardo al grado di adeguatezza e allo svolgimento di attività inerenti all'Agenzia per le informazioni e la sicurezza esterna. Vorrei ricordare alla Presidenza e all'Aula che questa è una prerogativa del Parlamento e, quindi, sentito anche il presidente del Copasir, vorrei assicurare la Presidenza che il Comitato si attiverà immediatamente sotto questo profilo. Credo che, prima di adombrare qualsivoglia ipotesi di adeguatezza e di coinvolgimento o meno delle nostre strutture, sia opportuno attendere il livello di informativa del Governo e il lavoro che il Comitato parlamentare svolgerà nel merito (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Donzelli sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Grazie, Presidente. Io raccolgo quanto ho sentito dire dal collega precedentemente e mi permetto di sollecitare anche l'organismo di cui si parlava, il Copasir, ad adeguarsi alla legge e a quelli che sono i nuovi equilibri stabiliti in Parlamento per evitare che si riunisca in modo non corretto rispetto alla legge vigente (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Quindi, credo che sia necessario in questi minuti dare seguito alla legge, in un momento così delicato, per avere un organo così fondamentale per la sicurezza nazionale nel pieno delle sue funzioni e nella possibilità di riunirsi (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Io eviterei di insistere nel senso che questo è un legittimo dibattito parlamentare tra forze politiche, che è giusto e opportuno che si svolga nelle sedi competenti.

Torniamo al nostro ordine del giorno…

Ha chiesto di parlare il deputato Vito. Sempre sull'ordine dei lavori, immagino. Giusto? Ne ha facoltà.

ELIO VITO (FI). Immagina bene, Presidente. Per riprendere quello che hanno detto il collega Borghi e il collega Donzelli: è la legge che assegna in via esclusiva al Copasir la competenza su questa materia ed è naturale che sia così perché è una sede dove le riunioni sono segrete; quindi non può accadere in Aula, non può accadere in alcun luogo, quella è la sede preposta e, come ha detto il collega Borghi, il Copasir si è già attivato, come sempre fa in questi tragici casi.

Per quanto riguarda la seconda questione, vorrei rassicurare il collega Donzelli che non è argomento da contesa politica, o da intervento in Aula, o da ordine dei lavori, ma anche qui c'è già stata una lettera del presidente del Copasir ai Presidenti di Camera e Senato per esporre la particolare situazione che si è venuta a creare e siamo in attesa, naturalmente, che i Presidenti di Camera e Senato rispondano, attesa la necessità di rispettare il dettato della legge e considerati anche i precedenti in materia.

PRESIDENTE. La ringrazio per le precisazioni, non molto dissimili da quelle fatte da me.

Seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183, recante disposizioni urgenti in materia di termini legislativi, di realizzazione di collegamenti digitali, di esecuzione della decisione (UE, EURATOM) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, nonché in materia di recesso del Regno Unito dall'Unione europea (A.C. 2845-A) .

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2845-A: Conversione in legge del decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183, recante disposizioni urgenti in materia di termini legislativi, di realizzazione di collegamenti digitali, di esecuzione della decisione (UE, EURATOM) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, nonché in materia di recesso del Regno Unito dall'Unione europea.

Ricordo che, nella seduta di ieri, è stato da ultimo respinto l'emendamento 8.400 Delmastro Delle Vedove.

(Ripresa esame dell'articolo unico - A.C. 2845-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento Varchi 11.104.

Ha chiesto di parlare il deputato Mollicone. Ne ha facoltà.

FEDERICO MOLLICONE (FDI). Grazie, Presidente. Questo emendamento, che ho sottoscritto, della collega Varchi è un emendamento che riguarda la proroga del DURC, il Documento unico di regolarità contabile, che sappiamo essere un documento molto importante per la trasparenza, la legalità e la verifica delle aziende e delle imprese che partecipano a bandi pubblici o che, come in questo scenario, devono ottenere dei ristori.

Ora, sappiamo, tutti i colleghi sanno - soprattutto quelli della VII Commissione, ma anche quelli della Commissione Attività produttive - che molti ristori sono stati bloccati da DURC negativi, con esito negativo, per poche decine o centinaia di euro e questo ha impedito ad aziende, imprese culturali e a qualsiasi attività che aveva diritto ai ristori di ricevere questi ristori. Consideriamo ciò, in uno scenario emergenziale come questo, un'assoluta insensatezza e lo considera così anche lo stesso presidente dell'INPS da noi interrogato in audizione, per cui, più volte, siamo intervenuti con atti, con ordini del giorno trasversali; ricordo, in legge di bilancio, quello presentato da me e dal collega di Italia Viva, che venne approvato e accolto dal Governo, nonché l'emendamento approvato nel “Ristori-quarto” al Senato, che ha prorogato, infatti, il DURC fino ad adesso.

Noi, con questo emendamento e anche con altri emendamenti che avevamo presentato, ma poi non approvati in Commissione bilancio, siamo semplicemente ad affermare la necessità di prorogare fino a dicembre il DURC. Questa scelta, che il Parlamento potrebbe fare a prescindere dal parere del Governo, non ha nessun esito dal punto di vista economico, cioè non costa niente, è in linea con la semplificazione, per cui non si capisce veramente il motivo per cui non dovrebbe essere approvata. Noi rispettiamo la presa di posizione, la spiegazione del Ministro D'Incà, che, in sede di Commissione bilancio, ci ha spiegato che questo emendamento, come su altre proroghe, non è stato approvato con parere favorevole in quanto sposta la proroga a dicembre, mentre secondo il Governo, presumibilmente, l'emergenza finirà ad aprile. Ma noi sappiamo che così non sarà, perché abbiamo visto l'esito del Consiglio dei Ministri di ieri, che invece di andare verso una gestione radicalmente differente dell'emergenza, che invece di cacciare il commissario Arcuri, come Fratelli d'Italia chiede da tempo, per manifesta incapacità e mancanza di trasparenza, sta proseguendo con l'irrigidimento delle iniziative. Presidente, magari un po' di attenzione da parte del Governo…

PRESIDENTE. Grazie, deputato Mollicone…

FEDERICO MOLLICONE (FDI). No, non ho finito, chiedo l'attenzione da parte del Governo, che è distratto in altre faccende.

PRESIDENTE. Pensavo fosse una sua conclusione. Il Governo è presente…

FEDERICO MOLLICONE (FDI). No, stava parlando con altri deputati; è presente, ma non attento.

PRESIDENTE. Anche in virtù del suo richiamo, spero che la ascolti. Prego, prosegua.

FEDERICO MOLLICONE (FDI). Quindi, noi riteniamo fondamentale per tutte le imprese e le aziende che si vedono bloccare ristori per un DURC negativo per poche centinaia di euro, o anche fosse qualche migliaio, che questo venga prorogato. Quindi, facciamo un appello al Governo affinché venga modificato questo parere da contrario a favorevole, perché, lo ripetiamo, non costa niente e, purtroppo, da quello che stiamo vedendo, l'emergenza è tutt'altro che nella possibilità di terminare ad aprile, come tutti auspichiamo.

Quindi, concludo anche con un richiamo rispetto a quanto abbiamo letto oggi sui giornali, perché, vedete colleghi, l'emergenza oggi è gestita da un personaggio come il commissario Arcuri, che ha avuto la bellezza di 1.282 sms con il famigerato Benotti. Ecco, questa persona, cioè Arcuri, ancora sostiene e ha sostenuto pubblicamente di non conoscere Benotti, con tutto quello che Benotti rappresenta e, quindi, la speculazione sulle mascherine e, quindi, le “primule” del commissario Arcuri e, quindi, la gestione caotica dell'emergenza, per cui chiediamo almeno un atto di responsabilità a favore delle aziende con la proroga del DURC. Quindi, chiediamo che il Governo si esprima e cambi il parere da contrario a favorevole o, almeno, si rimetta all'Aula.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Montaruli. Ne ha facoltà, per un minuto.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Grazie, Presidente. Il tema del DURC è stato affrontato fin dall'inizio delle restrizioni per la pandemia e, peraltro, molte regioni, raccogliendo le istanze del mondo del commercio e della ristorazione, si sono trovate nella necessità, di fatto, di procedere ad una semplificazione che andasse incontro a categorie che sono state messe in ginocchio dalle restrizioni del Governo precedente. Ora, noi ci aspettiamo un cambio di passo rispetto a quanto avvenuto precedentemente. Di certo, l'“ordinanza Speranza” sul mondo della montagna non aiuta a farci credere e confidare realmente in questo, però, quantomeno, richiamiamo una riflessione di questo Governo rispetto alla situazione di estrema crisi che stanno soffrendo intere categorie e le filiere. Questo emendamento è volto a semplificare, a togliere un'incombenza, a toglierla a costo zero.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ferro. Ne ha facoltà, per un minuto.

WANDA FERRO (FDI). Grazie, Presidente. Solo per sottoscrivere l'emendamento a prima firma Varchi, perché, come sottolineato dai colleghi che mi hanno preceduto negli interventi, credo che sostenere le imprese significhi anche attribuire loro una possibilità, ove ci fossero dei ritardi per quanto riguarda il DURC, che, per poche migliaia di euro, le penalizza ulteriormente, in un momento certamente di per sé non facile per le imprese. Ciò è dovuto alla pandemia, che ha determinato più volte anche scelte sbagliate e scellerate nell'aprire e chiudere, così come nel far acquisire e acquistare i dispositivi. Pertanto, vi è una richiesta di riflessione da parte del Governo e, soprattutto, eventualmente, poter dare un parere positivo a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Deidda. Ne ha facoltà, per un minuto.

SALVATORE DEIDDA (FDI). Grazie, Presidente, sarò brevissimo. Per ribadire l'importanza di una riflessione su questo emendamento per dimostrare che almeno questo Governo sta cambiando passo e ascolta l'opposizione rispetto al passato. Non è possibile che un tema come questo, che è a costo zero e, soprattutto, dimostra un'attenzione verso le imprese, sia relegato con una bocciatura, senza neanche una riflessione ulteriore e una dichiarazione sui motivi del perché della bocciatura. Almeno ci si dia una motivazione e un'apertura in questo senso, perché è necessario dare veramente un aiuto alle imprese. Fuori da questo Parlamento c'è tutto un mondo che si aspetta delle risposte e noi di Fratelli d'Italia ce ne facciamo portavoce: dimostrate, con questa ampia maggioranza, di poter ascoltare questo grido di dolore.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Lucaselli. Ne ha facoltà, per un minuto.

YLENJA LUCASELLI (FDI). Grazie, Presidente. Credo che quello che sia sfuggito a coloro i quali non vogliono rileggere questo emendamento e rivalutare la posizione su questo emendamento è che il DURC è effettivamente un documento fondamentale per dare la possibilità alle aziende di partecipare e di richiedere, attraverso l'INPS, anche tutto ciò che ha a che fare con i ristori e, quindi, con tutto ciò che, in questo momento, è economicamente essenziale per la vita delle società.

Del resto, abbiamo letto questa mattina che, a causa del COVID, probabilmente le elezioni amministrative verranno spostate, il che dà l'esempio plastico di come, in questo momento di difficoltà, sia fondamentale rinviare tutti quegli adempimenti amministrativi che rischiano di gravare oltremodo sulle aziende. La proroga fino a dicembre rispetto ad aprile non ha un costo aggiuntivo, non pesa sul bilancio dello Stato, ma sicuramente è un aiuto concreto alle aziende (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ciaburro. Ne ha facoltà, per un minuto.

MONICA CIABURRO (FDI). Grazie, Presidente. Mi associo a quello che è già stato detto rispetto a questo emendamento e chiedo davvero, tramite lei, al Ministro Dadone di prendere ulteriormente in esame la valutazione di questo emendamento, un emendamento che vuole essere di buon senso ma, soprattutto, vicino alla realtà che stanno vivendo i nostri cittadini; realtà per la quale, se non si concede attraverso questo emendamento la proroga fino al 31 dicembre della regolarità del DURC, del Documento unico di regolarità contributiva, davvero tanti cittadini quelle poche misure a cui potrebbero accedere rischiano di non poterle recepire, proprio perché non hanno questo Documento a posto, magari anche solo per 10, 50, 100 euro. Quindi davvero questo, mettendoci la mano sulla coscienza, sarebbe un modo, senza creare costi al bilancio dello Stato, di poter dare la possibilità di accedere a tutti alle misure che abbiamo ritenuto opportune per i cittadini. La scadenza del 31 dicembre rispetta quelle che sono le misure, in realtà, di contrasto alla nostra pandemia (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Bellucci. Ne ha facoltà, per un minuto.

Vi prego di segnalarmi con un po' d'anticipo le richieste.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Sì, mi scusi, Presidente. Soltanto per sottoscrivere l'emendamento, grazie.

FEDERICO MOLLICONE (FDI). Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Deputato Mollicone, lei ha parlato già.

FEDERICO MOLLICONE (FDI). Sull'ordine dei lavori, Presidente.

PRESIDENTE. Prego.

FEDERICO MOLLICONE (FDI). Avevamo chiesto, con il mio intervento, un parere del Governo. Quindi, il Governo ci dica…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, lei può chiedere quello che vuole. Il Governo è vivo e vegeto, e presente; se vuole le risponde, altrimenti può anche non rispondere.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 11.104 Varchi, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 1).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 11.103 Lucaselli, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 2).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 11.105 Prisco, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 3).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 12.161 Zucconi, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 4).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 12.129 Zucconi, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 5).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 13.278 Trancassini, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione…

Revoco l'indizione della votazione.

Aveva chiesto di parlare il deputato Trancassini, con un pochino di ritardo, ma non l'avevo comunque veduto. Prego.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Sì, grazie Presidente. Mi scuso per aver segnalato l'intervento in ritardo. Volevo intervenire su questo emendamento; con questo emendamento, noi chiediamo di intervenire con un blocco degli sfratti, per limitare la sospensione delle procedure di rilascio conseguenti all'adozione del decreto di trasferimento di immobili pignorati. Ne abbiamo presentati diversi, e volevo rendere edotta l'Aula che abbiamo provato, in Commissione, a fare dei ragionamenti con la maggioranza su questo tema che, a nostro avviso, è un tema centrale, quello degli sfratti legati alla morosità, alle situazioni di indigenza, di attività commerciali, di civili abitazioni, e abbiamo rappresentato al Governo la nostra insoddisfazione per l'approccio superficiale della vecchia e della nuova maggioranza. È un tema, come dicevo, importante e centrale, che deve essere affrontato nella sua totalità, per evitare delle aberrazioni, per evitare di mettere gli uni contro gli altri; perché su questo io credo che il Governo Conte abbia fatto proprio una scelta strategica, quella di dividere sostanzialmente in due curve contrapposte: tutti coloro che erano per gli sfratti contro tutti coloro che sono per il blocco degli sfratti. Ecco, io credo che non debba essere così perché vi è una serie di distinguo, ci sono morosità che si portano dietro da tanti anni rispetto a situazioni che sono maturate grazie purtroppo alla grave crisi economica.

Allora, un Governo attento, una maggioranza attenta, un Premier attento dovrebbe dare le soluzioni e non continuare e cercare di dividere la popolazione per tirarsene sempre fuori e poi, magari, ogni tanto, comparire in prima serata, come faceva, dispensando quelle perle che tutto erano meno che di saggezza. Ma le aberrazioni, Ministro, arrivano a un punto clamoroso. Lei pensi - e su questo noi abbiamo provato a convincervi in Commissione - che in questo momento noi agli italiani - ai proprietari degli immobili - diciamo che non possono eseguire gli sfratti per tutta una serie di motivazioni che non sta a me dire; contemporaneamente, però, il Ministero della Difesa gli sfratti li esegue, cioè lo Stato dice ad altri di fare quello che lui non fa. Questa è un'aberrazione, perché semmai dovrebbe essere il contrario: quello più disponibile, quello che può capire di più, quello che, tutto sommato, può evitare di fare di tutta un'erba un fascio, senza entrare nei casi particolari, dicendo: “Va bene, per adesso io mi fermo”, è proprio lo Stato! Invece - è la storia degli sfratti eseguiti dal Ministero della Difesa, che prende anche anziani e li butta in mezzo a una strada con delle procedure, peraltro, anche molto agevolate e immediate - io credo che questa sia una aberrazione. Lo abbiamo denunciato in Commissione e non siamo stati ascoltati. Non c'è assolutamente nessuna spesa da sostenere e - vorrei che mi ascoltasse, Ministro - non servirebbe nemmeno una norma, perché questo vi dovrebbe spingere, dovrebbe spingere il Ministro competente, ad applicare semplicemente il buon senso. Allora, io faccio appello a lei, faccio appello alla maggioranza: che si intervenga immediatamente su questa problematica, perché è odioso il fatto che si dica agli italiani di fare una cosa che lo Stato, invece, non fa.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Foti. Ne ha facoltà per un minuto.

TOMMASO FOTI (FDI). Presidente, il nostro emendamento è un emendamento di buonsenso, che peraltro aveva trovato anche un punto di equilibrio in un emendamento della maggioranza, il 13.295, che avrebbe dovuto risolvere definitivamente la questione e che è stato ritirato perché il Governo aveva espresso un parere in tal senso, chiedendo, quindi, che tutto rimanesse così come è uscito dal decreto-legge del Governo “Conte 2”. Sotto questo profilo solo un'osservazione: se pensate che con la proroga degli sfratti fatta secondo queste modalità vi saranno ancora proprietari che metteranno sul mercato i propri immobili da locare, siete degli illusi. Finirà che i più deboli avranno ancora meno case a disposizione (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Zanettin. Ne ha facoltà.

PIERANTONIO ZANETTIN (FI). Grazie, Presidente. È pur vero quello che ha detto poc'anzi il collega Foti. In Commissione giustizia l'intera maggioranza aveva trovato un punto di equilibrio in un emendamento che, in particolare, distingueva gli sfratti per morosità maturata ante il periodo COVID da quelli successivi, stabilendo che per i primi la sospensione degli sfratti cessava a partire dal 31 marzo prossimo e per gli altri, invece, proseguiva. La ratio della norma era nel senso di ritenere che, evidentemente, i problemi legati alla pandemia potevano avere determinato una morosità incolpevole per la fase successiva all'emergenza sanitaria e che non si giustificasse, invece, la sospensione degli sfratti per la morosità maturata antecedentemente. Il Governo ci ha chiesto - il Ministro Cartabia, in particolare - un attimo di riflessione. Noi, accogliendo con uno spirito di leale collaborazione al quale ci ispiriamo in questa fase politica, abbiamo ritenuto di ritirare quell'emendamento.

Abbiamo, però, presentato, tutti i capigruppo della maggioranza, un ordine del giorno impegnativo per il Governo, nel quale si ripropone - noi ci aspettiamo ovviamente, Presidente, che il Governo dia parere favorevole su questo nostro ordine del giorno -, in cui il Governo si impegna immediatamente ad attivare, attraverso atti normativi, la revoca della sospensione degli sfratti per morosità per il periodo ante COVID, prevede indennizzi e ristori per quanto riguarda i proprietari e poi anche una politica tesa all'housing sociale per quanto riguarda la possibilità per le Regioni di ottenere finanziamenti da destinare all'emergenza abitativa.

Per questo, Forza Italia voterà contro con riferimento a questo emendamento, nel senso che questo emendamento riguarda una fattispecie specifica, che è quella dei rilasci degli immobili sottoposti a procedure esecutive, una fattispecie molto marginale, che ovviamente non riguarda il problema più complesso degli sfratti per morosità, però perché c'è un impegno, che abbiamo sottoscritto tutti e condiviso, che ci aspettiamo il Governo mantenga in questo rapporto di leale collaborazione che si è instaurato, in ordine al fatto che il problema del blocco degli sfratti venga una volta per tutte risolto.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Bianchi. Ne ha facoltà.

MATTEO LUIGI BIANCHI (LEGA). Grazie, Presidente. Io mi accodo alle riflessioni fatte dai colleghi menzionando il quadro generale che ci ha portato fin qui quest'oggi. Il quadro generale parte da marzo dello scorso anno, in cui il passato Governo decise di bloccare il rilascio dell'immobile, l'esecuzione di sentenze passate in giudicato per il fatto che si era entrati all'inizio di una crisi pandemica che poi è diventata anche economica. Nel mese di luglio il sottoscritto ha presentato un ordine del giorno in cui faceva presente che questo tipo di approccio nel medio e lungo periodo avrebbe potuto portare a delle conseguenze drammatiche, legate al fatto che alcune situazioni incancrenite si potevano esasperare e ai proprietari immobiliari, com'è già stato appunto detto, non gli passerà più per la testa di affittare il proprio immobile a persone che non si possono permettere di accedere al mercato degli acquisti di una prima abitazione. Il Governo, allora, a questo ordine del giorno rispose affermativamente, dicendo che avrebbe posto rimedio a questa problematica. Purtroppo, sappiamo come è andata e nel “Milleproroghe”, che stiamo discutendo quest'oggi, il passato Governo ha inserito, subito prima di Natale, questa ulteriore proroga del blocco delle esecuzioni per i rilasci degli immobili.

È stata portata avanti una riflessione tra le forze politiche, cercando di mettere al centro la politica della diplomazia parlamentare per trovare un punto di equilibrio, ma il Ministro D'Incà ha chiesto di fermarsi un attimo a riflettere ulteriormente su questo argomento per dar modo al Ministro Cartabia di cercare di trovare un punto di equilibrio, il più adeguato e corretto possibile. Noi chiaramente, come forza responsabile che sostiene convintamente questo Governo che ha appena preso la fiducia la scorsa settimana, non possiamo fare altro che accettare quella che è la richiesta del Ministro Cartabia e del Ministro D'Incà, alla condizione che l'ordine del giorno, che ha messo d'accordo tutti quanti, un ordine del giorno di compromesso tra le forze parlamentari, venga accolto quest'oggi dal Governo e che venga dato seguito immediatamente agli intendimenti previsti e indicati all'interno di questo ordine del giorno, e non, invece, come è stato fatto a luglio 2020 con il passato Governo, che ha fatto sì che l'ordine del giorno menzionato diventasse, appunto, lettera morta.

Noi abbiamo il dovere di dare risposte a coloro che chiedono di prendere in mano seriamente questo argomento e far sì che venga data una risposta concreta alle esigenze dei proprietari immobiliari, ma anche di coloro che sono realmente in difficoltà e dico “realmente in difficoltà” perché di coloro che, purtroppo, vivono sulle spalle di proprietari immobiliari ce ne sono tantissimi e all'interno di questo quadro, ahimè, ci sono i furbi che, nella morosità seriale, purtroppo, sguazzano a danno dei tanti cittadini onesti. Quindi, io chiedo veramente al Governo che, nell'ordine del giorno che verrà discusso tra poco, ci sia serietà nell'approccio, affinché si diano risposte immediate a quelle che sono le richieste che vengono fatte da tantissimi piccoli proprietari immobiliari, oramai da troppo tempo (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata D'Orso. Ne ha facoltà.

VALENTINA D'ORSO (M5S). Grazie, Presidente. Anche il MoVimento 5 Stelle aveva presentato degli emendamenti sul tema del blocco degli sfratti, perché sul tema l'attenzione e la sensibilità sono alte, anche da parte nostra. Il Governo appena insediato, lo hanno già ricordato i colleghi, ci ha, però, chiesto un supplemento di riflessione, perché è vero che il problema va affrontato con un intervento ben più articolato, rispetto alla mera rimodulazione dei termini di scadenza del blocco degli sfratti. Su questo, in effetti, ho notato che c'è piena convergenza da parte di tutte le forze politiche, peraltro; soprattutto, siamo tutti d'accordo che sia necessario intervenire anche sotto il profilo di un ristoro, di una forma di ristoro economico o di agevolazioni tributarie per i proprietari che, appunto, stanno subendo la sospensione dell'esecuzione degli sfratti per morosità. Tutti sappiamo, però, che non era il “Milleproroghe” la sede per affrontare sotto questo aspetto il problema, perché in questo provvedimento non si prevedono ulteriori coperture economiche. È per questo che, come maggioranza, l'hanno già ricordato alcuni colleghi, abbiamo ritenuto opportuno presentare un ordine del giorno che porta il n. 9/2845-A/132 che possa dare più compiutamente voce alle istanze accorate e legittime che ci sono pervenute da parte dei proprietari. Noi dobbiamo comprendere che, molto spesso, per i proprietari, il pagamento del canone è magari l'unica fonte di reddito o è un reddito complementare ma che assicura la possibilità di mantenere un tenore di vita dignitoso.

Allora, l'ordine del giorno indirizzerà l'azione del Governo verso più interventi: una rivalutazione, sì, dei termini di scadenza della sospensione dell'esecuzione degli sfratti per morosità, distinguendo tra situazioni di morosità pregressa rispetto all'insorgenza del COVID e situazioni di morosità correlate, sia dal punto di vista temporale che causale, alla pandemia, ma anche forme di ristoro economico, agevolazioni fiscali per i proprietari che hanno, appunto, subito il blocco. Abbiamo chiesto, infine, al Governo di valutare interventi più strutturali, capaci di dare una risposta definitiva al problema del disagio abitativo, ovvero all'impossibilità o alla difficoltà di talune fasce di popolazione di sostenere il peso dei canoni di locazione. E, allora, chiediamo di valutare il potenziamento delle risorse del Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione e anche del Fondo per gli inquilini morosi incolpevoli e chiediamo anche di valutare, di prevedere un piano pluriennale di edilizia residenziale pubblica che possa offrire alloggi a canone accessibile.

Ecco, il MoVimento 5 Stelle, per tutte queste ragioni, voterà contro questo emendamento però, chiaramente, nel rispetto di quanto - secondo leale collaborazione - convenuto con le altre forze di maggioranza e soprattutto con l'impegno di fare da pungolo al Governo, affinché intervenga quanto prima nelle direzioni richieste dalle forze parlamentari (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Lupi. Ne ha facoltà.

MAURIZIO LUPI (M-NCI-USEI-R-AC). Grazie, Presidente. Velocemente, perché mi sembra che il tema che viene posto sia molto importante e vorrei associarmi alle parole del collega Foti, del collega Bianchi, del collega Zanettin e, anche, della collega del MoVimento 5 Stelle.

Purtroppo, quattro o cinque anni fa, finalmente, avevamo interrotto questa cattiva abitudine; la cattiva abitudine non è di venire incontro ad un diritto, quello all'abitazione, e di aiutare chi in questo momento non riesce a soddisfare a quel diritto o per mancanza di casa o per un problema di esigenza economica e che è un diritto inalienabile e credo che il pubblico, lo Stato, i comuni e le regioni debbano intervenire a rispondere a questo bisogno che appartiene alla dignità delle persone; ma non si può, ed è inaccettabile, scaricare un bisogno, un diritto assolutamente inalienabile, un bisogno assolutamente corretto su un altro diritto e un altro bisogno, nel senso che, per affrontare questo tema dell'abitazione, del diritto all'abitazione, della possibilità di essere aiutati laddove economicamente non ce la si fa, scarichiamo il problema, non affrontandolo alla radice o intervenendo con strumenti di supporto - abbiamo introdotto e ci eravamo inventati noi il Fondo per la morosità incolpevole, le politiche abitative, i fondi per l'edilizia popolare - ma lo scarichiamo su un altro diritto, un altro diritto inalienabile per la nostra Costituzione, il diritto alla proprietà. Il diritto alla proprietà privata, il diritto di chi possiede un appartamento e lo mette in affitto e che ha il diritto di ritornare in possesso di quel suo bene, non può essere anche questo violato. Per anni si è scaricato il problema, lavandosene la coscienza, nel modo più semplice, con la proroga degli sfratti. Non esiste, non è giusto, è sbagliata questa cosa, non è degna di uno Stato e di un Parlamento che pensano di risolvere il problema, lasciando una guerra tra poveri (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Noi con l'Italia-USEI-Rinascimento AdC).

Domando a voi e a chi ci ascolta: possiamo ancora aspettare tempo? Ma, secondo voi, un piccolo proprietario immobiliare ha vissuto anche lui il problema della pandemia, potrebbe trovarsi nella difficoltà economica drammatica, come quello che non può pagare l'affitto? E noi che cosa gli rispondiamo a questa persona? Non puoi neanche rientrare in possesso del tuo appartamento. Magari lui non può pagare, il figlio è in affitto e deve ritornare nel suo appartamento e non lo può fare; in nome di che cosa? Ecco perché abbiamo chiesto, e concludo, con forza, e lo abbiamo condiviso tutti - non è un problema di polemica, è un problema di lavoro comune -, che bisogna smetterla con questa concezione dell'utilizzo della cosa pubblica, dello Stato e della contrapposizione fra bisogni. Dobbiamo intervenire rapidamente, lo abbiamo chiesto nell'ordine del giorno, il centrodestra aveva combattuto e lottato con lo scorso Governo per riaffermare questo principio. Ebbene, se c'è bisogno di qualche settimana o di qualche giorno, ci sarà il “decreto Ristori”, facciamolo, ma è inaccettabile proseguire su questa strada. È assolutamente vergognoso e inaccettabile (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Noi con l'Italia-USEI-Rinascimento AdC).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Siragusa. Ne ha facoltà.

ELISA SIRAGUSA (MISTO). Grazie, Presidente. Ovviamente, mi unisco agli interventi che sono stati fatti prima del mio e chiedo anche di sottoscrivere questo emendamento. Io trovo anche inaccettabile che il Parlamento decida di rimandare il problema, di non affrontare il problema e di abdicare al proprio ruolo, anche legislativo, per proporre un ordine del giorno. Cioè, noi evitiamo di approvare ora, magari, un emendamento perché vogliamo impegnare il Governo a valutare l'opportunità di fare qualcosa dopodomani; no, oggi è il momento, oggi, è il momento! Questo è un emendamento di buonsenso che anche io avevo presentato in Commissione; qui si sta dicendo una cosa chiara, si sta dicendo che quando ci sono stati degli sfratti che derivano da situazioni pregresse - ieri ho letto una e-mail, si parla anche di persone morose dal 2018 - non si può intervenire sospendendo gli sfratti per oltre un anno, perché ciò si poteva capire, magari, nei primi mesi dell'emergenza, ma ora è passato tanto tempo; quindi, ora è il momento di dare una soluzione a questi cittadini. Non si possono mettere i cittadini contro i cittadini e i proprietari di casa non possono essere un'assistenza sociale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Fregolent. Ne ha facoltà.

SILVIA FREGOLENT (IV). Signor Presidente, anche Italia Viva aveva presentato degli emendamenti al riguardo, perché bisogna fare chiarezza. È vero che durante l'emergenza COVID molti inquilini hanno trovato difficoltà a poter pagare gli affitti, però, è anche vero che nella stessa situazione si trovano molti proprietari che non per questo, per essere semplicemente proprietari di immobili, devono essere considerati persone facoltose e ricche; possono essere immobili ereditati, investimenti personali, per fare una propria attività economica, ma non per questo per forza si deve essere ascritti a persone che possono non avere la giusta retribuzione di quanto posseduto, anche perché loro continuano a pagare le tasse e le imposte su quegli immobili. Quindi, oltre al danno la beffa; si fa welfare sociale sulle spalle di persone altrettanto semplici come le persone che non riescono a finire di pagare gli affitti.

Anche in quel caso, noi avevamo presentato degli emendamenti; poi avevamo visto che c'erano delle interlocuzioni, secondo noi intelligenti, una divisione tra sfratti, che potevano essere eseguiti prima del COVID, e sospendere quelli del periodo del COVID, per dare una giusta dimensione che non tutti erano uguali. Anche sugli immobili commerciali si era fatta una distinzione tra quelli che avevano avuto i codici Ateco che avevano sospeso le attività, e quindi non avevano potuto guadagnare ed erano costretti a dover pagare gli affitti commerciali, da quelli che, invece, avevano continuato ad esercitare le loro attività, e che quindi non erano giustificati a non pagare la giusta retribuzione. Questo ragionamento è stato considerato probabilmente troppo complesso e la Ministra Cartabia ha chiesto di avere un giusto tempo per la riflessione, però quello che ci stupisce non è tanto la giusta richiesta della Ministra, ma trovarci nel testo originale del “Milleproroghe” questa sospensione. E sa perché è stata una sorpresa? Perché noi nella legge di bilancio avevamo incrementato il Fondo per aiutare i morosi non colpevoli, e quindi ci aspettavamo che, nel momento in cui nella legge di bilancio tu davi il giusto contributo economico per le persone in difficoltà, non dovessi poi di nuovo continuare a fare il welfare sociale alle spalle dei piccoli proprietari. Così non è stato, nel testo originario del “Milleproroghe” del precedente Governo c'era questa norma. Noi avevamo fatto degli emendamenti per cercare di moderare, ad esempio dando dei ristori ai proprietari che non ricevevano l'affitto; ovviamente, per quello che ho detto prima, cioè per un ragionamento che è stato chiesto di fare al di fuori del “Milleproroghe”, ci sarà un provvedimento successivo. Noi, come Italia Viva, a questo punto avevamo una speranza: che tutto l'argomento fosse stralciato e affrontato in un decreto successivo, perché in realtà qua c'è già un pezzo di lavoro e poi bisognerà rincorrere. Così non è avvenuto, c'è un ordine del giorno che cerca di fare chiarezza: noi chiediamo al Governo che, innanzitutto, venga approvato così com'è e non vengano fatti dei ripensamenti o indicazioni a “valutare l'opportunità di”, perché non c'è nessuna valutazione da fare, è un ordine del giorno da adottare tal quale. E poi c'è la speranza veramente che si faccia un giusto discernimento tra quelli che sono persone in difficoltà e che meritano un sostegno da quelli che fanno i furbi e che, invece, mettono in difficoltà persone che hanno altrettante esigenze, cioè quelle di avere una retribuzione da un immobile sul quale, ripeto, continuano a pagare i contributi allo Stato, le tasse, e quindi per loro sta diventando veramente insostenibile questa situazione (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Fassina. Ne ha facoltà.

STEFANO FASSINA (LEU). Grazie, Presidente. Premetto in modo molto chiaro che considero il blocco degli sfratti una soluzione assolutamente inadeguata e insostenibile per tante ragioni che qui sono state indicate; mi riferisco, in particolare, agli affitti degli immobili per uso abitativo. Dopodiché, però, carissimi colleghi e carissime colleghe, vi vorrei invitare a riflettere sulle ragioni che hanno portato all'inserimento della norma nel “decreto Milleproroghe”: non è stato per un intento punitivo nei confronti dei piccoli proprietari, che, ripeto, non possono essere caricati di una soluzione che sta sulle spalle del welfare pubblico; è stato fatto perché è drammaticamente aumentato il numero delle famiglie che non possono pagare l'affitto. Allora, noi possiamo uscire da questo conflitto fra il diritto ad avere riconosciuta la proprietà e il diritto all'abitare se affrontiamo il problema alla radice; non ho sentito una parola su questo. E non può essere la soluzione qualche decina di milioni di euro in più nel Fondo per morosità incolpevole. Le cifre che abbiamo indicato, con grande fatica e grazie soprattutto a qualcuno, perché l'interesse non era generalizzato quando abbiamo discusso la legge di bilancio, sono assolutamente inadeguate. Qual è il punto? Bisogna riprendere i piani di edilizia residenziale pubblica. Anche nella stagione pre-COVID, a proposito di quelli che ritengono che il problema sia nato soltanto dopo e che prima c'era una platea di furbi, anche nella stagione pre COVID c'erano 650 mila famiglie in lista d'attesa per la casa popolare. Il 90 per cento degli sfratti, delle ordinanze di sfratto nella stagione pre-COVID era per morosità incolpevole. Allora, se vogliamo evitare, come tutti vogliamo evitare, che la garanzia di un diritto sia sulle spalle dei privati, dobbiamo affrontare la causa. E la causa è la carenza di edilizia residenziale pubblica. Per questo abbiamo insistito affinché nell'ordine del giorno vi fosse almeno un riferimento all'edilizia residenziale pubblica, perché, se non affrontiamo il problema alla radice, non lo risolviamo; e guardate che è un dramma che riguarda non più soltanto le fasce marginali, ma è un dramma che riguarda fasce crescenti di classe media. La casa sta diventando un problema fondamentale per larghissima parte della popolazione, soprattutto le coppie più giovani. Allora, come usciamo da questa morsa? Usciamo se, ad esempio, e chiudo, nel Piano nazionale di ripresa e resilienza mettiamo un capitolo che preveda un piano pluriennale di edilizia residenziale pubblica avente l'obiettivo, oltre quello di dare impulso all'economia, alle piccole imprese, alla manifattura qualificata, di dare una risposta strutturale a un problema che altrimenti ci troveremo sempre davanti. Credo che oggi dobbiamo riconoscere l'inadeguatezza della risposta che è stata data, ma, allo stesso tempo, che il problema esiste e va affrontato alla radice (Applausi dei deputati del gruppo Liberi e Uguali).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Braga. Ne ha facoltà.

CHIARA BRAGA (PD). Grazie, signor Presidente. La discussione che è scaturita attorno a questo emendamento ci ha consentito di fare alcune prime riflessioni su un tema fondamentale, che è quello del diritto all'accesso all'abitazione, ed anche di riconoscere, credo abbastanza sinceramente, tra di noi, tra le varie forze politiche, che una risposta a questo tema non può essere semplicemente attraverso una proroga di una misura straordinaria come quella della proroga sfratti, ma richiede una pluralità di interventi per affrontare la questione sia dal punto di vista strutturale che in funzione della particolare contingenza in cui ci troviamo, dove il rischio di perdita della casa, dell'abitazione, in un momento di così grave difficoltà dettata dalla pandemia, rischia di aggravare la condizione sociale di tante, troppe famiglie nel nostro Paese. Anche il Partito Democratico aveva presentato degli emendamenti che provassero in qualche modo a dare una risposta coerente e corretta a una legittima preoccupazione, in particolare dei piccoli proprietari nel nostro Paese, che, come hanno detto bene i miei colleghi, spesso traggono dai canoni di locazione delle proprie case un contributo, un apporto fondamentale al proprio reddito. Credo che questa misura debba essere valutata e affrontata, come anche noi abbiamo condiviso nell'ordine del giorno che abbiamo sottoscritto, aderendo alla richiesta, molto convincente, della Ministra Cartabia, che ringraziamo anche per la sensibilità dimostrata immediatamente su questo tema. Crediamo che serva capacità di discernimento - ho sentito questa parola che mi convince molto – sia nell'indicare la soluzione di una proroga degli sfratti per le situazioni di maggiore disagio sociale, sia anche rispetto alle misure compensative che devono essere riconosciute, soprattutto ai piccoli proprietari, per le ragioni che ho indicato prima. Occorre capire anche come distinguere tra chi dalla proprietà di immobili trae un contributo al proprio reddito e chi, invece, una rendita, che, in un momento di particolare crisi, può essere ragionevolmente contenuta e ridotta.

E ciò, proprio per una ragione di condivisione, di assunzione equilibrata e ridistribuzione delle responsabilità nonché degli effetti particolari che questa fase ci obbliga ad affrontare. Quindi, noi aderiamo ovviamente all'ordine del giorno nelle modalità che sono state indicate, dando la piena disponibilità a un ragionamento anche più complessivo. Il diritto alla casa è un diritto fondamentale: penso alle nuove generazioni, penso ai giovani e alle famiglie più in difficoltà. Dobbiamo riuscire a costruire una risposta equilibrata e contemperata, che tenga conto anche della particolare situazione in cui ci troviamo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Silli, per un minuto. Ne ha facoltà.

GIORGIO SILLI (MISTO-C!-PP). Grazie, Presidente. Io mi associo a molti degli interventi che mi hanno preceduto, perché l'articolo 42 della Costituzione tratta di proprietà privata e dei suoi limiti, per certi versi. In Italia i padri costituenti hanno sempre pensato a dei limiti della proprietà privata ma, in questo caso, seppur non si tratta di limiti della proprietà privata, di fatto lo è e vi è un abuso. In questo momento storico lo Stato pretende che il cittadino, proprietario di un immobile, di fatto si sostituisca ad esso e funga da ammortizzatore sociale nei confronti di chi non può pagare l'affitto, con tutti i problemi che ne conseguono perché siamo in Italia e sappiamo bene che, a fronte di molti che hanno davvero bisogno, ce ne sono altrettanti che spesso ci marciano da questo punto di vista.

Io mi permetto semplicemente di ricordare una cosa, signor Presidente: l'Italia è il Paese delle microimprese, delle piccole imprese, degli artigiani ma è anche il Paese che, da un punto di vista pensionistico, riconosce meno a chi smette di lavorare e dovrebbe vivere dei contributi che ha versato. Ebbene, il 90 per cento degli artigiani arrotondano e riescono ad arrivare a fine mese affittando quel luogo dove hanno lavorato per tutta la vita, il piccolo capannone, lo stanzone. E questo serve non solo a loro per vivere ma, spesso, anche per aiutare i propri figli in un momento così drammatico. Allora, io le domando, signor Presidente, anzi, domando al Governo, per suo tramite: è giusto che chi ha pagato contributi per tutta la vita e chi è riuscito ad acquistare un piccolo immobile e lo utilizza per arrotondare la pensione venga utilizzato come un ammortizzatore sociale da parte dello Stato? Non credo sia giusto. Chi è proprietario di un immobile deve esserlo a tutti gli effetti e, se stiamo attraversando un momento difficile di questa pandemia, lo Stato deve farsi carico di eventuali bisogni, non certo scaricare tutto su chi viene considerato ricco, ma di fatto ricco non è.

PRESIDENTE. Grazie a lei. Erano tre i minuti a sua disposizione, non uno.

Ha chiesto di parlare il deputato Lollobrigida, per un minuto. Ne ha facoltà.

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). Presidente, noi abbiamo rifiutato di entrare nel Governo. La costituzione di questo Governo è stata giustificata dalla necessità di essere efficienti. Noi invece abbiamo detto: guardate, c'è un Parlamento che può lavorare al sostegno, per trovare soluzioni immediate per i cittadini italiani. Io sono allibito di fronte alla discussione rispetto al nostro emendamento, che è una soluzione immediata che va incontro esattamente alle questioni poste da tutti i colleghi che finora sono intervenuti: difendere i deboli “sì”, difendere i furbi “no” (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)! Allora, anche rispetto a quanto affermato dalla collega Fregolent, dico: collega, la Cartabia è un tecnico di altissimo profilo; se non ha avuto il tempo di capire di che stiamo parlando, diamole dieci minuti, perché è molto intelligente, per capire che, in questo emendamento, c'è esattamente la risposta a quello che anche lei solleva insieme ai colleghi. Oggi abbiamo persone che giocano sulla vicenda del virus per approfittarsene. Allora, chi è colpito dalla vicenda COVID non può essere sfrattato, ma per quelli che, invece, ci hanno marciato si devono mettere i proprietari in condizione di veder rispettato un diritto costituzionalmente previsto, che è la proprietà privata (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Perego di Cremnago. Prego.

MATTEO PEREGO DI CREMNAGO (FI). Grazie, Presidente. Mai avrei pensato, nel 2021, di dover difendere il diritto alla proprietà privata, un diritto che il filosofo Locke aveva definito già nel 1600 come un diritto naturale dell'uomo. E mai avrei pensato che lo Stato si sarebbe fatto artefice di un concetto di diseguaglianza sociale inversa, ovvero penalizzare i proprietari di casa per favorire gli inquilini morosi. Ecco, io questo lo trovo un paradosso. Lo trovo un paradosso soprattutto perché, colleghi, forse, anche ripensando alla situazione pre-COVID, non tutti di voi sono al corrente che un processo di sfratto richiedeva più di un anno per l'esecuzione, più di un anno per il proprietario di un appartamento, grande o piccolo che fosse. E non è nemmeno, secondo me, accettabile la distinzione tra i piccoli e i grandi proprietari: la proprietà privata è un diritto (Applausi di deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente) ed è un diritto tutelarla. Allora, se già prima del COVID i proprietari di appartamenti avevano la problematica di poter essere ostaggio degli inquilini morosi e impiegare un anno per gli sfratti, allora mi dovete dire perché oggi, nonostante i costi di manutenzione, nonostante le tasse da pagare, ai proprietari di casa si deve ancora dare questo supplizio del blocco degli sfratti. Per cui io credo che una riflessione aggiuntiva su questa materia sia fondamentale…

PRESIDENTE. Concluda.

MATTEO PEREGO DI CREMNAGO (FI). …perché è fondamentale in questo Paese tutelare i diritti; e la proprietà è un diritto naturale (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Donzelli, per un minuto. Ne ha facoltà.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Grazie, Presidente. Io credo che, rispetto a una giusta esigenza, che è quella di evitare di mettere le persone in mezzo a una strada in piena pandemia, si siano trovate delle risposte sbagliate, per due principi che ho già sentito dire in quest'Aula da molti colleghi. Primo, se c'è da tutelare qualcuno più debole, non si può scaricare questa scelta di assistenza sociale sui proprietari immobiliari, ma se ne deve fare carico lo Stato nella sua collettività, perché altrimenti è un esproprio. Se io prendo uno, che ha la proprietà di un immobile, e decido che deve farsi carico con quella proprietà di assistere qualcun altro, è un vero esproprio. Allora, rispetto a un esproprio, mi permetto anche di dire l'altro errore: considerare ricchi e facoltosi i proprietari immobiliari. In molti casi si tratta anche di un anziano, che con quell'affitto si paga l'RSA, di persone che hanno l'unica fonte di sostentamento. Quindi è un errore.

PRESIDENTE. Concluda.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Concludo, Presidente. Mi permetta anche di dire che, se in quest'Aula sento tutti d'accordo nel dire che bisogna trovare una soluzione, mi auguro che non si arrivi poi a votare tutti contro l'emendamento di Fratelli d'Italia, altrimenti si arriva a un'ipocrisia senza senso. Tutti, a parole, a difesa dei proprietari immobiliari, per poi mandare il messaggio: poi votate di conseguenza (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Costanzo, per un minuto. Ne ha facoltà.

JESSICA COSTANZO (MISTO). Grazie, Presidente. Il tema del blocco degli sfratti è un tema imminente, è un problema che potremmo capire nella sua drammaticità anche solo dalle centinaia di e-mail, che ci arrivano nella nostra casella di posta istituzionale, di testimonianze di piccoli proprietari di immobili che testimoniano tutta la loro drammaticità. Molti dei loro immobili sono stati subaffittati, quindi in alcuni casi non c'è neanche l'emergenza abitativa. Oltre alle spese, dovranno sostenere anche i danni, i danni che queste persone, purtroppo, all'interno commettono anche come atti di vandalismo. In terzo punto, in alcuni casi i piccoli proprietari di immobili devono trovare sistemazioni di fortuna, a tal punto che devono essere ospitati da parte di parenti e di amici, perché non possono rientrare nell'alloggio di loro proprietà. Bene, noi non possiamo permettere che una parte della popolazione debba fare da ammortizzatore sociale ad un'altra …

PRESIDENTE. Concluda.

JESSICA COSTANZO (MISTO). …e soprattutto ricordiamoci che ci sono 970 milioni, destinati alla costruzione di case popolari, che giacciono dormienti nel conto corrente di Cassa depositi e prestiti (Applausi di deputati del gruppo Misto).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Deidda, per un minuto. Ne ha facoltà.

SALVATORE DEIDDA (FDI). Grazie, Presidente. Io, alla soglia di quasi tre anni di legislatura, son contento che ci sia ancora fiducia che qualche ordine del giorno possa risolvere immediatamente un problema. Fino adesso così non è stato; anzi, anche il Presidente Rosato faceva notare che gli ordini del giorno a volte sono un'usanza che, forse, andrebbe modificata. Quindi, mi sembra dire che il problema c'è, ma ci affidiamo ad un ordine del giorno. Mi sembra una scusa per rinviare il problema, considerato che anche gli amministratori pubblici, i sindaci, sono costretti a mandare delle cartelle per degli immobili che sono occupati e per cui i proprietari devono solamente pagare. E, poi, il Governo non ha tenuto conto neanche di una risoluzione sugli alloggi della Difesa, visto che sta procedendo a degli sfratti, quando noi avevamo chiesto espressamente di pensare, prima di mandare degli sfratti a degli anziani, a dei familiari anziani. Quindi, affidarci a quello che sarà, il Governo rifletterà o il Governo farà, se davanti a ordini del giorno, a risoluzioni delle Commissioni, non si è tenuto conto…

PRESIDENTE. Concluda.

SALVATORE DEIDDA (FDI). …forse state sbagliando e oggi dovete approvare questo emendamento di Fratelli d'Italia (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Testamento. Ne ha facoltà.

ROSA ALBA TESTAMENTO (MISTO). Grazie. Presidente. Solo per sottoscrivere l'emendamento (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Nevi. Ne ha facoltà, per un minuto.

RAFFAELE NEVI (FI). Presidente, grazie. Il mio gruppo voterà contro, ma volevo ribadire, anche da parte mia, che questa, per noi di Forza Italia, è veramente una cosa che facciamo con sacrificio, perché questa problematica deve essere affrontata. E' chiaro che è un Governo che sta in carica da cinque giorni e non possiamo pretendere che sia risolta immediatamente, ma auspichiamo - e lo dico formalmente almeno per quanto mi riguarda - che questa sia veramente l'ultima volta che affrontiamo una questione in questo modo, perché è immorale che lo Stato scarichi su anche poveri, perché anche poveri proprietari di case, una problematica che deve riguardare lo Stato stesso. Perché, se c'è una condizione di difficoltà, è lo Stato che…

PRESIDENTE. Concluda.

RAFFAELE NEVI (FI). …deve intervenire e non certo scaricare il problema sui proprietari di casa. Questa è una posizione …

PRESIDENTE. La ringrazio.

RAFFAELE NEVI (FI). …che veramente è ideologica e non sarebbe concepibile continuare così. Grazie (Applausi di deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Mollicone. Ne ha facoltà.

FEDERICO MOLLICONE (FDI). Grazie, Presidente. Soltanto per rimarcare e sottolineare quanto detto, anche poc'anzi, dal capogruppo. Cioè, rispetto anche all'intervento di limpida buona fede del collega Lupi e di altri colleghi, bisogna sottolineare che l'emendamento di Fratelli d'Italia di fatto va a creare una categoria e, anzi, a limitare l'applicazione della proroga degli sfratti, che state per l'ennesima volta votando; quindi fate, magari, maggiore attenzione a quello che state votando, perché, in realtà, questo emendamento, quello di Fratelli d'Italia, ma anche il successivo che riguarda l'IMU proprio per i possessori degli immobili interessati, va a favore dei proprietari, dei piccoli proprietari, mentre l'articolo che di fatto state votando e difendendo va a prorogare ancora gli sfratti.

Concludo con una distinzione necessaria: un conto è il diritto alla proprietà, che è sacra e va difesa, e Fratelli d'Italia la difende, e un altro è, invece, come viene gestita la proprietà dagli enti pubblici e dallo Stato: e faccio il caso della via del Quirinale, degli inquilini che…

PRESIDENTE. Concluda.

FEDERICO MOLLICONE (FDI). …vengono vessati da anni dall'Agenzia del demanio…

PRESIDENTE. La ringrazio.

FEDERICO MOLLICONE (FDI). …che non si sa cosa voglia fare con quegli appartamenti, probabilmente dei loft per dirigenti statali (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Bellucci. Ne ha facoltà.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Grazie, Presidente, chiedo di sottoscrivere questo emendamento e rimango particolarmente basita, oggi, perché una serie di colleghi hanno preso la parola, comprendendo la bontà di questo emendamento nel punto e nella misura in cui Fratelli d'Italia ha cercato di dare una risposta a quello che è un diritto inviolabile: il diritto alla proprietà. Molti hanno utilizzato questa parola, ma non riesco a comprendere come questa enunciazione, che diventa quasi un'enunciazione di principio, si unisca al dichiarare un voto contrario a questo emendamento. Viene da pensare che questa alleanza, questa maggioranza, che si vede unita nel voler supportare il Governo Draghi, in realtà, cada proprio in quest'Aula nel momento in cui diverge nella stessa volontà, forza e determinazione di violare…

PRESIDENTE. Concluda.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). …un diritto come questo, cioè il diritto alla proprietà e la difesa di coloro i quali hanno lottato ogni giorno attraverso il lavoro…

PRESIDENTE. La ringrazio.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). …per garantirsi un futuro e una stabilità (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Rosso. Ne ha facoltà.

ROBERTO ROSSO (FI). Grazie, Presidente. Noi abbiamo affrontato molte volte questo argomento e c'è un punto fondamentale: il giusto sostegno agli inquilini che non riescono a pagare l'affitto lo deve dare lo Stato e si fa creando nuove case popolari, non si scarica sui proprietari il problema degli inquilini, che non hanno, purtroppo anche per la pandemia, la possibilità di pagare. Anche perché c'è una cosa, una valanga silenziosa di cui ancora non si è parlato e, cioè, che i proprietari, non solo non incassano l'affitto, ma devono subentrare nel pagamento delle spese condominiali e questo ingenera un problema per cui già centinaia di amministratori, nelle periferie delle grandi città, hanno portato in tribunale i libri dei condomini che…

PRESIDENTE. Concluda.

ROBERTO ROSSO (FI). … non riescono ad avere la liquidità neanche per pagare le spese essenziali come l'assicurazione. Su questa battaglia Forza Italia ci sarà anche se oggi…

PRESIDENTE. La ringrazio.

ROBERTO ROSSO (FI). …ci allineiamo e voteremo contro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Trano. Ne ha facoltà, per un minuto.

RAFFAELE TRANO (MISTO). Grazie, Presidente. Vorrei, intanto, sottoscrivere l'emendamento e poi le mille ragioni che oggi sono state sviscerate qui, all'interno di quest'Aula, fanno ben capire l'importanza di quanto sia importante questo emendamento. Però, si sta anche palesando un'assurdità perché sento tanti colleghi della nuova maggioranza, che stanno facendo degli interventi a favore di questo emendamento, però poi devono votare contro. A me sembra veramente una grande assurdità, e a questi colleghi vorrei dire che voi siete nella nuova maggioranza, con il vostro capo Draghi, pertanto, se ritenete fondamentale questo emendamento, accantonatelo, sospendiamo i lavori dell'Aula, fate una bella riunione e poi cambiate il parere, così venite qui e lo potete votare in libertà, perché state rendendo un cattivo servizio ai cittadini che vi hanno votato (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia e di deputati del gruppo Misto).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Delmastro Delle Vedove. Ne ha facoltà, per un minuto.

ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). Grazie, Presidente. Con questo emendamento Fratelli d'Italia tende a difendere i proprietari sui quali il Governo ha improvvidamente scaricato un costo della socialità. Se la pandemia ha inginocchiato gli inquilini e il Governo vuole intervenire, non può intervenire scaricandone interamente il costo sui proprietari. Proprietari che, talvolta, hanno nell'immobile il frutto dei risparmi di un'intera vita.

E, allora, l'intero emiciclo ha riconosciuto che è immorale scaricare i costi sui proprietari, l'intero emiciclo ha riconosciuto che è indegno non distinguere fra chi non può pagare, perché colpito dalla pandemia, e chi faceva il furbetto già prima della pandemia, l'intero emiciclo è d'accordo, l'intero emiciclo volta la testa dall'altra parte perché non si può votare l'emendamento di Fratelli d'Italia. E, allora, noi chiediamo all'intero emiciclo: ma voi volete con noi difendere i proprietari immobiliari o volete difendere un Governo che….

PRESIDENTE. Concluda

ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). …per sopravvivere non deve prendere posizione su nulla (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)?

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ruffino. Ne ha facoltà.

DANIELA RUFFINO (MISTO-C!-PP). Grazie, Presidente. Credo che la discussione, che si sta avviando in questo momento in Aula, ci faccia comprendere, una volta di più, quanto sia fragile la politica sociale avviata sino ad oggi nei confronti delle famiglie. I sistemi potrebbero essere molti. Credo che il Governo ne debba tenere conto, ad esempio i contributi per gli affitti, i veri sostegni alle famiglie in difficoltà, la tutela ai proprietari degli alloggi. Molto spesso i proprietari vivono con l'affitto che percepiscono e un sistema di equità, che deve essere preso in considerazione, non può più essere accantonato. Si tenga conto di questo e si cambi passo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Sapia. Ne ha facoltà.

FRANCESCO SAPIA (MISTO). Grazie, Presidente. Io credo che le questioni vadano affrontate nel merito, non scrivendo ordini del giorno aleatori, che poi lasciano il tempo che trovano. Il Governo ha il diritto di aiutare queste persone in difficoltà in questo determinato momento di pandemia, quindi basta col festival dell'ipocrisia e risolviamo i problemi dei cittadini italiani. Presidente, voglio sottoscrivere l'emendamento (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Bignami. Ne ha facoltà, per un minuto.

GALEAZZO BIGNAMI (FDI). Grazie, Presidente. Noi riteniamo che se, da un lato, sussiste il doveroso aiuto che va dato a quelle famiglie, a quelle persone che non riescono ad affrontare, a causa della pandemia, per l'intervenuta situazione economica, i costi anche di un canone di locazione - e quindi, giustamente, lo Stato deve trovare delle soluzioni per loro - al contempo, lo Stato non può con ciò penalizzare chi, magari, da quell'affitto, da quel canone o, anche banalmente, dalla rendita che gli viene data dalla titolarità di un immobile a quel punto viene a trovarsi penalizzato per l'assenza di misure da parte dello Stato.

E' doveroso che lo Stato quindi aiuti, non in una concezione ideologica in cui chi ha una titolarità di bene diventa una sorta di sfruttatore, ma aiuti anche quelle categorie che, diversamente, da un anno, si trovano bloccate nell'acquisizione di canoni con cui magari garantiscono il reddito familiare (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Montaruli, per un minuto. Ne ha facoltà.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Grazie, Presidente. Io mi stupisco molto che in quest'Aula anche sensibilità di sinistra non accolgano l'emendamento di Fratelli d'Italia perché esso è del tutto coerente con quella parte di proposte volte a sostenere politiche di autorecupero e di sostegno all'edilizia popolare. L'assenza, la carenza, la latitanza rispetto a questo tipo di interventi, promessi ma mai attuati, rappresenta però un carico eccessivo rispetto al privato che ha affittato e che si vede privato del diritto di tornare in possesso del proprio appartamento. Da un lato, quindi, difendere la proprietà privata, come Fratelli d'Italia chiede, dall'altro, sostenere le fasce più deboli. È una richiesta, per esempio, quella di andare a recuperare davvero, non soltanto con gli annunci, i fondi…

PRESIDENTE. Concluda.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). …ex Gescal, che stanno mettendo peraltro in difficoltà le regioni, perché si era intavolato un discorso sull'emergenza abitativa tra Governo e regioni, che si è piantato, fermato…

PRESIDENTE. La ringrazio.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). …e che, purtroppo, vede penalizzati proprio i privati che hanno dato fiducia ad altri privati, affittando il proprio appartamento (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Occhiuto. Ne ha facoltà, per un minuto.

ROBERTO OCCHIUTO (FI). Signor Presidente, le posizioni su questo emendamento sono chiare e noi speriamo siano chiare anche al Governo: chi non può pagare l'affitto deve essere aiutato dallo Stato (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente), ma il diritto alla proprietà è sacro e il Governo deve indennizzare i proprietari. È questo il provvedimento per farlo, un provvedimento a cavallo tra due maggioranze e due Governi? Secondo noi non è questo il provvedimento per farlo, non è il “Milleproroghe”. Noi ci occuperemo di questa materia, a cominciare dalla discussione sul prossimo decreto e, se si risolverà questo problema, si risolverà proprio per le forze politiche che compongono la maggioranza e che, all'interno della stessa, difendono la proprietà più delle altre (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). Allora, noi voteremo contro oggi, come si addice ad un gruppo parlamentare che sostiene il Governo, ma siamo impegnati a dare cittadinanza ai diritti dei proprietari nell'azione di governo e lo faremo a cominciare dal prossimo provvedimento. Il Governo è informato (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Emanuela Rossini. Ne ha facoltà.

EMANUELA ROSSINI (MISTO-MIN.LING.). Questo tema, che è cruciale, e chi mi ha preceduto, l'onorevole Fassina, ha contestualizzato, non lo possiamo affrontare riproponendo il conflitto tra proprietà privata e Stato. Noi lo dobbiamo affrontare dentro il quadro del Piano di ripresa che stiamo mettendo a punto perché, nel momento in cui noi rafforziamo e copriamo tutto il territorio nazionale di connessioni digitali e ferroviarie, noi recuperiamo borghi, recuperiamo aree marginali, dove ci sono abitazioni abbandonate non coperte dai servizi. Quindi, noi dobbiamo immaginare di affrontare - e rimetterci al lavoro - la questione abitativa, recuperando tutto il territorio nazionale, provvedendo a colmare quello spopolamento che ha portato anche moltissime famiglie a riversarsi in poche zone abitative coperte di servizi. Quindi, questo merita la focalizzazione di tutto il nostro lavoro però - ripeto - evitando una contrapposizione superata tra proprietà privata e Stato.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Cirielli, per un minuto. Ne ha facoltà.

EDMONDO CIRIELLI (FDI). Presidente, voglio dire ai colleghi - che ho sentito intervenire, difendendo le buone ragioni e il buon diritto che rappresenterebbe, a loro modo di vedere, il nostro emendamento, ma dicendo di non poterlo sostenere “perché si vedrà, non è questo il momento, successivamente faremo, vedremo” appellandosi al Governo, come se loro non fossero la maggioranza - che ci sono alcuni principi nei quali o si crede o non si crede. Peraltro fa anche specie che la maggioranza e il Governo, da un lato, sono pronti a far pagare agli imprenditori le tasse nonostante non li abbiano messi nelle condizioni di lavorare o addirittura li abbiano costretti a chiudere le proprie attività e, dall'altro, scaricano sui privati l'emergenza COVID, che è ampiamente superata tecnicamente da questo emendamento, dal punto di vista dell'eventuale crisi finanziaria. Quindi, il proprietario di una casa si assume in proprio…

PRESIDENTE. Concluda.

EDMONDO CIRIELLI (FDI). …il default economico del COVID, e quindi è lui che cede il suo interesse, non è lo Stato che invece tutela in questo caso. Quando si tratta, invece, di pagare le tasse, questo può accadere (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Frassinetti. Ne ha facoltà. È l'ultimo intervento.

PAOLA FRASSINETTI (FDI). Grazie, Presidente. Due riflessioni, una nel merito e una nel metodo. Nel merito, è evidente che esiste un'emergenza abitativa, è evidente che ci sono i conduttori, molte volte in situazioni disperate che non riescono a pagare il canone di locazione; altrettanto vero è che i proprietari vivono una situazione di disagio relativamente al fatto che non percepiscono, molte volte, il canone e che non riescono a riavere il proprio immobile. Nel metodo, credo sia ora il momento di intervenire e lo dico ai colleghi che si dicono d'accordo sul principio, ma che poi posticipano nel tempo un intervento per risolvere la situazione. Approvare l'emendamento di Fratelli d'Italia significa avere a cuore la risoluzione di questa emergenza abitativa (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 13.278 Trancassini, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 6).

Passiamo all'emendamento 13.280 Foti, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo. Ha chiesto di parlare il deputato Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI (FDI). Mi scusi, Presidente, ma nell'illustrare questo emendamento ho avuto un dubbio, che vi fosse stato un contatto sul tabellone, perché nel dibattito ho sentito che tutti erano a favore del provvedimento e dell'emendamento precedente di Fratelli d'Italia, ma poi ho visto che hanno votato tutti contro (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). E allora debbo pensare che questa è maggioranza di lotta agli sfratti e maggioranza di Governo per il loro mantenimento: questa è la sintesi del voto di prima. Ma, al di là di ciò, sono state dette alcune cose curiose: ossia che questo non è il provvedimento in cui discutere il tema della proroga degli sfratti. Ma, se questo fosse vero, primo: perché stiamo affrontando un decreto-legge che prevede la proroga degli sfratti? Secondo: se questo fosse vero, perché in Commissione, i capigruppo della Commissione giustizia avevano raggiunto un punto di equilibrio sull'emendamento 13.295 che atteneva alla proroga degli sfratti e che è stato ritirato su invito del Ministro Cartabia? Questo dovete spiegarlo, perché è inconcepibile, ci sono dei limiti - scusatemi - al gioco delle parti! Ma, proprio per sgombrare il campo dal tema della proroga degli sfratti, visto che avete detto che, nel prossimo provvedimento, interverrete in materia e intanto c'è un ordine del giorno qualificato della maggioranza - il tema, è stato detto, non è di questo provvedimento, ma l'ordine del giorno attiene specificatamente a questo provvedimento, articolo 13, comma 13 -, allora vediamo come volete impegnare il Governo in questo ordine del giorno.

Lo volete impegnare in questo modo: verificare la congruità dei termini di scadenza della sospensione degli sfratti per morosità. Verificare la congruità. Non c'è scritto: superare il tema della proroga degli sfratti ma è solo una congruità di termine. Secondo: prevedere, compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica, forme di ristoro. Questa è la formula di rito per la quale tradizionalmente non si assume alcun provvedimento perché, quando si dice “compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica”, nei fatti si vuol dire “non facciamo nulla”. E allora scusate, questo è un emendamento, quello che sto illustrando, che non è riferito alla proroga ma alla conseguenza della proroga. Visto che tutti avete detto che prossimamente darete un segnale in termini di proroga, vogliamo dare un segnale in termini di risarcimento a coloro i quali le proroghe le hanno dovute subire per 16 mesi a legislazione vigente? Se vogliamo darglielo, noi abbiamo fatto una proposta, cioè i proprietari degli immobili che sono destinatari dei provvedimenti di proroga, nel senso che li devono subire, non debbono pagare l'imposta municipale sugli immobili, cioè l'IMU, che, a sua volta, non è un'imposta ma è una vera e propria tassa di esproprio, perché stiamo pagando le tasse su un bene per il quale sono già state pagate tasse fin dal momento dell'acquisizione (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). E se noi non entriamo in un principio di civiltà giuridica e non riteniamo l'IMU una patrimoniale, significa evidentemente che stiamo negando a noi stessi quelli che sono i termini della questione. Per queste ragioni io faccio appello a tutto l'arco parlamentare per dire soltanto una cosa: in questo caso non votate, non vi scontrate contro un principio ideologico di “proroga si” o “proroga no”. Volete dare ai proprietari di questi immobili almeno il risarcimento del non pagamento dell'IMU per il 2021? Bene, votate a favore di questo emendamento; diversamente, vorrà dire semplicemente che stiamo prendendo in giro un'intera categoria di persone (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Butti. Ne ha facoltà, per un minuto.

ALESSIO BUTTI (FDI). Presidente, sulla proroga del blocco degli sfratti c'è stato da parte dell'Aula, un approccio ideologico, demagogico e, consentitemelo, anche ipocrita. Sembrate voler favorire i ceti sociali più fragili e invece affossate i ceti medio-bassi, per lo più pensionati, che sono la maggioranza dei proprietari degli appartamenti, che non sono ricchi sfondati. Molti di questi campano con le misere entrate derivanti dagli affitti e su quegli immobili ci pagano, come abbiamo capito anche dall'intervento del collega Foti, anche le tasse. È oggetto di questo emendamento: il blocco degli sfratti per queste persone è l'esproprio di un reddito, anche di un immobile, e non c'è al momento alcun ristoro ma solo buoni propositi. Quindi almeno non fate pagare loro le tasse. Non siete in grado di promuovere un'attenta politica di welfare?

PRESIDENTE. Concluda.

ALESSIO BUTTI (FDI). Non potete rivalervi sui privati e sulla proprietà privata tutelata dalla Costituzione. Non basta la mozione degli affetti, non basta un ordine del giorno che trasuda ipocrisia…

PRESIDENTE. Concluda.

ALESSIO BUTTI (FDI). …dovete votare l'emendamento di Fratelli d'Italia (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Deidda. Ne ha facoltà, per un minuto.

SALVATORE DEIDDA (FDI). Grazie Presidente, come ho detto prima i sindaci e gli amministratori locali sono costretti a mandare delle cartelle, perché anche loro non hanno avuto risposta dai precedenti Governi per non tartassare i cittadini con delle cartelle che poi magari andavano in prescrizione. Allora, questa è l'attenzione, un ordine del giorno non basta perché non c'è una data precisa in cui il Governo interverrà. Oggi però i proprietari stanno pagando le cartelle, oggi sono costretti ad indebitarsi, oggi sono costretti ad andare incontro anche a delle more quando non riescono a pagare queste cartelle. E la risposta non può essere: ci sarà un ordine del giorno, dove non si sa, perché, ripeto, in tre anni nessun ordine del giorno o quasi ha avuto mai un esito positivo nonostante il parere favorevole (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Lucaselli. Ne ha facoltà, per un minuto.

YLENJA LUCASELLI (FDI). Grazie Presidente, è davvero molto complesso restringere l'importanza di questo emendamento ad un solo minuto - ci proviamo - ma è chiaro ed evidente che i proprietari degli immobili devono essere considerati alla stregua di coloro i quali abitano all'interno di quegli immobili. Per cui, in tema di giustizia sociale, se noi pensiamo correttamente di prorogare gli sfratti proprio per andare incontro a quelle famiglie che hanno avuto problemi economici a causa del COVID, allora non si capisce per quale motivo allo stesso modo non debbano essere trattati i proprietari. Quello presentato da questo emendamento è un concetto di base che ha a che fare con la giustizia sociale (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Delmastro Delle Vedove. Ne ha facoltà per un minuto.

ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). Grazie Presidente. Avete espropriato di fatto i proprietari immobiliari della disponibilità dei loro beni con il blocco degli sfratti senza risarcimento o indennizzo alcuno, in splendida coerenza con la mancanza di risarcimenti. Avete scaricato su di loro i costi dell'emergenza, lo avete fatto insensibili al fatto che molto spesso l'immobile è il frutto dei risparmi di una vita e costituisce una più che legittima rendita, a volte una pensione, come ricordava già il mio collega Butti; lo avete fatto improvvidamente, senza neanche distinguere fra gli inquilini morosi perché colpiti dalla pandemia e i furbetti. Con questo emendamento vi chiediamo, noi di Fratelli d'Italia, di dare almeno un timido segnale ai proprietari espropriati dei loro beni. Se su di loro deve essere scaricato, per vostra improvvida scelta, il costo di questa operazione sociale, e solo su di loro deve essere scaricato, almeno non paghino l'IMU. Lo si può fare adesso…

PRESIDENTE. Concluda.

ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). … lo si può fare da domani mattina (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), Fratelli d'Italia ve lo propone, vedremo chi è al loro fianco e chi ha sempre un buon motivo per essere al loro fianco a parole e mai con provvedimenti concreti (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 13.280 Foti, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 7).

Passiamo all'emendamento 13.13 Siragusa, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Ha chiesto di parlare la deputata Siragusa. Ne ha facoltà

ELISA SIRAGUSA (MISTO). Vede Presidente, se noi siamo qui in Aula adesso a parlare così a lungo di questo tema è perché il blocco degli sfratti non ha offerto alcuna soluzione ai cittadini ma piuttosto ha creato un problema ai cittadini. Di fatto lo Stato si è messo contro a dei cittadini la cui unica colpa è quella di essere proprietari di casa, di fatto espropriando le loro abitazioni, senza valutare le esigenze dei singoli casi, senza valutare effettivamente nei singoli casi se c'era una necessità degli inquilini, senza riconoscere un'indennità, un'esenzione di tasse, senza fare differenza tra una situazione pregressa pre-COVID e post-COVID. Con questo emendamento si chiede almeno - almeno - che questa sospensione degli sfratti non sia automatica. ma che preveda invece una valutazione, una valutazione delle esigenze, una valutazione caso per caso. Penso che sia il minimo che questa maggioranza, che noi oggi possiamo fare, per difendere i cittadini da questo blocco degli sfratti.

PRESIDENTE. Concluda.

ELISA SIRAGUSA (MISTO). Quindi io chiedo davvero un accantonamento o un cambio di parere per approvare questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Zucconi. Ne ha facoltà.

RICCARDO ZUCCONI (FDI). Grazie Presidente, soltanto per dichiarare il voto favorevole del gruppo di Fratelli d'Italia a questo emendamento, per le ragioni espresse anche nella relazione che abbiamo ascoltato e perché va sicuramente nell'ottica di quello che era il fulcro centrale dell'emendamento Foti, che purtroppo quest'Aula ha bocciato. Quindi Fratelli d'Italia voterà in modo favorevole.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Costanzo. Ne ha facoltà.

JESSICA COSTANZO (MISTO). Solo per chiedere la sottoscrizione dell'emendamento, grazie.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 13.13 Siragusa, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 8).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 15.96 Zucconi, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 9).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 15.021 Montaruli, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 10).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 17-quater.500 delle Commissioni, con il parere favorevole del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 11).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 19.33 Deidda, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 12).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 19.32 Rampelli, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 13).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 22-bis.433 Prisco, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 14).

Passiamo all'emendamento 22-bis.428 Montaruli.

Ha chiesto di parlare la deputata Lucaselli. Ne ha facoltà.

YLENJA LUCASELLI (FDI). Grazie, Presidente. Credo che questo emendamento debba essere esaminato con più attenzione perché c'è stato un lungo dibattito sulle cartelle esattoriali e il gruppo di Fratelli d'Italia, attraverso questo emendamento, chiede la proroga della sospensione delle cartelle in questione fino al 31 maggio. Anche in questo caso, noi riteniamo che l'aiuto concreto alle famiglie italiane e a tutti i contribuenti italiani passi inevitabilmente da questa sospensione.

Sappiamo che gli imprenditori, che le nostre famiglie sono in una difficoltà economica estrema e che, ovviamente, le politiche sino a questo momento attuate attraverso i ristori che di fatto non sono mai arrivati non hanno dato la possibilità di continuare in un percorso economico alle nostre famiglie.

E allora riteniamo che la sospensione delle cartelle esattoriali sia un atto dovuto, non soltanto un aiuto alle famiglie e ai contribuenti in difficoltà, perché è questo il momento in cui, se davvero vogliamo parlare del rilancio, se davvero vogliamo aiutare la nostra economia e i nostri piccoli commercianti a vedere la luce in fondo al tunnel, ecco, questo è il momento per farlo.

Le cartelle esattoriali sono vissute, non soltanto da un punto di vista economico ma anche da un punto di vista sociale, come una deminutio rispetto a chi ha sempre contribuito a mantenere lo Stato e a mantenere l'equità sociale attraverso il pagamento delle tasse e in questo momento non aiutare quei contribuenti diventa una doppia lama sulle loro teste.

Tra l'altro, questo è stato un dibattito lungamente affrontato anche in queste Aule e anche sui giornali dalle posizioni di Governo e allora non capiamo perché, dopo aver sbandierato per mesi che questa proroga ci sarebbe stata, arriviamo oggi, invece, in quest'Aula, dovendo decretare la fine di questa proroga.

L'emendamento di Fratelli d'Italia, come tutti quelli che sono stati presentati al “Milleproroghe”, si preoccupa di aiutare i contribuenti italiani, che sono, evidentemente, sotto gli occhi di tutti in estrema difficoltà, e in questo momento l'aiuto vero passa attraverso la concretezza delle decisioni che prendiamo in quest'Aula.

PRESIDENTE. Non ho capito se il deputato Trancassini, che prima aveva alzato la mano, ha chiesto di parlare… al prossimo emendamento? Va bene.

Ha chiesto di parlare il deputato Donzelli. Ne ha facoltà.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Grazie, Presidente. Io credo che quest'Aula non si debba distrarre - presa dalla votazione a raffica - su questo emendamento. Guardate che noi, andare a chiedere alle imprese che abbiamo tenuto chiuse contro la loro volontà perché c'era l'emergenza sanitaria e perché avete scelto di chiudere in base ai codici Ateco e non in base a dei protocolli sanitari di sicurezza, chiedere a quelle stesse aziende che state mettendo in ginocchio perché il Governo non è riuscito a gestire l'emergenza pandemica insieme all'emergenza economica, andare da queste aziende e dire loro: guardate, noi vi abbiamo tenuto chiuse, non siamo riusciti a farvi avere indennizzi, non siamo riusciti a farvi avere ristori, ma ora vi chiediamo di pagare le tasse con le cartelle esattoriali perché voi dovete pagare, noi non dobbiamo fare niente per voi ma voi dovete pagare… Questa visione dello Stato nemico, che viene a chiedere fondamentalmente il pizzo alle aziende italiane quando non ha risolto i loro problemi, è un'immagine devastante che mina la credibilità delle istituzioni. In questo momento, andare a far ripartire le cartelle verso le aziende e verso i cittadini, quando non stiamo dando le risposte alle aziende e ai cittadini che sono in ginocchio con la pandemia, è folle! Vuol dire non sapere cosa sta accadendo.

PRESIDENTE. Concluda.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Quindi, io credo - e concludo - che su questo emendamento si debba fare una seria riflessione, perché non è facile chiedere ai cittadini di mantenere la pace sociale, quando si provocano spudoratamente in questo modo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Montaruli. Ne ha facoltà.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Grazie, Presidente. Non soltanto gli italiani non hanno ricevuto il supporto economico necessario a seguito delle restrizioni applicate dai Governi, ma ancora non hanno neanche la possibilità di sapere cosa accade per loro domani.

Non hanno minimamente la possibilità di programmare, fatto saliente per chiunque voglia fare un minimo di impresa. Allora, in una Nazione in cui ci sono restrizioni, ma, da un lato, non si riceve il supporto, dall'altro, si ha l'assoluta incertezza per il futuro, lo Stato cosa fa? Anziché dare risposte, manda le cartelle esattoriali.

PRESIDENTE. Concluda.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Chiedere, con questo emendamento, una proroga dei termini significa, sostanzialmente a costo aggiuntivo zero, dare un minimo - un minimo! - di ossigeno a tutti gli italiani che non solo si trovano in difficoltà, ma che sono privati dei mezzi essenziali, degli strumenti per rimettersi in carreggiata, per rialzare la serranda, per ricominciare a rimboccarsi le maniche e lavorare.

PRESIDENTE. Deve concludere, ha esaurito il suo tempo.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Gli italiani vogliono lavorare, vogliono pagare le tasse, ma, certamente, devono essere messi nelle condizioni di farlo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Caiata. Ne ha facoltà, per un minuto.

SALVATORE CAIATA (FDI). Grazie, Presidente. Solamente per sottoscrivere questo emendamento e per evitare, oltre al danno, la beffa. Come è possibile che non siamo capaci di alzare la testa? Mi rivolgo anche ai colleghi che hanno fatto di questo un cavallo di battaglia per mesi e, adesso, mettono la testa bassa. È un limite alla decenza, è un limite al decoro: non possiamo continuare ad accettare tutto in nome dell'andare avanti, dobbiamo mettere dei punti fermi di dignità. Questo è un punto fermo di dignità. Invito i colleghi veramente a mettersi la mano sulla coscienza. Evitiamo, oltre al danno, la beffa (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 22-bis.428 Montaruli, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 15).

Passiamo all'emendamento 22-bis.429 Prisco, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Ha chiesto di parlare il deputato Trancassini. Ne ha facoltà.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Grazie, Presidente. Grazie a Fratelli d'Italia anche questo argomento trova ospitalità in questa discussione, perché, vede, Presidente, il tema delle cartelle esattoriali è stato un tema ricorrente nel dibattito politico, soprattutto, durante il Governo “Conte 2”, lo abbiamo sentito da quasi tutte le parti politiche. Tutti, quasi tutti, hanno caldeggiato un intervento chiaro, forte - chi con un colpo di spugna, chi con una sanatoria, chi con un “anno bianco”, chi con il rinvio - e, poi, d'improvviso, folgorati sulla via di Draghi, cala il silenzio su questo problema così importante.

La verità, anche su questo argomento, come per il tema degli sfratti, non è esattamente come è stata raccontata da qualche esponente della maggioranza, cioè che il tema degli sfratti non è stato preso in considerazione perché non è questo il tema, non è questo il momento, che verrà rinviato, eccetera, perché ricordo a me stesso, ma lo ricordo soprattutto ai componenti la Commissione bilancio, che noi, venerdì scorso, non abbiamo fatto un voto in Commissione bilancio, quando era prevista la chiusura della discussione in Commissione bilancio, perché la maggioranza si è riunita su questi temi: sulle cartelle esattoriali, sugli sfratti, sullo “Svuota carceri” e sono usciti da quella riunione solo con la proroga dello “Svuota carceri” (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Questa è storia. Allora, almeno sulla narrazione - almeno sulla narrazione -, rimaniamo sui fatti.

Questo è un tema, a nostro avviso, centrale ieri e centrale oggi, talmente centrale - mi rivolgo a lei, Ministro - che noi vi abbiamo presentato quattro emendamenti, perché noi vi vorremmo prendere per mano e vorremmo farvi occupare di questa vicenda, anche come meglio ritenete. Vi abbiamo dato una prima scadenza, con il primo emendamento, ve ne abbiamo data un'altra, con il secondo emendamento; con questo emendamento, vi chiediamo di sopprimere il rientro immediato alla scadenza da parte del debitore, con quello successivo vi chiediamo di fare tre rate. Cioè, ve le abbiamo messe tutte insieme queste proposte per cercare di farvi capire che non è un capriccio di Fratelli d'Italia il tema delle cartelle, è un tema serio, è un tema serio, lo era ieri, lo è oggi. E, allora, per restituire dignità e centralità al Parlamento, in questi pochi attimi e momenti che ci mancano all'approvazione definitiva, mettiamolo da parte questo emendamento, e anche il successivo, e cerchiamo di dare un segnale a tutti coloro che hanno perso il posto di lavoro, non hanno più un'azienda e che vedranno recapitarsi, a brevissimo, le cartelle esattoriali che noi stiamo cercando di prorogare (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Zucconi. Ne ha facoltà, per un minuto.

RICCARDO ZUCCONI (FDI). Sì, si chiede la soppressione, appunto, del capoverso 1 di quest'articolo 22-bis, che ha queste caratteristiche: i pagamenti vanno fatti entro un mese dal 28 febbraio, devono essere fatti in un'unica soluzione, non si procede al rimborso di quanto già versato. Manca soltanto la previsione di una punizione corporale e, poi, c'era tutto dentro. Noi ci dobbiamo rendere conto che non soltanto le aziende sono in difficoltà, ma anche quei lavoratori che vivono da mesi in cassa integrazione e non hanno le risorse. Si doveva provvedere, perlomeno, a una proroga oppure a pagamenti rateali. Non si capisce veramente perché si vogliono vessare in questo modo i cittadini e le aziende, dopo un anno di pandemia. È veramente assurdo, quindi vi preghiamo di riflettere su questo emendamento (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 22-bis.429 Prisco, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 16).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 22-bis.430 Prisco, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 17).

Avverto che, consistendo il disegno di legge di un solo articolo, non si procederà alla votazione dell'articolo unico, ma, dopo l'esame degli ordini del giorno, si procederà direttamente alla votazione finale, a norma dell'articolo 87, comma 5, del Regolamento.

(Esame degli ordini del giorno - A.C. 2845-A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (Vedi l'allegato A).

Avverto che gli ordini del giorno n. 9/2845-A/38 Scanu, n. 9/2845-A/59 Grippa e n. 9/2845-A/66 Pignatone sono stati ritirati dai presentatori.

Avverto, inoltre, che è in distribuzione la nuova versione dell'ordine del giorno n. 9/2845-A/138 Comaroli (Vedi l'allegato A) e che l'ordine del giorno n. 9/2845-A/89 Meloni deve intendersi a prima firma Caiata.

Ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2845-A/99 la deputata Fitzgerald Nissoli.

FUCSIA FITZGERALD NISSOLI (FI). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, prendo la parola per illustrare l'ordine del giorno che ho presentato e che concerne l'innovazione nei servizi per gli italiani all'estero, per la precisione l'uso dello SPID all'estero. Il “decreto Milleproroghe” ha fatto bene a prorogare, per gli uffici all'estero del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, il termine per il rilascio di credenziali per l'identificazione e l'accesso dei cittadini ai propri servizi in rete diverse da SPID, carta d'identità elettronica o carta nazionale dei servizi; infatti, molti connazionali all'estero mi scrivono rappresentandomi le difficoltà che incontrano per ottenere lo SPID con i provider accreditati presso AgID. E' vero che si sta facendo uno sforzo considerevole per la digitalizzazione, anche all'estero, e lo apprezzo moltissimo, ma è anche vero che la digitalizzazione la dobbiamo rendere fruibile e di facile accesso, altrimenti diventa solo un'ulteriore complicazione burocratica. Noi dovremmo avere davanti due obiettivi: innovazione e semplificazione; solo così possiamo venire realmente incontro alle esigenze dei connazionali. Non a caso, ad oggi, gli utenti all'estero possessori dello SPID sono solo 8 mila su circa 6 milioni di iscritti AIRE, vuol dire che qualcosa non funziona.

Per tale ragione, signor Presidente, chiedo che il Governo si impegni in questa direzione e si attivi per semplificare ed agevolare l'accesso degli italiani all'estero all'identità digitale, cioè per ottenere il famoso SPID. Credo che, a tal proposito, il processo potrebbe essere agevolato dall'istituzione di un servizio ad hoc per gli iscritti AIRE, in collaborazione con i consolati e i patronati all'estero; del resto, è una questione che interessa ben 6 milioni di cittadini, non ce lo dimentichiamo. Chiedo quindi che venga accolto il mio ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Stefano Fassina per illustrare l'ordine del giorno n. 9/2845-A/150.

STEFANO FASSINA (LEU). Grazie, Presidente. Vorrei brevemente illustrare l'ordine del giorno n. 9/2845-A/120, che riguarda Alitalia, un problema molto serio, non solo per lavoratori e lavoratrici direttamente interessati, ma soprattutto per le prospettive di sviluppo del nostro Paese, del settore turistico, delle esportazioni. Come forse ricordano colleghe e colleghi…

PRESIDENTE. Scusi, deputato Fassina, perdoni, siccome ha erroneamente citato il numero dell'ordine del giorno, ai fini del resoconto, il suo ordine del giorno che sta illustrando è il n. 9/2845-A/150, non il n. 9/2845-A/120. Prego, prosegua.

STEFANO FASSINA (LEU). Grazie, Presidente. Ho sbagliato, l'ordine del giorno è il n. 9/2845-A/150, grazie. Ricorderanno, colleghe e colleghi, che Alitalia è in amministrazione straordinaria dal 2017, un epilogo che arriva dopo dieci anni di gestione privata. Qualcuno lo dimentica, nel vortice delle polemiche, ma si arriva all'amministrazione straordinaria dopo dieci anni di gestione privata che ha determinato un risultato straordinario: ha ridotto, ridimensionato le attività della compagnia aerea, ha determinato una valanga di licenziamenti e, allo stesso tempo, ha allargato la voragine delle perdite. Ecco, ora siamo ad un passaggio cruciale per quanto riguarda la possibilità di costruire le condizioni per una compagnia di bandiera, perché questo è l'obiettivo, costruire le condizioni per una compagnia di bandiera. Il percorso per arrivare alla realizzazione di tali condizioni è stato, come dire, investito brutalmente dal COVID che, come sapete, ha determinato la sostanziale paralisi delle attività aeree, con delle conseguenze pesantissime sulla liquidità e sulla disponibilità di risorse per Alitalia.

In queste settimane, siamo alle prese con un problema molto serio anche di pagamento degli stipendi per le lavoratrici e per i lavoratori; è aperto un confronto con la Commissione europea al fine di poter utilizzare le risorse che sono state allocate attraverso i vari “decreti Ristoro” che abbiamo fatto nei mesi scorsi; e poi c'è la soluzione a regime; secondo le indicazioni della Commissione europea, Alitalia in amministrazione straordinaria dovrebbe mettere a gara separatamente i principali asset, cioè aviation, handling e la manutenzione; se così fosse, se quel bando effettivamente partisse - mi rivolgo al Governo, anche se anche se non c'è il Ministro competente - ci giocheremmo la possibilità - bisogna essere molto chiari e consapevoli su questo - di costruire una compagnia di bandiera. Allora, con la consapevolezza che il Governo si è appena insediato, che sono stati sostituiti i Ministri che hanno diretta competenza su questo tema, il Ministro dello Sviluppo economico per quanto riguarda la compagnia in amministrazione straordinaria, il Ministro dei Trasporti per quanto riguarda la newco che abbiamo definito e finanziato con 3 miliardi di euro, col “decreto Rilancio” che abbiamo approvato lo scorso anno, ecco per costruire le condizioni affinché si possa realizzare quel vettore nazionale, quella compagnia di bandiera, dobbiamo cambiare strada, bloccare la gara e fare in modo che il prestito dello Stato ad Alitalia possa essere ripagato attraverso il conferimento degli asset e questi asset poi possano arrivare alla newco e così riavviare la compagnia di bandiera attraverso una dotazione unitaria e salvaguardando gli occupati. Se, invece, si intende procedere lungo la strada del bando, allora davvero il futuro di Alitalia e della nostra compagnia di bandiera rischia di essere seriamente compromesso.

Spero che il Governo possa dare parere favorevole all'ordine del giorno, che è frutto del ritiro di un analogo emendamento in Commissione bilancio, con la prospettiva poi, sulla base dell'ordine del giorno, di poter approfondire e di arrivare a una soluzione il più presto possibile, perché la situazione non può andare avanti così.

PRESIDENTE. Avverto che l'ordine del giorno n. 9/2845-A/72 Elisa Tripodi è stato ritirato dalla presentatrice.

Ha chiesto di parlare per illustrare l'ordine del giorno n. 9/2845-A/120 il deputato Alberto Luigi Gusmeroli. Ne ha facoltà.

ALBERTO LUIGI GUSMEROLI (LEGA). Grazie, Presidente e onorevoli colleghe e colleghi. Questo ordine del giorno, n. 9/2845-A/120 è molto importante, molto importante anche nell'ottica di quanto ha detto il professor Draghi e degli intendimenti del Governo. Noi cogliamo, come Lega, con grande favore l'ipotesi di una riforma fiscale che semplifichi il sistema e riduca la tassazione; peraltro, è un sistema tra i più complicati al mondo ed è un sistema che, in qualche modo, proprio per la sua complicazione e il suo livello di tassazione, stimola, diventa il primo stimolo all'evasione.

Ci rendiamo anche conto che la riforma del 1973 è stata studiata per oltre sette anni, quindi un tempo molto importante, perché quando si parla di imposte, dirette e indirette, le concatenazioni, sia tra le imposte sia a livello di imposte locali, imposte nazionali, imposte reddituali, imposte sui patrimoni, sono enormi; e, quindi, se non è studiata adeguatamente, il rischio di tassare di più e complicare la vita ulteriormente ai cittadini italiani è altissimo. Ecco perché in questa fase può essere importante intervenire selettivamente su semplificazioni e riduzioni di imposte.

L'ordine del giorno va in questa direzione: sostanzialmente chiede di mantenere l'attuale sistema di calcolo della base imponibile, di mantenere l'attuale sistema di calcolo degli acconti e dei saldi delle imposte dirette, di mantenere il calcolo previsionale in modo che tutti possano, nella situazione di diminuzione del reddito, diminuire anche il carico fiscale, ma di porre in essere una serie di interventi selettivi che possano migliorare la situazione di complicazione ma anche il livello di liquidità delle piccole e medie imprese, artigiani, commercianti e professionisti. Che cosa propone, sostanzialmente? Di rateizzare il secondo acconto, che attualmente è al 30 novembre senza possibilità di rateizzazione, evitando il sistema del ravvedimento operoso, che attualmente è utilizzato da tantissimi perché fanno fatica a pagare in un colpo solo al 30 novembre. Quindi, si pone l'interesse, si pone la proposta di rateizzarlo nell'anno successivo in sei rate. Alla fine con questo meccanismo si potrebbe abolire la ritenuta d'acconto dei professionisti, che comporta che tantissimi professionisti, essendo la ritenuta d'acconto sul fatturato, sono fisiologicamente a credito. Ricordo che inopinatamente il Governo Conte 2, nella manovra del 2020, ha bloccato le compensazioni, quindi incredibilmente i professionisti si trovano a credito d'imposta ma non possono neanche compensarlo. Questo ordine del giorno sistemerebbe anche questa ipotesi, con l'abolizione della ritenuta d'acconto e l'abolizione dei quadri 770 relativi. In sostanza, approvare questo ordine del giorno è un piccolo segnale, ma molto importante, per dare liquidità a professionisti, piccole e medie imprese, artigiani e commercianti, rateizzando su dodici rate posticipate, quindi con il grande vantaggio anche che il secondo acconto verrebbe finalmente calcolato su un utile definitivo e non su una ipotesi. Quindi, semplicità di sistema, rateizzazione, nessun interesse, abolizione della ritenuta d'acconto e abolizione anche di alcuni quadri del 770, quindi in linea con quello che è il nuovo intendimento del Governo che è cercare di semplificare la vita ai cittadini, che è, in qualche modo, di andar loro incontro in un momento di grande difficoltà del nostro Paese. Abbiamo bisogno anche di piccoli interventi significativi che possano cambiare in meglio quello che è un rapporto fisco-cittadino da decenni complicato, difficile, con una forte tassazione e un alto livello di complicazione che scoraggia tutti…

PRESIDENTE. Ha esaurito il suo tempo, la prego di concludere.

ALBERTO LUIGI GUSMEROLI (LEGA). …e scoraggia anche il sistema delle imprese (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Il deputato Tullio Patassini ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2845-A/136.

TULLIO PATASSINI (LEGA). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, onorevoli colleghe, questo è un ordine del giorno che ritorna, ancora una volta, sulla questione del sisma del 2016. Dobbiamo riconoscere che, con questo “decreto Milleproroghe”, il cambio di passo del Governo Draghi c'è stato. È evidente, perché sono stati inseriti in corsa, grazie al lavoro positivo e costruttivo dei colleghi in Commissione bilancio di tutti i gruppi parlamentari, alcuni importanti emendamenti che puntavano a sistemare situazioni pregresse rimaste irrisolte. In particolare, segnalo l'esenzione ISEE sugli immobili inagibili, per cui gli immobili inagibili non saranno più computati a livello di ricchezza di ciascun cittadino, con vantaggio a livello sociale. In particolare, vorrei evidenziare come anche per il 2021 è stata ottenuta la sospensione del pagamento delle bollette sugli immobili inagibili e, in particolare, la rateizzazione e la fattura di conguaglio, che arriverà a 120 mesi.

È un lavoro importante che è stato fatto, un lavoro positivo, un lavoro che inizia anche a guardare alla ripartenza economica di questi territori, perché con il “decreto Milleproroghe” è stato approvata l'esenzione per l'occupazione spazi e aree pubbliche da parte di gestori e ristoratori, che quindi potranno, con l'allentarsi dell'emergenza COVID, ripopolare di turisti questi territori, e l'esenzione dall'imposta di pubblicità. Questo lavoro importante, che è stato fatto e continua a essere fatto, deve per forza, necessariamente prevedere un forte sostegno al mondo delle imprese, in particolare il sostegno degli investimenti delle imprese. Arrivo all'ordine del giorno, che ricorda a quest'Aula e al Governo la necessità di dover intervenire sul credito d'imposta per acquisto di beni strumentali. Questo favorisce sia l'insediamento di nuove attività in quei territori appenninici sia il sostegno a imprese esistenti che, con coraggio, determinazione e forza vogliono ripartire. Tra l'altro, ricordo che il credito d'imposta per i beni strumentali è già stato prorogato per le regioni del Mezzogiorno e, quindi, sarebbe un'estensione della norma, che era già stata prevista nei precedenti decreti, che è indispensabile per permettere la ripartenza, perché non possiamo dimenticare che non ci sarà mai una vera e propria rinascita di quei territori senza una rinascita economica del nostro mondo imprenditoriale e la creazione e il mantenimento di nuovi posti di lavoro.

PRESIDENTE. La deputata Doriana Sarli ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2845-A/39.

DORIANA SARLI (MISTO). Grazie, Presidente. Mi auguro che almeno con un ordine del giorno il Governo si impegni a prorogare e a incrementare i finanziamenti per formare giovani ricercatori sui nuovi approcci metodologici e finanziare enti pubblici di ricerca che presentino progetti di ricerca scientifica senza l'uso degli animali. I nuovi approcci metodologici sono un sistema complesso, come dico nel mio ordine del giorno, che integra molte tecniche in vitro, in silicio, tecniche omiche, intelligenza artificiale e molto altro, con un potenziale predittivo superiore rispetto a quello che si ottiene con il modello animale. Su questo argomento non dovrebbero esserci divisioni. Si parla di ricerca, di formazione, di innovazione e di avere uno sguardo comunque sul futuro, per una ricerca che finalmente possa non dividere più gli scienziati e la popolazione. Ma quello su cui è importante riflettere - e di cui spero che siamo anche consapevoli - è che, lo si voglia o meno, questo cambio di paradigma avverrà e sta già avvenendo in molti Stati europei e non solo. Finanziare formazione ed enti pubblici di ricerca vuol dire non tagliare fuori i nostri ricercatori da quella che sarà la ricerca del futuro.

Per questo spero che i miei impegni abbiano il parere favorevole del Governo: incrementare i fondi destinati alla ricerca basata sui nuovi approcci metodologici senza l'uso degli animali; promuovere iniziative legislative per individuare laboratori pubblici, istituti universitari, centri di ricerca sanitaria che presentino progetti che vadano verso una ricerca con metodi sostitutivi al modello animale; individuare iniziative legislative che favoriscano l'introduzione nella formazione, perché è molto importante questo aspetto, cioè la formazione universitaria specialistica, e l'allestimento di strutture adeguate per poter far lavorare i nostri ricercatori. Questo è in continuità con il lavoro che avevamo fatto con il “Milleproroghe” dello scorso anno, dove avevamo stanziato 2 milioni di euro l'anno. Mi auguro che il Governo quest'anno mostri la sua sensibilità su questo tema.

PRESIDENTE. Il deputato Raffaele Trano ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2845-A/15.

RAFFAELE TRANO (MISTO). Grazie, Presidente. Il Ministero deve prendere atto che sullo svolgimento dei concorsi militari siamo alla paralisi: sono due anni e mezzo che non si assumono ufficiali nel ruolo speciale. Avevo sollevato il problema dell'annullamento di alcuni concorsi già a luglio 2020 e il Ministro mi aveva assicurato ad agosto che nuovi concorsi sarebbero stati riavviati. A mio avviso, detto scorrimento doveva essere già previsto nel “decreto Agosto”, ma così purtroppo non è stato, e agli inizi di dicembre siamo arrivati a un picco di circa 900 morti al giorno. A causa della seconda ondata di COVID, e ora della diffusione delle varianti con le nuove zone rosse, il piano assunzioni tramite concorso è fallito e questo ce lo dobbiamo dire.

Si prenda atto, anche, del fatto che esistono delle graduatorie in corso di validità, il cui elenco contiene nominativi idonei non vincitori; ci sono militari che servono la Patria tutti i giorni, per cui per una questione di logica conservano a tutt'oggi le stesse abilità psicofisiche che hanno dimostrato di avere al momento del concorso e non metto in dubbio che le caserme come Foligno siano dotate di tutte le precauzioni anti-COVID, ma, attraversando regioni diverse per poi tornare a casa, il rischio di diffondere il COVID-19 è altissimo. Faccio presente che questi concorsi prevedono fino ad otto prove in giorni e tempi anche lontani tra di loro. Fino all'ultimo momento, si è chiesto a 1.500 candidati di affrontare viaggi e soggiorni, attraversando luoghi come la provincia di Perugia, che addirittura è stata dichiarata zona rossa rafforzata; addirittura, ora, la massima allerta per quel territorio è stata estesa fino al 28 febbraio.

Si è deciso dunque di sospendere, ma, a mio avviso, occorre annullare definitivamente. Pertanto, dico: ma che senso ha continuare a dire che, a breve, partiranno i concorsi? Questo modo di procedere crea solo costi aggiuntivi per lo Stato e per i candidati, mentre si potrebbe tranquillamente risparmiare del denaro pubblico. Ne approfitto per fare gli auguri al nuovo capo di stato maggiore, Pietro Serino; mi auguro che prenda atto, una volta per tutte, che ci sono ragazzi che hanno studiato e si sono allenati e hanno già superato tutte le prove previste con ottimo profitto e forza di volontà, sottraendo tempo ai loro affetti familiari. Sono sicuro che il nuovo capo di stato maggiore avrà bisogno di forze fresche, con attitudine al comando, soprattutto per assolvere i compiti che sono stati assegnati all'esercito per combattere il COVID-19. In emergenza bisogna guardare a soluzioni funzionali e le graduatorie servono anche a questo e, dunque, è venuto il momento di farle scorrere. Ecco, questo è quanto chiedo nel mio ordine del giorno che spero possa essere valutato per poter dare soluzioni concrete a problemi reali e contingenti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Dario Bond. Ne ha facoltà.

DARIO BOND (FI). Grazie, Presidente. Ho preparato questo ordine del giorno senza essere contro nessuno. All'articolo 3, al comma 11-ter, si affrontano alcune norme finanziarie che riguardano Campione d'Italia. Io contro Campione d'Italia non ho assolutamente nulla, anzi; Campione d'Italia è sede di un casinò e in qualche maniera è anche un luogo in cui c'è stato un dissesto finanziario, ma non è questo che voglio rappresentare oggi; oggi, voglio rappresentare una situazione che riguarda tante altre realtà con casinò e anche senza, in un momento in cui lo Stato, il Governo e il Parlamento, in qualche maniera, devono rivedere queste aree particolari che riguardano l'Italia, aree particolari di fiscalità, aree particolari anche di offerta di giochi che, in questo momento, sono bloccati. Allora, approfittando dell'articolo 3, al comma 11-ter su Campione d'Italia, ho voluto fare una proposta - non nego anche provocatoria - dicendo: le stesse condizioni finanziarie, le stesse condizioni fiscali, le stesse condizioni di aiuto, perché non applicarle a una città in grande difficoltà come Venezia, in questo momento, che è sede di casinò? E perché non applicarle ad una provincia in grandissima difficoltà economica, come la provincia di Belluno, dove sono state tagliate tutte le offerte turistiche legate alla neve, e Cortina quale sede importantissima delle prossime Olimpiadi nel 2026? È una programmazione di sei anni.

Allora, la proposta che faccio è, lo ripeto, anche provocatoria, ma per creare una sorta di dibattito interno in questo Parlamento: rivediamo tutte queste fiscalità di aiuto, ma anche di vantaggio dei territori; svolgiamo un ragionamento complessivo su tutto, inseriamo dentro alcune condizioni; non parliamo solo di aree franche, ma di fiscalità di aiuto dei territori e approviamo un provvedimento dove non ci sia un fratello maggiore fortunato, ma dei territori, che hanno un ragionamento, una visione, una protezione e una fiscalità giustamente di vantaggio (perché se lo meritano, perché ci sono dei coefficienti economici, sociali ed economici, ma anche di territorio), che devono essere valorizzati da questo Parlamento, da questo Governo e dall'intera Italia.

Ecco perché ho presentato questo ordine del giorno che sicuramente viene letto come una provocazione, ma è una proposta per discuterne, per affrontare la questione e, in qualche maniera, anche per dire come la pensiamo.

PRESIDENTE. Passiamo all'illustrazione dell'ordine del giorno n. 9/2845-A/139, da parte della deputata Rossana Boldi.

ROSSANA BOLDI (LEGA). Grazie, Presidente. Ho presentato questo ordine del giorno relativo al fatto che quest'anno, come gli altri anni, si proroga l'entrata in vigore di una norma, l'articolo 5 del decreto legislativo n. 26 del 4 marzo 2014, riguardante l'utilizzo degli animali nella ricerca scientifica. Ora, premetto che tutti vorremmo - perché è chiaro che deve essere fatta questa distinzione - che, sia per motivi etici che per motivi anche di costi, si arrivasse ad avere la completa sostituzione degli animali nella ricerca scientifica attraverso metodi di laboratorio, ma così non è. Che così non è lo dimostra il fatto che, da quando è stato varato, il decreto del 2014 non è mai entrato in vigore; tutti gli anni viene prorogato di un anno, una sola volta, mi pare, è stato prorogato di tre anni. Aggiungo, inoltre, che siamo chiaramente - e ne abbiamo già ricevuto notifica - in palese infrazione europea, perché la direttiva 2010/63/UE diceva chiaramente che potevano essere introdotte regole più restrittive su questo tema solo se già presenti nell'ordinamento nazionale prima del 9 novembre 2010.

Quindi, siamo in infrazione, non ci sono metodi alternativi ed è dal 2014 ad oggi che ne proroghiamo l'entrata in vigore, ma perché? Perché non è possibile fare diversamente. Il fatto che vengano fatte queste proroghe annuali, tra l'altro, penalizza fortissimamente i nostri ricercatori che non possono partecipare a programmi di ricerca che prevedono una durata poliennale.

Allora, io credo che, con un po' di sano pragmatismo, sarebbe giusto dire che finanziamo la ricerca di metodi alternativi, facciamo tutto il possibile, ma, nel frattempo, fino a quando non ci sono metodi alternativi certificati, questo provvedimento, e cioè l'articolo 5, comma 2, lettere d) ed e) del decreto legislativo n. 26 del 4 marzo 2014, non entra in vigore. Faremmo molto più bella figura, perché è come dire: so che questa cosa non funziona, però devo continuamente farla e prorogare e via seguitando; tra l'altro, anche le relazioni del Ministero della Salute, degli istituti zooprofilattici e così via dicono che questa norma al momento non è applicabile.

Con un po' di coraggio, spiegando molto bene che occorre incrementare i finanziamenti per la ricerca di metodi alternativi, bisogna dire che questa norma, così com'è, non funziona. No, alla sua proroga di anno in anno, ma di dire che entrerà in vigore quando avremo metodi alternativi certificati (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. La deputata Albano ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2845-A/30.

LUCIA ALBANO (FDI). Presidente, signor Ministro, desidero illustrare questo ordine del giorno relativo ai crediti d'imposta per gli investimenti in beni strumentali nell'area del cratere. La legge n. 208 del 2015 ha introdotto questo credito d'imposta nel Mezzogiorno e l'utilizzo di questo istituto è piuttosto semplice: l'azienda investe in beni strumentali nuovi e l'importo viene utilizzato per scontare vecchi debiti, ridurre le tasse o chiedere il rimborso in dichiarazione. È uno strumento molto utile, consente di investire in innovazione, di ottimizzare il ciclo produttivo, di lavorare verso una sostenibilità maggiore e di procedere verso una direzione di sviluppo. Ebbene, l'agevolazione è stata concessa ai territori del cratere del sisma per tutto il 2020, è stata prorogata in legge di bilancio per il Mezzogiorno, ma, nonostante la presentazione di emendamenti di Fratelli d'Italia, non è stata estesa al cratere. Con il “Milleproroghe”, poi, non c'è stata la proroga, è finita, ma i territori in realtà la chiedono a gran voce quale punto di svolta per far ripartire la ricostruzione, perché è stata utilizzata per solo un anno e non si è consentito alle aziende di programmare la doppia ripartenza, perché è stato un anno non solo post sisma, ma di pandemia. Nulla, non si viene ascoltati e provo a chiedermi il perché. Guardo i banchi dell'attuale maggioranza, perché questa era una battaglia - lo abbiamo sentito anche dalle parole del collega - condivisa da molti, ma perché non continuare a sostenerla anche ora? Mi domando: si riuscirà a votare contro l'approvazione di questo ordine del giorno? Guardo anche i banchi dei colleghi appartenenti ai territori del sisma, molto è stato fatto. Fratelli d'Italia, grazie anche all'impegno del collega Trancassini in Commissione bilancio, ha visto approvati molti importanti emendamenti al “Milleproroghe” per i territori del cratere, per queste zone che sono ancora rosse, per le utenze, le rate dei mutui, i contributi aggiuntivi, gli immobili inagibili, il calcolo dell'ISEE, ma i provvedimenti, quelli importanti, decisivi, questi no. La decontribuzione Sud no, il credito d'imposta ancora no e da alcune comunicazioni su Facebook di colleghi della maggioranza leggiamo: stiamo già lavorando su emendamenti, su altri emendamenti che non sono passati in questa tornata, ma che cercheremo di far inserire nei prossimi decreti. Non commento! Rimane molto da fare, il tempo stringe, le popolazioni hanno perso la speranza, anche se non hanno perso Speranza, purtroppo. Le zone interne stanno subendo uno spopolamento inesorabile, i giovani e le nuove famiglie pensano a progetti di vita altrove. Non è sfuggito agli abitanti dei territori che il sisma non sia stato citato dal Presidente del Consiglio Draghi nel suo discorso alle Camere, mentre Giorgia Meloni lo aveva segnalato al Presidente della Repubblica tra le priorità da sottoporre al nuovo Governo. Noi siamo fiduciosi, aspettiamo segnali e provvedimenti in tal senso, e questo può essere un primo segnale: invertiamo la rotta, votiamo a favore di un ordine del giorno richiesto dai territori, dalle imprese e dalle associazioni di categoria. Facciamo ripartire nei fatti la ricostruzione, lo chiediamo a gran voce. Mi sembra un buon modo, Presidente, in questo momento, forse il modo migliore per Fratelli d'Italia di fare un'opposizione costruttiva (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. La deputata Baldini ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2845-A/130.

MARIA TERESA BALDINI (FI). Grazie, Presidente. Un ordine del giorno per un provvedimento proprio per le misure di tutela delle imprese e per la loro internazionalizzazione in riferimento con il Piano straordinario proprio per la promozione del made in Italy. Mi riferisco al comparto lapideo del distretto italiano apuo-versiliese, un settore commerciale e produttivo di eccellenza, dove rientrano proprio l'estrazione e la trasformazione del marmo e delle altre pietre. È una storia importante quella del marmo di quella zona, proprio per la bellezza della materia prima, non solo per la competenza, ma anche proprio per le maestranze artigianali italiane. Tuttavia, questi dati recenti segnalano un chiaro rapporto sbilanciato tra esportazione e prodotto grezzo, destinato alla trasformazione all'estero e poi lavorato sul territorio nazionale, quindi legato a una filiera produttiva totalmente italiana.

La trasformazione viene delocalizzata, e questo sta compromettendo in maniera significativa la potenzialità del comparto in termini produttivi e in termini occupazionali. Il numero delle botteghe artigiane, delle segherie e dei laboratori, un tempo impegnati per la lavorazione artigianale del marmo, risulta essere fortemente in diminuzione proprio per una contrazione della domanda di prodotti italiani, in assenza di misure e iniziative che possano garantire la totale tutela della continuità produttiva. Quindi, si chiede di introdurre un marchio del marmo italiano DOP: potrebbe veramente rappresentare un'iniziativa valida nella prospettiva di tutelare l'esclusività della materia prima, la sua tracciabilità e difendere dagli effetti distorsivi sul mercato, dalla concorrenza sleale operata da prodotti anche di derivazione estera non documentati e non tracciati. A questa criticità si aggiunge anche l'assenza di un processo di continuità formativa culturale capace di coinvolgere attivamente anche le scuole e i giovani che portano alla valorizzazione della trasmissione delle conoscenze. Noi chiediamo al Governo di sostenere la definizione di un marchio del marmo italiano DOP, per tutelare l'esclusività della materia prima e la sua tracciabilità e difenderla dagli effetti distorsivi; a individuare delle misure incentivanti finalizzate all'aggregazione delle imprese del distretto sia escavatrici che di trasformazione, nella prospettiva di favorire la creazione di una filiera territoriale in grado di essere competitiva a livello internazionale; a valutare la possibilità di adottare interventi in favore del settore del marmo nell'ambito delle misure volte a favorire l'internazionalizzazione delle imprese nell'attuale crisi pandemica, con riferimento, in particolare, al Piano straordinario per la promozione del made in Italy.

PRESIDENTE. Il deputato Mollicone ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2845-A/36.

FEDERICO MOLLICONE (FDI). Grazie, Presidente. Questo ordine del giorno attiene un po' alla questione delle questioni che anche oggi è su tutti i giornali, e cioè quella se i criteri stabiliti dei colori delle regioni e dei provvedimenti presi dal passato Governo, dal comitato tecnico-scientifico, possano essere considerati validi o meno. Questo provvedimento in esame reca interventi poco incisivi per i settori maggiormente colpiti dagli effetti economici della crisi pandemica e non revisiona, di fatto, il sistema pubblico di contrasto al contagio. Come indicato da Cartabellotta della Fondazione GIMBE, l'attuale sistema delle regioni a colori, oltre a esasperare i cittadini e a danneggiare le attività economiche con decisioni last minute, non è riuscito a piegare la curva dei contagi e mantiene ospedali e terapie intensive al limite della saturazione, con la minaccia delle varianti che da un giorno all'altro potrebbero mandare in tilt i servizi sanitari. Questo è il nodo dei problemi: non sono state rafforzate né le cure per i domiciliari, né le terapie intensive e in mezzo c'è la narrazione dell'emergenza. Lo stesso indice Rt, usato come parametro, come indicato sempre dalla Fondazione GIMBE, è inappropriato per informare decisioni rapide perché, oltre a essere stimato sui contagi di due o tre settimane fa, presenta numerosi limiti. Viene stimato solo su casi sintomatici, circa un terzo dei casi totali; si basa sulla data di inizio sintomi, che molte regioni non comunicano per il 100 per cento dei casi, determinando una sottostima dell'indice; è strettamente dipendente dalla qualità e tempestività dei dati inviati dalle regioni. Sarebbe auspicabile, quindi, un'ampia campagna di raccolta di plasma negli ospedali nazionali, come già avvenuto con successo con il progetto “Tsunami” dello Spallanzani-Forlanini, che incredibilmente è stato sospeso, quando la raccolta di plasma dovrebbe continuare sempre ed è sempre prevista, perché altrimenti lo dobbiamo acquistare dal Nord America. Con questo ordine del giorno impegniamo il Governo a valutare l'opportunità di adottare iniziative, anche di carattere normativo, volte alla revisione complessiva del sistema di tracciamento del contagio, del sistema sanitario territoriale, completando il potenziamento del sistema delle terapie intensive, migliorando il piano vaccinale; a valutare l'opportunità di adottare iniziative volte alla revisione delle chiusure della ristorazione, prolungando l'orario di apertura almeno fino alle 22 se non alle 24. Non ha alcun senso, infatti, il limite orario delle 18, se non quello di distruggere un'economia e una filiera nazionali.

Impegniamo a valutare l'opportunità di adottare iniziative volte alla ripresa in sicurezza delle attività teatrali, cinematografiche, sportive, museali, delle sale da ballo, delle gallerie d'arte e dei luoghi della cultura, in collaborazione con le associazioni di infermieri, medici di base e volontariato e con la Protezione civile, così da garantire la sicurezza e la prevenzione del contagio.

Colleghi, rappresentante del Governo, questo è un ordine del giorno di buonsenso e va, da un lato, a chiedere di rafforzare le cure domiciliari che prevengono i ricoveri, dall'altro, a rafforzare le terapie intensive e a riaprire i luoghi di aggregazione. Insieme alle associazioni di infermieri professionisti, insieme al volontariato e alla Protezione civile è possibile rafforzare il tracciamento - e cioè quello che non è stato fatto fino ad oggi, se non con un'applicazione assolutamente non funzionante - e, allo stesso tempo, far ripartire un'economia, che è quella appunto dello sport, della cultura, della musica, della danza e di tutte le filiere, comprese quelle del terziario e della ristorazione, che sono duramente colpite da una serie di provvedimenti assolutamente inaccettabili, insensati, che creeranno un mare di contenziosi, di cui poi dovrete rispondere. Per cui lanciamo e chiudiamo con questo appello al Governo, affinché venga accolto questo ordine del giorno, dal momento che lo stesso Governo Draghi sta rivedendo in queste ore tutti i criteri di classificazione (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Bellucci, per illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2845-A/131. Ne ha facoltà.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Grazie, Presidente. Ministro Dadone, con questo ordine del giorno ho voluto porre all'attenzione del Governo, in quest'ultima occasione che abbiamo, proprio con l'ordine del giorno, la necessità dell'accesso al credito con garanzia dello Stato per gli enti del Terzo settore. Purtroppo, drammaticamente, in questo “Milleproroghe” noi vediamo che non viene prorogato l'accesso al credito per le associazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, tutte quelle associazioni che hanno fatto la differenza, proprio in questo momento di pandemia, nel fronteggiare il Coronavirus e nel portare aiuti, assistenza e solidarietà. Lo fanno in genere, perché questa è la magia del dono di chi dedica la propria vita agli altri, ai più fragili.

Sa, Ministro, io ho ascoltato molto bene le parole del Presidente del Consiglio Draghi e sono stata favorevolmente colpita che nel suo discorso iniziale ha voluto nominare il Terzo settore e, quindi, dare attenzione al Terzo settore. Ho sperato vivamente e fortemente che quelle sue parole fossero un anticipo di azioni concrete, che avrebbero dato spazio, importanza e sostegno agli enti del Terzo settore, ai volontari e ai lavoratori di quell'universo mondo, che così tanto dà all'Italia e agli italiani.

E, invece, purtroppo, in questa prima occasione, quella proprio del “Milleproroghe”, che ci ha visto oggi qui discutere in Aula, quei fatti non si sono visti. Anzi, il contrario, ne abbiamo visto per l'ennesima volta la negazione, abbiamo visto quella proroga nell'accesso al credito con garanzia dello Stato agli enti del Terzo settore scomparire dall'attenzione di questo Governo. Allora, non comprendiamo, non comprendiamo il senso, non comprendiamo la misura, non comprendiamo la logica di una tale esclusione. Non ha davvero senso!

Come si può ringraziare continuamente il Terzo settore, le donne e gli uomini che lo compongono, se poi, nella prima occasione utile per dimostrarglielo coi fatti, questa non viene colta? Non ha davvero senso, Ministro. C'è la necessità di prorogare quell'accesso al credito, come concesso ad altri, anche agli enti del Terzo settore non commerciale. Hanno ricevuto pochi aiuti e di certo i fondi di ristoro non sono assolutamente sufficienti. Anche loro patiscono non soltanto la crisi economica, ma la crisi sociale, la crisi sanitaria, e hanno bisogno di vedere che lo Stato è al loro fianco, che sta lì, a prendergli la mano, a poterli incoraggiare, a poterli gratificare con le parole, ma anche con i fatti. E, allora, per questo, Ministro, mi corre l'obbligo di cogliere quest'ultimo tentativo, quello dell'ordine del giorno.

Sappiamo che è ben poca cosa, perché non cambierà questa iniziativa nel “Milleproroghe”. Non la cambierà, ma almeno speriamo che il Governo prenda un impegno forte e chiaro e che, quindi, possa impegnarsi a riconoscere la garanzia dell'accesso al credito per gli enti del Terzo settore.

È stato un percorso dall'inizio molto tortuoso: sono stati esclusi dall'inizio e poi ripescati con il “decreto Liquidità”; sono stati distrattamente non attenzionati nella legge di bilancio 2021 e adesso, di nuovo, vengono dimenticati nel “Milleproroghe”.

Allora, io spero che le parole del Presidente del Consiglio Draghi non vengano definitivamente e totalmente tradite in questa fase del “Milleproroghe” e ci possa essere quindi un atto di umanità, un atto di rispetto, un atto di coerenza, rispetto a quelle prime parole dette. È per questo che mi auguro che questo ordine del giorno venga accolto nella sua integrità. Grazie per l'attenzione (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. La ringrazio. Ha chiesto di parlare la deputata Pezzopane, per illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2845-A/11. Ne ha facoltà.

STEFANIA PEZZOPANE (PD). Grazie, Presidente. Insieme ai colleghi Morgoni e Verini, ho presentato questo ordine del giorno, che mette al centro dell'attenzione del Parlamento e del Governo la problematica delle aree terremotate, in particolare del Centro Italia. La collega Chiara Braga, nel suo intervento nel dibattito generale, ha sottolineato la necessità di mettere in campo, anche con questo Governo, azioni per completare il difficile e complesso processo di ricostruzione. Il Partito Democratico ogni giorno lavorerà perché questo accada e ogni giorno solleverà la necessaria attenzione, qualora ci fossero - ma speriamo di no - appunto distrazioni.

Nella legge di bilancio noi abbiamo ottenuto risultati importanti. In verità, dal “decreto Sisma” in poi, grazie a un lavorio frequente e tenace delle Commissioni, del Parlamento e del Governo, abbiamo ottenuto risultati che prima erano insperati, sia nei termini delle norme di semplificazione, ma anche in termini di risorse, sia per la ricostruzione privata, poi per la ricostruzione pubblica, ma anche per la ripresa economica e sociale.

È evidente ogni sforzo che abbiamo fatto dal “decreto Sisma” in poi con altri decreti: il “decreto Semplificazioni”, il “decreto Agosto” e poi gli ultimi strumenti. Servono, tutte queste norme e queste procedure, a rendere solido questo processo di ricostruzione, ad accelerarlo e a fare in modo che, oltre la ricostruzione materiale, ci sia anche ricostruzione economica e sociale.

In questo “decreto Milleproroghe” abbiamo proseguito il cammino, intervenendo e ottenendo risultati importanti, perché molte norme di cui chiedevamo la proroga sono state effettivamente prorogate. E questo è un beneficio per quei territori ed è anche un segno di attenzione da parte del Parlamento.

Ci sono, però, delle norme che non sono state purtroppo prorogate. Per questo nell'ordine del giorno noi puntualizziamo l'attenzione del Governo e del Parlamento anche su queste ulteriori proroghe, oltre quelle che già abbiamo ottenuto e che sono state assai importanti, dalla proroga dei mutui per la ricostruzione privata, alla proroga per sospendere il pagamento delle bollette, la proroga sulla TOSAP, la proroga per il doppio cratere. Insomma, abbiamo ottenuto dei bei risultati. Ma perché non completare? Perché non fare in modo che anche le altre proroghe vengano realizzate? Ecco quindi l'ordine del giorno, che chiede al Governo di proseguire il cammino e di non fermarsi.

Quali sono queste proroghe?

Innanzitutto, la proroga di un triennio per il pagamento delle rate dei mutui contratti con Cassa depositi e prestiti e il Ministero dell'economia. Questo riguarda i comuni dell'area cratere che, ovviamente, hanno bisogno di questa proroga in tempi assai rapidi. Poi la proroga al 31 dicembre anche del periodo di sospensione degli adempimenti finanziari, contabili e certificativi previsti dal testo unico degli enti locali. Quindi, la proroga dell'estensione fino al 31 dicembre del credito d'imposta; è importantissimo, perché consente alle imprese di utilizzare uno strumento utile per rilanciare la propria attività economica, colpita doppiamente sia dal terremoto, purtroppo, e poi dalle recenti vicende che hanno interessato tutta l'Italia, ma che, evidentemente, in una zona che già era in emergenza, producono un carico insopportabile. E, quindi, chiediamo anche di prorogare ulteriormente la misura a favore dei giovani imprenditori…

PRESIDENTE. Concluda.

STEFANIA PEZZOPANE (PD). …del Mezzogiorno, Resto al Sud. Grazie per l'attenzione.

PRESIDENTE. La deputata Ciaburro ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2845-A/33.

MONICA CIABURRO (FDI). Grazie, Presidente, Ministro. Con la collega Caretta abbiamo presentato questo ordine del giorno, che si riconduce a quella che è la finanziaria del 2021 in quanto, all'articolo 1, commi 69 e 70, ha permesso alle amministrazioni comunali di effettuare l'assunzione straordinaria di personale a tempo determinato e parziale, per la gestione delle pratiche gestionali relative al cosiddetto Superbonus 110. La misura del Superbonus sicuramente andrà a creare un movimento nel settore dell'edilizia del nostro Paese, prevedendo anche la possibilità di recuperare degli immobili anche in questa fase nella quale l'edilizia si era totalmente fermata. Però ciò che noi stiamo chiedendo, con questo ordine del giorno, per il quale avevamo presentato anche un emendamento, è la possibilità di prorogare questo tipo di assunzione anche nel 2022, visto che il Superbonus è stato prorogato. Ad oggi, purtroppo, la misura prevista dalla finanziaria prevedeva comunque per gli enti locali la possibilità di dare, entro il 30 gennaio, l'adesione a questa facoltà in deroga di prendere personale; credo che, soprattutto nei piccoli comuni, dove c'è carenza di personale (magari ci sono anche pochi residenti, ma tante strutture abitative) sicuramente si potrebbe verificare una mole di lavoro per gli uffici tecnici che non saranno in grado di affrontare, soprattutto nei tempi previsti dai lavori del Superecobonus.

Ecco, io credo sia necessario un aiuto concreto, considerate anche la disponibilità e l'attenzione, prevedendo questa deroga alle assunzioni, che è stata molto utile, e non capiamo perché non si possa prorogare anche per il prossimo anno, visto che la misura per la quale è stata determinata funzionerà anche il prossimo anno. Quindi, occorre dare un sostegno in deroga per prendere del personale propedeutico e aggiuntivo o, addirittura, unico in certi comuni per affrontare tutte quelle pratiche. Si parla di sburocratizzare e semplificare, ma ad oggi, la misura del Superbonus, seppure una misura molto utile, ha comunque all'interno tantissimi atti e certificazioni da fare, molti dei quali a carico degli enti locali. Quindi, tale proroga, rispetto alla possibilità da parte di questi comuni di avere un personale suppletivo all'interno degli uffici tecnici, è assolutamente necessaria per adempiere a tutte quelle incombenze che ricadranno su di loro; vi è anche il problema di dover affrontare ciò nei tempi giusti per continuare le pratiche, anche a fronte delle difformità o delle sanatorie che devono fare prima di poter iniziare tutto l'atto. Quindi, davvero saranno presi da tantissimi procedimenti che richiedono tempo e per i quali molti enti locali non sono assolutamente provvisti del personale necessario.

Quindi, con questo ordine del giorno chiediamo la proroga, almeno per la durata del Superbonus, per avere questo affiancamento. Senza considerare il fatto che, ad oggi, non è dato sapere ai comuni e agli enti per quanto inciderà il riconoscimento…

PRESIDENTE. Concluda.

MONICA CIABURRO (FDI). …da parte del Ministero e quindi non possono predisporre quegli atti necessari, quindi metterli in bilancio e cambiare il fabbisogno.

PRESIDENTE. La deputata Moretto ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2845-A/37.

Voglio però ricordare che alle 13 è prevista la sospensione della seduta e abbiamo ancora due interventi, quindi faccio conto sul vostro senso di responsabilità, per tentare di concludere e quindi procedere alle sanificazioni e a tutto quello che è necessario prima della riapertura delle 15. Prego.

SARA MORETTO (IV). Grazie, Presidente, Sarò brevissima perché l'ordine del giorno che ho depositato, il n. 37, è molto chiaro. Quello che si chiede al Governo è l'impegno a risolvere una questione annosa che, da anni, periodicamente, mette in difficoltà migliaia di imprese del settore dell'autoriparazione e della trasformazione dei veicoli. Di nuovo, a seguito di una recente sentenza della Corte di cassazione, si è messo in dubbio la possibilità per questi artigiani, per queste attività di impresa, di poter circolare, attraverso la targa prova, su veicoli già immatricolati, a seguito delle riparazioni effettuate. E' evidente che, quando si interviene su un veicolo per ripararlo o per trasformarlo, è necessario poi verificarne la funzionalità attraverso la prova su strada. Questa è consentita per alcune altre categorie ma, se la sentenza della Cassazione fosse applicata, sarebbe impedita a queste imprese. Si tratta di un settore che, pur non obbligato alla chiusura, in questi mesi ha vissuto molte difficoltà, ha visto una riduzione dell'attività conseguente alla riduzione della mobilità di tutti i cittadini, subisce a cascata le difficoltà delle imprese che hanno flotte e che hanno visto ridurre la loro attività. Quindi, questa sarebbe un'ulteriore stangata su imprese, spesso piccole, che invece, attraverso questa prova su strada, riescono, invece, a svolgere appieno la propria attività. Quindi, il mio ordine del giorno chiede un impegno ad un chiarimento normativo, una cosa semplice, che può avvenire senza alcun costo per lo Stato, ma che darebbe, invece, grande sollievo a migliaia di imprese che attendono da noi delle risposte concrete, anche piccole come questa, ma che per loro sono molto importanti. Grazie.

PRESIDENTE. La deputata Ruffino ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/2845-A/8. E' l'ultimo intervento della mattinata. Prego, a lei la parola.

DANIELA RUFFINO (MISTO-C!-PP). Grazie, Presidente, per la parola, cercherò di essere velocissima. Vorrei soltanto ricordare, a lei e all'Aula, tutte le difficoltà in cui si trovano oggi i nostri enti locali, in particolare i piccoli comuni. Il tema dell'ordine del giorno n. 8 è relativo alla carenza dei segretari comunali. Sappiamo tutti quanto sia stringente il blocco delle assunzioni, la diminuzione, oramai direi quasi irreversibile, dei funzionari che sono iscritti all'albo. Desidero anche ricordare che, in molte regioni, purtroppo, il segretario comunale manca in oltre la metà dei comuni. Definisco questa una vera emergenza. Aggiungiamo poi il tema della pandemia che ha rallentato, ovviamente, le procedure di reclutamento. Il rischio è quello di paralizzare l'attività dei comuni, ma è anche quello di mettere in seria difficoltà i nostri amministratori. Sappiamo tutti bene quale sia il ruolo del segretario comunale. Teniamo conto che molti dei nostri amministratori portano avanti un'attività di puro volontariato; hanno la loro attività lavorativa. E' diventato quasi impossibile convocare una giunta piuttosto che un consiglio comunale.

Io credo che il Governo non possa dimenticarsi di questa realtà così importante ed è per questo che nell'ordine del giorno io richiedo l'estensione, da 3 a 5 anni, dell'efficacia della disciplina transitoria. La reggenza a scavalco certamente bisogna dire che genera frammentazione e vi è l'aspetto importantissimo, quello del ruolo dei vicesegretari; quindi, l'iscrizione all'albo dei vicesegretari, che sono nominati ovviamente all'interno dell'amministrazione comunale, ma che abbiano assolto l'obbligo formativo. Quindi, una possibilità semplice sicuramente di porre fine a un'emergenza e anche di dare dignità ai nostri comuni.

PRESIDENTE. Si sono così conclusi gli interventi per l'illustrazione degli ordini del giorno. Sospendiamo l'esame del provvedimento, che riprenderà nella parte pomeridiana della seduta con il parere del Governo sugli ordini del giorno. Avverto che alle ore 15 il Presidente della Camera commemorerà l'ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci, uccisi in Congo. La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.

La seduta, sospesa alle 13, è ripresa alle 15,05.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ROBERTO FICO

Missioni.

PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Brescia, Casa, Cirielli, Delmastro Delle Vedove, Gebhard, Giachetti, Invernizzi, Lollobrigida, Lorefice, Maggioni, Palazzotto, Perantoni, Schullian, Serracchiani, Silli, Sisto e Tasso sono in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta.

I deputati in missione sono complessivamente 67, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto della seduta odierna.

Commemorazione delle vittime dell'attacco nella Repubblica democratica del Congo.

PRESIDENTE. (Si leva in piedi e, con lui, l'intera Assemblea e i membri del Governo). Care colleghe e cari colleghi, come sapete, ieri l'ambasciatore d'Italia nella Repubblica Democratica del Congo, Luca Attanasio, e il carabiniere Vittorio Iacovacci sono rimasti uccisi, unitamente al loro autista, nel corso di un attacco messo in atto contro un convoglio delle Nazioni Unite nei pressi della città di Goma. Siamo addolorati e costernati per questo atto di incomprensibile e vigliacca ferocia contro due nostri connazionali che erano impegnati, nell'ambito dei propri ruoli, in un'azione internazionale di sostegno e di solidarietà nei confronti della popolazione locale.

Per esprimere personalmente, a nome della Camera dei deputati, la solidarietà e la vicinanza ai familiari delle vittime, ho trasmesso ieri una lettera al Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ed una al comandante generale dell'Arma dei carabinieri, generale Teo Luzi. Ritengo sia anche doveroso, in questo momento, esprimere riconoscenza ed apprezzamento a tutto il personale della rete diplomatica e dell'Arma dei carabinieri che, con professionalità e dedizione, esercita i propri doveri di ufficio anche nei contesti più difficili in tutto il mondo (Applausi), contribuendo ad iniziative internazionali per il mantenimento della pace e per la promozione dei diritti umani. Ne è testimonianza il premio Nassiriya per la pace conferito nel 2020 all'ambasciatore Attanasio “per il suo impegno volto alla salvaguardia della pace tra i popoli”, nonché “per aver contribuito alla realizzazione di importanti progetti umanitari distinguendosi per l'altruismo, la dedizione e lo spirito di servizio a sostegno delle persone in difficoltà”. Mi piace ricordare che anche la Camera dei deputati aveva potuto apprezzare direttamente le grandi qualità umane e professionali dell'ambasciatore Attanasio - allora consigliere presso l'Ambasciata d'Italia in Nigeria - nel corso della visita che la Presidente Boldrini effettuò nel maggio del 2017.

Vi invito ad osservare un minuto di silenzio in memoria delle vittime (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio - Applausi).

Si riprende la discussione.

(Ripresa esame degli ordini del giorno - A.C. 2845-A)

PRESIDENTE. Riprendiamo il seguito della discussione del disegno di legge n. 2845-A. Ricordo che nella parte antimeridiana della seduta si è conclusa la fase di illustrazione degli ordini del giorno.

Avverto che gli ordini del giorno nn. 9/2845-A/23 Vanessa Cattoi, 9/2845-A/112 Emanuela Rossini, 9/2845-A/125 Cavandoli, 9/2845-A/129 Frate e 9/2845-A/147 Lucchini sono stati ritirati dai presentatori.

Invito il rappresentante del Governo ad esprimere il parere sugli ordini del giorno presentati.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Grazie Presidente. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/1 Pagani il parere è favorevole con una riformulazione che leggo di seguito: “impegna il Governo, in deroga alle disposizioni in materia di alloggi di servizi del Ministero della Difesa, contenute nel codice dell'ordinamento militare di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010 n. 66, a sospendere fino al 30 giugno 2021 tutti gli atti di recupero forzoso di alloggi di servizio nei confronti dei conduttori ai sensi dell'articolo 307 del codice dell'ordinamento militare, ancorché conduttori in situazioni di concessione scaduta, ivi compresi gli utenti di alloggi caratterizzati da situazioni eccezionali certificate dall'amministrazione della difesa, per i quali può essere estesa l'applicazione dell'articolo 331 del DPR n. 90 del 2010”.

L'ordine del giorno n. 9/2845-A/2 Benigni viene accolto come raccomandazione, come anche il n. 9/2845-A/3 Sorte. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/4 Napoli c'è un parere favorevole con una riformulazione, all'inizio della premessa: “a valutare la possibilità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/5 Gagliardi il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/6 Silli il parere è favorevole con una riformulazione, sostituendo le parole: “l'opportunità” con: “la possibilità”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/7 Pedrazzini, il parere è favorevole se riformulato come l'ordine del giorno n. 9/2845-A/132 D'Orso. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/8 Ruffino il parere è contrario. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/9 Della Frera il parere è valutato come favorevole con una riformulazione: “a valutare la possibilità della previsione di un'ulteriore proroga”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/10 Madia il parere è favorevole ad eccezione del secondo impegno. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/11 Pezzopane il parere è favorevole con la riformulazione: “a valutare l'opportunità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/12 Fioramonti il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/13 Lattanzio il parere è favorevole con la riformulazione: “valutare l'opportunità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/14 Grillo il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/15 Trano il parere è contrario. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/16 Aprile il parere è contrario.

Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/17 Rospi il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/18 Bologna il parere è favorevole con una riformulazione che inserisca: “nel rispetto degli equilibri della finanza pubblica”.

Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/19 Dieni il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare la possibilità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/20 Viviani, il parere è favorevole con la riformulazione: “a valutare la possibilità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/21 Lovecchio il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/22 Ceccanti il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “impegna il Governo a porre in essere ogni iniziativa volta, in continuità di dialogo con il Parlamento, ad evitare, ove possibile, la confluenza tra diversi decreti-legge, in linea anche con l'ordine del giorno Ceccanti n. 9/2835-A/10”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/23 Vanessa Cattoi, il parere è favorevole con la riformulazione che prevede “la possibilità di”.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno n. 9/2845-A/23 Vanessa Cattoi è stato ritirato.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Benissimo. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/24 Marco Di Maio il parere è favorevole con l'inserimento di una riformulazione che indica: “e compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica”.

Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/25 Paita il parere è favorevole con la riformulazione: “a valutare la possibilità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/26 Pagano il parere è favorevole se all'interno del secondo impegno inseriamo: “nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica”.

Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/27 Lupi il parere è favorevole con riformulazione, inserendo: “a valutare l'opportunità di”.

PRESIDENTE. Preciso che l'ordine del giorno n. 9/2845-A/26 è di Ubaldo Pagano, favorevole con la riformulazione che ha letto.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/27 Lupi, dicevo che il parere è favorevole con l'inserimento di “a valutare l'opportunità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/28 Plangger il parere è favorevole con l'inserimento di: “valutare la possibilità di”. L'ordine del giorno n. 9/2845-A/29 Osnato è accolto come raccomandazione.

Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/30 Albano il parere è favorevole con la seguente riformulazione: dopo la parola “adottare” inserire “compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/31 Rotelli il parere è favorevole.

Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/32 Frassinetti il parere è favorevole inserendo: “a valutare la possibilità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/33 Ciaburro il parere favorevole inserendo: “a valutare la possibilità”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/34 Caretta il parere è favorevole inserendo: “a valutare la possibilità”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/35 Bucalo il parere è favorevole espungendo le parole: “anche in organico di fatto”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/36 Mollicone c'è un invito al ritiro. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/37 Moretto il parere è favorevole inserendo la riformulazione: “valutare l'opportunità di”.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno n. 9/2845-A/38 Scanu è ritirato.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/39 Sarli il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/40 D'Ippolito il parere è favorevole se si espungono nel primo impegno le parole da “anche” fino ad “attuazione”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/41 Vianello il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/42 Ilaria Fontana il parere è favorevole inserendo la riformulazione: “a valutare la possibilità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/43 Deiana il parere è favorevole inserendo la riformulazione: “a valutare la possibilità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/44 Terzoni il parere è favorevole inserendo: “la possibilità di prevedere”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/45 Zolezzi il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “a valutare l'opportunità, compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica” e “di garantire la continuità di procedure connesse con l'attività di ricostruzione legata agli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 in Lombardia e in Emilia-Romagna”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/46 Giuliano il parere è favorevole. L'ordine del giorno n. 9/2845-A/47 Maraia è accolto come raccomandazione espungendo le parole: “più incisivi”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/48 Trizzino il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/49 Misiti il parere è favorevole con la riformulazione: “a valutare la possibilità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/50 Nappi il parere è favorevole se espunti gli ultimi tre capoversi della premessa e sostituendo nell'impegno: “opportunità” con: “possibilità”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/51 Villani il parere è favorevole.

Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/52 Nesci il parere è favorevole con la riformulazione: “a valutare la possibilità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/53 Bilotti è favorevole con la riformulazione degli impegni cambiando “opportunità” con “possibilità”. Sugli ordini del giorno nn. 9/2845-A/54 Mammì e 9/2845-A/55 Ianaro i pareri sono favorevoli. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/56 Papiro il parere è favorevole con la riformulazione: “compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/ 57 Dori il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/58 D'Uva il parere è favorevole. L'ordine del giorno n. 9/2845-A/59 Grippa è ritirato. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/60 Vacca il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/61 Bella il parere è favorevole a condizione che l'impegno sia riformulato come segue: “a valutare l'opportunità di consentire l'operatività ai lavoratori in possesso di un sistema di gestione della qualità, introducendo un periodo transitorio che consenta di conseguire l'accreditamento entro il 30 giugno 2022 da un organismo di parte terza, accreditato ai sensi della norma ISO/IEC 17021.”

Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/62 Casa il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/63 Gallinella il parere è favorevole con riformulazione, inserendo “a valutare la possibilità di prevedere”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/64 Cadeddu il parere è favorevole con la riformulazione: “a valutare la possibilità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/65 Gagnarli il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/66 Pignatone c'è un invito al ritiro o parere contrario...

PRESIDENTE. L'ordine del giorno Pignatone n. 9/2845-A/66 è ritirato.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Perfetto. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/67 Cassese il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/68 Amitrano il parere è favorevole se è espunto “nel primo provvedimento utile”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/69 Businarolo il parere è favorevole con la riformulazione: “a valutare l'opportunità, compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/70 Martinciglio: raccomandazione. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/71 Cancelleri il parere è favorevole con la riformulazione: “a valutare la possibilità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/72 Tripodi…

PRESIDENTE. L'ordine del giorno n. 9/2845-A/72 Elisa Tripodi è ritirato.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/73 Cirielli c'è un invito al ritiro o parere contrario. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/74 Noja il parere è favorevole. L'ordine del giorno n. 9/2845-A/75 Zucconi è accolto come raccomandazione se è espunto il settimo capoverso della premessa. L'ordine del giorno n. 9/2845-A/76 Donzelli è accolto come raccomandazione. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/77 Galantino il parere è favorevole con la riformulazione: “a valutare la possibilità, compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/78 Delmastro Delle Vedove il parere è favorevole se riformulato come l'ordine del giorno n. 9/2845-A/46, altrimenti invito al ritiro. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/79 Silvestroni c'è un invito al ritiro o parere contrario. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/80 Rampelli il parere è favorevole se riformulato come l'ordine del giorno n. 9/2845-A/1. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/81 Varchi il parere è favorevole se riformulato come l'ordine del giorno n. 9/2845-A/91 Emiliozzi. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/82 Lucaselli il parere è favorevole con riformulazione, inserendo “a valutare l'opportunità di” ed espungendo gli ultimi due capoversi della premessa. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/83 Gemmato il parere è favorevole. L'ordine del giorno n. 9/2845-A/84 Butti è accolto come raccomandazione. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/85 Mantovani il parere è favorevole se riformulato come l'ordine del giorno n. 9/2845-A/132. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/86 Lollobrigida il parere è contrario sulle premesse e favorevole agli impegni, se riformulato nel modo seguente: “impegna il Governo ad assumere tutte le iniziative al fine di tutelare uno dei comparti (…)” e poi di seguito il resto così com'è. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/87 Montaruli il parere è favorevole con la riformulazione: “a valutare l'opportunità di adottare un'ulteriore proroga dei versamenti”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/88 Prisco il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/89 Caiata il parere è favorevole con la riformulazione: “a valutare l'opportunità di”. Sugli ordini del giorno n. 9/2845-A/90 Corneli e n. 9/2845-A/91 Emiliozzi il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/92 Maggioni il parere è favorevole con la riformulazione: “a valutare la possibilità di”. Sugli ordini del giorno n. 9/2845-A/93 Molinari e n. 9/2845-A/94 D'Attis il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/95 Zangrillo vi è un invito al ritiro. Sugli ordini del giorno n. 9/2845-A/96 Dall'Osso e n. 9/2845-A/97 Spena il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/98 Rossello c'è un invito al ritiro…

PRESIDENTE. L'ordine del giorno n. 9/2845-A/98 Rossello è ritirato.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/99 Fitzgerald Nissoli il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a valutare la possibilità, mediante successivi interventi di natura legislativa o regolamentare, di attivarsi per disporre procedure maggiormente facilitate e semplificate per l'ottenimento dell'identità digitale per i nostri connazionali, anche mediante la predisposizione da parte degli identity provider di un servizio ad hoc per gli italiani all'estero, in collaborazione con i consolati e i patronati, per il rilascio dello SPID”.

Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/100 Bagnasco il parere è favorevole con la riformulazione: “a valutare la possibilità di prevedere”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/101 Giacomoni il parere è favorevole. L'ordine del giorno n. 9/2845-A/102 Prestigiacomo è accolto come raccomandazione, se riformulato sostituendo gli ultimi quattro capoversi delle premesse con i seguenti: “le tre camere di commercio avevano, infatti, deliberato il 21 febbraio 2015, con il provvedimento commissariale n. 2 per Catania e con i provvedimenti consiliari n. 2/2015 per Ragusa e n. 1/2015 per Siracusa, l'accorpamento delle tre strutture e la creazione di un unico ente; nei fatti l'accorpamento delle tre camere di commercio ha dovuto affrontare numerose difficoltà organizzative per imprese che devono essere poste nelle condizioni di poter lavorare serenamente sia dal punto di vista logistico sia dal punto di vista operativo; è dunque fondamentale valorizzare i sistemi imprenditoriali delle tre realtà territoriali, in particolare quelle più piccole, e gli operatori economici locali, raccomanda al Governo (…)”. E in più sostituire l'impegno con il seguente: “di adottare le opportune iniziative, anche di carattere normativo, al fine di procedere alla valorizzazione della realtà imprenditoriale della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura del sud-est Sicilia, con particolare attenzione a quelle dei sistemi imprenditoriali di più ridotte dimensioni relative alle aree di Siracusa e Ragusa, al fine di salvaguardare l'unitarietà della gestione delle realtà economiche territoriali”.

L'ordine del giorno n. 9/2845-A/103 Bartolozzi è accolto come raccomandazione con la riformulazione: “a valutare la possibilità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/104 D'Ettore il parere è favorevole con la riformulazione: “a valutare l'opportunità di adottare iniziative, anche di carattere normativo, al fine di prorogare al 30 giugno 2021, allocando gli occorrenti stanziamenti alle risorse del Fondo centrale di garanzia PMI in favore (…)” e il resto rimane tale e quale. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/105 Mazzetti il parere è favorevole come raccomandazione, premettendo le parole “a valutare l'opportunità di”. L'ordine del giorno n. 9/2845-A/106 Bond è accolto come raccomandazione. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/107 Versace il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/108 Siracusano il parere è favorevole con la riformulazione “a valutare la possibilità di adottare iniziative”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/109 Aprea il parere è favorevole con la riformulazione “a valutare la possibilità di adottare iniziative”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/110 Saccani Jotti il parere è favorevole con la seguente riformulazione, inserendo: “compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/111 Rizzetto il parere è favorevole se riformulato come l'ordine del giorno n. 9/2845-A/46. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/112 Rossini…

PRESIDENTE. L'ordine del giorno Emanuela Rossini n. 9/2845-A/112 è ritirato.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Sugli ordini del giorno n. 9/2845-A/113 Piccoli Nardelli e n. 9/2845-A/114 Prestipino il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/115 Bignami il parere è favorevole con la riformulazione: “compatibilmente con la normativa europea”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/116 Pizzetti il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “a valutare l'opportunità di adottare misure al fine di consentire anche per il 2021 l'accesso al credito d'imposta per la sanificazione e l'acquisto di dispositivi di protezione di cui all'articolo 125 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/117 Rixi il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “impegna il Governo a valutare l'opportunità: a) di consentire alle Autorità di sistema portuale, ove ne ricorrono le condizioni e nel rispetto degli equilibri di bilancio, di applicare anche per l'anno 2021 le riduzioni dei canoni previsti dall'articolo 199, comma 1, lettera a) del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, in relazione alla riduzione di fatturato registrata nel 2021 rispetto al 2019; b) di consentire, compatibilmente con la disciplina eurounitaria e ove ne ricorrano le condizioni, una modifica dei rapporti concessori in essere, al fine di tenere conto degli effetti derivanti dall'emergenza epidemiologica COVID-19 e di garantire l'equilibrio economico e finanziario delle concessioni medesime”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/118 Foti il parere è favorevole se riformulato come l'ordine del giorno n. 9/2845-A/132, oppure vi è un invito al ritiro o parere contrario. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/119 Berlinghieri il parere è favorevole con la riformulazione: “a valutare l'opportunità di”. L'ordine del giorno n. 9/2845-A/120 Gusmaroli è accolto come raccomandazione. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/121 Gerardi il parere è favorevole con la riformulazione, aggiungendo le parole: “compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica”. L'ordine del giorno n. 9/2845-A/122 Viscomi è accolto come raccomandazione. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/123 Trancassini c'è un invito al ritiro. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/124 Covolo il parere è favorevole con la riformulazione, aggiungendo le parole: “compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica”…

PRESIDENTE. L'ordine del giorno n. 9/2845-A/125 Cavandoli è ritirato.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/126 Tarantino il parere è favorevole con la seguente riformulazione: premettere le parole “compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica” e al terzo capoverso delle premesse espungere le parole da “le precedenti” fino a “italiani”. L'ordine del giorno n. 9/2845-A/127 Ferro è accolto come raccomandazione, premettendo le parole “a valutare la possibilità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/128 Magi il parere è favorevole con la riformulazione “a valutare l'opportunità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/129 Frate…

PRESIDENTE. L'ordine del giorno Frate n. 9/2845-A/129 è ritirato.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/130 Baldini il parere è favorevole con la riformulazione: “a valutare l'opportunità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/131 Bellucci, se è espunto il terzo capoverso delle premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “a valutare l'opportunità, compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica, di estendere le garanzie dello Stato per l'accesso al fondo PMI, di cui all'articolo 13 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, convertito con modificazioni dalla legge 5 giugno 2020, n. 40, prorogata fino al 30 giugno 2021 dall'articolo 1, comma 244, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, allocando gli occorrenti stanziamenti, anche agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/132 D'Orso il parere è favorevole. L'ordine del giorno n. 9/2845-A/133 Patelli è accolto come raccomandazione. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/134 Fiorini il parere è favorevole con la riformulazione: premettere “compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/135 Eva Lorenzoni il parere è favorevole con la riformulazione: “a valutare l'opportunità di”.

Ordine del giorno n. 9/2845-A/136 Patassini, favorevole aggiungendo le parole: “compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica”.

Ordine del giorno n. 9/2845-A/137 Bellachioma, favorevole, con riformulazione, premettendo le parole: “a valutare l'opportunità, compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica, di adottare le iniziative volte a differire il pagamento delle rate dei mutui in scadenza degli enti locali interessati dal sisma del centro Italia 2016-2017”.

Ordine del giorno n. 9/2845-A/138 Comaroli, è favorevole, a condizione che l'impegno sia riformulato come segue: “a concedere un lasso di tempo congruo per la sottoscrizione degli accordi bilaterali tra le regioni per il governo della mobilità sanitaria interregionale, per costruire la matrice dei flussi finanziari relativi alla compensazione tra le singole regioni e province autonome delle prestazioni sanitarie comprese nei livelli di assistenza rese ai cittadini in ambiti regionali diversi da quelli di residenza”. Su questo argomento vi è, appunto, un tavolo all'interno del Governo stesso. Ordine del giorno n. 9/2845-A/139 Boldi, favorevole, se riformulato come il n. 9/2845-A/128 Magi, nel testo riformulato con “a valutare l'opportunità”.

Ordine del giorno n. 9/2845-A/140 Lazzarini, favorevole. Ordine del giorno n. 9/2845-A/141 Tombolato, favorevole, se riformulato: da cinque anni a tre anni. Ordine del giorno n. 9/2845-A/142 Ribolla, favorevole con la riformulazione: “a valutare l'opportunità, compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica, di incrementare le risorse stanziate per la fruizione del credito d'imposta indicato in premessa”. Ordine del giorno n. 9/2845-A/143 Foscolo, favorevole, premettendo le parole: “compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica, di prorogare il regime di esenzione IVA” e il resto, poi, resta uguale. Ordine del giorno n. 9/2845-A/144 Tateo, favorevole con riformulazione, premettendo ad entrambi gli impegni: a valutare l'opportunità di, compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica. Ordine del giorno n. 9/2845-A/145 De Luca, favorevole con la riformulazione premettendo le parole: “a valutare la possibilità, compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica, di adottare le iniziative volte”, e di seguito resta come previsto inizialmente.

Ordine del giorno n. 9/2845-A/146 Panizzut, favorevole con riformulazione al secondo impegno, premettendo: “a valutare l'opportunità di”. L'ordine del giorno n. 9/2845-A/147 Lucchini è ritirato. Ordine del giorno n. 9/2845-A/148 Benvenuto, favorevole, sostituendo le parole da “provvedendo” a “decennio”, con le seguenti: “prorogando ulteriormente con gli equilibri di finanza”. Ordine del giorno n. 9/2845-A/149 Muroni, riformulato come l'ordine del giorno n. 9/2845-A/40. Ordine del giorno n. 9/2845-A/150 Fassina: Presidente, chiedo ancora qualche minuto per questo ordine del giorno, quindi chiedo di poter rinviare il parere.

PRESIDENTE. Lo accantoniamo, andiamo avanti.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Ordine del giorno n. 9/2845-A/151 Capitanio, favorevole, con l'inserimento: “a valutare la possibilità di”.

Ordine del giorno n. 9/2845-A/152 Battilocchio, è favorevole. Ordine del giorno n. 9/2845-A/153 Cestari, premettendo le parole: “a valutare la possibilità, compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica”. Ordine del giorno n. 9/2845-A/154 Flati, è favorevole: “a valutare l'opportunità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/155 Deidda, vi è un invito al ritiro o parere contrario. Ordine del giorno n. 9/2845-A/156 Paolo Russo, è favorevole, se vengono sostituite le parole: “l'opportunità” con “la possibilità”. Ordine del giorno n. 9/2845-A/157 Meloni, è favorevole, con la riformulazione: “a valutare la possibilità di”. Ordine del giorno n. 9/2845-A/158 Morrone, favorevole se, dopo le parole “le opportunità”, sono inserite le seguenti: “compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica”. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/159 Maschio c'è un invito al ritiro o parere contrario. Ordine del giorno n. 9/2845-A/160 Siragusa, è favorevole, se riformulato come l'ordine del giorno numero n. 9/2845-A/132. Ordine del giorno n. 9/2845-A/161 Giannone, è favorevole se riformulato, premettendo le parole: “a valutare la possibilità di”.

Ordine del giorno n. 9/2845-A/162 Vinci, è favorevole, se premesso: “valutare l'opportunità, compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica”.

Ordine del giorno n. 9/2845-A/163 Buratti, è favorevole, se è espunto l'ultimo capoverso dell'impegno.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Giachetti. Ne ha facoltà.

ROBERTO GIACHETTI (IV). Presidente, le chiedo scusa, ma io sono smarrito e, quindi, avrei bisogno del suo prestigioso intervento, anche in base a quanto previsto dal comma 2 dell'articolo 8, per aiutarmi a districare una questione.

PRESIDENTE. Prego, sono qui.

ROBERTO GIACHETTI (IV). Lo so, Presidente, infatti la ringrazio. Io penso che questo Governo dovrebbe cambiare molte cose e già il fatto che affrontiamo un decreto senza la fiducia lo ritengo un fatto molto positivo e penso che sia un passo in avanti importante. A questo si aggiunge, però, che noi sappiamo perfettamente che gli ordini del giorno, Presidente, sono la materia che è rimasta ai deputati, soprattutto quando ci sono dei decreti, per poter intervenire. Benissimo.

Nel corso del tempo avevamo imparato, signor Presidente, che quando facevamo degli ordini del giorno, per evitare che venissero riformulati o, addirittura, cassati dal Governo, era utile premettere le parole “a valutare l'opportunità di”. Ascoltando l'intervento - e so perfettamente che il Ministro trae quello che arriva dai diversi Ministeri, ma io ho bisogno che lei mi aiuti a capire, perché sono veramente confuso -, siamo passati a che tutti gli ordini del giorno dove c'erano le parole “a valutare l'opportunità di” vengono riformulati con le parole “a valutare la possibilità di” (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Ora io, francamente, non capisco la differenza semantica tra “a valutare l'opportunità di” e “a valutare la possibilità di”, anche perché, Presidente, quando il Governo deve riformulare lì dove non abbiamo messo “a valutare l'opportunità di” non mette “a valutare la possibilità di”, ma mette “a valutare l'opportunità di”. Allora, Presidente, per carità, va tutto benissimo, gli ordini del giorno sono quello che sono, però qualche certezza in quest'Aula la dovremmo avere dal Governo e lo dico perché faccio parte della maggioranza. Diteci che cosa dobbiamo scrivere negli ordini del giorno perché vengano accettati e non riformulati anche nelle virgole e nei trattini e diventa più semplice il lavoro per tutti quanti (Applausi dei deputati dei gruppi Italia Viva e Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Muroni. Ne ha facoltà.

ROSSELLA MURONI (LEU). Presidente, grazie. A chiedere di risentire la riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/2845-A/40, perché mi è stato detto che sul mio, che è il n. 9/2845-A/149, c'è un parere positivo solo se viene riformulato come il n. 9/2845-A/40. Siamo alla riformulazione della riformulazione, quindi volevo lumi sul contenuto della riformulazione.

PRESIDENTE. Qual è il suo numero?

ROSSELLA MURONI (LEU). Il mio ordine del giorno è il n. 9/2845-A/149, a firma Muroni e Fioramonti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Bellucci. Ne ha facoltà.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Grazie, Presidente. Vorrei fare un intervento sull'ordine dei lavori. Mi permetto un attimo di fare una parentesi rispetto al “Milleproroghe” e di richiamare la sua…

PRESIDENTE. Bellucci, le avevo dato, chiaramente, prima la parola. Almeno finiamo i pareri e, poi, gliela do, così concludiamo un attimo questa procedura.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Va bene, Presidente.

PRESIDENTE. Ministro D'Incà, può rileggere la riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/2845-A/40 D'Ippolito?

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Certo. Presidente. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/40 D'Ippolito il parere è favorevole se così riformulato: il primo impegno si mantiene da “a porre” fino a “PiTESAI”, espungendo da “anche” fino ad “attuazione”. Il secondo impegno viene mantenuto.

ROSSELLA MURONI (LEU). Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Può parlare anche dopo quando arriva il suo ordine del giorno.

ROSSELLA MURONI (LEU). Le premesse del mio ordine del giorno sono salve, cambia solo la parte degli impegni? Il n. 9/2845-A/149, Ministro.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. No, la riformulazione è come l'ordine del giorno n. 9/2845-A/40, non soltanto per quanto riguarda gli impegni.

PRESIDENTE. Facciamo così, quando arriviamo all'ordine del giorno ne parliamo, intanto così si fa anche una verifica. Per quanto riguarda l'intervento del deputato Giachetti, comprendo benissimo la questione, però è una questione che rimanda al Governo, perché è il Governo che riformula gli ordini del giorno. Ha chiesto di parlare la deputata Ciaburro, prego.

MONICA CIABURRO (FDI). Per chiedere al Ministro una precisazione e un chiarimento rispetto agli ordini del giorno n. 9/2845-A/33 e n. 9/2845-A/34, che hanno un parere favorevole se riformulati con “a valutare la possibilità di”. Sono già tutti e due previsti come “valutare l'opportunità di”, quindi non capisco dove sia questa riformulazione.

PRESIDENTE. Facciamo una sospensione di cinque minuti. La seduta è sospesa.

La seduta, sospesa alle 15,45, è ripresa alle 16.

PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare sull'ordine dei lavori la deputata Bellucci. Ne ha facoltà.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Grazie, Presidente, grazie di avermi ridato la parola. Le dicevo che volevo chiedere la pazienza dei colleghi in Aula e anche la sua per riproporle una questione che, lei sa, mi è molto cara e che già ho proposto alla sua attenzione alla fine dello scorso anno e poi mi sono ritrovata a ricordare questa assenza, questa mancanza, all'inizio del 2021. Presidente, sono 210 giorni dall'approvazione della legge che istituiva la Commissione d'inchiesta sulle case famiglia e sugli affidi. Quasi sette mesi da quella legge, che è stata approvata all'unanimità da questo Parlamento, ma ancora non ha visto l'avvio dei lavori. Nel mese di dicembre mi ero permessa di ricordarglielo perché a riempire le pagine dei giornali c'erano stati i fatti di Massa Carrara: otto persone arrestate, indagate, per abusi, maltrattamenti a danno dei minori e che vedevano coinvolti oltre al sindaco, a un giudice onorario, anche una cooperativa che gestiva la casa famiglia.

Presidente, che qui in Italia ci sia una questione che riguarda l'emergenza minori e, soprattutto, l'infanzia negata non è un parere di Fratelli d'Italia, ma è una certezza. In Italia, come lei sa benissimo, perché l'ha anche sottolineato la Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza, non si ha certezza del numero di minori che sono stati allontanati dalla propria famiglia, non se ne conoscono il nome e il cognome, da quanto tempo sono stati allontanati, per quanto tempo saranno allontanati, quando ritorneranno nelle braccia di giuste cure. Allora, Presidente, non sono certa che la Commissione d'inchiesta sia lo strumento che restituirà dignità e rispetto del supremo interesse del minore, io su questo non ho certezza, ma so altrettanto che questo Parlamento ha pensato che fosse lo strumento utile e necessario da introdurre per dare attenzione a quell'infanzia che è negata. Allora, siccome il Parlamento ha deciso questo, se i lavori della Commissione d'inchiesta non partono, non si può dire che questo Parlamento non sia complice di quell'infanzia negata (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Rispetto a questo, Presidente, io credo che siano ingiustificabili, intollerabili, non c'è motivazione che tenga, i 210 giorni di attesa. Io non so perché quella Commissione non ha visto ancora avviati i suoi lavori, non lo so, sono certa che Fratelli d'Italia e il suo capogruppo hanno dato i nomi dei membri che dovevano comporre la Commissione d'inchiesta. Allora, a questo punto io non mi voglio sentire complice di tali abusi, non mi voglio sentire complice di tali maltrattamenti, come non vogliono esserlo tutti i membri di Fratelli d'Italia. Se questi lavori non avranno avvio, gli altri o lei, anche, mi dispiace, Presidente, invece, sarete complici di tutti quei minori che hanno un'infanzia negata. Non ci sono priorità che tengano, perché, lo dico con il cuore in mano, in queste settimane in cui già volevo proporre la questione alcuni mi hanno detto: no, c'è un'emergenza del Governo, si deve fare il Governo, c'è un altro interesse da un punto di vista politico e comunicativo. Si è atteso, atteso e atteso, non si può più attendere! Si tratta di dare convocazione, con l'avvio della prima seduta, della Commissione d'inchiesta che è stata immaginata per dare luce allo scempio di quei minori che non hanno delle amorevoli cure. Allora, le chiedo di intervenire, glielo dico perché non si può più aspettare e, fintanto che questo non verrà fatto, le dico che io chiederò al mio capogruppo di prendere la parola tutte le settimane con un intervento, fintanto che la prima riunione non verrà convocata, perché non si può essere complici e, altrimenti, se no, voi sarete complici e siete complici (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia - La deputata Bellucci espone un cartello recante la scritta: “Siete complici”).

PRESIDENTE. Via i cartelli, per favore! Silvestroni, su che cosa?

MARCO SILVESTRONI (FDI). Sull'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Un attimo, do io la parola sull'ordine del giorno quando inizia il dibattito sugli ordini del giorno.

MARCO SILVESTRONI (FDI). Chiedo un accantonamento sull'ordine del giorno che avevo presentato al Governo…

PRESIDENTE. Ma sul suo?

MARCO SILVESTRONI (FDI). Sì, sul mio ordine del giorno a cui prima già è stato dato il parere. Siccome ho rilevato che è identico, in qualche maniera, a quello del collega Fassina…

PRESIDENTE. Quando arriviamo al suo ordine del giorno ci sarà la richiesta di accantonamento e faremo questo intervento. Intanto, volevo riferirmi alla deputata Bellucci. Il suo primo intervento rispetto a questa questione è stato, se non sbaglio, il 23 dicembre e io subito mi sono attivato per chiedere ai gruppi di dare i nomi per la composizione. Quindi, è una cosa che, in ogni caso, rifarò e chiamerò tempestivamente anche la Presidente del Senato, perché adesso ci sono delle questioni rispetto alle riproposizioni che vanno rifatte, anche rispetto ai nomi che erano stati dati. Quindi dovremo vedere, anche perché ci saranno nuovi gruppi che probabilmente si formeranno, al Senato uno si è formato, e dobbiamo comprendere come riuscire a stabilire e a far procedere il tutto il più velocemente possibile.

Quindi dovremo vedere, anche perché ci saranno nuovi gruppi che probabilmente si formeranno - al Senato uno si è formato - e dobbiamo comprendere come riuscire a stabilire e a far procedere il tutto il più velocemente possibile. Comunque, è un impegno che mi sento di prendere, e che avevo già preso il 23 dicembre quando tempestivamente avevo mandato una lettera a tutti i gruppi che ancora non avevano dato i nomi. Quindi, ascolto il suo appello.

Si riprende la discussione.

(Ripresa esame degli ordini del giorno - A.C. 2845-A)

EDOARDO ZIELLO (LEGA). Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

EDOARDO ZIELLO (LEGA). Solo per comunicare, Presidente, che accettiamo tutte le riformulazioni proposte dal Governo.

PRESIDENTE. Quindi, iniziamo dall'ordine del giorno n. 9/2845-A/1 Pagani, favorevole con riformulazione: accetta la riformulazione? Va bene. Ordine del giorno n. 9/2845-A/2 Benigni, accolto come raccomandazione; va bene. Ordine del giorno n. 9/2845-A/3 Sorte, accolto come raccomandazione. Ordine del giorno n. 9/2845-A/4 Napoli, favorevole con riformulazione, va bene.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Montaruli. Ne ha facoltà.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Presidente, noi abbiamo fatto una sospensione perché il Governo doveva chiarirsi sulla differenza tra “opportunità” e “possibilità” e visto che questo è il Governo dei migliori volevo ascoltare la migliore spiegazione possibile in termini di fantasia su che cosa potesse essere questa benedetta distinzione tra opportunità e possibilità (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Non può andare avanti, perché se lei non me lo spiega, se il Governo non me lo spiega, io non riesco a seguire, da ignorante quale sono di fronte al Governo dei migliori, questa differenza che mi permetterebbe di capire gli ordini del giorno che il Governo intende riformulare secondo questa distinzione fantastica (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. La questione è chiara.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Presidente, premesso che non mi sento un “migliore”, per cui credo di stare dalla stessa parte, assolutamente non vorrei, però volevo semplicemente identificare la differenza tra l'opportunità e la possibilità: mentre l'opportunità è una scelta tecnica, la possibilità è una scelta discrezionale e, quindi, abbiamo in qualche maniera cercato di poter individuare un passaggio diverso. Tra l'altro, la scelta fatta è stata condivisa da tutti i gruppi di maggioranza durante la verifica degli ordini del giorno.

PRESIDENTE. Ordine del giorno n. 9/2845-A/4 Napoli, favorevole con riformulazione, avevamo detto che va bene. Ordine del giorno n. 9/2845-A/5 Gagliardi, favorevole. Ordine del giorno n. 9/2845-A/6 Silli favorevole con riformulazione, va bene. Ordine del giorno n. 9/2845-A/7 Pedrazzini, favorevole con riformulazione, va bene. Ordine del giorno n. 9/2845-A/8 Ruffino, contrario. Deputata Ruffino? Vuole che… no, perfetto. Ordine del giorno n. 9/2845-A/9 Della Frera, favorevole con riformulazione, accetta? Sorte? Va bene. Ordine del giorno n. 9/2845-A/10 Madia, favorevole con riformulazione rispetto a un impegno, va bene. Ordine del giorno n. 9/2845-A/11 Pezzopane? Va bene. Ordine del giorno n. 9/2845-A/12 Fioramonti, favorevole. Ordine del giorno n. 9/2845-A/13 Lattanzio, favorevole con riformulazione? Va bene. Perfetto. Ordine del giorno n. 9/2845-A/14 Grillo, favorevole. Ordine del giorno n. 9/2845-A/15 Trano, contrario.

Ha chiesto di parlare il deputato Trano. Ne ha facoltà.

RAFFAELE TRANO (MISTO). Presidente, chiedo di mettere in votazione, ovviamente, l'ordine del giorno e anche di intervenire se è possibile.

PRESIDENTE. Prego, certo, è possibile.

RAFFAELE TRANO (MISTO). Presidente, a me non stupisce il parere negativo sull'ordine del giorno, visti anche gli emendamenti che trattavano il tema del bando sul concorso delle Forze armate. Però, io non capisco davvero l'ostinazione di voler bandire nuovi concorsi e non far scorrere le graduatorie in tempo di COVID, perché sono passati ormai diversi anni e, in particolare, sono due anni e mezzo che non si assumono ufficiali nel ruolo speciale.

Vorrei fare l'ultimo esempio che è avvenuto pochissimi giorni fa sul concorso che si sarebbe dovuto svolgere nella città di Foligno. Non metto in dubbio che questa caserma abbia tutti i presidi e tutte le precauzioni per le misure sul COVID, però ci dobbiamo anche rendere conto che partono candidati da tutta Italia, nel caso di specie sono circa 1.500 persone; partono da tutte le regioni d'Italia per fare questo concorso, che prevede fino ad otto giorni di prove, in tempi anche scanditi non ravvicinati. Pertanto, non capisco davvero questa ostinazione di non far scorrere le graduatorie di idonei non vincitori, ma parliamo anche di graduatorie abbastanza vicine nel tempo, quindi non è che questi militari hanno avuto dei mutamenti nelle loro condizioni fisiche o psicofisiche.

L'ostinazione di voler bandire sempre nuovi concorsi, quando invece possono scorrere queste graduatorie, non mi sembra una scelta di buonsenso. Proprio in questo concorso di Foligno i candidati hanno appreso, mentre stavano viaggiando per andare a partecipare a quest'ultimo concorso, che è stato annullato e che la città di Foligno addirittura è stata dichiarata zona rossa rafforzata, quindi con la massima allerta per quel territorio e con l'estensione fino al 28 febbraio. Quindi, parliamo di una cosa assurda e il Governo, questo nuovo Governo dei competenti e degli esperti, ci dovrebbe spiegare in che modo loro intendono affrontare questo grosso problema. Pertanto, magari - il Ministro D'Incà vedo che è indaffarato in altre cose - se almeno ci potessero dare un'indicazione per cui il parere è negativo, perché sinceramente non lo devono spiegare soltanto al sottoscritto, ma a tanti e tantissimi partecipanti a questi concorsi che vedono questo tira e molla, ma non capiscono mai quale sarà il loro percorso reale per poter affrontare in modo sereno questa prova, ammesso che lo debbano fare; secondo me, è meglio che scorrano le graduatorie, andando anche a riempire i vuoti di organico che ci sono, purtroppo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Deidda. Ne ha facoltà.

SALVATORE DEIDDA (FDI). Grazie, Presidente. Ringrazio anche il collega che ha posto questo tema, perché la richiesta di sospensione dei vari concorsi militari noi l'avevamo posta mesi fa, prima anche dell'estate, perché chiudiamo, blocchiamo tutti i concorsi pubblici e poi non si spiega come è possibile che magari per i concorsi militari sia possibile andare avanti. Ma ciò rientra anche in richieste già fatte. Mi ricordo che il sottosegretario Calvisi rispose a una nostra interrogazione e proprio il giorno in cui rispose la Marina bloccò il concorso all'epoca perché c'era un'evidente impossibilità a partecipare. Anche perché, poi, come si può recuperare? Un militare che deve partecipare a un concorso e poi è positivo e quindi non lo può dare, quando recupererà? Lo perde? No, mi sembra illegittimo.

Quindi, si era chiesto lo scorrimento delle graduatorie, lo chiediamo sempre lo scorrimento delle graduatorie, anche perché - e anche il mio ordine del giorno è in questo senso - qua fuori stamattina… mi dispiace per tanti colleghi che nei mesi passati si sono avvicinati a quei poveri ragazzi che manifestavano e che oggi sono rimasti abbandonati. Un tempo eravamo di più, c'era più gente - non solo Fratelli d'Italia - con quei ragazzi, a promettere lo scorrimento delle graduatorie delle Forze armate e delle Forze di polizia. E su questo noto anche che non c'è una certa discontinuità, lo dico con amicizia a molti colleghi con cui commentavamo tutti i pareri sugli ordini del giorno con “a valutare l'opportunità di”, “la possibilità di” e altre cose.

Neanche un ordine del giorno! C'è una certa continuità con quello che è avvenuto in questi anni e i commenti che facevamo fra noi erano che era insopportabile che il Parlamento non potesse dare un'indicazione vincolante al Governo. Per questo motivo lo sottoscrivo, chiedo l'autorizzazione al collega e annuncio il voto favorevole di Fratelli d'Italia (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

Per questo motivo lo sottoscrivo, chiedendo l'autorizzazione al collega, e annuncio il voto favorevole di Fratelli d'Italia (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/15 Trano, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 18).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/16 Aprile, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 19).

Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/17 Rospi, il parere è favorevole. Ordine del giorno n. 9/2845-A/18 Bologna, parere favorevole con riformulazione che viene accettata. Ordine del giorno n. 9/2845-A/19 Dieni, parere favorevole con riformulazione.

Ha chiesto di parlare il deputato Federico. Ne ha facoltà.

ANTONIO FEDERICO (M5S). Grazie, Presidente. Solo per comunicare che su questo e su tutti gli altri ordini del giorno del MoVimento 5 Stelle dichiaro accolte tutte quante le proposte di riformulazione da parte del Governo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)

PRESIDENTE. Perfetto.

Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione degli ordini del giorno n. 9/2845-A/20 Viviani, n. 9/2845-A/21 Lovecchio e n. 9/2845-A/22 Ceccanti.

Ha chiesto di parlare il deputato Fiano. Prego.

EMANUELE FIANO (PD). Presidente, anche per il gruppo del Partito Democratico vale parimenti: sono accolte tutte le riformulazioni.

PRESIDENTE. Grazie. Prendo atto che dall'ordine del giorno n. 9/2845-A/24 Marco Di Maio all'ordine del giorno n. 9/2845-A/32 Frassinetti, i presentatori non insistono per la votazione.

Ordine del giorno n. 9/2845-A/29 Osnato, è accolto come raccomandazione.

Prendo atto che sugli ordini del giorno n. 9/2845-A/33 Ciaburro, n. 9/2845-A/34 Carretta e n. 9/2845-A/35 Bucalo, i presentatori non insistono per la votazione.

Ordine del giorno n. 9/2845-A/36 Mollicone, c'è un invito al ritiro.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Prego, Ministro D'Incà.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Presidente, volevo modificare il parere sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/36 Mollicone. Potremmo cambiare con un parere favorevole con la seguente riformulazione: terrei soltanto il primo capoverso delle premesse, togliendo le parole “poco incisivi”, mentre sugli impegni terrei il punto a) e il punto c).

PRESIDENTE. Deputato Mollicone?

FEDERICO MOLLICONE (FDI). Sì, considerando che gli impegni erano la parte cogente più importante dell'ordine del giorno, accetto.

PRESIDENTE. Perfetto, quindi è accettata la riformulazione. Ordine del giorno n. 9/2845-A/37 Moretto, favorevole con riformulazione. Prego, deputata Moretto.

SARA MORETTO (IV). Grazie Presidente, solo per segnalare, come ho anticipato al Ministro, che mi pare che la riformulazione richiesta sia in realtà già contenuta nel testo dell'ordine del giorno. La formula “a valutare l'opportunità di” è già nella formulazione degli impegni. Se c'è questa verifica, quindi, potrebbe essere approvato così com'è, senza riformulazione.

PRESIDENTE. Va bene, quindi, il parere è favorevole.

Prendo atto che, dall'ordine del giorno n. 9/2845-A/37 Moretto all'ordine del giorno n. 9/2845-A/46 Giuliano, i presentatori non insistono per la votazione.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Prego, Ministro D'Incà.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Presidente c'è una modifica da fare sul n. 9/2845-A/44 Terzoni. Per quanto riguarda il primo impegno rimane “a prevedere”, mentre al secondo impegno si mantiene, come da riformulazione precedente indicata, la formula “a valutare la possibilità di”.

PRESIDENTE. È accolta, Terzoni? Va bene. Chiaramente su quelli precedenti, i presentatori non insistono per la votazione.

Dall'ordine del giorno n. 9/2845-A/45 Zolezzi all'ordine del giorno n. 9/2845-A/69 Businarolo, i presentatori non insistono per la votazione. Ordine del giorno n. 9/2845-A/70 Martinciglio, è accolto come raccomandazione. Ordine del giorno n. 9/2845-A/71 Cancelleri, favorevole con riformulazione.

Ordine del giorno n. 9/2845-A/73 Cirielli, c'è invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario: lo pongo in votazione o accetta l'invito al ritiro, Cirielli?

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/73 Cirielli, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 20).

Ordine del giorno n. 9/2845-A/74 Noja, non insiste per la votazione.

Ordine del giorno n. 9/2845-A/75 Zucconi, accolto come raccomandazione. Prego Zucconi.

RICCARDO ZUCCONI (FDI). Chiaramente, signor Presidente, che venga accolto come raccomandazione e poi, se non mi sbaglio, anche riformulato…

PRESIDENTE. Sì, esatto.

RICCARDO ZUCCONI (FDI). Voglio dire, mi sembra una cattiveria quasi, quasi. Noi con questo ordine del giorno volevamo soprattutto portare….Non funziona, mi sposto.

PRESIDENTE. Sì, cambi microfono, perché...

RICCARDO ZUCCONI (FDI). Sì, si è alterato anche il microfono. Però, il problema che noi volevamo segnalare è che a fronte di una disponibilità della Commissione europea, che prevedeva degli indennizzi fino al 90 per cento dei ricavi persi, il Governo precedente - ma questo, in questo momento, sta procedendo sulla stessa strada - ha instaurato una via, basata sui ristori, destinando le briciole rispetto ai ricavi persi; da questa strada non se ne esce. Noi volevamo indicare una strada alternativa, che in alcuni Paesi è stata percorsa, cioè quella intanto di mettere in sicurezza le aziende, andando sulle problematiche che riguardano i costi fissi, benedetti e santi.

Io voglio fare solo un esempio. Un'azienda che da ottobre praticamente non lavora e non lo farà fino a tutto marzo, in questi sei mesi, se ha un affitto di 10 mila euro al mese, con le varie Tari, COSAP, imposte, contributi INAIL e utenze, arriverà a riaprire con un debito di 120 mila euro. Allora, a fronte di questo, un'azienda si trova persa e se non ha pagato gli affitti è perché non aveva la liquidità per farlo, innestando una dinamica per cui, quando poi si andranno a riaprire le aziende, i proprietari giustamente reclameranno da quell'azienda, che ricomincia a lavorare, tutto il pregresso. Allora, avevamo proposto di interpretare le norme europee che ce lo consentano, in maniera tale da mettere in sicurezza le aziende. Ancora una volta insistete su questa strada che ha portato a dilapidare inutilmente miliardi e miliardi. Noi ve lo segnaliamo nuovamente con un ordine del giorno, ma capiamo che non lo potete accettare, perché 150 miliardi - di cui per la verità e per onestà intellettuale alcuni spesi dal punto di vista sanitario, ben vengano sicuramente -, quelli spesi per ristorare non hanno sortito nessun effetto. Cominciamo a pensare, visto che la pandemia non è di lì da risolversi, a un'altra mentalità per affrontare queste cose, altrimenti disperdiamo risorse e non risolviamo i problemi. Questo ordine del giorno stava a indicare che c'è il supporto delle normative europee; tutto qui.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/75 Zucconi.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 21).

Ordine del giorno n. 9/2845-A/76 Donzelli, accolto come raccomandazione. Va bene, perfetto. Ordine del giorno n. 9/2845-A/77 Galantino, favorevole con riformulazione. Ordine del giorno n. 9/2845-A/78 Del Mastro Delle Vedove, favorevole con riformulazione. Ha chiesto di parlare il deputato Delmastro Delle Vedove. Ne ha facoltà.

ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). Grazie, Presidente. Io voglio sperare nella genuinità, anzi credere nella genuinità, della offerta del Ministro D'Incà, laddove ha detto: “vabbe' accogliamo l'emendamento di Fratelli d'Italia sulla prescrizione, purché lo riformuli come l'emendamento 46 della maggioranza”. Però, Ministro, pur credendo nella sua più assoluta buona fede, allora, debbo concludere che devo temere i greci anche quando portano doni: il famoso Timeo Danaos et dona ferentis, perché nell'ordine del giorno 46 della maggioranza si parla di tutto, tranne che dell'istituto della prescrizione. Nell'ordine del giorno 46 della maggioranza voi vi impegnate a migliorare l'efficacia della giustizia: beh, sì, anche mia figlia Greta a dodici anni avrebbe saputo esprimere questo pensiero, glielo dico francamente. Nell'ordine del giorno 46 dite che rispetterete l'articolo 111 della Costituzione, il giusto processo: come avreste potuto fare diversamente? Nonostante Bonafede, anche voi vi fermate di fronte alla Costituzione. Quindi, vi ringrazio di scoprire che, grazie all'inserzione di forze del centrodestra, adesso voi volete anche rispettare la Costituzione in ordine al giusto processo. Ancora, avremmo dovuto accettare - sempre l'ordine del giorno 46 - che si impegna a rispettare i diritti fondamentali della persona: beh, grazie, non vivendo in una teocrazia tipo l'Iran, in Italia ci impegniamo, anche nel processo penale, a rispettare i diritti fondamentali della persona.

Tutto ciò per coprire, come una un'ignobile foglia di fico, la verità, cioè la verità è che non si può più neanche parlare dell'istituto di prescrizione in quest'Aula! Abbiamo delle mascherine sul volto che però, pare, che per i garantisti siano mascherine doppie in quest'Aula: non possono neanche più balbettare timidamente dell'istituto della prescrizione. Eppure, le Camere penali d'Italia ci avvisano, colleghi - non solo onorevoli ma anche avvocati - del fatto che l'istituto della prescrizione è a garanzia, l'unica garanzia, a presidio della ragionevole durata del processo. Eppure, 150 accademici d'Italia hanno firmato un appello, dicendovi: attenzione, non potete realizzare l'universo concentrazionario in terra, ove il cittadino viene piegato ad essere suddito e sottoposto indefinitamente a processo. Eppure, il primo presidente della Corte di cassazione vi ha avvisato di quali vulnus ai principi fondamentali della nostra Costituzione vi saranno, se verrà abolita completamente l'idea della prescrizione, secondo l'infausta - pensavamo - parentesi del “passaggio Bonafediano” nel Dicastero della giustizia.

E allora, ieri, ho sentito alcuni colleghi in quest'Aula che, sfidando il ridicolo, dicevano: solo in Italia c'è la prescrizione! Francia ce l'ha più corta di noi, Germania c'è l'ha; Spagna c'è la più corta di noi. E non è neanche difficile averla più corta di noi perché, signori, per richiamare a un senso di realtà tutta l'Aula, vi dico che il sequestro di persona a scopo di estorsione si prescrive in sessant'anni! Ma abolendo la prescrizione chi volete processare, i nipoti degli imputati o gli imputati? L'associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, Presidente, si prescrive in quarant'anni! Anche qui, chi volete processare i delinquenti, o i figli dei delinquenti? Ancora, l'omicidio stradale si prescrive in 18 anni, a meno che non vi siano altre ipotesi, se no si arriva a 45 anni! E' possibile in quest'Aula dire che non ci si può mettere più di 45 anni per accertare se vi è stato un omicidio stradale con colpa del conducente dell'autovettura?

Ma anche a tutela delle vittime, a chi daremo un risarcimento, ai nipoti delle vittime? E quello che io non posso tollerare è che voi crediate di poterci far abbassare, a noi di Fratelli d'Italia, su questo istituto di civiltà giuridica, per il quale siamo al fianco delle camere penali d'Italia, per il quale siamo al fianco, a schiena dritta, di 150 accademici d'Italia, per il quale siamo al fianco del primo presidente della Corte di cassazione, per il quale siamo affianco alle vittime che hanno diritto ad una giustizia certa e veloce, per il quale siamo affianco ai cittadini, che non sono sudditi sottoposti indefinitamente all'autorità giudiziaria. Cercate di blandirci dicendo: è identico a quello che abbiamo scritto noi di maggioranza, cioè rispetteremo i diritti fondamentali della persona umana. E' quello…

PRESIDENTE. Concluda. Deve concludere.

ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). …che chiediamo al Qatar. Faremo qualcosa in più del Qatar, in quest' Aula, quando parliamo di diritti delle vittime degli imputati (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Zanettin. Ne ha facoltà.

PIERANTONIO ZANETTIN (FI). Grazie, Presidente. Forza Italia si asterrà su questo ordine del giorno, così come si è astenuta ieri sull'emendamento presentato dal collega Delmastro Delle Vedove. Evidentemente, questo ordine del giorno ricalca la nostra posizione sulla prescrizione, sugli ordini del giorno e, dico, sugli emendamenti che avevamo presentato nel corso del dibattito.

Come già ho detto ieri, come atto di fiducia in un nuovo Ministro e una discontinuità forte rispetto al passato, all'oscurantismo al quale ci aveva abituato per tre anni il Ministro Bonafede, noi abbiamo rinunciato ai nostri emendamenti e abbiamo, con grande soddisfazione, rilevato che il Governo ha accolto l'ordine del giorno, firmato anche da noi, il numero 46.

Per certi versi ha ragione il collega Delmastro Delle Vedove, che dice: ma troviamo in quell'ordine del giorno un riferimento all'articolo 111 della Costituzione, che dovrebbe essere un qualcosa di scontato. Ebbene, dobbiamo rilevare che per anni, da parte del Ministro Bonafede, l'articolo 111 è stato calpestato. In quell'ordine del giorno ritroviamo il riferimento all'articolo 6 della CEDU. E' un passo avanti rispetto all'oscurantismo giuridico e manettaro al quale siamo stati abituati. Per questo noi, per quanto abbiamo già detto, su questo ordine del giorno ci asterremo.

PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di parlare il deputato Lollobrigida. Ne ha facoltà.

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). Collega Zanettin, mi permetta, a me qualcosa sfugge. Allora io, per aiutarla, chiedo la votazione per parti separate del presente ordine del giorno. Perché nelle premesse ci può stare l'astensione, perché uno può non essere d'accordo su qualche riga, ma le forze politiche, sull'impegno ad adottare ogni iniziativa necessaria al fine di superare, quanto prima, la riforma della prescrizione, voluta dal Ministro pro tempore Bonafede, o uno pensa che sia giusto, o uno pensa che è sbagliato. Quindi, diamo la possibilità alle forze politiche di decidere se è giusta o è sbagliata. Non c'è l'astensione tra le opzioni possibili su un impegno di questa natura.

Quindi, concludo: o uno ha un'idea e la difende… Capisco l'atteggiamento di legittimazione della nuova maggioranza e, quindi, uno si inquadra sul provvedimento e non lo modifica, ma sull'ordine del giorno, parliamo di un indirizzo, rifiutarsi anche di dare un indirizzo a me sembra un po' ponziopilatesco e, quindi, inviterei le forze politiche a una responsabilità: o “sì” o “no” rispetto a un impegno così chiaro (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Lollobrigida, solo per chiarire: si può votare il dispositivo prima e successivamente le premesse solo se il dispositivo viene accolto.

Ha chiesto di parlare il deputato Costa. Ne ha facoltà.

ENRICO COSTA (MISTO-A-+E-RI). Grazie, Presidente. Mi sembra che stiamo ritornando alla discussione che abbiamo già effettuato ieri, dove dal gruppo di Fratelli d'Italia viene una sollecitazione, un invito, un indirizzo all'Aula in una certa direzione che, non dobbiamo nascondercelo, è la direzione che abbiamo praticato fino a ieri per cercare di modificare la riforma di Bonafede sulla prescrizione. Una riforma che è nata, diciamo, ad effetto differito, perché prima avrebbe dovuto realizzarsi la riforma del processo penale. Questa, la vecchia maggioranza, non è stata in grado di realizzarla - né la vecchia né quella precedente sono state in grado di realizzarla - ed è entrata in vigore la riforma della prescrizione.

Non ci nascondiamo che all'interno della maggioranza ci sono due visioni sotto questo profilo: c'è chi vuole sospendere la riforma della prescrizione e poi avviare quella del processo penale, ci sono invece coloro che ritengono che possa continuare ad essere vigente la riforma della prescrizione in attesa della riforma del processo penale.

Noi, come maggioranza, nel rispetto del nuovo Ministro, che non ha ancora esposto le sue linee programmatiche, abbiamo trovato una sintesi su un ordine del giorno. Un ordine del giorno che afferma dei principi, non indica ancora delle direzioni chiare da portare avanti.

E' evidente che se non saremo soddisfatti di quelle che saranno le soluzioni concrete - e il Ministro D'Incà ieri ha detto: in tempi brevi si farà la sintesi, questo non mi è sfuggito e non ci è sfuggito - se in tempi brevi non si farà la sintesi, è chiaro che ogni forza politica cercherà di apportare le proprie proposte, cercherà di portare avanti le proprie produzioni normative.

Però oggi c'è un momento di sintesi. Noi non parteciperemo al voto - e lo ripeto - perché se io dovessi partecipare al voto voterei a favore di questo ordine del giorno; non potrei astenermi perché andrei in contraddizione rispetto a tutto quello che è il mio passato.

Chi si astiene prende una posizione di merito di indifferenza tra il voto favorevole all'ordine del giorno e il voto contrario di tutti coloro che fino a ieri hanno tenuto una posizione diversa. Questa è la nostra scelta, la scelta di Azione-+Europa-Radicali Italiani. Quindi, non parteciperemo al voto, attenderemo le proposte del Ministro Cartabia, le valuteremo, però è evidente che non vogliamo entrare in contraddizione con quanto abbiamo sempre affermato. Nel momento in cui si pensasse di risolvere nella riforma del processo penale, esattamente come ha fatto Bonafede, i temi della prescrizione, questo non ci troverebbe d'accordo. Questo deve rimanere agli atti parlamentari.

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/78 Delmastro Delle Vedove, con parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Tabacci, non l'avevo vista.

In questo momento stiamo votando il dispositivo, se il dispositivo verrà approvato saranno poi votate le premesse, altrimenti no.

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 22).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2845-A/79 Silvestroni, con un invito al ritiro. Ha chiesto di parlare il deputato Silvestroni. Ne ha facoltà

MARCO SILVESTRONI (FDI). Signor Presidente, chiedo l'accantonamento del mio ordine del giorno. Essendo in qualche maniera simile a quello presentato dal collega Fassina, chiedo l'accantonamento per vedere come verrà comunque riordinato l'ordine del giorno di Fassina ed eventualmente quindi accettare anche io la riformulazione così come la proporrà il Governo.

PRESIDENTE. Va bene, quindi l'ordine del giorno n. 9/2845-A/79 Silvestroni viene accantonato.

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2845-A/80 Rampelli, parere favorevole con riformulazione. Ha chiesto di parlare il deputato Rampelli. Ne ha facoltà

FABIO RAMPELLI (FDI). Presidente, non è chiara la riformulazione, se fosse possibile la vorrei riascoltare perché si dice che la riformulazione è come quella dell'ordine del giorno n. 9/2845-A/1 Pagani. Ora, io quella dell'ordine del giorno n 9/2845-A/1 non la conosco e quindi se fosse possibile…

PRESIDENTE. Allora, Ministro D'Incà, la riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/2845-A/80 Rampelli, per favore.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Presidente, praticamente il parere sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/80 Rampelli è favorevole se riformulato come l'ordine del giorno n. 9/2845-A/1 Pagani.

PRESIDENTE. Può rileggere la riformulazione, per favore?

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. “Impegna il Governo, in deroga alle disposizioni in materia di alloggi di servizio del Ministero della Difesa, contenute nel codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, a sospendere, fino al 30 giugno 2021, tutti gli atti di recupero forzoso di alloggi di servizio nei confronti dei conduttori ai sensi dell'articolo 306 del codice dell'ordinamento militare, ancorché conduttori in situazioni di concessione scaduta, ivi compresi gli utenti di alloggi caratterizzati da situazioni eccezionali certificate dall'amministrazione della Difesa, per i quali può essere estesa l'applicazione dell'articolo 331 del DPR n. 90 del 2010”. La data la ripeto: 30 giugno 2021.

PRESIDENTE. Deputato Rampelli, la accetta?

FABIO RAMPELLI (FDI). Non è che sia molto chiara la ragione per la quale la scadenza debba essere a giugno invece che a dicembre, posto che ci sono una serie di scadenze che non possiamo inventare dall'oggi al domani; quindi, mi sembra un po' speciosa. Ne abbiamo già parlato e visto che penso che sia chiaro, lo voglio anche dire ove possibile ai colleghi, stiamo parlando in buona sostanza, ne abbiamo già discusso questa mattina in maniera approfondita, di sfratti. Praticamente che cosa si è stabilito stamattina, con un dibattito lungo e articolato? Che si debbano sospendere gli sfratti per evitare che una serie di migliaia, decine di migliaia, centinaia di migliaia di famiglie, possano trovarsi in mezzo alla strada e questo a discapito, abbiamo detto, almeno questo è il nostro punto di vista e di molti altri colleghi che si sono accodati, di piccoli proprietari, di risparmiatori che hanno comprato un appartamento, che non riescono a riscuotere l'affitto ma devono pagare l'IMU. Paradossalmente adesso parliamo di bloccare gli sfratti da parte dello Stato, perché questi in specie sono gli alloggi militari, dipendono dallo Stato, quindi lo Stato dovrebbe applicare a se stesso quello che ha imposto ai privati. Una cosa pleonastica, direi di una banalità assoluta. Quindi chi è che dopo aver imposto ai privati il blocco degli sfratti può ora dire: “Io Stato li voglio eseguire?” È un'incongruenza, senza qui stare a parlare del fatto che ci possono essere dei furbetti, in questo caso ci sono famiglie di militari ottantenni e quando un ottantenne lo espungi da una casa, da un quartiere, da una città, lo hai ammazzato; tutti abbiamo conoscenze, genitori, nonni e sappiamo che è esattamente così e che quindi c'è un'emergenza sociale. E i più attenti sanno anche che nel quinquennio precedente, quando non governava il centrodestra e c'era al Dicastero della Difesa un Ministro del PD, la Ministra Pinotti, in cinque anni si era trovata una soluzione - si era costruita e poi è stata interrotta dal 2018 - che era quella di riscattare, quindi consentire agli attuali, chiamiamoli così, occupanti di acquistare la casa, di tenersi da parte questi soldi per poter realizzare nuovi alloggi per i nuovi militari, che hanno diritto ovviamente ad avere un alloggio secondo le normative vigenti. Poi invece questa roba qui, in maniera demagogica, è stata buttata per aria e adesso abbiamo famiglie anziane che rischiano di essere buttate fuori - e ci sono esempi conclamati, non sono allarmi terroristici quelli che sto lanciando -, ci sono famiglie che hanno già ricevuto l'istanza di sfratto, perché mentre tra i laici, chiamiamo impropriamente così le persone che non indossano una divisa, ci sono varie possibilità di difendersi, quando entra in campo lo Stato ed entrano in campo gli organismi della Difesa, non si salva nessuno, in sette giorni vai fuori casa. Quindi, questa è una norma di salvaguardia sociale, che dovrebbe vedere accomunato l'intero Parlamento. Non c'è da fare ideologismi su questo. Per carità, sono contento che si voglia accogliere, ferma restando la mia indignazione per la bocciatura dell'emendamento, perché abbiamo presentato un emendamento in Commissione: è stato bocciato - bocciato! -, nonostante qualche aiutino che è venuto dai banchi della maggioranza. Adesso c'è un ordine del giorno che, come sappiamo, è scarsamente vincolante perché indica solo un indirizzo, un impegno, diciamo così, morale. E allora si facessero le cose fino in fondo, Ministro D'Incà: a che cosa serve togliere tre mesi e lasciare una scopertura rispetto alle eseguibilità dello sfratto per queste famiglie da giugno a dicembre? Quindi, io la ringrazio per aver - come, del resto, da impegno annunciato in Commissione - recuperato un po' di sensibilità sociale e un po' di dignità, però le chiedo cortesemente, visto che l'ordine del giorno chiede di arrivare al 31 dicembre 2021 perché lì sono le scadenze contrattuali, di accoglierlo in blocco. E quindi io le chiedo un ripensamento. Conosco la sua sensibilità e sono sicuro che, al di là dei vincoli di maggioranza, se oggi fossimo chiamati tutti a votare liberamente, questo ordine del giorno passerebbe all'unanimità. Quindi, le chiedo di accoglierlo per come è; in caso contrario, chiedo che venga posto in votazione (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Quindi, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/80 Rampelli, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 23).

Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/81 Varchi il parere è favorevole con riformulazione, va bene.

Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/82 Lucaselli il parere è favorevole con riformulazione, va bene. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/83 Gemmato, il parere è favorevole.

L'ordine del giorno n. 9/2845-A/84 Butti è accolto come raccomandazione (Commenti del deputato Rampelli)… deputato Rampelli… deputato Rampelli, per favore, non riesco ad andare avanti (Commenti del deputato Rampelli)… non riesco ad andare avanti, per favore, deputato Rampelli! Dicevo, ordine del giorno n. 9/2845-A/84 Butti è accolto come raccomandazione, va bene. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/85 Mantovani, il parere era favorevole con riformulazione, va bene. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/86 Lollobrigida, il parere era contrario sulle premesse e favorevole agli impegni, con riformulazione, va bene. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/87 Montaruli il parere è favorevole con riformulazione. Deputata Montaruli?

AUGUSTA MONTARULI (FDI). No, Presidente. Io chiedo che questo ordine del giorno venga votato e chiedo che venga votato facendo chiarezza: qui c'è un ordine del giorno di Fratelli d'Italia, che ribadisce la posizione del partito di Giorgia Meloni, in cui si chiede chiaramente di fare una proroga dei termini per le cartelle esattoriali e c'è un Governo, con una maggioranza trasversale, che dice “no” a questa proroga. Io non capisco il motivo per cui state dicendo di “no” a questa proroga, visto che in passato le proroghe ci sono state con le stesse motivazioni che noi adduciamo oggi, e cioè che siamo in un momento di crisi molto forte, che abbiamo migliaia di italiani in attesa di sapere se domani potranno riaprire la propria attività, che hanno una totale incertezza del loro futuro, che in questa incertezza non hanno alcuna certezza, invece, di ottenere ristori adeguati per i sacrifici che stanno facendo.

In questa situazione, l'unica certezza (Commenti di deputati del gruppo Partito Democratico)…

PRESIDENTE. Colleghi…

AUGUSTA MONTARULI (FDI). …è che, invece, riceveranno nella casella postale una cartolina che chiederà loro di pagare tasse che, in passato, già non erano riusciti a pagare; figuriamoci oggi che sono sul lastrico (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)! Voi ci dovete spiegare perché ci state dicendo di “no”, dopo che sono settimane che assistiamo sui quotidiani a un rimpallo, proprio all'interno della vostra maggioranza trasversale, sul fatto che queste cartelle, invece, vanno prorogate. Addirittura adesso c'è un'agenzia che ci parla di un decreto in cui di termini per la proroga delle cartelle esattoriali assolutamente non se ne parla, però non siete in grado di fare arrivare le notifiche e allora parlate di aumento dei termini della prescrizione, che significa obbligare comunque i cittadini ad essere vessati, perché voi non ce la fate a far rispettare le regole! Voi non riuscite a far rispettare le regole e, invece, chiedete ai cittadini italiani di dover pagare in una situazione in cui loro non hanno certezza di nulla. Queste proroghe sono sempre avvenute, due mesi per due mesi, in passato; oggi, invece, voi avete fatto una proroga che è una barzelletta, perché è al 28 di febbraio e oggi siamo al 23 di febbraio; date sette giorni di proroga e mi dovete spiegare qual è il significato di questi sette giorni, dopodiché dite “no” al nostro ordine del giorno di prevederne una ulteriore. Perché dite di “no”? Il Governo ci dice nel parere: sono favorevole con la riformulazione del “valutare l'opportunità” o non ricordo se “possibilità”, ormai siamo come a Scarabeo, ci cambiamo le letterine perché non sappiamo la vera distinzione tra le due parole. No! Noi vogliamo che questo Governo, questa maggioranza, si prenda un impegno chiaro, prenda coscienza che moltissime famiglie italiane sono in una situazione di crisi a loro non imputabile e che, a fronte di ristori non sufficienti, di supporti non sufficienti e di una totale incertezza del futuro, quanto meno abbiano una minima boccata d'ossigeno rappresentata dalla proroga dei termini delle cartelle esattoriali. Noi siamo favorevoli, Fratelli d'Italia è favorevole. Vi prego con il voto di confermare che ci sarà, almeno dopo il “decreto Milleproroghe”, una ulteriore proroga di questi termini (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ministro, voleva intervenire?

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Chiedo scusa, era solo per dire alla collega Montaruli che siamo favorevoli al suo ordine del giorno; soltanto che, al posto delle parole “a disporre”, chiederemmo l'inserimento di “a valutare l'opportunità di (…)”. Siamo favorevoli con questa riformulazione, tutto qui.

PRESIDENTE. Accetta la riformulazione? No, quindi passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/87 Montaruli, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 24).

Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/88 Prisco, il parere è favorevole.

Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/89 Caiata, il parere è favorevole con riformulazione, va bene? Prego.

SALVATORE CAIATA (FDI). Posso chiedere di rileggere la riformulazione per favore?

PRESIDENTE. Ministro D'Incà, sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/89 Caiata.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Sì, Presidente. Collega Caiata, il parere è favorevole con la riformulazione che prevede l'inserimento “a valutare l'opportunità di”.

PRESIDENTE. Deputato Caiata, prego.

SALVATORE CAIATA (FDI). No, non accetto questa riformulazione, anche perché, purtroppo, lo diciamo continuamente: l'ordine del giorno è l'unico strumento rimasto a disposizione. Che cosa dobbiamo valutare? Quale opportunità dobbiamo valutare? O ci impegniamo a seguire una politica o non ci impegniamo a seguire questa politica. Stiamo parlando di una cosa molto semplice, Ministro: stiamo chiedendo se nelle vostre intenzioni ci sia o non ci sia la volontà di far ripartire il mondo delle palestre. È un mondo fermo da dodici mesi, è un mondo che si è adattato a tutte le prescrizioni che gli avete fatto, è un mondo che deve vivere in questo momento in una maniera assurda, facendo attività fisica sui marciapiedi, fuori, nelle strade e non può essere esercitato in sicurezza.

Sapete quanto è importante esercitare attività fisica? È importante per chi la pratica, per il benessere psicofisico, soprattutto in una fase come questa, in cui siamo costretti a rinunciare a molte delle nostre cose e per molti è un piccolo rifugio quello di poter fare attività fisica. Non diciamo di farla nei corsi collettivi, ma, quantomeno, in forma individuale. Perché non dare la possibilità di riaprire le palestre (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia e di deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)? Colleghi, tutti noi, lo sapete, tutti noi lo facciamo, non possiamo non farne un impegno. Ministro, le chiedo di rivalutare questa posizione, non possiamo non andare in questa direzione. È importante per chi la esercita, per chi la esercita è sopravvivenza economica, non è benessere psicofisico. Per cui vale pochissimo, sappiamo tutti che gli impegni che il Governo assume con gli ordini del giorno si tramutano, in realtà, in strumenti legislativi in piccolissima percentuale. Quindi, almeno un impegno, un minimo di soddisfazione, un raggio di luce per questi operatori credo che dobbiate darglielo, dobbiate darglielo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia e di deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/89 Caiata, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 25).

Ordini del giorno n. 9/2845-A/90 Corneli e n. 9/2845-A/91 Emiliozzi: parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2845-A/92 Maggioni: parere favorevole con riformulazione. Ordini del giorno n. 9/2845-A/93 Molinari e n. 9/2845-A/94 D'Attis: parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/2845-A/95 Zangrillo: invito al ritiro.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Prego, Ministro D'Incà su quale?

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/91 Emiliozzi c'è una correzione: da togliere “a valutare l'opportunità” all'interno dell'impegno.

PRESIDENTE. Ordine del giorno n. 9/2845-A/91 Emiliozzi, favorevole con riformulazione: va bene. Ordine del giorno n. 9/2845-A/95 Zangrillo: invito al ritiro. Prego.

PAOLO ZANGRILLO (FI). Grazie, Presidente, io aderisco all'invito al ritiro, però, se lei me lo consente, vorrei brevemente motivare la mia scelta. Dunque, questo ordine del giorno chiede l'opportunità di valutare una proroga sulla sospensione del dettato del “decreto Dignità” sul tema dei contratti a termine. Presidente, io, per il suo tramite, mi rivolgo anche al Ministro D'Incà. Noi abbiamo perso, nel 2020, 440 mila occupati; di questi 440 mila occupati il 70 per cento erano contratti a termine e l'80 per cento dei 440 mila erano donne.

Affrontiamo un 2021 in cui sicuramente dovremo far fronte anche al tema del blocco dei licenziamenti. Ad un certo punto, ci sarà lo sblocco dei licenziamenti, e le previsioni più floride fanno pensare che ci saranno altre 300 mila persone che perderanno il posto di lavoro. Ora, è evidente che abbiamo la necessità di dare delle risposte, abbiamo necessità di dare risposte alle nostre imprese, che hanno bisogno di fiducia guardando al futuro, abbiamo bisogno di dare speranza ai nostri lavoratori.

Ora, io ho aderito all'invito al ritiro, e ho aderito all'invito al ritiro semplicemente perché il mio gruppo, il gruppo a cui appartengo ha aderito in maniera convinta all'invito del Presidente della Repubblica e all'invito del Presidente del Consiglio ad occuparci dei problemi degli italiani, lasciando per un attimo da parte l'ideologia, lasciando da parte gli interessi di partito. Ora, però, io credo che sia opportuno in fretta - e mi dispiace che non ci sia oggi presente il Ministro Orlando - comprendere che la necessità di garantire flessibilità alle nostre imprese e di dare un po' di speranza ai nostri lavoratori non è un interesse di parte, non è un interesse di Forza Italia, è un interesse del Paese. E, quindi, io spero, io mi auguro che ci sia la disponibilità, nelle prossime settimane, insieme al Ministro del Lavoro, a rivedere la disciplina del “decreto Dignità”, ma non con la logica di combattere l'ideologia di qualcun altro (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente), ma con la necessità, con l'obiettivo di dare una risposta, una risposta vera, una risposta concreta alle nostre imprese e ai nostri lavoratori, non dimenticando che, in queste settimane, noi alle attività economiche stiamo dicendo, dall'oggi al domani, che cosa possono fare. Allora, è evidente che, in un momento del genere, pensare che i nostri imprenditori possano assumere delle persone con contratto a tempo indeterminato vuol dire vivere fuori dalla realtà (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Quindi, accetta l'invito al ritiro. Ordini del giorno n. 9/2845-A/96 Dall'Osso e n. 9/2845-A/97 Spena, pareri favorevoli; ordine del giorno n. 9/2845-A/99 Fitzgerald Nissoli, parere favorevole con riformulazione, va bene; ordini del giorno n. 9/2845-A/100 Bagnasco e n. 9/2845-A/101 Giacomoni, pareri favorevoli; ordine del giorno n. 9/2845-A/102 Prestigiacomo, accolto come raccomandazione.

STEFANIA PRESTIGIACOMO (FI). Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Prego.

STEFANIA PRESTIGIACOMO (FI). Presidente, mi scusi, ma c'era una ulteriore riformulazione che avrebbe dovuto proporre il Ministro, sulla quale eravamo d'accordo e, cioè, accoglierlo come ordine del giorno.

PRESIDENTE. Questo è l'ordine del giorno.

STEFANIA PRESTIGIACOMO (FI). Sì, ma non come raccomandazione, ma inserire nel dispositivo “a valutare l'opportunità di” e, poi, lasciarlo immodificato. Se il Ministro conferma, io l'accolgo questa riformulazione.

PRESIDENTE. Ministro D'Incà?

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Sì, Presidente. Confermo quanto detto dalla collega Prestigiacomo, di togliere la raccomandazione e, invece, di inserire “a valutare l'opportunità di”.

PRESIDENTE. Va bene, perfetto. Ordine del giorno n. 9/2845-A/103 Bartolozzi, accolto come raccomandazione, va bene; ordine del giorno n. 9/2845-A/104 D'Ettore, parere favorevole con riformulazione, va bene; ordine del giorno n. 9/2845-A/105 Mazzetti, parere favorevole con riformulazione; ordine del giorno n. 9/2845-A/106 Bond, accolto come raccomandazione: va bene; ordine del giorno n. 9/2845-A/107 Versace, parere favorevole; ordine del giorno n. 9/2845-A/108 Siracusano, parere favorevole con riformulazione, va bene; ordine del giorno n. 9/2845-A/109 Aprea, parere favorevole con riformulazione, va bene; ordine del giorno n. 9/2845-A/110 Saccani Jotti, parere favorevole con riformulazione; ordine del giorno n. 9/2845-A/111 Rizzetto, parere favorevole con riformulazione, va bene; ordine del giorno n. 9/2845-A/113 Piccoli Nardelli, parere favorevole; ordine del giorno n. 9/2845-A/114 Prestipino, parere favorevole; ordine del giorno n. 9/2845-A/115 Bignami, parere favorevole con riformulazione: va bene? Va bene; ordine del giorno n. 9/2845-A/116 Pizzetti, parere favorevole con riformulazione; ordine del giorno n. 9/2845-A/117 Rixi, parere favorevole con riformulazione, va bene; ordine del giorno n. 9/2845-A/118 Foti, parere favorevole con riformulazione. Prego, deputato Foti.

TOMMASO FOTI (FDI). Presidente, io chiedevo se era possibile risentire la riformulazione. Coglievo anche l'occasione per dire che se, quando il Governo ha letto tutte le riformulazioni, facesse avere una copia delle riformulazioni per gruppo, forse procederemo più velocemente, perché è abbastanza difficile seguire il tutto.

PRESIDENTE. No, non ce l'ha neanche la Presidenza, prima. Quindi, si ascolta direttamente da lì. Ministro D'Incà, prego.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Presidente, praticamente è riformulato, l'ordine del giorno n. 9/2845-A/118 Foti, come il 9/2845-A/132 a prima firma D'Orso.

PRESIDENTE. Prendo atto che il presentatore non accetta la riformulazione. Passiamo, dunque, ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/118 Foti, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 26).

Ordine del giorno n. 9/2845-A/119 Berlinghieri, parere favorevole con riformulazione, va bene; ordine del giorno 9/2845-A/120 Gusmeroli, accolto come raccomandazione, va bene; ordine del giorno n. 9/2845-A/121 Gerardi, parere favorevole con riformulazione, va bene; ordine del giorno n. 9/2845-A/122 Viscomi, accolto come raccomandazione, va bene; ordine del giorno n. 9/2845-A/123 Trancassini, invito al ritiro, prego, deputato Trancassini.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Grazie, Presidente. Brevemente, soltanto per ricordare all'Aula che è scomparsa dai radar del confronto politico la problematica della lotteria dello scontrino. Fratelli d'Italia rimane della stessa opinione: che è assurdo, vergognoso che in questa condizione, in questa situazione, si metta questo nuovo onere a carico delle attività commerciali, l'abbiamo denunciato prima, lo denunciamo oggi. Con questo ordine del giorno vi chiediamo almeno di posticipare l'attività di delazione alla quale chiedete che si presti il popolo italiano per cercare di favorire quanto più possibile questa lotteria. Rinviamo almeno questa ulteriore divisione della nostra popolazione (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Non essendovi altri interventi, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/123 Trancassini, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 27).

Ordine del giorno n. 9/2845-A/124 Covolo, parere favorevole con riformulazione; ordine del giorno 9/2845-A/126 Tarantino, parere favorevole con riformulazione, va bene; ordine del giorno 9/2845-A/127 Ferro, accolto come raccomandazione, prego deputata Ferro.

WANDA FERRO (FDI). Grazie, Presidente. No, non accetto la possibilità, insomma, per questo ordine del giorno, di essere accolto come raccomandazione perché sinceramente, nel corso di questo lungo anno e mezzo, o più, questo è uno di quegli emendamenti, ordini del giorno che abbiamo posto come Fratelli d'Italia in ogni possibile decreto dove si potevano agganciare; e molte volte gli ordini del giorno, in qualche modo, vengono accolti e quindi esultiamo, e cerchiamo ovviamente di rappresentare le istanze di quei tanti giovani, uomini e donne, che abbiamo in qualche modo affiancato nelle proteste di piazza, condividendo il loro problema, un problema che non è del singolo, è un problema del nostro Paese.

Si tratta di un problema in ordine al quale troppo spesso si vedono le persone poi cambiare idea rispetto a quello che è un impegno d'onore che si prende non con gli elettori ma con i cittadini. E, ancora una volta, io sinceramente non me la sentirei più di fare, domani, un comunicato per trasmettere una speranza a tutti coloro che, nelle varie graduatorie della Polizia penitenziaria, sperano ci possa essere un futuro lavorativo, quel futuro bloccato dai concorsi da tempo non banditi, fermati a causa di questa pandemia.

Chiedevamo che le graduatorie potessero scalare anche rispetto a quella proroga del 31 dicembre 2021.

Stavo riflettendo, leggendo un po' i vari ordini del giorno presentati da Fratelli d'Italia e dai tanti colleghi; è intervenuto sulla prescrizione, egregiamente, il collega Delmastro Delle Vedove. Se c'è ancora un disegno, che speravamo fosse finito con l'andata via del Ministro Bonafede. In Commissione giustizia, insieme ai colleghi, in Commissione antimafia abbiamo audito - rispetto a quello che è avvenuto nelle carceri italiane, le varie rivolte, che non sono state frutto di un caso - i magistrati e i componenti della Polizia penitenziaria, compreso il capo del Corpo, che ci hanno sottolineato le esigenze di questi istituti e richiesto un'integrazione di personale, soprattutto formato. Neanche il COVID è riuscito a convincere il Governo di ieri, e neanche quello di oggi, circa la necessità di integrare e di ampliare, con lo scorrimento delle graduatorie, tutto ciò che è Difesa, tutto ciò che è comparto della pubblica sicurezza.

Per tanto tempo abbiamo pensato di potervi convincere con la ragione, poi abbiamo pensato che per convincervi dovevamo prendervi per stanchezza. Credo che non è valso né uno sforzo, né due e né tre. Rimarrà ovviamente indelebile nella testa di tanti giovani - chi ha partecipato ai concorsi, chi ha fatto le selezioni - questo vostro “no”; così come rimarrà indelebile quella storia, che fa parte del Governo Conte 2 e che, secondo me, farà purtroppo parte anche di questo Governo, di tutto ciò che non rappresenta la possibilità di dare gli strumenti allo Stato per agire come Stato. Questo lo voglio sottolineare con grande amarezza, con grande rammarico, soprattutto anche rispetto, glielo dico con grande sincerità, e lo farà sicuramente qualche collega dopo di me, al fatto che quel disegno a cui mi riferivo prima – quindi: prescrizione - non assumiamo, non integriamo, non diamo ai detenuti delle giuste strutture; basterebbe chiudere le strutture da 80 posti e farne quattro da 5 mila. Dico ciò se realmente non è un falso buonismo quello di parlare a favore dei detenuti, come è giusto che sia. Chiudo dicendo che questo decreto contiene un'altra cosa: la proroga per lo “Svuota carceri”; credo che il disegno della non assunzione delle Forze di polizia, in questo caso della Polizia penitenziaria, la mancata volontà di far star dentro e magari di non replicare ciò che avevamo previsto - tanti boss e tanti criminali fuori dalle patrie galere -, rimarrà come storia del vecchio Governo. Auspichiamo che il nuovo Governo ne prenda atto (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/127 Ferro, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 28).

Ordini del giorno n. 9/2845-A/128 Magi, n. 9/2845-A/130 Baldini e n. 131/2845-A/131 Bellucci, favorevoli con riformulazione: va bene; n. 9/2845-A/132 D'Orso, favorevole; n. 9/2845-A/133 Patelli, accolto come raccomandazione: va bene; n. 9/2845-A/134 Fiorini: va bene. Ordini del giorno n. 9/2845-A/135 Eva Lorenzoni, n. 9/2845-A/136 Patassini, n. 9/2845-A/137 Bellachioma, n. 9/2845-A/138 Comaroli e n. 9/2845-A/139 Boldi, favorevoli con riformulazione: va bene. Ordine del giorno n. 9/2845-A/140 Lazzarini, favorevole. Ordini del giorno n. 9/2845-A/141 Tombolato, n. 9/2845-A/142 Ribolla, n. 9/2845-A/143 Foscolo, n. 9/2845-A/144 Tateo, n. 9/2845-A/145 De Luca, n. 9/2845-A/146 Panizzut, n. 9/2845-A/148 Benvenuto e n. 9/2845-A/149 Muroni, favorevoli con riformulazione: va bene.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Solo per indicare, sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/149 Muroni, che abbiamo detto, appunto, che è riformulato come l'ordine del giorno n. 9/2845-A/40 D'Ippolito, soltanto che vengano mantenute le premesse, mentre gli impegni sono uguali, appunto, all'ordine del giorno n. 9/2845-A/40 D'Ippolito.

PRESIDENTE. Va bene, deputata Muroni? Perfetto, accetta. Ordine del giorno n. 9/2845-A/150 Fassina, accantonato.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Presidente, sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/150 Fassina c'è una riformulazione per quanto riguarda gli impegni, che vengono totalmente cambiati con quanto sto per leggere: “a perseguire, nell'ambito del negoziato con la Commissione europea, l'obiettivo di preservare l'unitarietà degli asset di Alitalia in amministrazione straordinaria, in alternativa al bando per la vendita in parti distinte di aviation handling e manutenzione”.

PRESIDENTE. Accetta? Va bene. Ordini del giorno n. 9/2845-A/151 Capitanio, favorevole con riformulazione: va bene; n. 9/2845-A/152 Battilocchio, favorevole; ordini del giorno n. 9/2845-A/153 Cestari e n. 9/2845-A/154 Flati, favorevoli con riformulazione: va bene. Ordine del giorno n. 9/2845-A/155 Deidda, invito al ritiro. Ha chiesto di parlare il deputato Deidda. Ne ha facoltà.

SALVATORE DEIDDA (FDI). Grazie, Presidente. Sono incuriosito dal sapere cosa c'è da essere contrari all'impegno di ogni opportuna iniziativa per utilizzare le graduatorie in tutti quelli che sono i concorsi di Polizia e Forze armate. Se i concorsi sono bloccati, le Forze di polizia e le Forze armate da dove devono prendere il proprio organico se non dalle graduatorie? Quindi, il Governo sta dicendo che è contrario a utilizzare quelle graduatorie e, quindi, quest'anno non ci saranno più assunzioni? Non ci sarà più nessuno scorrimento? Cos'è cambiato, allora mi chiedo, dai precedenti Governi? Dov'è il cambiamento? Ve lo chiedo con sincerità. Noi ci lamentavamo sempre che neanche un ordine del giorno! Se i precedenti Esecutivi neanche ascoltavano mai la voce del Parlamento, cosa sta cambiando anche in questo decreto? Sono orgoglioso della scelta che Giorgia Meloni ci ha fatto fare, perché ci ha consultato uno a uno anche chiedendoci cosa ne pensavamo. Tutti noi non abbiamo avuto mai nessun dubbio, perché se poi dobbiamo rinunciare alle nostre battaglie, dobbiamo rinunciare alle nostre idee, per che cosa? Per un altro Governo che si fa gli affari propri e non tiene conto di quanto detto da ogni singolo parlamentare e da ogni forza politica? Con orgoglio Fratelli d'Italia è all'opposizione (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Quindi, ordine del giorno n. 9/2845-A/155 Deidda: lo ritira o chiede che sia posto in votazione?

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/155 Deidda, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 29).

Ordine del giorno n. 9/2845-A/156 Paolo Russo, favorevole con riformulazione: va bene; ordine del giorno n. 9/2845-A/157 Meloni, favorevole con riformulazione.

Ha chiesto di parlare la deputata Lucaselli. Ne ha facoltà.

YLENJA LUCASELLI (FDI). Presidente, innanzitutto chiederei la possibilità di ascoltare la riformulazione, perché mi sfugge.

PRESIDENTE. Ministro D'Incà, sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/157 Meloni…

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. La riformulazione è: “a valutare la possibilità di” (Commenti).

PRESIDENTE. Colleghi, colleghi!

Prego, deputata Lucaselli.

YLENJA LUCASELLI (FDI). No, Presidente, la riformulazione non viene accettata e credo che sia doveroso motivare a questa Assemblea il motivo per il quale questa riformulazione non è accettata. Probabilmente, sarà sfuggito al Ministro che la riformulazione nella sostanza non vuol dire assolutamente niente. Parliamo della proroga del golden power e parliamo, in particolare, della proroga del golden power nel sistema siderurgico. Noi sappiamo che l'Italia ha quattro siti siderurgici di rilevanza nazionale: abbiamo Taranto, Piombino, Trieste e Terni e sono tutti coinvolti in opere di ristrutturazioni tecnologiche e industriali, anche al fine, ovviamente, di contemperare le esigenze della salvaguardia ambientale. Però, sappiamo anche che in questi anni ci sono state gravissime crisi esplose soprattutto negli ultimi anni all'Ilva di Taranto, alla Lucchini di Piombino, all'AST di Terni, e questo ha messo in discussione la vitalità dell'intero settore della siderurgia italiana, esponendo la nostra economia a un rischio di sistema che è di portata veramente enorme e che non sembra essere preso nella giusta considerazione da parte di questo Governo.

Noi sappiamo che il settore siderurgico costituisce un elemento imprescindibile per l'attività produttiva del nostro Paese, è considerato un asset strategico non a caso e la competitività del nostro sistema economico risiede anche nella straordinaria importanza della produzione siderurgica. E, allora, varrà la pena ricordare che questo ordine del giorno ripropone la necessità - che era stata già rimarcata all'interno del “decreto Liquidità” e che, quindi, proprio dal “decreto Liquidità” era stata estesa anche al settore siderurgico - del golden power, cioè il potere concesso al Governo di bloccare eventuali scalate in settori strategici per l'economia proprio per garantire i livelli occupazionali e la produttività.

Ora, io mi rendo conto che il Governo appena passato non aveva sottosegretari o Ministri in grado di capire cosa volesse dire in termini occupazionali e in termini produttivi questo golden power. Mi aspetto, però, che questo Governo in realtà lo faccia e soprattutto che venga attivata la protezione delle imprese, di modo che possa essere prorogato il golden power per il 2021.

Del resto, se non attiviamo questa possibilità, il racconto che viene fatto dal Governo è un racconto di una bellissima storia che, però, non ha concretezza nei fatti.

Noi sappiamo che, ovviamente, è necessario che venga reintrodotto e, quindi, venga prorogato, attraverso questo ordine del giorno, così come Fratelli d'Italia aveva già chiesto e ribadisce in questa sede, perché altrimenti questo Governo avrà una pistola che spara a salve, perché non avrà il potere di fare ciò che dice di voler fare, e questa mi pare una dicotomia troppo importante da poter essere sottovalutata in un momento economico come quello che stiamo affrontando. Mi pare una dicotomia troppo importante da poter essere sottovalutata per quei territori, come la mia Taranto, che di Ilva hanno vissuto e alle volte sono anche, purtroppo, morti.

Noi non possiamo dimenticare che se il golden power esiste va utilizzato e va utilizzato all'interno di quelle aziende che sono considerate strategiche per lo sviluppo economico del nostro territorio. Mi pare che sia superfluo ricordare, per esempio, la scalata di Crédit Agricole su Credito Valtellinese alla quale, insomma, purtroppo, abbiamo dovuto assistere nelle prime battute di questo Governo. Io credo che ci debba essere, su questo punto, una maggiore riflessione e se il Governo precedente non aveva la competenza - e questo è certificato - di capire cosa volesse dire golden power e cosa volesse dire la proroga di questa misura, ebbene, noi ci aspettiamo che questo Governo faccia una riflessione ulteriore (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Quindi, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/157 Meloni, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 30).

Ordine del giorno n. 9/2845-A/158 Morrone, favorevole con riformulazione: va bene.

Ordine del giorno n. 9/2845-A/159 Maschio, invito al ritiro. Deputato Maschio?

CIRO MASCHIO (FDI). Grazie, Presidente. Non accetto l'invito al ritiro e, anzi, invito il Governo a ritirare la folle politica svuota carceri che ha fatto enormi danni al Paese, fino ad oggi (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

Il “decreto Ristori” ha consentito, di fatto, ai detenuti con una pena residua massima fino a 18 mesi di usufruire di permessi premio con possibilità di andare agli arresti domiciliari o con l'uso del braccialetto elettronico. È stato, a tutti gli effetti, uno “svuota carceri” mascherato. Ci aspettavamo, con il nuovo Governo, un cambio di passo rispetto a questa politica e, invece, vediamo che con il “Milleproroghe” si vuole prorogare questo “svuota carceri” mascherato fino al prossimo 30 aprile 2021.

Riteniamo che questo sia grave e inaccettabile e se pensiamo alla falla del sistema - che, a sua volta, è frutto di una politica dissennata nella gestione dell'emergenza COVID nelle carceri che ha portato alcuni mesi fa al combinato disposto della circolare del DAP e delle misure anti COVID, che ha portato alle scarcerazioni di centinaia di boss mafiosi - riteniamo che non si possa più infliggere al Paese una simile punizione.

Riteniamo che sia assolutamente grave utilizzare la motivazione della pandemia per continuare a giustificare e a mascherare l'ennesimo “Svuota carceri”; questo, senza aver messo in atto la minima riforma strutturale del sistema penitenziario e senza aver realizzato alcuno degli interventi di edilizia carceraria che avrebbero potuto, sicuramente, mettere le carceri in condizioni di accogliere meglio e con una capienza maggiore la vasta popolazione carceraria.

È assolutamente grave che, dopo tante chiacchiere, i Ministri Bonafede e Di Maio… quest'ultimo è stato nuovamente scelto nel Governo dei migliori, come il miglior Ministro degli Esteri che l'Italia potesse avere in questo momento, è stato così migliore da essere stato totalmente incapace, in tre anni, di perfezionare alcun accordo bilaterale con Paesi stranieri per consentire il rimpatrio dei detenuti stranieri (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Se pensiamo che un terzo della popolazione carceraria, cioè, a spanne, circa 20 mila su 60 mila detenuti, è straniero, potete immaginare benissimo anche voi, facendo due conti, quanto rimpatriare i detenuti stranieri sarebbe stata la soluzione migliore per qualsiasi problema di capienza regolamentare e sovraffollamento delle carceri.

Allora, riteniamo che sia opportuno mettere fine a questa politica dissennata, riteniamo che non si possa continuare con il modello giallo-rosso Bonafede che vuole tenere sotto processo a vita dei presunti innocenti, impedendo la prescrizione, mentre, al contrario, i detenuti colpevoli di reati e condannati vengono scarcerati (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia); una politica schizofrenica che lede la dignità sia della Polizia penitenziaria che lavora nelle carceri in condizioni inaccettabili sia delle vittime dei reati, che vengono due volte punite, la prima volta, subendo il trauma di reati compiuti a carico dei propri familiari, la seconda volta, vedendo scarcerare i delinquenti che le hanno colpite.

Allora, noi crediamo che si debba essere garantisti nella fase del processo e garantire, invece, la certezza della pena nella fase dell'esecuzione. L'esatto contrario di quello che, dai primi segnali, sembra voler fare anche questo Governo. Quindi, speriamo nel buonsenso e che venga accolto questo ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Bignami. Ne ha facoltà.

GALEAZZO BIGNAMI (FDI). Grazie, Presidente. Io credo sia importante leggere il contenuto dell'ordine del giorno con cui si chiede un impegno al Governo a non prorogare ulteriormente questi provvedimenti “Svuota carceri”, che già hanno, come limite temporale definito dai precedenti provvedimenti, quello del 30 aprile 2021. Quindi, noi stiamo chiedendo alla maggioranza, nella sua variegata e composita articolazione, di garantire che non vi saranno, dal 30 aprile del 2021, ulteriori proroghe.

Rigettare questo ordine del giorno significa, invece, e neppure troppo velatamente, ammettere che si intendono svolgere ulteriori proroghe o che, quanto meno, non si intende escludere la possibilità che si arrivi a nuove proroghe, il che contrasta totalmente con la linea che ha caratterizzato larga parte di quella maggioranza rispetto alle precedenti condivisioni, perché è del tutto evidente che garantire, come ha fatto l'ultimo provvedimento, la possibilità per 3 mila detenuti a fine pena di svolgere ai domiciliari l'ultima parte della condanna e a 2 mila detenuti che ancora, invece, hanno delle parti residue di andare con il braccialetto elettronico in regime di semilibertà contrasta con quei principi di certezza della pena che devono caratterizzare qualsiasi procedimento, anche di natura giudiziale. Al contrario, vediamo che per coloro che si trovano nel braccio dell'azione giudiziale e che per il medesimo principio di cui abbiamo illustrato prima la ratio, ovvero, quello che segue la logica di un sine die, di un'azione della magistratura che, ove non vi sia un termine prescrittivo, può in qualsiasi modo, in qualsiasi maniera e senza alcun limite temporale, mantenere degli innocenti dentro l'azione giudiziale, ci troviamo nel paradosso che degli innocenti si trovano anche esposti al rischio di non arrivare mai a una pronuncia, scontando quindi una pena infinita, e coloro che invece sono stati condannati godono di un beneficio che la legge accorda loro in maniera del tutto schizofrenica (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) e che nega quei principi di garantismo, ma anche di certezza del giudizio che invece, secondo noi, devono ispirare l'azione di un Governo e delle istituzioni. Ed è il motivo per il quale noi auspichiamo che questo ordine del giorno venga votato da chi pensiamo, crediamo, speriamo condivida questo approccio, che - torno a dirlo chiudendo dove idealmente avevo iniziato - consta nell'impegno rivolto al Governo di dire con chiarezza che non vi saranno ulteriori proroghe perché sino ad oggi quelle proroghe sono state un errore compiuto dal Ministro della Giustizia Bonafede e che su questo punto ci sarà discontinuità rispetto al Governo precedente (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

Infatti, se cambiamo il Ministro, ma continuano le politiche del precedente Ministro anche su quello, oltre che sul Ministro dell'Interno, sul Ministro della Salute, sul Ministro degli Esteri, sul Ministro della Cultura, ci sarà una continuità che renderà questo Governo omogeneo al precedente (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Donzelli. Ne ha facoltà.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Grazie, Presidente. Mi ricollego a quanto detto dal collega Bignami poco fa: la follia e la schizofrenia di un Parlamento che arriva a togliere la prescrizione per gli innocenti, e quindi a lasciarli sempre sotto un giudizio, e, al tempo stesso, a mandare a casa i criminali riconosciuti come colpevoli, togliendogli la pena e portandoli a casa perché per il COVID potrebbero essere contagiati e potrebbe esserci un problema dal sovraffollamento delle carceri. Guardate che in tutto questo, se c'è un problema perché nelle carceri c'è un sovraffollamento, si possono assumere nuovi agenti di Polizia penitenziaria e sfruttare meglio quelle che sono le carceri che abbiamo a disposizione; se non bastano, si costruiscono altre carceri, ma non si mandano a casa i criminali dicendo che non c'è spazio nelle carceri. Anche perché guardate che in tutto questo non vi ponete le stesse preoccupazioni per chi sta tutti i giorni nelle nostre carceri e non ha alcuna colpa, ma ci lavora, che sono gli agenti della Polizia penitenziaria, per cui non avete alcuna attenzione, alcuna garanzia, alcuna tutela.

E non vi rendete conto che tenere a casa i mafiosi, come, grazie all'ex Ministro Bonafede, ha fatto il Governo precedente, e proseguite con questo Governo, è pericoloso proprio perché siamo in pandemia, perché in questa situazione, con le aziende italiane al collasso, con i piccoli negozi in difficoltà, con i commercianti che avete costretto a stare chiusi, la malavita ha la possibilità di arrivare con il denaro contante a queste aziende in difficoltà e provare o a prestargli denaro in condizioni inadeguate e non rispettose della legge, e quindi inserirle nel giro dell'usura, o direttamente a comprarsi, con il denaro contante frutto dell'attività di malavita, le attività e toglierle a chi ha lavorato onestamente.

Quindi, tutti coloro che sono gli osservatori sul tema della mafia stanno dicendo che c'è un problema serio, perché la criminalità organizzata sta sfruttando il dramma economico per predare le nostre aziende. E cosa fanno questo Governo e questo Parlamento? Confermano che, nel dubbio, i mafiosi li teniamo a casa, non in carcere, dove ci sono tutte le sicurezze per evitare che possano portare avanti questo disegno criminoso. Quindi, voi, con questo intervento e con questi voti di oggi, non solo avete condannato a un processo infinito degli innocenti e le vittime a non avere mai giustizia, perché impedite la prescrizione, non solo mandate a casa i criminali, ma state aiutando in modo consapevole la criminalità organizzata, perché tutti quelli che sono gli osservatori hanno detto che i criminali, i boss mafiosi a casa riescono a manovrare meglio le manovre e gli interessi della criminalità organizzata per poter depredare le aziende italiane messe in difficoltà dalla vostra incapacità di gestire l'emergenza economica.

Allora, dovete prendervi delle responsabilità perché è troppo semplice…

PRESIDENTE. Colleghi!

GIOVANNI DONZELLI (FDI). …per voi stare qui e dire “va beh, c'è un Governo, siamo tutti maggioranza”, premere un pulsante e pensare che non ci siano delle conseguenze delle vostre azioni.

Le conseguenze le pagheremo per decenni quando sul nostro territorio ci saranno gli esercenti in mano alla malavita, ci saranno i criminali che avranno organizzato i loro loschi traffici con il vostro consenso, ci saranno le persone perbene che non arriveranno al giudizio. E tutto questo dipenderà dalla vostra distrazione di oggi (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), perché avete premuto dei pulsanti dicendo: tanto ci penserà qualcun altro. Quel qualcun altro siete voi, che vi state prendendo una responsabilità enorme nei confronti del vostro popolo, che dovrebbe essere anche il nostro. Ma a voi non interessa, e non è un caso che fate di tutto per evitare di ritornare a farvi giudicare dal popolo italiano, perché siete consapevoli che state lavorando contro gli interessi del popolo italiano (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI (FDI). Signor Presidente, anch'io, come molti miei colleghi, ho il vizio di andare a vedere gli atti parlamentari e devo dire che la norma di cui noi chiediamo la non reiterazione per il futuro è una norma che non era nel decreto-legge emanato dal Governo Conte ma fa parte di un emendamento presentato dal Governo in Commissione, per il quale non abbiamo potuto presentare neppure il subemendamento abrogativo, per il semplice motivo che ciò è precluso in sede di Commissione. E allora, vedete, alla domanda che ci siamo posti su quale sia la politica del futuro Governo, di questo Governo, rispondiamo che è la politica in linea con quello precedente, a tal punto che ha motu proprio deciso di portare avanti una proroga fino al 30 aprile.

Domanda: perché opporsi a questo ordine del giorno che non contesta, pur potendolo fare, il termine del 30 aprile ma che chiede di non andare oltre il 30 aprile? È evidente che vi è un retropensiero: quello del 30 aprile è un termine messo appositamente in Commissione giustappunto per dare un attimo di respiro al Governo, per poi reiterare una proroga ben più ampia che consentirà per l'ennesima volta a coloro i quali hanno commesso dei reati di potersene fare un baffo della certezza della pena. Questo è il ragionamento. Espiare la pena significa esclusivamente pagare il fio delle proprie colpe (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia); e stiamo parlando di materia penale, stiamo parlando di persone che hanno commesso dei reati, stiamo parlando dei casi di persone su cui interveniamo perché mancano soltanto diciotto mesi alla fine della pena che era stata loro comminata.

Allora, a me pare fin troppo chiaro che questo ordine del giorno aveva una chiara impostazione politica, nel senso di dire: chiudiamo la pagina al 30 aprile 2021, dietro il paravento di quanto può accadere nelle carceri per via del COVID, chiudiamo al 30 aprile 2021 questa parentesi e, d'ora in poi, non ci siano più provvedimenti svuotacarceri. È evidente che il nuovo Ministro della Giustizia si è voluta tenere le mani libere, ha dato come input al rappresentante del Governo qui presente di esprimere parere contrario su questo nostro ordine del giorno, nel quale neppure ci si è spinti fino alla formula di rito “a valutare l'opportunità di”. Neppure questo ci è stato proposto! È evidente che volete perseguire la politica dello “svuotacarceri”; è altrettanto evidente che da questi banchi vi verrà un'opposizione dura e forte perché noi i criminali li vogliamo in galera (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Frassinetti. Ne ha facoltà.

PAOLA FRASSINETTI (FDI). Presidente, colleghi, già chi è intervenuto prima di me ha ben spiegato la posizione di Fratelli d'Italia inerente a questo ordine del giorno, che noi pensiamo debba essere approvato per molti motivi. Già abbiamo visto con il precedente Governo, con il “decreto Ristori”, una proroga, un altro “svuotacarceri”, uno “svuotacarceri” mascherato, con 3 mila detenuti a fine pena che sono andati ai domiciliari e con 2 mila che dalla semilibertà sono passati alla posizione del braccialetto. Ora si ripropone un altro tipo di “svuotacarceri”. Tutto questo è motivato dall'emergenza COVID. Questa emergenza COVID indubbiamente nelle carceri ha creato dei problemi, ma li ha creati anche agli agenti di Polizia penitenziaria, che devono svolgere tutti i giorni un lavoro meticoloso, pericoloso, impegnativo e che sono stati lasciati anche senza mascherine, in alcuni momenti. Quindi, è a loro che va il nostro pensiero e penso che dovrebbero essere sicuramente tutelati di più.

Un'altra riflessione è quella che non c'è discontinuità tra il Governo precedente e questo Governo perché, se ci fosse, questo ordine del giorno sarebbe stato accolto. Quindi, abbiamo un altro motivo per essere fieramente all'opposizione, perché noi non vogliamo assolutamente che ci sia il pericolo che queste persone, che dovrebbero scontare la pena in carcere, invece possano offendere, possano essere pericolose. D'altronde gli esempi non mancano, non mancano nell'attualità, tutti i giorni abbiamo esempi di chi trovandosi ai domiciliari poi compie delitti. Non stiamo parlando di questioni astratte ma stiamo parlando di pericoli concreti. Quindi, penso che sia ora di smetterla con questi provvedimenti “svuotacarceri” e che bisogna pensare a una riforma reale e strutturale. Lo chiede anche la Polizia penitenziaria. Invece, su un discorso più strutturale di riforma delle carceri e sulla costruzione di nuove carceri non c'è un progetto, non c'è stata una parola. Quindi, io spero, anche se ne dubito, che il Governo possa cambiare idea e possa accogliere questo ordine del giorno, per una questione di tutela della sicurezza e di tutela dei cittadini.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Cirielli. Ne ha facoltà.

EDMONDO CIRIELLI (FDI). Presidente, colleghi, se ci fossero stati dubbi sul fatto di non dover entrare in questo Governo, oggi, con la proposizione di questa norma, ce li togliamo definitivamente. Avremmo dovuto iniziare subito a mettere i puntini sulle “i”. Volevo segnalare, rispetto a tutto quello che è già stato detto, e che condivido, da parte dei miei colleghi, che diciotto mesi di pena ancora da scontare sono un'enormità perché, se noi consideriamo liberazione anticipata, semilibertà, semidetenzione e affidamento in prova ai servizi sociali, negli ultimi diciotto mesi stanno in galera veramente i delinquenti; e siccome questi ultimi non possono usufruire di tutti questi altri benefici che, sappiamo benissimo, non hanno assolutamente lo scopo di riabilitare o invitare a un percorso di rieducazione il delinquente ma solo quello di metterlo fuori dal carcere il prima possibile, perché costa e perché non siete stati capaci, in venti anni, di costituire un sistema civile di carcerazione dove ci sia una giusta pena e, allo stesso tempo, un percorso di riabilitazione, allora lo si rimette in libertà. D'altro canto, l'emergenza COVID conferma un'incapacità: non siete capaci neanche di garantire, in un luogo sicuro e chiuso, la non diffusione del virus e la dimostrazione è che il virus e l'epidemia stanno dilagando in Italia. Allora, noi votiamo convintamente contro tutto questo provvedimento e ovviamente proponiamo questo emendamento, perché serva alla coscienza di ognuno e serva anche a far capire agli elettori chi è dalla parte del popolo e chi, invece, persegue interessi ideologici, e a volte anche economici, che nulla hanno a che vedere con gli interessi generali (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Caiata. Ne ha facoltà.

SALVATORE CAIATA (FDI). Grazie, Presidente. Noi abbiamo posto delle domande. Possiamo rimandare il pagamento del canone RAI per le imprese turistiche chiuse? No. Possiamo rimandare l'invio di migliaia di cartelle esattoriali a tante piccole imprese in difficoltà? No. Possiamo riaprire le palestre e ricominciare a fare sport? No.

Possiamo evitare che migliaia di delinquenti escano dalle carceri con questo provvedimento? No! Ma come no? Ma che Governo è questo? Ma che Parlamento è questo, che approva questi provvedimenti? Non possiamo dire “no” a queste cose! Qual è la visione? Qual è la visione? Certo, non mi sembra la visione dei migliori; certo, non è la visione migliore per il nostro Paese.

Io faccio un invito, non a lei Ministro, che si fa scorrere tutto addosso, ma ai colleghi: un sussulto di dignità! Non si può approvare questo provvedimento. Questo provvedimento è stato introdotto con il “decreto Ristori” e io contestai quella parola, perché di ristoro per le categorie colpite non c'era niente. Oggi ho capito qual era il ristoro: il ristoro era per i detenuti che si facevano uscire. Vergogna (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Zucconi. Ne ha facoltà.

RICCARDO ZUCCONI (FDI). Grazie, Presidente. È chiaro che l'ordine del giorno che abbiamo presentato sottende anche una domanda. Sottende una domanda… Io cambio microfono, perché mi pare che stia dando noia.

PRESIDENTE. Sì.

RICCARDO ZUCCONI (FDI). Sottende questa domanda, cioè quando finirà questa tragica altalena, che vede, prima, fare leggi del tipo “Spazzacorrotti”, con l'annullamento di tante garanzie ai presunti innocenti che si macchiano eventualmente di delitti che devono andare a giudizio, poi si fanno le riforme sulla prescrizione, che vanno ancora in quel senso secondo noi – e l'abbiamo detto - ledendo ancora delle garanzie costituzionali e, poi, si fanno leggi “Svuotacarceri”. Praticamente, ragionieristicamente parlando, è una partita di giro: prima si annullano le garanzie, in maniera tale da far accedere alle carceri un maggior numero di persone possibile e poi si svuotano. Quindi, è una partita di giro semplicemente.

Allora, questa riforma penale, che l'ex Ministro Bonafede aveva annunciato come imminente al momento della riforma della prescrizione, è più di un anno che il Governo precedente non l'ha attuata. Ma oggi, reiterando nuovamente la proroga del provvedimento, evidentemente si continua, senza alcuna soluzione di continuità, in una politica che, da una parte, uccide il garantismo e, dall'altra, uccide la certezza della pena. Ora questi sono provvedimenti di proroga che certo hanno una valenza temporale limitata, ma hanno una forte connotazione ideologica. Noi non siamo insensibili alle sofferenze della popolazione carceraria, né a quelle della Polizia penitenziaria…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

RICCARDO ZUCCONI (FDI). …che vede accumunate ai carcerati queste difficoltà, ma è del tutto evidente che non è serio continuare a procedere in questo modo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Trancassini. Ne ha facoltà.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Grazie, Presidente. Innanzitutto una domanda: se non ci fosse stata Fratelli d'Italia, Presidente Fico, in quella vecchia rappresentazione del “palazzo di vetro”, chi avrebbe informato la popolazione (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) dell'accantonamento del problema della prescrizione, dello “Svuotacarceri”? Quale dei deputati della maggioranza e soprattutto del MoVimento 5 Stelle, sempre attento a relazionare il proprio elettorato, ma soprattutto i cittadini, rispetto a quello che accade all'interno del Palazzo? Vivaddio, c'è Fratelli d'Italia.

Oggi parliamo anche di questo problema e questo ordine del giorno serve a svelare e a far chiarezza su un dubbio che noi avevamo. Vede, noi, all'inizio di questa storia, ce lo siamo posti, ma non soltanto noi, anche un po' tutti gli osservatori si sono domandati: ma che Governo sarà, al netto della campagna di promozione dei migliori e via dicendo? Ma sarà un Governo del Presidente? Sarà un Governo tecnico? Sarà un Governo di sinistra? Di destra? Sarà un Governo del MoVimento 5 Stelle? Ce lo siamo chiesti un po' tutti noi: per la verità, la risposta ce l'avevamo e, anche per questo, siamo rimasti a distanza. Certo che, quando abbiamo visto nel “Milleproroghe” lo “Svuotacarceri”, si è cominciata a diradare un po' la nebbia e cioè abbiamo cominciato a vedere che questo è un Governo apparentemente molto legato al precedente e di sinistra.

Ma, con questo ordine del giorno, noi volevamo dare una possibilità al Governo Draghi, perché qui c'è scritto semplicemente che quello che oggi viene fatto come momento di continuità non si farà più. Se lo leggete - lo dico soprattutto agli amici e colleghi di Forza Italia e della Lega - è molto chiaro. Io credo che queste tre righe, se uno le sottoponesse a qualunque cittadino, io penso che il 90-95 per cento ci chiederebbe di approvarlo questo ordine del giorno. E, invece, con arroganza, con forza questo Governo intende ribadire la propria linea: questa è la linea, lo abbiamo fatto e lo rifaremo, lo abbiamo fatto e continueremo su questa linea e sceglieremo di svuotare le carceri tutte quelle volte in cui saremo in difficoltà su questa materia. Io credo che questo chi è di destra non lo possa accettare, Presidente (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Lollobrigida. Ne ha facoltà.

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). Presidente, anche di fronte a questo ordine del giorno, noi stiamo riflettendo sulle ragioni per le quali ci troviamo oggi su banchi contrapposti all'attuale Governo.

Fratelli l'Italia ha fatto una scelta nel nome dell'unità nazionale che, anche nella discussione di questo provvedimento, ha messo in campo. Non abbiamo fatto ostruzionismo, abbiamo ridotto al minimo gli emendamenti, abbiamo capito che si era in un Governo a cavallo e, quindi, abbiamo cercato di trovare posizioni anche che rinviassero alcune criticità, per non mettere in imbarazzo la nuova maggioranza.

Però, sulla scelta di entrare al Governo siamo stati netti. Abbiamo detto: “noi abbiamo preso un impegno con gli elettori, noi al Governo non ci possiamo andare senza il loro suffragio”. Le altre forze politiche hanno fatto scelte rispettabilissime come quella di sedere tra i banchi del Governo. Ma tutti abbiamo convenuto che sui valori non si transige, sul fatto che il Parlamento dovesse avere un ruolo non si deroga. Ed è per questo che noi, con grande serenità e serietà, diciamo alle forze politiche: “è qui che dobbiamo decidere di confrontarci sui temi concreti”.

Ora, Fratelli d'Italia, con questo ordine del giorno, non incide sul provvedimento attuale, dà un indirizzo, chiede di dare un indirizzo alle forze politiche. Dice: se c'è una scadenza per lo “Svuotacarceri”, cioè per la possibilità di mettere in libertà delinquenti, mafiosi, pedofili, spacciatori, non prorogatela ulteriormente in futuro. Quindi, non interveniamo su questo provvedimento per mettere in difficoltà la maggioranza, ma chiediamo alle forze politiche di esprimere un indirizzo. Questo è un problema che io ritengo di poter anche aiutare a risolvere, chiedendo, anche su questo, il voto per parti separate. Perché, a volte, si annida nella premessa una ragione per non votare un indirizzo chiaro e netto. E chiedo alle forze politiche di riflettere su quello che è l'indirizzo: se si è contrari allo “Svuotacarceri”, visto che un po' di cittadini ci ascoltano adesso, un po' di cittadini ci chiederanno spiegazioni dopo, io credo che vada ribadito con un voto chiaro del Parlamento, nel quale abbiamo opinioni diverse. Noi abbiamo opinioni diverse da Bonafede, abbiamo opinioni diverse da LeU, abbiamo sul tema opinioni diverse da gran parte del Partito Democratico, forse nemmeno tutti di quel movimento possono giustificare quello che è avvenuto fino adesso. Però, su questo tema abbiamo grande sintonia con amplissima parte del Parlamento e credo che si possa fare qui, dov'è il luogo degli eletti, perché il Governo è un Governo presieduto da un tecnico, che non ha votato nessuno quindi, o gli diamo un indirizzo noi eletti, o lui è legittimato a fare un po' come gli pare e io credo che questo per tutte le forze politiche sia sbagliato.

E allora noi rifiutiamo il principio per cui “ci siamo visti con la Cartabia fuori da qui nei capigruppo di maggioranza”, perché significa che non si dà un peso a questa assise e invece, fino a qualche tempo fa, e anche nelle dichiarazioni di tutte le forze politiche, noi vogliamo che questa assise abbia un peso.

E, allora, l'invito è di decidere come vogliamo proseguire i nostri lavori. Chiudo: c'è volontà di confronto, nel nome dell'unità nazionale in Parlamento, oppure la maggioranza vota tutto quello che la maggioranza ha concordato (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) e qualsiasi cosa anche giusta detta dall'opposizione è sbagliata perché non abbiamo scelto di prenderci poltrone in questo Governo? Perché se è così, i toni e il clima, anche con gli amici, diventano diversi. Perché noi oggi possiamo dire: troviamoci in Parlamento sosteniamo i Ministri che hanno la nostra stessa sensibilità, facciamo battaglie insieme qua dentro. Voi vi siete assunti delle responsabilità diverse dalle nostre…

PRESIDENTE. Concluda.

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). …noi assumiamo le stesse, però, decidiamoci, perché poi tradire gli impegni con gli elettori, se anche sui temi concreti ci si divarica, è difficile da sostenere che non sia un fatto che diventa reale (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Bartolozzi. Ne ha facoltà.

GIUSI BARTOLOZZI (FI). Vorrei esprimere la posizione del gruppo di Forza Italia che è contrario all'emendamento, ma il presidente Lollobrigida lo comprenderà; non è sicuramente per prendere poltrone o per tradire la fiducia dei nostri elettori, ma, in coerenza con quello che abbiamo tante volte detto, specie in Commissione giustizia. Vorrei ricordare qualche dato: su una capienza di quasi 54 mila posti, attualmente la popolazione carceraria, alla data del 31 dicembre, è di oltre 4 mila posti in più. Quindi, sicuramente c'è un esubero. A questa considerazione va aggiunta quella dei dati dell'epidemia COVID. E' una considerazione tecnica per la quale, con il provvedimento di cui facevano cenno i colleghi di Fratelli d'Italia, che noi pure abbiamo contestato nel merito durante i lavori in Commissione con lo scorso Governo, non è che li rimettiamo in libertà: mandiamo ai domiciliari, con braccialetto elettronico, i condannati che hanno residui di pena inferiore ai 18 mesi. Con l'ulteriore limitazione - ma sicuramente i colleghi lo ricorderanno - che è esclusa tutta una serie di reati gravi (quindi non certo per i mafiosi). Sono esclusi i detenuti che hanno avuto procedimenti disciplinari (io me li sono appuntati), sono esclusi i delinquenti abituali. Quindi, è una certa fascia della popolazione carceraria, ma non certamente quella pericolosa. Presidente noi - e lo ricordo sempre per i colleghi di Fratelli d'Italia -, il gruppo di Forza Italia sollevò, durante l'esame di quel testo, delle perplessità perché è un dato tecnico ma lo rassegno all'Aula. Noi eravamo semplicemente preoccupati che quei 18 mesi potessero essere conseguenti al cosiddetto scioglimento del cumulo delle pene; se avevano comunque, anche i condannati per mafia, scontato la pena e residuata quindi una pena di diciotto mesi, avevamo la preoccupazione che il titolo non consentisse più la permanenza all'interno del carcere. Ora, Presidente perché il gruppo di Forza Italia oggi vota contrariamente a questo emendamento, in assoluta coerenza con le determinazioni che ha assunto sempre durante i lavori in Commissione giustizia? Perché i dati di cui accennavo prima rimangono: sovraffollamento, emergenza COVID e residui di pena con strumenti di tutela che sono quelli del braccialetto elettronico, addirittura in esubero rispetto a quelli che richiediamo, perché Arcuri ne ha presi molti di più di quelli che necessitano. Se così è, Presidente, ancora una volta - e concludo - la posizione di Forza Italia è di assoluta fiducia nei confronti del Ministro Cartabia, perché l'unico e ultimo nodo irrisolto di quella questione, che ci aveva visto tutti insieme, confrontarci in Commissione giustizia, possa avere uno snodo in qualche termine risolutorio, e lo snodo era, appunto, quello dello scioglimento del cumulo. Quindi, il voto contrario di Forza Italia non è certamente per altro; quindi, non è per mantenere poltrone (evidentemente il collega non si riferiva a noi). Comunque, noi rimaniamo fedeli ai nostri principi, fedeli alle posizioni assunte insieme ai colleghi di Fratelli d'Italia e la Lega durante i lavori dei tre anni passati in Commissione giustizia, ma la nostra fiducia nei confronti del ministro Cartabia è rinnovata, Presidente, e quindi, per queste motivazioni, il nostro voto sarà contrario.

PRESIDENTE. E' stato chiesto di votare per parti separate nel senso che si voterà prima il dispositivo, che se approvato, consentirà di votare le premesse, altrimenti no.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/159 Maschio, limitatamente al dispositivo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 31).

Ordine del giorno n. 9/2845-A/160 Siragusa: favorevole con riformulazione, va bene? Ordine del giorno n. 9/2845-A/161 Giannone: favorevole con riformulazione, va bene. Ordine del giorno n. 9/2845-A/162 Vinci: favorevole con riformulazione.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Vinci. Ne ha facoltà.

GIANLUCA VINCI (FDI). Chiedo di risentire la riformulazione.

PRESIDENTE. Prego, Ministro.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Presidente, la riformulazione sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/162 Vinci è favorevole con la premessa: “a valutare l'opportunità, compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica”.

PRESIDENTE. La riformulazione viene accettata, andiamo avanti. Ordine del giorno n. 9/2845-A/163 Buratti: parere favorevole con riformulazione, va bene.

Torniamo all'ordine del giorno numero n. 9/2845-A/79 Silvestroni, che era stato accantonato. Ministro?

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Presidente, se Silvestroni accetta la riformulazione, questa riformulazione è uguale a quella dell'ordine del giorno n. 9/2845-A/150 Fassina.

PRESIDENTE. Deputato Silvestroni?

MARCO SILVESTRONI (FDI). Grazie al Governo, grazie al Ministro per aver voluto accettare anche nei miei confronti la riformulazione fatta per il collega Fassina; chiedo però, nell'accettare la riformulazione, che venga messo al voto, perché, con questo ordine del giorno, come l'ordine del giorno Fassina, noi diciamo al Governo, diciamo all'Europa, diciamo alla Francia e alla Germania che l'Italia cura gli interessi strategici italiani e gli interessi degli italiani. Quindi, credo che dare più forza ai due ordini del giorno, all'ordine del giorno stesso con una votazione sia opportuno. Quindi, chiedo, nell'accettare la riformulazione, di metterlo ai voti.

PRESIDENTE. Ministro D'Incà?

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Presidente, solo per dire che l'ordine del giorno viene riformulato come l'ordine del giorno Fassina riformulato, così sono chiaro.

PRESIDENTE. Deputato Silvestroni?

MARCO SILVESTRONI (FDI). Avevo capito, l'accetto però chiedo che venga messo ai voti per dare più forza agli ordini del giorno, grazie.

PRESIDENTE. Perfetto, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2845-A/79 Silvestroni, nel testo riformulato, con parere favorevole del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 32).

Ha chiesto di parlare il Ministro D'Incà. Na ha facoltà.

FEDERICO D'INCA', Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Presidente, c'è credo un errore all'interno della riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/2845-A/1 Pagani. Devo aver detto erroneamente 307 come articolo del codice dell'ordinamento militare: in realtà, l'articolo è il 306.

PRESIDENTE. Va bene. Si è così concluso l'esame degli ordini del giorno.

Sospendiamo l'esame del provvedimento che, secondo le intese intercorse tra i gruppi, riprenderà dopo la sanificazione dell'Aula.

Alla ripresa della seduta avranno luogo le dichiarazioni di voto finale e la votazione finale.

La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 19,45.

La seduta, sospesa alle 18,15, è ripresa alle 19,50.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FABIO RAMPELLI.

Missioni.

PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Brescia, Casa, Cirielli, Colucci, D'Incà, Delmastro Delle Vedove, Delrio, Gebhard, Giachetti, Liuni, Lollobrigida, Lorefice, Maggioni, Magi, Paita, Perantoni, Silli, Sisto, Tasso e Zoffili sono in missione a decorrere dalla ripresa notturna della seduta.

I deputati in missione sono complessivamente 67, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto della seduta odierna.

Annunzio della formazione di una componente politica nell'ambito del gruppo parlamentare Misto.

PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della richiesta pervenuta in data 23 febbraio 2021, è stata autorizzata in pari data, ai sensi dell'articolo 14, comma 5, del Regolamento, la formazione della componente politica denominata “L'Alternativa c'è” nell'ambito del gruppo parlamentare Misto, cui aderiscono i deputati: Andrea Colletti, Andrea Vallascas, Raffaele Trano, Pino Cabras, Alvise Maniero, Arianna Spessotto, Paolo Giuliodori, Emanuela Corda, Rosa Alba Testamento, Maria Laura Paxia, Francesco Sapia e Massimo Enrico Baroni.

Il deputato Andrea Colletti ne è stato designato rappresentante.

Si riprende la discussione.

(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 2845-A)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Sara Cunial. Ne ha facoltà. Diamo voce alla collega… proviamo a cambiare microfono. Prego.

SARA CUNIAL (MISTO). Grazie, Presidente. Quanto tempo ho?

PRESIDENTE. Lei teoricamente ha dieci minuti…

SARA CUNIAL (MISTO). Va bene, mi servirà molto meno.

PRESIDENTE. …il gruppo, invece, ne ha segnalato uno, guardi un po'…

SARA CUNIAL (MISTO). No, tra uno e dieci facciamo una media. Grazie, Presidente.

Possiamo convivere con i vostri virus, ma di certo non possiamo convivere con il male più grave d'Italia, che si chiama conflitto di interessi e che voi del Governo rappresentate così bene, anche in questo provvedimento: si va dai Ministeri affidati a chi lavora per le lobby e distrae fondi pubblici per istituti privati dove piazzare parenti e amici, ai CTS totalmente anti-scientifici, ai commissari corrotti, addetti alla gestione dell'emergenza e agli appalti al peggior offerente, dai posti d'onore in Consiglio di Stato, alle mancette alla fidata editoria, senza la quale la pandemia non esisterebbe.

Tutto rientra nel vostro progetto del Gruppo dei Trenta di - testuali parole - distruzione creativa del tessuto economico e sociale della micro e piccola impresa e partite IVA, che sono la colonna portante di questo Paese: migliaia di cittadini e famiglie, a cui state violentando sogni, speranze e diritti con la vostra ingordigia, condannando il futuro dei nostri giovani all'eterna trappola del debito del Recovery, come il vostro culto neoliberista vi comanda.

C'è fame, disperazione e sofferenza nel Paese, e voi state qui a giocare con le poltrone del Governo. Due sono le cose: o ci fidiamo di voi o ci fidiamo del popolo italiano, o votiamo per voi e i vostri provvedimenti o votiamo a favore del popolo italiano.

Avete ridotto il Parlamento al finto dibattimento di una sterile opposizione ormai ricattabile e schiavizzata, trasformando di fatto la Repubblica italiana in una Repubblica presidenziale, la cui più alta carica ha lasciato, purtroppo volentieri, a sua detta, il comando agli strozzini liquidatori d'Italia.

Negli Stati Uniti, per la presunta occupazione di Capitol Hill da parte di sedicenti barbari, il Presidente Trump ha subito un processo per impeachment. Ebbene, chi si assumerà la responsabilità in questo Paese di aver fatto entrare dei barbari nelle istituzioni? Sto parlando del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che, come negli Stati Uniti, deve essere richiamato alla sua responsabilità, anche con l'eventuale messa in stato d'accusa e attentato alla Costituzione per aver realizzato il peggior incubo degli italiani - concludo -, il tutto con i più devoti ossequi all'unica cosa a cui obbediremo ad ogni costo, cioè la Costituzione italiana.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Angiola. Ne ha facoltà.

NUNZIO ANGIOLA (MISTO-A-+E-RI). Onorevole Presidente, cari colleghi, convertiamo oggi il “DL Milleproroghe”, una vecchia anomalia nella legislazione nostrana. Come ha scritto l'Osservatorio sui conti pubblici, i cosiddetti “decreti Milleproroghe” contengono due tipologie di norme che colpiscono la nostra attenzione: le norme che prevedono proroghe infinite e quelle che prevedono proroghe che potremmo definire affannose. Le prime si ripetono anno dopo anno, per periodi che a volte superano il decennio; le seconde, invece, prorogano i termini che sono stati fissati da leggi pochi mesi prima e riflettono l'affanno dei soggetti interessati all'approssimarsi di una scadenza impossibile da rispettare.

L'auspicio di noi di Azione-+Europa, forse troppo ambizioso, è che il nuovo Governo riesca ad invertire la rotta anche in questo campo, andando incontro alle esigenze di stabilità, certezza e semplificazione della legislazione, richiesta dai cittadini e dalle imprese.

Inoltre, questa volta, purtroppo, i tempi dell'esame parlamentare sono stati sacrificati per la concomitanza con la crisi di Governo. Ci auguriamo che ciò non si ripeta e che nei prossimi provvedimenti sia possibile, in Parlamento, approntare modifiche migliorative.

Noi di Azione-+Europa vorremmo in questa fase segnalare alcuni provvedimenti di un certo interesse.

Per quanto riguarda l'Università e l'AFAM, in deroga alle disposizioni dei regolamenti di ateneo delle altre istituzioni della formazione superiore, l'ultima sessione delle prove finali per il conseguimento del titolo di studio relativo all'anno accademico 2019-2020 è prorogata al 15 giugno 2021.

Per quanto riguarda l'abilitazione scientifica nazionale, i lavori del sesto quadrimestre nell'ambito della tornata dell'abilitazione scientifica nazionale 2018-2020 si concludono entro il 31 maggio 2021, mentre il decreto-legge n. 183 limitava la proroga al 15 aprile; le Commissioni nazionali restano in carica fino al 15 settembre 2021, anziché fino al 30 luglio 2021.

Per quanto riguarda la stabilizzazione dei precari della PA, viene dato un anno in più ai precari della pubblica amministrazione per maturare i requisiti per la procedura di stabilizzazione e anche per partecipare ai concorsi con posti a loro riservati al 50 per cento; i tre anni di contratto devono essere maturati entro il 31 dicembre del 2021.

Per quanto riguarda il bonus vacanza, c'è una proroga: potrà essere utilizzato non più entro il 30 giugno 2021, ma entro il 31 dicembre 2021.

Per quanto riguarda le scorie nucleari, i comuni avranno più tempo per fare le loro osservazioni sulla mappa delle aree utilizzabili per il deposito delle scorie nucleari; infatti, si avranno a disposizione 180 giorni, e non 60 giorni, per la consultazione avviata dopo la pubblicazione della CNAPI, cioè della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale e Parco tecnologico.

C'è anche una proroga per quanto riguarda la richiesta della Cassa integrazione guadagni COVID: spostati al 31 marzo i termini di decadenza per la presentazione delle domande per far richiesta della Cassa integrazione guadagni COVID.

E' stata rafforzata la struttura del MEF per il Recovery Plan: si rafforza la struttura del Ministero dell'Economia che si deve occupare del Recovery Plan. Le assunzioni, infatti, crescono da venti a trenta, si introducono criteri più stringenti per il concorso e si prevede anche la possibilità di chiamare fino a dieci dipendenti delle altre amministrazioni per l'apposita unità di missione creata presso la Ragioneria generale dello Stato.

Per lo smart working ci sono delle novità: i datori di lavoro pubblici e privati potranno continuare ad organizzare il lavoro dei propri dipendenti applicando il cosiddetto smart working semplificato, prescindendo pertanto dagli accordi individuali e dagli obblighi informativi previsti dalla disciplina ordinaria; la proroga del termine, inizialmente stabilito al 31 marzo 2021, si estende a non oltre il 30 aprile 2021.

C'è anche una riduzione del cuneo fiscale: il decreto-legge n. 182, con il quale viene messa a regime l'ulteriore detrazione per i redditi oltre i 28 mila euro e fino a 40 mila euro, viene trasfuso totalmente nel decreto-legge “Milleproroghe”.

C'è una proroga dei termini di adeguamento alla normativa antincendio per gli edifici scolastici e gli asili nido: i termini di adeguamento alla normativa antincendio sono prorogati al 31 dicembre 2022. C'è anche una proroga per quanto riguarda i trattamenti di integrazione salariale: i termini di decadenza per l'invio delle domande di accesso ai trattamenti di integrazione salariale collegati all'emergenza epidemiologica da COVID-19 e i termini di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo degli stessi, scaduti entro il 31 dicembre 2020, sono differiti al 31 marzo 2021.

PRESIDENTE. La ringrazio…

NUNZIO ANGIOLA (MISTO-A-+E-RI). Non ho completato, un attimo, Presidente, avevo necessità di riprendere un po' il filo.

PRESIDENTE. Prego, ha ancora quattro minuti a disposizione, se vuole.

NUNZIO ANGIOLA (MISTO-A-+E-RI). Tra i temi che anche noi di Azione e +Europa avevamo affrontato con alcuni emendamenti ce ne sono due, sui quali mi voglio soffermare nel mio intervento. Prima di tutto, la prescrizione. Noi abbiamo presentato in Commissione diversi emendamenti che sospendevano la “riforma Bonafede” ma, tra la presentazione dell'emendamento e la votazione in Commissione, c'è stato un evento nuovo ovvero l'avvicendamento al Ministero della Giustizia. Per questo, abbiamo congelato l'emendamento che avevamo inizialmente immaginato, chiedendo che non venisse messo in votazione, con un atto di fiducia nei confronti del Ministro Cartabia. Ma non è una fiducia incondizionata: attendiamo che il Ministro venga in Commissione ad esporre le sue linee programmatiche e, soprattutto, attendiamo fatti concreti. Per questa ragione, ieri abbiamo scelto, non di astenerci, ma di non partecipare al voto perché, se avessimo dovuto votare nel merito, non avremmo potuto che votare a favore dell'emendamento, che sospende la riforma della prescrizione. La giustizia per noi è un tema dirimente: in questo campo non faremo mancare le nostre proposte costruttive, ma coraggiose, affinché si cambi davvero passo.

Altro tema: il blocco degli sfratti. Il decreto-legge in esame lo estende a ben 16 mesi, annullando tutti i provvedimenti con i quali i giudici avevano ordinato di restituire ai proprietari i loro immobili, spesso dopo anni di contenzioso e di occupazione abusiva, favorendo di fatto l'illegalità. Si tratta di una misura che sta mettendo in ginocchio migliaia di famiglie perché le priva della disponibilità del frutto del loro risparmio e del loro lavoro e annulla una fonte di reddito, in molti casi in presenza di rate di mutuo da pagare, costringendole inoltre a sostenere le spese condominiali che sarebbero a carico degli inquilini morosi. Il tutto senza alcun risarcimento da parte dello Stato, anzi, in costanza dell'obbligo di versare l'IMU.

Si sarebbe potuto e dovuto fare di più, approvando in Commissione le proposte di modifica presentate dai diversi gruppi, tra cui il nostro. Ad ogni modo, apprezziamo la convergenza su un ordine del giorno condiviso che impegna a verificare la congruità dei termini di scadenza della sospensione degli sfratti per morosità, distinguendo tra le situazioni di morosità pregressa e successiva rispetto all'insorgenza della crisi pandemica, e a prevedere forme di ristoro economico o di agevolazione fiscale in favore dei proprietari degli immobili interessati dalla sospensione del rilascio per morosità. E, quindi, caro Presidente e cari colleghi, vigileremo affinché si dia attuazione a questi impegni, a dire il vero già assunti dal precedente Governo nei confronti di Azione e +Europa.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Tasso. Ne ha facoltà.

ANTONIO TASSO (M-EUR-MAIE-PSI). Grazie, Presidente. Il “Milleproroghe”, sostanzialmente, è la prima prova parlamentare di questa nuova maggioranza. È un “decreto omnibus”, come sappiamo benissimo, in cui si cerca di dare soluzione a tanti problemi che assillano i cittadini, acuiti poi dall'emergenza pandemica.

Tanti, dicevo, i punti di attenzione che mi portano a dichiarare, a nome di Europeisti-MAIE-PSI, il voto favorevole al provvedimento, il che, però, non mi esime dal fare alcune considerazioni su qualche tema. Il tema delle trivelle: ne abbiamo fatto una battaglia territoriale importante. Il blocco delle nuove concessioni fino al 30 settembre, di certo, è un sufficiente compromesso ma pur sempre un compromesso, che rimane tale e non risolve quello che riteniamo un pericolo per il Paese. Se noi siamo convinti che l'emergenza climatica sia un dato di fatto, un problema sentito e un pericolo denunciato più volte, allora è opportuno che tutte le fonti fossili rimangano laddove sono in questo momento e, cioè, sottoterra, perché quello di cui si ha bisogno è una opportuna e veloce transizione energetica - mi permetto di usare questa terminologia molto utilizzata in questi ultimi periodi - basata sulle rinnovabili, che porterebbe benefici al clima, all'ambiente e all'economia con la creazione di migliaia di nuovi posti di lavoro.

C'è anche un ragionamento di coerenza da fare, comunque, con gli impegni presi dal nostro Paese con l'Unione europea e con i nostri cittadini affinché si imbocchi, come detto e sostenuto da fonti autorevoli, questo deciso percorso verso la transizione energetica che contrasti la crisi climatica in corso e dia impulso alle fonti pulite e all'efficienza energetica, incentivando, al contempo, pratiche e stili di vita davvero sostenibili, dalle attività agricole fino alla mobilità, per ridurre rapidamente gli impatti dei vari settori produttivi. I passi da compiere, Presidente, a mio avviso, oltre al blocco delle trivellazioni, sono quelli di un'attuazione della volontà di un deciso stop a tutti quei progetti che mirino a bruciare combustibili fossili, escludendoli quindi da ogni finanziamento pubblico.

Secondo tema che vorrei affrontare brevemente è la questione del blocco degli sfratti, che ha suscitato un dibattito notevole, come abbiamo ascoltato in quest'Aula, e soprattutto un grande interesse da parte dei parlamentari, che sono stati giustamente - perché rientra nei nostri compiti - informati con centinaia di e-mail che denunciavano un tema complesso, delicato e che tocca la violazione di diritti costituzionalmente riconosciuti. Dunque, il rinvio delle decisioni in merito può essere accettato con la giustificazione che l'Esecutivo ed il Ministero preposto vogliano fare le cose perbene e, quindi, valutare con attenzione anche l'ordine del giorno concordato sull'argomento, che anche noi Europeisti-MAIE abbiamo sottoscritto. Ma bisogna valutare con attenzione ed equità tutti i casi, cioè tutelare chi, in stato di necessità, ha davvero bisogno di avere un riparo domiciliare senza penalizzare chi, con sacrificio, ha realizzato il possesso di una casa e ne ha fatto anche una fonte di reddito e sostentamento. È necessario però farlo in fretta: come detto, è una questione di equità, giustizia sociale e perequazione economica.

Infine, siamo soddisfatti che sia stato accolto un nostro emendamento a prima firma Borghese, che prevede un'ulteriore proroga dei termini, al 31 dicembre 2022 e al 31 marzo 2023, per il rilascio di credenziali diverse da SPID, carta di identità elettronica e carta dei servizi e del termine di utilizzo di quelle già rilasciate e non ancora scadute.

Dunque, Presidente, per concludere davvero, fatte queste riflessioni e ribadendo le tante soluzioni previste in questo decreto che sono a favore dei cittadini, confermo il voto favorevole della componente Europeisti-MAIE-PSI.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Plangger. Ne ha facoltà.

ALBRECHT PLANGGER (MISTO-MIN.LING.). Il decreto ha richiesto un lavoro molto intenso in Commissione, anche in ragione della transizione dal precedente Governo al Governo Draghi, che ha avuto la fiducia delle Camere soltanto alcuni giorni fa. Come è stato osservato da diversi gruppi parlamentari e, in particolare, dalle forze politiche che sostengono il Governo Draghi, al di là delle difficoltà oggettive vi era stato un confronto costruttivo che ha consentito un buon inizio e di evitare comportamenti ostruzionistici.

Tuttavia, siamo consapevoli del fatto che, per problemi obiettivi, molte siano le questioni che è stato inevitabile accantonare e che, a nostro giudizio, richiederebbero un'ulteriore provvedimento di proroghe, e questioni che rinviamo alle responsabilità e alle valutazioni del nuovo Governo.

Come Autonomie, esprimiamo un parere positivo e apprezziamo che, fra gli emendamenti ritenuti prioritari, siano state accolte le nostre proposte, come la proroga degli incentivi per gli impianti di biogas di piccola taglia e quella fino al 31 dicembre 2023 al fine della realizzazione dei progetti di sicurezza per piccole linee ferroviarie, tra cui la linea Malles-Venosta-Merano, in provincia di Bolzano.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Renzo Tondo. Ne ha facoltà.

RENZO TONDO (M-NCI-USEI-R-AC). Grazie, Presidente. Capisco che il Governo gode di un'ampia fiducia e di un'ampia maggioranza, ma sarebbe bene che almeno le forme, che in politica sono importanti, venissero rispettate e che i rappresentanti del Governo, anziché chiacchierare, almeno facessero finta di ascoltare gli interventi.

Detto questo, voglio fare qualche considerazione senza fare alcuna polemica. Ieri abbiamo avuto un momento importante; è stato rappresentato da molti parlamentari che hanno giustamente filmato o immortalato il pannello che riportava un'amplissima maggioranza a favore del Governo del Presidente Draghi; il primo provvedimento in Aula di questo nuovo Governo arriva oggi e con il voto del “Milleproroghe” noi auspichiamo che si dia finalmente inizio a una stagione di politiche espansive, anche se i primi atti - dobbiamo dirlo con assoluta sincerità, noi non facciamo sconti a nessuno - sono in senso contrario. Non siamo convinti della bontà di avere avvertito all'ultimo minuto che gli impianti di sci non potevano partire, così come il decreto di oggi mi pare che non faccia alcun passo avanti rispetto alla rappresentazione che ci è stata fatta, che è quella di produrre politiche di dinamiche espansive.

Mi sembra che siamo ancora al prodotto di una strategia difensiva, a mio avviso improntata a una strategia di poco coraggio. Noi con l'Italia-USEI, che rappresento in questo intervento, si aspetta una nuova dimensione da parte del Governo Draghi. Ci interessa assai poco se si debba o no accettare il mantenimento di posizioni precedenti o fare cose nuove; siamo in linea con le parole del Presidente del Consiglio, sperando che diventino presto fatti, laddove invoca il debito buono anziché quello cattivo e invoca politiche produttive ed espansive per il Paese. Siamo francamente stufi dello show mediatico, delle passerelle piene di contraddizioni di virologi, medici, uomini di scienza che, molto spesso, si contraddicono tra di loro, creando confusione anche ai nostri cittadini.

Credo che siamo nella condizione, non rinviabile, di dare il via ad una stagione di una politica nuova, una politica che pensa al Paese e all'economia. Non possiamo pensare che il nostro Paese e la nostra economia possano vivere molto a lungo di assistenza; ormai abbiamo passato la boa del primo anno, non si va avanti all'infinito con il blocco dei licenziamenti, non si va avanti all'infinito con la cassa integrazione, non si va avanti all'infinito con i sussidi, non si va avanti all'infinito con il blocco degli sfratti, come ampiamente dimostrato dal dibattito di stamattina in Aula (ricordo l'intervento del nostro capogruppo, Maurizio Lupi).

è necessario riprendere a produrre ricchezza se vogliamo garantire i servizi ai nostri cittadini e, in particolare, alle fasce più deboli della nostra comunità. Sia ben chiaro, non sono qui a chiedere il “tutto aperto”, mi basterebbe che il Governo mettesse mano ad alcune assurdità, le chiamava così il collega Sgarbi, ormai certificate: assurdità per cui si può andare sugli aerei, chiusi, e non si può andare a sciare all'aria aperta, assurdità per cui si può pranzare al ristorante, ma non si può cenare, assurdità per cui si può salire su un autobus, ma non si può andare a teatro. Leggetevi l'ultima circolare inviata dalle prefetture ai prefetti, che hanno diramato ai vari ristoranti e alle mense, per cui se fanno una convenzione con una ditta che manda gli operai, poi il ristoratore può dare loro il pranzo o la cena, se invece passano quattro operai che vanno a cambiare, che so, il tubo di scappamento di un camion o fare qualcosa, non lo può fare; siamo veramente di fronte a situazioni assolutamente incomprensibili.

C'è poi, e mi avvio alla conclusione, il tema dello smart working. Voglio rappresentare un tema che ho toccato con mano; nel quartiere dove abito vivono due coppie, da una parte c'è un'insegnante, una maestra che ha sposato un funzionario regionale, nell'appartamento vicino c'è un signore che gestisce un bar e la moglie che gestiva una parruccheria all'interno del centro commerciale, quindi non poteva tenerla aperta. Vi assicuro che chiunque di voi venisse nel giardino dove i ragazzi vanno a giocare saprebbe distinguere a colpo d'occhio quali sono i figli della coppia che hanno un reddito fisso sicuro e quali sono i figli che aspettano qualche cosa per poter comprare quello che gli serve per la propria vita. Vogliamo regolamentare tutto questo, Governo? Vogliamo dare un po' di disco verde all'economia del nostro Paese, oppure continuiamo nella politica che finora ha prodotto risultati non certamente favorevoli completamente? E io mi fermo qui, perché non voglio fare polemica.

Detto questo, e chiudo davvero, questa è un'occasione unica, quella che ci si presenta con un Governo con una maggioranza così ampia, un'occasione unica, irripetibile e soprattutto fondamentale. Dobbiamo favorire la realizzazione di quelle riforme strutturali senza le quali il Recovery Plan italiano resterà un elenco di buoni propositi; e due in particolare: la riforma della pubblica amministrazione e la riforma della giustizia, che sono elementi fondamentali per consentire l'attuazione dei progetti ambiziosi e strategici che vogliamo portare avanti e che dobbiamo portare avanti, e tutto questo all'interno del messaggio chiaro che il Presidente del Consiglio ci ha dato, che è quello del debito buono, che è quello per gli investimenti e per la produttività.

Ecco, noi valuteremo su questo, non faremo sconti ad alcun Governo; abbiamo aperto con grande disponibilità, e forse prima di tanti altri, al Governo Draghi, ora ci aspettiamo che alle parole seguano fatti, e i fatti per ora ancora non si sono visti. Certamente è presto, ma le indicazioni devono essere date quanto prima (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Noi con l'Italia-USEI-Rinascimento AdC).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Giorgio Silli. Ne ha facoltà.

GIORGIO SILLI (MISTO-C!-PP). Grazie, Presidente. Compostezza e equilibrio, queste sono parole che le vecchie volpi della Prima Repubblica, a telefono, in questi giorni, ci stanno ripetendo. Compostezza ed equilibrio perché la situazione che stiamo vivendo in questo periodo, in questi giorni, in queste settimane è un qualcosa di quasi mai visto; proprio qui, sulle scale, ieri parlavamo con alcuni colleghi guardando il tabellone e, come dire, anche i più appassionati di storia non ricordano un tabellone interamente o quasi interamente monocolore, come quello che vediamo in questi giorni. E, allora, vede, signor Presidente, la compostezza e l'equilibrio servono soprattutto per chi non si è trovato in quest'Aula per caso, servono soprattutto per chi viene da una storia politica lunga, per chi ha militato dai consigli di circoscrizione ai consigli comunali, ai consigli regionali e si è trovato in Parlamento; non si è trovato in Parlamento per caso, ma si è trovato in Parlamento lavorando sul territorio, rappresentando delle idee e un contenitore ideologico.

Vede, io potrei elencare, come hanno fatto alcuni miei colleghi, alcuni punti più o meno condivisibili, più o meno positivi o negativi del “Milleproroghe”, preferisco però fare un ragionamento politico, perché è questo che dovremmo fare in quest'Aula, dei ragionamenti politici affinché la politica dia il giusto indirizzo alla pubblica amministrazione, al Paese, alla cosa pubblica, e purtroppo all'interno delle Aule parlamentari di ragionamenti politici, da qualche anno a questa parte, se ne fanno sempre meno. Questo potrebbe essere il momento giusto, il momento opportuno per ricominciare a fare dei ragionamenti politici e a fare delle sintesi, perché questa è la parola magica nelle democrazie parlamentari: la sintesi. Laddove una maggioranza è formata da forze politiche diverse, e per forza politica diversa, signor Presidente, io non intendo il simbolo in cima alla lista, io intendo il contenitore ideologico, cioè chi è progressista, chi è conservatore, chi è liberal-conservatore, chi ha una visione economica liberista, socialdemocratica.

La sintesi deve essere la parola d'ordine, laddove vi è la necessità di maggioranze così ampie. Non ce l'ha ordinato il dottore di creare una maggioranza così ampia, ma, di certo, ci ordinano il dottore e il popolo italiano di onorare, come dire, questa scelta, cercando nei mesi a venire di comportarci nel modo più opportuno. Di certo la visione del Paese, l'idea del Paese, l'idea di società che noi abbiamo in quest'Aula è diversa, è diversa in ogni spicchio di questo emiciclo: LeU ha un'idea, il PD ha un'altra idea. Io, signor Presidente, sono toscano, so bene cosa vuol dire avere idee diverse rispetto alla sinistra, diciamo, italiana e del centro Italia soprattutto. Al centro abbiamo altre idee come a destra abbiamo altre idee e oggi lo abbiamo visto chiaramente, e mi rivolgo al signor Presidente ma vedo anche il Ministro D'Incà in Aula. Oggi l'abbiamo visto chiaramente: ci sono degli argomenti dove è difficilissimo mediare. Oggi ci siamo scontrati sulla prescrizione, ci siamo scontrati sulla questione inerente agli sfratti, ci scontreremo sicuramente su tantissimi altri argomenti soprattutto quando arriveremo negli ultimi mesi dell'anno in cui dovremo approvare tutto ciò che riguarda bilancio e destinazione dei fondi pubblici e di eventuali finanziamenti. Una cosa, però, io credo che ci metta tutti d'accordo in quest'Aula: siamo assolutamente tutti colpiti, sdegnati da questo anno di COVID e siamo tutti consapevoli che questo è un Paese che ha e avrà dei grandi problemi economici. Io spero che all'interno di quest'Aula continueremo a essere convinti che la ripresa passerà solo esclusivamente - o almeno soprattutto - attraverso le imprese ed è per questo che la mia forza politica, Cambiamo!, ha dato per prima - una delle prime - la fiducia al Presidente del Consiglio, proprio perché crediamo che la sua vista, la sua, come dire, visione di Paese in chiave economica sia una visione vincente e spero veramente che non deluderà le nostre aspettative.

Signor Presidente, l'intervento che mi ha preceduto, dell'onorevole Tondo, ha colpito in pieno una questione fondamentale, che difficilmente noi, al di là delle alchimie di Palazzo e delle leggi elettorali che usciranno dalle Commissioni o da queste Aule, nei prossimi anni, nei prossimi decenni riusciremo ad avere una maggioranza così ampia, ma soprattutto difficilmente riusciremo ad avere, anche seppure in maniera artificiosa come la stiamo avendo adesso, una sorta di accordo o, comunque sia, una tendenza, una propensione alla sintesi e alla mediazione. Oggi, oggi, signor Presidente, con questa maggioranza si devono affrontare le riforme scomode; scomode sappiamo tutti che cosa significa in questo Paese, perché andare a toccare argomenti come il fisco, la riforma fiscale, la giustizia, la pubblica amministrazione sappiamo perfettamente che sono dei campi minati, ma una maggioranza come questa può affrontare a testa alta, di fronte al popolo italiano e di fronte a tutta la pubblica amministrazione e quello che ne consegue, queste riforme scomode. Se faremo queste riforme noi, come Paese, avremo un futuro e rimarremo tra gli otto Paesi più industrializzati del mondo; se queste riforme non verranno fatte, io veramente temo per il nostro futuro.

Ovviamente, signor Presidente, so che c'entra poco con il “Milleproroghe”, ma una raccomandazione che non smetterò mai di fare dev'essere la chiave europeista di questo Governo, ma non credo ci sia bisogno di raccomandarlo oltremodo, e la chiave di visione atlantica. Noi non possiamo più permetterci, all'interno di queste Aule e all'interno dei palazzi del potere, di - mi verrebbe da usare una parolaccia e noi toscani dobbiamo frenarci a volte - non permetterci di, come dire, prostituirci, ecco, di fronte a sirene che cantano e che chiamano da una parte o dall'altra. Noi siamo fermamente all'interno del Patto atlantico, siamo filoamericani e continueremo a esserlo (sento dire troppe volte e sento fare troppe volte dei riferimenti ad altri Paesi).

E, quindi, noi dichiariamo il voto favorevole, signor Presidente, non senza dei grandi sacrifici, sacrifici, però, che credo tutti all'interno di quest'Aula dovranno fare, chi da una parte, chi da un'altra, e tutti quanti, ovviamente, credo lo faranno per il bene dell'Italia (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Cambiamo!-Popolo Protagonista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Fabio Berardini. Ne ha facoltà.

FABIO BERARDINI (MISTO-CD-IE). Grazie, Presidente. Ministri, onorevoli colleghi, oggi siamo chiamati all'approvazione della legge di conversione del consueto “decreto Milleproroghe”, un decreto varato dal precedente Governo che doveva necessariamente essere convertito per non vedere la decadenza delle tante norme già in vigore. Per questo motivo ringrazio il nuovo Governo per il grande sforzo che è stato fatto. Questo è un decreto che, a causa della crisi di Governo passata, rischiava di essere convertito senza alcuna modifica da parte del Parlamento per i tempi notevolmente ristretti. Grazie al lavoro portato avanti dalle Commissioni riunite affari costituzionali e bilancio, che ringrazio, sono stati, invece, approvati numerosi emendamenti, contemperando, ovviamente, il loro numero con il tempo a disposizione per la conversione in legge. Sono state inserite norme importanti per la tutela dei cittadini, alle quali la nostra componente ha dato il proprio contributo attivo. Ne cito alcune: voglio ricordare l'emendamento, a mia prima firma, che proroga al 30 settembre 2022 la validità delle graduatorie del personale scolastico educativo e ausiliario destinato ai servizi educativi e scolastici gestiti direttamente dai comuni. A causa del blocco dei concorsi pubblici dovuto alla pandemia, infatti, si rischia una grave carenza di personale. Grazie a questa norma, invece, si potrà ancora attingere dalle graduatorie in scadenza. Ancora, grazie all'emendamento della collega Lapia è stato incrementata, per l'anno 2021, da 5 a 7 milioni di euro la dotazione del Fondo per l'assistenza dei bambini affetti da malattia oncologica. Questo emendamento è stato altresì sottoscritto praticamente da tutti i gruppi parlamentari. Con emendamento a firma del collega Fusacchia, invece, è stata prorogata l'ultima sessione utile dell'anno accademico al 15 giugno 2021, per concedere agli studenti la possibilità di laurearsi in tempo nonostante gli stop imposti dall'emergenza COVID. Quindi, una norma che guarda ai giovani. Questo decreto reca altresì norme a tutela dei più deboli, come, ad esempio, la proroga di un anno del termine per la presentazione delle istanze di indennizzo per le vittime dei reati intenzionali violenti.

In futuro, Presidente, auspichiamo che vengano affrontate, con decisione e coraggio, alcune tematiche che necessitano di una risposta definitiva. Chiaramente mi riferisco alla problematica delle trivelle sul lato ambientale. La sfida ambientale è una sfida che il nostro gruppo vuole cogliere e su cui chiaramente è pronto a confrontarsi con le forze politiche. Chiaramente poi ci sono le tematiche che riguardano gli sfratti e le cartelle esattoriali, dove auspichiamo un intervento risolutivo e celere. Noi, come al solito, saremo presenti per offrire il nostro attento contributo. Per tali ragioni, annuncio il voto favorevole della componente Centro Democratico-Italiani in Europa (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Centro Democratico-Italiani in Europa).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Stefano Fassina. Ne ha facoltà.

STEFANO FASSINA (LEU). Grazie, Presidente. Come è evidente a ciascuno di noi, il provvedimento che convertiamo in legge oggi è segnato da alcune anomalie: la prima sul piano politico è un'anomalia positiva e va sottolineata; cioè, votiamo, approviamo, convertiamo un decreto senza ricorrere al voto di fiducia, fatto importante che dovremo provare a riprodurre. Vi sono anomalie di segno negativo.

La prima, che non mi stanco di sottolineare, riguarda l'ennesimo atto di quello che abbiamo chiamato “bicameralismo alternato”, cioè il fatto che i provvedimenti legislativi siano discussi in modo attivo soltanto da una Camera. In questo ambito, voglio ricordare l'ordine del giorno che abbiamo approvato, presentato dal collega Ceccanti, per limitare, per evitare i cosiddetti decreti Minotauro e cioè la confluenza di decreti successivi in decreti precedenti che riducono ulteriormente i tempi di discussione e di approvazione da parte della Camera. È un'anomalia da sottolineare anche lo strumento stesso; oramai ci siamo abituati, da tanti anni, al “Milleproroghe”, è diventato ordinario prorogare le scadenze legislative; e, tuttavia, dovrebbe essere un'eccezione. È evidente che questa considerazione vale meno per l'anno che abbiamo alle spalle, per il 2020, in cui, effettivamente, l'impraticabilità di tanti campi ha determinato la necessità, poi, di arrivare alle proroghe. Tuttavia, in un contesto legislativo ordinario la proroga dovrebbe essere una misura eccezionale che, magari, a fine anno si mette nella legge di bilancio ma non oggetto di un decreto che, appunto, diventi sistematico.

Infine, nella congiuntura che abbiamo dovuto attraversare nelle scorse settimane, ricordo anche i tempi particolarmente ristretti per l'analisi del provvedimento; l'avvicendamento tra i due Governi ha inevitabilmente costretto la discussione in Commissione bilancio e in Commissione affari costituzionali in pochissime ore. Tuttavia, nonostante il contesto, siamo riusciti, con sforzo, con impegno, con senso di responsabilità di tutti, ad approvare emendamenti importanti. Ne voglio sottolineare due sui quali il mio gruppo, Liberi e Uguali, ha avuto un ruolo rilevante. Il primo, che ha come prima firma quella del nostro capogruppo, Fornaro, relativo alla Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il Deposito nazionale di rifiuti radioattivi. È stato importante introdurre 120 giorni in più per poter coltivare quel dialogo con i territori interessati dalla Carta e poter ascoltare, poter provare a convincere i territori, giustamente preoccupati, della necessità, appunto, di arrivare, poi, a una soluzione condivisa. Il secondo emendamento, sul quale è stata protagonista la collega Muroni, è relativo al Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee, cioè il quadro di riferimento condiviso con regioni, province e comuni per la programmazione delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi sul territorio nazionale. Anche qui, la scadenza posticipata al 30 settembre consente di avere maggiore capacità di valutare gli aspetti anche contraddittori che il Piano implica.

Non siamo riusciti ad approvare altri emendamenti, su alcuni dei quali abbiamo discusso oggi. Ricordo l'emendamento sugli sfratti, l'emendamento che riguarda Alitalia, l'emendamento sulle prescrizioni. Siamo arrivati a degli ordini del giorno, in alcuni casi condivisi, ed è stato un passo in avanti importante. Sugli sfratti è stato posto giustamente in evidenza che il blocco non può essere la soluzione e che i proprietari vanno compensati per l'onere sopportato; noi stessi abbiamo presentato un emendamento per esonerare dall'IMU, nel 2021, i proprietari direttamente coinvolti dal blocco degli sfratti.

Non siamo riusciti ad approvarli e, tuttavia, abbiamo fatto una discussione importante rispetto alla quale, però, mi permetto di sottolineare che la rimozione di una soluzione sbagliata - appunto, il blocco degli sfratti - non risolve il problema che ha portato a quella soluzione sbagliata e, cioè, il fatto che in Italia la disponibilità di edilizia residenziale pubblica è drammaticamente inadeguata. Lo era già prima del COVID, insisto su questo punto: anche prima del COVID, l'80 per cento, l'85 per cento, il 90 per cento degli sfratti riguardava morosità incolpevoli e questo dato si è aggravato col COVID. Quindi, per risolvere il problema dobbiamo andare a fondo e guardare a questa carenza. Ecco, su questo vorrei che ci fosse un'attenzione non dico analoga ma, comunque, sufficiente a mettere nella agenda di questo Parlamento, magari nell'ambito della discussione del Piano nazionale di ripresa e resilienza…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, deputato Fassina.

Chiedo al Governo, cortesemente, di essere presente a se stesso e ai colleghi di non disturbare il Governo.

STEFANO FASSINA (LEU). Grazie, Presidente. Vorrei che ci fosse - dicevo – un'attenzione sufficiente a porre in agenda un Piano nazionale per l'edilizia residenziale pubblica, perché la rimozione della soluzione sbagliata lascia il problema irrisolto e, invece, lo dobbiamo risolvere. Ecco, in questo quadro sono rimasti aperti tanti problemi, ne abbiamo discusso, ne abbiamo discusso in un contesto, se mi posso permettere, più attento all'ascolto e meno orientato a inveire ciascuno nei confronti dell'altro. Quindi, è stato un passo in avanti importante. I problemi che abbiamo lasciato aperti, anche quelli su cui abbiamo approvato emendamenti di proroga, devono essere - e mi rivolgo al Governo - affrontati nei provvedimenti che sono in agenda. Il Governo deve ascoltare la discussione, l'orientamento del Parlamento per i provvedimenti in agenda. Il primo è il “Ristori 5” che deve dare alcune risposte rispetto a problemi che abbiamo rinviato o che non siamo stati in grado di affrontare; l'altro è il Piano nazionale di ripresa e resilienza che, nella sua prospettiva strategica, deve raccogliere le proposte con le giuste dimensioni finanziaria e temporale che sono state impraticabili negli emendamenti al “decreto Milleproroghe”.

Concludo, Presidente. Abbiamo fatto un lavoro importante; certo, un lavoro limitato ma un lavoro utile, un lavoro necessario ed urgente. Per questo il gruppo di Liberi e Uguali voterà a favore del provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Liberi e Uguali).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Mauro Del Barba. Ne ha facoltà.

MAURO DEL BARBA (IV). Presidente, onorevoli colleghi, esattamente due mesi fa - era il 23 dicembre - eravamo in quest'Aula in una situazione analoga: dichiarazione di voto e voto finale della legge di bilancio. In affanno, praticamente con la legge di bilancio affidata alla mediazione politica dei gruppi ed alla loro responsabilità, per via del gravissimo ritardo nella consegna del testo al Parlamento da parte del Governo allora in carica. In quell'occasione ebbi modo di chiosare, nella dichiarazione di voto, che tra le tante verità che avevano bisogno di affermarsi al di sopra di una situazione politica assai delicata, che si stava già avvitando verso una crisi di Governo che era nell'aria, la verità più clamorosa ed inconfessabile era quella di aver lavorato bene insieme - e lo dicevano anche i colleghi che mi hanno preceduto - in quella situazione di straordinaria necessità. Fu una constatazione quasi imbarazzante; caduto il velo artificioso dell'amico-nemico, la situazione di straordinaria difficoltà consentiva solo di scegliere tra disastro e responsabilità. Si scelse la responsabilità e così ci fu la legge di bilancio e il Parlamento riuscì addirittura, con buona pace dei titoli dei giornali di allora, a migliorarla sensibilmente, proprio come è avvenuto in questo caso.

Per certi versi, il Parlamento, la Camera, ha dovuto affrontare questo “Milleproroghe” orfana del Governo, cambiato durante i lavori, e solo nel collaudare una nuova larga maggioranza che, salvo l'eccezione di Fratelli d'Italia, ricorda sostanzialmente le dinamiche di quella legge di bilancio.

Vorrò tornare su questa analogia in chiusura di intervento, perché credo che quest'Aula non debba perdere l'occasione di riflettere sulle dinamiche Parlamento-Governo e sul ruolo che il Parlamento può e deve recuperare in questo scampolo di legislatura, proprio nel momento in cui molti ritengono - a mio avviso sbagliando - che non vi sarà alcun ruolo per questo Parlamento, inghiottito nell'azione di Governo.

Del “Milleproroghe” e dei suoi contenuti abbiamo parlato in maniera abbondante nella giornata di oggi. Il collega Marco Di Maio ha ricordato i tanti risultati che anche Italia Viva ha raggiunto assieme alla collaborazione degli altri gruppi. I temi spinosi della prescrizione e degli affitti hanno fatto dei passi avanti. Molti altri temi non hanno trovato cittadinanza. Buona parte degli emendamenti dei gruppi, proprio grazie a questa collaborazione, sono entrati nel provvedimento.

Alcuni ritengono che il “Milleproroghe” sia un segno della sconfitta della politica. In parte è vero, lo dicevamo tutti. Ma mi rifarei, per valutarlo pienamente, alla logica e alle dinamiche di chi opera quotidianamente nella dimensione del fare: le imprese e le famiglie. Ogni volta che si sposta una data, siamo di fronte ad una mezza sconfitta e, forse, ad una mezza vittoria: mezza sconfitta, perché si certifica un errore, un fallimento, un'imperizia o comunque un imprevisto; mezza vittoria, perché si interviene con una contromisura, un piano B o comunque una dilazione, per valutare meglio il da farsi. Quello che assolutamente non può andar bene è che questo spostamento sia un appuntamento fisso a fine anno, che aspettiamo come i botti di Capodanno.

Dovremmo, pertanto, esaminare ciascuno dei nostri interventi e soppesare attentamente se sia preponderante la parte virtuosa, la mezza vittoria, o la parte viziosa, la mezza sconfitta, che certifica l'incapacità di risolvere i problemi. Questo ci restituirebbe, colleghi, il ruolo che compete al Parlamento e, più in generale, alla politica; restituirebbe ai cittadini la comprensione del nostro operato. Purtroppo, i margini che ci lasciamo per la discussione dei problemi non ci consentono di compiere questo necessario esame, ma ci lasciano la più semplice, a volte semplicistica, valutazione in merito ai costi della decisione. Costa di più lasciar scadere questa vicenda o prorogarla? E, a volte - diciamocelo con sincerità - non è nemmeno possibile, nei tempi dati, la valutazione del costo di questa scelta e altro non rimane, a quel punto, che valutare genericamente l'area di intervento, chi la chiede, che sensibilità politica tocca, quale gruppo la propone e se rientra nella sua quota parte di emendamenti. Nonostante ciò, siamo riusciti in condizioni difficili a migliorare anche questo provvedimento. Viceversa, sottraendo a noi stessi quote successive di responsabilità, andiamo pian piano a soffocare il respiro politico del Parlamento stesso e non riusciamo a vincere la tremenda sfida, che non riguarda solo noi, non è un problema dell'Italia, ma di tutte le democrazie occidentali, specie se basate sul Parlamento, che devono affrontare la dicotomia Governo-rappresentanza.

Quello che voglio dire, onorevoli colleghi, è che con gli ultimi due provvedimenti ci si sono aperti inaspettati e improvvisi squarci di sereno, in un clima solitamente plumbeo e pesante, quello che avvolge da troppi anni il tema della rappresentanza degli interessi dei cittadini e la conseguente formazione di maggioranze adeguate a garantire il Governo del Paese.

Ovviamente si tratta di circostanze fortuite, quelle che si sono aperte in questi due provvedimenti, che in molti casi ci auguriamo di non più vedere di qui a fine legislatura, visto che sostanzialmente con questo voto chiudiamo una fase, per aprirne una nuova. Ebbene, se è chiaro che abbiamo dato vita ad un Governo che avrà in sé la forza di affrontare l'emergenza e la ripartenza, è altrettanto chiaro che questo squarcio di sereno ci si apre come opportunità su tutto il resto della legislatura.

Aver consegnato al Presidente Draghi ed al suo Esecutivo il compito di guidarci fuori dalla pandemia e far ripartire l'economia non ci “esime da”, anzi ci impone di operare affinché il Parlamento recuperi quella centralità nella rappresentanza degli interessi dei cittadini, anzitutto nel completare la riflessione su come consegnare alla prossima legislatura delle istituzioni funzionanti e non semplicemente tagliuzzate nel numero dei propri rappresentanti. Abbiamo visto con sgomento il prezzo che i cittadini debbono pagare quando le istituzioni non funzionano o funzionano male, con responsabilità non chiare, come è stato il caso della sanità e delle competenze Stato-regioni.

Abbiamo rincorso la crisi in questa terribile pandemia. Abbiamo riversato, sulle fiamme che divoravano il presente e il futuro dei nostri cittadini, una pioggia di miliardi per raffreddare questo devastante incendio. Abbiamo ora affidato ad un nuovo Governo - ampiamente rappresentativo rispetto al risultato elettorale del 2018, che aveva costretto il Parlamento a percorsi tortuosi - il compito di portarci definitivamente fuori dalla crisi, cogliendo le opportunità offerte dall'Europa.

Ora, nel momento più insperato, il Parlamento ha di fronte a sé un'ultima nuova opportunità, una responsabilità ancora più grande di quelle esercitate finora: affiancare all'azione di Governo, da cui ci aspettiamo molto, la capacità di rimettere al centro ed affrontare con perizia i bisogni quotidiani e futuri dei cittadini; recuperare lo spazio della rappresentanza, esercitarlo pienamente dentro quest'Aula; preparare e accompagnare le riforme necessarie per affiancare quanto il Governo farà nell'emergenza. È quanto un po' casualmente ci hanno mostrato gli ultimi due provvedimenti. È quanto ci ha invitato a fare il Presidente Draghi nel suo discorso di apertura al Parlamento, dicendo: nessuno fa un passo indietro rispetto alla propria identità, ma semmai, in un nuovo e del tutto inconsueto perimetro di collaborazione, ne fa uno avanti nel rispondere alle necessità del Paese. Per poi concludere: perché prima di ogni nostra appartenenza viene il dovere della cittadinanza.

Ebbene, colleghi - e concludo - tra il dilemma dell'appartenenza e quello della cittadinanza, semmai lo avessimo, abbiamo ora l'obbligo morale della rappresentanza, della sua espressione e della sua tutela futura con le nostre prossime scelte. È con questo spirito e con questa consapevolezza che annuncio il voto favorevole di Italia Viva a questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Trancassini. Ne ha facoltà.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Grazie, Presidente. Signor Ministro, onorevoli colleghi, è il primo provvedimento del Governo Draghi e, a noi, il compito di fare e di spiegare la nostra opposizione.

Vede, Presidente, viviamo in un momento di grave crisi della politica, se pensiamo che un comico fonda un partito e porta il 30 per cento di parlamentari in Aula, se pensiamo che uno come Toninelli ha fatto il Ministro e se pensiamo anche che, se una forza politica mantiene la parola data ed è coerente, deve per giorni giustificarsi e spiegare alla gente che la coerenza è un valore, che la coerenza è un'opportunità, che la coerenza è una stella cometa che ti dà più forza, soprattutto in situazioni come questa (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

La coerenza diventa una forza. Il collega Silli diceva che la sinistra e la destra hanno idee diverse. Sì, con una piccola differenza, collega Silli, che noi le nostre idee le abbiamo portate nelle Commissioni (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), da stamattina le diciamo in Aula, abbiamo la libertà e la forza di rappresentare quella destra che in questo momento non ha bavaglio alcuno. E sempre in un modo costruttivo, perché ha ragione Fassina che è una grande novità che non è stata chiesta la fiducia; ma, collega Fassina, non è stata chiesta la fiducia perché siete stati silenziati, perché tutti i partiti della maggioranza non hanno presentato gli emendamenti che avevano presentato quando c'era ancora il Governo “Conte 2”, perché ricordo all'Aula che sono stati depositati 2.383 emendamenti a questa legge “Milleproroghe”.

Delle due, l'una: o la maggioranza, la vecchia e la nuova, non aveva nulla da fare, e quindi si è dilettata nel trovare 2.300 motivi per emendare il “Milleproroghe” oppure questa legge aveva bisogno di andare al cuore dei 2 mila problemi che ci sono oggi nella nostra Nazione e, nel momento in cui si è insediato il Governo Draghi, siete stati silenziati e i 2.300 emendamenti sono spariti dalla discussione e sono rimasti, sostanzialmente, solo i nostri. Ecco l'importanza della coerenza, l'importanza di essere un'opposizione seria, moderna, costruttiva, perché grazie a noi, e questo ci va riconosciuto, abbiamo parlato di quei tantissimi problemi che qualcuno pensava che, folgorati sulla via di Draghi, improvvisamente o venissero risolti o si risolvessero da soli o, ancora meglio, si potessero nascondere sotto il tappeto.

E invece i problemi della quotidianità, i problemi delle nostre imprese sono lì e richiedono risposte tempestive, non ordini del giorno; ma poi lo vedremo. Grazie a Fratelli d'Italia abbiamo parlato delle assunzioni che servono alla Polizia penitenziaria, al comparto della sicurezza e della difesa, ai vigili del fuoco, al personale stabilizzato della Protezione civile (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Abbiamo dato voce alle professioni dimenticate dal Conte 2 e, ahimè, dal primo esordio del Draghi 1. Vi abbiamo chiesto di prorogare una misura secondo noi importante, che è quella del Superbonus del 110 per cento; noi vi abbiamo chiesto di prorogare quella, voi ci avete prorogato il bonus vacanze. Un cortocircuito razionale che mi piacerebbe che aveste il coraggio di spiegare non solo a tutti i cittadini, ma soprattutto a coloro che vivono nel comparto del turismo.

Ve lo hanno detto in tutti i modi che il bonus vacanze non avrebbe funzionato. È stato detto prima, quando lo avete pensato; è stato detto durante, quando lo abbiamo votato; ve lo hanno ridetto le associazioni di categoria durante le audizioni: non funziona! E tutte le forze politiche che avevano voce allora e che non l'hanno più oggi vi chiedevano di prendere quelle somme e di metterle a sistema, dandole direttamente a quel comparto con tutta una serie di proposte che noi facevamo ieri e che facciamo oggi, e che molti hanno dimenticato. Vi abbiamo costretto oggi a parlare della problematica degli sfratti, vi abbiamo costretto a parlare del problema degli sfratti perché non è come l'avete raccontata, cioè che per il problema degli sfratti e della prescrizione - avete pensato - non è questo il momento. Lo sapete perfettamente che è questo il momento, è tardi rispetto al problema degli sfratti, per la verità (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

È che siete stati riuniti in riunioni di maggioranza e la quadra non l'avete trovata, perché poi alla fine le differenze vengono fuori. Noi questo lo sapevamo e per questo, anche per questo, non siamo entrati nel Governo, perché uno che ha una visione di sinistra non riesce ad andare d'accordo con uno che ha una visione di destra su temi come questi. Ci dividono oceani da questo e da altri punti di vista. Vi siete riuniti, abbiamo perso due giorni in Commissione, in cui noi eravamo fuori dalla porta ad aspettare la fumata bianca, che non è mai arrivata su questo tema. Ve lo abbiamo chiesto con i nostri emendamenti, vi abbiamo chiesto di avere una visione d'insieme, perché esiste il modo di mettere insieme tutto il mondo degli sfratti. Bisogna avere competenza, coraggio e affrontare il tema nella sua unità, senza avere alle spalle ed essere consigliati da spinte ideali e soprattutto ideologiche.

Vi abbiamo chiesto, ma ve lo abbiamo chiesto in tutti i modi, di prorogare la validità del DURC: solo chi lavora sa esattamente quanto è grande questo problema. In questo momento, in cui siamo in crisi, in cui le imprese, anche quelle più solide, fanno fatica ad avere un DURC valido, vi abbiamo implorato di prorogarlo per qualche mese. Ci avete risposto di no perché comunque, anche su questo tema, avete pensato bene di guardare avanti, come se il problema non esistesse. Vi abbiamo fatto notare - grazie all'opposizione oggi forse qualcuno in Italia lo saprà - che l'esenzione dell'IVA sulle mascherine non c'è più. Ditemi voi il motivo, ditemi voi per quale motivo abbiamo tenuto esenti le mascherine dall'IVA e adesso l'abbiamo messa nuovamente! È passata forse la pandemia? Non ne facciamo più uso? La gente ha raggiunto una solidità economica tale, soprattutto i ceti meno abbienti, per cui comunque le mascherine - lo dico al collega Fassino – se le può tranquillamente permettere? No, è esattamente il contrario. La crisi è ancora più forte, i poveri sono ancora di più e soprattutto le mascherine ci servono ancora di più (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), ci servono quelle più costose. Vi siete voltati dall'altra parte e, grazie a questa forza politica, siete stati costretti a parlare di questi che non sono problemi marginali. Come la lotteria degli scontrini: una vergogna, una cosa che non so a quale sceneggiatore di thriller poteva venire in mente in questo momento di applicare. Eppure immediatamente su questo tema vi siete silenziati. Noi no, noi a dirvi che non è giusto, che non è questo il momento e, soprattutto, vi abbiamo detto che non è questo il momento di dividere il Paese e vi abbiamo chiesto di prorogare almeno quella vergogna della delazione alla quale voi vi riferite, chiedendo ai cittadini di fare la denuncia. Vi abbiamo chiesto di spostarli, di procrastinarli, perché non è questo il momento né di fare lotterie né, soprattutto, di dividere la nazione. Vi abbiamo chiesto tutto questo; voi, in cambio, ci avete dato lo “svuotacarceri”. Capite che si fa fatica a metterle insieme queste cose? Dello “svuotacarceri” certamente non c'era bisogno perché l'emergenza nelle nostre carceri si può affrontare in maniera diversa, ve lo hanno ripetuto i ragazzi della Polizia penitenziaria, qui fuori; a tutti, perché ci siete andati tutti a confortarli, a prenderci impegni (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

E poi vi siete silenziati, vi siete silenziati e vi siete accodati a questa follia dello “svuotacarceri”, una follia ideologica, una follia ideologica che, oggi pomeriggio, con un ordine del giorno, vi abbiamo implorato almeno di prendere l'impegno di non farla più. Perché volevamo stanare la maggioranza su questo e vi abbiamo messo a nudo! E' la stessa maggioranza, è la stessa logica del Governo Conte è la stessa follia del ministro Bonafede, la stessa! Che cosa vi costava prendere l'impegno, con un ordine del giorno, di dire basta “svuotacarceri”? Di dire che questa era l'ultima volta? Lo dico a quelle forze politiche con le quali abbiamo condiviso, condividiamo e condivideremo stagioni importanti di Governo. Su questo bisogna battere un colpo. Bisognava farlo passare quell'ordine del giorno, perché bisogna metterlo uno steccato, almeno su temi come questi. Vi abbiamo costretto a parlare della ricostruzione, un tema a me molto caro, grazie a Giorgia Meloni che ne ha parlato direttamente al Presidente Draghi, nonostante poi lui se ne sia dimenticato, nei discorsi di insediamento. Vi abbiamo chiesto di prorogare tutti gli aiuti a quelle popolazioni, facendo notare una banalità, che se lo Stato proroga per se stesso, lo stato di emergenza deve automaticamente prorogare tutti quegli aiuti che, per quelle popolazioni, diventano fondamentali. Su due richieste che vi abbiamo fatto non siete stati disponibili: l'importantissimo credito d'imposta per le popolazioni colpite dal sisma e la moratoria sui mutui per i comuni colpiti dal sisma. E su questo, Presidente, mi permetta di denunciare la vergogna di una propaganda che non si ferma davanti a nulla. Mentre noi proponevamo gli emendamenti per questi due…

PRESIDENTE. Concluda.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). …temi così importanti - e vado a concludere - l'onorevole Pezzopane si vantava che sarebbe stato approvato oggi un ordine del giorno che prevedeva eventualmente la possibilità di parlare di questi temi le prossime volte. Concludo, Presidente. Se mi prendo un minuto in più (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), Presidente, siamo la opposizione…

PRESIDENTE. No, l'ha preso già il minuto in più, è questo il problema.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). ….rispetto a 130 minuti per la maggioranza, un minuto in più, Presidente, non muore nessuno…

PRESIDENTE. La ringrazio.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). …no, mi faccia finire! E allora, Presidente…

PRESIDENTE. Lei sta un minuto fuori.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Concludo. E allora Presidente noi continueremo a fare le nostre proposte e ci aspettiamo che le nostre proposte verranno prese in considerazione perché, comunque, abbiamo profonda stima del Presidente Draghi e, per questo motivo, e solo per questo, ci asteniamo. Però comunque Presidente…

PRESIDENTE. Grazie

PAOLO TRANCASSINI (FDI). …indipendentemente da come uno la può pensare, veramente concludo,…

PRESIDENTE. Deve chiudere, altrimenti le tolgo la parola.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Presidente, sto concludendo, una valutazione finale.

Io penso, Presidente, che, indipendentemente da come uno la voglia pensare, io credo che tutto il Parlamento dovrebbe ringraziare Fratelli d'Italia perché c'è finalmente una (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)

PRESIDENTE. Grazie.

Ha chiesto di parlare il deputato Paolo Russo. Ne ha facoltà. Prego deputato Russo, intanto inizi…

PAOLO RUSSO (FI). Sono abituato al contrario, prima il silenzio e poi la parola (Applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia-Berlusconi Presidente e Partito Democratico)

PRESIDENTE. A volte si applaude anche prima di iniziare.

PAOLO RUSSO (FI). Presidente, ci siamo imbattuti in un provvedimento che rappresenta plasticamente la fragilità del nostro sistema normativo e la farraginosità della procedura, la rincorsa, oserei dire, intrepida del rinvio come sistema di Governo, come sistema di Governo delle necessarie riforme e delle naturali complessità. Quando una norma entra nel ginepraio dei rinvii, come assumesse un valore di ripetitività che prescinde dal merito, che trasfigura il bisogno, che si invera nella posposizione, una specie di categoria normativa a sé stante, che si rinnova nei ritardi, nell'incuria, nella assuefazione burocratica, nella procedura barocca e inutilmente ampollosa, una sorta di flipper normativo che stancamente si ripete in un rituale degno di pavidi legislatori e di burocrazie asfissianti. Certo, Presidente, forse il numero delle proroghe sarà l'esatta misura di quanto sia efficiente l'esercizio di Governo; pur sarà necessario, però, il coraggio del buon Governo nel lasciar decadere alcune proroghe e renderne strutturali altre. Insomma, vorremmo contribuire nei prossimi mesi a ridurre la sarabanda dei rinvii, la giostra delle proroghe, l'ottovolante delle date che si rincorrono, ma questo provvedimento ha presentato anche un'altra anomalia o, se volete, un'altra atipicità: questo provvedimento è l'ultimo retaggio - e non aggiungo aggettivi - del Governo giallorosso. Abbiamo provato a migliorarlo, credeteci, non è stato facile, sui temi della stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione, sui contratti del bacino PIP di Palermo, sull'adeguamento della normativa antincendio, sul sostegno a Radio Radicale ed all'editoria sui fondi per i lavoratori dello spettacolo (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente), sulle proroghe della validità dei patentini fitosanitari e degli attestati per le macchine irroratrici in agricoltura. La misura che solleva gli impianti di risalita da ulteriori adempimenti gravosi in un anno di totale fermo delle attività: anche questa è stata attenzionata. E ancora, le misure per le occupazioni di aree pubbliche da parte degli esercizi commerciali. E poi le necessarie indispensabili misure a favore delle popolazioni dei territori colpiti dal sisma del centro Italia. Due questioni rilevanti sono state affrontate, seppur provvisoriamente: la proroga sino al 31 marzo per presentare le domande di integrazione salariale e la proroga delle cartelle esattoriali e dei pignoramenti fino al 28 febbraio, che ovviamente necessitano entrambe, nelle prossime ore, di un ulteriore intervento normativo.

Certo, Presidente, avremmo fatto a meno di alcune proroghe: penso al bonus vacanze, una misura inutile, inefficace, irritante, non gradita agli operatori turistici ed ignota ai cittadini, una sorta di beffa che fa il paio con le brioche di Maria Antonietta d'Asburgo mentre il popolo ha fame. Dovremmo in questi mesi far tesoro delle differenze per meglio comprendere e magari migliorare le altrui convinzioni: anche questo è un esercizio in un Governo di unità nazionale che affronti davvero le emergenze. Rimangono fuori da questo testo due questioni che abbiamo posto con veemenza e che rappresentano i cardini delle nostre politiche nel segno di quelle libertà che, sin dal 1994, abbiamo provato a tutelare e valorizzare. Per noi, la libertà del cittadino nel rispetto degli altri, per noi, quella libertà viene prima di ogni altra, anche delle imposizioni vessatorie dello Stato. Certo, lo Stato ha il diritto di perseguire reati e punirli, ma non può trasformarsi in aguzzino nel rendere quel cittadino, nell'attesa di quella pretesa dello Stato, una sorta di cittadino che vive un'odissea, un'odissea trascorsa a difendersi dalle lentezze e dalle incapacità di uno Stato nell'accertare fatti e nel comminare pene. Ci è troppo facile e ci è stato troppo facile affidare con un ordine del giorno al Ministro Cartabia, custode sacro del precetto costituzionale, questo tema. E ci piace rimarcare come d'emblée, da un giorno all'altro, se volete, da un Governo all'altro, si è passati dalle paturnie ideologiche alimentate da scarsa dimestichezza con i libri, i codici e le norme al rispetto ossequioso dell'articolo 111 della Costituzione (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente), che suggerisce, che indica, che impone la ragionevole durata del processo.

L'altro tema per il quale ci affidiamo alla mediazione sapiente del Governo è quello dell'esproprio irragionevole ed immotivato che, in questi mesi di pandemia, si sta celebrando a danno dei proprietari di immobili. Anche in quest'anno scorso, avete deciso che i proprietari di immobili, ricchi per definizione, hanno dovuto funzionare, hanno dovuto operare, hanno dovuto lavorare finanziando gli inquilini, a prescindere, prescindendo dalle situazioni e dalle criticità, addirittura consentendo il blocco degli sfratti anche ai morosi, indipendentemente dalla emergenza COVID. Lo Stato non può fare beneficenza con il portafoglio di chi, magari, ha messo a reddito l'unico bene frutto di una vita di sacrificio e di lavoro (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). Anche in questo caso, già nel “decreto Ristori” non mancheranno le misure per cancellare questa ingiustizia e sostenere chi non ce la fa a pagare il fitto, ma anche chi ha un bene gravato da mille tasse e zero entrate.

Certo, questo è un giorno particolarmente difficile per il nostro Paese, che ci impone un ulteriore senso di responsabilità. Cadono in terre lontane due meravigliosi figli del nostro Paese: un ambasciatore, un carabiniere in servizio e il loro autista (Applausi). A Luca Attanasio, a Vittorio Iacovacci va il nostro ricordo, alle loro famiglie il nostro cordoglio ed un impegno ancora maggiore perché il nostro Paese sia ancora più forte e più autorevole e assicuri alla giustizia i criminali autori di questo barbaro ed efferato eccidio.

Dicevo maggiore responsabilità, Presidente, per uscire presto da una crisi sanitaria senza precedenti, da una crisi sociale devastante e da una crisi economica dirompente. Noi di Forza Italia, così come il presidente Berlusconi aveva per tempo indicato, siamo convinti e consapevoli dell'aver assunto con responsabilità un onere, un onere che abbiamo voluto: l'onere, cioè, di assumere e sostenere con convinzione e spirito patrio questo Governo ed il Presidente Mario Draghi. Per questa ragione, Presidente, annuncio il voto favorevole di Forza Italia (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Ubaldo Pagano. Ne ha facoltà.

UBALDO PAGANO (PD). Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di richiamare i punti salienti del provvedimento in esame, vorrei, anzitutto, ringraziare tutte le deputate e i deputati delle Commissioni referenti I e V per il grande sforzo che è stato loro richiesto nelle scorse settimane. Al pari, mi permetterete di ringraziare i colleghi Navarra e Corneli, originariamente individuati come relatori, e i presidenti delle Commissioni affari costituzionali e bilancio per aver assunto il loro incarico in itinere, a garanzia istituzionale durante il delicato passaggio di consegne tra il Governo precedente e il nuovo Esecutivo.

Credo che, nel contesto in cui siamo stati chiamati a svolgere le nostre funzioni, il lavoro svolto dalle Commissioni sia stato encomiabile. Il testo che oggi approviamo è senz'altro il frutto di uno spirito leale di collaborazione, che mi auguro contraddistingua il prosieguo di questa nuova fase politica.

Un sincero ringraziamento, infine, anche alle forze di opposizione, che non hanno mai manifestato intenti ostruzionistici, pur avendo valide ragioni, e che, al contrario, non hanno mancato di sollevare temi di grande rilevanza e attinenza con le difficoltà che vive il nostro Paese, come, ad esempio, quello che riguarda la proroga per gli sfratti, una questione di primaria importanza, su cui siamo certi che il Governo interverrà presto, raccogliendo le indicazioni degli ordini del giorno approvati oggi, per individuare e proteggere le persone più fragili e tutelare, al contempo, i diritti dei piccoli proprietari di immobili.

In secondo luogo, signor Presidente, mi sia concesso di fare un appunto sul metodo che ha caratterizzato in ultimo l'esame del decreto-legge che oggi convertiamo. Credo di farmi interprete del pensiero di tutti quando dico che è indispensabile, già a partire dal prossimo provvedimento, ricostituire condizioni di normalità nei lavori delle Commissioni e di questa Assemblea; un contesto che ci permetta di procedere con serenità all'esame dei provvedimenti soprattutto quelli di iniziativa governativa e restituire al dibattito parlamentare lo spazio dovuto, nel solco di un rinnovato bicameralismo e secondo le modalità che sono riconosciute dalla nostra Carta costituzionale. In merito a ciò, siamo fiduciosi che il nuovo Governo, superate le comprensibili incombenze dell'insediamento, raccoglierà questo appello e darà avvio a una stagione rispettosa delle sacrosante prerogative del Parlamento.

Venendo ai contenuti del decreto-legge, come accennato in precedenza, l'attività delle Commissioni si è dovuta limitare alla trattazione di un numero di interventi contenuto, ma non per questo di poco rilievo; tanto si è fatto per integrare la portata complessiva del testo trasmesso dal Governo, soprattutto per agevolare le imprese in questa complessa fase di emergenza e per dare alle pubbliche amministrazioni il sostegno che abbisognano in termini di strumenti per rispondere con maggiore puntualità alle esigenze dei cittadini.

Partiamo dalle imprese. Vi sono misure che intervengono su due fronti fondamentali, quello della liquidità e quello del sostegno al reddito. In primo luogo, infatti, si è provveduto ad ampliare fino al prossimo 30 giugno l'operatività della Garanzia Italia, ossia della garanzia straordinaria fornita da SACE sulle emissioni di titoli di debito da parte delle imprese colpite dagli effetti della pandemia; non un intervento qualsiasi, ma il presupposto per permettere alle aziende maggiormente danneggiate di fronte alla crisi pandemica di far fronte alle difficoltà di cassa determinate dalla pandemia.

In secondo luogo, interveniamo, come detto, sul versante delle misure di integrazione salariale, implementate a causa dell'emergenza. Vengono, infatti, differiti al 31 marzo 2021 i termini posti a pena di decadenza relativi alla richiesta di accesso alla cosiddetta Cassa COVID, alla trasmissione dei dati necessari per il pagamento e per il saldo degli stessi trattamenti, un canale in cui rientrano i trattamenti di integrazione salariale, gli assegni ordinari e l'ammortizzatore dedicato ai lavoratori dipendenti in agricoltura.

Inoltre, con l'approvazione di un emendamento presentato da tutti i gruppi, si estende l'applicabilità delle norme sullo svolgimento dell'assemblea ordinaria delle SpA e delle Srl disposto già dal “Cura Italia”, da tenersi entro il 31 luglio 2021; guardate, un correttivo non banale, decisivo in sede di approvazione dei bilanci perché permette lo svolgimento delle assemblee anche in modalità telematica a 180 giorni dal termine dell'esercizio finanziario. Ed, inoltre, si è posto finalmente rimedio al disallineamento che si era venuto a creare in tema di organi direttivi delle camere di commercio.

Come anticipato, poi alcune importanti modifiche sono intervenute nell'altro campo principale del decreto “Milleproroghe”, quello che riguarda l'azione della pubblica amministrazione e, in questo senso, due sono le modifiche che meritano forse maggiore menzione. Prima di tutto, il nuovo intervento di modifica in tema di superamento del precariato nella nostra pubblica amministrazione. Come sappiamo, questo è un tema di particolare importanza perché affronta il serio problema della stratificazione del personale assunto con contratti a termine nella pubblica amministrazione, una questione che trova una prima, decisiva risposta con la “legge Madia” e che proprio sulla base di quelle disposizioni occorre pian piano risolvere, grazie anche agli interventi di proroga come quello che abbiamo operato in questo caso. L'emendamento, infatti, estende al 31 dicembre 2021 il termine entro cui maturare il requisito dei tre anni di anzianità per la stabilizzazione e proroga alla stessa data il termine entro cui le pubbliche amministrazioni possono bandire concorsi in parte riservati ai dipendenti precari. Al contempo e per ovviare alle serie difficoltà di svolgere nuovi concorsi nel bel mezzo dell'emergenza pandemica, proroghiamo fino al 30 settembre 2022 la validità delle graduatorie comunali di insegnanti, educatori e personale ausiliario destinati ai servizi educativi e scolastici gestiti direttamente dai comuni.

Fuori dal perimetro dei due ambiti che ho citato prioritari, imprese e pubblica amministrazione, vorrei infine ricordare alcuni interventi che hanno un valore simbolico oltre che un'incidenza concreta. Si tratta di nuovi interventi in favore delle popolazioni e delle imprese dei territori colpiti dai terribili eventi sismici degli ultimi anni. Guardate, non è un intervento risolutivo, ma un altro importante segnale che continuiamo a dare, di vicinanza alle comunità che hanno vissuto quel dramma.

E, ancora, le misure per l'editoria: da un lato, differiamo per due anni l'abolizione dei contributi diretti a favore di alcune categorie di imprese radiofoniche ed editrici di quotidiani e periodici e, dall'altro, riconosciamo un contributo per l'anno in corso alle imprese radiofoniche che svolgono un'importante attività di informazione di interesse generale. Un bel contributo alla pluralità.

Per il mondo agricolo, nel decreto si va incontro alle difficoltà dei lavoratori e delle imprese del comparto sospendendo il pagamento della rata relativa ai contributi di novembre e dicembre 2020.

Per ultimo, signor Presidente, una questione che sta a cuore a tutti: l'individuazione del sito che ospiterà il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e il Parco tecnologico. Grazie a una modifica apportata dalle Commissioni referenti, viene differito da 60 a 180 giorni il termine decorrente dalla pubblicazione della CNAPI per la formulazione di osservazioni sulla proposta da parte delle Regioni, degli enti locali e degli altri soggetti autorizzati, intervento che riteniamo fondamentale per consentire ai territori e alle comunità interessate di formulare e far valere le proprie ragioni su una decisione tanto impattante come questa, nel solco di una sussidiarietà troppo spesso declamata e poco praticata.

Per concludere, signor Presidente, e per dirla con le parole di Franco Cassano (Applausi), grande pensatore del nostro tempo che ha seduto questi scranni e che oggi ci ha prematuramente lasciato, “ci sono giorni in cui lavori tanto ma nessuno se ne accorge e quelli in cui tutti lodano il niente che hai fatto”. Oggi magari non avremo risolto tutte le questioni dinanzi a noi, ma abbiamo compiuto il nostro dovere affermando la centralità del Parlamento, seppure in una delicatissima fase istituzionale.

Per tutto quello che ho detto, annuncio il voto favorevole del Partito Democratico su questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Paolo Paternoster. Ne ha facoltà.

PAOLO PATERNOSTER (LEGA). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, membri del Governo, questo è il primo provvedimento che arriva in Aula da quando è stato formato il nuovo Governo. Per inciso, il “Milleproroghe” ha già un nome che, per quanto mi riguarda, non mi è molto favorevole. Quando vai a parlare con un cittadino e gli dici cosa avete votato, “Milleproroghe”, la risposta che ti arriva è: “Ma perché non fate un provvedimento che sia una volta per tutte definitivo (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier)? Perché continuare a prorogare e a prorogare e, quindi, a mandare avanti dei provvedimenti che, invece, potrebbero essere stoppati e magari fatti altri, di nuovi e anche migliori?”. Quest'anno è andato così. L'auspicio è che il nuovo Governo, che la Lega sostiene in maniera convinta, possa darsi un obiettivo e che nei prossimi anni venga superato questo sistema del “Milleproroghe”.

La scorsa settimana il nostro capogruppo ha usato la parola “discontinuità” per spiegare le ragioni del nostro appoggio all'attuale Governo. Io scelgo, invece, il termine “responsabilità” per spiegare i motivi che spingono la Lega a sostenere il “Milleproroghe”, che è un provvedimento che, appunto, arriva dal precedente Governo e che, quindi, non siamo stati coinvolti a stilare.

Nel “Milleproroghe” sono stati trattati molti aspetti - è un provvedimento importante - e sarebbe stato utile ne contenesse molti di più.

Però, non c'era tempo per modifiche sostanziali, lo sappiamo, e qui arriva l'annoso problema, l'abbiamo vissuto anche durante l'approvazione della legge di bilancio: purtroppo, ed è una ferita per la democrazia, solamente una Camera, come per la legge di bilancio, riuscirà a toccare palla sul “Milleproroghe”, perché arriverà al Senato fra qualche giorno e scadrà giusto la settimana prossima. Anche qui, è un sistema, quello dell'emergenza legislativa, che secondo me dovrebbe essere superato. Siamo una Repubblica parlamentare ed è giusto che Camera e Senato abbiano la possibilità, il tempo e la facoltà di analizzare tutti i provvedimenti. E' ora di finirla, per quanto mi riguarda, che sia solamente una Camera che analizza i provvedimenti, l'altra Camera prende la fiducia e chi s'è visto s'è visto. Questo secondo me è un sistema da superare nel più breve tempo possibile (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Il “Milleproroghe” è stato approvato sabato notte in Commissione, ora è in Aula e poi dovrà appunto proseguire il suo iter in Senato e non c'è più tempo.

Sarebbe stato giusto sentire e cercare di mettere mano a molti temi, per esempio quello scottante degli sfratti. L'abbiamo sentito da un po' tutti i gruppi parlamentari oggi, separando le problematiche sugli sfratti da chi non paga perché vuole fare il furbo da chi oggettivamente non ce la fa, per mille motivi, anche legati purtroppo con la crisi del COVID-19, distinguendo quindi chi non può pagare da chi non vuole pagare, tutelando le fasce più deboli e salvaguardando nello stesso tempo i proprietari immobiliari, che non devono certo pagare le tasse su importi che non hanno incassato, magari da molti mesi. Deve esserci una condivisione di interessi con un occhio di riguardo agli sfortunati, beccando i furbetti e gli approfittatori e nello stesso tempo non ammazzando di tasse chi subisce l'occupazione del proprio immobile senza avere in cambio un becco di un quattrino (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

Per responsabilità abbiamo sostenuto questo provvedimento, certi che il Governo trovi una soluzione e che metta a posto le cose. E per responsabilità abbiamo sostenuto questo provvedimento, anche se avremmo preferito vi fossero inserite misure consistenti a favore del turismo. Siamo certi che il capo del Governo, col Ministro Massimo Garavaglia che saluto e a cui faccio gli auguri di buon lavoro, saprà prendere le dovute e urgenti decisioni in un provvedimento successivo per sostenere un comparto, quello del turismo, che rappresenta senza dubbio la più grande industria italiana: milioni e milioni di persone che lavorano con il turismo, centinaia di migliaia di partite IVA che purtroppo, negli ultimi dodici mesi, hanno subito dei danni gravissimi. Migliaia e migliaia di aziende che non apriranno più, con gente che è disperata. L'abbiamo visto anche purtroppo la settimana scorsa in occasione della mancata apertura di tutti gli impianti sciistici italiani, mentre magari qualcuno andava in Austria o in Svizzera a sciare, e questa è la dura realtà.

Anche per il settore dello sport potevamo avere delle proposte importanti; siamo certi che con i nuovi sottosegretari il settore dello sport avrà la giusta considerazione. Anche in questo caso per responsabilità abbiamo messo da parte le bandiere di partito per sostenere un Governo a cui la Lega crede convintamente, perché per noi vengono prima gli interessi del Paese e dopo gli interessi di partito.

Responsabilità vuol dire anche votare un provvedimento che speravamo contenesse misure a favore della riforma della giustizia civile e penale. La giustizia civile e penale deve essere tema di urgenti riforme, non è possibile avere processi che durano anche vent'anni, persone che rimangono sulla graticola per anni in attesa di sentenze in caso di processi penali e quindi di prescrizione bisogna necessariamente parlare. E' un fatto di giustizia, di civiltà e soprattutto di equità. Nel caso della giustizia civile, invece, ci sono processi che durano anche decenni prima che un'azienda o un cittadino ottengano un giudizio di qualsiasi genere. Non è possibile che anche in questo tema l'Italia sia il fanalino di coda dell'Europa e purtroppo non solo dell'Europa.

Anche sul settore sicurezza avevamo fatto delle proposte a favore del personale della Polizia, oggi gravemente in sofferenza, ma purtroppo non c'è stata la possibilità di arrivare a questo obiettivo. Dovremo comunque tenere conto di questa situazione in quanto le Forze dell'ordine devono avere necessariamente la giusta dignità nello svolgimento del loro lavoro.

Si poteva avere più coraggio anche sul differimento di molte imposte locali per andare incontro alle esigenze di famiglie e partite IVA. E' una priorità contenuta nel presente decreto, ma che senz'altro sarà oggetto di ulteriori e urgenti provvedimenti, come per 50 milioni di cartelle esattoriali in sospeso e per il magazzino fiscale che ormai arriva a circa mille miliardi di euro. E qui ci deve essere una soluzione, signor Presidente, che deve essere equa e intelligente. Da veneto speravo che la questione dell'autonomia differenziata avesse qualche risalto, anche per rispetto dei due milioni e mezzo di veneti che il 22 ottobre del 2017 hanno votato all'unanimità l'autonomia per il Veneto (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier) e anche per rispetto dell'80 per cento dei veneti che, qualche mese fa, ha scelto la Lega come baluardo e come strenuo difensore dell'autonomia differenziata che è una riforma costituzionale ormai irreversibile, lo ripeto, una riforma costituzionale ormai irreversibile (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier) e questo dobbiamo mettercelo in testa tutti! Siamo certi che il lavoro dell'ex Ministro Erika Stefani, Ministro per le Autonomie, sia stato un lavoro utile e prezioso e il nuovo Ministro Gelmini dovrà necessariamente tenerne conto, in quanto riteniamo che la questione autonomista deve avere una priorità nell'agenda del nuovo Governo. Avevamo anche proposto l'abolizione della segnalazione centrale dei rischi per gli scoperti di conto corrente, il rinvio dell'entrata in vigore del cashback per dirottare questi fondi in capitoli più urgenti, ma, purtroppo, gli altri partiti che sostengono il Governo non hanno avuto la sensibilità di appoggiare queste nostre ragioni.

Comunque, siamo soddisfatti; abbiamo visti approvati alcuni provvedimenti che sono andati appunto a buon fine, come la proroga delle bollette per le utenze delle zone terremotate, la possibilità data ai comuni di assumere personale da dedicare ai servizi educativi, l'estensione della rateizzazione sulla restituzione degli importi a favore dello Stato, il rifinanziamento a Radio Radicale per una corretta informazione e, poi, la possibilità di posticipare gli effetti restrittivi della “legge Madia” per le aziende partecipate di comuni, province e regioni, una maggiore tempistica per gli enti locali nella scelta dei siti strategici per lo stoccaggio di rifiuti nucleari e tanti altri provvedimenti di buonsenso. Per questo motivo, signor Presidente, esprimo il voto convintamente favorevole della Lega al “decreto Milleproroghe” (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Torto. Ne ha facoltà.

DANIELA TORTO (M5S). Signor Presidente, onorevoli colleghi, a breve saremo chiamati ad esprimere il nostro voto sul “decreto Milleproroghe”, un decreto che rappresenta una coda di quella che è la sessione di bilancio, con disposizioni urgenti sulla proroga di termini legislativi importantissimi, sulla realizzazione di collegamenti digitali e altre disposizioni relative alla proroga di quello che è lo stato di emergenza. Questo decreto contiene misure fondamentali anche per continuare ad erogare i servizi pubblici e mi riferisco alla sanità, in particolare, e alla digitalizzazione.

Prima di tutto, ricordo che vengono semplificate le procedure per realizzare la banda larga nelle scuole e negli ospedali e le famiglie sanno quanto tutto questo sia importante anche per rendere meno burocratici i servizi di cui usufruiamo ogni giorno. Infine, ma certo non è meno importante, ricordo che questo decreto contiene la norma che consente di stabilizzare il personale sanitario assunto a termine, quindi, i nostri medici, i nostri infermieri e i nostri operatori sanitari. E, poi, Presidente, vorrei citare il fatto che nel decreto che stiamo discutendo in questi giorni e a cui abbiamo lavorato assieme alle Commissioni bilancio e affari costituzionali, che ringrazio, è inserita la proroga per continuare a utilizzare le risorse per contrastare la povertà educativa. Questa proroga è importantissima, perché permette di recuperare, almeno in parte, l'offerta educativa per i più piccoli, per i bambini, per gli adolescenti che, come sappiamo bene, hanno dovuto rinunciare in questo periodo anche a quello che è il contatto sociale e, quindi, hanno dovuto vivere all'interno di quello che è il contesto familiare.

Questo provvedimento contiene tante misure, soprattutto rivolte a tante categorie; abbiamo sospeso, ad esempio, il pagamento dei contributi di novembre e dicembre 2020 che erano in scadenza il 16 gennaio, relativamente agli esoneri contributivi in agricoltura, a questo abbiamo aggiunto la proroga degli incentivi previsti per gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati a biogas e realizzati da imprenditori agricoli.

Abbiamo esteso le agevolazioni sugli immobili e le agevolazioni sulle tariffe di acqua, luce, gas e telefonia nelle zone colpite dal terremoto del 2016 in Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio e, sempre per questi territori, abbiamo prorogato al 31 dicembre 2021 le contabilità speciali per la messa in sicurezza del patrimonio culturale. E parliamo proprio di cultura, un settore che, sappiamo tutti, è stato duramente colpito da questa pandemia. Per questo mondo abbiamo confermato gli strumenti di supporto al reddito per i lavoratori del mondo dello spettacolo e abbiamo prorogato le misure straordinarie sul credito d'imposta per il settore cinematografico. Poi c'è tutto il capitolo sulle assunzioni, dalle stabilizzazioni nei ruoli del Servizio sanitario nazionale al comparto sicurezza e difesa e al Corpo dei vigili del fuoco. A proposito di sanità, riteniamo fondamentali le proroghe strettamente legate alla pandemia e allo stato di emergenza, comprese quelle che hanno consentito il potenziamento della capienza degli ospedali, in particolare dei reparti di terapia intensiva e subintensiva. Ognuno di noi sa quanto possa essere utile questo per i cittadini in questo momento. E vorrei cogliere, Presidente, questa occasione per ringraziare tutte le donne e tutti gli uomini che in questo lunghissimo periodo hanno combattuto contro il COVID in prima linea (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Il 20 febbraio scorso è stata la prima Giornata nazionale dei camici bianchi, in onore dei nostri medici, degli infermieri, degli operatori sanitari e di tutti i volontari, che non si sono mai risparmiati nel curare, nell'assistere e nel salvare vite umane, a volte anche rischiando di perdere la propria vita. Ed è a loro che va questa sera la nostra gratitudine, perché il loro coraggio non venga mai dimenticato. Presidente, mi lasci anche esprimere soddisfazione, a nome del MoVimento 5 Stelle, per il contributo che siamo riusciti a dare in questa fase, anche emendativa del provvedimento. Anche con il nuovo Governo abbiamo portato avanti la nostra voce, abbiamo portato avanti le nostre idee e abbiamo difeso i nostri principi, facendo valere il nostro peso politico, a cominciare dallo sblocco delle assunzioni per il miglioramento delle funzioni della macchina dello Stato e il rafforzamento della struttura amministrativa del Ministero dell'Economia, anche in vista dell'impegno che ci aspetta per l'utilizzo dei fondi del Recovery Plan. Un risultato che conferma la nostra visione, una visione basata sulla centralità di uno Stato efficace ed efficiente, che conferma anche la nostra possibilità di incidere in questa maggioranza, sempre ad esclusivo beneficio dei cittadini. Non solo, c'è una proroga che va a incidere direttamente sulla qualità della vita delle persone. Abbiamo tutelato le famiglie più vulnerabili, prevedendo la proroga della cessazione della tutela dei prezzi, a favore degli utenti domestici dell'energia elettrica e del gas fino al 2022. Questo cosa significa? Significa che abbiamo evitato, oltre alle conseguenze della pandemia, che numerose famiglie e micro imprese debbano anche subire un pesante aumento delle bollette. Per il MoVimento 5 Stelle questa è stata una questione di principio, dato che in una crisi così grave era nostro preciso dovere tutelare famiglie e micro imprese. E, tra i nostri princìpi, c'è anche la tutela dell'ambiente, un principio che è in grado di coniugare la crescita economica al rispetto del nostro pianeta. Siamo felici oggi che forze politiche, che fino a ieri sembravano essere così lontane dalle nostre posizioni, oggi si avvicinano a quello che è il programma, a quelli che sono gli ideali del MoVimento 5 Stelle. Un segno indicativo di questa consapevolezza ambientalista, Presidente, lo ritroviamo anche in questo provvedimento, con il quale abbiamo scongiurato le nuove autorizzazioni alle trivellazioni dei fondali del nostro mare, prorogando il termine di scadenza per l'adozione del Piano per la transizione energetica e sostenibile delle aree idonee. Questa proroga certamente non è ancora sufficiente, ma è il risultato di una mediazione su cui continueremo a lavorare e che sicuramente non avremmo raggiunto senza l'impegno e la presenza del MoVimento 5 Stelle nella maggioranza: questo non sarebbe accaduto. Ora è necessario, però, lavorare in sinergia, una sinergia che deve avere come obiettivo fare il bene dei cittadini. E raccolgo l'invito del Presidente Draghi, che, venendo a chiedere la fiducia alle due Camere, ci ha ricordato che l'unità adesso non è un'opzione, l'unità adesso è un dovere. Ritengo che questa sia una posizione giusta, ma così come è sacrosanto il rispetto delle nostre battaglie. Questa esperienza di Governo la fondiamo sulla convinzione che la transizione ecologica ed energetica non sarà un semplice slogan: sarà un programma di lavoro fatto di decisioni politiche ed economiche ben precise, decisioni che dovranno avere come unico obiettivo raggiungere vantaggi per l'ambiente, per l'occupazione, per il benessere delle persone, per la tutela del mondo animale. Il nostro impegno in questa nuova maggioranza nasce dalla volontà di continuare il lavoro fatto finora a fianco del Presidente Giuseppe Conte e a fianco di quelle forze politiche che hanno sempre saputo trovare un punto di caduta con i nostri ideali, con il nostro programma, e mai un punto di rottura. Un lavoro che lo stesso Presidente Draghi ha apprezzato e che noi consideriamo un punto di partenza incoraggiante per i mesi che verranno. Noi, Presidente, siamo qui per questo. Il MoVimento 5 Stelle voterà questo decreto con la certezza di essersi posizionato anche questa volta non con questo o con l'altro partito, ma con il benessere e il bene comune dei cittadini (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Sgarbi. Ne ha facoltà.

VITTORIO SGARBI (M-NCI-USEI-R-AC). Onorevole Presidente, dopo questo importante e lungo dibattito, in cui la posizione più rigorosa e nobile è stata assunta dal gruppo di Fratelli d'Italia, mi pare che una lacerazione sia nata sul tema della giustizia in quanti, nell'area di Forza Italia e anche di Azione, secondo quello che indicava l'onorevole Costa, hanno testimoniato. Credo quindi che sia opportuno, avendolo detto per primo in quest'Aula, che dopo quello che abbiamo letto in questi giorni nelle testimonianze di un membro del CSM, sia importante chiedere all'Aula una Commissione d'inchiesta parlamentare sull'attività della magistratura e sul rapporto con la politica. Mi pare importante ridirlo una seconda volta dopo la proposta di legge che ho fatto: non si può consentire che sui giornali e nei libri, non in Parlamento, si discuta un tema di corruzione e di collusione così grave di un mondo importante per lo Stato come quello della magistratura (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente e di deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto finale.

(Correzioni di forma - A.C. 2845-A)

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire per una proposta di correzione di forma, ai sensi dell'articolo 90, comma 1, del Regolamento, il relatore, presidente della Commissione affari costituzionali, deputato Brescia.

GIUSEPPE BRESCIA , Relatore per la I Commissione. Grazie, Presidente. Propongo la seguente correzione di forma, volta ad adeguare il titolo alle modificazioni introdotte nel provvedimento durante l'esame: al titolo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «Proroga del termine per la conclusione dei lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità “Il Forteto”».

PRESIDENTE. Se su tale proposta avanzata dal relatore non vi sono obiezioni, la stessa si intende accolta dall'Assemblea.

(Così rimane stabilito).

(Coordinamento formale - A.C. 2845-A)

PRESIDENTE. Rimane, altresì, stabilito che la Presidenza si intende autorizzata al coordinamento formale del testo approvato.

(Così rimane stabilito).

Prima di passare alla votazione finale, desidero stigmatizzare talune gravi affermazioni relative al Presidente della Repubblica, pronunciate in sede di dichiarazione di voto dalla deputata Cunial (Applausi), la gravità delle quali ho potuto personalmente constatare dalla lettura del resoconto stenografico. Mi limito al riguardo a far presente che nel dibattito parlamentare - come negli atti di sindacato ispettivo - non sono ammissibili “espressioni contenenti rilievi o censure che, anche se in forma indiretta o mediata, abbiano ad oggetto l'operato del Presidente della Repubblica” (Applausi).

(Votazione finale ed approvazione - A.C. 2845-A)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.

Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge n. 2845-A, con il seguente nuovo titolo:

“Conversione in legge del decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183, recante disposizioni urgenti in materia di termini legislativi, di realizzazione di collegamenti digitali, di esecuzione della decisione (UE, EURATOM) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, nonché in materia di recesso del Regno Unito dall'Unione europea. Proroga del termine per la conclusione dei lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità “Il Forteto”.”

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 33) (Applausi).

Avverto che, essendo stato testé approvato il disegno di legge n. 2845-A, nel cui ambito è contenuta la proroga del termine per la conclusione dei lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità “Il Forteto”, il secondo argomento iscritto all'ordine del giorno dell'odierna seduta, che reca l'esame di una proposta di legge avente la medesima finalità, non sarà esaminato dall'Assemblea.

In morte dell'onorevole Gianni Ferrara.

PRESIDENTE. Comunico che è deceduto l'onorevole Gianni Ferrara, già membro della Camera dei deputati nella IX e X legislatura.

La Presidenza della Camera ha già fatto pervenire ai familiari le espressioni della più sentita partecipazione al loro dolore, che desidera ora rinnovare anche a nome dell'Assemblea.

In morte dell'onorevole Francesco Cassano.

PRESIDENTE. Comunico che è deceduto l'onorevole Francesco Cassano, già membro della Camera dei deputati nella XVII legislatura (Applausi).

La Presidenza della Camera ha già formulato ai familiari le espressioni della più sentita partecipazione al loro dolore, che desidera ora rinnovare anche a nome dell'Assemblea.

Ha chiesto di parlare il deputato Marco Lacarra. Ne ha facoltà.

MARCO LACARRA (PD). Grazie, Presidente. All'alba di questa mattina si è spento Franco Cassano, professore ordinario di sociologia all'Università degli studi di Bari Aldo Moro, editorialista de L'Unità e L'Avvenire, autore di opere che tutti ricordiamo, da L'umiltà del male, a Modernizzare stanca, e poi il grande amore e impegno per la politica. Fu tra i più giovani animatori di quell'école barisienne, con Beppe Vacca e Biagio De Giovanni, che negli anni Settanta risvegliò il dibattito all'interno del Partito comunista italiano.

Ma Franco Cassano è stato soprattutto il padre e interprete de Il pensiero meridiano, un intellettuale di grande valore grazie al quale la nostra terra, la mia terra, la Puglia, ha vissuto una stagione nuova.

Franco che, nella scorsa legislatura, ha rappresentato la comunità del Partito Democratico, sedendo in questa Camera è stato un punto di riferimento costante per tutti noi. È dalle idee nate in seno alla sua città plurale che il centrosinistra pugliese ha trovato la forza per ergersi da una condizione di torpore e divisioni, ritrovando unità, incarnando lo spirito del progressismo concreto e illuminato della politica che nasce dalle esigenze delle persone e cresce nel civismo, nella partecipazione, nella terra fertile del confronto tra donne e uomini.

Il suo nome è scolpito nei nostri cuori e nella nostra memoria, nella consapevolezza che senza di lui nulla di tutto ciò che abbiamo costruito in Puglia negli ultimi quindici anni sarebbe stato possibile. Per lui, non un minuto di silenzio, ma una vita di battaglie per i diritti e le libertà degli ultimi e per combattere ogni ingiustizia, per una società migliore (Applausi).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Migliore. Ne ha facoltà.

GENNARO MIGLIORE (IV). In molti, in quest'Aula e fuori da quest'Aula, sono stati amici e allievi di Franco Cassano. È stato uno degli intellettuali più importanti e brillanti nel suo ragionare, che era una delle sue caratteristiche, di quello che era il pensarsi meridionale. Il suo pensiero meridiano ha informato intere generazioni, me compreso, di quale dovesse essere il valore del riscatto del Mezzogiorno. Un valore di un riscatto che si trovava anche in un'analisi lucida, sociologicamente perfetta ed emotivamente intensa di ciò che voleva dire il rapporto di potere nel Mezzogiorno. Tra i tanti suoi bellissimi libri, l'ultimo, L'umiltà del male, è certamente un monito anche per la sinistra e per il suo senso malcelato di superiorità, vorrei ricordare Il teorema democristiano, perché, attraverso quel libro, indagò quelli che erano i gangli del potere e anche le relazioni che si determinavano in una terra controversa, come quella meridionale, superando quegli stereotipi che avevano contraddistinto anche la letteratura e la saggistica precedente.

Franco Cassano è stato, quindi, soprattutto, un maestro del pensiero critico, è stato un uomo impegnato, che ha dato non solamente lezioni, ma è stato anche interprete di un attivismo politico e civico che è stato alla base, come diceva il collega Lacarra, di quella “primavera pugliese” che ha riscattato una terra così importante e così bella.

Franco Cassano è stato un uomo dai modi gentili, è stato sempre molto disponibile all'ascolto e, soprattutto, si è sempre posto - e concludo - nei confronti anche di chi era più giovane e più inesperto, con la capacità di essere un pari. In questo, il suo essere un “compagno” non era semplicemente un appellativo, ma era un modo di essere (Applausi).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Sisto. Ne ha facoltà.

FRANCESCO PAOLO SISTO (FI). È facile ricordare un intellettuale come Franco Cassano, un uomo del Sud, un uomo con cui io personalmente, nella scorsa legislatura, ho diviso momenti di tranquillità, frequentando insieme lo stesso albergo, un albergo di religiosi, che ci vedeva inaspettatamente comparire sull'uscio e avere la possibilità di scambiare due parole sul Sud, quando l'appartenenza non è un problema, anzi, la diversità di idee diventa un modo per colloquiare in maniera assolutamente più proficua.

Io ho segnato qui alcuni appunti, che sono più ricordi che omaggio al sociologo, al pensiero profondo, all'uomo di sinistra che, però, ha fatto della sinistra non un modo per dividere, ma un modo per cercare di unire, e probabilmente quando le proprie idee sono utilizzate per unire è il modo migliore per testimoniare una diversità utile, perché noi sappiamo bene che è il contraddittorio, il contrasto, la diversità, però quella che costruisce, che può portare davvero utilità alla democrazia.

Franco Cassano ci insegnava la logica come un suggerimento, un modo pacato e gentile, ha detto bene Gennaro Migliore, di imporsi e la semplicità come soluzione della complessità, come i grandi artisti che nel tratto riescono a risolvere un ragionamento molto più complesso.

Io me lo ricorderò con un volto che, in qualche modo, era simile a quello dei nostri contadini: sofferente, ma orgoglioso di essere un uomo del Sud, e questo orgoglio della appartenenza credo che sia il tratto più importante che noi gli dobbiamo e che dobbiamo certamente ricordare, come diceva lui, indipendentemente dalle appartenenze (Applausi).

Annunzio dell'elezione del presidente della Commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale.

PRESIDENTE. Comunico che la Commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale ha proceduto nella seduta odierna all'elezione del proprio presidente, in sostituzione del senatore Sergio Puglia dimissionario. è risultato eletto il senatore Tommaso Nannicini.

Sui lavori dell'Assemblea.

PRESIDENTE. Avverto che, secondo le intese intercorse tra i gruppi, lo svolgimento della votazione per schede per l'elezione di un Vicepresidente della Camera, prevista per la seduta di domani, è rinviata ad altra data, che sarà stabilita dalla Conferenza dei presidenti di gruppo. Avverto, inoltre, che, secondo le medesime intese, all'ordine del giorno della seduta di domani saranno iscritti i seguenti argomenti: a partire dalle ore 9, un'informativa urgente del Governo con la partecipazione del Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale in merito ai tragici eventi accaduti in Congo il 22 febbraio 2021. A partire dalle ore 17, le Comunicazioni del Ministro della Salute sulle ulteriori misure per fronteggiare l'emergenza da COVID 19.

Avverto, infine, che nell'allegato A al resoconto stenografico della seduta odierna sarà pubblicata l'organizzazione dei tempi delle comunicazioni del Ministro della Salute (Vedi l'allegato A).

Interventi di fine seduta.

PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.

Ha chiesto di parlare il deputato Simone Billi. Ne ha facoltà, per due minuti.

SIMONE BILLI (LEGA). Grazie, Presidente. Membri del Governo, sollecito una risposta alla mia interrogazione n. 4-07439 per garantire che i connazionali residenti all'estero e iscritti all'AIRE non vedano compromesso il proprio status di residenza fiscale all'estero a causa di una permanenza in Italia, nel 2020, di oltre 183 giorni per via delle restrizioni negli spostamenti imposte dal Coronavirus. Presidente, membri del Governo, è necessario chiarire, e derogare all'attuale normativa sulla residenza fiscale al più presto, prima della scadenza per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi tardive, che è già stata prorogata al 10 marzo, tra due settimane (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Francesca Galizia. Ne ha facoltà.

FRANCESCA GALIZIA (M5S). Grazie, Presidente. Oggi ci ha lasciato uno tra gli accademici più noti degli ultimi trent'anni. Ho ancora il ricordo del professor Franco Cassano che, nel suo fare da pensatore assorto, faceva i suoi ingressi nelle aule universitarie colme di studenti in attesa di ascoltarlo per due ore di fila. Rammento di non essermi mai annoiata durante le sue lezioni di sociologia, perché lui riusciva a rapirci tutti con le sue riflessioni, che andavano sempre oltre i contenuti di un testo, di un programma didattico e già scritto. Il suo pensiero meridiano, come lo ha chiamato lui stesso in una delle sue opere, era rivolto sempre al Sud, che egli e, dopo di lui, tanti come lui, me compresa, considerava il centro del Mediterraneo.

Franco Cassano è stato per molti illuminante e, partendo proprio dal suo pensiero, mi piace pensare che davvero la scommessa intorno alla quale tutto ruoti sia che il Sud, il nostro Sud, riesca a pensarsi e a guardare se stesso con la forza di un sapere che in qualche forma già possiede. Secondo lo studioso, la chiave sta nel riguardare i luoghi, nel duplice senso di aver riguardo per loro e di tornare a guardarli realmente per quello che sono. Lo smarrimento è grande ma forse la strada per sfuggirgli è davvero davanti agli occhi. Forse in questo momento la chiave per una ripartenza più spinta del Paese è portare il Mezzogiorno e tutte le aree del Paese in ritardo di sviluppo al centro della nostra agenda politica. Ecco qui il mio appello: che il Governo si dimentichi mai del Sud. Il Recovery Fund figura, in tal senso, come uno strumento prezioso che, se bene utilizzato, contribuirà concretamente alla riduzione di disuguaglianze territoriali e ad attrarre investimenti nelle aree interne, di montagna e soprattutto in tutto il Sud. Duecentonove miliardi a disposizione del nostro Paese; è una grande occasione per dare uno scatto di reni, riportare l'Italia nelle posizioni in testa all'Europa e il nostro Sud al centro del Mediterraneo. Buon viaggio oltre i confini, professor Cassano (Applausi).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Giorgio Trizzino. Ne ha facoltà, per due minuti. Il deputato Trizzino è assente; si intende che abbia rinunciato.

Ha chiesto di parlare la deputata Angela Colmellere. Ne ha facoltà, per due minuti.

ANGELA COLMELLERE (LEGA). Presidente e colleghi, in questi giorni il mio Veneto è stato scosso da tragedie che hanno profondamente colpito la nostra comunità. Nello scorso fine settimana, a Castello di Godego, in provincia di Treviso, un papà ha strangolato il figlio di due anni, dopo una diagnosi preliminare di autismo. A Vidor, sempre nel trevigiano, una mamma si è gettata da un ponte alto 15 metri, abbracciando il suo bimbo di 18 mesi, miracolosamente rimasto illeso. Ieri, in Polesine, un ragazzo di trent'anni ha ammazzato il padre di 57 a martellate dopo una lite. La settimana scorsa a Rosà, in provincia di Vicenza, un anziano di 83 anni ha ammazzato la moglie di 77, impiccandosi subito dopo. Infine, l'altro giorno un quarantunenne padovano, imprenditore del mondo dello spettacolo, si è sparato, perché senza lavoro da un anno.

Presidente, colleghi, richiamo la vostra attenzione su quanto sta accadendo sulla mia terra, ma credo anche in molte altre zone d'Italia. Quest'anno di pandemia sta aprendo altre ferite non meno emergenziali di quella sanitaria: il disagio dei neogenitori senza un sostegno familiare o sociale a causa delle restrizioni; quello di chi ha perso il lavoro e si vede negare o tardare i ristori, peraltro mai adeguati alle commesse perdute; quello di chi, in difficoltà per molte ragioni, si trova solo. Guardiamo, perciò, a questo aspetto della pandemia, che rischia di lasciare strascichi pesantissimi nelle nostre comunità, ben oltre la fine dell'emergenza sanitaria. Gli interventi di cui necessitano i cittadini sono oggi anche sociali, psicologici o semplicemente di ritrovare presto, laddove è possibile, momenti di condivisione, di apertura e di sostegno (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Giuseppina Occhionero. Ne ha facoltà, per due minuti.

GIUSEPPINA OCCHIONERO (IV). Grazie, Presidente. Intervengo anche oggi per rappresentare la gravissima situazione del Molise, che è travolto dalla crisi pandemica, perché i dati che oggi arrivano dall'Agenzia per i servizi sanitari sono allarmanti, sia sui ricoveri ordinari che su quelli delle malattie infettive, che rilevano una soglia del 44 per cento e non, ahimè, del 30 per cento, come annunciato dal nostro presidente della Regione, Toma. Il Molise, i molisani, noi molisani abbiamo paura e il Governo non può e non deve abbandonarci alla guida di chi, piuttosto che tutelare la salute dei nostri cittadini attraverso azioni urgenti e adeguate, ha pensato a cambiare opinione spesso, sovente, con opinioni contrastanti e confusionarie che hanno creato solo danno ai miei corregionali, il presidente della Regione e il commissario ad acta. Ecco perché io supplico il Governo di agire subito, ora, nei limiti delle proprie competenze, anche sostituendosi a chi, ad oggi, ha manifestato evidenti incapacità di gestione della pandemia.

E poi c'è un altro tema che mi preoccupa, e che è di queste ore, che riguarda un eccessivo numero di contagi che si sono registrati all'interno dello stabilimento della FIAT-FCA di Termoli. Ecco, è necessario sollevare la soglia dell'attenzione su questo stabilimento e innalzare il livello di sicurezza. Quindi io oggi voglio dare voce a tutti quei lavoratori della FIAT-FCA che hanno paura, che sono spaventati perché può scoppiare un nuovo focolaio pericoloso per l'intero Molise ed è giusto che la tutela della salute di tutti noi venga garantita (Applausi).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Stefano Ceccanti. Ne ha facoltà.

STEFANO CECCANTI (PD). Grazie Presidente, penso sia importante lasciare agli atti un ricordo, il ricordo di quello che accadde ad una libera Assemblea parlamentare quarant'anni fa, il Congresso dei deputati spagnolo, che fu assaltato manu militari dal tenente colonnello Tejero. “Quieto todo el mundo!”: così, con quest'urlo voleva imporre, il comandante Tejero, che voleva tornare indietro rispetto alla transizione democratica. Ma la Spagna non rimase quieta. Non rimase quieto il re quella notte tra il 23 e il 24, chiedendo ai cittadini di battersi per la democrazia e non rimasero quieti gli spagnoli che scesero nelle piazze a difendere la loro democrazia. Con quell'evento si chiuse la transizione democratica e si stabilizzò una delle democrazie a cui noi siamo tutti più legati, per un futuro comune e per l'importanza delle assemblee democraticamente elette e la cui vita deve sempre scorrere in maniera libera e democratica (Applausi).

PRESIDENTE. Do quindi lettura dell'ordine del giorno…Deputato Lovecchio, lei non era iscritto, però effettivamente io ricordo che mi ha prenotato l'intervento di fine seduta. Quando si è avvicinato, non avevo capito che non l'aveva già fatto registrare. Quindi, le do volentieri la parola, prego.

GIORGIO LOVECCHIO (M5S). Grazie Presidente. Ad agosto dello scorso anno il Presidente della Regione Puglia invitava tutti in massa a visitare la Puglia per le vacanze estive. Dopo solo un mese lo stesso Michele Emiliano invitava le famiglie a non mandare i propri figli a scuola e ad affidarsi alle elezioni esclusivamente in via telematica. La Puglia non è soltanto quella degli scorci incantevoli e del turismo internazionale; la Puglia è fatta anche di giovani talenti da coltivare in ogni modo e con scrupolo, senza alcuna approssimazione e la scuola è il luogo per eccellenza deputato a farlo. Ad oggi, mentre il Governo si attrezza per la riapertura in sicurezza degli istituti, il presidente Emiliano va in controtendenza ed emana un'ordinanza che limita per tutte le scuole di ogni ordine e grado la didattica in presenza almeno fino al 5 marzo. Non si è stati in grado, evidentemente, di varare un piano di rientro in sicurezza per garantire il diritto allo studio e quello alla salute. Alla base dell'ordinanza c'è la volontà dichiarata di voler vaccinare tutti gli operatori scolastici prima di rientrare in Aula. Ma lo stesso assessore alla sanità della Regione Puglia, Pier Luigi Lopalco, ha già fatto sapere che i tempi per raggiungere l'immunità sono raddoppiati. Ciò che preoccupa in questo momento è che quindi con ogni probabilità, contrariamente a quanto succede altrove, la didattica a distanza continuerà a pesare sulle centinaia di migliaia di famiglie pugliesi e sugli studenti, ma soprattutto sulle donne, costrette in molti casi a dover fare una scelta, ad abbandonare il loro lavoro per seguire i propri figli nello studio. Quindi, o Michele Emiliano possiede dati diversi da quelli del Ministero della Salute che giustificano misure così restrittive e penalizzanti, e quindi farebbe bene a comunicarle a tutti i pugliesi, oppure sarà l'ennesimo dazio che i cittadini sono costretti a pagare per colpe non proprie. Concludo: sarebbe auspicabile che il presidente della Regione Puglia ritirasse l'ordinanza che impone la didattica a distanza per tutti gli studenti pugliesi e garantisca in maniera definitiva un diritto sacrosanto qual è quello allo studio.

Ordine del giorno della prossima seduta.

PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.

Mercoledì 24 febbraio 2021 - Ore 9:

1. Informativa urgente del Governo in merito ai tragici eventi accaduti in Congo il 22 febbraio 2021.

(ore 17)

2. Comunicazioni del Ministro della salute sulle ulteriori misure per fronteggiare l'emergenza da Covid-19.

La seduta termina alle 22,05.

SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Nel corso della seduta sono pervenute le seguenti segnalazioni in ordine a votazioni qualificate effettuate mediante procedimento elettronico (vedi Elenchi seguenti):

nella votazione n. 1 il deputato Gariglio ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;

nella votazione n. 22 la deputata Zanella ha segnalato che ha erroneamente votato contro, mentre avrebbe voluto astenersi dal voto.

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE MEDIANTE PROCEDIMENTO ELETTRONICO

INDICE ELENCO N. 1 DI 3 (VOTAZIONI DAL N. 1 AL N. 13)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
1 Nominale Ddl 2845-A - em. 11.104 443 440 3 221 38 402 53 Resp.
2 Nominale em. 11.103 433 430 3 216 30 400 53 Resp.
3 Nominale em. 11.105 439 434 5 218 33 401 53 Resp.
4 Nominale em. 12.161 440 434 6 218 30 404 53 Resp.
5 Nominale em. 12.129 447 442 5 222 32 410 53 Resp.
6 Nominale em. 13.278 436 424 12 213 50 374 52 Resp.
7 Nominale em. 13.280 440 430 10 216 47 383 50 Resp.
8 Nominale em. 13.13 457 446 11 224 44 402 49 Resp.
9 Nominale em. 15.96 443 436 7 219 30 406 49 Resp.
10 Nominale art. agg. 15.021 450 442 8 222 31 411 49 Resp.
11 Nominale em. 17-quater.500 465 464 1 233 457 7 49 Appr.
12 Nominale em. 19.33 463 455 8 228 37 418 49 Resp.
13 Nominale em. 19.32 462 454 8 228 33 421 49 Resp.

F = Voto favorevole (in votazione palese). - C = Voto contrario (in votazione palese). - V = Partecipazione al voto (in votazione segreta). - A = Astensione. - M = Deputato in missione. - T = Presidente di turno. - P = Partecipazione a votazione in cui é mancato il numero legale. - X = Non in carica.
Le votazioni annullate sono riportate senza alcun simbolo. Ogni singolo elenco contiene fino a 13 votazioni. Agli elenchi é premesso un indice che riporta il numero, il tipo, l'oggetto, il risultato e l'esito di ogni singola votazione.

INDICE ELENCO N. 2 DI 3 (VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 26)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
14 Nominale em. 22-bis.433 462 453 9 227 34 419 49 Resp.
15 Nominale em. 22-bis.428 468 463 5 232 39 424 49 Resp.
16 Nominale em. 22-bis.429 460 452 8 227 33 419 49 Resp.
17 Nominale em. 22-bis.430 465 457 8 229 32 425 49 Resp.
18 Nominale odg 9/2845-A/15 475 468 7 235 41 427 51 Resp.
19 Nominale odg 9/2845-A/16 471 459 12 230 27 432 51 Resp.
20 Nominale odg 9/2845-A/73 479 470 9 236 29 441 50 Resp.
21 Nominale odg 9/2845-A/75 475 468 7 235 31 437 50 Resp.
22 Nominale odg 9/2845-A/78 disp. 457 268 189 135 27 241 50 Resp.
23 Nominale odg 9/2845-A/80 468 462 6 232 37 425 49 Resp.
24 Nominale odg 9/2845-A/87 459 452 7 227 34 418 49 Resp.
25 Nominale odg 9/2845-A/89 449 442 7 222 34 408 49 Resp.
26 Nominale odg 9/2845-A/118 453 446 7 224 33 413 48 Resp.


INDICE ELENCO N. 3 DI 3 (VOTAZIONI DAL N. 27 AL N. 33)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
27 Nominale odg 9/2845-A/123 453 444 9 223 33 411 48 Resp.
28 Nominale odg 9/2845-A/127 455 445 10 223 33 412 48 Resp.
29 Nominale odg 9/2845-A/155 439 429 10 215 29 400 48 Resp.
30 Nominale odg 9/2845-A/157 453 446 7 224 31 415 47 Resp.
31 Nominale odg 9/2845-A/159 disp. 425 419 6 210 28 391 46 Resp.
32 Nominale odg 9/2845-A/79 rif. 421 409 12 205 405 4 46 Appr.
33 Nominale Ddl 2845-A - voto finale 355 324 31 163 322 2 47 Appr.