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Resoconti delle Giunte e Commissioni

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CAMERA DEI DEPUTATI
Giovedì 5 maggio 2022
790.
XVIII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Cultura, scienza e istruzione (VII)
ALLEGATO
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ALLEGATO 1

5-07857 Mugnai: Sul restauro dell'affresco della Madonna del Parto di Piero della Francesca a Monterchi (Arezzo).

5-07910 Patelli: Sul restauro dell'affresco della Madonna del Parto di Piero della Francesca a Monterchi (Arezzo).

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con riferimento all'atto di sindacato ispettivo in oggetto, rappresento quanto segue.
  La collocazione della Madonna del Parto presso la scuola Reglia, individuata nel 1992 per rendere più agevoli le attività di restauro previste, risultava essere un'ubicazione provvisoria.
  Va precisato, che il legame identitario tra la Madonna del Parto e il sito di Momentana è pienamente legittimato anche dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 1510 del 2022 con la quale è stato respinto il ricorso del Comune di Monterchi in relazione all'ubicazione dell'opera.
  Relativamente all'accordo del 2009 tra Comune di Monterchi e Diocesi di Cortona Arezzo Sansepolcro, l'allora Soprintendenza aretina non era titolata a rilasciare l'assenso ministeriale secondo quanto ribadito anche dalla citata sentenza del Consiglio di Stato, appare pertanto non condivisibile l'ipotesi di collocazione presso il monastero delle ex Benedettine in quanto il Consiglio di Stato ha accertato ed evidenziato che il «rapporto biunivoco fra l'affresco e il luogo della sua realizzazione, identitario dell'artefatto, [rapporto che] s'è protratto sino al 1992, anno in cui l'opera è stata traslata in occasione dei lavori di restauro della cappella».
  Relativamente al Museo della Madonna del Parto (ex scuola Reglia) si fa presente che la Soprintendenza nel 2015 aveva autorizzato le opere esterne, ma nello spirito di leale collaborazione istituzionale al fine del superiore interesse di tutela dell'edificio nel quale l'opera di Piero in quel momento si trovava ricoverata, escludendo il riconoscimento museale tanto da sospendere «ogni determinazione circa le opere interne in attesa della definitiva condivisione fra le istituzioni interessate relativa all'ubicazione dell'affresco della Madonna del Parto». Non risulta poi agli atti d'ufficio che per l'importo indicato di 500.000 euro siano stati gestiti dall'allora Soprintendenza di Arezzo finanziamenti ministeriali per lavori sull'immobile ex scuola Reglia.
  Non si ritiene dunque ammissibile la possibilità di «alternativa alla collocazione nella cappella del Cimitero» della Madonna del Parto: tale ipotesi sarebbe in contrasto con quanto giudicato dalla sentenza del Consiglio di Stato che ha ravvisato l'indissolubile legame identitario dell'opera con il sito della cappella di Momentana.
  È indiscutibile altresì che, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato, deve aprirsi un nuovo corso che preveda la leale collaborazione istituzionale tra Comune di Monterchi e Ministero con l'obiettivo del superiore interesse della tutela e valorizzazione della Madonna del Parto. La sentenza ha legittimato la possibilità per il Ministero di predisporre soluzioni progettuali per il ricollocamento dell'opera nella cappella di Momentana: tali soluzioni saranno certamente discusse e approntate con il coinvolgimento del Comune e degli altri enti interessati, nella speranza che si possa finalmente intraprendere un proficuo dialogo istituzionale.
  Infatti, in data 20 aprile 2022, ho incontrato a Roma il Sindaco di Monterchi, Alfredo Romanelli al quale ho anticipato Pag. 46anche la predisposizione da parte della Soprintendenza del progetto di messa in sicurezza della Cappella stessa, in collaborazione con il nostro Istituto dell'Opificio delle Pietre, uno dei centri di eccellenza nel settore della conservazione e la tutela. Nel frattempo, il Soprintendente di Siena, Arezzo, e Grosseto incontrerà il 10 maggio prossimo il Sindaco di Monterchi per avviare la discussione su ipotesi di accordi di valorizzazione del patrimonio storico artistico tra il Museo Civico il Polo Museale della Toscana per l'organizzazione di mostre con prestiti di opere presenti nei depositi degli istituti del MIC.

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ALLEGATO 2

5-07933 Tateo: Iniziative per verificare la coerenza degli interventi in corso di realizzazione nell'isola di San Nicola (Isole Tremiti) con le finalità previste dal Piano stralcio «Cultura e Turismo».

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con riferimento all'atto di sindacato ispettivo in oggetto, rappresento quanto segue.
  Con la delibera CIPE del primo maggio 2016, è stato approvato il Piano stralcio «Cultura e Turismo», di competenza dell'allora Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, ed è stato assegnato al medesimo Ministero, per la realizzazione del suddetto piano, l'importo complessivo di un miliardo di euro a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione per il ciclo di programmazione 2014-2020.
  Tra gli interventi finanziati è compreso l'intervento denominato «Isole Tremiti-San Nicola», che prevede un finanziamento di 19 milioni e 500 mila euro in favore del Comune delle Isole Tremiti, cui si aggiunge la quota di assistenza tecnica pari ad euro 500 mila. Detta quota, pari 2,5 per cento del finanziamento complessivo, è destinata a sostenere le attività di coordinamento, gestione del progetto e monitoraggio dell'investimento previsto.
  Il citato intervento prevede il recupero, il restauro e la valorizzazione del Castello che domina l'isola di San Nicola e dei suoi numerosi annessi, mediante la riqualificazione di cinque macro aree: area portuale; il Borgo; il complesso Abbaziale; il complesso paesaggistico e le aree cimiteriali.
  In data 9 settembre 2017, è stato sottoscritto il disciplinare regolante i rapporti tra il Segretariato Generale del Ministero, responsabile dell'attuazione del Piano, e il Comune delle Isole Tremiti, per l'attuazione dei 18 interventi complessivi da effettuarsi sull'isola di San Nicola e che interessano le cinque macro aree sopra citate ricomprese nell'intervento denominato «Isole Tremiti-San Nicola».
  Si evidenzia che sette dei 18 interventi da effettuarsi sull'isola di San Nicola interesseranno il restauro del complesso Abbaziale. Quanto invece, alle iniziative che si intendono adottare per verificare che gli interventi previsti e la realizzazione degli stessi siano coerenti con le finalità previste dal Piano stralcio «Cultura e Turismo» 2016, si rappresenta che gli stessi rispettano a pieno gli obiettivi generali e le finalità dell'intervento previsto dal Piano.
  Si evidenzia, inoltre, che il giorno 5 aprile 2022 si è tenuto un incontro presso la sede della Soprintendenza a Foggia tra il Funzionario e Responsabile territoriale della SABAP e il Progettista, il Direttore dei Lavori e il Rappresentante della ditta esecutrice, durante il quale, ribadite dalla Soprintendenza le prescrizioni date sin dall'inizio circa le modalità di intervento di ripristino dell'intonaco a calce di colore bianco sulle murature, così come dimostrano le stampe di fine Ottocento e le iconografie del tempo, si è giunti all'accordo per cui l'impresa esecutrice si è impegnata a presentare altre campionature di intervento che allineino lo stato di fatto a quanto prescritto, al fine di «attenersi al criterio generale di conservare il più possibile le patine e le disomogeneità proprie del valore dell'antichità che la struttura esprime nel suo complesso. In generale, la scarnificazione delle malte e degli intonaci originali dovrà essere limitata alle sole parti il cui stato conservativo sia talmente precario da non permetterne il consolidamento, la conservazione e il restauro». Le suddette campionature saranno quindi visionabili in un sopralluogo in situ tra le parti, in modo da scegliere la soluzione più idonea, dal punto di vista tecnico prima di procedere su tutta la muratura.Pag. 48
  Si porta a conoscenza, inoltre che, nelle giornate del 12-13 aprile 2022, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale – Nucleo di Bari, su incarico della Procura della Repubblica di Foggia, e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia, hanno svolto un sopralluogo congiunto sull'isola, con particolare riguardo ai luoghi interessati dai suddetti interventi. In quell'occasione si è preso atto che, alla data del 12 aprile 2022, risultano avviati i seguenti lavori:

   Isola di San Nicola. Riqualificazione area marina zona magazzini – MACRO AREA «A» - intervento «A2».

   Isola di San Nicola. Recupero degli spazi pubblici e arredo urbano delle aree relative alla «vasca», «polveriera», «cameroni», «marina sud» MACRO AREA «B» – intervento «B2».

  Mentre, alla stessa data, risulta completato il seguente intervento:

   «Valorizzazione e messa in sicurezza dei percorsi e sentieri dal Complesso Abbaziale all'elisuperficie» – MACRO AREA «D» – intervento «D1».

  I restanti interventi autorizzati, ma non ancora cantierizzati, riguardano nel complesso le parti maggiormente degradate dell'isola di San Nicola, compreso il Complesso abbaziale. Il suddetto sopralluogo ha inoltre consentito la verifica delle occupazioni di suolo pubblico da parte degli esercizi commerciali e ricettivi. Di queste, sono attualmente in corso le verifiche di legittimità.
  Infine, per quel che riguarda la gestione del finanziamento, le procedure di appalto e lo svolgimento delle gare, rappresento che la Soprintendenza non ha esercitato e non esercita alcun ruolo, essendo la sua competenza limitata alle sole funzioni di tutela stabilite dal Codice.
  Si rileva, infine, come il Ministero abbia intrapreso tutte le necessarie iniziative di competenza al fine di garantire il corretto impiego delle risorse stanziate a favore dell'intervento denominato «Isole Tremiti-San Nicola».

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ALLEGATO 3

5-07967 Nitti: Iniziative per la salvaguardia della residenza del compositore Giuseppe Verdi nel comune di Villanova sull'Arda (Piacenza).

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con riferimento all'atto di sindacato ispettivo in oggetto, rappresento quanto segue.
  La gestione della casa Museo di Villa-Verdi è affidata alla società «Villa Verdi s.r.l.» e l'accesso del pubblico all'immobile è disciplinato dalla convenzione del 12 aprile 1985.
  Durante l'emergenza Covid la Villa è rimasta temporaneamente chiusa, infatti, da luglio a ottobre 2020 è rimasta aperta solo il sabato e la domenica ed infrasettimanalmente solo su prenotazione, ad oggi però risultano essere stati ripristinati a pieno ritmo gli orari e i giorni di visita canonici della Villa, pertanto da aprile a ottobre tutti i giorni tranne il lunedì, su prenotazione con visita guidata.
  In relazione agli interventi di restauro si evidenzia che nell'agosto del 2020 la Soprintendenza ha effettuato un sopralluogo dell'immobile durante il quale il funzionario delegato è stato messo a conoscenza dalla proprietà di una Convenzione stipulata nel luglio 2015 tra la Presidenza del Consiglio dei ministri – Segretariato Generale – Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale e gli eredi della famiglia Verdi, per la realizzazione di lavori di restauro, risanamento conservativo e di valorizzazione del Parco della Villa Verdi.
  Da quanto comunicato dalla Struttura di missione alla Soprintendenza di Parma e Piacenza, in data 23 marzo 2021 «La Convenzione non ebbe alcun effetto perché l'ultimo documento risulta essere una nota di richiesta da parte della Struttura di Missione agli eredi (nel 2015), che non ha ricevuto risposta – stante il contenzioso in atto tra gli stessi e che pertanto ha precluso ogni ulteriore atto successivo. Conseguentemente non furono impiegati i fondi allora disponibili».
  In conclusione, la Soprintendenza, sentita per le vie brevi l'allora coordinatrice della Struttura di Missione, venne informata che la convenzione non venne inoltre perfezionata perché la proprietà non aveva trovato un accordo per l'affidamento dell'incarico di progettazione per il restauro dell'immobile in argomento.
  In merito alle iniziative assunte dal Ministero, si segnala che, in conseguenza della situazione di difficoltà economica generale dovuta all'emergenza COVID-19, l'Amministrazione ha messo in campo numerose misure di sostegno dedicate ai settori della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale, alcune destinate specificatamente ai Musei non statali. In particolare, con decreto ministeriale 26 giugno 2020 è stata stanziata la quota di 50 milioni di euro del Fondo emergenze imprese e istituzioni culturali, per il sostegno di Musei e luoghi della cultura non statali, da ripartire in misura proporzionale ai minori introiti derivanti dalla vendita di biglietti, calcolati rispetto agli introiti dello stesso periodo dell'anno precedente la pandemia. Le risorse stanziate a tal fine sono state poi incrementate dai provvedimenti successivi.
  Per quanto concerne il Museo Villa Verdi, nello specifico, si segnala che lo stesso, in base al decreto ministeriale citato, ha ricevuto la somma di euro 44.174,50 per il ristoro dei mancati introiti durante il periodo 1° marzo-31 maggio 2020. A seguito dell'ulteriore stanziamento disposto dal decreto ministeriale del 7 dicembre 2020, il Museo ha poi ricevuto la somma aggiuntiva di euro 7.853,49 a titolo di integrazione. I versamenti sono stati effettuati nel mese di aprile 2021.Pag. 50
  Infine, è possibile, a cura e su istanza della proprietà, la quale è già stata preventivamente informata dalla Soprintendenza, partecipare ai diversi bandi di finanziamento nell'ambito del PNRR, nelle diverse missioni e investimenti, che prevedono anche lavori di restauro e messa in sicurezza di immobili quali Villa Verdi.

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ALLEGATO 4

5-07985 Mollicone: Iniziative per la riqualificazione degli studi storici di Cinecittà.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con riferimento all'atto di sindacato ispettivo in oggetto, rappresento quanto segue.
  Il 29 dicembre 2021 è stato sottoscritto un accordo quadro, ad oggi pienamente operativo, tra Cassa Depositi e Prestiti Immobiliare S.r.l. (di seguito CDPI) e Cinecittà S.p.A., che ha ad oggetto un insieme di interventi di pianificazione e valorizzazione urbana dell'area di Cinecittà, in conformità ai contenuti e alle caratteristiche principali di un piano, denominato «Progetto Cinecittà», che prevede il rilancio e rafforzamento del settore cinematografico ed audiovisivo.
  In particolare, l'accordo riporta i seguenti passaggi: svolgimento congiunto delle attività di c.d. «confirmatory due diligence», da svolgersi sui seguenti aspetti:

   (i) possibile apposizione da parte delle competenti Autorità di vincoli paesaggistici o di interesse archeologico ex decreto legislativo n. 42 del 2004 cosiddetto «Codice dei beni culturali e del paesaggio» a carico di parte dell'area anche a seguito di verifiche preliminari delle competenti autorità che potrebbero dar luogo ad un procedimento in materia;

   (ii) insussistenza di contaminazioni del suolo, sottosuolo e delle acque di falda di qualsiasi natura, dimensione e genere, con verifica e calcolo, all'esito dell'espletamento delle indagini ambientali dette, dei costi specifici di eventuali misure di prevenzione, opere di messa in sicurezza e/o bonifica ambientale necessarie sul complesso immobiliare nonché degli eventuali interventi per il ripristino dello stato dei luoghi, nel rispetto della normativa vigente in materia ambientale, volti all'ottenimento di parametri di legge applicabili all'area per edificazione su immobili residenziali/commerciali;

   (iii) insussistenza di vincoli di inedificabilità, totali o parziali.

  Sulla base del citato accordo, quindi, Cinecittà procederà ad acquistare una porzione di circa 31 ettari sui complessivi 51 dell'area attualmente di proprietà di CDPI, ed all'interno della stessa realizzerà il progetto di valorizzazione i cui contenuti rientrano nel «Progetto Cinecittà». Sulla base di tale progetto, è bene ricordare, Cinecittà adeguerà la propria capacità produttiva, con otto nuovi teatri di posa, l'ampliamento di cinque esistenti, la realizzazione di palazzine direzionali, camerini, spazi di workshop, laboratori ed una nuova area di blacklot.
  Ai sensi dell'accordo, Cinecittà si obbliga irrevocabilmente ad acquistare, entro il 30 ottobre 2022, da Cassa Depositi e Prestiti Immobiliare la suddetta porzione immobiliare.
  Dopo la sottoscrizione dell'accordo, e la successiva stipula del preliminare notarile, le parti stanno procedendo, anche congiuntamente, a svolgere una serie di adempimenti, preliminari e necessari alla stipula del successivo atto definitivo di compravendita.
  Infine, per il contratto definitivo di compravendita è previsto un termine di esecuzione (esclusivamente in caso di mancato esercizio del diritto di recesso da parte di uno dei contraenti), al più tardi entro e non oltre il 30 ottobre 2022.
  In conclusione, è utile notare, che le diverse attività summenzionate coinvolgono diversi soggetti istituzionali sulla base delle competenze di ciascuno, e sono tutte necessarie e alla buona stipula del contratto definitivo di compravendita da parte Pag. 52di Cinecittà, ed alla successiva realizzazione del complesso di interventi precedentemente illustrati. Allo stato attuale, quindi, è possibile constatare che le attività stanno procedendo come da cronoprogramma senza alcun ritardo.