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CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 23 settembre 2020
440.
XVIII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Bilancio, tesoro e programmazione (V)
COMUNICATO
Pag. 167

RELAZIONI ALL'ASSEMBLEA

  Mercoledì 23 settembre 2020. — Presidenza del presidente Fabio MELILLI. – Interviene il viceministro dell'economia e delle finanze Antonio Misiani.

  La seduta comincia alle 8.45.

Sull'individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery Fund.
(Esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del regolamento, e rinvio).

  Fabio MELILLI, presidente e relatore, ricorda che nella seduta odierna la Commissione avvia l'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, del tema concernente l'individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery Fund, ai fini della predisposizione di una relazione all'Assemblea. Rammenta, altresì, che l'esame fa seguito alla decisione assunta nella riunione del 5 agosto 2020 dall'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, della Commissione bilancio, di avviare un percorso istruttorio in Commissione finalizzato a rappresentare la base di un dibattito parlamentare sul tema in oggetto.
  Ricorda che è stata inviata a tutti i componenti della Commissione, nella serata di ieri, all'esito dell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, una bozza del documento da lui elaborato anche sulla base delle richieste fatte pervenire dai gruppi nella giornata di ieri. Segnala che, ove non vi siano obiezioni, sarebbe opportuno aggiungere a questa bozza un riferimento al raccordo tra il Brennero e il Tirreno nell'ambito degli investimenti infrastrutturali previsti per la connessione tra reti ferroviarie, viarie e infrastrutture portuali e aeroportuali, come richiesto nella riunione di ieri del citato Ufficio di presidenza dall'onorevole Tabacci.
  Ciò posto, segnala che il documento si articola sostanzialmente in tre parti:
   una parte ricognitiva della disciplina europea nella quale si inserisce lo strumento denominato Next generation EU, e all'interno di quest'ultimo, il dispositivo per la ripresa e la resilienza;
   una parte che riepiloga le Linee guida che sono state trasmesse dal Governo lo scorso 15 settembre, anche come contributo all'attività conoscitiva svolta dalla Commissione;
   una parte recante indicazioni di carattere generale e metodologico, ai fini dell'elaborazione del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (PNRR), emerse nel corso dell'attività conoscitiva svolta dalla Commissione bilancio, nell'ambito del percorso istruttorio di cui si è detto in precedenza.

  A questo riguardo, ritiene opportuno sottolineare che le proposte fatte pervenire dai gruppi e non inserite nel testo del documento, riguardanti per lo più temi specifici di competenza delle altre Commissioni, non devono considerarsi superate, ma suscettibili di ulteriore valutazione alla luce dei rilievi e delle osservazioni che saranno trasmessi dalle Commissioni medesime.

  Massimo GARAVAGLIA (LEGA) ritiene che la richiesta di integrazione avanzata dall'onorevole Tabacci nel corso dell'ufficio Pag. 168di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, tenutosi nella giornata di ieri dovrebbe essere formalizzata nel corso della seduta odierna, poiché, a suo avviso, nel citato ufficio di presidenza si è proceduto unicamente a valutare la modalità in cui la Commissione avrebbe proseguito i propri lavori. Ritiene, infatti, che non possa costituire precedente la possibilità di apportare modifiche a un testo all'esame della Commissione in sede di ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi.

  Bruno TABACCI (MISTO-CD-RI-+E), non comprendendo i rilievi dell'onorevole Garavaglia, evidenzia di aver semplicemente avanzato le proprie osservazioni in sede di ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, come peraltro previsto, piuttosto che farle pervenire alla segreteria della Commissione tramite posta elettronica, come hanno fatto gli altri gruppi.

  Fabio MELILLI, presidente e relatore, replicando all'onorevole Garavaglia, ricorda che l'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, tenutosi nella giornata di ieri era stato convocato proprio per collazionare le osservazioni e le considerazioni dei gruppi sullo schema di relazione, al fine di predisporre un testo quanto più possibile condiviso.

  Paolo TRANCASSINI (FDI), nel ritenere che la procedura disciplinata dall'articolo 143, comma 1, del Regolamento sia stata applicata in modo confuso, chiede il motivo per cui, in un momento delicato come quello delle consultazioni elettorali e referendarie, è stato richiesto ai gruppi di depositare le proprie osservazioni sullo schema di relazione entro le ore 12 di martedì scorso, quando, invece, è stato consentito di avanzare ulteriori proposte ieri sera in sede di ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi. Non condivide, pertanto, tale modo di procedere, considerate l'importanza dell'argomento in discussione e la consistenza delle risorse in gioco. Chiede, inoltre, che il presidente e relatore chiarisca il motivo per cui nello schema di relazione non sono state inserite due osservazioni a cui il suo gruppo tiene molto, ossia quelle relative alla ricostruzione post sismica e allo sviluppo delle aree interne. In proposito, insiste affinché tali temi siano inseriti nello schema di relazione da inviare alle Commissioni di merito.

  Andrea MANDELLI (FI) esprime perplessità sull'utilizzo della procedura disciplinata dall'articolo 143, comma 1, del Regolamento ed auspica che essa non costituisca un precedente per i lavori della Commissione bilancio. Al riguardo, ricordando che la Commissione bilancio è stata investita dal Presidente della Camera della responsabilità principale sull'individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery Fund, ritiene che essa abbia anche il compito di indicare alle Commissioni di merito le linee di indirizzo rispetto alle specifiche competenze di queste ultime. Auspica, pertanto, che le osservazioni di Forza Italia relative alle infrastrutture strategiche e alle misure fiscali siano inserite nello schema di relazione da trasmettere alle Commissioni di merito.

  Massimo GARAVAGLIA (LEGA), nel rilevare che le osservazioni avanzate dalla Lega sullo schema di relazione non sono state recepite, si chiede se nei confronti delle proposte dell'opposizione, e segnatamente del suo gruppo, vi sia un pregiudizio da parte della presidenza. Al riguardo, anche in vista di una possibile condivisione su un tema fondamentale come quello dell'individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery Fund, chiede al presidente e relatore di chiarire la modalità con cui si è proceduto a valutare le proposte di integrazione dello schema di relazione trasmesse dai gruppi.

  Fabio MELILLI, presidente e relatore, replicando all'onorevole Trancassini, chiede che egli specifichi le osservazioni di Fratelli d'Italia a cui faceva riferimento nel suo intervento, chiarendo che non è assolutamente intenzione della presidenza Pag. 169sottovalutare la rilevanza di temi quali la ricostruzione post sismica e lo sviluppo delle aree interne. Replicando all'onorevole Mandelli, segnala che, in base a un accordo con i presidenti delle altre Commissioni permanenti, si è deciso che la Commissione bilancio si concentrasse sulle linee macroeconomiche relative all'utilizzo delle risorse del Recovery Fund, mentre le Commissioni di merito si occupassero degli aspetti di rispettiva competenza. Replicando, infine, all'onorevole Garavaglia, assicura che sono stati tenuti in considerazione i contribuiti di tutti i gruppi parlamentari. In proposito, richiama, a titolo esemplificativo, talune proposte di modifica avanzate sia da gruppi della maggioranza che da quelli di opposizione, come il riferimento all'indice di fecondità, alla spesa per investimenti effettuata al Sud e alla riconversione delle produzioni «mature». Al riguardo, evidenzia che, nel recepire le osservazioni che erano coerenti con l'impianto dello schema di relazione, si è tentato di costruire un documento il più possibile condiviso, reputando inevitabile che persistano posizioni diverse. Ribadendo che la trasmissione dello schema di relazione alle Commissioni di merito costituisce il primo passo rispetto all'esame sull'individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery Fund e che la valutazione finale sullo schema di relazione avverrà in un momento successivo, ricorda che la procedura di cui all'articolo 143, comma 1, del Regolamento è molto complessa e che quindi ad essa si è fatto ricorso soltanto in circostanze del tutto particolari, come quella attuale, che vedono il coinvolgimento di tutte le Commissioni permanenti.

  Teresa MANZO (M5S) chiede che nello schema di relazione sia aggiunto un riferimento relativo alla necessità di inserire meccanismi che contemplino adeguati strumenti per affrontare la crisi finanziaria riscontrabile negli enti locali, tali da evitare situazioni di dissesto finanziario passando, se necessario, anche dalla revisione dei meccanismi dei fabbisogni standard.

  Francesca FLATI (M5S), anche alla luce delle recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio, chiede che nello schema di relazione sia inserito uno specifico focus su Roma Capitale.

  Fabio MELILLI, presidente e relatore, replicando all'onorevole Flati, ritiene che la questione sollevata sia troppo specifica e che, comunque, sia ricompresa nel riferimento al sostegno degli enti territoriali.

  Bruno TABACCI (MISTO-CD-RI-+E), nel ringraziare il presidente e relatore per aver preso in considerazione la sua osservazione, che aveva l'obiettivo di affiancare agli investimenti sulla dorsale Tirrenica e Adriatica anche quelli per il raccordo fra il Brennero e il Tirreno, evidenzia come la procedura con cui il Parlamento è chiamato ad esprimersi sul Recovery Fund è del tutto eccezionale. Al riguardo, ritiene che la Commissione bilancio, a cui il Presidente della Camera ha attribuito la responsabilità primaria rispetto all'esame delle priorità nell'utilizzo del Recovery Fund, dopo aver raccolto il contributo dei gruppi e delle Commissioni di merito, sia chiamata a predisporre un documento che sia utile al Governo per definire più nello specifico gli interventi contenuti nelle linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

  Raphael RADUZZI (M5S), nel ritenere che il paragrafo dello schema di relazione dedicato alla finanza pubblica e al debito sia troppo focalizzato sul debito pubblico, crede che vada mitigato il riferimento al fatto che, poiché le favorevoli condizioni attuali, legate alla sospensione del Patto di stabilità e crescita e al massiccio programma di acquisti di titoli pubblici attivato dalla Banca centrale europea a seguito della crisi pandemica, non potranno essere protratte troppo a lungo, sia necessario non distogliere l'attenzione dall'obiettivo di definire un credibile piano di rientro che garantisca la sostenibilità della finanza pubblica nel medio-lungo periodo. In proposito, ritiene più utile spostare il focus sulla crescita, anche alla luce delle Pag. 170prospettate intenzioni da parte delle autorità europee di prorogare la sospensione del Patto di stabilità e crescita, anche in vista di una sua possibile revisione, e da parte della Banca centrale europea di rendere strutturale l'acquisto dei titoli pubblici.

  Stefano FASSINA (LEU), in relazione al paragrafo avente ad oggetto la finanza pubblica e il debito, rileva che dare per scontato il venir meno delle condizioni favorevoli connesse alle misure emergenziali messe in atto a livello europeo sia eccessivamente pessimista e autolesionista. In proposito, ricorda come anche il Governo francese auspichi una revisione del Patto di stabilità e crescita. Chiede pertanto che nello schema di relazione non sia esclusa a priori la possibilità di una revisione del Patto.

  Bruno TABACCI (MISTO-CD-RI-+E) invita a non sottovalutare la notevole differenza di rating tra il debito pubblico italiano e quello dell'Unione europea, che gode della tripla A.

  Fabio MELILLI, presidente e relatore, prendendo atto delle richieste degli onorevoli Raduzzi e Fassina, propone di espungere dallo schema di relazione il riferimento al ripristino dell'integrale applicazione del Patto di stabilità e crescita nella sua attuale versione, fermo comunque restando il richiamo alla necessità di ridurre il rischio di tensioni sui titoli di Stato.

  Stefano FASSINA (LEU) osserva che lo schema di relazione non si riferisce al debito che verrà contratto dall'Unione europea, ma all'opportunità di prevedere che la quota di maggior debito nazionale relativa ai prestiti concessi nell'ambito del Next Generation EU non rilevi ai fini del rapporto debito/PIL. In caso contrario si verificherebbe il paradosso che l'Italia, da una parte, sarebbe autorizzata a contrarre maggior debito e, dall'altra, sarebbe obbligata a ridurre la propria esposizione debitoria. Ricorda che anche il Commissario europeo Gentiloni ha evidenziato come la questione, che rappresenta una sorta di mini golden rule, sia all'ordine del giorno in sede europea.

  Raphael RADUZZI (M5S), in relazione al supposto rapporto tra entità del debito e livello dei tassi di interesse sui titoli di Stato, sottolinea come nel 2007, quando il debito pubblico italiano rappresentava circa il 100 per cento del PIL, il tasso di interesse sui titoli di Stato fosse del 4 per cento, mentre ora che il debito rappresenta il 160 per cento del PIL, il tasso di interesse sugli stessi titoli è pari a circa lo 0,8 per cento. Concordando con l'onorevole Fassina, segnala quindi che la variabile determinante ai fini della riduzione della tensione sui titoli di Stato non sia rappresentata dall'entità del debito ma dall'atteggiamento che assumerà sui mercati la Banca centrale europea.

  Massimo GARAVAGLIA (LEGA) ricorda che il proprio gruppo ha presentato tre proposte di modifica allo schema di relazione. Di tali proposte, la prima, con la quale si specifica, che le proposte raccolte dal Comitato tecnico di valutazione, sono quelle delle amministrazioni «centrali», è stata accolta. Non è stata invece accolta la proposta di aggiungere con riferimento alla missione n. 2, la specifica che alla realizzazione degli obiettivi dello European Green Deal dovranno contribuire anche gli investimenti necessari per superare le procedure di infrazioni comunitarie in materia.

  Fabio MELILLI, presidente e relatore, fa presente che, poiché la proposta di modifica citata dal deputato Garavaglia incide su una parte dello schema di relazione che riepiloga le Linee guida trasmesse dal Governo lo scorso 15 settembre, non ritiene opportuno effettuare alcuna integrazione della parte medesima. Propone in alternativa di integrare invece la parte dello schema di relazione che reca indicazioni di carattere generale e metodologico ai fini della elaborazione del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza. Analoghe considerazioni posso essere Pag. 171svolte per quel che riguarda l'inserimento di riferimenti agli interventi per la ricostruzione post sisma.

  Massimo GARAVAGLIA (LEGA), prendendo atto di quanto evidenziato dal presidente, segnala come il Governo nelle Linee guida non abbia considerato adeguatamente il ruolo delle regioni. La terza proposta di modifica, non accolta, si riferisce alla previsione di subordinare la destinazione alle regioni meridionali di una quota di spesa ordinaria in conto capitale, pari almeno alla percentuale di popolazione residente, alla realizzazione di progetti cantierabili e rispondenti ai criteri di valutazione previsti dalle linee guida, al fine di evitare che la mancata realizzazione degli investimenti comporti una perdita di risorse. Sottolinea in proposito l'annoso problema, che riguarda in particolare le regioni del Sud, della mancata spesa delle risorse rivenienti dai fondi europei, che comporta frequentemente la perdita di finanziamenti ai quali si avrebbe diritto.

  Fabio MELILLI, presidente e relatore, pur ritenendo corretto far riferimento alla effettiva capacità di spesa, osserva che il principio dovrebbe essere riformulato, garantendo comunque rigore nella selezione di progetti che diano certezza di effettiva realizzazione.

  Andrea MANDELLI (FI) concorda sulla centralità del tema, sollevato dall'onorevole Garavaglia, della capacità di spesa e del suo diverso grado tra le regioni italiane. Manifesta pertanto l'opportunità di trovare un meccanismo che assicuri l'effettiva spesa delle risorse.

  Francesca FLATI (M5S), con riferimento alla proposta di prevedere finanziamenti per Roma Capitale, evidenzia che la questione potrebbe essere esaminata dalla Commissione affari costituzionali, competente per materia, fermo restando che spetterebbe comunque alla Commissione bilancio la quantificazione delle risorse da destinare alla città.

  Fabio MELILLI, presidente e relatore, avverte che lo schema di relazione verrà integrata in relazione a quanto emerso nel corso del dibattito testé svolto. Segnala inoltre che nel pomeriggio della giornata odierna riferirà al Presidente della Camera in ordine all'andamento dei lavori delle Commissioni sullo schema di relazione in oggetto. Evidenzia comunque l'intenzione di chiedere di disporre di un maggior lasso di tempo per la presentazione della relazione all'Assemblea, pur tenendo conto dei tempi di presentazione della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza – NADEF. In proposito ritiene che un approfondito esame del tema concernente l'individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery Fund potrebbe giovare anche ai fini dell'esame della NADEF.

  Il Viceministro Antonio MISIANI assicura che riferirà al Ministro Gualtieri quanto richiesto dal presidente Melilli. Osserva peraltro che il Governo è tenuto a presentare alla Commissione europea il Documento programmatico di bilancio entro il prossimo 15 ottobre e che la NADEF debba necessariamente essere esaminata prima di quella data.

  Fabio MELILLI, presidente e relatore, avverte che trasmetterà lo schema di relazione, integrato con le proposte dei gruppi che è stato ritenuto opportuno recepire, alle altre Commissioni.

  Fabio RAMPELLI (FDI), ricordando come la settimana scorsa i lavori parlamentari siano stati sospesi in vista delle consultazioni elettorali e referendarie che si sono svolte il 20 e 21 settembre ed evidenziando come la conclusione dell'esame del presente schema di relazione non abbia una scadenza perentoria, chiede che venga rinviata la trasmissione dello schema medesimo alle altre Commissioni per l'espressione dei loro rilievi. Ritiene infatti che i tempi fissati siano inconciliabili con l'importanza della materia affrontata. Raccomanda infine che vengano maggiormente prese in considerazione le proposte di integrazione avanzate dai gruppi.

Pag. 172

  Fabio MELILLI, presidente e relatore, conferma l'intenzione di chiedere al Presidente della Camera di poter disporre di un più ampio lasso di tempo per l'esame dello schema di relazione.

  Paolo TRANCASSINI (FDI) chiede di conoscere in maniera più puntuale quale sarà il contenuto del schema di relazione che verrà trasmesso alle altre Commissioni.

  Fabio MELILLI, presidente e relatore, avverte che alle Commissioni sarà trasmesso schema di relazione con le aggiunte concordate nella presente seduta.

  Paolo TRANCASSINI (FDI) osserva che l'articolo 143 del Regolamento della Camera si riferisce a un atto della Commissione e non del presidente o del relatore. Osserva quindi come, in assenza di un voto da parte della Commissione, non si possa parlare di un atto della Commissione medesima.

  Fabio MELILLI, presidente e relatore, segnalando come l'inizio dei lavori dell'Assemblea imponga di terminare la presente seduta, preso atto di quanto emerso dal dibattito, avverte che la convocazione della Commissione prevista alle ore 14.30 della giornata odierna sarà integrata con il punto in oggetto per procedere alla votazione dello schema di relazione, integrato con le proposte dei gruppi che si è ritenuto opportuno recepire anche a seguito del dibattito odierno.
  Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 9.45.

RELAZIONI ALL'ASSEMBLEA

  Mercoledì 23 settembre 2020. — Presidenza del presidente Fabio MELILLI. – Interviene la viceministra dell'economia e delle finanze Laura Castelli.

  La seduta comincia alle 14.30.

Sull'individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery Fund.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del regolamento, e rinvio).

  Fabio MELILLI, presidente e relatore, ricorda che nella odierna seduta antimeridiana è stata discussa una bozza di schema di relazione sull'individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery Fund, nell'ambito della quale sono emerse alcune proposte di modifica di cui ha cercata di tenere conto nella nuova versione della bozza di schema di relazione, che sottopone pertanto ora all'attenzione della Commissione e che è comunque posta in distribuzione (vedi allegato 1). Nel dettaglio, chiarisce che dette proposte di modifica, debitamente evidenziate nel corpo del testo distribuito, attengono alle seguenti questioni. Da un lato, con riferimento alle risorse del PNRR viene precisato che queste ultime dovranno essere orientate alla realizzazione di un programma di riforme e investimenti «anche finalizzati al superamento delle procedure di infrazioni comunitarie in corso», in coerenza con le richieste formulate dall'onorevole Garavaglia. Una seconda modifica è volta a precisare che le risorse del PNRR dovranno servire per formulare e attuare un programma di riforme e investimenti che permetta all'Italia di creare sul territorio nazionale «a partire dalla Capitale», un ambiente idoneo affinché le imprese possano nascere, crescere e creare ricchezza, in coerenza con le richieste formulate dall'onorevole Flati. Una terza modifica è volta ad aggiungere il raccordo tra il Brennero e il Tirreno nell'ambito degli investimenti infrastrutturali previsti per la connessione tra reti ferroviarie, viarie e infrastrutture portuali e aeroportuali, come richiesto dall'onorevole Tabacci. Una quarta modifica è volta a prevedere tra gli interventi infrastrutturali per la mobilità nelle aree interne quelli necessari per avvicinare l'Appennino alle coste e alla Capitale, rilanciare i collegamenti tra il Mar Adriatico, il Mar Tirreno Pag. 173e il Mar Ionio e rafforzare le connessioni sulla dorsale appenninica, in coerenza con le richieste formulate dall'onorevole Trancassini. Una quinta modifica, al paragrafo 5.3, è volta a precisare che l'applicazione della clausola del 34 per cento deve riguardare comunque risorse destinate a progetti che rispondano ai prestabiliti criteri di valutazione e che siano realizzati nei tempi previsti, da monitorare – anche in sede parlamentare – al pari degli altri interventi programmati sul territorio nazionale, come dettagliatamente indicato al paragrafo 5.6, come richiesto dall'onorevole Garavaglia. Una sesta modifica, sempre al paragrafo 5.3, è volta ad eliminare il limite superiore precedentemente indicato per la destinazione delle ulteriori risorse rispetto al 34 per cento, introducendo le parole: «anche in misura superiore al 34 per cento». Una settima modifica, al paragrafo 5.5, è volta a sostituire le parole: «troppo a lungo» con la parola: «indefinitamente», per venire incontro alle richieste degli onorevoli Raduzzi e Fassina. Una ottava modifica, sempre al paragrafo 5.5, è volta ad eliminare il riferimento alla tensione sui titoli del debito pubblico determinato «dal venire meno delle condizioni favorevoli connesse alle misure emergenziali messe in atto a livello europeo», in coerenza con le richieste degli onorevoli Raduzzi e Fassina. Una nona modifica, ancora al paragrafo 5.5, è volta a richiedere meccanismi che contemplino adeguati strumenti per affrontare la crisi finanziaria riscontrabile in alcuni enti locali, quale, ad esempio, la revisione dei «fabbisogni standard», in modo da evitare situazioni di dissesto finanziario, in coerenza con le richieste dell'onorevole Manzo.

  Stefania PRESTIGIACOMO (FI), ribadendo quanto già evidenziato nel corso dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, svoltosi nella giornata di ieri, lamenta il mancato recepimento dei suggerimenti trasmessi dal gruppo di Forza Italia relativi alla necessità di introdurre strumenti di natura fiscale idonei a determinare un vero e proprio shock fiscale quale precondizione per un effettivo rilancio della nostra economia, con particolare riguardo a forme di incentivazione per i territori del nostro Meridione. Prende inoltre atto con rammarico della perdurante assenza nello schema di relazione predisposto dal presidente e relatore Melilli di un riferimento al Ponte sullo stretto di Messina, che a giudizio del suo gruppo, in linea peraltro con le sollecitazioni provenienti dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le regioni, costituisce un elemento di ineludibile centralità nell'ambito più vasto del settore relativo ai trasporti, rispetto al quale pure lo schema di relazione, sul tema precipuo della continuità territoriale, prevede una serie di interventi specifici.

  Fabio MELILLI, presidente e relatore, con riferimento in particolare alla questione richiamata dall'onorevole Prestigiacomo in merito alla necessità di definire la natura degli interventi fiscali, ricorda che ha ritenuto preferibile non precisare nello schema di relazione i contenuti di interventi che, secondo il metodo convenuto, potranno essere oggetto di specifica discussione e proposta nell'ambito delle Commissioni di volta in volta competenti per la materia.

  Stefania PRESTIGIACOMO (FI), pur rispettando gli ambiti di competenza delle altre Commissioni permanenti interessate dal procedimento in esame, contesta tuttavia la valutazione per cui la materia fiscale dovrebbe essere esclusivamente rimessa alla discussione presso la Commissione finanze, come del resto testimonia, stante la rilevanza di ordine generale delle politiche fiscali, la frequente trattazione presso la Commissione bilancio di questioni di natura fiscale, quale la necessità di prevedere misure volte alla riduzione della pressione fiscale.

  Fabio MELILLI, presidente e relatore, tiene comunque a ribadire che, come già anticipato nel corso della odierna seduta antimeridiana, le proposte fatte pervenire Pag. 174dai gruppi e non inserite nel testo del documento in discussione, riguardanti per lo più temi specifici di competenza delle altre Commissioni, non devono considerarsi superate, ma suscettibili di ulteriore valutazione alla luce dei rilievi e delle osservazioni che saranno trasmessi dalle Commissioni medesime.

  Ylenja LUCASELLI (FDI) osserva che, proprio in considerazione delle finalità dello schema di relazione proposto dal presidente Melilli, che si pone quale base per la discussione presso le altre Commissioni permanenti, sarebbe stato opportuno precisarne maggiormente il perimetro contenutistico, in modo tale da tenere debitamente in considerazione i suggerimenti provenienti dai diversi gruppi parlamentari. A tale ultimo proposito, prende invece atto con rammarico, come peraltro già prefigurato nella odierna seduta antimeridiana, del mancato recepimento di talune proposte dal gruppo di Fratelli d'Italia ritenute essenziali, quali quelle relative ad interventi nei settori della sicurezza, della promozione del made in Italy e delle misure concernenti i territori colpiti da eventi sismici, circostanza questa che ha indotto il suo gruppo a ritenere necessario sottoporre lo schema di relazione da inviare alle Commissioni ad una deliberazione esplicita.

  Antonio ZENNARO (MISTO-PP-AP) richiama l'attenzione sulla prioritaria necessità di approfondire i profili attuativi delle proposte contenute nello schema di relazione, ad esempio per quanto concerne la missione n. 2 attinente alla Rivoluzione verde e alla transizione ecologica, laddove andrebbero previsti incentivi a supporto delle imprese operanti nel nostro Paese onde scongiurare che gli interventi proposti finiscano con il favorire quasi esclusivamente, sulla base di agevolazioni dirette ai consumatori, i Paesi esteri esportatori di taluni prodotti o prestatori di taluni servizi. Analogamente, ritiene che anche il prospettato processo di incrementale digitalizzazione del nostro Paese debba essere combinato con la necessità di non compromettere il complessivo sistema dei pagamenti, penalizzando in maniera eccessiva l'uso del contante. Osserva infine come il cospicuo numero dei progetti presentati dalle amministrazioni centrali ai fini della redazione da parte del Governo del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza potrebbe costituire un ostacolo ad una effettiva attuazione del Piano medesimo, evidenziando piuttosto la priorità nella individuazione dei soggetti incaricati della gestione finanziaria dei vari interventi nonché delle modalità volte ad assicurare un corretto utilizzo delle risorse poste a disposizione.

  Fabio MELILLI, presidente e relatore, nel ribadire che singole questioni potranno essere meglio approfondite nel corso della discussione presso le Commissioni competenti per materia, concorda sulla opportunità, richiamata anche dall'onorevole Zennaro, di focalizzare gli interventi onde evitare una improduttiva dispersione delle risorse destinate all'attuazione del Piano.

  La Commissione delibera di trasmettere alle Commissioni permanenti il testo dello schema di relazione sull'individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery Fund, affinché le Commissioni stesse possano formulare eventuali rilievi e osservazioni per gli aspetti di rispettiva competenza (vedi allegato 1).

  Fabio MELILLI, presidente e relatore, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 14.50.

SEDE CONSULTIVA

  Mercoledì 23 settembre 2020. — Presidenza del presidente Fabio MELILLI. – Interviene la viceministra dell'economia e delle finanze Laura Castelli.

  La seduta comincia alle 14.50.

Pag. 175

Istituzione di una zona economica esclusiva oltre il limite esterno del mare territoriale.
Nuovo testo C. 2313.
(Parere alla III Commissione).
(Seguito dell'esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, rinviato, da ultimo, nella seduta dell'8 settembre 2020.

  La Viceministra Laura CASTELLI deposita agli atti della Commissione la relazione tecnica sul provvedimento in titolo positivamente verificata dalla Ragioneria generale dello Stato (vedi allegato 2).

  Beatrice LORENZIN (PD), relatrice, si riserva di formulare una proposta di parere sulla base della relazione tecnica depositata dal Governo.

  Fabio MELILLI, presidente, non essendovi obiezioni, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

Istituzione di una Commissione parlamentare per gli italiani nel mondo.
Testo unificato C. 802 e abb.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione – Nulla osta).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Fabio MELILLI, presidente, in sostituzione del relatore, avverte che il testo in esame, composto da sette articoli, prevede, in particolare, che la istituenda Commissione – composta da diciotto senatori e da diciotto deputati – svolga compiti di indirizzo e controllo sulle politiche e sugli interventi riguardanti i cittadini italiani residenti all'estero, di promozione delle politiche di sostegno agli italiani all'estero, di studio, monitoraggio e approfondimento delle questioni riguardanti gli italiani all'estero, nonché di ricognizione e proposta nelle materie attinenti ai fenomeni di mobilità degli emigranti italiani. Rileva altresì che, con riferimento alle dotazioni e alle strutture della Commissione, l'articolo 7 prevede che per l'esercizio delle sue funzioni quest'ultima fruisca di personale, locali e strumenti operativi messi a disposizione dai Presidenti delle Camere, d'intesa tra loro. Poiché il provvedimento in esame non appare presentare profili problematici per la finanza pubblica, propone di esprimere sullo stesso parere di nulla osta.

  La Viceministra Laura CASTELLI concorda con la proposta di nulla osta testé formulata dal relatore.

  La Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo sui servizi aerei tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Corea, con Allegato, fatto a Roma il 17 ottobre 2018.
C. 2415 Governo.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Cosimo ADELIZZI (M5S), relatore, in merito ai profili di quantificazione, rileva che l'articolo 12 dell'Accordo in esame prevede esenzioni doganali e fiscali in tema di carburanti, lubrificanti, provviste di bordo, pezzi di ricambio e dotazioni normalmente previste a bordo e che la relazione tecnica non commenta specificamente la norma. In proposito, non ha comunque osservazioni da formulare nel presupposto che la previsione sia meramente riproduttiva di quanto già previsto, a normativa vigente, dall'articolo 24 della Convenzione di Chicago sull'aviazione civile, cui aderiscono sia l'Italia sia la Repubblica di Corea, e che gli effetti di gettito derivanti da tali esenzioni siano quindi già scontati nelle previsioni finanziarie a legislazione vigente: in proposito appare utile acquisire una conferma.Pag. 176
  Rammenta inoltre che nella XVII legislatura, allorché la Commissione Bilancio esaminò in sede consultiva (seduta del 4 ottobre 2016) altri accordi internazionali con il medesimo contenuto (C. 3917), la rappresentante del Governo dichiarò che: «dalle esenzioni da dazi doganali ed altri diritti, concesse dall'articolo 6 dell'Accordo con il Qatar e dall'articolo 10 dell'Accordo con il Vietnam, non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, neanche nella forma del minor gettito, poiché le disposizioni in parola sono in linea con quanto previsto dall'articolo 24 della Convenzione di Chicago del 7 dicembre 1944, ratificata dall'Italia con legge n. 561 del 1956, della quale Qatar e Vietnam sono Stati firmatari. Analoghe considerazioni valgono per le esenzioni previste dall'Accordo sui servizi aerei tra Italia e Algeria [...]» e che la Commissione espresse sui testi parere favorevole.
  Per quanto riguarda le restanti disposizioni dell'Accordo, rileva che sia la relazione tecnica che la clausola riportata all'articolo 3 del disegno di legge di ratifica evidenziano che i soggetti interessati provvederanno agli adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente nei propri bilanci. Non ha quindi osservazioni da formulare nel presupposto dell'effettiva possibilità di ricondurre le attività in questione – con particolare riguardo a quella ispettiva finalizzata al rispetto degli standard di sicurezza – entro il limite delle risorse disponibili, pur in presenza di impegni di carattere internazionale quali quelli previsti dall'Accordo in esame: a tal proposito appare utile acquisire l'avviso del Governo.
  In merito ai profili di copertura finanziaria, evidenzia infine che l'articolo 3, comma 1, prevede che dall'attuazione delle disposizioni dell'Accordo oggetto di ratifica non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e che i soggetti interessati provvedono agli adempimenti previsti dal citato Accordo con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente nei propri bilanci, mentre il successivo comma 2 stabilisce che agli eventuali oneri derivanti dall'attuazione degli articoli 22 e 23 dell'Accordo si farà fronte con apposito provvedimento legislativo. Al riguardo, non ha osservazioni da formulare.

  La Viceministra Laura CASTELLI, in risposta ai chiarimenti richiesti dal relatore, fa presente che le esenzioni dai dazi doganali ed altri diritti di cui all'articolo 12 dell'Accordo in esame – come già osservato per altri accordi internazionali di medesimo contenuto, quali quelli stipulati con Qatar, Algeria e Vietnam – sono da ricondursi alle esenzioni previste all'articolo 24 della Convenzione di Chicago del 7 dicembre 1944, relativa all'aviazione civile internazionale, ratificata dall'Italia con legge n. 561 del 1956, della quale la Corea è Stato firmatario, concesse sulla base del principio di reciprocità. Per tale motivo, come specificato anche con riguardo all'Accordo sui servizi aerei Italia-Algeria, da tali esenzioni non derivano nuovi o maggiori oneri, nemmeno nella forma di mancato introito, a carico del bilancio dello Stato. Conferma inoltre, per quanto riguarda le restanti disposizioni dell'Accordo, che i soggetti interessati provvederanno agli adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

  Cosimo ADELIZZI (M5S), relatore, formula quindi la seguente proposta di parere:

  «La V Commissione,
   esaminato il disegno di legge C. 2415 Governo, recante Ratifica ed esecuzione dell'Accordo sui servizi aerei tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Corea, con Allegato, fatto a Roma il 17 ottobre 2018;
   preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo, da cui si evince che:
    le esenzioni dai dazi doganali ed altri diritti di cui all'articolo 12 dell'Accordo in esame – come già osservato per altri accordi internazionali di medesimo contenuto, quali quelli stipulati con Qatar, Pag. 177Algeria e Vietnam – sono da ricondursi alle esenzioni previste all'articolo 24 della Convenzione di Chicago del 7 dicembre 1944, relativa all'aviazione civile internazionale, ratificata dall'Italia con legge n. 561 del 1956, della quale la Corea è Stato firmatario, concesse sulla base del principio di reciprocità;
    per tale motivo, come specificato anche con riguardo all'Accordo sui servizi aerei Italia-Algeria, da tali esenzioni non derivano nuovi o maggiori oneri, nemmeno nella forma di mancato introito, a carico del bilancio dello Stato;
    per quanto riguarda le restanti disposizioni dell'Accordo, i soggetti interessati provvederanno agli adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente,
  esprime

PARERE FAVOREVOLE».

  La Viceministra Laura CASTELLI concorda con la proposta di parere formulata dal relatore.

  La Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Ratifica ed esecuzione degli Emendamenti all'Accordo sulla conservazione dei cetacei del Mar Nero, del Mar Mediterraneo e dell'area atlantica contigua, con Annessi e Atto finale, fatto a Monaco il 24 novembre 1996, adottati a Monaco il 12 novembre 2010.
C. 1704 Governo.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

  Maria Anna MADIA (PD), relatrice, in merito ai profili di quantificazione, prende atto del contenuto della relazione tecnica nella quale si afferma che non sono previste variazioni dirette dei costi nazionali connessi alla partecipazione all'Accordo sulla conservazione dei cetacei del Mar Nero, del Mar Mediterraneo e dell'area atlantica contigua (ACCOBAMS), in quanto l'ammontare del bilancio complessivo dell'Accordo e le quote pagate dai singoli Stati membri non sono in diretta connessione con l'estensione territoriale dell'Accordo stesso. La medesima relazione tecnica asserisce inoltre che le spese derivanti dall'esecuzione dell'Accordo sono già coperte da un apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, la cui Direzione generale per la protezione della natura e del mare svolge istituzionalmente le funzioni e i compiti in materia. Pertanto, in considerazione dei chiarimenti della relazione tecnica e del rilievo prevalentemente ordinamentale delle modifiche introdotte all'Accordo ed oggetto dello strumento di ratifica, non ha osservazioni da formulare. In merito ai profili di copertura finanziaria, evidenzia che l'articolo 3 prevede che dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e che le amministrazioni interessate svolgono le attività previste dalla medesima legge con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. Al riguardo non ha osservazioni da formulare. Propone quindi di esprimere un parere favorevole.

  La Viceministra Laura CASTELLI concorda con la proposta di parere formulata dalla relatrice.

  La Commissione approva la proposta di parere della relatrice.

Disposizioni per la disciplina, la promozione e la valorizzazione delle attività del settore florovivaistico.
Nuovo testo C. 1824.
(Parere alla XIII Commissione).
(Esame e rinvio – Richiesta di relazione tecnica ai sensi dell'articolo 17, comma 5, della legge n. 196 del 2009).

  La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Pag. 178

  Giuseppe BUOMPANE (M5S), relatore, fa presente che la proposta, di iniziativa parlamentare, reca disposizioni per la disciplina, la promozione e la valorizzazione delle attività del settore florovivaistico e che la proposta non è corredata di relazione tecnica. Fa presente, altresì, che oggetto di esame nella seduta odierna è il testo risultante dalle modifiche intervenute durante l'esame nella Commissione di merito.
  Con riferimento agli articoli da 1 a 19, osserva in via preliminare che la proposta in esame prevede una serie di misure e di interventi a sostegno del florovivaismo e che alcuni articoli sono corredati di una clausola di neutralità mentre per altri, aventi carattere potenzialmente oneroso, non vengono individuate una specifica quantificazione e una copertura degli oneri né stabilito un vincolo di invarianza finanziaria. Ulteriori norme, infine, presentano natura ordinamentale e carattere non oneroso come, ad esempio, quelle recanti definizioni. Ritiene pertanto necessario acquisire dati ed elementi di valutazione necessari a definire l'impatto finanziario delle seguenti disposizioni, che espone in dettaglio. L'articolo 2, comma 1, prevede un Programma di percorsi didattici relativi alle tematiche ambientali e all'importanza di un'adeguata presenza del verde, da svolgere nell'ambito dell'offerta formativa nella scuola dell'obbligo: la norma appare quindi suscettibile di comportare ulteriori adempimenti didattici a carico del sistema nazionale di istruzione. Andrebbero dunque indicate le risorse disponibili per i nuovi compiti (docenze, eventuale strumentazione, ecc.) precisando se le stesse risultino sufficienti per le medesime attività.
  All'articolo 2, comma 3, si prevedono concorsi di idee per aziende e giovani diplomati in discipline attinenti al florovivaismo, banditi dal Ministero; la norma non specifica le risorse da stanziare per il loro svolgimento. Appare quindi opportuno acquisire una valutazione in merito alla possibilità che lo svolgimento di tali concorsi possa o meno essere effettuato nell'ambito delle risorse già disponibili a legislazione vigente.
  L'articolo 3, comma 1, e l'articolo 10 prevedono l'individuazione di siti regionali idonei per piattaforme logistiche relative al settore florovivaistico; andrebbe chiarito se tali attività rientrino nelle competenze istituzionali del Ministero e delle regioni o se le stesse richiedano compiti ulteriori non previsti a legislazione vigente. Inoltre, dal tenore delle disposizioni non emerge quali siano i soggetti competenti alla realizzazione delle stesse piattaforme e a valere su quali risorse.
  L'articolo 3, comma 3, prevede l'estensione all'acquisto di fiori e piante da interno della detrazione del 36 per cento già prevista per interventi di sistemazione di aree a verde, fino a un massimo di 500 euro per nucleo familiare; tenuto conto che l'agevolazione vigente comporta effetti onerosi di minor gettito per diverse annualità e che tali effetti sono stati quantificati anche sulla base della spesa prevista per ciascun soggetto interessato, andrebbe chiarito quali siano gli effetti dell'estensione del beneficio a un'ulteriore spesa agevolabile ed il relativo impatto sul gettito.
  L'articolo 5 prevede l'istituzione di distretti florovivaistici da parte delle regioni. In tali distretti sono consentiti diversi interventi: in proposito non si formulano osservazioni tenuto conto della loro natura facoltativa, tale che gli enti pubblici coinvolti potranno provvedervi qualora sussistano le necessarie disponibilità di risorse e senza pregiudizio dei rispettivi vincoli di bilancio. Il comma 1, invece, dispone che nei distretti «sono previste azioni pubbliche finalizzate alla salvaguardia delle aziende florovivaistiche», con ciò prefigurando interventi che testualmente risultano di natura obbligatoria e sulla cui onerosità andrebbe dunque acquisito l'avviso del Governo, anche tenuto conto che la norma non individua quali siano le amministrazioni pubbliche obbligate ad intervenire.
  Sull'istituzione del Tavolo tecnico del settore florovivaistico e, nel suo ambito, di due Osservatori (articolo 6), la norma fissa la consueta clausola di non onerosità, riferita sia agli emolumenti sia agli oneri di funzionamento e pone le funzioni di supporto e di segreteria a carico del Ministero. Pag. 179Tenuto peraltro conto che a legislazione vigente è già costituito, in condizioni di neutralità finanziaria, un analogo tavolo con un numero di componenti maggiore, non ha osservazioni da formulare nel presupposto che le attività del Tavolo e quelle di supporto tecnico-amministrativo possano essere svolte nel quadro delle risorse esistenti. In proposito, appare comunque utile acquisire l'avviso del Governo.
  Sull'articolo 8, che istituisce un «coordinamento permanente» di indirizzo e orientamento per il florovivaismo e la green economy, in mancanza di indicazioni di maggior dettaglio circa le modalità di svolgimento di tale coordinamento nonché delle attività di supporto tecnico-amministrativo, non è possibile verificare la neutralità finanziaria della disposizione. In proposito appare quindi opportuno acquisire l'avviso del Governo.
  Il comma 3 dell'articolo 15 consente l'utilizzo per il verde urbano del Fondo per gli investimenti degli enti territoriali; poiché la norma ha l'effetto di consentire un'ulteriore finalizzazione (peraltro coerente con quelle già individuate a legislazione vigente) nel quadro di risorse configurate entro un tetto di spesa annuo, ritiene che andrebbe confermato che alla sua attuazione si potrà provvedere in sede di programmazione e di riparto del Fondo senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e senza incidere su programmi o interventi già avviati.
  L'articolo 19 destina a talune finalità di spesa una quota di risorse già stanziate in appositi piani nazionali agricoli o nello stato di previsione del Ministero: in proposito andrebbero acquisiti dati ed elementi di valutazione idonei a verificare l'effettiva disponibilità di tali risorse, senza incidere su attività già avviate o programmate a legislazione vigente.
  Non ha nulla da osservare, invece, circa le seguenti disposizioni: sull'articolo 9, che prevede un Piano nazionale del settore florovivaistico, e sull'articolo 12, che prevede un Piano di comunicazione e promozione, non ha osservazioni da formulare in considerazione delle apposite clausole di neutralità e della natura programmatoria e non immediatamente precettiva dei piani; sull'articolo 11, che prevede per le regioni la possibilità di istituire marchi di certificazione dei prodotti florovivaistici, e sull'articolo 15 (commi 1 e 2), che consente alle amministrazioni pubbliche di stipulare contratti di coltivazione e accordi quadro, non ha osservazioni da formulare tenuto conto del carattere facoltativo delle disposizioni, che potranno dunque essere attuate nell'ambito dei vigenti vincoli di bilancio.
  Non ha nulla da osservare, infine, sulle restanti disposizioni non espressamente considerate.
  In merito ai profili di copertura finanziaria, evidenzia che il comma 1 dell'articolo 19 stabilisce che il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, nel rispetto del disposizioni comunitarie in materia di aiuti di Stato, destini una quota, non superiore a un milione di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2022, delle risorse disponibili a valere sui piani nazionali di settore di propria competenza per favorire attività di comunicazione e promozione del settore florovivaistico proposte del Tavolo di cui all'articolo 6.
  Al riguardo segnala che i piani nazionali di settore di competenza del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali sono documenti programmatici, adottati previo accordo sancito in Conferenza Stato – regioni. Detti piani sono stati inizialmente finanziati dall'articolo 1, comma 1084, della legge n. 296 del 2006, con 10 milioni di euro per l'anno 2007 e 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 e le relative risorse sono state allocate sul capitolo 7643 dello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Tuttavia il capitolo risulta allo stato privo di stanziamenti di competenza, non solo per l'anno 2020, come si evince da un'interrogazione effettuata nella banca dati della Ragioneria generale dello Stato, ma anche per l'intero triennio 2020-2022, come risulta dal decreto di ripartizione in capitoli del bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e per il triennio 2020-2022. Pag. 180
  Ciò posto, appare necessario che il Governo fornisca chiarimenti in merito alla effettiva disponibilità di risorse, per gli anni dal 2020 al 2022, per l'attuazione dei piani nazionali di settore di competenza del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e, in caso affermativo, che il loro utilizzo per le finalità di cui all'articolo 19, comma 1, non sia suscettibile di pregiudicare la realizzazione degli interventi ai quali le risorse medesime sono preordinate.
  Inoltre, evidenzia che il comma 2 dell'articolo 19 prevede che una quota, nel limite massimo di un milione di euro per ciascuno degli anni 2020-2022, delle risorse iscritte nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali sulla base dell'autorizzazione di spesa di cui alla legge n. 499 del 1999 sia destinata al finanziamento della ricerca nel campo delle nuove varietà ornamentali e di progetti di ricerca e di sviluppo del settore florovivaistico proposti dal Tavolo di cui all'articolo 6 e previsti dal Piano nazionale del settore florovivaistico di cui all'articolo 9. Al riguardo ricorda che l'articolo 4 della citata legge n. 499 del 1999 ha provveduto al finanziamento delle attività di competenza del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali concernenti in particolare la ricerca e la sperimentazione in campo agricolo e che le relative risorse sono allocate sul capitolo 7810 dello stato di previsione del menzionato Ministero, il quale, come risulta dal decreto di ripartizione in capitoli del bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e per il triennio 2020-2022, reca uno stanziamento di 20 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2020-2022. Segnala inoltre che, sulla base delle risultanze di un'interrogazione effettuata nella banca dati della Ragioneria generale dello Stato, per l'anno 2020 non risulta ancora impegnato alcun importo sul citato capitolo 7810.
  In considerazione di quanto sopra evidenziato, ritiene necessario che il Governo confermi che gli stanziamenti da destinare alle finalità di cui all'articolo 19, comma 2, del provvedimento sono quelli di cui all'articolo 4 della legge n. 499 del 1999 e che il loro utilizzo non sia suscettibile di pregiudicare la realizzazione degli interventi ai quali detti stanziamenti sono preordinati.
  Tutto ciò premesso, rileva la necessità di acquisire la relazione tecnica sul provvedimento in esame.

  La Viceministra Laura CASTELLI concorda con la richiesta del relatore.

  La Commissione delibera pertanto di richiedere al Governo, ai sensi dell'articolo 17, comma 5, della legge n. 196 del 2009, la trasmissione, entro il termine di dieci giorni, di una relazione tecnica sul testo del provvedimento in esame.

  Fabio MELILLI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 15.

ATTI DEL GOVERNO

  Mercoledì 23 settembre 2020. — Presidenza del presidente Fabio MELILLI, indi del vicepresidente Giorgio LOVECCHIO. – Interviene la viceministra dell'economia e delle finanze Laura Castelli.

  La seduta comincia alle 15.

Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante ripartizione delle risorse del fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese.
Atto n. 188.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento, e conclusione – Parere favorevole con osservazioni).

  La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto all'ordine del giorno, Pag. 181rinviato, da ultimo, nella seduta dell'8 settembre 2020.

  La Viceministra Laura CASTELLI, in merito alla assenza di indicazioni nello schema di decreto in esame circa le modalità di eventuale revoca delle risorse non utilizzate entro ventiquattro mesi dalla loro assegnazione e la loro diversa destinazione nell'ambito delle finalità previste dai commi da 14 a 26 dell'articolo 1 della legge n. 160 del 2019, evidenzia che tali modalità potranno essere definite con successivi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri anche al fine di poter meglio valutare gli effetti dell'evoluzione della pandemia da COVID-19 sulla ripresa della piena operatività delle amministrazioni destinatarie degli stanziamenti assegnati con il riparto del predetto Fondo. Ciò anche considerato che non risulta ancora definita la tempistica con cui i Ministeri potranno disporre delle predette risorse, comunque in ritardo rispetto a quanto previsto dalla legge di bilancio per il 2020 che stabiliva il 15 febbraio 2020 come termine per l'adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di riparto. In proposito ritiene opportuno peraltro ricordare che la previsione di revoca delle risorse assegnate con il riparto del Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese per l'anno in corso è stata recentemente sospesa con il decreto-legge n. 34 del 2020, proprio in relazione alle condizioni di oggettiva difficoltà determinatesi per l'emergenza sanitaria in corso. In alternativa, suggerisce che si potrebbe prevedere che il presente provvedimento sia integrato con la previsione delle modalità e i criteri di revoca o di diversa destinazione delle risorse assegnate.
  Segnala che molte amministrazioni non hanno finora adempiuto all'obbligo di presentazione al Parlamento della Relazione annuale sullo stato di avanzamento degli interventi finanziati con le risorse del Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, prevista dall'articolo 1, comma 1075, della legge n. 205 del 2017. In proposito evidenzia che la previsione della presentazione della Relazione annuale al Parlamento sullo stato di avanzamento degli interventi finanziati con le risorse del citato Fondo è stata introdotta due anni fa proprio con lo scopo di incentivare i Ministeri a utilizzare le risorse loro assegnate. Pertanto, ritiene opportuno che tale previsione venga mantenuta.

  Francesca FLATI (M5S), relatrice, anche a nome del relatore Padoan, formula la seguente proposta di parere:

  «La V Commissione bilancio, tesoro e programmazione,
   esaminato lo Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con i Ministri interessati, ai sensi dell'articolo 1, commi 14 e 24, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, recante ripartizione del fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese (Atto n. 188),
   preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo, da cui si evince che:
    in merito alla mancanza di indicazioni nello schema di decreto in esame circa le modalità di eventuale revoca delle risorse non utilizzate entro ventiquattro mesi dalla loro assegnazione e la loro diversa destinazione nell'ambito delle finalità previste dai commi da 14 a 26 dell'articolo 1 della legge n. 160 del 2019, si evidenzia che tali modalità potranno essere definite con successivi DPCM anche al fine di poter meglio valutare gli effetti dell'evoluzione della pandemia da Covid-19 sulla ripresa della piena operatività delle amministrazioni destinatarie degli stanziamenti assegnati con il riparto del predetto Fondo;
    ciò anche considerato che non risulta ancora definita la tempistica con cui i ministeri potranno disporre delle predette risorse, comunque in ritardo rispetto a quanto previsto dalla legge di bilancio Pag. 182per il 2020 che stabiliva il 15 febbraio 2020 come termine per l'adozione del DPCM di riparto;
    in proposito occorre peraltro ricordare che la previsione di revoca delle risorse assegnate con il riparto del Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese per l'anno in corso è stata recentemente sospesa con il decreto-legge n. 34 del 2020, proprio in relazione alle condizioni di oggettiva difficoltà determinatesi per l'emergenza sanitaria in corso;
    in alternativa, si potrebbe prevedere che il presente provvedimento sia integrato con la previsione delle modalità e i criteri di revoca o di diversa destinazione delle risorse assegnate;
    molte amministrazioni non hanno finora adempiuto all'obbligo di presentazione al Parlamento della Relazione annuale sullo stato di avanzamento degli interventi finanziati con le risorse del Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, prevista dall'articolo 1, comma 1075, della legge n. 205 del 2017;
   rilevata la necessità di una maggiore tempestività nella presentazione al Parlamento da parte di ciascun Ministero della Relazione annuale sullo stato di avanzamento degli interventi finanziati con le risorse del Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, prevista dall'articolo 1, comma 1075, della legge n. 205 del 2017;
   rilevata altresì l'opportunità di prevedere che gli schemi dei successivi DPCM che dovrebbero definire le modalità di eventuale revoca delle risorse non utilizzate entro ventiquattro mesi dalla loro assegnazione siano trasmessi alle Commissioni parlamentari competenti o in alternativa che le modalità e i criteri di revoca o di diversa destinazione delle risorse assegnate siano indicate nel presente provvedimento;
   valutati positivamente i rilievi formulati ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 4, del Regolamento della Camera dei deputati dalle Commissioni di merito, che devono pertanto considerarsi parte integrante del presente parere;
  esprime

PARERE FAVOREVOLE

  con le seguenti osservazioni:
   1) si valuti l'opportunità di prevedere che gli schemi dei successivi DPCM che dovrebbero definire le modalità di eventuale revoca delle risorse non utilizzate entro ventiquattro mesi dalla loro assegnazione siano trasmessi alle Commissioni parlamentari competenti o, in alternativa, che le modalità e i criteri di revoca o di diversa destinazione delle risorse assegnate siano indicate nel presente provvedimento;
   2) fermo restando quanto previsto dal punto precedente, si valuti la possibilità di dare attuazione ai rilievi formulati dalle Commissioni di merito, nel rispetto dei vincoli finanziari derivanti dal Fondo oggetto di riparto e, più in generale, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica».

  La Viceministra Laura CASTELLI concorda con la proposta di parere dei relatori.

  La Commissione approva la proposta di parere dei relatori.

Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante una prima ripartizione del fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese.
Atto n. 189.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento, e conclusione – Parere favorevole con osservazione).

  La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto all'ordine del giorno, rinviato, da ultimo, nella seduta dell'8 settembre 2020.

Pag. 183

  La Viceministra Laura CASTELLI fa presente che gli interventi previsti dal presente provvedimento sono espressamente indicati al comma 14 dell'articolo 1 della legge n. 160 del 2019, che ne definisce sia le finalità sia gli stanziamenti annuali. Segnala che le risorse assegnate ai predetti progetti pertanto non sono soggette ai meccanismi di eventuale revoca indicati dall'articolo 1, comma 24, della legge n. 160 del 2019, ma sono assoggettate alle regole di conservazione in bilancio previste per gli stanziamenti di conto capitale dalla legislazione contabile vigente. Analogamente, evidenzia che il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 giugno 2019, che disponeva il finanziamento a valere sul Fondo investimenti di cui all'articolo 1, comma 95, della legge n. 145 del 2018 (legge di bilancio per il 2019), per il prolungamento della linea metropolitana M5 da Milano fino al comune di Monza, non aveva previsto alcun meccanismo di eventuale revoca delle risorse, che era stato invece stabilito per le restanti risorse ripartite con il medesimo Fondo investimenti.
  Segnala che molte amministrazioni non hanno finora adempiuto all'obbligo di presentazione al Parlamento della Relazione annuale sullo stato di avanzamento degli interventi finanziati con le risorse del Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, prevista dall'articolo 1, comma 1075, della legge n. 205 del 2017.

  Michele SODANO (M5S), relatore, anche a nome del relatore Navarra, formula la seguente proposta di parere:

  «La V Commissione bilancio, tesoro e programmazione,
   esaminato lo Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante una prima ripartizione del fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese (Atto n. 189),
   preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo, da cui si evince che:
    gli interventi previsti dal presente provvedimento sono espressamente indicati al comma 14 dell'articolo 1 della legge n. 160 del 2019, che ne definisce sia le finalità sia gli stanziamenti annuali;
    le risorse assegnate ai predetti progetti pertanto non sono soggette ai meccanismi di eventuale revoca indicati dall'articolo 1, comma 24, della legge n. 160 del 2019, ma sono assoggettate alle regole di conservazione in bilancio previste per gli stanziamenti di conto capitale dalla legislazione contabile vigente;
    analogamente, il DPCM 11 giugno 2019, che disponeva il finanziamento a valere sul Fondo investimenti di cui all'articolo 1, comma 95, della legge 30 n. 145 del 2018 (legge di bilancio per il 2019), per il prolungamento della linea metropolitana M5 da Milano fino al comune di Monza, non aveva previsto alcun meccanismo di eventuale revoca delle risorse, che era stato invece stabilito per le restanti risorse ripartite con il medesimo Fondo investimenti;
    molte amministrazioni non hanno finora adempiuto all'obbligo di presentazione al Parlamento della Relazione annuale sullo stato di avanzamento degli interventi finanziati con le risorse del Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, prevista dall'articolo 1, comma 1075, della legge n. 205 del 2017;
   rilevata pertanto la necessità di una maggiore tempestività nella presentazione al Parlamento da parte di ciascun Ministero della Relazione annuale sullo stato di avanzamento degli interventi finanziati con le risorse del Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, prevista dall'articolo 1, comma 1075, della legge n. 205 del 2017;
   valutati positivamente i rilievi formulati ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 4, del Regolamento della Camera dei deputati dalle Commissioni di merito, che devono Pag. 184pertanto considerarsi parte integrante del presente parere,
  esprime

PARERE FAVOREVOLE

  con la seguente osservazione:
   si valuti la possibilità di dare puntuale attuazione ai rilievi formulati dalle Commissioni di merito, nel rispetto dei vincoli finanziari derivanti dal Fondo oggetto di riparto e, più in generale, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica».

  La Viceministra Laura CASTELLI concorda con la proposta di parere dei relatori.

  La Commissione approva la proposta di parere dei relatori.

Schema di atto aggiuntivo alla convenzione tra il Ministro dell'economia e delle finanze e il direttore dell'Agenzia delle entrate per la definizione dei servizi dovuti, delle risorse disponibili, delle strategie per la riscossione nonché delle modalità di verifica degli obiettivi e di vigilanza sull'ente Agenzia delle entrate-Riscossione, per il periodo 1o gennaio-31 dicembre 2020.
Atto n. 194.
(Esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento, e conclusione – Parere favorevole).

  La Commissione inizia l'esame dello schema di decreto all'ordine del giorno.

  Claudio MANCINI (PD), relatore, segnala che lo schema di atto in esame ottempera alla prescrizione dell'articolo 1, comma 13-bis, del decreto-legge n. 193 del 2016, il quale prevede la trasmissione alle Camere, ai fini dell'espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, dello schema di atto aggiuntivo con il quale viene definita la strategia in materia di riscossione da attuare nel corso del periodo d'imposta (più precisamente, per quanto riguarda l'atto in esame, nel periodo 1o gennaio 2020-31 dicembre 2020).
  Ricorda che l'articolo 1, comma 13, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, stabilisce che annualmente è stipulato tra il Ministro dell'economia e delle finanze e il direttore dell'Agenzia delle entrate, presidente dell'Agenzia delle entrate-Riscossione, un Atto aggiuntivo alla Convenzione prevista dall'articolo 59 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300.
  Segnala che con la richiamata Convenzione vengono individuati i servizi da erogare, le strategie per la riscossione, le risorse disponibili, gli obiettivi quantitativi da raggiungere, gli indicatori e le modalità di verifica del conseguimento degli obiettivi stessi, le modalità di vigilanza sull'operato dell'ente da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, anche in relazione alla garanzia della trasparenza, dell'imparzialità e della correttezza nell'applicazione delle norme, con particolare riguardo ai rapporti con i contribuenti.
  Evidenzia che i contenuti dell'Atto in esame sono stati definiti in coerenza con le previsioni del Documento di economia e finanza 2020 e con le priorità indicate nell'Atto di indirizzo del Ministro dell'economia e delle finanze per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale 2020-2022 (adottato il 13 luglio 2020).
  Quanto al contenuto del provvedimento, segnala quanto segue.
  L'articolo 1 reca le definizioni dei termini utilizzati nel testo, mentre l'articolo 2 specifica che con l'Atto in esame si dà attuazione alle previsioni dell'articolo 1 del decreto-legge n. 193 del 2016.
  L'articolo 3 stabilisce che l'Atto aggiuntivo regola per il periodo 1o gennaio 2020 -31 dicembre 2020 i rapporti tra Ministero dell'economia e delle finanze, Agenzia delle Entrate-Riscossione e Agenzia delle Entrate. L'articolo 4 definisce gli impegni istituzionali dell'Agenzia delle Entrate- Riscossione.
  L'articolo 5 stabilisce che l'Agenzia dispone delle risorse finanziarie derivanti dai corrispettivi per i servizi di riscossione mediante ruolo prestati in favore di soggetti privati o pubblici (incluse le amministrazioni statali); le altre attività, strumentali e accessorie alla riscossione e alle Pag. 185attività dell'Agenzia delle entrate; le attività di riscossione delle entrate tributarie o patrimoniali delle amministrazioni locali.
  L'articolo 6 dispone che il Dipartimento finanze del Ministero dell'economia e delle finanze si impegna a svolgere tutti gli adempimenti necessari per assegnare all'Agenzia le risorse stanziate sui pertinenti capitoli del bilancio dello Stato destinati all'erogazione di tutti i rimborsi e i compensi dovuti secondo quanto stabilito dalle disposizioni normative vigenti.
  L'articolo 7 fornisce alcune indicazioni in materia di comunicazione istituzionale. La norma dispone che nella definizione dei programmi di comunicazione e relazione con i cittadini e i contribuenti, l'Agenzia realizza forme di coordinamento con il Ministero dell'economia e delle finanze e con l'Agenzia delle Entrate. Inoltre, nell'ambito delle diverse presenze sulla rete internet afferenti al Ministero, il portale del Ministero dell'economia e delle finanze, attraverso il sito del Dipartimento finanze, diviene il punto di riferimento per tutta l'Amministrazione finanziaria.
  L'articolo 8, in materia di sistemi informativi, prevede che l'Agenzia si impegna ad adottare soluzioni gestionali compatibili con il più ampio sistema informativo della fiscalità e coerenti con i piani di e-government nonché con le linee strategiche dello sviluppo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione emanati dal Dipartimento finanze. Adotta, inoltre, le misure organizzative e tecnologiche volte ad assicurare l'interoperabilità del Sistema Informativo della fiscalità nonché il costante monitoraggio del Sistema.
  L'articolo 9 stabilisce che l'Agenzia conduce autonome indagini di customer satisfaction sui servizi erogati nei diversi canali e nei confronti della generalità dei contribuenti ovvero di specifiche tipologie.
  L'articolo 10, in materia di modalità di esercizio della funzione di vigilanza, riconosce al Dipartimento finanze la funzione di vigilanza finalizzata alla valutazione delle modalità complessive di esercizio dell'attività di riscossione da parte dell'Agenzia, anche in relazione alla garanzia della trasparenza, imparzialità e correttezza nell'applicazione delle norme, con particolare riguardo ai rapporti con i contribuenti (ferma restando l'alta vigilanza del Ministro dell'economia e delle finanze). L'Agenzia delle Entrate-Riscossione esercita, a sua volta, una funzione di controllo interno caratterizzata da indipendenza tecnica e autonomia operativa, fornendo al Dipartimento finanze una rendicontazione annuale sugli esiti della suddetta attività.
  L'articolo 11 chiarisce che il Piano annuale (Allegato 1) individua, in relazione ai servizi dovuti, le strategie per la riscossione dei crediti affidati e le modalità organizzative per la gestione della funzione di riscossione, gli obiettivi quantitativi da raggiungere nonché i relativi indicatori.
  L'articolo 12 ricorda che l'Agenzia è sottoposta al monitoraggio costante dell'Agenzia delle entrate secondo principi di trasparenza e pubblicità (articolo 1, comma 3 del decreto-legge n. 193 del 2016). A tal fine fornisce rendicontazioni periodiche sullo stato e andamento della riscossione. L'articolo 13 ricorda che lo schema dell'Atto aggiuntivo in esame deve essere trasmesso alle Camere ai fini dell'espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari (articolo 1, comma 13-bis, del decreto-legge n. 193 del 2016).
  L'articolo 14 prevede che il Ministro dell'economia e delle finanze e il direttore dell'Agenzia delle entrate possano concordare le modifiche e integrazioni necessarie al presente Atto aggiuntivo (ad esempio, qualora nel corso dell'esercizio intervengano mutamenti nel quadro economico nazionale, modifiche normative ovvero variazioni degli assetti organizzativi, che incidano sul conseguimento di una parte significativa degli obiettivi del Piano annuale). L'articolo 15 disciplina il procedimento utilizzabile per la risoluzione di eventuali controversie.
  L'Allegato 1 contiene il Piano annuale dell'Agenzia per il 2020. Il Piano prevede Pag. 186che il volume di incassi stimato è di circa 6,4 miliardi di euro per il 2020, 9,6 miliardi per il 2021 e 9,8 miliardi per il 2022. La previsione originaria della riscossione per l'anno 2020 (precedente al blocco delle attività nel periodo di sospensione della riscossione) stimava un livello complessivo degli incassi da ruoli pari a 9,187 miliardi di euro.
  Per l'esercizio 2020, sono state identificate tre aree di intervento strategico in coerenza con le previsioni che l'Atto di indirizzo del Ministro dell'economia e delle finanze per gli anni 2020-2022 pone a carico di Agenzia delle Entrate-Riscossione per l'esercizio dell'attività di riscossione. Tale attività dovrà comunque svolgersi secondo criteri di efficienza gestionale, efficacia, economicità dell'azione nonché di equità, allo scopo di promuovere un corretto rapporto tra fisco e contribuente, garantendo l'effettività del gettito e l'incremento del livello di adempimento spontaneo degli obblighi tributari.
  Le tre aree strategiche di intervento riguardano: servizi, riscossione ed efficienza e per ciascuna di esse sono state individuati specifici obiettivi da raggiungere nel corso dell'esercizio e i relativi indicatori per consentirne la misurazione.
  Nell'Allegato 2 sono definite le modalità di verifica del conseguimento degli obiettivi. A tal fine sono individuate le tipologie, le modalità e la periodicità dei flussi informativi, necessari per l'indirizzo e la vigilanza sulla gestione da parte del Ministero, che l'Agenzia delle Entrate-Riscossione è tenuta a fornire al Dipartimento delle finanze.
  In conclusione, poiché il provvedimento non appare presentare profili problematici dal punto di vista finanziario, propone di esprimere su di esso un parere favorevole.

  La Viceministra Laura CASTELLI concorda con la proposta di parere del relatore.

  Claudio BORGHI (LEGA) esprime perplessità sulla previsione contenuta nell'Atto in esame secondo cui il volume di incassi per l'anno in corso sarà pari a circa 6 miliardi di euro. Ritiene, infatti, che tale obiettivo sia impensabile, se non dannoso, anche alla luce della situazione di grave crisi in cui versano molte imprese italiane a seguito della pandemia e del lockdown.

  Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

  La seduta termina alle 15.10.

DELIBERAZIONE DI RILIEVI SU ATTI DEL GOVERNO

  Mercoledì 23 settembre 2020. — Presidenza del vicepresidente Giorgio LOVECCHIO. – Interviene la viceministra dell'economia e delle finanze Laura Castelli.

  La seduta comincia alle 15.10.

Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2018/958 relativa a un test della proporzionalità prima dell'adozione di una nuova regolamentazione delle professioni.
Atto n. 186.
(Rilievi alla II Commissione).
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del regolamento, e conclusione – Valutazione favorevole).

  La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto legislativo in oggetto, rinviato nella seduta dell'8 settembre 2020.

  La Viceministra Laura CASTELLI fa presente che le valutazioni di «proporzionalità», di cui all'articolo 3, svolte da possibili soggetti regolatori rientranti nel novero delle pubbliche amministrazioni, sono comunque attinenti alle attività svolte dagli stessi e saranno pertanto effettuate nell'ambito delle risorse umane e strumentali già previste a legislazione vigente.
  Conferma che le attività previste dall'articolo 5, in materia di informazione e partecipazione dei portatori di interessi, e Pag. 187i nuovi compiti attribuiti dall'articolo 7, in materia di scambio di informazioni, al Centro di assistenza per il riconoscimento delle qualifiche professionali potranno essere svolti ad invarianza di oneri con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

  Carmelo Massimo MISITI (M5S), relatore, formula la seguente proposta di parere:

  «La V Commissione Bilancio, tesoro e programmazione,
   esaminato, per quanto di competenza, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, lo Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2018/958 relativa a un test della proporzionalità prima dell'adozione di una nuova regolamentazione delle professioni (Atto n. 186);
   preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo, da cui si evince che:
    le valutazioni di “proporzionalità”, di cui all'articolo 3, svolte da possibili soggetti regolatori rientranti nel novero delle pubbliche amministrazioni, sono comunque attinenti ad attività svolte dagli stessi e saranno pertanto effettuate nell'ambito delle risorse umane e strumentali già previste a legislazione vigente;
    le attività previste dall'articolo 5, in materia di informazione e partecipazione dei portatori di interessi, e i nuovi compiti attribuiti dall'articolo 7, in materia di scambio di informazioni, al Centro di assistenza per il riconoscimento delle qualifiche professionali potranno essere svolti ad invarianza di oneri con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente,

VALUTA FAVOREVOLMENTE

  lo schema di decreto legislativo».

  La Viceministra Laura CASTELLI concorda con la proposta di parere del relatore.

  La Commissione approva la proposta di parere del relatore.

  La seduta termina alle 15.15.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Mercoledì 23 settembre 2020.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15.15 alle 15.20.

AVVERTENZA

  Il seguente punto all'ordine del giorno non è stato trattato:

SEDE CONSULTIVA

Modifiche al codice della strada.
Testo unificato C. 24 e abb.-A.

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