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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 23 giugno 2021
611.
XVIII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Politiche dell'Unione europea (XIV)
ALLEGATO
Pag. 239

ALLEGATO 1

DL 59/2021: Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti (C. 3166 Governo, approvato dal Senato).

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

  La XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea),

   esaminato il disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, recante misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti (C. 3166, approvato dal Senato);

   apprezzate le finalità del provvedimento, il quale – destinando circa 30,6 miliardi al finanziamento del Piano nazionale per gli investimenti complementari, finalizzato a integrare con risorse nazionali gli interventi del PNRR, e 15,5 miliardi al reintegro del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) a valere, in entrambi i casi, sullo scostamento di bilancio autorizzato dal Parlamento il 22 aprile scorso – appare recepire le indicazioni formulate dal Parlamento, e in particolare dalla XIV Commissione, in occasione dell'esame del PNRR, in merito: a) all'opportunità di destinare uno spazio maggiore al «debito buono», volto a finanziare investimenti pubblici addizionali, indipendentemente dalla loro collocazione all'interno o all'esterno del perimetro del PNRR; b) all'esigenza di reintegrare le risorse dell'FSC assorbite dal PNRR, sia per garantire l'addizionalità, rispetto alla legislazione vigente, degli interventi nelle aree del Mezzogiorno, sia per evitare nelle stesse aree la caduta degli investimenti al termine dell'attuazione del Piano, dovuta all'anticipo, ove non successivamente reintegrato, del FSC;

   considerate, per quanto di competenza, le disposizioni che disciplinano il Piano nazionale per gli investimenti complementari, e in particolare:

    l'articolo 1, comma 7, che ai fini del monitoraggio degli investimenti previsti dal Piano demanda ad un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze il compito di individuare per ciascun intervento o programma gli obiettivi iniziali, intermedi (milestone) e finali (target), in relazione al cronoprogramma finanziario, in coerenza con gli impegni assunti nel PNRR con la Commissione europea sull'incremento della capacità di spesa collegata all'attuazione degli interventi del medesimo Piano di investimenti complementari;

    l'articolo 1, comma 7-bis, che fatte salve le procedure applicabili ai programmi ed interventi cofinanziati dal PNRR ai sensi dell'articolo 14, comma 1, ultimo periodo, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, prevede la revoca dei finanziamenti nel caso di mancato rispetto dei termini previsti dal cronoprogramma procedurale degli adempimenti o di mancata alimentazione dei sistemi di monitoraggio, nonché la riprogrammazione delle risorse resesi disponibili per effetto delle revoche sulla base di criteri premianti nei confronti delle amministrazioni che abbiano riportato i migliori dati di impiego delle risorse;

    l'articolo 1, comma 8, che subordina l'attuazione degli interventi di aiuto di Stato del Piano nazionale per gli investimenti complementari che sono soggetti alla procedura di notifica ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, alla previa autorizzazione della Commissione europea, prevedendo altresì l'obbligo delle amministrazioni competenti di attuare gli interventi ricompresi nel medesimo Piano in Pag. 240coerenza con il principio dell'assenza di un danno significativo agli obiettivi ambientali (does not significantly harm), sancito dall'articolo 17 del regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2020, relativo all'istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili;

    rilevata l'esigenza di rafforzare gli strumenti conoscitivi a disposizione del Parlamento in materia di ripartizione territoriale delle risorse complessive del PNRR, come integrate da quelle del Piano nazionale per gli investimenti complementari disciplinato dal provvedimento, con particolare riferimento alla quota di interventi aggiuntivi programmati rispetto a quelli già previsti dalla legislazione vigente;

    considerata l'assenza di profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea,

  esprime

PARERE FAVOREVOLE.

Pag. 241

ALLEGATO 2

Disposizioni per la riorganizzazione del sistema di istruzione e formazione tecnica superiore (Nuovo testo C. 544 Gelmini e abb.).

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

  La XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea),

   esaminato il nuovo testo, come risultante dagli emendamenti approvati, della proposta di legge C.544 e abb., recante la ridefinizione della missione e dell'organizzazione del Sistema di Istruzione e formazione tecnica superiore in attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR);

   considerato che il provvedimento persegue il condivisibile obiettivo di riorganizzare lo specifico segmento dell'istruzione e della formazione tecnica superiore, anche in relazione alle finalità del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), miranti a rafforzare le condizioni per lo sviluppo di un'economia ad alta intensità di conoscenza, per la competitività e per la resilienza, a partire dal riconoscimento delle esigenze di innovazione e sviluppo del sistema di istruzione, formazione e ricerca, in linea con i parametri europei;

   richiamate, per quanto di competenza:

    la comunicazione della Commissione europea «Un'Europa sociale forte per transizioni giuste» (COM(2020)14 final), che sottolinea la necessità di mettere al centro le competenze, l'occupabilità e il capitale umano, mediante l'agenda per le competenze per l'Europa per la competitività sostenibile, l'equità sociale e la resilienza (COM(2020)274 final), annunciando inoltre ulteriori iniziative sullo spazio europeo dell'istruzione e un nuovo quadro di collaborazione con gli Stati membri nell'ambito dell'istruzione e della formazione;

    la comunicazione della Commissione europea «Una nuova strategia industriale per l'Europa» (COM (2020)102 final), la quale invita ad agire con risolutezza per garantire che tutti possano usufruire dell'apprendimento permanente e che l'istruzione e la formazione continuino a tenere il passo e contribuiscano a realizzare la duplice transizione ecologica e digitale;

    la comunicazione della Commissione europea «Una strategia per le PMI per un'Europa sostenibile e digitale» (COM(2020)103 final), che sottolinea come la disponibilità di personale qualificato sia diventata il problema più importante per un quarto delle micro, piccole e medie imprese (PMI) dell'UE e come la mancanza di personale qualificato sia il più importante ostacolo a nuovi investimenti nell'Unione;

    la raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea del 24 novembre 2020 relativa all'istruzione e formazione professionale (IFP) per la competitività sostenibile, l'equità sociale e la resilienza (2020/C 417/01), la quale raccomanda agli Stati membri, tra l'altro, di adoperarsi:

     a) per attuare una politica in materia di istruzione e formazione professionale che: fornisca a giovani e adulti le conoscenze, le abilità e le competenze necessarie per prosperare in un mercato del lavoro e una società in evoluzione e per gestire la ripresa e transizioni giuste a un'economia verde e digitale in tempi di cambiamento demografico e attraverso tutti i cicli economici; favorisca l'inclusività e le pari opportunità e contribuisca a conseguire la resilienza, l'equità sociale e la prosperità per tutti, e promuova i sistemi europei di istruzione e formazione professionale in un contesto internazionale, affinché siano riconosciuti come riferimento Pag. 242a livello mondiale per i discenti della formazione professionale;

     b) per conseguire entro il 2025 una serie di obiettivi a livello di Unione europea che fanno parte dei pertinenti quadri europei di monitoraggio, anche nel settore delle politiche sociali, occupazionali e dell'istruzione e della formazione, quali: il raggiungimento di una percentuale di diplomati dell'istruzione e formazione professionale occupati pari ad almeno dell'82 per cento; una percentuale del 60 per cento dei neodiplomati dell'IFP che beneficia dell'apprendimento basato sul lavoro durante l'istruzione e la formazione professionale; una percentuale dell'8 per cento dei discenti dell'IFP che beneficia della mobilità per l'apprendimento all'estero;

   considerato che ai sensi dell'articolo 2, comma 2, nel primo quinquennio di applicazione della disciplina proposta nel testo unificato, la priorità strategica degli Istituti Tecnici Superiori – che assumono la denominazione di «Accademie per l'Istruzione Tecnica Superiore (I.T.S.- Academy)» – è individuata nella formazione professionalizzante di tecnici superiori per soddisfare i fabbisogni formativi indotti dalla realizzazione dei piani di intervento previsti dal PNRR, con particolare riferimento alla transizione digitale; all'innovazione, alla competitività e alla cultura; alla rivoluzione verde e transizione ecologica e alle infrastrutture per una mobilità sostenibile;

   considerato altresì che ai sensi del successivo articolo 3, comma 1, ciascun «I.T.S. Academy» dovrà caratterizzarsi per il riferimento a una specifica area tecnologica tra quelle che saranno individuate con apposito decreto che dovrà tener conto delle principali sfide e linee di sviluppo economico, con particolare attenzione a quelle riguardanti, tra le altre, la doppia transizione ecologica e digitale che è posta al centro delle politiche dell'Unione europea,

  esprime

PARERE FAVOREVOLE.