TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 364 di Mercoledì 1 luglio 2020

 
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INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

   PAITA, FREGOLENT, NOBILI e D'ALESSANDRO. – Al Presidente del Consiglio dei ministri. – Per sapere – premesso che:

   la crisi economica causata dagli effetti del lockdown imposto dall'espansione del virus COVID-19 ha provocato un'inevitabile recessione, il ricorso massiccio alla cassa integrazione, la chiusura di numerose aziende e la mancata riapertura di migliaia di esercizi commerciali, un record di sussidi per sostenere le fasce più deboli e maggiormente colpite dalla crisi, l'aumento esponenziale del debito pubblico;

   a questa situazione si può rispondere soltanto facendo ripartire l'economia e, in particolare, dando nuovo slancio all'Italia, sbloccando i cantieri delle opere pubbliche, spesso fermi a causa di intoppi burocratici;

   velocizzare i procedimenti di autorizzazione, accelerare le gare d'appalto, rendere più fluide e veloci le modalità di realizzazione delle infrastrutture strategiche nazionali: questi i punti essenziali della proposta che Italia Viva ha presentato circa 7 mesi fa, denominato «Piano shock», che indica 120 miliardi di euro di risorse che possono essere sbloccate e contiene 6 articoli semplici e immediati utili a far ripartire l'economia;

   a tal fine è importante che il Governo individui, sulla base delle scelte strategiche per il Paese, interventi infrastrutturali prioritari per i quali disporre la nomina di commissari straordinari e che questi siano responsabili di tutto il processo che va dalla progettazione all'esecuzione sul modello del commissario di Genova, di Pompei e dell'Expo; così come prevedere una riforma dei livelli di progettazione, per garantire un iter più rapido delle opere;

   è fondamentale, inoltre, che si preveda il ripristino delle strutture di missione «Italia sicura», «Casa Italia» ed «Edilizia scolastica» che erano state istituite nel corso del Governo Renzi e che si avvii un processo di semplificazioni in materia di valutazione di impatto ambientale e di valutazione ambientale strategica, spesso troppo lunghe e complicate; altrettanto importante la semplificazione per il settore portuale, dallo snellimento delle procedure per le operazioni di dragaggio ai processi di pianificazione, passando per lo sportello unico doganale –:

   quali iniziative urgenti intenda adottare per ridare slancio con immediatezza all'economia, anche tramite un complesso di norme che abbiano per obiettivo la crescita del prodotto interno lordo e l'ammodernamento del Paese, e per velocizzare e semplificare i procedimenti di autorizzazione e far ripartire al più presto le opere strategiche indispensabili, con particolare riguardo all'edilizia scolastica, alla sicurezza del territorio e al rafforzamento del piano delle opere stradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali.
(3-01640)

(30 giugno 2020)

   EPIFANI, FORNARO e FRATOIANNI. – Al Presidente del Consiglio dei ministri. – Per sapere – premesso che:

   la crisi della siderurgia va avanti da anni in Europa e in Italia. Con la pandemia da COVID-19 la domanda di acciaio è ulteriormente diminuita del 50 per cento;

   secondo la World steel association, la differenza tra il primo quadrimestre del 2020 e quello del 2019 segna un calo del 12,5 per cento nell'Unione europea e del 22,4 per cento in Italia. Gli ordinativi sono in picchiata, con il crollo della domanda di settori trainanti come auto ed elettrodomestici: a marzo 2020 l'output è sceso del 40,2 per cento su base annua e ad aprile 2020 del 42,5 per cento. Il nostro Paese ha pagato un dazio molto più caro rispetto agli altri Paesi, visto che l'output a livello globale ad aprile 2020 è sceso del 13 per cento, mentre quello dell'Unione europea del 22,9 per cento;

   il settore siderurgico necessita di una reazione urgente. A Taranto ArcelorMittal ha presentato un piano che si allontana dall'accordo del 4 marzo 2020, prevedendo 3.200 esuberi, la riduzione della produzione e il rinvio degli investimenti. A Piombino Jindal, che nel 2018 ha acquistato gli impianti, si è impegnata nuovamente a presentare un piano industriale agli inizi di giugno 2020. Il gruppo indiano si è insediato con la promessa di investire sul forno elettrico, in modo da rendere autonomo lo stabilimento per tornare a produrre acciaio, ma ad oggi resta solo una promessa. A Terni il gruppo ThyssenKrupp conferma la volontà di cedere le acciaierie nell'ambito di un processo di riorganizzazione, che, ovviamente, provoca preoccupazione riguardo alla salvaguardia occupazionale ed industriale del sito;

   serve un piano strategico nazionale per la siderurgia che definisca il fabbisogno di acciaio in Italia e in Europa. È il momento di decidere che cosa si vuole produrre ed in che modo e la qualità degli investimenti che il Governo vuole mettere in campo. Risulta indispensabile, per dare una continuità d'impresa, bloccare i licenziamenti e prorogare gli ammortizzatori sociali, anche alla luce dell'interlocuzione aperta per il rinnovo del contratto nazionale. Gli stabilimenti siderurgici necessitano di investimenti: ambientali, di ammodernamento degli impianti, di innovazioni di prodotto e di attenzione alla sicurezza dei lavoratori –:

   se il Governo intenda predisporre urgentemente un piano per il rilancio del settore siderurgico che, coinvolgendo le parti sociali e le istituzioni interessate, stabilisca strategie e interventi da adottare.
(3-01641)

(30 giugno 2020)

   MOLINARI, ANDREUZZA, BADOLE, BASINI, BAZZARO, BELLACHIOMA, BELOTTI, BENVENUTO, BIANCHI, BILLI, BINELLI, BISA, BITONCI, BOLDI, BONIARDI, BORDONALI, CLAUDIO BORGHI, BUBISUTTI, CAFFARATTO, CANTALAMESSA, CAPARVI, CAPITANIO, CASTIELLO, VANESSA CATTOI, CAVANDOLI, CECCHETTI, CENTEMERO, CESTARI, COIN, COLLA, COLMELLERE, COMAROLI, COMENCINI, COVOLO, ANDREA CRIPPA, DARA, DE ANGELIS, DE MARTINI, D'ERAMO, DI MURO, DI SAN MARTINO LORENZATO DI IVREA, DONINA, DURIGON, FANTUZ, FERRARI, FOGLIANI, LORENZO FONTANA, FORMENTINI, FOSCOLO, FRASSINI, FURGIUELE, GALLI, GARAVAGLIA, GASTALDI, GAVA, GERARDI, GIACCONE, GIACOMETTI, GIGLIO VIGNA, GIORGETTI, GOBBATO, GOLINELLI, GRIMOLDI, GUIDESI, GUSMEROLI, IEZZI, INVERNIZZI, LATINI, LAZZARINI, LEGNAIOLI, LIUNI, LOCATELLI, LOLINI, EVA LORENZONI, LOSS, LUCCHINI, MACCANTI, MAGGIONI, MANZATO, MARCHETTI, MATURI, MINARDO, MOLTENI, MORELLI, MORRONE, MOSCHIONI, MURELLI, ALESSANDRO PAGANO, PANIZZUT, PAOLINI, PAROLO, PATASSINI, PATELLI, PATERNOSTER, PETTAZZI, PIASTRA, PICCHI, PICCOLO, POTENTI, PRETTO, RACCHELLA, RAFFAELLI, RIBOLLA, RIXI, SALTAMARTINI, SASSO, STEFANI, SUTTO, TARANTINO, TATEO, TIRAMANI, TOCCALINI, TOMASI, TOMBOLATO, TONELLI, TURRI, VALBUSA, VALLOTTO, VINCI, VIVIANI, RAFFAELE VOLPI, ZICCHIERI, ZIELLO, ZOFFILI e ZORDAN. — Al Presidente del Consiglio dei ministri. — Per sapere – premesso che:

   durante la conferenza stampa del 21 giugno 2020, a chiusura degli «Stati generali dell'economia» tenutisi a Villa Doria Pamphilj, il Presidente del Consiglio dei ministri ha annunciato con entusiasmo ed enfasi il taglio dell'Iva, dichiarando che: «Rimodulare l'Iva è solo un'ipotesi, è una misura costosa da studiare. C'è preoccupazione perché i consumi, comprensibilmente, non sono ripartiti. Non è ripartito quel clima di fiducia. Per il momento, però, non abbiamo preso decisioni. Questa settimana sarà decisiva per una prospettiva del genere»;

   ogni punto in meno dell'aliquota del 22 per cento, si ricorda, ha un costo di circa 4,5 miliardi di euro; ogni punto in meno dell'aliquota del 10 per cento vale 3,1 miliardi di euro, per cui, considerando che tra le ipotesi di fattibilità ci sarebbe anche un taglio di 10 punti percentuali dell'aliquota del 22 per cento per tutto il 2021 e il 2022, si tratterebbe di trovare copertura per circa 50 miliardi di euro;

   a smentire di fatto il Presidente del Consiglio dei ministri, segno di una maggioranza di governo tutt'altro che compatta sul tema della ripresa economica dell'Italia dalla crisi dovuta all'emergenza epidemiologica da COVID-19, è stato il Ministro dell'economia e delle finanze, per il quale «si tratta di una misura che va valutata attentamente»;

   sulla scia del Ministro Gualtieri appaiono anche le componenti di maggioranza Partito Democratico e Italia Viva, più propense ad un taglio del costo del lavoro invece che dell'Iva;

   in questo scenario si inserisce anche la diatriba intorno all'utilizzo del Mes, con una componente della maggioranza di governo che preme per l'utilizzo, ricorrendo anche allo strumento della lettera ad un quotidiano da parte del segretario di partito, quasi a voler lanciare dei messaggi all'Europa, ed il Presidente del Consiglio dei ministri, sotto pressing della forza politica che lo sostiene, che rinvia qualunque decisione a settembre 2020 –:

   se il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga doveroso far chiarezza sul taglio dell'Iva, confermandone o meno l'intervento nella prossima legge di bilancio e, soprattutto, dettagliandone le modalità e le coperture, garantendo, altresì, che nessuna ipotesi di «accordo» e di «trattativa» porti all'utilizzo del Mes in cambio del taglio dell'Iva.
(3-01642)

(30 giugno 2020)

   GELMINI, OCCHIUTO, MANDELLI, MARTINO, PRESTIGIACOMO, GIACOMONI, ANGELUCCI, BARATTO, CANNIZZARO, CATTANEO, D'ATTIS, D'ETTORE, GIACOMETTO, PELLA, PORCHIETTO e PAOLO RUSSO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri. — Per sapere – premesso che:

   il 21 giugno 2020, al termine degli «Stati generali dell'economia», il Presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, rispondendo a una sollecitazione di alcuni cittadini appartenenti ad alcune categorie produttive, ha dichiarato che sarebbe stata in corso una discussione in merito ad un ipotetico abbassamento delle aliquote dell'Iva, per incentivare la ripresa dei consumi a seguito dell'emergenza COVID-19;

   nel corso della conferenza stampa conclusiva del medesimo evento, proprio in relazione all'ipotesi di rivedere le aliquote dell'Iva, il Presidente del Consiglio dei ministri ha precisato che una decisione in tal senso non era stata ancora presa, confermando tuttavia la forte preoccupazione dell'Esecutivo per il permanere di un basso livello dei consumi e affermando che la settimana successiva sarebbe stata «decisiva per una prospettiva del genere»;

   l'intervento – che in altri Paesi dell'Unione europea come la Germania si è concretizzato a partire da oggi – non ha riscontrato pareri concordi all'interno della stessa maggioranza di governo. Lo stesso Ministro dell'economia e delle finanze, Roberto Gualtieri, si è mostrato molto prudente, dichiarando che erano in corso di esame «tutte le varie opzioni» e che poi il Governo avrebbe preso «una posizione anche in base alla valutazione del quadro delle risorse e dell'andamento dell'economia», tanto che il 24 giugno 2020, nel corso dell'audizione tenutasi presso la Commissione bilancio, tesoro e programmazione della Camera dei deputati, lo stesso Ministro, parlando della nuova richiesta di scostamento al Parlamento e delle ulteriori misure da adottare, non ha fatto alcun riferimento a tale argomento;

   i dati emergenti sul primo mese di cessazione del lockdown confermano il drastico calo dei consumi non alimentari e la debolezza della ripresa della domanda interna;

   le principali associazioni di categoria del mondo del commercio hanno espresso posizioni variegate ma complessivamente non sfavorevoli, a determinate condizioni, ad un taglio selettivo delle aliquote;

   l'indeterminatezza della posizione del Governo su questo argomento rischia di produrre comunque conseguenze negative a causa dell'effetto annuncio sulle scelte di acquisto dei cittadini;

   misure del genere possono rivelarsi efficaci per il rilancio dei consumi solo se assunte con rapidità, attraverso un intervento mirato e significativo, in particolare nei settori più penalizzati dal lockdown –:

   se sia nelle intenzioni del Governo procedere con un intervento specifico e mirato di abbassamento dell'Iva e, in caso affermativo, in quale misura, con quali tempistiche, per quali settori e per quale periodo di riferimento.
(3-01643)

(30 giugno 2020)

   SCHULLIAN e LUPI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri. — Per sapere – premesso che:

   dal 1° luglio 2020 il limite all'utilizzo dei contanti passa da 3.000 a 2.000 euro, per abbassarsi a 1.000 euro a partire dal 1° gennaio 2022;

   sempre dal 1° luglio 2020 entra in vigore anche il credito d'imposta sulle commissioni pagate per l'utilizzo del pos da parte degli esercenti attività d'impresa, arti e professioni, con un valore pari al 30 per cento delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate con pagamento da parte dei clienti mediante carte di credito, di debito o prepagate, come previsto dall'articolo 22 del decreto-legge n. 124 del 2019;

   il settore dei pagamenti elettronici, in modo particolare l'utilizzo del pos, è in forte crescita;

   a febbraio 2020, prima dell'emergenza epidemiologica in Italia, ai sensi dell'articolo 126-sexies del testo unico bancario il gruppo finanziario Nexi s.p.a., che fornisce servizi e infrastrutture per il pagamento digitale per banche, aziende, istituzioni e pubblica amministrazione, ha trasmesso alla propria clientela la proposta di modifica unilaterale concernente la variazione e la rimodulazione dei corrispettivi previsti da contratto con ogni cliente;

   le condizioni economiche applicate dal gruppo Nexi all'esercente relative ai metodi di pagamento per il servizio acquiring di Nexi payments s.p.a. registrano una diminuzione delle commissioni con i circuiti stranieri (UPI, JCB), dal 4,45 per cento al 2,29 per cento, ma un netto aumento di commissioni bancarie per i servizi normalmente utilizzati dagli italiani (Maestro, MasterCard, Visa, V pay) dallo 0,97 per cento all'1,24 per cento;

   inoltre, la comunicazione avvenuta per mezzo di posta elettronica informava la clientela che, entro una data stabilita, la proposta si riteneva accettata in assenza di un espresso rifiuto e, nel caso del rifiuto, il cliente avrebbe dovuto recedere immediatamente dal contratto;

   il gruppo Nexi s.p.a. comunicava che la rimodulazione dei corrispettivi era causata dall'evoluzione del contesto economico e finanziario;

   il costo del denaro, nello stesso periodo preso in considerazione da Nexi s.p.a., non ha registrato variazioni di rilievo, come conferma la Banca centrale europea;

   si è in presenza, ad avviso degli interroganti, di una vera e propria tassa per i commercianti che si vedono costretti a pagare il 30 per cento in più di commissioni, rendendo così inutile il credito d'imposta introdotto dal 1° luglio 2020 –:

   quali iniziative urgenti di competenza il Governo intenda adottare per contrastare questi ingiustificati aumenti.
(3-01644)

(30 giugno 2020)

   DAVIDE CRIPPA, RICCIARDI, SCERRA, ILARIA FONTANA, MARINO, SALAFIA, ALEMANNO, FEDERICO, PROVENZA e FRANCESCO SILVESTRI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri. — Per sapere – premesso che:

   la pandemia da COVID-19 sta attualmente manifestando i suoi effetti economici che evidenziano anche asimmetrie strutturali, a tutt'oggi irrisolte, tra cui rilevano le politiche fiscali, e che hanno evidenziato una capacità dissimile degli Stati membri dell'Unione europea di rispondere alla crisi in atto;

   per rispondere alla gravissima situazione in atto, la Commissione europea, su richiesta del Consiglio europeo, ha presentato la proposta di un piano di ripresa per contribuire a riparare i danni economici e sociali causati dalla pandemia di Coronavirus, rilanciare la ripresa europea, proteggere l'occupazione e creare posti di lavoro: il piano d'azione prevede due elementi strettamente legati, il quadro finanziario pluriennale 2021-2027, rafforzato rispetto alle precedenti proposte con un nuovo strumento per la ripresa, il Recovery fund, rinominato «Next generation Eu»;

   la proposta della Commissione europea «Next generation Eu», con un valore complessivo di 750 miliardi di euro, di cui 500 miliardi destinati a sovvenzioni, mentre i restanti 250 miliardi messi a disposizione degli Stati membri sotto forma di prestiti, ha natura emergenziale, è limitata nel tempo ed è volta primariamente al sostegno degli Stati membri colpiti più duramente dalla pandemia. Il «Next generation Eu» è strettamente connesso al nuovo bilancio pluriennale dell'Unione europea proposto dalla Commissione europea, adattato alle esigenze della ripresa dalla crisi socio-economica post pandemia COVID-19, che prevede, per i sette anni del ciclo di programmazione 2021-2027, una dotazione in impegni di spesa – a prezzi 2018 – di 1.100 miliardi di euro;

   la proposta della Commissione europea evidenzia come i fondi dovrebbero essere finalizzati a creare un'economia circolare intelligente, una vera e propria conversione verde, finanziamenti che vadano nella direzione di un ripensamento totale dei sistemi di trasporto e di produzione energetica;

   appare, dunque, assolutamente prioritario per il nostro Paese un significativo piano di investimenti che comprenda l'istruzione, la mobilità sostenibile, un Green new deal ambientale, nonché lo sviluppo della connettività, al fine del definitivo superamento del cosiddetto digital divide –:

   quali priorità negoziali intenda perseguire l'Italia nella definizione dell'accordo riguardante «Next generation Eu» nel quadro del bilancio finanziario pluriennale dell'Unione europea, al fine di rendere il pacchetto massimamente rispondente alle priorità socio-economiche del nostro Paese, anche in considerazione degli obiettivi programmatici del Governo.
(3-01645)

(30 giugno 2020)

   DELRIO, PICCOLI NARDELLI, CIAMPI, DI GIORGI, ORFINI, PRESTIPINO, ROSSI, GRIBAUDO, FIANO e ENRICO BORGHI. – Al Presidente del Consiglio dei ministri. – Per sapere – premesso che:

   il sistema dell'istruzione si è trovato ad affrontare situazioni imprevedibili fino a poche settimane fa, sia con la completa chiusura delle attività didattiche in presenza, sia, adesso, con la programmazione dell'avvio del prossimo anno scolastico, con tutte le cautele richieste dalla necessità di evitare ogni ulteriore occasione di diffusione del virus sulla base di dettagliati protocolli di comportamento;

   il sistema scolastico ha mostrato un'eccezionale capacità di impegno e di resilienza nell'affrontare l'emergenza;

   famiglie, docenti e dirigenti scolastici in questo «tempo di quarantena» hanno compiuto uno sforzo prima impensabile per far fronte all'emergenza, offrendo una grande opportunità in termini di sperimentazione, ricerca didattica e flessibilità;

   la sospensione della attività scolastiche e i limiti della didattica a distanza rilevati in questi mesi richiedono con forza soluzioni che garantiscano la sicurezza sanitaria e che, al tempo stesso, tengano in particolare considerazione alcuni obiettivi che questi mesi di emergenza hanno reso ulteriormente prioritari: il contrasto alla diseguaglianza, attraverso una scuola inclusiva che permetta lo sviluppo pieno delle potenzialità di ciascuno, e la ricostruzione di ambienti di apprendimento, che accompagnino gli studenti nel reinserimento in contesti a cui sentano di appartenere e in cui ricostruire la trama di relazioni che hanno lasciato prima del COVID-19;

   in vista del rientro a scuola a settembre 2020 è necessario rassicurare il personale scolastico, gli studenti e le famiglie che il sistema scolastico si attrezzerà, con risorse adeguate, per garantire strutture sicure, una formazione di qualità e un sostegno ai docenti;

   occorre prevedere un adeguato aumento delle risorse umane in termini di organico per riuscire a programmare tutte le attività didattiche previste, in previsione della possibilità di un aumento del numero delle classi a causa della diminuzione del numero massimo di alunni –:

   quali azioni urgenti e mirate il Governo intenda attuare al fine di garantire, in previsione dell'avvio del prossimo anno scolastico, un aumento delle risorse umane in termini di organico, strutture adeguate allo svolgimento della didattica e nella massima sicurezza sanitaria e un sostegno per la formazione dei docenti, anche attraverso interventi di potenziamento tecnologico utili alla ricerca di nuove strategie didattiche, con particolare attenzione per i soggetti più deboli.
(3-01646)

(30 giugno 2020)

   LOLLOBRIGIDA, MELONI, ACQUAROLI, BALDINI, BELLUCCI, BIGNAMI, BUCALO, BUTTI, CAIATA, CARETTA, CIABURRO, CIRIELLI, LUCA DE CARLO, DEIDDA, DELMASTRO DELLE VEDOVE, DONZELLI, FERRO, FOTI, FRASSINETTI, GALANTINO, GEMMATO, LUCASELLI, MANTOVANI, MASCHIO, MOLLICONE, MONTARULI, OSNATO, PRISCO, RAMPELLI, RIZZETTO, ROTELLI, SILVESTRONI, TRANCASSINI, VARCHI e ZUCCONI. – Al Presidente del Consiglio dei ministri. – Per sapere – premesso che:

   il 23 giugno 2020 la Corte costituzionale si è pronunciata su due questioni di legittimità costituzionale relative alle pensioni per invalidità civile, stabilendo che un assegno mensile di soli 285,66 euro sia manifestamente inadeguato a garantire a persone totalmente inabili al lavoro i «mezzi necessari per vivere» e perciò violi il diritto riconosciuto dall'articolo 38 della Costituzione, secondo cui «ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale»;

   le questioni di legittimità erano state sollevate dalla corte d'appello di Torino per la violazione, tra gli altri, degli articoli 3 e 38 della Costituzione, il primo per «violazione del principio di uguaglianza, ponendo a confronto l'importo della pensione di inabilità, corrisposta agli inabili a lavoro di età compresa tra i 18 e i 65 anni, e l'importo dell'assegno sociale corrisposto ai cittadini di età superiore a 66 anni in possesso di determinati requisiti reddituali, meno favorevoli di quelli di riferimento per il riconoscimento della pensione di inabilità» e il secondo con specifico riferimento all'importo, considerato «insufficiente a garantire il soddisfacimento delle elementari esigenze di vita»;

   la Corte costituzionale ha quindi stabilito che anche gli assegni spettanti agli invalidi civili totali maggiorenni, di cui all'articolo 12, primo comma, della legge n. 118 del 1971, debbano essere aumentati a 516,46 euro, come già riconosciuto per trattamenti pensionistici di altra natura;

   il tema dell'aumento degli assegni per invalidità civile è una battaglia che Fratelli d'Italia sostiene da anni nelle aule parlamentari e per la quale Fratelli d'Italia ha depositato emendamenti anche in occasione dell'esame delle diverse leggi di bilancio, ma non ha trovato sinora ascolto da parte del Governo;

   dopo la pronuncia della Corte costituzionale e considerata anche l'opportunità data dal «decreto rilancio», il Governo avrebbe già potuto adottare iniziative per pervenire all'adeguamento degli assegni;

   il Governo sta spendendo 80 miliardi di euro con i diversi provvedimenti adottati per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 anche per misure tutt'altro che emergenziali e poco rilevanti;

   la spesa per l'adeguamento degli assegni ammonterebbe a meno di 120 milioni di euro, un importo inferiore financo allo stanziamento previsto nel «decreto rilancio» per il cosiddetto bonus monopattino –:

   per quale ragione il Governo non abbia ancora adottato iniziative per l'aumento degli assegni di cui in premessa e quando intenda farlo.
(3-01647)

(30 giugno 2020)

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