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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 4 maggio 2022
789.
XVIII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Difesa (IV)
ALLEGATO
Pag. 79

ALLEGATO 1

Interrogazione n. 5-08015 Deidda: Sul trasferimento al Comune di Piacenza dell'area dell'ex polveriera «La Pertite».

TESTO DELLA RISPOSTA

  Il comprensorio «ex Pertite» è un'area di circa 28 ettari nelle disponibilità del Polo di Mantenimento Nord di Piacenza, utilizzata essenzialmente come pista «prova carri» e per la custodia di materiali peculiari.
  Il Comune di Piacenza, in data 11 gennaio 2019, ha manifestato il proprio interesse all'acquisizione della «ex PERTITE», facendo seguito ad una precedente richiesta del 2016 nell'ambito del cosiddetto «federalismo demaniale», al fine di trasformare l'intero comprensorio in un parco pubblico.
  In merito, tenuto conto che nel sedime in oggetto è presente una pista di prova dove viene controllata l'efficienza meccanica dei mezzi corazzati sottoposti a manutenzione presso il Polo di Mantenimento Pesante Nord, nel corso di una specifica riunione tra la Difesa ed il Comune di Piacenza, tenuta il 23 febbraio 2021, sono state evidenziate le problematiche connesse alla necessità di prevedere la riallocazione delle citate funzioni militari – atteso che il cosiddetto «federalismo demaniale» consentiva il trasferimento di beni liberi da funzioni militari e quindi non più utili per le finalità di istituto – prospettando, in alternativa, la possibilità di procedere con una permuta beni per lavori (trasferimento dell'area a fronte della realizzazione di una nuova pista prova carri).
  Successivamente, in data 6 luglio 2021, il Comune di Piacenza ha chiesto all'Agenzia del Demanio aggiornamenti circa l'istanza di acquisizione della «ex PERTITE» ai sensi del cosiddetto «federalismo demaniale», proponendo contestualmente di valutare la possibilità di trasferire l'immobile per lotti, con l'acquisizione di un primo lotto, nel breve termine, da destinare a parco urbano.
  A seguito degli approfondimenti condotti ambito Dicastero con le competenti articolazioni operative, è emerso che la soluzione proposta non poteva essere attuata per motivi di sicurezza, in relazione al potenziale rischio per i futuri utenti del parco dovuto alla eccessiva vicinanza dello stesso alla pista prova carri.
  In tale quadro, ferma restando la disponibilità di questo Dicastero a dismettere il comprensorio «ex PERTITE» nella sua interezza, sono state condotte ulteriori interlocuzioni con la prefata Municipalità e l'Agenzia del Demanio, che hanno portato alla stesura di una prima bozza di Protocollo d'intesa, in fase di perfezionamento e valutazione dei presupposti necessari alla possibile attuazione della permuta in argomento.

Pag. 80

ALLEGATO 2

Interrogazione n. 5-08014 Tondo: Sui controlli sulle armi inviate in Ucraina.

TESTO DELLA RISPOSTA

  La cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle autorità governative dell'Ucraina, prevista dall'articolo 2-bis del decreto-legge 25 febbraio 2022 n. 14, che si fonda sulle risoluzioni approvate dal Parlamento in risposta all'appello del Presidente Zelensky, e successivamente autorizzata con i decreti interministeriali in data 2 marzo e 22 aprile 2022 è stata, ed è tuttora, caratterizzata dalla dovuta riservatezza in considerazione dei profili di sicurezza che il tema riveste.
  Sull'argomento, il Ministro ha comunque, da ultimo il 28 aprile scorso, riferito al Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica (COPASIR), condividendo i contenuti dei Decreti e l'elenco dei materiali d'armamento ceduti all'Ucraina; si tratta di materiale della stessa natura di quello già autorizzato con il precedente decreto e sul quale il COPASIR ha convenuto in merito alla necessità di apporre il dovuto vincolo di segretezza.
  Come già affermato dallo stesso Ministro lo scorso marzo in Aula Camera dei deputati, in risposta ad un quesito sul medesimo argomento, le operazioni di cessione sono state autorizzate nel rispetto di tutte le procedure, sia tecniche, sia parlamentari.
  In merito alle dinamiche dell'invio del materiale in questione, lo Stato Maggiore della Difesa è stato autorizzato ad adottare le procedure più rapide per assicurare la tempestiva consegna dei mezzi, dei materiali e degli equipaggiamenti in parola, secondo un processo che prevede modalità volte a garantire che il trasferimento dei citati materiali non possa cadere in mani diverse da quelle dei finali destinatari indicati dal Parlamento. Nel caso specifico, tale materiale risulta essere consegnato in centri logistici dedicati – utilizzati anche dai Paesi partner per le medesime finalità – dai quali viene fatto pervenire a rappresentanti governativi ucraini.
  Quanto, infine, al paventato coinvolgimento italiano nel conflitto in conseguenza del supporto fornito, nell'evidenziare come il vincolo di segretezza al quale poc'anzi accennavo costituisca anche una forma di tutela nei confronti del nostro Paese, va altresì rimarcato che il sostegno e la solidarietà al popolo ucraino avviene in modo coordinato con gli altri Paesi europei ed alleati, come ribadito anche nell'ambito del Gruppo di Consultazione per il supporto all'Ucraina riunitosi a Ramstein, in Germania, lo scorso 26 aprile.
  Con questo spirito, nel rispetto delle risoluzioni approvate dal Parlamento italiano, l'Italia continuerà a fare la propria parte.