XVIII LEGISLATURA
CAMERA DEI DEPUTATI
N. 332
PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa dei deputati
RAMPELLI, MELONI, CIRIELLI, ACQUAROLI, BELLUCCI, BUCALO, BUTTI, CARETTA, DEIDDA, DELMASTRO DELLE VEDOVE, DONZELLI, FIDANZA, FOTI, FRASSINETTI, GEMMATO, LOLLOBRIGIDA, LUCASELLI, MASCHIO, MOLLICONE, MONTARULI, RIZZETTO, ROTELLI, SILVESTRONI, TRANCASSINI, VARCHI
Introduzione del comma 639-bis dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, in materia di esenzione dall'imposta unica comunale
Presentata il 23 marzo 2018
Onorevoli Colleghi! — Nell'anno di grazia 2018, molti italiani non dispongono nella propria abitazione di acqua corrente proveniente da un acquedotto compreso nel sistema idrico integrato. Secondo i dati che l'Istituto nazionale di statistica ha raccolto durante il censimento 2011, il 3,2 per cento delle case degli italiani non riceve acqua da un acquedotto, cioè più di un italiano su trenta.
È evidente come la mancanza di una fonte adeguata e sicura di acqua costituisca una grave menomazione in termini di qualità della vita, costringendo i cittadini interessati a sobbarcarsi ingenti spese per procurarsela e a compiere notevoli fatiche per disporre di un bene che dovrebbe essere garantito a tutti i cittadini. Il diritto all'acqua è, anzi, un diritto fondamentale che dovrebbe essere garantito a ogni persona.
Questa carenza costituisce peraltro quasi sempre la spia di altre situazioni di disagio. Dove manca l'acqua normalmente difetta anche l'impianto fognario, il servizio di illuminazione pubblica è assente o più deficitario del solito, le strade sono sterrate o più fatiscenti del consueto. I servizi pubblici di trasporto sovente mancano del tutto. La mancanza d'acqua pubblica marca una marginalità evidente di famiglie e comunità che non sono tenute nella dovuta considerazione dalle autorità comunali competenti.
L'iniqua parametrazione delle rendite catastali svantaggia – in molti comuni – i possessori di immobili non riforniti di acqua e pretermessi nell'erogazione di quasi tutti i servizi essenziali di competenza delle autorità locali. Essi pagano imposte e tasse quanto gli abitanti del centro cittadino e a volte addirittura di più.
La funzione primaria delle istituzioni deve essere quella di realizzare pienamente la persona umana, secondo il disegno della Costituzione. La presente proposta di legge non ha quindi esclusivamente una finalità equitativa. Essa ha soprattutto una finalità propulsiva, essendo esplicitamente volta a incentivare i comuni a operare inclusivamente, con riferimento all'intero territorio comunale. Non possono esistere zone franche, in cui l'ente locale opera esclusivamente come esattore, senza restituire ai cittadini quanto prelevato attraverso servizi adeguati ed efficienti.
Da troppi anni lo sviluppo civile del Paese si è arrestato, mentre si moltiplicano segnali inquietanti di involuzione e di degrado. La presente proposta di legge punta, pertanto, a spingere le amministrazioni locali, specie le più inefficienti, a rimettere i propri cittadini al centro dell'impegno amministrativo e data l'importanza della questione trattata confidiamo in un sollecito e vasto sostegno da parte di tutti i gruppi politici.
PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.
1. Dopo il comma 639 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, è inserito il seguente:
«639-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2019, le abitazioni che non possono attingere acqua da una rete di distribuzione affidata a un gestore del servizio idrico integrato, come definito dall'articolo 74, comma 1, lettera r), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, non costituiscono presupposto impositivo ai sensi del comma 639 del presente articolo e i loro possessori sono totalmente esentati dall'imposta unica comunale».